Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘distruzione’

Veneto – frane – distruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

“In Veneto ci sono ben due luoghi naturalistici di alto valore, quali la Gola dei Serrai di Sottoguda e la Valle di San Lucano che sono state praticamente cancellati. La Valle di San Lucano ha un valore geologico importante ed ora tutte le sue caratteristiche ambientali sono state completamente cancellate. Rocca Pietore, uno dei borghi più belli d’Italia è stato durissimamente colpito. Ben 3 milioni di piante abbattute, 50.000 gli ettari segnati per almeno un SECOLO, migliaia di metri cubi di acqua e detriti nel Garda dall’Adige con non pochi problemi per le specie ittiche e per il delicato ecosistema del Lago di Garda. Un patrimonio umano e culturale chiamato a reagire. Parliamo di circa 10.000 famiglie isolate soprattutto nelle zone del Feltrino e dell’Agordino, ma anche il Comelico e l’Ampezzano, Alpago, l’altipiano di Asiago ed il Cansiglio. Sono tutti luoghi che rappresentano alcune tra le principali peculiarità naturalistiche e tradizionali del Veneto. Sul posto quasi 1000 le persone impegnate ed un esercito di volontari e tra questi anche le guide AIGAE”. Lo ha affermato Andrea Gelmetti, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE del Veneto che sta seguendo costantemente l’evolversi della situazione. Anche in Veneto molte guide stanno offrendo un contributo concreto sui luoghi colpiti.
“Preoccupazione anche per le specie ittiche e per il delicato ecosistema del Lago di Garda. In un certo senso non possiamo non sentirci coinvolti in questa situazione; fare la guida ambientale escursionistica non vuol dire solo accompagnare ma molto di più: significa partecipare – ha continuato Gelmetti – essere complici del territorio, raccogliere la memoria, trasferirla e tramandarla, alimentare e sostenere le piccole economie rurali. Il nostro impegno adesso é quello di proseguire con professionalità e responsabilità su questa strada, perché le persone i territori colpiti da queste avversità sono in qual modo la nostra casa”. In Friuli rasa al suolo una seconda Foresta dei Violini, famosa nel mondo per gli abeti rossi.“Dopo quella di Stradivari è andata abbattuta anche un’altra foresta dei violini: la foresta della Val Saisera la seconda foresta dei violini colpita. Era l’estremo baluardo difensivo dell’Impero Asburgico. La foresta degli abeti rossi che hanno dato vita a violini oggi famosi nel mondo. In questo momento la nostra guida Fulvio Pisani si sta recando proprio in questa foresta.Isolate intere valli come la val Cellina,Val Vajont, Val Degano – ha dichiarato Franco Polo, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE del Friuli Venezia Giulia che è in costante contatto con le guide che sono sul posto – l’alta Val Tagliamento, la zona di Sauris e dal Friuli la località turistica di Sappada per non parlare delle diverse frazioni isolate in un territorio di 300 km quadrati. Il danno al patrimonio naturale è pesante con ferite che non si rimargineranno subito. Un esempio per tutte la statale 251 interrotta da domenica a questa mattina per l esondazione del Cellina eppure lo stesso tratto era stato costruito e riparato nel 2015 con la promessa che l’ esondazione non si sarebbe più verificata per almeno 7 anni. E ancora paesi senza corrente elettrica, 26 comuni in Carnia con l’ obbligo di bollire l’ acqua perché gli acquedotti sono mal ridotti ed infine un paese senza acqua Forni Avoltri, danni dunque ma a questo ci sarà rimedio, questa gente a cui va tutta la solidarietà del mondo perché non chiedono nulla che di ricostruire di riparare i danni”. “Le valli delle Dolomiti friulane zona UNESCO sono inaccessibili per e frane. Siamo dinanzi ad un danno di cui non abbiamo ancora coscienza. Ho visto interi versanti con schianto di alberi e penso all’inevitabile dissesto che seguirà. Il bosco del Pradut è praticamente al suolo. Inaccessibile anche il mitico campanile di Val Cimoliana. I luoghi di Mauro Corona colpiti e feriti….. Ciò che colpisce non è l acqua alle alluvioni siamo abituati – ha concluso Polo – ma l energia del vento , forte come in mare aperto, ma qui siamo in montagna e se il vento entra in valle prende velocità. E’ un fenomeno sempre più frequente. Ora tocca ricostruire preservare e capire che si può ancora vivere con la natura anche perché queste zone sono un inno alla vita” .“Esprimiamo profonda solidarietà – ha dichiarato Filippo Camerlenghi, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE – e confermiamo la nostra disponibilità nell’essere al fianco di tutte le popolazioni colpite anche nella fase post – emergenziale. Piangiamo con i loro cari tutte le vittime. Siamo al fianco di tutto l’indotto duramente colpito ed al più presto penseremo ad iniziative mirate così come accadde in occasione del terremoto che colpì l’Italia Centrale. Il Patrimonio Ambientale italiano ha subito un duro colpo, praticamente senza precedenti. Intere Foreste, Boschi ed aree UNESCO ritenute Patrimonio dell’Umanità sono state praticamente rase al suolo con paesaggi esteticamente modificati. AIGAE c’è, è al fianco di tutti i popoli colpiti. Le nostre guide al momento stanno anche operando sul territorio, in quanto sentinelle di quei borghi e di quei luoghi”.

