Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘distribuzione’

Decreto sulla distribuzione assicurativa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

“Un’importante battaglia è stata vinta oggi da Fratelli d’Italia in Commissione speciale. Il testo del decreto sulla distribuzione assicurativa inizialmente proposto dal Governo era decisamente penalizzante sia per gli utenti assicurati, sia per il mondo degli assicuratori. Talmente sfavorevole da essere definito decreto “ammazza agenti” dichiara il Sen. di Fratelli d’Italia De Bertoldi.”Invece grazie alla nostra battaglia, condivisa da tutti i membri della Commissione, sono state inserite nel testo, approvato all’unanimità, alcune modifiche volte a tutelare le PMI”.”Su questa tema molto delicato, sono intervenuto anche al congresso nazionali degli agenti e oggi portiamo a casa un ottimo risultato. Con il testo iniziale si rischiava di favorire i grandi gruppi finanziari e bancari generando quasi una sorta di monopolio nella distribuzione assicurativa. Fortunatamente è stato evitato”. Conclude così il Sen. De Bertoldi.

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Iniziative volontaristiche di raccolta e distribuzione di farmaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

psicofarmaci“Con una mozione, a prima firma Carfagna, Forza Italia vuole portare all’attenzione del governo una lodevole iniziativa nata nel territorio napoletano: ‘Un farmaco per tutti’, un’organizzazione di raccolta e redistribuzione dei farmaci che si distingue da altre diffuse sul territorio nazionale in quanto permanente e perché fondata sul volontariato. Con ‘Un farmaco per tutti’ i medicinali vengono raccolti direttamente, evitando anche che diventino dei rifiuti, e vengono trasferiti nei centri di raccolta che operando all’interno delle singole farmacie, hanno una diffusione capillare sul territorio. 150 sono al momento le farmacie coinvolte tra Napoli e provincia e già si è vista la distribuzione di oltre 70 mila confezioni di farmaci o dispositivi medico-chirurgici destinati a fasce di disagio e di difficoltà economica. Attraverso questo tipo di servizio si ha innanzitutto un risparmio economico, si da diamo un contributo importante ad affrontare l’’emergenza ambientale, ma soprattutto si permette a tanti cittadini di poter accedere ad un trattamento sanitario e di potersi curare. Questo è l’obiettivo più alto e più nobile. La nostra mozione parte da questa esperienza estremamente positiva per sollecitare la definizione di quelli che sono degli adempimenti previsti dalla legge n. 166 del 2016 sul risparmio e sul reimpiego dei prodotti alimentari e dei farmaci. Chiediamo al governo un impegno ed un intervento per definire anche questi percorsi di apporto partecipativo da parte del volontariato, delle associazioni no profit, che naturalmente nello spirito e nel rispetto del principio di sussidiarietà devono concorrere con lo Stato, senza sostituirsi ad esso, nell’affrontare e gestire una situazione così delicata ed importante, per le finalità e per gli obiettivi che sono stati raggiunti.” E’ quanto afferma Carlo Sarro, deputato di Forza Italia, nel corso di un suo intervento in aula alla Camera.

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Nuovo accordo di distribuzione con Banca Generali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

londonLondra. Legg Mason Global Asset Management, una delle principali società di gestione globale con un patrimonio gestito di 722.9 miliardi di dollari, ha siglato in Italia un accordo di distribuzione con Banca Generali per il collocamento della gamma di fondi di diritto irlandese autorizzata e distribuita in Italia. L’accordo di distribuzione integra l’offerta Legg Mason che era già disponibili all’interno delle soluzioni contenitore di Banca Generali: BG Stile Libero e BG Solution.Grazie a questo nuovo accordo, Legg Mason mette a disposizione della rete di consulenti finanziari e private banker di Banca Generali non solo le proprie soluzioni di investimento nell’azionario Usa e nei mercati obbligazionari globali, dove la società vanta una lunga esperienza nella gestione dei fondi specializzati, ma anche i fondi obbligazionari flessibili e unconstrained, che hanno registrato un crescente interesse presso la clientela italiana.
Marco Negri, Head of Southern Europe di Legg Mason, ha dichiarato: “Siamo molto lieti dell’ampliamento della collaborazione con Banca Generali. Questo nuovo accordo con uno dei principali player della distribuzione ci permette di proseguire e potenziare il nostro percorso di crescita sul mercato italiano. Nel corso degli ultimi anni l’offerta di Legg Mason ha continuato ad arricchirsi di nuove soluzioni di investimento per rispondere alle esigenze degli investitori nell’attuale quadro macroeconomico. Sia in ambito azionario che obbligazionario, abbiamo lanciato nuove strategie con uno stile di gestione flessibile per catturare le opportunità offerte dal mercato in un contesto di crescente incertezza e volatilità.”
Legg Mason è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 722,9 mld USD al 28 febbraio 2017. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Sonepar Italia chiude il 2016 a + 4,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

