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Posts Tagged ‘dolore’

Le nuove scoperte sulla risoluzione dell’infiammazione e del dolore cronico

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Sabato 12 giugno, dalle 14.00 alle 18.30. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria: https://www.europeansummitspm.eu/it/ Il numero di pazienti con patologie infiammatorie e dolore cronico è in costante aumento, ma per loro ci sono buone notizie: negli ultimi anni sono state realizzate scoperte illuminanti sulla fase di risoluzione dell’infiammazione, e in particolare sul ruolo cruciale delle proresolvine, che offrono opzioni di trattamento innovative. Una delle più importanti ricerche in materia è quella condotta dal Prof. Charles Serhan della Harvard Medical School: sarà lui in persona a presentarne i risultati durante lo European Summit on Inflammation Resolution, il più importante evento internazionale sul tema, che quest’anno avrà un’edizione digitale promossa da Metagenics Academy. Molto più di un semplice webinar, l’evento sarà un vero e proprio virtual summit che riunirà i maggiori esperti mondiali secondo un format innovativo, che ricorda i grandi eventi televisivi, unendo al rigore scientifico la massima chiarezza divulgativa. L’EU Summit on Inflammation Resolution riunirà da tutto il mondo gli specialisti più in vista impegnati nella ricerca sui meccanismi degli SPM o proresolvine e sulle loro applicazioni cliniche più promettenti nel trattamento delle patologie infiammatorie. «Oggi abbiamo la conferma che sia possibile intervenire sulla riduzione dell’infiammazione – spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy – Dopo lunghi anni di studi scientifici, un’innovativa ricerca della Harvard Medical School ha dimostrato che la risoluzione dell’infiammazione non è un processo passivo e incontrollabile. Al contrario, procede attraverso pathway specifici e dipende da una serie di fattori ben definiti e modificabili. In particolare gioca un ruolo cruciale il meccanismo degli SPM o proresolvine. Oggi è possibile, grazie al progresso delle tecniche farmacologiche di estrazione, derivare gli SPM dagli acidi grassi essenziali Omega-3, ottenendo così integratori naturali che offrono un approccio innovativo, integrativo alla terapia farmacologica, nel trattamento delle patologie infiammatorie, nonché straordinarie prospettive di intervento nelle malattie cardiovascolari e reumatologiche». Metagenics Academy si occupa della formazione di professionisti della salute e della divulgazione di contenuti e studi scientifici sulla medicina funzionale. La missione di Metagenics Academy è condividere le proprie più recenti scoperte tramite l’organizzazione di congressi e seminari che vedono la partecipazione di relatori e professionisti di chiara fama, nonché realizzando pubblicazioni specifiche. http://www.metagenicsacademy.it

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Nuove scoperte sulla risoluzione dell’infiammazione e del dolore cronico

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Il numero di pazienti con patologie infiammatorie e dolore cronico è in costante aumento, ma per loro ci sono buone notizie: negli ultimi anni sono state realizzate scoperte illuminanti sulla fase di risoluzione dell’infiammazione, e in particolare sul ruolo cruciale delle proresolvine, che offrono opzioni di trattamento innovative.Una delle più importanti ricerche in materia è quella condotta dal Prof. Charles Serhan della Harvard Medical School: sarà lui in persona a presentarne i risultati durante lo European Summit on Inflammation Resolution, il più importante evento internazionale sul tema, che quest’anno avrà un’edizione digitale promossa da Metagenics Academy.L’appuntamento è sabato 12 giugno, dalle 14.00 alle 18.30. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria: https://www.europeansummitspm.eu/it/ Molto più di un semplice webinar, l’evento sarà un vero e proprio virtual summit che riunirà i maggiori esperti mondiali secondo un format innovativo, che ricorda i grandi eventi televisivi, unendo al rigore scientifico la massima chiarezza divulgativa.L’EU Summit on Inflammation Resolution riunirà da tutto il mondo gli specialisti più in vista impegnati nella ricerca sui meccanismi degli SPM o proresolvine e sulle loro applicazioni cliniche più promettenti nel trattamento delle patologie infiammatorie. «Oggi abbiamo la conferma che sia possibile intervenire sulla riduzione dell’infiammazione – spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy – Dopo lunghi anni di studi scientifici, un’innovativa ricerca della Harvard Medical School ha dimostrato che larisoluzione dell’infiammazione non è un processo passivo e incontrollabile. Al contrario, procede attraverso pathway specifici e dipende da una serie di fattori ben definiti e modificabili. In particolare gioca un ruolo cruciale il meccanismo degli SPM o proresolvine. Oggi è possibile, grazie al progresso delle tecniche farmacologiche di estrazione, derivare gli SPM dagli acidi grassi essenziali Omega-3, ottenendo così integratori naturali che offrono un approccio innovativo, integrativo alla terapia farmacologica, nel trattamento delle patologie infiammatorie, nonché straordinarie prospettive di intervento nelle malattie cardiovascolari e reumatologiche».L’evento del 12 giugno vedrà alternarsi sul palco virtuale i massimi esperti mondiali nel trattamento delle patologie infiammatorie: Charles Serhan (scopritore delle proresolvine e professore all’università di Harvard) e un panel di punta dei massimi esperti europei (Joan Claria, Giovanni Scapagnini, Loukman Omarjee, Nicola Biagio Mercuri, Valerio Chiurchiù e Vincent Castronovo)

