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Posts Tagged ‘distanza’

Istruzione: Pacifico (Anief): cabina di regia nazionale su eventuali didattica a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ai microfoni di Orizzonte Scuola Tv, sul tema della didattica a distanza e la possibile chiusura degli istituti, ha affermato che “la scuola deve portare avanti la didattica in presenza e in tempo di emergenza da Covid bisogna attivare le strategie per preservare la salute di tutti, studenti e lavoratori. Era stato firmato un protocollo, con previsione anche di risorse, alcune delle quali non ancora arrivate. Di per sé la scuola non è un luogo insicuro, risultano molto più pericolosi i mezzi pubblici utilizzati per raggiungere le aule. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio rischio biologico”. Per quanto riguarda poi la scelta di alcuni governatori regionali di chiudere le scuole in seguito alla risalita dei contagi, il sindacalista autonomo ha aggiunto che “è una scelta che spetta al Governo, se c’è un rischio focolaio è giusto che si prendano delle precauzioni per contenerlo. Bisogna lasciare però questa responsabilità al Governo. Si è parlato anche di far andare a scuola i docenti per avviare da lì la didattica a distanza, ma è un discorso che non si può improvvisare, ci vuole una cabina di regia nazionale. Se le scuole dovessero chiudere in tutta Europa, come è successo a marzo scorso, sarà il Governo a deciderlo, se rimangono aperte devono essere certamente in sicurezza. Dobbiamo evitare che regni l’incertezza”.

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Didattica a distanza: le sue ricadute nel comparto scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

È stato il DPCM del 4.3.2020 a decretare la sospensione didattica, in presenza, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale per attuare il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Da allora dirigenti scolastici, personale ATA, insegnanti e alunni sono stati catapultati in una realtà sconosciuta o quasi. Il Ministero dell’Istruzione ha avviato la procedura della didattica a distanza (DaD): il remote learning è così diventato la quotidianità.
AlmaDiploma, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e degli Istituti associati al sistema AlmaDiploma nell’a.s. 2019/20, ha condotto una rilevazione ad hoc via web (CAWI-Computer Assisted Web Interviewing) per comprendere meglio l’esperienza di didattica a distanza vissuta dagli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti superiori. L’indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell’a.s. 2019/20, precisamente a partire dal 29 maggio 2020. Ne emerge un quadro tutto sommato positivo per quanto riguarda la capacità di adattamento e di riorganizzazione, dimostrata sia dalla scuola sia dagli insegnanti nell’affrontare la crisi pandemica e nel garantire la continuità didattica con la modalità a distanza. Tuttavia si evidenziano criticità legate ai limiti dell’apprendimento a distanza e alle relazioni interpersonali, oltre alle preoccupazioni relative al futuro occupazionale.246 gli Istituti coinvolti, con 73.286 studenti di quarta e quinta, in prevalenza liceali (57,0%), seguiti dai tecnici (33,8%) e dai professionali (9,2%). A compilare il questionario relativo alla DaD, 23.305 alunni per un tasso di compilazione pari al 31,8%.I macro esiti più significativi, qui sintetizzati, riguardano vari aspetti (per gli approfondimenti si rimanda al Report allegato “Indagine sulla Didattica a Distanza”). Uno fra tutti la disponibilità delle attrezzature informatiche (pc, tablet, portatili o smartphone) e la connessione per seguire le lezioni: quasi la totalità dei rispondenti (93,6%) dichiara di non aver ricevuto alcun tipo di supporto da parte della scuola e ha, dunque, fatto affidamento sulle sole risorse disponibili in famiglia. Così come per gli effetti della DaD in termini di carico di studio, capacità di concentrazione e efficacia dello studio. Il 79,6% degli studenti dichiara che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: per il 24,7% il carico degli studi non è stato sostenibile, mentre per il 54,8%, sebbene aumentato, il carico è stato comunque sostenibile. Altro importante dato le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Circa i due terzi degli studenti (67,4%) sostengono che durante il periodo di didattica a distanza gli insegnanti abbiano valutato con equità le prove e i compiti svolti. Come ci si poteva attendere, durante il periodo di didattica a distanza si sono, invece, emotivamente intensificati i rapporti con i componenti della famiglia o i conviventi: lo dichiara il 73,3% degli studenti. Guardando al futuro poco meno di un terzo degli studenti (31,6%) ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l’emergenza del Covid-19. Anche se poi il 72,1% degli studenti pensa che la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola; tant’è che il 42,8% degli studenti ritiene di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico o l’Esame di Stato per gli studenti di quinta. Timori che si riverberano anche sul futuro occupazionale di chi li circonda: infatti il 59,7% ritiene che molte persone vicine siano preoccupate di non trovare lavoro o diventare disoccupate a causa della difficile situazione economica dovuta al Covid-19.

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Didattica a distanza: emarginati 2 milioni di studenti su 8

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Due milioni di studenti, degli otto complessivi italiani, sono stati raggiunti poco o per niente dall’insegnamento a distanza durante i mesi di lockdown per Covid19. È quanto emerge dall’indagine della SIRD, Società Italiana di Ricerca Didattica, su oltre 16.000 docenti italiani di ogni ordine e grado, dalla materna alla maturità.Gli studenti mai raggiunti sono l’8%, quelli solo raggiunti parzialmente sono il 18%: nell’insieme quasi uno studente su 4 durante il lockdown ha interagito poco o per nulla coi propri insegnanti. Percentuale che sale al 37% fra i bambini della primaria.La ricerca è stata condotta con questionari on line di 122 domande, cui hanno risposto 16.084 insegnanti di 1.834 Comuni (il 23% di tutti quelli italiani), in rappresentanza del 70% della popolazione studentesca, con una copertura dell’intero territorio nazionale, e da oggi è visibile sul sito di Campus Orienta Digital, http://www.salonedellostudente.it, il portale interattivo per l’orientamento allo studio e al lavoro post-diploma, nonché motore di ricerca con tutti i corsi di laurea e tutte le università italiane.

