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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

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In Italia cresce la domanda di assistenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Ma scende il numero dei lavoratori domestici regolari (-1,4% dal 2017). “Il calo degli ultimi anni – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – è sintomo della difficoltà delle famiglie nel sostenere i costi dell’assistenza, soprattutto nel caso in cui l’assistito sia una persona disabile”. Continua: “Dai dati ISTAT sappiamo che tra gli over 65, i disabili sono circa 1,5 milioni, di cui 600mila versano in condizioni di isolamento per i quali l’aiuto della badante è fondamentale”. Dal Rapporto Annuale del Lavoro Domestico 2019 di DOMINA, realizzato dall’Osservatorio Nazionale DOMIMA sul Lavoro Domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, che verrà presentato giovedì 12 dicembre 2019 presso la Sala Zuccari – Senato della Repubblica, si osserva che nonostante l’invecchiamento della popolazione e la contrazione dei servizi pubblici di assistenza il numero complessivo dei lavoratori domestici regolari è diminuito del 12,9% dal 2009. Secondo le stime, sono invece i lavoratori irregolari a crescere: stimati oggi a circa 1,2 milioni.“Puntiamo all’emersione dal lavoro nero – continua Lorenzo Gasparrini – per far si che il gettito fiscale aggiunto, stimato dall’Osservatorio intorno ai 2 miliardi di Euro (1,4 miliardi di contributi assistenziali e previdenziali e 645 milioni di Irpef e addizionali locali) possa essere riconvertito in risorse per sostenere le famiglie datori di lavoro domestico nell’affrontare i costi del lavoro di cura”.

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Where are you going to live?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Dove andrai a vivere? Ho l’impressione che non sono pochi coloro che stanno ponendosi, o lo hanno già fatto o suppongo lo faranno, la domanda sul proprio futuro e quello che è sintomatico incominciano a configurarla da giovanissimi ma non ne sono immuni, al tempo stesso, i più anziani. Inizialmente ho pensato che si trattasse solo di una moda e come tale destinata a durare una stagione per poi rientrare nei ranghi della normalità. Ora non lo penso più e ritengo che si tratti di un problema più serio e duraturo nel tempo. Ne consegue l’interrogativo: perché? E sia chiaro non mi riferisco allo stimolo migratorio legato all’indigenza ma a quanti si sentono indotti ad evadere perché non riescono più a riconoscersi nell’ambiente in cui sono nati. Sono a volte le piccole cose che vanno in uggia e fanno montare sempre più il senso del diverso che non riesce a maturare dove predomina il conservatorismo mentre intorno si annuncia il risveglio di nuove sfide culturali e pratiche di vita e che i residenti non riescono a cogliere nella loro interezza. E non è solo, ovviamente, una questione anagrafica. La differenza e il conformismo sono trasversali. E non è nemmeno una mera diversità di opinioni. E’ qualcosa di più. E’ questa la spinta che porta ad evadere, ad esplorare mondi nuovi, a fare nuove conoscenze a saggiare un rapporto diverso tra coetanei e non solo. Forse il nomadismo è nato proprio da questa spinta ideale, da questa voglia di confrontarsi, di misurarsi, d’esplorare, di conoscere. E’ una sfida contro il tempo, le avversità della natura, le diffidenze degli autoctoni, le difficoltà di adattamento ma anche la consapevolezza di saper accettare la provocazione e di saperla gestire al meglio. A ben riflettere penso che sia l’unico modo per sentirsi realizzato e ad avere una visione della vita più appagante e motivata. (Riccardo Alfonso)

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L’offerta politica e la domanda degli elettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Con la recente nascita di due soggetti politici da parte di Giovanni Toti, attuale governatore della Liguria, con “Cambiamo” e del senatore Matteo Renzi, nato dalla costola del PD, con “Italia viva” gli elettori che votano nell’area di centro-destra hanno a loro disposizione ben 5 partiti: La Lega di Salvini, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, Forza Italia di Silvio Berlusconi, Casapound e Cambiamo. Sull’altro versante la parte preponderante è data dal PD con l’attuale segretario Zingaretti. Seguono la “anomalia” del partito di Renzi, in quanto dispone di un numero elevato di parlamentari mentre l’attuale consenso elettorale ne indicherebbe molto di meno, e una costellazione di partiti minori dal Partito socialista ai radicali, dalla Sinistra ecologia e libertà (Sel), alla Sinistra Italia ecc. Vi è poi come un outsider il movimento Cinque Stelle. Al riguardo va precisato che è nato più per stimolare il ricambio della leadership degli altri partiti, il loro ammodernamento e per una più incisiva lotta per sostenere le classi meno abbienti che per ricercare una propria collocazione ideologica. Questo spiega il loro trasversalismo politico che li ha portati al governo prima con la Lega e poi con il PD. Ma non è da considerarsi un Movimento per tutte le stagioni. La sua visione è più ambiziosa proponendosi a tutela degli interessi generali del paese e nella ricerca di stimoli virtuosi esportabili negli altri partiti. Verrebbe quasi da dire che converrebbe agli elettori allargare la sua base dei consensi popolari per non ritrovarci con un’Italia che insegue da una parte le chimere e dall’altra le utopie. O peggio ancora nell’essere dentro un sistema paese incapace di ritagliarsi un futuro. E il nostro, come italiani, dovrebbe essere quello di costruire finalmente una nazione unica dove la grande velocità delle ferrovie non si ferma a Napoli ma per farla proseguire sino a Trapani e a volare nelle isole minori. Che il lavoro si crei su basi nuove e si favorisca l’economia circolare. Che si cavalchi la tecnologia come sistema di vita in tutti i settori produttivi e culturali del Paese. Che si sappiano sfruttare le risorse umane non solo nel lavoro ma coltivando il volontariato più di quanto non si stia già facendo. Che l’assistenza sanitaria e previdenziale non diventi più uno spartiacque tra chi ha e chi è creando una professionalità senza scadenze temporali perché ogni età può offrire un suo prezioso contributo nel nostro essere in comunità. E dovremmo convenire che se il consorzio umano è al cospetto di grandi mutamenti dalla natura ai rapporti umani e nella gestione delle risorse globali noi non dobbiamo farci trovare impreparati diventando antesignani come cittadini del mondo e come italiani. (Riccardo Alfonso)

