Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘docenti’

Scuola: – Riforma docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

“Il sindacato Anief non è contro la formazione degli insegnanti, noi auspichiamo che ci sia una formazione ma vogliamo che questa, non venga fatta levando risorse alla scuola”: a dirlo è Marcello Pacifico presidente nazionale Anief, ribadendo il concetto espresso già nel corso di questa settimana durante le audizioni tenute dal giovane sindacato in I e VII commissione del Senato sul disastroso Decreto Legge n. 36 su reclutamento, formazione e valutazione degli insegnanti e confermando quindi lo sciopero già proclamato per il prossimo 30 maggio.“Le risorse – ha detto Pacifico nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa – non possono essere prese dalla denatalità, quindi dal fatto che abbiamo meno studenti, come è stato fatto nell’ultima Legge di Bilancio: questi posti devono essere reinvestiti per potenziare la didattica, per migliorare gli apprendimenti anche nelle zone ad alta dispersione scolastica o economicamente depresse. Né possono essere sottratti soldi alla carta docente” utile all’aggiornamento della categoria e all’acquisto dei dispositivi informatici e tecnologici a supporto della didattica, anche a distanza: “al limite la card docente dovrà essere contrattualizzata e non possono essere tolti soldi per formare pochi quando vengono tolti a tutti questi soldi”.”Il principio fondamentale è avere quindi delle risorse aggiuntive. Assodato ciò, questa formazione deve essere poi svolta in orario di servizio: non è possibile pensare di svolgerla in orario aggiuntivo, perché la formazione è un diritto di tutti i lavoratori. Noi chiediamo questo – ha concluso il leader del sindacato rappresentativo – e certamente senza nessuna gestione transitoria che vada ad escludere la contrattazione dalla definizione del salario accessorio”. Un concetto che la delegazione Anief ha espresso pochi giorni fa anche all’Aran, durante il primo incontro sul rinnovo di contratto di categoria scaduto da tre anni e mezzo.

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Scuola: docenti con il voto degli studenti? Inutile

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

Fa un po’ sorridere la proposta dei presidi del Lazio di dare agli studenti la possibilità di attribuire voti ai propri insegnati, perché questa valutazione si fa già con le prove INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione). L’Istituto effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa. Il rapporto 2019 (ante COVID), sottolinea che “La maggiore preoccupazione emerge proprio dai dati della scuola superiore” e che “In tutte le materie e per ciascun grado scolastico, il Sud e le Isole hanno una maggiore difficoltà a garantire ai propri allievi i livelli minimi di apprendimento.” Resta da capire come mai, nell’anno scolastico 2018-2019, i promossi all’esame di Stato sono stati nazionalmente il 99,7%. E’ diffusa l’aspettativa dei genitori relativamente alla promozione dei propri figli, anche a prescindere, ma non si può non rilevare la consistente differenza tra i risultati delle prove INVALSI e quelli ottenuti nelle prove scolastiche finali. Conoscenze e abilità, oltre a essere sottoposte al vaglio degli insegnanti, dovrebbero essere periodicamente e oggettivamente verificate nel corso dell’anno scolastico secondo modelli uniformi.Le prove Invalsi sono, anche, una verifica della qualità complessiva dell’offerta formativa che può essere migliorata con corsi di aggiornamento per il corpo docente. E’ questo il punto! Altro che i voti degli studenti agli insegnati! E chi deve promuovere i corsi di aggiornamento sono proprio i presidi, la cui proposta di voto discente-docente non risolve alcunché, perché gli elementi per intervenire ci sono già per ogni ambito scolastico, proprio sulla base dei risultati delle prove Invalsi. A conferma, alcuni esperimenti condotti in merito alla soddisfazione degli studenti sulla propria scuola ne hanno rilevata l’inutilità. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Scuola: Riforma reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi continua a difendere con i denti la sua riforma del reclutamento e formazione dei docenti imposta tre giorni fa in Consiglio dei ministri nel Decreto Pnrr 2: con questo programma “delinea un percorso chiaro per chi vuole diventare insegnante nelle scuole secondarie dopo anni in cui le regole sono cambiate più volte, generando confusione e allontanando molte persone, soprattutto i più giovani dall’insegnamento”, dice oggi il ministro al Messaggero. Inoltre, dice Bianchi, “con la riforma, i cui contenuti sono anche legati all’impegno preso con l’Europa sul Pnrr, nascerà la Scuola di alta formazione per dare linee guida, per una formazione continua che possa arricchire la professionalità del corpo docente. E poi avremo finalmente concorsi annuali, a garanzia di una maggiore continuità. Entro il 2024 assumeremo 70mila docenti”.Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Secondo noi la riforma non è affatto risolutiva per andare a coprire l’enorme buco di posti vacanti che si è andato a creare per avere insistito su concorsi male impostati ed essersi opposti al doppio canale di reclutamento negando le assunzioni da tutte le graduatorie Gps e dei precari con 24-36 mesi di servizio. Questa riforma, approvata dal Governo senza il sostegno delle parti sociali, dei sindacati e dei lavoratori va cambiata, perché rende troppo lungo e complesso il percorso verso la stabilizzazione: talmente di difficile attuazione che due cattedre su tre oggi vacanti continueranno a rimanere senza titolare”.“Contro questo obbrobrio normativo – continua il sindacalista – siamo pronti a mobilitarci e a tornare in piazza, anche a scioperare: senza se e senza ma, tutti insieme. Perché è bene ricordare che la logica di questa riforma del reclutamento è quella selettiva-competitiva aziendale: all’aggiornamento incentivato, ad esempio, potranno accedere solo la metà dei docenti richiedenti. E anche il ruolo di mentoring e tutoring sarà pagato solo a poche migliaia di insegnanti, lasciando fuori gli altri 850mila. Questi sarebbero gli attesi incentivi di carriera per i docenti da valorizzare? Intanto il contratto è fermo da 40 mesi e gli aumenti previsti copriranno un terzo dell’inflazione che nel frattempo si è accumulata. Così non si può andare avanti: cambiamo la riforma. A maggio manderemo un segnale importante, assieme a tutti i lavoratori della scuola. Se non basterà, se la conversione in legge del decreto non dovesse produrre cambiamenti sostanziali, siamo pronti a ricorrere nei tribunali d’Europa e d’Italia”, conclude Pacifico.

