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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘divenire’

La crescita tecnologica e la misura del divenire collettivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

ricercatoreLa ricerca medica, la pratica che ne segue, l’esperienza clinica dimostrano che abbiamo toccato un punto di non ritorno.Se vogliamo che si compia il grande passo che c’induce a ritenere la conclusione del ruolo sino ad oggi svolto da tutte le componenti dell’universo sanitario nella prevenzione e nella cura dei mali che ci affliggono, dobbiamo volgere lo sguardo altrove.
La medicina non potrà più essere appannaggio di speculazioni commerciali, di profitti a beneficio d’interessi personali o di gruppi cosi come accade oggi con le società farmaceutiche che producono farmaci e la ricerca scientifica che opera dentro le loro strutture e spesso è finalizzata a ben diversi scopi rispetto a quello primario in difesa della salute umana.Oggi, forse, i segnali in questo senso sono ancora molto deboli per avere qualcosa di più di una percezione che ci possa permettere di vedere con chiarezza quanto si sta maturando sotto i nostri occhi. E’ perché siamo ancora troppo accecati dalle logiche del profitto, dall’avidità dei singoli, dagli interessi di bottega, dal concetto che la salute non sia un diritto universale ma un bene accessibile solo per chi dispone di un reddito, di una posizione sociale di riguardo. Uscire da questo tunnel non è facile perché occorre superare molti tabù, radicate convinzioni, la logica di chi continua a credere fermissimamente in un mondo diviso in due distinte parti tra chi ha e chi è. Tra la massa dei servus servorum dei e la schiera degli eletti e ai quali tutto è dovuto, niente è precluso.
Cito a questo riguardo “L’ultima fatica di Save the Children” nel suo rapporto intitolato “Nati per morire”, dove si denuncia che ogni anno 6,3 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono e tra questi 2,8 milioni sono neonati. Il documento misura l’indice di rischio mortalità mamma-bambino e propone diverse soluzioni per ridurre questa catastrofe. Così si muore per colpa dell’eterno conflitto tra il diritto alla vita e al vivere.
E’ l’eterna lotta che si ripropone dalle ceneri della storia tra plebei e patrizi. Tra chi comanda, e tutto gli si deve, e chi è a lui sottoposto ed è senza diritti soffocato com’è dai doveri. E la medicina è uno di questi gingilli preferiti dal potente di turno per il suo benessere e poco importa che il suo accesso sia proibito ai paria. Sono creature inutili e possono solo servire da cavie.
Se questo giudizio può apparire alquanto drastico e severo e persino cinico lo si deve al fatto che mi giunge intollerabile che ancora oggi mentre la medicina fa passi da gigante vi siano milioni di persone che muoiono per l’impossibilità d’accedere ai farmaci salvavita non avendo la disponibilità economica per farlo.
Qualcuno leggendo quanto scrivo può legittimamente chiedersi perchè solo ora mi sono reso conto o per lo meno ho affrontato il problema in un modo così risoluto per non dire definitivo.
E’ che la miccia è stata accesa casualmente da uno studio condotto e coordinato da Antonio Filippini dell’Università Sapienza e da Antony Galione della Oxford University. Egli ha identificato un meccanismo alla base della generazione dei vasi sanguigni, precedentemente sconosciuto.
I risultati, sono stati pubblicati dalla rivista internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA) e hanno dimostrato che è possibile inibire selettivamente una specifica catena di reazioni attivata dal VEGF, provocando il blocco dell’angiogenesi. Il meccanismo individuato in questa ricerca permette infatti di fermare più a valle e in modo specifico la proliferazione e migrazione delle cellule endoteliali, senza interferire con altre funzioni essenziali della proteina. Infatti, bloccando l’attività com-plessiva del VEGF si innescano una serie di “contromisure” causate dall’inibizione di tutti i recettori e di tutte le reazioni elettriche che annullano o attenuano gli effetti dei farmaci anti-angiogenici.
La ricerca apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci ancora più intelligenti di quelli attuali. “Sarà fondamentale valutare – spiega Antonio Filippini – gli effetti dell’inibizione di questo specifico pathway, che ha fornito brillanti risultati in modelli sperimentali, nell’angiogenesi tumorale e in pazienti oncologici”.
Il progetto è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Anatomiche Istologiche Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore della Sapienza di Roma, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e il Dipartimento di Farmacologia della Oxford University in Inghilterra. Del gruppo di ricerca della Sapienza fanno parte Annarita Favia, Guido Gambara, Elio Ziparo, Fioretta Palombi e Antonio Filippini.
Fin qui la notizia. L’innesco che ha provocato può apparire poco visibile a un osservatore occasionale, ma per me è stata la dimostrazione che ci stiamo avviando a tracciare un percorso nuovo dove la funzione della terapia medica farmacologica, andando persino di là di quanto segnalato dalla precedente nota tende a integrarsi con l’alimentazione e a renderla, a sua volta, più efficace per uniformarsi alle esigenze del nostro corpo e per evitare i rischi di malattie e d’infezioni virali e batteriche. Da qui derivano molte altre considerazioni di merito che lascio all’intuizione di chi mi legge dedurne e che mi sembra non possono che rendere ovvia la sua naturale conclusione nel senso da me indicato.
Quanto tempo ci vorrà è difficile dirlo. Questo ciclo presenta indubbi ostacoli di non facile superamento. Ma se in qualche modo riusciamo, percorrendo questa strada, ad “alimentare curando” per la tutela della vita resta a monte un altro problema che è quello di pervenire a una drastica riduzione della natività. (Centro studi scientifici della Fidest)

