Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘docenti’

Samsung Smart Learning e la guida dedicata ai docenti per gestire al meglio le lezioni da remoto

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Nel contesto attuale, che ha portato alla chiusura prolungata delle scuole di tutta Italia per far fronte alla diffusione del Coronavirus (Covid-19) nel nostro paese, Samsung Electronics Italia, azienda che da sempre si dedica allo sviluppo di progetti nell’ambito dell’istruzione digitale dei giovani, prosegue nel suo impegno nei confronti degli studenti e degli insegnanti del nostro paese, attraverso il progetto Samsung Smart Learning, che si concretizza anche con la creazione del Samsung Smart Learning Kit, un utile strumento per la gestione ottimale della didattica a distanza, che sarà distribuito nei prossimi giorni a oltre 60.000 docenti, di ogni ordine e grado, in tutta Italia, e che viene messo a disposizione di tutti gli insegnanti attraverso il sito di Samsung.
Samsung Smart Learning si rivolge a ogni scuola per far vivere agli studenti un momento di socialità e un’esperienza didattica formativa e per supportare gli insegnanti a trovare modalità alternative per fare didattica in questo momento.Il kit per la didattica a distanza di Samsung è una guida al distance learning completa di sezioni dedicate alle varie fasi e attività di apprendimento da remoto; il kit include sette capitoli diversi nei quali il docente è accompagnato in un percorso che spiega in maniera semplice e diretta come organizzare le fasi preliminari del distance learning con un piano didattico ad hoc per le lezioni online, quali strumenti adottare per avviare una lezione in rete, come gestire al meglio le lezioni frontali e quelle interattive e come organizzare il lavoro dedicato agli esercizi e le interrogazioni. La guida si chiude con un capitolo interamente dedicato alla gestione delle attività di smart learning per i bambini più piccoli.

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Molti alunni, genitori e docenti sotto stress: serve un supporto psicologico

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il mantenimento del diritto allo studio anche nell’attuale situazione di emergenza rischia di provocare dei contraccolpi psicologici non indifferenti a chi è impegnato in questi giorni a fronteggiare l’emergenza del Coronavirus, con conseguenze emotive e psicologiche: anche gli allievi, le loro famiglie, il corpo insegnante e il personale Ata impegnato in turnazioni e lavoro “agile”. Una condizione che diventa pesantissima nei casi in cui un congiunto sia stato contagiato dal Covid-19. Ecco perché diventa fondamentale, per superare la situazione, il coinvolgimento di pediatri, neuropsichiatri, psicologi, logopedisti. È partito in queste ore il progetto “Lontani ma vicini”, con 30 psicologi in ascolto e una équipe medicospecialistica di 40 operatori. Marcello Pacifico (Anief): “Ben venga l’iniziativa, ma è chiaro che il problema è ad ampio raggio, perché riguarda tantissimi cittadini e, soprattutto per il protrarsi dell’isolamento obbligatorio, potrebbe man mano aggravarsi. È bene, quindi, che il ministero dell’Istruzione preveda il supporto di esperti, a sostegno delle famiglie colpite, stipulando anche altri accordi e il coinvolgimento di più addetti. Anche dei docenti e del personale scolastico, laddove le condizioni conseguenze emotive e psicologiche diventino per loro difficili da governare”.
Gli effetti sulla psiche della permanenza forzata nelle mura domestiche, per via del rischio contagio del Coronavirus, non sono trascurabili. Soprattutto se, purtroppo come sembra, l’obbligo di rimanere nelle proprie dimore dovesse protrarsi per altre settimane, sino a protrarsi al mese di maggio. Tra coloro che figurano più a rischio contraccolpo psicologico, derivante dall’adattamento ad una situazione decisamente anomala, ci sono sicuramente bambini e adolescenti. Ma anche gli stessi insegnanti, costretti a mettere in discussione le loro certezze professionali, per ridefinire modalità d’insegnamento, organizzative e comunicative in un contesto nuovo e ricco di insidie.

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Didattica a distanza, confermato il supplente anche se rientra il docente titolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Risultano provvidenziali le risorse specifiche stanziate dal Governo per la salvaguardia dei contratti dei docenti con contratto di supplenza temporanea: nei giorni di sospensione delle attività didattiche, che potrebbero protrarsi nel tempo permettono, infatti, di seguire con costanza gli alunni, seppure da casa, mantenendo in vita la continuità didattica in questo particolare e difficile periodo di stop delle lezioni in presenza, a seguito dell’emergenza da Coronavirus. Il ministero dell’Istruzione ha dato seguito all’assegnazione. Anief plaude al provvedimento: “Era necessario – spiega il suo presidente Marcello Pacifico – per avere immediatamente a disposizione i docenti per la formazione da casa via internet. Senza questa deroga, infatti, le scuole avrebbero potuto confermare le supplenze solo dopo la ripresa delle attività didattiche, ovvero dopo aver potuto appurare l’effettiva mancata presa di servizio del titolare”. Ha fatto bene il Governo a prevedere la conferma dei supplenti, anche in caso di rientro in servizio del collega di ruolo titolare della cattedra. La disposizione è stata approvata da alcuni giorni, con il decreto “Cura Italia”, il DL n. 18 del 17 marzo 2020: all’articolo 121 si prevede che al fine di favorire la continuità occupazionale dei docenti già titolari di contratti di supplenza breve e saltuaria, nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposti in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19, il Ministero dell’istruzione assegna comunque alle istituzioni scolastiche statali le risorse finanziarie per i contratti di supplenza breve e saltuaria, in base all’andamento storico della spesa e nel limite delle risorse iscritte a tal fine nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Le istituzioni scolastiche statali stipulano contratti a tempo determinato al personale amministrativo tecnico ausiliario e docente provvisto di propria dotazione strumentale per lo svolgimento dell’attività lavorativa, nel limite delle risorse assegnate ai sensi del primo periodo, al fine di potenziare le attività didattiche a distanza presso le istituzioni scolastiche statali, anche in deroga a disposizioni vigenti in materia. Con la Nota n. 392 del 18 marzo 2020, il ministero dell’Istruzione specifica che la disponibilità del contratto “potrà essere assicurata “in deroga alle disposizioni vigenti”, attraverso “le risorse necessarie alla stipula di contratti di supplenza breve e saltuaria”, le quali “saranno assegnate in base alla spesa sostenuta dalla singola istituzione scolastica nel triennio precedente nel mese di marzo. Il dirigente scolastico pertanto avrà cura di verificare che gli incarichi di supplenza breve vengano attribuiti entro i limiti delle risorse assegnate. Con successiva comunicazione massiva, il competente ufficio di questo Ministero provvederà a rendere noto l’importo disponibile presso ciascuna istituzione scolastica”. La rivista Orizzonte Scuola, rispondendo ad alcuni quesiti di docenti precari interessati alla conferma della nomina, ha quindi specificato che “non vi è dubbio che bisogna prendere come riferimento i limiti temporali di chiusura o di attività didattiche, che a seconda delle zone interessate dai DPCM che sono succeduti, decorrono o dal 3 febbraio o dal 5 marzo, fino (al momento) al 3 di aprile per tutta Italia. Tutti i docenti che in questi limiti temporali avevano (o hanno) un contratto di supplenza hanno diritto alla proroga della supplenza”. Inoltre, proprio “la Nota MI n. 392 del 17 marzo 2020 prevede la continuità dei contratti in essere di docenza in supplenza breve e saltuaria, a prescindere dunque dall’eventuale rientro del titolare e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria.

