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Posts Tagged ‘domicilio’

Vendita a domicilio: il lavoro che premia le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Un esercito di oltre 147mila donne, di ogni provenienza geografica ed età, dalle giovanissime alle signore in pensione, tutte accomunate da un obiettivo: trovare realizzazione e successo attraverso una professione caratterizzata da flessibilità, autonomia e meritocrazia. È questo l’identikit delle venditrici a domicilio delle aziende di Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore. «Rappresentano il 92,5% della forza vendita delle imprese associate – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – ed entrando quotidianamente nelle case degli italiani, con il porta a porta o il party plan (le vendite per riunione), non propongono solo prodotti da acquistare, ma soprattutto intessono relazioni, creano momenti di condivisione, si pongono come vere e proprie consulenti per il proprio settore, offrendo alla clientela una customer experience di assoluta eccellenza». Preparate, professionali e appassionate, nel 2018 hanno contribuito a un risultato d’esercizio delle aziende di Univendita pari a 1,662 miliardi di euro complessivi. Un successo che non è solo economico per le oltre 147mila incaricate. «La vendita a domicilio offre due vantaggi molto attrattivi per la componente femminile: flessibilità e meritocrazia – spiega Ciro Sinatra –. È un lavoro che si concilia con gli impegni familiari e dove irisultati sono diretta conseguenza dell’impegno. Spesso si comincia part-time per assicurarsi un’entrata in più mentre si studia o si segue la famiglia, ma per molte è un’occupazione a tempo pieno che consente di crescere e fare carriera».

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Vendita a domicilio: il fatturato nel 2018 raggiunge 1,662 miliardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Nonostante il momento difficile per l’intera economia italiana, le imprese associate Univendita consolidano e registrano un +0,2%. Aumenta anche il numero di venditori: oltre 159mila, +1,1%. Nel 2018 le imprese associate Univendita hanno realizzatoun fatturato pari a 1 miliardo e 662 milioni di euro, con unincremento dello 0,2% rispetto al 2017. «È il nono anno consecutivo chiuso con il segno positivo per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In uno scenario di rallentamento economico che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori ad esempio rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%),la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».Nel dettaglio, il comparto “alimentari e beni di consumo” ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende Univendita. Il settore “beni durevoli casa”, che rappresenta il 59,3% del mercato, è cresciuto dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato il comparto “altri beni e servizi”, che rappresenta il 4,8% del mercato, e che ha registrato una crescita dell’1,3%. Il comparto “cosmesi e cura del corpo”, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%.
Segno più anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017), di cui il 92,5% donne: un dato positivo che pone questo settore come una valida alternativa occupazionale in un momento in cui il lavoro fisso stenta ad affermarsi. «Al contrario – fa notare Sinatra – la vendita a domicilio si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco: nella vendita a domicilio le porte per loro sono aperte».I risultati della vendita a domicilio sono in linea con quelli delle vendite al dettaglio che nel 2018 sono cresciute complessivamente dello 0,2% rispetto all’anno precedente (dati Istat), sintesi di un aumento dello 0,6% delle vendite di generi alimentari e di una diminuzione dello 0,3% dei beni non alimentari.(www.univendita.it)

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5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Comprare in salotto è l’esperienza d’acquisto che soddisfa le richieste dei consumatori contemporanei: consulenza personalizzata e possibilità di testare i prodotti, uniti alla comodità del servizio a domicilio. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Anche in tempi di crescita dell’e-commerce vince chi punta sul fattore umano»Fare acquisti personalizzati, seguiti da un consulente esperto, con la possibilità di provare a casa con calma i prodotti e, magari, condividere il momento con amici e familiari, trasformando l’appuntamento di vendita in un piccolo evento. È l’essenza della vendita a domicilio, che si basa sul fattore umano: ponendosi da questo punto di vista come l’opposto degli acquisti online (eppure, è notizia recente che proprio Amazon manderà dei consulenti a casa di chi acquista prodotti hi-tech), la vendita a domicilio si rivela un modello apprezzato perché unisce la comodità, requisito ormai imprescindibile per il consumatore contemporaneo, con la sartorialità dell’esperienza d’acquisto, aspetto su cui l’e-commerce è carente.
«La vendita a domicilio è un modello vincente quando prodotti di alta qualità vengono presentati da professionisti competenti, capaci innanzitutto di ascoltare, orientare e consigliare»: osserva Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende della vendita a domicilio. Aziende che propongono i prodotti più vari (cosmetici, alimentari, beni durevoli e di consumo per la casa, elettrodomestici e viaggi), fatturano 1,66 miliardi di euro (+1,8% nel 2017 rispetto al 2016) e danno lavoro a 158mila persone, per il 37% millennial sotto i 35 anni.
Forte quindi di una base di venditori giovani, oltre che motivati e preparati, e di una proposta di prodotti di qualità che non si trovano in commercio attraverso altri canali, la vendita a domicilio è capace di offrire una customer experience unica nel suo genere, in linea con le aspettative del mercato. Secondo Univendita, sono cinque i motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019.
Acquisti senza muoversi da casa – Una comodità che i consumatori apprezzano e ricercano sempre di più e che nella vendita diretta si realizza attraverso due modelli, il porta a porta e il party plan (vendita per appuntamento). «In entrambi c’è un’alta componente di servizio, con il venditore che si reca a casa del cliente in orari flessibili, anche la sera o nel weekend» spiega Sinatra.
Prodotti da toccare con mano – Un ambito in cui la vendita a domicilio non teme confronti: nessun altro metodo di vendita prevede la dimostrazione nell’ambiente domestico. «Poter testare i prodotti in situazioni reali è un vantaggio apprezzato, perché permette di essere sicuri di ciò che si acquista» sottolinea il presidente di Univendita.
Consulenza personalizzata e competente – Chi fa acquisti a domicilio allaccia un rapporto diretto con un venditore che sa dare consigli giusti e personalizzati per ogni cliente. «Ed è un rapporto che nella maggior parte dei casi poi continua nel tempo – spiega Sinatra –. Non a caso molte imprese associate Univendita sono aziende storiche, caratterizzate da una grande fedeltà della clientela».
Consegna a domicilio – È un aspetto al quale i consumatori sono ormai sempre più abituati, «Un servizio che viene apprezzato in particolare per i prodotti ingombranti come gli elettrodomestici o per i surgelati, dove c’è la garanzia della non interruzione della catena del freddo» fa notare Sinatra.
Assistenza post vendita puntuale ed efficace – Il cliente si interfaccia con l’azienda innanzitutto attraverso il venditore, che ha un nome e un volto, e non attraverso lo schermo di un computer, un call center o un robot, come succede nell’e-commerce. «Anche dopo la vendita, l’incaricato è sempre disponibile per fornire un supporto al cliente» conclude Sinatra.

