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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘disinteresse’

Bologna: l’anno accademico non può cominciare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Nei giorni scorsi, il Senato Accademico dell’Università di Bologna ha deciso di porre un ultimatum ai ricercatori che protestano: o accettano di tenere i corsi per avviare l’anno accademico oppure si farà a meno di loro. E’ il metodo Marchionne che fa il suo ingresso negli atenei. L’ultimatum ai ricercatori dell’Università di Bologna di oggi e la minaccia di licenziamento da parte del rettore Frati a Roma di qualche mese fa sono operazioni intimidatorie che l’intera comunità universitaria deve condannare. L’’apertura dell’anno accademico è in forse per il colpevole disinteresse alle prospettive dei ricercatori e dei precari della didattica e della ricerca, per i tagli ai bilanci, per una “riforma” che dequalifica didattica e ricerca e accelera lo smantellamento dell’Università pubblica. L’anno accademico quindi non può cominciare senza fermare (e/o revocare) tutte quelle decisioni “emergenziali” che non affrontano il ritiro dei tagli ai bilanci e della “riforma” Gelmini su governance, sullo stato giuridico del personale, sul diritto allo studio e che non risolvono le questioni anche “sindacali” dei ricercatori e dei precari,. Non si può avviare un anno accademico con l’intimidazione e la repressione “baronale” della protesta senza aprire un confronto che rimetta al centro della discussione gli studenti e il loro diritto ad una formazione di qualità accessibile a tutti, riqualificata e libera dai condizionamenti dei poteri forti. La pretesa baronale di “padroneggiare” in nome e per conto dell’Istituzione universitaria e della sua funzionalità deve misurarsi con i problemi da risolvere e non, come avviene in queste ore, con la forza delle “decisioni irrevocabili” prese per dimostrare la completa subalternità dell’università alla necessità di spegnere ogni conflitto nel paese, anche a costo di spazzare via ogni ragione e diritto delle sue componenti più deboli e sfruttate. RdB USB respinge l’attacco ai ricercatori e precari universitari come a tutti gli operatori delle  Amministrazioni Pubbliche e respinge lo smantellamento, tra queste, di Scuola, Università e Ricerca che sono i settori fondamentali per la formazione e la “produzione” di futuro per le generazioni giovani del nostro paese. Ma la questione della difesa dell’Istituzione Pubblica, della sua qualità e della sua efficienza, della dignità e dei diritti dei suoi dipendenti non è risolvibile con un ritorno alle pratiche fallimentari dei sindacati concertativi (e dei partiti), ma va inscritta in un percorso di lotta che deve essere affrontato riaprendo il confronto con l’intera comunità politica e sociale del paese.

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Riaprire la scuola don Paolo Albera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Roma. “Il tavolo tecnico presso il X Municipio per richiedere delucidazioni da parte delle Istituzioni su una situazione dai contorni grotteschi: dopo 5 mesi solo ipotesi sulle intossicazioni che hanno colpito alcuni alunni, disturbi che si sono ripresentati anche dopo lo spostamento degli stessi studenti. Tutta questa approssimazione è la dimostrazione del totale disinteresse e fallimento della politica della Giunta Alemanno, tutta protesa a salvaguardare interessi di pochi, lasciando i cittadini nel più totale abbandono” quanto dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio, presente alla manifestazione in favore della riapertura dell’Istituto Don Paolo Albera insieme a genitori, insegnati e alunni. “Dopo mesi di analisi Asl, riscontri vari e proteste, ancora gli alunni sono senza aule e l’unica risposta che il Comune ha saputo dare è il pagamento di canoni d’affitto esosi per aule di un istituto privato, sperperando denaro pubblico, scontentando tutti per il perdurare dei disagi, piuttosto che risolvere alla radice l’annoso problema con interventi efficaci. Un aspetto non da trascurare è la diminuzione delle iscrizioni, con conseguente ridimensionamento di un istituto d’eccellenza, dovuta a questa cattiva pubblicità che paradossalmente non trova ancora un riscontro oggettivo nei fatti” continua Bucci. “Basta con la politica dei proclami, il Sindaco si prenda degli impegni nei confronti di queste famiglie: se non avremo risposte procederemo in sit-in davanti alla scuola in un crescendo di cori di denuncia nei confronti di questo clamoroso caso di malgoverno” conclude il Presidente della Commissione Ambiente.