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Le nuove scoperte sulla risoluzione dell’infiammazione e del dolore cronico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 maggio 2021

Sabato 12 giugno, dalle 14.00 alle 18.30. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria: https://www.europeansummitspm.eu/it/ Molto più di un semplice webinar, l’evento sarà un vero e proprio virtual summit che riunirà i maggiori esperti mondiali secondo un format innovativo, che ricorda i grandi eventi televisivi, unendo al rigore scientifico la massima chiarezza divulgativa.L’EU Summit on Inflammation Resolution riunirà da tutto il mondo gli specialisti più in vista impegnati nella ricerca sui meccanismi degli SPM o proresolvine e sulle loro applicazioni cliniche più promettenti nel trattamento delle patologie infiammatorie. «Oggi abbiamo la conferma che sia possibile intervenire sulla riduzione dell’infiammazione – spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy – Dopo lunghi anni di studi scientifici, un’innovativa ricerca della Harvard Medical School ha dimostrato che larisoluzione dell’infiammazione non è un processo passivo e incontrollabile. Al contrario, procede attraverso pathway specifici e dipende da una serie di fattori ben definiti e modificabili. In particolare gioca un ruolo cruciale il meccanismo degli SPM o proresolvine. Oggi è possibile, grazie al progresso delle tecniche farmacologiche di estrazione, derivare gli SPM dagli acidi grassi essenziali Omega-3, ottenendo così integratori naturali che offrono un approccio innovativo, integrativo alla terapia farmacologica, nel trattamento delle patologie infiammatorie, nonché straordinarie prospettive di intervento nelle malattie cardiovascolari e reumatologiche».L’evento del 12 giugno vedrà alternarsi sul palco virtuale i massimi esperti mondiali nel trattamento delle patologie infiammatorie: Charles Serhan (scopritore delle proresolvine e professore all’università di Harvard) e un panel di punta dei massimi esperti europei (Joan Claria, Giovanni Scapagnini, Loukman Omarjee, Nicola Biagio Mercuri, Valerio Chiurchiù e Vincent Castronovo) Programma completo al link: https://www.europeansummitspm.eu/it/programma

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“Il Dolore Cronico: diagnosi e terapia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Torino Giovedì 22 aprile dalle ore 18 alle 20, l’Associazione Amiche e Amici dell’Accademia di Medicina di Torino organizza una conferenza on line dal titolo “Il Dolore Cronico: diagnosi e terapia”. L’ “Association for the study of pain” (IASP), definisce il dolore come il prodotto di due componenti, la componente percettiva (o noicezione) che consente la ricezione e il trasporto al Sistema Nervoso Centrale di stimoli potenzialmente lesivi per l’organismo e quella esperienziale che è lo stato psichico collegato alla percezione di una sensazione dolorosa.Dopo i saluti da parte del Presidente dell’Accademia di Medicina, prof. Giancarlo Isaia, e della Presidente dell’Associazione, dr.ssa Gabriella Tanturri, interverrà il dott. Gianluca Isoardo, medico neurologo, Città della Salute di Torino sul tema “Classificazione IASP del Dolore Cronico”. Il dott. Alessandro Bombaci, medico neurologo, Università degli Studi di Torino, nonché Segretario dell’Associazione, affronterà l’argomento de “Il Dolore Neuropatico Cronico”. Il Dolore Neuropatico è causato da un danno o da una disfunzione del sistema nervoso periferico o centrale, piuttosto che dalla stimolazione di recettori per il dolore. Seguirà la relazione della dott.ssa Federica Laino, medico anestesista e rianimatore, Struttura Complessa Terapia del Dolore e Cure Palliative: “Il Dolore Cronico: approccio terapeutico avanzato e terapia complementare”. La dott.ssa Maria Chiara Ditto, medico reumatologo, Città della Salute di Torino approfondirà la questione de “Il Dolore Cronico nelle malattie reumatiche”. Le malattie reumatiche sono un insieme di patologie che interessano in genere le articolazioni o le strutture anatomiche adiacenti o con esse funzionalmente correlate, quali ossa, muscoli, tendini, borse, fasce, legamenti e il cui sintomo principale è rappresentato dal dolore. Il dott. Enrico Fusaro, medico reumatologo, Città della Salute di Torino, curerà le conclusioni dell’incontro.In ottemperanza alle disposizioni del DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro collegandosi alla pagina Facebook dell’Associazione Amiche e Amici dell’Accademia di Medicina di Torino (https://www.facebook.com/AAAMedicinaTorino).

