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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘dolore cronico’

Allarme dolore cronico: l’esercito dei dimenticati

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

Troppi italiani pur curandosi, continuano a soffrire. Chi continua a soffrire del comunissimo mal di schiena (più della metà), di cefalea, della nevralgia post-erpetica (fuoco di Sant’Antonio), della nevralgia del trigemino, artrosi, si è ormai rassegnato a pensare che la medicina non può fare di più, rinunciando a stare meglio, “accettando” il dolore come un inevitabile conseguenza del loro problema.“Tutti cercano di lenire il dolore, ma se questo è cronico, per molti la cosa si fa difficile con il trascorrere del tempo – spiega Giuliano De Carolis, Presidente Federdolore-SICD (Società Italiana dei Clinici del Dolore), Anestesista dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa – Purtroppo il dolore viene sopportato o sottovalutato dal paziente in quasi un terzo dei casi (29%) oppure curato con antidolorifici non specifici (23%). Dopo le prime cure, spesso sufficienti per la fase acuta, 1 paziente su 4 non riesce più a far fronte alla sofferenza perché le cure non sono più efficaci. I tentativi di trovare nuove strade farmacologiche non hanno sempre successo e il paziente stesso, scoraggiato, non crede più a soluzioni possibili. In realtà le soluzioni esistono e risolvono o migliorano la maggioranza dei casi, grazie alle nuove tecnologie che permettono approcci mini-invasivi, duraturi e non farmacologici”. Dunque 1 italiano su 4 soffre di dolore cronico, e di questi il 25% non è adeguatamente trattato. Sotto la lente dei massimi esperti del dolore, riuniti a Milano al 5° International Theras Day, questi dati preoccupanti e la necessità di individuare le modalità per intervenire a favore dei numerosi pazienti che persistono ad avere un dolore cronico senza alcun miglioramento.“La nuova frontiera è la neurostimolazione, non ancora così diffusa e praticata in Italia. Parliamo di trattamenti senza l’utilizzo di farmaci, ben consolidati e utilizzati a livello globale da oltre 30 anni, in cui gli impulsi elettrici calmano i nervi e riducono i segnali di dolore al cervello – continua De Carolis – Gli strumenti a disposizione offrono la possibilità di intervenire in modo efficace, rapido e duraturo, a seconda le indicazioni di ogni singolo paziente. Il livello di invasività è decisamente ridotto, basti pensare alla neurostimolazione percutanea (PENS) in grado di alleviare il dolore già dalla prima applicazione nella zona di interesse. Per dolori più complessi è possibile intervenire anche a livello midollare grazie a un intervento chirurgico (SCS, Stimolazione del Midollo Spinale) che permette di impiantare un piccolo dispositivo che rilascia in sicurezza lievi impulsi elettrici ai nervi interrompendo o riducendo la trasmissione dei segnali del dolore al cervello. I trattamenti di nuova generazione2 oltre a confermare l’evidente livello di efficacia anche nel tempo, ha inciso molto anche sull’invasività dell’intervento che ora viene fatto in anestesia locale con un blando sedativo per la durata di massimo 1 ora. Anche i tempi di reazione sono decisamente migliorati, grazie soprattutto alla mancanza di formicolio (parestesia) che facilita la ripresa delle attività quotidiane (compresa quella di guidare l’auto)”. L’azienda che meglio rappresenta l’impegno in questo ambito e investe nella Ricerca e Sviluppo è una realtà italiana e si chiama Theras Group. Attraverso la tecnologia sicura, sostenibile e facilmente gestibile, il Gruppo è in grado di rispondere adeguatamente alle nuove frontiere per la cura de dolore cronico con i trattamenti di neurostimolazione.La prima si chiama Nevro Senza (unico stimolatore ad alta frequenza) ed è il trattamento di nuova generazione per la stimolazione del midollo spinale che Theras Group distribuisce in Italia. Offre un’ampia gamma di vantaggi, dimostrata da un importante sollievo dal dolore soprattutto alla schiena e alle gambe. La superiorità a lungo termine della terapia con stimolazione ad alta frequenza (rispetto alla SCS tradizionale) è stata dimostrata in un importante studio 2. La seconda si chiama Nextim, un sistema per la neurostimolazione percutanea ideato dalla Ricerca Theras che sotto forma d’onde bilanciate a frequenze alternate, è in grado di regolare l’intensità della stimolazione elettrica, confermando livelli di efficacia analgesica.Tecnologia e innovazione come strumento per intervenire nel dolore cronico, per rispondere adeguatamente alle numerose necessità di una popolazione ampia e sofferente. Questi gli obiettivi di un’azienda leader nelle tecnologie e innovazione come Theras Group che ogni anno (siamo alla 5° edizione) riunisce gli specialisti e i massimi esperti del settore per condividere scelte di intervento più tecnologicamente avanzate.