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Il turismo non è in crisi di domanda, ma l’offerta talvolta traballa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Dopo il fallimento della Thomas Cook britannica forse qualcuno e qualcosa cominceranno a far mente locale che di rendita è sempre più difficile campare. Questo vale per tutti gli attori dell’offerta, dalle agenzie ai vettori fino ai singoli servizi di alloggio e di mobilità.
E non è solo una questione dell’affermazione delle prenotazioni online che in tanti fanno direttamente a chi offre loro un volo o un albergo o un tour. Già di per sé la prenotazione online ha un costo minore rispetto a quella “tradizionale”: il banco dei vari offerenti è oggi non solo quello di un ufficio ma anche quello digitale che già in tanti, aziende o utenti, si sono resi conto della sua valenza. Ma nonostante questo le agenzie continuano ad esistere, alcune operando al di là del classico bancone, altre dietro il bancone virtuale. La Cook britannica sembra che abbia fatto crack proprio per non aver colto appieno questa situazione (vedremo, ché le realtà in questi contesti vengono sempre un po’ dopo).
Per chi oggi si appresta a fare un viaggio, il primo approccio è quasi sempre online. Da qui, poi, in molti usano i servizi di agenzie che sono anche online, altri invece saltano questa mediazione. La differenza? Dipende dalle conoscenze del singolo viaggiatore rispetto a dove vorrebbe andare e dalle capacità dei singoli offerenti di rendere interessanti le proprie offerte. Mentre per i viaggiatori molto dipende dai singoli interessi e dalle mode e dalla pubblicità, per chi offre c’è un elemento di base che deve caratterizzarli: professionalità; sia che ti venga offerto un volo o un albergo, sia che si tratti di una itinerario articolato o della costruzione dello stesso intorno ai desiderata del viaggiatore.
Ed è su questa professionalità che ci concentriamo. La sua accuratezza dovrebbe crescere in modo esponenziale rispetto all’articolazione delle domanda: una cosa è vendere un volo per Parigi o New York o Londra, magari con annesso albergo, altro è vendere un tour nei castelli della Loira o nel deserto australiano o nelle foreste del Congo o nelle Pampas argentine o nei luoghi “santi” di Israele. La tendenza di diverse agenzie è quella di “consigliare” pacchetti già confezionati, per cui la loro funzione si limita ad essere rivenditori di prodotti confezionati da altri tendenzialmente esperti in quello specifico territorio. Ma, per l’appunto, rivenditori. Ed è qui, secondo noi, il problema: i rivenditori di viaggi stanno subendo le stesse sorti dei rivenditori di pentole, o sei fortemente specializzato, e quindi va bene anche se stai dietro ad un bancone tradizionale, oppure devi darti da fare per affrontare la concorrenza degli “Amazon” del settore, con l’aggiunta di fornitori di, per esempio, alberghi e voli e trasporti, che operano anche direttamente col cliente.
Ovviamente noi, in questo ambito, non abbiamo le formule da indicare perché i vari mediatori siano all’altezza della situazione, ma proprio perché abbiamo l’occhio del consumatore e dell’utente siamo in grado di sostenere che i nostri occhi oggi sono molto attenti e selettivi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Mismatch tra domanda e offerta di lavoro: come favorire un sistema connesso e dialogante”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Il gruppo Value@Work promosso dall’ISSD presenta un tema interessante e attualissimo: incontro domanda e offerta di lavoro. Con il convegno, Value@Work vuole: sottolineare l’importanza di ripensare le competenze perché corrispondano sempre più al fabbisogno del mercato e rafforzare l’esigenza di un maggior dialogo e collaborazione tra le imprese e il mondo della formazione (università e centri di formazione professionali). Il ruolo dei diversi sistemi formativi è dunque quello di generare tali competenze facendo rete tra associazioni, istituzioni e imprese, per progettare azioni condivise e concrete.Gli autorevoli relatori erano concordi sul considerare le competenze come generatrici di valore per i singoli e la collettività, un patrimonio per la persona e per il Paese, espressione della vitalità produttiva, dello sviluppo economico e sociale, della capacità democratica di garantire mobilità, equità e giustizia.
Nella prima parte dei lavori si è parlato dei data base e dei sistemi per facilitare l’incontro domanda e offerta; interessanti le testimonianze di Daniela Vellucci, Regional Recruiter Randstaad Italia e di Silvano Del Duca Amministratore unico di Euro Global volte ad evidenziare come a volte il problema sia l’assenza o la scarsità di competenze richieste dal mercato, altre la difficoltà di far incontrare chi cerca con chi offre.
AHa chiuso la prima parte Maurizio Del Conte, Professore Università Bocconi, il tema del rapporto formazione/mondo del lavoro, e di come si può renderlo pratico ed efficace questo rapporto; ha presentato alcuni modelli internazionali in cui le aziende entrano nell’università e si costruiscono percorsi insieme, maggiormente attinenti al fabbisogno di competenze del mercato del lavoro e come questi possano essere replicati in Italia.
La seconda tavola rotonda ha rafforzate gli spunti sul rapporto tra formazione (universitaria e professionale) e mercato del lavoro, inteso come fabbisogno di competenze, ponendo l’accento sull’occupazione. Il prof. Alberto Gambino, Prorettore Università Europea di Roma ha spiegato come è importante il lavoro continuo che le Università devono fare per essere proattive rispetto alle esigenze mutevoli di competenze del mercato.
Marcella Mallen, Presidente di Prioritalia e membro di Value@Work ha evidenziato che: “siamo il Paese con il più alto skill mismatch in Europa per il forte disallineamento che esiste tra il sistema educativo e quello produttivo”.
La parte del convegno dedicata alle strategie per prevenire e gestire il mismatch attraverso un sistema connesso e dialogante si apre con l’intervento di Vincenzo Manfredi, Direttore Affari Istituzionali Softlab: “in Italia abbiamo un grande problema di mismatch fra domanda e offerta di lavoro a causa della parziale o insufficiente formazione dei giovani nell’ambito delle nuove professioni e della distanza di visione e implementazione fra mondo accademico e settori industriali”.
E nel mondo delle innovazioni interessante appare il profilo del giurista presentato dall’Avv. Elena Maggio: “le nuove tecnologie hanno profondamento inciso su tutte le professioni legali, sia nelle modalità di svolgimento che rispetto al contenuto. Oggi nessun avvocato, giudice o notaio può svolgere adeguatamente la propria professione senza conoscere le nuove tecnologie, presupposto per svolgere adeguatamente e coscienziosamente il proprio lavoro. Oltre ad aver mutato le professioni storiche le nuove tecnologie hanno portato a sviluppare nuove figure professionali, il DPO, il Responsabile della Trasformazione Digitale e l’Innovation Maker sono solo alcuni esempi di figure richieste dal mercato (pubblico e privato) che ancora stentano a trovare una adeguata risposta”.
Di opportunità lavorative legate alle nuove specializzazioni in particolare legate alla fibra, ha parlato Dario Pasquariello dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) e Virginia Desirée Zucconi del Coordinamento Donne dell’UCID.

