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ROBERT LUKINS, Un’eterna domenica

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Inghilterra, 1962. Nelle prime ore del giorno di Santo Stefano, il diciassettenne Radford e suo zio si avventurano fuori Londra a bordo di un’auto. Varcato il confine di contea con lo Shropshire, dopo aver attraversato solitaricampi e colline innevate, la vettura si arresta nel cortile di un vecchio maniero. «Goodwin Manor» è il nome dell’isolata magione, come recita lo sbiadito cartello verde che penzola sulla pietra della sua goffa facciata. Ma, giù al paese, tutti la conoscono come la «Casa». Lo zio scarica in tutta fretta il nipote e, dopo avergli dato una breve strizzata alla spalla, corre a rimettersi alla guida, per svanire poi in un baleno in fondo al viale. A Radford non resta che afferrare i manici della sua valigia e varcare l’ingresso della Casa, ignaro e spaventato da quello che lo attende oltre quelle mura.
La Casa, un incrocio tra un collegio e una prigione, sembra essere stata ricavata dalle viscere dei salotti di innumerevoli zie, tutta tappeti su tappeti e generazioni di carta da parati. È un posto per ragazzi «incappati nei guai», un luogo dove il tempo pare disancorato dal vasto mondo, un’isola di naufraghi che la tempesta ha spinto su quella spiaggia. A Goodwin Manor, Radford stringe subito amicizia con West, «un folletto vivacissimo che sorride troppo e si passa le mani tra i capelli con gesti gravidi di un sapere segreto», e con l’enigmatico Teddy, il direttore dell’istituto,capace di offrire a quel giovane inquieto una fragile pace, mentre, fuori dalle mura dell’edificio, infuria la peggiore tempesta di neve mai registrata da tre secoli a quella parte.
A vegliare sui ragazzi, oltre a Teddy, ci sono pochi altri adulti: Manny, che tiene lezioni di elettronica e la cuoca Lilly. Radford scoprirà presto che nella Casa sono i ragazzi a prendersi cura l’uno dell’altro, un compito che le loro famiglie e la legge stessa non sono state in grado di assolvere. Ma sarà abbastanza, questo senso di comunione, quando la tragedia, all’improvviso, irromperà nelle loro vite, stravolgendo ogni cosa? Acuto e doloroso come L’attimo fuggente, Un’eterna domenica è un indimenticabile romanzo di formazione sulla spietatezza dell’adolescenza e la mutevole natura dell’amicizia. Traduzione di Margherita Emo Euro 16,00 192 pagine
Robert Lukins vive a Melbourne e ha lavorato come ricercatore e giornalista d’arte. I suoi articoli sono apparsi su The Big Issue, Rolling Stone, Crikey, Broadsheet e Overland. Un’eterna domenica è il suo primo romanzo. (Neri Pozza editore)

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Robert Lukins: Un’eterna domenica