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La Lombardia è la prima regione in Italia nella vendita a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Nel 2017 le aziende del settore hanno realizzato nella regione un fatturato di 237 milioni 385mila euro. Lo conferma la rilevazione del Centro Studi Univendita sulle proprie aziende associate: il risultato lombardo rappresenta il 14,3% delle vendite nazionali, che hanno raggiunto nel 2017 la cifra di 1 miliardo 660 milioni di euro (+1,8% rispetto all’anno precedente). Nel Nord Ovest, che vale il 24,2% del fatturato nazionale, la Lombardia fa la parte del leone, mentre Piemonte/Valle d’Aosta e Liguria valgono rispettivamente il 7,6% e il 2,3% del fatturato totale delle aziende Univendita. Nella classifica delle vendite la Lombardia è seguita da Campania (185 milioni di euro) e Veneto (154 milioni di euro). Nel complesso, Sud e Isole realizzano il 36,8% del fatturato (610 milioni di euro); seguono Nord Ovest (401 milioni di euro), Nord Est (353 milioni di euro) e Centro (293 milioni).Quanto agli addetti alla vendita, nel 2017 in Lombardia hanno operato oltre 20.000 venditori a domicilio, pari al 12,7% del totale italiano (158.000 addetti). Nella classifica della presenza dei venditori la Lombardia è terza, dopo Campania (23.000 addetti) e Sicilia (con 21.500 addetti). Guardando alle aree geografiche è al Sud e Isole che nel 2017 si è concentrato il maggior numero di venditori (77.700 addetti pari al 49% del totale); seguono il Nord Ovest con 32.000 addetti, il Nord Est con 24.000 addetti e il Centro con 24.500 addetti.
«Questo si spiega con il fatto che in queste regioni, dove l’occupazione femminile è più bassa della media nazionale, sono soprattutto le donne, che a livello nazionale rappresentano il 90% degli addetti Univendita, a cogliere le opportunità della vendita a domicilio, una professione flessibile che consente di conciliare lavoro e impegni familiari».
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia – divisione Bimby, Vorwerk Italia – divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni.Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Meno del 3% degli over 65 con disabilità riceve assistenza a domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

“Solo 370 mila dei nostri anziani ha la possibilità di ricevere cure pubbliche in casa propria – sottolinea Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – su un totale di 3 milioni di over 65 affetti da disabilità.” Secondo i dati Istat il 2,8% degli anziani (28 ogni 1000 abitanti) risiede in strutture residenziali socio-assistenziali e sociosanitarie ma c’è un forte divario tra Nord e Sud: il 3% degli anziani non autosufficienti è ospitato nelle strutture del Nord Italia contro lo 0,9% del Sud; un gap dovuto soprattutto alla maggiore disponibilità di posti letto delle regioni del Nord. Inoltre, in tutti i servizi sono diminuiti gli anziani presi in carico: -9,1% di utenti nelle strutture residenziali, -0.6% di beneficiari dell’indennità di accompagnamento e -0,9% di comuni che offrono l’ADI (assistenza domiciliare integrata). “La soluzione adottata dalle famiglie per far fronte a queste lacune assistenziali è pagare di tasca propria. Il problema – prosegue Gasparrini – è che le famiglie cercano di risparmiare assumendo badanti in nero. La quota di lavoratori non regolari, che attualmente si stima intorno ad un milione, continuerà a crescere finché non sarà progettato un welfare familiare di lungo periodo. L’obiettivo di DOMINA è di collaborare con il nuovo Governo all’instaurazione di un tavolo di lavoro per la creazione di un piano di supporto concreto che preveda la defiscalizzazione dei costi del lavoro domestico.”

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Vendita a domicilio nel primo semestre 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Vorwerk FollettoIn occasione di HOMI, Univendita rende noti i dati del settore nel canale della vendita a domicilio. Dalle aziende novità di prodotto in linea con gli ultimi trend di consumo: piacciono i dispositivi tecnologici e smart e in cucina cresce l’attenzione al benessere e alla salute. Sugli articoli per la casa e la cucina gli italiani continuano a investire, scegliendo prodotti di alta qualità e con un occhio alle ultime novità tecnologiche, per cucinare e prendersi cura dell’ambiente domestico in modo sempre più “smart” e automatizzato. In occasione di HOMI, il Salone degli stili di vita che sarà a Milano dal 15 al 18 settembre, Univendita, Unione italiana vendita diretta, fa il punto sul settore merceologico “beni durevoli casa”, il segmento economico di maggiore rilievo della vendita a domicilio (che vale il 58% delle vendite delle aziende associate). I beni durevoli casa hanno fatturato 479 milioni 96mila euro nel primo semestre 2017, facendo registrare una crescita del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. «Nella prima parte dell’anno –commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra– l’incremento delle vendite dei casalinghi nel porta a porta è il segno che, anche in un periodo in cui i consumi stentano a decollare, gli italiani sono propensi a investire quando si tratta di beni per la casa di qualità e che durano nel tempo. I prodotti delle aziende associate Univendita presentano proprio queste caratteristiche, unite al punto di forza della vendita a domicilio: venditori preparati che sanno presentare e valorizzare i prodotti, offrendo ai clienti un servizio personalizzato». Fra le aziende associate Univendita che propongono beni durevoli per la casa figurano AMC Italia (sistemi di cottura ad alta tecnologia), Tupperware (contenitori per alimenti e utensili per la cucina), Vorwerk Contempora (che commercializza il robot da cucina Bimby) e Vorwerk Folletto (produttrice dell’omonimo sistema di pulizia): tutte sempre attente a captare le tendenze emergenti in fatto di stili di vita e a portare sul mercato prodotti innovativi.

