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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘disturbi’

Disturbi del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 novembre 2014

sonnoI disturbi del sonno sono senz’altro una delle conseguenze più importanti – ancora poco studiate – delle gravi cerebro-lesioni acquisite (GCA). Basti pensare che essi possono persistere per molti anni dopo la comparsa della GCA e che la loro incidenza, secondo alcuni studi, può arrivare fino all’85%. I disturbi del sonno più frequentemente associati alla GCA sono l’ipersonnia, la narcolessia, i ritardi della fase dell’addormentamento, le apnee notturne, l’insonnia e le alterazioni del ciclosonno-veglia. Naturalmente, avere un disturbo del sonno non vuol dire soltanto “dormire male”, ma correre il rischio di veder acuirsi numerosi altri sintomi come il dolore, l’irritabilità, l’ansia e la depressione. Tali disturbi possono inoltre alterare le prestazioni ai test neuropsicologici e avere un impatto sul recupero funzionale del paziente, sulla sua qualità della vita e, non ultimo, sul suo reinserimento socio-lavorativo.
Una domanda importante rimane ancora senza risposta: “i disturbi del sonno sono una conseguenza diretta della GCA, ossia un effetto del danno cerebrale, o ne rappresentano un effetto secondario, legato ed esempio alle difficoltà del paziente di adattarsi al danno stesso?”. Per cercare di rispondere a questa e ad altre domande ancora irrisolte, presso l’Unità post-coma della Fondazione Santa Lucia di Roma (diretta dalla dott.ssa Rita Formisano) è in atto uno studio volto a valutare l’incidenza, la percezione soggettiva e la tipologia dei disturbi del sonno in pazienti con esiti di una GCA, oltre al loro possibile ruolo sull’esito finale della riabilitazione e sulla qualità della vita del paziente. Lo studio è nato da una collaborazione tra la dott.ssa M. Gabriella Buzzi (Neurologo presso l’Unità post-coma), coadiuvata da un team di Psicologi della stessa Unità (dott. Umberto Bivona, Eva Azicnuda e collaboratori), e ASSIREM, Associazione Scientifica Italiana per la Ricerca e l’Educazione nella Medicina del Sonno (presieduta dal dott. Pierluigi Innocenti, Neurologo)
A oggi sono stati esaminati quattro pazienti. I risultati preliminari dello studio mostrano un’alterazione della quantità e della qualità del sonno in tutti i pazienti, caratterizzata da frequenti risvegli notturni e da un’alterazione delle diverse fasi delsonno. In particolare, “Federica” (la paziente più grave, che ha solo la possibilità di un contatto incostante e debole con l’ambiente) ha mostrato una percentuale del cosiddetto sonno REM (lo stadio del sonno associato maggiormente all’attività onirica) nettamente superiore a quella che si riscontra normalmente in persone che non hanno mai avuto un danno cerebrale. Da questi dati preliminari sorgono alcune importanti ipotesi: perché il sonno di Federica è “cosparso” di sonnoREM, più che degli altri stadi del sonno? Possiamo ipotizzare che Federica passi la maggior parte del suo stato di incoscienza sognando?Secondo le moderne neuroscienze, sia il sonno REM sia il sogno ad esso associato permetterebbero sinergicamente lo sviluppo e il mantenimento della coscienza dello stato di veglia e di altre funzioni cerebrali superiori, preparandoci dunque ad affrontare la realtà cosciente dopo il risveglio. Possiamo, quindi, immaginare che Federica, mentre sembra trovarsi passivamente vittima del proprio disturbo di coscienza, si stia in realtà preparando attivamente a tornare alla vita, alla coscienza da veglia, grazie all’enorme “lavorio mentale” che il suo cervello sta facendo durante il sonno REM, e forse grazie ai suoi sogni. Solo con dati più numerosi potremo verificare quelle che al momento restano solo affascinanti ipotesi.

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Lo psicoterapeuta: quando il cibo è espressione del nostro disagio diventa patologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