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Didattica a distanza: La parola dei professori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Tre mesi di scuola online, necessariamente improvvisati, spesso con strumenti di fortuna e competenze tecniche poco diffuse. Ma alla fine le cose – specie nelle scuole superiori – hanno funzionato abbastanza bene: secondo il 75% degli insegnanti tutti (o quasi tutti) gli studenti sono riusciti a seguire costantemente le lezioni online; il 62% dei docenti è riuscito a portare a termine tutto (o quasi) il programma, e il 56,8% ha considerato la DAD abbastanza efficace in relazione all’apprendimento. Ma difficoltà e problemi ce ne sono stati comunque molti da tenere in considerazione all’avvio (ancora non si sa come) del nuovo anno scolastico. I dati provengono dall’indagine online appena conclusa – realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD – su un campione nazionale di 500 insegnanti delle scuole primarie e secondarie.
Oltre l’80% delle ore svolte (rispetto al normale calendario scolastico) secondo il 36% degli insegnanti; tra il 60 e l’80% per un ulteriore 30% degli insegnanti. Solo il 5,7% dei docenti ha affermato di essere riuscito a svolgere meno del 30% delle ore previste.Il 61% è riuscito a svolgere tutto o quasi tutto il programma previsto, mentre meno del 10% ha lamentato di essere riuscito a svolgerne meno della metà.Circa la partecipazione degli studenti: “tutti o quasi” davanti al computer per il 75% degli insegnanti e meno della metà soltanto per il 5%.Le difficoltà iniziano con la “produzione di elaborati” da parte degli studenti: secondo il 61% dei prof delle superiori (ma 42,5% dei prof delle medie) tutti, o quasi tutti gli studenti hanno svolto i compiti assegnati. I risultati variano, però, a seconda del tipo di scuola: sono certamente migliori (rispetto a ore, programmi e compiti svolti, e partecipazione) nelle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori) rispetto alle secondarie di primo grado (scuole medie). Tornano a migliorare leggermente – specialmente la partecipazione – nelle scuole primarie (elementari).
La maggioranza degli insegnanti di tutte le scuole (56,8%) ha complessivamente considerato l’attività scolastica online (in rapporto all’apprendimento) abbastanza efficace. Poco o per nulla efficace, invece, per il 39,6% (43,3% per i prof delle scuole primarie). Ma c’è anche il 3,7% che l’ha considerata “molto efficace”.Decisamente positiva la percezione degli insegnanti sul livello di motivazione da parte degli studenti: il 60% l’ha considerata “buona”, l’11% addirittura “elevata”. “Modesta o nulla” solo per poco più di un quarto degli insegnanti intervistati.La “lamentela” maggiore (e quasi unanime) degli insegnati (90,4%) è stata di aver lavorato troppo rispetto al normale. Al di là di questo aspetto “sindacale”, tra gli handicap della didattica a distanza al primo posto c’è la mancanza di contatto con gli studenti (che diminuisce con l’aumentare del livello scolastico: 91% scuole elementari 77,6% scuole superiori). A seguire, la difficoltà a ripensare le “verifiche” in un contesto che non poteva garantire che gli studenti non ricevessero aiuti.

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Agcom: 12,7% studenti senza didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Secondo l’Agcom, il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta. Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso. Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all’anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Lo avevamo detto fin dall’inizio dell’emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all’epoca stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati. Ora la conferma arriva dai dati dell’Agcom, secondo i quali 60 studenti su 100 hanno avuto almeno un problema per la didattica a distanza e 25 su 100 hanno avuto problemi di velocità di connessione. Va inoltre considerato che non tutte le famiglie possono permettersi economicamente un abbonamento flat per una connessione internet veloce” conclude Dona.

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Didattica a distanza per “Scarabeo verde” e “Tree for future”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Si è concluso un anno scolastico che ha visto come grande protagonista la didattica a distanza. Le tantissime adesioni ricevute a inizio anno, con oltre 200 scuole, 1.034 classi e quasi 18.000 alunni coinvolti, sono state quasi del tutto confermate e gestite attraverso modalità di didattica a distanza, in aule virtuali dove i docenti e gli studenti hanno incontrato gli operatori che curano i progetti scuola. Non solo video lezioni in collegamento sulle piattaforme, ma anche kit digitali scaricabili dai docenti attraverso il manuale didattico online e una continua attività di supporto, per rispondere alle diverse esigenze dei docenti. Un’altra novità di quest’anno è stato il concorso a premi “La mia impronta conta!”, sul tema dello spreco alimentare e del water footprint
(impronta idrica) del cibo che buttiamo. In questo caso il concorso è proseguito anche da casa, innovandosi attraverso dirette Facebook. Negli ultimi mesi ATA Rifiuti Ancona ha organizzato anche altre dirette Facebook, coinvolgendo istituzioni e realtà del territorio impegnate nella gestione delle risorse e in grado di dare la loro visione su tematiche legate all’ambiente e al Pianeta, puntando su un’importante azione di comunicazione e informazione per i cittadini. I temi sono stati affrontati in modo divulgativo, attraverso interviste condotte da una giornalista e, proprio per lo strumento scelto, hanno coinvolto unampio pubblico.