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Assistenza a lungo termine: solo il 2,7% degli over-65 italiani assistiti a domicilio

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

Roberto BernabeiPur essendo l’alternativa più efficace ed economicamente sostenibile all’attuale modello che ruota attorno all’ospedale, l’assistenza domiciliare per la cura a lungo termine degli anziani fragili o con patologie croniche ad oggi è pressoché un privilegio: ne gode infatti solo il 2,7% degli ultrasessantacinquenni residenti in Italia (in alcuni Paesi del Nord Europa sono assistiti in casa il 20% degli anziani), e le prestazioni, le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi sono i più differenti e variegati, a seconda delle aree del Paese. In particolare, sono assistiti a domicilio nel nostro Paese solo 370mila over 65, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano affette da disabilità severe, dovute a malattie croniche, e che necessiterebbero di cure continuative. Lo rilevano i dati del Ministero della Salute e una survey effettuata da Italia Longeva, network scientifico composto dallo stesso Ministero, IRCCS INRCA e Regione Marche, dedicato all’invecchiamento attivo e in buona salute. In particolare, i dati regionali sono di fonte ministeriale, mentre Italia Longeva ha sviluppato un’analisi di dettaglio volta a comprendere in concreto come siano organizzati i servizi di assistenza a domicilio in 12 Aziende Sanitarie presenti in 11 Regioni italiane: un campione distribuito in modo bilanciato tra nord e centro-sud, relativo ad Aziende che offrono servizi territoriali a 10,5 milioni di persone, ossia quasi un quinto della popolazione italiana. Tutti questi dati sono stati presentati oggi al Ministero della Salute nel corso della seconda edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine (Long Term Care 2), organizzati da Italia Longeva. Quel che più sorprende è che il nostro Paese – da anni alla ricerca di una vera alternativa al modello basato sulla centralità dell’ospedale per la cura di pazienti anziani, cronici e fragili – dedichi all’assistenza domiciliare sforzi e risorse pressoché risibili: basti pensare che dedichiamo in media, a ciascun paziente, 20 ore di assistenza domiciliare ogni anno, e che non mancano nazioni europee che garantiscono le stesse ore di assistenza in poco più di un mese. “I dati Istat – commenta il prof. Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – ci dicono che quasi un italiano su 4 ha più di 65 anni, e che questo rapporto salirà a 1 su 3 nel 2050. Al contempo noi non auspichiamo, né saremmo in grado, di curare tutte queste persone in ospedale, e proprio da questa evidenza nasce il nostro sforzo, che si sostanzia anche nel dibattito animato da questi Stati Generali della Long Term Care, per individuare un modello alternativo. Però oggi scopriamo che assistiamo a domicilio meno di 3 anziani su 100. Tutti gli altri? A intasare i pronto soccorsi, nella migliore delle ipotesi, oppure rimessi alle cure ‘fai da te’ di familiari e badanti, quando non abbandonati all’oblio di chi non ha le risorse per farsi assistere. A mio avviso – prosegue Bernabei – questi dati dovrebbero rappresentare non solo per i professionisti della salute, ma anche per i cittadini e per la politica, un campanello di allarme non più trascurabile”.
Accanto, e forse più dei numeri sugli anziani assistiti, sorprendono i dati dai quali traspare un’organizzazione dell’assistenza domiciliare del tutto disomogenea nelle diverse aree d’Italia. Su un totale di 31 attività – quelle a più alta valenza clinico-assistenziale – erogabili a domicilio, all’interno del panel di ASL analizzato, solo le ASL di Salerno e Catania le erogano tutte, seguite dalla Brianza e da Milano. Non mancano persino aree del Paese in cui l’assistenza domiciliare non esiste affatto. Ci sono poi differenze macroscopiche nel numero di ore dedicate dalle ASL a ciascun paziente: si va, per esempio, dalle oltre 40 ore annuali della ASL di Potenza alle 9 ore di Torino. Altra differenza non trascurabile è l’apporto degli enti privati nell’erogazione dei servizi a domicilio, che va dal 97% di Milano allo 0%, ad esempio, di Reggio Emilia o della Provincia Autonoma di Bolzano. “Questa fotografia – commenta ancora Bernabei – non ci serve per stilare una classifica delle Regioni o delle ministero saluteASL più virtuose, ma piuttosto per evidenziare un dato di fondo: l’Italia non ha ancora dato una risposta univoca, né ha individuato un modello condiviso, per la gestione della più grande emergenza demografica ed epidemiologica del presente e del futuro. La nostra indagine dice anzitutto che l’assistenza domiciliare in Italia è una vera e propria Babele, nella quale ogni area del Paese parla una lingua diversa e sembra non esserci nessun dialogo. Tuttavia – prosegue Bernabei – da questa disomogeneità emergono due tendenze, che possono suggerire altrettante strategie per la domiciliarità che abbiamo il compito e la responsabilità di costruire: anzitutto, tranne rare eccezioni, le prestazioni sono quasi sempre insufficienti nelle aree in cui è meno sviluppata l’integrazione fra servizio sanitario e operatori sociali dei Comuni; in secondo luogo, il costo annuo per assistito a domicilio non cresce in maniera proporzionale al numero di ore dedicate a ogni paziente: al di sopra di una certa soglia diminuiscono le successive richieste di assistenza e quindi sembra innescarsi un’economia di scala, che fa decrescere i costi marginali. In altre parole, al di sopra di un certo numero di ore ‘di qualità’, che devono essere considerate quelle ottimali, gli anziani iniziano a stare meglio, e l’assistenza domiciliare si conferma un ottimo investimento collettivo sulla salute dei nostri padri e dei nostri nonni”. (by Riccardo Fraternali) (foto: Roberto Bernabei, ministero salute)

