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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘disfunzione’

Disfunzione erettile grave e rimedi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2020

Sono oltre 3 milioni gli italiani affetti da deficit erettile grave. In genere si tratta di uomini che hanno superato i 50 o i 60 anni, ma alcuni sono giovani. La maggior parte di loro sono reduci da un tumore della prostata ma altri soffrono di malattie cardiovascolari, diabete o disfunzioni che occludono le vene. Patologie che spesso comportano una disfunzione erettile grave, tale da compromettere la vita di coppia. Per tornare ad amare quando le “pillole dell’amore” non sono sufficienti, la soluzione risolutiva e garantita a vita è l’impianto di una protesi con un’innovativa metodica chirurgica mininvasiva messa a punto dal dottor Marco Cosentino, uroandrologo presso la Fundacio Puigvert di Barcellona (tra i centri di eccellenza europei) e l’unico a praticare questo tipo di intervento in Italia.Quaranta minuti e una sola mossa “L’operazione”, spiega il dottore, “consiste nell’inserimento nei corpi cavernosi del pene di una protesi malleabile. E’ costituita da due cilindri semirigidi di silicone che sono inseriti attraverso una piccola incisione di 1,5 centimetri, senza modificare la sensibilità e la normalità dell’orgasmo. L’intervento si svolge in anestesia locale e dura circa 40 minuti”. Aggiunge Cosentino: “I vantaggi sono evidenti. Tra questi spicca la brevità del tempo per l’impianto, l’esiguità del taglio, il ricorso a un’anestesia leggera (simile a quella per le cure dentistiche), e ciò comporta meno rischi di tipo trombotico o altre spiacevoli conseguenze. Le protesi malleabili mantengono costantemente la loro rigidità e quindi si ha uno stato di erezione che consente di avere il rapporto sessuale quando lo si desidera. Sono semplici da usare, sia per il paziente sia per il partner, perché manualmente orientabili: basta una mossa per flettere il pene verso l’alto e avere l’erezione, e verso il basso quando non è necessario”.Anche per le malformazioni “La protesi malleabile, che rappresenta la prima scelta perché di facile inserimento e di costi contenuti, è indicata per i pazienti affetti da malattie cardiovascolari, diabete, obesità, problemi allo scroto. Risolve anche un altro grave e invalidante problema: l’induratio penis plastica, una grave malformazione del pene, che si incurva e impedisce i rapporti sessuali”. Dottor Marco Cosentino specialista in urologia e in andrologia, membro del FEBU (Fellow of the European Board of Urology), che ne attesta la qualifica di superspecialista in urologia e garantisce che le sue prestazioni si attengono strettamente ai dettami della Società Europea di Urologia.Presta la propria attività in numerose strutture italiane, e tra queste Villa Letizia di Milano, Villa Maria di Padova, il Centro di Medicina di Mestre, Il Centro medico di Aversa, il Centro Promedic di Caltagirone e il Centro Medico Sacro Cuore di Modica.

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Le disfunzioni delle valvole cardiache colpiscono oltre un milione di italiani e ben il 10% degli over 65

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 Maggio 2019

Roma, 3 maggio 2019 ore 11.15 Auditorium Antonianum, Viale Manzoni 1 interverranno Giuseppe Tarantini, Presidente GISE e Battistina Castiglioni, membro dell’esecutivo GISE. Nonostante i progressi scientifici e tecnologici nel campo dell’interventistica cardiovascolare, l’accesso alle innovative terapie transcatetere sul territorio nazionale è fortemente disomogeneo e iniquo. Restano numerosi ostacoli clinici, logistici ed economici che rischiano di penalizzare fortemente il paziente.
Il GISE, Società Italiana di Cardiologia interventistica (già Gruppo Italiano di studi emodinamici), proprio per garantire gli standard di cura e promuovere il confronto su politica e gestione sanitaria, organizza il GISE Think Heart, appuntamento giunto alla sua quarta edizione. Riportare il paziente al centro, dando evidenza alla sostenibilità in termini di appropriatezza clinica e organizzativa, aggiornamento continuo ed equità di accesso, sarà il tema di quest’anno. Il GISE Think Heart sarà inoltre l’occasione per presentare i dati di attività di 271 centri di emodinamica italiani.

