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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘divise’

I giovani sembrano molto attratti dalle professioni in divisa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Questione di posto fisso? No, è un lavoro di cui andare fieri. Le motivazioni che spingono tantissimi ragazzi a voler intraprendere questo tipo di carriera, sin dalla giovanissima età, derivano maggiormente dal blasone e dai valori rappresentati dalle Forze Armate e Forze di Polizia. Per il secondo anno consecutivo l’Osservatorio sulle professioni in divisa di Skuola.net e Nissolino Corsi mostra come vestire un’uniforme per servire lo Stato sia un’opzione ancora molto gettonata tra le nuove generazioni. A pensarci sul serio è il 34% degli oltre 22mila intervistati (praticamente 1 su 3); studenti di scuole medie, superiori e università. Non solo, per oltre un terzo di loro (35%), sarebbe addirittura la prima scelta per il futuro. Un altro segno dei tempi è poi legato al genere: le ragazze interessate sono sicuramente meno rispetto ai ragazzi, ma non scendono sotto quota 30%.
I nati dal 1995 in poi, secondo diversi studi internazionali, non sembrano mettere la retribuzione al primo posto assoluto, ma sono interessati anche alla condivisione del sistema valoriale del contesto in cui lavorano. Perciò non deve stupire che, tra gli stimoli decisivi, al primo posto ci siano i valori espressi dalle diverse Forze (24%), subito dietro (16%) il tipo di lavoro svolto, al servizio degli altri. Numeri quasi simili (15%) per chi sceglierebbe questa strada soprattutto per far parte di una realtà importante e autorevole. La prospettiva del ‘posto fisso’, con uno stipendio garantito? Solo 1 su 10 la mette in cima alle priorità. Mentre, tra gli aspetti operativi, spicca (19%) la possibilità di svolgere mansioni investigative, seguita dalla difesa della legalità e delle fasce più deboli della popolazione (entrambe al 17%).Carriera militare che può diventare un’ottima alternativa all’università o ai lavori ‘tradizionali’. L’indagine, infatti, si è soffermata anche sugli studenti che si sono appena diplomati (hanno partecipato quasi 3mila maturandi). Facendo emergere come il 45% di quelli interessati alla divisa (circa un terzo, proporzione in linea col dato generale) non scarti assolutamente l’idea di entrare nelle Forze armate già alla fine delle scuole superiori. A cui va aggiunto un 23% che valuterebbe l’occasione mentre studia all’università. Alla fine solo 1 su 3 aspetterebbe di prendere una laurea triennale o specialistica (16% per entrambe). Per questo la stragrande maggioranza (3 su 4) pensa che sia molto importante approcciarsi in anticipo alla preparazione per i concorsi militari già nel periodo delle scuole dell’obbligo. E i numeri potrebbero essere persino più consistenti, visto che il 43% ammette di non sapere che, nei percorsi da Ufficiali o Sottufficiali, è anche possibile conseguire una laurea triennale e/o magistrale. Non solo in ambito giuridico o sociale, anche in discipline tecnico-scientifiche quali l’ingegneria o la medicina.
Ma, in generale, quali sono le Forze Armate o le Forze di Polizia più apprezzate e ambite dai ragazzi? Resiste il primato dell’Esercito: 1 su 5 vorrebbe indossare la più classica delle divise. Medaglia d’argento per la Guardia di Finanza (15%), bronzo per i Carabinieri. Completano la classifica, nell’ordine: la Polizia di Stato (12%), l’Aeronautica Militare (11%), la Marina Militare (9%), i Vigili del Fuoco (5%), la Polizia penitenziaria (4%). Per 1 su 10, invece, la destinazione è indifferente, basta farcela. Numeri che sono abbastanza omogenei sia tra i maschi che tra le femmine. Le cose, però, cambiano a seconda dell’area d’Italia in cui ci si trova. Perché, ad esempio, i giovani del Centro puntano forte sulla Guardia di Finanza (che convince addirittura 1 su 4, specie se maschi), relegando l’Esercito al secondo posto.Lo stesso discorso si può fare per i livelli d’ingresso più gettonati. Apparentemente lo scenario è diviso in tre parti uguali: il 34% del campione partirebbe dalla carriera iniziale (VFP1 o Agente, a seconda della Forza), il 33% dal ruolo di Sottufficiale (Maresciallo o Ispettore), un altro 33% direttamente da quello di Ufficiale (attraverso l’Accademia o tramite il concorso da Commissario). Ma, entrando nel dettaglio, al Nord si predilige la Carriera base (il dato arriva al 38%), nelle regioni centrali si punta ai gradi da Sottufficiale (41%), al Sud si propende per la carriera da Ufficiale (si sale al 36%, con percentuali ancora più accentuate se il candidato è donna).Per indossare la divisa, però, è necessario superare un concorso pubblico con diverse prove di selezione. Chiaramente la difficoltà del concorso dipende dal ruolo e dal grado a cui si ambisce, ma anche dall’elevata concorrenza. Questi aspetti, però, non spaventano gli aspiranti militari intervistati: appena il 13% di loro, infatti, si fermerebbe al primo insuccesso. Mentre quasi la totalità proverebbe più di una volta: il 45% direbbe basta dopo tre tentativi, il 15% dopo quattro o cinque, più di un quarto (27%) andrebbe ad oltranza, finché non ce la fa.Sono interessanti anche i dati di quelli che, sempre tra gli intervistati, hanno già affrontato il concorso, dai quali emerge che oltre la metà (55%) lo ha superato al primo tentativo. La differenza, quasi sempre, la fa la preparazione: più è completa meglio è. Studiando solo sulle banche dati, ad esempio, il tasso di successo si ferma al 30%. Tutt’altro risultato per chi adotta il “pacchetto completo” (quiz, testi e corsi di preparazione): il 75% passa immediatamente. Proprio i corsi di preparazione specializzati sembrano la vera chiave di volta: solo con loro le chance di indossare la divisa al primo tentativo schizzano al 68%. Peccato che solamente 1 su 3 si sia preparato con questa modalità. Infine uno sguardo ai genitori. La metà dei circa 4.000 intervistati sosterrebbe i propri figli nella scelta di una carriera in divisa, anche se in questo caso emergono chiare le priorità degli adulti: mentre i ragazzi hanno idee ben precise e solo 1 su 10 non ha preferenze particolari sulla carriera da intraprendere, per 1 genitore favorevole su 4 un’Arma vale l’altra. Genitori (49%) e figli (45%), invece, sono concordi sul momento migliore per iniziare la carriera in divisa, cioè subito dopo il diploma di maturità.
(by Camilla​ Tomadini)

