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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘docenti’

Scuola: Carta del docente anche ai precari

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2023

La carta del docente da 500 euro annui va assegnata anche ai precari: lo ha ribadito il tribunale di Venezia accogliendo la domanda di un docente che ha svolto sei supplenze annuali, tra il 2017 e il 2022, senza ricevere il bonus per l’aggiornamento annuale. Il giudice ha stabilito che l’insegnante ha pieno diritto a ricevere i 3 mila euro negati nel corso degli anni, perché “il ricorrente ha svolto un’attività pienamente equiparabile a quella del personale di ruolo, protraendo l’attività per gli anni scolastici dal 2017 a tutt’oggi quasi sin dall’inizio dell’anno fino al termine delle lezioni. Né il Ministero ha allegato e provato ragioni concrete che smentiscano la sovrapponibilità delle mansioni della ricorrente a quelle svolte da dipendenti a tempo indeterminato aventi la medesima qualifica”.

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Scuola: Docenti e Ata fuori sede senza indennità di trasferta, pranzo e pernottamento

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2023

“I lavoratori della scuola fuori sede sono sempre più ridotti allo stato di povertà: serve una specifica indennità di trasferta, pranzo e pernottamento da prevedere nel CCNL con specifiche risorse aggiuntive che il Governo deve disporre”: lo dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a ridosso della ripresa degli incontri all’Aran con le confederazioni e organizzazioni sindacali, per la prosecuzione dalla trattativa sulla parte normativa riguardante il triennio 2019/2021. Il comparto della Scuola, ricorda il sindacato, conta oltre 1,3 milioni di lavoratori: un posto su cinque è precario e soggetto a migrazione annuale per via della discrepanza tra offerta e lavoro. Per il giovane sindacato anche i lavoratori della scuola avrebbero dunque pieno diritto a una indennità di trasferta, come pure al buon pasto e al pernottamento come avviene per i metalmeccanici. Nell’attuale contratto dei lavoratori metalmeccanici, in vigore dal 1° giugno 2022, sono riconosciute inoltre indennità giornaliere di 44,47 euro per la trasferta fuori sede, 11,97 euro per il buono pasto a pranzo e altrettante per la cena, 20,53 euro per il pernottamento. Alla luce anche di questo, Anief chiede al Governo di stanziare risorse specifiche per i dipendenti della scuola, così da potere affrontare in contrattazione il tema e disciplinare la materia, perché allo stato attuale sono insufficienti le attuali indennità per i soli docenti delle piccole isole (3 milioni di euro dalla Legge 234/21) e per premiare la continuità didattica (30 milioni dalla Legge 79/22). “È significativo che nell’ultimo incontro tenuto all’ARAN, la delegazione Anief aveva chiesto pure un buono pasto per il personale ATA che è impossibile concedere per assenza di specifiche risorse aggiuntive rispetto a quella a disposizione”, conclude il presidente del giovane sindacato.

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Scuola: Il Ministero pensa a nuovi concorsi per diventare docente

