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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘domicilio’

Vendite a domicilio: Il caso Lombardia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

È ancora una volta la Lombardia la prima regione d’Italia per fatturato delle aziende della vendita a domicilio: nel 2019 le vendite in questa regione hanno raggiunto quota 242 milioni 854 mila euro. A comunicarlo è Univendita, la maggiore associazione di categoria della vendita a domicilio, che ha elaborato i dati annuali relativi alle singole regioni italiane. La Lombardia rappresenta il 15,3% del fatturato complessivo delle aziende di Univendita, pari a 1,587 miliardi di euro. A seguire sul podio nazionale ci sono la Campania (che rappresenta il 10,7% del fatturato con 169 milioni 846 mila euro) e il Veneto (9,9% del fatturato, pari a 157 milioni 147mila euro). Nel Nord Ovest si concentra il 26,1% del fatturato delle aziende di Univendita. In quest’area, dopo la Lombardia, in classifica troviamo Piemonte/Valle d’Aosta (131 milioni 750 mila euro, 8,3% del fatturato nazionale) e Liguria (39 milioni 863 mila euro, 2,5%). La situazione cambia se si considera il numero di venditori in forze alle aziende. Infatti, degli oltre 146mila venditori che nel 2019 hanno lavorato per le aziende associate, quasi la metà, il 49,8%, opera nelle regioni del Sud e Isole. La Campania con 22.575 venditori (il 15,4% del totale) e la Sicilia con 20.229 (il 13,8%) sono le due regioni in testa alla classifica nazionale, seguite al terzo posto dalla Lombardia, che conta 16.125 venditori (l’11% del totale italiano).Fra le regioni del Nord Ovest, dove è presente il 18,8% dei venditori italiani, dopo la Lombardia troviamo il Piemonte/Valle d’Aosta che ne conta 9.675 (il 6,6%) e la Liguria con 1.906 (l’1,3%).Se i dati 2019 confermano le tendenze degli anni precedenti, alcune sorprese potrebbero arrivare dalle future rilevazioni post-Covid. «È naturalmente troppo presto per poter ipotizzare se l’impatto della crisi si tradurrà in grossi cambiamenti nella distribuzione regionale di fatturato e di venditori – sottolinea Sinatra –. Ciò che sappiamo è che dopo il lockdown la vendita a domicilio è stata protagonista di una pronta ripresa, con livelli di fatturato nei mesi estivi in crescita rispetto al 2019. Possiamo quindi prevedere che il nostro settore, che ha sempre svolto un ruolo anticiclico dal punto di vista occupazionale, continuerà ad attrarre nei prossimi mesi un gran numero di persone alla ricerca di una seconda vita professionale o di una modalità per integrare il reddito familiare. Le nostre imprese in questo momento offrono oltre 30mila opportunità di lavoro supportate da percorsi di formazione gratuita e qualificata». (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Vendita a domicilio in forte ripresa dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Al 67% le vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Ripartenza in positivo per la vendita a domicilio, comparto che in Italia occupa oltre mezzo milione di persone e vale 3,6 miliardi di euro. A diffondere i primi dati post Covid-19 è Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore, che da un’indagine fra le proprie aziende associate (che rappresentano il 46% del valore dell’intero comparto) evidenzia come le vendite a domicilio, nelle prime due settimane di riapertura, stiano procedendo a un ritmo pari al 67% rispetto a quello rilevato nello stesso periodo dell’anno scorso, con segnali di crescita.
Con la ripresa delle attività nelle case degli italiani c’era il timore di incontrare porte e chiuse e diffidenza, ma così non è stato. «In realtà c’è una grande voglia di socialità e contatti umani, e i risultati dei primi 15 giorni della Fase 2 ce lo confermano –prosegue Sinatra–. Il feedback che ci arriva dai clienti è che la vendita a domicilio è una modalità estremamente gradita perché dà la possibilità di vedere il prodotto prima di acquistarlo e di ricevere una consulenza personalizzata, cosa impossibile nell’e-commerce. E, dall’altro lato, consente di evitare le code e le situazioni di affollamento che potrebbero invece verificarsi nei negozi fisici». Naturalmente tutto questo deve avvenire nella massima sicurezza, a tutela della salute sia dei consumatori, sia degli incaricati alla vendita. Per questo Univendita, responsabilmente, ha creato le linee guida per una vendita a domicilio in sicurezza: tutti i venditori delle aziende associate sono quind istati formati, dotati dei dispositivi di protezione (mascherine, guanti monouso, gel igienizzanti) e svolgono le dimostrazioni di prodotto mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro.

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Assistenza a domicilio per un farmaco indicato nei tumori neuroendocrini e nell’acromegalia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Ipsen sviluppa “InDoor”, un servizio di assistenza a domicilio su tutto il territorio nazionale, per istruire il paziente o il care-giver al corretto utilizzo di un proprio farmaco iniettabile indicato nel trattamento dei tumori neuroendocrini e dell’acromegalia.In occasione della pandemia da coronavirus, Ipsen S.p.A., filiale italiana del gruppo internazionale, ha potenziato il supporto al servizio “InDoor”, confermando il proprio impegno nei confronti dei pazienti e del personale ospedaliero.“L’iniziativa nasce dalla volontà di rendere quanto più possibile autonomo il paziente nella gestione della propria terapia, riducendo per quanto possibile l’accesso alle strutture ospedaliere e, di conseguenza, riducendo il rischio di esposizione a COVID-19 ”, ha dichiarato Paola Mazzanti, Medical & Regulatory Affairs Director di Ipsen S.p.A..I pazienti interessati riceveranno le informazioni dal proprio medico specialista. Se vorranno usufruire del servizio, avranno la possibilità di contattare un call center dedicato e gestito dalla società incaricata del servizio e concordare l’appuntamento con un l’infermiere specializzato. Quest’ultimo si recherà presso il domicilio del paziente per effettuare una prima sessione di training seguita dall’iniezione. Qualora il paziente desiderasse usufruire del supporto infermieristico a domicilio per le successive iniezioni (mensili), potrà concordare un nuovo appuntamento.