webNei giorni in cui il mercato della distribuzione elettrica italiano è in forte fermento, in attesa della risposta da parte dell’Antitrust al nulla osta sull’acquisto dello storico Gruppo Sacchi (494 milioni di euro nel 2016, 68 punti vendita, 1055 collaboratori) da parte del Gruppo Sonepar (20,2 miliardi di Euro nel 2015, 2.800 filiali in 44 Paesi e 43.000 collaboratori), Sonepar Italia chiude il 2016. L’azienda leader italiana nel mercato della distribuzione elettrica con 91 punti vendita, 1.300 dipendenti, controllata dalla multinazionale francese Sonepar, registra un aumento del fatturato 2016 a +4,4% sul 2015. Il bilancio si chiude a 512 milioni di euro di fatturato complessivo, triplicando il margine operativo netto. I settori più rilevanti per la crescita sono stati l’e-commerce, con un fatturato a +45%, registrando nel 2016 200.000 ordini via web o app (+30% vs 2015). Ottima perfomance per i prodotti dedicati all’automazione industriale che hanno portato il fatturato a +10% contro la rilevazione di mercato fissata a +7%. Le energie rinnovabili e tutto il comparto della sostenibilità a +6%. I prodotti di lighting segnano un +3%, dato importante considerando la contrazione dei prezzi nel comparto delle lampade a LED dell’ultimo periodo.
«Dopo il triennio 2011-2014 che ha visto una contrazione di mercato del 23%, già dal 2015, e nuovamente nel 2016, il mercato della distribuzione elettrica è tornato a crescere del 2,5%, meglio in Italia rispetto ad altri mercati stranieri – spiega Sergio Novello, Presidente e AD di Sonepar Italia – Sono stati anni di crisi che hanno messo a dura prova tutto il mercato della distribuzione che ora sta cambiando. Oggi Sonepar Italia è un’azienda evoluta, profittevole, in crescita e con una tecnologia digitale all’avanguardia resa possibile anche dall’appartenenza ad un gruppo internazionale che mette a disposizione benchmark e Know How. Essere in un gruppo come Sonepar ci permette di portare nel nostro paese ciò che di meglio il mondo globalizzato ci può offrire pur rimanendo, come Sonepar Italia, fortemente radicati al territorio ed alla nostra italianità che è apprezzata in tutto il mondo».
Il mercato della distribuzione elettrica è dunque in forte cambiamento. E-commerce e innovazione, specializzazione nel supporto alla vendita, vicinanza al cliente sono stati gli elementi portanti della politica di sviluppo del brand multinazionale in Italia che ha puntato sulla formazione di alto livello dei propri dipendenti per garantire consulenze di servizio alla vendita in settori specializzati come l’automazione, il lighting, il risparmio energetico. La piattaforma e-commerce, accessibile tramite web ma anche via smartphone e tablet con l’app Sonepar Mobile, tra le più avanzate in Italia, è in grado di ricevere ordini fino a tarda sera per consegnare il materiale in cantiere, ovunque esso sia, la mattina successiva. Sonepar Italia ha inoltre riorganizzato i propri punti vendita aprendone di nuovi a Carpi (Mo), Vicenza, Ostia e uno di prossima apertura a Bari.www.sonepar.it

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Cannabis di Stato e d’importazione: Cosa cambia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

cannabisCannabis di Stato e d’importazione, ecco cosa cambia. I chiarimenti da Sifap È ufficialmente al via la distribuzione della cannabis nostrana ad uso terapeutico nelle farmacie territoriali e ospedaliere che desiderano farne richiesta, e già a fine dicembre alcuni titolari hanno cominciato ad approvvigionarsi dallo Stato. Attualmente lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze sta producendo un solo tipo di cannabis simile al bediol olandese: sono pronti per la consegna 20 chilogrammi di prodotto, ma le serre stanno lavorando a pieno ritmo e per il 2017 si preparano a “sfornare” circa 100 kg di infiorescenze. Nello stabilimento non si lavora solo sulla quantità ma anche sulla “qualità”, e i ricercatori stanno mettendo a punto un’altra varietà di cannabis che contiene solo Thc in elevata concentrazione. Approvvigionarsi è semplice, basta seguire le indicazioni riportate per esteso sul sito internet dell’Istituto farmaceutico militare, oltre che sul sito del Ministero della salute. Tra la cannabis di importazione e la produzione nostrana cosa cambia esattamente? Chi pensa si tratti solo di una questione di prezzo si sbaglia: il prezzo della cannabis importata, infatti, negli ultimi mesi è stato ribassato di circa due terzi, nel lungimirante tentativo dei distributori di rendere concorrenziale un prodotto che difficilmente sarebbe rimasto appetibile per il mercato dopo l’immissione in commercio della produzione nostrana. A chiarire cosa fa veramente la differenza è il segretario della Sifap Marco Fortini che, parlando con Farmacista33, ha spiegato come «il certificato di analisi della cannabis di Stato sembrerebbe risolvere alcune delle principali criticità date dalla poca chiarezza del certificato di analisi della cannabis di importazione. Inoltre – prosegue – si parla di infiorescenze femminili essiccate e macinate, dunque una polvere che, qualora la granulometria lo permetta, potrebbe facilitare l’allestimento di capsule preriempite invece che di cartine. Per chi deve imbastire un quantitativo importante di prodotto, specialmente farmacie ospedaliere ma anche territoriali, è sicuramente una svolta e permette di risparmiare un notevole quantitativo di tempo all’operatore». Se da una parte, dunque, ciò che potrebbe far propendere la scelta del farmacista per la cannabis statale è prettamente di natura pratica, dall’altra con l’iniziativa statale viene spianata la strada ad un processo fondamentale per un utilizzo terapeutico corretto del prodotto, ovvero la standardizzazione: «Un certificato di analisi chiaro e facilmente interpretabile è fondamentale per favorire la riuscita della standardizzazione degli allestimenti alla quale sta lavorando la Sifap – spiega Fortini – le preparazioni a base di cannabis rivestano un carattere di necessità terapeutica e quindi hanno un valore aggiunto e per questo necessitano di ordine, condivisione e standardizzazione di comportamenti e metodiche per il bene del paziente». (Attilia Burke: fonte farmacista33) (foto: cannabis)

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Legge editoria: Soldi a pioggia per chi non riesce a farsi leggere….