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2023

Il ministero dell’Istruzione intende introdurre nuovi concorsi per diventare insegnanti intervenendo sulla fase transitoria prima dell’attuazione a regime della nuova formula del reclutamento prevista dal PNRR: l’intenzione, scrive oggi la stampa specializzata, è organizzare “concorsi regolari con cadenza annuale e una salvaguardia nei confronti dei precari storici, cioè quelli con almeno tre anni di servizio alle spalle. Per i docenti con almeno 3 anni di servizio e in possesso dei 24 CFU si prevede un concorso riservato, tra marzo e aprile, con le modalità di accesso da definire successivamente. Non sarebbe, però, una procedura concorsuale una tantum: né sarebbe prevista un’altra anche per il prossimo anno scolastico (dunque nel 2024). In questo caso – si legge ancora – potranno partecipare quelli che abbiano conseguito almeno 30 CFU dei 60 previsti con il nuovo percorso così come previsto dal PNRR e dalla riforma del reclutamento, la Legge 79 del 2022, portata avanti dall’ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi”. Anief, sebbene rispetti l’intenzione di introdurre procedure riservate ai docenti precari storici, ritiene che questo tipo di nuove selezioni concorsuali non sarebbero risolutive, tanto che in passato si sono dimostrati inutili. “Si ritorni piuttosto al doppio canale di reclutamento, con l’utilizzo delle GPS per le immissioni in ruolo anche per le cattedre comuni e non solo per il sostegno”, ha replicato in modo secco Marcello Pacifico, presidente nazionale Aneif, durante il confronto sul reclutamento degli insegnanti tenuto l’altro ieri al ministero dell’Istruzione. Secondo il sindacalista il precariato scolastico si supera soltanto con ruoli a supplenti chiamati su posti vacanti da GAE prima e GPS a seguire. È il doppio canale di reclutamento, unico ristoro all’abuso dei contratti”. “Dal 2015 ad oggi – ricorda Pacifico – ci sono state ben cinque procedure concorsuali straordinarie e riservate e il numero dei precari è raddoppiato. Per questo abbiamo detto no come Anief a nuovi concorsi per i precari. Bisogna ritornare alla logica del vecchio doppio canale di reclutamento, con l’utilizzo, laddove le GAE risultino esaurite, delle GPS di Prima e Seconda fascia. Soltanto così si può rispondere all’esigenza di avere tutti gli insegnanti in cattedra e coprire le 70 mila immissioni in ruolo promesse a Bruxelles”. “Stiamo lavorando – continua il sindacalista autonomo – con l’Ufficio legislativo Anief a una proposta che risponda ai rilievi di European Union sulla necessità di orientare le risorse del PNRR a una specifica formazione iniziale per diventare insegnante, alla procedura di infrazione attivata dallo stesso organismo e alla denuncia di Anief accolta dalle istituzioni europee (Comitato europeo dei diritti sociali e Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa) sull’abuso dei contratti a termine da parte dello Stato italiano nei confronti del personale docente italiano”, conclude Pacifico.

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Scuola: I docenti italiani assunti in ruolo 10-15 anni dopo quelli inglesi, coreani e giapponesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2023

I sistemi di selezione e immissione in ruolo della scuola italiana sono tutti da rivedere: perché non solo il numero dei docenti precari è più che raddoppiato negli ultimi sei anni, ma ora esce fuori anche che la grande maggioranza degli insegnanti entra in ruolo dopo i 40 anni di età portando l’età media del corpo insegnante italiano ben oltre i 50 anni confermando il primato di anni di chi si siede dietro la cattedra nel nostro Paese. “I numeri – fonte INDIRE, raccolti, analizzati e pubblicati su “I numeri da cambiare”, edizioni Giunti, a cura dell’associazione Treellle e ripresi oggi dalla stampa specializzata – diventano più “imbarazzanti” man mano che alziamo l’ordine e grado di scuola, fino a raggiungere il culmine alla secondaria di II grado”. Perché l’Italia dal 2010 al 2019 ha mantenuto una media di poco più di 50 anni di età per i docenti della scuola secondaria di I e II grado, con picchi di quasi 51 anni nel 2012. “Con una precarizzazione del personale della scuola, Ata compresi, così spiccata, tanto da avere oramai un docente ogni quattro a tempo determinato, cosa altro potevamo aspettarci?”, domanda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.Se si considerano Paesi come la Corea del Sud, lo scarto d’età dei docenti arriva anche a 10 anni, stessa cosa per il Giappone e soprattutto il Regno unito, che nel 2019 conta una media di 39,9 anni. Da evidenziare la parabola discendente al ringiovanimento della classe docente della Germania, che dai 48,4 anni del 2010 passa ai 46,3 anni del 2019”. In Italia, invece, “in ruolo si entra prevalentemente tra i 40 e i 49 anni e spesso dopo una lunga se non lunghissima gavetta di precariato. Dati che raggiungono l’apice per le secondarie di II grado, mentre per Infanzia i numeri sono più attenutati”. Il risultato di questo fenomeno è che si sta “andando verso la deriva della precarizzazione”, perché “in 6 anni i docenti precari (soprattutto al Nord) sono praticamente raddoppiati, mentre i concorsi stentano a coprire i posti disponibili, lasciando in media liberi la metà dei posti vacanti dei pensionamenti”.

