Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘dispersione’

Scuola: Dispersione alunni

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

Lo Stato ha il dovere di elevare la cultura dei suoi cittadini. L’allontanamento dei giovani dalla scuola è una sconfitta per lo Stato. Lo sostiene il sindacato autonomo Anief, che attraverso il suo presidente Marcello Pacifico manda un segnale al Governo perché intervenga con politiche e norme efficaci al fine di ridurre il tasso di abbandono scolastico, la cui media nazionale è quasi 5 punti percentuali maggiore di quella europea, con tassi altissimi in alcune province del Sud.“Solo con gli organici differenziati e riducendo il numero di alunni per classe si possono mettere gli insegnanti nelle condizioni di portare avanti le azioni di recupero, incidendo in modo efficace sul progetto di crescita degli apprendimenti di ogni studente, a partire da quelli che hanno maggiori difficoltà”. È bene che si faccia subito, utilizzando i fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza, oltre 33 miliardi destinati a Scuola, Università e Ricerca: “si parta dal Sud dove il tasso di dispersione scolastica è molto elevato”, ha concluso il presidente della giovane organizzazione sindacale.

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Dispersione scolastica: WeWorld firma un Protocollo d’intesa con il MI

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

“Il 2020 è stato un anno molto difficile per la scuola e gli studenti. Per questo, oggi, è ancora più importante progettare interventi strategici e duraturi che possano contrastare in modo efficace l’abbandono scolastico”. Con queste parole il presidente Marco Chiesara commenta la firma del Protocollo d’intesa che WeWorld – organizzazione italiana che difende i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo inclusa l’Italia – ha siglato con il Ministero dell’Istruzione.Un’intesa, quella con il MI, che WeWorld aveva raggiunto lo scorso triennio e che si rinnova a conferma della necessità di un lavoro sinergico a livello nazionale per un confronto e un’azione costante con un duplice obiettivo: contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e formativa e favorire un’educazione più inclusiva. L’Italia, infatti, conta un tasso di dispersione scolastica del 13,5% (con alcune regioni che superano anche il 20%), una percentuale nettamente al di sopra dell’obiettivo stabilito dall’UE del 10%. Con l’arrivo della didattica a distanza, e più recentemente della didattica digitale integrata, si corre il rischio di andare incontro a un inasprimento delle condizioni di disuguaglianza pre-esistenti. Durante il primo lockdown, circa 9.040.000 studenti e più di 1 milione di bambini e bambine sono rimasti a casa[1] e hanno dovuto fare i conti con il digital divide: in Italia, infatti il 23,9% delle famiglie non ha accesso a Internet[2] e il 12,3% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni non ha un computer o un tablet a casa. Condizioni di partenza molto diverse che hanno reso i gap esistenti profondissimi.WeWorld si impegna dal suo canto a prevenire e contrastare la povertà̀ educativa e la dispersione scolastica condividendo i risultati e le metodologie sviluppate nei vari programmi che ha in corso (in particolare i progetti nazionali REACT e SPACE, selezionati da CON I BAMBINI nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile) e la rete nazionale “FREQUENZA200”, una rete di attori del Terzo settore impegnati in progetti di contrasto alla dispersione scolastica che riunisce oltre 30 soggetti operativi in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, con la prospettiva di estendere la rete anche ad altre Regioni.Obiettivo dell’intesa sarà inoltre la promozione dell’educazione alla cittadinanza globale, con particolare attenzione ai temi del cambiamento climatico ed allo sviluppo di metodologie innovative, come il dibattito scolastico.Si lavorerà anche per sviluppare l’educazione alle differenze ed alle pari opportunità: un ambito incluso nel precedente protocollo d’intesa, ma sul quale è necessario uno sforzo specifico pubblico e privato per definire obiettivi, metodologie e strumenti comuni che consentano sempre più̀ alle scuole di favorire una completa formazione di ragazzi e ragazze: una formazione essenziale per la scuola come per la vita.