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

camera deputati2E’ stata approvata la legge sull’editoria: 300 milioni di euro ogni anno che -promettono- saranno piu’ mirati e trasparenti. Al suo interno finiscono i soldi che oggi vengono dati a pioggia un po’ a tutti: quotidiani e periodici (157,9 milioni nel 2016), emittenza locale (48,1 milioni) e -UDITE UDITE- anche 100 milioni del canone Rai, nel caso in cui il pagamento in bolletta porti un gettito superiore all’anno scorso; mentre le concessioni pubblicitarie daranno un contributo di 0,1% sul loro reddito annuo.
Ma ci vorra’ un decreto del Governo entro sei mesi perche’ tutto entri in funzione, specificando i beneficiari. Quindi aspettiamoci delle belle, anche perche’ e’ prevista la fine dei contributi ai giornali di partito (chi si da’ le martellate in testa?), anche se ci sono delle scappatoie che potrebbero far rientrare dalla finestra quello che e’ uscito dalla porta: tra i beneficiari sono previsti: cooperative giornalistiche; enti senza fini di lucro; giornali delle minoranze linguistiche, per non-vedenti e ipovedenti e per gli italiani all’estero, oltre alle pubblicazioni di associazioni di consumatori… si’, proprio loro, i cosiddetti paladini dei cittadini che fanno parte dei mantenuti dal Ministero dello Sviluppo Economico, le cui pubblicazioni -a parte chi fa anche l’editore (Altroconsumo)- sono note perche’ inesistenti sul mercato.
Il mercato, per l’appunto. E’ su questo che poniamo l’attenzione e facciamo una domanda: perche’ lo Stato deve finanziare delle pubblicazioni o delle trasmissioni che non riescono di per se’ ad avere lettori e spettatori? Noi potremmo capire l’aiuto pubblico per la promozione di iniziative e pubblicazioni esistenti, ma restiamo perplessi di fronte al finanziamento di per se’: spesso e’ la fonte principale (se non unica) di introito economico, e non e’ detto che si tratti di attivita’ editoriali che trovano difficolta’ nell’ambito del mercato, ma -piuttosto- attivita’ che si parlano fra di loro. Ma forse noi siamo solo sognatori, di un mondo e di una economia dei cittadini per i cittadini, che aiuti e premi gli operosi e non gli amici degli amici. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Melchioni: tre acquisizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Mag 2016

melchioni“Tre anni fa la Melchioni rischiava di restare immobile di fronte alle crisi globali e alla forte richiesta di innovazione – racconta Armando Melchioni, presidente della società commerciale fondata dal padre Mario – Il pericolo era restare quel brand prestigioso e storico sul mercato, ma senza prospettive per il futuro. Anziché rinchiuderci in noi stessi, difendendo l’esistente, abbiamo scelto la via dello sviluppo. In pochi mesi abbiamo acquisito tre aziende: Comprel, BMV e Acsel (componentistica elettronica). Ci siamo rinforzati anche grazie alle sinergie con i nuovi partner e oggi abbiamo i numeri per affrontare la distribuzione da leader e non da inseguitori”.
Il 2015 si è chiuso con un fatturato complessivo di gruppo di 120 milioni, un balzo in avanti rispetto ai 100 milioni del 2014. Gli obiettivi sono ambiziosi: 135 milioni di euro per il 2016 e almeno 150 nel 2017. “Siamo ancor oggi un’azienda famigliare, fondata da mio padre Mario. Mio figlio, che porta lo stesso nome, mi affianca come amministratore delegato. – prosegue il presidente – ed è questa la miglior garanzia di un forte impegno di sviluppo”. Dal punto di vista organizzativo Melchioni ha puntato su una divisionalizzazione spinta. I direttori di divisione sono veri e propri capi azienda, profondi conoscitori di una materia indubbiamente difficile. Il team che ogni giorno si batte in Italia e da adesso in Francia e in Cina è formato da “ingegneri della consulenza”, persone che si dedicano, giorno dopo giorno, ai clienti piccoli e medi. Basti pensare che vengono distribuiti 30 mila prodotti a 6.000 clienti.
Nel pieno della crisi economica, Melchioni ha avviato un processo di acquisizione di aziende nel settore della componentistica industriale che diventa sempre di più il core business dell’azienda. “Abbiamo iniziato da BMV,distributore di componenti passivi che permette a Melchioni di crescere come distributore nazionale per i prodotti TDK – continua Mario Melchioni – Successivamente l’azienda acquisisce da Esprinet Comprel, storica azienda del settore che, grazie ai suoi quasi 40 milioni di fatturato, ci permette di diventare il primo distributore indipendente in Italia nella componentistica industriale. E’ stata poi la volta di Acsel, specializzata nel lighting. L’acquisizione permette un grande sviluppo nel mercato dei LED industriali, già di per sè in forte crescita”.
Nel 2016 nuove sfide: Melchioni Asia e Melchioni Cina sono ormai pronte per fornire i prodotti ai clienti europei che hanno deciso di investire nel Far East. Melchioni Francia è in fase di start up. L’operazione consentirà di uscire dagli abituali confini territoriali permettendo di acquisire una dimensione europea con ulteriori prospettive di crescita. “Nel frattempo stiamo investendo nel mercato della videosorveglianza e della sicurezza – dice ancora l’ad – dove puntiamo a diventare, nel giro di pochi anni, uno dei principali player. Stessi obiettivi nel mercato dell’illuminazione che, grazie ai nuovi prodotti LED, cresce in maniera esponenziale. Abbiamo un nuovo B2B che ci consente maggiore capillarità nella distribuzione attraverso la nostra rete di clienti italiani e stranieri. Ne beneficerà soprattutto la vendita di ricambi auto e dei prodotti elettronici di consumo. Stiamo muovendoci anche nel campo del risparmio energetico. Grazie alle nostre lampade industriali a LED abbiamo conquistato clienti nelle grandi reti di logistica, nella grande distribuzione, nei siti industriali. Un esempio: il Gruppo Finmeccanica ha scelto i prodotti e i progetti Melchioni per illuminare i suoi stabilimenti produttivi.
Mario Melchioni, fondatore dell’azienda, distribuì dal 1947 un prodotto innovativo e destinato a cambiare le abitudini degli italiani: il rasoio elettrico Philishave. Nel 1955 fu la volta dei televisori, sempre della Philips. Le intuizioni sull’elettronica portano Melchioni a sviluppare rapporti con marchi di straordinaria notorietà nelle rispettive epoche: gli Hi-fi DenonToshiba; i videogiochi Atari; i computer Commodore; i monitor al plasma di Fujitsu. E poi componenti elettronici di Nec, Philips, Hitaci, Matsushita ed Elna; i mitici orologi Timex; i sistemi audio-video Irradio. Negli anni si sviluppano progetti sulle innovazioni tecnologiche e sul risparmio energetico. Oggi lo sguardo è puntato sulle auto elettriche. Un mondo illuminato a basso costo, più pulito e più sicuro. (foto: melchioni)

