Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘docente’

Docente: supplenze per due anni con stipendio ridotto

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

La retribuzione professionale docenti non può essere negata al personale docente precario: lo ha sentenziato il giudice del Tribunale di Vercelli, sezione Civile-Lavoro, che esaminando il ricorso, patrocinato dall’Anief, presentato lo scorso mese di aprile da una docente per avere insegnato negli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 senza vedersi assegnata la cosiddetta Rpd, ha reputato la domanda “fondata” per via si “un’ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai colleghi docenti a tempo indeterminato e a quelli a tempo determinato con supplenze annuali”. Dopo avere rimarcato che la docente, come supplente temporanea, ha offerto un oggettivo “sostegno al miglioramento del servizio scolastico sovrapponibile a quello reso dagli altri colleghi” e che la negazione dell’Rpd non terrebbe conto con quanto è previsto dalla “Corte di Giustizia dell’Unione Europea ed interna (art. 6 d. lgs 268/2011)”, oltre che dalla “Corte di Cassazione con pronuncia del 27.7.2018 n. 20015”, il Tribunale di Vercelli ha stabilito “il diritto della ricorrente alla retribuzione professionale docenti per gli anni scolastici 2017/2018, in relazione al servizio effettivamente prestato in forza dei contratti a tempo determinato sottoscritti quantificata nella somma complessiva di € 1.667,55”.

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Bonus Carta del docente 2022/23

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Con il buono, del valore di 500€, sarà possibile acquistare prodotti venduti e spediti da Amazon nelle categorie Libri, eBook, E-Reader Kindle, tablet Fire e una selezione di prodotti informatici. Ogni anno il rientro a scuola porta con sé nuove sfide. Per gli studenti che iniziano o tornano a misurarsi con le proprie capacità e pronti ad accrescere il proprio sapere e per gli insegnanti, che invece devono mantenersi sempre al passo con i tempi e preparati a far fronte alle istanze in continua evoluzione delle giovani generazioni. Ed è proprio rinnovando l’adesione all’iniziativa Bonus Carta del docente promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che Amazon.it, con un’ampia offerta di prodotti in diverse categorie, supporta attivamente questo processo di aggiornamento costante dei docenti di tutta Italia.Per poter usufruire della Carta – il cui valore è di 500€ – l’insegnante deve dotarsi dell’identità digitale SPID e autenticarsi sul sito cartadeldocente.istruzione.it a partire dal 27 settembre 2022.Nel corso della passata edizione (2021/2022) gli acquisti degli insegnanti su Amazon.it si sono concentrati su dispositivi high-tech che rendono più smart, dinamica e immediata l’esperienza didattica, come laptop, notebook e tablet dei migliori brand.La portabilità è al centro, per garantire sempre una gestione fluida dell’insegnamento, come nel caso della Tavoletta Grafica con Penna Wacom One di Wacom che, grazie ai display interattivi e alle tavolette con penna, permette di trasferire visivamente i concetti e di accedere ad un’esperienza didattica collaborativa e creativa. Ma la tecnologia non è stata l’unica protagonista degli acquisti dello scorso anno, anche diversi libri hanno catalizzato l’interesse dei docenti, ne sono esempio titoli di narrativa come Fabbricante di lacrime di Erin Doom e La Canzone di Achille di Madeline Miller. Per l’insegnamento, specialmente quello della musica, tra i bestseller si trovano Suoni e Silenzi: Il solfeggio più facile del mondo! o Le quattro stagioni: Musica a scuola per tutto l’anno di Libero Iannuzzi.

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Scuola: Docente catanese precaria per oltre dieci anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Lo Stato non può servirsi della professionalità di un docente precario per tutto l’anno scolastico e poi licenziarlo a giugno, lasciando senza stipendio nei mesi estivi. A stabilire questo concetto è stato il giudice del lavoro del Tribunale di Catania. Nel decidere sul ricorso di una docente della scuola media immessa in ruolo il 1° settembre 2017, difesa dall’Anief attraverso i legali Marco Di Pietro, Walter Miceli e Fabio Ganci, il giudice ha esaminato la richiesta di risarcimento per la mancata somministrazione dei compensi estivi di diversi anni di supplenza. “Finalmente – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief – la giurisprudenza sta dando ragione ai diritti di tantissimi precari licenziati e riassunti per anni e anni come se fossero delle pedine del gioco del Monopoli. Non funziona così, lo diciamo da quando siamo nati come sindacato autonomo e lo stiamo ribadendo in tutte le sedi, istituzionali e giudiziarie, come pure in piazza. Adesso, sta prendendo vita un nuovo corso: quello che porta al recupero di tanti soldi per docenti, ma anche Ata, indebitamente licenziati ogni anno al termine delle lezioni o del mese di giugno”.