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Imparare a vivere con il dolore cronico

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

doloreNel 2003 la Società Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ha stimato che circa il 20% della popolazione mondiale soffra di qualche forma di dolore cronico, includendo il dolore oncologico, quello post-chirurgico o post-traumatico e quello muscolo-scheletrico. In questo ultimo gruppo, la fibromialgia o sindrome fibromialgica riveste un ruolo importante, rappresentando una delle cause più frequenti di dolore cronico diffuso di tipo muscolo-scheletrico. Oltre al dolore, nella fibromialgia sono spesso presenti altri sintomi sia fisici sia di natura psicologica come astenia, disturbi del sonno, ansia, depressione, difficoltà di concentrazione e attenzione, parestesie, disturbi gastro-intestinali, rigidità soprattutto al risveglio e altri ancora a carico di diversi organi e apparati. Insieme al dolore diffuso, questi sintomi concorrono al peggioramento della qualità di vita dei pazienti.Il Italia è stato stimato che la fibromialgia colpisca circa 1,5 milioni di persone e in modo particolare le donne (rapporto maschi: femmine risulta di 1:9). Non è ancora chiaro il motivo di questa differenza di genere, ma è stato ipotizzato che dipenda da una diversa interazione nei due sessi tra fattori genetici, biologici, psicologici e socio-culturali. La prevalenza della fibromialgia aumenta con l’età, raggiungendo il picco nella fascia d’età tra i 40 e i 70 anni.
La fibromialgia spesso confonde poiché alcuni dei suoi sintomi possono essere riscontrati in altre condizioni cliniche. La diagnosi viene posta dal reumatologo secondo i criteri dell’American College of Rheumatology (ACR); essi includono la presenza di dolore cronico diffuso (che interessa cioè tutto il corpo) e dolorabilità alla pressione di almeno 11 punti specifici del corpo, definiti Tender Points, su 18. Al di là dell’esame obiettivo dei tender points, la diagnosi dipende principalmente dai sintomi che il paziente riferisce, come il dolore, l’astenia, il sonno non ristoratore, deficit cognitivi e così via. L’eziologia della fibromialgia risulta ad oggi sconosciuta, ma ciò che si può affermare con relativa certezza è la sua natura multi-fattoriale, nel senso che diversi fattori di natura biologica, psicologica e sociale interagiscono tra loro influenzandone insorgenza e decorso. Questo inquadramento permette di concettualizzare la fibromialgia come il risultato dell’interazione tra le esperienze di vita avverse, la capacità di gestione dello stress e i meccanismi di processazione e modulazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. In altre parole, la suscettibilità alla FM sembrerebbe dovuta a un’ iperattivazione del sistema dello stress geneticamente determinata, la quale, interagendo con esperienze precoci negative e fattori ambientali causa di distress, esiterebbe in alti livelli di stress fisico e psicosociale e nell’insorgenza della malattia.
La terapia farmacologica può dare risultati soddisfacenti, sebbene solo una percentuale limitata di pazienti risponda in modo efficace al trattamento. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di approcci psicologici di tipo cognitivo-comportamentale nel trattamento della fibromialgia, in modo particolare quelli basati sulla meditazione mindfulness, definita come la capacità di prestare attenzione in modo intenzionale e non giudicante al momento presente (Kabat-Zinn, 1990).
Attraverso la meditazione è possibile acquisire la capacità di relazionarsi al dolore e agli altri sintomi in maniera più adattiva e flessibile, in modo da ridurre l’impatto che essi hanno nella vita dei pazienti migliorandone in questo modo la qualità di vita.
Ciro Conversano e Laura Marchi, nel volume “Vivere con la fibromialgia. Strategie psicologiche per affrontare il dolore cronico”, appena pubblicato da Eclipsi edizioni, offrono le informazioni scientifiche più aggiornate riguardo alle caratteristiche, alle cause e alle possibilità di cura della fibromialgia, e accompagnano il lettore passo per passo, attraverso esercizi e file audio per le meditazioni, in un percorso di auto-aiuto psicologico che lo aiuteranno ad affrontare più efficacemente il dolore, con conseguenti miglioramenti della propria qualità di vita.