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Grande successo al salone del libro di Torino

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 Mag 2012

Torino. Abbiamo affrontato il mercato con determinazione, sapevamo che non sarebbe stato facile, ci abbiamo messo energia e voglia di esserci. Abbiamo creato un gruppo di lavoro che si dedica in modo esclusivo alla distribuzione: centinaia di contatti, incontri, agenti, promozione e impegno quotidiano ci hanno fatto raggiungere obiettivi che sembrava impossibile da realizzare.
Attraverso questo grande lavoro l’ostacolo della distribuzione è stato affrontato, superato e oggi possiamo serenamente affermare che la Casa Editrice Kimerik distribuisce nelle librerie (in centinaia di punti vendita in tutta Italia). Noi non stampiamo solamente, facciamo in modo che il libro sia inserito nei circuiti nazionali di vendita. Questo per un presupposto importante: abbiamo il rispetto di chi scrive. Chi sente il bisogno (dovere) di scrivere ha un’altissima motivazione e crediamo di dover dare spazio a chi ha cose interessanti. Cosa possiamo fare per realizzare il tuo bisogno di esprimerti?
Dobbiamo prima di tutto fare dei bei libri, per questo i nostri libri sono curati e realizzati dopo decine di stesure. Le copertine sono realizzate con amore, cura del dettaglio, con il desiderio di creare un’opera unica.
Eppure tutto ciò non basta. Affinché ciò che tu racconti sia letto è necessaria una buona distribuzione. Per questo abbiamo rapporti quotidiani con le librerie in tutta Italia. In fondo abbiamo l’innegabile obiettivo di rendere l’autore identificabile e riconoscibile.
Ecco l’anima celata di Kimerik, ecco perché la Casa Editrice Kimerik è una delle prime case editrici italiane per i nuovi Autori La presenza sul territorio e la diffusione in tante librerie italiane ci rendono unici.

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Calano le vendite per le Imprese toscane: -4,2% a fine 2011

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2012

Secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere, nel quarto trimestre 2011 le vendite al dettaglio in Toscana perdono oltre 4 punti percentuali (-4,2%) rispetto allo stesso periodo del 2010. Rischio disoccupazione e inflazione determinano comportamenti di spesa sempre più prudenziali nelle famiglie toscane. La conseguenza è una fine d’anno – generalmente periodo positivamente influenzato dall’andamento delle vendite natalizie – peggiore degli ultimi anni, anche del biennio di recessione 2008-2009.“C’è preoccupazione – ha commentato il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani – soprattutto per le piccole imprese (da 1 a 5 dipendenti) che, specialmente nelle aree montane e marginali, sono le più svantaggiate dalla congiuntura sfavorevole, anche se i dati parlano di netto calo di vendite anche nella media e nella grande distribuzione. È necessario a questo punto capire insieme le azioni da intraprendere per salvaguardare le piccole e medie imprese che in montagna rappresentano sviluppo e presidio del territorio, per questo siamo aperti ad un confronto”.Continuando nei dati diffusi si evidenzia che, determinante, in questo difficile panorama, è l’aumento dei prezzi al consumo dei beni del commercio al dettaglio, stimato per la toscana al + 2,2%. Il quadro più nero per le imprese commerciali con meno di 6 dipendenti che in Toscana registrano un calo del 6,4%. La situazione si fa un po’ meno pesante con il crescere delle dimensioni della struttura commerciale: nelle imprese con 6-19 dipendenti la flessione si attesta al 5,3%, nella grande distribuzione (20 dipendenti e oltre) le vendite calano dell’1,5%, il peggior risultato dal 2005 a oggi.Il settore commerciale perde soprattutto per quanto riguarda i fatturati di vendita dei prodotti non alimentari (-5,9%) che vanno peggio della media nazionale (-5,6%), ma la crisi si fa sentire anche nell’alimentare (-3,5%). Anche in questo caso si tocca il dato più negativo dal 2005 ad oggi ed è preoccupante la vistosa frenata del food nel periodo natalizio, dettata sia dall’aumento dei prezzi – che in Toscana sono passati dal +0,7% di fine 2010 al +3,0% – sia dalla minore disponibilità delle famiglie che sono obbligate a ridurre qualità, ed anche quantità degli acquisti alimentari. Anche in questo caso si salva la grande distribuzione (-0,2%), mentre le flessioni più pesanti riguardano piccoli negozi (-5,2%) e medie strutture (-2,8%).La situazione estremamente difficile del comparto no food toscano coinvolge tutte le dimensioni di vendita: piccole e medie strutture perdono rispettivamente il 6,9% ed il 6,5% di fatturato e non si salvano neanche le strutture più grandi (-3,8%). La performance peggiore riguarda le vendite di abbigliamento e accessori (-7,9%), che si attestano sul dato più negativo dal 2005. Segue il comparto dei prodotti per la casa ed elettrodomestici (-5,6%). In decisa flessione anche le vendite di altri prodotti non alimentari (-5,0%), fra cui rientrano i prodotti farmaceutici, di profumeria, libri, giornali, cartoleria e articoli di seconda mano. Unico dato positivo per ipermercati, supermercati e grandi magazzini toscani che chiudono il 2011con un leggero incremento di fatturato (+0,3%) rispetto a dodici mesi prima. La situazione appena descritta si ripercuote sulle aspettative a breve termine, con il risultato che gli indicatori di fiducia degli operatori della piccola e media distribuzione sono in caduta libera, mentre quelli delle grandi strutture decrescono, ma si mantengono su buoni livelli.