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Scuola: no alle bocciature per gli alunni esclusi dalla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Giungono notizie allarmanti dal mondo della scuola. Nonostante le rassicurazioni del Ministro e le deroghe alle normali procedure emanate in apposite ordinanze del MIUR, sembrerebbe infatti che molti insegnanti minaccino di bocciare gli allievi che non si sono collegati per le videolezioni.“Una politica del tutto discriminatoria e illegittima, che siamo pronti a contrastare con ogni mezzo ed azione.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Di fronte a un’emergenza di portata planetaria, come quella che il Paese si è trovato ad affrontare, né il mondo della scuola, né le famiglie, erano preparati a far fronte alle esigenze della didattica a distanza. Questo specialmente in presenza di casi di difficoltà economiche e di carattere infrastrutturale: per questo siamo convinti che il mancato collegamento non può e non deve diventare motivo di bocciatura ed esclusione dalle classi.Il ruolo primario di un insegnante è quello di promuovere la crescita dei ragazzi e favorirne l’integrazione all’interno del sistema sociale: escluderli dalla classe e costringerli a ripetere l’anno solo perché non in possesso dei mezzi o della connessione necessari per partecipare alla DAD è in piena contraddizione con tale principio.Per questo abbiamo scritto al Ministro, chiedendo indicazioni e provvedimenti stringenti da parte del MIUR affinché tali minacce non si concretizzino e si scongiuri una discriminazione evidente all’interno del nostro sistema scolastico. Ci aspettiamo, inoltre, che Ministro fornisca linee giuda chiare e precise per il recupero, nell’estate, destinato agli alunni esclusi dalla didattica a distanza.Raccogliamo, in tal senso, l’appello dei Maestri di Strada, che invitano a non ignorare che “esiste un numero enorme di allievi che, di fatto, non ha potuto fruire del servizio scolastico. Alcuni reputano che si tratti di un terzo degli allievi e va da sé che questa proporzione ha un enorme scarto medio tra varie zone sociali e geografiche.”
Di fronte a questa situazione condividiamo la proposta dell’associazione che prevede, per i ragazzi che sono stati privati di una occasione formativa, che questa sia loro offerta di nuovo: perché diversamente mancherebbe un pezzo nel loro processo di sviluppo.“Quello che serve è un piano straordinario di recupero ben distinto dall’inizio del nuovo anno scolastico, che si fondi su risorse finanziarie e professionali dedicate” – riporta il documento dei Maestri di Strada.
Il cooperative learning è una chiave fondamentale nell’ottica di tale recupero. Così come vitale è il ruolo di tanti insegnanti, educatori ed associazioni che operano quotidianamente per instaurare e rafforzare rapporti di fiducia e di collaborazione, che possono contribuire a riavvicinare allievi e famiglie ad un sistema scolastico che, in alcune situazioni, li ha lasciati soli nei momenti difficili.

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Didattica a distanza: il digitale è “un gioco da ragazzi”?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Aiutiamoli a fare da soli” dice il metodo Montessori – uno dei sistemi educativi più conosciuti in Italia. E in questo periodo, ragazzi, insegnanti e genitori si sono trovati a dover mettere in pratica questo insegnamento molto più del solito. In tempi di emergenza sanitaria, la scuola si è dovuta adattare rapidamente e gli studenti di ogni ordine e grado hanno iniziato a barcamenarsi tra videolezioni, caricamento dei compiti sulle piattaforme online, chat, email e, in generale, con l’utilizzo di strumenti tecnologici – ancora estranei ai più piccoli (e anche a qualche grande) – come smartphone e pc. In breve, abbiamo scoperto la “didattica a distanza”. Se da un lato, per molti adattarsi al digitale non è stato – bisogna proprio dirlo – un “gioco da ragazzi”, richiedendo non solo di trovare nuovi equilibri all’interno dell’organizzazione quotidiana e della gestione del tempo ma anche di familiarizzare con sistemi di comunicazione, di studio e di relazione nuovi e inesplorati, d’altro canto, la didattica a distanza ha permesso alle scuole un’accelerazione digitale senza precedenti. In ogni caso, il rientro alla scuola frontale sembra lontano e, anche se di solito tutti se ne lamentano, all’idea di non doverci tornare fino all’anno prossimo i ragazzi sono nostalgici: il 53% di loro, infatti, dichiara che, incredibilmente, ne sente la mancanza, sia delle lezioni in aula ma, soprattutto, dei propri compagni. Questo uno dei dati emersi dal sondaggio che Wiko – brand di telefonia sempre attento a indagare i fenomeni e i trend del momento – ha realizzato all’interno della sua community Instagram, per scoprire come gli studenti italiani stanno vivendo questo nuovo rapporto tutto tecnologico con l’istruzione. Del campione intervistato, il 70% ha seguito almeno una lezione a distanza in questo periodo e il 41% è sollevato che esista questa possibilità, nonostante le difficoltà da affrontare. E pare che il 61% si trovi sempre a doverne risolvere qualcuna – un rapporto con la tecnologia ancora un po’ travagliato insomma. La rete non prende, l’audio non funziona, la video-chiamata non parte o restituisce un’eco che neanche in montagna: c’è sempre qualcosa che va storto. Gaffe involontarie comprese! Tra la mamma che si sente in call dal salotto, il fratellino che corre sullo sfondo in pigiama, il microfono rimasto involontariamente acceso: per il 45% degli utenti le figuracce sono all’ordine del giorno! L’attenzione per il look da video-lezione? Virtualmente inesistente. L’85% degli studenti preferisce mettere il primo indumento pescato dall’armadio, piuttosto che perdere tempo a curare la scelta della maglietta giusta. D’altronde, in periodo di astinenza da parrucchieri, abbiamo problemi più seri da gestire! Ma solo il 41% si arrende a seguire le lezioni direttamente in pigiama: l’importante è ricordarsi di non attivare la webcam.E dopo le lezioni, mano allo smartphone e si torna sui social network: il 67% dei rispondenti al sondaggio, infatti, li sceglie come primo strumento di intrattenimento, di ricerca di informazioni e di contatto con l’attualità, preferendoli ai telegiornali.
A settembre nessuno sa come sarà la scuola, si spera di tornare in classe come sempre ma non è detto. Se tutto tornerà normale i più festeggeranno il ritorno al banco di scuola, ma per il 60% sarà dura rinunciare a svegliarsi tardi. Che sia per questioni di produttività o di pigrizia, come biasimarli? Una cosa è certa, in pochi (40%) invidiano chi quest’anno rischia di saltare gli esami di maturità o, comunque, non potrà farli in presenza.In fondo, anche a distanza di anni, chi potrebbe mai dimenticare le emozioni della “notte prima degli esami”?

