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Verso la dissoluzione dell’euro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Français : Pièce de 1 Euro du Portugal. Portug...

Français : Pièce de 1 Euro du Portugal. Português: Verso da moeda de 1€ (1 euro) de Portugal. (Photo credit: Wikipedia)

La Germania continua ad imporre politiche di austerità, ciò provoca spinte deflazionistiche e porta a pensare tutti gli europeisti che l’Euro stia per implodere. O il tasso di sconto della BCE scende alla pari di quello della FED allo 0,25% trascinando verso il basso il valore dell’Euro o si adotta una politica di intervento diretto della BCE nel debito degli stati . Non si vive di sola Europa e nel sistema globalizzato o si fanno scendere i prezzi o le imprese chiudono favorendo, ulteriormente, l’ingresso delle merci asiatiche. Valore alto dell’Euro e tassi di interessi bassi,temporaneamente favoriscono solo la Germania. Il risentimento (non giustificato quando le risorse si sprecano con la corruzione, l’evasione, le assunzioni clientelari ecc) nei confronti di questo stato sta dilagando tanto da poter far naufragare l’unità europea. “Possiamo far senza la Grecia” dicono. “Vero “, ma sarebbe solo l’inizio della fine. La Grecia avrebbe solo da perdere nell’uscita ! Ciò solo se dovesse responsabilmente rispondere alle obbligazioni assunte. Ma se seguisse l’esempio, deprecabile, dell’Argentina i problemi li creerebbe agli altri alleggerendosi di un debito di 400 MLD . Il governo olandese è collassato per non essere riuscito a decidere ulteriori manovre di austerità, la Grecia appena uscita da elezioni non riesce ad esprimere un nuovo governo, la Francia non sosterrà più la cancelliera nella politica di rigore. La spirale recessiva si auto – rafforza attraverso la riduzione dei redditi e delle entrate fiscali. Un circolo vizioso che ha trasformato un problema economico in un problema politico, che mette molti governi europei in una situazione insostenibile. La seconda soluzione per il salvataggio dell’Europa passa per l’adozione dell’eurobond o in interventi diretti della BCE nell’aiuto agli stati e non alle banche : prestando agli stati denaro all’1% e non alle banche che poi li girano agli stati al 5-9%. Questa misura potrebbe essere straordinaria e limitata nel tempo per trovare un accordo unitario. L’Europa senza una di queste due misure , non può reggere alla politica di pura austerità, senza saper come potersi finanziare .
(Orlando MASIERO)

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Eghènetai! Buio, non “ombra” Luce

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2011

Venezia Tesa 99 Arsenale Novissimo 4 Giugno 27 Novembre 2011, Ingresso dal Centro Thetis, dal lunedì al venerdì, 10.00 – 18.00 Eghènetai! Buio, non “ombra”. Luce. “La radiografia quale mezzo di trasmutazione e sublimazione della materia, ma anche immagine di una tragica dissoluzione. La polarità tra sublimazione e dissoluzione trova un suo punto di equilibrio anche in un altro elemento dell’intervento di Meneghetti in un insieme spaziale e architettonico: lo storico contenitore architettonico del padiglione Italia all’arsenale novissimo L’installazione oltre a trovare eco in questo far riflettere sui luoghi attraversati, pieni di memorie ed esperienze mutanti, costituisce un’ulteriore metafora dell’arte come continua forza attiva, un passo verso le possibili costellazioni del conoscere se stessi, di conoscere il proprio corpo. Le grandi lastre di Renato Meneghetti formano un’opera corale, imponente e drammatica, concepita per esprimere in un’estrema tensione espressiva una visione poetica frammentata, sincopata e transitoria attaverso la sovrapposizione di lastre x-ray ai dipinti, che ne costituiscono il pensiero portante. Le infinite possibili combinazioni costringono lo sguardo a un incessante movimento per cogliere quell’inesauribile energia. Una stratificazione spettacolare e straordinaria che l’artista crea trasparenza su trasparenza. Le immagini si intrecciano le une con le altre a strutturare insiemi sempre diversi. I piani pittorici delle grandi tele e le lastre entrano l’uno nell’altra, occultandosi ed esaltandosi, si crea una profondità infinita ed aleatoria, una materializzazione della forza pittorica del proprio mondo interiore. Pittura fotografia trasparenze ininterrottamente mutevoli restituiscono in una drammatica tensione residui arcaici, immagini infrante, sedimenti profondi, echi infiniti, rimandi visivi. Come nello ”incipit” della Bibbia, nel libro della Genesi c’è l’espressione chiave della creazione: “fiat lux!”, ora, l’ espressione chiave della redenzione: “eghènetai”: “ il Verbo – si fece – carne”. E la carne – buia, ferita, spenta – la carne scoppiò nella Luce (Andrea Mantegna, meneghetti1, image002)

