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Scuola: Assunti nei ruoli 59mila nuovi docenti e appena 10mila Ata e cattedre a sostegno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

Sono 87.209 i posti aggiuntivi in deroga concessi sul sostegno agli alunni portatori di disabilità: lo ha comunicato oggi il Ministero dell’Istruzione rendendo pubblici i dati nazionali sui contratti a tempo indeterminato stipulati: ci sono anche 59.425 docenti (di cui 12.840 incarichi conferiti in base alle procedure del decreto sostegni bis) e 10.729 tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “questi numeri rappresentano il fallimento delle politiche del reclutamento degli ultimi anni. Va in ruolo solo la metà degli insegnanti che il Mef aveva autorizzato e appena 12mila con le Gps, dove rimangono in attesa centinaia di migliaia di precari con 24-36 mesi, molti dei quali in base a direttive e risoluzioni UE, oltre che per la Corte di Giustizia europea, dovevano invece essere immessi in ruolo in modo automatico e dire così basta all’abuso dei contratti a termine. L’apice dell’inefficienza si tocca con le cattedre di sostegno: ormai quelle in deroga, non utilizzabili per assunzioni a tempo indeterminato e mobilità, sono quasi 90mila. Cosa aspettiamo a specializzare con Tfa non selettivo in entrata tutti i docenti che lo chiedono, senza più limitare i loro ingressi sulla base delle esigenze degli atenei e non a quelle effettive dei territori? Cosa attendiamo a spostare in organico di diritto tutti i posti di sostegno, facendo cadere la Legge 128/2013 che autorizza le deroghe fino al 30 giugno? E che dire dell’esiguo numero di amministrativi, tecnici e ausiliari stabilizzati, dopo avere cancellato 50mila posti negli ultimi 12 anni? Anche per questi motivi, per il perdurare della supplentite, Anief chiede ai lavoratori in servizio di dieci regioni di scioperare domani e nei giorni successivi a tutti gli altri”, conclude Pacifico.

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Scuola: Organico Covid docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Allungare dal 31 dicembre alla fine dell’anno scolastico i contratti di supplenza degli oltre 40 mila docenti e Ata che rientrano nell’organico Covid. Ed utilizzare questo personale per lo sdoppiamento delle classi. Sono le richieste contenute nell’ordine del giorno approvato stamane dal Governo, su proposta dall’on. Vittoria Casa, presidente della Commissione Cultura alla Camera. Anief esprime apprezzamento per la posizione presa dal Governo sull’iniziativa dell’on. Vittoria Casa: il sindacato ha infatti chiesto da tempo i motivi della limitazione fino al 30 dicembre prossimo dei contratti dei docenti e Ata Covid, prevista dal Decreto Legge 73/2021, il Sostegni bis convertito in Legge 23 luglio 2021, n. 106, con “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”. Rimane tuttavia da comprendere come si possano sdoppiare oltre l’80% delle 366mila classi italiane con soli 20mila insegnanti aggiuntivi. Dispensa soddisfazione l’on. grillina Vittoria Casa, dopo il via libera da parte del Governo Draghi sull’Ordine del giorno riguardante l’organico Covid. “Ad oggi l’utilizzo di personale aggiuntivo è previsto fino al 31 dicembre – ha commentato la stessa deputata pentastellata – ed è finalizzato al solo recupero degli apprendimenti. Occorre dunque garantire l’organico necessario fino alla fine dell’anno scolastico e usarlo per lo sdoppiamento delle classi là dove è opportuno”. L’approvazione del testo, ha detto ancora l’on. Vittoria Casa cade “a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico” e vuole quindi “essere anche un segnale di stabilità e serenità per tutto il mondo scolastico”, conclude Vittoria Casa. Anief apprezza senz’altro l’iniziativa politica avviata oggi a Montecitorio, ma rimane convinta che occorra passare ai fatti con estrema celerità. E che bisogna andare molto oltre. “Va benissimo allungare i contratti dei lavoratori Covid, che andrebbero assorbiti nell’organico di diritto, ma nello stesso tempo – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – diventa sempre più fondamentale aumentare il distanziamento sociale, adottando quanto previsto dal 1975, quindi 1,80-1,90 metri quadrati ad alunno, così come plessi scolastici, aule ed organici. Tutto questo non è stato fatto, considerando che sono state pure confermate le classi pollaio con più di 28 alunni. Di questo passo, il ritorno in quarantena e alla dad è scontato”.

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Scuola: Supplenze docenti, oltre 100mila ancora da fare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Procede con diversi problemi l’iter di assegnazione delle cattedre senza docente titolare. “Da un lato – scrive oggi Orizzonte Scuola – bisogna distinguere, necessariamente, gli errori nella compilazione della domanda e le circostanze alle quali non si era riflettuto, dei quali gli aspiranti stanno prendendo effettuare un controllo puntuale della propria posizione e al contempo garantire la trasparenza delle operazioni consapevolezza solo in questi giorni (ad es. la precedenza dei docenti con riserva legge 68/99, la precedenza nella scelta della sede per legge 104, l’aver rinunciato alle cattedre orario esterno per flag non inserito, la scelta di richiedere lo spezzone per singola scuola e non come ultima opzione dopo la ricerca di incarichi ad orario intero) da quelli che sono stati veri e propri errori di sistema e che in più di una provincia hanno portato alla ripubblicazione degli elenchi o alla sua sospensione in attesa di verifica”.Sempre la stampa specializzata si dice consapevole che il “caos” c’è in tutte le province e che gli uffici sono al lavoro per le dovute verifiche. Se l’Ufficio Scolastico di Torino ha compiuto a campione non ravvisando errori nella attribuzione delle nomine – anche se questo naturalmente non vuol dire che ogni aspirante non debba avere la possibilità di capire i motivi dell’eventuale assenza di nomina, e di segnalare quelli che secondo lui sono gli errori che hanno inficiato le nomine – non c’è ancora nessuna risposta invece per Roma: i sindacalisti hanno richiesto un incontro presso l’ufficio scolastico per chiarire la situazione. A Bari i risultati delle verifiche saranno comunicati entro oggi 8 settembre A Napoli i bollettini corretti sono stati pubblicati ieri 7 settembre. A Reggio Calabria si attende risposta sui bollettini annullati il 4 settembre. Anief conferma che diversi Uffici scolastici per loro stessa ammissione hanno bloccato o rallentato le nomine annuali, fino al 31 agosto o al 30 giugno 2022, per il rifacimento ancora non completato delle Gps. In alcune province le convocazioni hanno ripreso solo in queste ore. E per la copertura dei posti del personale Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari, siamo ancora più in alto mare.