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Memoria e tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Sono due aspetti legati al concetto del tempo. Le società storiche sono fondate sulla memoria. Il loro corpus vi riconosce il tempo storico e sociale. E nella memoria che si collega al passato noi vi costruiamo i modelli del futuro. La memoria appartiene al soggetto della storia. Alimenta la consapevolezza e ne rimargina le ferite, ristabilisce la dignità ed innesca le rivolte. Ci sono memorie storiche come la schiavitù e l’olocausto, “orrore dimenticato”, che bisogna mantenere e trasmettere, esse investono la mente, la psiche, l’anima, la coscienza di sé. La memoria è vita in divenire, è uno strumento potente di ribellione e di liberazione. Rappresenta la storia dei poveri della terra e per questo può diventare un progetto di liberazione e di giustizia, ma anche essere sovversiva per quel bisogno potente di ribellione e di liberazione che genera la sua sete di verità. L’identità personale per Locke è il centro di memoria e di responsabilità. Le cose del passato, egli scrive, spesso “vengono destate e scagliate fuori dalle loro cellule oscure, alla luce del giorno, da passioni turbolente e tempestose; giacché le nostre affezioni portano alla memoria idee che altrimenti sarebbero rimaste quiete e non avvertite” (saggio sull’intelletto umano, Utet, Torino 1971). Ma cosa ci rappresentano questi atti della memoria? Ricordo o dimenticanza del passato? Un passato che non si vuole perdere o del quale si vuole rimuovere una rimembranza spiacevole? Sta di fatto che sia a livello d’inconscio sia a quello di conscio noi ci confrontiamo di continuo con il passato e diamo alla memoria un tempo infinito nel quale in forte sintesi noi tendiamo a riassumere gli eventi e a dare ad essi una risposta confacente al nostro essere e divenire. E la storia ci serve per rinfrescare la memoria e a fermarla nel tempo e a dare quello che R. Koselleck definisce “spazio delle aspettative” e mostra che il contrarsi del primo termine rispetto all’espansione del secondo interviene a modificare le forme politiche che non sono più intuizioni cristallizzate con lenta evoluzione ma si caricano di attese, di programmi per il futuro. E’ è “un futuro passato”.

