Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘disgregazione’

Italia: rischio disgregazione sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Venerdì 11 maggio a Roma alla sede di Legacoop (via Guattani 9). promosso da Etimos Foundation, che si occupa di ricerca e promozione sui temi della finanza per lo sviluppo e dell’economia sociale, e dal Consorzio Etimos, realtà finanziaria cooperativa internazionale, si mettono mettono al centro i modelli di partecipazione economica e sociale fondati sulla costruzione di relazioni e sinergie, attraverso un confronto a trecentosessanta gradi fra gli attori e l’analisi di alcune best practice.
In particolare, la giornata romana sarà dedicata al cooperativismo come strumento peri individuare una definizione condivisa di “bene comune”. Alle ore 10 l’introduzione ai lavori di Paolo Nicoletti, presidente Consorzio Etimos, poi l’intervento del vicepresidente di Legacoop Giorgio Bertinelli, cui seguirà la presentazione di alcune best practice con Réjean Lantagne, direttore Socodevi (Canada), Manuel Aburto Cruz, direttore Caruna R.L. (Nicaragua) e Ousmane Thiongane, direttore Uimcec (Senegal). Nella seconda parte della mattinata, una tavola rotonda metterà a confronto Alessandro Messina, responsabile relazioni con le Imprese Federcasse, Riccardo Bodini, project development Euricse, Leone Gianturco, dell’ufficio del Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, e Bruno Dunkel, direttore Soficatra. Modera Laura Foschi, responsabile Area Raccolta e Relazioni istituzionali Consorzio Etimos, nel ruolo di discussant Davide Libralesso, project manager Etimos Foundation. Le conclusioni sono affidate a Marco Santori, presidente di Etimos Foundation.
«Il nostro Paese è attraversato da un rapido e allarmante processo di disgregazione sociale ed economica» afferma Marco Santori, presidente di Etimos Foundation, che continua: «Lo sviluppo e la crescita non potranno più prescindere dal confronto con forme e modelli ad oggi ritenuti, a torto, marginali. Microcredito, impresa sociale e cooperativismo rappresentano la via oltre la crisi, perché hanno dimostrando – numeri alla mano – di essere efficaci e di generare una ricchezza diffusa e condivisa, rafforzando la coesione sociale».
ETIMOS FOUNDATION Etimos Foundation onlus si occupa di ricerca, formazione, promozione e divulgazione culturale sui temi della finanza per lo sviluppo e dell’economia sociale: un impegno che si traduce in una riflessione a tutto campo sui meccanismi che generano la ricchezza e la povertà, riconoscendo all’economia e alla finanza un ruolo decisivo nel determinare riscatto sociale, qualità della vita e felicità per le persone e le rispettive comunità di appartenenza. Accanto a queste attività, si propone come incubatore di imprese e progetti, nell’ambito della finanza per lo sviluppo e della microfinanza, capaci di coniugare impatto sociale e sostenibilità economica.
CONSORZIO ETIMOS È un consorzio finanziario cooperativo internazionale, ha la propria sede in Italia, tre uffici regionali in Sri Lanka, Senegal e Argentina, una presenza diffusa in oltre 40 paesi, tra Europa, Asia, Africa e America Latina, attraverso una rete di oltre 280 organizzazioni socie. Etimos è specializzato nel sostegno alle istituzioni di microfinanza e alle organizzazioni di produttori e nella promozione della microimpresa. In questi ambiti offre agli investitori opportunità d’investimento caratterizzate da un duplice ritorno, economico e sociale, servizi di gestione professionale dei fondi e di valutazione dei rischi; alle istituzioni di microfinanza e alle organizzazioni di piccoli produttori nei Paesi in via di sviluppo fornisce capitali sotto forma di finanziamenti ed equity.

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Razza cristiana e razza ariana

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

«Nella società odierna, specialmente in Europa, va diffondendosi una secolarizzazione che porta all’emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia». (dal Il Messaggero del 5 giugno 2011) “Affermazione fuorviante, – scrive Rosario Amico Roxas – selettiva, limitata perché “di parte” non universalizzabile, specificata da quell’aggiunta superflua “specialmente in Europa”. E soggiunge: “Personalmente preferisco una coppia di conviventi che vivono in reciproca armonia, capaci di amarsi vicendevolmente, ad altra coppia sposata in Chiesa, pronta al divorzio, all’aborto e a tutto ciò che contrasta con l’etica naturale. Nelle parole di Ratzinger si conferma la sua ossessione per le “radici cristiane dell’Europa”, come segno antropologico di una razza superiore, dalla quale è lecito attendersi una qualità morale di vita che sia di esempio alle altre razze “inferiori”. La secolarizzazione è stata ed è causata dalla disperata lotta al relativismo, che esclude i “non eletti” da ogni valutazione sociale, antropologica e umana.
Ratzinger dimostra di credere in un Cristo tutore di ben identificate norme che trovano nell’Europa la culla; ma non è il Cristo dei credenti e del mondo della Fede, piuttosto è il Cristo della “religiosità dei politici”, della “religiosità degli atei” a cui si aggiunge la “religiosità di Ratzinger”. In questo modo il cattolico europeo, quello delle “radici cristiane dell’Europa”, che crede di essere in rapporto con Cristo come Dio vivente, si sentirà anche autorizzato a farne uno strumento di potere e di superiorità verso i suoi simili, ma appartenenti ad altre razze. (Il termine razza rimane valido, in zootecnica, solo per alcune specie domesticate dall’uomo)”.
“La prova di una tale distorsione culturale di Ratzinger – osserva Rosario Amico Roxas – è lo stesso pontefice che la fornisce nella presentazione al libro di Pera “Perché dobbiamo dirci cristiani”, dove il ragioniere filosofo paventa il multirazzismo come meticciato e nega, rinnegandola, ogni ipotesi di dialogo interreligioso, che il cardinale Ratzinger sottoscrive”.

