Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘disturbi’

Disturbi del sistema nervoso centrale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Zurigo Arvelle Therapeutics GmbH, una società biofarmaceutica emergente focalizzata sui trattamenti innovativi per i pazienti affetti da disturbi del sistema nervoso centrale, ha annunciato che SK life science, Inc., una consociata di SK Biopharmaceuticals Co., Ltd., ha ricevuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti per le compresse di cenobamate, come trattamento per le crisi epilettiche parziali negli adulti (ora denominate crisi ad insorgenza focale), in attesa dell’esame della pianificazione da parte della Drug Enforcement Amministrazione (DEA) statunitense. Arvelle Therapeutics ha ottenuto i diritti di licenza esclusiva per lo sviluppo e la commercializzazione del cenobamate in Europa da SK Biopharmaceuticals. Arvelle Therapeutics intende presentare una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) nell’Unione europea, nel primo semestre 2020, per il cenobamate come trattamento delle crisi ad insorgenza focale nei pazienti adulti sulla base dei dati ottenuti dal programma di sperimentazione clinica globale di SK life science che coinvolge più di 1.900 pazienti durante gli studi di Fase 2 e 3.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Infanzia: disturbi del sonno

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

I bambini e adolescenti residenti nel nostro Paese non sempre dormono sonni tranquilli. Il 15% degli italiani dai 3 ai 14 anni soffre di disturbi del sonno e questa percentuale sale addirittura al 30% tra i bimbi con meno di 3 anni. Questo determina gravi conseguenze tra cui alterazioni del comportamento, difficoltà nelle attività scolastiche, problemi di memoria e, più in generale, alterazioni del neurosviluppo. Sono questi alcuni dei dati emersi ieri durante la sessione dedicata ai disturbi del sonno nell’ambito del XIII Congresso Nazionale Scientifico della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). L’evento che si chiude oggi, ha visto a Paestum (Salerno) la partecipazione di oltre 1.000 pediatri di famiglia provenienti da tutta la Penisola. “Le segnalazioni al pediatra di famiglia dei disturbi del sonno arrivano fino a tre anni dopo l’insorgenza del problema – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Questi eccessivi e frequenti ritardi diagnostici possono compromettere seriamente la salute e il benessere. A volte, infatti, le notti insonni sono la manifestazione di patologie molto gravi e pericolose. I genitori devono quindi imparare a non sottovalutare un aspetto fondamentale della vita dei figli e segnalare il prima possibile ogni anomalia al proprio pediatra di famiglia”. “Le notti insonni sono un campanello d’allarme a cui prestare attenzione – afferma la dott.ssa Emanuela Malorgio, Coordinatrice Nazionale Gruppo Studio Sonno della FIMP -. Possono essere legate a comportamenti errati da parte dei genitori al momento dell’ addormentamento e durante i risvegli notturni dei bambini. Oppure sono determinate da malattie come parasonnie, epilessie o sindrome delle gambe senza riposo. Esistono poi quei bambini che si muovono molto durante la notte e che al mattino si svegliano stanchi e assonnati. La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento permettono di prevenire le alterazioni dello sviluppo neurologico e psicologico del bambino”. La FIMP da oltre tre anni promuove il Progetto Buonanotte. “Stiamo progettando la realizzazione di corsi di formazione per pediatri di famiglia su tutto il territorio nazionale – conclude il dott. Mattia Doria, Segretario alle Attività Scientifiche della FIMP -. L’obiettivo è approfondire i temi dell’igiene del sonno e sviluppare maggiori strategie di educazione al sonno e al riconoscimento precoce dei suoi disturbi, innanzitutto in termini di qualità e quantità. Inoltre stiamo avviando uno studio epidemiologico sui disturbi respiratori del sonno. E’ un altro fenomeno ancora sottovalutato e che invece merita maggiore attenzione da parte di tutta la comunità scientifica”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’uso prolungato del cellulare può generare disturbi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dati recenti stimano in numero di 5 le ore al giorno di utilizzo (netta prevalenza come strumento di navigazione in rete e subito dopo come messaggistica) dello smartphone. «Questo uso intensifica – spiega Giovanni Battista Tura, responsabile di Psichiatria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – l’accelerazione fra intenzione e azione, fra richiesta e soddisfacimento della stessa. Positivo, tutto ciò, per alcuni versi, negativo se non ci consente più di filtrare, attendere, decidere, procrastinare, rimandare, sostanzialmente “pensare”. E poi, la pretesa che i nostri interlocutori siano sempre disponibili, “on line”; la pretesa – di fatto – che i nostri tempi siano i loro. Ancora, la velleità che attraverso sintetiche chat si dirimano questioni fondamentali, a volte centrali del nostro esistere e delle nostre relazioni. Pensiamo poi a quanto questo strumento, sempre ovviamente in un uso disequilibrato fino al patologico, consenta di mettere in scambio solo una porzione filtrata, virtuale e non onnicomprensiva di noi, con il rischio di false identità non realmente rappresentative di noi. Ricordiamo però che questo è quello che riceviamo anche dai nostri interlocutori, generando quindi relazioni parziali e artificiose. Ovviamente questi possono diventare i presupposti per percorsi di sofferenza psichica di diversa natura: se l’artificiale sostituisce il reale, quando poi il reale ti interpella con le sue istanze complete, se non sei allenato, scappi, vai in ansia, ti deprimi. Un circolo vizioso, in cui causa ed effetto si mescolano, in cui determinanti e risultato si confondono». Questo discorso diviene primario per gli adolescenti «perché si sommano due variabili che diventano fattori di moltiplicazione: da un lato l’elevata fruizione di questo strumento tipico della fascia adolescenziale, dall’altro il delicato e fragile percorso di identificazione e di adultizzazione in corso, in cui ogni variabile in campo ha un valore specifico elevato, e più queste variabili sono disequilibranti, innaturali edecontestualizzate con il fisiologico crescere, più sono a rischio di generare malessere e reali disturbi», conclude Tura.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Epilobio: una pianta per i disturbi prostatici