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Scuola: Stipendi docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Stipendi docenti e Ata, blocco del contratto e inflazione li hanno divorati: per Marcello Pacifico (Anief) servono 300 euro a dipendente. Gli stipendi del personale docente e Ata della scuola sono così modesti che servirebbero aumenti molti più consistenti dei 150 euro lordi di cui si parla in questi giorni. A dirlo è Marcello Pacifico, dopo l’incontro tra i dirigenti del Ministero dell’Istruzione e i sindacati rappresentati sull’Atto indirizzo da presentare all’Aran in vista del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del triennio 2019/2021. “Bisogna intervenire non con aumenti di 200 euro, che riteniamo il minimo indispensabile – ha detto Pacifico all’agenzia Teleborsa ricordando che è questo uno dei motivi che hanno portato allo sciopero del sindacato nel primo giorno delle lezioni -, e con incrementi che portino anche al recupero dei sette punti percentuali del costo della vita che ancora mancano negli stipendi. Stiamo parlando di aumenti di almeno 300 euro netti per colmare questo gap”. Durante l’incontro con l’amministrazione, “abbiamo affrontato col Ministro dei punti specifici, anzitutto il problema di un salario minimo che porti al recupero degli stipendi rispetto al costo della vita. Ricordiamoci che tra il 2009 e il 2015 gli stipendi sono stati bloccati e che un anno, il 2013, ancora oggi non vale nella ricostruzione di carriera”. Con il blocco perdurante del contratto del comparto Scuola, il gap sui compensi del nostro personale scolastico continua a essere sempre più impietoso. “Gli stipendi – ha ribadito il leader dell’Anief – devono comunque essere collegati a quelli conferiti in Europa, perché non possiamo essere gli ultimi rispetto alla media europea e devono contenere specifiche indennità” a partire “dall’indennità di rischio biologico, perché per insegnare in presenza al tempo del Covid occorre dare un’indennità di rischio al personale della scuola, oltre che al personale sanitario e medico. C’è poi un’indennità di sede, cioè una indennità di trasferta che – ha sottolineato il leader del giovane sindacato – dovrebbe essere pagata a tutti coloro che vengono trasferiti o prendono servizio in un posto diverso dalla propria residenza. Esiste, ancora, una indennità di incarico” non assegnata, “perché se sono un precario non devo poi fare ricorso per andare in Cassazione a farmi riconoscere quella indennità che i Tribunali mi riconoscono poiché ho avuto più di tre anni di contratti a tempo determinato nel sistema nazionale di istruzione”.

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La scuola italiana si appresta a riaprire a docenti e alunni nelle condizioni dell’ultimo decennio

