Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘distanze’

Parte a Cervia il Progetto Bicy

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

La congestione delle città a causa del traffico ormai insostenibile e l’inquinamento dell’aria che ogni giorno respiriamo, sono una delle principali preoccupazioni dei cittadini europei, soprattutto del centro Europa, dove la mobilità è spesso associata a una crescente motorizzazione privata. BICY, “capofilato” dalla Provincia di Ferrara, intende lavorare su questo specifico aspetto, puntando su un maggior utilizzo della bicicletta. Infatti, se si pensa che c.a. l’80% di tutti gli spostamenti urbani avviene per distanze di circa 5 Km, è chiaro che un maggiore uso della biciclette possa contribuire alla riduzione del traffico motorizzato, quindi delle emissioni di CO2. Il progetto prevede pertanto di sviluppare a livello transnazionale un modello sostenibile di mobilità urbana ed extra urbana nei territori coinvolti dal Programma Europa Centrale, incentrato sull’intermodalità ed un maggior utilizzo della bicicletta, favorendo così il miglioramento dell’ambiente sia in termini di minor inquinamento che di decongestione del traffico.
Per tutti coloro che scelgono di lasciare a casa l’auto e spostarsi in maniera sostenibile utilizzando il treno, dal 22 luglio, presso la stazione di Cervia, è attivo il nuovo servizio sperimentale di noleggio gratuito di biciclette, dal venerdì alla domenica dalle ore 8,00 alle 12,00 dalle 17,30 alle 20,30, fino a metà settembre. Potranno usufruirne gratuitamente tutti i non residenti nel Comune di Cervia, che vi si recano in treno e che esibiscono il biglietto obliterato (massimo sette giorni), oppure un abbonamento in corso di validità, con cui si potrà richiedere il noleggio della bicicletta. Info, prenotazioni e regolamento http://www.cerviaturismo.it oppure http://www.racine.ra.it (bicyst)

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Deltaplano e parapendio si preparano alla primavera

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Forzata sosta invernale per il volo libero in deltaplano e parapendio, disciplina che, pur praticata tutto l’anno, predilige altre stagioni. Primavera ed estate soprattutto prospettano condizioni ottimali: grazie all’irraggiamento solare del suolo, si formano generose correnti d’ariaascensionali, dette termiche. Il pilota, con pochi metri di stoffa forgiati ad ala di parapendio o deltaplano, le sfrutta per guadagnare quota da spendere poi in lunghe distanze alla ricerca di nuove termiche ed altri guadagni di quota per altre distanze. Il gioco è fatto, senza motore, con ilsole come carburante. Facile? Si, a patto di un’adeguata esperienza e delle indispensabili conoscenze tecniche, meteorologiche, di pilotaggio ed altre ancora che sono alla base del volo libero, sia quello divertente, sicuro, alla portata di tutti, come del volo esaltante in competizione, quello dei tanti titoli mondiali ed europei che hanno portato l’Italia al vertice del mondo.La FIVL non trascura di organizzare incontri e stages di formazione dei piloti sulle molteplici materie che formano la cultura del volo, dalla meteorologia all’aspetto psicologico, dai temi delicati della sicurezza all’orientamento alle gare. Queste tematiche saranno trattate in un nutrito calendario d’incontri a partire dal 26 febbraio a Gemona (Udine); poi il 27 febbraio a Suello(Lecco) e il 13 marzo a Roma. Sarà definito anche un quarto appuntamento in Meridione. Uno stage particolare è fissato dal 18 al 20 marzo a Caltrano (Vicenza) con l’obiettivo di preparare i nuovi piloti ad un approccio corretto, sereno e divertente del mondo delle gare. Ancora a Caltrano il 26-27 marzo si volerà per la Coppa delle Regioni, prova nazionale di parapendio alla quale parteciperanno oltre 100 piloti scaturiti dai campionati interregionali; recupero il fine settimana successivo in caso di meteo avversa.