cibiE’ capitato a tutti di usare o di rifiutare il cibo perché si è arrabbiati, si vive un momento di stress, per aiutarci a superare una situazione difficile. E’ normale, ma quando questi comportamenti divengono abituali sorgono problemi seri. Lo psicoterapeuta Giovanni Porta, proprio in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, ci spiega a cosa prestare attenzione in casa con noi stessi e con i nostri figli.“È difficile descrivere in maniera generale i fattori che facilitano l’insorgere dei disturbi del comportamento alimentare. – spiega – Il primo, e il più ampiamente analizzato, riguarda la famiglia di origine. Non a caso, il periodo di più frequente insorgenza di anoressia, bulimia e abbuffate incontrollate (binge eating) si situa in età adolescenziale, momento in cui il rapporto con la famiglia conosce una profonda trasformazione, che spesso mette in evidenza difficoltà di relazione preesistenti. Ci sono famiglie in cui ai figli viene a mancare il più necessario dei nutrimenti: l’amore. Questo può avvenire per ragioni che hanno a che fare con problematiche personali non risolte dai genitori e/o con esigenze di vita non controllabili. I figli sviluppano e si abituano a convivere con un profondo senso di solitudine, quasi una impossibilità a sentirsi visti e riconosciuti, e può capitare che alcuni cerchino di controllare in maniera ossessiva il proprio corpo per avere un illusorio senso di padronanza di fronte a una realtà verso la quale si sentono impotenti, o almeno incapaci di ottenere ciò che a loro interessa davvero”.Ma le difficoltà nel rapporto con la famiglia di origine, naturalmente, non sono l’unica causa scatenante.“L’adolescenza è un periodo estremamente delicato nella vita di una persona, – continua – durante il quale il corpo di ognuno subisce profonde trasformazioni e le relazioni si complicano. È il momento in cui per la prima volta si inizia ad avere a che fare con erotismo e sessualità, e il desiderio di piacere a potenziali partner diventa più pressante. Il cibo può essere il luogo dentro il quale nascondersi e con il quale consolarsi (come nel caso delle abbuffate incontrollate) oppure qualcosa da evitare con attenzione: un nemico che rovina la nostra bellezza. Inoltre, tutti sappiamo quanto sia elevata la paura del giudizio, in questa fase della vita. La difficoltà di adattarsi alle prime, a volte feroci forme di competizione tra coetanei, timidezza, problemi relazionali, difficoltà a convivere con la frustrazione, rigidità, scarsa autostima (con conseguente difficoltà ad essere soddisfatti del proprio aspetto) ecc. sono tutti fattori personali che possono facilitare l’insorgere di disturbi del comportamento alimentare. Alle volte si inizia per gioco, o come sperimentazione, e ci si trova poi ad avere a che fare con una vera e propria dipendenza.Come nelle dipendenze da sostanze psicotrope, una cattiva abitudine (dimagrire troppo, vomitare, oppure abbuffarsi) diviene un comportamento di cui non si riesce più a fare a meno. Diviene un modo “magico” per dominare emozioni troppo spiacevoli o per avere l’illusione di controllare situazioni che sfuggono di mano. Ma è una magia di cui prima o poi si paga un conto salato.È importante che i genitori che si accorgono dell’esistenza di forme di disagio nei propri figli e nelle proprie figlie non facciano finta di niente, ma trovino il modo di parlare con loro, senza condannarli ma anzi interessandosi ai loro vissuti, accompagnandoli magari verso un professionista con il quale valutare se iniziare un percorso d’aiuto. Il primo passo è rivolgersi a uno psicoterapeuta, o a un professionista della nutrizione (medico dietologo o nutrizionista). Meglio non aspettare che la situazione diventi di innegabile gravità per intervenire”.

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Denti: prevenzione orale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 settembre 2014

M~ p17ma01/11p clr/teethIn aumento del 15% l’incidenza delle carie. La causa primaria del problema sarebbe l’alimentazione scorretta, troppo ricca di dolci, snack e bevande zuccherate, e spesso povera di frutta e verdura, ma incide in modo pesante anche la scarsa educazione all’igiene orale che, al contrario, dovrebbe essere insegnata già dai primi anni. Ma la carie non è l’unica minaccia al sorriso di bambini e adolescenti. Un bambino su 5 sviluppa lesioni traumatiche dei denti permanenti prima di finire la scuola
primaria e il 40% circa dei bambini soffre di demineralizzazione dei denti. Questi disturbi possono avere conseguenze serie se non vengono diagnosticati e curati per tempo, ma spesso lo specialista vede il bambino solo dopo mesi, o anni, dal sorgere dei primi sintomi. Secondo i dati presentati dal Servizio Studi ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani, infatti, il 75,7% dei bambini italiani tra i 3 ed i 5 anni non è mai andato dal dentista, percentuale che scende a 35,2% per la fascia d’età compresa tra i 6 ed i 10 anni e al 20,1% per i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. “Molti genitori sottovalutano i disturbi legati ai denti da latte, pensando che questi si risolvano da soli quando al bambino spuntano i denti permanenti: dente nuovo, vita nuova. – Ha commentato il dottor Sergio Turco, responsabile dei piani di cura per i bambini dei centri odontoiatrici Samadent. – Purtroppo non è affatto così e questi disturbi non vanno sottovalutati. La carie dei denti da latte colpisce la superficie liscia principalmente dei denti mascellari anteriori e dei primi molari caduchi, denti che di solito risultano resistenti alla carie. Se il deterioramento è molto rapido la polpa si infetta, causando notevole dolore, quindi si verifica la formazione di un ascesso e di una fistola di fronte alle punte delle radici. Un dente da latte rovinato crea un ambiente orale infetto con germi che possono contribuire alla carie, sia quelli che stanno accanto al dente da latte, sia a distanza, in quanto la saliva veicola l’infezione, e può colpire anche quelli permanenti. E’ dunque necessario curare i denti malati e, nel caso non si riesca ad intervenire in tempo e si renda necessario rimuovere il dente, inserire un mantenitore di spazio, così da non compromettere lo sviluppo dei denti permanenti”.”Durante l’infanzia – prosegue il dottor Turco – è il pediatra a occuparsi dei denti del piccolo paziente, e sta a lui, quindi, individuare eventuali disturbi e suggerire visite specialistiche. Come sempre, però, la miglior medicina resta la prevenzione. Insegnare ai bambini sin dalla primissima infanzia l’importanza di lavare i denti dopo i pasti e il giusto modo di spazzolare. In questo senso, molto può essere fatto anche sui banchi di scuola: ormai quasi tutti gli istituti propongono il ‘tempo pieno’ ed è a scuola che i bambini consumano il proprio pranzo. Far vivere il momento della pulizia dei denti dopo aver mangiato in un modo divertente, magari da fare insieme ad altri 2 o 3 bambini, può far interiorizzare una buona e sana abitudine. Anche dedicare alcuni momenti ad illustrare alla classe le norme per la buona igiene orale e per una sana alimentazione può contribuire ad evitare future patologie.”

