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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘disegni’

«Festival di storie, segni e disegni»

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

festival fumettoRoma 24/25/26 maggio 2019 – Orario: 10:00-20:00 MATTATOIO Piazza Orazio Giustiniani 4, (Testaccio) Biglietti: giornaliero ARF! € 10,00 – abbonamento 3 giorni ARF! € 20,00. Nell’intenso weekend di attività sarà possibile inoltre visitare le mostre esclusive di Giuseppe Palumbo (autore del manifesto di ARF!2019, conosciuto dal grande pubblico per Diabolik e Ramarro), dello scozzese Frank Quitely (uno dei disegnatori più amati del mondo grazie alle sue interpretazioni di personaggi iconici come Superman, Batman e gli X-Men), di Attilio Micheluzzi (tra i più incisivi e originali Maestri del fumetto degli anni ‘70 e ‘80) e di Kalina Muhova e Vinci Cardona, vincitori del Premio Bartoli 2018, il concorso dedicato alle giovani promesse del fumetto italiano, istituito sin dalla prima edizione di ARF!, in memoria dello sceneggiatore Lorenzo Bartoli prematuramente scomparso nel 2014.Parallelamente, in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Roma, ARF! co-produce anche la mostra “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido in programma dal 16 maggio al 29 giugno 2019 presso la Sala Dalì al civico 91 di piazza Navona. https://www.arfestival.it/mostre/Tra le sezioni del Festival, troveremo l’area dedicata alle opportunità professionali – la Job ARF! – uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Anche quest’anno, la call per gli aspiranti autori ha realizzato un incredibile successo: i lavori inviati per essere sottoposti all’attenzione degli addetti al settore sono state infatti più di 4000. http://www.arfestival.it/jobarf/
Per i più piccoli non mancherà la ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani e internazionali, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. http://www.arfestival.it/kids. Confermate le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare con le superstar del fumetto italiano e internazionale come Gabriele Dell’Otto (talento pittorico tutto italiano della Marvel), Yoshiyasu Tamura (maestro giapponese del Manga), Casty (uno dei più importanti autori contemporanei della Disney), Stefano Disegni (uno dei più popolari autori-disegnatori satirici italiani), Katja Centomo (la disegnatrice di W.I.T.C.H e Monster Allegy), Davide Toffolo (fumettista, e voce e chitarra del gruppo Tre allegri ragazzi morti).Imperdibili le Lectio Magistralis tenute da tre Maestri del fumetto d’autore: tre appuntamenti in tre giorni (dalle 14.30 alle 16), tre pietre miliari della storia del fumetto si racconteranno mentre disegneranno dal vivo nella Sala Talk.José Muñoz (la leggenda del fumetto argentino, il creatore di Alack Sinner e altri indimenticabili personaggi), Angelo Stano (il disegnatore di Dylan Dog, l’autore dell’indimenticabile numero 1 ma anche degli albi più amati della serie dell’indagatore dell’Incubo), Riccardo Mannelli (fumettista, illustratore, pittore, disegnatore satirico, insegnante, un Maestro dell’arte visiva al servizio di un talento che ha pochi eguali nel mondo della nona arte), accompagnati rispettivamente da Laura Scarpa, Paulonia Zumo e Adriano Ercolani.
Self ARF! è un vero e proprio Festival nel Festival, una caccia ai tesori underground, un appuntamento imperdibile per immergersi nel mondo delle etichette indipendenti in cui sperimentazione e libera creazione artistica sono le parole d’ordine. In quest’area ad accesso gratuito saranno presenti una selezione di autrici e autori, collettivi e microeditori che scelgono di produrre autonomamente i loro lavori al di fuori delle logiche del mercato editoriale tradizionale con linguaggi e segni grafici estremamente diversi. La Self ARF! è coordinata da Francesca Protopapa & Rita Petruccioli e in questa quinta edizione presenta l’esclusiva mostra di Gloria Pizzilli e Tommy Gun Moretti http://www.arfestival.it/self/L’ARFist Alley è un luogo di incontro fra gli artisti e il pubblico, differente dalle dinamiche delle signing session agli stand delle case editrici o dei negozi. E come la Self Arf!, quest’anno anche l’Alley sarà una “piazza aperta” ad ingresso gratuito, dove incontrare i professionisti del panorama italiano e internazionale, per ammirare e acquistare tavole originali, stampe esclusive, sketchbook e richiedere commission agli autori!www.arfestival.it/arfist/ http://www.mattatoioroma.it (foto copyright)

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Con i vostri occhi, con le nostre mani: Una mostra di dipinti e disegni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

mostraRoma Fino al 27 giugno 2017 sarà possibile visitare all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) la mostra “Con i vostri occhi, con le nostre mani”. L’esposizione, con ingresso libero, raccoglie dipinti e disegni, frutto dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma. Il progetto formativo dell’Università Europea di Roma prevede l’inserimento di attività di responsabilità sociale nel curriculum degli studi, con l’obiettivo di sensibilizzare lo studente all’esercizio attivo della solidarietà e alla coscienza del valore sociale dell’impegno professionale. A tal fine vengono stipulate convenzioni con enti, associazioni e organizzazioni “no profit”.Questa mostra di dipinti e disegni è nata in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cantiere”, nata a Roma trentun anni fa.
“Il Cantiere” è un’associazione senza fini di lucro, con fini formativi e informativi di integrazione, prevenzione e inserimento sociale rivolta ai giovani e alle loro problematiche, che insieme a studenti universitari lavorano alle stesse attività. Ciò produce un reciproco effetto trainante, in un lavoro creativo ed espressivo, di ampio respiro solidale e umano.Particolarmente interessante è il risultato di questa mostra, diretta dal maestro Giuseppe Brunetti, come prodotto di un lavoro comune, che coniuga creatività, cultura e solidarietà.La mostra, con ingresso libero, si potrà visitare fino al 27 giugno 2017, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato, dalle 8.30 alle 13.30, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. (foto: mostra)