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Livorno: temporali con morti e distruzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

livorno“In Italia sta aumentando in maniera esponenziale il dissesto idrogeologico e soprattutto l’ associato rischio specifico per l’uomo. Ancora una volta contiamo i morti, frutto di una cattiva gestione del territorio e delle opere idrauliche spesso mal gestite ma allo steso tempo, notiamo che la popolazione non sa come comportarsi quando c’è un’alluvione o di qualsiasi altra emergenza atmosferica. Nel caso specifico di Livorno è fondamentale rivedere l’assetto idraulico della città ed in particolare del Rio Maggiore – in più punti tombinato nel suo corso prosomi alla foce – per tentare di arginare i frequenti ma non rovinosi allagamenti che si verificavano nell’area di Via Nazario Sauro. Neppure i recenti lavori di messa in sicurezza mediante la costruzione di vasi di espansione hanno risolto il problema che anzi si è mostrato in tutta la sua drammaticità”. E’ l’allarme – denuncia del climatologo Massimiliano Fazzini, Docente dell’Università di Camerino e Ferrara, ricercatore, geologo, importante studioso di tali fenomeni ed esponente dell’Associazione Nazionale dei Geomorfologi Italiani.“Le precipitazioni occorse nell’area metropolitana di Livorno sono state comprese tra 180 e 270 millimetri, valori estremamente elevati in relazione al lasso temporale in cui sono cadute – circa 150 minuti. A confermare l’abbondanza delle precipitazioni – ha continuato Fazzini – si pensi che nei primi otto mesi dell’anno erano caduti in questa area cumulate simili – mediamente circa 250 millimetri – e che la precipitazione media per l’intero mese di settembre si aggira sui 100 millimetri. Se attualmente queste cumulate meteoriche possono avere tempi di ritorno semi secolari, è molto probabile che tre un ventennio esse possano divenire se non comuni piuttosto frequenti. IL ricorso, da parte degli organi amministrativi, alla realizzazione di Piani locali di Adattamento ai Cambiamenti Climatici o dei PAESC (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) si fa quindi sempre più urgente e decisivi per pianificare il futuro delle comunità, soprattutto in relazione all’annullamento del rischio”. (foto: by Il fatto quotidiano)

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Testimonianze documentarie dalle chiese di Cori monte distrutte nel 1944

