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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘domande’

Le domande per il reddito e la pensione di cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Quelle presentate a luglio sono 896.173 accolte. Lo fa sapere l’Inps. “Solo il 49,19% di chi ne avrebbe diritto e bisogno ha avuto il sostegno del reddito di cittadinanza. Meno del 50% delle famiglie povere assolute, pari, secondo l’Istat, a 1 milione e 822 mila, ha avuto un aiuto da parte dello Stato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il problema della povertà, quindi, è ben lungi dall’essere stato risolto. Ancora 925 mila e 827 famiglie non ha la possibilità di acquisire un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile. Vergognoso!” conclude Dona.

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Orientamento scolastico, c’è tempo fino al 28 agosto per le domande

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

La Città metropolitana ha approvato un’integrazione all’avviso per la programmazione delle azioni di orientamento scolastico rivolte a adolescenti e giovani tra gli 11 e i 22 anni e alle loro famiglie per il triennio 2019-2022.Le integrazioni sono mirate a garantire una più efficace copertura ed una migliore gestione del sistema di rete territoriale: in conseguenza di questo provvedimento, i termini per la presentazione della domanda da parti dei soggetti proponenti sono ridefiniti alle ore 12 del 28 agosto 2019.Gli interventi dovranno essere erogati da soggetti accreditati in Regione Piemonte e si inquadrano nelle attività di Obiettivo Orientamento Piemonte, sistema regionale di orientamento; le attività saranno organizzate presso le sedi dei soggetti attuatori, gli sportelli all’interno dei Centri per l’impiego, le scuole, gli enti locali nell’ambito della rete territoriale che aderirà alle iniziative di Obiettivo Orientamento Piemonte.Il territorio di Città metropolitana, suddiviso in base ai 13 bacini di Centro per l’Impiego, affiderà le azioni ad un unico raggruppamento di soggetti accreditati composto da un soggetto capofila e massimo 13 altri soggetti.

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Scuola ‘Quota 100’: ok solo per 7.544 domande su 17 mila

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Anief chiede di far accedere anche i 7 mila docenti che terminano il Fit. È in dirittura d’arrivo l’accordo sul Contratto collettivo nazionale che regolerà per il prossimo triennio le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale scolastico. Durante l’incontro svolto il 29 maggio si evince che il problema numero uno da risolvere rimane la possibile apertura del Miur ai tanti docenti che stanno seguendo il percorso di formazione, il cosiddetto Fit: potranno partecipare alle operazioni di mobilità annuale? Questo è un punto posto sul piatto del tavolo di contrattazione tra sindacati e Ministero e che dovrà essere sciolto. Per Anief non vi sono dubbi: l’esclusione sarebbe discriminatoria, dopo l’approvazione dell’ultima legge di stabilità che ha cambiato le regole della formazione iniziale.Sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale della scuola non si sarebbe giunti ad una risposta univoca su diverse importanti questioni, come l’assegnazione provvisoria all’interno del comune di titolarità, qualora fosse diviso in due distretti, ma anche la conferma della possibilità di ottenere la mobilità su posto di sostegno agli alunni disabili anche per i candidati docenti di ruolo privi di specializzazione. Tutti i nodi da sciogliere, spiega la rivista Orizzonte Scuola, con molta probabilità saranno affrontati in modo definitivo il prossimo 4 giugno. Anief ricorda che il contratto dei candidati insegnanti ammessi al terzo anno Fit comporta lo stesso lavoro di chi sta superando l’anno di prova, assunto da GaE o da concorso ordinario. Ne consegue che i predetti docenti non godono delle tutele contrattuali previste per i colleghi assunti a tempo indeterminato, anche se, a tutti gli effetti, risultano in periodo di prova e formazione come gli altri docenti assunti da GaE e da graduatoria di merito 2016. Sulle motivazioni di questo differente trattamento non si hanno informazioni sicure. “L’unica certezza è che il vincolo per l’accettazione della richiesta di assegnazione provvisoria – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dovrebbe rimanere quello dello svolgimento del periodo di prova. Superato questo periodo, chiamato anche di ‘straordinariato’, riteniamo che tutti i docenti a gli Ata abbiano pieno diritto ad accedere ai trasferimenti di sede e anche alle utilizzazioni ed assegnazione provvisorie di durata annuale. Introdurre dei paletti è ingiusto, perché discrimina dei lavoratori che, anche per i giudici, italiani e non, hanno identici doveri e diritti rispetto a chi è assunto a tempo indeterminato”.Per Anief è un ritardo intollerabile. In questo modo potrebbero rimanere scoperte altre 10 mila cattedre da coprire con la mobilità o le assunzioni in ruolo. Inps procede immediatamente. È deluso chi pensava che fosse poco più di una formalità la validazione delle pratiche delle 17 mila richieste per andare in pensione con l’anticipo Quota 100, formulate nei mesi scorsi dai lavoratori della scuola: ad oggi, ad anno scolastico quasi al capolinea, risultano acquisite solo 7.544 domande, ossia il 36% del totale. Secondo le informazioni fornite dalla rivista Orizzonte Scuola, si tratta di 1.458 unità di personale Ata; 123 dirigenti scolastici; 5.875 docenti; appena 56 insegnanti di religione cattolica e 32 educatori. Risulta, infine, una difformità sul territorio, soprattutto per le province più grandi. Marcello Pacifico (Anief): Non è tollerabile questo procedere a rilento, perché le domande sono state presentate da mesi e i posti che si libereranno a settembre è bene che siano da subito disponibili sia per mobilità del personale di ruolo che per le assunzioni dei precari. Anief ritiene ingiustificato il via libera, in media, da parte dell’Inps, ad uno solo dipendente della scuola su tre che ha aderito alla formula ‘Quota 100’, quindi con almeno 38 anni di contributi e 62 di età, introdotta con l’ultima legge di Bilancio dal Governo M5S-Lega. “I posti che si libereranno – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – devono essere tutti utilizzabili sia per le operazioni di mobilità, ad iniziare dagli imminenti trasferimenti, passando per utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie, sia per le immissioni in ruolo”. Il giovane sindacato ricorda, a questo proposito, che in ogni caso nella prossima estate vivremo un ulteriore incremento dei posti vacanti e disponibili, i quali andranno ad aggiungersi ai tanti già privi di titolare; basti pensare agli oltre 50 mila di sostegno, a quelli fintamente inseriti in organico di fatto, ma anche ai quasi 33 mila restituiti dagli Uffici scolastici lo scorso anno dopo che le convocazioni per le immissioni in ruolo erano andate praticamente deserte, più alcune decine di migliaia di pensionati che andranno via con i requisiti previsti dalla riforma Fornero. “Per fare fronte a questi numeri in aumento – conclude il sindacalista autonomo – è bene che nei prossimi giorni il Miur si convinca a riaprire da subito le GaE, in modo da utilizzare i tanti docenti abilitati ma che invece, relegati come sono oggi nelle graduatorie di una manciata di istituti, rischiano di rimanere al palo, perdendo supplenze annuali e anche la possibilità di essere immessi in ruolo. Senza dimenticare il pericolo fondato del caos organizzativo, visto che tante delle oltre 150 mila supplenze annuali da assegnare a settembre verranno molto probabilmente affidate solo dopo svariati tentativi”.