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Dolore e sconcerto per la morte dell’ambasciatore e del carabiniere

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“La terribile notizia dell’attentato in Congo nel quale hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il militare dell’Arma dei Carabinieri ci addolora e ci getta nel totale sgomento. In attesa che si faccia luce sulla dinamica e che la magistratura apra l’inchiesta, ci stringiamo alle famiglie delle due vittime, al prestigioso mondo della diplomazia italiana e all’Arma dei Carabinieri, punte di diamante della nostra presenza in tutto il pianeta”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
E da parte dell’onle Ciriello questore della Camera dei deputati: ““Profondo dolore per quanto accaduto, questa mattina, in Congo, dove il nostro Ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci sono rimasti uccisi a seguito di un vile attentato terroristico al convoglio Onu su cui stavano viaggiando”. “Mi auguro – soggiunge – che il Governo italiano, tramite il ministro Luigi Di Maio, ricostruisca in tempi rapidi la dinamica dell’accaduto e che la Procura di Roma apra un’inchiesta per risalire all’identità di mandanti ed esecutori dell’attentato, che non devono rimanere impuniti. Sarebbe opportuno, da parte del Governo, anche un rafforzamento delle misure antiterrorismo per il nostro personale diplomatico e militare impegnato nelle Nazioni più a rischio. Esprimo la mia vicinanza e il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime che meritano giustizia”

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Dolore o debolezza post-Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

Dopo l’infezione da Covid-19, alcuni pazienti riferiscono dolore, parestesie o astenia a mani, piedi, braccia e gambe. La causa, secondo uno studio della Northwestern University Feinberg School of Medicine pubblicato su Radiology, sono danni ai tronchi nervosi individuabili con tecnologie avanzate di imaging. «La comparsa di parestesie alle dita potrebbe dipendere da problemi al collo, al gomito o al polso, e il modo migliore per capirlo è con una risonanza magnetica o un’ecografia» esordisce il coordinatore dello studio Swati Deshmukh, professore associato di radiologia alla Feinberg, spiegando che le attuali tecniche di imaging sono in grado di studiare anche nervi molto piccoli, consentendo di localizzare il danno, valutarne la gravità e ipotizzare eventuali cause.«Nello stesso modo in cui attacca i polmoni nei casi gravi di Covid, l’infiammazione acuta indotta dalla risposta immunitaria al virus colpisce, in alcuni pazienti, il sistema nervoso» scrivono gli autori, ricordando che alcuni individui sviluppano ematomi come complicanza degli anticoagulanti con cui sono stati trattati durante l’infezione da Covid. Riprende Deshmukh: «Credo che molti clinici si siano chiesti come gestire un paziente giovane e apparentemente sano che lamenta dolore e astenia cronica dopo una malattia da Covid. Ebbene, ora medici e pazienti sanno che grazie alle recenti innovazioni tecnologiche abbiamo a disposizione opzioni diagnostiche di imaging avanzato che potrebbero risolvere il problema». Gli autori spiegano che se la risonanza o l’ecografia evidenziano un danno nervoso dovuto a lesioni da stiramento causate dal posizionamento in pronazione, quel paziente può essere indirizzato a uno specialista in riabilitazione. Se invece l’imaging rileva danni ai nervi a causa di una risposta infiammatoria, al paziente potrebbe servire un neurologo. Infine, se l’imaging rivelasse un danno nervoso per compressione da ematoma, gli anticoagulanti dovrebbero essere sospesi o ridotti e potrebbe essere necessario un drenaggio chirurgico. (fonte: Doctor33)

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Raggi: profondo dolore per la scomparsa di Gigi Proietti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Roma “Profondo dolore e grande tristezza per la morte di Gigi Proietti. Con lui perdiamo un pezzo di anima della nostra città. In questo momento siamo vicini alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato. Roma non lo dimenticherà mai”. Così in una nota la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