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Docenti in servizio su sedi distanti, è l’ora della mobilità straordinaria: lo chiede l’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Con un emendamento al DL “Cura Italia” n. 18 del 17 marzo 2020, il giovane sindacato ha chiesto alla V commissione del Senato di prorogare “per l’a. s. 2020/2021 i termini per la mobilità straordinaria del personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia”, così da permettere loro la collocazione “su tutti i posti vacanti e disponibili, anche in organico di fatto”. Ciò comporterebbe “il rientro dei docenti ‘ingabbiati’, per via dei contorti e poco trasparenti meccanismi di reclutamento operati”.

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Sportello Ido attivo per studenti e docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Sette giorni su sette, sabato e domenica inclusi, sono sempre attivi gli esperti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), pronti a rispondere alle richieste di aiuto che arrivano allo sportello di supporto online ’30 psicologi in ascolto’, nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini’ sul portale Diregiovani.it.
“È uno spazio dedicato a studenti e docenti- spiega Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO- noi siamo nella task force realizzata dal ministro Azzolina, con il coordinamento della dottoressa Boda che collabora con tutte le task force regionali. È spesso difficile sapere cosa fare e dire ai ragazzi, così abbiamo utilizzato il portale d’informazione dedicato a loro – Diregiovani.it – sul quale già esiste da molti anni un servizio di supporto on line, che anche prima dell’emergenza Coronavirus riceveva ogni giorno dalle 5.000 alle 7.000 richieste di aiuto, informazioni, pareri o semplicemente di un bisogno di essere ascoltati. Ecco perché- continua Castelbianco- ci siamo subito appoggiati a questa piattaforma già nota ai ragazzi. Abbiamo sfruttato una realtà operativa strutturata, ma rinforzandola con 30 psicoterapeuti che lavorano nelle scuole, a contatto con gli studenti, e hanno l’abitudine professionale di ascoltarli e parlare con loro. Adesso- sottolinea Castelbianco- continuano a farlo on line”.
Lo sportello ’30 psicologi in ascolto’ mette a disposizione degli studenti un indirizzo email e un numero di cellulare a cui scrivere su WhatsApp o per sms. Accanto al servizio per gli studenti, “abbiamo attivato anche un servizio per i docenti- fa sapere il direttore dell’IdO- per dare supporto e fornire quegli strumenti che li aiutino a gestire l’ansia che i genitori e i ragazzi riversano su di loro. I docenti sono sempre in prima linea e, oltre alla didattica a distanza, vi è tutta una problematica umana che si trovano a dover fronteggiare. Penso ai problemi che nascono e crescono dentro le case, spesso vissute come un luogo di costrizione e non come un piacevole soggiorno. Anche per i docenti, quindi, stiamo realizzando dei videotutorial all’interno di una piccola area riservata solo a loro”.Per gli studenti, infine, l’IdO ha predisposto delle attività che possano aiutarli ad occupare il tempo non solamente davanti ai device, ma anche seguendo dei corsi come quello di giornalismo. “Speriamo che scrivendo possano farci conoscere quello che fanno, con la loro creatività e umorismo. Quando questa emergenza sarà finita pubblicheremo un libro, che invieremo a tutte le scuole d’Italia, come un ricordo”, fa sapere il direttore dell’IdO. Castelbianco poi aggiunge: “Abbiamo avuto già tante risposte dalle scuole, dalla Liguria alla Sicilia, e le loro richieste sono tantissime. Qualora 30 psicoterapeuti non bastassero- conclude- siamo pronti ad aumentarne il numero. L’importante è riuscire a dare una risposta a tutti”.Ecco il link dove guardare la video pillola del direttore dell’IdO: https://www.youtube.com/watch?v=fJGVAcK-gjo

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Scuola: A settembre 250 mila posti di docenti, educatori e Ata

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Trasformare da tempo determinato in indeterminato, a partire dal prossimo 1° settembre, i rapporti di lavoro del personale docente, educativo ed Ata della scuola impiegato su posti vacanti, qualora abbia svolto oltre 36 mesi di servizio, “comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione”: a chiederlo è l’Anief, con una proposta emendativa al DL n. 18 del 17 marzo 2020, presentata alla V commissione del Senato. L’assunzione dei precari, spiega il sindacato, favorirebbe “la funzionalità del sistema per il prossimo anno scolastico”, peraltro senza ravvisare “maggiori oneri per la finanza pubblica”, poiché la sua attuazione farebbe venire meno “le richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”.