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Pacifico (Anief): “tantissimi i docenti con più di 36 mesi di servizio, vanno stabilizzati”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2023

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha rilasciato un’intervista all’agenzia Italia Stampa. Nel corso dell’intervento il leader ha parlato di precariato e del fatto che “i dati sono sconfortanti: sono più di 200mila i precari che insegnano nelle nostre scuole, la metà dell’intero pubblico impiego, e più di 400mila insegnanti hanno alle spalle più di 3 anni di servizio con contratti a tempo determinato. È una palese violazione della norma comunitaria, per questo chiediamo risposte. Ammontano a 9milioni di euro i risarcimenti che hanno fatto assegnare i legali Anief ai ricorrenti, solo nel 2022, per violazione dei diritti dei precari.

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Laboratori e seminari interattivi tenuti da docenti, ricercatrici e ricercatori dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2022

Parma Con il programma RESEARCHERS@SCHOOL quasi 3.000 studentesse e studenti di 14 scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado di Parma e provincia (coinvolte oltre 140 classi) hanno partecipato da ottobre a dicembre a laboratori e seminari interattivi tenuti da docenti, ricercatrici e ricercatori dell’Università di Parma direttamente all’interno delle strutture scolastiche. RESEARCHERS@SCHOOL si inserisce nell’ambito della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, organizzata annualmente dall’Ateneo con la collaborazione di Frascati Scienza (capofila dell’iniziativa a livello nazionale), e risponde a una precisa indicazione della Commissione Europea, che ha espresso la volontà di ridurre le distanze tra il mondo della ricerca e le istituzioni scolastiche introducendo il nuovo programma dedicato alle scuole. Con RESEARCHERS@SCHOOL le attività divulgative della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori sono proseguite da ottobre a dicembre proprio tra i banchi di scuola. Al programma, indirizzato a due diverse fasce d’età (6 – 11 anni, “Little Researchers”; 11 – 19 anni, “Young Researchers”), l’Università di Parma ha aderito con più di 20 docenti, ricercatrici, ricercatori e personale tecnico amministrativo, che sono entrati negli istituti scolastici per mostrare a studentesse e studenti il fascino della scoperta e trasmettere la passione e l’importanza della ricerca scientifica. Per informazioni sul progetto: UO Rapporti con il territorio e Public Engagement – Area Terza Missione.

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DL Aiuti quater: Scuole al collasso, serve organico aggiuntivo di 40mila docenti e Ata per gestire Pnrr

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2022

Il Movimento Cinque Stelle ha presentato alla commissione di competenza di Palazzo Madama un emendamento al decreto legge n. 176 Aiuti quater con il quale si intendo assumere, da gennaio 2023, almeno 40mila docenti e Ata e per supportare le scuole nello svolgimento delle operazioni quotidiane e per affrontare i progetti del Pnrr. Si tratta di 400 milioni da destinare alla riattivazione di un organico indispensabile, almeno fino al termine delle lezioni di quest’anno. La richiesta arriva dal sindacato Anief, promotore dello specifico emendamento. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega “più che organico aggiuntivo o Covid dovremmo chiamarlo organico PNRR, poiché senza questi docenti e Ata si rischia di compromettere l’ordinaria organizzazione nelle scuole e della didattica. essere portato avanti dalle scuole. Occorrono risorse aggiuntive per la progettualità. Come finanziare questo organico aggiuntivo? Semplice, con il Pnrr”, conclude Pacifico.

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All’Università del Salento è stato attivato il percorso formativo conosciuto come “PF5”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2022

È destinato ai docenti risultati vincitori nella procedura concorsuale straordinaria bandita con Decreto del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero dell’Istruzione numero 1081 del 6 maggio 2022. Diretto dalla professoressa Stefania Pinnelli e attivato nell’ambito delle attività del Dipartimento di Scienze umane e sociali, il percorso consente l’acquisizione di crediti formativi universitari nelle materie “Didattica speciale e professione docente”, “Metodologie innovative”, “Tecnologie per l’integrazione e l’inclusione”, “La dimensione organizzativa e comunitaria dell’istituzione scolastica”, “Ricerca educativa e bilancio delle competenze”. Le lezioni si svolgeranno in DAD (didattica a distanza): 25 ore in modalità sincrona e 15 ore in modalità asincrona. Le lezioni sincrone saranno erogate in tre finestre temporali a marzo, aprile e maggio 2023 (5 incontri laboratoriali per 5 giorni), mentre le attività didattiche in modalità asincrona saranno fruibili a partire dal mese di gennaio 2023. C’è tempo per le iscrizioni fino al 21 dicembre 2022. pagina web: https://www.unisalento.it/didattica/dopo-la-laurea/percorso-formativo-universitario

