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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘drammatico’

E’ un momento drammatico per la Chiesa cattolica

Posted by fidest press agency su domenica, 24 febbraio 2019

Film libri e giornali l’accusano, vecchie storie e nuove denunce si affollano, mentre essa stessa, con la recente riunione dei presidenti delle Conferenze episcopali a Roma insieme col papa fa una scelta di campo definitiva contro gli abusi sessuali, di coscienza e di potere del suo stesso clero, pur tra le proteste di qualche porporato riottoso.
Ma dietro questa facciata c’è un’altra partita anche più seria che si sta giocando: è la partita di quanti mirano a uno scisma nella Chiesa, gli uni per distruggerla, gli altri per distaccarla dalla guida di papa Francesco.
Tra i primi ci sono gli officianti del pensiero unico, che ritengono ormai incompatibile la persistenza della predicazione evangelica con la volata finale di un mondo senza pensiero forgiato e governato dal denaro nella sua ultima forma globale di liberismo selvaggio. A questo fronte senza saperlo dà un notevole apporto la campagna della destra teologica che in nome della tradizione si oppone al rinnovamento dell’annuncio evangelico “in quella forma” – come chiedeva papa Giovanni – “che i nostri tempi esigono”; la lettera del cardinale Müller contro il magistero di papa Francesco ne è l’ultimo esempio.
Tra i secondi c’è un’area progressista e riformista che critica papa Francesco “da sinistra”, accusando di immobilismo la sua Chiesa perché sono finora mancate riforme istituzionali, come la riforma della Curia, un’avanzata collegialità, una vera “democratizzazione”; ne è l’ultimo esempio il saggio di un professore di Bergamo, Marco Marzano su “Francesco e la rivoluzione mancata”, rilanciato dal “Fatto quotidiano” e anche da qualche sito cattolico. Esso invita “i progressisti a tentare la via della mobilitazione diretta” per denunciare la paralisi “imposta a un miliardo di fedeli cattolici da un’élite di anziani maschi celibi” e “a minacciare, se persisterà l’assoluto immobilismo, l’abbandono della barca e l’approdo ad altri territori ecclesiali più sensibili e interessati ad un rapporto meno ostile con la modernità e i suoi valori”, ossia “il metodo di Lutero”. È superfluo sottolineare qui la catastroficità di tale posizione apparentemente “innovatrice”. Vogliamo solo dire quanto sia sbagliata e conservatrice l’analisi di chi concepisce il rinnovamento della Chiesa solo come un cambio di carattere istituzionale e non come una rigenerazione del suo annuncio e della sua più profonda identità, lo stesso errore dei tradizionalisti che hanno sempre ridotto la Chiesa alla sua dimensione giuridicistica e fattuale.
Al contrario la Chiesa è rinnovata dalla Parola. L’istituzione ne è determinata. E non si può negare che la grande rivoluzione portata da papa Francesco sia stata quella della Parola, fino a una nuova rivelazione di Dio, delle religioni e della Chiesa.
Del resto questo non succede solo nella Chiesa. Ci sono discorsi, magari non subito seguiti dai fatti, che hanno cambiato il corso della storia.
Si pensi al discorso di Gesù nella sinagoga di Nazaret, che introdusse una nuova ermeneutica selettiva dell’Antico Testamento, separò la misericordia di Dio dalla sua vendetta e introdusse una lettura non sionista, non nazionalista cioè, delle Scritture ebraiche.
Si pensi al discorso di Paolo all’Areopago di Atene, che consegnò “il Dio ignoto” alle religioni e alle culture di tutti i popoli, senza rivendicarne l’esclusiva a una sola tradizione.
Si pensi al discorso di Gregorio Magno ai fedeli di Roma, straziati dai Longobardi di Agilulfo: “perito il popolo, scomparsi i potenti, assente il Senato, la città vuota ed in fiamme”, eppure il papa guarda al mondo nuovo che comincia, all’ascesa dei popoli nuovi, e fonda l’Europa.
E per venire a tempi più recenti, si pensi al discorso di Luigi Sturzo del 1905 a Caltagirone, che mutò l’identità dei cattolici italiani facendone non più sudditi del papa e araldi delle sue rivendicazioni temporali nella questione romana, ma cittadini dello Stato, fautori della democrazia, promotori della proporzionale e autonomi nelle loro scelte politiche, premessa necessaria del ruolo che essi avrebbero giocato dopo il fascismo.
Si pensi al discorso di Giovanni XXIII per l’inaugurazione del Concilio, nel quale attestò la Chiesa sulla frontiera della misericordia (“la medicina della misericordia invece delle armi del rigore”), l’attrezzò per l’”aggiornamento” dello stesso annuncio evangelico e sognò il sogno di una “Chiesa di tutti e soprattutto Chiesa dei poveri”.
Si pensi al discorso di Togliatti del 1963 a Bergamo sul “destino dell’uomo”, in cui il leader comunista riposizionava il suo partito, e l’idea stessa del comunismo, non più solo sul terreno delle lotte economiche e sociali, ma su quello di una nuova antropologia universalistica, per la quale la stessa coscienza religiosa, posta di fronte ai drammatici problemi del mondo contemporaneo, era chiamata in causa e poteva essere di stimolo al cambiamento della società.
Di papa Francesco non si può ancora dire quale sarà il discorso che farà storia, dopo il quale la Chiesa, tutt’altro che immobile, non sarà mai più quella di prima. Si potrebbe dire l’ “Evangelii gaudium” in cui questa nuova Chiesa è disegnata, la “Laudato sì” che coinvolge tutti gli abitanti del pianeta nella salvezza della Terra, i discorsi sulla misericordia che piantano il “Dio inedito” nel cuore di tutti gli uomini, oltre ogni diversità di religione, i discorsi ai movimenti popolari che esortano alla lotta, e non solo alla rivendicazione di un altro modo possibile, il discorso all’Europa per l’uscita dal regime di cristianità, i discorsi agli Stati per una rivoluzione degli ordinamenti che escludono e dell’economia che uccide, o il discorso con cui ha rovesciato fin nel catechismo una secolare dottrina che ammetteva la pena di morte. Più probabilmente, al di là di un singolo discorso, sarà il magistero globale di papa Francesco che avendo finalmente pensato la riforma della Chiesa a partire dalla riforma del papato (Santa Marta!) ha di fatto già realizzato quello che i suoi critici malevoli rifiutano, e che i suoi critici benevoli reclamano. Lo scisma è ormai fuori tempo.
È chiaro che questo non può bastare; il governo non è solo profezia, è anche istituzione, e un papa “governa” la Chiesa. Ma ogni cosa ha i suoi tempi, e in tempi selvatici come questi non si possono fare corti circuiti e false partenze. Ma di certo, se la Chiesa rimarrà fedele, “l’istituzione seguirà”; forse non oggi le riforme che tutti noi abbiamo nel cuore, ma certamente domani. (fonte: http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it)