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Giuliano da Sangallo Disegni degli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 Mag 2017

Disegni degli UffiziFirenze fino al 20 agosto Le Gallerie degli Uffizi dedicano una mostra a Giuliano Giamberti, più noto come Giuliano da Sangallo (attivo dagli anni Sessanta del Quattrocento fino alla morte, avvenuta nel 1516), figura chiave e protagonista del Rinascimento italiano e il primo di cui sopravvive una raccolta di disegni di architettura, custodita e curata dai suoi eredi. I disegni selezionati per l’esposizione non solo gettano luce sullo sviluppo dei peculiari metodi tecnici e grafici di Sangallo, ma più in generale su quelli più diffusi e condivisi nel periodo compreso tra gli ultimi decenni del Quattrocento e la fine del secondo Rinascimento.Architetto di Lorenzo il Magnifico e dei papi Giulio II della Rovere e Leone X Medici, è infatti fra i più importanti disegnatori di architettura della sua epoca. A dimostrarlo senza ombra di dubbio – oltre ai preziosi codici antiquari di Siena e dell’Apostolica Vaticana, rispettivamente il Taccuino Senese e il Libro dei Disegni, consultabili in mostra in formato digitale -, è proprio l’eccezionale corpus grafico conservato agli Uffizi. La poliedrica attività del primo dei Sangallo ha infatti lasciato traccia in numerosi fogli storicamente attribuitigli in collezione, accostati nella sede dell’esposizione ad altri prodotti della sua allargata bottega familiare e di autori a lui contemporanei. Questi disegni, come ben illustrato nelle varie sezioni della mostra, ne documentano il lavoro come architetto militare e grande innovatore dell’architettura civile e religiosa; lo strettissimo rapporto intellettuale con i committenti; l’incessante pratica dello studio dell’antico, riverberatasi nella formazione di tutti i suoi collaboratori, e la continuità assicurata al suo magistero dagli eredi più diretti; le sperimentazioni condotte negli anni romani del confronto con Bramante, specialmente sul cantiere cruciale della basilica di San Pietro; l’intreccio fra composizione e invenzioni figurative, culminante nell’episodio finale del concorso per la facciata della basilica fiorentina di San Lorenzo; infine, la produzione come disegnatore di figura e le diverse inclinazioni verso altri artisti del suo tempo, in particolare Botticelli, come illustra un dipinto di bottega del pittore proveniente dalla National Gallery di Londra, possibile esempio del collezionismo privato di Giuliano da Sangallo.
Ai fogli degli Uffizi è inoltre affiancata una testimonianza unica delle tecniche progettuali tra Quattro e Cinquecento lasciataci dallo stesso autore: il modello ligneo di palazzo Strozzi a Firenze.
L’eloquenza grafica di Giuliano da Sangallo restituisce, nei manufatti esposti, un’immagine seducente dell’architettura rinascimentale: erudita, raffinata ed eminentemente disegnata, in una personale accezione di ritorno all’antico, che è anche della sua opera costruita.Il catalogo che accompagna la mostra – di taglio monografico, ma strutturato di volta in volta per sezioni tipologiche o relative alla biografia artistica di Sangallo – propone una sostanziale revisione del corpus storicamente attribuito all’artista. Emerge così l’importanza del ruolo della sua bottega e in particolare della figura del fratello Antonio il Vecchio, alla cui mano sono restituiti numerosi fogli; viene inoltre confermata la nuova attribuzione a Giuliano da Sangallo di un foglio recuperato di recente nelle ricerche dei curatori della mostra. Sui disegni di assegnazione certa, i saggi esercitano un grosso sforzo interpretativo, per restituire l’immagine di dettaglio delle architetture lì delineate, in rapporto all’opera costruita di Sangallo.In aggiunta, il catalogo (e di conseguenza la mostra) recuperano il rapporto strettissimo tra produzione grafica per l’architettura e disegno figurativo, nella Firenze a cavallo di Quattro e Cinquecento: non solo con la sottolineatura del ruolo degli ampi brani di scultura previsti da Giuliano da Sangallo per suoi progetti, ma anche con la riconsiderazione parallela del corpus di figura, con una nuova proposta di identificazione dei soggetti che ricompone un gruppo unitario di fogli, distribuiti tra gli Uffizi e l’Albertina di Vienna. Un aspetto, quest’ultimo, più trascurato nelle ricerche degli studiosi del disegno di architettura, ma in realtà da collegare strettamente alle analisi su Giuliano architetto, nonché disegnatore per l’architettura e di architettura. E al proposito commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike D. Schmidt: “il linguaggio a penna di Giuliano non perde di vista la sua forte impronta lineare e grafica, così come le inclinazioni pittoriche (e le reminescenze dei chiaroscuri antichi) nei disegni di figura più tardi dialogano con la sua architettura di superficie e con il gusto particolare per il repertorio di ornato policromo”.Va ancora detto che una rilevante espressione degli interessi figurativi e collezionistici di Sangallo è fornita dall’esposizione del dipinto con la Madonna con il Bambino, san Giovanni Battista e un angelo della National Gallery di Londra in passato attribuito all’artista: in origine con ogni probabilità faceva infatti parte della collezione privata di Sangallo, il cui nome si legge sull’iscrizione antica apposta sul verso della tavola.
Più in generale va osservato che il recupero delle vicende di uno dei nuclei più significativi e celebri della collezione di disegni architettonici degli Uffizi permette di comprenderne l’eccezionale importanza nel panorama delle collezioni di grafica europee e nordamericane, e rimarca altresì il suo ruolo cruciale nel plasmare i metodi della storiografia e l’immagine stessa dell’architettura rinascimentale. La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Dario Donetti, Marzia Faietti e Sabine Frommel, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: Disegni degli Uffizi)