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Scuola: dopo mesi di DaD aumentano la dispersione scolastica e il rischio di abbandono degli studi

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Sono a dir poco allarmanti i dati che emergono dal sondaggio condotto da IPSOS per Save The Children in merito alla Didattica a Distanza. A pochi giorni dalla ripresa delle lezioni in presenza anche negli istituti superiori, si riscontrano criticità importanti nel sistema che dovrebbe consentire la prosecuzione dell’attività didattica nei momenti in cui i ragazzi non possono, a causa dell’emergenza sanitaria, recarsi fisicamente a scuola. Nei mesi scorsi molti alunni – addirittura un terzo del totale, secondo alcune stime – non hanno, di fatto, avuto la possibilità di seguire le lezioni, peraltro con significative diseguaglianze tra le diverse aree geografiche nonché tra le differenti condizioni economiche delle famiglie. Il principale ostacolo è costituito dalla carenza dei dispositivi informatici necessari per Didattica a Distanza: nonostante le agevolazioni e i bonus, non tutte le famiglie hanno avuto la possibilità di acquistare strumenti adeguati e ad oggi il 12,3% delle famiglie non possiede pc e tablet, percentuale che raggiunge quota 19% nel Sud Italia. Per non parlare dell’accesso alla rete, non sempre disponibile a causa di carenze infrastrutturali o, ancora una volta, di situazioni di disagio economico.Non tutti i ragazzi, quindi, hanno avuto le medesime possibilità e tale evidenza si traduce ora non solo nel consistente aumento del fenomeno della dispersione scolastica, ma anche in un elevatissimo rischio di abbandono vero e proprio degli studi. L’attività scolastica rappresenta un momento fondamentale di crescita nella vita di un individuo e non è accettabile che i ragazzi ne vengano privati: nel momento in cui quindi l’emergenza sanitaria non consente lo svolgimento delle lezioni in presenza, la formazione deve essere comunque garantita, senza distinzioni di natura economica o sociale.A tale proposito sottolineiamo poi che, così come è stato elaborato, il ritorno tra i banchi non tiene conto delle specifiche esigenze del mondo della scuola e riserva non pochi rischi sul fronte della salute. Inoltre è probabile che le decisioni assunte in questi giorni finiscano per provocare conseguenze anche importanti sull’intero sistema dell’istruzione a causa della mancanza di un piano coordinato a livello nazionale e della scelta di lasciare molte decisioni nelle mani dei Presidenti delle Regioni.

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“Declassamenti, default e dispersione: Covid e credito”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

A cura di Gene Tannuzzo, Vice Responsabile del Reddito Fisso Globale di Columbia Threadneedle Investments. Nei primi mesi dell’anno, i mercati hanno reagito con violenza all’adozione di politiche di confinamento da parte delle economie di tutto il mondo al fine di contrastare la diffusione del Covid-19. Trainati dalla maggiore incertezza e dalla pressione sui ricavi, gli spread creditizi delle obbligazioni societarie (o premi al rischio) si sono ampliati drasticamente riflettendo l’aumento del rischio di declassamenti e default. Benché l’entità della correzione sia stata significativa, la direzione non può che essere logica tenuto conto dell’improvviso blocco del commercio globale.Da marzo, i mercati finanziari hanno messo a segno performance molto più solide. I mercati globali del credito hanno beneficiato del notevole supporto offerto dalla liquidità, tra cui tassi d’interesse bassi e acquisti diretti di obbligazioni societarie ed exchange-traded fund da parte delle banche centrali. Progressivamente, anche i dati economici hanno iniziato a migliorare. Tuttavia, numerosi aspetti dell’attività economica globale restano ben lontani dai livelli del 2019. A prima vista sembra esservi un disallineamento tra il restringimento degli spread delle obbligazioni societarie e il contesto economico debole ma in miglioramento. Alla luce di ciò, tentiamo di identificare cosa viene attualmente integrato nei prezzi delle obbligazioni societarie e lo raffrontiamo con le nostre opinioni.Lo spread di un’obbligazione societaria dovrebbe compensare diversi aspetti, tra cui ad esempio il rischio di declassamento. Il merito creditizio formulato dalle principali agenzie di rating può incidere sulla propensione all’acquisto di diversi operatori di mercato, tra cui banche, compagnie assicurative e gestori patrimoniali. Nel 2009, sulla scia della crisi finanziaria globale, le agenzie di rating declassarono titoli di debito per 108 miliardi di dollari da investment grade ad high yield. A metà 2020, questo precedente record di cosiddetti “angeli caduti” è stato sorpassato con il declassamento ad high yield di titoli di debito per 189 miliardi di dollari, di cui 151 miliardi solo nel primo trimestre.Dal primo trimestre, il ritmo dei downgrade ha registrato un forte rallentamento. A nostro parere ciò è ascrivibile alle numerose decisioni di rafforzamento del credito adottate dai team dirigenziali, tra cui la sospensione dei dividendi e dei riacquisti di azioni, il posticipo delle spese per investimenti e il ridimensionamento dei costi. Inoltre, la ripresa dell’attività economica e la riapertura dei mercati dei capitali hanno contribuito positivamente. Pur non aspettandoci un ritorno all’ondata di declassamenti osservata nella prima parte dell’anno, è importante notare che il rischio persiste.
Le banche centrali di tutto il mondo hanno sostenuto attivamente i mercati delle obbligazioni societarie. Negli Stati Uniti, la Fed sta addirittura acquistando alcuni titoli high yield. Ciò ha contribuito a creare un solido supporto tecnico per i mercati. Benché possano aiutare a risolvere le difficoltà connesse alla liquidità vissute dai mercati nella prima parte dell’anno, gli istituti centrali non possono certo porre rimedio ai problemi di solvibilità. Se le riaperture delle attività economiche saranno lente e disomogenee, i rischi di declassamenti e default rimarranno elevati.Di conseguenza, ad oggi il mercato riflette un premio al rischio superiore e più ampiamente distribuito rispetto all’anno scorso. In questo contesto, una ricerca creditizia valida può consentire di escludere i dati poco pertinenti per identificare le società capaci di superare a testa alta la tempesta. Poiché i tassi privi di rischio sono probabilmente destinati a rimanere contenuti nell’immediato futuro, l’opportunità di generare reddito tramite un’allocazione nel credito gestita in base al rischio resta interessante. (abstract)

