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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘distanziamento’

Distanziamento e mascherine possono abbassare la carica di virus circolante

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Secondo uno studio portato avanti dall’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), e pubblicato su Clinical Microbiology and Infection, l’uso delle mascherine e il rispetto del distanziamento fisico possono far sì che la seconda ondata di Covid-19 abbia un minore impatto sugli ospedali e sui reparti di terapia intensiva, abbassando la quantità di virus in circolazione.I ricercatori hanno analizzato 373 casi di Covid-19 arrivati all’osservazione del Pronto soccorso del loro ospedale fra il 1 marzo e il 31 maggio scorso. «Per ciascun caso è stato valutato il carico virale tramite tampone, quindi i pazienti sono stati seguiti per registrare la gravità dei sintomi e l’evoluzione della malattia» esordiscono Dora Buonfrate, autrice senior dello studio, e Chiara Piubelli, autrice principale. «I dati raccolti indicano chiaramente che al diminuire della circolazione di Sars-CoV-2 grazie alle misure di contenimento, la diffusione del virus si è abbassata e in parallelo lo ha fatto, di ben mille volte, la carica virale riscontrabile nei pazienti» proseguono. Proprio per questo motivo, i casi arrivati in ospedale a maggio erano entrati in contatto con quantità di virus inferiori e ne avevano quindi meno in circolazione, per cui la loro gravità era minore. «A maggio i pazienti avevano in media sintomi di Covid-19 meno gravi e una minore probabilità di complicazioni; si è ridotta allo stesso tempo la percentuale di malati che hanno avuto bisogno di un ricovero in terapia intensiva» spiegano Buonfrate e Piubelli. Mantenere bassa la circolazione del virus e l’esposizione al contagio con l’uso di mascherine e il rispetto del distanziamento può avere quindi un impatto non solo sul numero assoluto di casi, ma anche sulla gravità dei casi stessi, contribuendo a mantenere i reparti Covid e quelli di terapia intensiva al di sotto della soglia critica di occupazione dei letti di degenza. Le esperte sottolineano che il rispetto delle norme di distanziamento sociale è fondamentale. «Queste norme possono realmente contribuire a rendere più gestibile la seconda ondata, riducendo la pressione sul Sistema sanitario nazionale e facendo sì che la maggioranza dei casi di Covid-19 non si aggravi e possa risolversi senza conseguenze negative» concludono le autrici. (fonte Doctor33)

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Trasporti: Difficoltà a mantenere il distanziamento

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“Il presidente del Consiglio ammette che per i trasporti c’è un’oggettiva difficoltà a mantenere il distanziamento, smentendo la ministra De Micheli. Le responsabilità, secondo Conte, sarebbero degli utenti in quanto incapaci di rispettare le regole. Incredibile. La decisione quindi di incentivare il lavoro da casa e la didattica a distanza ricadrebbe su studenti e pendolari. Una deprecabile abilità nello scaricare sulle vittime le colpe del carnefice. Il governo non è stato capace di potenziare il trasporto pubblico, questa l’unica verità, pur potendo coinvolgere i privati – taxi, ncc, pullman turistici, car sharing – nel tentativo di aumentare l’offerta e disperdere gli assembramenti.Servono soldi e serve tempestività, ma nel decreto Ristori mancano entrambi, di potenziamento del trasporto nemmeno l’ombra”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Scuola: Rientro in sicurezza, Pacifico (Anief): il distanziamento va fatto