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Pollini da Graminacee responsabili dei disturbi del 70% degli allergici italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 giugno 2014

polline-graminaceeSono i pollini delle graminacee i responsabili delle reazioni della maggior parte degli italiani colpiti da allergie. La primavera inoltrata e l’impennata delle temperature, puntualmente avvenuta anche in questi giorni, è statisticamente il periodo di massima fioritura. Questo il motivo per il quale sfuggire alla maledizione del naso che cola e degli occhi rossi in questo caldo periodo dell’anno, può risultare davvero complicato. La famiglia delle Graminacee, infatti, è presente dovunque in Italia e conta circa 9.500 specie diverse, tra le quali riso, frumento e mais che formano le basi nutrizionali dell’essere umano. Il sistema di diffusione dei pollini è affidato al vento, un metodo impreciso, che la natura ha compensato con la produzione di massa, con fioriture che possono creare vere e proprie nuvole di pollini (una spiga può produrre in media sette milioni di granuli di pollini.) “La soluzione” da promuovere secondo gli esperti, si chiama “Immunoterapia Specifica”, più comunemente e impropriamente chiamata vaccino. Si tratta in pratica dell’unico trattamento in grado di portare alla remissione o alla guarigione dell’allergia. L’OMS lo riconosce da oltre 10 anni e ne suggerisce la diffusione e l’utilizzo.“L’Immunoterapia Specifica, consiste nella ripetuta somministrazione di estratti allergenici ad individui sensibilizzati con lo scopo di ridurne la risposta immunologica e clinica – spiega il professor Giorgio Walter Canonica Direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Allergologia Di.M.I. IRCCS San Martino Genova e Presidente Società Italiana Allergologia Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) – La decisione di sottoporre un paziente a questo tipo di terapia deve essere preceduta da una attenta valutazione, sia della condizione clinica, sia del ruolo degli agenti allergologici scatenanti. La fase iniziale della terapia prevede la somministrazione di dosi scalari, progressivamente crescenti, fino a raggiungere un dosaggio di mantenimento che viene ripetuto ad intervalli regolari nel tempo. In relazione agli effetti immunologici indotti, l’Immunoterapia Specifica deve essere considerata come l’unico trattamento capace di agire sulle cause, e non solo sui sintomi, dell’allergia e di modificarne la storia naturale. Numerosi studi scientifici – continua il Prof. Canonica – dimostrano come l’Immunoterapia Specifica sia in grado di prevenire nuove sensibilizzazioni ad allergeni differenti e riduca la possibilità di sviluppare asma nei pazienti con rinite allergica causata da allergeni inalanti, inclusi i pollini.”Dare una soluzione alle allergie ed in particolare a quelle da graminacee è di grande importanza, in considerazione del fatto che se un soggetto è allergico a un tipo di graminacea, normalmente lo sarà a tutte le altre. La richiesta di approcci efficaci e razionali nei confronti del “problema allergia” da parte dei pazienti e degli specialisti è in continuo aumento, proprio a causa della crescente consapevolezza delle gravi conseguenze (sinusiti, disturbi del sonno, sviluppo di asma) dovute al mancato o all’inefficace trattamento delle riniti allergiche da pollini. Studi consolidati inoltre, hanno dimostrato come nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento, l’Immunoterapia Specifica abbia migliorato la qualità della vita attraverso la riduzione dei sintomi e dell’utilizzo dei farmaci.La sicurezza e l’efficacia dell’Immunoterapia Specifica, nella modalità di somministrazione sublinguale, oggetto di discussione proprio in questi giorni dagli allergologi di tutto il mondo riuniti a Copenhagen per l’European Academy of Allergy and Clinical Immunology 2014, sono un tema di grande attualità, che recentemente è stato trattato nel position paper “Sublingual immunotherapy: World Allergy Organization position paper 2013 update che ha tracciato le linee guida del settore, basandosi sul modello delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
“L’articolo – conclude, il Professor Canonica, che ha coordinato la stesura delle due edizioni dei paper, – è un importante aggiornamento delle conoscenze scientifiche con l’integrazione di nuovi capitoli su temi emergenti quali: aspetti pratici, prospettive, nuovi approcci e necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’opportunità di scegliere l’immunoterapia sublinguale. L’FDA, Agenzia Regolatoria del Farmaco degli Stati Uniti, ha recentemente approvato la terapia sublinguale, allineandosi a quanto già fatto dall’EMA (European Medicines Agency). Questa notizia, oltre a portare ulteriore rilevanza ed ufficialità alla terapia, aprirà le porte ad un maggiore impiego terapeutico della terapia. Auspichiamo quindi che l’Immunoterapia Specifica sublinguale diventi sempre di più un’opzione concreta per il trattamento di un’ampia popolazione di pazienti allergici.”