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Scuola – Dispersione alunni: fallimento Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica sono una sferzata a chi governa la scuola e non fa nulla per opporsi a questa deriva da Paese non sviluppato, che lascia per strada i suoi bambini e ragazzi in difficoltà, provenienti da tessuti sociali difficili o famiglie bisognose di aiuto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non c’è tempo da perdere: servono tempo pieno e prolungato anche al Sud, come ha annunciato di recente il presidente della Commissione Cultura Luigi Gallo, ma soprattutto organici differenziati in base al tasso di dispersione e di disoccupazione e alle esigenze del territorio. Per combattere l’abbandono scolastico bisogna anche introdurre l’obbligo a 18 anni, con una modifica dell’alternanza scuola lavoro peraltro già annunciata dal ministro Bussetti, e puntare sulla continuità didattica riaprendo le GaE.Dispersione scolastica: Quali i rimedi possibili?
I dati diffusi da Tuttoscuola e relativi alla dispersione scolastica vedono il Lazio tra le regioni in Italia con il più basso tasso di studenti che lo scorso anno non sono giunti a frequentare il 5° anno delle superiori (11.778 – tasso di dispersione scolastica 21,3%*): un dato al di sotto della media nazionale (3.500.812 – tasso 24,7%). Da un’indagine condotta da JOINTLY-Il welfare condivisosu 4500 ragazzi è emerso che un corretto orientamento:
fa aumentare in 1 ragazzo su 3 la fiducia nel ‘Sistema Paese’ e le consapevolezze;
fa crescere nel 60% dei genitori/dipendenti il trust index nei confronti dell’azienda che mette a disposizione il percorso come servizio di welfare;
ha un impatto sulla scelta nell’82% dei ragazzi che lo ricevono.
Inoltre nel Lazio nell’a.s. 2017-2018 i ragazzi di un’intera classe del Liceo Montale di Roma hanno avuto l’opportunità, grazie a un’azienda della rete JOINTLY, di frequentare il percorso di orientamento per scegliere il proprio futuro in maniera più consapevole.Si potrà partire da questi dati:
– nell’a.s. 2017-2018 nel Lazio 11.778 studenti non hanno frequentato il 5° anno delle superiori;
– il Lazio è la 7a regione con il più basso tasso di dispersione scolastica (21,3%), rispetto alla media nazionale del 24,7%;
– a livello nazionale i dispersi al 5° anno sono stati 3.500.812 (il 30,6% del totale).

 

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Dispersione alunni da record e pochissimi laureati, Sud al collasso

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Sono 3 milioni e mezzo gli studenti che hanno abbandonato i banchi negli ultimi 20 anni: lo dice il Focus realizzato da Tuttoscuola e pubblicato oggi dall’Espresso, dal quale si evince che tale inefficacia è costata pure 55 miliardi di euro. Il dramma si completa negli atenei: tra chi si diploma e si iscrive all’università solo uno su due ce la fa. Alla fine della fiera, su 100 studenti iscritti alle superiori se ne laureano appena 18. Per il sindacato servono subito tempo pieno e prolungato, organici differenziati per territorio, continuità didattica attraverso l’assorbimento del precariato con la riapertura delle GaE, innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.

