Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘docenti’

Scuola: Retribuzione Professionale Docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Il nuovo successo è stato registrato presso il tribunale di Frosinone, sezione lavoro. Marcello Pacifico (Anief): “I precari con supplenze brevi non sono figli di un Dio minore, Anief al loro fianco per la tutela di tutti i loro diritti”. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief specifici per il personale precario con supplenze brevi per il recupero della Retribuzione Professionale Docenti o del Compenso Individuale Accessorio recuperando mensilmente fino a 257,50 Euro per i docenti (RPD) e fino a 64,50 Euro mensili per il personale ATA (CIA). Infatti, il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando così ha riconosciuto “il diritto del ricorrente a percepire la retribuzione professionale docente (RPD) in relazione al servizio reso con supplenze brevi e saltuarie nel periodo dal 27.1.2016 al 30.6.2018” e “condanna il Ministero convenuto al pagamento della somma di €.443,07, per i titoli di cui al capo 1), oltre interessi legali dalla scadenza dei singoli ratei del credito al saldo”. Inoltre è stato dichiarato “il diritto del ricorrente a percepire la indennità sostitutiva delle ferie maturate e non godute in relazione al servizio reso con supplenze brevi e saltuarie nel periodo dal 27.1.2016 al 30.6.2018”, condannando “il Ministero convenuto al pagamento della somma di €.1.295,31, per i titoli di cui al capo 1), oltre interessi legali dalla scadenza dei singoli ratei del credito al saldo” e “pone a carico di parte resistente le spese di lite, liquidate in €.1961,00, per compenso professionale, oltre I.V.A., C.P.A. e rimborso forfettario per le spese generali, con distrazione in favore dei procuratori attorei, dichiaratisi antistatari”.

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Scuola: Mattarella chiede di assicurare piena dignità, prestigio e rispetto ai docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Bisogna fare in modo di “assicurare piena dignità, prestigio e rispetto” alla scuola e ai docenti: l’ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Grugliasco, in provincia di Torino, alla manifestazione per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Il sindacato si trova d’accordo con il Capo dello Stato e ribadisce l’esigenza di dare seguito a questi auspici andando ad agire con celerità per via legislativa. “Caro Presidente – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rivolgendosi a Mattarella -, concordo con quanto sostiene sugli insegnanti e la ringrazio per le parole di apprezzamento e riconoscenza rivolte al personale scolastico, in nome del popolo italiano. colgo l’occasione per ricordare che lo stesso si aspetta dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo ascolto, rispetto e risposte urgenti. La dignità si tutela partendo proprio dagli stipendi che sono dl ridotti alla fame, dalla lotta alle discriminazioni e alla precarietà che dovranno esser oggetto di mirati interventi del legislatore. Sugli stipendi – conclude Pacifico – bisognerà agire già in autunno andando a sottoscrivere quel rinnovo di contratto di categoria, scaduto da quasi quatto anni, negato in estate”.

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Scuola: Docenti Infanzia, Primaria e Sostegno esclusi senza motivo dal concorso Straordinario bis

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Il sindacato Anief incassa un nuovo successo al Tar Lazio nella difesa dei precari esclusi dalla partecipazione al concorso Straordinario bis: i giudici amministrativi, come l’organizzazione sindacale che ha patrocinato il ricorso, non comprendono perché a fronte di un numero altissimo di posti vacanti nella scuola dell’Infanzia, Primaria e per il Sostegno agli alunni disabili (anche nella scuola secondaria), il ministero dell’Istruzione non abbia attivato il corrispondente concorso Straordinario bis, con prova unica orale. L’ordine nei confronti del Dicastero dell’Istruzione è giunto del collegio della terza sezione bis del Tribunale regionale laziale, su ricorso presentato dall’avvocato Donatella Longo che opera per Anief. “Il Tar – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – ha dato al ministero dell’Istruzione un mese di tempo per spiegare perché in violazione di legge ha escluso dal concorso Straordinario bis i posti vacanti di primaria infanzia e sostegno previsti dalla norma, come denunciato fin dalla pubblicazione del bando dalla nostra organizzazione, benché vi fossero decine e decine di migliaia di posti liberi. È chiaro che se il ministero, come crediamo, non fornirà una spiegazione plausibile, presto dovrà essere organizzato il concorso riservato anche a questi docenti oggi esclusi senza motivazione valida”.

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Scuola: Flop assunzioni docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2022