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Telecamere su divise forze dell’ordine

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

telecamera“L’identificativo sulle divise dei poliziotti fa individuare solo una parte delle persone in campo e non l’altra, quindi è a danno delle Forze dell’Ordine, a danno dell’istituzione dell’ordine pubblico. Noi abbiamo appoggiato in Aula, presentando emendamenti che sono stati respinti dal governo, l’uso delle telecamere nelle divise delle Forza dell’ordine, in maniera tale che la telecamera inquadri tutto: sia l’azione del poliziotto, sia quella di chi è di fronte a lui. In maniera tale che ci sia totale trasparenza”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa del sindacato di polizia Sap, con Gianni Tonelli e numerosi esponenti del centrodestra.“Ma telecamere non solo sulle divise, sulle automobili, sulle volanti, sulle camere di sicurezza. Con favore appoggiamo questa proposta che viene dal Sap, che segna la maturità delle Forze dell’ordine da questo punto di vista, perché per loro la trasparenza è un valore, per far meglio il loro mestiere, per farlo alla luce del sole e con tutto il senso di responsabilità che le Forze dell’ordine devono avere.Per questo rifaremo la battaglia al Senato, nelle Aule parlamentari. Così come faremo quella per più risorse per le forze dell’ordine, per il poliziotto di quartiere, quella per la sinergia tra polizia ed esercito per pattugliare le città, quella per rifare il contratto. Tutte quelle battaglie che noi quando eravamo al governo avevamo avviato e che i governi prima di Renzi e ora di Gentiloni hanno disatteso, e continueremo la nostra battaglia fino alle prossime elezioni”.

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La sagra delle divise: stravaganze agostane?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2016

