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Nuovo DPCM: C’è anche lo sblocco dei concorsi pubblici, massimo 30 candidati alla volta

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Arrivano novità importanti sulla bozza del nuovo DPCM esaminata nelle ultime ore dal Consiglio dei Ministri: inizialmente, il testo non prevedeva alcuna modifica per quanto attiene al concorso straordinario rivolto agli aspiranti docenti della scuola secondaria di secondo grado, ma durante la riunione, scrive oggi Orizzonte Scuola, le ministre del Movimento Cinque Stelle, Lucia Azzolina e Fabiana Dadone hanno ottenuto la modifica. E avrebbero anche trovato con immediatezza il sostegno di tutte le forze di maggioranza. La misura entrerà nel Dpcm contenente le nuove misure anti Covid, che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore.L’Anief vuole guardare oltre: per superare il difficile periodo contraddistinto dalla pandemia, che sta producendo pesanti ricadute sulla stabilizzazione del personale, compreso quello scolastico, il sindacato è sempre più convinto che occorra introdurre corsi abilitanti periodici, senza numero chiuso, e la riapertura annuale delle Graduatorie ad esaurimento. Inoltre, ma in subordine, bisogna trasformare i concorsi straordinari in non selettivi, così da permettere a tutti i precari di parteciparvi, prevedendone stavolta uno anche per la scuola dell’infanzia e primaria, per gli insegnanti di religione cattolica e per gli educatori.C’è poi da risolvere il problema del mancato concorso per l’assunzione degli insegnanti di Religione Cattolica per coprire gli oltre 10 mila posti vacanti nel prossimo triennio come previsto dalla legge 159 del 2019: dopo l’intesa di dicembre tra Cei e ministero dell’Istruzione, atto preliminare per poter procedere con il bando vero e proprio, si è stabilito che il testo sulla selezione nazionale uscirà entro il 2021. È bene che si riservi una parte consistente dei posti liberi ai tanti docenti supplenti storici di Religione che attendo la stabilizzazione anche da più di 20 anni e che rischiano seriamente di andare in pensione da supplenti.

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Covid-19: Nuovo Dpcm

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene una Regione, dal 5 novembre al 3 dicembre. Una riunione finale tra il capo del governo, i capi delegazione, i ministri Francesco Boccia, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli e il sottosegretario Riccardo Fraccaro mette un punto ai contrasti tra l’esecutivo e le Regioni. Poche le concessioni del primo alle seconde, con una appendice: il capitolo ristori che, su pressing dei governatori, Conte sarà costretto ad allargare rispetto alle previsioni. In una lettera inviata da Boccia e dal titolare della Salute Roberto Speranza alle Regioni i due ministri rispondono ai rilievi inviati sul Dpcm. Sull’elaborazione dei dati – decisiva per stabilire in quale fascia di rischio collocare una Regione – il decreto «garantisce il coinvolgimento» delle Regioni stesse, spiega il governo. Non solo, infatti, i governatori partecipano alla cabina di regia sull’emergenza sanitaria ma nel Dpcm si precisa che il ministero della Salute emetterà le ordinanze di chiusura «sentiti» i presidenti delle Regioni, si sottolinea nella lettera. Al momento, dunque, sulle distinzioni regionali tra zone rosse, arancioni e verdi non ci sono ancora certezze. È, però, piuttosto certo, secondo quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm, che vigerà un coprifuoco nazionale dalle 22:00 alle 5:00, fascia oraria durante la quale saranno consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. (fonte Doctor33)