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Anno di prova dei docenti valido anche durante la sospensione delle attività didattiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

È di questi giorni la notizia che la sospensione delle attività didattiche sarà protratta oltre il 3 aprile, al punto che in molti si chiedono se non si debba considerare chiuso l’anno scolastico.Se si realizzasse uno scenario del genere, il Ministro Azzolina dovrà fornire ulteriori chiarimenti sulle attività che non possono svolgersi in presenza ai sensi della normativa vigente e che sono ritenute indispensabili per il superamento dell’anno di prova: i laboratori, l’attività di peer to peer, le visite a scuole innovative, il momento di osservazione in classe da parte del dirigente scolastico, la valutazione. Per Anief è importante che chiarisca, fin da adesso, al di là delle attività formative a distanza, quali attività in presenza possano essere derogate e quali debbano essere fatte da remoto per garantire la valutazione dell’attività svolta e il superamento dell’anno di prova degli insegnanti neo-immessi in ruolo.
La FAQ pone chiarezza a seguito dell’approvazione dell’articolo 32 del Decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 che così dispone:
“Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, l’anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validita’ anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Sono del pari decurtati, proporzionalmente, i termini previsti per la validita’ dei periodi di formazione e di prova del personale delle predette istituzioni scolastiche e per il riconoscimento dell’anzianita’ di servizio.”Nella nota n. 278 del 6 marzo 2020, d’altronde, lo stesso Ministero dell’Istruzione ha chiarito che, fino al termine dell’emergenza sanitaria, le attività formative rivolte ai docenti neoassunti 2019-2020 e in generale tutte le iniziative di formazione riguardanti il personale della scuola dovranno essere realizzate con modalità telematiche svolte a distanza.

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Scuole chiuse forse fino a maggio, docenti e alunni hanno bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Tutte le indicazioni politiche fanno propendere per il ritorno sui banchi tra un mese e mezzo. Anche per questo motivo il ministero dell’Istruzione, con la nota inviata alle scuole il 16 marzo, ha inteso validare la didattica a distanza, cercando di trasformarla da esperimento di «vicinanza» agli studenti a delle “lezioni” quasi equiparabili alla didattica tradizionale in classe. A questo proposito, sembra sempre più necessario che gli organi collegiali degli insegnanti, a partire dai collegi dei docenti, vengano convocati a distanza dai dirigenti scolastici per predisporre i criteri di valutazione da adottare durante questa fase di didattica non in presenza, che si protrarrà per diverse settimane.
Le scuole resteranno chiuse ancora e probabilmente a lungo, quasi sicuramente fino ai primi di maggio, ma è ormai considerata possibile una ulteriore proroga fino alla fine dell’anno scolastico. Per saperlo bisognerà aspettare i dati sui contagi dei prossimi giorni, ma è chiaro ormai che la prospettiva non sia breve. A scriverlo è Il Corriere della Sera, sulla base degli ultimi dati nazionali sull’avanzare del contagio tra la popolazione italiana.Intanto, al ministero dell’Istruzione non si esclude alcuno scenario, come ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, per fare in modo che l’anno scolastico sia «valido non solo formalmente ma anche nella sostanza»: l’obiettivo è, continua il quotidiano milanese, fare in modo cioè che questi mesi di didattica a distanza servano non solo «a fare comunità, ma anche ai fini dell’apprendimento» anche se «chiaramente non potranno essere raggiunti tutti gli obiettivi del programma».“Per chiudere l’anno senza contestazioni – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene poi che da Viale Trastevere arrivino indicazioni chiare sulla gestione straordinaria dei prossimi Esami finali di Stato, anche prevedendo eventuali semplificazioni delle prove tradizionali, a partire dalla maturità che riguarda circa mezzo milione di studenti. Senza queste disposizioni, è chiaro che si terrebbero in piedi le tante voci, alcune delle quali impraticabili, sulla fine dell’anno scolastico e su come si svolgeranno le prove degli esami di fine ciclo”“Ma al ministero dell’Istruzione è bene che si proceda pure con un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, anche alla luce del blocco dei concorsi per due mesi, assumendo prima di tutto vincitori e idonei delle precedenti procedure, oltre che tutti i precari inseriti nelle graduatorie, anche d’istituto, e utilizzando la ‘call veloce’, provvedendo a coprire pure tutti i posti vacanti in organico di diritto, anche per il sostegno, il personale Ata e il dirigenti scolastici. L’ombra delle 200 mila supplenze annuali si fa sempre più lunga”, conclude il presidente nazionale Anief.

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Tanti docenti precari fanno didattica a distanza senza strumentazioni e connessioni adeguate

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Anche nei giorni della paura da Coronavirus, i precari della scuola continuano a tenere banco: perché pure nell’emergenza, il diritto alla loro stabilizzazione viene ancora una volta negato, per non parlare della discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo su vari fronti, tra cui quello del mancato aggiornamento e adeguamento tecnologico. Il tema, del resto, non può passare inosservato, perché riguarda un numero inaudito di supplenti: l’Italia, infatti, veleggia verso la storica soglia dei 200 mila contratti da sottoscrivere nella stessa estate, che sarà la prossima.Marcello Pacifico (Anief): “La verità è che in Italia la figura del precario, anche quello di lungo corso, continua a essere bistrattata. A dispetto delle direttive europee, che da oltre vent’anni stabiliscono la collocazione in ruolo di tutti coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio su posto vacante. Lo stato di eccezionalità in cui ci troviamo non ha cambiato le cose: il Governo, per i precari della scuola non è andato, tramite il Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, oltre l’approvazione di alcune misure per favorire la continuità occupazionale per i docenti supplenti brevi e saltuari. Il mancato aggiornamento e le mancate assunzioni diventano fattori ancora più ingiusti e intollerabili”.Pure nei giorni di emergenza massima, per l’imperversare tra la popolazione del Covid-19, si continua a trattare i precari della scuola come figli di un dio minore. Anche la politica si sta occupando di questa problematica: “La scuola esige risposte certe: gli assistenti alla comunicazione restano nel limbo, così come gli esami di maturità e si continua a parlare di concorsi ma sarebbe più facile immettere in ruolo i precari storici. L’Italia che sta lottando per vincere la battaglia della vita ha bisogno di certezze e non di ambiguità”, dicono i deputati di Fratelli d’Italia Carmela Ella Bucalo, Paola Frassinetti e Federico Mollicone.