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L’agente di viaggio diventa consulente a domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

viaggiatori sedentariCanali di vendita tradizionali che segnano il passo, una clientela sempre più consapevole ed esigente, la crescita della richiesta di viaggi esperienziali, unici e su misura. Sono elementi che negli ultimi anni hanno cambiato completamente volto al settore del turismo, che oggi richiede figure nuove, altamente qualificate e flessibili, capaci di proporre al mercato un valore aggiunto in più rispetto ai “soliti” prodotti. Ad affermarsi in questo panorama è stata CartOrange, l’azienda che nel 1999 ha portato in Italia la figura del consulente di viaggio a domicilio: un professionista che incontra i clienti direttamente a casa, negli orari per loro più comodi, e confeziona viaggi sartoriali, dall’organizzazione complessa, fuori dagli itinerari più battuti e arricchiti con esperienze autentiche.Nell’era del turista fai da te che prenota tutto online, il trionfo della vendita a domicilio nel settore dei viaggi non deve stupire, anzi. «I viaggiatori apprezzano la Rete perché dà la possibilità di progettarsi una vacanza diversa dai soliti pacchetti, in autonomia –prosegue Romano–. Ma, quando realizzano che per un viaggio strutturato occorre incastrare mille tasselli, allora capiscono che il fai da te è un’arma a doppio taglio. È qui che si inserisce il consulente di viaggio: garantisce la massima personalizzazione, ma con un valore aggiunto insostituibile, quello del servizio. Ascolta tutte le tue esigenze, ti confeziona la vacanza su misura, ma ti dà anche sicurezza e assistenza sugli aspetti più tecnici e delicati». Web e vendita a domicilio non sono in antitesi, anzi: CartOrange propone ai consulenti formazione e strumenti mirati per sfruttare al massimo il digitale nella propria attività.
«Ormai da alcuni anni constatiamo come la vendita a domicilio sia una formula vincente quando si parla di servizi» conclude Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria della vendita diretta di cui CartOrange è socio fondatore. «Anche nel caso particolare dei viaggi–prosegue Sinatra– il successo si basa sugli elementi caratterizzanti della vendita a domicilio: la cura del rapporto diretto con la clientela e la capacità di cogliere tempestivamente i segnali e le evoluzioni del mercato, per formulare proposte in linea con le esigenze dei consumatori e le loro abitudini. Lo dimostra l’approccio al web: uno strumento che CartOrange dimostra di saper usare in modo intelligente per creare quei contatti che poi si trasformano, tramite la professionalità dei venditori, in relazioni durature».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono 18 aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di «rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni». Univendita aderisce a Confcommercio.La vendita diretta in Italia ha fatturato complessivamente 3,6 miliardi di euro nel 2016. Univendita, con oltre 1,6 miliardi pari al 46% del valore dell’intero comparto, rappresenta quasi la metà del mercato (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Valore della vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

viaggiatoriDall’indagine di Univendita emerge che due imprese della vendita diretta su tre risiedono nel Nord Italia e sei su dieci sono società di capitali. L’80% dei loro ricavi deriva dalla vendita di beni durevoli per la casa, food & beverage e cosmesi/cura del corpo, ma ci sono anche aziende che vendono beni di consumo per la casa, mobili, tessili e anche viaggi e vacanze. Nel 2016 queste imprese sono cresciute sia per fatturato (+2,6%) sia sotto il profilo occupazionale (+2%). Ed è Univendita a rappresentare i principali player del mercato: le imprese associate rappresentano il 46% del volume totale del giro d’affari della vendita diretta in Italia e il 30% del personale incaricato alla vendita.
L’analisi dello scenario economico mostra inoltre che le imprese della vendita diretta a domicilio guardano al futuro con maggiore fiducia rispetto al resto delle imprese del terziario (indicatore pari a 41,4 vs. 37,8): «Il commercio fisso al dettaglio –commenta Sinatra– in uno scenario di immobilismo della domanda interna ha risentito inevitabilmente del rallentamento dei consumi. La vendita diretta a domicilio, invece, è cresciuta in virtù della professionalità dei venditori, della relazione diretta e duratura con i clienti, e della proposta di prodotti di qualità elevata».Allo stesso tempo, tre imprese della vendita diretta su quattro ritengono migliorato, o quantomeno invariato, l’andamento economico della propria impresa nel corso del 2016: un dato che certifica il dinamismo e il buono stato di salute del settore, a dispetto di una situazione generale di sostanziale stagnazione economica e di un clima di fiducia altalenante, che riguarda sia le imprese del terziario, sia il sentiment dei consumatori.
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono 18 aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di «rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni». Univendita aderisce a Confcommercio.

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Vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

Si è svolta lo scorso 19 aprile la seconda assemblea associativa di Univendita, l’Unione italiana della vendita diretta, che raggruppa le principali aziende che operano in regime di vendita diretta a domicilio. Un’assemblea durante la quale è emerso il valore, sempre più incisivo, delle caratteristiche della vendita diretta soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che sta attraversando ormai da un triennio il nostro Paese. Luca Pozzoli, presidente di Univendita, ha puntato l’attenzione proprio sugli aspetti collegati alla crisi economica e al ruolo che le aziende associate Univendita stanno giocando e si ritroveranno a giocare anche nei mesi a venire: «Le evidenti difficoltà economiche e di diminuzione dei redditi delle famiglie italiane-ha detto durante la sua relazioni ai soci-, spingono sempre di più i consumatori ad effettuare acquisti ragionati e ben ponderati che non sempre significa minore spesa o prezzi più bassi. Nel nostro caso è evidente che i prodotti della vendita diretta ottengono il riconoscimento dei consumatori proprio perché si tramutano in un investimento per il futuro. Se a tutto questo ci aggiungiamo che nell’era di internet e della crescita dell’e-commerce, l’unico altro comparto che fa registrare segni positivi nei propri bilanci è la vendita diretta a domicilio, c’è di che esserne orgogliosi». Ma anche la crisi occupazione ha trovato posto nella relazione del presidente: «Siamo consapevoli che la situazione del mercato del lavoro è grave nel nostro Paese e che, in periodi come questo, la vendita diretta a domicilio si tramuta in una soluzione per chi non riesce a reinserirsi nei settori di competenza. Noi, d’altronde, lo ripetiamo da tempo che non ci tiriamo indietro e affrontiamo il momento con la serietà che ci contraddistingue. Ma non si tratta, come molti potrebbero immaginare, di scelte dettate esclusivamente dal momento e dai bisogni contingenti, bensì da scelte che si tramutano in soddisfazioni eccellenti per molte persone. Ne sono esempio le tante storie di venditori che, entrati in una delle nostra aziende associate dopo aver perso il lavoro o dopo essere stati in cassa integrazione per parecchio tempo, si sono ritagliati spazi professionali interessanti e soddisfazioni personali di tutto rispetto».
L’attività associativa. Oltre ad avere approvato il bilancio 2011, l’assemblea di Univendita è servita anche per presentare le attività che hanno portato, nel giro di due anni, l’associazione a diventare la prima in Italia per giro d’affari: «Il nostro operare quotidiano ci ha permesso di diventare, in due anni, la prima associazione di categoria per fatturato. Un ottimo risultato considerato che siamo entrati a pieno regime solamente nel secondo anno di attività. Tra le decisioni affrontate e prese dall’associazione vanno segnalate l’adesione di Univendita a Confcommercio e i contatti istituzionali che potrebbero agevolare sia l’attività della forza vendita delle nostre aziende associate, sia i rapporti con il mercato del lavoro e con i consumatori».(Stefano Morelli)