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2019

Inghilterra, 1962. Nelle prime ore del giorno di Santo Stefano, il diciassettenne Radford e suo zio si avventurano fuori Londra a bordo di un’auto. Varcato il confine di contea con lo Shropshire, dopo aver attraversato solitari campi e colline innevate, la vettura si arresta nel cortile di un vecchio maniero. «Goodwin Manor» è il nome dell’isolata magione, come recita lo sbiadito cartello verde che penzola sulla pietra della sua goffa facciata. Ma, giù al paese, tutti la conoscono come la «Casa».
Lo zio scarica in tutta fretta il nipote e, dopo avergli dato una breve strizzata alla spalla, corre a rimettersi alla guida, per svanire poi in un baleno in fondo al viale. A Radford non resta che afferrare i manici della sua valigia e varcare l’ingresso della Casa, ignaro e spaventato da quello che lo attende oltre quelle mura.
La Casa, un incrocio tra un collegio e una prigione, sembra essere stata ricavata dalle viscere dei salotti di innumerevoli zie, tutta tappeti su tappeti e generazioni di carta da parati. È un posto per ragazzi «incappati nei guai», un luogo dove il tempo pare disancorato dal vasto mondo, un’isola di naufraghi che la tempesta ha spinto su quella spiaggia. A Goodwin Manor, Radford stringe subito amicizia con West, «un folletto vivacissimo che sorride troppo e si passa le mani tra i capelli con gesti gravidi di un sapere segreto», e con l’enigmatico Teddy, il direttore dell’istituto,capace di offrire a quel giovane inquieto una fragile pace, mentre, fuori dalle mura dell’edificio, infuria la peggiore tempesta di neve mai registrata da tre secoli a quella parte.
A vegliare sui ragazzi, oltre a Teddy, ci sono pochi altri adulti: Manny, che tiene lezioni di elettronica e la cuoca Lilly. Radford scoprirà presto che nella Casa sono i ragazzi a prendersi cura l’uno dell’altro, un compito che le loro famiglie e la legge stessa non sono state in grado di assolvere. Ma sarà abbastanza, questo senso di comunione, quando la tragedia, all’improvviso, irromperà nelle loro vite, stravolgendo ogni cosa? Acuto e doloroso come L’attimo fuggente, Un’eterna domenica è un indimenticabile romanzo di formazione sulla spietatezza dell’adolescenza e la mutevole natura dell’amicizia.Traduzione di Margherita Emo Euro 16,00 192 pagine Neri Pozza editore.
L’autore Robert Lukins vive a Melbourne e ha lavorato come ricercatore e giornalista d’arte. I suoi articoli sono apparsi su The Big Issue, Rolling Stone, Crikey, Broadsheet e Overland. Un’eterna domenica è il suo primo romanzo.

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Il tema della domenica: la fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Mi è stata data l’opportunità di visionare on line un film sui Vangeli e le verità mai dette e comunicate per dimostrare la “menzogna” dettata da “una Chiesa che si allontana dalla parola di Gesù per appropriarsi del potere senza mai uscirne. Un film realizzato con spezzoni di scene avanzi scarti …proprio per dimostrare anche nel montaggio che chi soffre ha il senso creativo della vita e la speranza del futuro. Un dialogo tra Dio e lo stato attuale, lo stato della chiesa – lo stato religioso – il potere gli intrecci e soprattutto quanto hanno nascosto dei Vangeli. La realizzazione del film si basa su ricerche storiche che nessuno può negare a cominciare dal Gesù ebreo palestinese scuro moro e comunista … non biondo con gli occhi azzurri. Un testo un libro un dramma e la soluzione.” Che dire in proposito? Se parliamo di Dio diciamo che è rilevato dagli uomini se non attraverso interposte persone considerate “speciali”. Si sa che esiste Dio non tanto dalla sua “fisicità” quanto dalle cose che la natura esprime. Come dire? Qualcuno deve aver pur inventato noi e il mondo che ci circonda e questo qualcuno lo chiamiamo Dio. Anche i messaggeri di questo Dio sono speciali da Abramo a Maometto, a Cristo e da Cristo ai santi e ai santi uomini e donne. Ma se vogliamo dare al nostro creatore un valore assoluto diciamo che è perfetto e che è sopra le nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre tentazioni, avidità e quanto altro. E’ anche un Dio che ha sconfitto la legge del tempo, è eterno. E’ un requisito assoluto e unico per noi terrestri che siamo chiamati a nascere e a morire generazione dopo generazione. Solo nel regno dei cieli e a determinate condizioni è possibile sconfiggere la temporalità delle nostre esistenze. Sin qui il concetto può essere accettato sia dai credenti sia dai miscredenti. I distinguo e gli stessi conflitti vengono dopo. Di là della Bibbia dove ci imbattiamo in un Dio guerriero con gli angeli suoi generali che s’inseriscono nelle vicende umane correggendo quelle che ritengono delle storture, i Vangeli insegnano qualcosa di diverso. Gesù, ad esempio, non era un potente, ma solo un predicatore, umile ma fermo nei suoi principi. Ebbe la forza morale e il carisma di cacciare i mercanti che sostavano davanti al tempio ma non impose la sua divinità per sottrarsi al martirio. Dalla sua vita qual è l’insegnamento che ne deriva? Che gli uomini giusti sono le vittime designate per i malvagi, ma per i torturati vi è solo la speranza che va oltre la vita. In pratica ci insegna la rassegnazione ma non la rinuncia a testimoniare la propria fede e a sostenere le proprie idee. Oggi dovremmo maturare una terza fase della nostra religiosità nella quale l’impegno corale dovrebbe essere quello di estendere la fermezza, di là del monito ai mercanti del tempio, per costruire un modello di società nel quale la sacralità della vita si coniughi a quella del vivere assicurando ai nuovi venuti il diritto, di là dei natali, l’assistenza sanitaria, il lavoro, l’istruzione, il cibo, una vecchiaia dignitosa. Questo dovrebbe essere il nuovo messaggio. Un Cristo al quale non toccherà più il martirio ma il diritto a una vita serena nel lavoro e nella meditazione. Nella sacralità del vivere. E a questo punto mi toccherà chiedermi come ha fatto un prete: figliolo ma se non vi sono più peccatori noi che ci stiamo a fare? (Riccardo Alfonso)

