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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Oggi è già domani di Jarett Kobek

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

In libreria dal 6 agosto Collana Le Meraviglie. La New York degli anni Ottanta è una città che ribolle: mentre Bret Easton Ellis e Norman Mailer sono protagonisti della notte, stanno per succedere cose che cambieranno per sempre le nostre vite. In questo nuovo, geniale romanzo, Kobek svela l’inizio dei corrosivi effetti della celebrità e lo svilimento del discorso pubblico, non ancora mediato da internet, ma dai party letterari e dai circuiti della vita notturna.

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AIL: ieri, oggi, domani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Roma aeroporto Fiumicino Venerdì 22 marzo alle ore 11,30 presso il Terminal 3 dell’Aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino (Area Partenze) l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma in occasione del cinquantenario della sua nascita inaugura un’importante mostra celebrativa intitolata “AIL ieri, oggi, domani” che sarà in esposizione dal 22 marzo al 26 maggio con il Patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Fiumicino. La mostra itinerante proseguirà successivamente a Bologna, nel mese di giugno.Il 2019 è un anno davvero importante per l’AIL che celebra i suoi 50 anni di attività. Era l’8 aprile 1969 quando venne costituita a Roma con l’obiettivo di sostenere la ricerca, l’assistenza e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie del sangue. Oggi l’AIL è una realtà forte e radicata, presente più che mai nel cuore della gente e sul territorio nazionale. Una grande storia costruita giorno dopo giorno sotto la guida illuminata del Professor Franco Mandelli, una storia che è stata protagonista e testimone dello sviluppo dell’Ematologia italiana. La mostra celebrativa “AIL ieri, oggi, domani” rievoca momenti, episodi e personaggi che hanno contribuito in maniera rilevante alla costituzione e alla straordinaria crescita di AIL in mezzo secolo di attività attraverso l’opera delle 81 sezioni provinciali AIL.L’esposizione di 200 metri quadrati, vasta area generosamente concessa da ADR Aeroporti di Roma, racconta la storia dell’AIL in maniera attuale e coinvolgente, un viaggio che affianca ai classici pannelli esplicativi, mappe interattive e schermi al plasma per raccontare 50 anni di storia partendo dalla nascita dell’Associazione continuando con le tappe principali e le attività portate avanti fino ad oggi. Un lavoro di grande responsabilità che l’AIL e il suo Presidente Nazionale, il Professor Sergio Amadori, continuano ad assolvere, sostenendo i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi, spesso difficili, della malattia, combattendo insieme a loro per migliorarne la qualità della vita e offrendo loro servizi, aiuto e comprensione nel rispetto della dignità umana e della persona. “Questi primi 50 anni di storia della nostra organizzazione sono costellati di importanti successi – ha ricordato il professor Sergio Amadori – abbiamo contribuito allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ematologico; abbiamo moltiplicato i servizi offerti ai pazienti; abbiamo incrementato le interazioni con i centri ematologici e abbiamo visto crescere il numero dei nostri volontari, per noi patrimonio irrinunciabile. È stato un percorso non sempre semplice ma grazie al confronto continuo col territorio e le istituzioni, siamo diventati un punto di riferimento nel nostro Paese. L’AIL è un’Associazione con un passato importante e che guarda al futuro con fiducia”.Ampio spazio è dedicato all’interno dell’esposizione alle grandi campagne di raccolta fondi e sensibilizzazione, quelle fondanti, la Partita del cuore, Trenta Ore per la Vita, Angeli sotto le stelle, Carreras in Vaticano, che hanno reso possibile lo sviluppo dell’AIL, e le tradizionali campagne, Uova di Pasqua, Stelle di Natale, Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, 5 per mille, consueti appuntamenti dell’Associazione. Un viaggio cronologico che, grazie alla collaborazione con Rai Teche, mostrerà documenti originali, interviste, filmati, fotografie, manifesti e locandine attraverso cui si snoderà la narrazione dei grandi risultati scientifici ottenuti e i successi delle iniziative solidali.www.ail.it

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Le Competenze innovative per il Lavoro di domani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Roma, a Trastevere, lunedì 16 luglio alle 9.30 fino al pomeriggio aula magna Regina della John Cabot University (JCU) Che tipo di competenze dovranno possedere i nostri giovani per trovare occupazione domani? Come attrezzarli di fronte a innovazioni tanto repentine? Qual è il ruolo dell’università? Il modello anglosassone rimane quello vincente? Di tutto questo si parlerà nel corso del dibattito “Competenze innovative: il lavoro che ti aspetta”. Manager ed esperti apriranno una finestra sulle future innovazioni nel campo aziendale e si confronteranno con studenti, ricercatori e addetti ai lavori. In particolare, saranno presenti Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE. Modererà Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Career Services della JCU.«Il lavoro si trova e si crea quando si hanno le competenze, le conoscenze e l’esperienza che risponde alle esigenze del mercato. Si trova, quando si hanno le cosiddette soft skills, ma soprattutto la capacità di comprendere il cambiamento e di adattarsi a esso, un fattore che va al di là del puro sapere. In questo senso, l’università, oltre a un luogo di specializzazione, deve essere un ambiente aperto, dove sperimentare e capire i processi, in modo da anticiparli», ha spiegato il professor Pietro Paganini.«Secondo la nostra ultima statistica, nei primi sei mesi del 2018 il 30% degli studenti e dei laureati JCU, percentuale che costituisce la maggioranza, ha trovato collocazione nei settori Comunicazione, Marketing e Digitale. Il dato per ora conferma il trend del 2017», ha dichiarato la professoressa Antonella Salvatore.