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Scuola: Stop docente esperto, conferma organico Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

Cancellare la norma sul ‘Docente esperto’ e prorogare l’organico Covid composto da almeno 40mila docenti e Ata: le richieste di modifica del DL Aiuti bis formulate dall’Anief trovano accoglimento anche tra gli emendamenti dei partiti. Alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno oggi annunciato che quella “del ‘Docente esperto’, bocciata da tutti è una norma non idonea a valorizzare il merito e per tale motivo riteniamo assolutamente necessaria la sua eliminazione dal decreto. Quanto all’organico Covid, nato durante il Conte II per affrontare l’emergenza pandemica e favorire il rispetto delle misure anti-contagio, il Governo Draghi ha scelto di non rinnovarlo compiendo un grave errore”. Contro il docente esperto, da formare per nove anni e da pagare non prima del 2032, si sono anche posti il Pd e Fratelli d’Italia, oltre che Leu che ha promosso un emendamento per cancellarne l’introduzione in fase di conversione di legge.

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ANCODIS: il CCNL del personale docente negli Enti locali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2022

Ancodis evidenzia un’importante novità per il personale della scuola dell’infanzia comunale. Si tratta dell’introduzione – nella funzione docente – del coordinatore pedagogico che assume un ruolo strategico nell’azione didattica della scuola. Si infrange così il tabù dell’unicità della funzione docente e si prevede una differenziazione stipendiale che riconosce competenze, ruolo e funzioni specifiche.Ancodis allora propone di seguire le orme anche nel rinnovo del prossimo CCNL scuola evidenziando la necessità che anche nella scuola pubblica statale si proceda all’individuazione di una nuova area professionale aperta ai collaboratori del dirigente scolastico e alle figure di sistema – oggi strutturate in ciascuna scuola – impegnate nel funzionamento organizzativo e didattico.

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Istruzione: “La figura del docente esperto deve saltare

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, è stato intervistato dall’agenzia Italia stampa: commentando il decreto Aiuti bis, il leader del sindacato ha affermato che “la figura del docente esperto deve saltare, perché non è prevista in questa fase eccezionale di urgenza, è un argomento fuori dai poteri del governo. Piuttosto si dovrebbe cercare di risolvere altri problemi concreti, come quello dell’organico Covid, le scuole hanno bisogno dell’organico Covid. Hanno bisogno di confermare 40.000 posti: senza organico Covid le scuole non possono riaprire a settembre”.

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Il docente esperto nella scuola del 2032? Lavora già nella scuola autonoma di OGGI