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Terapie oncologiche orali a domicilio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

La sicurezza dei nostri pazienti è una priorità e per questo abbiamo attivato vari canali per rimanere in contatto e rispondere alle esigenze cliniche, psicologiche e informative di pazienti oncologici e dermatologici. Pertanto se possono evitare di venire da noi per le terapie, andiamo noi a casa loro e consegniamo farmaci orali sufficienti per la terapia di un mese o due a seconda della prescrizione del medico. Nell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) circa il 50% dei pazienti è in trattamento con i farmaci orali, che in precedenza gli interessati ritiravano mensilmente presso la farmacia ospedaliera. I nostri pazienti oncologici sono immunodepressi e a forte rischio di contagio da coronavirus, spesso sono anziani e con più patologie. In seguito all’emergenza, nel mese di marzo, l’Oncologia Medica 2, diretta da Patrizia Vici ha promosso un progetto pilota. Presso questa unità operativa il 15% di tutte le terapie sono orali e in 2 settimane sono state consegnate l’80% delle terapie sul territorio di Roma e provincia. Il progetto coordinato e gestito dalla Direzione Medica IFO ora è esteso a tutte le oncologie, all’ematologia e alla dermatologia per la consegna anche di farmaci biologici, per un totale di circa 450 consegne mensili. Il sistema non intende fermarsi alla fase di emergenza ma continuare anche dopo ripensando così i processi e le modalità terapeutiche a distanza ma in continuo contatto con i pazienti. “E’ un progetto che non si ferma all’emergenza ma intende rimodulare l’offerta dei servizi a tutela di tutti. Si aggiunge ai servizi attivati nel giro di un mese: dallo screening meticoloso al laboratorio per i tamponi, dalla telemedicina, alle linee di ascolto attivo anche nei giorni festivi e al supporto psicologico.”

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Coronavirus: fondamentali le spedizioni a domicilio nell’emergenza Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Proprio nel momento in cui tutto si ferma a causa della rapida diffusione del COVID-19, il Coronavirus che affligge in particolare le regioni del nord Italia, si rivela particolarmente importante il ruolo delle agenzie di spedizioni a domicilio tramite Pony Express.Ci sono numerose mansioni che non possono più essere svolte e d’altra parte è sconveniente per tutti uscire di casa per una semplice commissione, anche se si tratta di necessità impellenti, quali l’acquisto di attrezzature per lo smart-working, acquisto di farmaci o attrezzature medico sanitarie, documenti o manufatti che necessitano di essere recapitati nel minor tempo possibile.
E’ necessario ridurre al minimo gli spostamenti individuali e restare a casa ed è per questo che, mentre numerose agenzie di recapiti urgenti hanno fermato l’attività, altre, consapevoli del proprio ruolo in questo delicato momento di emergenza nazionale, hanno coraggiosamente scelto di prestare servizio, dirottando la corse dedicate a favore delle particolari necessità del momento.
“Inizialmente mi ero già organizzato per sospendere l’attività, poi mi sono reso conto che la mia agenzia riceveva sempre più richieste per il trasporto e la consegna di farmaci, medicinali, attrezzature mediche e in molti casi anche attrezzature per lo smart-working”. Così Mario Di Filippo, titolare della Jet Post (www.jetpost.it) di Milano, illustra la coraggiosa scelta di mantenere attivo il servizio della propria agenzia di recapiti urgenti, che in questi giorni soddisfa e risolve numerosi casi di trasporto dedicato soprattutto per questioni di prima necessità. “Sono consapevole che non tutto si può fermare e da questo punto di vista la spedizione è una soluzione intelligente che consente a tutti, con minima spesa, di mantenere efficiente la propria attività, evadere mansioni quotidiane non derogabili, recapitando in pochissimo tempo buste, documenti e pacchi urgenti direttamente dal mittente al destinatario. Il servizio era già attivo sulla città di Milano e hinterland ma negli ultimi giorni ha allargato il suo raggio d’azione fino a coprire l’intero arco dal Piemonte al Friuli. Le richieste sono sempre più frequenti ed è comprensibile, poichè viene evitato il rischio di esposizione a chi solitamente si sposta con mezzi pubblici per compiere una semplice commissione. Per aumentare la sicurezza è possibile lasciare la merce fuori dalla porta. Ovviamente il servizio non è in grado di coprire le zone rosse, per le quali esistono particolari modalità e permangono il divieto di accesso” spiega ancora Mario Di Filippo.L’agenzia si sta dedicando con particolare attenzione a questo delicato momento: “Inizialmente il nostro raggio d’azione era focalizzato sull’area metropolitana della città di Milano, ma negli ultimi tempi abbiamo avuto un incremento di richieste straordinarie per effettuare delle consegne da una regione all’altra e così ci siamo subito attrezzati per fare fronte a questa importante necessità, consapevoli che in molti casi è necessaria la tempestività dell’intervento, ma non tutti in questo particolare momento sono propensi ad affrontare un viaggio in treno o con mezzi pubblici per recapitare documenti e merci. In genere il servizio di recapiti è espletato da fattorini su mezzi a due ruote (motocicli, moto, scooter) ma ora, in via eccezionale, abbiamo allestito una squadra munita di automobili e furgoni per fare fronte alla situazione di emergenza” continua Di Filippo.E così è possibile organizzare delle spedizioni quasi immediate nel giro di poche ore, grazie a questa rete di fattorini disponibili a spostarsi e trasportare documenti o merci che per varie ragioni necessitano di essere recapitate subito al destinatario.
“Abbiamo avuto anche numerose richieste anche da aziende che necessitano di consegnare dei pezzi o dei manufatti. L’Italia non può fermarsi, semplicemente dobbiamo adattarci alla contingente situazione che impone di evitare gli spostamenti non necessari di persone, altrimenti la situazione rischia di diventare veramente fuori controllo e da questo punto di vista ho sentito la responsabilità di strutturare la mia azienda in modo da estendere il servizio di consegne urgenti sul maggior territorio possibile, soprattutto nelle nostre regioni, già gravemente colpite sul piano della produttività e della mobilità” conclude Mario Di Filippo.