“Le operazioni di immissione in ruolo effettuate ad agosto hanno consentito l’assunzione di 50.415 docenti”: ad annunciarlo è stato oggi il ministero dell’Istruzione pubblicando delle anticipazioni sui “principali dati della scuola – avvio anno Scolastico 2022/2023”: considerando che il Mef aveva autorizzato in estate 94.130 immissioni in ruolo, ben 43.715 cattedre destinate alle stabilizzazioni dovranno essere dirottate sulle supplenze annuali portando il precariato tra i docenti a sfiorare quota 200 mila. Secondo il sindacato Anief non vi sono dubbi: la responsabilità di questo ennesimo flop sul reclutamento è tutta di chi governa la scuola con miopia e senza visione reale. Diventa inevitabile opporsi a questa mala-gestione partecipando al reclamo collettivo gratuito rivolto al Comitato europeo dei diritti sociali contro l’abuso infinito dei contratti a termine sottoscritto per chi opera nella scuola italiana.“Questi numeri – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci dicono che anche il Governo dei migliori ha clamorosamente fallito sul precariato scolastico: pure quest’anno un posto da insegnante su due autorizzato dal Mef rimarrà purtroppo vacante, sebbene siano state attivate nell’ultimo periodo ben sette procedure concorsuali. Siamo rammaricati, perché è un copione già visto e che si poteva benissimo evitare andando ad assumere da Gps su cattedra comune e tutti i precari con 36 mesi di servizio svolto, con il doppio canale di reclutamento e anno di formazione con verifica finale qualora i neo assunti non fossero forniti di abilitazione. Lo abbiamo scritto anche nel Manifesto Anief sostenendo che ‘per quanto riguarda il Precariato viene richiesto il doppio canale di reclutamento per assumere giovani, idonei dei concorsi e precari’.Secondo Pacifico quella del doppio canale rimane “l’unica soluzione da adottare, la stessa del resto che l’UE ha indicato da tempo ai Paesi membri. Solo che chi governa in Italia preferisce lasciare la scuola nello stallo e il personale supplente a vita, perché pure chi ha partecipato ai concorsi nel 90% dei casi è stato lasciato al palo. Noi, comunque, continuiamo per la nostra strada, che porterà alla lunga i precari in ruolo: in questi giorni abbiamo predisposto una nuova denuncia al Comitato europeo dei Diritti Sociali proprio per l’abuso reiterato di precariato in Italia”. Per questi motivi, il sindacato Anief offre la possibilità ai precari della scuola di partecipare al reclamo collettivo gratuito al Comitato europeo dei diritti sociali contro l’abuso di contratti a termine dello Stato italiano.

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Scuola: Appena 50mila docenti assunti in ruolo su 94mila programmati

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

Anche quest’anno i concorsi per assumere in ruolo nuovi insegnanti confermato la loro totale inadeguatezza a risolvere il problema del precariato scolastico: in base ai numeri ufficiali emessi dal ministero dell’Istruzione, risultano appena 50.415 i docenti assunti a tempo indeterminato, a fronte di oltre 94mila posti destinati dal Mef alle immissioni in ruolo. “Come avevamo previsto – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono completate all’incirca la metà delle stabilizzazioni programmate. Si tratta dello stesso andamento dell’anno scorso, quando non si arrivò a 60mila assunzioni in ruolo a fronte di 112mila autorizzate dal ministero dell’Economia. Nel frattempo sono stati attivati ben sette concorsi, peraltro con gravi errori organizzativi e nei quesiti posti, alcune procedure sono anche terminate, ma il risultato è risultato lo stesso”. “I motivi di questo ennesimo flop – continua Pacifico – sono evidenti: l’alta e immotivata selezione dei partecipanti, il basso numero di posti messi a bando, la mancata inclusione nelle graduatorie di merito dei partecipanti e diverse altre storture organizzative. Malgrado tutto, però, vi sarebbe una via d’uscita: quella di approvare, in Senato, gli emendamenti Anief al DL Aiuti bis, attraverso cui chiediamo, assieme alla cancellazione del docente esperto, l’organico Covid sparito, composto da non meno 40mila docenti e Ata aggiuntivi e da inserire in organico di diritto, e di assumere altri 20mila precari dalle graduatorie del concorso Straordinario bis oltre che l’assunzione in ruolo dalle stesse graduatorie da cui sono chiamati i supplenti, quindi dalle GPS”.

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Scuola: GPS troppi errori: al via i ricorsi Anief per tutelare i diritti dei docenti precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

Con la pubblicazione e la ripubblicazione di tutte le GPS in molte province d’Italia permangono gravi errori nel riconoscimento dei punteggi con gravissimo danno a discapito dei lavoratori precari della scuola. L’Anief ha, dunque, avviato le procedure per il deposito dei ricorsi presso il competente Giudice del Lavoro al fine di tutelare non solo quanti si sono visti attribuire un punteggio errato, ma anche per i tanti docenti che ancora risultano esclusi, senza un ragionevole motivo, dalle GPS di proprio interesse.Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2022 sono state pubblicate e ripubblicate innumerevoli volte dagli Ambiti Territoriali di tutta Italia, ma continuano a contenere gravi errori sia nell’attribuzione dei punteggi sia per aver escluso candidati in possesso, invece, dei titoli utili per l’accesso alle graduatorie. A fronte dei tanti reclami inviati, inoltre, l’Anief registra ancora troppi errori di valutazione delle domande presentate dai candidati che lo scorso maggio hanno presentato la domanda di aggiornamento/inserimento in GPS. “La situazione non è sostenibile – commenta Marcello Pacifico presidente nazionale Anief – e noi avevamo avvertito il Ministero negli incontri informativi dello scorso luglio che le tempistiche troppo serrate di gestione delle GPS e un sistema informatizzato che evidentemente contiene ancora troppi bug non avrebbero permesso un’effettiva compilazione di graduatorie corrette e utili al reclutamento del personale prima dell’inizio delle attività didattiche. Non siamo stati ascoltati, ma non possono essere sempre i lavoratori a subire le conseguenze di una gestione parziale delle procedure, dunque tuteleremo in tribunale i diritti di tutti quei lavoratori che si sono visti ingiustamente escludere dalle GPS o riconoscere un punteggio non rispettoso degli effettivi titoli e servizi dichiarati nella domanda”.Centinaia, infatti, le adesioni ai ricorsi Anief anche da parte di quei docenti che, ingannati dal sistema informatizzato che imponeva di dichiarare più volte nella domanda i titoli culturali nelle varie Tabelle, ora si sono ritrovati a non vedersi riconosciuto il corretto punteggio solo per un errore comprensibilissimo di compilazione della domanda. “Per loro – continua il presidente Anief – l’Amministrazione avrebbe dovuto attivare il soccorso istruttorio previsto dalla norma – ma i tempi erano troppo stringenti e i candidati sono stati ignorati nonostante i reclami e le richieste inviate, dunque sarà il nostro sindacato a tutelare i loro diritti in tribunale”.