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Giuliano da Sangallo: Disegni dagli Uffizi

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

palazzo-pitti0Firenze 16 maggio – 20 agosto 2017 Uffizi, Sala Edoardo Detti e Sala del Camino a cura di Dario Donetti, Marzia Faietti, Sabine Frommel
Prima esposizione monografica degli Uffizi dedicata alla produzione grafica di Giuliano da Sangallo (Firenze, 1445 circa-1516), la mostra, oltre a ospitare una ragionata scelta del vasto corpus di disegni conservati in collezione, espone un numero limitato di altri manufatti artistici, accuratamente selezionati per dar conto della poliedricità dell’artista e delle molteplici implicazioni dei suoi interessi architettonici, nonché dell’attività della bottega. Il catalogo a stampa di corredo all’esposizione offrirà una valutazione complessiva dell’opera grafica di Giuliano da Sangallo, mettendo in luce la cronologia, i luoghi e la committenza degli ultimi decenni di attività; le ricerche compositive e le sperimentazioni tipologiche, nell’architettura sacra, civile e militare; la funzione degli studi antiquari e dei libri di disegni; i rapporti con il fratello Antonio il Vecchio, il nipote Antonio il Giovane e il figlio Francesco, nei codici e nei disegni di presentazione a più mani; la pratica della copia e la circolazione del sapere architettonico e antiquario e infine la funzione dei modelli lignei come strumenti operativi di progettazione in relazione al disegno.

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Una mostra di dipinti e disegni, risultato dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Mag 2016

mostra università europeaRoma Fino al 15 giugno 2016 sarà possibile visitare all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) la mostra “Con i vostri occhi, con le nostre mani”.L’esposizione, con ingresso libero, raccoglie dipinti e disegni, frutto dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma.
Il progetto formativo dell’Università Europea di Roma prevede l’inserimento di attività di responsabilità sociale nel curriculum degli studi, con l’obiettivo di sensibilizzare lo studente all’esercizio attivo della solidarietà e alla coscienza del valore sociale dell’impegno professionale. A tal fine vengono stipulate convenzioni con enti, associazioni e organizzazioni “no profit”.
Questa mostra di dipinti e disegni è nata in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cantiere”, che quest’anno ha compiuto trent’anni di attività. “Il Cantiere” è un’associazione senza fini di lucro, con fini formativi e informativi di integrazione, prevenzione e inserimento sociale rivolta ai giovani e alle loro problematiche, che insieme a studenti universitari lavorano alle stesse attività. Ciò produce un reciproco effetto trainante, in un lavoro creativo ed espressivo, di ampio respiro solidale e umano.
Particolarmente interessante è il risultato di questa mostra, diretta dal maestro Giuseppe Brunetti, come prodotto di un lavoro comune, che coniuga creatività, cultura e solidarietà.
La mostra, con ingresso libero, si potrà visitare fino al 15 giugno 2016, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato, dalle 8.30 alle 13.30, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. L’università è chiusa la domenica e nei giorni festivi. (foto: mostra università europea)

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Arnaldo Pomodoro: Spazi scenici e altre architetture

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 ottobre 2014

pomodoro2Pomodoro1TERNI – CAOS centro arti opificio siri DALL’11 OTTOBRE 2014 AL 18 GENNAIO 2015 Sculture, scenografie, modellini, costumi creati per il teatro accanto alle opere e ai progetti architetturali più suggestivi. a cura di Antonio Calbi. La mostra rivela un Arnaldo Pomodoro ancora poco conosciuto: un inventore di spazi per il teatro, la danza, la musica e di originali opere architetturali.Il teatro ha rappresentato per Pomodoro, sin dagli esordi del suo lavoro, un ambito privilegiato di sperimentazione: non si tratta della semplice trasposizione in scena di un linguaggio, di una estetica e di una poetica, bensì di considerare la scena un vero e proprio laboratorio di invenzione di ambienti, vere e proprie “drammaturgie dello spazio”. “L’esperienza teatrale -dice Pomodoro- mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha incoraggiato e persino ispirato a sperimentare nuovi approcci e nuove idee per le sculture di grandi dimensioni perché il teatro mi dà un senso di libertà creativa: mi permette di materializzare la visionarietà”.
L’esposizione documenta cinquant’anni di lavoro attraverso altrettanti progetti, fra spazi scenici e architetture: dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica, attraverso sculture, scenografie, modellini e disegni, ma anche costumi e oggetti di scena. Si va dalla Caterina di Heilbronn di Kleist, sul Lago di Zurigo nel 1972 con la regia di Luca Ronconi, alla trilogia dell’Orestea di Emilio Isgrò da Eschilo sui ruderi di Gibellina, messa in scena tra il 1983 e il 1985, con la regia di Filippo Crivelli, fino alle rappresentazioni classiche del Centenario dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) al Teatro Greco di Siracusa nel maggio 2014. Se la prima sezione dell’esposizione racconta la reinvenzione dello spazio scenico, la seconda documenta alcuni tra i più significativi progetti e opere architetturali: dal progetto per il nuovo cimitero di Urbino -non realizzato- alla Sala d’Armi per il Museo Poldi Pezzoli di Milano, fino all’environment Ingresso nel labirintoPomodoro che ha preso forma nei sotterranei dell’edificio ex Riva Calzoni di via Solari a Milano, già sede espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Il rapporto di Arnaldo Pomodoro con l’Umbria inizia nel lontano 1962, quando Giovanni Carandente lo invita a partecipare all’esposizione “Sculture nella città”: la Colonna del viaggiatore esposta al pubblico durante la quinta edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto è stata in seguito donata alla città. È poi la volta di Terni, nel 1995, con l’opera Lancia di luce, concepita per Piazza del Popolo con la volontà di sintetizzare, in un unico simbolo, l’idea dell’evoluzione tecnologica e la pregnanza storica e sociale che le acciaierie hanno significato per la città di Terni. Il più recente intervento è del 2012, con il Carapace, la cantina-scultura commissionata dalla Famiglia Lunelli per la Tenuta Castelbuono di Bevagna, perfettamente integrata nel paesaggio umbro.
Arnaldo Pomodoro. Spazi scenici e altre architetture sarà una mostra di grande fascino che incuriosirà e sorprenderà un pubblico ampio e di tutte le età. Dall’11 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 – vernissage sabato 11 ottobre ore 18.00 – orari di ingresso: da martedì a domenica, ore 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00, lunedì chiuso.