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

Delle modalità e norme in alcuni casi inaccettabili, frutto di decisioni scellerate e all’insegna della spending review. Da domani si riprende, prima toccherà a docenti e personale Ata, poi nei prossimi giorni agli alunni: non c’è traccia di provvedimenti tesi a una significativa riduzione del numero di studenti per classe, rimasta lettera morta nonostante le parole del ministro Bianchi negli scorsi mesi e necessaria non solo per il contrasto alla pandemia ma anche per garantire una didattica di qualità. Non basta intervenire sulle classi over 27 alunni come ha annunciato il ministro Bianchi ma formare classi con non più di 14 alunni per ogni 35 metri quadri. Il problema è che non c’è stato il tanto richiesto sdoppiamento delle classi, come non c’è stata la conferma dell’organico Covid: invece di essere trasformato in organico di diritto, insieme alla vergogna degli 80mila posti in deroga di sostegno, è stato quasi dimezzato e pure limitato a pochi mesi (solo fino al prossimo 31 dicembre).Tra le mancate disposizioni sulla scuola, c’è anche quella sulla revisione immediata dei criteri del dimensionamento introdotti dal DPR 81/2009 e dalla legge 133/2008: come si fa ad autorizzare classi, alle superiori, sopra i 28-30 alunni? Sul fronte della supplentite cronica, fa invece scalpore il mancato ripristino del doppio canale di reclutamento per tutto il personale delle GPS. Come, per quanto riguarda gli spostamenti del personale di ruolo, i mancati passaggi verticali per il personale ATA e di tutti i profili professionali, oltre che dei passaggi di ruolo per i docenti immobilizzati e dell’assegnazione provvisoria senza alcun vincolo. In tale contesto, sostanzialmente bloccato, Anief torna a chiedere l’eliminazione dell’obbligo del Green Pass e delle relative sanzioni con la previsione di una specifica indennità di rischio per tutto il personale scolastico.“La scuola – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – pretende di riaprire in presenza e in sicurezza durante la pandemia attraverso provvedimenti: mancano però quelli urgenti che limitano sensibilmente il numero di alunni per classe, garantiscano il necessario distanziamento tra alunni e docenti, offrano tracciamenti periodici sulla diffusione del Covid19 con test salivari gratuiti per tutti, prevedano una specifica indennità di rischio per il personale scolastico senza alcuna inutile discriminazione in base al possesso della certificazione verde”. Per il sindacalista, inoltre, “la scuola non può essere sempre e ancora di più precaria, ha bisogno di un decisivo piano di stabilizzazione in linea con la normativa comunitaria che permetta attraverso un nuovo doppio canale di reclutamento l’assunzione di migliaia di insegnanti precari del sistema nazionale di istruzione attualmente inserti nelle graduatorie per le supplenze. La scuola deve promuovere la mobilità del suo personale e non ostacolarla, la scuola deve valorizzare tutte le sue figure professionali e non svilirle”. La comunicazione dello sciopero nel primo giorno di attività didattica è stata ufficializzata dal ministero dell’Istruzione, con una comunicazione ufficiale inviata agli Uffici scolastici regionali, nella quale si annuncia la possibile astensione dal servizio “nella data di inizio delle lezioni dell’a.s.2021/2022 come determinato dai singoli calendari regionali”. Il Dicastero dell’Istruzione comunica “lo sciopero nazionale del personale docente, educativo e Ata, a tempo indeterminato e a tempo determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative, per l’intera giornata nella data di inizio delle lezioni dell’a. s. 2021/2022 come determinato dai singoli calendari regionali”.Il sindacato, infine, comunica che oggi è l’ultimo giorno per raccogliere le adesioni ai ricorsi contro il Green Pass da parte di dipendenti e studenti universitari che non accettano la violazione discriminatoria di sottoporsi a tampone ogni due giorni per entrare negli istituti scolastici e negli atenei. Inoltre, continua la raccolta delle firme per la petizione contro le relative sanzioni, che ha superato le 121mila adesioni. È poi ancora attiva anche la petizione per eliminare l’obbligo del Green Pass tra gli studenti universitari. Una ulteriore specifica petizione è stata avviata per lo sdoppiamento delle classi e il raddoppio degli organici.

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Scuola: Assunzioni docenti, siamo alla resa dei conti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2021

A pochissimi giorni dal nuovo anno scolastico, sono entrate nel vivo le nomine dalle graduatorie GPS per l’ultima tranche di immissioni in ruolo: il sindacato Anief ricorda che questa procedura alla fine ha scontentato tantissimi precari, perché ha riguardato un numero di poco superiore a 50 mila candidati, a fonte di 113.000 posti autorizzati. “Sono rimasti fuori – ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – tutti gli insegnanti iscritti seconda fascia, che si utilizzano per le supplenze, e tutti gli insegnanti iscritti in prima fascia senza i tre anni di servizio nella scuola statale. Motivo per cui abbiamo riaperto i termini di adesione per chi ha presentato quel modello di diffida che Anief ha messo a disposizione per poter partecipare a questi ruoli”.Il sindacato ha deciso di dare possibilità fino al 31 agosto di presentare ricorso: la possibilità vale per quanti siano esclusi dalle nomine in ruolo da GPS perché inseriti in I Fascia ma senza i 3 anni di servizio su posto comune in scuola statale e per i docenti inseriti in II Fascia GPS. Rimane indispensabile il requisito di aver inviato l’istanza entro i termini stabiliti del 21 agosto.La partita delle immissioni in ruolo non è chiusa. Anief ricorda che è sempre possibile aderire ai ricorsi contro le esclusioni illegittime dalle assunzioni a tempo indeterminato aderendo ai ricorsi Anief entro il 31 agosto: “L’obiettivo è rivendicare il ruolo, in autunno – ha detto il leader sindacalista Marcello Pacifico intervistato da Teleborsa – si assisterà a una battaglia giudiziaria nelle aule dei tribunali, per rivendicare quello che ha accolto il Comitato europeo dei diritti sociali, cioè la possibilità di estendere questo doppio canale di reclutamento a tutto il personale inserito in prima fascia, dal momento che il requisito del servizio ha tagliato le gambe almeno alla metà dei candidati”.“E poi c’è anche l’esclusione affrettata di chi si trova in seconda fascia, perché è assurdo – ha continuato Pacifico – che queste graduatorie valgano per poter fare una supplenza al 31 agosto o al 30 giugno e non per accedere ai ruoli come era stato deciso in via straordinaria per quest’anno dal decreto Sostegni bis”.”E’ ancora possibile per chi ha presentato questo modello di diffida aderire al ricorso entro il 31 agosto, poi si andrà a vedere se i tribunali italiani ritengono che sia legittimo quanto è stato disposto dal legislatore o se sia incostituzionale e violi le direttive comunitarie quanto perpetrato dall’amministrazione scolastica”, ha concluso il presidente nazionale Anief.

