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Ricchi per sempre?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2011

Modena. Venerdì 20 e sabato 21 maggio 2011 si terrà l’importante convegno nazionale “Ricchi per sempre?”. Storici dell’economia ed economisti per i 150 anni di economia italiana, presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia Marco Biagi (il venerdì mattina) in Viale Berengario 51 e presso l’Auditorium Marco Biagi (il venerdì pomeriggio e il sabato mattina) in Largo Marco Biagi 10. Il convegno è organizzato dal Comitato 150 Modena per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Modena a provincia, in collaborazione con SISE – Società Italiana degli Storici dell’Economia e SIE – Società Italiana degli Economisti. I lavori si apriranno venerdì mattina alle ore 9.00, l’ingresso è libero ed è gradita iscrizione su http://www.150modena.it, dove è possibile anche scaricare il programma del convegno che qui alleghiamo. L’inserimento nel quadro internazionale, sebbene risulti determinante ai fini della comprensione dello sviluppo economico, non spiega in modo esaustivo le peculiarità del nostro Paese. I fattori decisivi – è stato ipotizzato – sono piuttosto endogeni, nazionali: a una strutturale insufficienza di cultura competitiva interna si somma la carenza di infrastrutture materiali e istituzionali fra cui spiccano il quadro giuridico/legale e la farraginosità dell’amministrazione pubblica da un lato, e la instabilità delle politiche finanziarie, dall’altro. A ciò si aggiunge lo scarso dinamismo di lungo periodo del sistema innovativo italiano, sia sotto il profilo tecnologico sia organizzativo, in cui i punti di debolezza, in vari momenti storici, hanno finito per prevalere su quelli di forza. L’incontro sinergico o lo scontro deleterio fra questi fattori è andato sviluppandosi nella storia economica italiana dando origine a momenti di vigorosa crescita, come gli anni del decollo industriale nel periodo del miracolo economico postbellico, e a fasi di profondo squilibrio, come nel caso della crisi di fine Ottocento o del fascismo degli anni Trenta. Né il mercato, con i suoi aggiustamenti spontanei, né lo Stato, con le sue imposizioni dirigistiche, dunque, sono stati in grado da soli di suscitare, sostenere o ripristinare lo sviluppo economico. Da qui, parte l’ipotesi di lavoro del convegno.
In questa due giorni, un gruppo di accreditati studiosi (in ordine di intervento: P. Ciocca, M. Salvati, S. Paba, F. Vella, M. Zavani, A. Giuntini, F. Karrer, V. Zamagni, C. Guerra, G. Conti, M. Onado, R. Giannetti, M. Russo, G. Vecchi, A. Roncaglia, F. Amatori, A. Colli, L. Paolazzi, G. Berta, T. Boeri, G. Bertocchi, M. Cattini), analizzeranno alcune delle principali questioni della vicenda economica nazionale, esplorando i temi che più direttamente hanno influenzato e influenzano la crescita o la stagnazione/recessione di un modello economico assai peculiare qual è quello italiano. Se, come è stato in più sedi sottolineato, lo sviluppo economico italiano nel lungo periodo (dalla fase post-unitaria alla crisi del fine secolo XX) è stato soggetto a un andamento “a pendolo” che ha visto susseguirsi momenti di crescita a stadi di stagnazione e arretramento, appare opportuno, dopo 150 anni, interrogarsi con ampiezza di visione sulle cause persistenti delle peculiarità del caso relativo al nostro paese.
Al termine di ogni relazione un discussant commenterà il tema esposto sforzandosi altresì di collegare le questioni trattate con la situazione economica attuale.

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