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In aumento la domanda di veicoli personalizzabili e ad alte prestazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

autoI consumatori facoltosi disposti a pagare per veicoli innovativi, personalizzabili, ad alte prestazioni e tecnologicamente avanzati guidano il mercato dei veicoli di super lusso. La crescita è aumentata dall’elevata domanda di SUV e crossover che siano sia pratici sia di lusso. Poiché i veicoli di super lusso sono più redditizi delle corrispondenti versioni popolari, le case automobilistiche stanno massimizzando l’utilizzo di piattaforme di veicoli top di gamma offrendo le più avanzate caratteristiche di lusso, infotainment, sicurezza e tecnologie di guida a prezzi competitivi.“Trends in Global Super Luxury Vehicles Market, 2016 – 2025”, un recente studio del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan, esamina l’influenza di connettività, elettrificazione e tecnologia autonoma sul futuro dei veicoli di super lusso a livello globale. Lo studio rileva che il 2016 è stato un anno di successo per i marchi di super lusso, con un aumento delle vendite dell’8% rispetto al 2015, portando le vendite di automobili a quota 6,85 milioni di unità. Valuta inoltre gli operatori chiave del mercato, come Acura, Audi, Bentley, BMW, Ferrari, Fisker, Ford, Jaguar, Karma, Lamborghini, Land Rover, Lexus, Lucid Motors, Maserati, McLaren Automotive, Mercedes-AMG, Mercedes-Benz, Mercedes-Maybach, Nissan, Porsche, Rolls-Royce Cars e Tesla, e le loro strategie.Dal punto di vista regionale, Stati Uniti, Medio Oriente e Cina vendono la maggior parte dei veicoli di super lusso; i produttori statunitensi si focalizzano sulla tecnologia dei veicoli elettrici e i produttori europei guardano al miglioramento del confort dei passeggeri e all’adozione della tecnologia autonoma.Alcuni degli sviluppi e tendenze relativi ai veicoli di super lusso che trainano la crescita sono:
Vendite elevate di SUV e crossover di fascia alta
Introduzione di berline e SUV di punta per arricchire i segmenti delle berline e auto sportive di ultra lusso
Lancio del segmento dei veicoli elettrici di super lusso con Lucid, Fisker e Faraday Motion che introdurranno i propri veicoli entro il 2019
Elevati profitti per i veicoli con un prezzo superiore a 15.000 dollari grazie alle opzioni personalizzate per i clienti
Investimenti delle case produttrici nei veicoli di super lusso attraverso l’ingresso in nuovi segmenti di mercato, come nel caso di BMW con X7, Audi con Q8 e Porsche con Mission ESviluppo della tecnologia autonoma fino al livello 5 entro il 2020 per proporre automobili prive di volante e pedali
Elevata diffusione dei motori elettrici entro il 2020, con oltre il 50% dei marchi di super lusso che venderanno veicoli ibridi ed elettrici.

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Domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

bancaLo studio ha mostrato che nel mese di settembre il numero di domande di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto registrare un nuovo incremento, pari a +4,2% rispetto allo stesso mese del 2015. Questo porta ad una crescita del +7,5% nell’aggregato dei primi 9 mesi del 2016 rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso, consolidando ulteriormente il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi. In generale, nei primi 9 mesi dell’anno in corso il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre, ecc.) hanno fatto segnare una crescita del +9,4% rispetto al corrispondente periodo del 2015, contribuendo in maniera significativa alla performance positiva dell’intero comparto. Più contenuto l’incremento di prestiti personali, prodotto che per la sua specificità prevede mediamente importi più elevati e durate più lunghe, che nel periodo di osservazione ha fatto segnare un +4,7% rispetto ai primi 9 mesi dello scorso anno.L’ultima rilevazione del Barometro CRIF registra un ulteriore segnale di ripresa: nell’aggregato di prestiti finalizzati e prestiti personali, l’importo medio richiesto nel periodo gennaio-settembre dell’anno in corso si è attestato a 8.336 Euro, con un incremento del +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel dettaglio relativo ai prestiti finalizzati l’importo medio richiesto nei primi nove mesi del 2016 è stato pari a 5.446 Euro (+8,8% rispetto allo stesso periodo del 2015 ma ben distante dai quasi 6.800 Euro del 2008), mentre per i prestiti personali si è assestato a 12.362 Euro (+4,8% rispetto allo stesso periodo del 2015).