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Scuola: Sciopero personale docente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2021

Il sindacato Anief proclama uno sciopero il primo giorno di lezione in ogni regione. Marcello Pacifico (Anief): “La scuola sta per ripartire non in sicurezza. Chiediamo di sdoppiare le classi perché non è possibile mantenere il distanziamento sociale necessario per le norme anti Covid. Vogliamo l’abolizione dell’obbligo del Green pass e soprattutto dare un segnale: la scuola c’è, è viva e vuole essere partecipe della crescita del Paese. Inoltre è pronta ad astenersi dal lavoro per ottenere quelle riforme che servono per cambiare e migliorare il nostro Paese” Marcello Pacifico, presidente Anief, ai microfoni di Teleborsa comunica che il sindacato ha indetto e proclamato uno sciopero all’inizio dell’anno scolastico. Il leader dell’Anief ha affermato che “la scuola sta per ripartire non in sicurezza. Chiediamo di sdoppiare le classi perché non è possibile mantenere il distanziamento sociale necessario per le norme anti Covid. Al di là dell’emergenza sanitaria, le classi affollate vanno anche a ledere l’apprendimento degli studenti e non mettono gli insegnanti nelle condizioni di poter svolgere le proprie lezioni nel migliore dei modi. Siamo, quindi, convinti che questo sciopero debba coinvolgere tutto il personale per mandare al Governo un messaggio chiaro: sono passati due anni dalla prima richiesta di soldi per sdoppiare le classi, non c’è più tempo”.A proposito di “classi pollaio”, il sindacalista autonomo ha sottolineato come, in piena emergenza, sia necessario “fare lezioni in presenza in sicurezza e per fare ciò bisogna sdoppiare le classi e raddoppiare gli organici. Ricordiamo che nel 2008 furono tolti 10 miliardi alla scuola con i piani di ridimensionamento. Noi l’anno scorso abbiamo fatto un piano sulla sicurezza proprio perché c’era l’impegno a rivedere quei criteri ma, dopo un anno, non solo non è cambiato niente ma tale impegno è stato cancellato. È vero che nel Pnrr di parla di dimensionamento ma non ci sono i soldi stanziati. Fino a quando non avremo risposte concrete siamo convinti che bisogna scioperare. Inoltre il decreto Sostegni bis non ha risolto il problema del precariato. L’anno scolastico inizierà ancora una volta con il record di precari. Noi abbiamo bisogno di soluzioni immediate che avevamo individuato nel doppio canale di reclutamento. In tale scenario lo sciopero, dunque, mira anche a convincere il Governo a trovare una soluzione stabile al problema del precariato”.Ma le ragioni che hanno portato il sindacato a indire e proclamare uno sciopero sono anche altre: infatti, “siamo riusciti a ottenere la riduzione da 5 a 3 anni della permanenza e del divieto di spostamento nelle domande di mobilità ma non basta, perché le assegnazioni provvisorie annuali hanno lo stesso vincolo di tre anni. Un norma che in epoca di Covid risulta ancora più discriminatoria, perché allontana le famiglie in un momento di difficoltà di spostamenti tra Regioni”.Parlando in ultimo di obbligo della vaccinazione, Pacifico ha affermato che lo sciopero “vuole abolire l’obbligo del Green pass ma vuole soprattutto dare un segnale: la scuola c’è, la scuola è viva e vuole essere partecipe della crescita del Paese. Ma è necessario investire nella scuola. Gli insegnanti hanno bisogno del rinnovo del contratto. Il Governo si è impegnato a dare delle risorse in più, ma queste risorse ancora non le vediamo. Per tutte queste ragioni a settembre proclamiamo uno sciopero in ogni Regione in coincidenza con il primo giorno di ripresa delle lezioni. La scuola è pronta ad astenersi dal lavoro per ottenere quelle riforme che servono per cambiare e migliorare il nostro Paese”, conclude il presidente Anief.

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Scuola: Vaccini e obbligo per i docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato Anief, ha rilasciato un’intervista a Teleborsa su vaccinazioni e obbligatorietà per i docenti. Il presidente ha dichiarato che “l’ufficio legale dell’Anief nutre tante perplessità sulle nuove norme approvate dal Governo sul green pass”; infatti, sarebbero tanti i dubbi che riguardano, in primo luogo, coloro che devono affrontare i concorsi perché si impone l’obbligo del green pass. “La nostra Repubblica deve rimuovere tutti gli ostacoli per l’accesso agli incarichi pubblici e quindi alla Pubblica Amministrazione; il problema fondamentale è poi pensare di ripartire a settembre obbligando studenti e personale docente a vaccinarsi”. Pacifico ha continuato affermando che “il problema non è tanto quello della vaccinazione: io per primo ho fatto due dosi di vaccino, continuerò a farle e invito sempre tutti quanti a vaccinarsi, perché dobbiamo vincere insieme questa battaglia e il vaccino, in questo momento, è lo strumento più importante che abbiamo tra le mani per poter cercare di contenere la diffusione del virus. La cosa più importante per parlare di scuole in presenza a settembre rimane il distanziamento sociale. I soldi ci sono: Anief ha quantificato in 10 miliardi le risorse per sdoppiare le classi, mentre il Ministro Bianchi ha detto di averne già spesi 5 per sanificatori, mascherine, per strumenti tecnologici per la card”.Inoltre il sindacato è certo anche del miglioramento della didattica in presenza di classi con meno alunni. “Certamente vogliamo soluzioni concrete ed è da un anno e mezzo che diciamo che non bastano più banchi e più sanificatori. Ora poi si parla di mettere microfoni agli insegnanti per evitare la carica virale quando parlano. Si parla di mettere delle lampadine per misurare la saturazione all’interno delle aule. E invece c’è solo una cosa da fare: attuare il distanziamento con classi di 15 alunni, in modo che anche quando finirà il Covid, i nostri insegnanti riusciranno a far raggiungere migliori obiettivi ai nostri studenti, ha concluso Pacifico.