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L’altra America

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2010

Mentre in questo Occidente cerca di affacciarsi l’altra America che vuole sancire le distanze con le precedenti amministrazioni Bush, l’Italia del governo Berlusconi aspira ad armare gli aerei inviati in Afghanistan, con bombe, per acuire le tensioni e lasciar precipitare una situazione che già, così com’è non sanno tenere sotto controllo. Il ministro La Russa  ha lanciato l’esca alle grandi industrie delle armi di distruzione di massa, per armare gli aerei e partecipare alla strage collettiva. E’ chiaro che ogni forma di ritorsione da parte di quanti dovessero venire colpiti, sarà identificata come “azione terroristica. L’Italia si allontana dall’Occidente per cercare sostegno lì dove è possibile stabilire relazioni d’affari  che interessano il presidente del consiglio a titolo esclusivamente personale. Con l’elezione di Obama il mondo ha sperato nella nuova America, pur con le grandi difficoltà che sta incontrando da parte delle grandi lobby delle armi e del petrolio. E’ l’altra America dalla quale l’Italia si sta allontanando….
•    l’altra America che vuol far dimenticare Guantanamo e Abu Ghraib;
•    l’altra America che smentisce le menzogne con le quali il popolo americano fu convinto della necessità di scatenare una guerra preventiva nell’area mediorientale;
•    l’altra America che prende le distanze da questa malaugurata stagione della dinastia Bush, che ancora esige un contributo di sangue per nascondere le proprie nefandezze;
•    l’altra America che dovrà risolvere il debito pubblico che minaccia di riproporre il 1929;
•    l’altra America che non cerca vassalli in Europa, ma partner, infatti dal Tour di Obama l’Italia venne  esclusa e, quindi, mortificata.
Risibile il tentativo di reinserimento nel panorama politico internazionale, dopo che è stato scacciato da quello occidentale, che sta tentando il cavaliere Berlusconi, con le pantomime con Gheddafi e gli appuntamenti con Putin, i soli che gli danno credito, forse perché coinvolti in interessi personali.  Un’arrampicata sugli specchi come ultimo tentativo di ripresa, dopo di che si dedicherà ad illudere i paesi in via di sviluppo, stante che i paesi sviluppati hanno, fin troppo bene, capito lo spessore politico, imprenditoriale e umano del personaggio, peraltro così ben descritto dal Press Kit della Casa Bianca, ultimo dono dell’amico Bush, nel quale il cavaliere veniva identificato come un guitto da pochi soldi. (Rosario Amico Roxas)

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Politica: Prendere le distanze dalla violenza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2010

Replica dell’Associazione lettiana al quotidiano comunista. E per il PD un monito: “Questa è l’ora della verità”.  “C’è qualcosa che chi ha a cuore una reale alternativa per questo Paese deve ricordare ai giornalisti del Manifesto e a quanti in questi giorni hanno fatto fatica a prendere le distanze in maniera netta e inequivocabile dall’aggressione al segretario della CISL. Chi usa le parole, in politica come sui media, senza rendersi conto di quanto sia oggi fragile la società italiana oltre che un irresponsabile, è – direbbe Capitini – un vile”. Risponde così Francesco Russo, segretario generale di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta, alla posizione assunta in questi giorni dal quotidiano Il Manifesto sull’aggressione al segretario della CISL Raffaele Bonanni.  “Per questo – prosegue l’articolo di Russo pubblicato sul web magazine del think tank lettiano – ha fatto bene Enrico Letta a sbattere la porta in faccia a chi non ha nulla a che fare con il centrosinistra. Il coraggio è, oggi, quello di chi non risponde alla mancanza di rispetto per leggi e magistratura da parte di Berlusconi con altrettanta accondiscendenza per l’illegalità ‘buona’ dei centri sociali, ma di chi compie la fatica di formulare proposte credibili e di ricucire gli strappi di un tessuto sociale che nessuno dovrebbe aver interesse a fare a brandelli”. “E questa, se ci è permesso – conclude Russo – è anche l’ora della verità per il Partito democratico e il Nuovo Ulivo rilanciato da Pierluigi Bersani. Sono sul tavolo alcune grandi scelte di campo che ne definiranno la reale identità, dopo la fase della “convivenza” delle culture di Margherita e Ds. Mai più in mezzo. I Democrat dovranno scegliere nettamente fra i professionisti della provocazione e i riformisti dialoganti, fra l’utopia “contro” di Vendola e quella inclusiva di Obama, fra chi vorrebbe costruire un’alternativa di governo con tutti gli attori di buona volontà e chi preferisce le rendite di posizione della minoranza”.

