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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘domestici’

“Sure, il prestito europeo anche per i lavoratori domestici

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

E per i servizi di baby-sitting, diventi strumento permanente”, questa la richiesta di Domina, sindacato nazionale famiglie datori di lavoro domestico.Su quasi 2,9milioni di potenziali famiglie beneficiarie, nella prima fase dell’emergenza erano state presentate 1,3 milioni di richieste (il 45% dei potenziali beneficiari); 1,7 miliardi di euro l’importo complessivo erogato (in media 256 euro a bambino). I dati statistici sono stati pubblicati dall’Osservatorio nazionale DOMINA nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico.”Grazie al Sure (finora il nostro Paese ha ricevuto 24,8 miliardi dei 27,4 assegnati dalla Ue all’Italia) il governo può pagare le indennità Covid anche per i lavoratori domestici – dichiara Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA – durante la prima fase della pandemia furono 219mila le domande accettate dall’Inps, 219 milioni l’importo massimo erogato, ma i beneficiari furono solo il 25,8% dei lavoratori domestici regolari, perché l’indennità era destinata solamente ai lavoratori non conviventi con il datore di lavoro”. “Per i datori di lavoro il beneficio economico può essere notevole – prosegue Gasparrini – il Sure è una sorta di cassa integrazione europea, dunque potrebbe coprire il costo del lavoro nei periodi di inattività del lavoratore domestico (soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria) mantenendo attivo il contratto di lavoro e lo stanziamento di un’ulteriore tranche di 3,9 miliardi di euro del prestito Sure è un’ottima notizia per il nostro settore”

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Lavoratori domestici: Cresce l’occupazione regolare

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Nonostante la crisi sanitaria ed economica da Covid-19 crescono i livelli occupazionali nel settore domestico: nel 2020 colf, assistenti di anziani e disabili e baby sitter regolarmente assunte dalle famiglie potrebbero superare quota 1 milione di addetti, con un incremento tra le 200 e le 300 mila unità rispetto al 2019, anno in cui l’Inps ha censito circa 850 mila domestici in regola, di cui oltre il 70% di origine immigrata e in maggioranza donne (in Italia lavorano in quest’ambito oltre 2 occupate straniere su 5). È quanto emerge da uno studio di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, integrato con i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2020, curato dal Centro Studi e Ricerche Idos. Ad incidere sui livelli occupazionali la procedura di emersione disposta dall’articolo 103 del Dl ‘Rilancio’, che ha portato a far emergere 176.848 domande di cittadini non comunitari solo in ambito domestico, ovvero l’85% del totale delle domande presentate al ministero dell’Interno. Ma non solo, positivo su quasi tutto l’anno risulta, infatti, anche il trend delle assunzioni tout court da parte delle famiglie, con un picco nei mesi di settembre e ottobre 2020, quando si sono registrati rispettivamente 15.700 e 34 mila nuovi posti di lavoro. Nel dettaglio, lo studio mette in evidenza come l’andamento del mercato occupazionale del settore domestico sia dipeso dalle misure adottate dal Governo. A marzo scorso, in pieno lockdown, in controtendenza con quello che avveniva in tutti gli altri settori, nel comparto domestico si registrava un boom nelle assunzioni, circa 20 mila, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente. Non tutti nuovi posti di lavoro ma principalmente emersione di quelli in nero: colf, badanti e baby sitter che dovendosi spostare per ‘comprovate esigenze di lavoro’ rischiavano di denunciare la propria condizione irregolare nelle autocertificazioni. Una tendenza che si è interrotta tra aprile e maggio 2020, quando ad aumentare sono state, invece, le cessazioni. Secondo i calcoli di Assindatcolf, nel solo mese di maggio i licenziamenti sono stati oltre 44 mila, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Tra le motivazioni, il ritardo con cui l’Esecutivo ha approvato, sempre nel Dl Rilancio, l’indennità da 1000 euro di sostegno al reddito per i domestici, inizialmente rimasti esclusi dalla cassa integrazione disposta dal Dl ‘Cura Italia’: una misura parziale, poiché destinata solo ai non conviventi con rapporti di lavoro oltre le 10 ore di lavoro settimanali, percepita da 213 mila domestici.