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Scuola: 2 docenti europei su 3 insoddisfatti dello stipendio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Gli insegnanti italiani non guadagnano solo poco, ma devono anche attendere 35 anni di carriera per arrivare all’apice della carriera. A rimarcarlo è l’ultimo Quaderno Eurydice “Insegnanti in Europa: Carriera, sviluppo professionale e benessere”. Lo studio prende il via dallo scarso grado di soddisfazione degli insegnanti europei per gli stipendi percepiti, che diventano ancora più miseri quando confrontano le loro buste paga con quelle dei lavoratori UE con un’istruzione di pari livello. La percezione dei docenti europei di guadagnare poco è stata confermata dalle risposte all’ultimo questionario proposto da TALIS, che ha dato la possibilità agli insegnanti di dichiarare in che misura sono soddisfatti del loro stipendio: “nel complesso, a livello UE, solo il 37,8% degli insegnanti considera il proprio stipendio soddisfacente o molto soddisfacente, con molti paesi che mostrano percentuali inferiori al 30%”. Se questa è la percezione del docente medio europeo, è immaginabile cosa possa pensare l’insegnante italiano del suo trattamento stipendiale, già del 30% più basso di quello dei colleghi UE. “In Italia, oltre alla progressione lenta, l’aumento dello stipendio è relativamente modesto rispetto ad altri paesi e gli insegnanti devono lavorare per 35 anni per raggiungere il massimo dello stipendio, che è circa il 50% in più dello stipendio iniziale”, scrive Orizzonte Scuola. Mentre in altri Paesi, come la Francia, il massimo della carriera si raggiunge già dopo una ventina di anni di carriera. E si va in pensione prima.