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Mostra Lorenzo Bruschini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

Roma dal 15 al 18 dicembre 2011 vernissage: giovedì 15 dicembre 2011, ore 18.00 (fino alle 22:00 l`Atelier Les Oiseaux Noirs i sarà aperto al pubblico per l`Open Studio dell’artista Lorenzo Bruschini. La pittura di Lorenzo Bruschini si fonda su una pratica quotidiana di ricerca e rappresentazione di simboli ed immagini affioranti dal profondo. Tali immagini, dapprima confuse e superficiali, nascono, crescono e muoiono nel corso del tempo, subendo metamorfosi successive e costituendo altrettanti varchi per ulteriori sforzi di lucidità visiva: un processo mai concluso, un mettersi in cammino in cui l’artista – secondo un`osservazione di Carl Gustav Jung – “subisce il simbolo che gli si impone” e dà così vita ad un immaginario archetipico. In occasione dell`evento Open Studio saranno visibili, ancora appese nell`atelier in cui sono state dipinte, tre tele di grande formato ed un dipinto su tavola realizzati lungo l`intero arco del 2011 ed ispirati al tema della rinascita. Saranno inoltre in esposizione dipinti, disegni e incisioni tratti dalla produzione grafica e pittorica dell`artista tra il 2005 ed oggi, fra cui i disegni originali realizzati per i libri pubblicati dalla Casa Editrice Edizione del Giano.
Lorenzo Bruschini (Frascati, 1974). Vive e lavora a Roma

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Sette animali che cambiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Rimini, 15 luglio, ore 18 Musei Comunali – Via Tonini, 1 ingresso libero. Con la presenza dell’autore inaugurazione della mostra “Sette animali che cambiano” personale dei disegni di Stefano Ricci all’interno della mostra si potranno vedere film d’animazione e filmini di Stefano Ricci.
Sette animali che cambiano è una mostra di disegni, grandi e piccoli, che ho realizzato ultimamente. Quelli piccoli li ho disegnati per filmini in animazione. Insieme ai disegni ci saranno due proiezioni, due tondi: in uno sette animazioni e nell’altro cento filmini fatti con la macchinetta fotografica. | Circa un anno fa ho cominciato a fare questi filmini per prendere movimenti da disegnare nelle animazioni. Mi serve e mi piace farli. Sono come un diario filmato delle cose che vedo e contiene, per forza di cose, il tempo. | Due piccoli orsi bianchi nella vetrina del negozio di tappeti muovono la testa lentamente. Il filmino s’intitola “Per sempre”, ma la settimana dopo i due orsi non c’erano più. In “Jette cerca cose”, il mio cane trova nel bosco la colonna vertebrale di un cervo. Pensavo di poter filmare Jette per sempre, e invece adesso, mentre scrivo, sta morendo. | L’atto di questi filmini mi da modo di fare pratica con il tempo guardando le cose vive, o quelle che mi sembrano vive e che, filmandole, lo diventano. Stefano Ricci
Stefano Ricci > È nato nel 1966 a Bologna, vive ad Amburgo e Quilow. Disegnatore, dal 1986 collabora con la stampa periodica e l’editoria in Italia e all’estero (fra coloro che si avvalgono della sua opera spiccano Frigidaire, Linea d’ombra, il manifesto, Panorama, Libération, Internazionale, Alias, la Repubblica, Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Salani).

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Dalla matita al pennello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Parma dal 9 luglio 2011 Strada Cairoli (Palazzo Sanvitale) Museo Amedeo Bocchi: Sala polifunzionale Orari: da martedì a domenica dalle 10.30 alle 13.00 Chiuso: tutti i lunedì e lunedì 15/8/2011 Ingresso gratuito.
Quest’estate, il Museo Amedeo Bocchi espone alcune opere appartenenti alla propria collezione: nella Sala polifunzionale è possibile apprezzare 10 opere di epoche, stili, dimensioni e tecniche diverse, che coprono un arco di tempo che va dagli anni ’10 agli anni ’70. “Dalla matita al pennello. Disegni e bozzetti di Amedeo Bocchi” è una piccola mostra, a cura di Maria Chiara Cavazzoni, che permette di attraversare la storia artistica del pittore, di approfondirne la conoscenza e di apprezzarne la capacità di restare fedele a se stesso, pur nel mutare del linguaggio pittorico. Consente inoltre di entrare nel segreto del percorso ideativo del pittore, seguendo l’intensa storia legata alla nascita di ogni opera d’arte: dal disegno, al bozzetto, all’opera finita. Tra le opere esposte spicca una prova ad affresco per la villa dell’attrice Hélène Wnorowska. Alla fine degli anni ‘20 l’attrice polacca si era fatta costruire a Roma una villa dall’architetto Giovanni Michelucci, e aveva affidato a Bocchi l’ideazione degli arredi e la decorazione ad affresco della Saletta da Gioco. Gli affreschi furono poi strappati e sono oggi di proprietà della Cassa di Risparmio di Parma. La prova ad affresco Nudi raffigura tre bellissime donne in un paesaggio sul cui sfondo si staglia una città turrita e cinta da mura. Come nel caso delle prove ad affresco della Sala consiliare della Cassa di Risparmio, le opere sono un’importante documentazione del processo creativo tipico di Bocchi. Il pittore elabora singolarmente ogni figura sulla carta per studiarne la posa, per poi passare all’affresco e verificare la resa coloristica di una tecnica che non ammette velature. (86_a bocchi)