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La dissoluzione del capitalismo liberista

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

La fine dei dittatori africani coincide con la fine di un capitalismo anomalo, giunto al potere senza transitare dal sistema democratico che lo genera.  Il capitalismo occidentale ha iniettato il virus del capitalismo non nella cultura di un popolo che non lo avrebbe capito nè promosso, ma nel singolo personaggio giunto ad un  potere  di stampo, inizialmente, tribale, in grado di soddisfare la base popolare con l’esaltazione della religione e la soddisfazione del nazionalismo tribale. Ma il capitalismo occidentale era in agguato, in attesa del consolidamento di quel potere per fornire i mezzi e i metodi più caratteristici alla ricerca dell’arricchimento personale e di una ristretta cerchia di fedelissimi (meglio se facenti parte della corte familiare). Reduci da secoli di colonialismo e di sfruttamento, le popolazioni accoglievano il leader come il salvatore della loro libertà  (termine del quale ignoravano il significato), al quale non chiedeva altro che essere ben amministrati e di poter disporre dei mezzi necessari per avere l’indispensabile per vivere. In occidente l’evoluzione del capitalismo ha prodotto una forma mentis ipercritica, favorevole al progresso economico, ma non a quello sociale, essendo il progresso economico riservato ad una selezionata casta prossima al potere. Succede però (come è successo) che l’ipercriticismo, dopo aver distrutto l’autorità morale delle altre istituzioni, considerate un orpello farraginoso di ostacolo alla “libertà” che il capitalismo esige per continuare a svilupparsi, finisce, come è finito, a rivolgersi contro le proprie istituzioni, attraverso le degenerazioni del sistema: il continuo esplodere di scandali ne è la prova, perché qual genere di capitalismo non concepisce nemmeno il lavoro come mezzo di sviluppo anche economico, ma blandisce la finanza, ma senza rispettare le regole che  controllano le attività e i circuiti virtuosi. Accade così che figure patetiche, coinvolte nella quotidiana litania di scandali, appropriazioni indebite, evasioni fiscali, possono solo ricordarci gli imperatori del tardo impero romano che si crogiolavano nella convinzione di una presunta eternità, dediti alle proprie questioni personali, ivi compresi i processi per reati comuni, ignari o distratti, ma incapaci di capire che il loro mondo sociale e politico è in fase di dissolvimento. Nel mondo occidentale sta accadendo sotto forma di una crisi economica senza controllo, mentre nei paesi arabo-mediterranei accade oggi con crudele determinazione perché sono saltati tutti i passaggi, generando un GAP  che non è politico ma sociale, tra governanti e governati. Si è preteso di pilotare i popoli secondo usi e riti tardo medievali, mentre il governo gestiva l’economia secondo le più avanzate pretese del capitalismo più aggressivo, diventato liberismo, esente da controlli. L’incontro tra capitalismo occidentale e oligarchia tribale è stato fatale per entrambi, in quanto nelle nazioni arabe è esplosa la popolazione, in occidente sta esplodendo  la democrazia. (Rosario Amico Roxas)