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I singoli di Briga: “Nessuna pietà” e “Atto di dolore”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

Escono oggi, venerdì 23 ottobre, su tutte le piattaforme digitali i singoli “Nessuna Pietà’ “ e “Atto di Dolore” di Briga per Honiro Label.I due brani , racchiusi nello Street-Album “Alcune Sere” che segnò l’inizio della collaborazione tra Briga e Honiro Label, furono scritti nel 2011, con produzioni originali di Dj Raw, escono ora, per la prima volta, in versione digital. ‘ATTO DI DOLORE’ : Brano camaleontico in cui la dolcezza del beat e la melodia del ritornello ammorbidiscono un testo piuttosto pungente con il quale l’artista sembra schernire una sua ‘vecchia conoscenza’ in maniera quasi vendicativa. ‘NESSUNA PIETÀ’: Briga analizza a freddo la sua relazione, e giunge a conclusione che forse non è il caso continuare. Si guarda dall’alto e capisce che la sua ossessione, il suo amore e la sua passione non possono essere rivolte in quel momento a una donna, ma alla musica. Briga, vero nome Mattia Bellegrandi, classe 1989, è nato a Roma.

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Il dolore di tipo termico tende a perdurare e amplificarsi di più rispetto al dolore di tipo meccanico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

Questa diverso comportamento dipende da un trasportatore del cloro, il KCC2, che condiziona la capacità dei neuroni centrali di inibire i diversi tipi di stimoli dolorifici. La scoperta è contenuta nell’articolo “Differential chloride homeostasis in the spinal dorsal horn locally shapes synaptic metaplasticity and modality-specific sensitization”, pubblicato venerdì 7 agosto sulla rivista Nature Communications.Lo studio nasce da una collaborazione ormai decennale tra il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino e il laboratorio del Prof. Yves De Koninck del Centro di Ricerca CERVO, presso l’Université Laval (Québec). Primo autore dell’articolo è Francesco Ferrini, docente del Dipartimento di Scienze Veterinarie di UniTo.Sebbene siano entrambi stimoli dolorosi, una bruciatura lascia una sensazione di dolore più persistente rispetto a un pizzico o una puntura. Il dolore di tipo termico e quello meccanico rappresentano due modalità differenti e sono trasmesse al corno dorsale del midollo spinale attraverso delle vie specializzate. I neuroni spinali, a loro volta, trasmettono l’informazione al cervello dopo averla rielaborata e filtrata.
La capacità del midollo spinale di controllare gli stimoli dolorifici in arrivo dalla periferia è estremamente importante per evitare che stimoli non rilevanti siano erroneamente trasmessi al cervello come segnali dolorifici. Tale modulazione è in gran parte dovuta al rilascio di trasmettitori inibitori (GABA o glicina), che inibiscono la comunicazione tra neuroni mediante l’ingresso di cloro. L’efficacia di questi trasmettitori inibitori è determinata dal KCC2, un trasportatore che mantiene basso il livello di cloro nei neuroni. Se il trasportatore funziona bene, i trasmettitori inibitori sono più efficaci nel limitare il passaggio di informazioni dolorifiche.Grazie a questo studio si è scoperto che, in condizioni normali, i livelli di espressione del trasportatore di cloro, KCC2, sono più bassi nelle aree del midollo spinale che elaborano stimoli termici, mentre sono più alti in quelle che ricevono gli stimoli meccanici. Ne consegue che i trasmettitori inibitori sono molto meno efficaci nel controllare uno stimolo termico (ad es. una bruciatura), rispetto a uno stimolo meccanico (ad es. un pizzicotto). Ricevendo un’inibizione più debole, gli stimoli termici tendono ad amplificarsi e a sommarsi maggiormente, divenendo più rapidamente intollerabili.

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Il grande me di Anna Giurickovic Dato

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

In libreria dal 10 settembre Collana Le strade. Dopo il sorprendente romanzo d’esordio con La figlia femmina, finalista al Premio Brancati 2018 e tradotto all’estero in cinque paesi, Anna Giurickovic Dato torna con una storia forte e a tratti destabilizzante su una giovane donna che si confronta con il dolore di una grande perdita. Un libro vero, capace di emozionare e far riflettere, scritto con una penna cruda e sincera e uno stile diretto, cifra caratteristica della scrittura dell’autrice.