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Risorse idriche: Contrasto agli sprechi e risanamento infrastrutturale

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

aceaRoma. L’Amministrazione capitolina ha avviato un nuovo corso per rilanciare Acea e per garantire una diversa gestione delle risorse idriche, all’insegna dell’efficienza e della lotta agli sprechi. In circa 4 mesi il nuovo management societario ha messo in campo una politica finalizzata, in primis, a diminuire le perdite sulla rete e ha garantito un recupero medio di circa 1.160 litri di acqua al secondo prima dispersa.
Grazie al monitoraggio sul 78% dei manufatti sono state individuate 1.445 situazioni di perdita, di cui 1.140 già sanate. La rete idrica è stata ispezionata su un’estensione pari al 98%, azione che ha consentito di scongiurare la riduzione della pressione durante le fasce orarie notturne. Nel complesso gli investimenti finalizzati al recupero delle perdite e alla sistemazione delle infrastrutture sono state pari a 5 milioni sotto la guida del nuovo management: si tratta di una cifra mai spesa per questi obiettivi.Ha preso il via il piano volto alla riduzione di perdite più ampio a massiccio nella storia di Acea. Proseguirà fino al termine del 2017 e si svilupperà nel 2018 anche mediante la ridefinizione delle zone/distretti idrici e ulteriori attività di controllo dell’efficienza della rete idrica, sulla base di specifiche analisi di sistema.“Dopo anni di immobilismo e di mancati investimenti, finalmente Roma Capitale ha dato mandato ad Acea affinché avviasse una politica aziendale con l’obiettivo di ridurre gli sprechi per tutelare i cittadini e per salvaguardare il bene comune più prezioso: l’acqua. Le precedenti gestioni aziendali erano interessate soltanto a questioni che non producevano alcuna ricaduta effettiva sull’utenza: basti pensare che sotto il tandem Irace-Tomasetti furono spesi 7 milioni di euro soltanto per tracciare il nuovo logo societario. Ora, invece, si volta davvero pagina con un piano di risanamento infrastrutturale senza precedenti”, commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Smog a Roma: blocco del traffico

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

«E’ stato disposto per oggi il quarto divieto di circolazione dei veicoli più inquinanti. Il provvedimento è stato assunto al fine di contenere i livelli delle polveri sottili, le cui concentrazioni sono favorite dalle attuali condizioni di alta pressione e dall’inversione termica. Quest’ultimo fenomeno meteorologico, che si verifica in particolari condizioni nei mesi invernali, non consente la dispersione degli inquinanti favorendo il ristagno delle polveri sottili nei bassi strati dell’atmosfera. L’Amministrazione Alemanno punta sullo sviluppo della mobilità sostenibile e su interventi di carattere strutturale per ridurre le emissioni inquinanti ma il blocco emergenziale associato all’attività della Polizia Municipale per fluidificare il traffico è utile a contenere l’inquinamento. Grazie ai provvedimenti adottati nel 2010 il numero degli sforamenti del pm10 è notevolmente diminuito rispetto al 2007, per questo dobbiamo  continuare con la politica degli interventi strutturali, che abbiamo intrapreso con successo.
Secondo le disposizioni vigenti, dunque, domani dalle 7.30 alle 20.30, la fascia verde cittadina sarà interdetta ai seguenti mezzi: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina “euro 0”; autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 0”, “euro 1” e “euro 2”; motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”; minicar a benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 0” e “euro 1”
Queste, infine, le centraline ARPA che hanno segnalato concentrazioni di polveri sottili superiori il limite di 50 mg/m3: Preneste, Francia, Magna Grecia, Cinecittà, Ada, Guido,  Cavaliere, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina e Arenula».  Lo ha dichiarato Marco Visconti, Assessore all’ambiente di Roma Capitale.