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2022

Nel comma 16 dell’art. 21 della Legge 59/97, si legge “Nel rispetto del principio della libertà di insegnamento e in connessione con l’individuazione di nuove figure professionali del personale docente, ferma restando l’unicità della funzione, ai capi d’istituto è conferita la qualifica dirigenziale….”. Dovremo, dunque, aspettare 35 anni per poter avere la prima nuova figura professionale: il docente esperto che rappresenta il punto di arrivo del percorso di formazione previsto dalla recente legge 76/22. Infatti, coloro che liberamente decidono di aderire al percorso formativo e dopo 9 anni lo concluderanno con una valutazione positiva potranno assumere a partire dall’anno scolastico 2032/2033 il nuovo status di docente esperto (ma soltanto 8000 per anno scolastico, assolutamente POCHI!) con il diritto ad un assegno annuale di 5.650 euro che comunque si somma al trattamento stipendiale corrispondente alla fascia stipendiale. Abbiamo capito bene: a partire dall’anno scolastico 2032-2033! Meglio tardi che mai direbbe qualcuno…. Non possiamo non riconoscere che la libera scelta di un docente di aderire al percorso di formazione DEVE portare come è giusto che sia al raggiungimento di un obiettivo professionale. La cosa che non ci piace affatto è non aver previsto cosa accadrà alla scuola nel corso di questi 10 anni e cioè, secondo Ancodis, NULLA! E questa “distrazione” rimane la criticità non risolta. Dall’approvazione dell’art. 21 comma 16 – in questi lunghi 25 anni! – non si è fatto nulla per i veti incrociati della politica e dei sindacati. Per il futuro prossimo il personale docente continuerà a lavorare nella scuola alle attuali condizioni contrattuali con una carriera piatta, che non riconosce nulla a chi si impegna a lavorare bene anche acquisendo maggiore carico di lavoro, con tempi più lunghi di permanenza al servizio della sua comunità scolastica e con formazione specifica conseguita. Diamo una notizia: I docenti esperti già li abbiamo quotidianamente in campo! Con questa proposta certamente innovativa – perché comunque la si pensi è così – il Governo ha stabilito cosa accadrà fra un decennio dimenticandosi però di quanto occorre fare per la scuola di oggi e dei prossimi anni. Resta di fatto un gap temporale senza proposte e soluzioni che a noi collaboratori e figure di sistema di Ancodis non sta affatto bene. Adesso è il tempo delle scelte ragionevoli e non ideologiche, nel quale occorre coraggiosamente OSARE per la scuola del futuro e per quella dei prossimi decenni. Seppur apprezziamo il tentativo di aprire un nuovo percorso di carriera (chi vivrà vedrà dicono gli scettici e i carrierapiattisti), riteniamo che è OGGI il tempo nel quale occorre attivarlo, riconoscendo il grande lavoro che abbiamo fatto in questi anni, che facciamo e che continueremo a fare nelle nostre comunità scolastiche. Il tema della valorizzazione e della vera carriera deve essere affrontato già OGGI; non è possibile aspettare 10 anni! La previsione del middle management scolastico deve essere stabilita OGGI; non è possibile gettare il primo seme nel 2032! Il LAVORO di quanti oggi si impegnano a diverso titolo nella scuola autonoma deve essere riconosciuto OGGI; non è possibile sottoscrivere un CCNL di fatto già vecchio nella visione e nei contenuti!. Il principio della carriera piatta deve essere messo in discussione OGGI poiché è la condizione per rendere il lavoro del docente più attrattivo, motivante, gratificante e cancellare la possibilità dell’insegnamento quale ripiego “in attesa di trovare un lavoro migliore e più remunerativo”. Allora diciamolo chiaramente: considerata la complessità della scuola autonoma, non è più il tempo dell’appiattimento della professione docente e da OGGI – non fra 10 anni! – occorre aprire la strada all’ammodernamento di un sistema arcaico, che il personale docente deve poter contare su un’opportunità di carriera che non è solo e soltanto la progressione per anzianità, che questa possibile innovazione deve incardinarsi nel sistema scolastico italiano con parametri transitori connessi a tre fattori: impegno nella didattica, impegno nell’organizzazione e nel funzionamento, impegno nella formazione. In caso contrario, domani è tardi e resteremo colpevolmente fermi per un decennio al comma 16 dell’art. 21 comma 16 della Legge 59/97 con buona pace dell’Europa e di quanti hanno creduto e credono che un cambiamento di sistema è possibile. L’ANCoDiS sostiene il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS e figure di sistema che lavorano nelle autonome Istituzioni scolastiche.

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Arriva il docente senior

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Colpo di mano del Governo Draghi: dopo le dimissioni del premier e lo scioglimento delle Camera, avrebbe dovuto svolgere solo i cosiddetti “affari correnti”, invece travalica ampiamente i suoi poteri e con il decreto legge Aiuti bis si appresta a portare modifiche importanti al Pnrr emanando una norma che introduce una nuova figura di insegnante, il docente senior, con obbligo triennale di sede ricompensata attraverso un indennizzo di 5.650 euro (dopo tre anni di formazione incentivata) da assegnare a soli 8mila lavoratori lasciando a bocca asciutta gli altri 850mila. E con entrata a regime del tutto solo nel 2032. Mentre il CdM non spende un euro per affrontare l’emergenza Covid a scuola, lasciando i nostri istituti scolastici per il terzo anno consecutivo senza impianti di areazione e per la prima volta da quando c’è la pandemia anche senza organico covid. Il sindacato Anief non ci sta e si appella a al Capo dello Stato Sergio Mattarella per bloccare gli effetti devastanti e scellerati di queste decisioni unilaterali del Governo. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “con questo blitz finale, il Governo sta umiliando i lavoratori della scuola e calpestando il contratto: introduce la figura del docente esperto, ma la norma non è né urgente, perché andrebbe a realizzarsi nel 2032, né tantomeno di ordinaria amministrazione, apportando invece novità importanti rispetto al progetto approvato del PNRR. Di fatto – continua Pacifico – con il decreto Aiuti bis si cambia lo stato giuridico dei docenti, ma con effetti pratici che si vedranno solo tra dieci anni e comunque ci sarà solo un docente esperto per scuola. Gli altri vengono ancora una volta trattati da incapaci e senza aumenti. Siamo sicuri che tutto questo sia costituzionale? Gli insegnanti italiani non saranno esperti ma neanche fessi. Difendiamo dignità e libertà. Come sindacato autonomo chiediamo lo stralcio di queste disposizioni inserite a sorpresa in un decreto di fine legislatura e vere risorse alla scuola”.