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Scuola: docenti e abbandoni scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

“Come si fa a pensare di lottare contro la dispersione annuale in Italia di oltre mezzo milione di studenti, che lasciano gli studi senza arrivare al diploma, con una media di oltre tre punti percentuali sopra quella UE, mettendo a disposizione un solo docente ogni cinque plessi scolastici?”. A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a seguito dell’illustrazione da parte del ministero dell’Istruzione dei criteri di funzionamento dell’algoritmo per l’assegnazione di circa 9mila insegnanti in deroga alle regole sul dimensionamento: secondo Pacifico l’intenzione di legare la dispersione al tasso di abbandono e zone socio-economicamente depresse di fondo può anche essere corretta, ma non si può di certo vincere una battaglia così difficile, che porta 543mila studenti a lasciare i banchi e andare a migliorare il record italiano della vergogna dei Neet, con un numero così esiguo di risorse umane.Anief ricorda che in base agli ultimi dati Istat il gap sulla dispersione diventa elevato nel Mezzogiorno, soprattutto tra gli alunni appartenenti a famiglie dove il titolo di studio non è elevato e la professione dei genitori non è qualificata. Sempre secondo il leader dell’Anief, “per quanto si sia d’accordo con interventi aggiuntivi nelle aree con maggior disagio socio-economico-culturale, questo non può essere ricondotto a un solo intervento correttivo per tali zone. Perché è tutta la scuola italiana a dovere essere investita di interventi economici finalizzati a dare una svolta al corso della storia dell’istruzione che negli ultimi decenni, contrassegnata da tagli agli organici scolastici e da chiusure di interi istituti passando da oltre 12mila autonomie del 2012 alle attuali 8mila, privando intere comunità dei plessi di istruzione che, nella maggior parte delle piccole realtà periferiche, rappresentano l’ultima presenza dello Stato”. “Quello che serve – conclude il sindacalista autonomo e rappresentativo – non sono operazioni simboliche o di ‘facciata’, con 8-9mila docenti in più per combattere la dispersione, come quella presentata dal ministero dell’Istruzione: la verità è che servono almeno 10 miliardi per l’edilizia scolastica e interventi per il ripristino dell’organico e delle sedi precedenti alla Legge 133 del 2008 approvata dall’allora Governo Berlusconi”.

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Scuola: Nuove assunzioni e formazione docenti, secondo Bianchi non è un percorso a ostacoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Secondo il ministro dell’Istruzione la riforma di assunzione e formazione dei docenti, approvata l’altro ieri dal Consiglio dei ministri all’interno del Decreto Pnrr 2, “non è un percorso a ostacoli, ma un percorso formativo chiaro”. Replica Marcello Pacifico, presidente Anief: “è peggio, è una lotta alla sopravvivenza, resteranno tutti i posti vacanti. La verità è che di fronte a 100 mila posti oggi senza titolare, a 23 anni di abusi sui precari, il Governo rende l’accesso al ruolo docente più difficile, più complicato, più lungo. Prevediamo che i due terzi dei posti oggi liberi rimarranno tali”.Il sindacato contesta anche la parte sull’incentivazione dei docenti che aderiranno a una formazione aggiuntiva: è un sistema che non regge, non comporta aumenti strutturali e comunque solo per pochi. “Siamo pronti a impugnare il riconoscimento dell’incentivazione salariale decisa dai comitati di valutazione, come prevede il decreto, nelle more del rinnovo contrattuale. A meno che il Parlamento, in fase di conversione di legge del testo, si renda conto – conclude Pacifico – della inapplicabilità di questa procedura cervellotica”.

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Scuola Sostegno, Anief chiede ammissione con riserva per i docenti che si specializzeranno entro il 31 luglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2022