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Agriturismi d’autunno: +21% la domanda

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

agriturismoOliage, tartufi, fresche passeggiate nell’arte ma anche… mare: questo è l’autunno in Italia e sempre più turisti scelgono il mese di ottobre per una fuga dalla città, per concedersi una pausa in uno dei tanti agriturismi del nostro Paese. Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it) e Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), i due portali confluiti in un unico grande polo italiano del turismo extra-alberghiero, per l’autunno 2016 hanno evidenziato un aumento del 21% di richieste di disponibilità rispetto ad ottobre 2015. Considerando le 20 province più gettonate, le regioni che dominano la classifica sono Toscana, Sicilia e Piemonte.
La Toscana vanta la presenza di ben sei delle sue province. La prima, anche a livello nazionale, è Siena, conosciuta in tutto il mondo per i suoi paesaggi e il suo mix di natura e storia: tra i comuni con il più alto affollamento di turisti d’autunno troviamo Pienza, San Gimignano, Montepulciano e Siena. Molto richieste sono le province di Firenze (Pontassieve e Barberino di Mugello i centri al top), Pisa (con Pomarance e Volterra), Grosseto (Manciano) e Lucca. Quest’ultima in particolare sembra prediletta dagli italiani, considerando che l’80,88% delle richieste arriva da connazionali. Scorrendo ancora la classifica compare un’altra meta da agriturismo, Arezzo.
Raccolgono molto interesse anche due località piemontesi: Cuneo è seconda nella graduatoria nazionale, grazie soprattutto alla stagionalità del tartufo bianco d’Alba (Alba, Monforte d’Alba, La Morra e Treiso sono i comuni più amati); sesta in classifica è Asti, grazie agli agriturismi nella campagna del Monferrato che offrono un’imperdibile occasione di ammirare il foliage.
Al terzo posto arriva la provincia di Perugia dove, grazie a una posizione centrale e facilmente raggiungibile da molte regioni, l’86% delle richieste arrivate giunge da italiani: i comuni che hanno ricevuto il maggior interesse sono stati Assisi, Gubbio e la stessa Perugia. Non manca la voglia di montagna: per questo ottobre sono protagoniste le due province del Trentino Alto Adige. Anche la Lombardia conta due aree nella classifica degli agriturismi in autunno, Mantova e Brescia.
Per ricaricare le batterie dopo il rientro estivo e arrivare sereni alle vacanze di Natale, i soggiorni che si prenotano in questa stagione sono relativamente lunghi e la media della permanenza è di 3,9 giorni. In generale, mentre per i turisti italiani l’inizio dell’autunno è il momento per un weekend fuori porta (2,3 giorni in media) chi arriva dall’estero soggiorna più a lungo (4,4 giorni, che diventano 5,3 se prendiamo in considerazione i turisti di lingua tedesca).
Se, poi, la destinazione del viaggio è nel Sud Italia le ferie si allungano e superano i 5 giorni. La provincia che ha registrato il record di permanenza è quella di Ragusa, dove il soggiorno medio dura 5,9 giorni, seguita da Lecce (5,4) e Siracusa (5,2).
Ad approfittare di un meteo autunnale molto generoso con il Sud Italia sono stati principalmente i turisti stranieri. Guardando alla classifica, nelle province del Sud oltre il 70% delle richieste proviene dall’estero. Le due aree record sono Catania e Napoli, con un volume di ricerche straniere pari rispettivamente al 79,96% e al 79,77% del totale. Lo scarso interesse degli italiani verso le mete del Sud è confermato anche dal dato di Ragusa, dove il 78,24% di chi ha cercato un agriturismo proviene dall’estero, e da quelli di Siracusa e Lecce, dove oltre il 60% delle richieste non arriva da italiani.
Capitolo prezzi: la provincia, tra le 20 con i volumi maggiori di prenotazioni, che permette di soggiornare spendendo meno è Perugia, con una media di 35€ a persona per notte, mentre la zona in cui si spende di più per una vacanza d’autunno è quella di Firenze: 619€ la media per uno short break in famiglia (3,6 notti per 4,4 persone).
Di seguito la classifica delle 20 mete più richieste per il mese di ottobre 2016, la durata media del soggiorno e la percentuale di ricerche provenienti dall’estero. (foto: agriturismo)

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Barometro CRIF della domanda di mutui da parte delle famiglie italiane, relativo al mese di aprile 2015

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2015

BPM: FABI, OBIETTIVO LISTA MESSORI ARPE CONSIGLIERE DELEGATODalla rilevazione emerge come il mese di aprile ha fatto segnare una nuova vigorosa crescita del numero di domande di mutuo presentate dalle famiglie italiane, con un +71,9% rispetto allo stesso mese del 2014. Si tratta del record assoluto in termini di incremento, che ha riportato i volumi vicini ai livelli di 5 anni fa, ovvero prima del crollo verticale registrato a partire dalla metà del 2011. La domanda è fatta primariamente da nuovi mutui in quanto l’incidenza di surroghe e sostituzioni (a livello di sistema) è stata, anche all’inizio dell’anno in corso, complessivamente pari a circa il 18% del totale.
Con il dato rilevato ad aprile, quindi, si irrobustisce ulteriormente il recupero verso i livelli pre-crisi tanto che il dato aggregato relativo ai primi quattro mesi del 2015 si è attestato ad un significativo +46,4% rispetto al pari periodo 2014.Nonostante la ripresa della domanda di finanziamenti per l’acquisto della casa si stia consolidando, ad aprile l’importo medio richiesto si è attestato a 121.911 Euro, mantenendosi su un valore più contenuto rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente (quando era risultato pari a 124.812 Euro) e ben distante dai 140.942 euro dell’aprile 2010, quando venne toccato il picco più alto degli ultimi 5 anni. Quello registrato nel mese di aprile è risultato essere in assoluto il valore medio più basso da quando CRIF ha iniziato a monitorare mensilmente la domanda di mutui da parte degli italiani.La tendenza a richiedere un importo il più possibile contenuto è confermata anche dalla distribuzione della domanda per fascia di importo: nei primi quattro mesi del 2015, infatti, le preferenze degli italiani si sono concentrate in prevalenza nella classe compresa tra 100.000 e 150.000 Euro, con una quota pari al 30,4% sul totale, in crescita rispetto al 2014 di 1,9 punti percentuali.