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Erbe annue o perenni, le piante appartenenti al genere Epilobium sono più di 100. Tra queste, la specie più studiata ed utilizzata è l’angustifolium che presenta interessanti proprietà contro IPB e un interessante corredo di flavonoidi. Infatti, i flavonoidi sembrano I responsabili delle attività antiossidante, anti-proliferativa, anti-infiammatoria, antibatterica ed anti-aging della pianta.
Conosciuta anche con il nome di camenèrio, epilobio a foglie strette o garofanino di montagna, il genere è diffuso in tutte le latitudini temperate e fredde di entrambi gli emisferi. Tra gli usi tradizionali, particolari sono quelli della medicina popolare siberiana, dove l’infuso fino al XIX secolo era la bevanda più consumata dalla popolazione. Curioso è il trattamento che veniva riservato alle foglie prima di essere infuse. Una volte raccolte, si lasciavano appassire, quindi si sminuzzavano e si lasciavano riposare per alcuni giorni in ambiente riscaldato. Questo dava origine a processi fermentativi che in un secondo momento venivano interrotti dall’essiccazione delle foglie.La tisana risultante, veniva impiegata per il trattamento di patologie infiammatorie del tratto gastro-intestinale e per coadiuvare il riposo notturno. Recenti studi scientifici hanno confermato le intuizioni di un’erborista austriaca: Maria Straben. Infatti, a metà del XX° secolo, in Austria si ipotizzava l’utilizzo dell’Epilobio per il trattamento di casi di prostatite. È il caso di uno studio apparso su Journal of Ethnopharmacology a Marzo, dove gli autori si interrogavano sull’utilità di un estratto di E. angustiolium per trattare i primi sintomi e stadi di ipertrofia prostatica benigna o infiammazione a uretra e prostata. In particolare, gli autori evidenziano nell’oenoteina B il metabolita responsabile dell’attività farmacologica della pianta. Lo studio in vivo ha dimostrato interessanti attività, correlata alla down-regulation dei livelli di androgeni, alla soppressione dell’espressione di NF-kB e alla riduzione della risposta infiammatoria.
Un precedente studio polacco aveva già suggerito l’importanza dell’effetto contro patologie che colpiscono la prostata, confrontando l’epilobio con la Serenoa repens. Anche in questo caso si tratta di uno studio in vivo, che però considerava ratti affetti da cancro prostatico ormone-dipendente. I risultati hanno indicato un possibile effetto delle piante (statisticamente equivalente ed interessante) nelle vie di segnale coinvolte nella crescita tumorale.In questo periodo estivo, non possiamo non citare lo studio di Kubala e Ruszova. Questo studio ha valutato in vitro l’effetto dell’estratto ei epilobio su fibroblasti ed in vivo l’azione fotoprotettrice. In particolare, si è osservato che dopo l’applicazione di epilobio la pelle era protetta dalla formazione di eritema dopo l’esposizione a raggi UV. In vitro, I fibroblasti se trattati con estratto di epilobio, non riducevano la loro proliferazione anche se colpiti da agenti soppressivi. (by Luca Guizzon Farmacista territoriale, esperto di fitoterapia Farmacia Campedello (VI) – fitoterapia33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’aumento degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento ha assunto proporzioni serie

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Il Miur ha fatto sapere che nel 2017/2018 gli alunni con Dsa frequentanti le scuole italiane di ogni ordine e grado sono stati 276.109, pari al 3,2% del totale. Nella Primaria la percentuale è attestata intorno al 2%, per la Secondaria di I grado al 5,6% e per la Secondaria di II grado al 4,7%. Nella Scuola dell’infanzia, appena lo 0,12%. Le certificazioni di DSA sono state rilasciate in misura maggiore nelle Regioni del Nord-Ovest, in cui la percentuale sul totale dei frequentanti è stata pari al 4,8%. Percentuale elevata anche nelle Regioni del Centro (3,9%) e del Nord-Est (3,6%). Percentuale nettamente inferiore nel Sud (1,6%). Tra le singole Regioni, i valori più elevati sono stati riportati da Valle d’Aosta e Liguria, entrambe con il 5,1% di alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento sul totale di alunni frequentanti; in Piemonte con il 4,8% e in Lombardia con il 4,7%. Le percentuali più contenute sono state presenti in Calabria (0,8%), Campania (1%) e Sicilia (1,3%). Sempre nel 2017/2018 erano 177.212 gli alunni a presentare dislessia (disturbo nell’imparare a leggere), 79.261 disgrafia (disturbo nell’imparare a scrivere), 92.134 disortografia (disturbo nell’utilizzare il codice linguistico), 86.645 discalculia (disturbo nel calcolo matematico).Per tutti gli ordini di scuola il disturbo mediamente più diffuso è stato quello della dislessia: considerando nel loro complesso Primaria e Secondaria di I e di II grado, il 40,7% degli alunni con DSA aveva questa certificazione, il 18,2% disgrafia, il 21,2% disortografia, il 19,9% di disgrafia. Si conferma, quindi, la crescita degli ultimi anni delle certificazioni di DSA dovuta, senza ombra di dubbio, all’approvazione della legge 170 del 2010, grazie alla quale la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli allievi con questi disturbi, con più formazione per il corpo docente e una sempre maggiore individuazione di potenziali Dsa. Alla legge 170, ricordiamo, seguirono l’anno successivo il Decreto attuativo e le Linee Guida, al fine di avviare le azioni pratiche che gli Uffici Scolastici Regionali, le scuole e le famiglie avrebbero dovuto attuare proprio per la tutela e il supporto degli allievi Dsa.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Il burnout entra nell’elenco dei disturbi medici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