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Gestire il dolore cronico

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Napoli 29 marzo, presso L’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale ‘Antonio Cardarelli’ di  Napoli, in Via A. Cardarelli 9, corso formativo MAP MAnaging Pain, Orientarsi nella Terapia del Dolore”, organizzato nell’ambito di CHANGE PAIN, importante programma internazionale di educazione e sensibilizzazione co-promosso da EFIC (Federazione europea della associazioni scientifiche che si occupano di cura del dolore) e da Grünenthal. La tappa di Napoli si inserisce in un più ampio programma di incontri formativi multidisciplinari, distribuiti in tutta la Penisola. Caratterizzati dall’alternarsi di lezioni frontali e workshop interattivi, in un’ottica di integrazione delle competenze, i corsi MAP si rivolgono a professionisti di diverse discipline: medici oncologi, anestesisti, reumatologi, geriatri, neurologi, ortopedici. Tra i relatori dell’incontro campano saranno presenti: Vincenzo Montrone, Dirigente Medico responsabile di Struttura Complessa Fisiopatologia e Terapia del Dolore e Cure Palliative Unità Operativa Complessa (UOC) – AORN A. Cardarelli di Napoli; Gennaro Savoia,Direttore UOSC IV SAR, Dipartimento Anestesia e Rianimazione – AORN A. Cardarelli di Napoli; Giacomo Cartenì, Dirigente Medico responsabile di Struttura Complessa Oncologia Medica Unità Operativa Complessa (UOC) – AORN A. Cardarelli di Napoli; Generoso Uomo,  Direttore Unità Operativa Complessa Medicina Interna 3 – AORN “A. Cardarelli” di Napoli.
Il corso MAP di Napoli si colloca a sostegno della diffusione di una nuova ‘cultura del diritto a non soffrire’, affrontando con gli specialisti i due aspetti necessari per assicurare un’ottimale terapia del dolore: il percorso diagnostico-terapeutico e lacomunicazione medico-paziente . L’alleanza tra medico e paziente è vitale perché il dolore è esso stesso malattia e, come tale, porta con sé un pesante carico di timori e preoccupazioni.  Corso mette in evidenza l’importanza dell’integrazione fra i diversi specialisti per una migliore gestione del dolore.
In ambito dolore, Grünenthal Italia, da anni impegnata nella ricerca di soluzioni innovative per la lotta al dolore, propone un’ampia gamma di specialità medicinali offrendo al medico e al paziente quella che può essere considerata la più completa proposta terapeutica per un efficace trattamento di ogni tipo di dolore, da moderato a severo, da acuto a cronico, oncologico e non oncologico. Fondata nel 1946, Grünenthal è un’azienda tedesca indipendente a proprietà familiare, che possiede società in 35 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni all’indirizzo: www.grunenthal.it.

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Terapia del dolore cronico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Presso il Centro di Terapia del dolore e Cure Palliative dell’Ospedale Clinicizzato – SS. Annunziata di Chieti, diretto dal Dottor Amedeo Costantini, è da poco disponibile il nuovo neurostimolatore di ultima generazione che, grazie ad una tecnologia innovativa presente anche nell’IPhone, assicura immediato sollievo per chi soffre di dolore cronico, indipendentemente dalla sua posizione e dai suoi movimenti.  L’approccio terapeutico entrato ormai nella routine è la stimolazione del midollo spinale, che avviene attraverso l’impianto, vicino alla colonna vertebrale, di elettrodi stimolatori che mandano lievi impulsi elettrici allo spazio epidurale. Il dolore infatti “viaggia“ attraverso il sistema nervoso, ma il suo segnale viene modificato prima che pervenga al cervello dagli impulsi elettrici inviati dal neurostimolatore, trasformando la sensazione in un formicolio molto più sopportabile. Gli elettrodi sono collegati ad un dispositivo, delle dimensioni di un orologio e posizionati sottocute nell’addome, che trasmette microscariche prefissate che affievoliscono gli impulsi dolorosi avvertiti dal paziente. Tuttavia, il livello di stimolazione richiesto per la gestione del paziente sofferente dipende dalla distanza tra il midollo spinale e gli elettrodi impiantati e le distanze cambiano a seconda che il paziente sia in piedi, seduto o disteso. Di conseguenza, un qualunque cambiamento di posizione, in assenza di un aggiustamento manuale della stimolazione tramite un telecomando esterno, può far sì che il paziente riceva una stimolazione sub-optimale,che non riduce la sensazione di dolore.
La novità della terapia oggi è rappresentata da un nuovo neurostimolatore di Medtronic che adatta automaticamente la terapia a seconda della posizione del paziente. Sono passati pochi mesi dal primo impianto avvenuto presso il Centro di Terapia del dolore e Cure Palliative diretto dal dottor Amedeo Costantini, dell’Ospedale Clinicizzato  – SS. Annunziata di Chieti e si è avuta la conferma che il paziente impiantato è pienamente soddisfatto dei benefici avuti.
L’accelerometro è una tecnologia presente anche in strumenti e sistemi di utilizzo comune, come l’iPhone ed alcuni telefoni cellulari, per riconoscere l’angolazione e cambiare il monitor per facilitare la visualizzazione e l’utilizzo. E’ inoltre impiegato nelle automobili per azionare l’air-bag in caso di forte impatto.  Il nuovo dispositivo è dotato di una memoria in grado di memorizzare i cambiamenti di posizione nell’arco della giornata, e visualizzare tramite grafici e tabelle dati oggettivi dell’attività del paziente.