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Obesità in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2013

Pershing Square

Pershing Square (Photo credit: Remon Rijper)

Secondo i dati del rapporto Istat “Noi Italia” 2013 l’obesità interessa il 10% dei connazionali in età adulta, un valore tra i più bassi nel contesto europeo, ma comunque da non sottovalutare visto che si tratta di circa 6 milioni di persone. Ad essi bisogna aggiungere altri 3 adulti su 10 con problemi di sovrappeso. Preoccupante la diffusione del fenomeno tra i più piccoli con il 22,1% dei bambini di 8-9 anni in sovrappeso, e due terzi di loro destinati a mantenere la condizione di obesità anche in età adulta.La povertà – sembra assurdo – è uno dei suoi principali motori. Laddove i livelli d’istruzione e reddito sono più bassi si tende a privilegiare alimenti più ricchi di zuccheri e grassi in quanto “appetitosi” e convenienti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda, inoltre, come l’86% delle morti e il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia siano dovute a patologie croniche determinate principalmente da 4 fattori di rischio quali fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica.Di questi e di molti altri importanti temi come la Nutraceutica Fisiologica di Regolazione se ne parlerà il prossimo 11 dicembre a Milano, al Centro Congressi Stelline di Milano, dove si celebrerà la IV Giornata nazionale per i diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari. Organizzata fin dal 2007 dal CIDO, il Comitato italiano per i diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari, l’iniziativa ha ricevuto il sostegno di GUNA, azienda leader italiana nella produzione e distribuzione di farmaci biologici naturali e integratori naturali.

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Discinesia Tardiva

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2012

Copertina del wikibook Disturbi mentali

Copertina del wikibook Disturbi mentali (Photo credit: Wikipedia)

Parma. Sviluppare una stretta collaborazione tra i due specialisti chiamati a trattare il paziente affetto da disturbi psichiatrici, il cui trattamento farmacologico provoca disturbi extrapiramidali determinando importanti limitazioni nel movimento e nella attività quotidiana. È questa l’idea che ha ispirato i convegni DISCINESIE TARDIVE: area di confine fra Neurologia e Psichiatria (Catania, 11 maggio) e MENTE E MOVIMENTO: i disturbi del Movimento tra Neurologia e Psichiatria (Roma, 31 maggio) organizzati con il contributo incondizionato di Chiesi Farmaceutici, azienda impegnata nella realizzazione di servizi di counselling per il paziente e di informazione per il medico (www.discinesia.it) e l’organizzazione di eventi specifici per neurologi e psichiatri. A Catania il tema delle discinesie tardive è stato trattato attraverso un confronto tra i due diversi punti di vista, quello neurologico e quello psichiatrico. “Il riconoscimento della discinesia tardiva è importante e necessario per avviare un adeguato trattamento. La valutazione di questa condizione si avvale di scale cliniche che consentono anche di monitorare l’efficacia clinica del trattamento intrapreso. Scopo dell’incontro di Catania è stato quello di attenzionare queste problematiche a specialisti neurologi e psichiatri” ci spiega il professor Mario Zappia, U.O.C. di Neurologia – Università di Catania. La prevenzione ed il trattamento dei disturbi del movimento saranno oggetto del convegno di Roma attraverso un confronto tra neurologi e psichiatri sull’analisi di casi clinici “è importante che fra neurologi e psichiatri si torni a parlare un linguaggio comune e vi sia un’osmosi di competenze, soprattutto nell’ambito dei disturbi del movimento. Il nostro corso sarà basato sulla presentazione di video di pazienti sia per illustrare la semiologia dei disturbi del movimento, che per presentare casi clinici su cui discutere il percorso diagnostico e le scelte terapeutiche” ci spiega la professoressa Anna Rita Bentivoglio – Ist. di Neurologia, Università Cattolica del S. Cuore di Roma.
La discinesia tardiva è un disturbo del movimento, che si manifesta con movimenti facciali involontari a carico della muscolatura della lingua, della bocca, delle labbra e talvolta movimenti coreoatetosici di arti e tronco. La sua insorgenza avviene in seguito al trattamento a lungo termine con neurolettici. Sebbene l’esatta patogenesi rimane ancora sconosciuta, si possono identificare alcuni fattori di rischio in relazione al trattamento farmacologico. La maggiore incidenza di disturbi extrapiramidali (EPS) si manifesta infatti nei pazienti in trattamento con antipsicotici di prima generazione, anche se vi sono dati di un rischio non trascurabile con gli antipsicotici “atipici”. La prevalenza della discinesia tardiva si segnala intorno al 20-30% e rappresenta una condizione difficile da trattare e persistente anche dopo la sospensione del trattamento farmacologico. Per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, unitamente ad un attento monitoraggio dei segni e sintomi neurologici in corso di trattamento con farmaci antipsicotici. L’importanza della formazione, dell’aggiornamento e di una sensibilizzazione del personale medico e sanitario sono quindi determinanti, sia dal punto di vista sociale che del segno ancora associato agli effetti iatrogeni del trattamento psicofarmacologico.

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Rumori e musica molesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

La Cassazione dice STOP contro i locali notturni che turbano la tranquillità e il riposo delle persone. Secondo i giudici di piazza Cavour quei locali che a causa di rumori molesti e di schiamazzi disturbano il riposo dei loro vicini devono risarcire il danno morale. La Suprema Corte ha convalidato un risarcimento per danni morali pari a 5.000 euro nei confronti di un uomo e del suo nucleo familiare a causa dei disturbi provocati da un disco-pub di Soleto in provincia di Lecce. Nella sentenza n° 69/11 della prima sezione penale del 25/05/2011 la Suprema Corte chiarisce che l’articolo 659 del codice penale, che considera reato il disturbo alla quiete dei cittadini, non riguarda tanto il superamento di determinati decibel ma si basa su “criteri di normale sensibilita’ e tollerabilita’ in un determinato contesto socio-ambientale”. Sotto questo profilo gli accertamenti acustici operati dai tecnici dell’Arpa “in quanto accertamento di carattere amministrativo trasfuso in atto pubblico, non ha valore peritale ed e’ come tale liberamente valutabile dal giudice che puo’ basarsi su altri elementi probatori acquisiti agli atti per ritenere i rumori non connaturati al normale esercizio dell’attivita’ lavorativa e al normale uso dei suoi mezzi tipici e causa di disturbo della quiete, a prescidere dalla conoscenza dei decibel raggiunti”. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” sottolinea che nella motivazione la Cassazione ricorda che per far scattare la multa «è necessario che le emissioni sonore rumorose siano potenzialmente idonee a disturbare il riposo o le occupazioni di un numero indeterminato di persone, anche se non tutte siano state poi in concreto disturbate e una sola di esse si sia in concreto lamentata».