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Campagna di Prevenzione e Cura delle Disfunzioni Tiroidee targata Cerifos

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

malattie ipofisarie e tiroideePer tutto il mese di aprile partirà la Campagna di Prevenzione e Cura delle Disfunzioni Tiroidee targata Cerifos. I disturbi legati a un malfunzionamento della tiroide sono subdoli in quanto lanciano scarsi campanelli di allarme, per questo puntare sulla prevenzione è l’arma più efficace per scovarli e gestirli per tempo. «Pelle secca, umore a terra, problemi mestruali e di fertilità, colesterolo alto, affaticamento, spossatezza, sensazione di caldo o freddo eccessivo, ansia, depressione, caduta dei capelli, difficoltà a deglutire, perdita di memoria e chili di troppo, sono tutti sintomi che possono nascondere una patologia della tiroide ma a cui spesso non si fa caso» spiega il dottor Samorindo Peci, endocrinologo e direttore del Cerifos, Centro di Ricerca e Formazione Scientifica milanese. «Le conseguenze sono il ritardo nella diagnosi, e quindi nel trattamento terapeutico, e una gestione della malattia più difficile, con l’aumentato rischio di incorrere in effetti collaterali» spiega il dottor Peci. «Per questo è importante fare una corretta informazione tra il pubblico e promuovere l’importanza della prevenzione, invogliando a rispettare il calendario dei controlli, specialmente se si tratta di donne in età fertile o in corso di gravidanza: periodo durante il quale una corretta funzione tiroidea è importantissima, visto che anche un difetto lieve può creare problemi alla salute della gestante e del nascituro». Il problema è sempre più diffuso. Oggi, infatti, nel nostro Paese le patologie tiroidee colpiscono circa 6 milioni di persone, ma oltre il 50% delle persone che soffrono di disturbi alla tiroide non è consapevole della propria condizione patologica. «In un’ottica di salvaguardia della salute, durante la campagna di prevenzione effettueremo un approccio che prenda in carico il disturbo a tutto tondo, attraverso una visita specialistica, un’ecografia alla tiroide e l’elaborazione di un piano di dieta alimentare personalizzata, adatta a risolvere i problemi che la tiroide comunemente provoca. Come gli ultimi studi confermano, infatti, ottimi risultati nella riduzione del problema, si possono ottenere anche solo grazie ad un’alimentazione corretta».I disturbi nella maggior parte dei casi sono curabili con l’approccio terapeutico giusto e agendo su più livelli, ma sono in aumento anche i casi di tumori alla tiroide. Secondo gli ultimi dati si tratta infatti della patologia neoplastica che ha fatto registrare negli ultimi vent’anni il maggior aumento di casi: il 2% di tutti i tumori e un’incidenza particolarmente alta tra i 25 e i 60 anni (anche se non sono infrequenti casi sia prima dei 20 anni che dopo i 70). Basti sapere che nel decennio 1990-2000 il tumore della tiroide colpiva circa il 3% della popolazione italiana, nel decennio 2000-2010 il 4% e negli ultimi cinque anni si calcola che la percentuale si sia attestata al 5%. «Lo screening serve anche ad escludere la presenza della patologia neoplastica» chiarisce il dottor Peci.

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“DIASTOLE DISEASED” “DD – 2016”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

pisaPisa. Il meeting si svolge giovedì 3 marzo 2016 nell’Aula Magna della Scuola Superiore S. Anna, Piazza Martiri della Libertà 33 a Pisa mentre venerdì 4 marzo e sabato 5 marzo si svolge all’Auditorium, Area della Ricerca del CNR, in via Moruzzi 1 a Pisa.
L’Insufficienza cardiaca è l’incapacità del cuore di fornire il sangue in quantità adeguata rispetto all’effettiva richiesta dell’organismo. La ridotta funzione ventricolare può essere causata da disfunzione sistolica (che comporta un anormale contrattilità), da una disfunzione diastolica (che comporta un’anormale riempimento) o da entrambe.
La disfunzione diastolica è responsabile di circa il 50% dei casi di scompenso cardiaco e sembra essere particolarmente comune nelle donne anziane. La disfunzione aumenta la pressione diastolica ventricolare sinistra e riduce la gittata cardiaca a riposo e durante l’esercizio. Molto si è fatto per diagnosticare la disfunzione sistolica, dai biomarker cardiaci alla risonanza magnetica, mentre si attendono risposte per quanto riguarda le terapie. Infatti, i trattamenti utilizzati per l’insufficienza cardiaca sistolica non hanno finora dato i risultati sperati. È probabile che l’insufficienza diastolica sia più complessa, con cause diverse nonché con manifestazioni differenti e di differente gravità a seconda delle persone colpite, della loro età, sesso e presenza di altre patologie.
Probabilmente un approccio di precisione, basato sulla diagnosi personalizzata per ogni singolo paziente, potrebbe contribuire all’individuazione della migliore terapia. Esperti, ricercatori e cardiologi si confrontano su questi temi in occasione del meeting Diastole Diseases 2016, organizzato dal Centro per la Medicina e la Cardiologia Traslazionale (Fondazione Gabriele Monasterio, SSSUP), Università di Pisa, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