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Prima di obbligare i docenti a vaccinarsi eliminate le classi “pollaio”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

La predisposizione del nuovo anno scolastico non può essere organizzata continuando a mantenere 30 alunni in 30-40 metri quadrati. Il sindacato lo dice da mesi, ma rimane inascoltato. Ora il Governo si appresta ad adottare la vaccinazione obbligatoria, che però non ci affrancherà dai contagi da Covid19. Dal CdM sembra proprio che uscirà la decisione, scrive oggi la carta stampata, “di mettere un obbligo a “livelli”, con una prima raccomandazione e poi un inasprimento delle “pene” sulla base della resistenza da parte del lavoratore”.In pratica, “dopo una prima raccomandazione, se il docente non si adegua potrebbe arrivare il trasferimento in un’altra città posizionandolo in posti lavorativi diversi dalla docenza. Infine, ultimo intervento la sospensione dello stipendio. Non vengono riportati interventi quali il licenziamento del lavoratore. Tra martedì e giovedì si attende lo schema di decreto che conterrà tali misure che potrebbero essere innescate nei casi di mancato raggiungimento della percentuale di vaccinati ritenuta di sicurezza nella Regione o provincia, oppure entrare in vigore a prescindere su tutto il territorio nazionale”.Anief lo ripete: la vaccinazione dei docenti è praticamente inutile se poi continuiamo ad avere alunni ravvicinati in classe di portata metrica ridotta. Anche il Comitato tecnico scientifico lo dice in modo chiaro: nel verbale 34 del Cts c’è scritto che “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in locali chiusi mascherine di tipo chirurgico” lasciando intendere sia possibile non fare uso di protezioni nel caso il distanziamento sia garantito all’interno dei locali della scuola. Peccato che tutto questo rimarrà lettera morta.

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Scuola: Mobilità docenti di ruolo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Anche l’attuale Governo tradisce le aspettative di tanti docenti di ruolo, che continuano a rimanere bloccati in province per loro scomode, malgrado vi siano i posti vacanti per accoglierli in località meno difficili da raggiungere: il vincolo quinquennale per i neo-assunti, approvato con la Legge di Bilancio 145 del 2018 e che figura tra le norme più discusse nel panorama scolastico, con il recente decreto Sostegni bis è stato semplicemente depotenziato, passando a tre anni. Ma non certo debellato, come invece era logico fare, considerando anche che siamo ancora nel bel mezzo della pandemia. “Non si parla, però, di una sua cancellazione e non è nemmeno all’ordine del giorno”, scrive la rivista Orizzonte Scuola.Alla deputata del Partito Democratico, Lia Quartapelle, che ha presentato un’interrogazione parlamentare scritta proprio su questo argomento, il ministro Patrizio Bianchi ha replicato ricordando che il vincolo “è stato esteso, dalla legge n. 159 del 2019, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, a tutti i docenti a prescindere dalla modalità di reclutamento”. Bianchi ha quindi detto che il decreto Sostegni bis ha ridotto “il vincolo di permanenza dei docenti neoassunti sulla sede di prima assegnazione da cinque a tre anni” e che tale scelta “risponde all’esigenza di garantire adeguata stabilità agli organici così da migliorare la continuità didattica attraverso una corrispondente programmazione educativo-didattica”.“La nuova previsione – ha continuato il ministro dell’Istruzione – è indubbiamente una misura a vantaggio degli studenti e delle istituzioni scolastiche autonome poiché mira all’innalzamento della qualità del servizio scolastico, allo scopo di preservare l’esigenza di garantire la comunità educante in relazione alla continuità didattica, contenendo il fenomeno delle cosiddette «cattedre vuote» e nello stesso tempo soddisfa le legittime aspettative dei docenti”.Anief non si trova affatto d’accordo con questa interpretazione: prima di tutto perché il blocco dei trasferimenti imposto ai neo-assunti a partire dal 1° settembre scorso non garantisce alcuna conferma degli insegnanti sulle stesse classi e con gli stessi alunni dell’anno precedente. In secondo luogo, stiamo parlando sempre di richieste di trasferimento annuale motivate: non si possono scartare a priori, senza nemmeno esaminarne le motivazioni, spesso legate e notevoli problematiche familiari o personali.

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Scuola: Rientro a settembre con ricambio d’aria in classe e microfoni ai docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

Il sindacato è convinto che quella sui vaccini è una battaglia importante, ma non decisiva. “Ora – dice il leader dell’Anief, Marcello Pacifico – se il distanziamento, assieme a una adeguata areazione dei locali, è la prima regola per la sicurezza, significa che occorre sdoppiare le classi dotando le scuole di un rapporto diverso tra alunni e insegnanti da collocare in aula. Rispetto alla teoria dell’obbligo vaccinale del personale e degli studenti noi siamo nettamente contrari. Lo Stato deve garantire il ritorno alla didattica in presenza, ma sdoppiando le classi. Se qualcuno dice che non ci sono i tempi, perché a prove si inizia allora significa che questo non si farà mai”. Per Anief, inoltre, l’areazione dei locali scolastici e gli screening continui necessitano di una programmazione accurata e di finanziamenti ad hoc. Anche la campagna vaccinale è importante, ma senza arrivare a obbligare nessuno e a ledere il diritto alla privacy. Per quel che riguarda l’assegnazione dei microfoni ai docenti, da utilizzare mentre fanno lezione, potrebbe essere una forma di aiuto, a patto che si tratti di strumenti sostenuti da una adeguata tecnologia informatica a supporto, quindi con annessi computer e casse acustiche. A questo scopo è indispensabile un’assistenza adeguata, quindi con tecnici, del personale Ata, presenti in tutti gli istituti scolastici, nessuno escluso, a differenza di quanto avviene oggi. Proprio per definire al più presto questo ambito, il sindacato torna a chiedere al ministero dell’Istruzione di essere convocato al più presto, al fine di adeguare e migliorare il regolamento sulla sicurezza anti Covid sottoscritto nel 2020.