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Scuola: Ritorno in classe senza 200mila docenti, 15mila Ata e 500 presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

Le lezioni a scuola stanno ripartendo così come si erano concluse: senza interventi nelle classi, che continuano ad essere vecchie, piccole e prive di aeratori, e senza personale stabilizzato. Mancano all’appello quasi 200mila insegnanti, oltre 15mila amministrativi e collaboratori scolastici, più di 500 presidi: gli uffici scolastici nei prossimi giorni inizieranno a nominare i supplenti per coprire i “buchi” e le procedure andranno avanti per settimane, se non per mesi, inficiando ancora una volta la didattica. “Sarebbe importante – ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che si prendano provvedimenti d’urgenza”.Sempre quella politica che promette tante belle cose per la scuola in vista delle prossime elezioni politiche, ma che invece deve dare delle risposte subito: a fine agosto, nei prossimi giorni, in sede di conversione del decreto legge Aiuti bis, quindi prima che inizino le lezioni. Perché la scuola ha bisogno di un organico aggiuntivo, ha bisogno di stabilizzare i precari, di assumere in ruolo” gli idonei dei concorsi ad iniziare dallo Straordinario bis. Invece, la scuola non ha bisogno di norme come quello del docente ‘esperto’ che – conclude Pacifico – si realizzeranno solo fra dieci anni”.

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Scuola: Macron chiede almeno 2 mila euro netti di stipendio per i docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2022

Anche altri Paesi riconoscono la necessità di dare agli insegnanti degli stipendi più alti. Accade già in Germania, in Svizzera, nel Nord Europa. Ora pure in Francia, dove il presidente Emmanuel Macron ha preso l’impegno perché nessun insegnanti avvii la propria carriera guadagnando meno di “2.000 euro netti” al mese. Il presidente francese ha detto si sta per approvare “un investimento nazionale massiccio di cui ci facciamo carico, che il ministero continuerà a perseguire, e che permetterà un aumento del 10% circa della remunerazione in confronto allo status quo all’inizio della carriera per i nostri insegnanti, e così, in maniera incondizionata”.Anief chiede ai politici italiani di prendere esempio da quello che sta avvenendo in Francia, ancora di più perché in questi giorni il tema stipendiale degli insegnanti sta tenendo banco nella campagna elettorale che porta alle elezioni politiche del 25 settembre: “Rilanciamo – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – la nostra proposta di approvare in fretta il contratto collettivo nazionale 2019/21, attraverso la sottoscrizione di un ‘contratto ponte’. Questo permetterebbe ai nostri docenti e Ata di prendere un po’ di ossigeno, dando loro oltre 100 euro medi di aumento e 2-3mila euro di arretrati, considerando sempre che negli ultimi sei mesi sono stati registrati 6 punti di aumento del costo della vita, con l’inflazione degli ultimi anni oramai a due cifre. A seguire, chiederemo al nuovo governo di dare al personale scolastico, nel Ccnl 2022/24, quegli aumenti importanti in busta paga che i leader dei partiti politici stanno promettendo indistintamente”.Il giovane sindacato ritiene che l’esempio indicato dal premier francese Emmanuel Macron di aumentare gli stipendi da subito vada attuato anche in Italia: “Oggi il primo incremento stipendiale automatico scatta al nono anno di carriera – ricorda Pacifico – perché quello al terzo anno è stato cancellato per uno sciagurato accordo con altri sindacati. Non è possibile che un lavoratore della scuola, assunto spesso a centinaia di chilometri da casa, debba fare conto su uno stipendio vicino alla soglia di povertà. E tenersi quella busta paga per quasi un decennio. Come non è possibile che si chiede di lavorare quasi 43 anni e fermare gli aumenti al 35esimo anno. Per cambiare le cose, servono quindi risorse importanti, almeno 10 miliardi di euro, ma anche delle modifiche rilevanti al contratto che regola gli aumenti al personale. Poi, certamente, una volta apportati aumenti e nuovi scaglioni stipendiali, siamo certamente anche disponibili a parlare di merito professionale”, conclude il presidente Anief.