L’Organizzazione mondiale della Sanità colloca il burnout nel suo grande elenco dei disturbi medici, aggiornato di anno in anno: è una “sindrome che porta a stress cronico impossibile da curare con successo”. Invece, in Italia si continua ad operare per fare finta di nulla: basta dire che i medici delle Commissioni Mediche di Verifica quasi sempre ignorano le patologie professionali dei docenti, finendo per riammettere in servizio prof con pesanti diagnosi psichiatriche. A denunciarlo è stato anche il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali della patologia tra gli insegnanti ed in generale sullo stress da lavoro.Dopo decenni di studi, a 45 anni da quando lo psicologo Herbert Freudenberger se ne occupò per primo, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha ufficialmente inserito il burnout nel suo grande elenco dei disturbi medici, aggiornato di anno in anno. Secondo gli esperti mondiali in fatto di salute, lo stress da lavoro non è una vera e propria malattia, ma un “problema associato alla professione” caratterizzato da evidenti sintomi: “spossatezza sul luogo di lavoro”, “cinismo, isolamento o in generale sentimenti negativi” ed “efficacia professionale ridotta”. La conclusione dell’Oms è però l’aspetto più importante dell’importante catalogazione del burnout: stiamo parlando, sostiene l’Organizzazione mondiale della Sanità, di una “sindrome che porta a stress cronico impossibile da curare con successo”, che in questo modo conferma la decisione dell’agenzia speciale dell’Onu per la salute di fornire precise direttive ai medici per diagnosticarlo. Il problema è che ci sono ancora dei Paesi, come l’Italia, che si professano moderni ma poi non fanno nulla per andare a rimuovere il motivo principale che, soprattutto in determinati ambienti di lavoro, è alla base di un numero crescente di patologie, quale è appunto il burnout. Tra le professioni più coinvolte in questo processo stressogeno, che se protratto per anni e anni favorisce l’insorgenza di malattie professionali anche invalidanti, risultano tutte quelle che hanno a che fare con persone in situazioni di disagio, in difficoltà e in crescita: quindi, necessariamente, anche l’insegnamento.
Secondo Marcello Pacifico, alla luce di quanto detto dall’Oms, non si può perdere altro tempo: occorre procedere ad un immediato adeguamento, anche attraverso una formazione apposita, delle Commissioni e dei Centri medici pubblici di competenza perché si adeguino alla consistenza e gravità delle patologie mentali. Inoltre, il personale della scuola, ad iniziare dai docenti, va mandato in pensione così come avviene nei Paesi europei, ovvero a 63 anni, non legando più l’uscita dal lavoro all’aspettativa di vita, ma collocando la professione docente tra quelle di tipo gravoso. Infine, bisogna permettere a tutti gli insegnanti che non ce la fanno più a gestire la classe con serenità, di passare ad un ruolo formativo alternativo, magari affiancandoli ai colleghi neo-assunti o bisognosi di specializzarsi o abilitarsi in altri insegnamenti.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Depressione e altri disturbi mentali”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 Mag 2019

Sarà focalizzato sul tema della depressione il nuovo bando della Fondazione Cariplo – settore Ricerca scientifica dal titolo “Sindrome ansioso-depressiva: prevenzione, diagnosi precoce e terapia personalizzata”. Tre milioni di euro a disposizione di iniziative volte alla comprensione dei meccanismi biologici e fisiopatologici alla base dei disturbi dell’umore, che integrino ricerca di laboratorio e ricerca clinica.
Uno studio della Organizzazione Mondiale della Sanità su “depressione e altri disturbi mentali” pubblicato nel 2017 ha rivelato che circa 300 milioni di persone nel mondo sono affette da depressione, con un aumento di oltre il 18% avvenuto tra il 2005 e il 2015. Le conseguenze di queste patologie in termini di anni di salute persi sono enormi. La depressione è infatti classificata dall’ OMS come la maggior causa al mondo di disabilità (7,5% di tutti gli anni vissuti con disabilità nel 2015). Il bilancio dei costi necessari al mantenimento e alle cure di una persona depressa sono molto alti: il soggetto perde infatti la sua produttività e difficilmente mantiene il posto di lavoro o trova un nuovo impiego. Secondo tali calcoli, solo in Inghilterra, gli effetti della depressione costerebbero circa 12 miliardi di sterline l’anno.L’OMS ha inoltre identificato forti legami tra depressione e altre malattie non trasmissibili, tra cui l’aumento del rischio di abuso di sostanze, nonché di malattie come il diabete e le malattie cardiache.
Dati epidemiologici indicano una chiara correlazione tra invecchiamento della popolazione e incidenza del disturbo depressivo, nonchè evidenti differenze di genere, con netta prevalenza del sesso femminile. Anche il livello socio-economico incide in modo rilevante: infatti, la patologia è più frequente nei ceti inferiori e con minor grado d’istruzione.L’OMS ha dichiarato che nel 2020 la depressione sarà la più diffusa al mondo tra le malattie mentali e in generale la seconda malattia più diffusa dopo le patologie cardiovascolari.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tematiche più innovative correlate ai disturbi della tiroide