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Diabete: terapia su misura

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Sono ancora troppe le persone con diabete la cui glicemia non è adeguatamente controllata e per le quali il rischio di andare incontro a temibili conseguenze – infarto, ictus, insufficienza renale, amputazioni degli arti inferiori, gravi disturbi alla vista, sino alla morte – risulta particolarmente elevato. In Italia, secondo gli Annali 2010 dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), l’emoglobina glicata (HbA1c), il parametro utilizzato per valutare il grado di controllo – “compenso”, in termini tecnici – risulta inferiore al 7% in solo un quarto delle persone con diabete di tipo 1 e in meno della metà (44%) di quelle con tipo 2. Secondo varie linee guida, il 7% è l’obiettivo da raggiungere per prevenire le complicanze della malattia (microvascolari o dei piccoli vasi arteriosi, come la retinopatia che porta danni alla vista, la nefropatia che compromette la funzione renale, la neuropatia periferica che favorisce le lesioni al piede, e macrovascolari o dei grossi vasi arteriosi, con aumentato rischio di arteriosclerosi e quindi infarto, ictus). “Pensare che il valore medio dell’emoglobina glicata italiano è migliore di quello che si rileva in molti Paesi. In simili analisi compiute negli Stati Uniti, ad esempio; vengono riportati valori superiori a 9,5% in percentuali dal 20 al 40% delle persone con diabete e superiori a 8% in un altro 40-50%”dice Carlo Giorda, Vicepresidente AMD. Per affrontare questo problema alla radice, AMD ha messo a punto un documento destinato a rivoluzionare il modo in cui il diabete viene curato. “Non più una cura uguale per tutti, come bene o male le attuali linee-guida prevedono, ma una terapia personalizzata, su misura per ogni singolo individuo”, spiega Antonio Ceriello, Cooordinatore del Gruppo AMD sulla Terapia Personalizzata, che ha presentato oggi al XVIII Congresso nazionale di diabetologia AMD il risultato del proprio lavoro: il “Documento di consenso AMD sulla terapia personalizzata”.
Prosegue Ceriello: “Il principio è semplice quanto rivoluzionario. Abbiamo individuato 5 diversi profili di persona con diabete in base all’età e alla presenza o meno di complicanze. A ciascun profilo è associato uno schema di terapia, a sua volta suddiviso in sottoschemi, a seconda dei diversi fattori di rischio presenti. L’ultimo passaggio, quello che definisce la vera e propria terapia su misura, la cura ideale cucita addosso a ogni singola persona con diabete, è basata sull’automonitoraggio della glicemia, cioè la misurazione da compiersi a casa. Chiedendo al proprio assistito di effettuarla, prima della visita di controllo, per qualche giorno in diversi momenti della giornata, prima e dopo i pasti, permette di individuare quando la glicemia tenda ad andare più facilmente fuori controllo. Questo dato, quindi, consente di intervenire con l’associazione di farmaci più adeguata a contrastare questa situazione”, conclude Ceriello. Nel suo ruolo di membro del Board europeo dell’International Diabetes Federation, Ceriello ha portato il documento all’attenzione del massimo organismo internazionale, che ha stabilito di valutare le modalità per recepire e implementare il modello della cura su misura “made in Italy” in tutto il mondo.

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Disturbi psicopatologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Empoli 2 Febbraio 2011, alle ore 11.00, nei locali del Centro Direzionale dell’Asl 11 in via dei Cappuccini n. 79 (stanza 41, piano III), a Empoli per illustrare le attività del Centro  residenziale per adolescenti affetti da distrubi psicopatologici.  Saranno presenti: il direttore sanitario dell’Asl 11 Enrico Roccato, il direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Asl 11 Enza Quattrocchi, la responsabile dell’unità operativa complessa Neuropsichiatria infantile dell’Asl 11 Annalisa Monti, il presidente  del Consorzio ASTIR Loretta Giuntoli.

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Anoressia e bulimia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Como 2 febbraio, alle 20.45  presso la Biblioteca comunale di prenderà il via il progetto  I corpi incerti.  Prevenire e contrastare anoressia e bulimia: riflessioni e testimonianze, Nato dal desiderio di presentare alcune Storie di donne ferite questo progetto intende accendere i riflettori su un argomento delicato e difficile, i disturbi della condotta alimentare, che coinvolgono il 10% della popolazione tra i 10 e i 25 anni e fanno registrare nella nostra provincia circa 80 nuovi casi all’anno.
Tre incontri, mercoledì 2, 16 e 23 febbraio,  relatori eterogenei, capaci e appassionati (medici, pedagogisti, operatori, psichiatri,  artisti, un bioeticista e S.E. il Vescovo, Mons. Coletti),  linguaggi diversi  (letteratura, teatro, testimonianze, dialoghi, fotografia, scultura, disegni)  per raccontare esperienze di chi opera nei servizi di prevenzione, di chi ha vissuto questa sofferenza, ma anche per interrogarsi sull’identità corporea e la costruzione di sé: tema cruciale soprattutto in preadolescenza e adolescenza.  Da un lato una provocazione culturale, urgente e cruciale.  Dall’altro lato la presa di coscienza che da anoressia e bulimia si può guarire. Scegliendo di vivere: lo spettacolo Sentieri di marzapane. Camminando tra storie di donne (adattamento teatrale dei due libri Lividi. Storie di donne ferite di Laura Romano – edito da Edizioni San Paolo –  e Verso dove nasce il sole di Valentina Papis
Sala Bianca del Teatro Sociale 16 febbraio ore 20.45) ce lo mostrerà. Così come la contemporanea mostra Butterflies di Stefano Schirato.

