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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘distrazione’

Calipari e discorsi di Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Lettera al direttore.  Gentile direttore, alla luce delle notizie recenti sulla morte di Calpari, mi piacerebbe che pubblicaste questa mia intitolata “Distrazione o tradimento?”,  apparsa su Liberazione il 3 maggio 2005, nella quale parlavo di tradimento e dei discorsi di Berlusconi. Eccola: “Riguardo alla uccisione di Calipari, ho l’impressione si cerchi di eludere il problema vero, e cioè per quale motivo ai militari del posto di blocco non giunse l’ordine di non sparare su quella macchina. E’ probabile che gli americani dicano la verità riguardo alla non colpevolezza dei militari che hanno sparato; colpevoli sono coloro che non hanno fatto giungere il contrordine al posto di blocco, vale a dire di non sparare su quella determinata macchina. Alcune cose appaiono abbastanza chiare: è da escludere che Calipari non fosse a conoscenza del pericolo che avrebbe corso se si fosse immesso sulla strada senza avvisare chi di competenza. Calipari certamente deve aver ricevuto assicurazione che avrebbe potuto percorrere tranquillamente la strada. Colui che doveva trasmettere l’ordine ai soldati di non sparare, e non lo ha fatto, o è un rimbambito, o è un traditore. E’ ovvio, considerate le caratteristiche dell’evento, che non si è trattato di un agguato, ma non è altrettanto ovvio che non si sia trattato di un incidente voluto. Un agguato avrebbe compromesso l’amicizia tra Italia e America; un “incidente” non avrebbe creato grossi problemi tra i due Paesi. I discorsi di Berlusconi lo dimostrano”. (Renato Pierri)

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Federico Guida: Senza distrazione né dispersione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

federico guidaMilano, 12 ottobre 2009  – 15 gennaio 2010 Galleria Blu, Via Senato 18, tel. 02.76022404 inaugurazione: lunedì 12 ottobre 2009, ore 21. L’alternanza tra mostre storiche e mostre di artisti contemporanei avvicenda ora Mark Tobey con Federico Guida, figura significativa dell’arte italiana dell’ultimo decennio. Quarantenne, Guida richiama l’attenzione di critici e collezionisti da almeno dieci anni e i riconoscimenti ottenuti – nel 1996 il Premio San Carlo Borromeo, nel 1998 il Premio Marche, nel 2002 il Premio Cairo e il Premio Durini, nel 2003 il Premio Maretti e nel 2007 il Premio Michetti – ne sono una testimonianza indiscutibile.  La mostra presso la Galleria Blu di Milano fa il punto sulla produzione più recente dell’artista accogliendo una ventina di opere dove spiccano i ritratti (e gli autoritratti) con parrucca e le “vasche da bagno”.  (federico guida)

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L’insidia che è in mezzo a noi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Andare in discoteca, subire il frastuono di una musica messa ad alto volume, ubriacarsi e persino drogarsi sembra diventare un passaggio obbligato per taluni giovani ed il passo successivo è quello di guidare una macchina in stato di ebbrezza e di premere l’acceleratore a tavoletta. Tutto può diventare solo un piccolo e persino insignificante episodio in un momento di stordimento e concludersi senza danni. Ma vi è sempre chi non regge tale ritmo e cede. Vi è sempre celato nell’ombra un attimo di debolezza, una distrazione, una sicurezza che si pretende di avere ma che in effetti non si dispone e che ci tradisce all’improvviso e fa diventare tardivo ogni nostro tentativo di recupero. E’ questo quanto può accadere sulla strada del ritorno dalla discoteca alla guida di una macchina o in moto. Il giorno dopo dobbiamo leccarci le ferite o affrontare il dolore inconsolabile di una perdita di una giovane vita umana, apprendendo dai media gli incidenti stradali che l’imprudenza e la esaltazione o la bravata di un momento hanno provocato. E a morire sono per lo più giovani, anzi giovanissimi. Un attimo prima sorridevano ed ora sono distesi sull’asfalto maciullati nelle carni e spenti nella vita. Per i giovani, si sa, la morte è un qualcosa di troppo vago e lontano per essere presa sul serio. Appartiene più agli altri che a se stessi. E questa cultura dell’immortalità che per un certo verso ci rende sicuri di noi può diventare, improvvisamente, un’arma a doppio taglio per perderci definitivamente. Non vorremmo che sia solo una battuta all’Arbore se concludiamo con un “meditate, meditate giovani”.

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