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Una domenica in giardino

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

giardino1giardino2Alassio Villa della Pergola, via Privata Montagu 9, domenica 11 giugno il laboratorio per famiglie “Gli Agapanti, i fiori dell’amore!”, nell’ambito del progetto “Una domenica in giardino”, ideato da Nadia Nicoletti, esperta di didattica orticola. L’Agapanto, conosciuto anche come “il fiore dell’amore”, oggi è diventato un fiore diffuso e amato che si può coltivare con facilità anche nel proprio giardino: il laboratorio dell’11 giugno sarà quindi l’occasione per conoscere meglio questo fiore svolgendo alcune attività sperimentali, percorsi di manipolazione e ricerca di profumi e sapori. Ad affiancare il laboratorio anche una novità: Raziel, società agricola padovana specializzata nella produzione e commercializzazione di bulbi da fiore, porterà a Villa della Pergola una sessantina di varietà di Agapanti in fiore dalla proprio collezione che conta oltre 500 cultivar diversi. Il pubblico potrà non solo acquistare le piante fiorite di Agapanti ma, grazie ai consigli di Pietro Minto di Raziel, conoscerà le caratteristiche e le tecniche per coltivarle al meglio, come il metodo della divisione dei cespi per propagare le piante.
Affacciati sul Golfo di Alassio i Giardini di Villa della Pergola ospitano una delle più grandi, preziose e rare collezioni di Agapanti d’Europa. Originari dell’Africa meridionale, i primi Agapanti furono introdotti a Villa della Pergola alla fine dell’Ottocento dagli antichi proprietari inglesi: oggi nel parco se ne contano oltre 400 varietà bianche, azzurre e blu, una scala di colore che diventa tutt’uno con il mare sullo sfondo. L’ultimo appuntamento con “Una domenica in giardino” sarà l’8 ottobre con “Gli agrumi, aromi e sapori dal giardino.
Orari laboratori: 9.30, 10.30, 11.30, 14.00, 15.00, 16.00, 17.00, 18.00. Durata 1 h.Costo del laboratorio abbinato alla visita guidata: € 15 adulti, € 12 soci FAI, € 5 bambini, gratuito per bambini fino ai 6 anni accompagnati da un adulto. http://www.giardinidivilladellapergola.com (foto: giardino)

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Prima domenica di Carnevale a Venezia

