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Posts Tagged ‘distanza’

Cardiochirurgia robotica, intervento a 1200 km di distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Si è tenuto a Bergamo il primo intervento europeo di telementoring in cardiochirurgia robotica. L’équipe del dottor Alfonso Agnino, responsabile della Cardiorobotica e Chirurgia mininvasiva di Humanitas Gavazzeni, ha eseguito un intervento di riparazione della valvola mitrale con un innovativo sistema di telecamere collegate alla consolle del robot che ha consentito la partecipazione in diretta degli specialisti del cuore dell’Università di Rennes e una nuova modalità di controllo del campo operatorio.A 1200 Km da Bergamo, l’équipe guidata dal professor Amedeo Anselmi, docente all’Università di Rennes, e dal professor Jean Philippe Verhoye, presidente della Société Française de Chirurgie Thoracique et Cardio-Vasculaire, ha potuto assistere in diretta all’interna seduta operatoria e partecipare al debrief finale sul caso.Il telementoring garantisce altissimi livelli di interazione, formazione e abilitazione delle competenze riducendo le sedute di formazione in presenza e mettendo in rete i professionisti al di là dei confini. In futuro, questa tecnologia potrebbe aprire le porte alla cooperazione da remoto di specialisti internazionali per i casi più complessi, valorizzando le esperienze dei Centri più all’avanguardia per la formazione di nuovi esperti. Di norma, durante gli interventi di cardiochirurgia robotica, il cardiochirurgo primo operatore muove i bracci del robot da una consolle lontana dal tavolo operatorio usando mani e piedi. La sua visuale è immersiva, dentro al cuore. Il secondo chirurgo, invece, sta accanto al paziente, al tavolo operatorio.Per la seduta di telementoring la sala operatoria è stata rivoluzionata: grazie a un nuovo sistema prototipo è stato possibile coordinare alla colonna centrale del robot Da Vinci X due postazioni con telecamere ad altissima risoluzione, una utilizzata per il controllo dell’intera sala operatoria e l’altra per il controllo del tavolo operatorio.Questo settaggio della macchina/robot sviluppato per la seduta formativa ha permesso al dottor Agnino di avere in contemporanea sullo schermo della consolle le immagini di 4 visori governate attraverso la pedaliera del robot, come in una sala regia. È stato possibile quindi osservare le immagini in arrivo dalle due telecamere o dalla strumentazione di supporto, come elettrocardiogramma ed ecocardiogramma.

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Lezione di prevenzione a distanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Oggi, con la didattica a distanza, in pieno lockdown, non è semplice intervenire nelle scuole per organizzare a favore degli adolescenti conferenze educative finalizzate a incrementare la loro consapevolezza nei confronti di droghe e alcol. Perché, è inutile dirlo, droghe e alcol non sono in lockdown, ma girano diffusamente per le strade e con il servizio a domicilio arrivano tranquillamente nelle case. Da molti anni le comunità Narconon svolgono proficue campagne di sensibilizzazione sui temi della tossicodipendenza e dell’alcolismo svolgendo conferenze nelle scuole o ricevendo presso le proprie sedi coloro che desiderano conoscere direttamente l’ambiente di una comunità di recupero. In questi giorni, grazie alla sensibilità educativa dei Dirigenti scolastici dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda” di Lecce, gli operatori della comunità Narconon Gabbiano di Melendugno sono riusciti a svolgere con proficuità due conferenze a distanza con 375 studenti. Le numerose domande poste agli operatori dagli studenti al termine della conferenza sono un chiaro indice della buona riuscita dall’incontro e dell’importanza di organizzare simili iniziative. Domande come: “Se le droghe fanno male, perché sono state inventate dall’uomo?” “La marijuana crea danni?” “Conviene legalizzare le droghe leggere?”, “La marijuana a scopo curativo crea dipendenza?”, dimostrano che la capacità di analizzare e aumentare la propria consapevolezza su queste tematiche passano inesorabilmente dal programmare sistematicamente, nelle scuole, una didattica specifica, invece di eluderla, ritenendo che parlar di droghe sia dannoso. Queste tematiche vanno affrontate a scuola, convinti che la verità, anche dura e cruda, è meglio delle tranquille menzogne che circolano diffusamente tra i giovani su droga e l’alcol. Chi desidera ricevere maggiori informazioni, brochure o organizzare conferenze di prevenzione, può contattare la comunità Narconon Gabbiano di Torre dell’Orso allo 0832.841856

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Scuola: Quasi tre alunni su quattro in didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