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Sostegno: Ancora un anno con docenti senza specializzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Gli insegnanti che conseguiranno il titolo a maggio non bastano a coprire i vuoti di organico. Anief chiede l’avvio di un percorso straordinario, in modalità telematica e a costi ridotti, riservato al personale con 24 mesi di servizio su posti di sostegno per conseguire la specializzazione e garantire il diritto all’istruzione di tutti gli alunni. Scarica la lettera inviata dal presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, al ministro Gaetano Manfredi.

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Cambridge a fianco dei docenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

In pochi giorni il libro digitale e l’insegnamento a distanza sono diventati aspetti fondamentali per garantire la continuità didattica agli studenti italiani. Cambridge University Press, con il supporto del partner tecnico bSmart, ha deciso di dare il suo contributo per venire incontro alla difficoltà di tanti docenti d’inglese.Data la difficoltà di molti insegnanti di reperire contenuti di qualità, Cambridge University Press ha deciso di aprire gratuitamente a tutti, insegnanti e studenti, la versione digitale dei suoi corsi per le scuole medie e superiori per l’insegnamento della lingua inglese.Uno sforzo tecnologico considerevole visto che tra i circa 14mila docenti e 600mila studenti che utilizzano libri editi dalla Cambridge University Press vi è stato un forte aumento dell’interesse per la parte digitale dei propri corsi: “in appena cinque giorni sono stati attivati 40mila nuovi ebook e sono state create più di 3mila classi virtuali, il 12% in più di tutte quelle create nei sei mesi passati dall’inizio dell’anno scolastico”, racconta Emanuele Putignano, CEO bSmart Labs.Un contesto in cui la didattica tradizionale è bloccata, il libro digitale diventa un alleato fondamentale offrendo risorse, mappe concettuali ed esercizi interattivi, a cui si aggiunge la possibilità per i docenti, attraverso le classi virtuali, di assegnare e correggere i compiti, inviare messaggi all’intera classe o a singoli studenti e dare valutazioni.Proprio per aiutare ulteriormente i docenti ad affrontare l’attuale situazione, bSmart e Cambridge University Press hanno sviluppato a tempi di record la nuova funzione Lezioni LIVE che permetterà di fare lezioni in live streaming direttamente sulla stessa piattaforma da cui si accede al libro digitale. Uno strumento che sarà attivo a partire da fine settimana e che permetterà di annullare le distanze, aumentare il coinvolgimento e garantire una routine didattica regolare. In aggiunta, sono anche state implementate delle speciali bacheche generate sulla base delle esigenze dei docenti, in modo da dar loro uno strumento per mantenere vivo il rapporto con la classe e condividere in modo semplice e sicuro risorse e materiali. Infine, la funzione di sintesi vocale del libro liquido faciliterà lo studio anche per chi ha bisogni speciali e si trova in una posizione di particolare fragilità.I corsi della Cambridge University Press, in versione digitale, saranno interamente disponibili fino a luglio sul sito https://bsmart.it/ che ospita la versione digitale dei corsi creati per la scuola italiana dalla Cambridge University Press .Il supporto della Cambridge University Press non si fermerà qui: dalla prossima settimana, gli insegnanti italiani d’inglese della scuola media e superiore potranno infatti usufruire di una serie di lezioni a distanze tenute da formatori madrelingua inglese esperti in e-learning.

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Scuola: Stipendi, si parla di 68 euro in più ma non bastano

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’emergenza Coronavirus sembra avere arrestato la volontà politica di produrre gli incrementi “a tre cifre” promessi in più occasioni dagli ultimi tre ministri ai lavoratori della scuola, anche attraverso l’accordo sottoscritto dieci mesi fa con il premier Giuseppe Conte. La verità è che l’avvicinamento degli stipendi dei docenti italiani a quello dei colleghi europei rimane però solo sulla carta. Anief chiede di essere convocata, in qualità di sindacato rappresentativo, appena verrà superato l’allarme del Covid 19. Marcello Pacifico, leader del sindacato rappresentativo Anief: “Ben venga il taglio del cuneo fiscale, frutto dell’estensione del cosiddetto bonus Renzi da 80 euro netti anche ai lavoratori che guadagnano oltre i 35 mila euro, non fermandosi quindi più agli attuali 26.600 euro. Non vorremmo, però, che la situazione di emergenza, dovuto al contagio del Coronavirus, faccia passare in secondo piano, o nel dimenticatoio, lo scandalo degli stipendi ridicoli conferiti al corpo insegnante italiano e al personale Ata della scuola. Servono risorse immediate, fissate già all’interno del Def di primavera, come impegno formale per la prossima Legge di Bilancio: lo abbiamo detto durante l’ultimo incontro sul memorandum della PA, tenuto a Palazzo Vidoni con la ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone. Lo ribadiamo ora”.
Gli stipendi netti dei docenti, come tutti gli altri dipendenti, da luglio 2020 saranno incrementati di 68 euro netti medi al mese, dovuti al taglio del cuneo fiscale. Parallelamente, si svolgerà il tavolo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che è così tornata sul tema dei compensi degli insegnanti ancora troppo bassi.
Orizzonte Scuola ricorda che “gli aumenti previsti sono stati considerati insufficienti dai sindacati, che hanno anche contestato il fatto di considerare come un aumento per gli stipendi dei docenti il taglio del cuneo fiscale”. Inoltre, sempre l’on. Lucia Azzolina, ha collocato come prioritaria, nelle linee guida presentate davanti alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, l’apertura, “quanto prima”, dei “tavoli politici e tecnici in vista dell’avvio delle trattative per il nuovo contratto di lavoro per il personale della scuola”.