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La laringite può essere ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

L’esposizione quotidiana a fumo di sigaretta, allergeni, acari e smog può essere all’origine della laringite, anche cronica, secondo quanto riscontrato dai ricercatori dell’UC Davis Health System Department of Otolaryngology di Sacramento (California). Il team di Peter C. Belafsky ha già da tempo presentato i risultati della ricerca all’American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery Foundation Annual Meeting & Oto Expo. In genere ricercatori e medici attribuiscono disturbi come abbassamento di voce e tosse stizzosa a un’infezione virale o un abuso della voce stessa, come nel caso delle laringiti professionali. Ora però gli scienziati hanno scoperto – grazie a studi su modelli animali – che anche l’esposizione a diversi inquinanti ambientali, inclusi gli acari della polvere e lo smog, può causare quelle che gli stessi autori definiscono laringiti ambientali. Un fenomeno che, avvertono gli scienziati, potrebbe portare a un aumento dei casi di laringite e delle laringiti croniche.

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Disturbi ematici comuni di origine ereditaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Hoboken, New Jersey.  Octapharma USA ha ricevuto la conferma dell’esclusività quale farmaco orfano da parte della U.S. Food and Drug Administration (FDA – Amministrazione USA per alimenti e farmaci) per il wilate(R) (fattore von Willebrand/Concentrato di fattore VIII Concentrate, umano), la terapia di sostituzione sviluppata in modo specifico per la malattia di von Willebrand Disease (VWD). L’approvazione è stata concessa dall’FDA Office of Orphan Products Development (Ufficio FDA per lo sviluppo dei prodotti orfani), che sostiene il progresso dello sviluppo di prodotti che si dimostrano promettenti per la cura delle malattie rare .  La FDA ha approvato il wilate(R) per la cura di episodi spontanei o indotti da trauma di perdita di sangue in pazienti affetti da forme gravi della malattia di von Willebrand oltre che in pazienti affetti da forme lievi – moderate della stessa malattia per i quali l’uso della desmopressina è dimostrato o si sospetta non essere efficace o controindicato.
Secondo il National Institutes of Health (Istituto Nazionale per la Sanità), la malattia di von Willebrand è il disturbo ematico più comune di origine ereditaria ed è presente in 1 persona ogni 100 – 1.000 persone. “L’approvazione da parte della FDA della esclusività per il farmaco per il wilate(R) conferma la decisione di Octapharma di concentrarsi in modo esclusivo sulla cura dei pazienti affetti dalla malattia di von Willebrand e dimostra inoltre l’impegno di Octapharma teso allo sviluppo costante delle terapie basate su proteine umane,” ha dichiarato Nielsen.
wilate(R) è il primo concentrato di doppio virus inattivato VWF/FVIII (Fattore von Willebrand / Fattore FVIII) ad elevata purezza, che utilizza il processo solvente/detergente (S/D) e uno speciale sistema terminale di riscaldamento a secco (TDH, terminal dry-heating). I processi di purificazione selezionati isolano il complesso VWF/FVIII in condizioni di elevata protezione proteica, che determinano un rapporto 1:1 per il VWF:RCo (cofattore ristocetina), e in attività del Fattore FVIII che sono simili a quelle del plasma normale. wilate(R) è stato derivato esclusivamente da grandi pool di plasma umano raccolti nei centri statunitensi approvati dalla FDA per la donazione del plasma, senza aggiunta di albumina come stabilizzatore. Il wilate(R) contiene una struttura VWF tripla e una distribuzione multimerica simile a quella del plasma umano normale.  http://www.wilateusa.com.
Con sede centrale a Lachen, in Svizzera, Octapharma è una delle maggiori società produttrici al mondo di prodotti al plasma, ed è impegnata nell’innovazione medica e nella cura dei pazienti da oltre 27 anni. L’attività chiave di Octapharma sono lo sviluppo, la produzione e la vendita di terapie proteiche umane di elevata qualità, provenienti sia da linee di plasma umano che da cellule umane, comprese le immunoglobuline per via endovenosa (IGIV, immune globulin intravenous). Negli USA il prodotto IGIV di Octapharma, octagam(R) (immunoglobulina endovenosa [umana] 5%), è utilizzato per trattare disturbi del sistema immunitario, mentre l’albumina di Octapharma (umana) è prescritta per il ripristino e il mantenimento del volume di sangue in circolazione. Il wilate(R) di Octapharma ha ricevuto l’esclusività quale farmaco orfano per la cura della malattia di von Willebrand (VWD). Octapharma impiega oltre 4.000 persone e ha esperienza biofarmaceutica in 80 Paesi di tutto il mondo, tra cui gli Stati Uniti, dove Octapharma USA ha sede a Hoboken,

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Staminali promettenti contro la sordità