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Scuola: Assunzioni docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

È lunga la lista degli esclusi in modo discutibile dalla prima fascia Gps utile alla stabilizzazione. Secondo il sindacato, possono inserirsi con riserva “tutti coloro che hanno chiesto di specializzarsi o di abilitarsi attraverso l’ultimo concorso ordinario bandito o l’ultimo concorso abilitante. Noi riteniamo, dice Marcello Pacifico sulla base di quanto già ottenuto in sede cautelare al Tar e al Consiglio di Stato, ovvero l’Ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale della norma che escludeva coloro che stavano per conseguire il titolo necessario per partecipare al concorso sul Sostegno – che anche questa volta esistano e sussistano gli stessi principi per cui tutte le migliaia di candidati che hanno presentato la domanda l’anno scorso per partecipare al concorso ordinario o al concorso abilitante. Oltre che chi ha chiesto di partecipare ai concorsi che lo Stato non ha fatto partire a causa della pandemia, abbiano il diritto di inserirsi con riserva”.Per poter rivendicare i propri diritti è importante, però, presentare la domanda. “Stiamo dando – dice il leader dell’Anief – istruzioni operative su come compilare la domanda per inserirsi con riserva. Su tale base se si verrà esclusi dalla graduatoria si farà ricorso in Tribunale. Fin da ora si attiva, quindi, l’adesione a questo ricorso per poter partecipare anche al novero delle prossime immissioni in ruolo e avere i posti accantonati. Se i giudici esprimeranno lo stesso parere della scorsa volta ci si potrà quindi inserire con riserva nelle graduatorie. Possono presentare la domanda anche tutti coloro che hanno partecipato all’ultimo concorso Stem e coloro, come ad esempio i laureandi in Scienze della Formazione primaria, che hanno frequentato un corso di specializzazione o di abilitazione e che non conseguiranno il titolo entro il 31 luglio, o ancora tutti coloro – conclude il sindacalista – che sono risultati idonei al concorso straordinario”.

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Scuola: Docenti e Ata sempre più vecchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

I dipendenti della scuola sono sempre più avanti negli anni. Dall’ultima ricerca nazionale sui lavoratori pubblica risulta che nella Scuola la situazione sta diventando pesante. L’unico e ultimo tentativo di svecchiamento c’è stato sei anni fa e non ha portato alcun beneficio: le assunzioni hanno toccato il picco nel 2015, in corrispondenza della risposta che con la Legge 107, la cosiddetta Buona Scuola, l’Italia ha voluto dare alle pressioni dell’Unione europea in fatto di mancata stabilizzazione del precariato storico e sulla reiterazione dei contratti a termine. Negli anni successivi, le immissioni in ruolo si sono progressivamente attenuate, soprattutto per la mancata possibilità di reclutare i supplenti da tutte le graduatorie, e i livelli di reclutamento sono diventati così deboli che ora rischiano di essere insufficienti per compensare nei prossimi anni le imminenti uscite. Tanto è vero che anche i dati anagrafici del personale a tempo determinato hanno subito un innalzamento importante: “l’età media dei precari è aumentata di 9 anni in un decennio”, si legge nel rapporto, collocandosi anche questi ormai sopra i 50 anni, con l’apice toccato dagli Ata precari che hanno in media 53,7 anni di età.A questo proposito va infatti ricordato che, proprio per effetto dell’altissima percentuale di dipendenti di ruolo over 60, si calcola che nei prossimi 5 anni saranno 280mila insegnanti che per anzianità usciranno dal circuito scolastico per andare in pensione. Di queste, moltissime sono donne, considerando che costituiscono oltre l’80% dei dipendenti della scuola e sono le più colpite dagli effetti nefasti della riforma pensionistica Monti-Fornero: nell’ultimo decennio le donne tra i 60 e i 64 anni sono passate da 44mila a 91 mila; le over 65 si sono addirittura più che triplicate, passando da 5.100 a 16.600.

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Scuola: Il Mef ha autorizzato 112mila assunzioni di docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

I conti sulle immissioni in ruolo 2021 non tornano. Oltre 112mila assunzioni accordate dal Mef non si realizzeranno mai. Perché dalle graduatorie – Gae, di merito e prima fascia Gps – potranno esseri individuati non più di 20-30mila precari. E dai concorsi – straordinario della scuola secondaria di primo e secondo grado e Stem– se ne ricaveranno anche meno. Va infatti anche considerato che le procedure di questi concorsi non sono ancora completate e che nel caso del riservato dei 32mila posti del bando, almeno 10mila si sono ‘persi’ per eccesso di selettività. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “lasciare così tante cattedre vacanti, a cui si aggiungeranno i 40mila dell’organico aggiuntivo Covid (perché fino solo al 31 dicembre?), rappresenta una modo di procedere del tutto inadeguato a rispondere all’emergenza pandemica ancora in atto, tanto è vero che il Comitato tecnico scientifico ha confermato il distanziamento sociale. Questa decisione, inoltre, conferma la volontà di non volere assolutamente combattere la supplentite in modo serio. Anief cercherà di opporsi a questo modo di procedere in tutti i modi possibili, anche ricorrendo in tribunale contro un abuso di precariato che l’Europa contesta da tempo e che oggi più che mai va combattuto”.

