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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘distribuzione’

Bilancio 2020 di D.IT – Distribuzione Italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Bologna. Chiude in positivo il bilancio 2020 di D.IT, con oltre 3 miliardi di euro di fatturato alle vendite sviluppato su una rete di 1.200 punti vendita di cui più di 700 negozi di prossimità, diffusi capillarmente sul territorio nazionale. La crescita si concentra in particolare sul Prodotto a Marchio che nel 2020 segna un +20%. La Cooperativa, nell’esercizio 2020, ha registrato un risultato positivo, riuscendo a contrastare con efficacia le conseguenze della diffusione della pandemia da COVID-19. D.IT ha accentuato gli investimenti a favore del rapporto qualità-convenienza, assicurando prezzi contenuti soprattutto con l’offerta dei prodotti a marchio, che registrano un aumento delle vendite del 20% e che vengono acquistati da quasi il 90% dei clienti. Oltre 2.000 referenze arricchite dalla linea Premium top di gamma Gusto&Passione che propone attraverso le specialità regionali i migliori prodotti enogastronomici della nostra tradizione, la linea Verde Mio con la sua proposta interamente basata sui prodotti biologici, la linea Equilibrio&Piacere focalizzata su un’alimentazione equilibrata, e la linea Primo che esprime la miglior qualità al miglior prezzo. In ambito strategico, il 2020 costituisce per D.IT un anno importante avendo contribuito, come socio fondatore, alla costituzione del Consorzio FORUM – che vede associati in quote paritetiche oltre a D.IT anche i gruppi CRAI SECOM, DESPAR SERVIZI e C3 – al quale è stato dato mandato per la contrattazione con l’IDM a valere dall’1/1/2021. Una grande vitalità, che si esprime anche attraverso l’attività di sviluppo e allargamento della base sociale. Nel 2021 D.IT ha rafforzato la sua presenza in Puglia, Basilicata e Calabria con il coinvolgimento di un’altra importante realtà della GDO italiana con la quale condivide valori visione e strategie. Si tratta di SUPERCENTRO SPA, molto conosciuta e radicata nel proprio territorio, che con circa 90 punti vendita sta sviluppando il brand SISA. A consolidare questa nuova alleanza, durante l’Assemblea dell’11 giugno in cui sono stati presentati i dati, il Presidente e co-fondatore di SUPERCENTRO Paolo Michele Macripò è stato nominato come Consigliere d’Amministrazione di D.IT.

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La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

COLLANA: IMAGO/21 PP: 268 PREZZO: 20,00€ Aa.Vv. IMAGO 21 Vito Zagarrio L’archivio politico. Ricordo di Steve Ricci. La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie a cura di Damiano Garofalo, Andrea Minuz e Emiliano Morreale Damiano Garofalo, Andrea Minuz, Emiliano Morreale, La distribuzione cinematografica in Italia: storie, ricerche, metodologie Francesco Di Chiara e Paolo Noto, Integrazione verticale al contrario? Il ruolo della distribuzione nel sistema industriale del cinema italiano del dopoguerra Gaia Amadori e Mariagrazia Fanchi, L’anello forte. Il sistema dell’esercizio in Italia: dati, prospettive, approcci metodologici Barbara Corsi e Alfonso Venturini, Da Pittaluga a Cinema 5: storia di un circuito Valerio Coladonato, La Pathé e la distribuzione del cinema italiano d’autore: i casi de La dolce vita e Il Gattopardo Martina Lovascio, La vendita internazionale di film storici italiani tra anni Novanta e anni Duemila Stefano Guerini Rocco, Natale a Zurigo. Il ruolo delle comunità italofone nella distribuzione del cinema italiano in Svizzera Luca Barra, Una finestra secondaria? Alcune considerazioni sulla programmazione televisiva dei film nei primi decenni della tv commerciale italiana Giorgio Avezzù, Fratelli unici. Successo in sala e in televisione del cinema italiano Valentina Re, Crime sì, ma “di qualità”: sulla circolazione transnazionale del prodotto televisivo Emiliano Rossi, Un treno da non perdere: la circolazione dell’audiovisivo sui portali di bordo dell’alta velocità italiana tra prospettive, opportunità e qualche obsolescenza Alessio Lazzareschi, Gli incentivi alla distribuzione internazionale di opere cinematografiche secondo la legge n. 220 del 2016