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Problema gestione dolore acuto e cronico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

La pandemia da SARS-CoV2-2 ha sicuramente complicato la gestione delle patologie acute e croniche, che affliggono la popolazione italiana. In questo contesto non deve essere dimenticato il dolore muscolo scheletrico cronico, che non può più essere considerato come semplice sintomo di una malattia, ma dovrebbe essere classificato come una patologia vera e propria da diagnosticare con scale di valutazione validate e condivise, da trattare con appropriatezza, secondo percorsi diagnostico terapeutici definiti con team multidisciplinari.
Le localizzazioni del dolore cronico muscolo scheletrico sono la parte superiore e inferiore della schiena, il capo, il collo e le articolazioni, principalmente il ginocchio. Il dolore cronico è più frequente nell’anziano, nella popolazione a basso reddito e tra le donne. Le cause che possono determinare il dolore cronico sono molteplici, tra le più comuni: l’artrosi e le artriti (nel 42% dei casi), le lombalgie, i dolori delle spalle e del collo, i disturbi del disco intervertebrale, le fratture, le cefalee, le sindromi da dolore delle fasce muscolari. Secondo i dati dell’osservatorio sul dolore cronico in Italia è un problema che riguarda il 26% della popolazione italiana, mentre la percentuale sale al 74% se si considera la fascia di popolazione compresa tra i 60 e gli 80 anni.Farmaci per il dolore&Covid-19. Dal punto di vista clinico è nota la riposta del sistema immunitario rispetto all’interazione tra farmaci antidolorifici e il COVID-19, con particolare riferimento a farmaci oppioidi, antiinfiammatori steroidei e non steroidei. In generale gli esperti sottolineano come vada tenuto sempre in considerazione l’effetto soppressivo che queste classi di farmaci hanno sul sistema immunitario, che però non devono indurre i pazienti ad interruzioni improvvise delle terapie, né tantomeno evitare nuove prescrizioni. Analizzando le diverse categorie di farmaci, e partendo dagli oppioidi, previo un consulto con il proprio medico di riferimento, un atteggiamento ragionevole potrebbe essere quello di prevedere la riduzione dei dosaggi nei soggetti già in terapia o utilizzare oppioidi a breve durata d’azione. Per quanto riguarda gli antidolorifici steroidei, in questo caso l’effetto depressivo della risposta immunitaria (tuttavia ridotto nella somministrazione intra-articolare) potrebbe essere addirittura considerato favorevole per ridurre il rischio di sviluppare la cosiddetta “tempesta immunitaria” elemento cruciale della polmonite interstiziale da COVID-19 ed altre manifestazioni cliniche. Tuttavia l’effetto dei corticosteroidi nei soggetti con COVID-19 è ancora dibattuto. Ulteriore oggetto di discussione è stato l’utilizzo di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) sul quale si è da tempo espressa l’agenzia europea del farmaco che ha pubblicato una comunicazione che evidenzia come non vi siano prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra i farmaci a base di Ibuprofene o Ketoprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19.

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Dolore cronico non oncologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Tra le categorie degli specialisti più occupati in reparto (o in reparti allestiti per l’emergenza Covid), continua a essere quella degli anestesisti, gli stessi da sempre impegnati nella terapia del dolore cronico. “Dal nostro monitoraggio emerge che in questo periodo 9 centri su 10 hanno ridotto di oltre il 50% le attività ordinarie ambulatoriali e chirurgiche di terapia del dolore nel caso di pazienti affetti da dolore cronico non oncologico – spiega Giuliano DE CAROLIS, Presidente di Federdolore-SICD- Abbiamo invece constatato una situazione migliore per quanto riguarda la gestione del paziente affetto da dolore cronico oncologico dove i centri che hanno avuto una riduzione di oltre il 50% dell’attività ordinaria sono scesi a 5 su 10. Riguardo il personale sanitario operante nei centri di terapia del dolore abbiamo registrato che in 8 centri su 10 c’è stata una riduzione di oltre il 50% del personale medico e infermieristico”.
Federdolore-SICD ha monitorato a campione, in ben 18 regioni italiane, quanto l’attuale emergenza nel cosiddetto periodo della ‘fase 1’ ha inciso sulla riduzione delle attività ordinarie dei centri/ambulatori di terapia del dolore e le riduzioni del personale sanitario degli stessi centri a causa di trasferimenti presso i reparti Covid costituiti nei vari ospedali.
Molti studi dimostrano come a livello cerebrale c’è una forte interazione tra le aree che processano gli stimoli dolorosi e quelle che elaborano le emozioni.
“La telemedicina ha contribuito notevolmente alla gestione dei pazienti, che si sono dimostrati molto collaborativi. Ma non possiamo pensare a una realtà ancora troppo lontana senza ambulatori. I pazienti sono spaventati e noi clinici siamo preoccupati: abbiamo tante visite in attesa che non possono ancora essere prenotare presso i nostri ambulatori. Oltre al sostegno morale e psicologico che un clinico può offrire, ci sono trattamenti specifici che devono essere fatti in ambulatorio. Per alcuni si tratta di rimodulare la terapia farmacologica (e possiamo solo immaginare la situazione dopo questo periodo), per altri quella non farmacologica (come la neurostimolazione). Senza dimenticare che per i dolori più complessi, è possibile intervenire anche a livello midollare grazie alla chirurgia, ma senza l’attuale accesso alle sale operatorie è tutto in stand-by”.