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Scuola: Pensioni, tutto pronto per l’invio delle domande on line

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

È iniziato il conto alla rovescia per tanti insegnanti, lavoratori Ata e dirigenti della scuola italiana: il Miur ha anticipato ai sindacati che per l’inizio della prossima settimana saranno attivate le funzioni delle istanze on line, con la scadenza per la presentazione delle domande attorno al 20 dicembre, quindi alcune settimane prima degli altri anni. Ma c’è poco da rallegrarsi perché sempre per via telematica la scorsa estate per circa 5 mila insegnanti la formalizzazione della richiesta si è concretizzata o è stata negata sul filo di lana, a causa di un cavillo burocratico che non permetteva di calcolare l’anzianità. Inoltre, poiché le nuove norme sull’anticipo pensionistico arriveranno solo con la Legge di Bilancio, è necessario che i 100 mila docenti e Ata interessati abbiano la possibilità di presentare la domanda, in via eccezionale, nelle prime settimane del 2019. Ma per Anief gli insegnanti dovrebbero poter lasciare con i requisiti precedenti alla riforma “Fornero” e il loro lavoro dovrebbe essere considerato gravoso in tutti gli ordini scolastici: a tale scopo, il sindacato ha fatto pervenire alla Commissione Bilancio della Camera degli specifici emendamenti al testo della manovra.

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Immobiliare USA: prezzi in ripresa ma calo dell’offerta di immobili in vendita

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2018

Se stai cercando una nuova proprietà, c’è la possibilità che tu non ne riesca trovare molte in vendita. Se sei un venditore invece, avrai notato con molto piacere che il valore della tua casa è aumentato.Secondo il National Housing Report di Aprile 2018, i prezzi di vendita sono aumentati anche in questo mese, segnando una crescita continua per il 24esimo mese di fila. Le vendite invece sono diminuite per il quarto mese consecutivo, rendendolo un “mercato di venditori” nella maggior parte del Paese.“Gli acquirenti non dovrebbero scoraggiarsi da questi numeri da capogiro: anche con prezzi più alti, ma con numerose transazioni chiuse, questo marzo ha segnato il secondo picco nelle vendite nella storia del National Housing Report.” dichiara Adam Contos, RE/MAX CEO. “è veramente importante lavorare con un agente RE/MAX con esperienza e che sia parte integrante della comunità; questo perché l’agente è a conoscenza delle sfumature dei quartieri e della zona, rendendo la tua ricerca molto più semplice e veloce. Controlliamo inoltre i “giorni sul mercato” e lo consideriamo un importante misuratore dell’offerta; la media nazionale è di circa 60 giorni, 4 in meno rispetto allo scorso anno, segnando un altro dato da record in questo mese di marzo” ha aggiunto Contos.
Nelle 54 aree metropolitane coinvolte nell’indagine condotta da RE/MAX a marzo 2018, il numero medio degli immobili venduti è aumentato del 36,6% rispetto a febbraio 2018 e diminuito del 5,3% rispetto allo scorso anno. 9 delle 54 aree analizzate hanno visto un aumento delle vendite tra cui Milwaukee, WI, +22%, Boise, ID, 7,3%, Albuquerque, NM, +6,7%; e Anchorage, AK, +3,8%.
A marzo 2018 il prezzo mediano di vendita degli immobili venduti nelle 54 aree analizzate è stato di $236.000, maggiore del 3,2% rispetto a febbraio 2018 e maggiore dell’4,9% rispetto a marzo 2017. 4 città hanno visto una diminuzione del prezzo su base annua: Anchorage, AK, -3,4%, Billings, MT, -1,1%, Trenton, NJ, -0.5%; e Manchester, NH, -.0,2%. Delle 54 città, 12 hanno visto un aumento a doppia cifra percentuale. Gli aumenti maggiori si sono verificati a Boise, ID, +19,9%, San Francisco, CA, +19,4%; Seattle, WA, e Las Vegas, NV, +15,6%.
A marzo 2018 la media dei giorni sul mercato delle case vendute è stata di 60, due giorni in più rispetto alla media registrata a febbraio 2018 e minore di quattro rispetto alla media dello scorso anno a marzo. I mercati con la più bassa offerta di immobili sono San Francisco, CA, con 20, Seattle, WA, con 28, Denver, CO, con 30; e San Diego, CA, con 31. I mercati con la più alta offerta di immobili sono Augusta, ME, con 131, Burlington, VT, con 115, Chicago, IL, con 97; e Hartford, CT, con 96.
Il numero degli immobili in vendita a febbraio 2018 è diminuito dello 0,5% rispetto a febbraio 2018 e diminuito del 14,7% del rispetto a marzo dello scorso anno. Basata sugli immobili in vendita a marzo, l’offerta mensile di immobili è stata di 2.5, rispetto al 3.1 di febbraio 2018; l’anno scorso a marzo ammontava a 2.7. Un’offerta di immobili a 6.0 rappresenta un mercato in equilibrio tra acquirenti e venditori. A marzo 2018, tutte le 54 aree analizzate hanno registrato un’offerta di case in vendita minore di 6.0, indicando così un “mercato di venditori”. Miami, FL, a 7.0, New Orleans, LA, a 6.8, Augusta, ME, a 6.5 and Burlington, VT, a 6.4 sono le città che hanno visto un mercato con un’offerta maggiore di 6.0, tipicamente considerata adeguata per “un mercato di acquirenti”. I mercati con la più bassa offerta sono ancora una volta nella parte ovest del Paese: San Francisco, CA, a 0.7, Denver, CO, e Seattle, WA, entrambi a 0.9; Boise, ID, e Omaha, NE, a 1.1.