Da lunedì 8 marzo oltre 6 milioni di studenti seguiranno le lezioni da casa, se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E’ la conseguenza di quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo, che prevede scuole chiuse nelle zone rosse e possibilità per i governatori di chiuderle in quelle arancioni e gialle. La proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza, curata da Tuttoscuola, potrebbe portare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in DaD per effetto di precedenti ordinanze regionali e disposizione del Ministero della Salute. Circa tre quarti (il 73%) degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie saranno impegnati nella didattica a distanza. Una “scuola diffusa” nelle case di circa 6 milioni di famiglie italiane.Tuttoscuola, prendendo a riferimento gli ultimi dati messi a disposizione dalla Fondazione Gimbe (che ha rilevato l’incidenza di casi positivi per 100.000 abitanti sul territorio nazionale), ha calcolato, regione per regione, il numero di alunni per ordine e grado di scuola che per la collocazione in zona rossa o in territori con elevato indice di contagi potrebbero tornare a seguire le lezioni da casa.
Ne scaturisce una mappatura del numero di studenti che dall’8 marzo faranno lezione a scuola o da casa, sia per area geografica, sia per grado di scuola. Nello specifico, secondo i calcoli di Tuttoscuola, potrebbero essere dunque 6 milioni e 235mila (più di 7 su 10) gli alunni di scuole statali e paritarie su un totale di 8milioni e 506mila costretti a seguire le lezioni a distanza. I dati comprendono anche circa 957 mila bambini di scuola dell’infanzia.Le regioni interessate da questa chiusura totale che andrebbero ad aggiungersi alle situazioni già note sono la Lombardia con 1.401.813 alunni in DaD, la Campania con 944.993, l’Emilia Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231, la Toscana con 504.616, le Marche con 212.161, la Liguria con 189.785, il Friuli VG con 156.003 e l’Umbria con 119.177. A queste vanno aggiunti alcuni comuni laziali tra cui anche la provincia di Frosinone.Si potrebbe salvare da questa chiusura totale il Lazio (indice di contagio a 235) che, esclusi Frosinone e altri comuni, potrebbe mantenere 626.190 alunni con didattica in presenza, la Sicilia (indice a 145) con 615.891 alunni a scuola, il Veneto (indice 207) con 573.694, la Calabria (indice a 121) con 233.209 a scuola, la Val d’Aosta (indice 90) con 15.552 in presenza e la Sardegna (indice 71) con 207.286 alunni in zona bianca.In presenza (con la consueta alternanza del 50% per gli studenti delle superiori) vi sarebbero 2.271.803 alunni in presenza a scuola (il 26,7%) e 6.234.962 (73,3%) in DAD.Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguirebbero le attività didattiche a scuola 435.971 bambini delle scuole dell’infanzia a scuola (il 31,3%), 818.458 alunni della primaria (il 31,4%), 537.644 alunni della scuola secondaria di I grado (il 31,4%) e parzialmente in alternanza 479.730 studenti delle superiori (il 17,2%).

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Scuola: La psicologa Elisa Caponetti analizza la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

L’apprendimento cognitivo è influenzato dalle emozioni. Esiste infatti una stretta connessione tra la vita emozionale degli alunni e la loro capacità di acquisire nuove competenze e conoscenze e ciò in quanto entrambi sono processi che si generano nella nostra mente. La scuola rappresenta quindi un luogo privilegiato in cui poter osservare e valutare le dinamiche emotive e cognitive che si attivano nei processi evolutivi. L’emergenza Covid ha stravolto in maniera drastica e immediata le abitudini di tutti noi, modificando in modo radicale e fulmineo il nostro quotidiano. Se ciò è vero per gli adulti, questo si è verificato con ancora maggior dirompenza sulle vite dei bambini e dei ragazzi, costretti a doversi adattare ad un quotidiano a loro fino a quel momento sconosciuto.L’impossibilità, per molti studenti, di poter andare a scuola e l’imposizione di doversi adeguare alla cosiddetta DAD (didattica a distanza) dall’oggi al domani, non è stato vissuto come un evento positivo dalla stragrande maggioranza dei minori. I ragazzi, a partire dal mese di marzo, sono stati così catapultati in una nuova dimensione fatta di assenza di socializzazione e isolamento domiciliare. La socializzazione, le consuetudini quotidiane, i compagni di scuola, contribuiscono massicciamente allo sviluppo emotivo e sociale.D’improvviso gli studentisono stati sconnessi dal mondo reale e si sono ritrovati costantemente connessi a quello virtuale. Il rapporto umano è stato delegato alla modalità virtuale, generando così conseguenze sia a livello emotivo che cognitivo e soprattutto nell’alterazione di un proprio stato di benessere.Inizialmente, si era invece verificata in molti, una reazione positiva. Il lockdown ha consentito ai bambini di stare insieme a mamma e papà 24 ore su 24 potendo così ricevere attenzioni esclusive da entrambi i genitori. Ma questo è stato vero soprattutto per i più piccoli. Per gli studenti adolescenti, le cose sono state ben più complicate. Soprattutto in questa fascia d’età, il contatto umano è imprescindibile e non può essere sostituito o compensato dalla tecnologia. Con la didattica a distanza si è creato un nuovo modo di fare insegnamento e apprendimento. Se da un lato si è cercato di preservare la continuità scolastica, dall’altro, l’utilizzo dischermi di pc, smartphone e tablet hanno reso più difficile cogliere l’empatia e l’espressività dei volti, che filtrano le emozioni alterando con facilità la realtà. E così la vita reale si è trasformata velocemente in virtuale. Spesso poi ci sono state criticità aggiuntive date da assenza di privacy, soprattutto nei casi in cui l’abitazione dello studente è di dimensioni ridotte o se la famiglia è numerosa.Le conseguenze seguite al drastico cambiamento imposto dalla DAD, nella maggior parte dei casi, sono state molteplici e sovente hanno arrecato serie ripercussioni a livello cognitivo, emotivo, relazionale ed educativo.Ovviamente, ogni singolo caso è specifico, in quanto ogni situazione presenta esiti di benessere e malessere diversificati. Ciò nonostante, si stanno riscontrando comportamenti disadattivi molto comuni insieme ad una rilevante conseguente instabilità emotiva.Se andiamo ad approfondire la sintomatologia riscontrata, vediamo che è stata estremamente variegata: occhi arrossati, stress, paure crescenti di vario tipo, depressione, ansia, crisi di panico, frustrazione, senso d’impotenza e inquietudine. Ma anche, svilimento, profondo senso di inadeguatezza e solitudine. Estremamente comune poi l’insorgenza di insonnia e mal di schiena a causa della postura adottata per dover stare tanto tempo seduti di fronte ad uno schermo. L’isolamento forzato ha purtroppo inoltre prodotto seri rischi comportamentali. Affianco a tutto ciò, va segnalato lo sviluppo di dipendenze a cui siamo stati tutti più esposti a rischio, a maggior ragione ciò è valso per i soggetti con maggiori precedenti fragilità. In particolare, si è diffusa l’addiction alimentare e la dipendenza da pc, smartphone e strumenti tecnologici.E’ vero però che in un momento in cui ci siamo sentiti privati di tutto, un modo per restare connessi è stato proprio grazie ai nostri inseparabili apparecchi tecnologici per cui durante questa pandemia rappresentano un’apparente salvezza!

