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Posts Tagged ‘droghe’

Prevenzione e repressione alle droghe spiegato agli studenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Si è concluso lo scorso fine settimana il ciclo di conferenze di educazione alla prevenzione organizzato dal Centro di Formazione Professionale di Terni. L’Istituto ha voluto infatti avvalersi della collaborazione dell’associazione Narconon per integrare nel proprio programma scolastico 2018-19 una serie di conferenze per i suoi studenti affinché siano educati alla salvaguardia della propria vita. Quest’ultima conferenza ha visto la partecipazione, oltre che ai responsabile del gruppo di prevenzione Narconon Terni, anche della dott.ssa Grenga, Comandante della Polizia Stradale ternana. Nella prima parte della conferenza, i docenti e gli oltre 100 studenti presenti hanno potuto comprendere l’inesistente differenza fra doghe leggere e droghe pesanti, gli effetti che queste sostanze causano sulla mente e il corpo e in particolare la diminuzione di attenzione mentale che procurano. La seconda, dedicata all’intervento della dott.ssa Genga, è stata incentrata sul mostrare gli aspetti legali e le gravi conseguenze procurate dalla flagranza dell’uso delle sostanze psicotrope. Per evidenziare la pericolosità della guida sotto gli effetti delle droghe e dell’alcol, sono stati mostrati dei veri video di incidenti stradali tratti dagli archivi storici della Polizia Stradale. Al termine della conferenza ai presenti è stata donata una pratica brochure sulla Marijuana che ne descrive gli effetti, i danni e ne confuta le principali falsità che circolano nella società attorno a questa “droga leggera”. Con la fine del ciclo di queste conferenze educative si può certamente confermare il positivo riscontro che questo genere di iniziative ha sui giovani, ma non di meno sui docenti, che hanno potuto arricchirsi e responsabilizzarsi grazie alle informazioni ricevute ed all’interazione con i volontari Narconon. Certamente anche l’intervento interdisciplinare da parte della comunità Narconon e della Polizia Stradale, che ci auguriamo possa continuare anche nel futuro, potrà dare i suoi frutti in termine di giovani sobri e di vite salvate.

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Ciclo di conferenze Narconon contro la droga

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

L’ultimo rapporto del 2018 dell’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) colloca l’Italia tra i primi posti in Europa nel consumo di droga. In particolare l’Italia è al secondo posto, dopo la Francia, per l’uso di cannabis ed al quarto per l’uso di cocaina. Dalle informazioni raccolte l’87% della popolazione europea ha dichiarato di aver usato cannabis nella propria vita, ma sono soprattutto i giovani a consumarne di più con una percentuale del 21% delle persone di età fra i 15-24 anni. In sostanza l’Italia è fra i Paesi europei con il più alto consumo di droghe, con il 22% di persone fra i 15 e i 64 anni che nel 2017 ha fatto uso di sostanze più o meno pesanti.
È un fenomeno di dimensioni enormi, in costante crescita e soprattutto con un sempre maggiore coinvolgimento dei ragazzi di minore età.
Purtroppo le strategie messe in campo finora e in particolare quella della legalizzazione non sono vincenti, basti pensare all’Olanda che, avendo adottato da anni una legislazione di questo genere, ha, come l’Italia, la stessa percentuale del 22% di persone che hanno usato droghe nel 2017. Riteniamo che uno strumento determinante, capace di migliorare il comportamento dei nostri ragazzi ed il loro senso critico siano delle vere e proprie lezioni di prevenzione. L’insegnamento su cosa sono le droghe, quali effetti causano mentalmente e fisicamente, l’esposizione delle più basilari verità, la smentita delle falsità che circolano su questi argomenti e delle oneste e puntuali risposte ai quesiti degli studenti siano vitali nella prevenzione alla tossicodipendenza e all’alcolismo.
Le comunità Narconon, presenti in Italia dall’inizio degli anni ’80, oltre a svolgere un’attività riabilitativa nei confronti di chi abusa di droga e alcol sono particolarmente impegnate da tempo nell’organizzare conferenze di prevenzione nelle scuole come quelle che sono state svolte nel recente fine settimana al Centro di Formazione Professionale di Terni e di Narni. Grazie a questo incontro gli studenti presenti hanno avuto modo di accrescere la loro consapevolezza inerente questa problematica sociale e migliorare il proprio senso critico fiduciosi di saper affrontare le tentazioni che il marketing della droga subdolamente propone loro a ogni angolo della strada.
Le entusiastiche dichiarazioni rilasciate dagli studenti in forma anonima al termine della conferenza fanno ben sperare nel fatto che si terranno alla larga da possibili coinvolgimenti in attività pericolose e illegali.
Gli operatori delle comunità Narconon confidano nel fatto che le autorità della Pubblica Istruzione intensifichino incontri simili.