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Trenitalia: i consumatori denunciati per violazione di domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2012

Italiano: Locomotiva diesel D.445 delle Ferrov...

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Roma, 26 febbraio 2012 – “Non sarà certo una denuncia campata in aria come quella di Trenitalia ad intimidirci: continueremo con ancora più forza a difendere i cittadini vittime dei disagi legati al trasporto su rotaia.” È questa la posizione delle associazioni di consumatori aderenti a Casper – Comitato contro le speculazioni e il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) che annunciano l’avvio di un procedimento a loro carico da parte della Procura della Repubblica di Roma. Questi i fatti: nel corso di una manifestazione di protesta per i disservizi ferroviari, organizzata oltre un anno fa (il 13 gennaio del 2011), i presidenti delle organizzazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori si presentarono presso la sede delle Ferrovie dello Stato per consegnare un water (con tanto di fiocco regalo), scelto come simbolo delle tante proteste giunte dai passeggeri e relative alla qualità del servizio ferroviario e del pessimo stato delle toilette presenti sui treni italiani. “Gli utenti sono sempre più insoddisfatti del trasporto ferroviario italiano -spiegavano quel giorno le 4 associazioni: ad assillare i passeggeri non sono solo guasti, disservizi e continui ritardi dei treni, ma e’ anche la qualità del servizio una volta saliti a bordo. In particolare il problema maggiormente segnalato dai viaggiatori e’ lo stato delle toilette nei convogli: troppi i bagni guasti o inagibili, mentre quelli utilizzabili versano in condizioni pietose”. Proprio in riferimento alle toilette dei treni costantemente fuori uso, Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori tentarono di regalare il 13 gennaio un water simbolico ai vertici delle Fs presenti all’incontro, ma l’ing. Mauro Moretti e gli altri dirigenti delle Ferrovie non gradirono affatto il dono, al punto che fecero intervenire le forze dell’ordine ed impedirono ai rappresentanti di Casper di partecipare alla riunione, presentando nei loro confronti una denuncia in Procura. Proprio a seguito di tale denuncia la Procura della Repubblica di Roma (pm dott. Antonio Calaresu) ha deciso di indagare i presidenti Carlo Pileri (Adoc), Carlo Rienzi (Codacons) e Massimiliano Dona (Unione nazionale consumatori), presenti quel giorno alla consegna del water, per il reato di “Violazione di domicilio”, regolato dall’art. 614 del codice penale il quale recita testualmente: “Chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione fino a tre anni”. “La comicità di tale accusa è assolutamente evidente – affermano i tre presidenti. Quel giorno, infatti, entrammo nell’androne della sede FS di Piazza della Croce Rossa scortati dalle forze dell’ordine, e chiedemmo di poter parlare con i dirigenti delle Ferrovie, i quali rifiutarono di incontrarci. Lasciammo il water agli addetti alla reception, con preghiera di farlo avere all’ing. Moretti ed uscimmo dai locali. Non si ravvede in ciò alcuna violazione di domicilio, non essendo l’ingresso della sede delle Ferrovie un locale privato e non essendoci stata alcuna forzatura da parte nostra”. Nella realtà – spiegano Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori – la denuncia presentata da Mauro Moretti e da Trenitalia è solo un maldestro tentativo di tappare la bocca ai consumatori, e di impedire agli utenti di protestare contro i disservizi ferroviari. Ma proseguiremo nel nostro diritto-dovere di assistere i cittadini vittime dei disservizi ferroviari.”

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Brescia: recapito domiciliare dei farmaci

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Si rivolgerà a un pubblico potenziale di 4.500 anziani il servizio di recapito domiciliare dei farmaci che Federfarma e farmacie comunali di Brescia proporranno dal 1° luglio. L’iniziativa, sancita nei giorni scorsi da un protocollo d’intesa firmato con il Comune (che copre le spese), si rivolge infatti ai residenti ultra 75enni e ai disabili temporanei o permanenti che non dispongono di familiari o conviventi cui delegare l’acquisto dei farmaci, con o senza ricetta. Chi è in tale disagio, in sostanza, potrà telefonare alla Croce bianca bresciana, che invierà un volontario in farmacia a ritirare il medicinale (più un eventuale passaggio a casa del malato o dal medico nel caso in cui sia necessaria la ricetta) e a recapitarlo. Il servizio è continuativo sulle 24 ore ma nella fascia dalle 19 alle 8 del giorno successivo vengono effettuate soltanto le richieste urgenti. «Per assicurare il corretto recapito» aggiunge Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia «abbiamo predisposto un protocollo operativo per i volontari, in modo che si rechino sempre nella farmacia competente per sede, e un kit di trasporto per garantire la giusta conservazione dei medicinali». In base all’intesa firmata con il Comune, la Croce bianca bresciana garantirà la consegna entro tre ore dalla richiesta. «Inoltre» conclude Mottinelli «monitoreremo l’andamento del servizio per eventuali aggiustamenti nei mesi a venire».