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Scuola: Un miliardo in due anni per didattica a distanza, assistenza psicologica, igiene individuale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Il Governo sta provvedendo alla ripresa dell’attività didattica in classe prevista per il prossimo mese di settembre: l’intenzione è garantire un miliardo per il biennio 2020-2021, attraverso apposito decreto con cui si intende “assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica”.Anief ritiene importante che questi fondi vengano destinati per intero, equamente distribuiti, alle necessità di ogni singolo istituto scolastico, tenendo in debito conto il numero di plessi e di locali, oltre che di alunni iscritti e di personale annesso, che ogni scuola autonoma gestisce. Nello stesso tempo, il giovane sindacato ribadisce quanto espresso la scorsa settimana in occasione della presentazione ai sindacati rappresentativi della bozza di dieci punti prodotta dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio per siglare un protocollo d’intesa per l’avvio in sicurezza del nuovo anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief): “Sarebbe importante che le parti sociali, ad iniziare dai sindacati, abbiano anche la possibilità di dialogare con il comitato scientifico di esperti del ministero dell’Istruzione, già per lo svolgimento nella massima sicurezza degli esami di Stato”.È in arrivo circa un miliardo per il ritorno in classe. L’importo iniziale per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, riferisce la stampa specializzata, è stato “incrementato di 331 milioni di euro nel 2020”, per cui si arriverà a “400 milioni per il 2020 e 600 per il 2021”. “In arrivo anche aiuti per il “sistema 0-6 anni” con un contributo complessivo di 65 milioni per chi gestisce in via continuativa i servizi educativi (come gli asili nido) e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali, come sostegno economico per la riduzione o mancano versamento delle rette. Il finanziamento ad istituto sarà di circa 50 mila euro per il 2020 e 70 mila euro per il 2021”.

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Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito ‘La comunicazione e l’intelligenza emotiva nella didattica a distanza’

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E’ stato promosso dall’equipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) , in collaborazione con la task force per le emergenze educative del Ministero dell’Istruzione (MI), la Società italiana di Pediatria e il portale di informazione Diregiovani. Si articolerà in 6 videolezioni con la modalità e-learning. Il corso è rivolto ai docenti di ogni ordine e grado di scuola, con l’obiettivo di fornire riflessioni e suggerimenti per l’insegnamento sui temi della comunicazione e della competenza relativa all’intelligenza emotiva. Il tutto declinato nella didattica a distanza, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia. È possibile anche vedere il video di presentazione del corso, realizzato dalle docenti Linda Pecoriello e Maria Chiara Pecoraro, psicoterapeute dell’età evolutiva dell’IdO, pubblicato sul canale youtube dell’Istituto(https://www.youtube.com/watch?v=v9p7us5I_7U&t=81s).
“L’iniziativa intende rispondere alle tante richieste giunte, da parte dei docenti, al servizio online attivato su tutto il territorio nazionale dall’IdO nell’ambito delle iniziative della Task force per l’emergenza educativa del MI- fanno sapere le docenti- per accogliere e sostenere la comunità scolastica che si trova a confrontarsi con un importante riadattamento della didattica”.
Nelle videolezioni si parlerà di comunicazione e di intelligenza emotiva. “Nello specifico si scopriranno gli elementi per una comunicazione efficace- aggiungono le terapeute IdO- Si potrà comprendere l’importanza della didattica per competenze e di come favorisca una visione più ampia dello studente e di quanto possa essere utile sperimentarla e metterla in atto ora per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi”. Infine, verranno evidenziati gli aspetti della comunicazione non verbale e para-verbale per “capirne l’importanza nella didattica a distanza e porre, quindi, l’attenzione su tutto ciò che non è esplicito. Si potrà, inoltre, comprendere come l’intelligenza emotiva possa influenzare l’apprendimento nel contesto scolastico. Numerose evidenze scientifiche- rimarcano le studiose- riportano che ad alti livelli di intelligenza emotiva corrispondano risultati scolastici migliori”. Infine, verrà affrontato “un tema molto caro ai docenti, la motivazione, che soprattutto nella didattica a distanza sembra venir meno”, concludono Pecoriello e Pecoraro.