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Scuola: Piano per il Sud, la ministra Azzolina per ampliare docenti e offerta formativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Il progetto, ha detto la titolare dell’Istruzione, ha messo al centro la scuola, così da superare il tasso di abbandono scolastico che grava sui territori delle regioni meridionali: come in Campania (19%), in particolare a Napoli (22%), ma anche in alcune province siciliane, dove si supera il 30%. Le risorse stanziate serviranno a ridurre il divario, in materia di istruzione, con le regioni del Nord. Già dal prossimo anno scolastico – ha proseguito Azzolina – sarà attiva una Task Force nelle regioni del Mezzogiorno per ampliare offerta formativa, incrementare docenti e tutor, realizzare laboratori e ammodernare le strumentazioni, potenziare le attività pomeridiane nelle scuole. Anief reputa positiva la decisione del Governo di concentrare gli sforzi per risollevare l’istruzione pubblica del Meridione. Perché solo ampliando gli organici è possibile attuare sdoppiamenti di classe, in presenza di un’elevata quantità di iscritti, e di tenere sempre aperte le scuole del Sud, dove occorre riallineare i livelli di apprendimento. “Per avere un riscontro agli annunci della ministra Lucia Azzolina – precisa Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene però che ora giungano risorse nuove, finalizzate allo scopo, attraverso il Def di primavera: produrre uno sforzo importante, con investimenti veri, significa incrementare gli organici del personale scolastico, creare nuovi laboratori e attrezzature, attuare il tempo pieno e in generale aumentare quello passato a scuola. Non ci si può certo fermare all’emendamento del M5S al decreto Milleproroghe, che, pur nella sua positività, va a cancellare meno di mille classi pollaio, a fronte di oltre 15 mila oggi ancora esistenti nelle nostre scuole”.Il Piano per il Sud, presentato nei giorni scorsi a Gioia Tauro, è un progetto a cui il Governo tiene molto: lo ha fatto intendere la ministra Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a “Il Mattino”, parlando della Task Force che l’esecutivo in carica vuole attivare nelle regioni del Mezzogiorno per ampliare offerta formativa, incrementare docenti e tutor. Partendo dall’uccisione del 15enne ucciso a Napoli, dopo aver tentato una rapina nei confronti di un carabiniere, la ministra dell’Istruzione ha illustrato alcuni dei contenuti del Piano per il Sud, affermando che l’antidoto contro la criminalità è proprio la scuola.Il giovane sindacato ha già detto che, se si vuole davvero voltare pagina, occorre introdurre un surplus di 40 mila docenti aggiuntivi, in organico di diritto, pari ad almeno cinque docenti in più per istituto, i quali andranno in prevalenza impiegati nelle scuole dove si prevede un incremento di orario di apertura delle istituzioni scolastiche. Del resto, è nello stesso testo di presentazione del Piano per il Sud che si parla della necessità di “favorire l’apertura delle scuole in orario pomeridiano nelle regioni del Mezzogiorno”. Inoltre, tra “i risultati attesi” con l’attuazione del progetto, vi è proprio quello di “ampliare l’offerta formativa e l’attività pomeridiana, estendere a tutte le regioni del sud le best practice dei programmi di scuole aperte, incrementare docenti e tutor, realizzare i laboratori necessari alle attività e ammodernare la strumentazione”.L’obiettivo a lungo termine, ha detto anche Mila Spicola sull’Huffington Post, è quello di “combattere la dispersione scolastica, innalzare il livello delle competenze di base”. Solo che sino a oggi lo Stato ha offerto “ad alcuni bambini (perlopiù al Nord e nei centri) 8 ore di scuola ordinamentale, con organico e risorse connesse per il funzionamento delle mense, continua, uniforme, stabile al giorno (tempo pieno) e ad altri (perlopiù poveri, delle periferie, del Sud) 4/5 ore di scuola al giorno, farcendoli però di ogni tipo di ‘progetto’”. La contraddizione è palese. “Lo ha chiaramente detto anche l’UE: in Italia si tende a utilizzare i fondi UE per compensare vuoti che lascia lo Stato. Non funziona”. In tal modo, “a questi altri bambini, si sta facendo un torto grave in termini di diritti costituzionali e di livelli essenziali di prestazione”.
Convinta di questo, da diversi anni, l’associazione sindacale Anief ha presentato formale proposta per l’anticipo dell’obbligo scolastico a 5 anni, prevedendo nel contempo anche l’estensione dell’obbligo formativo sino a 18 anni. Allo stesso tempo, il sindacato – consapevole che il Centro-Sud continua ad arrancare – ritiene sempre più centrale l’implementazione del tempo scuola e degli organici del personale, poiché le attività scolastiche rimangono essenziali per vincere abbandoni ed espansione dei Neet, che proprio al Sud hanno assunto proporzioni gigantesche.Altre proposte del giovane sindacato riguardano il potenziamento e l’apertura al mondo del lavoro in regioni con poche aziende. Questo si può realizzare con il recupero della tradizione artigianale e artistica (restauro e altro) e delle tradizioni gastronomiche e agricole proprie del territorio. Inoltre un grosso incentivo dovrebbe avere la formazione di competenze dirette all’imprenditoria giovanile soprattutto in forma collettiva/cooperativa e favorire la conoscenza della specificità culturale ed economica del territorio, per attivare percorsi formativi con laboratori che favoriscano l’avviamento al lavoro.