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Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Il difficile percorso dell’Unità: Nord e Sud attraverso un viaggio nel cuore della stampa italiana dal 1945 al 1947″. Un libro di Matilde Iaccarino, edito da “Antonio Pisano Editore”. racconta gli anni che portarono alla Repubblica tra miti, fraintendimenti, luoghi comuni, speranze e disillusioni.  Come si diventa “Fratelliditalia”? Lo si è mai diventati davvero? E chi o cosa ha contribuito alla creazione di differenze o ha allungato le distanze tra le due Italie al punto da trovare difficile stare insieme?  Questo libro presenta la narrazione storica, documentata attraverso le pagine dei giornali più rappresentativi del secondo Dopoguerra, delle difficoltà reali o presunte che, all’indomani del 1945, l’Italia si trovò ad affrontare sulla strada della unità, con tensioni, speranze, nutrite da un immaginario collettivo che andava via via definendosi su ciò che era il Sud e ciò che era il Nord. Il libro, ricco di riferimenti, lettere, storie raccontate dai giornalisti, inchieste, indaga a largo spettro, sul biennio 1945-1947, mettendo in luce molti aspetti di una irrisolta questione meridionale e anche di una questione settentrionale: si passa in rassegna l’anno cruciale della Liberazione, vissuto in maniera del tutto diversa al Sud e al Nord, il fatidico 1946 con la scelta repubblicana, le agitazioni sociali e politiche del 1947. Il libro è la ricostruzione storica attraverso i giornali dell’epoca, di come i meridionali, dalla gente comune agli intellettuali, percepissero gli italiani del Nord e di come questi ultimi vedessero “quelli” del Sud. Il lavoro è frutto di una lunga ricerca tra Napoli, Roma e Milano ed esamina una fetta di storia italiana che è soprattutto la ricostruzione di un modo di sentire, di vedere e di vedersi italiani, in un periodo particolare in cui si posero le basi per la Repubblica.
Matilde Iaccarino, è nata a Pozzuoli; giornalista e appassionata di letteratura (ha pubblicato alcune raccolte di poesie e racconti) ed è impegnata da molti anni nella ricerca storica. Si occupa principalmente di storia contemporanea, alternando al lavoro d’archivio quello legato alla storia orale e ai giornali d’epoca. Ha collaborato con prestigiosi istituti di ricerca, come l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e l’Istituto Italiano per gli Studi Storici “Benedetto Croce”; attualmente fa parte della redazione del «Bollettino Flegreo» e insegna italiano e latino presso l’Istituto superiore di Bacoli.