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Teatro: Tre passi di donna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

tre passi di donnaRoma. Dal 3 al 13 marzo ore 21.00 – domenica ore 18.00 è in scena al Teatro Furio Camillo di Roma Via Camilla, 44. Tre passi di donna – Rassegna di Teatro al femminile. Le donne, protagoniste delle storie che andranno in scena, inseguono speranze e illusioni, cercano di lottare per un’esistenza migliore, reinventandola e reinventandosi. La rassegna, ormai al quarto anno di vita, spazia dal comico al drammatico, al teatro di ricerca corporea, per dare uno spaccato dei racconti al femminile che sia al di sopra del linguaggio stesso e che racconti un universo poliedrico e senza tempo. (Biglietto: posto unico € 13,00 Abbonamento per 3 spettacoli € 30,00 Abbonamento per 5 spettacoli € 40,00). (foto: tre passi di donna)

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Bankitalia e la crisi economica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

“I dati del bollettino economico di Bankitalia sono preoccupanti e costituiscono l’ulteriore prova che la situazione economica del paese è molto negativa. Meglio, dunque, farebbero avventati esponenti della maggioranza a tacere, invece di cantare vittoria, al primo timido segnale di ripresa, insignificante nel drammatico quadro generale” lo dichiara Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo di IDV alla Camera. “Nonostante da più autorevoli parti giungano ogni giorno allarmi più che giustificati, il ministro Tremonti continua a fare orecchie da mercante, parlando di rilancio e sviluppo senza indicare nessun progetto o azione concreta che serva a far crescere l’economia. L’unica proposta è un Dfp depresso e deprimente, che è come un’aspirina per un malato terminale” conclude Borghesi.