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Lombardia: vendite a domicilio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

La vendita diretta a domicilio è l’unico comparto economico italiano che, nonostante la congiuntura economica ancora sfavorevole, ha segnato una decisa crescita. Il fatturato dell’anno scorso ha toccato la cifra di 824 milioni di euro (+9% rispetto al 2009). La Lombardia ha dimostrato il proprio dinamismo facendo registrare quasi 100 milioni di euro di fatturato, corrispondente al 12,1% di quello nazionale. Di più: è in costante e robusto aumento anche la forza vendita. Gli incaricati delle aziende Univendita (Unione italiana vendita diretta) nel 2010 hanno superato le 52mila unità. Di questi, oltre 4.500 addetti alla vendita operano in lombardia; cifra pari all’8,7% del totale nazionale.  «I numeri parlano da soli -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-: l’economia italiana continua a vacillare; le notizie relative al Mercato Italia non sono rosee; ma nel nostro Paese c’è ancora qualcuno che cresce e sostiene la nostra economia in maniera costante. La vendita a domicilio piace e la nostra presenza in Lombardia è una costante che si consolida di anno in anno. I dati del 2010, ci confermano il trend di crescita di una regione dove domanda e offerta si avvicinano sempre di più». Una crescita che si concretizza sull’intero territorio nazionale: «Il nostro comparto -conclude Pozzoli- è una risposta per quelle persone che si trovano in difficoltà, che devono reinserirsi nel mondo del lavoro, che cercano nuovi stimoli oppure ancora che desiderano avere una seconda fonte di reddito per far fronte alla “crisi della quarta settimana”. La professionalità delle nostre aziende associate e la qualità dei prodotti e servizi che sono la migliore guida sulla strada della ripresa economica».

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Farmaci a domicilio paziente

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e Federfarma hanno esaminato congiuntamente le possibili soluzioni all’esigenza di far arrivare al domicilio di particolari categorie di pazienti alcuni farmaci erogati dal SSN, oggi somministrati in ambito ospedaliero, anche con riferimento al recente accordo tra Poste Italiane e Farmindustria. Per la Federazione degli Ordini dei Farmacisti e per Federfarma la dispensazione dei farmaci del SSN deve essere assicurata dal farmacista, nelle strutture pubbliche, in caso di medicinali che richiedano particolari cautele nella somministrazione, ovvero tramite la farmacia territoriale convenzionata per tutti gli altri medicinali, al fine di assicurare le massime garanzie di carattere sanitario, la massima trasparenza e il controllo dei costi. Al riguardo va considerato che, per agevolare il cittadino consentendogli di reperire i farmaci necessari nella farmacia più vicina, è già prevista la possibilità che i medicinali del PHT, acquistati dalle ASL, vengano distribuiti dalle farmacie convenzionate a condizioni concordate. Va considerato inoltre che la recente normativa varata da Parlamento e Governo in materia di nuovi servizi in farmacia (legge n. 69/2009, decreto legislativo n. 153/2009) prevede il coinvolgimento delle farmacie convenzionate, in sinergia con i medici di medicina generale, nella presa in carico di particolari pazienti cronici, con possibilità di dispensare a domicilio i farmaci necessari alle terapie, nel caso di soggetti non autosufficienti inseriti nei programmi di ADI.  Vanno invece evitate soluzioni che prevedano il recapito del farmaco da parte di soggetti non abilitati professionalmente che impedirebbero al farmacista ospedaliero e territoriale la propria funzione di intermediario nella dispensazione del farmaco e nell’attività di farmacovigilanza e al cittadino di ricevere informazioni e assistenza nell’uso corretto del farmaco. Pertanto, FOFI e Federfarma, in perfetta armonia ed integrazione nell’ambito delle rispettive sfere di competenza, si impegnano ad aprire un tavolo di concertazione, per avviare un’approfondita riflessione sulle modalità di dispensazione dei medicinali a carico del SSN, con riferimento a forme di consegna domiciliare ed evitando illegittime forme di integrazione verticale. Prosegue, così, il percorso di difesa della professione già intrapreso dalla FOFI e dalla Federfarma, anche in relazione ai rapporti con i componenti di tutta la filiera.

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8 marzo: la vendita diretta e le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Un “esercito” di 43mila professioniste che coniugano lavoro, famiglia, studi, maternità, carriera, successi e che, grazie alla vendita a domicilio, non hanno rinunciato ai propri sogni Si chiamano Teresa, Patrizia, Cristina, Maria, Anna, Silvia, Serena, Rosanna; sono un piccolo esercito di 43.054 donne che, ogni giorno, propongono ai consumatori italiani beni e servizi con il metodo della vendita diretta a domicilio. Sono oltre l’80% del totale degli incaricati alla vendita delle imprese associate Univendita (Unione italiana vendita diretta a domicilio) e, oltre a essere venditrici di successo e amanti del proprio lavoro, sono mamme, mogli, studentesse, manager in carriera. Hanno storie differenti, ma accomunate dalla quotidianità rosa che le rende straordinarie per il proprio attaccamento ai valori senza rinunciare ai propri desideri. Come la storia di Chiara, stilista con un brillante successo ad attenderla. Ma quando nel 2005 ha avuto il suo secondo bimbo, è stata «molto educatamente obbligata a mollare» (è ironica, ndr). Poi per scherzo si avvicina a un’azienda che vende cosmetici con il metodo del party plan. Si appassiona, riesce a gestire i suoi tempi e ad accudire i propri bimbi (uno di sei e uno di tre anni) e a essere una moglie presente e attenta: «Rifarei tutto -dice-. Anche se il mio lavoro precedente mi appagava molto, mi considero una donna molto fortunata». La storia di Chiara è una delle tante che albergano nel mondo della vendita diretta a domicilio: «Le donne sono incredibili, eccezionali -commenta Luca Pozzoli, presidente di Univendita-; lo vediamo tutti i giorni nella vita quotidiana, ma noi della vendita diretta lo vediamo anche durante l’attività lavorativa. Sono loro che fanno funzionare il mondo». E lo fanno non senza sacrifici, ma senza lamentarsi. Si pagano gli studi all’università, come Serena che sta terminando il corso di laurea in Giurisprudenza senza gravare sul budget familiare. Ha 25 anni, Serena, sta per sostenere l’ultimo esame e poi discuterà la tesi. Vende elettrodomestici porta a porta e studia: «Ho iniziato perché mi sono appassionata al lavoro e potevo garantirmi le entrate necessarie per terminare gli studi. Ormai manca poco, ma credo che ottenuta la laurea continuerò nella vendita diretta». E poi i successi di quelle donne che, entrate nel mondo della vendita a domicilio per riuscire a coniugare lavoro e famiglia, sono diventate manager di successo. Come Rosanna: entrata in azienda come semplice venditrice di elettrodomestici nel 1998 ha lavorato fino al 2001. Poi ha preso un periodo di pausa perché, dice, «non mi sentivo appagata». Nel 2004 rientra con il ruolo di team leader, lavora sodo e cresce giovani venditrici. Oggi è “branch manager”, ossia responsabile di divisione. E come queste storie ce ne sono moltissime altre. Patrizia, ad esempio, è consulente di viaggio. Ha lavorato per 20 anni come dipendente in differenti agenzie. Poi il suo secondo bimbo e il desiderio di stare vicina alla famiglia senza rinunciare alla passione per i viaggi. Entra nella vendita diretta e realizza i suoi desideri: famiglia e lavoro. «Siamo orgogliosi di poter contare su un numero così elevato di incaricate -conclude Pozzoli-; ma soprattutto siamo lusingati di poter dare alle donne italiane possibilità di lavoro e carriera che raramente riescono ad avere in altri settori».