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Scuola: didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

La Dad, tramutata in Didattica digitale integrata, fa ormai parte dell’offerta formativa delle scuole. Solo che scade il 31 dicembre, salvo proroga, la possibilità di utilizzare il bonus disponibile per i docenti di ruolo delle scuole statali per l’acquisto di hardware per la didattica a distanza: ne dà notizia la stampa specializzata ricordando che la Carta del docente continua a non essere prevista “per i precari, che però possono prendere in comodato d’uso i pc per la didattica a distanza”. Questo significa che quasi un terzo degli 850 mila docenti italiani non usufruisce delle tecnologie a supporto della didattica. E poi sono esclusi oltre 200 mila amministrativi, tecnici e ausiliari. Come se non bastasse, dal 1° gennaio 2020 nemmeno i docenti di ruolo potranno accedere ai dispositivi per DAD.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il fatto che si disponga il comodato d’uso anche per i precari la dice lunga sull’esigenza di rispondere ad un vuoto normativo imposto con la Legge 107 del 2015, che nel legiferare l’aggiornamento permanente del personale ha dimenticato ‘pezzi’ di professionalità scolastiche. Oltre ai docenti precari, non sono stati inclusi gli amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici, e persino gli educatori. Come se costoro non necessitassero di aggiornarsi e di crescere professionalmente. Ma negargli oggi, in tempo di Covid, l’accesso ai 500 euro annui diventa ancora più illogico, perché l’utilizzo di attrezzatura e dispositivi digitali interattivi è indispensabile per attuare la Dad o lo smart working. Inoltre, l’accesso allargato ai dispositivi elettronici è ovvio che andrebbe prorogato almeno fino al termine dello stato d’emergenza epidemiologica”. Anief conferma l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, così da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.

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A scuola lezioni fino al 30 giugno?

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

Il Governo intende proporre alle Regioni un allungamento del calendario scolastico motivandolo col recupero dei giorni trascorsi con la didattica a distanza ipotizzando lezioni con turni pomeridiani sino al 30 giugno 2021: lo si apprende da fonti governative, dopo l’incontro tenuto stamani tra le due parti. I dirigenti del sindacato Udir sono fermamente convinti che tutte le parti coinvolte dovrebbero essere consultate prima di intraprendere una decisione così importante, con ricadute rilevanti sulle operazioni di fine anno scolastico e sugli Esami di Stato.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “se la volontà delle parti dovesse essere confermata, si tratterebbe di una procedura attuata senza confronto con le parti sociali, come se la Dad e la Didattica digitale integrata non fossero delle modalità didattiche. Sappiamo bene che le cose non stanno così”.Realizzare la Didattica a distanza significa fare scuola a tutti gli effetti: è una modalità organizzativa delle lezioni sicuramente alternativa, attraverso la quale gli studenti possono comunque proseguire il proprio iter formativo, con approcci diversi ed anche innovativi.I dirigenti scolastici hanno colto la sfida sin dallo scorso mese di marzo: hanno assicurato ed assicurano, nei momenti di chiusura delle attività in presenza, le opportunità per poter crescere culturalmente ai propri studenti organizzando on line il servizio scolastico, come anche i rapporti scuola famiglia.Udir ricorda che i dirigenti a capo degli istituti si sono adoperati, utilizzando tutti finanziamenti disponibili, affinché fossero offerti in comodato d’uso gli strumenti informatici a tutti coloro, in particolare gli studenti, che ne avevano bisogno. Si recupera in questo modo una prestazione non fornita o un servizio non offerto, per cui non ha alcun senso o fondamento giuridico parlare di un recupero delle prestazioni con l’allungamento del calendario scolastico: secondo il giovane sindacato dei dirigenti scolastici cosa vi sia da recuperare rimane un mistero tutto da scoprire.

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Istruzione: Incontro Sidels sulla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

All’indomani dell’incontro on line “Didattica a distanza, tra discrezionalità del dirigente, diritti dei docenti ed efficacia del dialogo educativo” organizzato da Sidels – Società italiana di diritto e legislazione scolastica che nasce dall’iniziativa di un gruppo di 40 avvocati di tutta Italia che ha avuto l’idea di mettere su un’associazione specialistica dedicata alla materia del diritto e della legislazione scolastica – Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, fa il punto della situazione e un plauso all’iniziativa. L’evento telematico è stato moderato da Dino Caudullo, presidente Sidels. Sono intervenuti, nella prima parte dell’incontro, il giornalista Lucio Ficara, l’avvocatessa Anna Chiara Vimborsati, l’avvocato Fabio Rossi e l’avvocato Walter Miceli dell’Ufficio legale Anief. Nella seconda parte hanno preso la parola i rappresentanti delle sigle firmatarie del contatto sulla dad: il segretario nazionale della Cisl scuola Attilio Varengo, la segretaria nazionale Graziamaria Pistorino della Flc Cgil e il segretario generale Anief Marco Giordano.