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Mobilità docenti: al via la presentazione delle domande

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Per presentare la domanda, sia trasferimento che passaggio di cattedra e ruolo, è stato fissato il termine del 26 aprile. L’istanza va trasmessa tramite il portale Miur Istanze on line. Poi passerà al resto del personale scolastico. Rimangono in vigore le norme contrattuali dell’anno scorso, dichiarate illegittime dai tribunali del lavoro: Anief, pertanto, ripropone i ricorsi per il riconoscimento del servizio prestato nella paritaria, da precario su posti di sostegno, e anche su posto comune per intero anche nelle graduatorie interne d’istituto. Impugnata pure la tabella di valutazione dei titoli. Per aderire, vai al seguente link.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): al Ministero dell’Istruzione si ostinano ad organizzare una mobilità scolastica con delle modalità anacronistiche e ampiamente superate. Lo testimoniano le tantissime sentenze che negli anni passati hanno dato ragione ai nostri ricorrenti e che continuiamo a patrocinare nella convinzione di far prevalere sempre la giustizia a danno delle norme discriminanti e inique. Stare vicino ai lavoratori, affiancandoli nelle loro battaglie, è del resto la nostra prerogativa di sindacato. Anief consiglia agli interessati di consultare lo sportello Anief più vicino, per avere maggiori informazioni sulle modalità di presentazione delle domande e di eventuali ricorsi. Inoltre, si consiglia di partecipare ad uno dei prossimi seminari Anief previsti nel territorio.

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Pensioni: presentate oltre 35mila domande tra docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneIl Miur ha comunicato che complessivamente gli insegnanti che hanno presentato domanda sono stati 25.246, mentre per quanto riguarda il personale ATA – gli amministrativi, i tecnici, i collaboratori scolastici e i Dsga – sono state inoltrate 7.936 domande. A questo numero vanno aggiunte alcune migliaia di domande di accesso all’Ape social, riservata nella scuola solo alle maestre dell’infanzia che curano alunni fino a 6 anni, ma soprattutto a coloro che verranno collocati a riposo d’ufficio o a seguito della domanda di accesso. Globalmente, considerando anche queste categorie, nel comparto scuola nel corso dell’anno a lasciare il servizio per il pensionamento saranno oltre 50mila dipendenti. I quali, sommati agli attuali posti vacanti, alle 40mila cattedre di sostegno in deroga, ai 20mila spostati con l’ultima Legge di Stabilità da organico di fatto a quello diritto, porteranno anche quest’anno ad avere ben oltre 100mila supplenze annuali di lunga durata.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È assurdo che dal 2019 si dovrà lavorare fino a 67 anni oppure avere, senza differenze, 43 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata. Nella scuola il personale è sottoposto a un logorio tale che non può assolutamente perdurare fino a quasi 70 anni. Senza dimenticare che docenti e Ata iniziano ad accumulare contributi non prima dei 30 anni: quasi nessuno potrà uscire attraverso la pensione di anzianità. Inoltre, la riforma Renzi-Giannini ha complicato ancora di più le cose, perché anziché assumere i precari, già selezionati, abilitati e formati, con effetto immediato – estendendo il doppio canale alle graduatorie, a partire dall’esaurimento di candidati nelle GaE ed in quelle di merito derivanti da concorso, colmando nel contempo i tanti posti vacanti – si è preferito puntare su un reclutamento “lumaca”: gli anni di formazione-concorso-supplenze (pagate per un biennio 400 euro al mese) sfioreranno, nella migliore delle ipotesi, il decennio.È sempre possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi.

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Dublino: Paese di arrivo non più automaticamente responsabile per domande asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

dublinoIl mandato negoziale sulla riforma del sistema d’asilo dell’UE, redatto dalla commissione per le libertà civili, è stato approvato con 390 voti in favore, 175 voti contrari e 44 astensioni. I deputati potranno ora avviare colloqui con il Consiglio, non appena gli Stati membri avranno concordato la propria posizione negoziale. Le modifiche proposte mirano a porre rimedio alle carenze dell’attuale sistema e a garantire che tutti gli Stati membri accettino la propria parte di responsabilità per l’accoglienza dei richiedenti asilo.
Nel quadro della riforma, il Paese in cui un richiedente asilo arriva per primo non sarebbe più automaticamente responsabile del trattamento della domanda di asilo. I richiedenti asilo verrebbero invece ripartiti tra tutti i Paesi dell’Unione europea e sarebbero ricollocati in un altro Stato membro rapidamente e in maniera automatica.I Paesi UE che non accolgono la propria quota di richiedenti asilo rischierebbero, secondo la proposta dei deputati, di veder ridotto il loro accesso ai fondi UE. Più informazioni sulla posizione del Parlamento sono disponibili in questa nota di approfondimento (EN).
Il regolamento di Dublino è l’insieme di regole dell’Unione europea che determina quale Stato membro sia responsabile del trattamento di una domanda di protezione internazionale. Il diritto di chiedere asilo è sancito dalle Convenzioni di Ginevra, che sono state firmate da tutti gli Stati membri e integrate nei Trattati europei. La decisione della commissione per le libertà civili di avviare colloqui con il Consiglio è stata annunciata lunedì in apertura di sessione a Strasburgo. Poiché più di 76 deputati hanno presentato obiezioni alla decisione prima della mezzanotte di martedì, la votazione sul mandato negoziale è stata aggiunta all’ordine del giorno.

