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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Le donne nel mondo del lavoro si formano più degli uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Sono stati oltre 62.300 (39%), negli ultimi dieci anni, i lavoratori donna coinvolti in progetti di formazione finanziati da FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che valuta, approva e finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori. “Negli ultimi anni – sottolinea Francesco Franco, Presidente di FondItalia – abbiamo assistito ad importanti passi avanti sulla questione della parità di genere anche a fronte di un dibattito pubblico acceso e ricorrente. Aumenta il numero delle imprese guidate da donne e aumenta il numero di lavoratori donna coinvolti in attività di formazione continua: nel 2010, quando FondItalia ha iniziato la sua attività, erano appena 92 contro le 58.462 formate al 2018. E anche nella fase precedente all’entrata nel mondo del lavoro, le donne confermano una particolare attenzione alla formazione in cui vedono una reale opportunità di crescita professionale.” Dai dati raccolti negli ultimi 10 anni di attività emerge, inoltre, che la regione con il maggior numero di lavoratori donna coinvolti è la Lombardia (13.428), seguita dalla Puglia (10.268) e dal Lazio (8.367) e che per il 43% si tratta di lavoratori donna in possesso di un Diploma di scuola media superiore, mentre un buon 23% ha conseguito la Laurea e una successiva Specializzazione. Dato in controtendenza rispetto alla controparte maschile, dove si registra un 43% di lavoratori uomini in possesso di Licenza media, seguito da un 35% in possesso di Diploma di scuola media superiore e da solo un 8% che ha conseguito la Laurea.
La fascia di età preponderante è quella compresa tra i 35 e i 44 anni (30%), cui segue quella fra i 45 e i 49 anni (15%). Dati che ricalcano, in questo caso, i trend della controparte maschile rappresentata anch’essa per la maggior parte da lavoratori compresi nelle stesse fasce di età (fascia 35-44 al 29%; fascia 45-49 al 15%). In particolare, il progetto che ha coinvolto più donne, si è svolto presso una Casa di Cura Polispecialistica con reparti riservati alla degenza, lungodegenza, day hospital e servizi ambulatoriali in Emilia-Romagna. Il progetto, che ha riguardato 791 lavoratori, di cui il 73 % donne e il 27% uomini, si è focalizzato su un’azione di miglioramento dei servizi e dei processi aziendali volta a sviluppare un’azione continua di miglioramento dei servizi e dei processi aziendali, mirata alla soddisfazione del cliente, alla sicurezza dell’operatore e del paziente e all’appropriatezza del setting di cura, al fine di garantire prestazioni eccellenti, ottimizzando le risorse disponibili, aumentando il grado di autonomia del personale, migliorando il rapporto e le relazioni, e potenziando la sinergia all’interno del team.
Tra gli interlocutori che hanno costruito nel tempo un percorso di formazione dedicato alle loro persone, spicca la Lega del Filo d’Oro, Onlus impegnata nella riabilitazione e nel reinserimento in famiglia e nella società di persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

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Al via servizio del Campidoglio in favore di donne vittime e figli minorenni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Roma. E’ stato aggiudicato per 12 mesi il servizio di accoglienza in favore di 24 vittime di tratta e sfruttamento sessuale. Obiettivo: tutelare le donne inserite nei piani di protezione e inclusione per le vittime di circuiti criminali accolte nelle strutture protette di Roma Capitale, offrendo uno “spazio protetto” e, nel contempo, assicurare collaborazione agli organi di Sicurezza e di Magistratura.Le donne, in prevalenza immigrate comunitarie ed extracomunitarie, dovranno manifestare l’intenzione ad un percorso individualizzato. Saranno accolte in strutture suddivise in due lotti (12 posti ciascuno), in grado di ospitare anche i figli di minore età, gestanti o minorenni: in casa famiglia (6 posti) o avviate a programmi di semi autonomia (6) disponibili per le donne già in struttura e per le ospiti del sistema antitratta nazionale, che siano abbastanza autonome da proseguire il percorso senza dover contare sulla presenza continuativa degli operatori.
La casa famiglia sarà attiva h24 con 7 operatori qualificati coordinati da un responsabile specializzato, 365 giorni all’anno. Garantirà accoglienza immediata nelle 24 ore, qualora ci siano posti disponibili, a seguito di richiesta delle Forze dell’ordine. Operativi anche i mediatori culturali. Tra gli obiettivi: protezione e assistenza; formazione professionale e inserimento lavorativo; sostegno al recupero delle condizioni psicofisiche e alla scelta di emancipazione; comprensione interetnica e integrazione culturale. Obiettivi dei programmi di semi autonomia: consolidamento dell’autogestione; recupero di rapporti personali rilevanti; sostegno all’accantonamento economico, all’autonomia alloggiativa e al percorso di conversione del permesso di soggiorno.
Il servizio “Roxanne” che presidia i servizi di sensibilizzazione, contrasto e sostegno nella duplice dimensione sociale e di riduzione del danno, può prorogare il soggiorno delle donne (massimo 18 mesi) nella struttura protetta. Ciò tenendo conto dell’evoluzione del percorso e di eventuali ulteriori esigenze di protezione. “Un servizio innestato in un sistema preesistente già articolato”, sottolinea l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “La tratta di essere umani, di bambini e donne, specie per sfruttamento sessuale è un fenomeno che una comunità solidale deve affrontare con coraggio e preparazione. Mettiamo professionisti a disposizione delle donne, coinvolgendole in un piano personalizzato in cui siano sempre attive. Noi le affianchiamo e le sosteniamo, ma la loro scelta è fondamentale per uscire dal circuito criminale”.