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Federico Guida: Senza distrazione né dispersione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

federico guidaMilano, 12 ottobre 2009  – 15 gennaio 2010 Galleria Blu, Via Senato 18, tel. 02.76022404 inaugurazione: lunedì 12 ottobre 2009, ore 21. L’alternanza tra mostre storiche e mostre di artisti contemporanei avvicenda ora Mark Tobey con Federico Guida, figura significativa dell’arte italiana dell’ultimo decennio. Quarantenne, Guida richiama l’attenzione di critici e collezionisti da almeno dieci anni e i riconoscimenti ottenuti – nel 1996 il Premio San Carlo Borromeo, nel 1998 il Premio Marche, nel 2002 il Premio Cairo e il Premio Durini, nel 2003 il Premio Maretti e nel 2007 il Premio Michetti – ne sono una testimonianza indiscutibile.  La mostra presso la Galleria Blu di Milano fa il punto sulla produzione più recente dell’artista accogliendo una ventina di opere dove spiccano i ritratti (e gli autoritratti) con parrucca e le “vasche da bagno”.  (federico guida)

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Selezioni per il servizio civile nell’Asl 11

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Empoli. Le prove per curriculum e colloquio si terranno il 7,8 e 10 settembre  per i ragazzi che hanno aderito al bando per il servizio civile nei tre progetti dell’Asl 11. La prima selezione è fissata per il prossimo 7 settembre ed interesserà i giovani che hanno presentato la domanda per il progetto “Guarire giocando” rivolto ai piccoli degenti del reparto di pediatria dell’ospedale “San Giuseppe”. Il giorno seguente, 8 settembre, si terranno le selezioni per coloro che hanno scelto il progetto “Accoglienza al servizio minori e famiglie” dedicato alle famiglie svantaggiate e ai minori a rischio di devianza, dispersione scolastica e disagio sociale. Infine, il 10 settembre, toccherà ai ragazzi che hanno scelto il progetto “Generazioni solidali” rivolto agli anziani fragili, affetti da patologie croniche o in condizioni di non autosufficienza. Le selezioni, per curriculum e colloquio, si svolgeranno a partire dalle ore 8.30, nei locali del centro direzionale dell’Asl 11, in via dei Cappuccini n. 79 a Empoli. I candidati dovranno presentarsi muniti del documento d’identità. L’esito delle selezioni sarà reso noto mediante pubblicazione sul sito http://www.usl11.toscana.it, nello spazio dedicato al servizio civile, e mediante risposta scritta agli interessati. L’Asl 11 comunicherà ad ogni candidato la data e la sede dove avrà luogo la selezione e chi non si presenterà al colloquio sarà escluso. La selezione sarà effettuata attraverso un colloquio attitudinale. I titoli posseduti dal candidato sono valutati in relazione al progetto per il quale intende concorrere, fermo restando i requisiti indispensabili richiesti.

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Scuola: nove abbandoni su 10 dovuti a didattica poco flessibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

Una scuola troppo ‘rigida’ e tradizionale è alla base dell’alto tasso di abbandono scolastico del Paese. E’ una delle riflessioni evidenziate dall’indagine promossa dal ministero del Welfare (e condotta a livello nazionale da Ernst e Young, Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali e Cna-Ecipa), presentata in questi giorni a Benevento. La maggior parte dei casi di abbandono (89,7%)  si verifica all’interno del sistema scuola e ciò è probabilmente riconducibile ai contenuti e all’ambiente formativo, come la didattica troppo tradizionale e poco flessibile. Inoltre, incidono in maniera più significativa gli abbandoni nella scuola media superiore (55,3%), registrati prevalentemente nell’area dell’istruzione professionale. Fra gli oltre 1.600 ragazzi intervistati per l’indagine, infatti, ben il 24,4% ha frequentato, come ultimo corso formativo, la scuola media inferiore. La formazione professionale e l’apprendistato, invece, presentano livelli di abbandono piuttosto bassi (10,3%). Per quanto riguarda la motivazione che ha portato all’abbandono della scuola o di un percorso formativo alternativo, sembra che ‘lo scarso interesse per le materie trattate’ sia la più frequente (49,7% dei casi), unita alla ‘difficoltà delle materie’ (39,4%). Ma ad allontanare i ragazzi dalla formazione sono state anche le prospettive di autonomia. Ben il 26% degli intervistati, infatti, dichiara che gli ‘interessava più andare a lavorare’.  A fronte di questi dati resta bassa (in particolare al Sud)  la capacità di assorbire i ‘dispersi’ da parte della formazione professionale. Si va da risultato migliore di Modena (69%) a quello peggiore di Vibo Valentia (10%). Solo poche province, come Modena, Savona e Terni, hanno attuato la ‘rete dell’obbligo formativo’ ossia un sistema di integrazione dei dati delle varie anagrafi (scuola, lavoro, istituzioni), per contrastare il fenomeno della dispersione.

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