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

carnevale-venezia-2017bColori, maschere, remi e tanti, tantissimi sapori differenti, il tutto nel segno della più spiccata tradizione veneziana. Dopo le incredibili suggestioni di ieri sera, sabato 11 febbraio 2017, quando in Rio di Cannaregio hanno sfilato le performance galleggianti di Corona Events, stamattina ad animare il centro storico per la prima domenica del Carnevale di Venezia 2017 ci hanno pensato le spettacolari imbarcazioni del Coordinamento Associazioni Remiere Voga alla Veneta, “travestite” per l’occasione, e gli stand gastronomici dell’Associazione Esercenti Pubblici Esercizi (A.e.p.e.), riportando decine di migliaia di residenti e turisti ad affollare le rive tra il ponte delle Guglie e quello dei Tre Archi, in una festa davvero all’insegna della “venezianità”. Oltre un centinaio le imbarcazioni tipiche coinvolte nel corteo, tra sandoli, caorline, mascarete e gondolini, con allestimenti scenografici a cura del laboratorio “Mistero Buffo”, e più di 500 vogatori, chi nei costumi della carnevale-venezia-2017cCommedia dell’Arte, chi in abiti rinascimentali. Ma non mancavano neppure travestimenti più giocosi: da vigili, personaggi famosi, lottatori di sumo e altri ancora. Il corteo acqueo salpato da Punta della Dogana alle 11, ha raggiunto il Rio di Cannaregio a mezzogiorno, dopo il doveroso alzaremi sotto il ponte di Rialto. Protagonista, dietro alla gigantesca Pantegana carica di palloncini, la “Peàta” del Leon, che ospitava il Sindaco Luigi Brugnaro, il delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto e il direttore artistico del Carnevale di Venezia Marco Maccapani, oltre al gruppo musicale di Lucio Bisutto. A fare da apripista l’assessore al Turismo Paola Mar e Ermelinda Damiano, Presidente del Consiglio comunale, che si sono messe ai remi in una tradizionale “peata”.Altrettanto impressionanti i numeri di A.e.p.e., che a titolo gratuito ha offerto, in una ventina di stand per cinquanta ristoratori lagunari, cento damigiane di vino e 10mila “cichetti”, oltre a piatti di baccalà, bigoli in salsa, risotto, e ancora “fritòle”, “galani”, baicoli e ogni sorta di dolce tradizionale. A dare il via, al pranzo in fondamenta, lo “svolo della Pantegana”, che ha carnevale-venezia-2017driempito il cielo di palloncini rossi e gialli.“Questo appuntamento è ormai fondamentale per il Carnevale di Venezia, e per la sua buona riuscita non possiamo che ringraziare tutte le associazioni remiere della città, che con il loro lavoro mantengono concretamente vive le tradizioni storiche della laguna, oltre a regalarci la visione di queste splendide imbarcazioni – ha spiegato Piero Rosa Salva, amministratore unico di Ve.La Spa – La fortissima risposta del pubblico conferma come sia giusto che la festa parta da qui e sia dedicata e organizzata dai veneziani che ancora vivono la città ogni giorno”.“Vedere una simile partecipazione è sempre molto emozionate – ha quindi aggiunto Marco Maccapani– Adesso però l’appuntamento è per l’apertura di piazza San Marco, che quest’anno si trasformerà anche in una grande sala da ballo per gli aperitivi all’ombra della basilica: mi aspetto che sempre più veneziani, per allora, indossino maschere e costumi e contribuiscano a loro volta a rendere unica l’atmosfera cittadina”.

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Le Domeniche dell’Avvento: esposizione d’Arte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2015