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La Commedia all’Italiana và a Teatro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

bassettiRoma, 27-28-29 luglio 2009, ore 21,30 Via Locri 42/44 TeatroLoSpazio.it (traversa di via Sannio, Metro San Giovanni). Locale climatizzato nell’ambito della  Rassegna di Teatro Italiano contemporaneo “La Commedia all’Italiana và a Teatro”  Direzione artistica  Rosario Galli e Carlo Prinzhofer  È di scena Le due sorelle di Alberto Bassetti con  Chiara Claudi e Desirée Giorgetti  regia  Mario Mattia Giorgetti.  Due sorelle dal destino cechoviano arrivano  ad affrontare, in una sorta di thriller psicologico, attraverso un dialogo incalzante a tratti comico, sentimentale, bizzarro, e sempre divertente, il tema drammatico e scottante dell’usura.  La rassegna “La Commedia all’Italiana và a Teatro”, è un omaggio a tempi belli della Commedia all’Italiana, un periodo felice del nostro cinema, con un raffronto al presente e lo sguardo volto al futuro, il tutto portato sulle tavole del palcoscenico. Questi i prossimi appuntamenti: Le due sorelle di Alberto Bassetti (27-28-29 luglio), La matematica sentimentale di e con Pierpaolo Palladino (4-5-6 agosto ore 21,30) e Il telegramma di Aldo Nicolaj (4-5-6 agosto ore 22,30) (foto bassetti)

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Press the 8 e l’appuntamento del G8 a L’Aquila

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

“Il G8 di L’Aquila non si apre con le migliori premesse: non ci sono certezze che le promesse fatte in questi anni per la lotta alla povertà e il cambiamento climatico dai leaders che si riuniscono sotto la guida italiana, vengano mantenute. Non vogliamo dare alibi al pessimismo. Giudicheremo alla fine. E’ per questo che la Coalizione Italiana contro la Povertà, sostenuta da 75 organizzazioni della società civile italiana e oltre 10 milioni di cittadini, vuole far crescere la pressione sui potenti della terra e portare le istanze del Sud del mondo sul tavolo dei negoziati, dichiara Laura Ciacci, portavoce della Coalizione”.  Il bilancio della crisi dell’attuale modello di sviluppo globale è drammatico: secondo le più recenti stime della FAO, le persone che soffrono la fame hanno ormai superato quota un miliardo. Più di due miliardi e mezzo di persone non hanno accesso a strutture igienico-sanitarie adeguate; ogni minuto una donna muore per cause connesse alla gravidanza e al parto; dieci milioni di bambini, il 99% dei quali nei paesi in via di sviluppo, muoiono ogni anno prima di compiere i 5 anni di vita, spesso per patologie evitabili; dei 33 milioni di persone colpite dall’HIV, di cui il 90% si trova in Africa sub-sahariana, solo 1 su 5 ha accesso ai farmaci indispensabili per continuare a vivere; oggi nel mondo ci sono 1 miliardo di disoccupati ed inoccupati e 781 milioni di adulti analfabeti, due terzi dei quali donne.  “Il Vertice di questa settimana rappresenta il banco di prova del G8 per dimostrare la sua reale efficacia. E questo può farlo solamente mantenendo gli impegni presi di fronte alla società civile internazionale. Il G8 deve dimostrare che sa prendere delle decisioni efficaci. Come Coalizione, seguiremo da vicino i lavori del G8 e saremo pronti a fare un bilancio dello stesso. Una cosa è certa: non mantenere gli impegni presi e non rispettare gli Obiettivi del Millennio così come gli obiettivi per la lotta al cambiamento climatico non solo significa rinunciare ad attuare strategie efficaci per combattere le crisi, ma ci costerà molto di più in futuro rispetto a quanto costi oggi”, concludono i due portavoce.

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