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Scuola: Arriva il docente di motoria alla primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

La Legge di Bilancio 2022 porta il docente di motoria specializzato nelle classi quarte e quinte della primaria, ma dimentica i primi tre anni di ciclo. Con uno specifico emendamento alla manovra, Anief chiede che si preveda la sua introduzione in tutte le classi, non solo in quelle terminali. Nella modifica alla richiesta formulata alle commissioni che stanno esaminando il testo al Senato, il sindacato sostiene che “l’introduzione dell’educazione motoria nella scuola primaria è apprezzabile poiché a salvaguardia della salute e preludio per uno stile di vita sano da annoverare come fattore culturale decisivo per il benessere individuale e del singolo cittadino” e “l’educazione posturale è fondamentale nei primi anni di sviluppo dell’individuo”. Marcello Pacifico, presidente Anief dichiara: “Apprezziamo l’ottima decisione del Governo di introdurre l’educazione fisica già in tenera età. Chiediamo però uno sforzo in più, perché ora va estesa a tutte le classi della scuola primaria. La corretta postura e la crescita fisica sana è fondamentale per la crescita dei bambini, nessuno escluso”.

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Il ruolo del docente nella crescita degli alunni

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Ripartono le attività formative per insegnanti di ogni ordine e grado, gratuite e aperte a tutti, di FAES Campus, la Scuola di alta formazione del FAES a cui collaborano dirigenti e docenti scolastici, professori universitari e pedagogisti. Si tratta di tre cicli di 3 o 4 lezioni, su differenti temi che verranno sviluppati online tra il 17 novembre e l’11 maggio, il mercoledì pomeriggio tra le 16.30 e le 18. Scuole FAES è un network di oltre 500 scuole nel mondo – dagli asili nido ai licei – che segue un metodo basato su educazione personalizzata, didattica partecipativa, tutoring, alleanza scuola famiglia: grazie alla propria esperienza e a partnership qualificate con professionisti e Università, promuove progetti di formazione e ricerca per contribuire allo sviluppo dei contesti scolastici e alla loro valorizzazione. Per l’anno scolastico 2021-22, FAES Campus propone tre cicli di incontri. Il primo, in partenza il 17 novembre, verterà su “Essere in relazione, coltivare le relazioni: il ruolo dei docenti nella crescita degli alunni”: quattro appuntamenti (17 novembre, 1 e 15 dicembre, 19 gennaio) su temi che vanno dall’individualismo all’educazione all’amicizia e ai rapporti di coppia, fino alla comunicazione gentile. Il 9 febbraio sarà la volta di aspetti legati all’etica della professione docente: insegnare l’etica della professione, il docente come guida (elementi di leadership etica), come trovare il coraggio di fare la cosa giusta sono gli argomenti che verranno affrontati rispettivamente il 9 e 23 febbraio e il 16 marzo. L’ultimo ciclo riguarderà invece la didattica innovativa e l’apprendimento attivo: si partirà da “La filosofia dell’active learning, il punto di vista psicologico” (30 marzo) e “Strategie didattiche per apprendimenti plurali” (6 aprile) per continuare con “Tecnologia efficace per accrescere competenze negli studenti” (27 aprile) e concludere con “Gli ostacoli all’apprendimento: disturbi emotivi e relazionali” (11 maggio). Le lezioni online saranno tenute da docenti universitari e professionisti qualificati: Riccardo Fanciullacci, docente di Filosofia e Etica della comunicazione all’Università degli Studi di Bergamo; Saverio Sgroi, educatore e orientatore; Armando Catapano, cappellano del Collegio Universitario Torriana di Fondazione RUI Milano; Giovanni Grandi, docente di Filosofia morale e Etica pubblica e conflitti all’Università degli Studi di Trieste; Paola Premoli, docente di Etica nelle organizzazioni all’Università degli Studi di Padova; Fabrizio Bracco, docente di Metodi e strumenti in psicologia dell’orientamento e Ergonomia cognitiva all’Università degli Studi di Genova; Davide Parmigiani, docente di Media e tecnologie per la didattica e Strategie didattiche attive all’Università degli Studi di Genova. Per informazioni più puntuali e iscrizioni consultare il sito https://www.faesmilano.it/faes-campus/

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Retribuzione Professionale Docente