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Federfarma locali protestano contro riforma

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

 

Farmacia Trisulti

Image via Wikipedia

Serrata? No, battenti aperti. Così protesteranno le farmacie di Federfarma Oristano che domani e dopo rinunceranno alla chiusura pomeridiana, restando aperte tutto il giorno, per esprimere il proprio dissenso contro la liberalizzazione uscita dalla manovra Monti. Un dissenso che si coglie in molte zone del paese e che ha portato Federfarma Molise a inviare una lettera al ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, in difesa delle farmacie rurali. «La nostra intenzione» spiega da un lato Federfarma Oristano «è di informare la popolazione su quali danni si verificheranno se le liberalizzazioni annunciate, con un tale livore, dal governo e da alcuni parlamentari, andranno avanti. Indicheremo quali partiti e parlamentari e per quali motivi hanno intrapreso una vera e propria battaglia contro il sistema farmacia». Federfarma Molise denuncia invece il fatto che le farmacie rurali sono «figliastri» invece che «figli» e invoca quell’ascolto che in tanti anni non hanno ancora ricevuto: «Si stabiliscano di concerto con le nostre organizzazioni sindacali regole nuove, ma stabili che possano soddisfare tutti» è la richiesta. Perché chi lavora in una farmacia rurale «non sa certo cosa vuol dire ricchezza e opulenza». E ancora: «Le chiedo rispetto per quei milioni di utenti-pazienti che gravitano nei piccoli comuni, la cui maggioranza ha più di 65 anni e non ha la possibilità di andare nella grande distribuzione organizzata. Cosa faranno questi cittadini quando le piccole farmacie saranno costrette a chiudere?».(fonte farmacista33)

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U.S.A.: dividenti più alti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Primo maggio, i pensionati di oggi i lavorator...

Image by paolobalestra via Flickr

La sempre maggiore domanda di un reddito dopo il pensionamento sta spingendo le aziende americane ad adottare politiche per la distribuzione dei dividendi che vada incontro agli investitori che andranno in pensione a breve e che cominceranno ad avere bisogno di rendimenti regolari, afferma Peter Vanderlee, Managing Director di ClearBridge Advisors, una sussidiaria Legg Mason.Vanderlee, gestore del portafoglio di ClearBridge, spiega che storicamente le società americane hanno avuto sempre meno incentivi per distribuire utili agli azionisti tramite dividendi. Ora però che decine di milioni di persone della generazione dei baby boeme stanno cominciando ad andare in pensione senza risorse sufficienti, generando una domanda per azioni che pagano dividendi, le corporation americane si trovano costrette a cambiare politica.“Sono 76 milioni i baby boomer che andranno in pensione a breve senza risparmi sufficienti. Inoltre, anche gli investitori istituzionali, come i fondi pensioni, le fondazioni ed altri enti non a scopo di lucro, sono alla ricerca di strategie che tramite i dividendi rimpolpino gli utili degli investimenti. È chiaro ormai che le società hanno cominciato a tentare di soddisfare questa domanda, come nel caso di Microsoft che ha alzato il dividendo del 25%. E non lo stanno facendo solo i giganti, perché vediamo nuove politiche analoghe in tutto il settore corporate”.Vanderlee ricorda che, nel secondo trimestre del 2011, l’ammontare complessivo dei dividendi distribuiti è salito rispetto allo stesso periodo del 2010 del 32.5%. Il fatto che aumenti il numero delle aziende in grado di pagare dividendi o di incrementarli, spiega Vanderlee, testimonia del miglioramento registrato nei bilanci delle società dopo la crisi del 2008.“In questo momento, i bilanci societari Usa, hanno abbondante liquidità. Sono i bilanci più robusti da decenni”, dice Vanderlee. “Dopo la crisi del 2008, nei bilanci, la combinazione tra posizioni consistenti di liquidità e il rientro dall’indebitamento hanno permesso alle aziende di disporre di una flessibilità finanziaria sufficiente per migliorare la sostenibilità dei dividendi, oltre che per aumentarli. Inoltre, molte corporation stanno generando utili molto robusti che supportano ulteriormente la distribuzione”.Tuttavia, fa notare Vanderlee, anche se i dividendi continuano a migliorare, le valutazioni delle società in termini di price/earning rimangono ancora relativamente depresse. “Le valutazioni sono basse e interessanti e, difatti, non stiamo pagando molto per i nostri acquisti. La media dei multipli dello S&P 500 a lungo termine è stata di circa 17 volte, ben sopra le 12 volte attuali, quindi vediamo in questi titoli una buona opportunità a lungo termine per incrementi del capitale e dividendi sempre più alti”.Anche se sono molte le società Usa che ora stanno correndo ai ripari sul fronte dei dividendi, altre hanno una lunga storia continuativa di distribuzione di dividendi, aggiunge Vanderlee ricordando Johnson and Johnson, che per 48 anni consecutivi ha alzato il dividendo, e Kimberley-Clark, che ha continuato ad alzarlo per 39 anni consecutivi. È questa coerenza che sarà vitale per gli investitori nei prossimi anni.”Continuando a rafforzarsi, i dividendi consentono agli investitori di fare fronte all’inflazione e di non subirne gli effetti”, dice Vanderlee. “Questo è particolarmente importante per la generazione del baby boom che ha bisogno di proteggere i risparmi destinati al pensionamento. Un aspetto incoraggiante è che il rapporto tra utili e dividendi distribuiti è in generale ancora basso e quindi c’è molto spazio perché le società incrementino gli utili distribuiti. Piuttosto che alla fine di questo fenomeno riguardante il reddito, siamo all’inizio è questo il momento giusto perché gli investitori si muovano”

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Potenziamento dell’intervento d’emergenza in Somalia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