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Si sono confrontati a Roma i principali gruppi accademici dedicati alla ricerca sulle tematiche più innovative correlate ai disturbi della tiroide: l’occasione è la prima edizione dell’Italian Thyroid Preceptorship, l’evento scientifico ideato e organizzato da Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, con l’importante contributo scientifico di un panel di esperti della materia ed il patrocinio dell’Associazione Italiana Tiroide (AIT), per favorire la crescita professionale di nuovi ricercatori italiani in questo ambito.La tiroide è uno degli organi più importanti per il funzionamento dell’intero organismo, poiché regola i processi metabolici: produce, immagazzina e rilascia nel sangue ormoni essenziali per il corretto funzionamento di tutti i tessuti e organi del corpo1. Più di 300 milioni di persone nel mondo soffrono di disturbi della tiroide2 e più della metà sembra non essere consapevole della propria condizione3. L’ipotiroidismo, in particolare, ha un’elevata incidenza nella popolazione occidentale e la forma più diffusa nelle aree a sufficiente apporto iodico è la Tiroidite di Hashimoto, che colpisce soprattutto la popolazione tra i 30 e i 60 anni.Nel corso del Preceptorship, ampio spazio è stato dedicato a queste condizioni per discutere i recenti progressi offerti dalla ricerca e individuare i bisogni insoddisfatti dei pazienti, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti di ricerca, sia di base che traslazionale o clinica.
L’evento di Merck è stato concepito per dare spazio ai giovani ricercatori, attraverso la presentazione di dati preliminari di ricerche in corso e momenti dedicati alla discussione, sotto la guida di “seniors” che rappresentano un supporto nel valutare i futuri sviluppi delle ricerche e le possibili interazioni tra i team.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I disturbi dello spettro autistico: possibili contenimenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Assumere vitamine prenatali durante il primo mese di gravidanza riduce il rischio di sviluppare (ASD) nei bambini con predisposizione genetica1. È quanto emerso in occasione del Congresso della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP) – Sezione Umbria, svoltosi giorni fa a Perugia, e che ha visto riuniti i maggiori esperti di pediatria provenienti da tutta Italia.L’autismo è un disturbo a carattere prevalentemente ereditario nel quale la componente genetica ha una responsabilità nell’83% dei casi2. Nel caso di familiarità, occorre evidenziare come i fratelli più piccoli di bambini con ASD abbiano fino a 13 volte più probabilità, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare i disturbi tipici di questa impattante patologia.
Le madri di bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) possono essere in grado di ridurre il rischio di autismo in ulteriori figli assumendo vitamine prenatali durante il loro primo mese di gravidanza.A dimostrarlo è il recente studio internazionale condotto su 241 bambini i cui fratelli maggiori avevano ricevuto una diagnosi di autismo. L’indagine ha valutato la crescita dei bambini a partire da 6 mesi fino a 3 anni. Dalla ricerca è emerso che circa il 33% dei bambini le cui madri non avevano assunto vitamine prenatali nel primo mese di gravidanza ha sviluppato i disturbi dello spettro autistico. Mentre solo il 14% dei bambini le cui mamme avevano assunto vitamine ha manifestato i sintomi questa grave patologia1.L’uso materno di vitamine prenatali può ridurre, quindi, la recidiva di ASD nei fratelli di bambini con ASD in famiglie ad alto rischio.
In Italia 1 bambino su 100 è colpito da disturbi dello spettro autistico3. Ad essere più colpiti i soggetti di sesso maschile, 3-4 volte in più dei soggetti femminili. I sintomi si manifestano di solito prima dei tre anni e riguardano inizialmente difficoltà di linguaggio, di comunicazione e un’apparente difficoltà di contatto emotivo, sia con i genitori sia con i coetanei.
Le vitamine sono sostanze organiche a basso peso molecolare strutturalmente varie e si rivelano indispensabili per lo svolgimento delle funzioni vitali. La carenza cronica può determinare alcuni sintomi che scompaiono dopo la correzione del deficit che, in alcuni casi, può determinare anche un danno cronico.“Nel corso degli ultimi due secoli abbiamo assistito ad una evoluzione culturale in ambito medico e sociale riguardo il ruolo delle vitamine e dei micronutrienti – ha aggiunto il Prof. Claudio Romano, Professore Associato di Pediatria, Dipartimento di Patologia Umana dell’Adulto e dell’Età Evolutiva “Gaetano Barresi”, Università degli Studi di Messina -. Siamo passati dal riscontro frequente di carenze croniche in periodi di carestie allo stato di benessere correlato al miglioramento economico. Il presente invece si caratterizza da un nuovo aumento del rischio di disvitaminosi, in relazione ad alcuni stili di vita come le abitudini alimentari “selettive”, i regimi dietetici particolari per scelte culturali, filosofiche e religiose. In conclusione, è necessario ribadire che un adeguato stato vitaminico rappresenta un requisito necessario per una normale crescita e sviluppo, specie in corso di gravidanza ed allattamento”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Seminario: I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Prof. Fabbricatore.JPGRoma. Martedì 26 Marzo 2019, alle 10:00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si terrà un seminario clinico sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare organizzato dal Corso di Laurea in Psicologia in collaborazione con l’associazione UER Alumni.L’incontro è nell’ambito delle manifestazioni della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla di sensibilizzazione verso i Disturbi del Comportamento Alimentare.Il seminario prevede diversi interventi scientifici come quello del dott. Enrico Prosperi, medico specialista in Psicologia Clinica, presidente della sezione Lazio della Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA) nonché presidente della Società Italiana di Educazione Terapeutica (SIET), che parlerà del rapporto tra social network e disturbi alimentari, quello della prof. Mariantonietta Fabbricatore, medico Nutrizionista e Psicoterapeuta, professore straordinario di Psicologia Clinica presso l’Università Europea di Roma, che affronterà la tematica delle nuove forme del disturbo del comportamento alimentare.Interverranno inoltre la dott.ssa Daniela Bevivino presidentessa dell’Associazione La Fenice Onlus Lazio, associazione dei genitori dei pazienti con disturbi del comportamento alimentare, l’attrice di Teatro Carlotta Piraino autrice di un lavoro teatrale sul tema del disturbo alimentare e la dott.ssa Giulia D’Ari laureata in Psicologia presso l’Università Europea di Roma, che ha conseguito un Master specialistico sul trattamento dei disturbi alimentari. (foto copyright università europea)

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Melatonina, servono linee guida per l’uso terapeutico nei disturbi del sonno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

A sessant’anni dalla scoperta della melatonina e dopo oltre 23.000 studi che mostrano le molte funzioni di questo ormone secreto dall’ipofisi, servono linee guida per l’uso terapeutico. Questo è quanto chiede José Cipolla Neto, professore ordinario presso l’Istituto di scienza biomedica dell’Università di San Paolo (ICB-USP) in Brasile, in un articolo su Endocrine Reviews. «La melatonina non solo adatta l’organismo al riposo notturno ma lo prepara anche in termini metabolici per il giorno successivo» spiega il ricercatore, ricordando che il corpo produce melatonina solo di notte. Se la produzione di melatonina viene bloccata dalla luce durante la notte, specie la luce blu degli smartphone, ciò può contribuire allo sviluppo di malattie quali disturbi del sonno, ipertensione e patologie metaboliche come obesità e diabete. Questa situazione potenzialmente patogena dipende non solo dall’insufficiente produzione di melatonina, ma anche da una delle sue conseguenze, ossia la disorganizzazione temporale del ritmo sonno-veglia delle funzioni biologiche. «I problemi relativi alla cattiva qualità del sonno, come l’esposizione alla luce notturna, dovrebbero essere affrontati prima di ricorrere all’assunzione di melatonina. Ma se questa dovesse essere usata, sarebbe opportuno farlo in sintonia con il ritmo individuale di produzione dell’ormone naturale, così da decidere la dose appropriata da integrare» scrivono i ricercatori, precisando che resta comunque da chiedersi se la melatonina debba essere assunta anche dalle persone prive di franche condizioni patologiche. «Nel seguire un trattamento con melatonina dovrebbero essere prese le seguenti precauzioni: la somministrazione deve essere limitata alle ore notturne e il momento dell’assunzione va scelto con attenzione in base all’effetto desiderato. Inoltre, la dose e la formulazione dell’integratore a base di melatonina dovrebbe essere adattato a ciascun individuo, così da costruire un profilo di melatonina nel sangue che riproduca l’ideale fisiologico, terminando al mattino presto» conclude Cipolla Neto. Endocr Rev. 2018. doi: 10.1210/er.2018-00084 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30215696 by Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bradicardia e disturbi della conduzione: le nuove linee guida Usa