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Ci sono le condizioni per il rientro a scuola in sicurezza da lunedì? La domanda è stata posta dalla redazione di “RGS Giornale di Sicilia”, durante la trasmissione odierna Ditelo in diretta, a Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Bisogna partire fiduciosi – ha detto il sindacalista – ma sarebbe bene che i nostri insegnanti facciano un lavoro di rieducazione dei loro ragazzi. Perché se nelle nostre aule cerchiamo di mantenere il distanziamento sociale, ma poi si organizzano delle feste, dove si riuniscono in centinaia, allora tutto diventa una farsa. Allora è bene che la regola del distanziamento venga davvero e sempre rispettata. In Israele sta ripartendo il lockdown; in Inghilterra sono vietati assembramenti a casa per più di sei giorni. Dobbiamo cercare di evitare di nuovo questi estremi. Serve, allora, un buon comportamento, da tenere – ha sottolineato Pacifico – dentro e fuori le aule, da parte dei nostri studenti come dagli adulti”.La Sicilia è una delle regioni dove la ripartenza della scuola si sta dimostrando complicata. Lo conferma il presidente nazionale Anief. “Nell’Isola – ha detto a RGS – i banchi monoposto sono arrivati solo in una piccola parte: prima di tutto perché il commissario straordinario Domenico Arcuri aveva preannunciato come scadenza per le consegne la fine di ottobre e secondo poi perché la Sicilia non figura tra le regioni con maggiori contagi, dove la consegna avviene prima. E comunque i banchi non sono lo strumento principale per contenere il contagio”.La situazione che al momento preoccupa è quella degli spazi dovuti all’eccessivo numero di alunni: “purtroppo – ha detto Pacifico – i tagli e il dimensionamento attuato negli ultimi 12 anni hanno soprattutto colpito in modo consistente la Sicilia, dove sono state accorpate più classi rispetto ad altre parti d’Italia. Questo comporterà che in alcune scuole, tranne per le classi, si inizierà con entrate differenti degli alunni, a giorni alterni, scaglionati, un giorno sì e un giorno no, in parte con la didattica a distanza. E in altre ancora, per vie delle elezioni e del referendum del 20 e 21, si partirà direttamente il 24 settembre”. “I problemi permangono: sappiamo che” a livello nazionale “il 2,6%, in tutto 13 mila tra docenti e amministrativi, sono risultati positivi al test sierologici, su 500 mila che si sono sottoposti volontariamente” all’esame preventivo. “Ci sono problemi su problemi: ieri è stata pubblicata una circolare sul personale ‘fragile’, che fortunatamente sarà esteso anche al personale precario, come Anief aveva chiesto. La prima norma da eseguire però rimane quella del distanziamento sociale”.

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Scuola: Via la mascherina se il distanziamento è rispettato. Nuova indicazione del CTS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Rimangono i dubbi di Anief per i trasporti anche sotto i 15 minuti. Per Marcello Pacifico diventa essenziale arieggiare spesso i locali e comunque educare gli studenti al rispetto delle nuove indicazioni sulle norme anti COVID-19 alla ripresa delle lezioni fuori e dentro l’aula. Intanto in Sicilia ogni istituto potrà decidere di aprire dopo il 24 anche se non sede elettorale. Le regioni dove si parte il 24 sono, oltre alla Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Puglia.A meno di due settimane dalla riapertura della maggior parte delle scuole e a poche ore dal ritorno a scuola di una parte dei giovani delle superiori risultati insufficienti in una o più discipline a seguito degli scrutini di giugno, giunge l’indicazione ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico sull’utilizzo delle mascherine all’interno degli istituti scolastici: secondo gli esperti si può stare in classe seduti al banco senza mascherina ma solo se c’è la distanza minima di almeno un metro e prendere i bus sotto il tragitto dei 15 minuti di percorrenza. Inoltre, la mascherina potrà essere imposta dall’autorità sanitaria in base al trend epidemiologico.Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “le ultime aperture del comitato tecnico scientifico anche sui trasporti cercano di superare i diversi ostacoli ancora in campo. Ma rimangono dubbi sugli spazi ancora insufficienti nonostante i primi sforzi del Governo dopo anni di tagli. Stesso discorso per gli organici, per i quali il giovane sindacato chiede la trasformare in organico di diritto anche per quei 70 mila posti annoverati per fronteggiare l’emergenza COVID”.Niente mascherina in classe se gli alunni sono collocati a una distanza minima di 100 centimetri uno dall’altro: partirà così la scuola, poi si vedrà strada facendo. Il dato epidemiologico, le conoscenze scientifiche e le implicazioni organizzative riscontrate – scrive Orizzonte Scuola – potranno determinare una modifica delle raccomandazioni proposte, anche in relazione ai differenti trend epidemiologici locali, dall’autorità sanitaria che potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo, all’interno di una strategia di scalabilità delle misure di prevenzione e controllo bilanciate con le esigenze della continuità ed efficacia dei percorsi formativi.