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Arriva l’indennità per i lavoratori domestici danneggiati dal coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Il Governo ha finalmente dato il via libera ad un provvedimento molto atteso da lavoratori e famiglie che in questi due mesi hanno dovuto fronteggiare in totale autonomia le criticità economiche ed assistenziali legate all’emergenza sanitaria in atto. Un’indennità che come parti sociali abbiamo fin dal principio chiesto unitariamente e che oggi finalmente viene accolta”. È quanto dichiarano congiuntamente i firmatari del Ccnl del settore domestico, quelle che rappresentano le famiglie datrici, Fidaldo (costituita da Assindatcolf, Nuova Collaborazione, Adlc, Adld) e Domina, insieme a quelle dei lavoratori, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf.
“Riconosciamo al Governo l’impegno promesso per realizzare questo provvedimento – proseguono – che darà a colf, badanti e baby sitter la possibilità di recuperare parte dei guadagni perduti nei mesi di aprile e maggio, per un totale di 1000 euro. Al contempo chiediamo tempi certi per l’erogazione delle somme. Complessivamente auspicavamo fosse riconosciuta una maggiore attenzione al settore, sia sul fronte dei lavoratori, che per le famiglie. Certamente la regolarizzazione di chi non è in possesso del permesso di soggiorno, ma anche i congedi genitoriali ed il bonus baby sitter, vanno nella direzione indicata, ma siamo convinti che senza un vero e proprio intervento economico strutturale rischiamo che il risultato ottenuto sia vanificato in breve tempo. Continuiamo, quindi – concludono – ad insistere affinché incentivi contributivi e fiscali quali la deducibilità della retribuzione erogata per il lavoro domestico e la deduzione dell’intera contribuzione versata siano inseriti nell’iter di conversione in legge del Dl Rilancio o nella prossima Legge di Bilancio”

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Casalinghe invalide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” ritiene opportuno segnalare la sentenza relativa alla causa iscritta nel registro degli affari contenziosi con il n. 1462/2006 della Corte d’Appello di Roma in materia di diritti delle casalinghe e comunque di tutti quei soggetti che si occupano di lavori domestici. Con il principio di seguito sinteticamente espresso sulla base della decisione della corte di merito, infatti, anche le casalinghe hanno diritto al risarcimento del cosiddetto “danno patrimoniale” se in conseguenza di un incidente abbiano subito un’invalidità permanente tale da costringerle ad assumere o a ricorrere all’assistenza di una colf. I giudici del gravame, reinvestiti della questione a seguito del rimando della Suprema Corte che aveva cassato con rinvio la vicenda non riconoscendo alcun ristoro alla casalinga per mancanza di prove sul danno, ribaltavano la precedente decisione statuendo che “nel caso in esame, invero, il danno sussiste e consiste nella perdita della propria capacità di svolgere anche lavori domestici e, con valutazione prognostica, nella quasi sicura necessità che, in futuro, la parte danneggiata abbia la necessità di dover ricorrere a terzi per lo svolgimento di tali lavori o per integrare le carenze di cui fosse non in grado di provvedere autonomamente; basti considerare che ogni essere umano (e nella nostra società attuale, nonostante i progressi nei costumi e nelle abitudini domestiche, soprattutto le donne) ha necessità di compiere lavori di cura e assistenza domestica e familiare per quasi tutta la propria esistenza ed in caso di invalidità permanenti subisce una perdita, economicamente valutabile, che la costringe a fare a meno delle sue capacità di lavoro in ambito domestico e a dover ricorrere a terzi per l’espletamento di quel lavoro necessario che rimane comunque necessario e non diversamente sostituibile”. La sentenza in esame prende certamente spunto da una precedente decisione della Corte di Cassazione Suprema, in particolare la n. 2639 del 2005, che aveva sostenuto che “la casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale, come tale risarcibile autonomamente rispetto al danno biologico, quello che la predetta subisca in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa”.