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Prevenzione coronavirus: consegne a domicilio

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Amazon ha fatto sapere che sta assumendo 100 mila persone in Usa per far fronte alle consegne a domicilio, la cui richiesta sta esplodendo dopo che il governo federale ha riconosciuto che esiste l’emergenza federale. Al momento, per l’Europa, sembra che stiano predisponendo solo aumenti salariali per chi già lavora con loro. Per quanto riguarda le assunzioni nel nostro Paese, sono previste nell’ambito sanitario.Ma per la prevenzione, cioè coloro che per vari motivi non possono lasciare il proprio domicilio per alimenti e farmaci e che se fossero costretti a farlo darebbero un grande contributo all’aumento della pandemia?
Al momento stanno fiorendo iniziative di privati e amministrazioni locali che stanno in qualche modo aiutando coloro che non possono uscire di casa. Ma è più che evidente che si tratta di lodevoli iniziative limitate al fabbisogno e ad alcuni territori. E dove ci sono strutture, come quelle di alcuni supermercati, che sono organizzati alla consegna a domicilio, il servizio è intasato.
Amazon, ovviamente a suo modo, usa una soluzione.Assunzioni di fattorini, sul “modello Amazon”? Allo stato crediamo che sia praticamente impossibile. Ché qui da noi ci sono due ostacoli: le procedure per farlo e il terrore dei datori di lavoro di trovarsi poi con un esercito di persone che, finito il fabbisogno, non è escluso che debbano affrontare non poche vertenze per procedere al licenziamento.Bene (diritti lavoratori) e male (necessità insoddisfatta) che si intrecciano in un modo che porta solo all’immobilismo?
Il bene pubblico è superiore al diritto dei lavoratori e, soprattutto, ai timori degli imprenditori? La risposta, ovviamente, è nella mediazione di questo intreccio. Così come si è trovata la strada per le assunzioni pubbliche nella sanità, volendo si potrebbe fare altrettanto per fugare i timori degli imprenditori e stimolarli con incentivi a procedere con il “modello Amazon”. Ma occorre far presto!
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Coronavirus: attenzione alla truffa del falso tampone a domicilio

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Aumentano, in questi giorni, le segnalazioni circa una intollerabile truffa che avevamo denunciato settimane fa: il falso tampone a domicilio. I truffatori si spacciano per operatori della Croce Rossa o della ASL e si recano presso le abitazioni dei malcapitati con il pretesto di effettuare fittizi tamponi del coronavirus. Non si tratta nient’altro che di una scusa per intrufolarsi in casa ed effettuare dei furti, oppure per richiedere il pagamento delle spese per il falso tampone. Le vittime prescelte sono specialmente persone anziane.
Riteniamo opportuno informare i cittadini che al momento nessun operatore sanitario, di alcuna organizzazione o associazione, sta effettuando tamponi a domicilio. Se vi capita di ricevere la visita dei sedicenti operatori non fate entrare nessuno in casa e non esitate a chiamare le Forze dell’Ordine. Più in generale la regola vale per chiunque si presenti alla vostra porta, specialmente in questo momento: prendetevi il tempo necessario a chiarirne l’identità e non esitate a chiedere aiuto.Sono molti i malfattori pronti ad approfittare di situazioni di inquietudine e disagio, che ovviamente rendono le persone più vulnerabili: da chi specula sui prezzi di disinfettanti e mascherine a chi tenta di vendere falsi test per il virus o fantomatici vaccini, a chi si intrufola in casa con la scusa del falso tampone. Chiediamo al Governo e alle Autorità competenti attività di controllo e sanzione particolarmente severe nei confronti di questi soggetti che speculano su una grave emergenza nazionale.

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BIT: Un consulente a domicilio per ispirare la vacanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2020

I turisti sono sempre più digitali, ma allo stesso tempo sono anche, sempre più, alla ricerca di rapporti umani di valore. E, come evidenziano gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, sono proprio i viaggiatori giovani i più propensi a rivolgersi a un esperto in carne e ossa per organizzare le vacanze: lo fa il 39% dei Millennial, contro il 33% della media generale. È in questo contesto che nasce il successo di un particolare modello, quello della vendita a domicilio: a sottolinearlo è Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore, che in occasione di BIT – Borsa Italiana del Turismo (Milano 9-11 febbraio), fa il punto su una categoria, quella della consulenza di viaggio a domicilio appunto, estremamente dinamica e innovativa. «Si tratta di una formula – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – perfettamente inserita nelle tendenze contemporanee sia per quanto riguarda il prodotto, cioè vacanze personalizzate e arricchite di esperienze che solo un consulente esperto sa proporre, sia per quanto riguarda il servizio, che nella vendita a domicilio è caratterizzato dalla massima flessibilità e comodità».A riprova di questo fatto c’è un dato, presentato proprio in occasione dell’ultimo convegno dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo: appartiene alla generazione dei Millennial il 47,5% dei clienti di CartOrange, partner dell’Osservatorio e associata Univendita. «Gli under 40 rappresentano il segmento principale della nostra clientela – conferma l’amministratore delegato di CartOrange Gianpaolo Romano –. Hanno un rapporto oserei dire simbiotico con la tecnologia, ma allo stesso tempo sono molto focalizzati sulla relazione con chi organizzerà e ispirerà loro la vacanza. Ispirazione è proprio la parola chiave per i turisti digitali, propensi a far rientrare il viaggio nella sfera del benessere personale. Ecco quindi che premiano chi sa proporre qualcosa di unicoe personalizzato, in linea con i gusti, le passioni e le aspirazioni di chi ha davanti».In questo, rispetto all’agente di viaggio tradizionale, il consulente ha una marcia in più: l’85% di chi si rivolge a CartOrange (contro il 29% dei clienti delle agenzie di viaggio) lo fa, oltre che per beneficiare del servizio di prenotazione dei servizi turistici, per ricevere una consulenza completa: consigli su destinazioni insolite, viaggi tematici, esperienze (culinarie, culturali, sportive), mezzi di trasporto e alloggi particolari (in crescita i boutique hotel e i resort ecosostenibili). Tutte “chicche” che non si trovano nei pacchetti standard, ma che vengono selezionate dai consulenti in base alla tipologia dei viaggiatori e al loro budget.