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

L’American College of Cardiology, l’American Heart Association e la Heart Rhythm Society hanno pubblicato una linea guida per la valutazione e il trattamento di pazienti con bradicardia e disturbi della conduzione cardiaca sul Journal of American College of Cardiology, Circulation, Journal of American Heart Association e HeartRhythm. Queste raccomandazioni, pensate per delineare la presentazione e l’approccio alla valutazione clinica dei pazienti, presentano tra gli altri argomenti la selezione e la tempistica degli strumenti di test diagnostici, inclusi i dispositivi di monitoraggio e i test elettrofisiologici, nonché le opzioni di trattamento disponibili come interventi sullo stile di vita, terapia farmacologica e dispositivi esterni e impiantati, in particolare dispositivi di stimolazione. Gli autori affrontano anche considerazioni particolari per diverse popolazioni in base all’età, alle comorbilità o ad altri fattori rilevanti. La linea guida include per esempio raccomandazioni sulla sorveglianza post-procedura e sull’impianto di pacemaker in individui con anomalie di conduzione successive alla sostituzione transcatetere della valvola aortica (TAVR). Il documento affronta anche le modalità di approccio alla cessazione della terapia con pacemaker e propone diverse considerazioni sul fine vita. I membri del comitato di scrittura sottolineano l’importanza di un processo decisionale condiviso tra il paziente e i medici, così come dell’assistenza incentrata sul paziente.
«Le decisioni terapeutiche si basano non solo sulle migliori prove disponibili, ma anche sugli obiettivi di cura e sulle preferenze del paziente» afferma Fred Kusumoto, della Mayo Clinic Florida di Jacksonville, che ha presieduto il gruppo di lavoro. «I pazienti dovrebbero essere indirizzati verso materiale informativo affidabile per aiutarli nella comprensione e nella consapevolezza delle conseguenze e dei rischi di ogni azione proposta» prosegue. Tuttavia, secondo gli autori, ci sono ancora lacune nella conoscenza di come gestire la bradicardia, in particolare per quanto riguarda il ruolo in evoluzione delle tecnologie di pacing emergenti. Gli esperti prevedono che per il prossimo futuro la terapia di stimolazione richiederà l’impianto di un dispositivo, e che saranno necessari ulteriori studi per comprendere meglio le implicazioni a lungo termine associate a una terapia che dura per tutta la vita. (fonte: doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Alunni con disturbi specifici di apprendimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Se nell’a.s. 2010/11 la percentuale di alunni con DSA sul totale degli alunni si attestava ad appena lo 0,7%, a distanza di appena sei anni la percentuale è salita fino al 2,9%. Il disturbo mediamente più diffuso è la dislessia (42,5% delle certificazioni), anche se più disturbi possono coesistere in una stessa persona. Seguono le certificazioni per la disortografia (20,8%), quelle per la discalculia (19,3%) e quelle per la disgrafia (17,4%). Il Miur ha spiegato che la crescita delle certificazioni si deve soprattutto all’introduzione “della legge 170 del 2010, grazie alla quale la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti delle alunne e degli alunni con questi disturbi, con più formazione per il corpo docente e una sempre maggiore individuazione dei casi sospetti”. Solo che nella pratica la legge rimane disattesa. Perché non sempre i docenti del Consiglio di classe adottano adeguate misure dispensative e compensative previste dal Pdp. E lo stesso vale per la valutazione specifica. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le denunce che raccoglie il nostro sindacato sono indirizzate verso una sostanziale superficialità da parte della scuola nei confronti degli alunni con questi disturbi di apprendimento. Le misure dispensative e compensative non sempre vengono messe a disposizione degli alunni Dsa: soprattutto laddove le famiglie non seguono le ‘pratiche’ amministrative, le scuole non riescono sempre a subentrare e ad assicurare la fornitura degli strumenti adeguati. Inoltre, anche le valutazioni, intermedie e finali, in sede di scrutinio, risultano spesso non adeguate alle circostanze. In questi casi, che non sono purtroppo residuali, si attua un vero e proprio disinteresse per le leggi che lo Stato italiano ha approvato negli ultimi anni e anche delle linee guida successive emesse dal Ministero dell’Istruzione. Infine, è indispensabile che vi sia una maggiore consapevolezza da parte del corpo insegnante verso le esigenze degli alunni Dsa: sarebbe bene, quindi, che i docenti ancora a digiuno di conoscenze e competenze in materia le facciano loro nell’ambito dell’aggiornamento professionale. A questo proposito, l’Ente formativo Eurosofia – riconosciuto dal Miur – offre la possibilità di acquisire nuovi approcci metodologici in differenti aree tematiche, anche per alunni Dsa, attraverso specifici corsi di aggiornamento professionale: per informazioni o per trovare il corso più adatto alle proprie esigenze di insegnamento, tutti fruibili con i 500 euro annui previsti dalla “carta del docente”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Disturbi della tiroide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