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Ecco gli scienziati di domani: parte da Napoli Amgen Biotech Experience

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli. Riuscire a far vivere la scienza a studenti e insegnanti, portando nelle classi superiori l’educazione scientifica “pratica” con la creazione di laboratori per le biotecnologie, che tanto hanno contribuito negli ultimi decenni al progresso della medicina e all’innovazione terapeutica per molte gravi malattie. È questo l’obiettivo di Amgen Biotech Experience – ABE della Fondazione Amgen, che porta avanti questa iniziativa da oltre 30 anni negli Stati Uniti e ora ha esteso il programma anche in Asia e in molti altri Paesi europei, tra cui l’Italia. ABE è un programma internazionale di formazione sperimentale sulle biotecnologie e di innovazione metodologica basata sull’IBSE (Inquiry Based Science Education) ed è destinato agli studenti delle scuole superiori e ai docenti di scienze naturali.
Dopo una fase pilota condotta nell’anno accademico 2016-2017, ABE Site Italy, realizzato grazie alla cooperazione tra ANISN e Università degli Studi di Napoli Federico II, fregiato da un gemellaggio di prestigio con l’ABE Site Massachusetts, riparte ufficialmente nel nostro Paese. Oggi l’inaugurazione a Napoli (Università Federico II, Sala Azzurra, Monte S. Angelo) con una cerimonia che vede riuniti oltre a studenti e docenti, rappresentanti del MIUR, USR, ANISN, ABE Site di Harvard ed il Magnifico Rettore della Federico II.
«In Italia il programma ha coinvolto, nella fase pilota, un gruppo di 20 docenti delle scuole superiori provenienti da 5 Regioni italiane. La formazione è stata realizzata presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli dallo staff dell’ABE Site Italy costituito da esperti dell’IBSE e da scienziati – dichiara Anna Pascucci, Presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN) e Direttore dell’ABE Site Italy – il corso ha coniugato attività sperimentali e formazione metodologica, approfondimenti scientifici e riflessioni sulla natura della Scienza. Gli insegnanti prima, durante la formazione e gli studenti poi, a scuola, hanno dovuto affrontare situazioni complesse, con variabili da identificare, eventuali imprevisti sperimentali, fornire una rigorosa spiegazione dei risultati in base alle evidenze e ai dati, ricercare il motivo dell’errore se c’è stato, confrontare i propri risultati con quelli degli altri, e individuare nuove domande di ricerca».
A sottolineare l’importanza di Amgen Biotech Experience, i dati emersi da una recente ricerca realizzata da WestEd1: è stato registrato un significativo miglioramento tra gli studenti che hanno aderito al corso di formazione sia sull’apprendimento sia sull’interesse verso la scienza e le biotecnologie. Il 53% degli studenti si è detto più interessato a conoscere la ricerca scientifica e l’82% si è fatto nuove idee su ciò che accade nei laboratori scientifici.
Il programma Amgen Biotech Experience stimola e incrementa un forte interesse per la scienza da parte degli studenti e li può aiutare a pensare a sé stessi in un futuro non molto lontano all’interno di ruoli nei quali affronteranno malattie complesse e contribuiranno al miglioramento della salute.
«È noto che in Italia, come in altri Paesi di grande tradizione negli studi umanistici, la diffusione della cultura scientifica sia penalizzata – afferma Luciano Gaudio, Professore di Genetica, Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – per questo vanno apprezzate tutte le iniziative, come quella promossa da Amgen, che hanno l’obiettivo di incrementare il livello della consapevolezza scientifica nel nostro Paese. Lo scopo non deve essere quello di creare dei tuttologi, ma persone con competenze scientifiche di base e con sufficienti capacità critiche per identificare e distinguere informazioni attendibili da notizie-spazzatura».
Il corso di formazione ABE Site Italy è gratuito e nell’anno scolastico 2017-2018 sarà rivolto a docenti delle scuole superiori delle regioni Lazio, Umbria, Campania e Puglia. Il programma prevede la formazione dal 15 al 18 gennaio 2018 di 24 docenti selezionati in base a specifici requisiti, la sperimentazione a scuola con alunni del triennio, la fornitura gratuita di materiali e strumentazioni per realizzare le attività.