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Delitti domestici

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Dichiarazione di Daniele Nardi Capo Ufficio stampa Forum delle associazioni familiari  “Uccide più la famiglia che mafia, camorra e  ‘ndrangheta messe insieme”… Non sappiamo se e quanto questi raffronti siano correnti ed attendibili. Quello che ci sembra di assoluta  evidenza è che a far esplodere la follia e la violenza in ambiente domestico è anzitutto la prossimità. Se scarichiamo sui nostri cari, le persone che ci stanno più vicino, il nervosismo di una giornata di lavoro, perché le situazioni limite dovrebbero avere una sorte ed una vittima diversa? I casi giunti sulle pagine dei quotidiani riguardano in genere non tanto le “famiglie” ma le famiglie in difficoltà, quelle che si spaccano, quelle che portano carichi di cura e di sofferenza esasperanti. La violenza è il più delle volte legata a rapporti tempestosi conseguenti a separazioni o a fasi critiche, o a sovraccarichi di fatiche e di solitudini di fronte alle sofferenze dei propri congiunti. E’ insomma la  patologia del rapporto familiare che innesca la violenza in un mix di rancori, sentimenti traditi e – anche – interessi economici. Allo stesso modo non bisogna dimenticare la situazione dell’assistenza psichiatrica. La legge  Basaglia, grande conquista di civiltà, ha riversato sulla famiglia l’onere e la difficoltà di accogliere chi avrebbe bisogno di assistenza specifica e qualificata.  La famiglia è una vittima non solo quando si arriva a far violenza o ad uccidere una moglie o un figlio. Per questo chiediamo più serietà e rispetto, sia per le sofferenze delle famiglie in cui esplodono queste violenze, sia per il silenzioso lavoro di  cura, accoglienza e solidarietà che milioni di famiglie quotidianamente offrono ai propri membri fragili, spesso dentro un assordante silenzio della  società.

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I casalinghi italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2009

Il 70 per cento degli uomini non sì mette mai davanti ai fornelli Il 90 per cento non ha mai stirato una sola camicia in vita sua Il 95 per cento non ha mai fatto una lavatrice la maggior parte difficilmente, di sua iniziativa, dà una mano in casa. Non c’è che dire; ancora oggi gli uomini sono il sesso «pigro»… e le donne ne hanno le tasche piene. C’è bisogno di una nuova suddivisione dei compiti tra i partner. Utopia? Assolutamente no’ .Ecco perchè: c’è stato bisogno di dare vita un associazione Uomini Casalinghi per superare insieme la «sindrome della massaia», suddividere i compiti e le responsabilità in modo equo, coinvolgere tutta la famìglia nei lavori domestici, affrontaredomestici,  il problema del congedo maternità/paternità. Alla domanda dell’intervistatore al Presidente e Fondatore Fiorenzo Bresciani su come sia nata l’associazione Uomini casalinghi ha così risposto: “L’associazione è nata per la volontà (non sò se dire per la necessità) di alcuni di noi di voler dar corpo ad un pensiero che da tempo ci motiva tutti, cioè l’esigenza di vivere la casa e le faccende domestiche come una realtà viva e vitale, fonte non di stress ma piuttosto di piacere. Il ruolo di maschi “serviti e riveriti” già da un pò ci sembrava disdicevole,come penso succeda ormai a tanti uomini, ma il sentirci in prima persona gratificati dal riscoprire la dimensione domestica è stato un passo in più che ci ha fatto decidere a fondare un’associazione basata su questi principi”. Ed ha aggiunto: Gli iscritti appartengono alle più varie categorie: la maggior parte sono sposati e solo alcuni,come me, si dedicano totalmente a questo, altri lo fanno con piacere al ritorno dal lavoro, altri sono single che hanno preso coscienza dell’importanza di provvedere da soli a tutte le esigenze domestiche, altri sono uomini in pensione che hanno scoperto il piacere di stare in casa . La cosa fondamentale per tutti è di considerare le faccende domestiche qualcosa di molto piacevole e per niente svilente della dignità maschile, come viene solitamente intesa”. Ma questi casalinghi credono in una associazione che li rappresenti? Per Bresciani la risposta non è ancora possibile quantificarla in quanto  “Le iscrizioni sono in corso dato che l’associazione è veramente giovane,per cui per il momento si potrebbero fare solo delle stime parziali. La sede dell’associazione è per il momento solo in Toscana, poi in seguito vedremo”. E l’età degli iscritti? “ Per quanto riguarda l’età, si va dai venti ai settanta anni circa e questo ci fa molto piacere perchè dimostra che è un messaggio indirizzato a tutti”.

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