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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘disordine’

Ometriosi: riconoscere i sintomi per preservare la fertilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

bolognaBOLOGNA. Sono oltre tre milioni le donne italiane che soffrono di endometriosi e tra esse una su tre ha problemi di fertilità. L’endometriosi è ancora oggi diagnosticata in ritardo, mentre il suo trattamento, sia chirurgico sia farmacologico, ha registrato progressi molto significativi. «Le patologie dell’endometrio e i disordini del ciclo mestruale sono tra le principali cause di malattie nelle donne. Sono circa tre milioni le donne che in Italia soffrono di endometriosi, e di queste una su tre ha un problema di infertilità» spiega Renato Seracchioli. Professore associato al DIEMC-Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna e presidente del congresso “Endometrium – From physiology to pathologies”, organizzato a Bologna dal DIMEC e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Fino a dieci anni fa i dati segnalavano un ritardo nella diagnosi di 7-10 anni, fortunatamente oggi l’endometriosi viene individuata prima, anche se numerosi casi vengono scoperti con troppo ritardo» prosegue Seracchioli. «È importante che durante l’adolescenza, quindi immediatamente dopo i primi cicli mestruali, la ragazza si rivolga a uno specialista se avverte i sintomi che possono far sospettare un’endometriosi: cicli mestruali molto dolorosi, dolore dopo i rapporti sessuali o quando urina. In questi casi dovrebbe consultare un ginecologo o meglio ancora rivolgersi a un centro specializzato». Un elenco dei centri specializzati può essere consultato a questo indirizzo: http://www.apeonlus.it/wp-content/uploads/2015/02/allegato_elenco_centri_specializzati_2014.pdf
«In compenso il trattamento dell’endometriosi è migliorato tantissimo. Negli ultimi dieci anni la chirurgia ha fatto notevoli progressi e non si eseguono non più interventi a cielo aperto, invasivi, ma si procede con una chirurgia conservativa, in laparoscopia, che consente di preservare utero e ovaie e quindi di assicurare alla donna la possibilità di avere una gravidanza quando lo desidererà, sia spontaneamente sia attraverso una tecnica di fecondazione assistita. Inoltre oggi disponiamo di trattamenti più efficaci che riducono il dolore e bloccano l’endometriosi. Non abbiamo ancora il farmaco che faccia guarire definitivamente dall’endometriosi, ma possiamo utilizzare terapie che bloccano l’infiammazione e tengono sotto controllo il dolore, con progressi importanti per la qualità di vita delle donne» conclude Seracchioli.
L’endometriosi è una malattia benigna, ma cronica, spesso progressiva e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo e vagina provocando sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità. Ogni mese, sotto gli effetti degli ormoni del ciclo mestruale, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala, va in contro a sanguinamento, nello stesso modo in cui si verifica a carico dell’endometrio normalmente presente in utero. Tale sanguinamento comporta un’irritazione dei tessuti circostanti, la quale dà luogo a formazione di tessuto cicatriziale e aderente, dove alcune cellule della mucosa uterina s’impiantano al di fuori dell’utero. I focolai di endometriosi si trovano soprattutto nel basso ventre (ovaie, intestino o vescica), più raramente in altri organi (cute, polmoni) dove vengono stimolati dagli ormoni che provocano il ciclo mestruale. Come la mucosa uterina – denominata endometrio – i focolai ciclicamente crescono e sanguinano.
I disturbi ad essa correlati comprendono la sintomatologia dolorosa principalmente legata al ciclo mestruale e diversi possibili danni a carico di organi e tessuti, che ne compromettono la buona funzionalità. Anche la sterilità può esserne una conseguenza. L’endometriosi progredisce per lo più con il passare del tempo. Continuano a formarsi nuovi focolai di mucosa, aumentando i disturbi. Ad ogni sanguinamento queste zone endometriosiche provocano una reazione infiammatoria nell’area circostante. Inoltre, particelle della mucosa aderiscono oppure infiltrano altri organi (vescica, intestino, uretere,ecc.). Questo può alterare la funzionalità degli organi colpiti e determinare sintomi tipici come dolori renali, dolori durante la defecazione o la minzione. Possono anche comparire coliche o dolori diffusi al basso ventre.
L’endometriosi è spesso dolorosa (60% dei casi) fino ad essere invalidante, con sintomi molto caratteristici: dolore pelvico cronico, soprattutto durante il ciclo mestruale (o in coincidenza con lo stesso), dolore ovarico intermestruale, dolore all’evacuazione.
È stimato che soffrono di endometriosi 14 milioni di donne nell’Unione europea, 5,5 milioni nel Nord America e 176 milioni nel mondo (dati proveniente da uno studio britannico nel 2010). In Italia una rilevazione del Census Bureau ha evidenziato che la malattia potrebbe interessare circa tre milioni di donne. Fonte: http://www.associazionearianne.it/