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“La mia TV per parlare di Donne negli Emirati Arabi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Roma Sabato 6 luglio ore 10:00 – Palazzo Dama – Lungotevere Arnaldo da Brescia, 2 nell’ambito del Calendario IN TOWN di Altaroma, Benedetta Paravia, avrà il piacere d’incontrare gli organi di stampa, in un appuntamento esclusivo patrocinato dalla FIDAPA BPW ITALY Sezione Roma.Nell’incontro sarà presentata la nuova serie del format crossmediale televisivo, web e inflight dal titolo “Hi Emirates” che sarà trasmessa in occasione della Festa Nazionale sui Canali Abu Dhabi TV e Dubai One in prima serata (la nostra Rai Uno) e andrà ad evidenziare lo spirito di Tolleranza di tutti e sette gli Emirati Arabi Uniti, un Paese da lei definito “una comunità per le comunità”.Benedetta Paravia, aka Princess Bee, esperta italiana di relazioni internazionali arriva a Roma reduce dal successo “Hi Dubai” docu-reality tutto al femminile di lifestyle, cultura, sport, social e tolleranza, del quale è ideatrice, produttrice e conduttrice, per il quale il Governo della “City of Superlatives” questo il soprannome di Dubai, le ha concesso la produzione, seguita dalla messa in onda in TV e sui Canali Web di informazione, quali Dubai Post e Emirates 24/7, nonché la visione su tutti i voli Emirates Airline, circa 60 milioni di passeggeri all’anno, con sottotitoli in inglese ed arabo.
Le donne protagoniste della nuova serie “Hi Emirates” sono 35 in tutto, tra le quali: la Sceicca Dottoressa Hind al Qassimi; la filantropa emiratina Thoraya Al Awadhi; la Dottoressa Mouza che combatte quotidianamente il cancro al seno alle sue pazienti; la pattinatrice emiratina Zahra Lari (che si è battuta per l’accettazione del velo sul capo durante le gare internazionali, come simbolo di rispetto reciproco tra le comunità diverse); la giovane cavallerizza italiana Costanza Laliscia campionessa nel mondo dell’Endurance ma anche alcune imprenditrici di spicco di Dubai Business Council dell’Emirates Business Council, con rappresentanti delle varie comunità religiose attive nella vita sociale e solidale degli Emirati Arabi Uniti; la modella imprenditrice Ludmilla Voronkina in Bozzetti; l’imprenditrice ed influencer italiana Silvia Vianello (tra le 100 donne di Forbes Italia), la campionessa di tiro Yasmine Tahlak; le figlie di vari Rulers coloro che amministrano gli Emirati, uno per ogni Emirato (sono 7 in tutto); membri delle famiglie reali emiratine (madri, sorelle, figlie o mogli) una per ogni episodio. Le donne partecipanti, che siano vip veterane o giovanissime contemporanee, rappresentano mondi diversi che convergono nello spirito di pluralismo sociale degli Emirati Arabi Uniti, che offre dignità e rispetto alle varie popolazioni pur diverse. Le storie di positività che raccontano queste donne rappresentano un percorso sostenuto da tanta forza che è la chiave per raggiungere e superare ogni difficoltà ed arrivare al successo.La sigla del programma è la canzone Emaraat scritta ed interpretata da Benedetta con lo pseudonimo Princess Bee con il cantante Emiratino Harbi Alamri. Le musiche del programma sono di Alberto Laurenti.Benedetta è anche una convinta filantropa: co-fondatrice e ambasciatore della onlus A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà, per l’assistenza medica dei bambini malati dalle aree colpite dalla guerra. È l’unica artista al mondo che ha ricevuto il Patrocinio dell’UNESCO per aver scritto “Angels – una canzone per la pace” per importanza fondamentale per la pace e la solidarietà tra le popolazioni.
Il 2019 è l’anno della ”Tolleranza” negli Emirati Arabi Uniti (un paese limitrofo all’Arabia Saudita) l’unico Paese al mondo che vanta un Ministero per la Tolleranza per far sì che ogni individuo si senta il benvenuto tra le 280 nazionalità presenti sul territorio. Durante la prima e storica recente visita del Santo Padre negli Emirati Arabi, Benedetta Paravia figurava tra gli Ambasciatori di Pace, ospite d’onore dello straordinario evento.

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NEVER GIVE UP. La forza delle donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 giugno 2019

Torino Venerdì 21 giugno 2019, ore 18 MagazziniOz, via Giovanni Giolitti 19/A,Con Francesca Pieri e Francesca Bolino A partire da Bianca (DeA Planeta) Il mondo è pieno di donne che ce la fanno. A sconfiggere mostri, a non fermarsi, a resistere e andare avanti nonostante tutto. Sono risolute, forti, bellissime. Sono quelle che riescono a trasformare il negativo in positivo, le difficoltà in occasioni nuove. Sono fragili, come tutti, ma determinate come pochi. La forza è la loro arma segreta. Nell’edizione 2019 di Never Give Up, la indaghiamo insieme a quattro donne, a partire dalle storie, esemplari, che hanno raccontato. Gli incontri sono organizzati da Fondazione Circolo dei lettori e MagazziniOz (via Giovanni Giolitti 19/A, Torino), sede anche degli incontri, a giugno e luglio 2019.Gli appuntamenti proseguono martedì 25 giugno, ore 18.30 con Francesca Pieri, a partire dal suo Bianca (DeAPlaneta), in dialogo con Francesca Bolino. È più facile affrontare le sofferenze del mondo in due. Due donne, due amiche che riescono a resistere alle onde di un destino crudele. Conosciute da adulte, incinte insieme, solo una diventa mamma. Ed è in quel momento di dolore assoluto che hanno la forza di rimanere umane, vicine.
Francesca Pieri ha studiato Lettere all’Università La Sapienza e si è specializzata alla LUISS in Management della cultura. Ha lavorato da subito in ambito editoriale, prima nell’organizzazione di grandi eventi, poi come ufficio stampa, ruolo che riveste da oltre dieci anni. Nel 2015 è iniziata la collaborazione con l’editore Donzelli, dove si occupa di comunicazione e pubbliche relazioni. Bianca è il suo esordio, di ispirazione autobiografica.

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Ossa di porcellana per 200.000 donne di Abruzzo e Molise