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Scuola: Docenti e Ata precari su posto libero

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Hanno diritto a scatti d’anzianità e risarcimento danno. Lo ha detto la Corte d’Appello di Firenze, che ha condannato il ministero a corrispondere al dipendente otto mensilità dell’ultima retribuzione globale e a corrispondergli le progressioni di carriera non riconosciute durante il precariato. Questa sentenza conferma che la prassi italiana dell’abuso dei contratti a termine su posti vacanti, oltre i 36 mesi, viola la normativa comunitaria e produce un ingiustizia verso il lavoratore.Un lavoratore precario che occupa un posto vacante ha diritto agli scatti di anzianità e al risarcimento, anche a distanza di anni e se nel frattempo è stato immesso in ruolo: lo ha stabilito la Corte d’Appello di Firenze, confermando in questo modo che la reiterazione di contratti a termine su posti senza titolare, oltre i 36 mesi di servizio, costituisce un abuso che viola la normativa comunitaria e va sempre condannato al risarcimento del danno. Il giudice ha così condannato il ministero dell’Istruzione, che aveva proposto appello avverso una sentenza di primo grado già sfavorevole all’amministrazione, per l’abuso perpetrato a danno dei lavoratori precari della scuola.Incurante dell’illecito che si esercita, l’Italia continua a licenziare e a riassumere annualmente decine di migliaia di supplenti docenti e Ata della scuola. Ora, il tribunale non solo dice che in tal modo si disattende la direttiva Ue 70 del 1999, ma anche che tale pratica è illegittima anche laddove i 36 mesi di servizio a termine riguardano contratti con scadenza al 30 giugno anziché 31 agosto. Questo perché il giudice ha ben compreso che in realtà lo Stato riduce la nomina solo per risparmiare sull’assegnazione degli stipendi estivi (luglio e agosto), mentre in realtà si tratta di posti vacanti e disponibili. In questo novero rientrano, tra l’altro, oltre 50 mila cattedre di sostegno, assegnate con la deroga anche se a tutti gli effetti disponibili per ruoli e mobilità perché senza alcun titolare.

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Scuola: Docenti neo-assunti fermi 5 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

Con le prossime assunzioni, coloro che verranno immessi in ruolo non potranno chiedere di spostarsi, nemmeno con assegnazione provvisoria, né con utilizzazione annuale motivata, per ben 60 mesi. Il sindacato reputa tale decisione particolarmente grave. Perché va a ledere in modo diretto il diritto al lavoro e alla famiglia. Per questi motivi, il sindacato Anief ha chiesto di introdurlo anche con un emendamento al decreto Milleproroghe. Tirare dritto per la strada intrapresa significa anche non ammettere gli effetti disastrosi dell’algoritmo impazzito che nel 2015 portò migliaia di docenti a essere assunti in sedi lontanissime dai propri affetti senza conoscerne i motivi, come hanno ben descritto i giudici del Consiglio di Stato nelle sentenze richieste dai legali del giovane sindacato.Tra le novità sulla scuola introdotte dalla Legge 159/2019 ci sono anche le diverse modalità di gestioni delle immissioni in ruolo: se da una parte viene mantenuta la procedura consueta, con il 50% delle assunzioni da GaE e il 50% dai concorsi 2016/2018, dall’altra assisteremo all’introduzione della ‘call veloce’: di fatto, scrive oggi Orizzonte Scuola, i docenti già inseriti nelle GaE e nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018 potranno “presentare istanza al fine dell’immissione in ruolo in territori diversi da quelli di pertinenza delle medesime graduatorie. Si potrà scegliere una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza. Le immissioni in ruolo da questa call veloce saranno disposte entro il 10 settembre di ciascun anno scolastico”. Fin qui nulla da dire, se non che sarebbe necessario allargare la formazione delle ‘call veloci’ alle graduatorie d’istituto, considerando che in moltissimi casi non vi sono più candidati né da GaE né da graduatoria di merito. Il vero problema è, invece, che a decorrere dalle immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2020/21 scatta il vincolo quinquennale di permanenza nella scuola, a seguito del quale “non sarà possibile richiedere trasferimento, assegnazione provvisoria o utilizzazione in altra scuola prima di cinque anni di effettivo servizio nella scuola di titolarità”. Come “non sarà possibile usufruire neanche dell’art. 36, che permette di accettare per tre anni supplenza su altro ruolo o classe di concorso”.

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Scuola: Al palo i concorsi per assumere 70 mila docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Ad una manciata di giorni dal mese di marzo, sul fronte dei quattro annunciati concorsi pubblici, ordinari e riservati, per assumere oltre 70 mila nuovi docenti, relativi a tutti i cicli scolastici ed anche ai colleghi di religione cattolica, non c’è ancora nulla di ufficiale: il ritardo diventa particolarmente grave, perché rende sempre più improbabile l’individuazione entro l’estate dei vincitori delle procedure selettive, compresi i 24 mila derivanti da quella straordinaria della secondaria. Considerando le decine di migliaia di posti avanzati lo scorso anno dalle immissioni in ruolo, altrettanti posti vacanti, le 60 mila cattedre di sostegno in deroga e i 50 mila pensionamenti che si realizzeranno dal prossimo 1° settembre, tenendo conto anche di “Quota 100”, oltre che l’altissimo numero di graduatorie – GaE e merito – senza più alcun candidato, si sta andando dritti spediti verso un numero impressionante di supplenze annuali: forse oltre le 200 mila annunciate nei giorni scorsi.“Il rammarico per come si stanno mettendo le cose è tanto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché per diverso tempo ci era stato assicurato che i bandi di concorso sarebbero partiti entro la fine dello scorso anno. Poi, con il cambio di ministro, i problemi dello ‘spacchettamento’ dei dicasteri dell’Istruzione e dell’Università e Ricerca, le mancate nomine dei direttori generali, i tempi si sono allungati e ci è stata fornita una nuova scadenza: quella del 29 febbraio prossimo. Nel frattempo, però, le lungaggini burocratiche e il mancato via libera del Cspi hanno rallentato ulteriormente l’iter di approvazione dei regolamenti e bandi concorsuali definitivi, costringendo il Governo ad inserire nel decreto Milleproroghe l’ulteriore nuova scadenza del 30 aprile 2020 per la pubblicazione dei testi ufficiali. Se si arriverà a quella data, con le selezioni ancora tutte da organizzare e le commissioni da allestire, anche in virtù delle esperienze passate, possiamo dire sin d’ora che sarà impossibile concludere i concorsi in quattro mesi. Così, la supplentite avrà vinto ancora”.Cresce il malcontento per la mancata indizione dei concorsi pubblici, già minimali e discriminatori, per insegnare nella scuola pubblica. Eppure, scrive oggi Tuttoscuola, il decreto legge 126/2019, il cosiddetto salva-precari, aveva previsto l’indizione contestuale entro il 2019 dei concorsi scuola ordinari e straordinari per la scuola secondaria.