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Wandering negli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

(Centro Maderna) Si chiama wandering, e cioè “vagare, girovagare senza meta” la nuova emergenza legata alla malattia di Alzheimer e alle altre malattie neurogenerative analoghe che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare negli ultimi anni. Secondo stime recenti, infatti, in America sono più di 125.000 ogni anno i casi di persone anziane affette da demenza che lasciano la propria abitazione o la propria struttura di accoglienza spinte dall’irrefrenabile desiderio di uscire di casa per camminare, finendo spesso per perdersi. Questo succede perché i fattori che permettono ad una persona adulta di orientarsi, vale a dire la memoria a breve e lungo termine per identificare e riconoscere alcuni punti di riferimento, il senso del tempo e dello spazio per giudicare le distanze percorse e il senso visuale-spaziale che permette di identificare gli angoli di direzione, so no spesso compromessi nelle persone affette da queste malattie. Il crescente numero di ricerche di persone che si perdono o scompaiono a causa di questo disturbo comportamentale ha reso necessario organizzare corsi di aggiornamento per gli operatori dei servizi di emergenza e la polizia su come trovare questi wanderers che vengono definiti persi “dentro e fuori”, mentre dall’altra parte, si sprecano i sistemi di rilevamento GPS con cui i caregiver possono rintracciare i propri assistiti in qualunque momento. “Spesso“ avverte la polizia della Virginia, uno stato particolarmente colpito da questo fenomeno, “queste persone seguono le linee elettriche e sembrano essere attratte dai corsi d’acqua. Si può cercare di dedurre la direzione che hanno preso identificando la porta dalla quale sono usciti di casa ma è inutile chiamarle ad alta voce perché molte volte non ricordano nemmeno il loro nome.” (The New York Times, 4 maggio 2010)

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Il Partito democratico è in piedi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

Scrive Bersani: “Sentiamo forte in queste ore la delusione per avere perso la guida di alcune regioni, e il Lazio e il Piemonte per una manciata di voti. La delusione è solo in parte attenuata dal fatto che abbiamo conquistato comunque la presidenza di sette tra le tredici regioni in palio: un risultato certamente non scontato alla luce dei rapporti di forza che si sono determinati nelle elezioni più recenti, tenendo conto che le elezioni regionali del 2005 si erano svolte dentro un altro universo politico. Va rimarcato che per la prima volta dopo molto tempo, nel voto di domenica e lunedì scorsi si è verificato un arretramento consistente dei consensi del Popolo delle libertà, solo in parte compensato dalla crescita della Lega; le distanze tra il campo del centrodestra e il campo del centrosinistra sono oggi sensibilmente inferiori rispetto a un anno fa, e quindi pur dentro a e lementi di delusione si apre uno spazio per il nostro impegno e per il nostro lavoro.  Tuttavia, dal voto emergono chiaramente alcuni problemi di fondo nel rapporto tra i cittadini italiani e la politica: c’è una disaffezione crescente, che si manifesta come distacco e radicalizzazione, verso una politica che gli elettori percepiscono come lontana dai loro problemi. Una crisi sociale ed economica pesante fa sentire ogni giorno le sue conseguenze sulla vita dei cittadini, senza che dal governo arrivino risposte adeguate alla gravità dei problemi.  Il principale responsabile di questa situazione è il presidente del consiglio; ma è una situazione che interroga anche noi.  La possibilità di cambiare il corso delle cose è legata alla nostra capacità di offrire un’alternativa positiva e credibile, di dare un’altra possibilità agli italiani. Adesso dobbiamo accelerare. Da qui dobbiamo ripartire mettendoci al lavoro per rafforzare il nostro progetto e per dare radicamento a un Partito democratico concepito come una grande forza popolare, presente con continuità ovunque la gente vive e lavora e capace di offrire proposte che abbiano un contenuto sempre più visibile e coerente”.