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Migrazione: un nuovo sistema centralizzato con quote nazionali per le richieste di asilo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2016

migranti1Il sistema di asilo dell’UE per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti non funziona, si afferma in una risoluzione approvata dalla commissione libertà civile, nella quale si propone una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino. I deputati propongono pertanto di istituire un sistema centralizzato per la raccolta e l’assegnazione delle domande di asilo.Tale sistema, che includerebbe quote nazionali, dovrebbe funzionare a partire della prima accoglienza negli “hotspot”, da cui poi i rifugiati dovrebbero essere redistribuiti.La proposta di revisione del regolamento di Dublino III (che determina quale Stato membro è responsabile di vagliare la domande di asilo) è stata approvata in una risoluzione votata in commissione. Il testo, redatto da Roberta Metsola (PPE, MT) e Kashetu Kyenge (S&D, IT) è stato approvato con 44 voti favorevoli, 11 contrari e un’astensione.”La situazione è gravissima. Lo scorso anno, 3771 persone sono annegate nei nostri mari. Quest’anno oltre 450 persone, tra cui 77 bambini, sono morte. Abbiamo il dovere come politici di assicurare che queste persone non siano solo statistiche senza nome. Si tratta di persone reali, con vite vere. Dobbiamo tutti impegnarci a fare meglio – l’indifferenza non è un’opzione. È il momento di agire sotto tutti i punti di vista e questo è ciò che il nostro rapporto richiede”, ha dichiarato la relatrice Metsola.”L’Europa ha bisogno di stabilire un approccio globale alla migrazione basato sul principio di solidarietà tra Stati. È necessario un piano di organizzazione internazionale che permetta a questo principio di essere applicato, così da distribuire in modo equo le responsabilità e mettere al centro del processo il valore della vita e dei diritti fondamentali”, ha aggiunto la relatrice Kyenge.Nel testo è evidenziato come l’attuale sistema europeo di gestione delle domande di asilo non tenga adeguatamente in considerazione le particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri alle frontiere esterne dell’UE. I deputati chiedono delle modifiche al fine di garantire equità e condivisione delle responsabilità, solidarietà e tempi rapidi nella presa in esame delle domande.Nel 2015, 1,83 milioni di persone hanno cercato di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell’UE (282.500 nel 2014) e 1,4 milioni di domande di protezione internazionale sono state presentate nell’UE, in Norvegia e in Svizzera, con numeri in costante aumento a partire da aprile.Misure urgenti di ricollocamento e assistenza per Paesi di “primo arrivo” come Italia e Grecia. Nel testo si invitano gli Stati membri ad adempiere ai loro obblighi per quanto riguarda le misure urgenti di ricollocamento in quanto, alla data del 3 marzo 2016, solo 660 su 106.000 richiedenti asilo, e in attesa di essere assegnati da Italia e Grecia agli altri Stati membri, sono stati effettivamente ricollocati.Per quanto riguarda il reinsediamento, i deputati insistono sulla necessità per l’Unione di adottare un “approccio legislativo vincolante”, aggiungendo che, affinché esso sia efficace, si dovrà garantire il reinsediamento di un numero “significativo” di rifugiati in relazione al numero complessivo dei richiedenti asilo nell’Unione.
La commissione per le libertà civili ha inoltre affrontato il tema del funzionamento degli “hotspot”, avanzando la richiesta di assistenza tecnica ed economica agli Stati membri che si trovano a gestire per primi gli arrivi, come Italia e Grecia. Secondo il Parlamento, questi Stati devono poter effettuare la registrazione di tutti i migranti e accettare l’aiuto dell’UE.I deputati hanno evidenziato inoltre la posizione di vulnerabilità dei minori, in particolare di coloro che viaggiano soli, insistendo sull’attuazione di un sistema di protezione rispettoso delle esigenze dei minori, al fine di prevenire abusi e sfruttamento.Nel rapporto si esprime preoccupazione riguardo alla decisione, da parte di alcuni Stati membri, di chiudere le frontiere nazionali o introdurre controlli temporanei: queste misure mettono in discussione il funzionamento stesso della zona Schengen.I nuovi accordi comunitari sulla cosiddetta “riammissione” dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi. Il Parlamento insiste nel ricordare che i migranti possono essere rimpatriati solamente se il Paese cui sono destinati versa in condizioni di sicurezza.La risoluzione sarà votata nella prossima sessione Plenaria, il 13 aprile, a Strasburgo.

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Domanda di credito da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

Banca europea per gli investimentiIl mese di ottobre appena concluso ha fatto segnare una crescita della domanda di mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane pari al +42,5% rispetto allo stesso mese del 2014. In termini aggregati, nei primi 10 mesi dell’anno in corso il numero di richieste di mutui ha segnato una crescita del +56,7% rispetto al pari periodo del 2014.
L’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF riporta anche il dato relativo all’importo medio dei mutui richiesti che, nei primi 10 mesi dell’anno, è stato pari a 122.293 Euro, in calo del -1,5% rispetto al pari periodo dello scorso anno (quando l’importo medio era pari a 124.169 Euro) e del -11,7% rispetto al 2008, quando la crisi economica non si era ancora manifestata. Si consolida inoltre il trend relativo alla durata dei mutui richiesti, con la classe compresa tra i 15 e i 20 anni che risulta essere la preferita dagli italiani, con una quota pari al 24,2% del totale, seguita da quella compresa tra i 25 e i 30 anni con una quota pari al 21,3%.
Relativamente alla domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati), il mese di ottobre appena concluso ha fatto segnare un incremento pari al +6,6% rispetto allo stesso mese del 2014. Prendendo in considerazione l’aggregato dei primi 10 mesi del 2015 la domanda complessiva di prestiti da parte delle famiglie italiane fa registrare un +7,5% rispetto al pari periodo del 2014. Anche nel mese di ottobre si conferma la dinamica divergente delle due tipologie di finanziamento che ha iniziato a manifestarsi nei mesi precedenti: nello specifico, i prestiti finalizzati all’acquisto di auto, moto, arredo elettrodomestici e altri beni e servizi finanziabili hanno fatto registrare un aumento del +17,8% rispetto al corrispondente periodo del 2014, determinando la performance positiva dell’intero comparto e controbilanciando la confermata debolezza dei prestiti personali, che nel medesimo periodo di osservazione hanno fatto segnare un -7,2%, confermando la performance negativa che ha caratterizzato gli ultimi mesi.
Dall’ultima rilevazione di CRIF arrivano segnali incoraggianti relativamente all’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, nel mese di ottobre si è attestato a 7.805 Euro rispetto ai 7.191 Euro del pari periodo 2014 (+8,5%). Entrando maggiormente nel dettaglio, per quanto riguarda i prestiti finalizzati nel mese di ottobre l’importo medio richiesto è risultato pari a 4.914 Euro contro i 4.529 Euro del corrispondente periodo 2014 (+8,5%) mentre relativamente ai prestiti personali si è assestato a 12.278 Euro contro i 10.436 Euro dell’ottobre 2014 (+17,7%). Relativamente all’aggregato dei primi 10 mesi dell’anno, invece, l’importo medio (nel complesso di prestiti personali + finalizzati) si è attestato a 7.847 Euro, in crescita del +2,9% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno ma ancora ben distante dagli anni pre-crisi (-16,4%).