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Acmella oleracea un alleato per la terapia del dolore

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Acmella oleracea è una pianta erbacea, a fiore giallo o rosso della famiglia delle Asteraceae, nativa del Brasile, dove è chiamata jambu. Il fiore di Acmella è anche noto come “pianta del mal di denti” ed è utilizzato tradizionalmente, insieme ad altre parti della pianta, per trattare il dolore orale. Le proprietà analgesiche sono riferite principalmente all’azione dello spilantolo, un’isobutilammide in grado di promuovere un’azione anestetica locale. Le proprietà analgesiche, antinfiammatorie ed antiossidanti della pianta sono comunque attribuite ad un’ampia varietà di composti come fitosteroli, fenoli e, appunto, alcamidi.
Lo studio di Rondanelli e coll. (2020) rivede la letteratura disponibile sulle proprietà terapeutiche di A. oleracea e i risultati di 99 studi condotti in vitro e in vivo confermano le attività antinfiammatorie ed antiossidanti delle parti aeree della pianta. In particolare, gli effetti analgesici sono correlati all’inibizione della sintesi delle prostaglandine, all’attivazione dei sistemi serotoninergico e GABAergico, incluso il coinvolgimento dei recettori degli oppioidi, e alla significativa diminuzione dei livelli di interleuchine e TNF-alfa. Inoltre, è risultato che A. oleracea eserciti attività anestetica attraverso il blocco dei canali del sodio (voltaggio-dipendenti).È interessante sottolineare come lo spilantolo sia paragonato a un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), inibitore selettivo dell’enzima COX2, data la sua riportata capacità, ad esempio, di influenzare la produzione di ossido nitrico ed inibire la trascrizione dei principali mediatori proinfiammatori (NFkB, ATF4, FOXO1, IRF1). Infine, gli autori sottolineano come (in studi su Echinacea purpurea) le alcamidi siano state riportate in grado di interagire con i recettori dei cannabinoidi e come questo rappresenti un’ottima premessa per l’utilizzo anche di A. oleracea nel trattamento di varie patologie neuroinfiammatorie.Acmella oleracea potrebbe quindi essere un valido alleato per la gestione del dolore, soprattutto nelle malattie degenerative croniche, ma tutto ciò dovrà necessariamente trovare riscontro negli studi clinici. (by Valentina Maggini Università degli Studi di Firenze fonte: Fitoterapia33)

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Libro: Terapia del dolore sugli animali

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Non è solo una scelta etica ma una necessità terapeutica nei soggetti in cui la patologia sia associata al dolore. Questo volume, che può essere considerato e utilizzato come un manuale, guida al riconoscimento e alla valutazione del dolore attraverso la semeiotica classica e le scale del dolore, fra cui anche le Grimace Scale. In questo lavoro nello specifico si esaminano gli aspetti fisiopatologici del dolore e si cerca di fornire al clinico delle chiavi di lettura semplici e intuitive sulle manifestazioni algiche. La finalità è quella di fornire ai veterinari e a tutte le figure che si interfacciano per motivi professionali con gli animali (biologi, ricercatori, ecc.) indicazioni sull’analgesia farmacologica e sugli analgesici utilizzabili in veterinaria: riconoscere il dolore e quantificare la sua intensità comportano per il veterinario clinico un ulteriore elemento semiologico che può indirizzarlo verso adeguate scelte farmacologiche, il cui scopo è quello di migliorare la qualità della vita dei soggetti in algia, sia questa acuta, cronica o oncologica.La parte farmacologica del volume, oltre a dare indicazioni sulla posologia, sulle interazioni e sulle controindicazioni dei principi attivi trattati, evidenzia, per le singole specie animali indicate, le potenzialità e i limiti delle molecole illustrate.Il volume si occupa degli animali da laboratorio, di quelli da reddito e d’affezione, ma anche di animali esotici nell’accezione più ampia del termine (invertebrati, anfibi, uccelli e pesci).
Marcello Vadacca veterinario specialista in Farmacologia Applicata, svolge la sua professione sui piccoli animali e su quelli da reddito. Da trent’anni si interessa del benessere degli animali da laboratorio e di fauna selvatica, in particolare dei chirotteri e degli aspetti sanitari ad essi collegati. Nel 2012 ha pubblicato un lavoro per il recupero della biodiversità zootecnica di due razze ovicaprine pugliesi. Ha al suo attivo numerose altre pubblicazioni su riviste scientifiche e di settore (Obiettivi e Documenti Veterinari, Spazio Rurale, Il Perito Agrario, ecc.).€ 17,00 – Edagricole di New Business Media srl Pagine 142 – formato 17 x 24 cm