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Nuovo allestimento museale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Mag 2011

Roma mercoledì 1 giugno 2011 ore 11.30, Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e Romano Ugolini, Presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, inaugureranno il nuovo allestimento del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Il Museo riaprirà da giovedì 2 giugno con un nuovo percorso di visita che, attraverso dipinti, sculture, disegni, documenti, oggetti, fotografie, cimeli, armi, divise e bandiere, raccoglierà in una veste rinnovata le testimonianze relative al processo di unificazione dell’Italia dalla fine del XVIII secolo al termine del primo conflitto mondiale ritenuto come il naturale completamento dell’unità nazionale. Il progetto scientifico del nuovo allestimento è a cura di Marco Pizzo, Vicedirettore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. L’organizzazione generale e la realizzazione sono a cura di Comunicare Organizzando.

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Mostra Padre Marella

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Bologna 14 dicembre 2010, alle ore 17.00 (Via Nazario Sauro, 22) presso la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale presentazione del libro e inaugurazione della mostra Padre Marella (Ed. B.U.P. nella collana “Sotto i portici” a cura di Tiziana Roversi e Claudia Alvisi) Testo di Alberto Sebastiani Disegni di Gianluigi Toccafondo Introduce Virginiangelo Marabini Intervengono Marco Antonio Bazzocchi e gli autori La mostra dei disegni resta aperta al pubblico fino al 22 gennaio 2011. (padre marella)

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Otto Greiner: Incisioni e disegni

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Roma fino al 30/1/2011 via Dei Coronari 146, Galleria Simone Aleandri Arte Moderna a cura di Emanuele Bardazzi  Nato a Lipsia nel 1869, Otto Greiner fu un personaggio dotato di grande carattere e talento che scelse l’Italia come meta della sua vita di artista, un Deutsch-Römer di stile classico moderno. Greiner ando’ ad occupare nel 1898 lo studio che gli lascio’ Max Klinger in via Claudia a Roma e dietro il suo esempio opero’ una svolta che lo distinse dal contesto della Secessione di Monaco e da Franz von Stuck dal quale era stato influenzato nelle sue permanenze nella città bavarese.
Dell’artista e’ presentata in questa occasione una scelta di circa trenta opere grafiche tra le quali spiccano incisioni rappresentative come Corteo di Baccanti, Ulisse e le sirene, Il diavolo mostra la donna al popolo, Ercole al bivio, La danza ed i ritratti di Max Klinger e Siegfried Wagner. Esposta anche una rarissima incisione con studi di teste che porta la firma congiunta di tre artisti amici e sodali: Otto Greiner, Max Klinger e Sascha Schneider. Accanto alle incisioni sono presentati numerosi disegni tra cui una china per illustrare il libro di poesie Alla vita dell’amico Franz Langheinrich ed altri in massima parte inediti come un autoritratto giovanile “faunesco” e studi di paesaggio e di nudi. (otto greiner)

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Vienna 1900: Klimt, Schiele e il loro tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Basel fino al 16/1/2011 Baselstrasse 101, Riehen, Fondation Beyeler a cura di Barbara Steffen La Vienna degli anni intorno al 1900, con le esperienze della Secessione e della Wiener Werkstätte, e’ stata uno dei laboratori da cui e’ scaturito il modernismo. A questo poliedrico tema, la Fondation Beyeler dedica la prima, grande mostra mai realizzata in territorio svizzero. La mostra, a cura di Barbara Steffen, presenta circa 200 tra dipinti, acquarelli e disegni; e inoltre modelli architettonici, mobili, disegni per tessuti, oggetti in vetro e in argento, fotografie e manifesti d’artista.
La mostra offre una panoramica sul periodo compreso tra la fondazione della Secessione viennese e la fine della prima guerra mondiale nel 1918, anno della morte di Gustav Klimt, Egon Schiele, Otto Wagner e Koloman Moser. Gustav Klimt (1862–1918), primo presidente della Secessione viennese, fu un pittore e disegnatore di straordinario talento. Figura centrale e ispiratrice del modernismo viennese, fu un vivace sostenitore del concetto di opera d’arte totale. Un soggetto ricorrente della sua pittura di paesaggio e’ il lago Attersee nella regione del Salzkammergut, dove tra il 1900 e il 1907 Klimt usava trascorrere l’estate. Klimt fu attivo anche come mentore dei giovani artisti, tra cui Oskar Kokoschka e soprattutto Egon Schiele, che in seguito si sarebbero allontanati dall’ideale dell’opera d’arte totale per approdare al linguaggio di un nascente espressionismo.
I sensuali disegni di figure femminili realizzati da Klimt sono per lo piu’ lavori a matita o carboncino; l’uso del colore e’ scarso, mentre accurato appare lo schizzo dei corpi. I disegni espri-mono spesso un erotismo esplicito; a differenza di quelle di Schiele, le modelle di Klimt sono per lo piu’ colte in un attimo di passionale rapimento, e raramente il loro sguardo e’ diretto all’osservatore.
Pittore, disegnatore e scrittore, Oskar Kokoschka (1886–1980) fu rappresentante di un espressionismo inteso come movimento di universalistica aspirazione. I suoi ritratti, realizzati tra il 1907 e il 1910 e assolutamente nuovi per l’epoca, si concentrano sulla resa della testa e del busto; uno spazio non percepibile fa da sfondo alle opere. Dall’involucro della pura fisicità, Kokoschka sembra estrarre i contenuti psicologici dell’esistenza umana.
L’opera del compositore Arnold Schönberg (1874–1951), che occupa una posizione di rilievo in seno all’arte viennese del primo XX secolo, illustra particolarmente bene il duplice talento di molti esponenti del modernismo viennese e il loro intimo legame con la musica.
Richard Gerstl (1883–1908) realizzò numerosi ritratti della donna cui era legato, Mathilde Schönberg, moglie del suo amico Arnold Schönberg.
la Wiener Werkstätte fu fondata nel 1903 dall’imprenditore Fritz Waerndorfer insieme a Josef Hoffmann e Koloman Moser, che ne fu il principale promotore.
La mostra si avvale anzitutto di 80 opere provenienti dal Leopold Museum di Vienna, che conserva la piu’ grande collezione del mondo di opere di Egon Schiele. 40 disegni proven-gono dall’Albertina di Vienna, una delle piu’ grandi e significative collezioni di opere grafiche al mondo. Il catalogo della mostra, curato da Barbara Steffen per conto della Fondation Beyeler, e’ pubblicato in lingua tedesca e inglese dall’editore Hatje Cantz di Ostfildern. -85-9.  Le strutture espositive sono a cura di Dieter Thiel. Il progetto e’ stato realizzato in collaborazione con l’Ente Turismo di Vienna e l’Ente Turismo di Basilea. (1285)