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Punto famiglia: ricomincio da te

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Ricominciare dai figli, dai legami familiari e dalla insostituibile vocazione educativa dei genitori per rispondere a quello che Papa Benedetto XVI ha definito “emergenza educativa”. A partire da questo input la rivista di tematiche familiari Punto Famiglia ha cercato di far luce sul valore del compito educativo che si configura come una delle questioni più importanti che l’intera società è attualmente chiamata ad affrontare. Il dossier pubblicato su Punto Famiglia si sviluppa a partire dall’attenta analisi di Davide Guarnieri, presidente nazionale dell’Associazione Genitori, sullo status delle famiglie italiane. Guarnieri avverte: “Forse la sfida più impegnativa è di tipo culturale ed educativo, ed è causata dalla forte crescita dell’individualismo, con la conseguente disgregazione dei rapporti”. Don Silvio Longobardi, direttore editoriale di Punto Famiglia, fa invece emergere il senso dell’educare in una cultura pervasa dal relativismo. A questo proposito don Longobardi afferma: “se non esiste verità chiara e definita, se non possiamo individuare valori assoluti, che vuol dire educare?” . Il dossier, inoltre, raccoglie esperienze e spunti per la riflessione su come accogliere e maturare il compito educativo all’interno della propria famiglia. Ogni inizio anno Punto Famiglia propone interessanti novità sul piano editoriale. Sono state infatti introdotte nuove rubriche e ampi spazi dedicati all’approfondimento e ai suggerimenti degli esperti che collaborano con la rivista. Fra le novità spiccano le schede educative, questo mese con un focus sul gioco, e lo spazio dedicato al tour della rivista fra le diocesi italiane che lavorano attivamente per una pastorale familiare dinamica e vicina ai bisogni delle famiglie.

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Intellettuali toscani in Polonia e Lituania

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Roma 15 dicembre 2009, alle ore 18.00  presso la Biblioteca del Centro di studi dell’Accademia Polacca delle Scienze vicolo Doria 2 (Piazza Venezia). Relatore Renato Risaliti è professore ordinario di Storia dell’Europa Orientale all’Università di Firenze. Nel campo storico è autore di numerose opere fra cui: Togliatti fra Gramsci e Nescaev (Omnia Minima Editrice, Prato 1995) e Gli Slavi e l’Italia (Cirvi, MoncalieriI 1996). È inoltre autore di saggi di argomento letterario fra i quali M. A. Bulgakov (Lito-offset Felici, Pisa 1972) e Storia del teatro russo (Toscana nuova, Firenze 1998-1999). Per la Bruno Mondadori ha pubblicato Storia della Russia. Dalle origini all’Ottocento (2005) e La Russia: dalle guerre coloniali alla disgregazione dell’URSS (2007). Il relatore parlerà degli argomenti presentati nel volume Intellettuali pistoiesi nell’impero russo. Uscito nel 2008  il libro contiene le lettere di Niccola Monti a Sebastiano Ciampi con la ristampa anastatica di parte della sua opera “poliantea” in cui riferisce dei suoi contatti coi Polacchi e “Le memorie inutili” in cui si parla di altri contatti. Il volume contiene inoltre le lettere di Luigi Cappelli a Sebastiano Ciampi in cui riferisce particolari estremamente interessanti sui suoi rapporti con Joachim Lelewel. Si intravedono sullo sfondo i legami con Luigi Cappelli. Inoltre da queste lettere emerge la figura di un altro intellettuale toscano, Luigi Chiarini, che è stato l’istitutore del grande poeta polacco Krasiński.