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

La Retribuzione Professionale Docente – o il Compenso Individuale Accessorio per il personale ATA – si legge a chiare lettere nella sentenza del Giudice del Lavoro di Arezzo (ottenuta con il patrocinio dell’Avv. Simona Fabbrini) e nelle due sentenze del Giudice del Lavoro di Roma (ottenute con il patrocinio dell’Avv. Salvatore Russo) che ricordano anche i pronunciamenti della Corte di Cassazione, rientra “nelle «condizioni di impiego» che, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato i quali «non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”. L’art. 7, comma 1, del CCNL per il personale del comparto scuola del 15 marzo 2001, che attribuisce la retribuzione professionale docenti a tutto il personale docente ed educativo, dunque, deve essere interpretato “nel senso di ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla l. n. 124 del 1999”.“La Suprema Corte di Cassazione ci ha già dato ragione sull’argomento RPD o CIA ai supplenti temporanei – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ed è palese come la norma contrattuale non operi distinzioni in ordine alle diverse tipologie di supplenze e, dunque, anche per il personale assunto per espletare incarichi di durata inferiore a quella annuale si pongono le medesime finalità di valorizzazione della funzione e di riconoscimento del ruolo svolto dagli insegnanti e dal personale ATA, in relazione alle quali il trattamento accessorio è stato istituito e, dunque, deve essere sempre riconosciuto anche per le supplenze brevi di cui fanno parte, anche, le cosiddette supplenze Covid”. Ministero dell’Istruzione, infatti, nuovamente soccombente contro le ragioni patrocinate dal nostro sindacato e condannato per discriminazione del personale con contratti di supplenza “breve e saltuaria” a corrispondere la RPD mai riconosciuta ai ricorrenti per i mesi di servizio svolti e al pagamento, anche, delle spese di giudizio, per un totale che supera, per le tre sentenze, i 10mila Euro.

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Carta del docente anche per i precari

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

Per ANIEF sono decisamente troppe le questioni che riguardano i precari della scuola ancora in attesa di soluzione. Oltre al tema del reclutamento, su cui Ministero e sindacati hanno recentemente stilato un patto ancora in attesa del via libera da Palazzo Chigi, l’altro fronte caldo è quello del mancato riconoscimento anche ai docenti precari della Carta di 500 euro annui per l’aggiornamento e la formazione.“Si tratta – afferma Marcello Pacifico – di una delle numerose forme di discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo che i docenti precari devono subire dal 2015, anno in cui la Carta è stata introdotta. Insieme al contratto per regolare la DAD in piena pandemia, avevamo siglato anche un’intesa con il Ministero dell’istruzione perché si avviasse un percorso che ponesse rimedio a questa intollerabile esclusione, visto che a fare didattica a distanza sono stati sia i docenti di ruolo che quelli precari. Sono passati sei mesi e quell’intesa è rimasta lettera morta”.Per questo, il sindacato ha deciso di riaprire le adesioni al ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’assegnazione della Carta docenti anche ai precari, predisponendo una lettera di diffida e di messa in mora da inviare al ministero.

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Dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2021/22

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

“A settembre saremo ancora e purtroppo in periodo di emergenza Covid – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e dopo proclami per abbattere le classi pollaio, ci si permette di formare classi di 31 alunni con buona pace della sicurezza”. La nota ribadisce l’impossibilità di sdoppiare le classi dopo il 31 agosto, anche per quelle che avranno un incremento di alunni nel caso di debiti non recuperati. Lo possono fare solo se si supera il numero di 31 unità e nei limiti dell’organico dell’autonomia già assegnato all’istituzione scolastica.Inoltre i posti del potenziamento, confluiti senza specificazione nell’organico dell’autonomia dell’istituto, possono essere utilizzati per la copertura degli insegnamenti curricolari per completare singoli spezzoni abbinabili della medesima classe di concorso presenti nella stessa autonomia scolastica. Ciò che non è stato specificato è l’obbligo per il dirigente scolastico di chiamare comunque i supplenti sullo spezzone ed eventualmente utilizzarlo sul potenziamento.“L’organico di potenziamento deve essere usato principalmente per rafforzare l’offerta formativa – commenta Giuseppe Faraci, Segretario Generale Anief – e poi per altri scopi. Ora invece si permette al docente di potenziamento di coprire insegnamenti curricolari con la concreta possibilità di perdita di ore per supplenti”.Nel prosieguo della riunione si è posto nuovamente la questione degli scorrimenti delle immissioni in ruolo sull’organico 2020/21 già affrontato nel precedente incontro e sulla necessità di assumere nuovi dirigenti scolastici e Dsga per coprire quelle scuole con un numero di alunni compreso tra i 500 e 600 (tra i 300 e 400 nei comuni montani come previsto dall’ultima Legge di Bilancio) per rispondere alle necessità che tale rimodulazione vuole perseguire: gestire la pandemia con un Dirigente Scolastico titolare e non in reggenza e dare un segnale forte di presenza delle istituzioni in quelle zone disagiate.“Anche se non riguardavano la bozza sulla circolare degli organici 2021/22 – conclude Stefano Cavallini, Segretario Generale Anief – il dimensionamento scolastico e le immissioni in ruolo del 2020/21 condizionano fortemente l’organico dell’anno prossimo e non potevamo, come sindacato attento alle problematiche della scuola, non affrontare questi temi”.