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

coricori1Cori.  Sabato 29 Aprile, alle ore 16:30, l’archivista Laura Carpico chiude il primo ciclo di conferenze del 2017 presso il Museo della Città e del Territorio di Cori.
E’ l’ultimo del primo ciclo di conferenze del 2017 promosso dalla Direzione scientifica del Museo, dalle associazioni culturali Arcadia e Amici del Museo e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cori.
Il prossimo convegno è il frutto di un lavoro archivistico che ha avuto inizio da un elenco di consistenza e si è evoluto sino ad arrivare alla redazione di un vero e proprio inventario degli archivi superstiti di Santa Maria della Santissima Trinità e della collegiata di San Pietro in Cori monte, distrutte dai bombardamenti del gennaio 1944. Questi archivi costituiscono la sola ed unica testimonianza dell’attività delle due chiese dal 1572 al 1944.Oggi questi archivi parrocchiali sono conservati presso la chiesa di San Pietro e Paolo, ma a causa del precario stato di conservazione della quasi totalità dei registri e affinché ne sia tutelata al meglio l’integrità, questi non sono ammessi alla consultazione, almeno fino a quando non ne sarà stabilita la natura giuridica e non saranno stati effettuati mirati interventi di restauro da parte di professionisti qualificati.Si parlerà dunque degli archivi parrocchiali superstiti, verranno proiettate varie fotografie riguardanti tutta la documentazione rinvenuta, si avrà modo di conoscerne la consistenza, il reale stato conservativo e si spiegherà in che modo è stato redatto l’inventario, pertanto verrà analizzato il vero e proprio lavoro d’archivio. Il 20 Maggio inoltre il Museo della Città e del Territorio di Cori aderirà alla Notte Europea dei Musei. (foto: cori)

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La “distruzione” del PD

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

matteo renzi“Certamente è finito il Partito democratico così come lo abbiamo conosciuto. Finalmente, aggiungo. Dieci anni di equivoci di un Pd nato sulle spoglie del Pci-Pds-Ds e sulle spoglie della democrazia cristiana di sinistra. Un partito figlio del ‘ma anche’ di Veltroni, senza base culturale, ideologica e valoriale, se non quella di stare al potere. L’unica finalità del Pd è stata quella di tenere ancora per un po’ nella mani il potere”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Radio Radicale.“Renzi è riuscito con la sua personale smania di potere a distruggere il progetto del Pd. Da questo punto di vista bisogna dirgli grazie.Se ci sarà la scissione avremo un Pd senza sinistra, solo con qualche residuato bellico, e sarà esclusivamente il partito di Renzi. E poi avremo una sinistra veterocomunista. Sarà comunque un big bang che non potrà che far bene alla democrazia italiana. Un equivoco che viene meno. Saranno poi le elezioni, le amministrative prima e le politiche poi, che decreteranno l’inizio di questa nuova fase”.

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Indonesia: Distruzione delle foreste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

Forest fires adjacent to a house in Kapuas district, Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia. Forest fires are a threat to the health of millions. Smoke from landscape fires kills an estimated 110,000 people every year across Southeast Asia, mostly as a result of heart and lung problems, and weakening newborn babies.

Forest fires adjacent to a house in Kapuas district, Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia.
Forest fires are a threat to the health of millions. Smoke from landscape fires kills an estimated 110,000 people every year across Southeast Asia, mostly as a result of heart and lung problems, and weakening newborn babies.

Burned peatland and forest remains, planted with oil palm seedlings, near the Nyaru Menteng Orangutan Sanctuary west of Palangkaraya, Central Kalimantan. The most recent public maps, several years old, do not indicate that any oil palm concession has been granted in this area. Unless government ensures that all company land tenure is available for public scrutiny, those profiting from fires cannot be held accountable.

Burned peatland and forest remains, planted with oil palm seedlings, near the Nyaru Menteng Orangutan Sanctuary west of Palangkaraya, Central Kalimantan. The most recent public maps, several years old, do not indicate that any oil palm concession has been granted in this area. Unless government ensures that all company land tenure is available for public scrutiny, those profiting from fires cannot be held accountable.