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Disturbi dell’udito affliggono il 10-12% degli italiani, dai bambini agli adulti, fino agli anziani. “Circa mille bimbi ogni anno nascono con sordità completa congenita, cui si aggiungono i piccoli che perdono l’udito crescendo”, ricordano gli specialisti dell’Ens (Ente nazionale sordi). L’ente, che insieme alla Scuola di specializzazione di Audiologia dell’Università di Roma La Sapienza, ha organizzato per oggi e domani a Roma la I Conferenza nazionale sulla sordità. L’Ens unisce circa 32 mila sordi, di cui la maggior parte conosce il linguaggio dei segni, e da anni si batte per il riconoscimento di questa forma di espressione e contro ogni pregiudizio nei confronti di chi non sente. Fino a oggi ai gravi problemi di udito si è cercato di ovviare con impianti cocleari e protesi, ma secondo gli specialisti dell’Ens queste soluzioni non bastano. “Molto promettenti sono le ricerche sulle cellule staminali, protagoniste di test sugli animali. Si pensa che nei prossimi cinque anni si passerà ai primi studi sull’uomo”. Ma da dove prendere le staminali necessarie a ricostruire la coclea danneggiata? L’idea degli specialisti dell’Ens è quella di puntare sul cordone ombelicale, e in particolare sull’esistenza alla Sapienza di una Banca specializzata nella conservazione del cordone. “Vogliamo incentivare le ricerche mirate alle sperimentazioni con le cellule da cordone”, spiegano gli specialisti. La sordità è una disabilità che non si vede, per questo se ne sottovalutano spesso la gravità e le conseguenze socio-culturali e comunicative. Che possono condurre alla discriminazione e all’emarginazione della persona sorda. “Informazione, comunicazione, educazione, lavoro e benessere sono diritti inalienabili di tutti, e naturalmente delle persone sorde – conclude il presidente dell’Ens, Ida Collu, in una nota – Diritti per cui occorre lottare insieme, oltre ogni forma di pregiudizio”.

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Postura da correggere fin da piccoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

I difetti della postura sono un fastidio spesso silente che colpisce il 25% degli italiani e si manifesta con dolori artrosici, artro-muscolari e scatti della mandibola. «I dolori artro-muscolari tipo strappi, torcicollo, stiramenti o disturbi come “click mandibolari”, sono compensazioni del nostro apparato che portano a posizioni scorrette – Giuseppe Anastasi, docente del Dipartimento di bio-morfologia dell’università di Messina, intervenuto al primo convegno multidicliplinare dedicato alla postura in corso all’università degli studi ‘Foro Italico’ di Roma – e queste nel tempo si trasformano in fastidi della postura. E a essere più colpiti sono gli studenti». Questi errori possono nascere da vizi acquisiti, legati ad abitudini di vita, o ad altri che derivano da disturbi da occlusioni dentali e della vista, come sottolinea Anastasi. «Anche una visione non corretta può essere causa di deficit bio-meccanici di tipo posturale. Ma per gli studenti sono gli zaini pesanti e sproporzionati, portati in posizione scorretta sulle spalle, a causare deviazioni della colonna». L’esperto suggerisce di sottoporre i bambini all’analisi baropodometrica, una pedana tecnologica che misura la corretta posizione eretta e la deambulazione. «Si può fare già dai 6-7 anni in su quando c’è un’autonomia motoria – afferma Anastasi – ci sono casi in cui il difetto può essere congenito. Ma spesso si può risolvere. E lo sport può essere un’ottima terapia per rinforzare una muscolatura debole». (fonte farmacista33)

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Disturbi dello spettro autistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Napoli 3 luglio 2010 (9.30-16.00) Viale Colli Aminei, 3 Pontificia Facoltà Teologica  Il Convegno intende realizzare un aggiornamento sulle attuali conoscenze sui Disturbi dello Spettro Autistico. In particolare, lo scopo della giornata è quello di fornire una sistematizzazione puntuale, evidence based, sui temi centrali del disturbo: la diagnosi, la definizione del profilo funzionale e la formulazione del progetto terapeutico. L’analisi di tali tematiche, nel mettere in evidenza gli aspetti che rappresentano ancora oggi aree di confronto e dibattito a livello internazionale, porterà alla definizione dei successivi eventi formativi che rientrano nella programmazione del Centro Studi, Ricerca e Formazione Mathesis.Chairman Prof. Massimiliano Conson, Relatori:  Prof. Roberto Militerni Prof. Paolo Moderato, Prof. Filippo Muratori, Dott.ssa Raffaella Fagioli, Dott. Alessandro Frolli, Dott. Saverio De Vita, Dott. Gerardo Colucci, Dott.ssa Angela Tortoriello, Maria Rosaria Sorrentino, Dott. Giovanni Caputo,  Il convegno si rivolge a medici, psicologi e terapisti.  La partecipazione al convegno prevede una quota di iscrizione di 30 euro.  Saranno rilasciati gli attestati di partecipazione.

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Disturbi alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

La prima mappa completa dei Centri per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare in Italia e i risultati di un anno di lavoro degli sportelli on-line di supporto per i giovanissimi affetti da anoressia e bulimia: queste alcune delle iniziative presentate il 9 giugno scorso presso la sala stampa di Palazzo Chigi, dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. Le iniziative si inseriscono nel progetto Le Buone Pratiche di cura nei disturbi del comportamento alimentare, realizzato di concerto tra i due ministeri e affidato alla regione Umbria, capofila del progetto, nel quadro del Protocollo di Intesa Guadagnare Salute finalizzato a promuovere campagne informative ed azioni che mirano a modificare i comportamenti dannosi per la salute. Per chi soffre di disturbi dell’alimentazione, come anoressia e bulimia, rivolgersi al più presto ai centri specializzati nella diagnosi e nella cura può fare la differenza. Per questo motivo, l’obiettivo chiave del progetto è stato quello di realizzare una mappa dei servizi specificamente dedicati al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, rispondenti a requisiti di scientificità, da un lato per informare il cittadino sulle possibilità di trattamento offerte a livello nazionale e, dall’altro, di fornire alle Istituzioni indicazioni sulle necessità di potenziamento dell’offerta terapeutica.