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Pescara. L’osteoporosi non risparmia nemmeno Abruzzo e Molise: si stima che nelle due Regioni almeno 200.000 donne over 60 soffrano di fragilità ossea con aumento del rischio di fratture. “Se non trattata, l’osteoporosi rende le tue ossa fragili come porcellana” è il claim della campagna Il Piatto Forte che, giunta alla terza edizione, toccherà dal 24 al 29 giugno le principali città di Abruzzo e Molise, con un tour nelle piazze di screening e sensibilizzazione sul rischio fratture da fragilità. L’iniziativa è promossa da FIRMO – Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie dell’Osso in partnership con Amgen, Echolight, Senior Italia con il patrocinio di Regione Abruzzo, Regione Molise e della SIMG.
L’obiettivo è duplice, da una parte accrescere il grado di conoscenza su questa patologia silenziosa e sottodiagnosticata, dall’altra sensibilizzare la popolazione sulle fratture da fragilità che oggi possono essere evitate attraverso un’adeguata prevenzione fatta di semplici regole: alimentazione corretta, attività fisica regolare e, se serve, un trattamento farmacologico tempestivo.
L’iniziativa vedrà eventi di uno-due giorni nelle piazze delle principali città abruzzesi e molisane, dove saranno collocati un gazebo e un camper che coinvolgeranno la popolazione in diverse attività: informazione e prevenzione, grazie alla presenza di medici specialisti e nutrizionisti che risponderanno alle domande dei cittadini e alla distribuzione di materiale educazionale; screening, mediante la compilazione di un questionario e con la valutazione gratuita del rischio di frattura attraverso la misurazione della densità minerale ossea da parte di personale specializzato. A bordo del camper sarà utilizzato l’innovativo dispositivo EchoS (sviluppato da Echolight), il primo sistema per la diagnosi precoce dell’osteoporosi attraverso un semplice esame ecografico, rapido e accurato e senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti.
L’osteoporosi e le fratture da fragilità, la conseguenza più grave di questa patologia, rappresentano un’emergenza di sanità pubblica in tutti i Paesi ad economia avanzata. Per questo motivo AMGEN, da sempre molto attenta alle priorità di salute, ha deciso di scendere in campo a fianco della FIRMO. Nelle due precedenti edizioni del 2017 e 2018, la campagna Il Piatto Forte ha toccato 13 capoluoghi di diverse regioni italiane, coinvolgendo nelle attività di screening più di 2.000 cittadini.
Secondo l’ultimo report dell’International Osteoporosis Foundation (IOF) i costi sanitari generati dalle fratture da fragilità superano i 9 miliardi di euro, con una proiezione di crescita del 26% nei prossimi dieci anni. Ecco perché c’è bisogno di continuare a sensibilizzare la popolazione. Nata dalla partnership con FIRMO e con il patrocinio delle Regioni nella quali approda, Il Piatto Forte è una campagna educazionale che vuole creare consapevolezza sui rischi legati alla fragilità delle ossa, promuovere la prevenzione e informare sul corretto stile di vita».
La prevenzione dell’osteoporosi serve a preservare la resistenza dell’osso. Agli interventi sull’alimentazione e sull’attività fisica possono essere associati trattamenti farmacologici. Oggi sono disponibili farmaci anti-riassorbitivi, che rallentano il riassorbimento osseo, e farmaci anabolici che aumentano la formazione dell’osso.

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Libro: La voce delle donne

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma Giovedì 6 giugno 2019 – ore 17.30 Casa Internazionale delle Donne – via della Lungara, 19. Intervengono Francesca Brezzi, Ordinaria senior di Filosofia Morale – Università degli Studi Roma Tre; Emma Fattorini, Docente di Storia Contemporanea – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Marinella Perroni, Fondatrice e prima Presidente del Coordinamento Teologhe Italiane; Adriana Valerio, Docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese – Università degli Studi “Federico II” di Napoli.Modera Andrea Velardi, Giornalista.Saluti introduttivi Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline.È presente l’Autrice, Sabina Caligiani. Diciassette donne, studiose di valore, portatrici di storie ed esperienze significative. La giornalista Sabina Caligiani ha parlato con loro, in un registro a metà fra il dialogo e l’intervista giornalistica. Ne è nata una narrazione che è anche un singolare approccio ai temi più importanti dell’antropologia cristiana, affrontati con una grande varietà di strumenti e discipline, dalla teologia alla filosofia, dalla sociologia all’arte, dalle neuroscienze alla comunicazione.Ciò che ne risulta è una sorta di originale work in progress, di mobile mosaico live, che offre al lettore un inedito accesso ai complessi problemi legati alla costruzione di una nuova teologia al femminile.
Questi i nomi delle intervistate: Angela Ales Bello – Elena Bosetti – Francesca Brezzi – Cecilia Costa – Yvonne Dohna Schlobitten – Marcella Farina – Cristina Mandosi – Mary Melone – Cettina Militello – Serena Noceti – Laura C. Paladino – Maria Letizia Panzetti – Marinella Perroni – Caterina Ruggiu – Beatrice Salvioni – Cristina Simonelli – Adriana Valerio.
Donne, religiose e laiche, che attraverso un’opera appassionata e originale di riflessione e di ricerca, sono impegnate, in Italia, sui temi del femminile, nella Chiesa di papa Francesco. Sono in prima fila nelle sfide del cambiamento poste dai nuovi orizzonti della modernità. Ne nasce un «viaggio» che, attraverso l’ascolto e la testimonianza diretta di alcune fra le più significative protagoniste del dibattito attuale, indica, al di là delle differenze, una feconda prospettiva comune, capace di ricondurre la differenza e l’alterità dei sessi a una riconciliata unità, al reciproco riconoscersi, a quello stare insieme che solo favorisce l’autonomia. Sono voci, pur cosi individualmente caratterizzate, che si fanno in qualche modo, da un capitolo all’altro, eco e richiamo, e dibattono insieme stabilendo terreni comuni e suggerendo approcci di nuove strade. Una fecondità che nasce dallo scambio nella ricerca.
Sabina Caligiani, giornalista, è laureata in giurisprudenza e specializzata in Comunicazioni Sociali con particolare attinenza alla missione della Chiesa. Collabora con quotidiani locali e nazionali, riviste d’arte e cultura. Con Paoline, ha pubblicato Giovanni Paolo II. Il papa che parlava alla gente (2010) e Dove un giorno regnava la foresta. In Africa sulle orme di Chiara Lubich (2014).

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Differenze di genere nel mondo lavorativo?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