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Disfunzione del microcircolo coronarico

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

cuoreDonne e uomini di tutte le età con dolore al petto, ma senza ostruzioni delle coronarie. È questo l’identikit delle persone con malattia del microcircolo coronarico, una condizione che spesso precede la malattia coronarica “classica”, cioè quella caratterizzata da ostruzioni aterosclerotiche dei vasi più grandi, che sono visibili alla coronarografia. L’albero vascolare coronarico è costituito da una serie di vasi relativamente di grandi dimensioni (le coronarie epicardiche) che scorrono sulla superficie del cuore; questi sono i vasi che si vedono con la coronarografia.
L’altra parte del circolo coronarico (il microcircolo) è costituita da vasi più piccoli che non sono visibili alla coronarografia e che scorrono all’interno della parete del cuore stesso. Il microcircolo è la parte della circolazione coronarica che regola l’apporto di flusso sanguigno al tessuto del cuore; il cuore, infatti, è soggetto a continui cambiamenti di lavoro (per esempio quando si fa una corsa) che richiedono un parallelo aumento del flusso sanguigno e quindi dell’apporto di ossigeno.
«Negli ultimi anni ci siamo resi conto che molti pazienti che lamentano dolori toracici (angina) tipici dell’ischemia cardiaca, non hanno ostruzioni dei vasi più grossi, ma hanno una malattia del microcircolo, che impedisce gli aggiustamenti del flusso sanguigno causando ischemia» spiega Paolo Camici, Professore ordinario di cardiologia e direttore della Scuola di specializzazione in Malattie Cardiovascolari dell’Università Vita-Salute San Raffaele. «Questa alterazione può essere svelata solo con particolari esami per lo studio del microcircolo, che sono usati in un centro specializzato per questa patologia presso il San Raffaele».
E’ questo uno dei temi principali del Congresso Internazionale Milan Cardiology, organizzato dall’Ospedale San Raffaele di Milano e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Tale disfunzione può verificarsi in pazienti con coronarie indenni ed è caratterizzata da una compromissione della capacità vasodilatatrice e un aumento della vasocostrizione del microcircolo coronarico» aggiunge Camici. «Troppo spesso gli sforzi diagnostici si fermano alla semplice documentazione dell’assenza di malattia coronarica significativa alla coronarografia, mentre in questi pazienti sarebbe utile un tentativo accurato di documentazione della funzione del microcircolo attraverso la valutazione della riserva coronarica. «La presenza di disfunzione del microcircolo, anche in assenza di ostruzioni coronariche, ha una valenza prognostica negativa e presuppone un trattamento specifico. Alterazioni della funzione e della struttura del microcircolo coronarico sono presenti in molte condizioni cliniche e ciò ha condotto al concetto di “disfunzione microvascolare coronarica”. In alcuni casi queste anormalità rappresentano importanti marcatori di rischio e possono contribuire alla patogenesi dell’ischemia miocardica, diventando così potenziali bersagli terapeutici» prosegue Camici.
«Si tratta di un riscontro frequente, che in passato pensavamo avesse una maggiore prevalenza tra le donne mentre più recentemente abbiamo dimostrato che colpisce frequentemente anche gli uomini. I pazienti con angina microvascolare rappresentano non meno del 15-30% dei soggetti sottoposti a coronarografia per sintomi anginosi e sono frequenti in ogni classe di età. Questa patologia è più frequente nei soggetti con pressione arteriosa alta (ipertensione), elevati livelli di colesterolo e diabete. Inoltre la disfunzione del microcircolo coronarico può essere presente, condizionandone la prognosi, in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica o dilatativa. Può essere, infine, iatrogena, cioè determinata da interventi di rivascolarizzazione miocardica o da alcuni trattamenti farmacologici. Questi meccanismi fisiopatologici possono coesistere in uno stesso paziente affetto da cardiopatia ischemica o presentarsi in momenti diversi della malattia».
Le cause della disfunzione microvascolare sono solo in parte note. «In alcuni casi, per esempio nell’ipertensione e nella cardiomiopatia ipertrofica, ci possono essere delle alterazioni strutturali delle arteriole più piccole che ne riducono il lume. In altri casi, ci sono delle alterazioni puramente funzionali, come per esempio l’eccessiva vasocostrizione dell piccole arteriole che nel caso estermo può causare uno spasmo microvascolare. Ovviamente la terapia è diversa a seconda del meccanismo sottostante» aggiunge Camici.
Il trattamento dell’angina microvascolare comprende prima di tutto la correzione dei “fattori di rischio” quali l’ipercolesterolemia tramite l’uso di statine. Particolare attenzione va posta nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, dove alcuni farmaci, quali gli ACE inibitori, a parità di riduzione della pressione arteriosa, sono più efficaci nel normalizzare la funzione del microcircolo. Esistono poi altri farmaci, quali i bloccanti del recettore alfa adrenergico, la ranolaziona e l’ivabradina, che possono essere impiegati per migliorare la disfunzione del microcircolo.