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Personale di “Mikel Gjokaj. Terre e cielo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Roma, fino al 10 ottobre 2010 Via San Pietro in Carcere  Complesso del Vittoriano Salone Centrale. E’ la prima retrospettiva italiana dedicata al maestro Mikel Gjokaj, nato in Kosovo nel 1946 e residente a Roma dal 1975, che vuole far conoscere l’universo pittorico dell’artista attraverso oltre cento opere tra dipinti ad olio, disegni, acquerelli, tecniche miste ed incisioni realizzate negli ultimi trentacinque anni. I suoi lavori sono decisamente fuori dal comune. Colpiscono il visitatore per i suoi colori densi e cupi. Sono dotati di una luce rosa che con il passare delle ore si fa sempre più rossa e violenta fino a diventare blu cobalto, viola, violetto scuro. E’ ciò che egli rappresenta nella prima parte della sua ricerca pittorica. Esiste, poi, una seconda maniera dove le tele si rischiarano e danno risposte più leggibili e dove la tavolozza si fa più luminosa, i colori si fanno delicati come acquarelli. In tutto questo i critici ravvedono in lui una sorta di sintesi inculcata come un codice genetico dall’accademia di Belgrado  “con tutte le gamme e sfumature, la possibilità di mischiarlo o no con altri colori, la sua durata, trasparenza, densità e persino effetto psichico su chi guarda”. In questo senso la mostra al Vittoriano ripercorre l’intera attività artistica del maestro. Gli anni ’70 sono caratterizzati dalla dominanza della cultura e dell’impostazione dell’est europeo: cultura plumbea, seria, problematica che si travasa in pittura con la scelta di colori densi, risonanze opache, un pessimismo che fa da basso continuo all’invenzione della forma. Nei suoi dipinti e nelle sue incisioni si tratta sempre di paesaggi o di particolari facendolo, pittore della natura che sviscera in tutte le stagioni e in tutte le condizioni di luce la sua forza espressiva e creatrice.
La mostra, che si avvale del Patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, della Provincia di Roma Assessorato alle Politiche culturali, del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, ed è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando, è a cura di Carlo Ciccarelli.
Mikel Gjokaj nasce l’11 novembre 1946 a Krusheve, un piccolo villaggio del Kosovo, tra i più colpiti dall’esercito serbo nel 1999; frequenta la scuola superiore di Belle Arti di Pristina negli anni accademici 1968-1970 e la Facoltà di Belle Arti, sezione di pittura e incisione presso l’Università di Belgrado, negli anni 1970-1974; in quello stesso anno consegue la qualifica accademica superiore e si laurea in Pittura. Nell’ottobre 1975 giunge a Roma dove vive, lavora e vi ha acquisito la cittadinanza. Catalogo: Skira. Testo in catalogo di Enzo Bilardello.

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Museo Aligi Sassu

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Atessa (Ch) Palazzo Ferri – posticipata al 31 luglio l’inaugurazione del Museo Aligi Sassu 210 opere su carta dal 1927 al 1990 a cura di Alfredo Paglione ed Elena Pontiggia Novanta lavori su carta, per lo più inediti, disegni, acquerelli, pastelli e tempere, con centoventi opere grafiche scelte: acqueforti, acquetinte, litografie e serigrafie, costituiscono l’importante collezione di Alfredo e Teresita Paglione affidata al nuovo Museo Sassu di Atessa. La rassegna ripercorre le tappe più importanti della vita e della produzione artistica di Aligi Sassu a partire dalle opere futuriste del 1927-28, per poi soffermarsi sui lavori degli anni ’30, tra cui i famosi Uomini rossi e i Ciclisti, i Caffè, le Battaglie, i disegni del carcere di Fossano realizzati tra il 1937 e il 1938, le Crocifissioni e i Concili degli anni ‘40, fino alle Corride spagnole degli anni ‘60.
Aligi Sassu, scomparso il 17 luglio 2000 a Pollença (Mallorca, Spagna), quest’anno viene ricordato con tre significativi eventi: la mostra presso il Museo di Villa Urania a Pescara, in corso fino a fine giugno, incentrata sulla produzione in ceramica e l’apertura dei due nuovi musei a lui dedicati ad Atessa, in Abruzzo, e a Thiesi, in Sardegna, dove trascorse alcuni anni della giovinezza.
La città di Atessa con la nascita del nuovo museo rende omaggio all’artista sottolineando il profondo legame con la terra d’Abruzzo: nel 1964 vi realizza una grande opera murale “Il Concilio Vaticano II” presso la Chiesa di S. Andrea a Pescara, nel 1987 in anteprima  assoluta espone la “Divina Commedia”, una raccolta di 113 oli, al Castello Gizzi di Torre De’ Passeri (Pe) e nel 1997 la mostra di arte sacra con cui viene aperto il Museo dello Splendore di Giulianova. Qualche anno dopo, nel 2003, presso la Fondazione Carichieti viene inaugurata la mostra permanente de “I Promessi Sposi”, 58 straordinari acquerelli ispirati al celebre romanzo di Alessandro Manzoni, opere donate dai coniugi Alfredo a Teresita Paglione alla città di Chieti.
Il catalogo del nuovo Museo Sassu di Atessa, edito da Silvana eEditoriale, contiene testi  di Giulio Borrelli, Elena Pontiggia, Elsa Betti e un’intervista di Giovanni Gazzaneo ad Alfredo Paglione, noto gallerista e cognato del Maestro. (aligi sassu)