La crisi in Somalia si fa sempre più grave e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) decide di rafforzare il proprio intervento d’assistenza nel paese attraverso una serie di operazioni di distribuzione aiuti nelle regioni centrali e meridionali. Le difficoltà di accesso costituiscono ancora un serio impedimento, ma anche grazie alla collaborazione con le agenzie partner operanti sul terreno l’UNHCR ha finora potuto distribuire kit di assistenza a circa 90.000 persone a Mogadiscio e nelle regioni di Belet Hawa e Dobley, nel sud-ovest. Altri aiuti non alimentari per circa 126.000 persone saranno consegnati a partire da oggi in altre aree delle regioni di Gedo e Lower Juba. Ulteriore assistenza è poi in arrivo a Mogadiscio, nel corridoio di Afgooye e più a sud-ovest nella regione di Lower Shabelle. L’UNHCR è inoltre impegnato nel potenziamento dei meccanismi per monitorare gli spostamenti di popolazione e la situazione della protezione nei corridoi che conducono ai campi di rifugiati di Dolo Ado e Dadaab, rispettivamente in Etiopia e Kenya. Obiettivo dell’Agenzia è quello di migliorare ulteriormente gli interventi d’emergenza grazie alle informazioni derivanti da registrazioni dei flussi più ravvicinate. L’UNHCR è il principale fornitore di questo genere di informazioni per le altre agenzie dell’ONU e le organizzazioni non governative attive in Somalia. Lo stato di salute di molti rifugiati che arrivano nei campi dei paesi vicini è particolarmente grave. Ed è per questo che l’UNHCR considera di vitale importanza che le persone in Somalia possano ricevere assistenza nel luogo in cui si trovano. In determinate circostanze, quest’operazione può anche ridurre la necessità di attraversare le frontiere e riversarsi nei paesi limitrofi dove i campi di rifugiati sono già sovraffollati. L’Agenzia continuerà a valutare tutti i possibili mezzi per rafforzare ulteriormente il proprio impegno all’interno della Somalia.

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Distribuzione indipendente

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Roma 6 Luglio 2011 alle ore 20 presso la Casa del Cinema di Roma (Largo Marcello Mastroianni, 1 – Villa Borghese), sarà presentato il progetto Distribuzione Indipendente e il suo primo Catalogo.
Distribuzione Indipendente è una rete distributiva libera per il cinema indipendente e d’autore, un ponte tra le opere filmiche e il pubblico nazionale e internazionale, un’idea fondata sulla sinergia tra artisti e operatori del settore. Il progetto è ideato e gestito da Giovanni Costantino, Alessandra Sciamanna e Daniele Silipo, patrocinato dall’A.G.P.C. (Associazione Giovani Produttori Cinematografici) e sostenuto da C.G.S. (Cinecircoli Giovanili Socioculturali), F.I.C.C. (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema), Cinematografo Poverania e Tauma Produzioni. Le opere raccolte all’interno del Catalogo 2011/2012 – lungometraggi, documentari, cortometraggi, e una rassegna interna tutta dedicata al cinema no budget, per una selezione che tocca i generi più disparati – saranno diffuse e proiettate da Ottobre prossimo su tutto il territorio italiano, grazie ad un sistema di distribuzione alternativo che ad oggi conta più di 260 schermi, tra Circoli, Cineclub, Cinema d’essai e Associazioni culturali.

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Disomogeneità del federalismo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Da quando è entrato in vigore, il decentramento regionale delle competenze sulla sanità ha comportato un ampliamento significativo delle differenze fra Regioni, con un federalismo che rischia di travolgere i territori più deboli, perché è portato avanti senza fare sì che gli standard di costo e servizio delle eccellenze diventino un dato comune. La denuncia è di Paolo Tagliavini, presidente di Federfarma Servizi, intervenuto al convegno di giovedì scorso “Federalismo e distribuzione farmaceutica. I criteri di misurazione dell’efficienza”. «Come distribuzione farmaceutica» spiega Tagliavini, «ci auguriamo il superamento della frammentarietà dell’assistenza e degli squilibri territoriali, non solo tra regione a regione, ma anche tra le Asl». Frammentarietà di cui non mancano esempi: «Basti pensare che i farmaci a base del principio attivo bicalutamide, utilizzati per la cura del carcinoma alla prostata, vengono distribuiti per la quasi totalità in farmacia nel Lazio, in Puglia, in Lombardia e in Basilicata, mentre passano quasi totalmente per le Asl in Abruzzo e Molise. Per quanto riguarda poi i pazienti affetti da sindrome coronarica, una patologia in forte diffusione, possono curarsi quasi completamente nei presidi sul territorio in Piemonte, Val d’Aosta e Basilicata, mentre in Abruzzo e Molise devono recarsi presso le Asl, dove vengono distribuiti l’80% dei medicinali per questa malattia». E ancora: i farmaci a base di aripiprazolo, per il trattamento della schizofrenia, sono disponibili in farmacia per la quasi totalità in Liguria, Lazio, Abruzzo e Molise, mentre in Campania per oltre il 50% sono erogati dalle Asl. «È alla luce di questa situazione che riteniamo si debba fare ancora molto per garantire un accesso uniforme all’assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale, superando l’attuale frammentazione del sistema distributivo».