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Scuola: In pensione 50 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Cresce il numero di pensionamenti scuola dal 1° settembre 2020: lo ha comunicato il Ministero dell’Istruzione alle organizzazioni sindacali: per ora, sicuramente lasceranno il servizio in 33.886; poi, ci sono 16.683 domande prodotte con “Quota 100”, ancora da validare, anche se la gran parte dovrebbe essere autorizzata. Con i quasi 200 mila posti già vacanti, la scarsità di candidati nelle GaE e vincitori delle procedure concorsuali, la lunga attesa per i nuovi concorsi, si prevede un nuovo anno scolastico all’insegna delle supplenze: ecco, per quale motivo occorrono provvedimenti urgenti.“Il problema – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che negli ultimi anni le immissioni in ruolo del personale docente sono andate deserte in un caso su due. In pratica, il turn over nella scuola non si effettua. Con due effetti particolarmente negativi: l’aumento della supplentite, con il record delle 200 mila supplenze di lunga durata, e l’invecchiamento del corpo insegnante, con due docenti su tre over 50, tanto da ritrovarci con il corpo docente più vecchio al mondo,. Ecco perché come sindacato chiediamo sin d’ora un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, prevedendo la stabilizzazione anche da graduatoria d’Istituto, attraverso l’innovativo sistema delle ‘call veloci’ che verrà introdotto la prossima estate”.Dal 1° settembre prossimo la scuola dovrà fare a meno sicuramente di oltre 33 mila docenti e Ata: lo ha comunicato il ministero dell’Istruzione ai sindacati. Si tratta di un numero cospicuo, più alto della media degli ultimi anni. Nel dettaglio, riporta Orizzonte Scuola, si tratta di 26.327 docenti; 7.088 ATA; 78 unità di personale educativo; 383 insegnanti di religione. Poi ci sono 16.683 domande prodotte con “Quota 100”, il cui lasciapassare, attraverso una verifica individuale dei requisiti, arriverà nelle prossime settimane: quindi, i potenziali pensionati, sempre tra insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari, superano le 50 mila unità.A poco a poco gli Uffici Scolastici pubblicheranno i dati provinciali, con la ripartizione per classi di concorso, utili innanzitutto per la mobilità degli insegnanti di ruolo. Il 50% dei posti va alla mobilità, il 50% alle immissioni in ruolo. In particolare, dopo aver accantonato il 50% dei posti rimasti disponibili dopo i trasferimenti provinciali da destinare alle immissioni in ruolo, del 50% residuo una parte viene riservata alla mobilità interprovinciale e una parte alla mobilità professionale.

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Scuola: Stipendi docenti, servono nuove risorse nel Documento di Economia e Finanza primaverile

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Le dichiarazioni pubbliche sulla volontà politica di produrre per i lavoratori della scuola incrementi di almeno cento euro, con tanto di accordo sottoscritto con il premier Giuseppe Conte, risalgono a oltre un anno di fa. Da allora, i tre ministri che si sono succeduti hanno preso l’impegno, parlando di avvicinamento degli stipendi dei docenti italiani a quelli dei colleghi europei: prima Marco Bussetti, poi Lorenzo Fioramonti e ora Lucia Azzolina hanno confermato l’intenzione.Per passare, però, dagli 80 euro lordi oggi finanziati per il rinnovo del contratto come per tutto il pubblico impiego e per salvaguardare l’elemento perequativo servono ulteriori risorse. Per Marcello Pacifico, leader del sindacato rappresentativo Anief, “il taglio del cuneo fiscale e l’estensione del cosiddetto bonus Renzi ad altre fasce di lavoratori contribuenti non basta certamente a valorizzare una professione che appare svenduta. Bisogna trovare nuove risorse da includere nel Def di primavera, prologo della prossima legge di bilancio: operazione che abbiamo ribadito come necessaria e urgente, durante l’incontro tenuto a Palazzo Vidoni con la ministra della PA Fabiana Dadone”L’idea degli aumenti a tre cifre per circa un milione di docenti della scuola pubblica è in circolo nella politica dai tempi del ministro leghista Marco Bussetti, ma anche “Il suo successore ha puntato in alto, chiedendo stanziamenti consistenti per il mondo della scuola. Richieste che gli sono costate le dimissioni, come promesso ad inizio legislatura”, scrive oggi Orizzonte Scuola. Per colmare almeno parte del gap, pari a mille euro medi in meno a fine carriera rispetto ai redditi dei docenti che operano in alcuni Paesi europei, è notizia di questi giorni, fornita dall’attuale Ministro, la disponibilità per gli insegnanti di fondi per aumenti medi di 100 euro lordi, pari al 3,7% in più rispetto ad oggi.A questi numeri, però, bisogna aggiungere gli aumenti derivanti dal taglio del cuneo fiscale, che dipendono dal reddito pro capite: “i lavoratori della scuola – continua la rivista specializzata -, che hanno una retribuzione media annuale di 28.440 euro, pari ad un reddito medio annuale di 25.937 euro, grazie al taglio del cuneo fiscale godranno di un incremento netto delle retribuzioni di 440,95 euro da luglio a dicembre, pari ad un incremento mensile di 73,49 euro, che corrisponde ad una variazione del netto del 2,12%. L’aumento medio, quindi, potrebbe anche arrivare a 130 euro netti”.
Le stime collimano con quelle dell’attuale titolare dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale qualche giorno fa, intervistata dal quotidiano Il Messaggero, aveva detto che “a breve partiranno i tavoli politici per il rinnovo del contratto e per le abilitazioni. Servono risorse per gli stipendi e dal taglio del cuneo fiscale arriveranno in media 68 euro netti al mese a docente, sia precario sia di ruolo. Tra questo e il rinnovo avremo più di mezzo milione di docenti con oltre 100 euro netti in più al mese”.

