Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘distanza’

Agcom: 12,7% studenti senza didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo l’Agcom, il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta. Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso. Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all’anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Lo avevamo detto fin dall’inizio dell’emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all’epoca stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati. Ora la conferma arriva dai dati dell’Agcom, secondo i quali 60 studenti su 100 hanno avuto almeno un problema per la didattica a distanza e 25 su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione. Va inoltre considerato che non tutte le famiglie possono permettersi economicamente un abbonamento flat per una connessione internet veloce” conclude Dona.

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Didattica a distanza per “Scarabeo verde” e “Tree for future”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Si è concluso un anno scolastico che ha visto come grande protagonista la didattica a distanza. Le tantissime adesioni ricevute a inizio anno, con oltre 200 scuole, 1.034 classi e quasi 18.000 alunni coinvolti, sono state quasi del tutto confermate e gestite attraverso modalità di didattica a distanza, in aule virtuali dove i docenti e gli studenti hanno incontrato gli operatori che curano i progetti scuola. Non solo video lezioni in collegamento sulle piattaforme, ma anche kit digitali scaricabili dai docenti attraverso il manuale didattico online e una continua attività di supporto, per rispondere alle diverse esigenze dei docenti. Un’altra novità di quest’anno è stato il concorso a premi “La mia impronta conta!”, sul tema dello spreco alimentare e del water footprint
(impronta idrica) del cibo che buttiamo. In questo caso il concorso è proseguito anche da casa, innovandosi attraverso dirette Facebook. Negli ultimi mesi ATA Rifiuti Ancona ha organizzato anche altre dirette Facebook, coinvolgendo istituzioni e realtà del territorio impegnate nella gestione delle risorse e in grado di dare la loro visione su tematiche legate all’ambiente e al Pianeta, puntando su un’importante azione di comunicazione e informazione per i cittadini. I temi sono stati affrontati in modo divulgativo, attraverso interviste condotte da una giornalista e, proprio per lo strumento scelto, hanno coinvolto unampio pubblico.

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Scuola: no alle bocciature per gli alunni esclusi dalla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Giungono notizie allarmanti dal mondo della scuola. Nonostante le rassicurazioni del Ministro e le deroghe alle normali procedure emanate in apposite ordinanze del MIUR, sembrerebbe infatti che molti insegnanti minaccino di bocciare gli allievi che non si sono collegati per le videolezioni.“Una politica del tutto discriminatoria e illegittima, che siamo pronti a contrastare con ogni mezzo ed azione.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Di fronte a un’emergenza di portata planetaria, come quella che il Paese si è trovato ad affrontare, né il mondo della scuola, né le famiglie, erano preparati a far fronte alle esigenze della didattica a distanza. Questo specialmente in presenza di casi di difficoltà economiche e di carattere infrastrutturale: per questo siamo convinti che il mancato collegamento non può e non deve diventare motivo di bocciatura ed esclusione dalle classi.Il ruolo primario di un insegnante è quello di promuovere la crescita dei ragazzi e favorirne l’integrazione all’interno del sistema sociale: escluderli dalla classe e costringerli a ripetere l’anno solo perché non in possesso dei mezzi o della connessione necessari per partecipare alla DAD è in piena contraddizione con tale principio.Per questo abbiamo scritto al Ministro, chiedendo indicazioni e provvedimenti stringenti da parte del MIUR affinché tali minacce non si concretizzino e si scongiuri una discriminazione evidente all’interno del nostro sistema scolastico. Ci aspettiamo, inoltre, che Ministro fornisca linee giuda chiare e precise per il recupero, nell’estate, destinato agli alunni esclusi dalla didattica a distanza.Raccogliamo, in tal senso, l’appello dei Maestri di Strada, che invitano a non ignorare che “esiste un numero enorme di allievi che, di fatto, non ha potuto fruire del servizio scolastico. Alcuni reputano che si tratti di un terzo degli allievi e va da sé che questa proporzione ha un enorme scarto medio tra varie zone sociali e geografiche.”
Di fronte a questa situazione condividiamo la proposta dell’associazione che prevede, per i ragazzi che sono stati privati di una occasione formativa, che questa sia loro offerta di nuovo: perché diversamente mancherebbe un pezzo nel loro processo di sviluppo.“Quello che serve è un piano straordinario di recupero ben distinto dall’inizio del nuovo anno scolastico, che si fondi su risorse finanziarie e professionali dedicate” – riporta il documento dei Maestri di Strada.
Il cooperative learning è una chiave fondamentale nell’ottica di tale recupero. Così come vitale è il ruolo di tanti insegnanti, educatori ed associazioni che operano quotidianamente per instaurare e rafforzare rapporti di fiducia e di collaborazione, che possono contribuire a riavvicinare allievi e famiglie ad un sistema scolastico che, in alcune situazioni, li ha lasciati soli nei momenti difficili.