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Cresce la vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Il primo anno di attività di Univendita (Unione italiana vendita diretta) si è chiuso con un incremento del fatturato delle aziende associate del 9% rispetto al 2009 che si è assestato sugli 823 milioni di euro. «Un dato eloquente -è il primo commento di Luca Pozzoli, presidente di Univendita-, raggiunto nell’anno da tutti considerato il peggiore sia per problematiche inerenti l’occupazione sia per l’andamento e la tenuta dell’economia italiana».  Nel dettaglio, il settore più dinamico è stato quello dei “beni durevoli casa” (+12,6%), seguito da “cosmesi e accessori moda” (+5,8%). Da segnalare che tra gli “altri beni e servizi” (in crescita del 23,3%) spicca, con un brillante +46,3%, il settore “viaggi e turismo”. In calo il comparto “beni di consumo casa” (-20,9%). «Considerato che Univendita è nata solamente nel mese di settembre dello scorso anno -prosegue Pozzoli- e che le aziende associate sono tra le migliori in termini di qualità e professionalità, il risultato ci gratifica, ma non ci sorprende: siamo consapevoli delle nostre potenzialità e del ruolo, sempre più attivo, che la vendita diretta a domicilio si sta ritagliando nel panorama economico del Paese».Dati che assumono ancora maggiore incidenza se confrontati ai dati Istat relativi al risparmio e al potere d’acquisto delle famiglie italiane. Nel 2010, infatti, secondo l’istituto di ricerca la propensione al risparmio delle famiglie italiane è diminuito dello 0,9% rispetto al 2009, mentre il potere d’acquisto è diminuito ulteriormente dell’1,2% nell’anno appena trascorso. Cifre che preoccupano Confcommercio che ha lanciato l’allarme relativo ai consumi tornati, dice l’associazione di categoria, «ai livelli del 1999». «Valutando questi dati -conclude Pozzoli-, emerge chiaro che le famiglie italiane oltre ad attraversare un periodo difficile, stanno anche modificando radicalmente le proprie abitudini al consumo. Le aziende associate Univendita propongono beni di qualità elevata, ma soprattutto sono vicine ai propri clienti grazie alla rete di incaricati che, ogni giorno, si trovano a contatto con le persone e riescono a intuire i propri bisogni e desideri. La qualità dei prodotti delle aziende associate Univendita e la professionalità degli incaricati alla vendita hanno portato risultati positivi in un anno difficile come il 2010».

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Medicine a domicilio

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

Farmaci ospedalieri recapitati direttamente al domicilio di persone colpite da gravi malattie croniche che devono essere assistite presso la loro abitazione, sul modello di quanto già sperimentato qualche anno fa dalla Croce Rossa Italiana nel Lazio. E’ quanto rilevano la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e il Sindacato Nazionale dei Farmacisti Dirigenti del SSN (SINaFO) per l’attuazione dell’intesa tra Poste e Farmindustria che mira a distribuire a domicilio alcuni medicinali. Un accordo che ha determinato anche la nascita di un apposito tavolo congiunto di garanzia con la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI). “I farmaci così consegnati sono di uso ospedaliero, sarebbero limitati a pazienti selezionati non autosufficienti, da analizzare caso per caso nei singoli contesti locali – spiega Laura Fabrizio, presidente SIFO -. La nostra Società, che può garantire un’adeguata copertura territoriale a livello sia ospedaliero sia distrettuale, auspica che il progetto sia portato avanti con la massima garanzia di sicurezza per questi pazienti. Per una sua corretta attuazione, SIFO confida nel ruolo di garanzia di FOFI – in quanto rappresentativa di tutti i farmacisti italiani – per monitorare la distribuzione del farmaco a domicilio del paziente in ogni sua fase, promuovendo la continuità ospedale-territorio e salvaguardando la professionalità del farmacista, ma soprattutto per assicurare ai pazienti uniformi garanzie di qualità dei processi di assistenza farmaceutica in ogni area del Paese essi risiedano”. Nel sottolineare che l’erogazione dei farmaci è parte integrante e delicatissima di tale filiera, la SIFO ricorda che  le molecole  oggetto della possibile consegna tramite pony o postini sono quelle del prontuario ospedale-territorio comprese nel cosiddetto elenco PHT. Vi rientrano pertanto diversi  medicinali essenziali, per la cura di patologie e condizioni croniche e gravi (come ad esempio sclerosi multipla, insufficienza renale cronica, malattie oncologiche), che devono essere attentamente monitorati e per i quali è necessaria un’attenta sorveglianza da parte della struttura specialistica, per assicurare la maggiore appropriatezza diagnostico-assistenziale, per verificare parametri importantissimi quali l’accettabilità da parte del paziente, il profilo rischio/beneficio, la vigilanza farmacologia ed epidemiologica, la corretta conservazione, soprattutto nel caso di medicinali che necessitano del rispetto della catena del freddo e, non ultimo, il rispetto della privacy del paziente. “Compiti complessi – sottolinea Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO – che spettano sempre, pur con diverse declinazioni, ai farmacisti in farmacia, sia in ospedale sia sul territorio. Se si pone il caso del paziente grande invalido per il quale non è garantibile un servizio costante dell’assistenza domiciliare nella consegna dei farmaci, o in situazioni in cui i parenti non possono assicurare un rifornimento costante e regolare di tali medicinali al loro congiunto malato, ben venga un’opzione in più, come quella prospettata dall’accordo Poste-Farmindustria; limitatamente a casi di criticità assistenziale riconosciuta e per i quali non sia stata trovata o non sia auspicabile un’altra soluzione (ADI, RSA, ecc..). A patto però – conclude Finocchiaro – di concordare le modalità di tale servizio grazie al tavolo già costituito, e di monitorare costantemente l’esperimento in ogni suo passaggio. Tutto ciò a garanzia, prima di tutto,  della sicurezza dei pazienti in tal modo assistiti”. Antonio Castorina, Segretario Nazionale del SiNaFO, ribadisce: “L’atto dispensativo deve avvenire in ogni caso in farmacia sia per motivi amministrativi, in quanto il farmaco è acquistato dalla sua amministrazione, sia, soprattutto, per motivi sanitari legati all’atto professionale dell’erogazione del farmaco che è una delle responsabilità peculiari del farmacista ospedaliero e territoriale”.