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Lombalgia: Terapia cognitivo-comportamentale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Approcci cognitivo-comportamentali sembrerebbero facilitare la risoluzione del dolore cronico alla schiena. A stabilirlo è un trial pubblicato su Lancet che ha, inoltre, permesso di evidenziare i vantaggi economici di questo metodo. L’indagine ha reclutato oltre 700 individui da 56 strutture sanitarie inglesi che, in aggiunta alla normale gestione della loro condizione dolorosa, sono stati randomizzati a seguire uno specifico programma basato su interventi di gruppo cognitivo-comportamentali o nessun trattamento aggiuntivo (gruppo controllo). End-point dello studio era rappresentato da specifici questionari che verificavano il grado di disabilità sulla base dell’aumento del punteggio “Roland Morris” e della modificazione dell’indice Von Korff. Dopo 12 mesi di follow-up, nel gruppo sottoposto all’innovativo approccio, rispetto a quello controllo, sono state registrate minori condizioni dolorose sia mediante la scala “Roland Morris” (2,4 vs 1,1 punti) sia con lo score Von Korff (13,4% vs 6,4%). Infine, il miglioramento annuale della qualità della vita, definito dall’indice Qaly, è risultato superiore negli individui sottoposti a interventi cognitivo-comportamentali. (L.A.)

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Il dolore cronico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Roma – A conclusione del Seminario “Il dolore cronico: perché soffrire inutilmente”, organizzato dal Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata e tenutosi nella storica “Sala Folchi”, il Direttore Generale del Complesso ospedaliero, Luigi D’Elia ha dichiarato: “ La volontà dell’OMS di pervenire alla realizzazione del progetto “Ospedale senza dolore”, peraltro confermata dalla legge nazionale del 2001, ha trovato già nel San Giovanni – Addolorata pratica applicazione per migliorare la qualità di vita del paziente e per favorire un migliore rapporto del paziente stesso con la malattia e con il medico curante”.“Il dolore cronico – ha dichiarato il Prof. Mario Di Lazzaro, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata – colpisce in forma persistente oltre il 96% dei malati oncologici e rappresenta una forza malefica causa di stress emotivo fisico e non ultimo sociale per la famiglia. Inoltre – ha proseguito il Prof. Di Lazzaro – il dolore non oncologico colpisce oltre 15.000 pazienti con un’incidenza sulla popolazione di qualunque età del 25/30%”.“L’Italia rimane tra i paesi europei che consumano meno farmaci oppioidi e analgesici – ha concluso il Prof. Di Lazzaro – con effetti negativi sul tema dell’approccio al dolore in quanto mancano reti regionali strutturate per la terapia del dolore”. “Il numero esiguo di medici che si dedica alla cura delle sindromi dolorose croniche – ha detto il Dr Gianni Colini Baldeschi, Responsabile del Centro di terapia antalgica del Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata – è inadeguato. Infatti, abbiamo un totale di 0,66 strutture per 250.000 residenti, ma solo 0,22 strutture di livello avanzato per 250.000 residenti. Nel Lazio 0,13 strutture per 250.000 residenti (la più bassa di Italia dopo il Molise). Nel Complesso ospedaliero San Giovanni – Addolorata – ha concluso Colini Baldeschi – l’Unità di Terapia del dolore si dedica alla diagnosi e cura di tutte le sindromi dolorose con trattamenti, a seconda delle indicazioni, che partono dalle meno invasive verso tecniche maggiormente invasive da effettuarsi in camere operatorie dedicate”. (Vedi scheda allegata). Al Seminario ha partecipato anche Giuseppe Scaramuzza, Responsabile Cittadinanzaattiva – Regione Lazio che ha illustrato “Una raccomandazione civica per tutelare il diritto a non soffrire”.

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