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Anticorpi monoclonali, al via la distribuzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Anche l’Italia può contare sul suo farmaco anti-Covid. Dopo gli Stati Uniti, e qualche settimana fa la Germania, via libera dal ministro della Salute, Roberto Speranza, alla distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali.Il ministro ha annunciato infatti di aver firmato un decreto ad hoc “sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del parere del Consiglio Superiore di Sanità” così, insieme ai vaccini “abbiamo, una possibilità in più per contrastare il Covid 19”.Annuncio che mette il sigillo all’accelerazione impressa in questi ultimi giorni dallo stesso ministro, scrivendo l’inizio di un nuovo percorso di lotta al virus e superando così le polemiche sui ritardi che aveva pesato sullo sblocco di questi farmaci. L’Aifa ripercorre, infatti, nell’incipit del proprio parere, l’iter che era stato chiesto alle due aziende per produrre i dati necessari al parere stesso.Due gli anticorpi monoclonali che il 3 febbraio avevano ricevuto il via libera, quelli prodotti da Regeneron e Eli Lilly. Nel parere pubblicato, la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, ha ritenuto “a maggioranza, che in via straordinaria e in considerazione della situazione di emergenza, possa essere opportuno offrire comunque un’opzione terapeutica ai soggetti non ospedalizzati che, pur con malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19” pur considerando, scrivono gli esperti “l’immaturità dei dati e la conseguente incertezza rispetto all’entità del beneficio offerto”. Sottolineando anche che gli anticorpi monoclonali “non possono essere attualmente considerati uno standard di cura”.
Gli anticorpi monoclonali sono ritenuti una delle più promettenti armi contro il Covid-19. Come il plasma, sono anticorpi ‘esogeni’ ovvero sostituiscono quelli prodotti dall’individuo stesso in seguito all’esposizione al virus o al vaccino. Diversamente dal plasma, però, consentono di industrializzare il processo produttivo. Già nei giorni scorsi, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù aveva definito tali terapie come “salvavita” e il dg Nicola Magrini aveva comunicato che il Governo ha individuato un fondo per questi farmaci, garantendo così una disponibilità per coprire “diverse decine di migliaia di pazienti”.In merito all’efficacia, nel caso del bamlanivimab ed etesevimab di Eli Lilly, il trattamento riduce il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70% in pazienti ad alto rischio, come hanno dimostrato i risultati della sperimentazione di Fase 3 presentati dall’azienda lo scorso 26 gennaio. Gli anticorpi neutralizzanti sono stati utilizzati anche dall’ex presidente Usa, Donald Trump. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, subito dopo l’ok di Aifa, ha dato disponibilità all’uso.
Infine, la Commissione Tecnico Scientifica Aifa, che si è riunita in seduta straordinaria il 2, 3 e 4 ribadisce tuttavia “l’assoluta necessità di acquisire nuove evidenze scientifiche” per “stimare più chiaramente il valore clinico degli anticorpi e definire le popolazioni di pazienti che ne possano maggiormente beneficiare” ma anche il Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco Ema ha avviato la revisione dei dati disponibili sull’uso degli anticorpi monoclonali casirivimab, imdevimab, bamlanivimab ed etesevimab per il trattamento di pazienti affetti da Covid-19 che non richiedono supplementazione di ossigeno e che sono a elevato rischio di progressione verso la forma severa di malattia. Lo ha comunicato l’ente regolatorio Ue, precisando che il Chmp condurrà due revisioni distinte: una per l’associazione casirivimab/imdevimab e l’altra per bamlanivimab/etesevimab. La revisione dell’Ema, spiega l’Agenzia, “ha lo scopo di fornire un parere scientifico armonizzato a livello dell’Ue, che supporti un’eventuale decisione a livello nazionale di utilizzare gli anticorpi prima che sia concessa un’autorizzazione formale”. Fonte Doctor33

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Rifiuti radioattivi: Distribuzione sul territorio nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“Si tratta di un lavoro che testimonia l’impegno di questo governo. Serviva un’assunzione di responsabilità su di un tema che attende soluzione da anni e sul quale nessuno dei precedenti governi ha mai voluto esporsi, al punto che il nostro Paese è attualmente esposto ad una procedura di infrazione europea” così Massimo De Rosa, membro del Team nazionale Ambiente del M5S e attuale capogruppo M5S Lombardia, in merito alla pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) e del progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.“È la differenza fra decidere e governare, per il bene del Paese, e l’incapacità di prendere decisioni dimostrata dai precedenti governi e confermata da chi oggi vorrebbe proporsi come alternativa alla guida del Paese” spiega De Rosa: “Un’incapacità decisionale che non solo costa all’Italia l’onere di una sanzione europea, ma lascia esposti al rischio i siti in cui sono provvisoriamente stoccati i rifiuti radioattivi. Siti inidonei al fine dello smaltimento definitivo. L’argomento è estremamente delicato e può costare consenso. Soprattutto se trattato in maniera superficiale e attraverso quella politica vuota degli slogan tanto cara a tutto il centrodestra. Per questo motivo bisognava agire con serietà, perché aldilà di tutta la propaganda becera, i macchinari per la tac e le radiografie, le terapie anti tumorali, continueranno a produrre rifiuti che in qualche modo devono essere smaltiti. Anche a noi piacerebbe si potesse farlo con i like, i selfie e le dichiarazioni a favor di telecamera, ma purtroppo non è così. Per questo motivo l’unico modo serio di affrontare l’argomento è quello di avviare un percorso, che l’Italia attende da anni. Un percorso che non sarà calato dall’alto, ma piuttosto frutto di un lungo iter di condivisione e analisi. Alla discussione parteciperanno enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere. Sarà una procedura fortemente partecipata e trasparente, condotta coinvolgendo gli amministratori e i cittadini tutti, e al termine della quale potranno pervenire le candidature dei comuni. Con serietà e impegno continueremo a lavorare per la sicurezza del territorio e un domani sostenibile” conclude De Rosa.

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Germania e Francia alleate della grande distribuzione contro il Made in Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

“La pericolosa accelerazione della Germania sul ‘Nutriscore’ per favorire la grande distribuzione tedesca e francese, mette in serio pericolo l’export di prodotti italiani. Sfruttando l’ultimo mese della sua presidenza europea infatti, la Germania intende cambiare agenda per spingere l’Europa ad adottare l’etichetta a semaforo. Faccio appello al governo affinché non si faccia abbindolare accettando compromessi al ribasso, come quello di escludere i prodotti Dop e Igp, che però valgono solo il 20 per cento delle nostre esportazioni”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, responsabile nazionale Agricoltura di FdI.