tiroideDarmstadt, Germania. Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha presentato i risultati di un sondaggio internazionale, commissionato dall’Azienda in collaborazione con la Thyroid Federation International (TFI), che rivela come molte donne associno i sintomi quali il cambiamento di peso, l’irritabilità, l’ansia, l’insonnia e l’eccessiva stanchezza ai loro stili di vita frenetici, non rendendosi conto che un disturbo della tiroide potrebbe essere la causa sottostante.I disturbi della tiroide interessano circa 200 milioni di persone in tutto il mondo e in alcuni paesi quasi il 50% delle persone non ricevono una diagnosi. I disturbi della tiroide sono 10 volte più comuni nelle donne, il 17% delle quali, all’età di 60 anni, potrebbe sviluppare l’ipotiroidismo, il più comune tipo di disturbo della tiroide. Se gli squilibri dell’ormone tiroideo non sono diagnosticati e trattati, possono avere un effetto dannoso sulla salute e sul benessere di una persona. È pertanto fondamentale che le persone siano a conoscenza dei sintomi che, se scoperti, non devono essere ignorati.L’indagine ha coinvolto le donne di sette paesi differenti e ha evidenziato la tendenza ad associare le loro scelte di stile di vita a sintomi che potrebbero essere invece causati da un disturbo della tiroide6. Circa la metà (49%) delle intervistate ha dichiarato di aver attribuito la causa del proprio stato d’inquietudine o della difficoltà a dormire allo stile di vita scelto, mentre il 40% ha dato la colpa allo stile di vita per la sensazione di depressione, gli stati d’ansia e la sensazione di stanchezza6. In realtà, questi sono sintomi comuni di un disturbo della tiroide. Questa tendenza a dare la colpa allo stile di vita per i sintomi potrebbe essere ulteriormente evidenziata dal fatto che quasi un quarto (23%) delle intervistate ricorda di aver raccontato ad un amico o ad una persona cara di aver accettato la sensazione di essere depressa, ansiosa o irritabile come parte della vita, mentre il 19% delle intervistate avrebbe detto di accettare di sentirsi stanca o fiacca ogni giorno. Ashok Bhaseen, presidente della TFI, ha dichiarato: “I risultati dell’indagine evidenziano un’importante ragione per la quale milioni di persone vivono la loro esistenza senza che sia loro diagnosticato o trattato un disturbo della tiroide, con conseguente scarsa qualità della vita. Ciò rivela che i disturbi della tiroide possono essere la causa che si nasconde dietro i sintomi che molti di noi attribuiscono al frenetico stile di vita di oggi. Speriamo che questo incoraggi più persone a parlare con il proprio medico piuttosto che accettare i sintomi come parte ordinaria della vita quotidiana”. L’indagine ha sottolineato perchè può essere molto difficile individuare un disturbo della tiroide. I sintomi come sensazione di incapacità di concentrazione (29,6%), difficoltà a rimanere incinta (30%), intestino pigro e costipazione (29%) non sono stati comunemente associati ai disturbi della tiroide dalle intervistate6. Una caratteristica dei disturbi della tiroide che li rende difficili da individuare è che gli ormoni prodotti dalla ghiandola tiroidea aiutano a regolare molte funzioni diverse nel corpo. I sintomi possono quindi essere diversi e non sono specifici o unici.In occasione della presentazione dell’indagine, inoltre, Merck lancia il sito “Non sei tu. È la tua tiroide” (www.thyroidaware.com/it) con l’obiettivo di aiutare le persone a non attribuire esclusivamente a se stessi e al proprio stile di vita alcuni sintomi delle patologie tiroidee, Nel sito sono disponibili una brochure e un quiz interattivo che mostrano le idee sbagliate sui sintomi dei disturbi della tiroide e fornisce informazioni per aiutare le persone a comprenderli meglio. Tra i sintomi più importanti della carenza di ormone tiroideo (ipotiroidismo) la stitichezza, la mancanza di motivazione, la mancanza di concentrazione, la depressione o l’aumento di peso8. I sintomi dell’eccesso di ormone tiroideo (ipertiroidismo) includono la perdita di peso e l’irritabilità9,10. Ipotiroidismo e ipertiroidismo possono anche portare ad ansia, disturbi mestruali e difficoltà a dormire.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Intervento e Ricerca nei Disturbi dello Spettro Autistico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2016

autismoIndividuare potenziali biomarkers nei pazienti con autismo, ad esempio nel comportamento visivo, o nel mal funzionamento di aree cerebrali, per anticipare l’iter diagnostico e terapeutico. E’ l’obiettivo del Convegno Attualità in tema di Clinica, Intervento e Ricerca nei Disturbi dello Spettro Autistico: modelli a confronto che si terrà sabato 7 maggio, dalle 8.30, al Relais Bellaria. Il Convegno potrà contare sui contributi di Catherine Barthélémy e di Michele Zappella, tra i maggiori esperti di Autismo sulla scena nazionale ed internazionale, con una lunga esperienza di lavoro su bambini ed adulti affetti da Disturbi dello Spettro Autistico.
Il Convegno sarà presieduto da Paola Visconti, Responsabile dell’Èquipe dei Disturbi dello Spettro Autistico dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (ISNB), che opera all’interno del Programma Integrato Autismo della Azienda USL di Bologna. interverranno, tra gli altri, Angelo Fioritti, Direttore Sanitario dell’Azienda USL di Bologna, Agostino Baruzzi e Antonella Pini, rispettivamente Direttore Scientifico e Direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’ISNB. Negli ultimi anni la ricerca biologica sulle cause dell’Autismo ha generato un’importante quantità di dati sul versante neurobiologico. Le anomalie comportamentali osservate nei pazienti con Autismo sono il risultato di un’alterazione del normale decorso dello sviluppo del sistema nervoso centrale. Studi di neuroimaging hanno evidenziato, infatti, una mancata connessione fra aree corticali anteriori e posteriori, con una ricaduta sull’integrazione delle funzioni superiori come il comportamento sociale e il linguaggio. Il Programma Integrato Autismo della Azienda USL di Bologna segue circa 350 minori dal punto di vista clinico, educativo e psicosociale. L’équipe dell’ISNB segue principalmente la fase di diagnosi clinica e strumentale e le valutazioni di follow up. Nel 2015 ha eseguito circa 400 tra visite, valutazioni neurocomportamentali, ricoveri in degenza ordinaria e Day hospital per bambini e ragazzi.
Catherine Barthélémy, pediatra, psichiatra e fisiologa, Professoressa emerita di Fisiologia presso l’Università Rabelais di Tours, Francia, è membro dell’Accademia Nazionale Francese di Medicina. Fondatrice, insieme a Lelord, della Terapia di scambio e di sviluppo (TED) e co-autrice di numerose pubblicazioni scientifiche sui biomarkers dell’autismo.
Michele Zappella, Neuropsichiatra infantile e docente di Neuropsichiatria infantile presso l’Università di Siena, autore di numerosi libri e pubblicazioni scientifiche, è stato fra i primi specialisti in Italia a studiare le origini biologiche dei Disturbi dello Spettro Autistico, mettendo in luce le diverse caratterizzazioni clinico-fenotipiche e apportando contributi tanto sul versante terapeutico che della integrazione scolastica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Disturbo bipolare, con il modello Colom meno giornate di ricovero ospedaliero