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Scuola: Costi didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Sta facendo molto discutere in queste ore la proposta di didattica mista avanzata dal Ministro dell’Istruzione nei giorni scorsi in un’intervista a Sky Tg 24. Un’ipotesi che, si sono affrettati a precisare dal Viale Trastevere, è solo una delle molte al vaglio del Ministero per garantire la didattica in sicurezza alla riapertura delle scuole a settembre.
Una proposta che ha sollevato una folta schiera di polemiche e opposizioni, molte delle quali condivisibili alla luce dei costi che le famiglie dovrebbero affrontare per fruire di una offerta didattica così formulata.
L’idea di integrare la didattica tradizionale con una a distanza, se da un lato senza dubbio permetterebbe di ridurre gli alunni per classe, dall’altra si scontra con le necessità delle famiglie, che, come già avvenuto in questa fase di emergenza, potrebbero in molti casi non disporre delle risorse necessarie per una baby sitter (ancor più a settembre, quando saranno molti di più i genitori rientrati al lavoro), né per dispositivi e connessione in grado di svolgere la didattica online.
Dallo studio effettuato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge che, tra computer o tablet, webcam, microfono, antivirus, pacchetto di programmi base e connessione a internet una famiglia spende da 369,75 a 3.418,19 Euro (considerando abbonamento antivirus, i programmi base e i costi di connessione su base annua). Cifre che risultano proibitive per molte famiglie, specialmente quelle colpite dalle conseguenze che la pandemia sta determinando sul piano economico.
A livello regionale sono stati disposti bonus e sussidi per far fronte a tali costi, ma spesso risultano insufficienti a coprire tali importi, oltre alle difficoltà di accesso ed erogazione segnalate dalle famiglie. In tal senso è necessario e urgente garantire il diritto allo studio dei ragazzi, nel quadro di una visione complessiva volta a favorire il rientro in classe. Visione che sembra mancare all’attuale gestione che, tra continue smentite e passi indietro sta creando confusione e false aspettative, ma soprattutto, senza un reale piano per la gestione del problema, rischia di acuire le disparità e le disuguaglianze già esistenti. Bisogna individuare soluzioni sostenibili per le famiglie e per il sistema scolastico, nonché rispettose della sicurezza degli alunni e della salute pubblica. Per fare ciò è necessario un investimento straordinario ed ingente, che permetta l’assunzione del personale necessario e la rimodulazione delle classi in modo da condurre in sicurezza le lezioni. La ripartenza della didattica è un tassello fondamentale per la ripresa della vita del Paese e guardare al futuro: per questo è indispensabile adottare ogni sforzo che vada in questa direzione.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

In queste settimane così difficili per tutto il Paese, il sindacato Anief si è più volte espresso concordando sulla necessità di mantenere viva e presente la Scuola nella vita degli studenti e delle loro famiglie. Come riporta Orizzonte Scuola, la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha affermato che “lo studio non si annulla con il Coronavirus”; infatti, “la didattica a distanza ha avuto successo ma non dappertutto. Le valutazioni si faranno: chi aveva 8 avrà 8, chi merita 4 avrà 4 e il prossimo anno bisogna recuperarlo”. Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha asserito che “allo stesso tempo, però, abbiamo più volte ribadito, anche attraverso il contatto diretto con i dirigenti scolastici, la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’imprescindibile necessità di rispettare il dettato delle norme di legge e di quelle contrattuali, anche in una situazione di emergenza come quella attuale. Questo perché siamo convinti che l’unico modo per attraversare le difficoltà che, tutti quanti, siamo chiamati oggi ad affrontare sia tenerci ben saldi all’interno del percorso tracciato dal quadro normativo vigente, pur nella necessità di provvedere a opportuni adattamenti e integrazioni indispensabili per renderlo funzionale a una situazione del tutto nuova e inaspettata”.Per l’Anief, dunque, il richiamo alla competenza del collegio docenti e delle sue diramazioni in tema di programmazione dell’attività educativa e di individuazione dei criteri di valutazione rappresenta l’unico antidoto alla deriva registrata in molti, troppi, casi che vede i dirigenti scolastici non limitarsi a suggerire (stavolta sì) modalità e metodologie di didattica a distanza, ma a imporle unilateralmente al corpo docente, operando un’inversione delle competenze delineate dagli artt. 5 e 7 del D.Lgs 297/94. Inversione, si badi bene, che non può trovare alcuna giustificazione nemmeno nel caso dell’emergenza presente, a meno che non si voglia negare validità all’intero impianto della didattica a distanza, sancendone l’assoluta eterogeneità rispetto alla didattica in senso ampio e onnicomprensivo.

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La formazione a distanza sulla sicurezza sul lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Grande successo per CONFASSOCIAZIONI: la formazione a distanza sulla sicurezza sul lavoro convalidata dopo le nostre lettere ai ministri Catalfo e Speranza. Lo ha dichiarato in una nota Luigi FERRARA, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza.“Nella lettera inviata ai Ministri lo scorso 31 marzo avevamo sottolineato quanto fosse importante non interrompere la formazione per il nostro settore e quanto potesse essere facile, attraverso una semplice circolare ministeriale, rendere operativa la modalità in videoconferenza. A seguito della missiva – ha continuato FERRARA che è anche Presidente ANCORS, Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul lavoro – il Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ha elaborato una serie di indicazioni sulla formazione a distanza in videoconferenza recependo le nostre proposte. Pertanto le attività formative organizzate con le modalità della videoconferenza sincrona sono equiparabili a tutti gli effetti alla formazione in presenza.” “È bene precisare che questa modalità – ha proseguito Luigi FERRARA – non si applica a quei corsi che prevedono una parte pratica (primo soccorso, antincendio, DPI, spazi confinati, corsi per attrezzature) ma non si poteva fare altrimenti. Quindi anche se non tutto sarà digitale, si alterneranno soluzioni sincrone con quelle asincrone. Si tratterà, in definitiva, di regolare il traffico dei discenti e progettare una nuova didattica in cui la formazione a distanza si alterna con le attività di aula”.“La possibilità di erogare corsi di formazione in modalità videoconferenza è utile per i lavoratori, le aziende e gli utenti – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Sicurezza, Luigi FERRARA – non solo durante questo periodo di emergenza ma anche oltre, quando rientrati nel nostro normale quotidiano, ritorneremo alle nostre normali mansioni. L’aver dato il nostro contributo per la costruzione di un nuovo modello formativo in grado di soddisfare, nel futuro prossimo venturo, le esigenze dei lavoratori in termini di efficacia e di efficienza, è la convalida che la forza della grande rete di CONFASSOCIAZIONI è incisiva, funzionale ed attiva. Con le professionalità presenti nella nostra grande Confederazione siamo certi di poter dare un contributo valido per la ricostruzione del nostro sistema Paese”.