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Didattica a distanza: il digitale è “un gioco da ragazzi”?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Aiutiamoli a fare da soli” dice il metodo Montessori – uno dei sistemi educativi più conosciuti in Italia. E in questo periodo, ragazzi, insegnanti e genitori si sono trovati a dover mettere in pratica questo insegnamento molto più del solito. In tempi di emergenza sanitaria, la scuola si è dovuta adattare rapidamente e gli studenti di ogni ordine e grado hanno iniziato a barcamenarsi tra videolezioni, caricamento dei compiti sulle piattaforme online, chat, email e, in generale, con l’utilizzo di strumenti tecnologici – ancora estranei ai più piccoli (e anche a qualche grande) – come smartphone e pc. In breve, abbiamo scoperto la “didattica a distanza”. Se da un lato, per molti adattarsi al digitale non è stato – bisogna proprio dirlo – un “gioco da ragazzi”, richiedendo non solo di trovare nuovi equilibri all’interno dell’organizzazione quotidiana e della gestione del tempo ma anche di familiarizzare con sistemi di comunicazione, di studio e di relazione nuovi e inesplorati, d’altro canto, la didattica a distanza ha permesso alle scuole un’accelerazione digitale senza precedenti. In ogni caso, il rientro alla scuola frontale sembra lontano e, anche se di solito tutti se ne lamentano, all’idea di non doverci tornare fino all’anno prossimo i ragazzi sono nostalgici: il 53% di loro, infatti, dichiara che, incredibilmente, ne sente la mancanza, sia delle lezioni in aula ma, soprattutto, dei propri compagni. Questo uno dei dati emersi dal sondaggio che Wiko – brand di telefonia sempre attento a indagare i fenomeni e i trend del momento – ha realizzato all’interno della sua community Instagram, per scoprire come gli studenti italiani stanno vivendo questo nuovo rapporto tutto tecnologico con l’istruzione. Del campione intervistato, il 70% ha seguito almeno una lezione a distanza in questo periodo e il 41% è sollevato che esista questa possibilità, nonostante le difficoltà da affrontare. E pare che il 61% si trovi sempre a doverne risolvere qualcuna – un rapporto con la tecnologia ancora un po’ travagliato insomma. La rete non prende, l’audio non funziona, la video-chiamata non parte o restituisce un’eco che neanche in montagna: c’è sempre qualcosa che va storto. Gaffe involontarie comprese! Tra la mamma che si sente in call dal salotto, il fratellino che corre sullo sfondo in pigiama, il microfono rimasto involontariamente acceso: per il 45% degli utenti le figuracce sono all’ordine del giorno! L’attenzione per il look da video-lezione? Virtualmente inesistente. L’85% degli studenti preferisce mettere il primo indumento pescato dall’armadio, piuttosto che perdere tempo a curare la scelta della maglietta giusta. D’altronde, in periodo di astinenza da parrucchieri, abbiamo problemi più seri da gestire! Ma solo il 41% si arrende a seguire le lezioni direttamente in pigiama: l’importante è ricordarsi di non attivare la webcam.E dopo le lezioni, mano allo smartphone e si torna sui social network: il 67% dei rispondenti al sondaggio, infatti, li sceglie come primo strumento di intrattenimento, di ricerca di informazioni e di contatto con l’attualità, preferendoli ai telegiornali.
A settembre nessuno sa come sarà la scuola, si spera di tornare in classe come sempre ma non è detto. Se tutto tornerà normale i più festeggeranno il ritorno al banco di scuola, ma per il 60% sarà dura rinunciare a svegliarsi tardi. Che sia per questioni di produttività o di pigrizia, come biasimarli? Una cosa è certa, in pochi (40%) invidiano chi quest’anno rischia di saltare gli esami di maturità o, comunque, non potrà farli in presenza.In fondo, anche a distanza di anni, chi potrebbe mai dimenticare le emozioni della “notte prima degli esami”?

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Scuola: Un miliardo in due anni per didattica a distanza, assistenza psicologica, igiene individuale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Il Governo sta provvedendo alla ripresa dell’attività didattica in classe prevista per il prossimo mese di settembre: l’intenzione è garantire un miliardo per il biennio 2020-2021, attraverso apposito decreto con cui si intende “assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica”.Anief ritiene importante che questi fondi vengano destinati per intero, equamente distribuiti, alle necessità di ogni singolo istituto scolastico, tenendo in debito conto il numero di plessi e di locali, oltre che di alunni iscritti e di personale annesso, che ogni scuola autonoma gestisce. Nello stesso tempo, il giovane sindacato ribadisce quanto espresso la scorsa settimana in occasione della presentazione ai sindacati rappresentativi della bozza di dieci punti prodotta dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio per siglare un protocollo d’intesa per l’avvio in sicurezza del nuovo anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief): “Sarebbe importante che le parti sociali, ad iniziare dai sindacati, abbiano anche la possibilità di dialogare con il comitato scientifico di esperti del ministero dell’Istruzione, già per lo svolgimento nella massima sicurezza degli esami di Stato”.È in arrivo circa un miliardo per il ritorno in classe. L’importo iniziale per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, riferisce la stampa specializzata, è stato “incrementato di 331 milioni di euro nel 2020”, per cui si arriverà a “400 milioni per il 2020 e 600 per il 2021”. “In arrivo anche aiuti per il “sistema 0-6 anni” con un contributo complessivo di 65 milioni per chi gestisce in via continuativa i servizi educativi (come gli asili nido) e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali, come sostegno economico per la riduzione o mancano versamento delle rette. Il finanziamento ad istituto sarà di circa 50 mila euro per il 2020 e 70 mila euro per il 2021”.

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Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito ‘La comunicazione e l’intelligenza emotiva nella didattica a distanza’

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E’ stato promosso dall’equipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) , in collaborazione con la task force per le emergenze educative del Ministero dell’Istruzione (MI), la Società italiana di Pediatria e il portale di informazione Diregiovani. Si articolerà in 6 videolezioni con la modalità e-learning. Il corso è rivolto ai docenti di ogni ordine e grado di scuola, con l’obiettivo di fornire riflessioni e suggerimenti per l’insegnamento sui temi della comunicazione e della competenza relativa all’intelligenza emotiva. Il tutto declinato nella didattica a distanza, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia. È possibile anche vedere il video di presentazione del corso, realizzato dalle docenti Linda Pecoriello e Maria Chiara Pecoraro, psicoterapeute dell’età evolutiva dell’IdO, pubblicato sul canale youtube dell’Istituto(https://www.youtube.com/watch?v=v9p7us5I_7U&t=81s).
“L’iniziativa intende rispondere alle tante richieste giunte, da parte dei docenti, al servizio online attivato su tutto il territorio nazionale dall’IdO nell’ambito delle iniziative della Task force per l’emergenza educativa del MI- fanno sapere le docenti- per accogliere e sostenere la comunità scolastica che si trova a confrontarsi con un importante riadattamento della didattica”.
Nelle videolezioni si parlerà di comunicazione e di intelligenza emotiva. “Nello specifico si scopriranno gli elementi per una comunicazione efficace- aggiungono le terapeute IdO- Si potrà comprendere l’importanza della didattica per competenze e di come favorisca una visione più ampia dello studente e di quanto possa essere utile sperimentarla e metterla in atto ora per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi”. Infine, verranno evidenziati gli aspetti della comunicazione non verbale e para-verbale per “capirne l’importanza nella didattica a distanza e porre, quindi, l’attenzione su tutto ciò che non è esplicito. Si potrà, inoltre, comprendere come l’intelligenza emotiva possa influenzare l’apprendimento nel contesto scolastico. Numerose evidenze scientifiche- rimarcano le studiose- riportano che ad alti livelli di intelligenza emotiva corrispondano risultati scolastici migliori”. Infine, verrà affrontato “un tema molto caro ai docenti, la motivazione, che soprattutto nella didattica a distanza sembra venir meno”, concludono Pecoriello e Pecoraro.