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Durante il lockdwon i docenti hanno fatto didattica a distanza per 8 ore a settimanali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

È stato di circa 8 ore, secondo lo studio Indire che ha analizzato le risposte di 3.700 docenti italiani – nel dettaglio, si tratta di 3.195 donne e 579 uomini – tramite in questionario online, così distribuiti per ordine di scuola: il 10% appartenente alla scuola dell’infanzia; il 29,8% alla scuola primaria; il 21,8% alla scuola secondaria di primo grado e il 38,4% alla scuola secondaria di secondo grado. Il report descrive le modalità di trasposizione della didattica tradizionale frontale nella dad, per attuare la quale emergono principalmente due pratiche preminenti quali le lezioni in video-conferenza e l’assegnazione di risorse per lo studio e gli esercizi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “i dati in nostro possesso, ricavati da sondaggi tramite le RSU e i TAS, ci dicono che le ore di attività sincrona sono molte di più. Se consideriamo il periodo da settembre ad oggi poi, tutte le scuole e i colleghi si sono adeguati alle linee guida sulla DDI, prendendo come orario minimo quello indicato, ma erogandone almeno il 30% in più”.

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Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Alla luce dei DPCM che si sono susseguiti recentemente più di 2 milioni di studenti italiani hanno dovuto rinunciare ancora una volta alla didattica in presenza. Una rimozione della componente sociale dalla vita scolastica di bambini e adolescenti che secondo diversi studi internazionali sta causando negli alunni un drastico calo della soglia di attenzione e delle motivazioni. Secondo una recente indagine effettuata da Barnes & Noble Education su 432 studenti americani, pubblicata da University Business, ben il 64% ha espresso delle preoccupazioni in merito alla didattica online, temendo di non riuscire a rimanere concentrati e motivati sul lungo periodo. Feedback negativi e disagi diffusi peraltro confermati dal nuovo report di Cognia, organizzazione non governativa che rappresenta 36mila istituzioni e 5 milioni di educatori negli Stati Uniti, che ha raccolto le risposte di più di 74mila tra studenti, genitori e professori di 23 paesi: da questa indagine è emerso che 8 studenti su 10 sostengono di avere una mole di lavoro più pesante con la didattica distanza rispetto a quella in presenza e che il 61% di loro si dimostra preoccupato di non essere pronto per il prossimo anno di scuola. Ma non è tutto: il 71% di bambini e ragazzi si sente spesso solo e più di 4 genitori su 10 hanno notato una mancanza di routine sane nei loro figli, che potrebbero aiutare a ridurre l’ansia e a mantenerli più motivati e concentrati. È quanto emerge da un approfondimento condotto sulle testate internazionali da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei grissini di Milano, coinvolgendo un panel di esperti del settore food. Secondo gli esperti un aiuto può arrivare dall’alimentazione, ottima alleata per stimolare la concentrazione: avere delle buone abitudini alimentari può giovare sia al corpo sia alla mente. Per questo è fondamentale imparare a dare il giusto valore al cibo, soprattutto agli spuntini, che, se consumati in maniera corretta, consentono di evitare i cali energetici che si possono verificare a metà mattina e metà pomeriggio. “Mantenere la concentrazione quando si studia non è mai facile, specialmente se non si ha la possibilità di uscire di casa per svagarsi fra una lezione e l’altra – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – In questo momento più che mai, bambini e ragazzi hanno bisogno di mantenersi in forze psicofisiche per affrontare la giornata scolastica al meglio. I grissini, come ad esempio i VitaPop, i nostri nuovi snack, nella loro versione integrale possono essere lo snack ideale a soddisfare questa esigenza: uno spuntino adatto a tutti, leggero, gustoso e con un alto contenuto nutrizionale bilanciato, per ripartire ogni giorno con una marcia in più. Perfetti da sgranocchiare sia durante la mattinata sia durante il pomeriggio, sono l’accompagnamento ideale per merende dolci e salate. Come tutta la linea Vitavigor, i VitaPop sono acquistabili sul nostro e-commerce e quindi disponibili in tutta Italia”.

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Digital Health: l’innovazione per la salute, anche a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2020

Sensori, app, monitoraggio continuo dei parametri biometrici attraverso dispositivi ‘wearable’, assistenti virtuali dotati di intelligenza artificiale che comunicano con il paziente, servizi digitali che consentono assistenza medica a distanza, algoritmi che generano biomarcatori fisiologici e comportamentali. Sono solo alcune delle nuove frontiere della Digital Health, lo scenario futuro della sanità digitale protagonista di un’improvvisa accelerazione, anche a causa dell’emergenza sanitaria: la pandemia in corso ha reso infatti ancor più evidente l’assoluta necessità dell’integrazione della medicina tradizionale con quella digitale.L’emergenza COVID-19 ha generato in Italia un aumento senza precedenti della domanda di soluzioni sanitarie digitali. Gli ospedali che hanno lavorato al di là della loro capacità massima durante il picco della pandemia, le restrizioni durante il lockdown e il distanziamento sociale hanno aumentato la necessità di assistere i pazienti da remoto. I cittadini e i professionisti sanitari hanno sollecitato soluzioni di Digital Health che dovrebbero essere semplici da usare e pragmatiche da un punto di vista tecnologico e organizzativo, ma anche rigorose in termini di affidabilità medica e sicurezza. Di questi temi si è discusso nel corso dell’evento virtuale “ConnAction – Insieme per soluzioni innovative nella salute” promosso da Pfizer Healthcare Hub con l’obiettivo di informare, educare e offrire soluzioni concrete ai medici che in questa fase di emergenza sanitaria fronteggiano la necessità di relazionarsi con i propri pazienti. L’incontro ha visto la partecipazione di medici, esperti di digital health, rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni e la presentazione da parte di quattro tra le aziende più innovative nel settore delle loro idee e soluzioni digitali per il sistema sanitario e la gestione a distanza dei pazienti.