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Scuola: Si riparte senza 150mila docenti, 10mila Ata e 200 presidi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2022

L’avvicinarsi del nuovo anno scolastico definisce sempre meglio la mancanza di personale di ruolo nelle scuole italiane: sebbene siano sette i concorsi avviati, di cui cinque portati a termine, sono almeno 150 mila le supplenze annuali che a giorni bisognerà stipulare su un totale di 850 mila insegnanti. Se in generale uno su cinque è precario, la percentuale sale drammaticamente nel sostegno, dove ai 100mila di ruolo si sommano quasi altrettanti insegnanti supplenti, in buona parte non specializzati. Ma ad inizio anno mancheranno all’appello almeno altri 10.000 Ata e oltre 200 dirigenti scolastici, scrive oggi Collettiva, sostenendo che “alla retorica sulla scuola eroica della pandemia non è seguito nessun cambio di rotta”. Secondo i calcoli dell’Anief, la mancanza di docenti, Ata e presidi titolari è ancora più alta, perché nel computo vanno considerati i cosiddetti posti “di fatto” che gli Uffici scolastici non sempre pubblicizzano prima dell’avvio del nuovo anno.“A poco è servito bandire dei concorsi con mille paletti, che escludono l’80-90 per cento dei candidati anche quando sono idonei – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. Come a poco serve autorizzare 94.130 assunzioni in ruolo, visto che ne sono state effettuate non più di 35mila e al massimo se ne copriranno la metà. È un copione già visto negli ultimi tre anni: nel 2021 su 112mila immissioni in ruolo autorizzate se ne sono completate meno di 60mila. La verità è che si continua a non stabilizzare come chiede l’Ue e come hanno ribadito, sollecitati da Anief, la Corte di Giustizia europea e il Comitato europeo dei diritti sociali. Inoltre, non dimentichiamo che l’anno sta per ripartire con una pandemia ancora in corso e presumibilmente di nuovo in ascesa in autunno”.Secondo Pacifico, “per evitare di lasciare sguarnite le scuole e la didattica, oltre che stabilizzare da Gps anche da fascia comune, non solo da sostegno, quest’anno sarebbe stato importante confermare gli 80mila docenti e Ata dell’organico Covid introdotti nel 2021 proprio per fare fronte al Covid. Come pure bisognava inserire nelle graduatorie di merito del concorso straordinario bis tutti i docenti che hanno partecipato alle prove. Invece di adoperarsi per questo, il Governo ha prima approvato una discriminante riforma del reclutamento e della formazione approvando la Legge 79/22, per poi tirare fuori dal cilindro quel docente esperto che ora tutti, anche lo stesso Partito democratico vicino al ministro dell’Istruzione in carica, chiedono di non fare convertire in legge. Anche per questo motivo, martedì prossimo saremo in piazza a Roma per manifestare, a ridosso della presentazione degli emendamenti al decreto Aiuti bis, assieme al Coordinamento “Modifichiamo il concorso straordinario bis”.

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Scuola: Dal 1° settembre stop obbligo vaccinazione Covid per docenti e Ata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2022

Un anno fa il giovane sindacato fu l’unico tra i rappresentativi a non firmare il protocollo sulla sicurezza a scuola, per via del Green pass imposto al personale. Partirono tantissimi ricorsi. Poi, a dicembre arrivò anche l’obbligo vaccinale e a seguire la sospensione del personale non vaccinato. Per finire, il contenzioso sul demansionamento (su altri ruoli professionali) a partire dal 1° aprile. Solo lo scorso mese di marzo anche gli altri sindacati si sono resi conto che aveva ragione Anief e non hanno firmato il protocollo successivo alla fine dello stato di emergenza pandemica.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato autonomo, “finalmente, come ha sempre chiesto Anief, vengono cancellati i presupposti normativi per discriminare personale scolastico non vaccinato. Ma non può finire qui, perché ora si aspetta sia la sentenza della Corte Costituzionale sia quella della Corte di giustizia europea per i risarcimenti”.

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Scuola sostegno e docenti senza specializzazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2022

C’è una cosa che non comprendiamo: se ogni anno lo Stato chiama 80 mila docenti supplenti su posti di sostegno senza specializzazione, perché il Ministero bandisce soli 20 mila posti al TFA universitario? Perché non dare la possibilità di specializzarsi, visto che i posti che servirebbero sono di numero maggiore e aumentano sempre più gli studenti che necessitano del sostegno?”, si chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief.Pacifico ha affermato ancora che “è assurdo tarare il numero programmato dei corsi specializzanti nel sostegno, tramite la frequenza dei Tfa, sulla base delle disponibilità degli Atenei e non invece al numero di insegnanti già specializzati nelle nostre scuole”, quindi in riferimento alle effettive necessità delle scuole. I numeri ufficiali infatti confermano l’altissimo numero di cattedre di sostegno assegnate ai supplenti, molti dei quali pure non specializzati nella didattica speciale: i dati sono contenuti in un Report del ministero dell’Istruzione e si riferiscono all’inizio dell’anno scolastico 2021-22. Lo studio evidenzia che permangono differenze regionali notevoli: Lombardia e Sicilia detengono il record di cattedre di sostegno.