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Domanda di prestiti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2015

Banca d'ItaliaNell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati nel mese di aprile appena concluso è stato rilevato un incremento del +10,8% rispetto allo stesso mese del 2014, dato che va a consolidare la dinamica positiva in atto da settembre 2014. Nel complesso si tratta dell’aumento più consistente degli ultimi anni, che va a consolidare il trend positivo del semestre precedente dopo un prolungato periodo di debolezza.Il numero di richieste di prestiti nei primi 4 mesi del 2015 fa segnare complessivamente un aumento del +8,6% rispetto allo stesso periodo del 2014, ma ancora in significativo ritardo rispetto agli anni 2011 e 2010.
Entrando maggiormente nel dettaglio, nel mese di aprile 2015 i prestiti finalizzati hanno fatto segnare un aumento della domanda pari a +11,1% rispetto al corrispondente mese del 2014, sostenuta in particolare dai finanziamenti per l’acquisto di auto/moto. Per i prestiti personali il numero delle richieste è invece aumentato del +10,6%.Dalle ultime rilevazioni del Barometro CRIF emerge anche che ad aprile 2015, nel complesso dei prestiti personali più finalizzati, l’importo medio delle domande presentate agli Istituti di credito è stato pari a 8.439 Euro (+5,8% rispetto ad aprile 2014). Nel dettaglio, per i prestiti finalizzati l’importo medio è risultato pari a 5.395 Euro (+7,6% rispetto ad aprile 2014) mentre per i prestiti personali la media si è assestata a 11.740 Euro (+5,1%).

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Barometro sulla domanda di prestiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2015

Barometro-aneroideIn particolare, l’analisi mette in evidenza come nel mese di febbraio appena concluso, il numero delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto segnare un +10,1% rispetto a febbraio 2014, determinando la miglior performance in termini assoluti degli ultimi 4 anni. Si consolida quindi la dinamica positiva iniziata nello scorso ottobre, che riflette l’aumentata fiducia delle famiglie italiane verso il futuro dopo anni di forte incertezza che avevano determinato un approccio estremamente cauto nelle scelte di spesa e di indebitamento. Nello specifico, nel mese di febbraio 2015 i prestiti personali hanno fatto segnare +11,1% di richieste rispetto al corrispondente mese del 2014 (con il dato assoluto più elevato degli ultimi 20 mesi malgrado la perdurante prudenza da parte delle famiglie), lievemente superiore all’incremento registrato per i prestiti finalizzati, che si sono fermati ad un seppur positivo +9,3%, trainati in particolare dalle esigenze di rateizzazione dell’acquisto di auto e moto rispetto a quelli riconducibili ad articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, ecc, che continuano invece a segnare il passo. Dal Barometro CRIF emerge anche che a febbraio 2015, nel complesso dei prestiti personali più finalizzati, l’importo medio richiesto è stato pari a 7.879 Euro, in contrazione rispetto a quello registrato nello stesso mese del 2014 e ben al di sotto dei valori registrati negli anni pre crisi, ma per il secondo mese consecutivo in aumento dopo mesi di continue contrazioni.

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Pagamenti: il 90% dei negozianti chiede trasparenza alle banche sui costi del pos

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 febbraio 2015

pagamenti elettroniciI pagamenti tramite Pos fra professionisti, artigiani e negozianti si stanno diffondendo anche in Italia, ma meno del previsto. Uno dei motivi che frenano il passaggio dal contante ai pagamenti elettronici è la scarsa chiarezza sui costi. Un’indagine commissionata da Jusp, la società che ha messo a punto un sistema innovativo per i pagamenti in mobilità anche con smartphone, mostra che il 90 per cento dei circa un milione di esercenti dotati di pos non conosce i costi legati all’uso del dispositivo per le transazioni. Dall’indagine emerge una diffusa mancanza di chiarezza nelle condizioni poste dalle banche per l’uso del pos: “gli esercenti lamentano in particolare la mole di voci, fra costi fissi e commissioni per carte di credito e bancomat, che non contribuisce certo a dare l’immediata percezione di quanto costi ogni transazione eseguita e quale sia la differenza di offerta tra le varie banche”, riferisce il Ceo di Jusp Stefano Calderano.
La trasparenza che ormai le banche, dopo anni di pressioni da parte delle associazioni dei consumatori, garantiscono su conti correnti, mutui e prestiti, non sembra sia stata estesa anche ai pos, considerati BtoB e quindi fuori dalle garanzie offerte ai cittadini comuni. “Il mondo pos in effetti – sostiene Calderano – è un residuo del vecchio modo delle banche di fare pricing, e la legge sulla trasparenza di Bankitalia non aiuta: impone infatti un’enorme quantità di documenti, tutt’altro che trasparenti e comprensibili”.
Secondo Calderano ci vorrebbe, come per i conti correnti, un indicatore sintetico di costo che almeno una volta all’anno riassuma tutte le voci di spesa del pos in un’unica cifra. Oppure un unico costo, come quello proposto da Jusp che ha abolito qualsiasi canone e costo fisso e chiede ai suoi clienti solo una quota del 2,5% sulle transazioni eseguite.
Jusp, fondata nel 2011 da Jacopo Vanetti, grazie all’ingresso dei fondi Principia SGR e Vertis SGR diventa la startup più finanziata del 2013. Attualmente guidata da Stefano Calderano (precedentemente a capo della divisione Retail e Private Banking di BNL e prima ancora Marketing Director di Banca Intesa), la società ha ricevuto diversi riconoscimenti per l’eccellenza raggiunta nel produrre innovazione, conquistando i titoli di “Champions of European Innovation” al Bully Award Winner sia nel 2013 sia nel 2014 e di “Transaction Services Innovation Awards” al Florin Award Winner 2013. (Martina Trecca)