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Mutui: dagli under 30 solo il 10% di domande e il 6,5% delle erogazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2015

Lasciare i sogni nel cassetto sembra, per i giovani italiani, un obbligo a cui è impossibile sottrarsi. Anche quando parliamo di comprare casa. I portali Mutui.it e Facile.it (http://www.facile.it/mutui.html) hanno analizzato tanto le richieste di finanziamento casa compilate, quanto le erogazioni ottenute dagli italiani nei sei mesi da marzo ad agosto 2015, scoprendo che la percentuale di cittadini di età inferiore a 30 anni che hanno richiesto un mutuo si è ridotta drasticamente, passando dal 17% al 9,7% in poco più di un anno. Se addirittura nelle rilevazioni del 2012 quasi un preventivo su 4 arrivava da under 30 – a dimostrazione di come, pure in periodi difficili, la voglia di comprare casa, facendo progetti di vita “adulta”, restava alta – adesso la precarietà diffusa e le difficoltà economiche sembrano aver persino tolto la voglia di provarci.
Questo generale scoraggiamento mostrato da parte dei più giovani appare in controtendenza rispetto ad alcuni dati positivi che emergono dallo studio dei due portali. Analizzando infatti le erogazioni di finanziamento registrate nello stesso lasso di tempo, i mutui ottenuti dai più giovani hanno raccolto una percentuale più elevata che in passato: siamo al 6,5% del totale, contro il 5% registrato in maniera stabile negli scorsi anni.
Passando in esame il campione di circa diecimila domande di mutuo, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia finalizzata in larghissima parte all’acquisto della prima casa: è l’obiettivo del 74% del campione. Se, infatti, isoliamo solo le domande di mutuo prima casa, quelle degli under 30 rappresentano il 17,5% del totale.
In termini di importo si punta ad ottenere cifre molto vicine alla media dei finanziamenti richiesti in Italia (114.000 euro), con cui coprire il 67% del valore dell’immobile da acquistare. Il tasso preferito è quello fisso (56%) – segno di una buona consapevolezza delle interessanti opportunità presenti sul mercato – mentre il tasso variabile, pur ai minimi storici, raccoglie solo il 36% delle domande.
Guardando le differenze che emergono a livello regionale, le regioni più attive sul fronte “mutui giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi oppure maggiori opportunità di ottenere un lavoro stabile spingono gli under 30 di Veneto, Emilia Romagna e Sicilia a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, i più restii a fare domanda si trovano in Sardegna e Lazio. Le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Lazio (133.000 euro), Trentino Alto Adige (130.000 euro), Toscana (125.000 euro) e Lombardia (119.000 euro).
Il mutuo in cifre: le erogazioni
Questo il quadro della domanda, ma cosa succede in fase di erogazione? Quando si sottoscrive, il mutuo si fa più piccolo: diminuisce sia l’importo erogato (si scende a 107.000 euro), sia il loan to value (63%), dati che rivelano come gli immobili acquistati siano di valore medio-basso. Si conferma la predilezione per il tasso fisso, scelto dal 61% dei mutuatari; significativo, infine, che ben il 29% dei finanziamenti erogati sia una surroga.
«Visti i tassi ben più vantaggiosi di quelli offerti ai mutuatari anche solo qualche anno fa – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it – è evidente l’interesse dei più giovani a vagliare e quindi scegliere opportunità migliori; segno, questo, di una generale maturità finanziaria di una buona fetta dei sottoscrittori più giovani. Il peso delle richieste da parte degli under 30, calato fortemente rispetto al passato, tuttavia, è sintomo di una generale demotivazione di questa fascia, che pure, al momento, è vista dal mercato come clientela interessante, a cui riservare offerte particolarmente convenienti.» (foto:mutui)

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Domanda di credito delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2015

banche americaneLo studio ha messo in evidenza come nel mese di giugno appena concluso la domanda di mutui si è confermata su livelli record, con un eloquente +81,1% rispetto allo stesso mese del 2014 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi), nel segno della continuità rispetto alle brillanti performance registrate nei mesi precedenti. Si irrobustisce, dunque, il recupero verso i livelli pre-crisi tanto che la variazione complessivamente registrata nel I semestre 2015 ha fatto segnare un significativo +58,7% rispetto al corrispondente periodo 2014, sostenuto sia dal miglioramento delle condizioni di offerta del credito sia dalla ripresa del mercato immobiliare, incoraggiata da prezzi di acquisto in costante flessione.Al contempo, va sottolineato come l’importo medio richiesto rimanga ancora contenuto: nel mese di giugno appena concluso, infatti, si è attestato a 122.671 Euro, al di sotto dei valori registrati nel corrispondente mese degli anni precedenti e ben distante dal picco del 2010, quando era risultato superiore a 140.000 Euro. Analogamente, nel primo semestre 2015 il valore medio è stato pari a 123.150 Euro, contro i 124.670 Euro del corrispondente periodo 2014.Inoltre, il mese di giugno ha evidenziato un ulteriore irrobustimento della crescita della domanda di prestiti da parte delle famiglie (nel complesso di prestiti personali e prestiti finalizzati), pari a +4,7% rispetto allo stesso mese del 2014. La positiva variazione rilevata nell’ultimo mese porta la domanda aggregata ad attestarsi ad un incoraggiante +8,4% nel I semestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2014.
La ritrovata propensione degli italiani verso il credito trova riscontro anche nell’andamento dell’importo medio richiesto che, nel I semestre dell’anno in corso, nell’aggregato delle due forme tecniche (prestiti finalizzati e prestiti personali) ha fatto registrare un incremento rispetto al precedente periodo di osservazione, assestandosi a 7.948 Euro.