JAKARTA (INDONESIA). Greenpeace diffonde nuovi foto e video che mostrano il recente impianto di piantagioni di palma da olio al posto delle foreste torbiere distrutte dagli incendi che divampano da settimane nella regione Kalimantan. Il video inoltre mostra l’impatto degli incendi sulla popolazione degli ultimi oranghi del Nyaru Menteng Orangutan Sanctuary.Greenpeace chiede al governo indonesiano di impedire che si possa trarre profitto dalla distruzione delle foreste e dalla conseguente emergenza ambientale e sanitaria provocata dagli incendi, dal fumo e dalle ceneri che soffocano la regione.Dopo settimane di emergenza roghi, diventa sempre più grave il rifiuto del governo indonesiano di rendere pubbliche le mappe aggiornate che mostrino i siti di produzione di olio di palma e le concessioni forestali a norma, con dati relativi alla perdita di copertura arborea e foreste primarie. Questa inaccettabile posizione è inoltre accompagnata da fatti gravi, come l’incendio sospetto che la settimana scorsa ha distrutto gli archivi cartacei del Dipartimento delle Finanze del governo del Kalimantan.
Tutto ciò determina l’impossibilità di definire con esattezza il danno reale che gli incendi stanno provocando e fare chiarezza sulla legalità delle piantagioni di palma da olio. A riprova di ciò, il mese scorso la Commissione anti-corruzione ha riferito che, negli ultimi dieci anni, la deforestazione illegale è costata all’Indonesia nove miliardi di dollari in royalties del legno perdute.«Questi incendi sono uno dei peggiori disastri che abbiano mai colpito il Paese: è

Fires at the peatland in the district of Kapuas in the Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia. Peatland soils store a massive amount of carbon. When peatlands are cleared and drained for plantations, they degrade and the carbon they store starts to release into the atmosphere as CO2 emissions. If peat soils catch fire, they can smoulder away below the soil surface, which is exceedingly difficult to extinguish.

Fires at the peatland in the district of Kapuas in the Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia.
Peatland soils store a massive amount of carbon. When peatlands are cleared and drained for plantations, they degrade and the carbon they store starts to release into the atmosphere as CO2 emissions. If peat soils catch fire, they can smoulder away below the soil surface, which is exceedingly difficult to extinguish.

Orangutan on the banks of the Rungan river in Central Kalimantan province. Fires raged in critical orangutan habitat in October, including here on the edges of the Nyaru Menteng orangutan sanctuary.

Orangutan on the banks of the Rungan river in Central Kalimantan province. Fires raged in critical orangutan habitat in October, including here on the edges of the Nyaru Menteng orangutan sanctuary.

impensabile che sia consentito trarre profitto da una tale crisi. Il Presidente indonesiano Joko Widodo deve impegnarsi urgentemente nel ripristino delle foreste distrutte, impedendo che altre palme da olio vengano piantate», afferma Martina Borghi, campaigner Foreste di Greenpeace Italia.Un portavoce dell’Associazione Indonesiana di Produttori di Olio di Palma ha dichiarato che l’industria dell’olio di palma è vittima di una campagna diffamatoria, e ha suggerito che gli incendi siano stati orchestrati per danneggiare l’immagine dell’industria dell’olio di palma in Indonesia. Tuttavia, quando Greenpeace aveva visitato la zona interessata dagli incendi, lo scorso 27 ottobre, la popolazione locale aveva dichiarato agli investigatori che l’area era stata bruciata due volte: una pratica illegale ma molto comune per preparare il suolo per la palma da olio. «La polizia sta ancora indagando su quanto successo in quest’area per determinare se ha avuto luogo un reato. Eppure qualcuno sta già sfruttando la devastazione causata dagli incendi per piantare palma da olio. A chi appartiene davvero questa terra? Gli incendi sono stati appiccati dolosamente? Non lo sapremo finché il governo non pubblicherà le mappe delle concessioni e prenderà seri provvedimenti nei confronti di chi vorrebbe lucrare su questa emergenza ambientale e sanitaria», conclude Borghi. (foto: indonesia)

