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Posts Tagged ‘disturbo bipolare’

IRCCS studia come rendere infallibile il Litio nei pazienti con disturbo bipolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

ospedale bresciaBrescia. Si può migliorare la terapia con Litio, utilizzata nel trattamento del disturbo bipolare. Come farlo è l’obiettivo del programma di ricerca che impegna l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia nell’ambito del progetto europeo H2020, (titolo progetto: Optimizing response to Li treatment through personalized evaluation of individuals with bipolar I disorder: the R-LiNK initiative/ Ottimizzare la risposta al Litio mediante un approccio personalizzato in pazienti con disturbo bipolare; iniziativa R-LINK). Complessivamente, il progetto è finanziato con sette milioni di euro e coinvolge 21 centri europei. Annamaria Cattaneo, responsabile del Laboratorio di Psichiatria Biologica dell’IRCCS Fatebenefratelli, coordinerà lo studio di analisi biologiche finalizzate ad identificare, nel sangue, molecole in grado di dire quali sono i pazienti affetti da disturbo bipolare che risponderanno al trattamento farmacologico. Saranno coinvolti anche altri gruppi di ricerca dell’IRCCS (Laboratorio Marcatori Molecolari e Unità di Psichiatria) per un totale di dieci ricercatori.«Il disturbo bipolare è un disturbo mentale prevalente – spiega Cattaneo – e rappresenta una delle cause principali di suicidio. Il litio viene usato per trattare i pazienti con questo disturbo, per prevenire un peggioramento della malattia ed anche per prevenire il rischio di suicidio. Purtroppo, questo farmaco non funziona in tutti i pazienti ed è importante capire fin da subito chi non risponderà per poter agire con strade alternative».Nel corso della ricerca, aggiunge, «utilizzeremo sia “fotografie” scattate nel cervello dei pazienti sia i livelli di alcune molecole facilmente misurabili nel sangue per capire quale sarà la risposta al trattamento. I risultati avranno un impatto molto importante in quanto, come ultimo, saremo in grado di sviluppare un piccolo “device”, delle dimensioni di un piccolo orologio, in grado di monitorare lo stato di salute mentale del paziente e indirizzare direttamente le informazioni al clinico, migliorando in maniera significativa la qualità di vita di paziente».

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Disturbo bipolare e diagnosi tardive

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2016

ospedale bresciaBrescia Il disturbo bipolare è un terreno da tempo esplorato sia dal punto di vista della ricerca che dell’assistenza all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia. Questo disturbo, che affligge circa l’1% della popolazione generale, ha pesanti costi assistenziali e comporta significativi carichi di assistenza ‘informale’ per i familiari del paziente sofferente di un disturbo bipolare. Nei mesi scorsi all’IRCCS si è tenuta la 7a edizione del corso di addestramento su “L’intervento psicoeducativo per pazienti con disturbo bipolare e loro familiari”. Questo corso, destinato a professionisti del campo della salute mentale, era destinato ad addestrare medici e psicologi ad utilizzare il metodo di psicoeducazione di gruppo sviluppato da Colom, Vieta e colleghi a Barcellona, presso uno dei centri leader al mondo nella ricerca sui disturbi bipolari. Con questo metodo strutturato lo staff dell’IRCCS Fatebenefratelli, diretto dal Dott. Giovanni de Girolamo, psichiatra, ha trattato in questi anni, nei DSM di Brescia e di Desenzano, più di 200 pazienti, riscuotendo elevati livelli di soddisfazione e di gradimento; i ricercatori sono riusciti a dimostrare, con un articolo apparso su una delle principali riviste internazionali del settore, che tra i pazienti che hanno partecipato al programma di psicoeducazione, le ricadute ed i ricoveri ospedalieri erano diminuiti del 60%, e tali differenze erano mantenute anche a distanza di anni.Ora escono, in perfetta sincronia con il lavoro svolto sino ad oggi, un libro e uno studio sullo stesso argomento. Lo studio, cofirmato dal Dott. De Girolamo e dal suo staff, nonché da due autorevoli psichiatri australiani, affronta il tema – cruciale – dell’intervallo temporale esistente tra l’insorgenza dei primi sintomi di malessere e la formulazione di una precisa diagnosi, elemento indispensabile per mettere in atto i necessari interventi terapeutici. Tale intervallo è di ben 6 anni, il che fornisce straordinarie opportunità per appropriati interventi precoci e di prevenzione secondaria. E’ un tempo lunghissimo: si pensi a cosa potrebbe significare ricevere una diagnosi di un tumore 6 anni dopo la sua insorgenza…….. Sempre lo stesso gruppo (de Girolamo, Buizza, Candini e Bulgari) ha curato l’edizione italiana del volume, scritto dal medesimo gruppo spagnolo di Vieta e Colom, dal titolo “La Riabilitazione funzionale per il disturbo bipolare”, pubblicato dall’editore romano Fioriti. Questo volume propone un metodo strutturato e particolarmente accurato per impostare un programma di riabilitazione funzionale in pazienti affetti dal disturbo bipolare, al fine di favorire una piena reintegrazione sul piano familiare, lavorativo e sociale; esso fornisce un metodo rigorosamente strutturato e sequenziale che sarà prezioso per tutti gli operatori del campo della salute mentale.