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Le conferenze educative nelle scuole per fare prevenzione sulla droga

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Cosa sono le droghe? Perché una persona inizia a usarle? Esistono droghe leggere? Quali sono gli effetti delle droghe sulla mente e sul corpo? A queste e a altre domande gli studenti del Centro di Formazione Professionale di Terni hanno potuto ricevere le vere e puntuali risposte nel corso di una conferenza di prevenzione tenuta nello scorso fine settimana da Massimo Esposito del gruppo di prevenzione Narconon. Che la diffusione e lo spaccio a cielo aperto della droga sia ormai e purtroppo un fenomeno quotidiano non stupisce più nessuno, ma che questo mercato illegale sia aperto pure nei pressi delle scuole preoccupa non poco. Ne è testimonianza l’odierna operazione effettuata a Giudonia dai Carabinieri di Tivoli che ha portato all’arresto di 13 persone.
Il monitoraggio e la repressione del mercato della droga va certamente attuato ed intensificato, ma riteniamo che una grande attenzione vada principalmente rivolta ai clienti e quelli che sono i potenziali clienti di questo mercato: gli studenti.
E allora, come è possibile instillare in questi studenti delle vere informazioni e una cultura della prevenzione? Come è possibile raggiungere l’obiettivo che i giovani possano essere consapevoli delle pesanti conseguenze legate all’uso di droga e alcol? Come è possibile che siano in grado di ragionare correttamente in merito a queste problematiche?
Per quanto riguarda l’associazione Narconon la risposta, senza ombra di dubbio, non può che essere delle frequenti e sistematiche conferenze educativa di prevenzione nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile. L’esposizione delle informazioni veritiere, la confutazione delle falsità esistenti su questo fenomeno e l’interazione con gli studenti sono impareggiabili nel far crescere negli ascoltatori quel senso di certezza e comprensione che gli permetterà di rifiutare l’offerta del market della droga.
Sono stati migliaia gli studenti, come quelli del Centro di Formazione Professionale di Terni, che hanno potuto assistere ad una conferenza educativa Narconon e che alla fine hanno potuto dichiarare: “Grazie a questo incontro posso finalmente dire di aver capito cosa è la droga e quali sono i loro effetti”