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Scuola: A settembre 288 mila classi e 5,7 milioni di alunni da dividere per attuare il distanziamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Si tratta di 42.258 classi nell’infanzia statale, a cui vanno aggiunte circa 28 mila paritarie o comunali, altre 128.143 classi di primaria, più circa 9 mila non statali, 77.976 collocate nelle superiori, a cui aggiungere oltre 3 mila classi afferenti alle paritarie: i dati sono aggiornati all’anno scolastico in corso ed inclusi nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico consegnato in queste ore al ministero dell’Istruzione in vista del rientro a scuola in presenza a settembre.Sulla base di questi numeri, al ministero dell’Istruzione spetta ora trovare il modo per dare anche seguito a quanto comunicato pochi giorni fa dalla task force, presieduta dal professore Patrizio Bianchi, che ha indicato l’esigenza di svolgere didattica in presenza fino alla secondaria di primo grado compresa, perché “i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”. Una priorità confermata pure dalla viceministra Anna Ascani, che ha parlato di suddivisione delle classi in piccoli gruppi, perché “l’anno deve partire in presenza, in modalità quasi esclusiva e si possono immaginare lezioni a distanza solo per gli studenti delle superiori”.Marcello Pacifico (Anief): “I numeri sugli alunni a cui assicurare scuola ‘vera’ parlano chiaro. Finiamola con gli annunci e i documenti tecnici da valutare. Il tempo stringe: occorre finanziare subito un organico maggiorato di almeno 160 mila docenti e 40 mila Ata, che corrispondono a 15 mila docenti aggiuntivi e 5 mila Ata, indispensabili per rafforzare pulizia, controlli e segreterie, da assegnare agli istituti per ogni anno scolastico partendo dal primo dell’infanzia al terzo delle medie. È il minimo sindacale, sotto il quale qualsiasi protocollo di prevenzione del contagio del Covid19 sarebbe impraticabile. Vanno inoltre individuati da subito i locali aggiuntivi di accoglienza delle classi in eccesso che si andranno a formare, anche questi in condizioni di igiene e sicurezza. Per fare questo abbiamo calcolato un finanziamento che non può andare al di sotto di 7-8 miliardi, quindi ne mancano 6 rispetto a quanto stanziato finora. Se non arriva, assieme alle assunzioni direttamente da graduatoria d’istituto trasformate in provinciali, a settembre ci troveremo punto e daccapo. Ecco perché abbiamo proclamato lo stato di agitazione e non escludiamo di arrivare allo sciopero”.Sono 288 mila le classi in Italia nelle quali a settembre occorrerà predisporre le lezioni in presenza senza ricorrere alla didattica a distanza.