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Vaccini per il Covid-19, sicurezza e distribuzione

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Il vaccino per il Covid-19 in arrivo, quale sicurezza e quali metodi di distribuzione: ne hanno parlato nella settima edizione di FarmacistaPiù in edizione digitale, il Professor Guido Rasi, Direttore esecutivo dell’Agenzia Europea per i medicinali e l’Onorevole Andrea Mandelli, presidente FOFI e presidente del Congresso, in corso in queste ore su piattaforma digitale. “I vaccini, autorizzati tra fine anno e gennaio, saranno molto sicuri perché gli standard di valutazione della sicurezza non sono cambiati, quindi i vaccini sono assolutamente sicuri. Tre vaccini sono una buona notizia, anche perché hanno caratteristiche un po’ diverse, sia di distribuzione, sia di conservazione e qualcuno di somministrazione con piccoli profili di tolleranza (non di sicurezza) diversa. Questo li renderà fruibili sul territorio e speriamo di utilizzare al meglio le reti che già abbiamo”. Andrea Mandelli ha parlato invece del ruolo delle farmacie: “Credo che la rete di farmacie si una cosa che abbiamo da valorizzare; noi farmacisti non vogliamo fare i medici bonsai né gli infermieri bonsai, ma i farmacisti in un momento in cui la pandemia ha dimostrato che solo la sinergia tra le professioni può dare sostegno al cittadino. Mandelli ha poi sottolineato che “c’è bisogno di pianificazione. Quando arriveranno i vaccini dobbiamo farci trovare pronti per i cittadini. Abbiamo bisogno di organizzarci ma abbiamo poco tempo. Noi abbiamo messo a disposizione la professionalità dei farmacisti e Federfarma le farmacie italiane, noi vogliamo metterci a disposizione, se non lo facciamo perderemo una grande occasione”. Lo stesso vale per la prevenzione per cui Mandelli ha citato i progetti di aderenza alla terapia: “È necessario cambiare il paradigma con cui la politica si confronta sul tema prevenzione, che in Italia è ancora una Cenerentola”.

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Vaccino Pfizer: “Mancano ancora un piano di distribuzione e una piattaforma europea per studi e valutazione efficacia vaccini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

“Dopo l’annuncio Pfizer è ancora più urgente dotarsi di un piano per la distribuzione del vaccino per quando ci sarà. Sarebbe anche fondamentale una piattaforma europea per condividere i dati sull’efficacia del vaccino stesso, come proposto dal Presidente dell’EMA, Guido Rasi”. Così Marco Cappato sul tema del Vaccino Pfizer, efficace al 90%. La proposta di Guido Rasi fa parte di un pacchetto di proposte raccolte dall’Associazione Luca Coscioni, attiva a livello internazionale a tutela del Diritto alla Scienza e alla Salute. Riguarda, infatti, la necessità di implementare strategie di coordinamento per fornire ai vari Paesi europei una cornice comune entro cui affrontare l’emergenza, da ora fino al momento in cui sarà disponibile il vaccino.“Bisogna proporre all’Unione europea interventi urgenti per superare la frammentazione della ricerca, che ha causato ritardi di mesi nella ricerca sulle terapie contro il SARS-Cov-2 – sostiene Rasi – . Serve una piattaforma virtuale organizzata per gli studi clinici in Europa e una rete di valutazione rapida dell’efficacia dei vaccini nell’uso della popolazione: “con una cifra minima di 10/12 milioni si può mettere in piedi una piattaforma di coordinamento per vedere subito nel mondo reale in poche settimane come i vaccini si stanno comportando per poter perfezionare le campagne vaccinali nei vari Paesi.”“A ciò si aggiunga che i Paesi membri non stanno ancora mettendo in atto le stesse politiche di test, regole di quarantena, indicazioni per i viaggi e app per il tracciamento dei contatti. Occorre un’iniziativa forte del nostro Governo in sede di UE su questi aspetti” conclude il Direttore EMA.

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Distribuzione vaccini Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Il Gruppo Deutsche Post DHL in collaborazione con McKinsey & Company in qualità di partner analitico, ha realizzato uno studio per indicare una strategia di distribuzione stabile ed efficace di materiali sanitari durante l’attuale emergenza COVID-19.Il focus del rapporto è la distribuzione dei primi vaccini contro il COVID-19 che – appena pronti – dovranno essere distribuiti in tutto il mondo. DHL Global Forwarding mette in luce i risultati di un’analisi strategica per gli attori dell’industria logistica mondiale, chiamati ad istituire una supply chain in grado di distribuire oltre dieci miliardi di dosi in tutto il mondo.Tra i dati presenti nello studio è riportata anche la sfida principale a cui dovrà far fronte il settore logistico: la temperatura, perché molto probabilmente alcuni vaccini dovranno essere sottoposti a rigorosi standard che potranno raggiungere temperature fino a -80° per far sì che la loro integrità sia preservata durante il trasporto e l’immagazzinamento. Questa è sicuramente una nuova sfida per la supply chain del settore farmaceutico che solitamente prevede il trasporto di vaccini a temperature che vanno dai 2 agli 8°C. Per garantire una copertura globale dei vaccini COVID-19, saranno necessarie fino a 200.000 spedizioni di pallet, 15 milioni di consegne in contenitori a temperatura controllata e oltre 15.000 voli.