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Berlusconi nel sogno del “giusto”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Il Messaggero del 9 aprile 2011 riporta una frase del presidente del consiglio «Chiedo al buon Dio di darci uno sguardo dall’alto, perchè in questo momento abbiamo bisogno anche di lui per riuscire» e Rosario Amico Roxas osserva: C’è da chiedersi “Da quale parte sta Dio”? Quando Bush decise la guerra in Iraq, mentendo sulla disponibilità di Saddam di armi di distruzione di massa, concluse il discorso alla nazione nel quale annunciava l’imminente  “guerra preventiva”, con  la fatidica frase  “Dio salvi l’America”. Dall’altra parte, in attesa dei bombardamenti che avrebbero falciato vittime innocenti, si pregava “Allah Akbar”, che si traduce in “Allah è il più grande” e non, come vorrebbero critici ignoranti dell’Islam,  “Dio è grande”, cadendo nel relativismo del termine, perché grande  è un aggettivo che compendia il relativismo  (l’elefante è grande se rapportato al cane, ma diventa piccolissimo se rapportato …alla luna !). Per gli inglesi Dio dovrebbe essere sempre impegnato a salvare il loro re. I crociati si sacrificarono nelle crociate di conquista perché “Deus vult”, Dio lo vuole, riproponendo quel Dio degli eserciti che Cristo aveva rinnovato nel Dio dell’Amore. Non sappiamo se Dio porti una giacchetta, ma è certo che in tanti, anche troppi, cercano di tirarlo dalla propria parte e di giustificare, nel Suo nome, anche le più turpi nefandezze. Probabilmente dall’alta sponda del Tevere i gerarchi della religione, che pochissimo comprendono della Fede e di tutto ciò che distingue la Fede da  tutte le religioni, avranno apprezzato questa  ipocrita sortita. Avere l’indiscusso potere di stabilire cosa sia “giusto” è il sogno più antico dell’umanità. E’ un sogno che facilmente può tentare qualunque, l’uomo della strada, l’impiegato, il dirigente, l’operaio, l’imprenditore, il politico, l’amministratore pubblico, il giornalista, ma quando coinvolge un presidente del consiglio il rischio diventa grave e, anche, storicamente documentato, perché non basta più la convinzione di “essere nel giusto” ma viene esercitato  anche il convincimento che gli altri, quelli che non lo osannano, siano irrimediabilmente dalla parte sbagliata, emarginati nella “parte sbagliata” della nazione governata. E’ la medesima sindrome di onnipotenza che colpisce tutti i dittatori  e gli aspiranti dittatori; lo sforzo di convincimento mira a coinvolgere i fedelissimi, con lusinghe, promesse, donazioni, liberalità, ad aggregarsi in quel “giusto” per fornire una legittimazione democratica schierandosi  decisamente con quel giusto  che opera esclusivamente per il bene comune.  Viene falsato anche il concetto di bene comune soddisfacendo i bisogni e le voluttà di una minoranza della popolazione, acriticamente  schierata  con il fine dicitore che elenca i propri meriti e la propria fattività dentro una realtà smobilitata dal vero. (Rosario Amico Roxas)

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Crociate e scontri di civiltà