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Il problema sicurezza nel Mezzogiorno d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

Secondo un rapporto della Svimez di qualche anno fa  “non vi è dubbio che la presenza della criminalità organizzata scoraggia gli investimenti, quindi l’occupazione, riduca la dimensione del bilancio fiscale attraverso la riduzione della base imponibile, abbassa l’effetto moltiplicativo degli incrementi di spesa, sottraendo debito e risparmio dal circuito legale.” E’ una circostanza che si aggiunge all’intrecciarsi di realtà sommerse, al limite della legalità, per fattori di insicurezza, per gli sfruttamenti insani dell’ambiente, per quelle circostanze, diciamo epocali,  che si delineano nella grande confusione e disordine dei processi migratori. Sono tutte condizioni oggettive di una realtà composita con la quale dobbiamo di continuo avere a che fare e che si sommano alle problematiche che l’intera area dispiega associandola ai problemi dello sviluppo. Il nostro compito non può farsi chiaro se rimaniamo nel chiuso delle nostre paure, dei possibili conflitti etnici, di un assillo della sicurezza, che ci porta fuori da ogni umana riflessione sui fattori di una politica diversa, la cui fonte ispiratrice dovrebbe essere ancora una volta culturale, di un neoumanesimo realistico, senza sogni, tutto rivolto a fare vivere i principi cristiani della convivenza, nel rispetto pieno dei diritti umani e delle culture altre, tutto ciò, visto come una occasione storica che tocca a noi, vivere con coraggio e intelligenza politica, non come una penalizzazione.

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Orecchio responsabile delle cadute?

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2009

Più di un terzo degli anziani potrebbe essere affetto senza esserne consapevole da un disordine dell’orecchio interno che comporta un rischio elevato di cadute potenzialmente disabilitanti. E’ stato dimostrato che il 35 percento degli adulti dai 40 anni in su presenta una disfunzione vestibolare dell’orecchio interno che ne inficia il controllo dell’equilibrio: i soggetti con questo disturbo presentano un rischio di caduta otto volte superiore alla norma. Le cadute nell’anziano sono fra i problemi della salute più mortali, disabilitanti e costosi: data l’elevata prevalenza di questi disturbi, soprattutto negli anziani, ed i costi straordinariamente elevati connessi alle cadute, lo screening delle disfunzioni vestibolari, ad esempio nelle case di cura, potrebbe risultare una pratica salvavita dall’eccellente rapporto costo/beneficio. (Arch Int Med 2009; 169: 938-44)

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Governare la globalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

La globalizzazione passa come l’organizzazione sociale atta a rappresentare la pietra angolare del benessere comune. Ma in effetti è proprio così? Pensiamo, per esempio, ad uno qualsiasi dei Paesi più poveri del mondo: Haiti, Bangladesh, Africa Centrale, Albania. Sono tutti caratterizzati dal caos, disordine e incapacità di organizzarsi dal punto di vista sociale. Cosa può fare per essi la globalizzazione? Essa significa sviluppo economico ma vale questo precetto in Paesi dove non si possono riparare le infrastrutture, non si può assumere personale per le scuole, non si possono fornire servizi sanitari. Se una nazione vuole che i suoi cittadini abbiano guadagni da primo mondo, deve accertarsi che specializzazione e istruzione di ciascuno di essi sia competitiva nel mondo. C’è bisogno di personale qualificato  in qualsiasi settore e per l’adeguata manutenzione di apparecchiature complicate. Occorre, quindi, che la globalizzazione si faccia carico di un costo aggiuntivo nel creare le premesse per una istruzione pubblica di massa per creare successo come è accaduto negli U.S.A. Ed allora dovremmo immaginare una forma di emigrazione a rovescio portando sempre più “tutor” nei paesi poveri affinché siano in grado di produrre ricchezza nelle risorse umane. L’avvenire di ogni nazione come pure di ogni continente si fonda sulla possibilità di avere tante persone meglio istruite, più specializzate, più ricche, con infrastrutture migliori e con grandi tradizioni di successo che si costruiscono giorno dopo giorno con tanta forza di volontà ed intimo convincimento.

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