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Scuola: Costi didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Sta facendo molto discutere in queste ore la proposta di didattica mista avanzata dal Ministro dell’Istruzione nei giorni scorsi in un’intervista a Sky Tg 24. Un’ipotesi che, si sono affrettati a precisare dal Viale Trastevere, è solo una delle molte al vaglio del Ministero per garantire la didattica in sicurezza alla riapertura delle scuole a settembre.
Una proposta che ha sollevato una folta schiera di polemiche e opposizioni, molte delle quali condivisibili alla luce dei costi che le famiglie dovrebbero affrontare per fruire di una offerta didattica così formulata.
L’idea di integrare la didattica tradizionale con una a distanza, se da un lato senza dubbio permetterebbe di ridurre gli alunni per classe, dall’altra si scontra con le necessità delle famiglie, che, come già avvenuto in questa fase di emergenza, potrebbero in molti casi non disporre delle risorse necessarie per una baby sitter (ancor più a settembre, quando saranno molti di più i genitori rientrati al lavoro), né per dispositivi e connessione in grado di svolgere la didattica online.
Dallo studio effettuato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge che, tra computer o tablet, webcam, microfono, antivirus, pacchetto di programmi base e connessione a internet una famiglia spende da 369,75 a 3.418,19 Euro (considerando abbonamento antivirus, i programmi base e i costi di connessione su base annua). Cifre che risultano proibitive per molte famiglie, specialmente quelle colpite dalle conseguenze che la pandemia sta determinando sul piano economico.
A livello regionale sono stati disposti bonus e sussidi per far fronte a tali costi, ma spesso risultano insufficienti a coprire tali importi, oltre alle difficoltà di accesso ed erogazione segnalate dalle famiglie. In tal senso è necessario e urgente garantire il diritto allo studio dei ragazzi, nel quadro di una visione complessiva volta a favorire il rientro in classe. Visione che sembra mancare all’attuale gestione che, tra continue smentite e passi indietro sta creando confusione e false aspettative, ma soprattutto, senza un reale piano per la gestione del problema, rischia di acuire le disparità e le disuguaglianze già esistenti. Bisogna individuare soluzioni sostenibili per le famiglie e per il sistema scolastico, nonché rispettose della sicurezza degli alunni e della salute pubblica. Per fare ciò è necessario un investimento straordinario ed ingente, che permetta l’assunzione del personale necessario e la rimodulazione delle classi in modo da condurre in sicurezza le lezioni. La ripartenza della didattica è un tassello fondamentale per la ripresa della vita del Paese e guardare al futuro: per questo è indispensabile adottare ogni sforzo che vada in questa direzione.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

In queste settimane così difficili per tutto il Paese, il sindacato Anief si è più volte espresso concordando sulla necessità di mantenere viva e presente la Scuola nella vita degli studenti e delle loro famiglie. Come riporta Orizzonte Scuola, la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha affermato che “lo studio non si annulla con il Coronavirus”; infatti, “la didattica a distanza ha avuto successo ma non dappertutto. Le valutazioni si faranno: chi aveva 8 avrà 8, chi merita 4 avrà 4 e il prossimo anno bisogna recuperarlo”. Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha asserito che “allo stesso tempo, però, abbiamo più volte ribadito, anche attraverso il contatto diretto con i dirigenti scolastici, la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’imprescindibile necessità di rispettare il dettato delle norme di legge e di quelle contrattuali, anche in una situazione di emergenza come quella attuale. Questo perché siamo convinti che l’unico modo per attraversare le difficoltà che, tutti quanti, siamo chiamati oggi ad affrontare sia tenerci ben saldi all’interno del percorso tracciato dal quadro normativo vigente, pur nella necessità di provvedere a opportuni adattamenti e integrazioni indispensabili per renderlo funzionale a una situazione del tutto nuova e inaspettata”.Per l’Anief, dunque, il richiamo alla competenza del collegio docenti e delle sue diramazioni in tema di programmazione dell’attività educativa e di individuazione dei criteri di valutazione rappresenta l’unico antidoto alla deriva registrata in molti, troppi, casi che vede i dirigenti scolastici non limitarsi a suggerire (stavolta sì) modalità e metodologie di didattica a distanza, ma a imporle unilateralmente al corpo docente, operando un’inversione delle competenze delineate dagli artt. 5 e 7 del D.Lgs 297/94. Inversione, si badi bene, che non può trovare alcuna giustificazione nemmeno nel caso dell’emergenza presente, a meno che non si voglia negare validità all’intero impianto della didattica a distanza, sancendone l’assoluta eterogeneità rispetto alla didattica in senso ampio e onnicomprensivo.

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La formazione a distanza sulla sicurezza sul lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Grande successo per CONFASSOCIAZIONI: la formazione a distanza sulla sicurezza sul lavoro convalidata dopo le nostre lettere ai ministri Catalfo e Speranza. Lo ha dichiarato in una nota Luigi FERRARA, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza.“Nella lettera inviata ai Ministri lo scorso 31 marzo avevamo sottolineato quanto fosse importante non interrompere la formazione per il nostro settore e quanto potesse essere facile, attraverso una semplice circolare ministeriale, rendere operativa la modalità in videoconferenza. A seguito della missiva – ha continuato FERRARA che è anche Presidente ANCORS, Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul lavoro – il Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ha elaborato una serie di indicazioni sulla formazione a distanza in videoconferenza recependo le nostre proposte. Pertanto le attività formative organizzate con le modalità della videoconferenza sincrona sono equiparabili a tutti gli effetti alla formazione in presenza.” “È bene precisare che questa modalità – ha proseguito Luigi FERRARA – non si applica a quei corsi che prevedono una parte pratica (primo soccorso, antincendio, DPI, spazi confinati, corsi per attrezzature) ma non si poteva fare altrimenti. Quindi anche se non tutto sarà digitale, si alterneranno soluzioni sincrone con quelle asincrone. Si tratterà, in definitiva, di regolare il traffico dei discenti e progettare una nuova didattica in cui la formazione a distanza si alterna con le attività di aula”.“La possibilità di erogare corsi di formazione in modalità videoconferenza è utile per i lavoratori, le aziende e gli utenti – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza, Luigi FERRARA – non solo durante questo periodo di emergenza ma anche oltre, quando rientrati nel nostro normale quotidiano, ritorneremo alle nostre normali mansioni. L’aver dato il nostro contributo per la costruzione di un nuovo modello formativo in grado di soddisfare, nel futuro prossimo venturo, le esigenze dei lavoratori in termini di efficacia e di efficienza, è la convalida che la forza della grande rete di CONFASSOCIAZIONI è incisiva, funzionale ed attiva. Con le professionalità presenti nella nostra grande Confederazione siamo certi di poter dare un contributo valido per la ricostruzione del nostro sistema Paese”.