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Scuola: Per settembre l’ISS chiede areazione adeguata, microfoni per docenti e screening periodico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

A meno di due mesi dall’inizio delle nuove lezioni, si accavallano pareri e indicazioni. Anche l’Istituto Superiore di Sanità si è espresso. Rispetto all’anno scorso, la vera novità sarebbe rappresentata dai microfoni per gli insegnanti: una esigenza derivante dal fatto che con la variante Delta, il 60% più trasmissibile rispetto Alfa, bastano meno particelle per il contagio. Per questo nelle scuole viene suggerito agli insegnanti, che devono tenere un tono di voce alto per spiegare, di utilizzare microfoni così da poter abbassare la voce ed emettere meno aerosol.Per quanto riguarda le altre disposizioni indicate, la stampa ha rilevato che sono ancora poche le scuole dotate di impianti di ventilazione meccanica che possono ridurre il rischio in aula con un adeguato ricambio d’aria: un aiuto potrebbe arrivare dai rilevatori di anidride carbonica che monitorano costantemente la qualità dell’aria (misurata in ppm, parti per milioni). I sensori di anidride carbonica funzionano come i semafori: luce verde, gialla e rossa in base alla concentrazione di CO2 nell’aria con valori tarati ad hoc per ogni ambiente. In questo modo l’insegnante può intervenire spalancando le finestre quando scatta il rosso fino al ritorno a valori accettabili. Utili potrebbero anche essere i purificatori d’aria filtri HEPA (High Efficienty Particulate Air filter) che sostituiscono l’areazione naturale e gli screening periodici sugli studenti e sul personale scolastico come ha suggerito anche dalle autorità europee. Ultima, ma non meno importante, è l’arma dei vaccini: in questo momento, però, valida solo per gli over 12. Pfizer, come è noto, ha annunciato che chiederà l’autorizzazione per l’uso in emergenza del suo vaccino per i bambini tra i 5 e gli 11 anni per il prossimo autunno.Anief ricorda che è importante aggiornare il contratto sulla sicurezza degli istituti scolastici sottoscritto lo scorso autunno, le cui linee guida erano state individuate nell’agosto del 2020 attraverso un apposito protocollo d’intesa. Adesso, bisognerebbe agire perché vengano modificate e attuate. Parte delle disposizioni del precedente contratto non sono state infatti mai interamente adottate: si tratta, ad esempio, della contrattazione per la definizione del lavoro agile del personale docente e amministrativo, della ricerca delle risorse per rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, oltre che di garantire la continuità didattica nel reclutamento, specie su posti di sostegno.

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Mobilità docenti, Bianchi ricorda che 6 su 10 l’hanno ottenuta

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

“Per concorrere a soddisfare le istanze di molti docenti, continua il Ministro, il Governo ha voluto dare una prima significativa risposta con l’articolo 58 del decreto “sostegni bis” che, modificando l’articolo 399 del testo unico in materia di istruzione e l’articolo 13 del decreto legislativo 59 del 2017, ha ridotto da cinque a tre anni il vincolo di permanenza dei docenti neoassunti sulla sede di prima assegnazione”: così il ministro dell’Istruzione ha oggi risposto in Senato ad una interrogazione sulla mobilità dei docenti posta in question time dalla senatrice Tiziana Carmela Rosaria Drago di FdI. Bianchi ha anche detto che i problemi negli spostamenti del personale sarebbe motivati anche dal “tradizionale disallineamento, a livello territoriale, tra posti vacanti e disponibili e le sedi di residenza dei nostri insegnanti”. Anief ritiene che però il ministero dell’Istruzione, assieme al legislatore, ci ha messo anche del suo. La riduzione da 5 a 3 anni del vincolo agli spostamenti è stata davvero una risposta limitata all’emergenza che stiamo vivendo. Anche perché mai c’era stata una disponibilità di posti privi di docenti titolari. Avere negato tale facoltà a degli insegnanti anche con problemi familiari, non sempre certificabili e dimostrabili, è stato n atto di rigidità eccessiva e priva di quell’umanità che deve essere alla base del rapporto tra lo Stato e i suoi lavoratori. Ecco perché il sindacato continua la sua battaglia anche in tribunale.

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Diritto di trasferimento ai docenti di ruolo

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Lo ha affermato nel corso del question time il senatore di Fratelli d’Italia Tiziana Drago. “Da anni – sottolinea Drago – tra novemila e tredicimila docenti di ruolo, secondo quanto si apprende incrociando i dati ISTAT e del CCNI, presentano domanda di trasferimento interprovinciale ma solo una minima percentuale di queste domande viene soddisfatta a causa di un meccanismo poco chiaro e poco efficiente di assegnazione. La difficoltà di rientrare nelle sedi di provenienza penalizza non solo ma soprattutto le donne e le famiglie dei docenti, costrette ad una vita condizionata dal lavoro fuori sede, questo è dunque anche un problema di diritti civili non rispettati”. “Ulteriori evidenti criticità – osserva Drago – derivano dai metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra Sidi (Sistema informatizzato del Miur) e l’Inps, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell’effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l’Inps dovrebbe riuscire a comunicare al MIUR i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il SIDI venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità”.”La risposta del ministro Bianchi – conclude Drago – è stata del tutto insoddisfacente. Allo stato attuale delle cose, per l’anno scolastico 2021/2022, solo il 25 per cento delle domande relative ai posti assegnati alla mobilità verrà soddisfatto. Ancora una volta non vi è stata chiarezza in merito alla volontà di aprire ad una fase straordinaria di mobilità. Anzi il non dire ne indica la direzione. Ormai anche il potere giudiziario non ha più potere. Ci sono, poi, le sentenze del Consiglio di Stato: nn. 2270, 8872, 8873 e 8874 del 2019; n. 881 del 2020. Tutte hanno censurato l’utilizzo dell’algoritmo del Miur servito per immissioni in ruolo e trasferimenti della 107/15. Ci sono, inoltre, una ventina di sentenze del Tar del Lazio”.