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Nuovo DPCM: Cosa cambia per la scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Il nuovo Dpcm, in atto da oggi, cambia anche le modalità di svolgimento delle lezioni e dell’organizzazione scolastica. Come riporta la stampa specializzata, tra le misure nazionali rientra la didattica digitale integrata al 100% nelle scuole superiori: “Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”. Nel primo ciclo istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia l’attività continua a svolgersi in presenza. E durante tutte le lezioni in presenze la mascherina sarà obbligatoria, anche quando gli alunni saranno seduti al banco. Il decreto sospende “i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio […] da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti”.Per quel che riguarda le riunioni di tutti gli organi collegiali (Consigli di classe, Collegi di docenti, Consigli d’Istituto) “delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado”, il Governo ha deciso che potranno “essere svolte solo con modalità a distanza”. Anche “il rinnovo degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche avviene secondo modalità a distanza nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni”.Solo nelle zone caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, si legge nel testo in via di approvazione finale, “ferma la possibilità di svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia […] e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di I grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti coinvolti e in caso di bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”. Nelle aree “rosse” a scuola dunque andranno solo gli alunni fino alla prima media. In queste zone del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata e massima gravità e da un livello di rischio alto, gli spostamenti saranno consentiti per i genitori accompagnatori dei figli a scuola. Il Dpcm porterà anche uno stop ai concorsi: nella bozza del Dpcm è previsto che anche le prove del concorso straordinario della secondaria, le cui operazioni sono attualmente in via di svolgimento, verranno sospese.

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Covid-19, Conte firma Dpcm. Ecco le principali novità

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Divieto di feste private al chiuso o all’aperto e “forte raccomandazione” a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. È la novità principale del nuovo Dpcm firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza, che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni. Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto. Torna poi il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale. Ecco le principali novità, contenute nell’ultima bozza: MASCHERINE – L’articolo 1 del Dpcm stabilisce che “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sè dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”. Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre “fortemente raccomandato” l’utilizzo dei dispositivi “anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”. FESTE – Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. La novità, rispetto ai precedenti Dpcm, è che sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto. Restano consentite, con le regole fissate dai protocolli già in vigore, le cerimonie civili o religiose come i matrimoni. Le feste conseguenti alle cerimonie possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Nelle abitazioni private è “comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi” in numero “superiore a 6”. GITE SCOLASTICHE – Il Dpcm interviene anche sulle gite degli studenti. “Sono sospesi – si legge nella bozza – i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio”. MOVIDA – La stretta riguarda bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. “Le attività dei servizi di ristorazione sono consentite fino alle 24 con servizio al tavolo e sino alle 21 in assenza di servizio al tavolo”. Resta consentita la “ristorazione con consegna a domicilio” e la “ristorazione con asporto” ma “con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21”. CINEMA E CONCERTI – Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze. Le regioni e le province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome. STADI – Per le competizioni sportive è consentita la presenza di pubblico, “con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori” all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome. SPORT – Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Gli sport di contatto sono consentiti, si legge nella bozza del Dpcm, “da parte delle società professionistiche e a livello sia agonistico che di base dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”. (fonte Doctor33)

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Le “chicche” della Meloni sull’ultimo DPCM

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

«Brevi domande che mi vengono leggendo alcune disposizioni dell’ultimo decreto Covid: perché un locale dovrebbe chiudere alle 24 se rispetta tutte le misure per prevenire il contagio stabilite dal Governo? Anche i centri sociali dovranno chiudere alle 24 o potranno continuare violare le regole come fatto finora, perché non pagano le tasse e sono amici del Governo? Perché possono entrare fino a 200 persone in un teatro ma ai ricevimenti se ne possono invitare massimo 30? La capienza non dovrebbe dipendere dallo spazio che si ha a disposizione? Il divieto di assembramento vale anche per i clandestini che arrivano a centinaia stipati su un barcone, e quindi dobbiamo fermare gli sbarchi, o in quel caso le regole non valgono perché non vogliamo rischiare di far perdere fatturato agli scafisti? A quale velocità km/h l’attività motoria diventa attività sportiva? E chi la stabilisce? Nel Dpcm dello scorso 4 marzo, in pieno lockdown, Conte raccomandava di “usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate”, mentre oggi impone di portarla sempre e comunque. Diceva falsità allora o le dice ora? Domande semplici che, temo, non troveranno risposte sensate. Dopo nove mesi di poteri speciali e copiose task force, i grillopiddini ancora brancolano nel buio. Soluzioni ridicole pensate per devastare interi settori della nostra economia senza risolvere alcun problema. La misura è veramente colma». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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