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Sono tanti nodi che stanno andando al pettine e rendono questo XXI secolo una sorta di cassa di risonanza di tutti i malumori accumulati nei secoli e nei millenni trascorsi. Stiamo ora correndo il rischio di far perdere di significato le stesse parole “guida” come la pace, la fraternità, la giustizia e la democrazia. Dietro queste parole sovente vi è un vuoto che spaventa. Come si fa, ad esempio, a sostenere la causa della pace universale, come un primato assoluto, per ogni essere umano e vorremmo aggiungere vivente, se non vietiamo, al tempo stesso, la fabbricazione di armi di distruzione di massa o distruggiamo quelle esistenti ovunque si trovino? Come si può parlare di giustizia se continuiamo a tollerare i genocidi perpetrati nel mondo per evitare, a volte, di alienarsi l’amicizia di un certo dittatore e per continuare, da buoni mercati, a fare affari con lui? E la povertà di centinaia di milioni di nostri simili che spesso raggiunge la miseria e si rende drammatica con le epidemie, dove la mettiamo? Neghiamo a costoro l’accesso all’indispensabile per sopravvivere e permettiamo al tempo stesso che altri vivano con il superfluo. Si pensò, negli anni passati, ad una ideologia che fosse in grado di riscattare le miserie cullando il sogno di un salvifico riscatto sociale e civile. Ma fu una pia illusione. Dopo alcuni decenni di esaltazione il popolo dei derelitti ripiombò rovinosamente nella polvere, da dove era venuto e dove sembra vi debba restare per sempre. Paria tra i paria. Eppure sappiamo tutti molto bene che finché dura questa situazione siamo destinati all’instabilità, alle violenze, alle aberrazioni culturali, all’odio di genere, al razzismo. Oggi forse ci stiamo accorgendo più che in passato che non basta ripulire a dovere un giovane, dargli una istruzione per fargli dimenticare il suo passato di sofferenze, di quelle vissute dai suoi genitori o lontani parenti. In lui rimane la consapevolezza di aver perduto qualcosa e che questo qualcosa è stato pagato al prezzo di una ingiustizia vestita da giustizia, da una libertà in realtà illiberale, da una democrazia fatta per adornare i potenti, e la sua rabbia gli fa dimenticare di colpo d’essere diventato un piccolo borghese, di aver raggiunto il proprio establishment e lo fa diventare a volte  cinico, altre irriguardoso ed altre ancora un terrorista. Ed ancora una volta il passato si mescola con il presente e rende sempre più inquietante il nostro futuro.

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Terremoto Haiti: Save the Children

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

Nonostante le continue scosse di assestamento e la ricerca di 23 membri dello staff che non si riescono ancora a contattare , gli operatori di Save the Children ad Haiti stanno lavorando per cercare di rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, dopo il devastante terremoto che martedì ha colpito Port-au-Prince.Gli operatori hanno potuto muoversi solo a piedi o in moto poichè gran parte delle strade della capitale sono impraticabili, le macerie e gli edifici crollati ingombrano le strade e, in alcuni quartieri, metà delle case sono completamente distrutte. “Ovunque c’è solo distruzione e in questo momento è difficile anche raggiungere molte delle persone ferite. Non si contano i bambini e le famiglie che hanno bisogno di un posto sicuro dove ripararsi così come di ogni bene di prima necessità”, ha dichiarato Ian Rodgers, esperto di emergenze di Save the Children, da Haiti. “Questo è un disastro di proporzioni tali da richiedere una risposta intensiva e di lungo termine”. L’organizzazione sta lavorando alacremente per distribuire aiuti alle famiglie: kit igienici, che contengono spazzolini da tenti, asciugamani e sapone, coperte, zanzariere e taniche per l’acqua. Non appena la gente potrà avere dei rifugi sicuri, Save the Children creerà delle aree sicure a misura di bambino, dove i bambini potranno giocare insieme, affrontare il trauma subito a causa del terremoto e sentirsi nuovamente al sicuro, grazie all’ausilio di personale specializzato, e nello stesso tempo essere protetti dal rischio di sfruttamento e abuso, che è maggiore in situazioni di emergenza. Save the Children, impegnata a rispondere ai bisogni immediati e di lungo termine dei bambini e delle loro famiglie in seguito al sisma, lavora nel paese da dal 1985 e ha supportato i bambini haitiani e le loro famiglie anche in recenti catastrofi naturali, come uragani e inondazioni. http://www.savethechildren.it