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Enrico Baj: Dalla materia alla figura

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Castiglioncello (LI) fino al 26/9/2010 piazza della Vittoria, Castello Pasquini  A cura di Luciano Caprile e Roberta Cerini Baj . L’iniziativa, promossa dal Comune di Rosignano Marittimo, con la collaborazione dell’associazione -Il Valore del Segno- che festeggerà con questo evento i venti anni di attività, interamente dedicati a diffondere sul territorio l’operato di alcuni tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana – rappresenta un appuntamento espositivo finalizzato ad indagare un momento cruciale dello sviluppo creativo di Enrico Baj, ovvero l’iniziale approccio con la sostanza pittorica e la successiva trasformazione di quest’ultima in immagine.  Quando Baj fonda con Sergio Dangelo il Movimento Nucleare il pensiero e’ rivolto al De Rerum Natura di Lucrezio e soprattutto al rischio di catastrofe atomica che incombeva sul nostro pianeta appena uscito dalla guerra. Le opere di quegli anni evocano un mondo devastato dall’immane tragedia, propongono un day after che ha cancellato l’umanità o l’ha trasformata in un rinnovabile incubo.
Questo clima accoglie i visitatori nelle prime due sale a partire da Due figure atomizzate, un olio e smalto su tela del 1951 esibito nel 2001 al Palazzo delle Esposizioni di Roma e nel 2008 al Victoria & Albert Museum di Londra, tanto per citare le manifestazioni piu’ recenti. Già da questo primo lavoro emerge un inquietante processo metamorfico volto a interessare la stessa sostanza pittorica che promuove forme umanoidi o zoomorfe in un’atmosfera livida di colature e di umori. La mostruosa Zia Vannia del 1955 nasce da li’ e lo stesso Baj non esita a escogitare nel 1956 un Autoritratto che lievita da un impasto informale.  Il passo successivo ci viene offerto dalla terza sala dove compaiono le -montagne- emerse da un magma in continuo divenire scandito da elementi vitali a mimare occhi e volti. http://www.comune.rosignano. livorno.it (enrico baj)

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About nature: Forme in divenire

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Follonica fino al 27/5/2010 piazza del Popolo 1, Civica Pinacoteca di Follonica a cura di Maria Chiara Valacchi  Un’esposizione d’arte contemporanea che presenta circa 20 opere dei piu’ interessanti artisti internazionali, che hanno caratterizzato la storia dell’arte a partire dagli anni sessanta fino ad oggi, da Giovanni Anselmo a Giuseppe Penone, da Hermann Nitsch a Kim Dorland, da Candida Hofer a Piero Gilardi, da Pierluigi Calignano a Luca Pozzi ad altri importanti rappresentanti. L’esposizione, curata da Maria Chiara Valacchi, promossa dalla Civica Pinacoteca di Follonica, col patrocinio del Comune di Follonica e i Musei della Maremma – si concentra su quegli artisti che hanno indagato il concetto di natura, appropriandosi dei codici morfologici e poetici di questa, per realizzare opere dal forte impatto emotivo ed estetico.  About Nature, e’ una ricerca storica ed estetica attraverso l’arte di quattordici artisti internazionali che utilizzando materiali semplici e codici estetici appaganti per documentare il loro rapporto con la natura che passa attraverso la performance, lo studio di reazioni fisiche, la pittura, la musica e la scultura.  Accompagna la mostra un catalogo in edizione bilingue (italiano/inglese) edito dalla casa editrice Shin, Brescia.  About nature collettiva di arte contemporanea con: Giovanni Anselmo – Stefano Arienti – Pierluigi Calignano – Michael Dean – Kim Dorland – Piero Gilardi – Paolo Grassino – Alice Guareschi – Candida Hofer – Hermann Nitsch – Giuseppe Penone – Luca Pozzi – Nikola Uzunovski (Immagine: Nikola-Uzunovski, my sunshine, 2010)

