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Dissesto idrogeologico minaccia Roma Capitale

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

La Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) e Italia Nostra (Sezione di Roma) chiedono al Comune di Roma l’attivazione urgente di un Servizio Geologico Capitolino e della “Cabina di regia” per la mitigazione della pericolosità e dei rischi connessi al dissesto idrogeologico nel territorio di Roma Capitale già prevista dalla Memoria di Giunta del 28.10.2016.
L’ennesimo sprofondamento urbano verificatosi lo scorso 22 marzo a Roma, nel Quartiere Appio Latino, conferma che la mancanza di una governance univoca costituisce un indiscutibile punto di debolezza del sistema urbano e delle sue interferenze con i fenomeni di dissesto idrogeologico quali sprofondamenti, frane, alluvioni e allagamenti. La mancanza di una visione unitaria associata a una insufficiente o del tutto assente sistema di monitoraggio e controllo delle pericolosità idrogeologiche del territorio urbano della Capitale, non consente, a oggi, di assicurare una mirata prevenzione degli scenari di rischio e pronte e adeguate risposte alle criticità del territorio, le quali sono diventate sempre più frequenti nel corso degli ultimi anni.
Si ricorda che l’attuale Giunta Comunale ha cercato di affrontare queste criticità del territorio attraverso la Memoria di Giunta del 28.10.2016 relativa alla istituzione di una “Cabina di regia” per la mitigazione della pericolosità e dei rischi connessi al dissesto geologico-idraulico nel territorio di Roma Capitale, anche al fine di “garantire le più idonee iniziative per la previsione, prevenzione e la corretta gestione di eventi quali frane, sprofondamenti, alluvioni e allagamenti”.
La Sigea e Italia Nostra (Sezione Roma), in qualità di Associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, chiedono al Comune di Roma l’attivazione di detta cabina di regia, proposta, ma mai attuata, per affrontare nell’immediato detto specifico rischio.
Necessita avviare un programma di manutenzione delle infrastrutture a rete quali strade, acquedotti, fognature e sotto servizi più in generale per evitare che gli stessi possano amplificare, o in alcuni casi innescare, fenomeni disastrosi mettendo a rischio oltre ai beni la pubblica e privata incolumità. Le riprese video dell’evoluzione dello sprofondamento del 22 marzo, durante il quale senza conoscere l’entità del fenomeno si vedono auto transitare a pochi metri, lascia intendere che non si è raggiunto quel livello di conoscenza e consapevolezza sulla gravità e velocità di questo tipo di fenomeni. Attualmente l’Amministrazione Capitolina risponde alle tematiche di gestione del suolo e sottosuolo e del dissesto idrogeologico del territorio, attraverso ben 4 distinte strutture:
-Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana;
-Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica;
-Dipartimento Tutela Ambientale;
-Ufficio Extradipartimentale Protezione Civile.
Le Associazioni ritengono urgente l’istituzione presso Roma Capitale di un Servizio Geologico di Roma Capitale, come struttura sovraordinata rispetto all’organizzazione dipartimentale, che permetta di riorganizzare le risorse e le competenze, oggi già presenti ma frammentate all’interno delle suddette strutture, e che svolga in modo organico il necessario lavoro di conoscenza, monitoraggio, prevenzione e divulgazione nei riguardi della gestione del suolo e del sottosuolo e del dissesto geologico-idraulico nel territorio di Roma, permettendo il coordinamento e la sinergia tecnico/gestionale tra gli Uffici di Roma Capitale e gli enti esterni all’Amministrazione Capitolina.

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Prevenzione del dissesto idrogeologico in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