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Zadriskie Point 4!!

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Roma Teatro de’ Servi dall’11 al 31 maggio – Via del Mortaro, 22 (Via del Tritone)  andrà in scena un classico di Marco Zadra, “Zadriskie Point” alla sua quarta edizione. Uno spettacolo esilarante, fortemente caratterizzato dalla poliedrica personalità dell’autore – attore. Due ore di puro divertimento, tra attacchi di panico, distonie neurovegetative e farmaci dai nomi impronunciabili. E’ anche il punto di vista di Marco Zadra, “show man” versatile ed elegante, che  racconta con una formula vivace e colorata le tappe salienti del difficile percorso intrapreso da un attore brillante affetto da gravi disturbi psicosomatici costretto a muoversi in un mondo, quello dello spettacolo, che lui rifiuta e da cui è rifiutato.
Marco Zadra – Figlio d’arte, cresciuto in un ambiente musicale, Marco Zadra ha trovato nel teatro lo sbocco naturale di una passione derivata da una sensibilità estrema, frutto di quei valori che i suoi genitori hanno saputo trasmettergli attraverso la musica classica. Il papà era il noto pianista argentino Fausto Zadra, la mamma è Marie Louise Bastyns, belga, anche lei pianista di fama internazionale. “www.teatroservi.it  Prezzi dei biglietti: Platea Intero € 20 – Ridotto € 16 / Galleria Intero €17 – Ridotto € 14 (Zadriskiepoint4_Marco Zadra)

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Identità di genere. Manuale di orientamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Joseph Nicolosi – Sugarco – 2010 – pp. 368 – € 25,00 Il testo si propone principalmente come un manuale rivolto a coloro che intendono affrontare un lavoro psicologico relativo alle ferite dell’identità sessuale. Nei vari capitoli troviamo, esposti in modo discorsivo e accessibile, i riferimenti clinici, scientifici e psicologici degli studi più recenti sull’omosessualità. Joseph Nicolosi, psichiatra e psicoterapeuta cofondatore della NARTH (Associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell’omosessualità) con sedi in tutto il mondo, è il principale ideatore della cosiddetta « terapia riparativa ». Da decenni il suo istituto studia i disturbi dell’identità sessuale. Si tratta di un percorso scientifico che accompagna il lettore nell’esplorare quel lato spesso trascurato che viene tralasciato a favore della polemica, talvolta dai toni forti, intorno all’omosessualità, al diritto degli omosessuali, al riconoscimento delle coppie gay. (fonte Theseus Libreria internet)

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Disturbi gastrointestinali

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Milano 3 dicembre 2009 – ore 11.00Via Varese 11, Edelman. Durante le Feste di Natale e Capodanno si moltiplicano le occasioni di affaticare il nostro apparato digerente: cenoni, brindisi e viaggi mettono in pericolo il nostro stomaco e la nostra regolarità. E’ possibile prevenire i disturbi più comuni? Come guarirli se si presentano?  Se ne discuterà con  Attilio Giacosa Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza.

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Gli italiani e l’ipnosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Tremilioni 200 mila italiani ricorrono all’ipnosi per problemi dell’emotività e del comportamento ed altrettanti per problemi nella vita quotidiana. Un milione 600 mila vi ricorrono invece a causa dei loro vuoti esistenziali. In totale sono dunque 8 milioni gli italiani che ricorrono all’ipnosi. Lo rivela il padre dell’«Ipnosi Dinamica» Stefano Benemeglio, fondatore dell’onlus «Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche» (www.accademianalogica.com). A ricorrere all’ipnosi sono soprattutto i quarantenni: il 58% è infatti di età compresa tra i 40 e i 49 anni. In relazione al sesso la metà di coloro che si rivolgono all’ipnosi sono uomini e l’altra metà sono donne. Altro numero rilevante a cui Stefano Benemeglio fa riferimento è quello degli italiani che soffrono di disturbi comportamentali. Secondo il padre dell’«Ipnosi Dinamica» tale numero è pari a 20 milioni. La Psicologia Analogica fondata da Stefano Benemeglio per studiare le leggi e le regole che governano i sistemi mentali dell’individuo, la sua emotività e le chiavi di accesso all’emotività stessa è un metodo di indagine del profondo che si avvale della comunicazione analogica e che si realizza proprio attraverso l’Ipnosi Dinamica. L’obiettivo? «È quello di contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualità della vita» risponde Stefano Benemeglio.
L’onlus Associazione Internazionale delle Discipline Analogiche  (www.accademianalogica.com) si propone quindi di trovare le soluzioni più adeguate alle esigenze e problematiche specifiche nei diversi ambiti della vita di ogni individuo, rendendo possibile una migliore gestione delle relazioni interpersonali di natura privata e professionale. Tra i principali obiettivi, l’Accademia si prefigge di favorire e promuovere la ricerca quale strumento di teorizzazione nei diversi campi di applicazione della Filosofia Analogica come nuova filosofia di vita e fondamento di tutte le discipline analogiche.

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