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Scuola: Carriera solo per 8mila docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2022

“Secondo noi la norma prevista dal decreto Aiuti bis che introduce il docente senior è palesemente incostituzionale. E anche i contenuti lasciano molto a desiderare, con l’introduzione di uno stato giuridico che a dispetto di tutte le altre figure professionali, i vicari ad esempio, introduce una carriera tra gli insegnanti senza dibattito con i rappresentati dei lavoratori e modificando surrettiziamente una legge modificata con il pieno sostegno del Parlamento e legata ai finanziamenti comunitari”: è il commento a caldo di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, alla modifica in via di approvazione del decreto legge Aiuti bis che apporta modifiche importanti al Pnrr emanando una norma che introduce una nuova figura di insegnante, il docente senior, con obbligo triennale di sede ricompensata attraverso un indennizzo di 5.650 euro (dopo tre anni di formazione incentivata) da assegnare a soli 8mila lavoratori lasciando a bocca asciutta gli altri 850mila. E con entrata a regime del tutto solo nel 2032. Mentre il CdM non spende un euro per affrontare l’emergenza Covid a scuola, lasciando i nostri istituti scolastici per il terzo anno consecutivo senza impianti di areazione e per la prima volta da quando c’è la pandemia anche senza organico Covid. Anief ricorda, peraltro, che in passato la modifica dello stato giuridico (che almeno era organica) introdotta con la legge 53/2003, fu abrogata nella legislatura successiva (XV). “Tutto quello che si vuole approvare ora sui docenti senior con un colpo di coda del Governo Draghi è irricevibile – commenta ancora Pacifico – e porterà alla mobilitazione del personale in autunno e alla chiusura di plessi, classi e istituti dopo la verifica dello stato di sicurezza degli edifici da parte delle Rsu. Nel decreto Aiuti bis ci saremmo aspettati di avere risorse aggiuntive per firmare il contratto per 1.450.000 lavoratori del comparto istruzione e ricerca dopo otto incontri in Aran, rispetto ai 100 euro stanziati (4,22% su una inflazione schizzata al 9%), non una rimodulazione delle risorse da dare a soli 8 mila insegnanti esperti, tra l’altro fra 10 anni”.

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Tra gli “affari correnti” del Governo Draghi c’è pure il Dpcm sul reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2022

Ci sono anche diversi decreti legislativi sulla riforma del reclutamento e formazione scolastica tra gli “affari correnti” che nelle prossime settimane dovrà condurre il Governo Draghi, anche dopo le dimissioni del premier e lo scioglimento delle Camere deciso dal Capo dello Stato con il ritorno alle urne già fissato per il prossimo 25 settembre. Il primo decreto attuativo dovrà essere emanato entro una settimana, il 31 luglio, e si tradurrà in un provvedimento della presidenza del Consiglio dei Ministri che perfeziona il percorso dei 60 crediti formativi universitari o accademici necessari per la formazione iniziale. Questa è la prima tappa che porterà al nuovo percorso per diventare insegnante, composto da una lunga serie di titoli ed esami da superare: laurea magistrale (triennale per ITP), percorso abilitazione di 60 CFU, concorso, anno di prova in servizio con test finale e valutazione conclusiva. Anief ha espresso già tutte le sue remore a proposito di questo impianto normativo. Adesso, seguirà il suo iter di approvazione punto per punto. Pungolando gli addetti alla formulazione dei diversi decreti legislativi di attuazione della Legge 79/2022. Il primo è proprio il Dpcm da pubblicare entro 31 luglio sul decreto 60 CFU. “Secondo il nostro sindacato – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – c’è un passaggio fondamentale che non dovrà mancare nel Dpcm: quello delle quote di riserva per docenti precari e di ruolo, che dovranno necessariamente prevedere per tutti l’accesso fuori dal numero programmato. È chiaro che se non sarà così, se anche stavolta dovesse prevalere la logica di lasciare fuori gli idonei, per noi sarà inevitabile produrre ricorso”.

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Scuola: Docenti di religione, in arrivo il concorso, luci e ombre

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

C’è preoccupazione per l’imminente emanazione del bando per il concorso di religione cattolica: quelli che si temono sono i possibili sviluppi derivanti dalla realizzazione di un concorso che la Legge 186 del 2003 chiedeva che avesse cadenza triennale e che, dopo 15 anni di attesa, potrebbe vedere la luce, dopo il passaggio alla fiducia delle Camere del DL 30 aprile 2022, n. 36, convertito nella L 29 giugno 2022, n. 79. Anief ritiene che sicuramente la recente sentenza del 13 gennaio 2022 della CGE e la conseguente sentenza del Tribunale di Napoli, III Sezione Lavoro, del 25 maggio 2022, che dispone oltre 700mila euro di risarcimento per 19 insegnanti di religione assunti dopo 36 mesi con contratti reiterati a tempo determinato, potrebbero aver “svegliato” il Ministero dell’Istruzione e costituito l’evento decisivo per l’emanazione del fatidico bando concorsuale.Va poi ricordato che 5.116 posti previsti dal DPCM del 20 luglio 2021 secondo quanto pubblicato in GU il 28 settembre 2021 sono solo un terzo rispetto ai colleghi che concorrerebbero. Come va sottolineato che laddove nel prossimo triennio si libereranno dei posti per pensionamenti, tali posti dovrebbero essere messi a concorso per il 50% per una procedura straordinaria e il restante 50% per procedura ordinaria. Se, ad esempio, si liberano due cattedre per l’a.s. 2024-25 ed esce il bando entro il 31/12/2022, tutti gli insegnanti della diocesi con oltre 36 mesi di servizio concorreranno per un posto nella procedura straordinaria e in subordine per un altro posto nella procedura ordinaria, insieme ai restanti colleghi. Ma, nell’esempio che stiamo facendo, dovranno aspettare l’a.s. 2024-25 per assumere la cattedra ed entrare in ruolo (il che significa entrare in ruolo per chi vince lo straordinario ed iniziare a lavorare per l’idoneo al concorso che dovesse vincere l’ordinario, levando il posto ad un collega non vincitore ultimo in graduatoria).La procedura prevede anche che dopo le prove concorsuali si formeranno delle graduatorie di merito a scorrimento: questo è senz’altro un elemento positivo rispetto a ciò che hanno vissuto i colleghi del 2004 che, si auspica, possano finalmente essere immessi in ruolo il prossimo 1° settembre (a bando non ancora emesso), dopo 15 anni di attesa. “È chiaro che il diffuso richiamo da parte sindacale al buon senso, si fa da parte nostra ancora una volta urgente, appellandoci sia al Ministro Patrizio Bianchi sia alla voce dei Vescovi, da noi incontrati nel settembre scorso, ed oggi guidati dal Cardinale Zuppi”, spiega Alessandro Manfridi, referente nazionale ANIEF IRC. “Purtroppo – continua il sindacalista – la quota del 50 per cento dei posti riservata alle due procedure, mette a rischio, di fatto, il posto di colleghi che lavorano da anni e da decenni nella scuola italiana, senza mai essere stati stabilizzati”. I punti da affrontare sono diversi. Si può ripensare la proposta della materia nelle Scuole Italiane? Con una proposta che preveda un insegnamento non più opzionale ma obbligatorio (salvando dunque questi posti di lavoro)? “È chiaro – risponde ancora Manfredi – che questo richiederebbe una ridefinizione dell’insegnamento della materia nelle Scuole italiane. Senza perdere le competenze e le esperienze di docenti che su queste cattedre lavorano da decenni. Ma tali questioni richiederebbero l’apertura di tutto un nuovo capitolo”.