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Coronavirus: Didattica a distanza, imposta anche se i docenti sono privi di strumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Lo sostiene l’Anief, che attraverso un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola ha chiesto alla VII Commissione del Senato di modificare il comma 3 dell’articolo 2 dello stesso decreto già approvato dal CdM. Il sindacato ha spiegato, anche nell’audizione tenuta in questi giorni presso la stessa commissione Cultura di Palazzo Madama, che il personale docente assicura solo “ove possibile” e non sempre e “comunque” le “prestazioni didattiche nelle modalità a distanza” adottate con gli “strumenti informatici o tecnologici a disposizione” fino al termine del periodo emergenziale derivante dal pericolo di contagio del coronavirus. Inoltre, la realizzazione di sessioni formative in modalità telematica comporta degli oneri, a livello temporale e di organizzazione, molto diversi da quelli comuni, senza dimenticare le nuove modalità di prevenzione dei rischi alla salute: si tratta di tematiche che necessitano di passare per i tavoli contrattuali, anziché farle imporre direttamente dal legislatore.
Marcello Pacifico (Anief): “Pensare di rendere obbligatoria la didattica ignorando che una parte dei docenti può essere priva degli strumenti tecnologici adeguati per realizzarla è una contraddizione in termini. Ci sono tanti precari, soprattutto i più giovani, che non possono attuare questo genere di didattica perché esclusi dai benefici del bonus della carta docente: visto che lo Stato li lascia fuori dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, negando loro i 500 euro della formazione annua con i quali il resto del personale può dotarsi di computer, tablet, microfoni e di tutta la strumentazione utile a crearsi una postazione telematica, perché ora li deve obbligare a portare avanti la DaD interamente a loro spese?”.

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Dopo la didattica a distanza confermare i contratti del personale docente, educativo e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Agevolare il recupero rapido degli apprendimenti perduti senza disperdere il lavoro svolto e garantire la continuità occupazione del personale scolastico oggi impegnato nel lavoro “agile” e nella didattica telematica, allo scopo di continuare ad affrontare il Coronavirus senza mai fermare la scuola: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola approvato dal Governo ed ora proposto alla VII Commissione del Senato che in questa settimana riceverà in audizione 63 interventi delle parti sociali, tra cui quello dello stesso giovane sindacato.Marcello Pacifico: “Acclarata la necessità dello svolgimento del lavoro agile e della didattica online con mezzi a disposizione del personale, urge la necessità di non discriminare più i lavoratori a tempo determinato da quelli a tempo indeterminato e il personale docente da quello educativo e Ata: oltre alla conferma di tutto il personale è fondamentale che i benefici del bonus da 500 euro della formazione, derivanti dall’aggiornamento professionale annuo obbligatorio introdotto con la Legge 107/2015, vengano finalmente estesi a tutto il personale scolastico”.
Il ritorno a scuola e alle lezioni in presenza non sarà semplice: per non renderlo ancora più complicato, è bene che lo Stato provveda a confermare tutti gli incarichi del personale già assunto a termine. Al fine di evitare che, con il nuovo anno scolastico, si possa assistere alla solita “caccia” al supplente, stavolta aggravata dallo stato di emergenza che anche a settembre non si sarà purtroppo ancora esaurita.La richiesta di conferma è estesa anche ai contratti stipulati con clausola rescissoria. Nell’ipotesi della prosecuzione della didattica a distanza, la modifica chiesta dall’Anief consentirebbe di non disperdere l’esperienza, la professionalità e le buone pratiche acquisite in una fase così complessa di riorganizzazione dell’operato scolastico.

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All’Università di Parma si potranno svolgere tirocini curricolari a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

L’Università di Parma ha stabilito di estendere a tutti gli studenti la possibilità di proseguire o svolgere con modalità a distanza (smart working) le attività di tirocinio (interno, esterno o in mobilità) previste dal proprio progetto formativo.In questo modo si è cercato di andare incontro alle necessità segnalate da numerosi studenti, che avranno quindi la possibilità di concludere il proprio percorso di studi, conseguendo il titolo nei tempi previsti o acquisendo i crediti necessari per l’ottenimento della borsa di studio.I tirocini curricolari sono infatti attività previste nel manifesto degli studi di molti corsi di laurea, di laurea magistrale o di laurea magistrale a ciclo unico, in quanto indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti. Tali tirocini,ad eccezione di quelli delle professioni sanitarie, erano stati sospesi dallo scorso marzo a causa dell’emergenza sanitaria.L’Ateneo ha inoltre stabilito la possibilità di modificare il tirocinio “non ostativo” (cioè il tirocinio non svolto obbligatoriamente presso strutture esterne ai fini del raggiungimento del titolo di studio) da da pratico a teorico, previa valutazione del Docente Tutor Universitario e, in caso di tirocinio esterno, anche dell’Azienda/Ente, al fine di verificare la possibilità di un affiancamento in modalità telematica da parte del tutor aziendale. Un’altra alternativa, in particolare per gli studenti che devono conseguire l’idoneità per accedere all’esame finale o per acquisire i crediti necessari per il conseguimento della borsa di studio, è quella di optare per un tirocinio interno all’Ateneo (con attivazione del relativo progetto formativo e nel rispetto degli obiettivi formativi) in sostituzione del tirocinio esterno o in mobilità, previa valutazione del Docente Tutor Universitario.Infine, qualora nessuna delle opzioni indicate fosse percorribile, il Docente Tutor Universitario potrà valutare una modalità alternativa, sempre a distanza, per recuperare le ore di tirocinio mancanti, in modo da consentire l’accesso all’esame finale o l’acquisizione dei crediti necessari per l’ottenimento della borsa di studio.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/coronavirus).

