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Posts Tagged ‘disuguaglianza’

“La disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Secondo la nuova Report Card 15 del Centro di Ricerca Innocenti dell’UNICEF, vivere in un paese ricco non garantisce un accesso equo ad un’istruzione di qualità: mentre Lituania, Islanda e Francia hanno i tassi di iscrizione prescolare più alti tra i paesi inclusi nello studio, Turchia, Stati Uniti e Romania hanno i tassi più bassi. Paesi Bassi, Lituania e Finlandia sono i più equi per quanto riguarda i risultati di lettura nella scuola primaria, mentre Malta, Israele e Nuova Zelanda presentano in questo ambito le maggiori disuguaglianze. Lituania, Irlanda e Spagna sono i più equi per quanto riguarda la capacità di lettura dei 15enni, mentre Malta, Bulgaria e Israele presentano le maggiori disuguaglianze. Secondo quanto emerge dal rapporto, infatti, i bambini dei paesi meno ricchi spesso hanno rendimenti scolastici migliori nonostante minori risorse nazionali. “Partire svantaggiati: La disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi” classifica 41 paesi membri dell’Unione Europea e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in base alla portata delle disuguaglianze a scuola a livello prescolare, primario e secondario.“Su 38 paesi ricchi l’Italia è 13esima per più alto livello di uguaglianza nella scuola secondaria, È 15esima su 41 per tasso di accesso all’istruzione prescolastica e al sesto posto su 29 per migliori capacità di lettura nella scuola primaria”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia – “In questo settore vorrei sottolineare l’impegno sottoscritto, pochi giorni fa, dall’UNICEF Italia attraverso un Protocollo d’intesa insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per promuovere azioni sinergiche e per diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle scuole”.
Il rapporto si focalizza su due indicatori di disuguaglianza incentrati sui bambini e i ragazzi: l’indicatore a livello prescolare è la percentuale di studenti iscritti a forme di apprendimento organizzato un anno prima dell’età ufficiale di inizio della scuola primaria; l’indicatore per la scuola primaria (4° elementare, circa 10 anni) e secondaria (15 anni) è il divario nei punteggi relativi alla capacità di lettura tra gli studenti con il punteggio più basso e quelli con il punteggio più alto. Il posizionamento nella classifica dei quindicenni è l’indicatore principale del rapporto perché rappresenta il livello di disuguaglianza arrivati alla fine dell’istruzione obbligatoria.

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“Disuguaglianza, democrazia e coesione sociale”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2016

prodiReggio Emilia Sabato 28 maggio (18.00, Teatro Cavallerizza) nell’ambito dei Social Cohesion Days si confrontano su “Disuguaglianza, democrazia e coesione sociale” due nomi d’eccezione: Romano Prodi, fondatore e presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, e Francois Bourguignon, ex capo economista della Banca Mondiale, che – moderati da Riccardo Iacona – ripercorrono le cause delle crescenti disuguaglianze nel mondo, il legame con il progresso tecnologico e la globalizzazione e le strategie in grado di ridurre il fenomeno . Durante la crisi in molti paesi sviluppati risultano notevolmente aumentate le disuguaglianze dei redditi di mercato (retribuzioni lorde e redditi da capitale, senza considerare la tassazione e i trasferimenti servizi del welfare). Inoltre, un numero crescente di ricerche evidenzia come un’eccessiva disuguaglianza impatti negativamente sulla crescita economica e sulla coesione sociale (per esempio inibendo la possibilità delle fasce più svantaggiate di investire nell’istruzione dei propri figli), e come una troppo sbilanciata concentrazione dei redditi riduca il benessere di una larga porzione di individui, ancora una volta minando la coesione sociale e l’esistenza di un welfare state universale.(www.socialcohesiondays.com) (foto Prodi)