salvini-renziBushputinIl sindacato di polizia, Coisp, ci ha fatto pervenire una raccolta di fotografie dove appaiono i “grandi personaggi” della politica che si esibiscono in “divisa” da militari. Dato il loro ruolo nella governance dei loro rispettivi paesi, compresa ovviamente l’Italia, ci chiediamo se è solo una nota di colore fine a se stessa o si vuole nascondere, sia pure inconsciamente, la volontà di manifestare qualcosa di più e quella voglia di voler “menare le mani” sulla scena mondiale e far capire ai sudditi che la grandezza di uno Stato poggia sul dominio della forza e di volerla esercitare. In questo caso la circostanza avrebbe serio motivo per preoccuparci. Ci ricordano troppo da vicino le “prove muscolari” del XX secolo e i lutti e le distruzioni che hanno provocato. Ci ricordano, ai giorni nostri, che è in atto una guerra civile che dilania la Siria da cinque anni ma si fanno pochi sforzi per spegnere questo focolaio e ciò che può significare per i suoi effetti dirompenti su tutta l’area. Ci ricordano che l’Africa sta bruciando sotto l’effetto dei conflitti tribali e religiosi così come accade in altre parti del mondo. Vogliamo proprio che l’opinione pubblica associ una divisa militare a quello strumento destabilizzante che ci sta corrodendo? Non è meglio lasciarci l’idea che i premier di tutto il mondo preferiscano gli abiti borghesi e che ai militari e alle forze di polizia resti affidato il compito che a loro compete che è nel difendere la pace e la sicurezza? Perché non concentriamo la nostra attenzione su chi ha tanto interesse che le guerre regionali si facciano. Basterebbe una moratoria delle armi perché se si spara vuol dire che qualcuno produce le munizioni e provvede a farle pervenire ai belligeranti. (foto: salvini-renzi,  bush, putin)

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I figli di coppie divise

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2012

Torino 16 gennaio 2012, a partire dalle ore 9, nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12) si svolgerà un incontro di studio dal titolo I figli di coppie divise, dedicato ad approfondire le problematiche legate agli effetti psicologici nei bambini in caso di separazione dei genitori. L’incontro, organizzato dalla Provincia di Torino e dal Centro per la mediazione sistemica Gregory Bateson di Milano, si colloca tra gli obiettivi del Tavolo interprovinciale di Coordinamento dei Mediatori familiari. Un tavolo attento alla valenza sociale dei legami familiari ed impegnato nella costruzione di sinergie tra coloro che, da angolature differenti, operano nel vivo delle conflittualità familiari. Il programma prevede in apertura un intervento di Mariagiuseppina Puglisi, assessore alle Politiche attive di cittadinanza della Provincia di Torino, quindi la psicologa Rosita Marinoni parlerà di Dare voce e ascoltare i bambini: i gruppi di parola per i figli di genitori separati; mentre la neuropsichiatra e psicoterapeuta Paola Stradoni affronterà i problemi legati ad aspetti psicologici e dinamiche relazionali, con particolare attenzione agli effetti sul bambino delle vicende giudiziarie. Nel pomeriggio si proseguirà fino alle 17 con lavoro di gruppo.
L’incontro, rivolto in particolare ad avvocati, magistrati ordinari e minorili, giudici onorari del Tribunale dei minori, parte dal presupposto che sia necessario un approccio interdisciplinare e la collaborazione tra i diversi operatori dei Servizi e del Diritto che si fondi sulla conoscenza reciproca, su valori condivisi, sull’autonomia e il rispetto delle differenti competenze e prerogative ed approfondisce in modo specifico l’utilità dei cosiddetti “gruppi di parola” per i figli di genitori separati come metodologia da affincare alla mediazione familiare.

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L’era glaciale 3: fa tappa a Viareggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