Marcello Pacifico (Anief): “Esprimiamo soddisfazione innanzitutto per l’accoglimento, da parte dell’Amministrazione, di una delle richieste che avevamo presentato: ovvero della possibilità di dichiarare con riserva il servizio prestato fino alla fine dell’anno. Le proposte ministeriali continuano però a comprimere i diritti del personale precario. Non si può immaginare che i supplenti che devono esprimere le preferenze siano trattati come il personale di ruolo che deve fare domanda di trasferimento senza conoscere le disponibilità – come ipotizza il Ministero. Qui conoscere in anticipo le preferenze è essenziale talvolta per assicurarsi un contratto a tempo determinato, senza contare che le preferenze da ordinare sono ben più delle quindici previste per la mobilità. Come sindacato insisteremo anche per far riconoscere la possibilità di dichiarare titoli di accesso conseguiti fino al 31 luglio”.Come sempre ANIEF esprime la necessità di una maggiore trasparenza da parte dell’Amministrazione, con la previsione di pubblicazione delle disponibilità effettive ai fini del conferimento degli incarichi prima – e con un numero di giorni di anticipo adeguato – della procedura di compilazione della procedura informatizzata per le supplenze.Tra le tante richieste proposte dal sindacato Anief, anche la previsione di attribuzione del punteggio come servizio specifico sul grado di istruzione dei servizi svolti come IRC o materia alternativa e il riconoscimento del punteggio al servizio militare svolto non in costanza di nomina.Sull’aggiornamento delle GPS, comunque, e sul conseguente conferimento degli incarichi, gli incontri tra Ministero e sindacati proseguiranno, in particolare sarà materia di confronto una delle richieste più incalzanti del nostro sindacato: garantire a chi ha più punteggio di poter beneficiare delle disponibilità sopraggiunte successivamente al suo turno di nomina. Ciò anche per garantire l’accesso per merito nella Pubblica Amministrazione che le ultime nomine hanno visto compromesso con l’assegnazione di supplenze più durature ad aspiranti con punteggi inferiori a quelli degli aspiranti collocati più in alto in graduatoria e per i quali non erano presenti disponibilità al momento del loro turno di nomina.Per le date di presentazione delle domande il Ministero continua a ipotizzare l’ultima decade di aprile per l’avvio e la metà di maggio per il termine delle domande.Si attendono le decisioni da parte dell’Amministrazione nonché le prossime occasioni di confronto rispetto ai temi posti oggi dai sindacati e la calendarizzazione dei prossimi incontri.

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Scuola: Docenti precari, GAE riaperte anche per i 7mila esclusi dall’ultimo rinnovo

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2022

Tra pochi giorni riaprono le Graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo valevoli per il triennio scolastico 2022/2025: lo ha stabilito il decreto ministeriale, che stabilisce l’invio della domanda tramite l’applicazione “Istanze on Line (POLIS)” dalle ore 9.00 del 21 marzo fino alle ore 23.59 del 4 aprile 2022. Una delle novità più importanti di questo aggiornamento, che riguarda oltre 50mila candidati, è stata messa in risalto da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: durante un’intervista ad Italia Stampa, il sindacalista autonomo ha detto che “quest’anno, grazie all’intervento del legislatore, successivo ai ricorsi vinti da Anief, potranno presentare domanda nelle GAE anche quei 7mila insegnanti che in passato erano inseriti in graduatoria ma nell’ultimo aggiornamento ma non avevano fatto domanda di aggiornamento della propria posizione e ora dopo un triennio-quadriennio potranno finalmente presentare domanda per aspirare alle immissioni in ruolo che saranno assegnate a settembre”. Questo significa che coloro che erano stati esclusi dalla graduatoria nei bienni/trienni precedenti per non aver presentato domanda, potranno ora, dal 21 marzo, inviare domanda di reinserimento con recupero del punteggio maturato al momento della cancellazione e con la possibilità di aggiungere nuovi titoli e servizi conseguiti. C’è infine da segnalare che, ai fini dell’integrazione degli elenchi di sostegno, coloro che conseguiranno il relativo titolo di specializzazione entro il 15 luglio 2022 avranno la possibilità di iscriversi con riserva.

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Scuola: Docenti assunti con riserva e licenziati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

“Chi è stato assunto a tempo indeterminato come docente con riserva ed ha anche superato l’anno di prova, come i docenti con diploma magistrale, non può essere messo alla porta: ha già dato tanto agli alunni e alla scuola e merita di essere confermato o reintegrato nei ruoli”. Lo ha ribadito oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rivolgendosi ai senatori della VI Commissione che stanno esaminando l’emendamento Anief al decreto 2505 Sostegni ter. Per il giovane sindacato, l’approvazione all’emendamento garantirebbe “la continuità didattica nelle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, a decorrere dall’anno scolastico 2022-2023”. La disposizione riguarderebbe coloro che hanno fatto riscontrare il “superamento dell’anno di prova di cui ai commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno svolto. Conseguentemente – ha chiesto ancora Anief con l’emendamento – è disposto l’annullamento dei provvedimenti di licenziamento già notificati dall’amministrazione e previsto il reintegro nei ruoli”.