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Coronavirus: Didattica a distanza, imposta anche se i docenti sono privi di strumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Lo sostiene l’Anief, che attraverso un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola ha chiesto alla VII Commissione del Senato di modificare il comma 3 dell’articolo 2 dello stesso decreto già approvato dal CdM. Il sindacato ha spiegato, anche nell’audizione tenuta in questi giorni presso la stessa commissione Cultura di Palazzo Madama, che il personale docente assicura solo “ove possibile” e non sempre e “comunque” le “prestazioni didattiche nelle modalità a distanza” adottate con gli “strumenti informatici o tecnologici a disposizione” fino al termine del periodo emergenziale derivante dal pericolo di contagio del coronavirus. Inoltre, la realizzazione di sessioni formative in modalità telematica comporta degli oneri, a livello temporale e di organizzazione, molto diversi da quelli comuni, senza dimenticare le nuove modalità di prevenzione dei rischi alla salute: si tratta di tematiche che necessitano di passare per i tavoli contrattuali, anziché farle imporre direttamente dal legislatore.
Marcello Pacifico (Anief): “Pensare di rendere obbligatoria la didattica ignorando che una parte dei docenti può essere priva degli strumenti tecnologici adeguati per realizzarla è una contraddizione in termini. Ci sono tanti precari, soprattutto i più giovani, che non possono attuare questo genere di didattica perché esclusi dai benefici del bonus della carta docente: visto che lo Stato li lascia fuori dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, negando loro i 500 euro della formazione annua con i quali il resto del personale può dotarsi di computer, tablet, microfoni e di tutta la strumentazione utile a crearsi una postazione telematica, perché ora li deve obbligare a portare avanti la DaD interamente a loro spese?”.

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Dopo la didattica a distanza confermare i contratti del personale docente, educativo e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Agevolare il recupero rapido degli apprendimenti perduti senza disperdere il lavoro svolto e garantire la continuità occupazione del personale scolastico oggi impegnato nel lavoro “agile” e nella didattica telematica, allo scopo di continuare ad affrontare il Coronavirus senza mai fermare la scuola: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola approvato dal Governo ed ora proposto alla VII Commissione del Senato che in questa settimana riceverà in audizione 63 interventi delle parti sociali, tra cui quello dello stesso giovane sindacato.Marcello Pacifico: “Acclarata la necessità dello svolgimento del lavoro agile e della didattica online con mezzi a disposizione del personale, urge la necessità di non discriminare più i lavoratori a tempo determinato da quelli a tempo indeterminato e il personale docente da quello educativo e Ata: oltre alla conferma di tutto il personale è fondamentale che i benefici del bonus da 500 euro della formazione, derivanti dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, vengano finalmente estesi a tutto il personale scolastico”.
Il ritorno a scuola e alle lezioni in presenza non sarà semplice: per non renderlo ancora più complicato, è bene che lo Stato provveda a confermare tutti gli incarichi del personale già assunto a termine. Al fine di evitare che, con il nuovo anno scolastico, si possa assistere alla solita “caccia” al supplente, stavolta aggravata dallo stato di emergenza che anche a settembre non si sarà purtroppo ancora esaurita.La richiesta di conferma è estesa anche ai contratti stipulati con clausola rescissoria. Nell’ipotesi della prosecuzione della didattica a distanza, la modifica chiesta dall’Anief consentirebbe di non disperdere l’esperienza, la professionalità e le buone pratiche acquisite in una fase così complessa di riorganizzazione dell’operato scolastico.

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All’Università di Parma si potranno svolgere tirocini curricolari a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

L’Università di Parma ha stabilito di estendere a tutti gli studenti la possibilità di proseguire o svolgere con modalità a distanza (smart working) le attività di tirocinio (interno, esterno o in mobilità) previste dal proprio progetto formativo.In questo modo si è cercato di andare incontro alle necessità segnalate da numerosi studenti, che avranno quindi la possibilità di concludere il proprio percorso di studi, conseguendo il titolo nei tempi previsti o acquisendo i crediti necessari per l’ottenimento della borsa di studio.I tirocini curricolari sono infatti attività previste nel manifesto degli studi di molti corsi di laurea, di laurea magistrale o di laurea magistrale a ciclo unico, in quanto indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti. Tali tirocini,ad eccezione di quelli delle professioni sanitarie, erano stati sospesi dallo scorso marzo a causa dell’emergenza sanitaria.L’Ateneo ha inoltre stabilito la possibilità di modificare il tirocinio “non ostativo” (cioè il tirocinio non svolto obbligatoriamente presso strutture esterne ai fini del raggiungimento del titolo di studio) da da pratico a teorico, previa valutazione del Docente Tutor Universitario e, in caso di tirocinio esterno, anche dell’Azienda/Ente, al fine di verificare la possibilità di un affiancamento in modalità telematica da parte del tutor aziendale. Un’altra alternativa, in particolare per gli studenti che devono conseguire l’idoneità per accedere all’esame finale o per acquisire i crediti necessari per il conseguimento della borsa di studio, è quella di optare per un tirocinio interno all’Ateneo (con attivazione del relativo progetto formativo e nel rispetto degli obiettivi formativi) in sostituzione del tirocinio esterno o in mobilità, previa valutazione del Docente Tutor Universitario.Infine, qualora nessuna delle opzioni indicate fosse percorribile, il Docente Tutor Universitario potrà valutare una modalità alternativa, sempre a distanza, per recuperare le ore di tirocinio mancanti, in modo da consentire l’accesso all’esame finale o l’acquisizione dei crediti necessari per l’ottenimento della borsa di studio.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/coronavirus).

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Università Parma: Avvio degli esami scritti a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Un ulteriore passo avanti dell’Università di Parma per assicurare la regolare continuità del percorso formativo dei propri studenti, in questo periodo di emergenza sanitaria in cui tutte le attività didattiche frontali sono sospese.Sono infatti state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento degli esami di profitto nel caso in cui siano previste inevitabilmente prove scritte o pratiche, che richiedono, vista la modalità a distanza, un forte senso di responsabilità e collaborazione tra docenti e studenti.Al link Esami scritti – videotutorial è disponibile un video tutorial in cui vengono illustrate le istruzioni a cui gli studenti dovranno attenersi; qualche giorno prima della data dell’appello gli studenti riceveranno via e-mail eventuali ulteriori istruzioni specifiche da parte dei singoli docenti. Alla pagina web del Centro SELMA sono raccolte tutte le guide utili per la didattica online.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/node/27981).