E’ Viareggio la quarta tappa del tour promozionale de “L’Era Glaciale 3: L’alba dei dinosauri”. Sarà piazza Maria Luisa ad accogliere l’8 e il 9 agosto i protagonisti del terzo capitolo della celebre saga che, distribuito dalla 20th Century Fox e presentato in anteprima in Italia il 13 luglio al Giffoni Film Festival, sarà nelle sale italiane, anche in 3D, a partire dal 28 agosto. Il tour, che fino al 15 agosto tocca alcune fra le più ambite mete balneari italiane, è firmato da 20Th Century Fox in collaborazione con Iperbolegroup che cura l’organizzazione dell’evento. Prossima tappa prevista: 14 e 15 agosto: S. Bendetto del Tronto. Lo scenario del tour è un’isola divisa in due aree, quella glaciale e quella tropicale, incorniciate da una coloratissima scenografia arricchita da tutti i particolari dei due diversi ecosistemi: palme e felci da un lato, ghiacci dall’altro. Fra le due aree si erge un “Ghiandastage” che rappresenta lo spazio dove si svolgono le attività previste dal tour. La colonna sonora del viaggio è fornita dal DJ-set che alterna musiche divertenti con versi e rumori caratteristici de L’Era Glaciale 3.  I giochi previsti sono vari, numerosi e per tutte le età: i piccolini più scatenati suderanno sette camicie per aggiudicarsi la gara di velocità a cavalcioni di ghiande, mentre gli “artisti” dovranno sfoggiare tutto il proprio talento nella realizzazione di disegni a tema sul film. Non solo bambini, invece, saranno i vincitori della sfida di tiro alla liana, dove due squadre (una glaciale e una tropicale) si contenderanno una ghianda posta al centro del playset. Prove di equilibrismo fra ciottoli e cespugli per salvare le uova di Mamma Dino si alterneranno a sfide all’ultimo punto nel divertente “Ghiandapong”, dove la pallina da colpire è rappresentata da una ghianda. I più vanitosi potranno regalarsi delle memorabili foto con Sid che andranno dritte su Facebook sul profilo de L’Era Glaciale (www.iperbolegroup.com/sid), o cimentarsi in un’entusiasmante prova di doppiaggio in cui gli aspiranti attori dovranno recitare spezzoni del film imitando buffi versi dei simpatici protagonisti. Un’area apposita è dedicata ai videogiochi di Activision, dove avvincenti tornei saranno organizzati dagli animatori. Per i vincitori di ciascun gioco, anzi, per tutti, sono previsti sorprendenti premi offerti da partner prestigiosi fra cui Algida, Activision, Ferrero.  Il calare della sera annuncia l’ora della musica quando, rinfrescati da gustosi gelati, i ragazzi potranno scatenarsi nei balli di gruppo organizzati dallo speaker sulla musica del DJ.

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Forze armate? Una divisa con le pezze a colori

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Mag 2009

“Prima di lasciare il servizio qualche anno fà un Capo di Stato Maggiore della Marina profetizzò che presto la Forza Armata si sarebbe trovata nella situazione di dover cucire sulla divisa “le pezze a colori”. All’atto pratico è ciò che già sta avvenendo.  A causa degli esasperati tagli finanziari alla Difesa, sono tantissime le quotidiane difficoltà a cui fà fronte il personale. Infatti, oltre a non esserci più toner per stampanti o carta per fotocopie, fondi per le pulizie (ma anche carta igienica e sapone nei bagni) e tanti altri bisogni a cui il personale provvede anche a spese proprie, sono stati prolungati i periodi di distribuzione dei capi vestiario. Ad esempio la divisa ordinaria, indossata quotidianamente dal personale destinato nelle basi logistiche, verrà sostituita solo dopo cinque anni. Anche un barbone ha l’opportunità grazie alla caritas di cambiarsi abito più di frequente. Quello delle divise è solo un esempio. Esso rappresenta la punta di un iceberg, di una crisi molto più profonda che il personale della Forza Armata sta vivendo sulla propria pelle e che si può ripercuotere anche sull’economia nazionale.  Infatti, la Marina Militare è proprio la Forza Armata che maggiormente contribuisce a garantire la ricchezza economica del paese. Con il buon senso è facile dedurre che le ricchezze di una nazione con 8.000 chilometri di coste possono quasi totalmente essere importate ed esportate via mare. La sicurezza di questi traffici è garantita soprattutto grazie all’attività di polizia internazionale svolta in alto mare dalle unità della Marina Militare ed anche nei porti dagli uomini della Guardia Costiera. Le attività anti-pirateria, di contrasto all’immigrazione clandestina, e tante altre, per quanto potranno essere ancora assicurate se già sono fortemente ridotte le ore di navigazione al minimo indispensabile, considerando che sono state quasi del tutto azzerate le esercitazioni di cui il personale necessita per la propria sicurezza?  Quel personale che ha incarnato almeno quanto i Carabinieri il motto “usi ad obbedir tacendo e tacendo morir”, come farà ad obbedire quando presto non avrà neanche più le “pezze a colori” da mettere sulla divisa? Come si contrasteranno e si salveranno i clandestini se non a nuoto? Si adatteranno forse le navi di cui l’Italia va orgogliosa, aggiungendo dei remi ausiliari per risparmiare carburante?  A che mi serve la Ferrari se la conservo in garage, in quanto non ho neanche i soldi per far muovere un’utilitaria? E se un giorno per motivi straordinari avrò i fondi per la benzina, non corro il rischio di aver dimenticato come si guida?  Basterà contare, come sempre, sulla indubbia “buona volontà” dei marinai?”Antonello Ciavarelli Delegato del Co.Ce.R. (Consiglio Centrale di Rappresentanza dei militari) (fonte GrNet.it)

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