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Insieme per l’Europa 2009

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

Incisa in Valdarno, Firenze 19/ 20 settembre Centro internazionale di Loppiano Movimenti, associazioni e nuove comunità cristiane italiane  s’incontrano per costruire un’Italia e un’Europa capaci di unità e umanità,  aperte alle sfide della ricomposizione sociale, dell’accoglienza, della pace Interverranno:  G. Paolo Ramonda (Comunità Papa Giovanni XXIII),  Salvatore Martinez (Rinnovamento nello Spirito Santo),  Maria Voce Emmaus (Focolari), Marco Impagliazzo (Sant’Egidio), Carlo e Maria Carla Volpini (Equipes Notre-Dame) Con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea  Vivere una fede che si fa responsabilità sociale oggi. In un’ora cruciale in cui le sfide della disgregazione, dell’immigrazione, della giustizia sociale, della difesa della vita, dell‘economia domandano risposte e impegno condiviso, il “popolo dei movimenti” e delle associazioni cristiane d’Italia si riunisce per offrire il proprio specifico contributo al necessario processo di ricomposizione sociale a livello nazionale ed europeo.  “Insieme per l’Europa” è l’appuntamento nazionale che raccoglierà movimenti e associazioni cristiane il 19 e 20 settembre prossimi presso il Centro Internazionale di Loppiano (Firenze), nel solco del cammino con altri 250 movimenti europei di varie Chiese che si è reso visibile con le grandi manifestazioni di Stoccarda (2004 e 2007).  Promotori dell’appuntamento a cui hanno aderito già un migliaio di persone:  Comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità di Sant’Egidio, Equipe Notre Dame, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito Santo. Hanno dato la propria adesione anche: Azione Cattolica, Cursillos, Sermig, Agesci, Regnum Christi, Istituzione Teresiana, Mondo Migliore, ProSanctitate, Movimento giovanile missionario, Comunità Maria, Incontro Matrimoniale, Turris Eburnea, Villa Regia, CVX, Comunità l’Emmanuele. La tappa italiana di Insieme per l’Europa è in sinergia con decine di altre manifestazioni analoghe tenutesi quest’anno in diverse nazioni del nostro continente, tra cui Francia, Belgio, Irlanda del Nord, Ungheria e Slovacchia. E’ l’espressione di un popolo unito che cammina alla luce del Vangelo per rinnovare l’Europa e contribuire a darle un’anima a cominciare dal nostro Paese.  In programma – Verrà tracciato il cammino percorso da Movimenti, associazioni e nuove comunità europei dal 1998 ad oggi. Seguiranno gli interventi di alcuni dei responsabili centrali dei movimenti: G. Paolo Ramonda (Comunità Papa Giovanni XXIII),  Salvatore Martinez (RnS), Maria Emmaus Voce (Focolari), Marco Impagliazzo (Sant’Egidio) e Carlo e Maria Carla Volpini (Equipes Notre-Dame) sulla forza rinnovatrice della Parola e sulla missione a cui, come cristiani, siamo chiamati in Italia e in Europa. Due tavole rotonde approfondiranno con testimonianze di vari movimenti, temi cruciali come “Fragilità e famiglia” e “Povertà e economia”.

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La logica della «conflittualità permanente»

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Editoriale fidest In questi ultimi 20 anni abbiamo imparato che non è sufficiente assistere al crollo di un sistema bipolare per ritrovare motivi di sollievo e di serenità collettiva e generalizzata. Abbiamo, semmai, pagato il prezzo nell’aver creduto ad una società individualizzata di mercato per poi accorgerci di quanto ingenua fosse questa visione del mondo essendo priva di spessore culturale e sociale. Ha significato costruire un qualcosa a prescindere dalle persone, dalle culture, dai luoghi, dalle terre e dalle storie. Abbiamo, inoltre, subito, a tratti, il fascino di quelle manifestazioni, come il fondamentalismo islamico, le quali ci hanno sospinto verso dei mondi chiusi dove, da una parte, si tende ad esaltare la disgregazione, la frammentazione e l’individualizzazione e, dall’altra, a suscitare, negli opposti, risposte faziose e negative. Eppure noi sappiamo, e la nostra storia lo insegna, che queste strade sono assai pericolose e frequentarle significa pagare costi molti alti. L’unica risposta logica, che invece potremmo dare, è quella di accettare le trasformazioni in corso, ovvero di non pensare che tutto resti  sempre uguale, perché la storia cambia, ma al tempo stesso lavorare nella direzione di rafforzare la democrazia, ma non nel senso esclusivamente formale delle istituzioni democratiche. Qui si tratta di acquisire una consapevolezza. Occorre capire che è entrato in crisi il rapporto tra l’individuo, l’istituzione e le istituzioni. Occorre quindi ripensare questo rapporto per dargli spessore rispetto al tempo presente. Le istituzioni non sono solo importanti perché ci sollevano dal rischio del caos oppure vanno necessariamente distinte dalla propria vita concreta con le sue passioni, speranze ed affetti. Esse devono, invece, far parte della nostra stessa vita ed essere in grado di regolare i processi sociali, economici, umani e culturali della contemporaneità. Se ne acquistiamo consapevolezza saremo in grado di assicurare ai nostri nipoti una società genuinamente improntata ai valori della democrazia e della giustizia sociale e civile. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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