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Distribuzione vaccini Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

Il Gruppo Deutsche Post DHL in collaborazione con McKinsey & Company in qualità di partner analitico, ha realizzato uno studio per indicare una strategia di distribuzione stabile ed efficace di materiali sanitari durante l’attuale emergenza COVID-19. Il focus del rapporto è la distribuzione dei primi vaccini contro il COVID-19 che – appena pronti – dovranno essere distribuiti in tutto il mondo. DHL Global Forwarding mette in luce i risultati di un’analisi strategica per gli attori dell’industria logistica mondiale, chiamati ad istituire una supply chain in grado di distribuire oltre dieci miliardi di dosi in tutto il mondo.Tra i dati presenti nello studio è riportata anche la sfida principale a cui dovrà far fronte il settore logistico: la temperatura, perché molto probabilmente alcuni vaccini dovranno essere sottoposti a rigorosi standard che potranno raggiungere temperature fino a -80° per far sì che la loro integrità sia preservata durante il trasporto e l’immagazzinamento. Questa è sicuramente una nuova sfida per la supply chain del settore farmaceutico che solitamente prevede il trasporto di vaccini a temperature che vanno dai 2 agli 8°C. Per garantire una copertura globale dei vaccini COVID-19, saranno necessarie fino a 200.000 spedizioni di pallet, 15 milioni di consegne in contenitori a temperatura controllata e oltre 15.000 voli.

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Le catene della grande distribuzione specializzata (GDS) sono sotto forte pressione

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Di Fabio Bolognini, Co-Fondatore di Workinvoice. Lo sono soprattutto per quanto concerne l’abbigliamento. Le notizie recenti sui risultati trimestrali di GAP inc. (marchi GAP, Old Navy, Banana Republic, Athleta) con un calo delle vendite del 43% (che non comprende aprile e maggio) e la perdita trimestrale di $932 milioni su vendite di $2,1 miliardi suonano l’allarme per tutto il settore, comprese le catene italiane. A conferma della gravità della situazione, le azioni intraprese da GAP Inc. per affrontare la sua crisi sono drastiche: sospensione dei dividendi, riduzione del piano investimenti del 50%, sospensione del pagamento degli affitti, estensione di credito ai distributori indipendenti, attivazione di nuovi finanziamenti per $4 miliardi tra obbligazioni e finanziamenti garantiti da crediti (asset-backed). E ciò che spaventa di più è che ricette simili non sono state sufficienti per altri retailer, come Neiman Marcus, e JC Penney. Questo scenario negativo purtroppo è destinato a toccare anche le catene italiane. Da questa parte dell’oceano, infatti, è giunta la notizia che OVS Spa ha richiesto un finanziamento di 100 milioni a Unicredit con garanzia SACE. Anche i dati ISTAT confermano che la filiera del retail sta sperimentando una contrazione di ricavi e cassa estremamente importante: dell’80% in periodo di lockdown, con un calo sull’intero 2020 intorno al 30-40%.

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Per distribuzione e prezzo delle mascherine serve un intervento risolutivo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Fin dall’inizio della pandemia, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha denunciato la grave criticità dell’approvvigionamento e della distribuzione delle mascherine. Una situazione determinata dalla forte tensione sul mercato, causata dall’aumento improvviso della richiesta, con il conseguente aumento dei prezzi praticati da produttori e distributori, dai blocchi nelle dogane di questi materiali, stabiliti da diversi paesi, e da altri fattori ancora. Ciò ha comportato l’impossibilità per la rete delle farmacie di garantire la disponibilità delle mascherine nella quantità necessaria e a prezzi almeno paragonabili a quelli praticati prima dell’emergenza. La situazione non è migliorata significativamente e, anzi, è destinata ad aggravarsi con l’estensione dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e nei luoghi pubblici e con la possibile ripresa, a breve, di molte attività economiche e della mobilità dei cittadini.Per ovviare a queste criticità, la FOFI chiede a Presidente del Consiglio, Ministro della Salute, Capo del Dipartimento della Protezione civile e Commissario Straordinario per l’emergenza che si metta mano a una soluzione radicale. Si propone infatti che sia la Protezione Civile ad acquisire sul mercato i dispositivi e a cederli a un prezzo prestabilito alle cooperative dei farmacisti per la distribuzione, stabilendo altresì quale ricarico debba essere applicato dalla farmacia.Solo la Protezione Civile, in questo momento, ha una forza contrattuale adeguata a contrattare caratteristiche, prezzi e condizioni di fornitura in un mercato letteralmente impazzito. Nelle farmacie di comunità i professionisti operano da settimane in condizioni critiche, facendosi carico delle innovazioni introdotte nelle procedure di prescrizione e dispensazione, assolvendo le necessità imposte dall’emergenza e quelle della normale assistenza farmaceutica – che non è certo venuta meno – con impegno e abnegazione, e stanno pagando un pesante tributo: sono 11 i farmacisti morti per la COVID-19 contratta in servizio e sono circa 1000 i contagiati.Non è più sopportabile, quindi, il carico di discussioni con i cittadini, e di controlli delle autorità preposte, per un aspetto, quello delle caratteristiche, del prezzo e della disponibilità delle mascherine, che i farmacisti e le farmacie non possono risolvere con i propri mezzi. La FOFI torna quindi a chiedere che vi sia un intervento risolutivo su questa materia, in assenza della quale sarà sempre più difficile, se non impossibile, garantire la disponibilità nelle farmacie di questi presidi. (fonte: Ufficio Stampa FOFI)

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“FdI chiede al governo di permettere distribuzione elettronica di consumo come bene di prima necessità”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“Con il DPCM 11 marzo, il Governo ha condivisibilmente giudicato l’elettronica di consumo come un bene di prima necessità e ne ha permesso la vendita al dettaglio. Paradossalmente, invece, con il DPCM 22 marzo ne ha vietato la produzione e la distribuzione all’ingrosso. Se non si interviene, i negozi di elettronica non potranno essere riforniti e rimarranno sprovvisti di merce. Condividiamo pienamente la scelta di considerare beni di prima necessità i prodotti di elettronica di consumo, necessari per il mantenimento della normale quotidianità, ma chiediamo con un’interrogazione al Governo di assicurarne la distribuzione all’ingrosso e la produzione nella completa garanzia dell’adozione delle misure previste per i lavoratori dal protocollo di sicurezza.”
Così i deputati di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, responsabile Innovazione, e Walter Rizzetto, capogruppo in commissione Lavoro.