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Scuola: Docenti di religione cattolica senza futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

In Italia ci sono insegnanti di religione cattolica che attendono l’assunzione a tempo indeterminato da 20 anni, è ora di stabilizzarli: è doveroso attivare il doppio canale di reclutamento per le assunzioni in ruolo con il 50 per cento dei posti riservato ai precari”. Il commento è di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo avere presentato una serie di emendamenti al decreto legge 2505 Sostegni Ter, tra cui uno specifico per assumere definitivamente i docenti di religione cattolica, avviando una procedura straordinaria per titoli riservata a chi è in possesso dell’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano competente per territorio e ha svolto 36 mesi di servizio nell’insegnamento della disciplina nelle scuole del sistema nazionale di istruzione: secondo il piano, ai vincitori del concorso saranno assegnati la metà dei posti vacanti e disponibili a partire dall’anno scolastico 2023/2024 e per gli anni successivi. La proposta, che non avrebbe alcun impatto finanziario per le casse pubbliche, intende superare lo stato di stallo in cui versano circa 15mila docenti di religione cattolica.

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Scuola: Religione cattolica, docenti al palo anche da 20 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2022

Bandire una procedura straordinaria per titoli riservata agli insegnanti di religione cattolica in possesso dell’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano competente per territorio e 36 mesi di servizio nell’insegnamento della disciplina nelle scuole del sistema nazionale di istruzione: ai vincitori del concorso sarà assegnata la metà dei posti vacanti e disponibili a partire dall’anno scolastico 2023/2024 e per gli anni successivi. La proposta, che non avrebbe alcun impatto finanziario per lo Stato, è stata presentata dal sindacato Anief – sotto forma di emendamento al disegno di legge 2505 Sostegni ter – nel corso dell’audizione svolta ieri dinanzi ai senatori della VI Commissione del Senato e intende superare lo stato di stallo in cui versano gli insegnanti di religione il cui ultimo concorso è stato pubblicato nel lontano 2003.

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Scuola: Concorso materie Stem, assumiamo tutti i docenti idonei

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2022

C’è anche la questione irrisolta degli idonei Stem nelle richieste di emendamento al Disegno di legge n. 3431, ovvero alla Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, il cosiddetto Decreto Milleproroghe. Sull’ingiusta mancata considerazione di migliaia di candidati che a seguito di regolare concorso sono stati reputati idonei a svolgere la professione su determinate materie in ambito scientifico, sono stati infatti presentati ben cinque emendamenti: a sposare la “causa” sono stati rappresentanti del PD, di Forza Italia, del M5S, della Lega e del Gruppo Misto.Sostanzialmente, tutte le richieste presentate alle commissioni di competenza del Senato puntano alla creazione di una Graduatoria di Merito a scorrimento, da utilizzare già per le prossime immissioni in ruolo, considerando anche la vastità di cattedre vacanti a disposizione. Il problema è che la graduatoria non è prevista nel bando originario del concorso ordinario (indetto con Decreto Direttoriale 499, pubblicato il 21-04-2020, modificato nel Decreto “sostegni-bis” del 25-05-2021 n. 73, art. 59) e quindi serve un intervento legislativo.“Poiché il decreto Milleproroghe è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre scorso e dovrà essere approvato dall’Aula del Senato per la fine di febbraio e poi proiettarsi per l’approvazione definitiva che lo porterà a diventare legge – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – , riteniamo che almeno come tempistica la richiesta possa coincidere con le necessità. Il fatto che anche questa volta diversi parlamentari di tutti i gruppi ci abbiano ascoltato, non può che confermare la nostra posizione corretta: adesso, spetta però alla maggioranza di questo Governo approvare quanto suggerito da tempo, già dal 2012, in occasione di ogni tornata concorsuale: il sacrosanto inserimento degli idonei nelle graduatorie di merito”.