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Alcol e droghe alla guida

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Bergamo. Mercoledì 10 ottobre mattinata di studio Auditorium “Lucio Parenzan” dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII al convegno “Alcol e droghe 4.0. La tecnologia al servizio della sicurezza stradale”. L’incontro è aperto tutti ed è gratuito con registrazione obbligatoria sul sito formazione.asst-pg23.it.
Le stime dicono che dal 30% al 50% degli incidenti stradali sono causati da alcol e droga alla guida, che resta la prima causa di morte nei giovani. Un binomio pericoloso quello tra sballo e volante che mette seriamente a rischio la sicurezza sulle strade. Anche in questo campo però la tecnologia può venire in aiuto: simulatori e tute che riproducono la guida in stato di ebrezza o disturbata da fattori come la stanchezza, etilometri collegati all’automobile che non parte se il risultato è positivo, alcol e drug test di ultima generazione, applicazioni per smartphone, ma anche modelli innovativi di controllo sulle strade e interventi educativi nei giovani che tengano conto delle nuove modalità di aggregazione nei locali del divertimento.
Ad aprire i lavori alle 9 del mattino Marco Riglietta, direttore dell’Unità Dipendenze del Papa Giovanni. A seguire si entrerà nel vivo del convengo con la prima sessione dedicata al controllo sulle strade, con interventi di Mirella Pontiggia, Comandante della Polizia Stradale di Bergamo, e di Marcel Solèr della Polizia stradale svizzera, che presenterà la nuova procedura seguita dalla Polizia Cantonale Dei Grigioni per accertare l’inabilità alla guida, che inizia con l’osservazione diretta dei comportamenti degli automobilismi da parte dei poliziotti che eseguono il controllo, secondo criteri specifici. Nella seconda sessione, dedicata ai locali del divertimento, interverranno Giordano Vecchi, gestore della discoteca Bolgia, e il deejay Tommaso Dapri, che porteranno la loro esperienza in prima linea come organizzatore di eventi di richiamo per i giovani.La terza e ultima sessione sarà invece dedicata alla prevenzione, con Andrea Noventa, psicologo del SerD di Bergamo e responsabile scientifico del convegno, che porterà l’esperienza del Progetto Safe Driver – che prevede, direttamente nei luoghi della movida bergamasca, l’affiancamento ai ragazzi nel proporre un’alternativa sicura alla guida in stato di ebrezza – e Roberto Cosentini che spiegherà la consulenza offerta al Pronto Soccorso ai pazienti che arrivano con intossicazione da sostanze psicoattive. Infine interverrà Monica Mecacci di Ford Italia, che presenterà il progetto Driving Skills For Life, programma di training rivolto in particolare ai neopatentati, per imparare tecniche di guida responsabile e acquisire maggiore destrezza nel riconoscere i pericoli, nel controllare l’auto, nel gestire la velocità e nell’evitare le distrazioniTra gli sponsor del convegno, oltre a Brembo e Associazione Genitori Atena, anche la ditta Dräger, multinazionale tedesca attiva da oltre 125 anni nel settore della sicurezza industriale e medicale. Dräger sarà presente con tutta la gamma di diagnostica (dagli etilometri precursori fino al DrugTest di ultima generazione) dotata di sensori molto sofisticati che sono in grado di rilevare con la massima precisione la presenza di alcool nell’espirato o sostanze stupefacenti nel liquido salivale.Il tema della guida sicura e della tecnologia applicata in questo ambito sarà protagonista anche dell’edizione di quest’anno di BergamoScienza. Dall’8 al 21 ottobre all’ex Chiesa della Maddalena (Via S. Alessandro, n. 39/D) si terrà il laboratorio “Test Driver droghe e sicurezza stradale”, organizzato dall’Associazione Genitori Atena (in collaborazione con ACI, SERD dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ATS di Bergamo, Polizia Stradale di Bergamo, Polizia Municipale di Bergamo, Istituto Pesenti di Bergamo, Rotary Centenario di Dalmine e FORD Italia) e pensato per i più giovani, per sensibilizzarli sui rischi connessi all’uso di alcol e droga alla guida. I partecipanti potranno provare dei simulatori e capire da sobri gli effetti che alcol e droghe hanno sull’orientamento, l’attenzione e la reattività alla guida. Verranno utilizzate anche le tute Drink Suite, Drug Suite e Hangover Suite, studiate dalla casa automobilistica Ford per simulare gli effetti sui riflessi e la coordinazione alla guida.Le tute progettate da Ford saranno protagoniste anche dello spettacolo teatrale “Driving skills” organizzato dalla Compagnia La Pulce sempre nell’ambito di Bergamo Scienza e in programma venerdì 19 ottobre alle 21 all’Auditorium di Bergamo (Piazza della Libertà). Uno spettacolo provocatorio, interattivo, in cui vengono simulati gli stati psico-fisici dovuti all’ebbrezza da alcol, all’assunzione di sostanze e agli effetti del post-sbornia. L’intento è, come sempre, parlare chiaro a ragazzi e adulti, perché conoscenza e consapevolezza sono l’unica arma che abbiamo contro i comportamenti a rischio.