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Università Parma: Avvio degli esami scritti a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Un ulteriore passo avanti dell’Università di Parma per assicurare la regolare continuità del percorso formativo dei propri studenti, in questo periodo di emergenza sanitaria in cui tutte le attività didattiche frontali sono sospese.Sono infatti state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento degli esami di profitto nel caso in cui siano previste inevitabilmente prove scritte o pratiche, che richiedono, vista la modalità a distanza, un forte senso di responsabilità e collaborazione tra docenti e studenti.Al link Esami scritti – videotutorial è disponibile un video tutorial in cui vengono illustrate le istruzioni a cui gli studenti dovranno attenersi; qualche giorno prima della data dell’appello gli studenti riceveranno via e-mail eventuali ulteriori istruzioni specifiche da parte dei singoli docenti. Alla pagina web del Centro SELMA sono raccolte tutte le guide utili per la didattica online.Tutte le info dell’Università di Parma sul Coronavirus sono costantemente aggiornate alla pagina dedicata sul sito web di Ateneo (https://www.unipr.it/node/27981).

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Didattica a distanza e recuperi alunni: la competenza deve rimanere ai docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

È bene che sia previsto per legge l’affidamento agli organi collegiali della scuola delle modalità di recupero degli apprendimenti degli alunni che al termine del corrente anno scolastico non sono risultati sufficienti. Lo chiede il sindacato Anief, attraverso una precisa proposta presentata alla VII Commissione del Senato per emendare il Decreto Legge n. 22 già approvato dal Consiglio dei ministri ed ora atteso dalla conversione in legge del Parlamento.Marcello Pacifico (Anief): “Non è possibile istituire attraverso un intervento legislativo l’obbligo della didattica a distanza laddove, in molti casi, il personale docente e discente non dispone di strumenti adeguati a realizzarla. Bisogna coordinare la disposizione con le norme contrattuali vigenti e nel rispetto delle delibere dei Collegi docenti nell’organizzazione della didattica”. Sebbene ci si trovi in una situazione di emergenza, non devono essere previste deroghe alle prerogative previste dalla normativa e dai contratti che affidano agli organi collegiali i modi e i tempi per recuperare gli apprendimenti non ancora acquisiti dagli allievi: a sostenerlo è il sindacato autonomo, per il quale, anche in questa fase particolare del Paese e della Scuola, il lavoro svolto dai docenti durante la sospensione della didattica deve trovare una validazione all’interno degli organi collegiali – il collegio dei docenti, i consigli di classe e di dipartimento -, al fine di poter predisporre un piano di recupero rispondente alla disponibilità e all’utilizzo da parte di ogni alunno e di ogni docente degli strumenti informatici e di quanto messo in atto per lo svolgimento della DaD, didattica a distanza.