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Scuola: Il docente di sostegno può fare lezione a casa dell’alunno disabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Permettere al docente di sostegno di svolgere lezione nel domicilio dell’alunno è una facoltà. Dalla scorsa estate, tale possibilità è prevista dalla legge: con il Decreto Scuola, infatti, è stato approvato un emendamento che prevede l’assistenza domiciliare a casa da parte dei docenti di sostegno, per i casi di tutti quegli alunni disabili che necessitano di più ore di attività. In tali contesti, l’insegnante si sposta nel domicilio dello studente.“Quello che suggerisco, con il buon seno di tutti – ha detto il dirigente scolastico Salvatore Giuliano ad Orizzonte Scuola – è consentire al docente di sostegno di recarsi presso il domicilio dell’alunno. È evidente che ci vuole uno sforzo, ci vuole buon senso e tanta volontà. Questo sicuramente può ridurre di molto il disagio dovuto alla didattica a distanza per alunni che hanno bisogno di una pedagogia speciale”. Questa possibilità, tuttavia, comporta una serie di condizioni, non sempre facilmente attuabili. Prima di tutto, perché lo spostamento del docente di sostegno si realizzi occorre che siano rispettate tutte le circostanze di sicurezza, per la salvaguardia della salute di tutti gli individui coinvolti, ad iniziare dal distanziamento anti-Covid. In secondo luogo è indispensabile, come previsto dalla medesima legge, che tutte le parti coinvolte (a partire da famiglia e docenti) siano d’accordo nell’intraprendere la didattica in presenza domiciliare. Infine, va rilevato che l’uscita del docente di sostegno dall’aula scolastica va ben ponderata, poiché si tratta di insegnanti assegnati alla classe e non al singolo alunno disabile. Quest’ultimo punto è regolamentato con chiarezza dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ma è stata ribadita recentemente anche dal ministero dell’Istruzione, con la nota n. 2215 del 26 novembre 2019, che così recita: “Il docente di sostegno, come più volte afferma la norma, è assegnato alla classe, di cui diventa pienamente contitolare, e non al singolo alunno”. La stessa nota ministeriale specifica i docenti di sostegno sono “impegnati nella loro complessa azione didattica, collocata spesso tra la necessità di fornire risposte specialistiche ad ogni singolo caso ed un altrettanto necessario coinvolgimento nelle dinamiche inclusive della classe”. Tale specifica va sempre tenuta in debita considerazione, sia in fase formativa sia nel contesto valutativo, poiché il docente di sostegno partecipa attivamente alle fasi di scrutinio non solo dell’alunno con disabilità ma tutto il gruppo-classe.

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Due riconoscimenti internazionali per Gabriele Tebaldi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Parma. Gabriele Tebaldi, docente di Costruzione di strade, ferrovie ed aeroporti al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, ha ricevuto nei giorni scorsi due riconoscimenti a livello internazionale per la sua attività scientifica. Il Consiglio Generale del Rilem (International Union of Laboratories and Experts in Construction Materials, Systems and Structures) gli ha conferito il titolo di Rilem Fellow, un titolo onorifico creato nel 1993 dal Consiglio Generale del Rilem che viene assegnato a coloro che hanno dato un contributo eccezionale con le loro capacità di ricercatore, ingegnere, leader tecnico o educatore nell’ambito dei materiali e delle strutture da costruzione. Il titolo è stato in passato conferito a personalità del livello di Zdenek P. Bazant e Surendra P. Shah.Il Consiglio Direttivo della AAPT (Association Asphalt Paving Technologists) ha invece conferito a Gabriele Tebaldi il President’s Award, che premia coloro che si sono particolarmente distinti nell’attività scientifica e divulgativa nel campo della tecnologia delle pavimentazioni stradali.I riconoscimenti, conferiti dalle due associazioni di ricercatori più prestigiose a livello mondiale nel campo dei materiali da costruzione, evidenziano l’alto livello dell’attività di ricerca svolta dal gruppo di costruzione di strade dell’Università di Parma.

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Scuola: Inizia la difficile caccia al docente