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Acquisti uova di Pasqua

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

“E’ questo il momento giusto per comprare l’uovo di Pasqua”. E’ quanto afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che spiega: “Per risparmiare bisogna evitare l’acquisto dell’ultimo minuto quando i prezzi tendono ad aumentare: conviene, invece, muoversi per tempo, approfittando delle offerte della grande distribuzione o anche dei piccoli punti vendita, controllando però sempre con molta attenzione la data di scadenza”. “Per scegliere poi l’uovo di cioccolata -prosegue Dona- è fondamentale leggere l’etichetta, vera e propria carta d’identità del prodotto. Occhio allora alla dizione ‘cioccolato puro’ che è riservata a quello non contenente oli tropicali o altri grassi vegetali, ricordando che in caso contrario deve essere obbligatoriamente riportata la dicitura, ben visibile e chiaramente leggibile, ‘contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao’ “. “Se poi nella denominazione vengono usati aggettivi che danno al consumatore un’idea di maggiore qualità -continua Massimiliano Dona- le caratteristiche devono essere migliori: ad esempio, il cioccolato ‘finissimo’ o ‘superiore’ deve avere almeno il 43% di cacao (e non il 35%)”. “Esaminando le etichette -conclude il Segretario generale- si possono anche avere delle indicazioni utili sul prezzo adeguato del prodotto. Considerato che il contenuto in cacao della cioccolata è inferiore al 50% e valutati i costi di produzione, quelli per la confezione ed anche quelli della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi intorno ai 30-40 euro al Kg”.

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Attività casa vinicola di Missaglia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

La Casa Vinicola di Missaglia ha chiuso il 2010 con un fatturato pari a 52 milioni di euro, con un +6% nel mercato italiano e un +7% dell’export, che ha raggiunto quota 25% sul giro d’affari. L’avvio del nuovo anno non poteva essere migliore: a gennaio, la crescita è stata del 14,6% in Italia e del 23% sui mercati internazionali. Risultati così importanti sono il frutto di una strategia molto ben definita. In Italia, Caldirola ha lavorato molto per rafforzare il legame con la distribuzione moderna: non solo i grandi nomi della grande distribuzione (che rappresenta il 50% del giro d’affari), ma anche le molte insegne della distribuzione organizzata (salita al 15%), diffuse capillarmente sul territorio italiano e quindi in grado di assicurare fatturato, distribuzione sia ponderata che numerica. Oggi nel portafoglio DOC e DOCG di Casa Vinicola Caldirola continua a spiccare il Montepulciano d’Abruzzo DOC, con una quota 2010 pari al 38%, seguito dal Barbera d’Asti DOCG attestato sul 22% e dal Barbera Oltrepo DOC (10%). Leader assoluta in GDO nel segmento vetro con 47,5 milioni di bottiglie, al classico formato da 0,75 lt si aggiungono quelli da 0,25 lt, 0,50 lt, 2 lt, 5 lt e brik. Merita una sottolineatura l’investimento per dotarsi di una macchina per il soffiaggio delle dame da 5 litri, che rappresentano il 26% dell’offerta Cadirola in fatto di formati. E la costante attenzione nei confronti del Magnum da 1,5 litri, mercato maturo ma pur sempre molto importante, se si pensa che vale in Italia circa 50 milioni di litri (e per Caldirola copre una quota del 12% nei formati). Anche l’export ha regalato grandi soddisfazioni a Caldirola, cresciuta non solo nei mercati in cui già vanta una buona penetrazione, quali Germania, Spagna, Russia ed Est Europa, ma anche negli Usa, in Asia e Brasile, aree di sviluppo assai interessanti. È di questi giorni, infine, un’importante “new entry” per il mercato asiatico: il nuovo agente commerciale di Caldirola in Giappone. (michele radaelli)

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Rifiuti elettronici, i primi risultati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

Sono oltre 4mila le tonnellate di rifiuti elettronici che sono state ritirate nel 2010 dai negozi della distribuzione moderna. Sulla base dei primi risultati rilevati da Ecolight, consorzio che si occupa della gestione dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e che offre il servizio di raccolta e smaltimento a oltre 3mila esercizi commerciali in tutta Italia, in soli sei mesi il mondo della grande distribuzione ha dato un significativo impulso ad una corretta raccolta e smaltimento dei rifiuti elettronici. Il cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, che è diventato operativo nel giugno scorso dando ai negozi il compito di ritirare i rifiuti elettronici dai propri clienti, sta quindi iniziando a dare i primi risultati significativi. La legge prevede che, al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica, il consumatore può consegnare al rivenditore il proprio vecchio elettrodomestico. Il commerciante deve ritirarlo gratuitamente e smaltirlo nel rispetto delle norme.
«È stato fatto un importante passo in avanti sotto il profilo normativo e della sensibilizzazione, anche se è ancora molta la strada da fare», precisa il presidente di Ecolight, Walter Camarda. «Come consorzio per la gestione dei Raee che raccoglie oltre il 90 per cento della Grande distribuzione organizzata abbiamo voluto offrire un servizio ai punti vendita il più possibile efficace, in modo da sgravarli da questo nuovo obbligo». Un servizio “su misura” che potesse rispondere alle diverse necessità, perché le esigenze di un piccolo negozio non sono ovviamente identiche alle grandi catene dell’elettronica. Prosegue il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio: «L’avvio non è stato semplice, ma registriamo una costante tendenza al miglioramento». La raccolta è aumentata nell’ultimo trimestre del 2010: rispetto al periodo luglio-ottobre, infatti, i quantitativi di Raee ricevuti dai negozi sono raddoppiati. E nel solo mese di dicembre sono state sfiorate le mille tonnellate. La maggior parte dei rifiuti appartengono al raggruppamento R2 che raccoglie i “grandi elettrodomestici” come lavatrici, lavastoviglie e forni. Sono stati invece più di diecimila i televisori avviati al recupero. Ancora piuttosto basse le quantità dell’elettronica di consumo, ovvero piccoli elettrodomestici, computer, hi-fi e telefoni.
Notevoli sono stati gli investimenti per dare seguito agli adempimenti amministrativi, per strutturare la logistica di ritorno dei Raee e per fare diventare gli esercizi commerciali luoghi idonei e autorizzati alla raccolta degli apparecchi a fine vita riportati dai clienti. Il risultato raggiunto è quindi un punto di partenza sul quale lavorare non solamente per migliorare il servizio, ma anche per sensibilizzare sempre più il consumatore sul fatto che il rifiuto elettronico deve seguire un preciso percorso di smaltimento. Solo così eviteremo la dispersione nell’ambiente di sostanze inquinanti e permetteremo il recupero di importanti materie prime seconde».
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.200 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolight.it.