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Scuola: Rientro dei docenti assunti nelle proprie province

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Il rientro dei docenti nella propria provincia di appartenenza è una delle battaglie storiche dell’Anief ed ora diventa parte essenziale di un disegno di legge, presto all’esame dei parlamentari della Camera: a proporlo, alcuni giorni fa, è stata l’on. Tiziana Drago, del M5S, all’interno di una proposta articolata per la riforma del welfare familiare. Il ddl parte dall’assunto di favorire la natalità e attuare misure che consentano alle donne di avere figli nel picco maggiore di fertilità. Marcello Pacifico (Anief): “Il tema della mancata tutela del diritto alla famiglia del personale assunto, rischia di riproporsi anche nelle prossime settimane, dal momento che con la ‘call veloce’ si dà l’opportunità ai docenti precari di presentare domanda in un’altra regione per essere immessi in ruolo, un po’ come avvenne già in passato con il piano straordinario della Legge 107/2015. Costringerli, poi, a rimanere fermi per cinque anni, come prevedono le ultime norme approvate, pur in presenza di cattedre vacanti, è un atto di ingiustizia e di cinismo” Secondo quanto riferisce Orizzonte Scuola, il testo – ufficializzato il 30 gennaio scorso, ma non ancora assegnato alle competenti Commissioni per la lettura – non è ancora disponibile. Tuttavia, alcuni punti sono anticipati dalle agenzie giornalistiche: tra quelli centrali del ddl, figura proprio il rientro dei docenti nelle proprie province, motivato da fatto che “il benessere degli insegnanti passa anche da una condizione di lavoro stabile, accanto ai propri affetti. Un problema acuitosi con la mobilità straordinaria (2016) conseguente al piano di assunzioni Renzi, ma che riguarda anche docenti assunti con altri canali”.

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I docenti italiani guadagnano mille euro in meno al mese rispetto all’area Ocse

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Il disavanzo rispetto all’area Ocse negli ultimi anni si è ulteriormente aggravato: l’inflazione negli ultimi dieci anni è aumentata di oltre il 14%, con 8 punti accumulati tra il 2007 e il 2015. Gli aumenti ridicoli del 3,48% introdotti nel 2018, dopo due lustri di blocco, hanno lasciato sotto i compensi di 5 punti percentuali. E l’indennità di vacanza contrattuale, fissata al 0,5%, non cambia molto la situazione. Marcello Pacifico (Anief): “Per parlare di stipendi europei, servono 4 miliardi. Solo così sarà possibile avere aumenti medi netti mensili di 240 euro. I risicati 70 euro lordi di incrementi mensili proposti da Mef e Funzione Pubblica sono solo un anticipo da riconoscere a chi svolge una professione sempre più difficile da portare avanti” L’inadeguatezza degli stipendi dei docenti italiani è un dato oggettivo. E anche insopportabile. Anche Papa Francesco è tornato a parlarne, con sdegno, durante un seminario organizzato in Vaticano dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sul tema “Istruzione: il Patto globale”. Il Pontefice ha giustamente ricordato che “davanti alle sfide dell’educazione ruolo cruciale è quello dei docenti, sempre sottopagati. La loro funzione deve essere riconosciuta e sostenuta con tutti i mezzi possibili. È necessario che abbiano a disposizione risorse nazionali, internazionali e provate adeguate”.
In effetti, ricorda Orizzonte Scuola, secondo l’ultimo rapporto Education at glance 2019, un insegnante di scuola primaria guadagna, in Italia, 30.403 dollari, contro una media Ocse di 31.276 dollari, per poi arrivare a fine carriera a 44.468 dollari, contro una media Ocse di 55.364 dollari. Ancora più evidente è la differenza stipendiale se si guardano i dati relativi agli insegnanti delle secondarie di primo e secondo grado: un professore delle medie guadagna 32.725 dollari a fronte di una media Ocse di 34.230 dollari.Dopo 15 anni il confronto è tra 39.840 dollari (Italia) e 47.675 dollari (media Ocse). A fine carriera tra 48.833 (Italia) e 57.990 (media Ocse). Alle secondarie di secondo grado, a inizio carriera un docente in Italia guadagna 32.725 dollari, contro i 35.859 dollari della media Ocse. Dopo 15 anni, 40.952 dollari (Italia) e 49.804 dollari (media Ocse), a fine carriera, 51.045 (Italia) e 60.677. Se si guarda solo all’Europa la storia non cambia, perché un docente della Germania o dell’Olanda può contare su compensi più che doppi rispetto a quelli dei colleghi italiani. È quindi pari ad oltre mille euro in meno al mese il gap, dopo una trentina d’anni di servizio, tra un insegnante della scuola italiana ed un collega dell’area Ocse.Come se non bastasse, l’Aran ha rilevato che lo stipendio di chi insegna nella scuola italiana è molto più basso anche rispetto agli altri occupati dei comparti pubblici: se quello dei docenti e Ata non arriva a 30 mila euro, la media della PA è di 34.491 euro. Anche i ministeriali (con 30.140) superano in media i docenti. Solo per fare qualche esempio, il compenso, nella presidenza del Consiglio gli stipendi medi annui raggiungono i 64.611 euro e nelle Autorità indipendenti superano i 91.259 euro. Per non parlare dei magistrati, quasi a 140 mila euro annui.

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