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Scuola: Valditara vuole aumentare i docenti di sostegno di ruolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

Incrementare la quantità di insegnanti di sostegno di ruolo e specializzati: l’intenzione è stata espressa oggi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, durante l’illustrazione in Parlamento delle linee programmatiche del nuovo dicastero. Secondo il sindacato Anief è un progetto importante, che farebbe il bene di tantissimi alunni con disabilità, costretti oggi ogni anno a cambiare docente di sostegno spesso anche nemmeno specializzato. “Siamo soddisfatti per l’intenzione espressa dal ministro dell’Istruzione sulla stabilizzazione degli insegnanti di sostegno – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma per farlo bisogna agire subito, perché non è tollerabile avere un insegnante su due precari e tre su quattro senza specializzazione. Per questi motivi abbiamo denunciato la precarizzazione della categoria, con danni che si riversano sugli alunni, al Comitato europeo dei Diritti sociali. Ci sono delle azioni che possono essere fatte immediatamente, basterebbe volerlo: trasformare i posti in deroga, con scadenza contratto al 30 giugno dell’anno successivo, in organico di diritto se per anni attivati per supplenze; far specializzare tutti i docenti che ne fanno richiesta e finirla con i corsi universitari a numero chiuso; rivedere la riforma del PEI e dell’attribuzione delle ore di sostegno; eliminare il numero programmato di accesso al TFA e permettere l’inserimento nei ruoli di chi insegna da anni; riconoscere prontamente anche i titoli conseguiti all’estero”, ha concluso Pacifico.

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Scuola: Valditara presenta in Parlamento le linee programmatiche, c’è pure la valorizzazione dei docenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

A poco più di un mese dal suo insediamento, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, scopre le carte e annuncia in Parlamento di voler avviare con la legge di bilancio un percorso sperimentale di valorizzazione del personale docente. Anief ricorda al ministro che quando si parla di rapporto di lavoro bisogna consultare prima i sindacati e non semplicemente informarli. Per questa ragione, la giovane organizzazione sindacale chiederà al Parlamento di avere rispetto del ruolo delle parti sociali e di modificare la norma con specifico emendamento.“Siamo pronti a discutere di come valorizzare il personale attraverso i 150 milioni stanziati ma prima bisogna che il Governo trovi 3 miliardi per tutelare le retribuzioni con l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale del solo personale scolastico: abbiamo infatti sottoscritto l’ipotesi di contratto per il rinnovo dell’ultimo Ccnl ottenendo un +4,2% nel 2023 rispetto all’11,4% di tasso di inflazione programmata a gennaio prossimo rispetto agli aumenti registrati quest’anno”.

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Scuola: Il ministro Valditara vuole confermare lo stesso numero di docenti e Ata malgrado la denatalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2022

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato in Parlamento di volere confermare nei prossimi anni gli organici del personale docente, nonostante la denatalità e di voler valorizzare il personale Ata e Dsga: ““Il governo Meloni vuole mettere la scuola al centro. Mi impegnerò con i colleghi di governo perché, anche in presenza della crescente denatalità, la dotazione dei docenti possa rimanere invariata nei prossimi anni”, ha detto il ministro nel corso della presentazione delle linee programmatiche del suo mandato a viale Trastevere. Anief plaude a Valditara, ma precisa anche: le scuole autonome hanno bisogno di un organico aggiuntivo nel prossimo triennio per poter affrontare tutte le sfide del PNRR e non perdere le risorse. “Sul personale ATA – aggiunge Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, si parta dall’attuale discussione del rinnovo del contratto, per il quale è necessario stanziare da parte del Governo ulteriori 30 milioni di euro per i profili professionali del Dsga (con 300 euro di aumenti mensili), 270 milioni di euro per i passaggi relativi ai livelli funzionali, e altri 500 milioni di euro per attivare i vecchi profili As e C, con una dotazione organica di 20 mila posti. Anche per gli insegnanti ci aspettiamo integrazioni, a cominciare dalla conferma dell’organico aggiuntivo, che, come per gli Ata, negli ultimi due anni era stata assicurato ma non nel 2022-23. Per questi motivi – ha concluso Pacifico – stiamo facendo presentare degli emendamenti ai provvedimenti di conversione delle leggi di fine anno”.