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Mille euro a 3mila docenti delle piccole isole

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2022

Anief ora chiede di estenderli a tutti i lavoratori della scuola in servizio lontano da casa. Con la Legge di Bilancio 2022 Anief ha ottenuto 1.000 euro per 3mila insegnanti della scuola pubblica che operano in istituti collocati in sedi disagiate, quali sono le piccole isole. Adesso, il sindacato chiede che l’indennità venga estesa anche al personale Ata, educativo e a chi lavora nelle zone montane e in ogni caso a chi è in servizio lontano dalla propria residenza: una richiesta che già il sindacato aveva presentato formalmente con 11 emendamenti alla Legge di Bilancio 2022. L’obiettivo è contenuto anche nella Piattaforma contrattuale predisposta dal giovane sindacato in vista delle elezioni Rsu 2021, in programma nel prossimo mese di aprile. Il tema delle indennità mancate e per le quali l’organizzazione sindacale si batterà nel 2022, sarà anche tra quelli trattati nel corso dei seminari di legislazione scolastica (“dalla Legge Sostegni bis alla Legge di Bilancio 2022”) che il sindacato da lunedì, fino al 31 gennaio, avvierà anche su piattaforma teams per confrontarsi sul dibattito. in media da 1.000 a 40.000 euro, con punte di centinaia di migliaia di euro sottratti.

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Scuola: Le assunzioni dei docenti precari sono la partita più importante del nuovo anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2022

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “sul reclutamento del personale scolastico si gioca la partita più importante del 2022, perché purtroppo dopo 30 anni abbiamo ancora 200mila precari che continuano a lavorare nelle nostre scuole, a dispetto di una procedura di infrazione pendente in Europa ormai avviata da otto anni. Nel frattempo ci sono state tante sentenze vinte dai legali Anief nei tribunali e che comunque almeno riconoscono il risarcimento, anche di migliaia di euro, e la parità di trattamento per tutti i ricorrenti che vi aderiscono”. Alla radio Italia Stampa, il sindacalista ricorda anche quel è la proposta del sindacato per risolvere “il problema delle supplenze e della supplentite, che permane da decenni. Noi siamo più che convinti, l’abbiamo scritto pure al ministro Patrizio Bianchi, la soluzione è semplice: bisogna creare un sistema di reclutamento snello, con un doppio canale e fare in modo che chi insegna da anni nelle nostre scuole, al pari dei giovani, possa entrare subito nei ruoli dello Stato. Abbiamo le graduatorie per le supplenze, ma anche i corsi universitari abilitanti: organizziamoli al meglio, solo così – conclude Pacifico – stabilizzeremo i precari”

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Scuola, dal 2022 docenti e collaboratori scolastici di primaria e infanzia potranno lasciare a 63 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Si è aperto un varco interessante sul fronte dei pensionamenti anticipati tra il personale scolastico: dopo i maestri della scuola dell’infanzia, dal 2022 anche i docenti dalla scuola primaria e dell’infanzia, assieme ai collaboratori scolastici dello stesso ciclo, saranno considerati tra i lavoratori che svolgono mansioni usuranti e quindi inglobati nella lista delle professioni che danno accesso all’anticipo pensionistico Ape Sociale: lo prevedono la Legge di bilancio, in via di approvazione alla Camera, e la nuova normativa sulle condizioni di accesso al pensionamento. Questo significa che tutti i maestri della scuola d’infanzia e primaria, ma anche gli ausiliari in servizio nel medesimo ciclo di studi, con almeno 63 anni di età e 30-36 anni di contributi, a seconda dei casi, potranno lasciare il lavoro senza particolari riduzioni all’assegno di quiescenza. Come preannuncia Orizzonte Scuola, “a loro (come a tutti gli altri lavoratori usuranti) verrà corrisposto un assegno ponte sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione piena (67 anni)”. Anief ritiene positivo l’allargamento delle categorie che accedono all’Ape Sociale: la stessa sigla sindacale autonoma ha più volte rivendicato una soluzione di questo genere. Tuttavia, serviva uno sforzo ulteriore da parte di Governo e Parlamento: il giovane sindacato, infatti, ha chiesto nella Legge di Bilancio del 2002 l’equiparazione del trattamento pensionistico del personale delle forze armate a quello scolastico, proprio in virtù dell’elevato stress che comporta l’interazione con gli alunni, con le famiglie e in generale il condurre in modo permanente l’attività lavorativa in un ambiente formativo. Una condizione che dopo i 60 anni fa pagare il “conto” sfociando spesso nel burnout e in patologie purtroppo importanti e anche tumorali. Sempre per lo stesso motivo, il giovane sindacato ha prodotto anche una domanda di modifica alla stessa manovra di bilancio, chiedendo l’estensione del carattere di lavoro gravoso a tutti gli ordini di scuola, considerando anche che “dai più recenti dati OCSE si evince che i nostri docenti sono i più anziani non solo tra i Paesi sviluppati rispetto all’Europa ma anche a tutto il mondo: ben il 58% dei docenti italiani, tra elementari e superiori, ha più di 50 anni, contro una media OCSE del 34%”. Era necessario, dunque, svecchiare la categoria prevedendo pure il riscatto gratuito della laurea, come pure proposto di recente anche dal presidente Inps.