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Dopo le tante mancate immissioni in ruolo, con appena il 30% delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle quasi 85 mila autorizzate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, gli Uffici Scolastici Regionali stanno velocemente provvedendo a verificare la quantità di posti ancora vacanti e comunque da coprire con supplenze. Tra questi, che nell’anno del Covid saranno probabilmente oltre 250 mila, è prevedibile che una percentuale crescente venga assegnata attraverso la Messa a disposizione. Il problema è che con le nuove disposizioni introdotte del ministero dell’Istruzione pochi giorni fa si riduce la platea di potenziali candidati che possono presentare domanda direttamente alle scuole: solo “i laureati e neolaureati e coloro non iscritti in graduatoria – come indica pure la stampa specializzata – potranno inviare la Mad, preferibilmente per una provincia, da indicare nell’istanza”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è un errore strategico rilevante quello di impedire ad un docente inserito nelle GaE o nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze di presentare Messa a disposizione in altra provincia rispetto a quella di inserimento in Graduatoria: questo paletto gratuito creerà ancora più problemi ai dirigenti scolastici di trovare un docente per conferire incarichi di supplenza o di sostituzione di personale assente. Non solo: si potrebbe teoricamente anche arrivare a nominare come supplenti dei candidati senza titoli e alcuna esperienza, mentre parte di coloro che hanno già svolto supplenze, hanno titoli di accesso adeguati e addirittura abilitati all’insegnamento, costretti a non presentare Mad, potrebbero non essere assunti”.Nell’anno del record di supplenti il numero delle Mad è destinato a crescere ulteriormente. Era inevitabile, ma anche perché l’amministrazione ci sta mettendo del suo. Secondo il sindacato, ad incentivare questo fenomeno, che porta in cattedra spesso personale senza precedenti di insegnamento e a volte anche privo del titolo corrispondente alla disciplina d’insegnante, inciderà molto una decisione inedita del ministero dell’Istruzione: è quella inclusa nella Nota 26841 del 5 settembre 2020, con cui si dispone che “le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria provinciale e di istituto e possono essere presentate per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza”.

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Scuola: A settembre un docente su tre sarà precario

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

La scuola non può fare a meno del personale non di ruolo, oggi più che mai visto che siamo arrivati a 250 mila supplenze annuali: nei nostri istituti scolastici abbiamo un precario ogni tre docenti. L’unico modo per evitare il tracollo a settembre, quando ci sarà da fare i conti con il rientro in classe di tutti gli alunni dopo il lockdown, è quello di procedere con immediatezza a delle assunzioni sulla base di procedure che prevedono l’utilizzo di graduatorie, concorsi per titoli e per servizi. Per farlo si deve agire subito approvando un provvedimento legislativo ad hoc. Marcello Pacifico (presidente Anief): “L’emergenza dei docenti precari, ma anche di altri lavoratori della scuola – come i Dsga, il personale Ata e gli educatori – rischia sempre più di trasformarsi a fine estate in una tragedia professionale e sociale: occorre agire e anche in fretta, stabilizzando a breve i tanti supplenti che hanno tutti i numeri e i titoli per essere immessi in ruolo, riducendo in questo modo i problemi di reperimento del personale e gli effetti nefasti della mancata continuità didattica”.Senza i precari la scuola non potrebbe andare avanti. L’Anief lo sostiene da mesi e ha riproposto la linea che valorizza questi lavoratori con il Decreto Rilancio, per il quale ha previsto ben 40 emendamenti all’articolo 230. Tra questi, il sindacato ha richiesto il reclutamento dei docenti precari, assieme al personale Ata e dei facenti funzioni, la conferma degli incarichi ai supplenti.
Specificatamente per i docenti di sostegno ai quasi 300 mila alunni con disabilità certificata, il sindacato autonomo rivendica con forza l’avvio di un concorso straordinario – semplificato con sola prova orale – per chi è già in possesso di specializzazione, di una procedura per titoli e servizi per 80 mila docenti di sostegno senza specializzazione con tre anni di servizio di cui uno su sostegno, oltre che l’attivazione di una graduatoria per assunzione per docenti di sostegno senza titolo con tre anni di servizio.
In generale, per tutti i precari, quindi anche su disciplina comune, l’Anief chiede l’assunzione del personale precario nei ruoli da elenchi aggiuntivi per titoli per chi tra i docenti ha svolto almeno 36 mesi di servizio. Ma anche le assunzioni nei ruoli dalle graduatorie di istituto provinciali (venutesi a determinare dalle ormai ex graduatorie d’istituto), l’assunzione nei ruoli da graduatorie per titoli per i diplomati magistrale.La mancata copertura delle cattedre con personale di ruolo riguarda anche gli insegnanti di religione cattolica, che a distanza di oltre tre lustri dall’ultimo concorso è bene che vengano assorbiti nella misura di 7 mila unità, prevedendo l’accesso ai precari con non meno di 36 mesi di supplenze. La stessa procedura dovrebbe valere per gli insegnanti tecnico pratici (Itp) e per gli educatori con almeno 24 mesi di servizio svolto. È auspicabile anche pensare, alla luce sempre dell’emergenza epidemiologica, procedere prima dell’avvio del nuovo anno scolastico all’immissione in ruolo da graduatoria per titoli nei confronti di coloro che hanno svolto non meno di tre anni di supplenze anche non continuative.