In tutto il mondo ci sono solo 6 Paesi in cui si può affermare che le donne e gli uomini hanno gli stessi diritti. Parliamo di Francia, Belgio, Danimarca, Lettonia, Lussemburgo e Svezia.In tutti gli altri Paesi del globo, norme alla mano, le donne partono svantaggiate. A sottolinearlo ancora una volta è uno studio della Banca Mondiale, il rapporto “Women, business and the law 2019”, che ha dimostrato come a livello mondiale le donne possano vantare solo tre quarti dei diritti che sono invece riservati agli uomini.
In tutto lo studio ha analizzato 187 Paesi, tenendo in considerazione 8 diversi indicatori, in base ai quali misurare la parità – o meglio, la disparità – di diritti tra uomini e donne. Raccolti tutti i dati, ai singoli Paesi sono stati assegnati i relativi punteggi, da 0 a 100. A livello mondiale, il punteggio medio è di 74 punti, con i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente a presentare i risultati peggiori.
Gli indicatori utilizzati dallo studio sono:“Going places”, che si riferisce alla libertà di movimento di uomini e donne, indicatore che in Paesi come Iran, Iraq, Arabia Saudita, Brunei e Cameron (e alcuni altri) non ha raggiunto nemmeno i 50 punti;“Starting a job”, indicatore influenzato grandemente dalla presenza o meno di norme contro le molestie sessuali, presenti in solo 35 Paesi;
“Getting paid”, sulle possibilità di effettuare lavori pagati in tutti gli ambiti;
“Getting Married”, parametro influenzato dalle norme che regolano il matrimonio nonché dalle leggi che puniscono le violenze domestiche;
“Having Children”, relativo alla presenza di norme che tutelano il lavoro dopo la gravidanza; “Running business”, che si concentra sulle reali opportunità di una donna di gestire un’attività in proprio, a partire dall’accesso ai finanziamenti; “Managing Assets”, relativo al diritto di proprietà e di ereditarietà;“Getting a Pension”, ultimo indicatore che confronta le condizioni pensionistiche di donne e uomini.Commentando i risultati finali del rapporto, la Presidente della Banca Mondiale Kristalina Georgieva ha sottolineato che «se le donne avessero pari opportunità rispetto agli uomini per raggiungere il loro pieno potenziale, il mondo sarebbe non solo più giusto ma anche più prospero».
Ma com’è la situazione in Italia? Stando al rapporto della Banca Mondiale, l’Italia presenta un punteggio che – se raffrontato alla media globale – è mediamente alto: il nostro Paese ha infatti raggiunto 94,38 punti, guadagnando il 22° posto, il quale resta comunque tra i peggiori a livello europeo.A pesare è soprattutto la differenza di stipendio tra uomini e donne, un gender gap che, nelle regioni settentrionali, si esplicita con una differenza fino a 880 euro.
«Le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato che il gender pay gap complessivo in Italia è indubbiamente molto marcato» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «con gli ultimi dati Eurostat a confermare che la differenza salariale complessiva si conferma oltre il 43,%, una percentuale altissima, risultante da una presenza minima delle donne nelle posizioni di impiego con stipendi più alti».Non è dunque un caso se, nella classifica del World Economic Forum, l’Italia si piazza al 126esimo posto per quanto riguarda la differenza salariale.«Sono indubbiamente tanti i fattori che frenano le donne sul mercato del lavoro, a partire, per esempio, dal diverso congedo dal lavoro per madre e padre: il primo dura 5 mesi, il secondo 5 giorni, danneggiando inevitabilmente le prospettive di assunzione per le donne. Non è tutto qui: i datori di lavoro tendono ovviamente a premiare il lavoro fatto, finendo per incentivare gli uomini, i quali, dedicandosi mediamente meno a casa e famiglia, hanno una maggiore presenza fisica sul luogo di lavoro» » conclude l’head hunter Adami.

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Presentazione libro: La voce delle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Roma Martedì 14 maggio 2019 – ore 17.30 Aula Magna Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – Via degli Aldobrandeschi, 190 Intervengono Marta Rodriguez, Direttrice Istituto di Studi Superiori sulla Donna – UPRA, Angela Ales Bello, Professore Emerito di Storia della Filosofia Contemporanea – Pontificia Università Lateranense, Laura C. Paladino, Biblista, Docente PUG – UPRA, Andrea Monda, Direttore de L’Osservatore Romano, Lucio Biagioni, Giornalista e Autore. È presente l’Autrice Sabina Caligiani, Giornalista. Modera Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline.
Diciassette donne, studiose di valore, portatrici di storie ed esperienze significative. La giornalista Sabina Caligiani ha parlato con loro, in un registro a metà fra il dialogo e l’intervista giornalistica. Ne è nata una narrazione che è anche un singolare approccio ai temi più importanti dell’antropologia cristiana, affrontati con una grande varietà di strumenti e discipline, dalla teologia alla filosofia, dalla sociologia all’arte, dalle neuroscienze alla comunicazione.Ciò che ne risulta è una sorta di originale work in progress, di mobile mosaico live, che offre al lettore un inedito accesso ai complessi problemi legati alla costruzione di una nuova teologia al femminile.Questi i nomi delle intervistate: Angela Ales Bello – Elena Bosetti – Francesca Brezzi – Cecilia Costa – Yvonne Dohna Schlobitten – Marcella Farina – Cristina Mandosi – Mary Melone – Cettina Militello – Serena Noceti – Laura C. Paladino – Maria Letizia Panzetti – Marinella Perroni – Caterina Ruggiu – Beatrice Salvioni – Cristina Simonelli – Adriana Valerio.Donne, religiose e laiche, che attraverso un’opera appassionata e originale di riflessione e di ricerca, sono impegnate, in Italia, sui temi del femminile, nella Chiesa di papa Francesco. Sono in prima fila nelle sfide del cambiamento poste dai nuovi orizzonti della modernità. Ne nasce un «viaggio» che, attraverso l’ascolto e la testimonianza diretta di alcune fra le più significative protagoniste del dibattito attuale, indica, al di là delle differenze, una feconda prospettiva comune, capace di ricondurre la differenza e l’alterità dei sessi a una riconciliata unità, al reciproco riconoscersi, a quello stare insieme che solo favorisce l’autonomia. Sono voci, pur cosi individualmente caratterizzate, che si fanno in qualche modo, da un capitolo all’altro, eco e richiamo, e dibattono insieme stabilendo terreni comuni e suggerendo approcci di nuove strade. Una fecondità che nasce dallo scambio nella ricerca.Note sull’Autrice – Sabina Caligiani, giornalista, è laureata in giurisprudenza e specializzata in Comunicazioni Sociali con particolare attinenza alla missione della Chiesa.

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Bangladesh: a Cox’s Bazar un progetto per fornire nuove competenze a donne locali e rifugiate

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Un nuovo progetto formativo nel Bangladesh sudorientale volto a promuovere l’autonomia sia delle donne delle comunità che accolgono rifugiati sia delle donne rifugiate Rohingya è finalmente divenuto operativo a Cox’s Bazar. Il progetto, che potenzialmente può segnare una svolta per le donne di queste comunità, è sostenuto dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. L’UNHCR ha collaborato con la Ayesha Abed Foundation (AAF) – braccio umanitario della ONG nostra partner BRAC – per sostenere un programma che mira a creare opportunità lavorative attraverso lo sviluppo di competenze nella produzione di manufatti.Il progetto è formalmente cominciato a febbraio e attualmente è in fase di ampliamento. Presso il principale centro di formazione, inaugurato da poco a Ukhiya, le donne del posto apprendono la serigrafia, la xilografia e la sartoria. Diciotto sedi distaccate stanno per essere inaugurate in altre aree di Cox’s Bazar nonché nei campi in cui le donne rifugiate produrranno diversi disegni ricamati a mano.Entro la fine del primo anno, l’obiettivo è quello di formare 500 donne, la metà delle quali rifugiate. Se il progetto avrà successo, l’ambizione è quella di estenderlo alla partecipazione di altre centinaia di donne. Le partecipanti ricevono un piccolo compenso durante i sei mesi di formazione. Attualmente l’UNHCR sta finanziando il programma, ma la speranza è quella di vedere il progetto riproposto anche in futuro. Fra i manufatti che saranno prodotti vi sono tessuti ricamati a mano da rifugiati, indumenti per bambini, donne e uomini e articoli per la casa. I prodotti finiti saranno venduti in uno degli outlet più conosciuti del Bangladesh – Aarong – un’impresa sociale lanciata da BRAC oltre quarant’anni fa per offrire fonti di reddito alle donne che vivono nelle campagne.Nell’ambito di questo progetto, Aarong fornisce le materie prime e i disegni da sviluppare alla Ayesha Abed Foundation. La metà dei profitti è destinata a BRAC per i propri progetti dedicati allo sviluppo, mentre l’altra metà viene investita per incrementare le opportunità di impiego. Questo progetto pilota è considerato un modello di sostegno a queste comunità attraverso la formazione e lo sviluppo di competenze. Cox’s Bazar è una delle aree più povere e sottosviluppate del Bangladesh, con poche opportunità di lavoro al di fuori del settore agricolo. Le comunità bangladesi di Cox’s Bazar sono state le prime a rispondere alla crisi di rifugiati iniziata ad agosto 2017 e ad accogliere generosamente centinaia di migliaia di Rohingya fuggiti dalle violenze e dalle persecuzioni in atto in Myanmar.La maggior parte delle donne rifugiate Rohingya beneficiarie della formazione in ricamo è costituita da vedove o madri di famiglia sole e di età compresa fra i 18 e i 40 anni, senza alcuna esperienza pregressa nel lavoro di cucito.