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Scuola: Immissioni in ruolo docenti, autorizzate 94.130 assunzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Ha preso il via la macchina organizzativa che nelle intenzioni del ministero dell’Istruzione entro l’estate dovrebbe portare alle immissioni in ruolo di 94.130 nuovi insegnanti: il numero esatto, autorizzato dal ministero dell’Economia, è stato comunicato oggi ai sindacati. Si attende ora la suddivisione per provincia e classe di concorso. La procedura prevede, a ogni conto, le immissioni in ruolo ordinarie attingendo per il 50% da graduatorie di merito concorsuali e per il 50% da graduatorie a esaurimento.Le nomine saranno effettuate come sempre al 50% da GM e al 50% attingendo dalle Graduatorie ad Esaurimento. Per quanto riguarda le nomine da Graduatorie di merito, per la secondaria si effettueranno da GM2016 se ancora vigenti e restando fermo solo il diritto dei vincitori, il residuo 60% da GM2018 del restante 40% metà alle GM2020 ordinario e l’altra metà allo straordinario 2020, dunque 20% e 20%, con precedenza di scelta alle procedure concorsuali ordinarie.Per primaria e infanzia, le immissioni in ruolo da GM, restando fermo il 50% di nomine da attribuire alle Graduatorie ad Esaurimento, seguiranno il seguente iter: da GM2016 se ancora vigenti e restando fermo solo il diritto dei vincitori, il residuo 50% da GM 2018 e 50% da GM 2020 con precedenza di scelta alle procedure concorsuali ordinarie.A seguire tornerà la “call veloce”, procedura di assunzione introdotta dall’articolo 1, commi 17-17septies, del DL n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, e sospesa per il solo a.s. 2021/22. Questa procedura di chiamata diretta di candidati da altra regione, prevede la partecipazione alle nomine a domanda, e solo in caso di completo esaurimento delle GM e GaE interne alla regione, di candidati comunque inseriti in GaE o GM utili alle nomine in ruolo per la specifica classe di concorso.Per i posti comuni banditi sui residui 2021, sarà poi la volta dell’attribuzione dei ruoli ai candidati del concorso “straordinario bis”, per cui i posti saranno accantonati a monte delle procedure di nomina in ruolo, ma assegnati successivamente ai docenti assunti dalle procedure ordinarie. Solo dopo la call veloce, e per i soli posti di sostegno, si procederà quindi alle assunzioni straordinarie sui posti residuati dalle precedenti fasi, attingendo dalle GPS prima fascia sostegno (in tal caso, gli aspiranti saranno assunti nell’a.s. 2022/23 a tempo determinato, svolgendo il periodo di prova e sostenendo altresì una prova disciplinare, quindi verranno immessi in ruolo l’a.s. successivo con decorrenza 1° settembre 2022 o, se successiva, dalla data di inizio del servizio nell’a.s. 2022/23, previo superamento del periodo di prova e della prova disciplinare).Alcuni Uffici scolastici regionali, come il Veneto, hanno già predisposto gli avvisi pubblici agli interessati.