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Coronavirus e Didattica a Distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Non tutti gli insegnanti la vogliono. Ministero intervenga con urgenza. Mentre in Germania si riaprono le scuole in Italia regna ormai la certezza che non accadrà fino a settembre. E’ passato ormai più di un mese dal 4 marzo, giorno in cui la vita di grandi e piccini è cambiata radicalmente. Tutti, alunni, genitori ed insegnanti hanno dovuto ridisegnare il proprio rapporto con l’attività scolastica e non sempre con risultati soddisfacenti. Soprattutto senza risultati uniformi e a macchia di leopardo.
Ci risultano gravi iniquità e caos nella riorganizzazione della didattica a distanza (DaD), in ogni ordine e grado. In particolare ci risultano insufficienti ed inefficaci le disposizioni date dal Ministero su come garantire il diritto costituzionale all’istruzione, perché disposizioni non sovrapponibili ai contratti di lavoro degli insegnanti, insegnanti che in molti casi non intendono sostituire o adattare le modalità del proprio insegnamento con la didattica a distanza, o intendono farlo in misura largamente insufficiente.
In data 8 Marzo, con una circolare, il Ministro dell’Istruzione dava indicazioni e linee guida su come garantire i diritti degli alunni, pur nell’emergenza del momento. Indicava, già allora (!), soprattutto per gli alunni della primaria, l’importanza di abbandonare fin da subito metodi di mero invio materiali a distanza, senza contatto – seppur telematico – con l’allievo.
E ciò non solo e non tanto per garantire la trasmissione appropriata dei “contenuti” didattici da insegnare, ma – soprattutto – per mantenere attivo il “contenitore” scuola attraverso il quale il bambino mantiene in vita quei rapporti extrafamigliari, quelle abitudini quotidiane e di orari e scadenze, così fondamentali per vivere questa difficile fase della loro vita.
Orbene, a distanza di oltre quattro settimane, durante le quali tutti si sono dovuti adeguare e formare alle nuove esigenze, molti, troppi studenti della scuola primaria ricevono pochissimo supporto scolastico a distanza, poche pochissime ore di lezione, e pochi materiali di studio. Poca condivisione con la classe, sebbene ormai Google ne abbia reso non solo possibile, ma facile ed intuitiva la modalità, anche per gli insegnati di altra generazione.
Ci siamo interrogati sul perché. Abbiamo fatto qualche indagine ed abbiamo compreso che il problema sta nel contratto di lavoro degli insegnanti, che non possono, seppur nell’emergenza del momento, esser “costretti” all’utilizzo della didattica a distanza. E non certo per le intere sei ore al giorno (ossia la durata del loro impegno quotidiano da contratto in essere), ma neppure ad una sola ora di lezione al giorno.
Il risultato è che non ogni scuola (ripetiamolo il Preside non può intervenire sulle modalità di didattica, può sollecitare ma non imporre agli insegnati come insegnare) fa quello che le pare, ma ogni insegnante di ogni classe, fa quello che, in cuor suo, ritiene opportuno. Alcuni alunni della medesima scuola hanno tre video-lezioni alla settimana di 40 minuti, altri quattro ore di video-lezione la settimana, altri due ore il giorno. Altri nessuna.
Riteniamo pericoloso lasciare che una fase così delicata sia rimessa al buon cuore e alla coscienza dell’insegnate, spesso anche anagraficamente impreparato alla sfida che lo attende. Ed è importante che siano fatte invece valutazioni nazionali ed unitarie di metodo, e che siano superati rilievi e difficoltà sugli strumenti adeguati necessari a ciascun allievo, in base all’età e al percorso scolastico.
Attesa la necessaria formazione di tutti (allievi, genitori e insegnanti) sugli strumenti di DaD (G Suite, Meet e quant’altro) oggi è opportuno ed urgente, per il bene di tutti i nostri figli, che siano descritti i confini del diritto allo studio di tutti e che sia chiarita in modo inequivoco dal Ministero la necessaria presenza fisica, seppur a distanza, degli insegnanti.
I genitori sono oggi, infatti, lasciati soli a gestire materiali didattici, possono non riuscire a gestire il lavoro didattico dei figli, per ragioni di lavoro e di cultura. L’assenza di strumenti tecnologici non può e non deve esser un alibi per l’abbandono, in tutto o in parte, dei ragazzi da parte dei docenti. Consapevoli che nessun altro – non il genitore né il babysitter – potrà oggi colmare quel vuoto psicologico ed il trauma che i ragazzi ed i bambini vivono per l’interruzione dei rapporti con i compagni e con i propri maestri.
Gli insegnanti sono gli unici che potranno garantire quell’ambiente psicologico e formativo, senza il quale l’impatto umano per i nostri figli sarà ancor più marcato. Devono tutti fare la propria parte. Il Ministero li guidi e li indirizzi. E se del caso, li obblighi.
(Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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La più grande maratona della solidarietà a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Anche la solidarietà, ai tempi del coronavirus, va in modalità “smart”. E lo fa grazie al contributo degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori italiane che, nei prossimi giorni, si riapproprieranno della più grande maratona benefica nella sua nuova (e temporanea) versione digital. Si tratta della “Corsa contro la Fame”, il progetto didattico-solidale più grande al mondo, giunto in Italia alla sua sesta edizione e patrocinato, per il 2021, dal CONI. A livello nazionale, ogni anno, sono quasi 400 le scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado che vi aderiscono: oltre 100mila sono studenti e più di 500 docenti scelgono di dire sì a un vero e proprio evento sportivo all’aperto e di sensibilizzazione che coinvolge, in tutto il mondo, 2.000 istituti situati in 30 Paesi del mondo.Un vero e proprio movimento globale dedito all’umanitarismo, che ha come promotore Azione contro la Fame. L’organizzazione, leader internazionale nella lotta alla fame e alla malnutrizione, è attiva in queste ore, negli oltre 50 Paesi in cui è impegnata, per dare seguito a un piano di emergenza articolato e integrato che mira a contrastare la diffusione della pandemia nel Sud del mondo e a contenerne gli effetti all’interno di comunità colpite, duramente, da conflitti, povertà e calamità naturali.Con uno slancio di generosità, gli studenti e i docenti italiani hanno, così, deciso di riaccendere i motori di questa grande macchina della solidarietà: nonostante la minaccia covid-19, in queste settimane, stia mettendo a dura prova l’Italia, fino a 30.000 giovani proseguiranno, “a distanza”, il progetto di Azione contro la fame, in linea con i piani ministeriali in tema di e-learning.In ogni classe, anche nella nuova veste “home”, l’organizzazione promuoverà un processo di sensibilizzazione che mira a favorire l’acquisizione di competenze da parte degli studenti. Gli operatori, infatti, terranno sessioni di sensibilizzazione attraverso attività didattiche interattive e di riflessione sulla fame nel mondo. Tali lezioni saranno erogate agli istituti, tra aprile e maggio, in modalità pre-recorded (piattaforma Vimeo) oppure live streaming (piattaforma Zoom).Ciascuno studente potrà, così, assistere a una vera e propria formazione online sulle cause e conseguenze della malnutrizione, incardinata anche sulle soluzioni che si possono adottare per sconfiggerla e sull’impatto del coronavirus nelle aree più colpite da questa terribile piaga. Il Paese focus dell’anno sarà il Congo.
I ragazzi, subito dopo, diventeranno parte attiva del progetto: potranno, infatti, scaricare un “passaporto solidale” con il quale coinvolgere familiari, vicini di casa e amici sulle tematiche affrontate, allo scopo di raccogliere una promessa di donazione per ogni attività sportiva effettuata tra le mura domestiche nella giornata indicata dalla scuola.Gli studenti, in collegamento live tra loro, diventeranno protagonisti di un vero e proprio flash mob di classe online: tanti più esercizi o esibizioni di ginnastica, yoga, zumba, psicomotricità faranno, tanto più riusciranno a moltiplicare le promesse di donazione fatte dai propri affetti, che diventeranno nell’occasione dei veri e propri sponsor nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile nel mondo.
Nei giorni successivi, i ragazzi potranno raccogliere le donazioni, traducendo lo sforzo di responsabilizzazione e fisico fatto a casa in un vero supporto alla quarantennale lotta contro la malnutrizione condotta da Azione contro la Fame. L’organizzazione, per far fronte all’emergenza-coronavirus, sta incrementando, in queste ore, il “peso specifico” delle attività WASH (Water, Sanitation, Hygiene) che, solo lo scorso anno, hanno riguardato quasi nove milioni di persone con programmi di acqua e igiene.

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