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Barometro CRIF della domanda di credito da parte delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 13 gennaio 2015

Barometro CRIFLo studio ha fatto emergere come il numero delle domande di finanziamento presentate dalle imprese italiane ha fatto segnare, nel IV trimestre del 2014, un aumento del +0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dato che porta l’incremento relativo all’intero 2014 ad un +7,4% rispetto all’anno precedente. Per altro, l’analisi di CRIF relativa agli ultimi 12 mesi evidenzia un incremento significativo anche nel confronto con le rilevazioni degli anni precedenti, a conferma del fatto che nel corso di questi difficili anni le imprese non hanno mai smesso di rivolgersi agli Istituti per reperire le risorse necessarie a finanziare gli investimenti o, più frequentemente, per sostenere l’attività corrente. Entrando maggiormente nel dettaglio, nel corso del 2014 l’andamento aggregato mostra che le imprese individuali hanno fatto segnare un aumento delle domande di finanziamento del +6,6% rispetto all’anno 2013 a fronte di un +7,9% delle società di capitale. L’analisi ha inoltre evidenziato un ulteriore ridimensionamento dell’importo medio dei finanziamenti richiesti: nei 12 mesi dell’anno appena concluso, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società, l’importo medio si è attestato a 69.480 Euro contro i 70.633 del 2013 (-1,6%). Scendendo maggiormente nel dettaglio, dall’analisi per tipologia di impresa risulta che le ditte individuali hanno fatto registrare un importo medio dei finanziamenti richiesti pari a 34.218 Euro (-6,4% rispetto ai 36.563 del 2013), mentre per le società di capitali si è attestato a 93.865 Euro (in calo del -0,7% rispetto ai 94.499 Euro del 2013).

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Aumentano le domande di asilo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Ginevra – I nuovi conflitti e il crescente flusso in uscita da alcune crisi di più vecchia data – come quella in Afghanistan – hanno contribuito all’aumento del 20% nel numero di domande d’asilo registrato nel 2011. È quanto emerge dal rapporto sull’asilo nei paesi industrializzati pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Secondo le stime riportate nella pubblicazione Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries 2011 sono state 441.300 le domande d’asilo registrate lo scorso anno; erano state 368.000 l’anno precedente. Il rapporto prende in esame 44 paesi in Europa, Nord America, Australasia e Asia Nord-Orientale. In termini relativi, l’incremento maggiore è stato riscontrato in Europa Meridionale, dove sono state presentate 66.800 domande d’asilo: un salto dell’87%. La maggior parte di tali richieste è stata inoltrata da persone arrivate via mare in Italia e a Malta, ma un netto incremento si è verificato anche in Turchia.
In Italia, in particolare, sono state registrate – nel 2011 – oltre 36.000 domande di asilo. Si tratta per la maggior parte di persone provenienti dal Corno d’Africa e dall’Africa subsahariana giunte via mare dalla Libia. Questa cifra rappresenta un considerevole aumento rispetto all’anno precedente (circa 10.000), durante il quale però il ridotto numero di domande è attribuibile anche alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia. Un consistente numero di domande era stato registrato già in passato, come nel 2008 (oltre 30.000), prima che venissero effettuati i respingimenti in alto mare, e nel 1999 (oltre 33.000) a seguito della crisi del Kosovo.
Considerati nel loro complesso, i 38 paesi europei hanno registrato 327.200 domande d’asilo, più che ogni altra regione, con un aumento del 19% rispetto al 2010. In America Settentrionale sono state inoltrate 99.400 domande, quasi un quarto in più rispetto a un anno prima, mentre il Giappone e la Repubblica di Corea hanno fatto registrare la cifra record di 2.900 domande, per un aumento del 77% rispetto al 2010. Solo nei paesi Nordici e in Australasia il numero di richiedenti asilo è diminuito, rispettivamente del 10% (47.500 domande) e del 9% (11.800). Come diretta conseguenza dell’instabilità in Africa Occidentale e nel mondo arabo, nel 2011 il numero di richiedenti asilo provenienti da Costa d’Avorio, Libia, Siria e altri paesi ha raggiunto livelli record con 16.700 domande in più rispetto al 2010. Il paese d’origine del più alto numero di richiedenti è stato l’Afghanistan – con 35.700 – per un aumento del 34% rispetto al 2010. La Cina si è confermata al secondo posto (24.400 richiedenti), seguita dall’Iraq (23.500).
– L’UNHCR produce rapporti statistici sulle tendenze dell’asilo in 44 paesi industrializzati due volte l’anno. I dati sull’asilo su altri paesi vengono pubblicati dall’Agenzia nel Global Trends Report, la cui prossima versione sarà emessa nel giugno 2012.
– Gli Stati Uniti – 74.000 le domande stimate – si collocano al primo posto tra i paesi con il maggior numero di domande d’asilo ricevute nel 2011 tra i 44 paesi considerati dal rapporto. A livello globale, comunque, il paese che ha ricevuto il maggior numero di domande d’asilo è stato il Sudafrica (non preso in esame dal rapporto), in cui nello stesso periodo sono state registrate 107.000 domande.
– È importante sottolineare che le domande d’asilo non costituiscono un’indicazione di tendenze migratorie, né il riflesso del numero di persone che vengono riconosciute come rifugiati.