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Il nuovo bando per specializzare 22mila docenti non rispetta le necessità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Le regole e le prove del VI ciclo Tfa Sostegno, da svolgersi nel mese di settembre, sono già fissate: nei prossimi giorni saranno anche pubblicati i bandi con la scadenza per la presentazione delle domande. “Si è deciso senza nemmeno rendersi conto che in passato – ha continuato il sindacalista – il tribunale ha dato ragione all’Anief quando ha impugnato i decreti del ministro Marco Bussetti che non rispettavano quanto previsto dalla legge: per realizzare un bando di concorso per avere i docenti specializzati bisogna trovare prima di tutto il numero dei posti disponibili sulla base del numero di insegnanti precari, della quantità di alunni certificati con disabilità, quindi sulla base delle esigenze effettive del territorio”. Il riferimento del sindacalista è al Consiglio di Stato, che con la sentenza n. 3655/2021 ha dato ragione all’Anief, sostenendo che c’è stata una grave sperequazione nella distribuzione dei posti per conseguire la specializzazione di sostegno e quindi le Università devono rispettare il fabbisogno territoriale di docenti di sostegno nella determinazione dei posti da attivare. La sentenza era giunta dopo che in alcune Regioni, come il Piemonte e l’Emilia Romagna, in questi anni sono state attivati corsi di specializzazione solo per poche centinaia di docenti, a fronte di migliaia di posti su sostegno da coprire. “Quindi – chiosa il leader dell’Anief – i posti messi a bando vanno decisi non solo in base all’offerta degli atenei. Per questi motivi impugneremo questo bando e vinceremo ancora una volta nei tribunali”, conclude Pacifico.

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Scuola: Gae riaperte, docenti di religione e presidi da assumere

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2021

Sono dei temi sollevati da Anief e che toccano da vicino il regolare avvio del prossimo anno scolastico quelli che i deputati di Montecitorio si apprestano a vagliare. Si tratta della riapertura della graduatorie ad esaurimento per gli abilitati all’insegnamento, già attuata nel 2008 e anche nel 2012, prescindendo dalle modalità con cui sono state conseguite le stesse abilitazioni; del reclutamento di almeno 8.000 docenti precari di religione cattolica, attraverso una modalità di assunzione straordinaria e riservata ai precari che hanno svolto un periodo minimo di supplenze; dell’estensione a tutto il personale di ruolo, anche ai neo assunti del 2020, di partecipare alle assegnazioni provvisorie motivate con effetto 1° settembre 2021, poiché i diritti non vengono adottati a seconda delle date di nascita o di immissione in ruolo ma valgono a prescindere. C’è poi una richiesta di modifica del decreto legge Semplificazioni molto simile a quella prodotta dal sindacato Anief: quella che riguarda l’avvio di un corso-concorso per dirigenti scolastici, una categoria professionale di cui si ha estremo bisogno considerando che i posti vacanti, anche dopo gli ultimi concorsi, sono ormai tornati a toccare quasi quota mille e nel futuro prossimo torneranno ad essere consistenti soprattutto in determinate aree geografiche.

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Scuola: Assunzione docenti solo da concorso e con riserva posti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

È dovuta alle resistenze del Mef la mancanza di risposte da parte della V commissione della Camera agli emendamenti all’articolo 59 sulla scuola del decreto Sostegni-bis, a partire dal 59.76 su cui c’è sostanziale convergenza politica perché darebbe una risposta importante alla supplentite e al record di cattedre vacanti. Anziché procedere con un reclutamento straordinario e l’assorbimento nei ruoli di tutti coloro che hanno svolto almeno 24 mesi di servizio, docenti e non, “si starebbe ragionando infatti sulla conferma, da settembre, dell’organico aggiuntivo Covid: 40mila insegnanti a tempo determinato per consentire alle scuole di rispettare le regole sanitarie e di riaprire al 100%, anche sdoppiando le classi. La manovra va letta anche in rapporto alle ultime notizie in merito al ritorno a scuola a settembre, che vedrebbe ancora il distanziamento come una delle misure anti-covid, insostituibili anche per il prossimo anno”. Ma c’è dell’altro: “ci sarebbero troppe deroghe alla regola costituzionale dei concorsi, da bandire con cadenza regolare (annuale) e da svolgere sulla falsariga del modello semplificato introdotto nelle scorse settimane. Ecco perchè il governo vorrebbe puntare sui concorsi, con la proposta di riconoscere una riserva di posti fino a un massimo del 30% ai precari con 36 mesi di servizio negli ultimi 10. Una riserva che varrebbe su un’unica regione e per le classi di concorso o tipologia di posto per le quali il candidato abbia maturato un servizio di almeno un anno scolastico”. I precari, quindi, se questa ipotesi dovesse prendere corpo, andrebbero assunti non da Gps ma solo previa partecipazione ai concorsi e conseguente collocazione nelle graduatorie di merito, solo però dopo avere superato la soglia minima d’idoneità”.Il presidente Anief, Marcello Pacifico, non ha dubbi: “Questa strada porterebbe dritti al record di precari e di supplentite. Bisogna prendere coscienza degli errori. Il concorso Stem si sta rivelendo troppo selettivo, oltre che iniquo. Come pure il concorso straordinario della secondaria, che porterà una quantità residua di assunti, inferiore ai posti banditi. Invece di prendere le distanze da queste procedure, che facciamo? Perseveriamo? Diamo piuttosto ai precari storici la possibilità di conseguire abilitazione e specializzazione, con un nuovo immediato ciclo di Pas e Tfa sostegno. Apriamo alle assunzioni da prima e seconda fascia Gps, senza vincoli. Lavoriamo per aumentare gli organaci del personale e per ridurre il numero di alunni per classe. Altrimenti – conclude Pacifico -, la catastrofe organizzativa sarà inevitabile”.

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