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Vendita a domicilio: il lavoro che premia le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Un esercito di oltre 147mila donne, di ogni provenienza geografica ed età, dalle giovanissime alle signore in pensione, tutte accomunate da un obiettivo: trovare realizzazione e successo attraverso una professione caratterizzata da flessibilità, autonomia e meritocrazia. È questo l’identikit delle venditrici a domicilio delle aziende di Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore. «Rappresentano il 92,5% della forza vendita delle imprese associate – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – ed entrando quotidianamente nelle case degli italiani, con il porta a porta o il party plan (le vendite per riunione), non propongono solo prodotti da acquistare, ma soprattutto intessono relazioni, creano momenti di condivisione, si pongono come vere e proprie consulenti per il proprio settore, offrendo alla clientela una customer experience di assoluta eccellenza». Preparate, professionali e appassionate, nel 2018 hanno contribuito a un risultato d’esercizio delle aziende di Univendita pari a 1,662 miliardi di euro complessivi. Un successo che non è solo economico per le oltre 147mila incaricate. «La vendita a domicilio offre due vantaggi molto attrattivi per la componente femminile: flessibilità e meritocrazia – spiega Ciro Sinatra –. È un lavoro che si concilia con gli impegni familiari e dove irisultati sono diretta conseguenza dell’impegno. Spesso si comincia part-time per assicurarsi un’entrata in più mentre si studia o si segue la famiglia, ma per molte è un’occupazione a tempo pieno che consente di crescere e fare carriera».

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Nuovi centri e case rifugio per le donne vittime di violenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Una mozione che chiede alla Lombardia di “dare piena attuazione” al “Piano quadriennale regionale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne”. A depositarla, in previsione della discussione in Consiglio regionale di martedì 5 marzo prossimo, Monica Forte, consigliere del M5S Lombardia e Presidente della Commissione regionale Antimafia.La mozione chiede alla regione di attivarsi presso il Governo per il trasferimento delle risorse per la creazione di nuovi centri antiviolenza e case-rifugio utilizzando beni sottratti alla criminalità organizzata.Per Monica Forte, va immediatamente intercettato “il bisogno sui territori di una diffusione capillare degli interventi per migliorare la copertura e la qualità dei servizi antiviolenza rivolti alle donne”.“Stando ai dati da gennaio ottobre 2018 sono state 3890 le donne che si sono rivolte ai 27 centri operativi in lombardia per sottrarsi a violenze, abusi, vessazioni e molestie. È stato un massacro di fronte al quale dobbiamo fornire una via di fuga e di salvezza in modo capillare.Proprio per questo i servizi e la destinazione di risorse devono essere efficienti. La quota che spetta alla Lombardia è di 933.899 euro che possono essere investiti restituendo alla collettività i beni immobili sottratti alla criminalità organizzata trasformandoli in centri antiviolenza e case rifugio, identificando gli immobili già idonei a questa destinazione. L’idea è di togliere al crimine e offrire più assistenza e protezione alle vittime di violenza”.“Accogliere, sostenere e accompagnare all’autonomia le donne vittime di violenza sono obiettivi condivisi e raggiungibili, la Lombardia deve fare tutto il possibile per salvare la vita di centinaia di innocenti”, conclude Forte.

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Musiche di donne deportate

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

Roma Mercoledì 16 gennaio 2019, ore 20.30 Auditorium Parco della Musica Via Pietro de Coubertin, 30 Sala Sinopoli Ingresso gratuito. musiche di donne deportate per inaugurare le celebrazioni per il Giorno della Memoria 2019, col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promosso dall’Unione delle Comunità.
Il dramma umano si sublima nel canto di madri, spose, ragazze e donne anziane. Durante la Seconda Guerra Mondiale, internate nei lager tedeschi, nei gulag russi, nei campi giapponesi e africani, moltissime donne composero musica, a volte con il consenso dei loro aguzzini, a volte segretamente. Sono pagine di grande bellezza e valore, che invitano a riflettere su un lato ancora poco conosciuto della creazione musicale, quello femminile. La storia è ricca di musicisti famosi, ma poche sono le donne compositrici conosciute.

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Molto bassa la presenza delle donne ai vertici aziendali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Global Strategy, società di consulenza strategica e finanziaria fondata e guidata da Antonella Negri-Clementi, ha presentato lo scorso ottobre i risultati della decima edizione dell’Osservatorio PMI: sono state identificate 724 aziende Eccellenti, che hanno registrato negli ultimi 5 anni risultati sistematicamente migliori rispetto ai competitor di settore in termini di crescita, redditività e solidità finanziaria.Dall’analisi è emerso che il 75% delle 724 Eccellenti è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, mentre il restante 25% da un Amministratore Unico, per un totale di 2.369 tra Amministratori e Consiglieri, di cui 1.913 uomini e 456 donne (cioè il 19% del totale).
In particolare, il 57% degli Organi Amministrativi delle aziende eccellenti è costituito esclusivamente da uomini. Nel restante 43% è presente una componente femminile, che però, in molti casi, si limita ad una presenza “obbligata” per le “quote rosa”. Con il crescere del numero di Consiglieri aumentano le Aziende con donne nel CdA ma non la percentuale di donne sul totale degli Amministratori.Gli Amministratori hanno un’età media di 56,4 anni; in media le Amministratrici donna sono più giovani di 2,1 anni rispetto agli Amministratori uomo (54,7 vs 56,8 anni).
A livello geografico la maggior penetrazione di Eccellenti con presenza di donne tra gli Amministratori e Consiglieri sul totale delle Eccellenti si registra nelle regioni del Nord Ovest (il 50% contro il 43% a livello nazionale) e la minore nel Sud e nelle Isole(18%).
I macrosettori nei quali è maggiore, in percentuale, la presenza di Aziende Eccellenti con almeno una componente femminile nell’Organo Amministrativo sono il Manifatturiero (45%), e i Servizi (46%), il Commercio si attesta al 37%. Nella fattispecie, Meccanica e Alimentari e Bevande sono i settori che più si distinguono.