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Mostra Sebastiano Ricci

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

Venezia fino all’11/7/2010 Isola di San Giorgio Maggiore, Centro Espositivo Fondazione Giorgio Cini Il trionfo dell’invenzione nel Settecento veneziano mostra Sebastiano Ricci. Il trionfo dell’invenzione nel Settecento veneziano. Questa iniziativa, promossa e organizzata da Fondazione Giorgio Cini e Regione del Veneto, si propone di celebrare i trecentocinquant’anni della nascita del pittore bellunese, che fu geniale precursore del Rococo’ in Italia e nei piu’ importanti centri europei, da Vienna a Londra, contribuendo a diffondere l’arte e la cultura veneta nel mondo.  L’esposizione, curata dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, diretto dal prof. Giuseppe Pavanello, riunira’ un insieme di bozzetti (dipinti, sculture, disegni) in grado di rappresentare un aspetto originale del genio multiforme e spettacolare di Sebastiano Ricci, alla base di quella rivoluzione formale, tecnica, stilistica, di gusto e di visione, legata alle novita’ del Rococo’. Ricci, oltre che grande maestro, fu infatti un innovatore dell’arte del bozzetto poiche’ ne rivaluto’ l’importanza e il valore di -originale’ rispetto all’opera finita che ne deriva: rivalutazione che appare evidente nella lettera scritta al conte Giacomo Tassi di Bergamo, suo mecenate, il 14 novembre 1731, dove si legge, in riferimento al bozzetto per la pala bergamasca di Sant’Alessandro della Croce: “sappia di piu’, che questo piccolo e’ l’originale e la tavola d’altare e’ la copia”. (Sebastiano ricci)

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Renzo Francabandera: Del colore del teatro

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

Napoli fino al 24 aprile h. 12 Sala Carlo V del Maschio Angioino, in Piazza Municipio Da anni Francabandera racconta il teatro disegnando, nel buio della sala, frammenti occasionali rubati in rapidità alla scena, quell’arabesco di volti e di suggestioni che si svolge unico e irripetibile ogni sera, l’incontro tra la luce dell’immagine e il corpo teatrale. Con raffinata tecnica di pastello ad olio e fogli inchiostrati a china, l’artista ricerca istantanee di colore per tracciare emotivamente lo spettacolo, lo disegna, lo racconta. Nati per accompagnare la meditazione scritta sulla drammaturgia, i disegni hanno iniziato col tempo a vivere di vita propria. Dai primi piani, che restituiscono la leggerezza e il tormento, fino agli intrecci dei corpi, alle tensioni verticali dell’emotività del luogo teatro, il percorso che viene offerto all’osservatore è quello di un evento teatrale accaduto una sola volta, mediato da una forma  visibile che si espande nell’immaginazione; ed anche quello di un dire poetico che potrebbe ancora avverarsi.La città di Napoli, da alcuni anni ufficialmente la capitale nazionale del teatro, si presenta oggi come luogo ideale per la tessitura di un dialogo mediatore tra le diverse occasioni del teatro. Napoli città del Teatro, città del Festival Italia, capitale dell’arte, luogo di incontro, strada di mescolanza, metropoli da cui partono le voci del convivere. (la philosophie, eremos,)

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“L’Apocalisse nei disegni sionisti”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 aprile 2010

Palermo 16  aprile  2010 Via Villa Florio 62 – ore 18,30 Circolo “L’avamposto” “L’Apocalisse nei disegni sionisti” Relatori: don Curzio Nitoglia Giuseppe Provenzale Antonio Rino Tagliaferro Filippo Fortunato Pilato Fadi Shirak (via internet dalla Palestina)

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Ceramiche di Franco Giorgi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Roma 18 febbraio 2010 ore 18.30 Complesso del Vittoriano Salone Centrale Via San Pietro in Carcere. La mostra vuole far conoscere l’universo creativo di Franco Giorgi attraverso una settantina di opere tra ceramiche e disegni suddivisi in diverse tipologie, pannelli, installazioni, sculture, contenitori, piatti, dipinti, legati tra loro da un filo unitario: forme animate da una prorompente energia plastica, nelle quali alla sensibilità esecutiva corrisponde una volontà strutturante, volta a soddisfare esigenze di natura plastica, alimentate dall’adesione a valori fondanti della contemporaneità. Suggestioni informali, echi cubisti e futuristi, soluzioni astratte autonomamente rivissute, costituiscono interessanti testimonianze di un dialogo serrato con i linguaggi del nostro tempo. La mostra, che si avvale del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione –, della Provincia di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali -, della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, è a cura di Maria Teresa Benedetti.