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Scuola: Tfa Sostegno, prove d’accesso a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Dopo le lezioni, anche l’accesso ai corsi di sostegno si svolgeranno in “remoto”. La decisione è stata presa dal Governo per rispondere all’aumento dei casi di contagio da Covid19, che ha causato lo stop alle procedure concorsuali sia per i concorsi a cattedra che per l’accesso ai corsi di specializzazione sul sostegno. Premesso ciò, il ministero dell’Università ha deciso di comunicare agli atenei l’organizzazione della prova pratica secondo modalità a distanza, “avendo l’accortezza – si legge nella nota – di uniformare la procedura tra le varie sedi per evitare trattamenti differenziati tra i candidati”.

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Covid19 e scuola: una riflessione sui contagi e la didattica a distanza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

All’indomani della diffusione dal parte della Regione Piemonte dei dati su studenti ed operatori scolastici sottoposti a tampone risultati positivi al covid19, la consigliera metropolitana Barbara Azzarà delegata all’istruzione interviene sul tema dei contagi e della didattica a distanza. “Grazie alla consigliera regionale Francesca Frediani, l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Icardi ha finalmente reso noti i dati e le percentuali di contagiati che emergono sia trai ragazzi che tra gli addetti ai lavori del mondo della scuola sono davvero preoccupanti” commenta Azzarà che aggiunge “io stessa sono un’insegnante e conosco bene le difficoltà e le ansie che migliaia di famiglie in Piemonte stanno affrontando ogni giorno spesso nella totale mancanza di informazioni per giorni e giorni sull’esito dei tamponi”. I dati parlano chiaro: dei 27.440 studenti piemontesi sottoposti a tampone di cui 5.625 risultati positivi, oltre 15mila sono del territorio torinese con ben 3119 positivi cioè più del 55%. Anche per gli operatori scolastici i valori di positività sono risultati molto elevati nel Torinese: dei 10.370 tamponi effettuati sul personale scolastico di tutte le province piemontesi ne sono risultati positivi 3364 positivi di cui 1472 nella sola realtà metropolitana torinese.Sulle richieste che arrivano di far rientrare a scuola gli studenti in Piemonte, Azzarà però aggiunge: “Si parla già di un possibile rientro di tutti gli studenti , mi chiedo se siamo davvero in grado di gestire l’alto rischio che la didattica in presenza per tutti comporterebbe, in una fase così delicata, per i contagi e le ospedalizzazioni sul nostro territorio? I dati che la sanità regionale ha dovuto far emergere nelle ultime ore sui contagi di studenti ed operatori scolastici devono farci riflettere, la salute è un bene primario imprescindibile.La didattica in presenza è insostituibile, lo sappiamo tutti, ma questa è una situazione straordinaria e come tale va considerata. La didattica a distanza deve essere utilizzata al meglio delle sue possibilità, ci sono moltissimi esempi di un ottimo funzionamento e di impegno online sia da parte dei ragazzi che degli insegnanti, questa può essere anche l’occasione per colmare il gap che il nostro Paese ha, come più volte evidenziato da diversi studi, sull’uso delle nuove tecnologie “.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Sulla didattica digitale integrata giungono specifiche tecniche dal ministero dell’Istruzione: nella sezione ministeriale apposita, in costante aggiornamento, sono disponibili le risposte alle domande più frequenti. In questa prima tranche di FAQ forniscono repliche dettagliate su come andare a scuola con la mascherina, organizzazione scolastica in tempo di Covid, Didattica Digitale Integrata, Scuola dell’infanzia, Alunni fragili, Alunni con disabilità, Gestione di casi sospetti e focolai, Lavoratori fragili, Lavoratori in quarantena, App Immuni, Protezione dei Dati Personali, Supporto psicologico. Secondo il sindacato Anief la pubblicazione delle FAQ dimostra che era necessario stabilire regole condivise perché non si replicasse il caos organizzativo che si è verificato durante il primo lockdown dello scorso anno scolastico. Allo stesso tempo, tali regole non dovevano essere eccessivamente rigide per garantire a ogni scuola il necessario spazio di manovra per adeguare la DDI alle specifiche situazioni di ogni istituto e il rispetto dell’autonomia scolastica. Infatti, la mancata sottoscrizione del Contratto Integrativo avrebbe significato l’assenza di regole certe sulla DDI. Il contratto sulla DDI – da adottare fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria nei casi di mancata didattica in presenza – parte dal concetto base che la didattica a distanza si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli organi collegiali e dell’autonomia scolastica. Senza la sua approvazione, si sarebbe verificato, come dal marzo scorso in poi, lo stravolgimento del piano annuale delle attività deliberato dal collegio docenti con riunioni degli organi collegiali non preventivate e non deliberate o il mancato rispetto del diritto alla disconnessione ai sensi dell’art. 22, comma 4, lettera c8) del Contratto collettivo nazionale 2016/18, con la conseguente anarchia delle comunicazioni ufficiali che arrivavano anche nei fine settimana e in orario notturno ai docenti. Meglio aver regole certe e giuste che non averne alcuna.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’ipotesi di contratto per la didattica digitale integrata sulle modalità e i criteri con cui effettuare l’attività a distanza, sottoscritto dalla maggioranza dei sindacati rappresentativi, tra cui l’Anief. In contemporanea, sempre il MI ha inviato alle Istituzioni scolastiche la nota n. 2002 contenente le indicazioni operative relative all’applicazione dell’ipotesi contrattuale. Il provvedimento normativo – da adottare fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria nei casi di mancata didattica in presenza – è stato commentato da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una intervista alla testata Teleborsa, il sindacalista autonomo ha detto che “l’incremento dei contagi sta portando ad un aumento della didattica a distanza, per attuare la quale c’è un contratto integrativo, sottoscritto anche da Anief, che in maniera semplice e chiara è andato ad introdurre delle norme sulla dad, ad attuare il diritto al lavoro e alla disconnessione del personale scolastico, ma soprattutto permette di soddisfare il diritto all’istruzione dei nostri studenti”. Ricordando le indicazioni specifiche per gli alunni disabili, Pacifico ha detto che “la barriera dell’integrazione e il diritto all’inclusione vanno realizzate anche con prassi da attuare nelle nostre scuole e classi. Una classe che oggi è virtuale” e quindi “servono soluzioni alternative e compensative che possano consentire, anche dopo il Covid, il recupero di quei mancati apprendimenti che avvengano nelle dinamiche del gruppo-classe, con gli studenti e tutti gli insegnanti, anche di sostegno che sono docenti della classe”. Il sindacalista a capo dell’organizzazione rappresentativa Anief ha detto che mai come in questo momento occorre pensare “al diritto alla vita e alla salute”, senza dimenticare che “c’è anche il diritto all’istruzione. Come va salvaguardato il diritto del personale precario, che chiede di vedere riconosciute” le sue prerogative indispensabili per operare al meglio: stiamo parlando di docenti e personale Ata che “stanno lavorando senza card e strumenti adeguati, ma sempre con un alto senso dello Stato”.