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Oltre 3 milioni di donne in Italia soffrono d’incontinenza urinaria

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il disturbo colpisce soprattutto sopra i 60 anni ma non solo. Il 20% dei casi riguarda infatti le under 30 e ben il 40% donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Il 61% non ne parla col medico, questo l’allarme dell’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico (AIUG). “Siamo in prima linea per far comprendere che questo disturbo si può affrontare – sottolinea Gennaro Trezza, presidente dell’Associazione – è necessario superare l’imbarazzo e parlarne con uno specialista”. Diversi i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza, fra i quali: stitichezza, obesità, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, menopausa, fumo. Il parto per via naturale è un fattore che predispone la donna all’incontinenza da sforzo, in quanto la regione pelvica risulta molto stressata. Il ruolo dell’ostetrica nel prevenire o affrontare questo disturbo può essere determinante. Insegnare, informare e consigliare alle donne come allenare il pavimento pelvico possono fare la differenza. I ginecologi AIUG, riuniti a Napoli presso il castello Maschio Angioino, hanno discusso le novità in merito a riabilitazione, incontinenza urinaria femminile e prolasso utero vaginale. L’evento, organizzato in collaborazione con SCCL (Società Campano Calabro Lucana di Ginecologia e Ostetricia) era presieduto da Gennaro Trezza – Presidente Nazionale AIUG –, Mario Passaro – presidente SCCL -, Antonio Chiantera presidente onorario del convegno e Carlo Rappa e Giampaolo Mainini co-direttori del corso. L’incontro di avvicinamento alle patologie uroginecologiche “Basic Riab”, è stato incentrato sull’incontinenza urinaria da sforzo femminile con una particolare attenzione su prevenzione e terapie. Il corso destinato a medici, personale sanitario e ostetriche ha sottolineato l’importanza di una corretta formazione degli specialisti per creare figure preparate e abbattere i costi. L’evento ha visto anche la collaborazione con la “Casa di Cura Andrea Grimaldi” che tra le prestazioni di uroginecologia aggiunge la neuromodulazione sacrale, diventando il primo centro campano ad effettuarla. Il Gruppo Grimaldi inoltre sostiene PinkCare, una piattaforma di e-Health dedicata alle donne con lo scopo di aiutare e indirizzare loro nel percorso di prevenzione, benessere e cura. Durante la giornata l’Associazione ha illustrato i dati di un sondaggio svolto su oltre 2.000 Italiane, che evidenziano come sia sempre più importante avere delle figure di riferimento che le accompagnino lungo l’intero percorso, dal menarca fino al periodo post menopausa. “Vogliamo creare una rete territoriale di riferimento – conclude Trezza – in cui le donne vengano assistite da personale altamente formato. Bisogna fare prevenzione e portare alla luce questo disturbo di cui ancora troppo poco si parla”.

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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Promuovere la conoscenza e l’adozione di forme di comunicazione non violente, che aprano la strada ad una nuova cultura della relazione basata sull’ascolto, sulla comprensione e sul rispetto. Con questo obiettivo  Roma Capitale ha celebrato la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In particolare, presso la Protomoteca del Campidoglio, si è tenuto il convegno organizzato dalla Commissione Capitolina delle Pari Opportunità “La schiavitù invisibile e il business della prostituzione”. Vi hanno  partecipato la Sindaca Virginia Raggi, l’assessora di Roma Capitale per Roma Semplice e Pari Opportunità Flavia Marzano e l’assessora di Roma Capitale per la Persona, la Scuola e la Comunità solidale Laura Baldassarre. E’ seguito dalle 14.30 alle 17.00, “Ti amo da vivere”: monologhi teatrali, letture di poesie e video sul tema della violenza contro le donne.Sarà presente, nell’area sottostante la Scalinata del Vignola, il Camper del “Progetto della Polizia di Stato – Questo non è amore”, con a bordo un’equipe multidisciplinare di personale della Polizia di Stato che svolgerà attività informativa e di prevenzione contro la violenza di genere. Entrambi gli eventi ospiteranno inoltre, all’interno della Protomoteca, una mostra fotografica sul femminicidio di Marco Picistrelli.“Sin dal nostro insediamento, abbiamo rafforzato le azioni e le iniziative per contrastare la violenza sulle donne. Va, altresì, ricordato che lo scorso marzo sono stati aperti tre nuovi Centri Antiviolenza nei Municipi VI, VII e VIII. Nei primi sei mesi di attività, queste strutture hanno accolto 443 donne. È stato poi attivato l’avviso pubblico per l’apertura di altri 2 nuovi Centri Antiviolenza, nei Municipi I e III”, spiega la Sindaca di Roma Virginia Raggi.“I Centri sono aperti per almeno cinque giorni a settimana, garantiscono un numero telefonico attivo 24 ore su 24 e assicurano, attraverso un percorso personalizzato, ascolto, accoglienza, assistenza psicologica, assistenza legale, supporto, orientamento al lavoro, orientamento all’autonomia abitativa. Queste realtà si erano aggiunte a due Case Rifugio e a una Casa per la Semiautonomia già attive sul territorio capitolino.Nel complesso siamo al lavoro per garantire almeno un Centro Antiviolenza in ogni Municipio, come previsto dalle nostre linee programmatiche. Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema della tratta delle donne. Il servizio ‘Roxanne’ assicura ogni giorno protezione e reinserimento sociale a donne vittime del traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, operando per garantire la fruizione dei diritti individuali. Prevenzione, contrasto e recupero sono le tre dimensioni che occorre coniugare sempre per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione contro le donne”, ha concluso la sindaca.