vaticanoRoma, 2-9 dicembre 2015 presso la Domus Romana – Via delle Quattro Fontane 113. Cosa sono le Domeniche dell’Avvento? Sono le quattro Domeniche che precedono l’arrivo del Natale. Queste Domeniche sono di preparazione alla commemorazione religiosa più significativa dell’anno: la nascita del Bambino Gesù. Le domeniche dispari, la prima e la terza, hanno un significato attivo mentre la seconda e l’ultima, le pari, significano accoglienza. Ed è proprio tra la prima e la seconda Domenica, e nel giorno dell’Immacolata Concezione, che l’8 dicembre si apre ufficialmente l’anno del GIUBILEO. Nell’accoglienza e nella preparazione allo straordinario evento, ed alla magica attesa del Natale, APAI – Associazione per la Promozione delle Arti in Italia – intende riproporre un importante evento che vedrà coinvolte le Arti visive, la Scultura, la Poesia, la Musica, la Letteratura. L’esposizione si tiene nella accogliente sede della Domus Romana, anche prestigioso Hotel, in Via delle Quattro Fontane, centro dello shopping natalizio e del turismo. In calendario inoltre un fitto programma di eventi speciali.
Il 2 dicembre inaugurazione con lo svelamento nel giardino dell’opera di Flavio Tiberio Petricca, performance musicale di Elena Krasantovitch al violoncello e degustazione di vini offerti da Frazzitta – Marsala.
Il 5 dicembre Incontro con l’Autore : Orsola Gemma Farina con “La Sicilia nel mondo con i suoi odori, sapori e nettari tra Marsala e l’isola di Pantelleria” con degustazione offerta da Frazzitta – Marsala.
Il 6 dicembre Incontro con l’Autore : Magdi Cristiano Allam con “Islam. Siamo in guerra” (necessaria prenotazione fino ad esaurimento posti, e prevendita libro presso info@apaiarte.it)
Inoltre, nell’occasione dell’apertura ufficiale dell’anno Giubilare, l’8 dicembre sono previsti due eventi speciali : la mattina, la realizzazione in estemporanea di un mezzobusto di un modello da parte dello scultore Ruslan Ivanytskyy (per proporre candidatura contattare info@apaiarte.it). Nel pomeriggio, presentazione del volume, e mostra delle incisioni originali, “Il libro della Genesi” interpretati dall’Artista padovana Patrizia Da Re.
Seguirà presentazione dei programmi espositivi 2016 di Apai Arte, quindi rinfresco ed Auguri, con degustazione offerta da Casale del Giglio, Aprilia.
Durante i periodi summenzionati resteranno in esposizione le opere dei pittori: Isabella Abati, Roberta Agostini, Roberta Barbacci, Paola Boschini, Clara Calì, Melania Camardella, Sara Camardella, Nikolay Deliyanev, Giovanni Fonseca, Cristina Giammaria, Vincenzo Illiano, L’Aura, Darinka Lakova, Elena Lugovska, Mariagrazia Marioni, Claudio Massimi, Patrizia Pastorella, Eugenio Rattà, Marco Ricchi, Valerio Scarapazzi, M.Teresa Serra, Stefania Spera, Giuseppe Diego Spinelli, Gabriella Sterzi, Tiziana Trusiani e Françoise Weddigen.
L’evento è curato da Laura Lucibello – Associazione per la Promozione delle Arti in Italia.

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Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

1. Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima ci narra una parte del dialogo tra Gesù e Nicodemo. Avviene di notte questo dialogo perché Nicodemo, un notabile giudeo, un capo dei farisei che Gesù chiama “maestro in Israele”, teme che la sua fiducia in Gesù possa essere scoperta. Egli aveva visto i segni che Gesù faceva e riconosceva in lui un rabbì, un maestro venuto da Dio: “nessuno può fare questi segni che tu compi, se Dio non è in lui” (cf Gv 3,1-2). Ma la sua paura e la sua fiducia ancora limitata gli impediscono di arrivare alla vera identità di Gesù. Solo dopo la morte di Gesù, questo uomo arriverà ad una fede coraggiosa, quando andrà al sepolcro dove Gesù è deposto e porterà con sé l’olio profumato per imbalsamarne il suo corpo (cf Gv 19,38-42).
Nel dialogo tra Gesù e Nicodemo ci è offerta una rivelazione molto profonda che consente di uscire dalla notte per venire alla luce della fede. Accogliendo la misericordia di Dio che si rivela in Gesù innalzato sulla croce, l’uomo può nascere dall’alto e vivere la vita nuova dei figli di Dio. Come Mosè, durante la traversata del deserto, aveva innalzato un serpente di bronzo che i figli di Israele potevano vedere per guarire dal morso dei serpenti velenosi, così “bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14). In questo modo Gesù annuncia la sua morte e la sua resurrezione: nel mistero della sua passione e morte si rivela la sua gloria, si manifesta la sua identità di Figlio disceso dal cielo e innalzato al cielo.
2. In questa quarta tappa del cammino quaresimale, siamo invitati ad accogliere e a vivere la verità di questa Parola che ci svela l’amore di Dio e l’identità di Gesù. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (v. 16): ecco il progetto di amore che Dio realizza donandoci il suo Figlio unigenito perché, credendo in Lui, possiamo attraversare il deserto ed essere incamminati verso la vita eterna. L’amore di Dio si svela in Gesù Cristo: egli viene a condividere la nostra vita umana fino a donarsi totalmente a noi. Proprio la croce su cui viene “innalzato il Figlio dell’uomo” è il segno della riconciliazione fra cielo e terra. La croce è piantata nella terra ma ha il suo vertice nel cuore di Dio che “ha tanto amato il mondo” fino a donarci ciò che ha di più caro, il suo Figlio unigenito. La forza dell’amore ricrea le condizioni per la nuova e definitiva alleanza che conduce alla salvezza e alla vita eterna.
3. “Perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Se nella fede accogliamo il dono gratuito del Figlio, la nostra vita è trasformata dalla grazia che ci libera dal male. Credere al progetto di amore non è solo adesione ad una verità pur grande e affascinante, ma è soprattutto adesione a Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio. Credere nell’amore di Dio vuol dire accogliere e seguire il suo Figlio che ha rimesso la sua vita nelle mani del Padre, è salito sulla croce per condurci alla salvezza. La fede in Cristo è“venire alla luce”, alla luce dell’amore di Dio che illumina la vita, la rinnova e la orienta verso la sua pienezza.
4. Carissimi fratelli e sorelle, ci stiamo avvicinando alla Pasqua: il cammino quaresimale ci conduca all’incontro pieno con Cristo crocifisso per partecipare alla sua risurrezione. Nel mistero della Pasqua ormai vicina, possiamo vivere le consolanti parole dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete stati salvati” (Ef 2, 4-5).
Rendiamo grazie a Dio per il dono del Signore Gesù: egli è la nostra luce e la nostra salvezza. Rendiamo grazie a Dio per l’esempio luminoso di grande fede e di forte passione educativa che il nostro Giuseppe Berti ha testimoniato. Preghiamo perché, con il processo di beatificazione che è stato aperto oggi qui nella Cattedrale, la Chiesa possa riconoscerlo come maestro di autentica vita cristiana. Amen.
(Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo Piacenza-Bobbio) (Fonte rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio).

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Autovie venete: domenica più tranquilla

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

Domenica decisamente più tranquilla sulla rete autostradale di Autovie Venete. Dopo un venerdì notte e un sabato particolarmente difficili, infatti, oggi (domenica 8 agosto), la circolazione è stata regolare. Traffico abbastanza sostenuto, soprattutto durante la notte (2 chilometri di coda tra Redipuglia e Lisert, in direzione Trieste all’una), fino alle undici del mattino (3 chilometri di coda al Lisert) e qualche rallentamento anche fra San Giorgio di Nogaro e il bivio A4-A23 per un incidente avvenuto fra Latisana e San Giorgio in direzione Trieste. Anche nel pomeriggio, il flusso di veicoli diretti verso Trieste è rimasto abbastanza intenso, con qualche rallentamento in prossimità della barriera. Sul resto della rete circolazione fluida, senza particolari difficoltà. Come sempre, gli spostamenti della domenica sono di breve medio raggio tipici del pendolarismo domenicale.
Ieri, sabato 7, le code alla barriera del Lisert hanno caratterizzato tutta la giornata, mantenendosi sempre sui 7 – 8 chilometri fino alle 18,00 per poi scendere lentamente: a mezzanotte erano calate a 4 chilometri. Non poteva essere diversamente, visti i volumi di traffico registrati da Autovie Venete che per sabato 7 agosto 2010 si sono attestati sulla cifra di 164 mila 719 veicoli, contro i 151 mila 137 del sabato 2009. I correttivi messi in atto questo week end, rispetto a quello precedente, altrettanto difficile, hanno comunque contribuito a tenere la situazione sotto controllo a Trieste Lisert, sabato 31 luglio 2010 sono usciti 22 mila 469 veicoli; sabato 7 agosto 2010 ne sono usciti 23 mila 046. A Villesse, sabato 31 luglio 2010, in uscita sono stati registrati 12 mila 055 veicoli, mentre sabato 7 agosto 13 mila 151.

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