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Scuola, passa l’indennità di sede per i docenti chiesta da Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2021

“L’introduzione dell’indennità di sede – ricorda il leader dell’Anief – era stata da noi rivendicata in ognuna delle duemila assemblee sindacali svolte nel 2021: abbiamo chiesto, in particolare, una specifica indennità per il personale scolastico di sede per le zone isolate (comunità isolane e montane), zone a rischio o alto flusso migratorio, per i lavoratori fuori sede. Adesso, nella manovra passa soltanto quella per i lavoratori delle piccole isole ma è un primo passo, perché nei prossimi provvedimenti possa allargarsi la platea dei beneficiari che saranno ristorati per il lavoro svolto in luoghi più difficoltosi”. Pacifico sostiene che “nella scuola i tempi sono maturi anche per un’indennità di rischio biologico per lavorare in presenza al tempo del Covid, come pure quella di incarico per risarcire i precari dell’abuso dei contratti a termine siglati dopo un triennio di supplenze”.

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Scuola: In due anni i trasferimenti da una provincia all’altra quasi dimezzati

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2021

Per Faraci (Anief): se il posto è libero è assurdo bloccare un docente che ha esigenze di famiglia, basta con i vincoli. Secondo Faraci l’impossibilità a trasferirsi, soprattutto nelle regioni del sud, in presenza di così tanti posti disponibili, circa 200mila considerando anche il sostegno, “non si giustifica: per noi è addirittura in alcuni casi illegittimo, contra lègem, tanto che in certe situazioni ci vediamo costretti a rivendicare il diritto dinanzi al giudice del lavoro. Ad esempio, quando al familiare del disabile non è consentito raggiungere la sede dell’assistito o quando alla lavoratrice madre di figlio minore gli è negata la possibilità di accudirlo all’interno del proprio nucleo familiare”. Il sindacalista ha ricordato che “la ragione per la quale appunto ci troviamo di fronte ad una situazione del genere, centinaia di migliaia di posti e poche migliaia di domande soddisfatte è innanzitutto data dal fatto che i posti disponibili per la mobilità territoriale e professionale sono solo quelli vacanti in organico di diritto. Sui posti disponibili in organico di fatto sono possibili solo le assegnazioni provvisorie e gli utilizzi. Se a ciò aggiungiamo l’ulteriore limitazione delle disponibilità in organico di diritto, le possibilità si riducono drasticamente”. L’origine del problema, ha aggiunto, è che “nel CCNI è stata specificata la precisa percentuale da destinare ai trasferimenti interprovinciali e alla mobilità professionale, destinando i posti vacanti e disponibili in organico di diritto nella misura del 50% alle immissioni in ruolo e del 50% ai movimenti. Stabilendo ancora ulteriormente con l’art. 8, comma 6 del CCNI 2019-21 delle percentuali massime da destinare alla mobilità territoriale e professionale”. A questo proposito, Anief non si stancherà mai di chiedere di cancellare la limitazione di disponibilità di organico per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei movimenti interprovinciali, oltre che cancellare il vincolo quinquennale sui posti di sostegno al fine del raggiungimento del quinquennio di servizio stabilito dal vincolo, in modo da ottenere il trasferimento/passaggio su posto comune.