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Furti negli alberghi. Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Tempo di rientri e periodo propizio per i ladri che vogliono alleggerire il portafoglio, od altro, dei turisti che nella confusione dei preparativi per il rientro dimenticano le buone norme di cautela e custodia dei propri valori. Negli alberghi si puo’ trovare un cartello con scritto “La direzione declina qualsiasi responsabilita’ per il furto o il danneggiamento dei beni lasciati incustoditi”. Nella fretta, quindi, si tralascia di chiedere quanto e’ dovuto per legge. Infatti, l’ avviso non ha valore perche’ l’art. 1783 del Codice Civile recita “L’albergatore e’ responsabile del deterioramento, distruzione e sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo”. Se viene sottratto, distrutto o deteriorato qualcosa il consumatore ne dovra’ dare comunicazione scritta all’albergatore e presentare denuncia all’Autorita’ di polizia. Il risarcimento massimo e’ limitato al valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata. Se il bene e’ stato invece consegnato in custodia all’albergatore, costui ne risponde per l’intero valore. Qui un modulo ad hoc: http://www.aduc.it/ dyn/sosonline/modulistica/ modu_mostra.php?Scheda=92097

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Antonella Tavassi “La Greca”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Esce in questi giorni in libreria l’ultimo romanzo di Antonella Tavassi La Greca, con una generosa testimonianza di Erri de Luca, per i tipi della Logo Fausto Lupetti Editore (collana Amatea, pp. 172, € 15,00). L’opera, pubblicata postuma, verrà presentata lunedì 20 luglio 2009, ore 18.30, a Roma presso il Chiostro del Bramante (Sala Sibilla, via Arco della Pace 5) da Paolo Mieli, Brunella Schisa, Raffaele Mangano, Fausto Lupetti e Bruno Manfellotto. L’anno prossimo a Gerusalemme è un libro colto che riesce a tradurre la complessità della storia di un territorio e del suo popolo in una lettura agevole e godibile anche per il profano. Per fare ciò l’autrice gioca su una doppia ambientazione. Ci sono due città e due epoche: la Gerusalemme di oggi al tempo degli autobus fatti esplodere dai suicidi, e quella del 70 d.C. con la distruzione del Tempio ad opera dell’imperatore Tito; la Roma dei Flavi, del potere e degli intrighi, e quella attuale dove tutte le religioni e le razze sembrano poter convivere pacificamente. Il romanzo muove da Miriam, una scrittrice romana di origini ebraiche che sta scrivendo la storia d’amore contrastato tra l’imperatore romano Tito e la principessa giudea Berenice. Miriam invitata da alcuni parenti per una cerimonia di nozze, parte per Gerusalemme insieme alla figlia Veronica. Un viaggio che cambierà la vita a entrambe alla scoperta delle proprie radici; un tuffo nella realtà drammatica della terra santa al tempo del muro eretto da Ariel Sharon per impedire ai palestinesi di raggiungere clandestinamente i territori arabi. Le tensioni e i conflitti odierni di quelle genti e di quella terra sono soprattutto incarnati dai personaggi di Sarah, che si appresta a unirsi in matrimonio con l’ultraortodosso Isaac; e di suo fratello Josif, giovane soldato obiettore. Non ultime le “ziette” nubili, testimoni di un passato ormai sepolto e custodi della memoria del padre che, giovanissimo, si era trasferito nella terra dei suoi avi.Miriam chiama, Berenice risponde. La contemporaneità si alterna al passato con Berenice che ne diventa la voce principale per raccontare il dolore per la sconfitta dei suoi cittadini dopo la drammatica Seconda Distruzione del Tempio e per un uomo, Tito, da cui per ragioni politiche e religiose dovrà separarsi.
L’autrice. Antonella Tavassi La Greca (Napoli, 1951 – Roma, 2008). Scrittrice di romanzi, racconti, biografie storiche. Ha pubblicato La guerra di Nora Farfalle Marsilio Editori; Voce di Giulia Di Renzo Editore; Le due Agrippine Marsilio Editori; La pedina di vetro Di Renzo Editore.