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Per ripartire non basta il distanziamento sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Digitalizzare gli spazi e i movimenti per garantire la sicurezza. In tempi di Coronavirus è la tecnologia che viene in soccorso alle esigenze di distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti e degli oggetti. Partendo da un sistema progettato anche, ma non solo, per garantire l’uso corretto di caschetti e scarpe antinfortunistiche e diminuire l’incidenza degli infortuni sul luogo di lavoro, Universus ha sviluppato il nuovo modulo “VS Covid-19” per rispondere alle esigenze di ripartenza. «Rendendo gli oggetti intelligenti e interconnessi all’interno di un ambiente mappato digitalmente è possibile evidenziare quando vengono meno determinate regole», spiega Romano Giovannini che, insieme con Marco Magro è tra i principali artefici del sistema Universus. «La discriminante sono le regole che vengono introdotte: se poniamo come regola quella di non avvicinarsi ad un’altra persona al di sotto di una certa distanza oppure la necessità di sanificare una determinata postazione o uno strumento di lavoro usata da più utenti, otteniamo un sistema che permette di monitorare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza. Ad ogni superamento dei limiti, il sistema invia un segnale di allerta: può essere un messaggio sullo smartphone, un segnale acustico oppure ancora una vibrazione ad un bracciale; le soluzioni possono essere diverse, ma il risultato non cambia: la persona viene informata in tempo reale che vi è un potenziale pericolo».Le parole d’ordine nella fase 2 sono sicurezza, fiducia e velocità. Se la componente sicurezza è fondamentale per il contenimento del contagio, la fiducia arriva dalla necessità di relazione, la velocità è nei tempi di risposta in caso di “allarme”. «Universus risponde a tutti questi criteri e a molti altri», aggiunge Magro. «Possiamo rendere “intelligente” una mascherina o i guanti e informare quando vengono indossati e non; possiamo rendere smart una sedia posta in una sala d’aspetto e che, quindi, potrebbe essere usata da molte persone differenti oppure porre attenzione sia su un intero ambiente sia su un singolo oggetto, come ad esempio una stampante o una fotocopiatrice: ogni qualvolta viene utilizzata, Universus attiva la “quarantena dinamica” nello spazio attorno all’oggetto, impedendone l’utilizzo ad una persona diversa dalla precedente fino all’avvenuta sanificazione dell’oggetto stesso. Gli ambienti di lavoro, uffici e fabbriche, ma anche le strutture ricettive e sportive possono garantire così una maggiore sicurezza in un momento in cui tutti dobbiamo prestare la massima attenzione sui nostri movimenti e su con chi e cosa veniamo in contatto».Nato come piattaforma per rendere più sicuri i luoghi di lavoro attraverso tecnologie professionali in real-time a precisione centimetrica ed algoritmi di analisi dati che prevengono potenziali situazioni di pericolo e supportano situazioni critiche di emergenza (ad esempio il flusso di persone verso i punti di raccolta in caso di evacuazione), il sistema Universus è facilmente installabile e può interagire con una serie di dispositivi: un bagde o un bracciale che, opportunamente tarati, sono in grado di fornire le informazioni e segnalazioni opportune. «La predisposizione del sistema è piuttosto rapida», spiega Giovannini. «Per dare un’idea, se si considera un’azienda che si estende su una superficie di circa 2.000 mq dove operano una quarantina di persone e vi sono circa 500 tra oggetti e strumenti di lavoro, la mappatura e la cablatura della struttura, nonché il set-up del sistema, richiedono un tempo di installazione che va dalle due alle tre settimane».A fronte di un obiettivo chiaro di ripartenza, «oggi la sicurezza quindi diventa elemento imprescindibile. Proteggendo la salute interna e della supply-chain, ossia i contatti diretti con fornitori, clienti e manutentori in azienda, si consente all’economia la ripresa», conclude Magro. «La piattaforma Universus, che si integra “su misura” nei processi aziendali, è flessibile, scalabile e declinabile nel tempo a seconda delle future esigenze, e di rendere qualunque realtà aziendale non solo più sicura, ma anche più resiliente, sempre nel rispetto delle normative vigenti».Per la delicatezza delle informazioni che raccoglie e per la necessità di utilizzo e ri-modulazione di nuove regole nel medio-lungo periodo, il sistema viene proposto con la formula del “noleggio operativo” e rientra nelle agevolazioni previste per il credito d’imposta. L’investimento risulta pertanto adeguato e totalmente sostenibile da qualunque realtà aziendale: dalla micro impresa alla multinazionale.

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