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Tutte le offerte di lavoro 2020 e i riferimenti per candidarsi per le vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

300 incaricati alle vendite in tutta Italia per AMC Italia SpA – Settore: sistemi di cottura di alta gamma in acciaio inossidabile per la sana e gustosa alimentazione. Riferimenti: Numero verde 800.011.046
4.000 incaricati alle vendite, 700 capogruppo e 30 responsabili di zona in tutta Italia per Avon Cosmetics Srl. Settore: prodotti cosmetici, di moda e per la casa. Riferimenti: Tel 02.96485111 – http://www.avon.it
110 operatori di vendita e 165 Promoter in tutta Italia per Bofrost* Italia SpA. Settore: specialità alimentari. Riferimenti: http://www.bofrost.it
120 consulenti per viaggiare in tutta Italia per CartOrange Srl. Settore: turismo, viaggi e tempo libero. Riferimenti: Tel. 02.58321772 (int. 1) http://www.consulentediviaggio.it
40 operatori di vendita in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana per Conte Ottavio Piccolomini Srl. Settore: grandi vini, liquori, olio extra vergine, esclusive confezioni regalo. Riferimenti: Tel. 02.58018575
950 incaricati alle vendite, 85 capogruppo e 30 responsabili di zona in tutta Italia per Dalmesse Italia Srl. Settore: prodotti per la pulizia della casa, cosmesi e bellezza, lingerie e abbigliamento, tessili per la casa, unità di cottura, sistema riposo. Riferimenti: Tel. 0823.513028 – http://www.dalmesseitalia.it
75 incaricati alle vendite, 15 capogruppo e 15 agenti territoriali in tutta Italia per DES Srl. Settore: sistemi innovativi per la pulizia e la sanificazione degli ambienti domestici e professionali a marchio LUX (distributore esclusivo per l’Italia). Riferimenti: Numero verde 800.098.436 – Tel. 035.4236010 – http://www.viveresano.eu
1.050 incaricati alle vendite e 90 capogruppo in tutta Italia per Fi.Ma.Stars Srl. Settore: prodotti biomagnetici per il benessere della persona e dell’ambiente. Riferimenti: Tel. 0332.890221 – http://www.fimastars.it
25 incaricati alle vendite e 3 responsabili di zona in tutta Italia per Nuove Idee Srl. Settore: sistemi innovativi per il riposo e il benessere della persona. Riferimenti: Tel. 035.592843
1.500 consulenti di bellezza e 45 capogruppo e agenti in tutta Italia per Starline Srl. Settore: prodotti cosmetici e nutraceutici a marchio JAFRA (distributore esclusivo per l’Italia). Riferimenti: Tel. 0332.1434283 – http://www.starline-italia.com
2.300 dimostratrici e 250 capogruppo in tutta Italia per Tupperware Italia SpA. Settore: contenitori per alimenti e utensili per la casa. Riferimenti: Numero verde 800.821.053 – Tel. 02.722271
600 incaricati alle vendite, 70 team leader e 10 area manager per Uniquepels Srl. Settore: prodotti di alta cosmesi. Riferimenti: N. verde 800.960.313, Tel. 0461.530000 – http://www.uniquepels.com
1.400 incaricati alle vendite, 420 capogruppo, 85 responsabili di zona e 17 capoarea in tutta Italia per Vast & Fast Srl. Settore: asciugatrici a gas ed elettriche di alta gamma. Riferimenti: Tel. 0445.370168 – http://www.xira.ithttp://www.vastfast.itjob@vastfast.it
6.000 incaricati alle vendite e 100 team leader in tutta Italia per Vorwerk Italia Sas – Divisione Bimby. Settore: robot da cucina. Riferimenti: N. verde 800.841.811 – http://www.bimby.it
1.000 incaricati alle vendite in tutta Italia per Vorwerk Italia Sas – Divisione Folletto. Settore: sistemi di pulizia per la cura, l’igiene, il benessere dell’ambiente domestico. Riferimenti: Numero verde 800.014.457 -www.folletto.it
1.500 incaricati alle vendite e 50 responsabili di zona e 10 capoarea in tutta Italia per Witt Italia SpA. Settore: prodotti per la cura e il benessere naturale della persona e detergenza ecologica. N. verde 800.231.439 – http://www.witt.it
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia – divisione Bimby, Vorwerk Italia – divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Opportunità lavoro per le vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Per il 2020 ci sono oltre 23mila opportunità di lavoro in tutta Italia nella vendita a domicilio. A renderlo noto è Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore, le cui imprese associate ricercano collaboratrici e collaboratori da inserire come venditori dei prodotti e servizi più diversi: dai cosmetici agli alimentari, dai beni durevoli e di consumo per la casa, agli elettrodomestici, fino ai viaggi. «Diventare venditore a domicilio, e scegliere di farlo entrando in un’azienda di Univendita, significa far parte di un settore solido, dinamico e che mette al centro le persone – commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. È una professione meritocratica, nella quale vengono valorizzati i rapporti umani e in cui tutti possono trovare percorsi di carriera in linea con le proprie esigenze e motivazioni: c’è chi, come i giovani, desidera fare una prima esperienza lavorativa e garantirsi un guadagno extra; c’è chi ricerca flessibilità nell’organizzare il lavoro con gli impegni familiari, e si tratta soprattutto delle donne; e c’è chi vuole rimettersi in gioco dopo un’esperienza lavorativa che si è chiusa. Non ci sono barriere legate a età, studi o curriculum: la formazione qualificata e gratuita offerta dalle nostre aziende permette di diventare consulenti esperti nel proprio ambito di riferimento, in grado di proporre alla clientela prodotti e servizi personalizzati». Nel 2018 le aziende associate Univendita hanno fatturato 1,662 miliardi di euro superato quota 159mila venditori. Il 37% sono “millennial” con meno di 35 anni e il 91% sono donne. Un recente sondaggio condotto dall’associazione su un campione rappresentativo di incaricati delle imprese associate ha fatto emergere che si tratta di un lavoro solido (il 59,2% degli intervistati dichiara di svolgerlo da più di 6 anni) e gratificante: il 91% degli incaricati si dichiara soddisfatto della propria scelta professionale.