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Distribuzione dei farmaci a domicilio

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli, e il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé hanno convenuto sulla necessità di aprire un tavolo nel quale discutere tutte le implicazioni del progetto, presentato da Farmindustria, di consegna tramite le Poste Italiane ai pazienti di alcuni farmaci per patologie altamente invalidanti oggi distribuiti dalle Farmacie Ospedaliere per la somministrazione a domicilio. L’apertura del tavolo, che fa seguito alla richiesta rivolta dalla Federazione a Farmindustria, è prevista per i prossimi giorni. “Abbiamo sempre sostenuto che le questioni della filiera del farmaco debbano essere discusse in primo luogo all’interno della stessa filiera” commenta Andrea Mandelli “perché siamo convinti che le uniche soluzioni valide siano quelle raggiunte attraverso il confronto di tutti i pun ti di vista degli stakeholder. Siamo lieti che su questa impostazione si sia trovata piena corrispondenza da parte di Farmindustria”.

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La giustizia impiccata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Roma 28 aprile, alle ore 10.30 presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, Radicali Italiani terrà una conferenza stampa dal titolo “La Giustizia impiccata: iniziative nonviolente in corso e da intraprendere”. Si farà il punto sullo sciopero della fame che la deputata radicale Rita Bernardini sta portando avanti da 13 giorni, insieme ai compagni Valter Vecellio, Donatella Corleo, Donatella Trevisan, Lucio Bertè, Claudio Scaldaferri, Michele Capano e Yasmine Ravaglia. Un’iniziativa nonviolenta che i Radicali hanno deciso di intraprendere davanti all’aggravarsi quotidiano dell’emergenza carcere – e della strage che proprio oggi fa registrare il 22esimo suicidio dall’inizio dell’anno – con l’obiettivo di seguire i tempi di discussione del DDL Alfano su messa alla prova ed esecuzione presso il domicilio delle pene detentive brevi. Alla conferenza stampa prenderanno parte: Rita Bernardini, deputata radicale eletta nel PD, membro della Commissione Giustizia; Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani; Luigi Manconi, Presidente di “A Buon Diritto” e membro della Direzione di Radicali Italiani; Irene Testa, Segretaria dell’Ass.ne “Il Detenuto Ignoto”; Giulio Petrilli, responsabile del dipartimento diritti e garanzie del PD Prov. dell’Aquila.

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Vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Il 2009 si è chiuso con un incremento del +4,3% sul 2008. E il futuro parla di web Le previsioni al terzo trimestre dello scorso anno parlavano di un incremento del 3% sul fatturato delle imprese associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori), ma il bilancio di fine anno è cresciuto ulteriormente: +4,3% sul 2008, con un fatturato che si è assestato a 1 miliardo e 438 milioni di euro. «Un dato molto lusinghiero -è il primo commento di Luca Pozzoli, presidente di Avedisco-, raggiunto in un anno in cui tutti gli indicatori economici sono stati negativi a causa della pesante crisi, che conferma la validità, l’attualità e la vitalità della vendita diretta a domicilio». Nel dettaglio, il settore decisamente più dinamico è stato “l’alimentare/nutrizionale” con una crescita del 12,8%, seguito dai “beni durevoli casa” (+5%), dal comparto “cosmesi e accessori moda” (+3,7%) e dei “servizi” (+2,9%). Invariato il comparto dei “beni di consumo casa”, mentre il “tessile” ha registrato una flessione del 4,9%, seguito dalla categoria “altro” (-10,6%). Settore trainante della vendita a domicilio si conferma quello dei “beni durevoli casa”, con una quota di mercato pari al 46% del totale. Anche sul fronte occupazionale sono giunte notizie positive: nel 2009, gli incaricati alla vendita sono aumentati del 7,2% rispetto all’anno precedente, superando le 255mila unità. Secondo i dati Istat, nel 2009 il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha segnato, rispetto all’anno precedente, una variazione negativa del 1,6%. Le vendite della grande distribuzione sono rimaste invariate, mentre quelle dei piccoli esercizi commerciali sono diminuite. (- 2,7%). Con riferimento ai prodotti, le vendite degli alimentari hanno fatto rilevare una diminuzione annua (- 1,5%) mentre quelle dei prodotti non alimentari sono diminuite del – 1,6%. «Da sette anni cresciamo con un incremento medio del 4% -continua Pozzoli-; segno che il nostro operato è apprezzato dai consumatori e il nostro canale di vendita non è per nulla in declino come qualcuno, con l’avvento dell’e-commerce, pensava. http://www.avedisco.it.

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