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Scuola: Carta docente da 500 euro per l’aggiornamento anche ai precari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Dopo la bocciatura in Senato, ad un passo dalla votazione finale nel Decreto Scuola, la maggioranza riprova ad assegnare la carta docente da 500 euro per l’aggiornamento professionale anche al personale precario: stavolta l’emendamento, a firma dell’on. Matteo Orfini, del Partito Democratico, riguarda il Decreto Rilancio, che inizierà il suo iter parlamentare.
“Perché l’emendamento vada in porto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene però che le indicazioni della Commissione Bilancio non siano prevaricanti sulla politica e sulle priorità poste dalla maggioranza. Guidare il Paese con l’incubo dei conti del Mef non è possibile, almeno sulle questioni di equità e giustizia come questa dell’aggiornamento professionale di 200 mila docenti, che anche tenendo conto delle direttive UE hanno i medesimi diritti dei colleghi di ruolo. Ancora di più perché impegnati, in questo periodo, in una complicata didattica a distanza che necessita di continui accorgimenti, miglioramenti, di competenze e tecnologiche. Una condizione, tra l’altro, che, alla luce del finanziamento inadeguato da parte del Governo per la ripresa dell’attività didattica a settembre in presenza, ha alte possibilità di riproporsi nel prossimo anno scolastico”.Anief, nel frattempo, conferma il ricorso al Giudice del Lavoro per fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, l’accesso al bonus di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti in servizio a tempo indeterminato.

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La Card docente per l’aggiornamento anche a precari, educatori e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

In questi giorni di emergenza da Covid-19, diventa ancora più grave l’errore del legislatore che nel comma 121 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015 ha “dimenticato” di fare accedere al bonus da 500 euro anche i supplenti, il personale educativo e Ata: con un emendamento al Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, Anief chiede di allargare la fruizione della Card anche a queste categorie di lavoratori, così da permettere loro di attuare il lavoro “agile” da casa, a beneficio della scuola e dei suoi alunni.

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Utilizzo del registro elettronico ai tempi della DaD da parte del personale docente

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“Strumento essenziale per lo svolgimento della didattica a distanza, ma inutile se richiesto dal dirigente scolastico per registrare le ore di lavoro domiciliare degli insegnanti o la presenza degli alunni alle video conferenze durante la sospensione delle lezioni” per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Preme ritornare ancora una volta sull’uso e utilizzo del registro elettronico. Sorprende, infatti, che ancora oggi ci siano situazioni, per fortuna poche, in cui il DS chieda ai docenti di “firmare” ogni giorno il registro elettronico principalmente per attestare la “presenza” a lavoro secondo l’orario tradizionale o, peggio, restare davanti al computer a operare per la didattica a distanza nelle ore e nelle classi secondo l’orario lavorativo in presenza.Ricordiamo che il Contratto collettivo nazionale vigente obbliga il solo personale Ata alla rilevazione della presenza a scuola mediante procedure elettroniche e informatiche. Per i docenti la rilevazione della presenza è indicata con l’apposizione della firma sul registro di classe, in cui sono rilevate anche le assenze e presenze degli alunni. Nella situazione attuale, però, tale adempimento, sia per alunni sia per i docenti, non è amministrativamente attuabile in quanto non vi è la presenza oggettiva nella scuola di alcun soggetto.La nota n. 388 del 17 marzo del Ministero dell’Istruzione, che dà indicazioni sulla didattica a distanza, richiama l’uso del registro elettronico non come strumento di controllo dell’operato dei docenti e di attestazione di “presenza” a lavoro secondo il proprio orario in presenza, bensì come strumento didattico per la “trasmissione ragionata di materiali didattici” e “di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente”. Inoltre, continua la nota, “occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo. Per questo motivo il ruolo del registro elettronico è prezioso.”.
Nella stessa direzione la nota n. 278 del 6 marzo scorso. In essa viene ribadito che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria e secondaria, nell’ambito della propria autonomia, attivano o potenziano modalità di apprendimento a distanza, ottimizzando le risorse didattiche del registro elettronico e utilizzando classi virtuali e altri strumenti e canali digitali per favorire la produzione e la condivisione di contenuti”.“È bene puntualizzare – afferma il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – alcuni aspetti, a nostro avviso fondamentali sull’uso del registro elettronico e sui doveri e obblighi di qualsiasi natura, contrattuale e di legge, da parte dei docenti sul suo utilizzo. Come è noto le scuole italiane non sono state chiuse ma si è realizzata la sola sospensione dell’attività didattica e i docenti sono impegnati, con professionalità e abnegazione, a continuare nel loro ruolo di educatori e formatori con nuove modalità, a distanza, indirizzati dal Ministero dell’Istruzione. Ad oggi però nessun decreto, circolare, nota ministeriale o Faq ministeriale impone ai docenti l’obbligo della firma sul registro elettronico rispettando l’orario di lezione che si aveva in presenza. Né indica tale firma come attestazione amministrativa di ‘presenza’ del lavoro giornaliero di ogni docente. Ogni richiesta diversa è mortificante per i docenti e completamente inutile didatticamente”.

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