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“La materia in divenire”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2010

Napoli 13 aprile 2010, ore 18,30 Spazio espositivo: Museo Minimo – Via detta San Vincenzo 3 angolo Via Leopardi 47- Fuorigrotta personale di Giovanni Cuofano A cura di Roberto Sanchez Presentazione di Rosario Pinto. (L’esposizione sarà visitabile dal  13 aprile all’8 maggio 2010). È un’interessante prospettiva creativa quella di Giovanni Cuofano e vale ad istituire un intrigante processo di analisi del reale del quale non vengono proposte le immediate istanze di una raffigurazione restituiva dell’oggetto, ma le imprese talvolta drammatiche del passaggio della storia. Il punto di partenza di Cuofano è quello,infatti,di un indagine sul dato materico; ma esso non è inteso come referente logico-estetizzante di una dimensione astrattamente intellettuale e di una proiezione eidetica del fare, ma si istituisce come proprio analitico di una oggettività pregnante ed invadente, quella più significativamente ingombrante e preoccupante del rifiuto, di ciò che,insomma, la società contemporanea rigetta da sé,spesso,senza averne addirittura esaurito fino in fondo l’utilizzo funzionale. L’arte restituisce non solo per dignità alla materia, ma mostra che il processo evolutivo non s’arresta laddove l’esigenza di conferire l’oggetto a rifiuto attesta la resa incondizionata del mondo economico di fronte all’evenienza dei tempi. (Rosario Pinto in sintesi) http://www.museominimo.it (attracco)

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CCIAA di Bari: Contributi per l’occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

E’ il 21 settembre l’ultimo giorno utile per accedere ai contributi per favorire l’occupazione e la qualificazione professionale messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Bari attraverso due bandi pubblici.  I bandi sono pubblicati all’Albo camerale e sul sito internet della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari, http://www.ba.camcom.it. Due le tipologie di incentivi per complessivi 500mila euro ciascuno. Il primo si rivolge alle imprese che assumono giovani con contratto di apprendistato professionalizzante, così come previsto dal D. Lgs. n. 276/2003 e dalla L.R. n. 13/2005 e successive modifiche.  al fine di favorire l’assunzione di giovani apprendisti di età compresa fra i 18 ed i 29 anni, attraverso la formazione sul lavoro volta all’accrescimento delle capacità tecniche al fine di farli divenire lavoratori qualificati. Ciascuna azienda potrà beneficiare di un contributo di 4mila euro, a titolo di compartecipazione per i costi sostenuti per l’assunzione per un periodo pari ad almeno 12 mesi continuativi.  Il secondo è finalizzato invece a favorire le imprese per l’occupazione e l’inserimento di soggetti di età compresa tra 30 e 50 anni, che: – non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; – siano disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti; – abbiano perso il posto di lavoro a seguito di licenziamento nei 12 mesi precedenti. La misura massima del singolo contributo è fissata in 4mila euro (per contratti full time) ed 2mila euro (contratti part time per almeno 20 ore di lavoro settimanali), a titolo di compartecipazione per i costi sostenuti per l’assunzione di tali soggetti per un periodo non inferiore a 12 mesi continuativi. È ammessa la presentazione di una sola richiesta di contributo da parte della medesima impresa. Copia dei bandi e delle modulistica per la richiesta del contributo può essere, inoltre, ritirata dall’Ufficio Affari Generali dell’Ente camerale – C.so Cavour 2, Bari – dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 o presso la portineria dell’ente. La richiesta dell’incentivo va inviata a mezzo di raccomandata a.r. alla Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Bari, Corso Cavour n. 2, 70121 Bari, entro il  21 settembre 2009. Le domande di contributo saranno ammesse seguendo l’ordine cronologico (data e ora) di spedizione  fino ad esaurimento della somma stanziata.

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