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Venditore a domicilio: un lavoro per giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

La vendita a domicilio è una professione che piace ai giovani italiani. A dirlo sono i numeri di Univendita, la maggiore associazione di categoria italiana del settore: nelle aziende associate il 37% dei venditori ha meno di 35 anni, con una quota importante di under 25 (il 15,7%). «Si tratta dunque dei cosiddetti millennials – fa notare il presidente di Univendita Ciro Sinatra – e sono quanto di più lontano dallo stereotipo del “bamboccione”: per trovare la propria strada nel mondo del lavoro hanno deciso di puntare su un settore in cui ci si mette in gioco in prima persona, prevale la meritocrazia e i risultati sono direttamente commisurati all’impegno».
Ma cosa spinge le persone in questa fascia d’età a intraprendere un percorso nella vendita a domicilio? Come entrano in questo settore? Qual è il loro grado di soddisfazione? Da un sondaggio condotto da Univendita sui un campione di venditori appartenenti alle aziende associate emergono alcuni dati interessanti.
I numeri rivelano che sono molti i giovani che si approcciano alla professione per una scelta spontanea, senza conoscerla a priori (cioè senza essere clienti delle aziende del settore e senza aver ricevuto una proposta da un conoscente che fa il venditore): è così per il 30% dei giovani fra i 25 e i 34 anni e per il 39% degli under 25. Fra questi ultimi, il 24,4% ha cominciato rispondendo a un annuncio o un contatto sul web. Altro elemento degno di nota è che la scelta di diventare venditori a domicilio non è stata dettata dalla mancanza di alternative sul piano occupazionale: meno di una persona su tre era senza lavoro prima di iniziare. Fra i giovani sotto i 25 anni, in particolare, il 39% dichiara di essere studente. «Questo è uno scenario tipico – spiega sempre Sinatra – in quanto la professione si presta molto bene a essere affiancata agli studi. Ci si organizza il tempo in autonomia, ci si garantisce un’entrata interessante e si cresce sul piano personale e professionale. In genere i giovani che si affacciano a questo mondo sono attratti dalla possibilità di fare, guadagnando, un’esperienza molto formativa, che fa curriculum; le aziende poi garantiscono interessanti piani di carriera». Tutte le opportunità di lavoro offerte dalle aziende di Univendita sono elencate su http://www.univendita.it.

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Le Visite Guidate Teatralizzate…a domicilio, un nuovo modo di “donare” Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Roma. Fare del bene fa bene. Lo sanno i giovani protagonisti delle Visite Guidate Teatralizzate, il format ideato da Luca Basile che ormai da ben dieci anni porta alla scoperta di Roma attraverso i personaggi che l’hanno resa ancor più celebre. Curati da I Viaggi di Adriano e Fenix1530 gli appuntamenti settimanali (ogni venerdì e sabato) sono inseriti nel programma dell’Estate Romana, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale, e fino al 28 settembre, offrono al pubblico l’opportunità di incontrare Trilussa, visitare i luoghi più cari a Caravaggio, ascoltare i ricordi de I Borgia. Ma proprio per celebrare i dieci anni di attività gli organizzatori hanno deciso di dare vita alle visite a domicilio in alcuni ospedali e case famiglia, così da permettere anche alle persone meno fortunate di poter seguire le avvincenti vicende storiche. Un progetto sociale che ha preso il via con la presenza del cast presso la Casa di Andrea, la struttura gestita dall’Associazione Andrea Tudisco Onlus, impegnata nel tutelare il diritto alla salute dei bambini che, non potendo essere assistiti nelle strutture delle città di residenza, hanno bisogno di essere curati nei reparti specializzati degli ospedali romani. Una giornata ricca di emozioni, di sorrisi genuini, delle curiosità dei più piccini che si sono ritrovati fianco a fianco i personaggi in costume, pronti ad interagire con loro. Un modo di studiare la storia decisamente originale, che ha coinvolto anche gli adulti presenti presso l’Associazione che offre gratuitamente ospitalità e assistenza ai bambini con gravi patologie e alle loro famiglie, permettendo così al bambino di “vivere e combattere” la malattia e il disagio attraverso l’accoglienza e l’amore della famiglia e di una comunità. E alla fine una festa di colori e buonumore, la ricetta giusta per rallegrare lo spirito. (by Federica Rinaudo)