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Coronavirus: dopo la paura, ora si specula sul dolore

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Sono molti i casi di speculazione e anomalia che, purtroppo, abbiamo dovuto affrontare nel corso di questa pandemia. Finora, però, ci eravamo imbattuti in forme di sciacallaggio che facevano leva sulla paura, oggi ci troviamo di fronte a chi specula sul dolore.Abbiamo ricevuto, infatti, una richiesta di aiuto da parte di una famiglia che ha perso un caro a causa del coronavirus, nel milanese. Dopo ore e giorni pieni di dolore e di ansia, i familiari sono stati contattati dall’impresa di pompe funebri che chiede un importo di circa 4.000 Euro per far avere loro l’urna cineraria e poter procedere alla sepoltura.
Sembrerebbe, infatti, che sia stata loro addebitata una tariffa giornaliera (di circa 200 Euro al giorno) per i giorni in cui la salma era ospitata presso una struttura dell’Emilia Romagna in attesa della cremazione.
Una vicenda inverosimile e vergognosa, che ci auguriamo sia frutto di un errore, che comunque approfondiremo per capire di chi sono le responsabilità.Nelle aree di Bergamo e del confine con il Piemonte ci risulta che i costi chiesti alle famiglie dei defunti siano notevolmente inferiori, anche per le cremazioni avvenute fuori provincia o fuori regione.Ci auguriamo, pertanto, si tratti di un caso isolato. Se così non fosse invitiamo le famiglie coinvolte a segnalarcelo, li assisteremo con discrezione e rispetto, per fare in modo che al dolore provato non si debba aggiungere anche la rabbia.Chiediamo, infine, al Governo, alle istituzioni locali delle aree in cui il fenomeno di mortalità è più elevato, nonché in tutto il resto del Paese, di controllare con attenzione che nel proprio territorio non si verifichino atti simili, che non sia permesso a nessuna struttura di chiedere compensi per lo stazionamento delle salme, di cui dovrà farsi carico il Comune di riferimento.

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Dolore al petto? Vai in ospedale anche se c’è il Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Malgrado il Coronavirus possa moltiplicare per sei volte il rischio d’infarto, in queste ore un cardiopatico su due evita i controlli per paura del contagio: «L’allarme lanciato dalla Società italiana di cardiologia formalizza una percezione che abbiamo anche noi al Cardiocenter di Niguarda – dichiara Fabrizio Oliva, Direttore di Cardiologia 1- Emodinamica – e che è confermata dall’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), la più grossa società scientifica cardiologica nazionale che rappresenta oltre 5000 cardiologi».La situazione può apparire paradossale: da un lato, si sottolinea di non ingolfare i pronto soccorso, dall’altro non si comprende che questo monito non vale per chi rischia la vita. Lo esplicita Oliva: «E’ importante, pur in un momento storico di emergenza sanitaria e in cui è bene recarsi il meno possibile al pronto soccorso per evitare possibilità di contagio, ricordarsi che i cardiopatici restano comunque a rischio, soprattutto quelli affetti da cardiopatia ischemica e insufficienza cardiaca. Per cui nel caso si avvertano disturbi quali dolore al petto forte e insistente, specie se associato a dolore al braccio ( soprattutto sinistro), sudorazione, malessere intenso, non lo si sottovaluti, perché possono essere i primi sintomi di un infarto miocardico. In questi casi bisogna chiamare il 118 per essere valutati in urgenza». Il cardiologo di Niguarda ricorda che «pur nella situazione sanitaria complicata in cui ci troviamo sono stati mantenuti i giusti percorsi protetti per i pazienti affetti da problemi cardiologici acuti che necessitano di assistenza in urgenza. In tutta Italia sono regolarmente attive le reti per l’infarto».La Sic ha rilevato che in un campione di 50 unità di terapia intensiva cardiologica dal 12 al 19 marzo ci sono stati 349 ricoveri contro i 693 della stessa settimana del 2019. Al contrario, il cardiopatico deve restare doppiamente all’erta: la fondazione Angelo De Gasperis, che sostiene il Cardiocenter di Niguarda, ricorda infatti che il soggetto cardiopatico è più vulnerabile nei confronti delle possibili complicanze (soprattutto respiratorie) della sindrome influenzale, in particolare in presenza di insufficienza cardiaca e/o co-morbità come il diabete o le malattie polmonari croniche.La fondazione De Gasperis organizza ogni anno il Convegno nazionale di Cardiologia da cui questi dati sono puntualmente confermati: l’influenza, come altre malattie febbrili, può determinare incrementi anche molto rilevanti della frequenza cardiaca (uno dei principali determinanti del fabbisogno di ossigeno da parte del cuore) e determina un cosiddetto “stato ipercinetico” del nostro sistema circolatorio per cui il sangue deve essere pompato con maggior celerità. Il cuore quindi è chiamato a svolgere un superlavoro che può metterlo a dura prova. Quindi l’emergenza Covid deve essere affrontata dal cardiopatico con una maggiore attenzione alle proprie condizioni di salute e ai segnali che provengono dal cuore.