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Distribuzione moderna e sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

La Distribuzione Moderna è già impegnata nel campo della sostenibilità ambientale e sociale e sta sviluppando nuovi progetti. Il 60% dei Gruppi della Distribuzione, un dato molto maggiore rispetto alla media nazionale, riconosce come strategica la sostenibilità, con obiettivi principali come la riduzione della plastica, la diminuzione delle emissioni, la tutela del benessere animale, la tracciabilità della filiera nei prodotti a Marca del Distributore (MDD).E’ quanto emerso oggi nella conferenza stampa in cui The European House – Ambrosetti e Associazione Distribuzione Moderna (ADM) hanno anticipato i messaggi chiave del position paper “Il contributo della Marca del Distributore alla sfida dello Sviluppo Sostenibile e del Paese” che verrà presentato nel corso del Convegno di apertura della fiera MarcabyBolognaFiere, che si terrà a Bologna il 15 gennaio 2020.Il documento presenta 10 messaggi chiave che definiscono la sostenibilità e la Responsabilità Sociale d’Impresa per la GDO e, in particolare, nell’ambito della Marca del Distributore. I risultati illustrati nello studio emergono da interviste a Business Leader e da due survey, una ai Vertici della Distribuzione (che rappresentano 84% del fatturato del settore), l’altra alle aziende fornitrici della Distribuzione con un fatturato inferiore a 150 milioni di Euro, integrate dall’analisi dei bilanci di un campione di 415 aziende partner della Marca del Distributore (vedi slide Presentazione allegate in cartella stampa).
La sostenibilità nella GDO è un dato di fatto. Già oggi, ad esempio, il supermercato medio sta sistematicamente riducendo i consumi di energia elettrica (-30% dal 2005 al 2017 e -2,9% nel 2018) e il consumo di acqua (112 milioni di litri in meno all’anno); ha inoltre aumentato il recupero di eccedenze alimentari attraverso donazioni di 6 volte negli ultimi 7 anni.Il maggior dinamismo nel campo della sostenibilità si evidenzia nei prodotti a Marca del Distributore, un settore che vale 10,8 miliardi di fatturato nel 2019 e il cui sviluppo negli ultimi 16 anni spiega l’80% della crescita realizzata nello stesso periodo dall’intera industria alimentare nel mercato domestico.Una sostenibilità che si evidenzia non solo nei prodotti, che si mostrano sempre più vicini alle nuove esigenze dei consumatori, ma soprattutto nella filiera alimentata dai prodotti della MDD: l’analisi dei bilanci del campione rappresentativo delle aziende fornitrici della MDD negli ultimi 6 anni dimostra che queste ultime hanno performance economiche, occupazionali e reddituali migliori delle altre aziende del settore alimentare. Una performance che aumenta al crescere della quota di fatturato generato con la Marca del Distributore, a dimostrazione di quanto la MDD sia in grado di dare un impulso positivo a tutto l’indotto che coinvolge.A dimostrazione dell’ampiezza e dell’intensità con la quale vengono perseguiti gli obiettivi di sostenibilità in relazione alla MDD, quest’ultima risulta dallo studio di The European House – Ambrosetti uno dei pochi settori che impattano, direttamente o indirettamente, su tutti i 17 Sustainable Development Goal (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.Ma cos’è sostenibilità per la GDO attraverso la MDD? ADM ha individuato una propria definizione, condivisa con The European House – Ambrosetti: esprime la volontà di essere di indirizzo per lo sviluppo sostenibile del Paese, di avere rapporti costruttivi con i fornitori per metterli nella condizione di fare investimenti in logica di sostenibilità, con la finalità di divenire essi stessi più sostenibili e di offrire prodotti coerenti con le nuove esigenze dei consumatori, generando in questo modo una filiera responsabile e attivando un circolo virtuoso da cui tutti, imprese, cittadini e società, traggano beneficio (Vedi nota allegata “Le nuove parole”). La relazione con i fornitori è quindi la chiave di volta per la sostenibilità della Marca del Distributore. Per questo non saranno più definiti “copacker” ma “MDD partner”. Una questione solo apparentemente semantica, ma in realtà di sostanza. Perché è di autentica partnership che stiamo parlando, finalizzata al successo di entrambe le parti per portare vantaggi al consumatore.