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Filippo Sciascia: Lux lumina

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Milano fino all’11/4/2010 Vicolo Lavandai 4 Galleria Obraz Dal 2000 Filippo Sciascia lavora con una pittura derivata dal video, dall’installazione e da foto. Tramite una reinterpretazione della luce del tutto inusuale, realizza delle opere dal timbro monocromo, sono immagini impresse sopra supporti crettati che appaiono ai nostri occhi come muri distrutti, logorati dal caldo e dal tempo.  Questa mostra vuole sottolineare la complessa idea di luce in un’era dove tutto e’ inondato da immagini relazionate all’uso della tecnologia. Sciascia si confronta con la luce come fenomeno naturale, come elemento che l’uomo cerca di catturare da sempre. Livelli di Luce, angoli nascosti, intensità monocrome e dissoluzione tra il chiaro e lo scuro.  La mostra si compone con una serie di dipinti e da un’ istallazione raffigurante un video girato in Indonesia.  Filippo Sciascia e’ nato a Palma Di Montechiaro (Agrigento) nel 1972.  Dal 2008 vive e lavora tra l’Indonesia e l’Italia.(lux lumina)

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Mandala di pace

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2009

mandalaVenezia 8 giugno, dalle ore 15 alle ore 19, nell’Antisala della Libreria Sansoviniana – sede monumentale della Biblioteca Nazionale Marciana: Piazzetta San Marco n. 13/a, – inizierà la Cerimonia di costruzione del Mandala di pace che sarà realizzato dai monaci del monastero Buddista Tibetano di Ganden Jangtse (India). La costruzione continuerà da martedì 9 fino a venerdì 12 giugno (con orario: 9.30-12.30; 15-18). La Cerimonia di dissoluzione del Mandala avrà luogo sabato 13 giugno alle ore 10. Ingresso libero.  Nell’ambito della manifestazione, inoltre, venerdì 12 giugno alle ore 17.30, presso la Scoletta dei calegheri in Campo San Tomà, sempre a Venezia, si terrà l’incontro pubblico “Il dramma del Tibet raccontato dai monaci: la millenaria cultura che rischia di scomparire, la necessità di un’educazione alla pace, alla giustizia e al rispetto delle diversità”, al quale sarà presente anche l’Assessora comunale alle Politiche Giovanili e alla Pace.  L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Venezia, Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Pace e con il Comitato “Venezia per il Tibet”.  Il Mandala è una delle espressioni più originali e simboliche dell’arte religiosa tibetana. Il Mandala si presenta come una complessa struttura geometrica che i monaci costruiscono su un piano di legno. Dapprima, si tracciano con rigorosa precisione i contorni e successivamente le forme vengono riempite con sabbia finissima di diversi colori. Secondo la tradizione tibetana, la costruzione del Mandala diffonde un’enorme energia positiva nell’ambiente circostante. Al termine della costruzione il Mandala viene tradizionalmente dissolto e le sabbie versate in un fiume a simboleggiare la natura impermanente di tutte le cose.
Il Comitato Venezia per il Tibet è una aggregazione spontanea e apartitica di persone e associazioni veneziane (Associazione Italia-Tibet, Associazione Vegetariana, Centro Studi Maitreya) che intende esprimere solidarietà al popolo tibetano in un momento tragico della sua storia.  Il Comitato si è costituito, con il supporto del Centro Pace del Comune di Venezia, nei giorni della rivolta tibetana e conseguente dura repressione cinese del marzo 2008, nell’approssimarsi dei Giochi olimpici di Pechino. Ha realizzato diverse iniziative di sensibilizzazione e di solidarietà; in particolare ha ideato e promosso, attraverso una raccolta firme, la richiesta della concessione a SS il Dalai Lama della cittadinanza onoraria veneziana, quale forma di vicinanza con la lotta dei Tibetani per la difesa dei diritti umani e civili. (info: 340.3623723) (mandala)

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