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Cresce la domanda di mutui

Posted by fidest press agency su sabato, 24 gennaio 2015

domanda mutuiIn particolare, per quanto riguarda la domanda di mutui, nell’arco dei 12 mesi, ha fatto segnare una crescita pari al +15,0%, dopo ben 3 anni caratterizzati dal segno meno, sostenuta sia dagli stimoli proposti dagli istituti di credito, con offerte focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto, sia dalle richieste di surroga, in virtù della convenienza dell’attuale tasso variabile. L’importo medio dei mutui richiesti nell’anno 2014 è ulteriormente calato, attestandosi a 124.346 Euro rispetto ai 127.328 Euro dell’anno precedente, confermando così un trend in contrazione che perdura da diversi anni sia a causa della diminuzione del prezzo di acquisto degli immobili sia per la tendenza a privilegiare soluzioni che gravino il meno pesantemente possibile sul bilancio famigliare.Il dettaglio relativo alla domanda di prestiti (personali e finalizzati) mostra come, nell’aggregato dei 12 mesi del 2014, la variazione della domanda ha mantenuto il segno negativo, con un complessivo -2,0%, sintomo di un quadro congiunturale che risulta ancora fragile, con il persistere di segnali negativi sul fronte dell’occupazione che ha raggiunto livelli record, penalizzando soprattutto le fasce di popolazione più giovani. Nel mese di dicembre appena concluso, però, la domanda di prestiti ha fatto registrare un incremento del +10,6%, dato che va a consolidare la dinamica positiva già rilevata a ottobre e novembre (rispettivamente in crescita del +7,6% e del +5,2%). Infine, rispetto al 2013, l’analisi condotta da CRIF mette in evidenza una sostanziale stabilità dell’importo medio dei prestiti richiesti (sempre nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati), attestatosi a 7.422 Euro contro i 7.395 Euro del 2013 (+0,4%).

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Domanda lavoro imprese torinesi

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2012

Torino 4 aprile, alle ore 11 nella sala Marmi di Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12, Torino) si terrà la presentazione di La domanda di lavoro della imprese torinesi, un’indagine che ha integrato le banche dati della Camera di Commercio e della Provincia di Torino per mettere a punto il quadro delle principali caratteristiche e dell’andamento dell’occupazione generata dalle imprese attive tra il 2008 e il primo semestre del 2011.
Introdurrà il lavoro Gianfranco Bordone, direttore Area lavoro e solidarietà sociale della Provincia di Torino, quindi interverranno Barbara Barazza, responsabile del Settore studi, statistica e documentazione della Camera di commercio di Torino e Giorgio Vernoni, responsabile dell’Osservatorio sul mercato del lavoro della Provincia di Torino; concluderanno i lavori il Segretario Generale della Camera di commercio di Torino Guido Bolatto e l’Assessore al lavoro e alla formazione professionale della Provincia di Torino Carlo Chiama.

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“Cosa fareste al posto di Monti?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Scrive Rosario Amico Roxas: “A seguito del mio commento “Illusi e delusi” ho ricevuto, come di consueto, numerosi commenti, molti dei quali, con disarmante brevità, accoglievano le mie critiche al governo Monti “sic et simpliciter”. Ma ci sono stati anche i commenti critici. Tra questi il commento di Guido, un amico con il quale corrispondiamo ormai da anni. Molto spesso i commenti di Guido hanno confortato le mie opinioni, mentre questa volta, con il consueto garbo, mi mette con le spalle al muro con una semplice domanda “cosa faresti al suo posto?” Devo aggiungere anche il commento di un altro autorevole amico, che così sintetizza il commento di Guido: “Ringrazia Guido. E’la sintesi più giusta e equilibrata.” Così preferisco rivolgermi all’intera mia rubrica, che si compone di oltre 2.500 indirizzi, per svolgere un piccolo sondaggio che così sintetizzo: “Cosa fareste al posto di Monti?” (n.r. per conto nostro ci proviamo. Monti sta bene, con molta probabilità al 25% degli italiani, quelli, per intenderci che vivono da benestanti, giocano in borsa e hanno interessi diffusi o sono i lacchè del padrone. Ha, invece, scontentata la restante parte e ci ha messo con crudezza davanti a questa realtà. Se avesse voluto fare le cose seriamente avrebbe incominciato con la patrimoniale, con l’indire le gare per l’assegnazione delle frequenze, con l’abolizione del falso in bilancio e se non avesse trovato la maggioranza parlamentare qualificata avrebbe dovuto rimettere il mandato al Presidente della Repubblica e spiegato agli italiani le ragioni della rinuncia. Non dimentichiamo, come scrive Antonio Di Pietro, che in Parlamento esiste in cospicuo numero di indagati e i loro avvocati. Non è, quindi, un’assemblea credibile e responsabile, almeno nella sua parte più consistente. Da qui la convinzione che questo governo è sotto ricatto e allora non ha senso governare. Ha più senso una rottura, per quanto traumatica, ma necessaria per rimettere, come si suol dire, la palla al centro. Non possiamo, tutte le volte, accontentarci del meno peggio, dobbiamo spezzare sul nascere questo circolo vizioso dove chi ci governa o è un incapace o è un ricattato. Non conosco Guido ma mi sembra una persona molto rassegnata e anche consapevole che l’Italia è un paese irrecuperabile. Ma è proprio così o è necessario uno scossone per risvegliarci dal profondo torpore in cui ci siamo lasciati andare? E allora diamolo questo scossone prima che la rassegnazione ci renda schiavi per l’eternità. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Snam presenta il piano strategico 2012-2015