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Didattica a distanza e recuperi alunni: la competenza deve rimanere ai docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

È bene che sia previsto per legge l’affidamento agli organi collegiali della scuola delle modalità di recupero degli apprendimenti degli alunni che al termine del corrente anno scolastico non sono risultati sufficienti. Lo chiede il sindacato Anief, attraverso una precisa proposta presentata alla VII Commissione del Senato per emendare il Decreto Legge n. 22 già approvato dal Consiglio dei ministri ed ora atteso dalla conversione in legge del Parlamento.Marcello Pacifico (Anief): “Non è possibile istituire attraverso un intervento legislativo l’obbligo della didattica a distanza laddove, in molti casi, il personale docente e discente non dispone di strumenti adeguati a realizzarla. Bisogna coordinare la disposizione con le norme contrattuali vigenti e nel rispetto delle delibere dei Collegi docenti nell’organizzazione della didattica”. Sebbene ci si trovi in una situazione di emergenza, non devono essere previste deroghe alle prerogative previste dalla normativa e dai contratti che affidano agli organi collegiali i modi e i tempi per recuperare gli apprendimenti non ancora acquisiti dagli allievi: a sostenerlo è il sindacato autonomo, per il quale, anche in questa fase particolare del Paese e della Scuola, il lavoro svolto dai docenti durante la sospensione della didattica deve trovare una validazione all’interno degli organi collegiali – il collegio dei docenti, i consigli di classe e di dipartimento -, al fine di poter predisporre un piano di recupero rispondente alla disponibilità e all’utilizzo da parte di ogni alunno e di ogni docente degli strumenti informatici e di quanto messo in atto per lo svolgimento della DaD, didattica a distanza.

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Coronavirus e Didattica a Distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Non tutti gli insegnanti la vogliono. Ministero intervenga con urgenza. Mentre in Germania si riaprono le scuole in Italia regna ormai la certezza che non accadrà fino a settembre. E’ passato ormai più di un mese dal 4 marzo, giorno in cui la vita di grandi e piccini è cambiata radicalmente. Tutti, alunni, genitori ed insegnanti hanno dovuto ridisegnare il proprio rapporto con l’attività scolastica e non sempre con risultati soddisfacenti. Soprattutto senza risultati uniformi e a macchia di leopardo.
Ci risultano gravi iniquità e caos nella riorganizzazione della didattica a distanza (DaD), in ogni ordine e grado. In particolare ci risultano insufficienti ed inefficaci le disposizioni date dal Ministero su come garantire il diritto costituzionale all’istruzione, perché disposizioni non sovrapponibili ai contratti di lavoro degli insegnanti, insegnanti che in molti casi non intendono sostituire o adattare le modalità del proprio insegnamento con la didattica a distanza, o intendono farlo in misura largamente insufficiente.
In data 8 Marzo, con una circolare, il Ministro dell’Istruzione dava indicazioni e linee guida su come garantire i diritti degli alunni, pur nell’emergenza del momento. Indicava, già allora (!), soprattutto per gli alunni della primaria, l’importanza di abbandonare fin da subito metodi di mero invio materiali a distanza, senza contatto – seppur telematico – con l’allievo.
E ciò non solo e non tanto per garantire la trasmissione appropriata dei “contenuti” didattici da insegnare, ma – soprattutto – per mantenere attivo il “contenitore” scuola attraverso il quale il bambino mantiene in vita quei rapporti extrafamigliari, quelle abitudini quotidiane e di orari e scadenze, così fondamentali per vivere questa difficile fase della loro vita.
Orbene, a distanza di oltre quattro settimane, durante le quali tutti si sono dovuti adeguare e formare alle nuove esigenze, molti, troppi studenti della scuola primaria ricevono pochissimo supporto scolastico a distanza, poche pochissime ore di lezione, e pochi materiali di studio. Poca condivisione con la classe, sebbene ormai Google ne abbia reso non solo possibile, ma facile ed intuitiva la modalità, anche per gli insegnati di altra generazione.
Ci siamo interrogati sul perché. Abbiamo fatto qualche indagine ed abbiamo compreso che il problema sta nel contratto di lavoro degli insegnanti, che non possono, seppur nell’emergenza del momento, esser “costretti” all’utilizzo della didattica a distanza. E non certo per le intere sei ore al giorno (ossia la durata del loro impegno quotidiano da contratto in essere), ma neppure ad una sola ora di lezione al giorno.
Il risultato è che non ogni scuola (ripetiamolo il Preside non può intervenire sulle modalità di didattica, può sollecitare ma non imporre agli insegnati come insegnare) fa quello che le pare, ma ogni insegnante di ogni classe, fa quello che, in cuor suo, ritiene opportuno. Alcuni alunni della medesima scuola hanno tre video-lezioni alla settimana di 40 minuti, altri quattro ore di video-lezione la settimana, altri due ore il giorno. Altri nessuna.
Riteniamo pericoloso lasciare che una fase così delicata sia rimessa al buon cuore e alla coscienza dell’insegnate, spesso anche anagraficamente impreparato alla sfida che lo attende. Ed è importante che siano fatte invece valutazioni nazionali ed unitarie di metodo, e che siano superati rilievi e difficoltà sugli strumenti adeguati necessari a ciascun allievo, in base all’età e al percorso scolastico.
Attesa la necessaria formazione di tutti (allievi, genitori e insegnanti) sugli strumenti di DaD (G Suite, Meet e quant’altro) oggi è opportuno ed urgente, per il bene di tutti i nostri figli, che siano descritti i confini del diritto allo studio di tutti e che sia chiarita in modo inequivoco dal Ministero la necessaria presenza fisica, seppur a distanza, degli insegnanti.
I genitori sono oggi, infatti, lasciati soli a gestire materiali didattici, possono non riuscire a gestire il lavoro didattico dei figli, per ragioni di lavoro e di cultura. L’assenza di strumenti tecnologici non può e non deve esser un alibi per l’abbandono, in tutto o in parte, dei ragazzi da parte dei docenti. Consapevoli che nessun altro – non il genitore né il babysitter – potrà oggi colmare quel vuoto psicologico ed il trauma che i ragazzi ed i bambini vivono per l’interruzione dei rapporti con i compagni e con i propri maestri.
Gli insegnanti sono gli unici che potranno garantire quell’ambiente psicologico e formativo, senza il quale l’impatto umano per i nostri figli sarà ancor più marcato. Devono tutti fare la propria parte. Il Ministero li guidi e li indirizzi. E se del caso, li obblighi.
(Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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La più grande maratona della solidarietà a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Anche la solidarietà, ai tempi del coronavirus, va in modalità “smart”. E lo fa grazie al contributo degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori italiane che, nei prossimi giorni, si riapproprieranno della più grande maratona benefica nella sua nuova (e temporanea) versione digital. Si tratta della “Corsa contro la Fame”, il progetto didattico-solidale più grande al mondo, giunto in Italia alla sua sesta edizione e patrocinato, per il 2021, dal CONI. A livello nazionale, ogni anno, sono quasi 400 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che vi aderiscono: oltre 100mila sono studenti e più di 500 docenti scelgono di dire sì a un vero e proprio evento sportivo all’aperto e di sensibilizzazione che coinvolge, in tutto il mondo, 2.000 istituti situati in 30 Paesi del mondo.Un vero e proprio movimento globale dedito all’umanitarismo, che ha come promotore Azione contro la Fame. L’organizzazione, leader internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione, è attiva in queste ore, negli oltre 50 Paesi in cui è impegnata, per dare seguito a un piano di emergenza articolato e integrato che mira a contrastare la diffusione della pandemia nel Sud del mondo e a contenerne gli effetti all’interno di comunità colpite, duramente, da conflitti, povertà e calamità naturali.Con uno slancio di generosità, gli studenti e i docenti italiani hanno, così, deciso di riaccendere i motori di questa grande macchina della solidarietà: nonostante la minaccia covid-19, in queste settimane, stia mettendo a dura prova l’Italia, fino a 30.000 giovani proseguiranno, “a distanza”, il progetto di Azione contro la fame, in linea con i piani ministeriali in tema di e-learning.In ogni classe, anche nella nuova veste “home”, l’organizzazione promuoverà un processo di sensibilizzazione che mira a favorire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti. Gli operatori, infatti, terranno sessioni di sensibilizzazione attraverso attività didattiche interattive e di riflessione sulla fame nel mondo. Tali lezioni saranno erogate agli istituti, tra aprile e maggio, in modalità pre-recorded (piattaforma Vimeo) oppure live streaming (piattaforma Zoom).Ciascuno studente potrà, così, assistere a una vera e propria formazione online sulle cause e conseguenze della malnutrizione, incardinata anche sulle soluzioni che si possono adottare per sconfiggerla e sull’impatto del coronavirus nelle aree più colpite da questa terribile piaga. Il Paese focus dell’anno sarà il Congo.
I ragazzi, subito dopo, diventeranno parte attiva del progetto: potranno, infatti, scaricare un “passaporto solidale” con il quale coinvolgere familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate, allo scopo di raccogliere una promessa di donazione per ogni attività sportiva effettuata tra le mura domestiche nella giornata indicata dalla scuola.Gli studenti, in collegamento live tra loro, diventeranno protagonisti di un vero e proprio flash mob di classe online: tanti più esercizi o esibizioni di ginnastica, yoga, zumba, psicomotricità faranno, tanto più riusciranno a moltiplicare le promesse di donazione fatte dai propri affetti, che diventeranno nell’occasione dei veri e propri sponsor nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo.
Nei giorni successivi, i ragazzi potranno raccogliere le donazioni, traducendo lo sforzo di responsabilizzazione e fisico fatto a casa in un vero supporto alla quarantennale lotta contro la malnutrizione condotta da Azione contro la Fame. L’organizzazione, per far fronte all’emergenza-coronavirus, sta incrementando, in queste ore, il “peso specifico” delle attività WASH (Water, Sanitation, Hygiene) che, solo lo scorso anno, hanno riguardato quasi nove milioni di persone con programmi di acqua e igiene.