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Mediazione in crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Sono già 118 le domande di mediazione ricevute solo dall’inizio del 2012 dall’organismo della Camera di Commercio di Udine, in aumento di oltre il 30% rispetto al dato 2011, considerato come anno zero in quanto è entrata in vigore l’obbligatorietà del tentativo in diverse materie stabilite dalla legge. Obbligatorietà che proprio dalla prossima settimana sarà estesa ad altre due materie, condominio e risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti. Per diffondere il corretto approccio all’istituto e sensibilizzare soprattutto le aziende, primario interlocutore della Cciaa, sull’opportunità offerta dalla mediazione, specie per la riduzione dei tempi e dei costi del procedimento, l’ente camerale ha organizzato oggi in Sala Valduga un seminario molto partecipato, introdotto dal presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo e dal presidente dell’Ordine dei Commercialisti Marco Pezzetta, con la moderazione dell’avvocato udinese Andrea Purinan.«I dati sono significativi e testimoniano l’impegno pluriennale dei nostri uffici, che si sono trovati pronti a gestire le novità normative – ha detto Da Pozzo –. Non possiamo considerare la mediazione una risposta risolutiva, ma crediamo che in un Paese con problemi strutturali, un carico sempre maggiore sulle spalle delle imprese tra costi del lavoro, fiscalità, costi energetici elevati e lentezza della giustizia, la mediazione sia un primo passo per trovare accordi in tempi rapidi e certi». Un’opportunità da cogliere con un approccio costruttivo, dunque, come è stata indicata da tutti gli intervenuti, a partire dallo stesso moderatore, che ha invitato a pensare alla mediazione non come a «un altro modo di fare giustizia ma a un modo diverso di tutelare gli interessi in campo». La mediazione favorisce la collaborazione e non la contrapposizione ed è inoltre un istituto in cui il ruolo dei professionisti è fondamentale, ha aggiunto Pezzetta. «In un Paese non abituato a risolvere i problemi, c’è uno strumento nuovo che, anche se perfettibile e da tarare, bisogna cominciare a utilizzare», ha detto. Se Nicola Giudice, responsabile del Servizio conciliazione della Camera Arbitrale di Milano, si è soffermato sull’utilità della mediazione tra soggetti di Paesi diversi, Sergio Ceccotti, commercialista, formatore di mediatori e mediatore della Cciaa di Udine, ha introdotto i vantaggi della mediazione per le imprese. Ben riassunti infine da Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere: 46 giorni di durata media di una conciliazione a fronte dei 1.108 giorni di un giudizio di primo grado. I costi? In Cciaa il 3% del valore della controversia a fronte del 29,9% in una causa davanti al giudice. La Pompei ha anche evidenziato il ruolo centrale delle Cciaa nell’organizzazione della mediazione, le regole a garanzia di una mediazione accessibile per tutti, consumatori e imprese, e la formazione dei mediatori. Nel 2011, sono stati 1400 i mediatori camerali formati in Italia, mentre i procedimenti depositati sono cresciuti passando dai 1570 di marzo-aprile dello scorso anno ai ben 17.510 di febbraio 2012. Mediazioni che hanno riguardato soprattutto diritti reali, locazioni, contratti bancari e assicurativi.

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Non fare domande…Non avrai menzogne

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

E’ quanto vorrei dire ad un mio lettore a proposito di alcune dichiarazioni espresse da certi personaggi della politica italiana. Non credo, tuttavia, che sia cambiato molto dal passato recente o remoto che sia nella storia dell’umanità dove tanti affabulatori hanno espresso giudizi sconcertanti rispetto ai fatti accaduti, ma se i loro contemporanei si azzardavano a formulare domande si ritrovavano invariabilmente al cospetto di un nugolo di menzogne pur di coprire le loro malefatte. Un aspetto che m’induce ad una riflessione. Penso che oggi più che mai, con l’ampliamento delle fonti d’informazione e di rimbalzo quelle della disinformazione o enfatizzazione di un problema per distrarci da altri più seri, s’imponga una nostra maggiore attenzione su quanto accade nel mondo per evitare che ci ammanniscono fatti e circostanze ad usum delphini. Un esempio tratto dagli eventi drammatici che il Giappone attraversa con l’incubo di una nube radioattiva sui cieli di quel paese e altrove mi ricorda un dibattito tra esperti tenuto giorni fa in una trasmissione televisiva dove uno di essi favorevole alla costruzioni di centrali atomiche sosteneva che questi “danni” alle centrali atomiche, con fuoriuscita di materiale radioattivo, non era più grave di quanto potesse accadere in una centrale idroelettrica o a carbone. Il suo contraddittore, a questo punto, si è guardato bene da rispondergli a tono preferendo altre argomentazioni. La verità è che le ricadute, vedasi Chernobyl, di una dispersione di materiale radioattivo nello spazio sono più gravi di altre calamità che interessano centrali energetiche perché l’inquinamento è più insidioso, per i danni che provoca sulla salute umana anche a distanza di anni e rendendo inutilizzabile la centrale e il terreno circostante per un’area alquanto vasta e con un grado di contaminazione prolungato nel tempo. Ragione vorrebbe che si cercassero energie più pulite, e ve ne sono, ma la verità è che non sono incoraggiate poichè non rispondono a criteri di convenienza economica. In pratica prevale la logica capitalistica del “mordi e fuggi”, fare soldi oggi, costi quel che costi. Al domani ci penseranno altri. Ma gli altri ci sono già, sono i nostri figli e nipoti e per essi è giusto e sacrosanto tenere gli occhi aperti e capire ciò che va capito e non è necessario, a questo punto, fare domande per evitare risposte menzognere, perché abbiamo già dentro di noi le risposte giuste, basta essere conseguenti senza lasciarsi sedurre dalle sirene di turno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Italia: dimezzate le domande asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

I dati sulle domande di asilo presentate in Italia nel 2009, resi noti dal Ministero dell’Interno, evidenziano un drastico calo rispetto all’anno precedente. Dalle 30.492 domande presentate nel 2008 si è passati infatti a 17.603 richieste di protezione internazionale presentate nel 2009. Mentre a livello europeo si nota una sostanziale stabilità nel numero delle domande, in alcuni paesi europei come Francia (circa 42mila domande)  e Germania (circa 27mila) le domande di asilo sono aumentate rispettivamente del 20 e del 25% in rapporto all’anno precedente. In Italia tale diminuzione può essere anche attribuita alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia, fra cui la prassi dei respingimenti in mare. Va rilevato come una gran parte di coloro che hanno raggiunto le coste italiane fino al mese di maggio 2009 aveva fatto domanda di asilo. L’anno precedente il 75% di coloro arrivati via mare aveva chiesto protezione alle autorità italiane ottenendola nel 50% dei casi circa. “Il netto calo delle domande di asilo in Italia dimostra come i respingimenti anziché contrastare l’immigrazione irregolare abbiano gravemente inciso sulla fruibilità del diritto di asilo in Italia.” ha dichiarato Laurens Jolles, Rappresentante dell’UNHCR per l’Europa merdionale. Dal maggio 2009 gli sbarchi sono calati del 90% rispetto all’anno precedente mentre la violenza e l’instabilità nei paesi di origine dei richiedenti asilo continuano a mettere in fuga sempre più persone per cercare protezione in paesi sicuri. In Somalia più di 250mila civili sono stati costretti a lasciare Mogadiscio dal maggio 2009, quando i gruppi armati di opposizione hanno sferrato i primi attacchi mirati a spodestare il governo di transizione appena insediatosi. In Eritrea la leva obbligatoria a tempo indeterminato per uomini e donne, insieme ad un deterioramento del rispetto dei diritti umani, continua ad alimentare la fuga di molti dei suoi cittadini. Somalia ed Eritrea sono i principali paesi di provenienza dei richiedenti asilo ai quali le autorità italiane hanno concesso nel 2009 l’asilo o la protezione sussidiaria (2.500 somali, 1.325 eritrei).