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Vendita a domicilio: il lavoro che premia le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Un esercito di oltre 147mila donne, di ogni provenienza geografica ed età, dalle giovanissime alle signore in pensione, tutte accomunate da un obiettivo: trovare realizzazione e successo attraverso una professione caratterizzata da flessibilità, autonomia e meritocrazia. È questo l’identikit delle venditrici a domicilio delle aziende di Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore. «Rappresentano il 92,5% della forza vendita delle imprese associate – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – ed entrando quotidianamente nelle case degli italiani, con il porta a porta o il party plan (le vendite per riunione), non propongono solo prodotti da acquistare, ma soprattutto intessono relazioni, creano momenti di condivisione, si pongono come vere e proprie consulenti per il proprio settore, offrendo alla clientela una customer experience di assoluta eccellenza». Preparate, professionali e appassionate, nel 2018 hanno contribuito a un risultato d’esercizio delle aziende di Univendita pari a 1,662 miliardi di euro complessivi. Un successo che non è solo economico per le oltre 147mila incaricate. «La vendita a domicilio offre due vantaggi molto attrattivi per la componente femminile: flessibilità e meritocrazia – spiega Ciro Sinatra –. È un lavoro che si concilia con gli impegni familiari e dove irisultati sono diretta conseguenza dell’impegno. Spesso si comincia part-time per assicurarsi un’entrata in più mentre si studia o si segue la famiglia, ma per molte è un’occupazione a tempo pieno che consente di crescere e fare carriera».

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Vendita a domicilio: il fatturato nel 2018 raggiunge 1,662 miliardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Nonostante il momento difficile per l’intera economia italiana, le imprese associate Univendita consolidano e registrano un +0,2%. Aumenta anche il numero di venditori: oltre 159mila, +1,1%. Nel 2018 le imprese associate Univendita hanno realizzatoun fatturato pari a 1 miliardo e 662 milioni di euro, con unincremento dello 0,2% rispetto al 2017. «È il nono anno consecutivo chiuso con il segno positivo per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In uno scenario di rallentamento economico che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori ad esempio rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%),la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».Nel dettaglio, il comparto “alimentari e beni di consumo” ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende Univendita. Il settore “beni durevoli casa”, che rappresenta il 59,3% del mercato, è cresciuto dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato il comparto “altri beni e servizi”, che rappresenta il 4,8% del mercato, e che ha registrato una crescita dell’1,3%. Il comparto “cosmesi e cura del corpo”, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%.
Segno più anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017), di cui il 92,5% donne: un dato positivo che pone questo settore come una valida alternativa occupazionale in un momento in cui il lavoro fisso stenta ad affermarsi. «Al contrario – fa notare Sinatra – la vendita a domicilio si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco: nella vendita a domicilio le porte per loro sono aperte».I risultati della vendita a domicilio sono in linea con quelli delle vendite al dettaglio che nel 2018 sono cresciute complessivamente dello 0,2% rispetto all’anno precedente (dati Istat), sintesi di un aumento dello 0,6% delle vendite di generi alimentari e di una diminuzione dello 0,3% dei beni non alimentari.(www.univendita.it)

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5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Comprare in salotto è l’esperienza d’acquisto che soddisfa le richieste dei consumatori contemporanei: consulenza personalizzata e possibilità di testare i prodotti, uniti alla comodità del servizio a domicilio. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Anche in tempi di crescita dell’e-commerce vince chi punta sul fattore umano»Fare acquisti personalizzati, seguiti da un consulente esperto, con la possibilità di provare a casa con calma i prodotti e, magari, condividere il momento con amici e familiari, trasformando l’appuntamento di vendita in un piccolo evento. È l’essenza della vendita a domicilio, che si basa sul fattore umano: ponendosi da questo punto di vista come l’opposto degli acquisti online (eppure, è notizia recente che proprio Amazon manderà dei consulenti a casa di chi acquista prodotti hi-tech), la vendita a domicilio si rivela un modello apprezzato perché unisce la comodità, requisito ormai imprescindibile per il consumatore contemporaneo, con la sartorialità dell’esperienza d’acquisto, aspetto su cui l’e-commerce è carente.
«La vendita a domicilio è un modello vincente quando prodotti di alta qualità vengono presentati da professionisti competenti, capaci innanzitutto di ascoltare, orientare e consigliare»: osserva Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende della vendita a domicilio. Aziende che propongono i prodotti più vari (cosmetici, alimentari, beni durevoli e di consumo per la casa, elettrodomestici e viaggi), fatturano 1,66 miliardi di euro (+1,8% nel 2017 rispetto al 2016) e danno lavoro a 158mila persone, per il 37% millennial sotto i 35 anni.
Forte quindi di una base di venditori giovani, oltre che motivati e preparati, e di una proposta di prodotti di qualità che non si trovano in commercio attraverso altri canali, la vendita a domicilio è capace di offrire una customer experience unica nel suo genere, in linea con le aspettative del mercato. Secondo Univendita, sono cinque i motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019.
Acquisti senza muoversi da casa – Una comodità che i consumatori apprezzano e ricercano sempre di più e che nella vendita diretta si realizza attraverso due modelli, il porta a porta e il party plan (vendita per appuntamento). «In entrambi c’è un’alta componente di servizio, con il venditore che si reca a casa del cliente in orari flessibili, anche la sera o nel weekend» spiega Sinatra.
Prodotti da toccare con mano – Un ambito in cui la vendita a domicilio non teme confronti: nessun altro metodo di vendita prevede la dimostrazione nell’ambiente domestico. «Poter testare i prodotti in situazioni reali è un vantaggio apprezzato, perché permette di essere sicuri di ciò che si acquista» sottolinea il presidente di Univendita.
Consulenza personalizzata e competente – Chi fa acquisti a domicilio allaccia un rapporto diretto con un venditore che sa dare consigli giusti e personalizzati per ogni cliente. «Ed è un rapporto che nella maggior parte dei casi poi continua nel tempo – spiega Sinatra –. Non a caso molte imprese associate Univendita sono aziende storiche, caratterizzate da una grande fedeltà della clientela».
Consegna a domicilio – È un aspetto al quale i consumatori sono ormai sempre più abituati, «Un servizio che viene apprezzato in particolare per i prodotti ingombranti come gli elettrodomestici o per i surgelati, dove c’è la garanzia della non interruzione della catena del freddo» fa notare Sinatra.
Assistenza post vendita puntuale ed efficace – Il cliente si interfaccia con l’azienda innanzitutto attraverso il venditore, che ha un nome e un volto, e non attraverso lo schermo di un computer, un call center o un robot, come succede nell’e-commerce. «Anche dopo la vendita, l’incaricato è sempre disponibile per fornire un supporto al cliente» conclude Sinatra.