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Didattica a distanza e rischio sedentarietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il 2020 è un anno che gli adolescenti difficilmente dimenticheranno: scuola, attività ricreative e sport sono stati penalizzati dalle misure di contenimento del Covid 19. La pandemia in corso rischia, però, di rendersi responsabile di molti effetti collaterali ai danni dei ragazzi che subiscono le restrizioni, certo a favore del contrasto del virus, ma sicuramente a svantaggio della psiche e dell’apparato muscolo scheletrico.Il sovrappeso e l’obesità possono aumentare la degenerazione del disco vertebrale. A causa dell’aumento del carico sulla colonna vertebrale, i dischi intervertebrali sono sotto costante compressione, limitando la mobilità spinale. Nonostante la gravità e il peso corporeo aumentano la struttura vertebrale rimane la medesima . Quindi avremo maggior probabilità di provocare in primis protrusioni e poi ernie che interessano i dischi sia della colonna lombare che cervicale e alterazioni delle curve fisiologiche della colonna stessa.Quali sono i rischi della sedentarietà per gli adolescenti? Quali sono le posizioni sbagliate da evitare? Al computer, seduti al banco a scuola, durante la didattica a distanza a casa? Gatto (posizione a carponi): il movimento parte dal coccige ad onda dal basso verso l’alto . Il coccige si muove con la cervicale , la parte toracica invece svolge un movimento opposto. Ginocchia la petto: posizione supina, si piegano le ginocchia al petto stirando la colonna e continuando a respirare nell’addome. Semiponte: posizione supina, ginocchia piegate e glutei contratti. Da questa posizione portare in alto la schiena e rimanere per 20 secondi in tensione. È un esercizio di resistenza. Superman- posizione prona: sollevare un braccio per volta e portarlo in posizione tesa, rimanere in sospensione per 25 secondi. Ripetere il movimento per altro braccio e gambe. Movimento caviglie e mani: in posizione supina comporre un movimento rotatorio dei polsi e delle caviglie (sia senso orario che antiorario). Stretching delle braccia: in piedi incrociare le dita e portare le braccia verso l’alto e indietro circa 6 volte. Successivamente riportare le braccia verso il basso e girare le mani verso l’esterno incrociate, ripetere l’ estensione altre 6 volte verso l’alto. Quando è il caso di contattare un Dottore Chiropratico? Nel caso si avvertano mal di testa, vertigini o problemi cervicali, lombalgia, dolori itercostali. La Chiropratica migliora la coordinazione dei movimenti nello sport, elimina le sublussazioni vertebrali riducendo l’infiammazione tissutale. Inoltre ristabilisce la buona biomeccanica articolare, migliora la qualità del sonno e la concentrazione. Dal punto di vista psicologico sappiamo che durante un aggiustamento chiropratico vengono prodotte endorfine che stimolano il buon umore e diminuiscono il dolore fisico. Studi condotti in Australia, presso la Curtin University, hanno dimostrato che bambini e adolescenti obesi hanno maggior rischio di sviluppare una cattiva postura. Questo elemento è considerato critico perché con una cattiva postura il rischio di diventare adulti con mal di schiena cronico è molto elevato.