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Alla Pontificia Università Lateranense si progetta la Chiesa di domani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

lateranense_ingressoRoma dal 23 al 25 marzo a Roma le migliori pratiche per la Chiesa che cambia. “Dio è creativo, non è chiuso, e per questo non è mai rigido. Dio non è rigido!”: lo ha dichiarato con forza Papa Francesco nel settembre 2013, a pochi mesi dalla sua elezione al Pontificato.
Sono proprio queste le parole d’ordine che la Pontificia Università Lateranense, sotto la guida del rettore Magnifico Mons. Enrico Dal Covolo, ha intenzione di incarnare esplorando e raccogliendo percorsi nuovi di fare Chiesa, di viverla, di raccontarla e di costruirla.
“Quale Chiesa fra vent’anni?” è infatti è la domanda che lancia il primo Festival Internazionale della Creatività nel Management Pastorale, realizzato dalla Scuola Internazionale di Management Pastorale – il percorso di Alti studi per presbiteri, laici, religiosi, operatori ecclesiali e della pastorale creato due anni fa dalla Pontificia Università Lateranense – in collaborazione con Villanova University della Pennsylvania e con realizzazione formativa di Creativ.
A Roma fra il 23 e il 25 marzo giungeranno da tutto il mondo donne e uomini che si stanno impegnando nel rinnovamento della Chiesa Cattolica a partire dal cambiamento concreto delle pratiche, realizzando quell’inculturazione del Vangelo che è primo strumento di evangelizzazione esplorando e raccogliendo percorsi innovativi di fare Chiesa, di viverla, di raccontarla e di costruirla, con la profondità e la passione della PUL che ha il mandato di ricercare “la Sapienza secondo Cristo”.
Gli obiettivi del festival sono ambiziosi: esplorare nuovi modelli di Chiesa e best practices ecclesiali; capire quale possa essere la miglior riorganizzazione della chiesa diocesana sul territorio; porre il tema della nuova collaborazione fra Ordini religiosi e vita secolare nel rispetto reciproco; dialogare sulla valorizzazione del ministero sacerdotale ordinato e la corresponsabilità dei laici; accogliere come prioritaria la costruzione della sinodalità nelle chiese locali, per realizzare a tutti i livelli lo spirito della parresia che ha impostato i lavori dei Sinodi straordinari voluti ancora da Papa Francesco.
L’evento ha proposte e numeri invitanti: tre conferenze pluriprospettiche per comunicare in profondità contenuti e fertilità di vedute con 18 ospiti internazionali; tre Dialoghi con personaggi significativi che diano voce a testimoni con punti di vista profetici; 18 tavoli della corresponsabilità aperti alla creatività dei partecipanti insieme ai 38 open lighting talk; saranno offerti inoltre 30 workshop e 15 talk, lezioni interattive aperte tenute da ricercatori d’avanguardia provenienti da Cile, Australia, Olanda, Germania, Italia, USA, Kenya, Spagna da cui scaturiranno stimoli, casi di studio, approfondimenti che permetteranno ai partecipanti di immaginare e generare percorsi nuovi e spazi di scambio innovativo insieme allo spazio dedicato a 45 tavoli delle best practices in ambito ecclesiale.

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La fisionomia dell’Europa di domani

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2013

Quando i media ci riportano con una costanza, senza soluzione di continuità, la notizia che una massa crescente di migranti fuggono dai loro paesi e si rivolgono all’Europa come l’ultima sponda che possa riscattarli dalle loro miserie, dobbiamo chiederci se tutto ciò non ci porterà una sorta di rivoluzione copernicana nel nostro modo di vivere da qui a qualche anno. Vengono dalla lontana Cina, dalle Filippine, dall’India e dalle più svariate regioni asiatiche. Sono milioni di persone che si aggiungono ai curdi, agli albanesi, agli zingari ed agli slavi e che fuggono dalla guerra e dai suoi orrori. Tutti, o quasi, cercano scampo in Europa. Sta di fatto che oggi su quest’onda migratoria sono proprio le regioni del Mezzogiorno d’Italia a caricarsi di questo peso in prima battuta a fronte della loro già non facile storia. Con una disoccupazione altissima (ed in essa quella giovanile a livelli assolutamente intollerabili) capace di spegnere anche la speranza. A ciò dobbiamo aggiungervi l’emigrazione che porta con sé l’acuirsi della diffusione della criminalità, frutto anche del malessere sociale. Non è esagerato affermare che buona parte delle famiglie meridionali vive a carico delle pensioni dei più anziani, del lavoro nero o comunque precario e sottopagato o del contrabbando, o ancora, della criminalità micro e macro che sia. L’insufficienza della politica nazionale, la modesta presenza dell’Europa, impe-gnata ormai quasi esclusivamente a proteggere gli interessi industriali e finanziari delle economie forti quali la Germania, la Gran Bretagna e la Francia sono i temi che la politica italiana dovrebbe affrontare più urgentemente invece di trastullarsi sulla cultura delle riforme istituzionali pur importanti ma decisamente meno di quelle che l’oppongono all’U.E.(Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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