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A giugno 3 referendum

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

La Corte Costituzionale ha ammesso i tre referendum su: acqua, nucleare e legittimo impedimento. È l’occasione per dire la propria opinione se si desidera la privatizzazione dell’acqua, la monopolizzazione dell’energia e la disuguaglianza di fronte alla legge di chi è “nominato” ministro. Oltre duecento anni fa la Rivoluzione francese con un vento di democrazia spazzò via i privilegi dei “nobili”. Oggi “qualcuno” vuole ripristinarli. Per i referendum probabilmente si voterà il 12 giugno, ultima data disponibile, ma così facendo il governo ha anche deciso di sprecare 300 milioni di euro che in periodo di crisi potevano essere utilizzati per ben altro. Anche se, il Ministro dell’ interno, corre rischio di essere denunciato per spreco di denaro pubblico e per mancata rimozione di ostacoli che impediscono la partecipazione dei cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (come stabilisce il comma 2 dell’art. 3 della nostra costituzione). Resta poco tempo per convincere il 50% +1 (25 milioni di elettori) a votare per i referendum! Noi non abbiamo televisioni o altri potenti mezzi. Ma la rete sì. Usiamola. In Nord Africa con il tam tam della rete hanno travolto i regimi dell’Egitto e della Tunisia. Noi usiamola per informare e invitare parenti, amici e conoscenti a partecipare ai referendum. C’è gente che non lo sa. Bisogna raggiungere il quorum. Passa parola. Il futuro, nostro e dei nostri figli, è nelle scelte che facciamo oggi. È il momento delle decisioni. Dobbiamo avere la volontà di farle. Fa’ la tua scelta    www.ildialogo.org

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Un paese da scongelare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2010

Roma, martedì 25 maggio 2010, ore 17.30 Domus Talenti, Via delle Quattro Fontane  113 Troppe disuguaglianze e poca mobilità sociale. Una sfida per la sinistra Prefazione di Agostino Megale (Collana Materiali, Formato 14 x 21, Pagine 176, Prezzo 10,00) Presentazione del libro di Aldo Eduardo Carra e Carlo Putignano Un paese da scongelare ne discutono Fausto Bertinotti Rosy Bindi, Agostino Megale, Gianni Rinaldini, Nichi Vendola Introduce e coordina Luca Telese saranno presenti gli autori L’Italia è un paese bloccato, frenato da una mobilità sempre più ridotta, un paese nel quale chi nasce ricco muore ricco, chi nasce povero muore povero. Negli ultimi trenta anni poco si è fatto per ridurre la disuguaglianza tra categorie sociali. La società bloccata che emerge dalle analisi contenute nel volume non è il prodotto di eventi casuali, ma deriva da processi che riguardano la formazione del reddito, la sua distribuzione e la funzione di redistribuzione svolta dallo Stato.  Il libro analizza tutti i vari aspetti dell’economia italiana che contribuiscono alla creazione di forti squilibri sociali, economici, geografici. Dalla disuguaglianza nella distribuzione alle disuguaglianze tra le regioni italiane, dalla distribuzione primaria del reddito al prelievo fiscale, dalle politiche sociali agli effetti redistributivi dell’inflazione, dalla mobilità sociale al precariato fino alle sfide per la sinistra e al ripensamento del ruolo dello Stato.  Quello di Carra e Putigliano è un libro di denuncia: disuguaglianze e povertà collocano l’Italia tra i paesi più arretrati d’Europa; sistema educativo e meccanismi di ingresso nel lavoro irrigidiscono la scala sociale e comprimono merito ed impegno; la bassa mobilità sociale ne fa un «paese bloccato». Ma anche un libro di analisi: all’origine di questi fenomeni sta una iniqua distribuzione del reddito che prelievo fiscale e prestazioni sociali non riescono a modificare sostanzialmente. Un libro di documentazione: i dati riportati e la documentazione statistica in appendice ne fanno un vero e proprio manuale per gli operatori politici, sindacali, sociali. Infine, un libro di indicazioni politiche soprattutto per le forze di sinistra: modificare la distribuzione del reddito, agire con prelievo fiscale e prestazioni sociali per ridurre disuguaglianze e povertà, favorire la mobilità tra classi sociali e nei percorsi di vita.
Aldo Eduardo Carra  è esperto  di economia e congiuntura, collabora con l’IRES CGIL e con diverse riviste di economia politica. Ha pubblicato con Ediesse L’economia in tasca (2006)  e Ho perso la sinistra (2008). Carlo Putignano è stato dirigente dell’ISTAT ed ha rappresentato l’Italia in Commissioni UE, OCSE  e ONU; collabora con istituzioni ed enti di ricerca.

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