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Didattica a distanza, i docenti precari la fanno a loro spese

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Nei giorni in cui la didattica online sta diventando obbligatoria, la negazione ai docenti precari della card da 500 euro destinata solo ai colleghi di ruolo sta diventando un paradosso. Lo ricorda la stampa specializzata, evidenziando come la ‘Buona Scuola’ proprio così buona non lo è per i supplenti, “vittime di una pubblica istruzione incapace di colmare il deficit di risorse umane” e che ora chiede loro di partecipare “alla grande scommessa della didattica a distanza, tutta a loro spese”. Marcello Pacifico (Anief): “In questi giorni di emergenza Coronavirus, diventa ancora più grave l’errore del legislatore che nel comma 121 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015 ha ‘dimenticato’ di fare accedere al bonus per l’aggiornamento professionale i supplenti, il personale Ata gli educatori: ora va sanato l’errore, perché non si può chiedere di organizzare lezioni a distanza a del personale sprovvisto dei mezzi tecnologici per farlo”. Il sindacato autonomo, per tale motivo, ha presentato un emendamento al decreto “Cura Italia”.
Agli insegnanti non ancora di ruolo viene chiesto di fare didattica a distanza anche se non sono in possesso degli strumenti tecnologici e di connessione necessari. Stiamo parlando di circa 200 mila docenti, quindi quasi un quarto del corpo insegnante italiano. Anche la stampa specializzata rileva che tanti docenti, con contratti al 30 giugno o al 31 agosto (ma anche a quelli su malattie, astensioni varie, aspettative), si sono trovati, come tutti gli altri, a non potere scegliere ma costretti ad adeguarsi a una modalità di erogazione della didattica del tutto nuova, affascinante e competitiva, in alcuni casi, ma pur sempre necessitante di strumentalità di cui non tutti dispongono”.A loro il Ministero continua a negare “la Carta del Docente, il bonus da 500 euro per ‘tutti’ gli insegnanti nato nel 2016, all’interno della legge sulla Buona Scuola”, creando in questo “un vero vulnus democratico nella scuola italiana”, per via di “uno squilibrio talmente evidente, quanto gravissimo, tra una categoria e l’altra di docenti, come se la formazione e l’accesso alle tecnologie fosse appannaggio di una parte dei docenti, e non di tutti, e peggio ancora, che il diritto all’istruzione con personale aggiornato, fosse nei fatti limitato ad alcuni studenti e non fosse garantito a tutti”.“In questo momento questa negazione” diventa “più significativa e evidente, anche in ragione della scelta definitiva operata dal ministro e dal Governo per la “didattica a distanza” come è evidente nel decreto legge 6 aprile 2020, recate misure urgenti per la scuola, che recita che “in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione”.Ma cosa dice la legge in merito? È il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368 a garantire la Formazione e parità di trattamento del personale, in attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2001. L’articolo 7 è dedicato al diritto alla formazione e dice che “il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovrà ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi alla esecuzione del lavoro”, nonché che “i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi possono prevedere modalità e strumenti diretti ad agevolare l’accesso dei lavoratori a tempo determinato ad opportunità di formazione adeguata, per aumentarne la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilità occupazionale”.Con un emendamento al Decreto “Cura Italia”, il sindacato Anief, alla luce di queste esigenze, ha chiesto di allargare la fruizione della Card anche ai docenti precari, assieme al personale educativo e Ata: in tal modo si potrebbe permettere loro di attuare il lavoro “agile” da casa, a beneficio della scuola e dei suoi alunni. Il sindacato spiega, tra le motivazioni, che c’è l’esigenza di una modalità di lavoro a distanza e “la necessità di non discriminare tra lavoratori a tempo determinato e a tempo indeterminato e/o tra personale docente, Ata ed educativo”. Per questi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche alle altre categorie indicate”.