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La popolazione invecchia in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Gli over 65 sono il 16,9% della popolazione, in Italia il 19,9%, nel Veneto il 19,4%. L’ULSS 16 di Padova vive una transizione demografica caratterizzata da un elevato indice di vecchiaia: si contano 157 persone con più di sessantacinque anni ogni 100 bambini tra gli 0 e i 14 anni.  Migliorare la formazione degli operatori che lavorano con gli anziani, creando modelli innovativi a valenza europea, condividere conoscenze ed esperienze al fine di raggiungere risultati validi su larga scala nel campo dell’educazione permanente degli anziani, implementarne la diffusione anche attraverso la produzione e distribuzione sul territorio veneto di materiale didattico: queste le finalità del Progetto Europeo EHLE (Empowering Health Learning in the Elderly – Educare l’anziano alla promozione della salute) – Programma di Educazione Continua (Life Long Learning) della Comunita’ Europea – Azione Grundtvig che vede in prima linea la Regione Veneto e l’ULSS 16 di Padova, project leader insieme a Francia (Uncass – Union nazionale des Centres Communaux d’action sociale di Parigi), Spagna (Universidad permamente de la Universidad de Alicante) e Olanda (Vu University Medical Center di Amsterdam). La Commissione Europea ha identificato come priorità del suo Programma Grundtvig la creazione di nuove opportunità di educazione rivolte ad adulti e anziani particolarmente vulnerabili, a rischio di marginalità sociale perché a bassa scolarizzazione o usciti precocemente dal mondo del lavoro: il Progetto EHLE valuterà come i messaggi su stili di vita sani vengono percepiti tra gli over 65, approfondendo come l’informazione su quattro ambiti tematici (cibo e alimentazione, uso di farmaci, attività fisica, abitudini di vita quali fumo, alcool ed altri fattori di rischio) viene veicolata attraverso i canali della pubblicità, dell’informazione al consumatore e del marketing.  Il target è composto da professionisti quali medici, farmacisti, infermieri, operatori e volontari che lavorano all’interno di  enti e organizzazioni per anziani. EHLE si prefigge dunque di sviluppare un omogeneo approccio nei quattro Paesi partners (Italia, Francia, Spagna, Olanda) per la costituzione finale di un pacchetto formativo che sarà messo a disposizione di quanti, a vario titolo, si rapportano con la terza età. “L’obiettivo del progetto – spiega il dr. Fortunato Rao, Direttore Generale dell’ULSS 16 – è quello di creare uno strumento formativo semplice e facilmente applicabile che risponda alle esigenze di una società dove la vita media è in costante aumento. Dunque si rende sempre più necessario aiutare le persone anziane a compiere scelte informate nel campo dell’alimentazione e delle abitudini di vita, garantire che i messaggi pubblicitari sul cibo e stili quotidiani non siano ingannevoli nei confronti dei consumatori più vulnerabili, sviluppare e divulgare messaggi chiari e semplici per contribuire a mantenersi in salute”.

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Nuovo direttore alla microsoft

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Microsoft Italia affida ad Aldo Rimondo la responsabilità di sviluppare le attività di business e marketing del mercato Piccola e Media Impresa e del canale della distribuzione. Con la qualifica di Direttore Small Medium Business & Distribution, Aldo Rimondo riporterà a Christoph Bischoff, Direttore della divisione Small & MidMarket Solutions & Partners di Microsoft Italia, e lavorerà in sinergia con la Divisione OEM guidata da Fabrizio Fassone seguendo le opportunità rivolte al mercato PMI e la distribuzione.  “Sono molto felice di annunciare l’ingresso in Microsoft di Aldo Rimondo: grazie alla sua esperienza e alla sua profonda conoscenza del mercato, saprà individuare potenzialità e opportunità del settore e supportare al meglio le piccole e medie imprese”, ha commentato Christoph Bischoff.
Prima di approdare in Microsoft, Aldo Rimondo è stato per tre anni in Citrix con la qualifica di Managing Director della sede italiana, dove ha contribuito alla costante crescita dell’azienda. Precedentemente, Rimondo ha lavorato in Trend Micro in qualità di Vice President Marketing EMEA e prima come Business Unit Manager. Prima ancora, è stato Sales Manager EMEA Software Retail Solutions Nordic Countries in NCR e General Manager South Europe in Santa Cruz Operation.  Rimondo, che vanta un’esperienza di ventisei anni nel settore IT e ha iniziato la sua carriera in NCR e HP, è laureato In Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano.

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Nomi e numeri contro la mafia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Locri 7 dicembre 2010 – ore 11.00 presso l’Agenzia di Inclusione Sociale “Vincenzo Grasso” conferenza stampa. L’associazione LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, in occasione della giornata del 9 dicembre, Giornata Mondiale contro la Corruzione, ha pensato di lanciare una grande ed importante mobilitazione (in collaborazione con Avviso Pubblico) per sensibilizzare l’opinione pubblica e richiedere urgentemente azioni concrete da parte dello Stato. La campagna prevede la distribuzione di almeno 1 milione di cartoline da far sottoscrivere ai cittadini e da inviare al Capo dello Stato con la proposta di ratifica ed applicazione immediata dei trattati internazionali sulla corruzione. La distribuzione delle cartoline, accompagnata da un depliant illustrativo, avrà luogo in decine di piazze italiane, con appositi gazebo o banchetti allestiti dai nostri volontari.Il Coordinamento di Libera Locride intende promuovere tale iniziativa anche nel nostro territorio contribuendo attivamente al raggiungimento dell’importante obiettivo descritto sopra. Al fine di presentare adeguatamente l’iniziativa in questione, il coordinamento ha pensato di convocare una conferenza stampa, in concomitanza con la conferenza stampa nazionale.

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