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Scuola, la didattica a distanza apre al lavoro agile per il personale Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

L’ultimo decreto del Consiglio dei ministri sulle disposizioni anti-Covid dispone dunque il ritorno del lavoro agile per gli impiegati, tecnici e collaboratori della scuola. Come riassunto oggi da Orizzonte Scuola, il nuovo Decreto della presidenza del consiglio dei ministri fornisce indicazioni dirette per ogni figura professionale afferente al personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. Gli assistenti amministrativi svolgono la propria attività lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile. Ogni dirigente pubblico “organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile”. Agli assistenti amministrativi che rimangono in presenza, perché impegnati su attività non espletabili a distanza, si dispone quanto segue: “le pubbliche amministrazioni dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso e di uscita del personale”. Per quanto attiene agli assistenti tecnici, questi fino al prossimo 3 dicembre svolgono la propria attività lavorativa a supporto della didattica digitale integrata, della didattica di laboratorio e degli adempimenti connessi alla consegna di materiale tecnologico. I collaboratori scolastici, gli addetti alle aziende agrarie, i cuochi, gli infermieri o guardarobieri che non possano svolgere la propria attività a distanza, continueranno a prestare servizio in presenza. Infine, si ricorda che sempre con il nuovo Dpcm sono tuttavia indicate anche delle zone rosse, ovvero Lombardia, Calabria, Piemonte, Valle d’Aosta, per cui le attività didattiche sono sospese dalla seconda media. Per queste zone si dispone che “i datori di lavoro pubblici limitino la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza”.

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Scuola: Didattica a distanza, tanti scenari possibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

L’ultimo Dpcm ha effetti diretti sulla scuola. La nota n. 1990 pubblicata dal ministero dell’Istruzione illustra le misure per la scuola previste dall’ultimo DPCM “in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica” – dal 6 novembre 2020 e sino al 3 dicembre – in cui si dispone che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”. L’articolo 1, comma 9, lettera s) del DPCM prevede che “l’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”. Inoltre, seppure con le dovute eccezioni, “l’obbligo dell’uso della mascherina per il personale scolastico e per gli studenti con almeno sei anni di età vale, ovviamente, oltre che per il primo ciclo di istruzione, anche per il secondo, per quelle attività che continuano a svolgersi in presenza”. La nota ministeriale si sofferma quindi sui “percorsi i cui piani degli studi e quadri orari prevedono esercitazioni pratiche e di laboratorio, entro cui annoverare tutte le attività di laboratorio caratterizzanti e non altrimenti esperibili, quali a mero titolo esemplificativo i laboratori coreutici e coreografici”: in questi casi, “resta salva la possibilità di svolgere in presenza tali attività didattiche, purché formalmente contemplate dai vigenti ordinamenti e nel rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza”.Ciò perché, continua la nota, “le predette attività, in special modo per le materie di indirizzo, costituiscono parte integrante e sostanziale dei curricoli e, non da ultimo, elemento dirimente sulla base del quale moltissimi studenti hanno scelto di frequentare gli specifici percorsi”. Proseguono anche, sempre se possibile, “i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento possono proseguire, nel rispetto delle prescrizioni sulla distanza interpersonale, sull’uso dei dispositivi di protezione individuali e sull’igiene”.Per quel che riguarda “l’inclusione scolastica per tutti i contesti ove si svolga attività in DDI il DPCM, nel richiamare il principio fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica “effettiva” e non solo formale, volta a “mantenere una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica”.I dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza col PEI, nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse. Le medesime comunità educanti valuteranno, inoltre, se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte degli alunni coinvolti”.Dopo aver sottolineato “la necessità di garantire il diritto all’istruzione degli alunni posti in situazione di quarantena, nonché di quegli alunni per i quali, in ragione della particolare situazione famigliare, l’autorità sanitaria abbia disposto l’isolamento comunitario”, il capo dipartimento si sofferma sul dato che il capo d’istituto “ha il compito di assicurare la funzione dell’istituzione scolastica dal punto di vista tanto didattico, sentiti gli organi collegiali, quanto amministrativo”. A questo proposito, dando conferma a quanto stabilito con il contratto integrativo sulla DDI, “la varietà delle situazioni delle istituzioni scolastiche chiamate ad attivare la DDI in forma esclusiva suggerisce di evitare indicazioni tassative, ma di invitare a correlare le soluzioni organizzative, adottate dal DS sulla base dei propri poteri datoriali, intorno a questo principio”. Ne consegue che “sul personale docente, anche ai sensi dell’ipotesi di CCNI sulla DDI, la dirigenza scolastica, nel rispetto delle deliberazioni degli organi collegiali nell’ambito del Piano DDI, adotta, comunque, ogni disposizione organizzativa atta a creare le migliori condizioni per l’erogazione della didattica in DDI anche autorizzando l’attività non in presenza, ove possibile e ove la prestazione lavorativa sia comunque erogata”.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