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Editoria Quali effetti dalla crisi?

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Roma,  26 gennaio 2010 – FIEG, Via Piemonte, 64  ore 11,00 Registrazione ore 11,30  Indirizzo di saluto ai partecipanti:Prof. Carlo Malinconico – Presidente Fieg  Presentazione  dello studio “Quali effetti dalla crisi?”  Prof. Alessandro Nova – Università L. Bocconi ore 12,00  Le proposte  della Filiera:   Ing. Paolo Culicchi – Presidente Assocarta  ore 12,15  Ne  discutono  i  Presidenti  delle  Associazioni  della  Filiera  che  risponderanno  alle domande  dei rappresentanti  dei media presenti in sala

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ll liceo “Vittoria Colonna” incontra gli scrittori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2009

Roma 17 dicembre alle ore 10 il Liceo “Vittoria Colonna” di Roma (che ospita gli indirizzi linguistico, scientifico-tecnologicoe psico-pedagogico) sarà teatro di un confronto diretto fra studenti e scrittori con Andrea Frediani. All’iniziativa culturale dell’istituto diretto dalla prof.ssa Lina D’Amore hanno già aderito più autori. Si comincerà  che parlerà del romanzo storico “Jerusalem” edito da Newton Compton Editori per poi continuare il 22 dicembre, l’ultimo giorno prima delle vacanze natalizie, con Massimo Lugli che per la seconda volta risponderà alle domande su “L’istinto del lupo” con cui si è classificato terzo al premio Strega 2009 e sul romanzo precedente “La legge di lupo solitario” (ancora Newton Compton). Da gennaio seguiranno Walter Veltroni con “Noi” (Rizzoli), i professori Valeria Della Valle e Giuseppe Patota con “Viva il congiuntivo” (Sperling & Kupfer), ilmagistrato Alfonso Sabella con “Cacciatore di mafiosi” (Rizzoli). Ci saranno anche appositi incontri sul teatro e il cinema: gli studenti del Colonna incontreranno infatti il regista Vincenzo Zingaro e la Compagnia teatrale Castalia sulla rappresentazione di “Truculentus” di Plauto nonché Roberto Citran e Isotta Toso, attore e regista del film “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio”. Sempre dal 2010 alcuni dottorandi di italianistica dell’università “La Sapienza” terranno dei seminari su argomenti di Letteratura affrontati nel triennio. Gli incontri sono aperti al pubblico. http://www.vittoriacolonnalicei.it

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A quell’uomo che si definisce ateo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

Editoriale fidest Qualche giorno fa ad un mio scritto sulla religione e sull’idea di Dio un lettore si dichiarò offeso in quanto come ateo non accettava un discorso di fede. Ateo perché? Mi sono chiesto. La parola mi fece sorridere. Riandai all’insegnamento religioso ricevuto a scuola dove l’ora di religione a volte, per merito del docente di turno, non ci distraeva da altri interessi. Tra i vari conversari per lo più fatti di domande e risposte “secche” vi era un approfondimento sulla parola e quella di “ateo” era tra le più ricorrenti. Volevamo essere trasgressivi più come sfida che come convincimento. Volevamo essere dei “senza-Dio” e inconsapevolmente ne riconoscevamo l’esistenza. Come si fa, infatti, a dire che non esiste senza attestare implicitamente che il solo parlarne implica un discorso di esistenza?  Nello stesso tempo cosa significa concepire l’idea che vi possa essere un creatore di tutte le cose e che questo signore finiamo, convenzionalmente, per indicarlo con la parola “Dio”? Sull’altro versante possiamo dare solo una risposta “arida”: siamo nati e viviamo in un certo ambiente solo per caso e per caso moriamo. E il caso diventa di fatto il nostro Dio. E allora perché affannarci tanto nel costruire un modello di convivenza civile, inventarsi un sistema lavorativo che permetta a ciascuno di noi di fare la nostra parte nella società e di aiutarla a crescere per noi e per i posteri? Potremmo stare seduti per anni sotto un pergolato e cibarci con l’acqua che sgorga spontanea da una fonte attigua e dal frutto che ti cade addosso. Potremmo ma non lo facciamo. In noi vi è l’ansia della ricerca, della conoscenza, della individuazione di un creatore perché siamo consapevoli che nulla si crea e nulla si distrugge in questa fabbrica della vita e che pure ad un destino dovremmo essere chiamati se abbiamo tanta voglia di vivere e di amare e accettiamo la sofferenza come un prezzo da pagare al Caronte di turno. Vi è semmai un nutrimento che viene dal profondo e che si chiama fede. Una fede che aspira a qualcosa di buono. Alla ricerca di una società di giusti per una giusta visione della vita fatta di solidarietà e vicinanza all’idea del bene e nel respingere le forze del male. Questa fede è dentro di noi sebbene molti la negano.  C’è chi dice d’averla avuta da Dio come simbolo della perfezione e dell’eterna felicità e chi dal caso. Ha una qualche importanza un termine in luogo di un altro? Non ci basta sapere che c’è e spetta a noi farla emergere, trasformarla in una regola di vita? Per dare persino una ragione a quella vita che va oltre la vita? E allora non ci chiudiamo in una campana di vetro sull’ateismo sino al punto di farne una religione di fanatici cosi come non devono esserlo chi crede in Dio ma cerchiamo, insieme, di guardare l’occhieggiare delle stelle in una notte serena per quelle che sono e di sentirci figli non solo della terra ma di tutto l’universo e a sorridere a quell’ebete vita che ci avviluppa come l’edera e ci fa sentire credenti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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