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Ancodis: il rapporto Eurydice 2022 e la retribuzione dei docenti in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2022

L’annuale rapporto Eurydice 2022 che sarà pubblicato nel prossimo mese di ottobre – tra i tanti temi – mette a confronto le retribuzioni dei docenti nei paesi della rete Eurydice. Il rapporto prende in esame gli stipendi di base degli insegnanti a “inizio carriera” e le loro prospettive di progressione retributiva annuale. Vengono, inoltre, analizzate le differenze di stipendio a seconda dei diversi livelli di istruzione e tra docenti e dirigenti. Incominciamo allora a fare chiarezza anche nella comunicazione ufficiale e, dunque, diciamo che: nella scuola italiana NON esiste la progressione di carriera professionale di un docente ma la lenta e arcaica progressione stipendiale per anzianità. Anzi, la carriera per il personale docente è un ossimoro oltre che sembrare un tabù per gran parte delle forze politiche e organizzazioni sindacali; nel sistema scolastico italiano NON c’è la retribuzione economica proporzionale alla quantità e qualità di lavoro didattico e organizzativo svolto dentro e fuori gli ambienti di apprendimento; nella scuola dell’autonomia le attività aggiuntive necessarie per il funzionamento organizzativo e didattico NON sono retribuite come meriterebbero ma in modo forfettario (qualcuno dice che poiché la coperta è corta le ore sono determinate in contrattazione di istituto al ribasso rispetto al reale impegno dedicato) a 17.50 euro/h lordo dipendente che si riduce a poco più di 10 euro/h nel cedolino (agosto/settembre/ottobre?);in Italia per avanzare nella fascia stipendiale NON bisogna essere bravi e competenti e lavorare di più e bene ma occorre aspettare l’inesorabile lento invecchiamento che blocca l’entusiasmo e il dinamismo delle giovani risorse e lascia i docenti “più anziani” (le cui retribuzioni non si discostano dalla media europea) sostanzialmente meno insoddisfatti; nella scuola il lavoro nelle diverse forme di un docente NON produce effetti tangibili e permanenti nella sua professione; le risorse umane e professionali non hanno alcuna forma di valorizzazione. Allora tanto vale fare il minimo contrattuale e cercarsi un doppio/triplo lavoro magari in ….grigio. A tal proposito, possiamo conoscere il numero di docenti e non docenti autorizzati a svolgere un secondo lavoro? “Tutto questo –precisa il Presidente Cicero – è noto ai nostri rappresentati politici e sindacali protempore che continuano a sorprendersi dei dati del rapporto senza però mettere al centro della loro azione l’Art. 36 della Costituzione Italiana – la cui applicazione farebbe giustizia alle centinaia di migliaia di donne e uomini che hanno deciso di costruirsi un futuro nella scuola e, soprattutto, di vivere la scuola – la valorizzazione professionale e la vera progressione di carriera.” “Siamo di fronte ad un ARCAICO status professionale della funzione docente – conclude Cicero – per la quale Ministero ed OO.SS. devono trovare soluzione. Se vogliamo davvero dare un nuovo impulso alla scuola italiana allora occorre ripartire dalle risorse umane incominciando nel prossimo CCNL a riconoscere a Cesare quel che è di Cesare!”

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Da oggi la scuola deve fare a meno di oltre 150 mila docenti precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2022

Più alcune decine di migliaia di Ata. Almeno altri 80mila, circa, avevano terminato l’incarico con la fine delle lezioni, come i lavoratori cosiddetti Covid. In tutto, si tratta di non meno di 250 mila supplenti che lo Stato ha deciso di licenziare, anche se nella maggior parte di casi si tratta di lavoratori che hanno sottoscritto contratti su cattedre e posti senza titolare, quindi del tutto liberi. Il loro “benservito” non è casuale, ma funzionale al risparmio dei soldi pubblici e a discapito del servizio scolastico: privandosi del loro apporto, l’amministrazione scolastica ha benefici non indifferenti.Il sindacato Anief continua a ritenere tutto questo inaccettabile: “Il risparmio dello Stato non può essere realizzato sulle spalle dei lavoratori della scuola – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. Se si lavora su un posto libero, va assolutamente inserito nell’organico di diritto e non in quello di fatto. Quindi, le mensilità di luglio e agosto non possono essere sottratte dal periodo di supplenza. Anche perché la scuola non chiude di certo nei periodi estivi e le professionalità vanno mantenute per i rendiconti di fine anno scolastico e la progettazione del nuovo. Le ferie, inoltre, non possono essere sottratte, ma vanno monetizzate. Come il Trattamento di fine rapporto, l’accantonamento retributivo con funzione previdenziale liquidato dall’INPS al personale a tempo determinato, va liquidato per le vie brevi”.Pacifico sostiene che “ha anche dell’incredibile la decisione di non assegnare a nessuno di questi lavoratori il bonus da 200 euro, il contributo una tantum previsto dal Decreto Aiuti (DL 50/2022) per far fronte all’aumento dell’inflazione, che ad oggi, invece, viene incredibilmente negato tutti coloro che non hanno uno stipendio a luglio: chi, però, più di un precario della scuola, che percepisce già gli stipendi più bassi della PA, ha diritto a questo indennizzo introdotto dal Governo Draghi? In attesa di ricevere risposte dal legislatore – conclude Pacifico – la via del ricorso è l’unica percorribile”.