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Scuola: Stipendi docenti e Ata sotto l’inflazione ancora dell’11,4%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2022

L’accordo sul contratto collettivo nazione della scuola è stato raggiunto all’Aran da poche ore: insegnanti e personale Ata avranno un aumento del 4,22% con l’impegno di integrare le risorse già nei prossimi mesi. Anief guarda però avanti e si proietta al CCNL 2022/2024, già oggi: l’Ufficio Studi del giovane sindacato rappresentativo, sulla base del tasso di inflazione programmata passato e futuro calcolato dal ministero dell’Economia, ha calcolato che per allineare gli stipendi della scuola al costo della vita servirà aumentarli non meno del 20%. “È una cifra che sfiora i 30 miliardi di euro – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e se vogliamo adeguare le buste paga di docenti e Ata all’Ue il Governo dovrà trovare le risorse. Altrimenti parliamo sempre di programmi e mai di fatti”.“Nell’immediato – dice Pacifico – servono 8 miliardi in legge di bilancio per pagare l’indennità di vacanza contrattuale per quest’anno e il prossimo, visto che l’ipotesi di contratto sottoscritta venerdì scorso all’Aran riguarda il triennio precedente, 2019/202, ed è già scaduto il nuovo contratto, 2022/2024, da più di dieci mesi. È bene anche ricordare, sempre in base alle tabelle del Mef, che l’inflazione tra gli anni 2008/2018 è aumentata dell’11,5%: nella scuola abbiamo avuto il rinnovo del periodo 2016-2018 che ha portato il 3,48% e noi ancora non eravamo rappresentativi”.“Questo significa che in quel frangente temporale gli stipendi di docenti e Ata si sono ridotti dell’8,1%. Tra il 2019 e il 2021, il costo della vita è sopravanzato di un ulteriore 1,7%; per quel periodo, però, noi ora abbiamo provveduto ad incrementare gli stipendi del 4,22%, con un recupero stipendiale di circa il 2,5%. Solo che c’è la zavorra passata da ammortizzare, quella del decennio precedente che lascia indietro i compensi di chi lavora nella scuola, nell’università e anche nella ricerca di ben l’11,4%. Ecco perché – conclude Pacifico – servono quasi 30 miliardi”.

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I docenti del Politecnico di Torino tra i migliori del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2022

Sono ben 128 i docenti del Politecnico inseriti nella classifica mondiale degli scienziati con livello più elevato di produttività scientifica (il 2% dei migliori al mondo) elaborata dai ricercatori dell’Università di Stanford e pubblicata nella prestigiosa rivista scientifica PLOS Biology. Si tratta di una collaborazione tra la Stanford University ed Elsevier, attraverso il database per la ricerca scientifica mondiale “Scopus”, che ha messo a disposizione insiemi di dati relativi a indicatori di citazioni standardizzate riferite a ben 8,6 milioni di ricercatori di università e centri di ricerca di tutto il mondo, secondo una metrica che considera il numero di pubblicazioni e di citazioni nelle relative aree disciplinari.Le liste, aggiornate al 2021, sono state prodotte con riferimento a 22 aree scientifiche e 176 sottocategorie, dall’astrofisica alla zoologia, secondo una classificazione del profilo dell’autore ottenuta con avanzate tecniche di machine learning intese a produrre risultati normalizzati e quindi confrontabili tra le diverse aree scientifiche.L’analisi ha prodotto una lista di 195.605 scienziati che rientrano nel top 2% di professori e ricercatori che si distinguono a livello mondiale per autorevolezza scientifica. Di questi, 128 lavorano al Politecnico di Torino, il 14.2% del personale docente.“Ancora una volta il Politecnico si conferma un ateneo di primo piano nella ricerca scientifica internazionale: i dati di questa classifica si riferiscono ai singoli ricercatori, ai quali vanno le mie congratulazioni, ma sicuramente si tratta di un risultato collettivo del nostro Ateneo, che ha favorito un ambiente dinamico e posto in essere condizioni che permettono a tutto il personale docente di dedicarsi alla ricerca ad alto livello”, commenta il Rettore Guido Saracco.