“Di fronte alla necessità di chiudere le scuole perché non si è stati in grado di garantire la sicurezza sui mezzi pubblici per raggiungere le scuole, il nostro obiettivo al momento della firma del contratto è stato tutelare gli insegnanti e tutelare il diritto degli studenti a fruire della didattica a distanza”, introducendo una disciplina al sistema con lezioni orarie anche ridotte, pause tra una e l’altra e orari non superabili: lo ha ribadito Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Dpcm anti-Covid approvato dal Governo per porre freno all’epidemia di contagi da Covid19 e a pochi giorni dalla sottoscrizione del Ccni che disciplina la didattica a distanza, proprio ora che la dad torna al 100% nelle scuole superiori e anche dalla seconda medie nei territori considerati “rossi” per via dell’alto numero di contagi. A colloquio con Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha detto che il sindacato si è ritrovato “a firmare in un momento in cui il Paese andava per il 75%, ora la situazione è cambiata ancora. Certamente la didattica a distanza non è sostituibile alla didattica in presenza perché non ha con sé quell’aspetto pedagogico ed educativo che da remoto non si può dare”. Il contratto sottoscritto, che integra quello Collettivo nazionale di lavoro, vuole essere però solo un inizio. Certamente, va completato attraverso delle norme da approvare in Parlamento. Ci sono sicuramente delle parti che mancano, ammette il leader dell’Anief, “ma questo – specifica – non nel contratto bensì nella legislazione ed è quello che noi chiediamo con un emendamento al decreto Ristori, 200 milioni di euro per estendere la card di 500 euro ai 250mila precari, compresi quelli dell’organico Covid, e agli oltre 50mila amministrativi che lavorano da casa con la modalità agile”.Non è un caso che il ministero dell’Istruzione nelle more in una nota ha invitato i dirigenti scolastici ad attribuire il comodato d’uso dei pc agli insegnanti. “Il finanziamento non può essere sostenuto dal contratto ovviamente. Ci vuole un intervento legislativo che modifichi la legge 107”, sottolinea Pacifico. Poi c’è il problema della formazione per fare didattica a distanza: “questo – ammette il sindacalista – è un altro elemento che abbiamo messo nel contratto. Oggi è necessario verificare questa competenza, ma ci devono essere gli strumenti e appunto serve l’estensione della card. Quando l’Anief chiedeva la carta” docente per l’aggiornamento professionale da “500 euro per i precari e gli Ata, non lo faceva perché voleva regalare dei soldi a qualcuno, ma per permettere a tutti di svolgere bene il proprio lavoro”.

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Scuola Didattica a distanza, non bastano computer e tablet

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

È sempre più chiaro che si sta andando verso un incremento di didattica non in presenza. E bisogna farlo nelle migliori condizioni. “Se i docenti devono attuare una didattica a distanza efficace è urgente che l’amministrazione si impegni a fornire i dispositivi necessari ai docenti non solo fornendo computer e tablet, ma anche garantendo la possibilità stessa di connessione alla rete internet” per tutti coloro che sono coinvolti, ha dichiarato il leader dell’Anief Marcello Pacifico. “Anief – ha continuato il sindacalista autonomo – ci sarà sempre per trattare e migliorare la didattica a distanza. Quando abbiamo firmato il contratto nazionale che la regola avremmo certamente voluto molti più giorni per rifletterci. Ed è stato il testo migliore in quel momento: lunedì scorso si doveva partire con la Dad almeno al 75% nelle scuole superiori. Spero che il testo possa essere migliorato, ma se gli altri sindacati non firmano ritorneremo all’anarchia della primavera scorsa senza alcuna regola per docenti e famiglie. E senza tutele per i lavoratori della scuola”. Queste e diverse altre proposte del sindacato sono state tradotte in una memoria con 15 temi essenziali da affrontare per far ripartire l’intero Paese, consegnata ai vertici del ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro tenuto ieri con la ministra Lucia Azzolina.

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Didattica a distanza, come si fa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Il Collegio dei Docenti è sovrano anche nella somministrazione della didattica digitale integrata che, a seguito dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 24 ottobre scorso, è stata introdotta obbligatoriamente in tutte le scuole superiori almeno per il 75% fino al prossimo 24 novembre. Il concetto, alla base delle scelte condivise e democratiche che governano la scuola pubblica, è il cuore pulsante che regola l’intero contratto integrativo sulla didattica digitale integrata “nella modalità a distanza”. Il documento, sottoscritto anche dall’Anief, ora viene raccolto dalle istituzioni scolastiche locali che fanno capo al Ministero dell’Istruzione, ad iniziare dagli Uffici scolastici regionali. Uno di questi è l’Usr Lombardia che, attraverso una nota specifica sull’argomento, ha puntualizzato lo spirito del Dpcm e delle conseguenti disposizioni: sarà il Collegio dei Docenti – precisa la nota USR Lombardia – organo tecnico per definizione, ad individuare le attività da svolgere in presenza per specifiche classi (intese come annualità) e per specifiche discipline.“La sottolineatura dell’Usr Lombardia – commenta Marcello Pacifico, leader Anief – non è altro che la consecutio di quello che abbiamo sin da subito espresso commentando l’avvenuta sottoscrizione del contratto nazionale sulla didattica digitale integrata: spetta al Collegio dei docenti il necessario aggiornamento del Piano scolastico per l’erogazione della DDI. Tale esercizio si esplica, quindi, solo attraverso il parere motivato e deliberato degli organi collegiali, avendo naturalmente pieno rispetto del contratto, inclusi i permessi per la partecipazione alle assemblee sindacali. Non spetta, dunque, al dirigente scolastico formulare il piano delle attività della DDI: il contratto da noi firmato e che regola un ambito, quello della DaD, sul quale durante il lockdown primaverile ci si era mossi senza alcun riferimento, non è un caso che richiami le recenti linee guida sulla stessa didattica digitale integrata. Le quali, tra le altre disposizioni, prevedono un minimo di 20 ore di lezioni per la scuola secondaria di secondo grado e di 15 ore per il primo ciclo, con la riduzione a 10 solo per le classi prime della scuola primaria. E sempre in tema di ore – conclude Pacifico – siamo riusciti a non fare approvare improbabili ‘banche di recupero’ di cui non c’è traccia in alcun dispositivo normativo vigente”.

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