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Ratzinger: un pontefice di parte?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

Rosario Amico Roxas ha scritto un lungo articolo per rilevare, a suo avviso, le “preoccupanti contraddizioni di Benedetto XVI” quando ha dato al mondo il clamoroso annuncio del ritrovamento di quelle che potrebbero essere le spoglie mortali di San Paolo”. Afferma, in proposito, Roxas: “Si è servito della dottrina per eseguire uno slalom gigante intorno alle parole, uno di quegli slalom in cui si è ampiamente specializzato per confondere le menti. Utilizzando la “Lettera agli Efesini” di Paolo, ha sferrato un attacco ad un politico, che peraltro ha preso le distanze dalla competizione politica ed elettorale. Un attacco che non riesce a mimetizzare l’assurdità di una implicita difesa di quell’altro politico per il quale la chiesa non ha speso una sola parola di condanna per la dissennata gestione della sua vita e di quella altrui, valutata come merce di scambio, come oggetto di piacere, come abuso di autorità”. L’omelia diventa una esaltazione delle apparenze propagandate dai nuovi esponenti del cristianesimo dei politici, del cristianesimo degli apostati, alternativo e negatore del  vero e solo “cristianesimo dei cristiani” “Quindi, per Roxas, la laicità dello Stato sarebbe un vento momentaneo o una corrente temporale”. “Ma perché – incalza Roxas – Benedetto XVI si è servito del concetto “fede adulta” e per quali ragioni comprendiamo benissimo che il bersaglio preso di mira era proprio Romano Prodi, il cui ricordo, in politica e nell’etica della  politica, rimane un  metro di paragone sotto  il quale  il nuovo  pupillo di Ratzinger è  destinato a soccombere, travolto dalle  più contrastanti  contraddizioni con il dettato del cristianesimo?  Ma a Ratzinger piace l’indirizzo attuale della politica, mentre vira pericolosamente verso l’autoritarismo di un solo uomo; gli piace perché vorrebbe ripristinare l’autoritarismo religioso, secondo i tipi dell’Inquisizione, di cui è  il massimo interprete, e vorrebbe esserne anche il restauratore. Dimentica, o finge di dimenticare che fu proprio Romano Prodi il miglior interprete della Sociologia del Nuovo Umanesimo, che Giovanni Paolo II impresse nella Centesimus Annus, quell’enciclica mai digerita da Ratzinger, perché diseredava dal seno della chiesa la condanna ratzingeriana elaborata contro la teologia della Liberazione. Ormai è documentata la distanza siderale esistente tra l’evoluzione del Magistero sociale della Chiesa  è la contorta dottrina di papa Ratzinger. La dottrina sociale della Chiesa, pur nella sua evoluzione lenta, ma costante, era rimasta nel limbo delle discussioni dottrinali, anche se, con la Populorum Progressio, aveva scosso molte coscienze; con Giovanni Paolo II e la Centesimus Annus è diventata patrimonio di idee e giudizi ai quali poter fare riferimento, a prescindere dalle distinzioni di religione, di nazionalità, perché parlò un linguaggio concreto e universale, programmando per la Chiesa un ruolo da protagonista nella società del terzo millennio. Protagonista unitamente agli altri, ai diversi, alle altre culture e alle altre religioni. Ciò è assente nella cultura nazisteggiante di Ratzinger”. “La lezione di Giovanni Paolo II – osserva Roxas – fu ben compresa, invece, proprio dal prof. Romano Prodi, allora ex-presidente  dell ‘IRI, rientrato all’insegnamento universitario. Il professore-manager fornì una lunga e dettagliata interpretazione della C. A., ma non come cristiano obbediente alla parola del Pontefice, ma come tecnico capace di valutare la proiezione che l’Enciclica avrebbe avuto in ordine allo sviluppo del Magistero sociale della Chiesa. Tutti i quotidiani italiani e molti stranieri riportarono i giudizi di Romano Prodi che mettevano chiarezza nei rapporti tra la sociologia della Chiesa e l’economia sociale del mondo occidentale; riporto alcune parti significative, tratte dal Corriere della Sera del 3 maggio del 1991, pag. 3: “E’ l’Enciclica più aperta all’Occidente e al mercato della storia: superato il comunismo c’è il timore di un capitalismo troppo aggressivo.  La Centesimus Annus afferma la necessità di intervenire contro i monopoli, di non pregiudicare le libertà economiche e il commercio internazionale”. “Da qui –conclude Roxas – l’attacco odierno rivolto alle menti pensanti, nell’ingenua considerazione di potere guidare tali  menti come un branco di pecore, o secondo un redivivo autoritarismo religioso. La fede adulta non è quella che intende Ratzinger e che erroneamente attribuisce a Paolo; la fede adulta è quella che si pone dignitosamente al cospetto di Dio. La pretesa “umiltà dell’obbedienza” è quella che ha prodotto le “radici cristiane dell’Europa”, quelle radici che hanno prodotto i frutti più tossici per le coscienze”. (Rosario Amico Roxas – testo dell’autore riprodotto in sintesi)