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La contraffazione non lascia la rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2010

La Società italiana di andrologia (SIA) raccomandano sempre la prescrizione medica per il trattamento della disfunzione erettile, anche alla luce dei dati dell’ultimo rapporto della Direzione Generale tasse e dogane dell’Unione Europea sulla contraffazione. In appena un anno, infatti, i prodotti contraffatti sono aumentati del 51%. E secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, a livello mondiale un farmaco su 10 è contraffatto. In Italia il web è il principale canale non autorizzato per l’acquisto di molecole illegali. “Nel nostro Paese, tutti i principali farmaci che servono a trattare la disfunzione erettile sono venduti sotto prescrizione medica e quindi vanno dispensati da una farmacia – sottolinea Vincenzo Gentile, – Tuttavia è esperienza comune il bombardamento quotidiano di e-mail che offrono su internet la possibilità di acquistare questi prodotti all’estero, aggirando la normativa in vigore in Italia”. Nel sottolineare la scarsa sicurezza di questa modalità di acquisto, che non consente al paziente una verifica sulla provenienza e sull’effettivo contenuto del prodotto che gli sarà inviato, la Società italiana di andrologia invita pertanto a non aggirare la prescrizione medica e a rivolgersi a uno specialista per avere informazioni adeguate e corrette e valutare quale sia la terapia più adatta, se necessaria. “Tanto più che, per l’assunzione di questo genere di farmaci, occorre una puntuale verifica dello stato di salute del paziente” puntualizza Gentile.

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La coppia di fronte all’impotenza del partner

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Un uomo su due nella fascia di età tra i 40 ed i 70 anni soffre di impotenza. Per la partner può essere difficile capire quanto profonda è la sofferenza ed il disagio psicologico generato dall’impotenza; molto spesso infatti, anche se a livello inconscio, un uomo identifica la propria identità sessuale con la possibilità di avere un’erezione. E il vecchio termine “impotenza”,sicuramente rende con maggiore immediatezza tutto il carico di frustrazione veicolato da questa condizione, di quanto non faccia la terminologia “disfunzione erettile”,che richiama alla mente solo l’aspetto fisico del problema. Da qualche anno sono presenti sul mercato dei farmaci in grado di combattere questa condizione, consentendo alle coppie di ritrovare una soddisfacente attività sessuale. A volte, soprattutto se la condizione data da qualche tempo, può essere necessario l’intervento di uno psicologo specializzato in questo tipo di problemi per uscire dal “vicolo cieco” dell’imbarazzo e del senso di rifiuto che hanno finito per allontanare i due partner nel corso dei mesi. La partner può avere un ruolo determinante nell’aiutare l’uomo a cercare aiuto per la sua condizione. E’ necessario però affrontare l’argomento con grande tatto, cercando di essere molto rassicuranti sia relativamente alla stima e all’affetto che si continua a provare per il proprio compagno, sia relativamente alle possibilità di trattamento della disfunzione erettile.