monitoringIn Italia la normativa che si occupa del partenariato pubblico privato ha vita recente. È infatti il Decreto Legislativo 50 dello scorso 19 aprile ad occuparsi, per la prima volta nella nostra legislazione, di PPP e project financing.
Questa particolare forma di cooperazione può essere una delle chiavi e delle sfide future per tutti quegli attori che si occupano in Italia di prevenzione di situazioni d’emergenza, in particolare di dissesto idrogeologico? È anche grazie al PPP che possono essere raggiunti gli obiettivi che il Governo, con la piattaforma #italiasicura, si è prefissato? Ne hanno discusso a Roma questa mattina, nel corso di una tavola rotonda organizzata da Galileo Advisory e moderata dalla giornalista Francesca Roversi, alcuni dei principali soggetti pubblici e privati che nel nostro Paese si occupano di prevenzione del rischio: Bruno Tufari, Partner e amministratore unico Galileo Advisory; Roberto Carulli, Partner e socio fondatore Galileo Advisory; Chiara Braga, Componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici; Stefano Laporta, Direttore generale ISPRA; Michele Torsello, Responsabile giuridico della struttura di missione #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Guido Bernardi, Marketing and International Development Manager CAE S.p.A.; Simona Mameli, Sviluppo nuovi mercati nel Sud Est Europa CAE S.p.A.; Angelo Corazza, Direttore presso l’Ufficio Rischi Idrogeologici e Antropici – Servizio rischio idrogeologico, idraulico, idrico, marittimo e costiero del Dipartimento della Protezione Civile; Sergio Sangiorgi, Direttore commerciale Lazio CPL Concordia; Raul Ricozzi, Partner dipartimento Energy Orrick, Herrington & Sutcliffe.Guido Bernardi ha illustrato la posizione di CAE S.p.A., azienza leader in Italia per quanto concerne le reti per il monitoraggio ambientale in tempo reale: “dal nostro punto di vista la principale strada da indagare è quella della costruzione di un pool di soggetti, che comprenda società, banche, municipalità, ma anche altri attori, che possano prendere la titolarità su reti di monitoraggio, garantendo il perfetto funzionamento e l’aggiornamento tecnologico delle stesse per 20-25 anni, dimostrando così all’amministrazione pubblica che questo abbatte i costi e mantiene il servizio ai massimi livelli tecnologici”.
Dal Veneto alla Calabria CAE vanta un’esperienza ormai decennale nell’installazione di stazioni idrometeorologiche che monitorano dati in tempo reale collegate a sistemi di allertamento in grado, attraverso automatismi opportunamente calibrati, di avvisare le persone interessate al verificarsi di situazioni di pericolo imminente al verificarsi di fenomeni naturali con rilevanza di Protezione Civile.
Alle parole di Bernardi fa eco Roberto Carulli, Partner e socio fondatore Galileo Advisory, soggetto organizzatore della tavola rotonda: “la drastica riduzione di investimenti in grandi opere e infrastrutture ha portato una serie “preoccupante” di ribassi a due cifre. Serve uno strumento che possa dare risposte alle esigenze del Paese senza aspettare i tempi della burocrazia pubblica. L’intervento dei privati deve essere sfruttato in tal senso e il PPP (partenariato pubblico privato) può in tempi brevi e in modo efficace ridurre i rischi sistemici e ampliare i mercati industriali di riferimento”. (foto: monitoring)

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Roma: Dissesto Idrogeologico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

protezione civileLa Protezione Civile di Roma Capitale, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università ‘La Sapienza’ e del suo spin-off Survey Lab S.r.l., si avvarrà di servizi innovativi nel campo del monitoraggio satellitare di strutture e infrastrutture, con particolare riferimento ai fenomeni di sprofondamento veloce del suolo e a quelli franosi. L’accordo rientra nel più ampio progetto I.MODI (Implemented MOnitoring system for structural Displacement), assegnato dalla Commissione Europea (Bando H2020 SME-Instrument Phase 2) allo spin-off universitario e prevede il monitoraggio a controllo remoto di intere porzioni di territorio comunale mediante tecnica di interferometria differenziale (DINSAR). “Si tratta, in sostanza, di una tecnologia all’avanguardia che, grazie all’integrazione di dati acquisiti tramite sensori posti in situ con quelli satellitari – spiega il Direttore della Protezione Civile di Roma Capitale Cristina D’Angelo – garantirà il controllo puntuale delle criticità idrogeologiche permettendo risposte in emergenza ancora più tempestive. Uno strumento, questo, che consentirà di evidenziare rapidamente eventuali anomalie statiche e dinamiche del territorio e dei manufatti presenti, non facilmente riscontrabili con altre metodologie”. “Continua così – conclude il Direttore Cristina D’Angelo – l’impegno della Protezione Civile nella definizione di accordi di collaborazione con Enti e Università, quali ad esempio quelli già stipulati con l’Ordine dei Geologi del Lazio e con ENEA, che hanno l’obiettivo di fornire supporto altamente scientifico alle attività di pianificazione e gestione delle emergenze idrogeologiche che interessano la città di Roma”. Lo comunica in una nota l’Ufficio Extradipartimentale di Protezione Civile.

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