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Udir, piena validità della didattica a distanza e contrarietà al rientro al 1° settembre

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Vito Lo Scrudato (direzione nazionale Udir): “La didattica a distanza è una realtà ineludibile, necessaria, importante ed efficace. Chiediamo la piena formalizzazione e legittimazione della DaD da parte del Ministero. L’articolazione in modalità in videoconferenza e didattica asincrona implica che l’impegno dei docenti, in questa fase, è aumentato rispetto alle attività in presenza. La DaD persegue pienamente gli obiettivi formativi previsti dai curricula e, per questa ragione, si chiede al Ministro di riconoscerla pienamente con precise indicazioni operative e procedurali. I docenti potranno, in quest’ottica, rilevare le presenze degli alunni e la qualità della partecipazione, in altre parole potranno valutarne il profitto”In relazione all’ipotesi prevista dal Decreto Legge dell’8 aprile 2020 di rientro nelle scuola il 1°settembre per “l’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019\2020”, i dirigenti scolastici del sindacato Udir chiedono, in modo deciso, che le modalità e le strategie del recupero e\o integrazione a seguito dei percorsi svolti con la DaD e a conclusione dell’anno scolastico in corso debbano essere demandate esclusivamente agli organi collegiali delle singole Istituzioni Scolastiche. Non solo e non tanto per ribadire la forte valenza dell’autonomia scolastica che non può essere sospesa nella nuova a drammatica situazione sanitaria, quanto perché sanno che le scuole del nostro Paese hanno fin da subito, dall’insorgere dell’emergenza, messo in campo una nuova modalità didattica attraverso le tecnologie a distanza, realizzando così gran parte degli obiettivi formativi previsti dai curricoli, e in più suscitando negli allievi una serie di competenze aggiuntive legate all’utilizzo di strumenti nuovi in una condizione di necessita, tuttavia ricca di stimoli e soluzioni.I dirigenti di UDIR chiedono di superare l’equivoco che la DaD sia stata un’azione lasciata al volontariato e all’improvvisazione. La tentazione di interpretare questa fase professionale della scuole italiane in modo riduttivo e invalidante non tiene conto della realtà dei fatti per come si sono svolti e per come stanno proseguendo nella quotidianità.
La Didattica a Distanza è stato ed è uno dei più grandi avvenimenti didattici e formativi degli ultimi decenni nel nostro Paese, perciò non solo chiediamo che venga riconosciuta in tutta la sua validità anche formale, ma che vengano con urgenza colmati i vuoti normativi da parte del MIUR per rilanciarne l’azione dal momento che al presente non ci sono alternative!In particolare sentiamo l’esigenza di chiedere al Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, di legittimare fino in fondo con convinzione l’attuale realtà formativa, unica possibile, attraverso l’adozione di indicazioni che siano valide per tutte le Istituzioni Scolastiche. Nel dettaglio chiediamo:
● di adottare un orario delle lezioni unico e coordinato per ogni Istituzione Scolastica, nel quale una parte di esso possa essere impiegato dai docenti in lavori di somministrazione di materiali di studio nelle classi virtuali e nelle diverse modalità comunicative interattive, ovvero in DaD asincrona;
● la piena utilizzazione del registro elettronico attraverso il quale il docente possa registrare le presenze degli alunni, valutare il grado di partecipazione e di profitto degli stessi; apporre la firma sulla base dell’orario rimodulato, riportare gli argomenti svolti, ricevere un feed backdei lavori svolti dagli allievi;
● di dare legittimazione piena all’esercizio delle attribuzioni degli organi collegiali in funzione deliberante, sia per i collegi docenti, generalmente già convocati nel periodo della sospensione, in videoconferenza nelle scuole del nostro Paese, sia per i Consigli d’Istituto e per le Giunte Esecutive;
● di esercitare pienamente altresì le prerogative di elaborazione e di deliberazione dei Consigli di Classe, dei dipartimenti disciplinari e dei gruppi di progetto delle attività per l’ampliamento dell’offerta formativa;
● di rafforzare con adeguato ulteriore finanziamento la dotazione di strumenti informatici da offrire in comodato d’uso agli allievi a rischio dispersione in questa delicata fase di isolamento, fornendo anche un rimborso per le spese di connessione ad internet;
● di predisporre la presenza del pieno organico di docenti e personale Ata presso le Istituzioni Scolastiche già al 1° settembre 2020 proprio per dare efficacia alle attività di integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019\2020.
Per quanto sopra, i dirigenti scolastici di Udir chiedono al ministro di non rimuovere la legittima attribuzione alle singole istituzioni scolastiche di determinare il calendario scolastico con rientri di massa anticipati al 1° settembre 2020, lasciando che “l’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019\2020” sia esclusiva competenza del Collegio dei Docenti, che ne determinerebbe tempi e modalità, sulla base delle valutazioni fatte dai Consigli di classe.

