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Pontida: Quando la montagna partorisce il topolino

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Umberto Bossi

Image via Wikipedia

Niente di più collimante questo detto al raduno di Pondida della lega. Si è fatto un gran clamore alla vigilia e ora ci troviamo solo con pronunciamenti di principio ma privi di sostanza. Tutto ciò che la Lega chiede al Governo è solo motivo di disunione nella società civile per mettere il sud contro il nord, gli immigrati contro gli autoctoni, per favorire maggiori spese trasferendo i ministeri da Roma in Lombardia come se questo servisse a qualcosa. E c’è persino chi applaude. Noi che abbiamo sempre criticato talune rappresentanze faraoniche delle regioni, nord compreso, a Roma e a Bruxelles e che in periodi di vacche magre dovrebbero se non proprio essere chiuse almeno limitate all’osso, ora ci sentiamo presi in giro dall’idea di “rappresentanze ministeriali” fonte di risparmi e di maggiori guadagni per le popolazioni locali. Dove lo vedono questo profitto è proprio il caso di chiederlo. La nostra critica è anche un’altra e da tempo lo affermiamo. Al centro di Roma prolificano gli uffici che fanno capo alla presidenza del consiglio. Sono dislocali in vari palazzi e ciò significa il moltiplicarsi del personale di sorveglianza, il costo degli affitti, la manutenzione e via di questo passo. Avevamo sostenuto che potrebbero per lo meno ridursi al 50% introducendo una efficace razionalizzazione dei servizi, l’introduzione dell’homeworking, un potenziamento degli apparati tecnologici e, non certo ultimo, lo sfoltimento delle varie segreterie di ministri e sottosegretari, cosiddetti “senza portafoglio”. Ma siamo andati anche oltre proponendo la costituzione di un dipartimento, a costo zero, per l’individuazione e il recupero degli edifici pubblici in stato di abbandono sia per alienarli sia per destinarli ad altri usi. E le inchieste condotte tempo fa da una nota trasmissione televisiva non ha mancato di farci vedere edifici costruiti e abbandonati per motivi inspiegabili e che dovevano essere ospedali, carceri, centri culturali ecc. E queste costruzioni, per buona pace dei leghisti, non sono allocate solo al deprecato Sud ma anche al Nord. E allora smettiamola di prenderci in giro. Vogliamo rendere l’Italia virtuosa? Facciamo le riforme che ci fanno risparmiare e che sono popolari come la riduzione del 50% dei parlamentari e delle amministrazioni locali. Come l’abolizione o la drastica riduzione dei rimborsi per spese elettorali ai partiti come lo sanciva, per altro, un referendum di qualche anno fa. Riduciamo i ministeri riportandoli ai 20 di qualche anno fa e i sottosegretariati a non più di 40. Riserviamo un palazzo così recuperato per assegnarlo a sede di rappresentanza romana delle regioni evitando, in tal modo, le spese che ora si accollano per tali incombenze. Cerchiamo di ridurre, semplificare, armonizzare, razionalizzare l’apparato pubblico e di rappresentanza invece di cercare disperatamente poltrone d’assegnare ad amici e ad amici degli amici e subordinati. Ma se ciò accadesse la prima vittima sarebbe il governo Berlusconi ed è questo che la lega non vuole e i leghisti fanno la fine delle tre scimmiette: si coprono gli occhi, si turano le orecchie e mettono il bavaglio davanti alla bocca: in queste cose tutto il mondo è paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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