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Donne: in Campidoglio un convegno sulla violenza di genere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

A pochi giorni dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne si è tenuto in Campidoglio, presso la Sala della Protomoteca, il convegno dal titolo Stalking, violenza domestica e alienazione parentale. Percorsi di conoscenza, prevenzione e contrasto, promosso e organizzato dalla Lista Civica Con Giorgia. Obiettivo dell’incontro sarà analizzare i fattori capaci di contrastare questi fenomeni, purtroppo sempre più attuali e ‘trasversali’ anche nel nostro Paese, e valutare le modalità con cui affrontare adeguatamente e concretamente i percorsi in grado di prevenirli.Il numero delle donne vittime di violenza sale purtroppo di continuo e, giorno dopo giorno, diventa un’emergenza. Basti pensare che in Europa una donna su tre ha subito violenza almeno una volta nella vita.La legislazione italiana non contempla la definizione di femminicidio inteso come un omicidio in cui l’appartenenza al genere femminile della vittima è causa essenziale e movente dell’omicidio stesso. Eppure le donne continuano a morire. Come emerso dai dati presentati dal Viminale a metà agosto e relativi ai 12 mesi precedenti, in Italia sono stati oltre 130 gli omicidi commessi ai danni delle donne. Stragi spesso annunciate e troppe volte sottovalutate, a volte avvenute per mano di un uomo, un compagno, un familiare. Come dire che la violenza non ha confini ma ha le chiavi di casa. Alla violenza più estrema, quella che porta alla morte, si aggiungono poi varie altre forme di fenomeni violenti, non per questo meno vili o meno gravi: la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia, le percosse e, infine, lo stalking, che tende a ridurre la vittima in uno stato di ansia e angoscia attraverso atti persecutori e, in alcune circostanze, anche fisici.
Dati Istat alla mano, nel 2015 oltre 3 milioni di donne sono state vittime di stalking, numeri parziali visto che molti casi non vengono denunciati per la ‘paura’, la ‘vergogna’, il ‘senso di frustrazione’ e la complessità di gestire le patologie della vita familiare all’interno delle quali spesso si verificano gli atti persecutori. Un bollettino di guerra molto pesante e quasi quotidianamente presente sui giornali, una mattanza alla quale occorre mettere la parola fine.A Roma la situazione è decisamente grave, come testimoniano anche i fatti di cronaca degli ultimi giorni.Secondo i dati forniti dalla Questura nel 2017 il numero delle violenze sessuali è pari a 220, quasi 20 stupri al mese solo nel Comune di Roma. Il dato è ancora più terribile se paragonato agli anni precedenti: le violenze sono state 184 nel 2016 e 187 nel 2015, un aumento del 20% che diventa del 33% nei casi in cui le vittime sono minori di 14 anni. Nel 2017 sono stati 12 gli stupri subiti da adolescenti, 9 l’anno prima e 7 nel 2015. «Nei mesi scorsi ho presentato al Sindaco e alla Giunta – dichiara Rachele Mussolini alcune interrogazioni finalizzate a monitorare i risultati raggiunti dall’istituzione di telecamere per la sicurezza di aree particolarmente rischiose o di una tariffazione “dedicata” che consenta alle donne, nelle fasce orarie notturne, di servirsi del servizio taxi”. E soggiunge: ” Come donna e come rappresentante del mondo delle istituzioni credo, infatti, che sia assolutamente doveroso da parte della politica affrontare con coraggio e determinazione la questione della violenza sulle donne, piaga sociale mai sopita». «E’ indispensabile, in tal senso, disegnare un sistema integrato di politiche pubbliche orientate in chiave preventiva alla salvaguardia e alla promozione dei diritti umani delle donne, al rispetto della loro dignità e alla tutela dei figli, ma anche potenziare le forme di assistenza, sostegno e protezione delle vittime a 360 gradi»
Particolarmente significativi gli interventi di alcuni dei maggiori esperti in diritto di famiglia e diritto della persona: gli avvocati Daniela Missaglia, Anna Pettene e Marcello Melandri, i magistrati Giuseppe Buffone, Valerio De Gioia e Vincenzo Barba. Insieme a loro prenderanno parte ai lavori anche il neurologo e psichiatra forense Stefano Ferracuti e la giornalista Antonella Delprino.

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Concerto dedicato alle donne vittime di violenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Torino 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, al Piccolo Regio, a Torino, per la serata ‘D’amore non si muore’. L’appuntamento è per le 18. Porteranno i saluti il presidente Sergio Chiamparino, l’assessora Cerutti. Sul palco saliranno anche le donne vittime di violenza con le loro testimonianze. Subito dopo, inizierà il concerto dei Syndone, gruppo piemontese, che suonerà musiche tratte dall’album, Mysoginia.

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Festival del giornalismo digitale: “donne come noi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

Varese dall’8 all’11 novembre nell’ambito del Festival del giornalismo digitale organizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia sarà dedicato ampio spazio alla questione femminile. Tra gli oltre 150 speaker che interverranno nei 60 appuntamenti, molte sono donne. Dalla conduttrice televisiva Filippa Lagerback alla direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda, per arrivare a Sarah Hartley manager di Google DNI, all’esperta di comunicazione Barbara Sgarzi e alle giornaliste Conchita Sannino e Alessia Maccaferri e alle scrittrici Margherita Oggero, Sara Magnoli e Simona Vinci.
«I sette ambiti tematici nei quali è stato organizzato il Festival di quest’anno – arte, cibo, musica, cinema, economy, sociale e salute – ci hanno offerto lo spunto per dare voce alle donne, produttrici di storie e di valore», osserva Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «La scrittura femminile è stato un importante strumento di emancipazione e se oggi il ruolo della donna è cambiato e s’è rafforzato, ovunque nelle redazioni, ma anche nella società, lo dobbiamo a chi della cultura e della divulgazione ha fatto la sua ragione di vita, la sua battaglia».
Le donne saranno le protagoniste assolute della serata del 10 novembre. Nella sala napoleonica del centro congressi Ville Ponti, la direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda sarà al centro di un talk show in cui scrittrici, giornaliste e influencer discuteranno di come si parla oggi di donne sui media, nel dibattito pubblico, nelle conversazioni private. Sul palco si alterneranno le storie di alcune protagoniste del libro “Donne come noi. 100 storie di italiane che hanno fatto cose eccezionali” (Sperling & Kupfer): atlete, scienziate, economiste che in cinque minuti racconteranno il loro modo di essere donne oltre gli stereotipi.
Varese dall’8 all’11 novembre nell’ambito del Festival del giornalismo digitale organizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia sarà dedicato ampio spazio alla questione femminile. Tra gli oltre 150 speaker che interverranno nei 60 appuntamenti, molte sono donne. Dalla conduttrice televisiva Filippa Lagerback alla direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda, per arrivare a Sarah Hartley manager di Google DNI, all’esperta di comunicazione Barbara Sgarzi e alle giornaliste Conchita Sannino e Alessia Maccaferri e alle scrittrici Margherita Oggero, Sara Magnoli e Simona Vinci.
«I sette ambiti tematici nei quali è stato organizzato il Festival di quest’anno – arte, cibo, musica, cinema, economy, sociale e salute – ci hanno offerto lo spunto per dare voce alle donne, produttrici di storie e di valore», osserva Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «La scrittura femminile è stato un importante strumento di emancipazione e se oggi il ruolo della donna è cambiato e s’è rafforzato, ovunque nelle redazioni, ma anche nella società, lo dobbiamo a chi della cultura e della divulgazione ha fatto la sua ragione di vita, la sua battaglia».
Le donne saranno le protagoniste assolute della serata del 10 novembre. Nella sala napoleonica del centro congressi Ville Ponti, la direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda sarà al centro di un talk show in cui scrittrici, giornaliste e influencer discuteranno di come si parla oggi di donne sui media, nel dibattito pubblico, nelle conversazioni private. Sul palco si alterneranno le storie di alcune protagoniste del libro “Donne come noi. 100 storie di italiane che hanno fatto cose eccezionali” (Sperling & Kupfer): atlete, scienziate, economiste che in cinque minuti racconteranno il loro modo di essere donne oltre gli stereotipi.