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La Lombardia è la prima regione in Italia nella vendita a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Nel 2017 le aziende del settore hanno realizzato nella regione un fatturato di 237 milioni 385mila euro. Lo conferma la rilevazione del Centro Studi Univendita sulle proprie aziende associate: il risultato lombardo rappresenta il 14,3% delle vendite nazionali, che hanno raggiunto nel 2017 la cifra di 1 miliardo 660 milioni di euro (+1,8% rispetto all’anno precedente). Nel Nord Ovest, che vale il 24,2% del fatturato nazionale, la Lombardia fa la parte del leone, mentre Piemonte/Valle d’Aosta e Liguria valgono rispettivamente il 7,6% e il 2,3% del fatturato totale delle aziende Univendita. Nella classifica delle vendite la Lombardia è seguita da Campania (185 milioni di euro) e Veneto (154 milioni di euro). Nel complesso, Sud e Isole realizzano il 36,8% del fatturato (610 milioni di euro); seguono Nord Ovest (401 milioni di euro), Nord Est (353 milioni di euro) e Centro (293 milioni).Quanto agli addetti alla vendita, nel 2017 in Lombardia hanno operato oltre 20.000 venditori a domicilio, pari al 12,7% del totale italiano (158.000 addetti). Nella classifica della presenza dei venditori la Lombardia è terza, dopo Campania (23.000 addetti) e Sicilia (con 21.500 addetti). Guardando alle aree geografiche è al Sud e Isole che nel 2017 si è concentrato il maggior numero di venditori (77.700 addetti pari al 49% del totale); seguono il Nord Ovest con 32.000 addetti, il Nord Est con 24.000 addetti e il Centro con 24.500 addetti.
«Questo si spiega con il fatto che in queste regioni, dove l’occupazione femminile è più bassa della media nazionale, sono soprattutto le donne, che a livello nazionale rappresentano il 90% degli addetti Univendita, a cogliere le opportunità della vendita a domicilio, una professione flessibile che consente di conciliare lavoro e impegni familiari».
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia – divisione Bimby, Vorwerk Italia – divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni.Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Meno del 3% degli over 65 con disabilità riceve assistenza a domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

“Solo 370 mila dei nostri anziani ha la possibilità di ricevere cure pubbliche in casa propria – sottolinea Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – su un totale di 3 milioni di over 65 affetti da disabilità.” Secondo i dati Istat il 2,8% degli anziani (28 ogni 1000 abitanti) risiede in strutture residenziali socio-assistenziali e sociosanitarie ma c’è un forte divario tra Nord e Sud: il 3% degli anziani non autosufficienti è ospitato nelle strutture del Nord Italia contro lo 0,9% del Sud; un gap dovuto soprattutto alla maggiore disponibilità di posti letto delle regioni del Nord. Inoltre, in tutti i servizi sono diminuiti gli anziani presi in carico: -9,1% di utenti nelle strutture residenziali, -0.6% di beneficiari dell’indennità di accompagnamento e -0,9% di comuni che offrono l’ADI (assistenza domiciliare integrata). “La soluzione adottata dalle famiglie per far fronte a queste lacune assistenziali è pagare di tasca propria. Il problema – prosegue Gasparrini – è che le famiglie cercano di risparmiare assumendo badanti in nero. La quota di lavoratori non regolari, che attualmente si stima intorno ad un milione, continuerà a crescere finché non sarà progettato un welfare familiare di lungo periodo. L’obiettivo di DOMINA è di collaborare con il nuovo Governo all’instaurazione di un tavolo di lavoro per la creazione di un piano di supporto concreto che preveda la defiscalizzazione dei costi del lavoro domestico.”

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Vendita a domicilio nel primo semestre 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Vorwerk FollettoIn occasione di HOMI, Univendita rende noti i dati del settore nel canale della vendita a domicilio. Dalle aziende novità di prodotto in linea con gli ultimi trend di consumo: piacciono i dispositivi tecnologici e smart e in cucina cresce l’attenzione al benessere e alla salute. Sugli articoli per la casa e la cucina gli italiani continuano a investire, scegliendo prodotti di alta qualità e con un occhio alle ultime novità tecnologiche, per cucinare e prendersi cura dell’ambiente domestico in modo sempre più “smart” e automatizzato. In occasione di HOMI, il Salone degli stili di vita che sarà a Milano dal 15 al 18 settembre, Univendita, Unione italiana vendita diretta, fa il punto sul settore merceologico “beni durevoli casa”, il segmento economico di maggiore rilievo della vendita a domicilio (che vale il 58% delle vendite delle aziende associate). I beni durevoli casa hanno fatturato 479 milioni 96mila euro nel primo semestre 2017, facendo registrare una crescita del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. «Nella prima parte dell’anno –commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra– l’incremento delle vendite dei casalinghi nel porta a porta è il segno che, anche in un periodo in cui i consumi stentano a decollare, gli italiani sono propensi a investire quando si tratta di beni per la casa di qualità e che durano nel tempo. I prodotti delle aziende associate Univendita presentano proprio queste caratteristiche, unite al punto di forza della vendita a domicilio: venditori preparati che sanno presentare e valorizzare i prodotti, offrendo ai clienti un servizio personalizzato». Fra le aziende associate Univendita che propongono beni durevoli per la casa figurano AMC Italia (sistemi di cottura ad alta tecnologia), Tupperware (contenitori per alimenti e utensili per la cucina), Vorwerk Contempora (che commercializza il robot da cucina Bimby) e Vorwerk Folletto (produttrice dell’omonimo sistema di pulizia): tutte sempre attente a captare le tendenze emergenti in fatto di stili di vita e a portare sul mercato prodotti innovativi.