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Disturbo bipolare: diagnosi in ritardo di 6 anni. La soluzione smartphone

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.

Uno smartphone può essere decisivo nel combattere il disturbo bipolare. E’ quanto è emerso dalla prima riunione del programma di ricerca internazionale Radar-Cns, che si è svolta a Brescia dal 15 al 17 giugno. Come ha spiegato il professor Giovanni De Girolamo dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, che collabora al progetto, è stato scoperto che le persone che soffrono di un disturbo bipolare ottengono la prima diagnosi corretta ben sei anni dopo il primo episodio della malattia. Nel disturbo bipolare i primi trattamenti specifici sono assolutamente necessari in quanto il disturbo tuttavia può essere ottimamente trattato se diagnosticato in maniera appropriata. Gli studi effettuati nell’ambito di Radar, hanno dimostrato per la prima volta questo intervallo dei sei anni, che è dannosissimo e spiega perché un device elettronico possa essere decisivo. Il programma di ricerca Radar-Cns sta infatti esplorando il potenziale dei “dispositivi portatili” (come smartphone e braccialetti elettronici) nel prevenire e curare malattie come il disturbo bipolare, la depressione, la sclerosi multipla e l’epilessia. L’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è tra le 24 istituzioni di ricerca impegnate in questo programma, finanziato con 11 milioni di euro e sostenuto dalla ‘Innovative Medicines Initiative’ (Imi) della Commissione Europea. Si tratta di un progetto volto a monitorare i sintomi e la qualità della vita dei pazienti, quindi anche a calibrare meglio i trattamenti, attraverso strumenti di valutazione continui che agiscono in ‘remoto’ (ossia a distanza dal centro clinico o dallo studio del medico), come smartphone e dispositivi indossabili: questi consentiranno di ottenere un quadro completo, ed in tempo reale, delle condizioni del paziente ad un livello di dettaglio in precedenza irraggiungibile. Inoltre, questo tipo di monitoraggio potrebbe far sì che il trattamento inizi prima che il quadro clinico del paziente si aggravi, prevenendo le ricadute o evitando che il paziente attenda un peggioramento delle proprie condizioni di salute prima di cercare un consulto medico.La collaborazione è guidata congiuntamente dal King’s College di Londra e dalla Janssen Farmaceutici, ed è finanziata, come si è detto, nell’ambito della ‘Innovative Medicines Initiative’ (un partenariato pubblico-privato creato tra la Federazione Europea delle Industrie del settore Farmaceutico, e l’Unione Europea) e comprende 24 istituzioni ed aziende provenienti da vari paesi d’ Europa e dagli Stati Uniti. Il programma riunisce esperti provenienti da diversi campi disciplinari, tra cui la clinica e la ricerca biomedica, l’ingegneria, l’informatica, le tecnologie informatiche e la biostatistica.
Radar-Cns è un programma di lavoro che – in linea con i principi alla base del lavoro in campo assistenziale dei centri dell’Ordine del Fatebenefratelli– coinvolge in prima persona i pazienti nella sperimentazione in oggetto. I pazienti saranno infatti chiamati a identificare i sintomi più importanti ed a consigliare i ricercatori sul modo migliore per attuare le tecnologie di misurazione e monitoraggio a distanza, in modo che tale innovazione – che pone ovvi problemi di privacy – sia per essi accettabile e coinvolgente. Ove possibile, si utilizzeranno le tecnologie più economiche e disponibili in tutti i Paesi, in modo che i risultati finali possono essere resi disponibili al maggior numero possibile di pazienti. Il programma di lavoro durerà fino al 2021.

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Disturbo bipolare, con il modello Colom meno giornate di ricovero ospedaliero

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2016

ospedale bresciaBrescia. Tre giorni per delineare “l’intervento psicoeducativo per pazienti con disturbo bipolare e loro familiari”: ovvero, il modello Colom, efficacemente testato a Barcellona, per condurre interventi psicoeducativi di gruppo. È questo l’appuntamento in corso all’Irccs Fatebenefratelli, a Brescia, in questi giorni: un corso residenziale con l’obiettivo fornire ai partecipanti le competenze necessarie per affrontare interventi psicosociali attraverso il modello promosso, appunto, dagli autori spagnoli F. Colom e E. Vieta e che mostra le più forti evidenze di efficacia nel trattamento del disturbo bipolare. Una metodologia di intervento valida, che consente di ridurre il numero e le giornate dei ricoveri ospedalieri, e che già da alcuni anni viene applicata nei Servizi di salute mentale di Brescia e di Desenzano. Oltre alle motivazioni che spingono all’uso della psicoeducazione nella pratica clinica, si discuterà anche di come trattare la mancata aderenza al trattamento farmacologico, di come aiutare i pazienti a identificare precocemente i segnali della malattia e le sue ricadute e di come adottare uno stile di vita regolare, per prevenire ed evitare i fattori di rischio. Si tratta di uno degli eventi formativi promossi dall’Irccs in occasione del XX anniversario dalla sua fondazione.

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