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Expo: La Campagna Romana

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Roma fino al 14 febbraio 2010 Complesso del Vittoriano Salone Centrale Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)  “La Campagna Romana dai Bamboccianti alla Scuola Romana”: dal 23 gennaio al 14 febbraio 2010 il Complesso del Vittoriano ospita una mostra che vede protagonista Roma e la suggestiva Campagna Romana nell’arte figurativa attraverso la pittura di genere della seconda metà del Seicento, passando per le rappresentazioni degli artisti presenti nella capitale in occasione del Grand Tour, fino ad arrivare ai XXV della Campagna Romana dei primi del Novecento e ai grandi pittori della Scuola Romana in un percorso che si snoda tra circa 140 opere tra olii, acquarelli, disegni e incisioni provenienti da Collezioni private e per la maggior parte esposte per la prima volta al pubblico. Promossa dalla Provincia di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali -, la mostra si avvale di un importante Comitato Scientifico composto da Fabrizio Lemme, Clemente Marigliani, Francesco Petrucci e sarà inaugurata venerdì 22 gennaio alle ore 18.30 presso il Complesso del Vittoriano. La rassegna è organizzata e realizzata dall’Associazione Culturale Coriolano in collaborazione con Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.
La Campagna Romana, quel territorio che, circonda Roma estendendosi a nord sino a Civitavecchia, il Soratte e la riva destra del Tevere, e a sud sino a Terracina lungo il litorale e nella fascia interna dai monti Tiburtini ai Lepini e agli Ausoni, appare già ai pittori del Seicento, del Settecento fino ai protagonisti del Gran Tour e anche oltre, come la terra della solitudine e del silenzio: paludi, prati con orizzonti segnati dal dolce profilo di colline, ampie distese disabitate punteggiate da ruderi, catene montuose fitte di boschi, antichi acquedotti incastonati nei prati. Già nel Seicento molti artisti colgono atmosfere e luci della Campagna Romana, ma è con il razionalismo illuminista che teorizza il paesaggio come precisa trascrizione dell’osservazione naturale che la Campagna Romana diviene oggetto e soggetto dell’interesse diretto degli artisti. La mostra “La Campagna Romana dai Bamboccianti alla Scuola Romana” vuole essere anche preziosa testimonianza di un “tempo che fu”, un suggestivo viaggio nel tempo e nella memoria che prende il via dai Bamboccianti, scuola pittorica del Seicento che ha come punto di riferimento e maestro Pieter van Laer noto anche con lo pseudonimo di Il bamboccio per il suo aspetto deforme e fanciullesco. Tipico di questa scuola è ritrarre scene popolari di vita comune della Roma papale con particolare attenzione a quel mondo che vive ai margini della società come ruffiani, ladri, giocatori e bari, prostitute e mendicanti. Sulla meditazione di idee caravaggesche quali la libertà compositiva, la maestria nell’usare luci e ombre, i Bamboccianti utilizzano un realismo antiretorico, di vena prevalentemente narrativa, con minute descrizioni di vita popolare e quotidiana. Nell’esposizione figura un’importante tela di Philipp Peter Roos detto Rosa di Tivoli (1657–1706) che ama inserire nelle sue composizioni di pecore e capre le figure di pastori trattati con un’esecuzione raffinata. Pittore di notevole importanza, rappresentato in mostra, è sicuramente Hubert Robert (1733-1808) specializzato nella pittura di rovine e capricci architettonici con figurine guizzanti e fantastiche visioni. Presenti molti artisti stranieri. In mostra figura un importante olio di Martin Verstappen (1773-1853), belga originario di Anversa, autore di pittoresche vedute del lago di Albano e dei dintorni della capitale, attivo a Roma negli anni Venti dell’Ottocento e maestro di Massimo D’Azeglio.  In una mostra sulla Campagna Romana non può certo mancare Bartolomeo Pinelli (1781-1835), Pittor de Roma. Lo scenario rappresentato dall’artista è soprattutto quello della Campagna laziale, delle osterie romane popolate dai personaggi vestiti di costumi popolari.Da segnalare in mostra la presenza di molti disegni inediti di Charles François Knébel (1810-1877).In mostra: Ettore Ferrari (1845-1920), Enrico Coleman (1846-1911), Onorato Carlandi (1848-1939), Paolo Ferretti (1864-1937), Giulio Aristide Sartorio (1860-1932), Dante Ricci (1879-1957), Alessandro Morani (1859-1941), Filiberto Petiti (1845-1924), Carlo Montani (1868-1936), Filippo Anivitti (1876-1955), Umberto Coromaldi (1870-1948), Filiberto Corelli, (1886-1969), Lorenzo Cecconi (1863-1947), Enrico Ortolani (1883-1971), Napoleone Parisani (1856-1932), Alberto Carosi (1891-1967), Edoardo Gioja (1862-1937). La mostra si conclude con i pittori della Scuola Romana, gruppo vasto ed eterogeneo dai linguaggi espressivi anche molto differenti accomunati però da un atteggiamento di opposizione sia nei confronti degli intellettualismi delle avanguardie, sia nei confronti della revisione linguistica in senso classicista promossa dai gruppi novecentisti che proliferano numerosi nel generale clima di “ritorno all’ordine” degli anni ‘30: Dante Ricci (1879-1957), Carlo Levi (1902-1975), Edoardo Navone (1844-1912), Giovanni Stradone (1911-1981), Carlo Quaglia (1903-1970), Orazio Amato (1884-1952), Giulio Turcato (1912-1995), Corrado Cagli (1910-1976), Francesco Trombadori (1886-1961). In queste opere colpisce come il rigore formale lasci il posto a un’emozionalità fantastica e visionaria, accentuata dai caldi toni bruni rossastri. Ad Ugo Attardi (1923-2006) e Valeriano Ciai (1928) sono affidate le ultime immagini della rassegna con due olii sui ponti lungo il Tevere, il fiume che per eccellenza segna Roma e la campagna circostante sin dagli albori. Catalogo: De Luca Editore

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