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UDIR, la grande esperienza della Didattica a Distanza non necessita di nessun recupero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

I dirigenti scolastici del sindacato UDIR esprimono la propria netta contrarietà alla prospettiva di rimodulare il calendario scolastico del prossimo anno scolastico così come preannunciato dall’art. 1 comma 2 dell’ultima bozza di Decreto Legge per attuare azioni di recupero relativi a questo periodo di adozione della Didattica a Distanza.Si ritiene, infatti di dovere ribadire la piena validità di tutte le attività didattiche e formative messe in essere in questo momento di emergenza sanitaria nelle scuole del nostro paese. Allo stesso modo, riteniamo inopportuno collocare dal 1° di Settembre 2020, travolgendo il calendario scolastico dell’anno scolastico 2020\21, ulteriori attività per “eventuali necessità di recupero degli apprendimenti” per come prefigurato all’art.2 lettera A della stessa bozza di Decreto Legge. I Dirigenti Scolastici di UDIR assumono questa posizione sulla base della convinzione che in relazione alla Didattica a Distanza bisogna uscire dall’equivoco che si sia trattato e si tratti di un’azione lasciata al volontariato e all’improvvisazione.“La scuola italiana, si oserebbe dire come le strutture sanitarie e gli altri settori vitali del Paese, ha inteso proseguire la sua azione formativa ed educativa con continuità e grande senso di responsabilità – afferma uno dei dirigenti scolastici Udir – oltre che con una professionalità che noi valutiamo come un dato di eccellenza. Per meglio comunicare ciò che stiamo vivendo rappresentiamo una realtà nella quale i Dirigenti Scolastici non hanno lasciato docenti e allievi senza una valida relazione organizzativa, i docenti a loro volta hanno risposto con meritoria generosità e professionalità alle indicazioni che in molti casi si sono sostanziati in tutta una serie di elementi organizzativi di cui le più efficaci sono state le seguenti:
il mantenimento di una relazione educativa che ha avuto il senso non secondario di rassicurare i nostri allievi in un momento in cui era avvertito il pericolo per l’esistenza per se e per la propria famiglia;
la cura della prosecuzione della didattica volta all’acquisizione di ulteriori conoscenze e competenze previste dai curricoli;
l’intelligente capacità di individuare le aree tematiche essenziali e interpretare la nuova modalità relazionale a distanza per lo sviluppo degli stessi;
la strutturazione e l’adozione di un orario coordinato e regolare la cui esecuzione ha consentito una sequenza temporale della giornata che per gli allievi ha avuto un effetto rassicurante, essendo stata una risposta alla voglia di normalità fornita ai ragazzi e anche alle famiglie, pur in condizioni eccezionali;
l’utilizzo del registro elettronico, avendo per il momento tuttavia esclusa la valutazione;
l’attivarsi in video conferenza di organi collegiali con prerogative deliberanti per le tante scadenze decisive per la vita delle Istituzioni Scolastiche, sia per quanto riguarda la pratica della Didattica a Distanza sia per mantenere in vita una relazione che si è rivelata decisiva per tutti: Dirigenti Scolastici, Docenti, personale ATA, allievi e famiglie;
la convocazione dei Collegi dei Docenti in videoconferenza che sono stati decisivi momenti di confronto, di crescita e di reciproca rassicurazione, così come il confronto con le RSU che generalmente sono stati l’occasione per utili suggerimenti.
Non riteniamo che questa esperienza abbia deprivato il percorso formativo delle intere Istituzioni Scolastiche nelle sue diverse competenze, al contrario è stata un’opportunità formidabile per realizzare lo sviluppo di competenze aggiuntive, molte delle quali gli allievi hanno vissuto in passato come mera simulazione senza reale motivazione ambientale ed esistenziale. Quando alla Didattica a Distanza non c’è stata nessuna alternativa: ai docenti e agli allievi si è posta la necessità ineludibile di ricorrervi e valorizzarla per tutte le potenzialità da essa offerta.

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Didattica a distanza, il CdM la rende obbligatoria ma non ci sono le condizioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Il ministero dell’Istruzione si accinge a imporre le lezioni on line: “è l’ennesima contraddizione di chi governa la scuola”, perché “si vorrebbero mettere obbligatorie disconoscendo quanto è stato fatto fino ad oggi in un mese di scuola”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un’intervista ad Orizzonte Scuola. Commentando l’ultima bozza di Decreto Legge sulla fine dell’anno scolastico, su cui nelle prossime ore si esprimerà il CdM, il sindacalista rimarca che “sull’obbligo della didattica a distanza, bisognerebbe capire prima che ogni scuola formasse il personale e lo dotasse degli strumenti per svolgere l’attività e mettesse ogni studente nelle condizioni di poterla seguire”.Sulla didattica a distanza si sta realizzando un’operazione che rischia di compromettere il percorso fatto sinora. Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, chi governa la scuola sembra dimenticare che non vi sono gli strumenti tecnologici effettivi per potere garantire a tutti la didattica online e che “molti studenti non hanno neanche la carta per stampare i compiti”. E che pure in questo periodo difficile, per il blocco della mobilità per il pericolo da Coronavirus, “il personale della scuola sta rispondendo in maniera straordinaria: le famiglie, prima di tutti, stanno rispondendo con quella fiducia e quel rinnovo del patto educativo con la scuola, che sembrava essere stato messo in discussione negli ultimi anni”.
Per questo, sostiene il presidente Anief, “recuperare il tempo scuola sarebbe una sconfessione della didattica a distanza che si vorrebbe rendere obbligatoria”. Il sindacalista afferma che vi siano ancora dei margini per migliorare il testo del decreto legge: “Dal Ministro – dice – ci aspettiamo che lasci liberi gli organi collegiali delle scuole per scegliere i migliori criteri di valutazione per validare l’anno scolastico”.La scuola ha bisogno, quindi, di “un provvedimento che, piuttosto che dare pieni poteri al Ministro, dia pieni poteri agli organi collegiali per validare l’anno scolastico e per adottare quelle strategie di rimodulazione della programmazione didattica per l’inizio del prossimo anno scolastico. Non recupero tempo scuola ma autorizzazione ai collegi a riprogrammare le attività, ovviamente dietro il finanziamento di risorse umane e finanziarie per un’eventuale attività di potenziamento, sempre nella libertà dei collegi, altrimenti si tratta di mancanza di rispetto del lavoro che stanno svolgendo gli insegnanti e del tempo messo a disposizione da alunni famiglie”. “Anief non è contro l’idea che dal prossimo anno ogni insegnante, in ogni consiglio di classe, in ogni organo collegiale si vada a vedere quali siano le strategie migliori per recuperare rispetto a dei saperi che si sono persi, ma non bisogna pensare”, conclude il sindacalista autonomo, “che quello che si sta facendo oggi”, con le lezioni svolte da casa, “sia un gioco o una parentesi inutile. O peggio, che la didattica a distanza non venga ritenuta un’attività formativa. Ogni attività educativa è formativa”, conclude Marcello Pacifico.

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