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Giuliana Cusino: Donne vi voglio cantare

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Mantova. Dal 22 settembre al 4 ottobre 2018 Inaugurazione Sabato 22 settembre, ore 17.30 alla presenza dell’artista la Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di Via Ippolito Nievo 10, ospiterà la mostra personale dell’artista torinese Giuliana Cusino intitolata “Donne vi voglio cantare”.In mostra una serie di pannelli in ceramica raku realizzati dall’artista dal 2017 ad oggi.L’inaugurazione della mostra si svolgerà Sabato 22 settembre alle ore 17.30 alla presenza dell’artista.
Giuliana Cusino ha sviluppato con l’arte un rapporto che oggi la trova vivace creatrice di proposte figurate. Esegue quelle immagini, a cui da sempre dà vita, mettendo insieme colori e forme, lasciato il foglio bianco per il raku, tecnica ceramica tra le più laboriose e impegnative. Questo fa sì che le sue creazioni, solo apparentemente immediate, rendano un senso di complessità domata che sfugge a chi si accosti alla sua arte senza sapere della tecnica e dei lunghi processi che la caratterizzano.Mi è già capitato di scherzare con Giuliana, paragonando i suoi manufatti a ‘prodotti da forno’ della più elaborata pasticceria, ma oso riprendere il paragone, certo di non uscire dal seminato, perché sempre di ‘prodotti da forno’ si tratta. Infatti: quale prodigiosa maestria! e quanta operosità! soprattutto se, per il processo di fabbricazione, il ceramista stesso è impedito fino alla fine non solo di conoscere l’effetto finale di colori ed increspi materici, ma addirittura di sapere se la materia lavorata supererà indenne la prova dell’ultima cottura…Giuliana ha un gusto per il ritorno all’arte dei grandi, li rilegge e li reinterpreta in un rapporto di genuina confidenza, e dall’intimità con il loro mondo non solo li ha meno distanti e remoti ma trae delle proposte per i suoi manufatti.Servendosi della massa argillosa, ma senza dare ad essa definizione spaziale, ché si mantiene per lo più sulle due dimensioni, crea opere che non sono mai bassorilievi. Ma veri e propri fogli d’album che usa per le sue composizioni, composizioni che le giungono da quei momenti nei quali metteva la sua creatività a disposizione del mondo dei piccoli, nella scuola e nell’editoria. Ora, con il raku, riprende i soggetti e i colori di un tempo e dà loro corpo e figura artistica esclusiva. Essi trovano vaghi richiami nei mosaici e nei vetri cattedrali, e, davvero i suoi risultati sono notevoli, le tavole a cui dà forma solo lei può crearle, ricche come sono di quei cromatismi che le fanno vive, e prive di ogni traccia di bianco, foss’anche il contenuto di un riflesso, e tutte vivono di profonde espressioni poetiche.Non si sa, in questo lavorio improntato su antiche ricette, quale ruolo il caso possa giocare, quale invece la consapevolezza. Per definire le sue creazioni, noi ritroviamo in esse un’arte vera e un’ispirazione genuina, vissute con trasporto e passionalità. Arte di cose piccole, come spesso lo sono anche i suoi soggetti, fatti di una materia tanto povera quanto la terra, che lei, novello Demiurgo, ha plasmato, formato, colorato per poi proporci, in serena umiltà, ma con sincero trasporto spirituale. (Carlo Alfonso Maria Burdet)

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Sei giornate per conoscere la colangite biliare primitiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

Domenica 9 settembre si celebra in tutto il mondo il PBC Day, la giornata dedicata alla colangite biliare primitiva, una malattia autoimmune del fegato che in Italia colpisce circa 13 mila persone. Precedentemente nota come cirrosi biliare primitiva, la PBC è una patologia cronica che, se non trattata, può progredire in fibrosi, cirrosi, insufficienza epatica e decesso, a meno che il paziente non riceva un trapianto di fegato. Nonostante sia molto rara, è la più comune malattia epatica colestatica e colpisce prevalentemente le donne (che rappresentano il 90% dei pazienti): l’esordio della patologia è generalmente fra i 35 e i 60 anni di età. Partecipano al PBC Day 19 associazioni presenti in Europa, Stati Uniti e Canada, impegnate nella lotta contro le malattie epatiche autoimmuni. In Italia, l’associazione AMAF Monza Onlus, nata appena un anno fa ma già molto attiva, ha deciso di dedicare cinque giornate alla patologia. Con l’occasione del PBC Day, infatti, AMAF posizionerà dei gazebo all’ingresso di cinque importanti strutture ospedaliere italiane, dove si potrà creare un momento di informazione e confronto tra i pazienti e anche tra medici specialisti e pazienti.“Tutti coloro che decideranno di recarsi presso i punti d’incontro stabiliti da AMAF, all’interno delle strutture ospedaliere delle città coinvolte nell’iniziativa, potranno ricevere vario materiale informativo e confrontarsi direttamente con i nostri iscritti e con i medici specialisti che si avvicenderanno nelle postazioni dell’associazione”, spiega il presidente, Davide Salvioni. “Il principale argomento trattato sarà certamente la PBC, ma non mancherà occasione per parlare delle altre malattie autoimmuni del fegato e dell’attività di AMAF. Gli appuntamenti saranno distribuiti nel corso del mese di settembre e il fatto di recarsi in cinque città (certamente rappresentative anche a livello scientifico) da nord a sud del nostro Paese, sarà per l’associazione anche un tentativo di incontrare idealmente tutti i pazienti italiani e dialogare con loro, per così dire, in casa propria”, conclude Salvioni.

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