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Popoli indigeni e cambio climatico

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2009

Di Max Tengler Le conseguenze della globalizzazione sul cambio climatico e sulla vita dei popoli indigeni. Il termine globalizzazione proviene dal linguaggio economico e sociologico ed è in uso solo da pochi decenni. Indica il processo dell’intensificarsi di contatti tra persone e società di tutto il mondo. Nel corso degli anni l’importanza delle distanze geografiche è notevolmente diminuita. Le immense possibilità di comunicazione, la libera circolazione dei capitali e il traffico merci a livello mondiale sono tutte conseguenze della globalizzazione. E’ difficile stabilire l’inizio del processo di globalizzazione tant’è che nel corso della storia umana ci sono sempre stati contatti e rapporti tra persone separate da grandi distanze geografiche. Pietre miliari della globalizzazione sono sicuramente stati i grandi viaggi degli esploratori del 15. secolo e la Rivoluzione industriale, ma grazie al progresso tecnologico degli ultimi 50 anni il processo di globalizzazione ha conosciuto una impressionante accelerazione. Lo sviluppo dei sistemi di comunicazione, in particolare internet, ha permesso uno scambio di informazioni e un intensificarsi dei rapporti a un livello mai visto prima.

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Rischio sismico a Roma?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2009

In merito ad alcuni articoli di stampa apparsi in questi giorni circa il rischio sismico della città di Roma, il Dipartimento della Protezione civile del Campidoglio, dopo aver consultato il direttore del Dipartimento di Scienze geologiche dell’Università Roma Tre, Renato Funiciello, precisa quanta segue: 1.   Roma si trova al di fuori della fascia sismica che si estende lungo la dorsale dell’Appennino interessata dai terremoti di questi giorni e da cui può ricevere, come sta avvenendo, sollecitazioni di riflesso in parte mitigate dalle distanze dagli epicentri, comprese fra il 70 e i 100 km; 2.   Roma può anche risentire dai terremoti prodotti dai Colli Albani, più vicini ma di energia molto più ridotta; 3.   sono esclusi gli sciami sismici, risentiti solo localmente e, in definitiva, rilevati in città solo dagli strumenti; 4.   la parte superficiale della struttura geologica della città non risulta in nessun luogo interessata da strutture “tettoniche attive”, capaci, cioè, di produrre sismicità locale. Risulta, invece, costituita da strutture solide sia sulla riva destra (Montemario,Vaticano, Colli Gianicolensi) che su quella sinistra (piattaforma vulcanica tra l’Aniene e l’Eur); 5.   in queste strutture si sviluppa il reticolo fluviale del Tevere e dei suoi affluenti che hanno riempito la valle di depositi alluvionali recenti, i quali si estendono per circa il 15% dell’area comunale e che, con diversa  ampiezza, “scuotono” maggiormente l’area senza assumere però valori che possano realmente generare condizioni di pericolo. Pertanto, le asserzioni in merito a una supposta identificazione cartografica di zone più o meno a rischio sismico è destituita di fondamento scientifico. In ogni caso, la prossima settimana, su iniziativa del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si svolgerà una riunione tecnica con tutte le massime autorità operanti nel settore al fine di intraprendere tutte le iniziative volte a scongiurare qualsiasi forma di rischio.

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