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

Vista aerea di San Donato Milanese

Image via Wikipedia

San Donato Milanese, L’Amministratore Delegato, Carlo Malacarne, illustra oggi il Piano Strategico di Snam per il periodo 2012-2015, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società presieduto da Salvatore Sardo.
“In un contesto europeo in fase di evoluzione, il Piano Strategico 2012-2015 crea le condizioni per candidare Snam a divenire uno dei principali operatori infrastrutturali integrati a livello europeo, in linea con gli sviluppi legislativi, della regolazione e con le aspettative degli stakeholder del sistema gas. L’alleanza strategica siglata con Fluxys e la recente acquisizione di quote di partecipazione nell’Interconnector rappresentano i primi passi di uno sviluppo che consentirà la creazione del corridoio per il transito del gas dal sud verso il centro e il nord Europa, con l’Italia in qualità di hub” ha commentato Carlo Malacarne. Le principali linee strategiche nel periodo 2012-2015 sono:
Sviluppo sistema infrastrutture gas in Italia Il piano investimenti consolidato per il quadriennio 2012-2015 di 6,7 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi nel 2012, è finalizzato a sviluppare il sistema di infrastrutture gas in Italia e a sostenere e incrementare le opportunità di crescita della società nel medio e lungo termine.
Snam si pone l’obiettivo strategico di incrementare la sicurezza e la flessibilità del sistema, di integrare maggiormente le strutture connesse alle diverse fonti di approvvigionamento e di soddisfare le esigenze legate allo sviluppo della domanda gas nel medio e lungo termine. Inoltre viene confermato il fattivo impegno alla realizzazione degli investimenti che contribuiscano a fare dell’Italia un hub del gas per il Sud Europa.

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U.S.A.: dividenti più alti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Primo maggio, i pensionati di oggi i lavorator...

Image by paolobalestra via Flickr

La sempre maggiore domanda di un reddito dopo il pensionamento sta spingendo le aziende americane ad adottare politiche per la distribuzione dei dividendi che vada incontro agli investitori che andranno in pensione a breve e che cominceranno ad avere bisogno di rendimenti regolari, afferma Peter Vanderlee, Managing Director di ClearBridge Advisors, una sussidiaria Legg Mason.Vanderlee, gestore del portafoglio di ClearBridge, spiega che storicamente le società americane hanno avuto sempre meno incentivi per distribuire utili agli azionisti tramite dividendi. Ora però che decine di milioni di persone della generazione dei baby boeme stanno cominciando ad andare in pensione senza risorse sufficienti, generando una domanda per azioni che pagano dividendi, le corporation americane si trovano costrette a cambiare politica.“Sono 76 milioni i baby boomer che andranno in pensione a breve senza risparmi sufficienti. Inoltre, anche gli investitori istituzionali, come i fondi pensioni, le fondazioni ed altri enti non a scopo di lucro, sono alla ricerca di strategie che tramite i dividendi rimpolpino gli utili degli investimenti. È chiaro ormai che le società hanno cominciato a tentare di soddisfare questa domanda, come nel caso di Microsoft che ha alzato il dividendo del 25%. E non lo stanno facendo solo i giganti, perché vediamo nuove politiche analoghe in tutto il settore corporate”.Vanderlee ricorda che, nel secondo trimestre del 2011, l’ammontare complessivo dei dividendi distribuiti è salito rispetto allo stesso periodo del 2010 del 32.5%. Il fatto che aumenti il numero delle aziende in grado di pagare dividendi o di incrementarli, spiega Vanderlee, testimonia del miglioramento registrato nei bilanci delle società dopo la crisi del 2008.“In questo momento, i bilanci societari Usa, hanno abbondante liquidità. Sono i bilanci più robusti da decenni”, dice Vanderlee. “Dopo la crisi del 2008, nei bilanci, la combinazione tra posizioni consistenti di liquidità e il rientro dall’indebitamento hanno permesso alle aziende di disporre di una flessibilità finanziaria sufficiente per migliorare la sostenibilità dei dividendi, oltre che per aumentarli. Inoltre, molte corporation stanno generando utili molto robusti che supportano ulteriormente la distribuzione”.Tuttavia, fa notare Vanderlee, anche se i dividendi continuano a migliorare, le valutazioni delle società in termini di price/earning rimangono ancora relativamente depresse. “Le valutazioni sono basse e interessanti e, difatti, non stiamo pagando molto per i nostri acquisti. La media dei multipli dello S&P 500 a lungo termine è stata di circa 17 volte, ben sopra le 12 volte attuali, quindi vediamo in questi titoli una buona opportunità a lungo termine per incrementi del capitale e dividendi sempre più alti”.Anche se sono molte le società Usa che ora stanno correndo ai ripari sul fronte dei dividendi, altre hanno una lunga storia continuativa di distribuzione di dividendi, aggiunge Vanderlee ricordando Johnson and Johnson, che per 48 anni consecutivi ha alzato il dividendo, e Kimberley-Clark, che ha continuato ad alzarlo per 39 anni consecutivi. È questa coerenza che sarà vitale per gli investitori nei prossimi anni.”Continuando a rafforzarsi, i dividendi consentono agli investitori di fare fronte all’inflazione e di non subirne gli effetti”, dice Vanderlee. “Questo è particolarmente importante per la generazione del baby boom che ha bisogno di proteggere i risparmi destinati al pensionamento. Un aspetto incoraggiante è che il rapporto tra utili e dividendi distribuiti è in generale ancora basso e quindi c’è molto spazio perché le società incrementino gli utili distribuiti. Piuttosto che alla fine di questo fenomeno riguardante il reddito, siamo all’inizio è questo il momento giusto perché gli investitori si muovano”

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CrediFriuli risponde alla crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

Udine, Italy Photo' by Wikityke.