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L’internazionale dei giornalisti ha espulso Israele

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

“L’internazionale dei giornalisti, con voto unanime,  ha espulso Israele. Una vergogna che disonora i giornalisti. Che ne dice la Fnsi? Quali istruzioni ha dato al compagno-conte Paolo Serventi Longhi e come si è comportato? “Il Foglio” dice che lo stesso ha votato  contro Israele, unico Paese  democratico del Medio Oriente. La Fnsi non può far finta di nulla! Questo avviene, mentre l’Iran minaccia la distruzione di Israele, impegnata contro il terrorismo musulmano e, quindi, in difesa di noi occidentali. Bisogna impedire un secondo Olocausto. Israele lotta per la sua libertà e per la sua vita. Non possiamo e non dobbiamo abbandonare un Popolo  che ogni giorno paga, con il sangue dei suoi figli,  l’ostilità del mondo arabo forte di un miliardo di persone (contro 7 milioni). La Fnsi è quel sindacato che, nell’ottobre 1978, era indeciso se aderire all’organizzazione dei giornalisti liberi d’Occidente o se aderire alla analoga organizzazione con sede a Praga occupata e violentata dalle truppe sovietiche. Un precedente da non dimenticare. Stiamo parlando del Congresso della Stampa di Pescara, dove alta e forte si alzò la voce di  Walter Tobagi in difesa delle nostre libertà e dell’Occidente democratico. Ero presente a quel congresso a fianco di  Walter Tobagi. Passò la linea di Tobagi, una vittoria sofferta e moralmente altissima”. http://www.francoabruzzo.it

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Massacro di indiani in Perù

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

Dopo il massacro di decine di indiani in Perù, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è rivolta alla Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Navanethem Pillay con un appello urgente perché si indaghi immediatamente sull’escalation del conflitto per la terra tra indiani e militari nella Provincia amazzonica vicino alla città di Bagua. Nell’ultimo week-end sono stati uccisi almeno 30 indiani. Decine di migliaia di indiani nel nord del Perù, da settimane protestano con blocchi stradali contro lo sviluppo aggressivo nelle terre indigene a favore dell’industria petrolifera e del gas, per la distruzione che questo comporta per la propria base vitale. Senza alcuna previa consultazione con le popolazioni indigene dell’Amazzonia peruviana il governo del Perú ha emesso una serie di leggi che facilitano alle imprese petrolifere l’accesso alle terre indigene. L’Amazzonia peruviana è già stata suddivisa in complessivamente 180 parcelle per l’esplorazione di possibili giacimenti petroliferi. Per lo più queste parcelle si sovrappongono ai territori indigeni e le licenze per le trivellazioni vengono date senza alcuna considerazione per i diritti alla terra delle popolazioni indigene. In questo modo il Perú viola le linee guida internazionali per la tutela delle popolazioni indigene, viola la Dichiarazione Generale delle Nazioni Unite per i Diritti dei Popoli Indigeni e infine viola anche la Convenzione ILO 169 che fissa in modo vincolante i diritti delle popolazioni indigene e che è stata firmata e ratificata dal governo peruviano. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si appella con urgenza alle Nazioni Unite affinché spingano il governo del presidente García ad avviare un dialogo con le associazioni indigene, in particolare con l’AIDESEP che riunisce le diverse associazioni indigene dell’Amazzonia peruviana. Devono inoltre essere soddisfatte le richieste legittime degli indigeni nelle zone di estrazione petrolifera. Essi ormai non hanno più nulla da perdere e si trovano a lottare per la loro terra e la loro sopravvivenza.

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