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Scuola: Meloni e Valditara esaltano l’abnegazione dei docenti garantendo salari e tutele

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2022

Secondo Meloni bisognerà “lavorare sulla formazione scolastica, per lo più affidata all’abnegazione e al talento dei nostri insegnanti, spesso lasciati soli a nuotare in un mare di carenze strutturali, tecnologiche, motivazionali. Garantire salari e tutele decenti, borse di studio per i meritevoli, favorire la cultura di impresa e il prestito d’onore”. Il ministro Valditara ha detto che lavorerà per elevare “il valore dell’istruzione, a partire dal rispetto per i docenti: è al centro del mio impegno, che porterò avanti in un ascolto costante e in un confronto costruttivo con i protagonisti del sistema che la scuola la vivono tutti i giorni, nell’esclusivo interesse degli studenti e delle loro famiglie. Favorire il merito significa dare alle scuole infrastrutture e dotazioni di qualità, valorizzare gli operatori scolastici, sintonizzarsi con il mondo del lavoro, agire sulle competenze, fornire gli strumenti per sviluppare un percorso di crescita individuale e collettivo”, ha concluso il nuovo ministro. Secondo il presidente nazionale Anief, “nei prossimi giorni occorrerà entrare nel merito di quelle che al momento risultano delle promesse vaghe tutte ancora da definire. Se il premier e il ministro dell’Istruzione intendono valorizzare un milione e mezzo di lavoratori della scuola affrontando con i tanti dossier aperti per decidere assieme a sindacati e parti sociali quali sono i primi provvedimenti da prendere, allora ben venga il Governo Meloni. Se, invece, si intende proseguire continuando a camminare sul solco degli ultimi governi, senza trovare altri miliardi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto da 46 mesi, con l’inflazione 10 punti sopra, senza rivedere le regole organizzative e che bloccano le carriere, allora non ci siamo proprio. Se non si vuole prendere in considerazione il problema della mancata conferma dell’organico aggiuntivo, del precariato sine die, della mobilità bloccata dai vincoli, della mancata parità di diritti dei precari rispetto a chi è di ruolo, allora la mobilitazione in atto si trasformerà in forme di protesta sempre maggiori. Fino allo sciopero generale. È bene che il Governo lo sappia da subito”, conclude Pacifico.

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Pensioni: Ritorno alla Fornero impossibile per docenti e Ata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2022

Senza un intervento nella Legge di Bilancio, tra poco più di due mesi assisteremo al ritorno della Legge Fornero: si potrà andare in pensione non prima dei 67 anni di età o con 42-43 anni di contributi. Il Governo potrebbe apportare delle deroghe, ma occorrono reali opportunità di anticipo pensionistico, non proposte inaccettabili come ‘Opzione Uomo’ con penalità importanti sull’assegno pensionistico arrivando a tagliare anche oltre 600 euro dall’assegno. “Prima di tutto bisogna approvare oggi una ‘finestra’ specifica per il personale della scuola”, dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante un’intervista all’emittente radiofonica Italia Stampa.“A gennaio ritorneremo alla Legge Fornero – continua il sindacalista autonomo – e non si può pensare di proporre una soluzione come Opzione Donna che” tagli l’assegno di quiescenza e “non riconosce il burnout fortemente presente nel lavoro a scuola. E nemmeno si considera neanche chi ha lavorato tanti tanti anni dopo gli studi universitari che hanno arricchito la propria esperienza e che sono richiesti necessariamente per poter accedere al lavoro dell’insegnante. Serve quindi una norma nella legge di bilancio che riapra i termini” di accesso alla pensione appena scaduti per il prossimo anno. Ma anche una norma che permetta a docenti e Ata di andare in pensione come accade per le forze armata e permetta così anche “di svecchiare la classe docente che è tra le più vecchie al mondo, anche perché si arriva al ruolo dopo troppi anni di precariato. Dobbiamo abbattere tutto questo andando ad attaccare la precarietà nella scuola, inserendo provvedimenti già nella prossima Legge di Bilancio e poi modificare le norme sul reclutamento degli insegnanti”.