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Scuola: Decreto riforma formazione docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

Andrà a premiare pochissimi docenti, 30mila su 650mila, la formazione incentivata del personale docente di ruolo inserita nel maxi-emendamento della Commissione Bilancio al decreto legge 36, approvata in settimana dall’Aula del Senato e da lunedì all’esame della Camera; la stima, derivante da quanto riportato all’articolo 44 comma 1, lettera h, è dell’Anief. È stato lo stesso governo, scrive oggi la stampa specializzata, ad effettuare “una stima del numero potenziale di docenti di ruolo, che, a partire dal 2026, dopo un ciclo di formazione triennale e dopo aver superato l’esame finale, possono beneficiare dell’elemento retributivo una tantum di carattere accessorio, non inferiore al 10% e non superiore al 20% del trattamento stipendiale in godimento”. Per l’operazione, “il governo conta di spendere nel 2026 circa 40 milioni di euro per 6.557 docenti destinatari dell’elemento accessorio una tantum al 15%. 85 milioni di euro nel 2027 per 13.934 docenti, 160 milioni di euro per 26.230 docenti e 236 milioni di euro per 38.689 docenti nel 2029”. Marcello Pacifico, presidente Anief, spiega che nella pratica “il governo stima che il 40% del personale docente di ruolo svolgerà dalle 15 alle 30 ore aggiuntive annuali nel prossimo triennio (se infanzia primaria o secondaria), il 10% in più pur di tentare di avere l’assegno una tantum, l’elemento accessorio al 15%. La quota finanziata è pari nel 2026 a 40 milioni di euro per 6.557; nel 2027 a 85 milioni di euro per 13.934; nel 2028 a 160 milioni di euro per 26.230; nel 2029, 236 milioni di euro per 38.689. Significa che su 300mila docenti soltanto lo 0,5%, nel 2026, avrà un assegno secondo criteri decisi da un comitato di valutazione nella fase transitoria che poi lo valuterà anche. Si prevede una pioggia di ricorsi, a cominciare dai tribunali UE”.

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Scuola: Approvato nuovo reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

Il legislatore ha ancora una volta dimenticato i precari della scuola: sono loro i veri assenti nel testo sul nuovo reclutamento dei docenti, oggi approvato dall’Aula del Senato composto dal maxi-emendamento sostitutivo del ddl 36 per l’attuazione del Pnrr presentato dal Governo e che ora passa all’esame della Camera. A sottolinearlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una diretta sui canali di Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha bocciato le decisioni prese a Palazzo Madama. Il leader dell’Anief ha detto che c’è da “attendere il testo definitivo e il successivo decreto ministeriale, per comprendere la portata delle decisioni approvate. Intanto, però, possiamo dire che sicuramente sui supplenti è stato approvato un decreto con un testo pasticciato, anche rispetto all’Unione europea. L’Europa ci chiede una procedura certa, in tempi certi, per stabilizzare i precari. Invece noi rispondiamo con la possibilità di inserire i precari ed il personale di ruolo nei percorsi universitari per conseguire l’abilitazione e pure la specializzazione su sostegno, ma solo su quote di riserva e non in sovrannumero”. “Come non convince – ha spiegato Pacifico – la valutazione esterna dopo l’anno di prova. E poi arrivano le assunzioni dalle GPS, ma solo dagli elenchi aggiuntivi su sostegno: rimangono fuori, non si comprende perché, chi insegna la disciplina ed è abilitato, quindi in prima fascia, come pure i colleghi in seconda fascia che insegnano da tanti anni. L’UE dice esattamente il contrario”. Pacifico ha quindi commentato la “tassa” esosa da 128 euro per partecipare al concorso nella scuola. “La Repubblica deve rimuovere gli ostacoli per la ricerca del lavoro. Non impone tasse. È una vergogna di Stato. Come quella che per fare il docente servono cinque procedure selettive, ma scherziamo?”. Il sindacalista autonomo ha quindi ricordato che “ai precari vengono sottratti in modo illegittimo i soldi delle ferie di luglio e agosto, degli scatti di carriera, della carriera non considerata in modo completo, della Rpd e della Cia in busta paga quando firmano una supplenza breve. Anche per questu dicenti – ha detto ancora il sindacalista Anief – noi abbiamo chiesto di inserire una indennità specifica nel contratto che si deve firmare. Lo Stato ci deve molti soldi, dico ‘ci deve’ perché anche io sono stato precario otto anni”.

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Scuola: Lezioni finite, si va verso 60 mila assunzioni in ruolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2022

Le scuole chiudono e già si guarda già al prossimo anno. Come segnala Il Sole 24 Ore, il ministro Patrizio Bianchi deve risolvere diversi problemi: secondo Orizzonte Scuola, il primo riguarda la decisione di mantenere le misure anti Covid, ma una risposta definitiva ci sarà solo a fine agosto. L’altro problema, ciclico a dir la verità, riguarda i professori da assumere: lo stesso Bianchi ha affermato che saranno circa 60 mila i prof assunti (o da assumere) nel 2022, che si sommano ai 57 mila del 2021 e questo avverrà da più graduatorie. Tuttavia, i sindacati sostengono che i i numeri resi noti dal titolare del dicastero di Viale Trastevere non bastano per coprire i vuoti d’organico, stimati in quasi 80 mila cattedre. Considerando anche i pensionamenti, sono almeno 5mila i maestri da assumere nella scuola dell’infanzia, 20mila alla primaria, poi vi sono 24mila cattedre scoperte alle medie e 29mila alle superiori. Secondo Anief, però, all’interno di questi numeri vi sono solo una piccola parte di posti di sostegno: la maggioranza, almeno altre 60mila cattedre di didattica speciale, continua ad essere collocato in deroga, fino al 30 giugno, pur essendo nei fatti prive di titolare e quindi assegnabili in organico di diritto.

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