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Udine. Cresce del 2,19 per cento la raccolta di CrediFriuli al 30 settembre, rispetto a un anno fa. Il totale supera i 628 milioni di euro con i prestiti obbligazionari che segnano un +5,5 per cento e i conti correnti che crescono del 3,72 per cento. Sul fronte degli impieghi, la cifra arriva a 538 milioni di euro, con un aumento complessivo di 46 milioni di euro (pari al 9,26 per cento) rispetto al settembre del 2010. In tale comparto si segnala la marcata performance dei fidi in conto corrente che crescono di oltre il 21 per cento e dei conti salvo buon fine che segnano in +24,5 per cento, sempre su base annua. «Sono dati da leggere positivamente – afferma Luciano Sartoretti, presidente di CrediFriuli – che ci stimolano a credere nel futuro e nei nostri soci e clienti. Non vogliamo venir meno, nemmeno in questo momento di grande difficoltà, alla nostra missione che è quella di affiancarli nella quotidianità e nella crescita». Una fiducia che si estrinseca pure nella prossima apertura dello sportello presso il Parco Nord di Udine e nella creazione di nuovi servizi. «E’ operativo da alcuni giorni – spiega Gilberto Noacco, direttore di CrediFriuli – il nuovo servizio di “Consulenza Avanzata”. Un progetto a cui teniamo molto e che abbiamo realizzato tra i primi in Fvg. Allo scopo, sono stati specificatamente formati una quarantina di collaboratori che sono a disposizione dei clienti delle nostre 33 filiali per fornire le informazioni necessarie alla gestione dei patrimoni, anche non cospicui, con la logica del “portafoglio-modello personalizzato”. Adottando un rapporto proattivo – conclude Noacco – tra le 14 asset class selezionate siamo in grado di studiare e proporre dei modelli personalizzati di investimento sempre con le caratteristiche che ci contraddistinguono: sicurezza dell’investimento, tutela del patrimonio e consapevolezza delle scelte di risparmio».

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Crescente sviluppo delle “smart utilities”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Frost & Sullivan ha pubblicato di recente “Being Smart about the Smart Grid” in cui si analizza il concetto di ‘smart grid’ e le promesse sia per i servizi pubblici che per gli utenti. «Vale la pena esaminare le aspettative che i servizi pubblici e i regolatori hanno riguardo ai benefici che la ‘smart grid’ può apportare» afferma Farah Saeed, consulente di Frost & Sullivan. «Migliorare la disponibilità di energia minimizzandone le interruzioni nella consegna, aumentare l’efficienza operativa ed indirizzare la copertura della crescente domanda di elettricità – dovuta alla crescita dei data center, della popolazione e degli autoveicoli – elettrici sono tutti problemi che la ‘grid’ dovrebbe risolvere». La tecnologia alla base del successo della ‘smart grid’ mira alle infrastrutture avanzate di misura (AMI), alla gestione della domanda energetica (DSM) ed ai sistemi di automazione. Mentre le AMI soddisfano sia l’efficienza operativa sia la domanda, la DSM aiuta ad offrire ai clienti prezzi di vendita ottimali sia nei periodi di bassa che di alta stagione. Anche i sistemi di automazione della distribuzione elettrica giocano un importante ruolo nella riduzione delle interruzioni di energia. Le tecnologie avanzate di comunicazione rappresentano un elemento chiave per la creazione di una rete interconnessa ed intelligente, che potrebbe tuttavia risultare in un procedimento molto complicato per le società di servizi pubblici. In tal senso, l’integratore di sistemi si presenta quale principale motore di questo processo.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, permette ai suoi clienti di accelerare la loro crescita e di raggiungere posizioni di rilievo in termini di progresso, innovazione e leadership di mercato. La Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre al Ceo e al suo team una ricerca accurata e dei modelli “best practice” da seguire per guidarli nella creazione, nella valutazione e nell’attuazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan vanta oltre 50 anni di esperienza come partner delle prime 1000 società a livello globale, aziende emergenti e investitori di più di 40 uffici in 6 continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, visita il nostro sitohttp://www.frost.com.

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Più mammografie a Chieti

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Un pacchetto di prestazioni extra per ridurre, soprattutto nell’area di Chieti, l’attesa delle donne che aspettano di sottoporsi a mammografie ed ecografie mammarie: è l’iniziativa messa in campo dalla Asl Lanciano Vasto Chieti per migliorare i tempi per l’esecuzione di prestazioni che sono tra le più richieste, al punto da avere prodotto una vera e propria esplosione della domanda, che l’Azienda non riesce a soddisfare con i mezzi a disposizione e con la tradizionale modalità di lavoro. Si è posta, perciò, la necessità di rivedere l’organizzazione delle attività di diagnostica al fine di dare priorità a tali esami, e che ha già fatto incassare l’impegno della Radiologia dell’Ospedale «SS. Annunziata», dove il direttore, Antonio Cotroneo, ha incrementato il numero di mammografie ed ecografie: ne saranno eseguite 40 in più a settimana, per arrivare a totalizzarne 400 fino alla metà di giugno. Tali sedute saranno utilizzate per smaltire le prenotazioni già effettuate, attraverso un sistema di recall telefonico che permetterà di accorciare  l’attesa di pazienti che da tempo aspettano di potersi sottoporre a tali esami. Un percorso differente, invece, è stato attivato per le donne che hanno subito un intervento al seno per una patologia tumorale e che hanno bisogno di controlli periodici: d’ora in avanti non dovranno più rivolgersi al Cup, ma richiedere le prestazioni direttamente all’accettazione della Radiologia di Chieti, chiamando il numero 0871.358287 dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle ore 13.30.

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