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Scuola: Carta docenti e aumenti stipendiali

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2022

Marcello Pacifico, presidente Anief, è stato intervistato dalla rivista specializzata Scuola informa. Tra i temi discussi ritroviamo carta docente, aumenti stipendiali, precariato A proposito dei successi che il sindacato sta collezionando nei tribunali a favore della carta del docente ai precari, si è discusso del fatto che, tra l’altro, nei prossimi anni l’importo dovrebbe essere ridotto: il sindacalista autonomo ha affermato che “questi fondi relativi alla carta docente saranno tagliati fra tre anni per finanziare la riforma per una formazione intensivata che non condividiamo nei contenuti e nel merito. In primo luogo perché tutti gli insegnanti meritano di essere valorizzati e non soltanto alcuni e poi perché gli stipendi sono bassi rispetto alla media europea e all’inflazione, per non parlare del fatto che ci sono docenti, i precari, che prendono sempre lo stesso stipendio. Prima di parlare di una formazione incentivante bisognerebbe parlare degli stipendi degli insegnanti in generale”. Sulla questione aumenti Pacifico ha detto che “gli aumenti decenti per gli stipendi della scuola sembrano davvero un miraggio. Anief, in sede di rinnovo del contratto, chiederà un contratto ponte, perché già l’inflazione era alta, adesso c’è la crisi energetica” che farà salire ancora il costo della vita; “addirittura ora siamo alle soglie del 10%. Un primo ristoro dovrebbe essere rappresentato da un aumento di circa 100 euro. Certamente non è bastevole, è lontana dall’infrazione e degli stipendi europei, ma intanto è un primo ristoro rispetto al costo della vita che ci sta sempre più impoverendo. Gli arretrati dovrebbero essere di 3000 euro per il 2019, 2020 e 2021. Attendiamo il 18 ottobre, ne discuteremo all’Aran”, ha concluso il presidente della giovane organizzazione sindacale rappresentativa.

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Istruzione: “397 esoneri e semiesoneri ai docenti per le scuole in reggenza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2022

L’Udir, sindacato dei dirigenti scolastici, ha commentato la notizia secondo la quale sono stati attribuiti 397 esoneri e semiesoneri ai docenti per le scuole in reggenza. Si registra dunque una sostanziale mancanza di presidi e Udir chiede ancora una volta il recupero dell’autonomia: “La politica deve capire che la scuola italiana, affinché possa risollevarsi, deve valorizzare tutti i suoi lavoratori; la categoria dei dirigenti scolastici va tutelata e rispettata. Bisogna recuperare l’autonomia, basta con la reggenza, che dovrebbe essere un fenomeno a tempo. Un istituto scolastico non può rimanere in reggenza, ha bisogno del suo dirigente”.

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Scuola: Tante nomine supplenti docenti e Ata da fare e rifare

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2022

“Pe quanto le lezioni da oltre un mese sono iniziate gli alunni continuano a non avere tutti gli insegnanti in classe, perché sono in corso ancora le operazioni per individuare i docenti precari da nominare. Come pure manca tanto personale ATA”, tra l’altro orfano di quell’organico aggiuntivo che era stato attuati negli scorsi due anni proprio per fare funzionare le scuole” in presenza del Covid”: lo ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, riguardo le problematiche che stanno caratterizzando le nomine tramite Graduatorie provinciali per le supplenze. L’algoritmo malfunzionante delle Gps sta costringendo migliaia di supplenti a rinunciare o ad accettare cattedre lontane, pur avendo punteggi alti e a disposizione posti vacanti nelle loro vicinanze: sarà purtroppo inevitabile una “coda” in tribunale, con tantissimi cambi di supplenti e nuove nomine, per via degli inevitabili ricorsi presentati, anche dall’Anief. Il giovane sindacato, dal canto suo, ha già detto la scorsa settimana ai dirigenti dell’amministrazione centrale, di attuare urgenti modifiche al sistema organizzativo e informatico, a partire dalla possibilità di inserirsi nelle Mad pur essendo già presenti nelle Gps.