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Rischio-Vesuvio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Dichiarazione di Marco Cappato, del Comitato nazionale di Radicali italiani e Segretario dell’Associazione Luca Coscioni: “Dopo la tragedia di Messina, se il Governo e l’Opposizione di Regime volessero davvero occuparsi della sicurezza della popolazione a fronte di rischi di catastrofi ambientali, la prima questione da affrontare dovrebbe essere quella del Vesuvio – Campi Flegrei. Da ormai un paio di decenni Marco Pannella, Aldo Loris Rossi e il Partito radicale hanno cercato in ogni modo di imporre all’agenda politica nazionale ed europea l’enorme rischio alla quale la malapolitica della corruzione camorristica continua impunemente, e nel totale disinteresse della magistratura, ad esporre ormai un milione di abitanti. Sul Sole 24 ore di oggi è pubblicata una dichiarazione di Varner Mazzocchi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica, che sarebbe doveroso mettere come primo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri e di un dibattito urgente da organizzare al Parlamento italiano. Dice Mazzocchi: “Il Vesuvio è attivo.(…) I Campio Flegrei è un vulcano anche quello, nel bel mezzo di un’area densamente abitata (…). Non c’è alcun dubbio che, a voler essere saggi, occorrerebbe istituire un piano per rendere pressoché disabitato quel territorio, magari nell’arco di 20 30 anni.” Nell’articolo di Marco Magrini si riporta di come anche il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica Enzo Boschi sia “favorevole a trasformare il Vesuvio in un parco”. Soltanto una grande progetto internazionale, come quello proposto da Aldo Loris Rossi, potrebbe consentire di trasformare il rischio oggi non-governato in grande opportunità di investimento per la creazione di una ecocittà ad esempio sull’asse Roma-Napoli. Su questo è urgente discutere ed iniziare a prendere decisioni.

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Militari bistrattati dal governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Il direttore del “giornale dei militari” Antonella Manotti scrive un articolo molto significativo che dimostra bene il disinteresse per il “mondo militare” ed io aggiungo (grazie anche alla colpevole compiacenza dei Cocer colpevoli nella stessa misura in cui trattano allo stesso modo le rappresentanze confluenti). In particolare, scrive: Nonostante una specifica norma del D.Lgs nr.195/95 impegni il Governo alla convocazione per un preventivo incontro con le parti sociali prima della presentazione ed approvazione del DPEF, il governo ritiene superfluo il confronto e, con un atto di indubbia gravità e di assoluto disinteresse nei confronti del personale del Comparto Sicurezza e Difesa, assume una decisione che. “per le modalità ed i tempi in cui si è sviluppata, non può che essere interpretata come un chiaro ed inequivocabile atto politico di estrema gravità, che non può essere ascritto in alcun modo ad un mero “incidente” ma come conseguenza diretta di una presa di distanze dal personale delle forze di polizia”. Questo il commento dei sindacati della Polizia che non partecipano alla riunione, considerando: “Un tentativo maldestro quello posto in essere dal Governo su precisa sollecitazione di ambienti militari di convocare le rappresentanze del personale dopo l’approvazione del DPEF da parte del Consiglio dei Ministri,che costituisce un ulteriore sgarbo istituzionale ed un rimedio peggiore del male in quanto, oltre a non essere rispettoso delle norme, offende anche la dignità degli operatori della sicurezza e non è rispettoso del ruolo di rappresentanza del personale.” (F.M.) (fonte: Nuovo Giornale dei Militari)

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