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

ospedale bresciaBrescia. Tre giorni per delineare “l’intervento psicoeducativo per pazienti con disturbo bipolare e loro familiari”: ovvero, il modello Colom, efficacemente testato a Barcellona, per condurre interventi psicoeducativi di gruppo. È questo l’appuntamento in corso all’Irccs Fatebenefratelli, a Brescia, in questi giorni: un corso residenziale con l’obiettivo fornire ai partecipanti le competenze necessarie per affrontare interventi psicosociali attraverso il modello promosso, appunto, dagli autori spagnoli F. Colom e E. Vieta e che mostra le più forti evidenze di efficacia nel trattamento del disturbo bipolare. Una metodologia di intervento valida, che consente di ridurre il numero e le giornate dei ricoveri ospedalieri, e che già da alcuni anni viene applicata nei Servizi di salute mentale di Brescia e di Desenzano. Oltre alle motivazioni che spingono all’uso della psicoeducazione nella pratica clinica, si discuterà anche di come trattare la mancata aderenza al trattamento farmacologico, di come aiutare i pazienti a identificare precocemente i segnali della malattia e le sue ricadute e di come adottare uno stile di vita regolare, per prevenire ed evitare i fattori di rischio. Si tratta di uno degli eventi formativi promossi dall’Irccs in occasione del XX anniversario dalla sua fondazione.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giovani e disturbi dell’apprendimento: dall’integrazione all’inclusione

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2016

biblio università parmaI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono un gruppo eterogeneo di condizioni evolutive che si evidenziano con significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Queste condizioni si manifestano con l’inizio della scolarizzazione e coinvolgono uno specifico dominio di attività lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
La possibilità di accedere all’università è per gli studenti con DSA una prospettiva nuova, che difficilmente poteva essere pensata solo pochi anni fa. Oggi la presenza di questi studenti nelle università è in rapido aumento e richiede provvedimenti specifici per assicurare loro pari opportunità di apprendimento e successo formativo.
Secondo le ultime rilevazioni del Miur, (MIUR 2014 MIUR – D.G. per gli Studi, la Statistica e i Sistemi Informativi – Servizio Statistico) sono circa 90 mila gli alunni con diagnosi di DSA. La percentuale della popolazione scolastica interessata è pari al 4%. La dislessia è il più diffuso e noto dei DSA. Il fenomeno è dunque in crescita, considerando anche che ci sono molti DSA non ancora diagnosticati, perché le stime attuali si basano sull’affluenza ai servizi e sulle diagnosi accertate. Tra gli studenti universitari dislessici, il 60% non ha ancora avuto una diagnosi prima dell’entrata all’università. Solo un dislessico su 3 o 4 viene diagnosticato in età evolutiva.
Di questi temi si è parlato all’Università Europea di Roma, nel seminario “Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Autismo: successi raggiunti e da ottenere”.
E’ intervenuta, fra gli altri, la psicologa Sara Pelli, responsabile del servizio di orientamento dell’Università Europea di Roma, che ha tenuto una relazione sul tema della presa in carico e dei provvedimenti specifici per assicurare agli studenti DSA pari opportunità di apprendimento e successo formativo.
“Le università hanno fatto passi in avanti rispetto all’accoglienza e gestione di questi studenti ma rimangono moti aspetti che richiedono riflessioni, approfondimenti, iniziative concrete”, ha spiegato Sara Pelli. “Tra questi, in primis, il raccordo tra scuola e università. Nonostante i dati confortanti relativi al numero di iscritti, non sempre gli studenti DSA vedono l’università come opzione reale. La scuola è quindi l’area su cui lavorare perché spesso i ragazzi sono scoraggiati a proseguire gli studi. Solitamente gli studenti che arrivano all’università, secondo i dati a disposizione, appartengono a un ceto medio alto e hanno famiglie di riferimento per le quali il raggiungimento del diploma e della laurea è davvero importante. Laddove questo non accade, essi possono venire dissuasi dai docenti a proseguire gli studi, perché classificati come studenti che non hanno voglia di studiare, che hanno altri interessi, che è meglio indirizzare ad attività professionali, pur essendo invece ragazzi con ampie capacità e possibilità. In questo modo, lungo la strada perdiamo persone valide e capaci.
Non si vuole negare la difficoltà di questi studenti. Ma bisogna fare in modo che averne qualcuno in aula con tali caratteristiche sia un valore aggiunto”.
Secondo Sara Pelli “il passaggio culturale, la sfida, per le università e in genere per la società è di passare dal concetto di integrazione a quello di inclusione dei ragazzi con DSA”.
“L’inclusione – ha spiegato la psicologa – comprende e supera il concetto di integrazione, che presuppone una visione della disabilità come deficit, come mancanza da colmare. Mentre, invece, l’idea di inclusione definisce risorsa e ricchezza ogni diversità.
La prospettiva inclusiva esige la rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono la partecipazione degli studenti alla vita scolastica e universitaria.
L’inclusione è un diritto fondamentale ed è in relazione al concetto di appartenenza. Un’educazione inclusiva permette alla scuola e all’università di divenire di qualità. Ciascuno è benvenuto, può imparare con i propri tempi e soprattutto può partecipare.
Tutte le persone, con o senza disagi, devono essere messe in condizione di poter agire e interagire alla pari.
L’Università Europea di Roma avvierà percorsi per l’ingresso di questi studenti nei corsi di laurea, affinché nessuno sia costretto a rinunciare alla realizzazione delle proprie aspirazioni. Lo spirito di inclusione dell’uomo è anche sottolineato da Papa Francesco nella sua affermazione: costruire la società dell’inclusione, vincere la cultura dello scarto.
Questa cultura dello scarto tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti.
La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare. Le vittime di tale cultura sono proprio gli esseri umani più deboli e fragili”.
“E’ importante, perciò – ha concluso Sara Pelli – promuovere sempre l’inclusione, in ogni contesto, per vincere l’egoismo e la cultura dello scarto”. (Foto:sara pelli)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Disturbi intimi femminili