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Scuola: Pensioni, docenti e Ata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2022

Mancano pochi giorni alla scadenza per le domande di pensionamento per il personale docente e ATA: venerdì 21 ottobre, infatti, secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Istruzione con Decreto e Circolare 31924 dell’8 settembre scorso, sarà l’ultimo giorno per insegnanti, amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e tutti gli altri profili Ata per chiedere di uscire anticipatamente rispetto ai 67 anni di età previsti dalla riforma Monti-Fornero. Rispetto a quanto previsto dalla quella legge, in particolare dall’articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, “Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici”, si consentirà, ma solo per quest’anno, grazie a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022, di potere uscire anticipatamente usufruendo di Quota 102, ovvero avere maturato 64 anni di età e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2022. Ciò comporterà riduzioni all’assegno pensionistico non troppo forti, a differenza di Opzione donna, che permette a docenti, dirigenti e ATA di uscire con almeno 58 anni di età e 35 di anzianità contributiva (invece maturati al 31 dicembre 2021, ma con tagli alla pensione anche del 35%, che corrispondono a riduzione fino a 600 euro rispetto all’assegno che si prenderebbe a 67 anni. Poi, nel 2021 la Commissione Lavori gravosi ha collocato stabilmente quelle svolto dalle maestre della scuola primaria, dopo averlo fatto in passato per quelle dell’Infanzia, tra le professioni più logoranti che possono comportare un anticipo pensionistico a 63 anni di età, se in possesso di almeno 36 anni di contributi.

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Scuola: Gli stipendi dei docenti italiani sono bassi e fermi nel tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2022

In Italia gli stipendi iniziali degli insegnanti non sono solo modesti e abbondantemente sotto l’inflazione, inoltre dopo 35 anni di servizio crescono nemmeno del 50%; ci sono Paesi europei, invece, come Irlanda, Cipro, Paesi Bassi e Polonia, dove lo stipendio iniziale degli insegnanti può aumentare di oltre il 60% già nei primi 15 anni di carriera; in altri Paesi del Vecchio Continente, come il Portogallo, lo stipendio finale, dopo 34 anni di servizio addirittura supera il doppio di quello iniziale arrivando al 115,9%. Sono numeri e percentuali che potevamo immaginare, ma non in queste proporzioni, quelli contenuti nel rapporto di Eurydice sugli stipendi e le indennità degli insegnanti e dei capi di istituto in Europa, Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe, 2020/2021, pubblicato in corrispondenza della Giornata mondiale degli insegnanti svolta ieri. Quasi nessuno riesce a fare peggio dell’Italia. Forse la Spagna, dove gli insegnanti raggiungono l’aumento massimo dei loro compensi, pari al 42% dello stipendio iniziale, dopo ben 39 anni di servizio. “Ma è una eccezione – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché nella norma in Europa si raggiunge l’apice della carriera già dopo qualche lustro, mentre in Italia il docente è ancorato a degli scatti automatici non certo ‘pesanti’ e troppo distanti uno dall’altro. Riteniamo che gli scatti automatici debbano raddoppiare di consistenza, con un aumento medio periodico di almeno 200 euro netti. Ma aumentare anche di numero, reintroducendo subito il primo ‘scaglione’ dopo tre anni di servizio riconosciuto e aggiungerne uno di sicuro al 38esimo anno di anzianità, considerando che la Legge Fornero ha costretto praticamente tutti i dipendenti a rimanere al lavoro fino a quasi 70 anni di età. Ecco perché l’Anief chiede dalla scorsa primavera di sbloccare il contratto, così come sembra stia accadendo ora con lo stanziamento aggiuntivo di 300 milioni di euro, che porteranno in media quasi 10 euro in più netti ad insegnante”.

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