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Saldi: Che roba è?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Con i SALDI alle porte (2 gennaio per Sicilia e 4-5 gennaio per tutte le altre regioni), non sono pochi che si stanno ponendo una domanda assennata: che roba è? A ragion veduta, considerato che i prezzi scontati si trovano sempre, ovunque, in qualunque periodo dell’anno, con alcune punte in periodi particolari che la grande distribuzione mondiale (non certo una qualche istituzione) ha deciso che debbano essere concentrate, e non a caso tutti questi periodi vengono promossi con la dizione della lingua internazionale per eccellenza, l’inglese: single day, black Friday, black week, black monday, etc. Chi si pone questa domanda lo fa perché ha l’impressione di vivere in una società un po’ strana, tra il vintage, il conservatore e l’assurdo. Quella di chi insiste sui SALDI e i sui periodi canonici in cui dovrebbero essere effettuati. Le cronache locali dei media in questi giorni si stanno ponendo il problema e fanno parlare associazioni di commercianti ed istituzioni locali. Le prime si lamentano per cercare di difendere i piccoli commercianti che, ovviamente, sono schiacciati da questo tipo di mercato; le seconde (le istituzioni) riescono solo a ricordare che ci sarebbero delle multe per chi (praticamente) fa SALDI prima dei periodi di legge e che queste multe (troppo basse: mediamente un migliaio di euro) andrebbero invece comminate in modo proporzionale al fatturato di chi viola le norme. Una discussione e un confronto, per l’appunto, vintage. Una trama di un film ambientato negli anni 60, 70 e 80 del secolo scorso, quando i grandi magazzini erano solo Upim e Rinascente e Standa e Coin, mentre il negozio, grossomodo a conduzione singola, erano ancora i punti di riferimento del commercio. Solo che non siamo nel secolo scorso ma nel 2019-2020 dove i piccoli negozi o sono iper-nicchie di qualità o non sono, e nel ben mezzo di tutto, ha sempre maggiore peso la vendita online tramite Internet. Triste l’insistere delle associazioni di commercianti che poi, magari, si lamentano anche del fatto che sono sempre meno i negozi che le scelgono come rappresentanti della categoria. Decisamente assurdo e pericoloso l’insistere degli amministratori: quale sarebbe il loro piano politico commerciale con la difesa di un bastione di conservazione che si sgretola alla sola vista di un consumatore medio? Consumatore che non si capisce perché dovrebbe andare ad acquistare un prodotto a 100 quando, solo distogliendo un po’ lo sguardo, lo trova identico al costo di 50.
Il mondo cambia. Firenze, Roma e Milano (per esempio) sono molto diverse da un secolo fa, e se consideriamo l’evoluzione tecnologica, scientifica e umana che ha caratterizzato questi ultimi decenni (2), in questi ultimi cento anni i passi che sono stati fatti sono come minimo paragonabili a quelli di 3-400 anni a partire dalla metà del secolo scorso. Un progresso che non può trovare riscontro anche nelle norme e nei modi. Che se avviene altrimenti, lo iato tra amministrazione ed economia, tra amministrazione e attori dell’economia (produttori, commercianti e consumatori), diventa anacronistico e pericoloso. Pericoloso perché fa venir meno il rapporto di convenienza e fiducia che gli amministrati dovrebbero nei confronti degli amministratori.
Le nostre associazioni di commercianti e in nostri amministratori sostengono che altrimenti si farebbero morire le piccole attività commerciali…. Ma a parte le nicchie, che sembra abbiano ancora un loro mercato, non è possibile altrimenti: forse qualcuno (per fare un esempio estremo ma che spiega bene il concetto e la pratica) ha da ridire sul fatto che non esistono più i maniscalchi per cambiare i ferri delle zampe dei cavalli? I maniscalchi sono morti di fame? No, hanno cambiato, così come gli utenti dei vari servizi non usano più le carrozze trainate dai cavalli ma quelle coi cavalli-vapore.
Crediamo che la capacità politica degli amministratori (di ogni livello, non secondario quello nazionale e comunitario) stia proprio in questo: nel garantire la transizione da un’economia ad un’altra, da un commercio ad un altro. E magari facendolo con una certa attenzione, visto che spesso gli stessi amministratori che in modo vintage difendono i piccoli commercianti sono gli stessi che rimangono inerti di fronte alla concentrazione economica, commerciale e culturale dei superdominanti tipo GAFA (Google, Amazon, Facebook e Apple), e con loro gli entranti cinesi con calibri sempre maggiori. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Decreto sulla distribuzione assicurativa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

“Un’importante battaglia è stata vinta oggi da Fratelli d’Italia in Commissione speciale. Il testo del decreto sulla distribuzione assicurativa inizialmente proposto dal Governo era decisamente penalizzante sia per gli utenti assicurati, sia per il mondo degli assicuratori. Talmente sfavorevole da essere definito decreto “ammazza agenti” dichiara il Sen. di Fratelli d’Italia De Bertoldi.”Invece grazie alla nostra battaglia, condivisa da tutti i membri della Commissione, sono state inserite nel testo, approvato all’unanimità, alcune modifiche volte a tutelare le PMI”.”Su questa tema molto delicato, sono intervenuto anche al congresso nazionali degli agenti e oggi portiamo a casa un ottimo risultato. Con il testo iniziale si rischiava di favorire i grandi gruppi finanziari e bancari generando quasi una sorta di monopolio nella distribuzione assicurativa. Fortunatamente è stato evitato”. Conclude così il Sen. De Bertoldi.

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Iniziative volontaristiche di raccolta e distribuzione di farmaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

psicofarmaci“Con una mozione, a prima firma Carfagna, Forza Italia vuole portare all’attenzione del governo una lodevole iniziativa nata nel territorio napoletano: ‘Un farmaco per tutti’, un’organizzazione di raccolta e redistribuzione dei farmaci che si distingue da altre diffuse sul territorio nazionale in quanto permanente e perché fondata sul volontariato. Con ‘Un farmaco per tutti’ i medicinali vengono raccolti direttamente, evitando anche che diventino dei rifiuti, e vengono trasferiti nei centri di raccolta che operando all’interno delle singole farmacie, hanno una diffusione capillare sul territorio. 150 sono al momento le farmacie coinvolte tra Napoli e provincia e già si è vista la distribuzione di oltre 70 mila confezioni di farmaci o dispositivi medico-chirurgici destinati a fasce di disagio e di difficoltà economica. Attraverso questo tipo di servizio si ha innanzitutto un risparmio economico, si da diamo un contributo importante ad affrontare l’’emergenza ambientale, ma soprattutto si permette a tanti cittadini di poter accedere ad un trattamento sanitario e di potersi curare. Questo è l’obiettivo più alto e più nobile. La nostra mozione parte da questa esperienza estremamente positiva per sollecitare la definizione di quelli che sono degli adempimenti previsti dalla legge n. 166 del 2016 sul risparmio e sul reimpiego dei prodotti alimentari e dei farmaci. Chiediamo al governo un impegno ed un intervento per definire anche questi percorsi di apporto partecipativo da parte del volontariato, delle associazioni no profit, che naturalmente nello spirito e nel rispetto del principio di sussidiarietà devono concorrere con lo Stato, senza sostituirsi ad esso, nell’affrontare e gestire una situazione così delicata ed importante, per le finalità e per gli obiettivi che sono stati raggiunti.” E’ quanto afferma Carlo Sarro, deputato di Forza Italia, nel corso di un suo intervento in aula alla Camera.

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Nuovo accordo di distribuzione con Banca Generali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

londonLondra. Legg Mason Global Asset Management, una delle principali società di gestione globale con un patrimonio gestito di 722.9 miliardi di dollari, ha siglato in Italia un accordo di distribuzione con Banca Generali per il collocamento della gamma di fondi di diritto irlandese autorizzata e distribuita in Italia. L’accordo di distribuzione integra l’offerta Legg Mason che era già disponibili all’interno delle soluzioni contenitore di Banca Generali: BG Stile Libero e BG Solution.Grazie a questo nuovo accordo, Legg Mason mette a disposizione della rete di consulenti finanziari e private banker di Banca Generali non solo le proprie soluzioni di investimento nell’azionario Usa e nei mercati obbligazionari globali, dove la società vanta una lunga esperienza nella gestione dei fondi specializzati, ma anche i fondi obbligazionari flessibili e unconstrained, che hanno registrato un crescente interesse presso la clientela italiana.
Marco Negri, Head of Southern Europe di Legg Mason, ha dichiarato: “Siamo molto lieti dell’ampliamento della collaborazione con Banca Generali. Questo nuovo accordo con uno dei principali player della distribuzione ci permette di proseguire e potenziare il nostro percorso di crescita sul mercato italiano. Nel corso degli ultimi anni l’offerta di Legg Mason ha continuato ad arricchirsi di nuove soluzioni di investimento per rispondere alle esigenze degli investitori nell’attuale quadro macroeconomico. Sia in ambito azionario che obbligazionario, abbiamo lanciato nuove strategie con uno stile di gestione flessibile per catturare le opportunità offerte dal mercato in un contesto di crescente incertezza e volatilità.”
Legg Mason è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 722,9 mld USD al 28 febbraio 2017. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Sonepar Italia chiude il 2016 a + 4,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

webNei giorni in cui il mercato della distribuzione elettrica italiano è in forte fermento, in attesa della risposta da parte dell’Antitrust al nulla osta sull’acquisto dello storico Gruppo Sacchi (494 milioni di euro nel 2016, 68 punti vendita, 1055 collaboratori) da parte del Gruppo Sonepar (20,2 miliardi di Euro nel 2015, 2.800 filiali in 44 Paesi e 43.000 collaboratori), Sonepar Italia chiude il 2016. L’azienda leader italiana nel mercato della distribuzione elettrica con 91 punti vendita, 1.300 dipendenti, controllata dalla multinazionale francese Sonepar, registra un aumento del fatturato 2016 a +4,4% sul 2015. Il bilancio si chiude a 512 milioni di euro di fatturato complessivo, triplicando il margine operativo netto. I settori più rilevanti per la crescita sono stati l’e-commerce, con un fatturato a +45%, registrando nel 2016 200.000 ordini via web o app (+30% vs 2015). Ottima perfomance per i prodotti dedicati all’automazione industriale che hanno portato il fatturato a +10% contro la rilevazione di mercato fissata a +7%. Le energie rinnovabili e tutto il comparto della sostenibilità a +6%. I prodotti di lighting segnano un +3%, dato importante considerando la contrazione dei prezzi nel comparto delle lampade a LED dell’ultimo periodo.
«Dopo il triennio 2011-2014 che ha visto una contrazione di mercato del 23%, già dal 2015, e nuovamente nel 2016, il mercato della distribuzione elettrica è tornato a crescere del 2,5%, meglio in Italia rispetto ad altri mercati stranieri – spiega Sergio Novello, Presidente e AD di Sonepar Italia – Sono stati anni di crisi che hanno messo a dura prova tutto il mercato della distribuzione che ora sta cambiando. Oggi Sonepar Italia è un’azienda evoluta, profittevole, in crescita e con una tecnologia digitale all’avanguardia resa possibile anche dall’appartenenza ad un gruppo internazionale che mette a disposizione benchmark e Know How. Essere in un gruppo come Sonepar ci permette di portare nel nostro paese ciò che di meglio il mondo globalizzato ci può offrire pur rimanendo, come Sonepar Italia, fortemente radicati al territorio ed alla nostra italianità che è apprezzata in tutto il mondo».
Il mercato della distribuzione elettrica è dunque in forte cambiamento. E-commerce e innovazione, specializzazione nel supporto alla vendita, vicinanza al cliente sono stati gli elementi portanti della politica di sviluppo del brand multinazionale in Italia che ha puntato sulla formazione di alto livello dei propri dipendenti per garantire consulenze di servizio alla vendita in settori specializzati come l’automazione, il lighting, il risparmio energetico. La piattaforma e-commerce, accessibile tramite web ma anche via smartphone e tablet con l’app Sonepar Mobile, tra le più avanzate in Italia, è in grado di ricevere ordini fino a tarda sera per consegnare il materiale in cantiere, ovunque esso sia, la mattina successiva. Sonepar Italia ha inoltre riorganizzato i propri punti vendita aprendone di nuovi a Carpi (Mo), Vicenza, Ostia e uno di prossima apertura a Bari.www.sonepar.it

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Cannabis di Stato e d’importazione: Cosa cambia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

cannabisCannabis di Stato e d’importazione, ecco cosa cambia. I chiarimenti da Sifap È ufficialmente al via la distribuzione della cannabis nostrana ad uso terapeutico nelle farmacie territoriali e ospedaliere che desiderano farne richiesta, e già a fine dicembre alcuni titolari hanno cominciato ad approvvigionarsi dallo Stato. Attualmente lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze sta producendo un solo tipo di cannabis simile al bediol olandese: sono pronti per la consegna 20 chilogrammi di prodotto, ma le serre stanno lavorando a pieno ritmo e per il 2017 si preparano a “sfornare” circa 100 kg di infiorescenze. Nello stabilimento non si lavora solo sulla quantità ma anche sulla “qualità”, e i ricercatori stanno mettendo a punto un’altra varietà di cannabis che contiene solo Thc in elevata concentrazione. Approvvigionarsi è semplice, basta seguire le indicazioni riportate per esteso sul sito internet dell’Istituto farmaceutico militare, oltre che sul sito del Ministero della salute. Tra la cannabis di importazione e la produzione nostrana cosa cambia esattamente? Chi pensa si tratti solo di una questione di prezzo si sbaglia: il prezzo della cannabis importata, infatti, negli ultimi mesi è stato ribassato di circa due terzi, nel lungimirante tentativo dei distributori di rendere concorrenziale un prodotto che difficilmente sarebbe rimasto appetibile per il mercato dopo l’immissione in commercio della produzione nostrana. A chiarire cosa fa veramente la differenza è il segretario della Sifap Marco Fortini che, parlando con Farmacista33, ha spiegato come «il certificato di analisi della cannabis di Stato sembrerebbe risolvere alcune delle principali criticità date dalla poca chiarezza del certificato di analisi della cannabis di importazione. Inoltre – prosegue – si parla di infiorescenze femminili essiccate e macinate, dunque una polvere che, qualora la granulometria lo permetta, potrebbe facilitare l’allestimento di capsule preriempite invece che di cartine. Per chi deve imbastire un quantitativo importante di prodotto, specialmente farmacie ospedaliere ma anche territoriali, è sicuramente una svolta e permette di risparmiare un notevole quantitativo di tempo all’operatore». Se da una parte, dunque, ciò che potrebbe far propendere la scelta del farmacista per la cannabis statale è prettamente di natura pratica, dall’altra con l’iniziativa statale viene spianata la strada ad un processo fondamentale per un utilizzo terapeutico corretto del prodotto, ovvero la standardizzazione: «Un certificato di analisi chiaro e facilmente interpretabile è fondamentale per favorire la riuscita della standardizzazione degli allestimenti alla quale sta lavorando la Sifap – spiega Fortini – le preparazioni a base di cannabis rivestano un carattere di necessità terapeutica e quindi hanno un valore aggiunto e per questo necessitano di ordine, condivisione e standardizzazione di comportamenti e metodiche per il bene del paziente». (Attilia Burke: fonte farmacista33) (foto: cannabis)

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Legge editoria: Soldi a pioggia per chi non riesce a farsi leggere….

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

camera deputati2E’ stata approvata la legge sull’editoria: 300 milioni di euro ogni anno che -promettono- saranno piu’ mirati e trasparenti. Al suo interno finiscono i soldi che oggi vengono dati a pioggia un po’ a tutti: quotidiani e periodici (157,9 milioni nel 2016), emittenza locale (48,1 milioni) e -UDITE UDITE- anche 100 milioni del canone Rai, nel caso in cui il pagamento in bolletta porti un gettito superiore all’anno scorso; mentre le concessioni pubblicitarie daranno un contributo di 0,1% sul loro reddito annuo.
Ma ci vorra’ un decreto del Governo entro sei mesi perche’ tutto entri in funzione, specificando i beneficiari. Quindi aspettiamoci delle belle, anche perche’ e’ prevista la fine dei contributi ai giornali di partito (chi si da’ le martellate in testa?), anche se ci sono delle scappatoie che potrebbero far rientrare dalla finestra quello che e’ uscito dalla porta: tra i beneficiari sono previsti: cooperative giornalistiche; enti senza fini di lucro; giornali delle minoranze linguistiche, per non-vedenti e ipovedenti e per gli italiani all’estero, oltre alle pubblicazioni di associazioni di consumatori… si’, proprio loro, i cosiddetti paladini dei cittadini che fanno parte dei mantenuti dal Ministero dello Sviluppo Economico, le cui pubblicazioni -a parte chi fa anche l’editore (Altroconsumo)- sono note perche’ inesistenti sul mercato.
Il mercato, per l’appunto. E’ su questo che poniamo l’attenzione e facciamo una domanda: perche’ lo Stato deve finanziare delle pubblicazioni o delle trasmissioni che non riescono di per se’ ad avere lettori e spettatori? Noi potremmo capire l’aiuto pubblico per la promozione di iniziative e pubblicazioni esistenti, ma restiamo perplessi di fronte al finanziamento di per se’: spesso e’ la fonte principale (se non unica) di introito economico, e non e’ detto che si tratti di attivita’ editoriali che trovano difficolta’ nell’ambito del mercato, ma -piuttosto- attivita’ che si parlano fra di loro. Ma forse noi siamo solo sognatori, di un mondo e di una economia dei cittadini per i cittadini, che aiuti e premi gli operosi e non gli amici degli amici. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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