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Le carte aziendali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Contribuiscono al sostegno e alla crescita della propria impresa: lo ritengono circa il 70% delle 700 PMI europee, intervistate da Visa Commercial, che guardano alle carte aziendali come leva strategica di business, rendendo disponibili mezzi di controllo a supporto del futuro finanziario dell’impresa. La stragrande maggioranza delle imprese intervistate identificano la reputazione della banca e del marchio di sistema di pagamento che forniscono le carte aziendali come il fattore chiave nella scelta di questi strumenti di pagamento. Dalla banca e dal marchio delle carte aziendali le piccole e medie imprese in Europa si aspettano supporto nel marketing, programmi tutorial per aumentare la comprensione dei sistemi e per sfruttare al meglio le funzionalità messe a disposizione, nonché rapide ed efficaci soluzioni nel risolvere eventuali problematiche. Questi i risultati principali rilevati da una ricerca quali-quantitativa di Visa Commercial, effettuata su circa 700 PMI in Italia e in altri 5 mercati europei.   L’indagine esplora i vantaggi percepiti e le attese nei confronti del prodotto carte aziendali, oltre ai fattori chiave che queste aziende tengono in considerazione nella scelta di un sistema di pagamento con carte aziendali. A livello globale europeo una media del 69% ritiene che le carte aziendali siano delle leve strategiche di business per la riduzione dei costi e il mantenimento di bassi livelli di spesa che esse consentono, incentivando lo sviluppo della propria attività con il risparmio ottenuto. Questo dato percentuale sale a ben 80% se si analizza la media delle imprese italiane. Per le PMI del nostro Paese la riduzione dei costi è identificata nello snellimento delle pratiche contabili e nell’accesso a una varia e articolata gamma di sconti su spese T&E e offerte B2B sia a livello domestico sia internazionale; mentre il mantenimento di livelli di spesa più bassi è dato da un maggiore controllo delle spese dei collaboratori. Il 70% delle PMI italiane coinvolte nell’indagine ritiene anche che un’adeguata disponibilità di fondi liquidi e un buon flusso di cassa siano tra i maggiori benefici delle carte aziendali, mentre la media europea è più alta, circa il 76%. E’ interessante notare che questi vantaggi sono evidenziati dal 90% delle PMI britanniche, mentre in Spagna sono riconosciuti dal 67% del campione.Un altro fattore considerato prioritario in Italia è l’efficienza (71% come la media globale europea), vista soprattutto come l’opportunità di disimpegnare risorse sul fronte del controllo amministrativo perché si concentrino su compiti di maggiore importanza strategica per l’attività. A livello europeo le PMI francesi sono le più attente al fattore efficienza, con una media poco inferiore al 78%. Il 65% delle PMI italiane ritengono altrettanto prioritarie le soluzioni innovative. In special modo per gli strumenti di protezione dalle frodi e per i servizi di ultima generazione: dai servizi di allerta all’approssimarsi del limite massimo di tetto di spesa della carta fino al design della carta, con la possibilità di personalizzarla aggiungendo il proprio logo e studiandone la composizione grafica. Infine, le carte aziendali dovrebbero essere fatte su misura in base ai bisogni specifici di ogni PMI e del settore in cui l’azienda opera: ne è convinto il 64% delle piccole medie imprese.  In particolare le carte aziendali non devono essere una riproduzione delle carte di pagamento offerte ai clienti privati: le carte aziendali devono rispondere a requisiti specifici che differiscono dalle carte individuali. Questi requisiti sono individuati principalmente nella praticità, nella facilità d’uso e nella flessibilità. In particolare le carte aziendali sono considerate strumenti intrinsecamente friendly, rapidi e trasversali, fruibili da tutti, oltre a offrire flessibilità del plafond di spesa o della linea di credito. La media europea è in linea con quella delle PMI italiane.  Lo studio di Visa Commercial ha inoltre analizzato i fattori chiave nella scelta di un sistema di pagamento con carte aziendali e rileva che al primo posto vi è la reputazione e la capacità di stabilire relazioni dell’emittente/fornitore delle carte e del marchio di sistema di pagamento.

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