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2015

abano termeAbano Terme (PD), Atrofia vulvovaginale, incontinenza urinaria e problemi della sfera sessuale, questi i temi al centro del convegno “Gyneconet Meeting: nuove evidenze per la salute della Donna” promosso da Fidia Farmaceutici con il supporto organizzativo di Medi K e in programma il prossimo 26-28 Novembre ad Abano Terme (Fidia Auditorium, Via Ponte della Fabbrica, 3/A).La prima edizione del convegno intende far luce su epidemiologia, diagnosi e nuove opzioni terapeutiche in un’ottica di miglioramento della gestione di questi disturbi che accomunano molte donne.L’impatto di questi disturbi, che non si limita alla sfera della salute, ma riguarda più in generale anche la qualità della vita e, in taluni casi, il benessere della coppia, è tale che si rende necessario sensibilizzare tutti i professionisti che operano nel campo della salute femminile: ginecologo, medico di medicina generale, ostetriche e infermieri.Queste figure chiave per la salute femminile si riuniranno al Gyneconet per fare “rete” e definire un vademecum per la gestione ottimale dei disturbi intimi femminili.
Fidia Farmaceutici S.p.a. è un’azienda italiana fondata nel 1946, leader nella ricerca e nello sviluppo nonché nella commercializzazione di prodotti a base di acido ialuronico che trovano diverse applicazioni in campo biomedico, in aree quali reumatologia, ortopedia, chirurgia, riparazione tissutale e dermo-estetica. Parte del gruppo milanese P&R Holding, Fidia Farmaceutici ha solide basi a livello nazionale: in Italia conta due stabilimenti produttivi, uno ad Abano Terme, dove ha sede la società, e l’altro a Noto, in Sicilia. Occupa oggi oltre 600 dipendenti e alimenta un giro di affari superiore a 250 milioni di euro. Grazie ai suoi investimenti in ricerca è riuscita a costruire una lunga tradizione di prodotti, con oltre 600 brevetti al suo attivo.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cure contro l’anoressia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Mag 2015

anoressia-e-peso“Il tema trattato dalla proposta di legge, che nasce dal confronto sull’esperienza e sulle competenze maturate all’interno dell’ULSS 10 Veneto Orientale, dove è attivo un Centro che ha raggiunto risultati riconosciuti in tutto il territorio nazionale, è senza dubbio molto delicato. Sono tuttavia convinta che sia urgente fornire alle famiglie delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare uno strumento per evitare di dover assistere alla morte dei loro cari. Credo inoltre che il trattamento sanitario obbligatorio per la nutrizione debba essere fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture pubbliche di tutta Italia, e debba essere gestito da una équipe multi professionale includente almeno psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri”. Lo ha detto la deputata del Pd, Sara Moretto, che oggi ha presentato la proposta di legge per l’introduzione dell’articolo 34-bis della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per la cura di gravi disturbi del comportamento alimentare.“Secondo la letteratura scientifica – commenta il dott. Pierandrea Salvo, Direttore del Centro per la cura e la riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare di Portogruaro (VE) – va incontro a morte il 6 – 10% delle persone affette da anoressia e almeno la metà di queste morti è conseguenza della malnutrizione e delle sue complicanze. La normativa attuale prevede l’erogazione di cure in regime di obbligatorietà solo se esistono alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dal paziente e se non vi sono le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere. Nella pratica clinica, quando i pazienti si oppongono ai suddetti trattamenti non vi è la possibilità di disporre un trattamento obbligatorio. Nei casi in cui questo venga disposto – continua il Dott. Salvo, consulente tecnico della proposta di legge – i servizi psichiatrici di diagnosi e cura non risultano dotati di competenze nutrizionali mentre i reparti internistici non sono dotati delle necessarie misure di sicurezza e delle competenze necessarie alla gestione di pazienti oppositivi. Ne risulta che i trattamenti obbligatori, seppur spesso assolutamente salva vita, nel nostro Paese non vengono erogati”.“Ci adopereremo affinché venga riconosciuta la data del 15 marzo come la giornata nazionale dei disturbi del comportamento alimentare e per questo oggi abbiamo consegnato a tutti i partecipanti un fiocco lilla, simbolo della ricorrenza”, ha aggiunto Giusi Poletti, rappresentante del coordinamento nazionale per i disturbi alimentari.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

disturbi comportamentali dei minori

Posted by fidest press agency su sabato, 3 gennaio 2015

anoressia-e-pesoAffrontare e non eludere il problema della diagnosi in tutti i casi in cui si manifestano i disturbi del comportamento. Lo ripete da tempo l’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), raccogliendo l’SOS lanciato dalle Asl di tutta Italia che negli ultimi anni hanno registrato un incremento del 20% di bambini e adolescenti con disturbi mentali.“Parliamo di ansia, depressione, anoressia, enuresi, dislessia, balbuzie, tic motori, della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), di attacchi di panico, del disturbo ossessivo, di aggressività e comportamenti a rischio. Arrestare una tale impressionante ondata di patologie è possibile – afferma l’IdO – ma solo comprendendo le reali cause che si celano dietro questo aumento”. A tal fine l’Istituto romano propone un corso biennale su ‘Valutazione e trattamento in età evolutiva’: 160 ore suddivise in 60 ore di lezioni teoriche, 24 ore di laboratori, 12 ore di supervisione e 64 ore di conferenze per aumentare le conoscenze di medici e psicologi sulla diagnosi dei disturbi e delle difficoltà dell’età evolutiva.Il primo dei 12 week end di formazione si terrà a Roma nell’Aula Magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena in via Puglie 6, per approfondire gli ultimi studi scientifici sull’attaccamento in tema di autismo con David Oppenheim, membro senior del Center for the study of child development dell’Università di Haifa (Israele), Ayelet Erez, membro della Clinica per la psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva del Ministero della Salute di Haifa, e Magda Di Renzo, responsabile del Servizio terapia dell’IdO e direttrice della relativa Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »