Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘docente’

Retribuzione Professionale Docente

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

La Retribuzione Professionale Docente – o il Compenso Individuale Accessorio per il personale ATA – si legge a chiare lettere nella sentenza del Giudice del Lavoro di Arezzo (ottenuta con il patrocinio dell’Avv. Simona Fabbrini) e nelle due sentenze del Giudice del Lavoro di Roma (ottenute con il patrocinio dell’Avv. Salvatore Russo) che ricordano anche i pronunciamenti della Corte di Cassazione, rientra “nelle «condizioni di impiego» che, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato i quali «non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”. L’art. 7, comma 1, del CCNL per il personale del comparto scuola del 15 marzo 2001, che attribuisce la retribuzione professionale docenti a tutto il personale docente ed educativo, dunque, deve essere interpretato “nel senso di ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla l. n. 124 del 1999”.“La Suprema Corte di Cassazione ci ha già dato ragione sull’argomento RPD o CIA ai supplenti temporanei – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ed è palese come la norma contrattuale non operi distinzioni in ordine alle diverse tipologie di supplenze e, dunque, anche per il personale assunto per espletare incarichi di durata inferiore a quella annuale si pongono le medesime finalità di valorizzazione della funzione e di riconoscimento del ruolo svolto dagli insegnanti e dal personale ATA, in relazione alle quali il trattamento accessorio è stato istituito e, dunque, deve essere sempre riconosciuto anche per le supplenze brevi di cui fanno parte, anche, le cosiddette supplenze Covid”. Ministero dell’Istruzione, infatti, nuovamente soccombente contro le ragioni patrocinate dal nostro sindacato e condannato per discriminazione del personale con contratti di supplenza “breve e saltuaria” a corrispondere la RPD mai riconosciuta ai ricorrenti per i mesi di servizio svolti e al pagamento, anche, delle spese di giudizio, per un totale che supera, per le tre sentenze, i 10mila Euro.

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Carta del docente anche per i precari

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

Per ANIEF sono decisamente troppe le questioni che riguardano i precari della scuola ancora in attesa di soluzione. Oltre al tema del reclutamento, su cui Ministero e sindacati hanno recentemente stilato un patto ancora in attesa del via libera da Palazzo Chigi, l’altro fronte caldo è quello del mancato riconoscimento anche ai docenti precari della Carta di 500 euro annui per l’aggiornamento e la formazione.“Si tratta – afferma Marcello Pacifico – di una delle numerose forme di discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo che i docenti precari devono subire dal 2015, anno in cui la Carta è stata introdotta. Insieme al contratto per regolare la DAD in piena pandemia, avevamo siglato anche un’intesa con il Ministero dell’istruzione perché si avviasse un percorso che ponesse rimedio a questa intollerabile esclusione, visto che a fare didattica a distanza sono stati sia i docenti di ruolo che quelli precari. Sono passati sei mesi e quell’intesa è rimasta lettera morta”.Per questo, il sindacato ha deciso di riaprire le adesioni al ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’assegnazione della Carta docenti anche ai precari, predisponendo una lettera di diffida e di messa in mora da inviare al ministero.

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Dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2021/22

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

“A settembre saremo ancora e purtroppo in periodo di emergenza Covid – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e dopo proclami per abbattere le classi pollaio, ci si permette di formare classi di 31 alunni con buona pace della sicurezza”. La nota ribadisce l’impossibilità di sdoppiare le classi dopo il 31 agosto, anche per quelle che avranno un incremento di alunni nel caso di debiti non recuperati. Lo possono fare solo se si supera il numero di 31 unità e nei limiti dell’organico dell’autonomia già assegnato all’istituzione scolastica.Inoltre i posti del potenziamento, confluiti senza specificazione nell’organico dell’autonomia dell’istituto, possono essere utilizzati per la copertura degli insegnamenti curricolari per completare singoli spezzoni abbinabili della medesima classe di concorso presenti nella stessa autonomia scolastica. Ciò che non è stato specificato è l’obbligo per il dirigente scolastico di chiamare comunque i supplenti sullo spezzone ed eventualmente utilizzarlo sul potenziamento.“L’organico di potenziamento deve essere usato principalmente per rafforzare l’offerta formativa – commenta Giuseppe Faraci, Segretario Generale Anief – e poi per altri scopi. Ora invece si permette al docente di potenziamento di coprire insegnamenti curricolari con la concreta possibilità di perdita di ore per supplenti”.Nel prosieguo della riunione si è posto nuovamente la questione degli scorrimenti delle immissioni in ruolo sull’organico 2020/21 già affrontato nel precedente incontro e sulla necessità di assumere nuovi dirigenti scolastici e Dsga per coprire quelle scuole con un numero di alunni compreso tra i 500 e 600 (tra i 300 e 400 nei comuni montani come previsto dall’ultima Legge di Bilancio) per rispondere alle necessità che tale rimodulazione vuole perseguire: gestire la pandemia con un Dirigente Scolastico titolare e non in reggenza e dare un segnale forte di presenza delle istituzioni in quelle zone disagiate.“Anche se non riguardavano la bozza sulla circolare degli organici 2021/22 – conclude Stefano Cavallini, Segretario Generale Anief – il dimensionamento scolastico e le immissioni in ruolo del 2020/21 condizionano fortemente l’organico dell’anno prossimo e non potevamo, come sindacato attento alle problematiche della scuola, non affrontare questi temi”.

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Scuola: Il docente di sostegno può fare lezione a casa dell’alunno disabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Permettere al docente di sostegno di svolgere lezione nel domicilio dell’alunno è una facoltà. Dalla scorsa estate, tale possibilità è prevista dalla legge: con il Decreto Scuola, infatti, è stato approvato un emendamento che prevede l’assistenza domiciliare a casa da parte dei docenti di sostegno, per i casi di tutti quegli alunni disabili che necessitano di più ore di attività. In tali contesti, l’insegnante si sposta nel domicilio dello studente.“Quello che suggerisco, con il buon seno di tutti – ha detto il dirigente scolastico Salvatore Giuliano ad Orizzonte Scuola – è consentire al docente di sostegno di recarsi presso il domicilio dell’alunno. È evidente che ci vuole uno sforzo, ci vuole buon senso e tanta volontà. Questo sicuramente può ridurre di molto il disagio dovuto alla didattica a distanza per alunni che hanno bisogno di una pedagogia speciale”. Questa possibilità, tuttavia, comporta una serie di condizioni, non sempre facilmente attuabili. Prima di tutto, perché lo spostamento del docente di sostegno si realizzi occorre che siano rispettate tutte le circostanze di sicurezza, per la salvaguardia della salute di tutti gli individui coinvolti, ad iniziare dal distanziamento anti-Covid. In secondo luogo è indispensabile, come previsto dalla medesima legge, che tutte le parti coinvolte (a partire da famiglia e docenti) siano d’accordo nell’intraprendere la didattica in presenza domiciliare. Infine, va rilevato che l’uscita del docente di sostegno dall’aula scolastica va ben ponderata, poiché si tratta di insegnanti assegnati alla classe e non al singolo alunno disabile. Quest’ultimo punto è regolamentato con chiarezza dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ma è stata ribadita recentemente anche dal ministero dell’Istruzione, con la nota n. 2215 del 26 novembre 2019, che così recita: “Il docente di sostegno, come più volte afferma la norma, è assegnato alla classe, di cui diventa pienamente contitolare, e non al singolo alunno”. La stessa nota ministeriale specifica i docenti di sostegno sono “impegnati nella loro complessa azione didattica, collocata spesso tra la necessità di fornire risposte specialistiche ad ogni singolo caso ed un altrettanto necessario coinvolgimento nelle dinamiche inclusive della classe”. Tale specifica va sempre tenuta in debita considerazione, sia in fase formativa sia nel contesto valutativo, poiché il docente di sostegno partecipa attivamente alle fasi di scrutinio non solo dell’alunno con disabilità ma tutto il gruppo-classe.

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Due riconoscimenti internazionali per Gabriele Tebaldi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Parma. Gabriele Tebaldi, docente di Costruzione di strade, ferrovie ed aeroporti al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, ha ricevuto nei giorni scorsi due riconoscimenti a livello internazionale per la sua attività scientifica. Il Consiglio Generale del Rilem (International Union of Laboratories and Experts in Construction Materials, Systems and Structures) gli ha conferito il titolo di Rilem Fellow, un titolo onorifico creato nel 1993 dal Consiglio Generale del Rilem che viene assegnato a coloro che hanno dato un contributo eccezionale con le loro capacità di ricercatore, ingegnere, leader tecnico o educatore nell’ambito dei materiali e delle strutture da costruzione. Il titolo è stato in passato conferito a personalità del livello di Zdenek P. Bazant e Surendra P. Shah.Il Consiglio Direttivo della AAPT (Association Asphalt Paving Technologists) ha invece conferito a Gabriele Tebaldi il President’s Award, che premia coloro che si sono particolarmente distinti nell’attività scientifica e divulgativa nel campo della tecnologia delle pavimentazioni stradali.I riconoscimenti, conferiti dalle due associazioni di ricercatori più prestigiose a livello mondiale nel campo dei materiali da costruzione, evidenziano l’alto livello dell’attività di ricerca svolta dal gruppo di costruzione di strade dell’Università di Parma.

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Scuola: Inizia la difficile caccia al docente

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Dopo le tante mancate immissioni in ruolo, con appena il 30% delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle quasi 85 mila autorizzate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, gli Uffici Scolastici Regionali stanno velocemente provvedendo a verificare la quantità di posti ancora vacanti e comunque da coprire con supplenze. Tra questi, che nell’anno del Covid saranno probabilmente oltre 250 mila, è prevedibile che una percentuale crescente venga assegnata attraverso la Messa a disposizione. Il problema è che con le nuove disposizioni introdotte del ministero dell’Istruzione pochi giorni fa si riduce la platea di potenziali candidati che possono presentare domanda direttamente alle scuole: solo “i laureati e neolaureati e coloro non iscritti in graduatoria – come indica pure la stampa specializzata – potranno inviare la Mad, preferibilmente per una provincia, da indicare nell’istanza”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è un errore strategico rilevante quello di impedire ad un docente inserito nelle GaE o nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze di presentare Messa a disposizione in altra provincia rispetto a quella di inserimento in Graduatoria: questo paletto gratuito creerà ancora più problemi ai dirigenti scolastici di trovare un docente per conferire incarichi di supplenza o di sostituzione di personale assente. Non solo: si potrebbe teoricamente anche arrivare a nominare come supplenti dei candidati senza titoli e alcuna esperienza, mentre parte di coloro che hanno già svolto supplenze, hanno titoli di accesso adeguati e addirittura abilitati all’insegnamento, costretti a non presentare Mad, potrebbero non essere assunti”.Nell’anno del record di supplenti il numero delle Mad è destinato a crescere ulteriormente. Era inevitabile, ma anche perché l’amministrazione ci sta mettendo del suo. Secondo il sindacato, ad incentivare questo fenomeno, che porta in cattedra spesso personale senza precedenti di insegnamento e a volte anche privo del titolo corrispondente alla disciplina d’insegnante, inciderà molto una decisione inedita del ministero dell’Istruzione: è quella inclusa nella Nota 26841 del 5 settembre 2020, con cui si dispone che “le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria provinciale e di istituto e possono essere presentate per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza”.

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Scuola: A settembre un docente su tre sarà precario

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

La scuola non può fare a meno del personale non di ruolo, oggi più che mai visto che siamo arrivati a 250 mila supplenze annuali: nei nostri istituti scolastici abbiamo un precario ogni tre docenti. L’unico modo per evitare il tracollo a settembre, quando ci sarà da fare i conti con il rientro in classe di tutti gli alunni dopo il lockdown, è quello di procedere con immediatezza a delle assunzioni sulla base di procedure che prevedono l’utilizzo di graduatorie, concorsi per titoli e per servizi. Per farlo si deve agire subito approvando un provvedimento legislativo ad hoc. Marcello Pacifico (presidente Anief): “L’emergenza dei docenti precari, ma anche di altri lavoratori della scuola – come i Dsga, il personale Ata e gli educatori – rischia sempre più di trasformarsi a fine estate in una tragedia professionale e sociale: occorre agire e anche in fretta, stabilizzando a breve i tanti supplenti che hanno tutti i numeri e i titoli per essere immessi in ruolo, riducendo in questo modo i problemi di reperimento del personale e gli effetti nefasti della mancata continuità didattica”.Senza i precari la scuola non potrebbe andare avanti. L’Anief lo sostiene da mesi e ha riproposto la linea che valorizza questi lavoratori con il Decreto Rilancio, per il quale ha previsto ben 40 emendamenti all’articolo 230. Tra questi, il sindacato ha richiesto il reclutamento dei docenti precari, assieme al personale Ata e dei facenti funzioni, la conferma degli incarichi ai supplenti.
Specificatamente per i docenti di sostegno ai quasi 300 mila alunni con disabilità certificata, il sindacato autonomo rivendica con forza l’avvio di un concorso straordinario – semplificato con sola prova orale – per chi è già in possesso di specializzazione, di una procedura per titoli e servizi per 80 mila docenti di sostegno senza specializzazione con tre anni di servizio di cui uno su sostegno, oltre che l’attivazione di una graduatoria per assunzione per docenti di sostegno senza titolo con tre anni di servizio.
In generale, per tutti i precari, quindi anche su disciplina comune, l’Anief chiede l’assunzione del personale precario nei ruoli da elenchi aggiuntivi per titoli per chi tra i docenti ha svolto almeno 36 mesi di servizio. Ma anche le assunzioni nei ruoli dalle graduatorie di istituto provinciali (venutesi a determinare dalle ormai ex graduatorie d’istituto), l’assunzione nei ruoli da graduatorie per titoli per i diplomati magistrale.La mancata copertura delle cattedre con personale di ruolo riguarda anche gli insegnanti di religione cattolica, che a distanza di oltre tre lustri dall’ultimo concorso è bene che vengano assorbiti nella misura di 7 mila unità, prevedendo l’accesso ai precari con non meno di 36 mesi di supplenze. La stessa procedura dovrebbe valere per gli insegnanti tecnico pratici (Itp) e per gli educatori con almeno 24 mesi di servizio svolto. È auspicabile anche pensare, alla luce sempre dell’emergenza epidemiologica, procedere prima dell’avvio del nuovo anno scolastico all’immissione in ruolo da graduatoria per titoli nei confronti di coloro che hanno svolto non meno di tre anni di supplenze anche non continuative.

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Scuola: Carta docente da 500 euro per l’aggiornamento anche ai precari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Dopo la bocciatura in Senato, ad un passo dalla votazione finale nel Decreto Scuola, la maggioranza riprova ad assegnare la carta docente da 500 euro per l’aggiornamento professionale anche al personale precario: stavolta l’emendamento, a firma dell’on. Matteo Orfini, del Partito Democratico, riguarda il Decreto Rilancio, che inizierà il suo iter parlamentare.
“Perché l’emendamento vada in porto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene però che le indicazioni della Commissione Bilancio non siano prevaricanti sulla politica e sulle priorità poste dalla maggioranza. Guidare il Paese con l’incubo dei conti del Mef non è possibile, almeno sulle questioni di equità e giustizia come questa dell’aggiornamento professionale di 200 mila docenti, che anche tenendo conto delle direttive UE hanno i medesimi diritti dei colleghi di ruolo. Ancora di più perché impegnati, in questo periodo, in una complicata didattica a distanza che necessita di continui accorgimenti, miglioramenti, di competenze e tecnologiche. Una condizione, tra l’altro, che, alla luce del finanziamento inadeguato da parte del Governo per la ripresa dell’attività didattica a settembre in presenza, ha alte possibilità di riproporsi nel prossimo anno scolastico”.Anief, nel frattempo, conferma il ricorso al Giudice del Lavoro per fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, l’accesso al bonus di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti in servizio a tempo indeterminato.

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La Card docente per l’aggiornamento anche a precari, educatori e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

In questi giorni di emergenza da Covid-19, diventa ancora più grave l’errore del legislatore che nel comma 121 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015 ha “dimenticato” di fare accedere al bonus da 500 euro anche i supplenti, il personale educativo e Ata: con un emendamento al Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, Anief chiede di allargare la fruizione della Card anche a queste categorie di lavoratori, così da permettere loro di attuare il lavoro “agile” da casa, a beneficio della scuola e dei suoi alunni.

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Utilizzo del registro elettronico ai tempi della DaD da parte del personale docente

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“Strumento essenziale per lo svolgimento della didattica a distanza, ma inutile se richiesto dal dirigente scolastico per registrare le ore di lavoro domiciliare degli insegnanti o la presenza degli alunni alle video conferenze durante la sospensione delle lezioni” per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Preme ritornare ancora una volta sull’uso e utilizzo del registro elettronico. Sorprende, infatti, che ancora oggi ci siano situazioni, per fortuna poche, in cui il DS chieda ai docenti di “firmare” ogni giorno il registro elettronico principalmente per attestare la “presenza” a lavoro secondo l’orario tradizionale o, peggio, restare davanti al computer a operare per la didattica a distanza nelle ore e nelle classi secondo l’orario lavorativo in presenza.Ricordiamo che il Contratto collettivo nazionale vigente obbliga il solo personale Ata alla rilevazione della presenza a scuola mediante procedure elettroniche e informatiche. Per i docenti la rilevazione della presenza è indicata con l’apposizione della firma sul registro di classe, in cui sono rilevate anche le assenze e presenze degli alunni. Nella situazione attuale, però, tale adempimento, sia per alunni sia per i docenti, non è amministrativamente attuabile in quanto non vi è la presenza oggettiva nella scuola di alcun soggetto.La nota n. 388 del 17 marzo del Ministero dell’Istruzione, che dà indicazioni sulla didattica a distanza, richiama l’uso del registro elettronico non come strumento di controllo dell’operato dei docenti e di attestazione di “presenza” a lavoro secondo il proprio orario in presenza, bensì come strumento didattico per la “trasmissione ragionata di materiali didattici” e “di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente”. Inoltre, continua la nota, “occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo. Per questo motivo il ruolo del registro elettronico è prezioso.”.
Nella stessa direzione la nota n. 278 del 6 marzo scorso. In essa viene ribadito che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria e secondaria, nell’ambito della propria autonomia, attivano o potenziano modalità di apprendimento a distanza, ottimizzando le risorse didattiche del registro elettronico e utilizzando classi virtuali e altri strumenti e canali digitali per favorire la produzione e la condivisione di contenuti”.“È bene puntualizzare – afferma il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – alcuni aspetti, a nostro avviso fondamentali sull’uso del registro elettronico e sui doveri e obblighi di qualsiasi natura, contrattuale e di legge, da parte dei docenti sul suo utilizzo. Come è noto le scuole italiane non sono state chiuse ma si è realizzata la sola sospensione dell’attività didattica e i docenti sono impegnati, con professionalità e abnegazione, a continuare nel loro ruolo di educatori e formatori con nuove modalità, a distanza, indirizzati dal Ministero dell’Istruzione. Ad oggi però nessun decreto, circolare, nota ministeriale o Faq ministeriale impone ai docenti l’obbligo della firma sul registro elettronico rispettando l’orario di lezione che si aveva in presenza. Né indica tale firma come attestazione amministrativa di ‘presenza’ del lavoro giornaliero di ogni docente. Ogni richiesta diversa è mortificante per i docenti e completamente inutile didatticamente”.

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Scuola: A.A.A. docente cercasi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

L’alto numero di cattedre scoperte continua a farsi sentire. E non è limitata ad alcune aree del Paese: ormai, anche se si tratta di istituzioni pubbliche, dopo che gli Uffici scolastici hanno ben presto “scaricato” il problema alle scuole, ai presidi non è rimasto altro che provare con le graduatorie d’Istituto. Ma siccome in tanti casi non sono servite a molto, perché i candidati si sono presto esauriti, i capi d’istituto sono passati alle vie informali prendendo in considerazione le Mad. Solo che ora nemmeno queste bastano più, perché l’opera di comparazione richiesta dal Miur non è facile dal compiersi, soprattutto, come spesso avviene, in presenza di candidati con titoli diversi da quelli specifici richiesti per la classe di concorso di cui ha bisogno la scuola. L’ultima spiaggia diventano i portali specializzati in Istruzione, da dove l’annuncio arriva direttamente a casa dei potenziali supplenti: una sorta di Mad al contrario.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sulla scuola italiana si sta portando a compimento un’opera di demolizione ad ampio raggio, iniziata con l’algoritmo impazzito, passata per la chiamata diretta ed ora dirottata sulla ricerca dei precari tramite internet e social. Il progetto è iniziato con il ritardare sempre più l’uscita dal lavoro, in modo da avvalorare il già esistente record dei docenti più vecchi d’Europa per via della presenza di due docenti su tre sopra i 50 anni di età; poi, si è deciso di ridurre ai minimi termini il turn over, arrivando a produrre da anni un numero solo apparentemente ampio di immissioni in ruolo, per poi concretizzarne meno della metà perché le uniche graduatorie reputate valide sono ormai senza candidati. Nel frattempo, mentre si continuano a tenere in naftalina oltre 100 mila abilitati all’insegnamento, la politica dei concorsi-lumaca non ha fatto altro che aumentare il precariato. In generale, sulla bilancia va messa anche la volontà di volere mantenere basso il livello di valorizzazione del corpo docente, ad iniziare dalla modestia degli stipendi”.

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Scuola: Lezioni a orario ridotto perché il 20% delle cattedre è ancora senza docente

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Le lezioni sono ormai riprese in tutte le regioni, però quasi tutti gli studenti sono costretti al tempo-scuola ridotto perché manca all’appello un’alta percentuale di insegnanti: le supplenze annuali, mai così tante, procedono infatti a rilento, a seguito dell’alto numero di Graduatorie a esaurimento e dei vincitori di concorso prive di candidati. E le convocazioni degli Uffici Scolastici Territoriali continuano ad andare deserte. Presto la “patata bollente” passerà ai presidi, che chiameranno da graduatoria d’istituto. In un istituto comprensivo di Roma, nel quartiere Cornelia, gli alunni hanno ripreso le lezioni con appena 27 docenti su 49 previsti dall’organico. A Torino sulla primaria ci sono oltre mille posti ancora da assegnare su 1.600, di cui 1.200 su sostegno, rimasti vuoti dopo le nomine in ruolo, anche queste andate spesso deserte. Il problema riguarda pure le superiori e le province più piccole. Ci sono discipline, come la matematica, quelle tecniche e di laboratorio alle superiori per le quali la ricerca del supplente è diventa davvero ardua. Ma la situazione più drammatica è quella del sostegno, con 70 mila posti liberi che si stanno assegnando con estrema fatica soprattutto a docenti precari non specializzati nella didattica speciale per alunni disabili.Marcello Pacifico (Anief): Bisogna cambiare registro, facendo avvicinare i precari, ad iniziare da abilitati e specializzati, ai posti liberi. Basta con le graduatorie bloccate e aperte ogni tre-cinque anni. Bisogna ricorrere all’utilizzo, sia per le supplenze sia per le immissioni in ruolo, da graduatorie d’istituto, trasformandole in provinciali per assicurare la copertura su tutte le scuole. E i vincitori e gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari possono, su richiesta, cambiare regione. Senza dimenticare i supplenti a cui rinnovare il contratto scaduto al 30 giugno scorso, i neo-immessi in ruolo con riserva o licenziati pure dopo avere superato l’anno di straordinariato. Quest’anno la carenza dei docenti non risparmia nessuno: riguarda i grandi centri, ma anche la provincia più piccola. A Roma, in media, mancano all’appello tra il 20% e il 30% degli insegnanti. Con situazioni particolarmente difficili: in una scuola della capitale quasi il 50% dei docenti (27 docenti su 49) non è stato ancora nominato. “È una situazione paradossale – scrive la stampa specializzata – con un dirigente scolastico, di fresca nomina, che deve fare fronte all’emergenza. Si parte, per la scuola primaria, con un orario ridotto (due ore in meno). Ci sono docenti che si sono offerti per fare ore in più, volontariamente (30 ore settimanali a fronte delle 24 effettive)”.Per porre rimedio a questa situazione, sino a qualche anno fa i dirigenti scolastici coprivano i “buchi” con le supplenze fino all’avente diritto: una pratica che, però, è stata cancellata per legge, poiché il docente precario ha pieno diritto di conoscere la scadenza del suo contratto di lavoro all’atto della sua stipula. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le lezioni sono però avviate e le scuole fanno fatica con gli orari ridotti, soprattutto fino alla secondaria di I grado”.
Ecco che allora “la nomina da MAD”, formulata da un precario fuori graduatoria d’Istituto e quasi sempre privo di esperienza d’insegnamento, “con criterio scelto dal dirigente scolastico, risulta la misura “tampone” per non arrecare danno alla didattica. Il contratto naturalmente viene stipulato con formula rescissoria, all’esito delle convocazioni da graduatorie di istituto”.

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Scuola: Cambia il percorso per diventare docente

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon la riforma della Buona Scuola, entro pochi mesi entreranno a regime i nuovi percorsi, diversificati a seconda se si è docente precario abilitato (G.R.A.M.E.), non abilitato ma con tre anni di supplenze svolte negli ultimi otto oppure semplicemente laureato (24 CFU). Sulla base del nuovo sistema (dopo la fase transitoria: svuotamento GaE e assunzioni da concorso 2016, concorso per abilitati e concorso per non abilitati con 3 anni di servizio), gli aspiranti docenti devono partecipare al concorso, superato il quale accederanno al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT). Per accedere al concorso saranno necessari la laurea e il possesso di 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche. Solo al termine del percorso, che ha natura selettiva, gli aspiranti docenti verranno immessi in ruolo. Chi verrà ritenuto idoneo non entrerà in ruolo prima del 2022, dopo una lunga ed estenuante formazione durante la quale sono previste supplenze a stipendio ridotto. Secondo il sindacato Anief, non c’era bisogno di introdurre questo cervellotico modello di reclutamento per stabilizzare dei precari con 36 mesi di servizio, come ci dice l’Unione Europea dal 1999 e come ribadito quest’anno a Bruxelles. Perché stiamo parlando di docenti già scelti e pronti. Anche coloro che non lo sono, ma con esperienza sul campo, si sarebbero potuti formare senza introdurre il criterio selettivo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Vi sono molti aspetti del nuovo percorso che porta a fare l’insegnante che ci lasciano perplessi: al di là dell’inutilità delle prove e della formazione per tutti quelli che oggi sono già abilitati, oltre che ai tempi lunghi, non comprendiamo per quale motivo nessun percorso è stato attivato per gli Insegnanti Tecnico Pratici, ovvero quei docenti che prestano servizio negli istituti superiori per lo svolgimento delle attività laboratoriali: è una contraddizione di non poco conto visto che tali attività, collegate con l’alternanza scuola-lavoro, sono uno dei punti fermi della riforma Renzi-Giannini approvata nel luglio del 2015. Del tutto ignorati, per quanto riguarda sempre la nuova formazione, sono anche i maestri d’infanzia e primaria. Il sindacato è pronto, pertanto, a presentare nuovi ricorsi. Si ricorda che Eurosofia, in collaborazione con Anief e Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit).

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Docenti in cattedra fino a 70 anni per arrivare alla pensione minima

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cUn supplente 67enne si era visto negare il diritto all’inserimento nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto della capitale per “sopraggiunti limiti di età”: all’Ufficio Scolastico non è bastato sapere che al precario “storico” mancassero due anni per raggiungere la soglia del ventennio di contributi, indispensabile per ottenere l’assegno di quiescenza minimo. A quel punto, attraverso il sindacato, il prof si è rivolto al Tribunale del Lavoro di Velletri. Il quale gli ha dato ragione: potrà insegnare per altri tre anni. Come i colleghi di ruolo: per il giudice è infatti illegittima la parte del Decreto Ministeriale di aggiornamento delle G.I. 2017/2020 che nega la permanenza nelle graduatorie per le supplenze a quanti non hanno ancora raggiunto il minimo pensionabile.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Secondo il costante orientamento della Corte Costituzionale, conseguire la pensione minima costituisce un bene inviolabile – ex multis Corte Cost. n.33/2013 – e il Miur non può eludere tale principio con previsioni che discriminano il lavoratore precario rispetto al personale di ruolo, per cui è espressamente prevista la possibilità di permanere in servizio fino al raggiungimento del settantesimo anno di età, se può raggiungere il minimo contributivo ai fini della quiescenza. Non ci fermeremo qui: a quel docente va assegnato un assegno di pensione corrispondente a tutti gli anni prestati, non solo a una parte. Il prof di 67 anni potrà infatti chiedere, con un altro ricorso, il riconoscimento per intero dei vent’anni di supplenze. Oggi la normativa scolastica gli riconoscerebbe solo i primi quattro anni per intero e tutti gli altri rimanenti solo per due terzi. In pratica, applicando la legge, perderebbe tra i 5 e i 6 anni di carriera. Con incidenza negativa su stipendio, scatti di anzianità (da assegnare anche per il periodo di precariato) e, di conseguenza, sull’assegno pensionistico. Invece, Anief chiederà di fargli riconoscere tutti gli scatti di anzianità maturati durante il lungo precariato e la conseguente anzianità di servizio maggiorata dopo il decreto di ricostruzione di carriera. Tra l’altro, da qualche giorno la domanda di ricostruzione carriera va presentata non più in modalità cartacea, ma via internet: attraverso il portale Miur “Istanze on line”.

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In Italia fare il docente non conviene: malpagato e ad alto rischio di incorrere in malattie professionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cÈ quanto si evince da un doppio studio sui dipendenti della PA. Secondo la Fpa, i docenti sono indiscutibilmente i lavoratori della PA tra i meno pagati in assoluto: i più ricchi sono i magistrati, seguiti dai prefetti, alla penultima posizione i docenti con una media di 29mila euro di stipendio, seguiti dai dipendenti delle Autonomie locali. Un altro studio, commissionato dall’Inpdap, ha operato un confronto tra quattro macro categorie di dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, coinvolgendo 3mila casi gestiti dalla Asl di Milano: insegnanti, impiegati, personale sanitario, operatori, partendo dall’analisi degli accertamenti sanitari per l’inabilità al lavoro. Tra i fattori che determinano i disturbi vi sono tutta una serie di condizioni stressogene a cui essi sono sottoposti. Per il sindacato, al di là dei fantasiosi stereotipi, la realtà è quella di un lavoro che nel corso degli ultimi anni ha perso valore economico e considerazione, rivelandosi pure dannoso per la salute. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutto il personale scolastico, Ata e presidi compresi, è sottoposto a una mole di responsabilità imparagonabile ad altre occupazioni e la riprova sono le indagini sulle malattie professionali. Perché chi lavora a scuola si fa carico di problematiche di giovani in crescita, bisognosi di essere ascoltati, aiutati, formati. Solo che queste azioni quotidiane logorano e con il tempo si paga lo sforzo profuso attraverso, purtroppo, l’insorgenza di patologie. Chi parla di crisi di vocazione sbaglia: il problema riguarda la mancanza di considerazione. E questa è una vera sconfitta per lo Stato. Anche la gestione latita. Basti pensare a quanto è stato fatto con i docenti abilitati dopo il 2011: chi ha svolto i Tfa e i Pas doveva essere accolto nelle GaE, in questo modo avremmo avuto insegnanti pronti a coprire quelle cattedre che oggi risultano non assegnabili. Per non parlare degli stipendi: il Governo sta veleggiando verso i 100 mesi senza il rinnovo del contratto e si vuole ora sottoscrivere un aumento che copre appena un terzo del dovuto.

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Professione docente, malgrado tutto rimane le più ambita

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cÈ record di adesioni per l’inserimento nelle graduatorie degli 8.400 istituti scolastici italiani, valide per il triennio 2017-2020. Questo, malgrado, l’insegnamento in Italia sia malpagato, preveda in media un precariato senza fine e ora pure una formazione triennale, dopo aver vinto il concorso a cattedra, al termine della quale si potrebbe essere addirittura bocciati. Per favorire questo processo di avvicinamento all’insegnamento, lo studio legale del sindacato Anief, subissato di richieste, ha organizzato una serie di ricorsi, al Tar del Lazio, contro le tante esclusioni contenute nel D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n. 25196 del 1° giugno 2017, perché contenenti elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino rispetto ai recenti decreti delegati. Medesimo copione per l’aggiornamento/reinserimento annuale delle GaE, i cui candidati puntano all’ottenimento delle supplenze più lunghe, con il giovane sindacato costretto a riaprire i termini per in GaE 2017 sino a dopodomani.Intanto, dai tribunali giungono conferme sulla correttezza della linea assunta: stavolta a fornirle è il Consiglio di Stato che, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha disposto l’immediato inserimento proprio nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti abilitati con Scienze della Formazione Primaria, prevedendo anche il diritto alla stipula nei loro confronti dei contratti a tempo determinato e indeterminato da effettuare già nelle prossime settimane nell’ambito del contingente da oltre 52mila immissioni in ruolo fissate dal Miur.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nei prossimi giorni, sono previsti nuovi decreti monocratici, sempre da parte del Consiglio di Stato, riguardanti altri ricorsi. Per le ultime impugnazioni contro l’esclusione immotivata dalle GaE, contiamo di ridurre al massimo i tempi, pur considerando le tempistiche non sempre celeri della macchina giudiziaria. L’obiettivo è sempre quello di assistere gli insegnanti precari nel loro percorso di avvicinamento alla cattedra, alla luce anche del sempre maggiore interesse che i giovani laureati italiani mostrano per questa bistrattata ma sempre amata professione.

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Settimana italiana del docente

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

ringrazia un docenteQuest’anno la “Settimana Italiana dell’Insegnante” coincide con la Festa del Lavoro, si celebra dall’1 al 7 maggio, è alla sua terza edizione e, anche quest’anno, l’hashtag che la rappresenta è RingraziaUnDocente, attraverso il quale tutta la popolazione (non solo chi è a scuola oggi) può postare sui social network un proprio “ringraziamento” ad una o ad un insegnante che ha rappresentato qualcosa di importante nella propria vita e crescita.
Promuovere la Settimana sono i ragazzi dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce che curano il progetto “MasterProf” (la classe 5°A AFM), in stretta collaborazione con il sito dedicato all’istruzione Your Edu Action.
Resta invariato il logo, una margherita multicolore, che raccoglie in sé diversi significati e simbolismi, è in assoluto il fiore più semplice, si trova ovunque, evoca una continua primavera del sapere, nel linguaggio dei fiori rappresenta la pazienza, nei colori ci sono tutte le sfumature della professione e poi, come non sottolineare che è anche un logo …petaloso? Se quindi negli Usa e nei paesi anglofoni è la “mela” il classico dono riservato all’insegnante, qui in Italia i docenti si meriteranno una “margherita” in ogni possibile forma, da quella reale, appena colta, bella e profumata fino a quella anche semplicemente disegnata, sul quaderno, su un foglio, su un cartoncino o su un poster.
Tra i testimonial della Settimana, grandi nomi come: Massimo Inguscio, Franco di Mare, Beppe Severgnini, Gian Luigi Beccaria, Carlo Verdone, Paolo Ruffini, Paolo Crepet, Alessandro ringrazia un docente1D’Avenia, Oscar Farinetti e il comico Pintus, tanto amato dai bambini e dai ragazzi in età scolare. Ai tanti VIP della cultura, della scienza, del giornalismo e dello spettacolo si rivolgono i ragazzi di MasterProf, chiedendo loro di pubblicare sui social una foto con in mano un semplice foglio su cui c’è scritto “Gli Insegnanti sono Importanti” (e, se lo desiderano, con l’hashtag #ringraziaundocente).
MasterProf è un progetto che si è ispirato al Global Teacher Prize (conosciuto anche come Premio Nobel per l’Insegnamento) ma, a sua differenza, non è una competizione, non ci sono giurie, scadenze, finalisti e vincitori, qui valgono e verranno pubblicate tutte le storie di docenti extra-ordinari che i ragazzi riusciranno ad individuare. Sul sito del progetto c’è sia la possibilità di effettuare delle segnalazioni (da parte di studenti, dirigenti, colleghi, amici, parenti) che di autoproporsi. Tra le caratteristiche ricercate vi sono, tra le altre, metodi e pratiche innovative, riconoscimenti professionali, contributo nell’aprire le menti, nell’educare cittadini globali, nel rendere la docenza accessibile, nel coinvolgere il territorio.

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Corso aggiornamento personale educativo e docente del Comune di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

Roma Mercoledì 22 Febbraio 2017, ore 15:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 161. Giornata di formazione sul tema Per un Curricolo del Nido e della Scuola dell’Infanzia di Roma Capitale per il personale educativo e docente dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Roma organizzato dal Dipartimento Politiche educative e scolastiche in collaborazione con l’Università Roma TRE. Le attività formative rientrano nell’ambito del Piano di aggiornamento 2016/17 volto al miglioramento della qualità dei Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale. L’incontro è aperto alla partecipazione di docenti e studenti.Programma 22 febbraio 2017 ore15,30 -19,00
Saluti: Maria Teresa Russo (Dipartimento di Scienze della Formazione Università Roma TRE)
Presentazione del seminario: Donatella Ienuso (Dipartimento Politiche Educative e scolastiche, Comune di Roma)
Intervento: Laura Moschini (Roma Tre,) Esercizi di cittadinanza: spazi, tempi, cose Proiezione video realizzato a cura del Dipartimento Politiche Educative e scolastiche, Comune di Roma
Intervento: Stefano Zucca (Roma Tre) Un curricolo una continuità educativa. Prospettive teoriche per un continuum di qualità.
Interventi dal pubblico, discussione, considerazioni.

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Corso di aggiornamento personale educativo e docente del Comune di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

campidoglioRoma Mercoledì 15 Febbraio 2017, ore 15:30 / 16 Febbraio 2017 Aula Magna di Architettura Largo G.B.Marzi, 10 si terranno due giornate di formazione sul tema Per un Curricolo del Nido e della Scuola dell’Infanzia di Roma Capitale per il personale educativo e docente dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Roma organizzato dal Dipartimento Politiche educative e scolastiche in collaborazione con l’università Roma TRE. Le formative rientrano nell’ambito del Piano di aggiornamento 2016/17 per Insegnanti delle Scuola dell’Infanzia ed Educatori/trici dei Nidi comunali volto al miglioramento della qualità dei Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale.
Il giorno 16 è prevista la presenza della Direttrice del Dipartimento di Architettura, Elisabetta Pallottino, e dell’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma,Laura Baldassarre. L’incontro è aperto alla partecipazione di docenti e studenti.
Programma
15 febbraio 2017 ore15,30 -19,0 0Saluti: Maria Teresa Russo (Dipartimento di Scienze della Formazione Università Roma TRE) Presentazione del seminario: Donatella Ienuso (Dipartimento Politiche Educative e scolastiche, Comune di Roma)Intervento: Laura Moschini (Roma Tre,) Esercizi di cittadinanza: spazi, tempi, cose Proiezione video realizzato a cura del Dipartimento Politiche Educative e scolastiche, Comune di RomaIntervento: Stefano Zucca (Roma Tre) Un curricolo una continuità educativa. Prospettive teoriche per un continuum di qualità.
Interventi dal pubblico, discussione, considerazioni Conclusioni
16 febbraio 2017 15,30-19Saluti: Prof.ssa Elisabetta Pallottino, Direttrice del Dipartimento di Architettura Dott.ssa Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma (in attesa di conferma) Prof.ssa Maria Teresa Russo (Dipartimento di Scienze della Formazione Università Roma Tre)Presentazione del seminario: Carla Piazza (Dipartimento Politiche Educative e scolastiche, Comune di Roma)Intervento: Laura Moschini (Roma Tre,) Esercizi di cittadinanza: spazi, tempi, cose Proiezione video realizzato a cura del Dipartimento Politiche Educative e scolastiche, Comune di Roma
Intervento: Stefano Zucca (Roma Tre) Un curricolo una continuità educativa. Prospettive teoriche per un continuum di qualità. Interventi dal pubblico, discussione, considerazioni. Conclusioni

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Precariato, docente con diploma magistrale immessa in ruolo dal Tribunale di Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

La docente, su ricorso patrocinato dai legali Anief, aveva ottenuto definitivamente ragione con ministero-pubblica-istruzionesentenza del Consiglio di Stato, peraltro passata in giudicato, cui il Miur aveva anche dato esecuzione: il tutto, però, senza permettergli l’accesso, come sarebbe stato legittimo, alla compilazione via internet della domanda per partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo previsto dalla Legge 107/2015, fasi B e C, attraverso le quali sono state immessi in ruolo oltre 56mila insegnanti precari. La sentenzia evidenzia proprio come il Miur abbia di fatto compiuto un vero e proprio illecito. Anief ricorda che, per i docenti destinatari di favorevole e definitiva sentenza del Consiglio di Stato, è ancora possibile aderire allo specifico ricorso. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): anche stavolta siamo riusciti a tutelare i diritti di questa categoria di docenti precari, per troppi anni ignorati dal Miur, ristabilendo il giusto diritto grazie anche alla professionalità dei nostri legali. Abbiamo quindi dimostrato che avevamo ragione a pretendere il loro inserimento nelle GaE: nella stessa situazione della docente con diploma magistrale, appena assunta a titolo definitivo, ci sono diverse migliaia di precari che difenderemo in tribunale, ribadendo le medesime ragioni”

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