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David Nicholls: “Un dolore così dolce”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Milano 14 dicembre – Torna a Milano David Nicholls e incontra i suoi lettori al Mondadori Megastore di piazza Duomo. David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i BAFTA Awards. Tra i suoi romanzi Le domande di Brian (BEAT 2011), Il sostituto (BEAT 2012) e Un giorno (Neri Pozza 2010), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess.
È l’estate del 1997 a Londra, l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa.
Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un’impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia.
Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c’è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all’aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.
Commovente, incantevole e struggente, insieme, Un dolore cosí dolce è una commedia amara sull’impervio passaggio all’età adulta, sul potere vivificante dell’amicizia e sulla fulminea, bruciante esperienza del primo amore.

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David Nicholls presenta: Un dolore così dolce

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2019

Mantova sabato 7 settembre ore 21.15 Palazzo San Sebastiano, David Nicholls presenta Un dolore così dolce con Marta Bacigalupo. È l’estate del 1997 a Londra, l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa.
Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un’impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia.
Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c’è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all’aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.
Commovente, incantevole e struggente, insieme, Un dolore cosí dolce è una commedia amara sull’impervio passaggio all’età adulta, sul potere vivificante dell’amicizia e sulla fulminea, bruciante esperienza del primo amore.
David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i bafta Awards.

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DAVID NICHOLLS presenta Un dolore così dolce con Marta Bacigalupo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Mantova sabato 7 settembre ore 21.15 Palazzo San Sebastiano. Presentazione del libro di David Nicholls. È l’estate del 1997 a Londra, l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa.
Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un’impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia.
Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c’è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all’aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.
Commovente, incantevole e struggente, insieme, Un dolore cosí dolce è una commedia amara sull’impervio passaggio all’età adulta, sul potere vivificante dell’amicizia e sulla fulminea, bruciante esperienza del primo amore.
David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i bafta Awards. Di recente è stato nominato per gli Emmy Awards per la sceneggiatura di Patrick Melrose, tratto dall’opera di Edward St Aubyn I Melrose. Tra i suoi romanzi Le domande di Brian (beat 2011), Il sostituto (beat 2012), Un giorno (Neri Pozza 2010), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess e Noi (Neri Pozza, 2014; beat 2017).

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DAVID NICHOLLS: Un dolore così dolce

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

La trama: È l’estate del 1997 a Londra, l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa.
Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un’impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia.
Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c’è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all’aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.
Commovente, incantevole e struggente, insieme, Un dolore cosí dolce è una commedia amara sull’impervio passaggio all’età adulta, sul potere vivificante dell’amicizia e sulla fulminea, bruciante esperienza del primo amore.Traduzione di Massimo Ortelio Euro 18,00
368 pagine.
David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i bafta Awards. Di recente è stato nominato per gli Emmy Awards per la sceneggiatura di Patrick Melrose, tratto dall’opera di Edward St Aubyn I Melrose. Tra i suoi romanzi Le domande di Brian (beat 2011), Il sostituto (beat 2012), Un giorno (Neri Pozza 2010), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess e Noi (Neri Pozza, 2014; beat 2017). Neri Pozza editore.

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