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Retribuzione Professionale Docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

Stavolta è il Tribunale del Lavoro di Mantova a dare piena ragione al sindacato Anief e ai suoi legali Walter Miceli, Fabio Ganci, Giovanni Rinaldi e Pasqualino Miraglia che hanno tutelato i diritti di una docente precaria con 2 anni di servizio svolti tramite contratti per “supplenze brevi e saltuarie”. Anche questa nuova sentenza, infatti, evidenzia come – alla luce del principio di non discriminazione di cui alla clausola 4 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE – la previsione che riconosce il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti debba essere interpretata nel senso che anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla l. n. 124 del 1999, devono esserne destinatari. La docente tutelata in giudizio dai legali Anief, dunque, è stata palesemente discriminata solo per aver stipulato contratti “brevi” ottenendo una retribuzione inferiore al personale in servizio a tempo indeterminato o a tempo determinato con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto. Il Ministero, dunque, è stato condannato “a corrispondere alla ricorrente, a titolo di retribuzione professionale docenti, la somma di € 2.882,88, oltre interessi legali” e alla rifusione delle spese di lite, liquidate in € 1.300, oltre accessori. L’Anief ricorda che è ancora possibile aderire allo specifico ricorso e che possono partecipare docenti e ATA che negli ultimi cinque anni hanno stipulato contratti brevi e saltuari, anche per le cosiddette “supplenze covid”.

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Scuola: Obbligo vaccinale docenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

Dal 15 dicembre, così come stabilito dall’art 2 del DL 172/2021 del 26 novembre 2021, la vaccinazione costituirà requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative di tutto il personale scolastico. La scuola italiana, fra poco meno di 15 giorni, dovrà fare i conti con i prevedibili effetti di una imposizione che a quanto pare non riuscirà a convincere l’irriducibile 5/7 % di personale scolastico non ancora vaccinato. Migliaia le richieste di supporto e consulenza che su tutto il territorio nazionale stiamo ricevendo presso le nostre sedi territoriali. Servono istruzioni chiare che consentano ai dirigenti scolastici di operare senza incorrere in errore e garantiscono al personale interessato la corretta applicazione delle norme.

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Scuola: Concorso per 13mila nuovi docenti infanzia e primaria

Posted by fidest press agency su domenica, 5 dicembre 2021

Le prove dal 13 dicembre ma niente accesso per neo-laureati e nuovi candidati con titoli: Anief non ci sta. Mancano pochi giorni all’avvio delle prove del concorso ordinario infanzia e primaria per 12.863 posti, sia per posti comuni che di sostegno, introdotto con il DD n. 498 del 28 aprile 2020 e per il quale sono state complessivamente presentate oltre 100mila domande: il ministero dell’Istruzione ha appena fornite le istruzioni per lo svolgimento della prova scritta, dopo avere anche predisposto gli abbinamenti dei candidati alle aule. Quelle che si andranno a svolgere, sulla base del Decreto ministeriale che modifica il testo iniziale, saranno però “selezioni cambiate e semplificate, rispetto al bando originario, con una batteria di test alla quale per ora si dovrà sottoporre il personale che intende diventare docente nella scuola dell’Infanzia e della Primaria”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a colloquio con l’emittente radiofonica Italia Stampa.“Successivamente – continua il sindacalista – queste tipologie di prove saranno svolte anche per gli aspiranti prof nella scuola Secondaria di primo e secondo grado. Poiché sono trascorsi quasi due anni dalla pubblicazione del bando, a questo punto Anief chiede che i termini per presentare domanda di partecipazione siano riaperti per tutti coloro che hanno i titoli per poter partecipare”, ad iniziare da coloro che “si sono laureati frattempo: è importante però, per fare questo, presentare la diffida che mette a disposizione il sindacato e poi ovviamente ricorrere per poter chiedere di partecipare a questa procedura concorsuale”.Anief ha attivato il ricorso al Tar Lazio avverso l’esclusione dal concorso ordinario 2020 infanzia/primaria e/o per i posti di sostegno di coloro che hanno conseguito il titolo successivamente alla data del 31 luglio 2020. La partecipazione al ricorso è possibile per coloro che entro la data del 05 novembre 2021 abbiano conseguito il titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente e/o la specializzazione di sostegno V ciclo ex d.m. 95/2020.

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