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Assistenza a lungo termine: solo il 2,7% degli over-65 italiani assistiti a domicilio

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

Roberto BernabeiPur essendo l’alternativa più efficace ed economicamente sostenibile all’attuale modello che ruota attorno all’ospedale, l’assistenza domiciliare per la cura a lungo termine degli anziani fragili o con patologie croniche ad oggi è pressoché un privilegio: ne gode infatti solo il 2,7% degli ultrasessantacinquenni residenti in Italia (in alcuni Paesi del Nord Europa sono assistiti in casa il 20% degli anziani), e le prestazioni, le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi sono i più differenti e variegati, a seconda delle aree del Paese. In particolare, sono assistiti a domicilio nel nostro Paese solo 370mila over 65, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano affette da disabilità severe, dovute a malattie croniche, e che necessiterebbero di cure continuative. Lo rilevano i dati del Ministero della Salute e una survey effettuata da Italia Longeva, network scientifico composto dallo stesso Ministero, IRCCS INRCA e Regione Marche, dedicato all’invecchiamento attivo e in buona salute. In particolare, i dati regionali sono di fonte ministeriale, mentre Italia Longeva ha sviluppato un’analisi di dettaglio volta a comprendere in concreto come siano organizzati i servizi di assistenza a domicilio in 12 Aziende Sanitarie presenti in 11 Regioni italiane: un campione distribuito in modo bilanciato tra nord e centro-sud, relativo ad Aziende che offrono servizi territoriali a 10,5 milioni di persone, ossia quasi un quinto della popolazione italiana. Tutti questi dati sono stati presentati oggi al Ministero della Salute nel corso della seconda edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine (Long Term Care 2), organizzati da Italia Longeva. Quel che più sorprende è che il nostro Paese – da anni alla ricerca di una vera alternativa al modello basato sulla centralità dell’ospedale per la cura di pazienti anziani, cronici e fragili – dedichi all’assistenza domiciliare sforzi e risorse pressoché risibili: basti pensare che dedichiamo in media, a ciascun paziente, 20 ore di assistenza domiciliare ogni anno, e che non mancano nazioni europee che garantiscono le stesse ore di assistenza in poco più di un mese. “I dati Istat – commenta il prof. Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – ci dicono che quasi un italiano su 4 ha più di 65 anni, e che questo rapporto salirà a 1 su 3 nel 2050. Al contempo noi non auspichiamo, né saremmo in grado, di curare tutte queste persone in ospedale, e proprio da questa evidenza nasce il nostro sforzo, che si sostanzia anche nel dibattito animato da questi Stati Generali della Long Term Care, per individuare un modello alternativo. Però oggi scopriamo che assistiamo a domicilio meno di 3 anziani su 100. Tutti gli altri? A intasare i pronto soccorsi, nella migliore delle ipotesi, oppure rimessi alle cure ‘fai da te’ di familiari e badanti, quando non abbandonati all’oblio di chi non ha le risorse per farsi assistere. A mio avviso – prosegue Bernabei – questi dati dovrebbero rappresentare non solo per i professionisti della salute, ma anche per i cittadini e per la politica, un campanello di allarme non più trascurabile”.
Accanto, e forse più dei numeri sugli anziani assistiti, sorprendono i dati dai quali traspare un’organizzazione dell’assistenza domiciliare del tutto disomogenea nelle diverse aree d’Italia. Su un totale di 31 attività – quelle a più alta valenza clinico-assistenziale – erogabili a domicilio, all’interno del panel di ASL analizzato, solo le ASL di Salerno e Catania le erogano tutte, seguite dalla Brianza e da Milano. Non mancano persino aree del Paese in cui l’assistenza domiciliare non esiste affatto. Ci sono poi differenze macroscopiche nel numero di ore dedicate dalle ASL a ciascun paziente: si va, per esempio, dalle oltre 40 ore annuali della ASL di Potenza alle 9 ore di Torino. Altra differenza non trascurabile è l’apporto degli enti privati nell’erogazione dei servizi a domicilio, che va dal 97% di Milano allo 0%, ad esempio, di Reggio Emilia o della Provincia Autonoma di Bolzano. “Questa fotografia – commenta ancora Bernabei – non ci serve per stilare una classifica delle Regioni o delle ministero saluteASL più virtuose, ma piuttosto per evidenziare un dato di fondo: l’Italia non ha ancora dato una risposta univoca, né ha individuato un modello condiviso, per la gestione della più grande emergenza demografica ed epidemiologica del presente e del futuro. La nostra indagine dice anzitutto che l’assistenza domiciliare in Italia è una vera e propria Babele, nella quale ogni area del Paese parla una lingua diversa e sembra non esserci nessun dialogo. Tuttavia – prosegue Bernabei – da questa disomogeneità emergono due tendenze, che possono suggerire altrettante strategie per la domiciliarità che abbiamo il compito e la responsabilità di costruire: anzitutto, tranne rare eccezioni, le prestazioni sono quasi sempre insufficienti nelle aree in cui è meno sviluppata l’integrazione fra servizio sanitario e operatori sociali dei Comuni; in secondo luogo, il costo annuo per assistito a domicilio non cresce in maniera proporzionale al numero di ore dedicate a ogni paziente: al di sopra di una certa soglia diminuiscono le successive richieste di assistenza e quindi sembra innescarsi un’economia di scala, che fa decrescere i costi marginali. In altre parole, al di sopra di un certo numero di ore ‘di qualità’, che devono essere considerate quelle ottimali, gli anziani iniziano a stare meglio, e l’assistenza domiciliare si conferma un ottimo investimento collettivo sulla salute dei nostri padri e dei nostri nonni”. (by Riccardo Fraternali) (foto: Roberto Bernabei, ministero salute)

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