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Delega alle droghe al Ministro Fontana

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

“Leggiamo sulla Gazzetta Ufficiale (5-07-2018) che per Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, “la delega di funzioni in materia di politica antidroga (art.5) è stata ufficialmente assegnata al Ministro Lorenzo Fontana, che si avvale del dipartimento per le politiche antidroga per l’esercizio delle sue funzioni”. “Accogliamo favorevolmente che, finalmente, dopo anni, sia stata assegnata una specifica delega – esprime Luciano Squillaci, Presidente FICT – con l’auspicio che rappresenti un primo passo verso una rinnovata attenzione ad un mondo da troppo tempo abbandonato a sé stesso”. “Dobbiamo però osservare, continua Squillaci, che si tratta comunque di un’occasione persa, considerando che avremmo voluto, come più volte abbiamo chiesto, che questa delega fosse assegnata per l’intero mondo delle dipendenze, e non solo per le dipendenze da sostanza. Nella delega assegnata al Ministro Fontana non rientrano infatti tutte le dipendenze cosiddette comportamentali, come ad esempio il gioco d’azzardo o la dipendenza da internet, problematiche che stanno aumentando in modo esponenziale e che rischiano così di rimanere ancora fuori dal sistema più generale di intervento, cura e prevenzione”. “Al contempo, ci chiediamo come verrà agita dal Ministro Fontana questa delega, auspicando che si possa finalmente rinforzare il Dipartimento per le politiche antidroga, mantenendolo sotto la competenza della Presidenza del Consiglio, perché le questioni legate alle dipendenze patologiche sono molto complesse e trasversali a diversi ministeri”“Al Ministro chiediamo di concentrare i propri sforzi sui problemi reali legati al contrasto alle dipendenze, senza entrare in polemiche inutili e sterili di matrice meramente ideologica. L’approccio repressivo non paga, confonde le vittime con i carnefici, e rischia di penalizzare ulteriormente un settore già in ginocchio.” “Noi riteniamo necessario ed urgente che il sistema dei servizi abbia un nuovo spazio di confronto, per uscire da questa nuova “torre di babele”. La distanza della politica in questi anni dalla questione delle droghe ha creato voragini: – la mancata applicazione di normative esistenti (Intesa Stato Regioni), – la mancata convocazione della Conferenza nazionale sulle politiche antidroga, prevista dal testo unico ogni tre anni e assente dal 2009, – l’esistenza di una legge la 309/90, vecchia di quasi 30 anni, che ha modellato un sistema un tempo adeguato ma ormai incapace di rispondere ai mutevoli bisogni di un fenomeno in continua e rapida evoluzione” “L’auspicio, dice il presidente Squillaci, è che si proceda nella revisione della legge con il concorso, però, di tutte le forze politiche disponibili e con il coinvolgimento diretto degli operatori del settore del pubblico e privato sociale. E’ importante, inoltre, un confronto sostanziale su livelli educativi e di prevenzione. Un settore questo davvero dimenticato che ha subìto nel tempo una drastica riduzione di risorse. Ci vuole una attenzione particolare alla strategia educativa, che poco si amalgama al termine sanzionatorio o repressivo, non dettata dalla paura ma fondata su scelte valoriali assunte, responsabili e praticate da una Comunità che abita un Territorio e che si prende cura. I giovani vogliono sentirsi protagonisti della storia che vivono, e abbiamo il dovere etico e civile di rimettere al centro delle nostre azioni politiche “i giovani”.” Su queste premesse la FICT è disponibile, come sempre, al confronto ed alla collaborazione, con la piena consapevolezza che è necessario uno sforzo congiunto per uscire dalle secche nelle quali da troppo tempo il sistema si dibatte. (by Avv. Luciano Squillaci – Presidente F.I.C.T e inviato da dr.ssa Elisabetta Piccioni – Ufficio Stampa e Comunicazione FICT)

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Droghe, prostituzione e mafie. Amministratori che gestiscono -male- solo l’esistente?

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Una recente operazione della Procura di Firenze, ha messo a nudo come in questa citta’ -come in tante altre- la criminalita’ organizzata non risparmi nessuno. Nello specifico, essendo coinvolto un importante esercizio commerciale del centro citta’, il clamore e’ stato maggiore del solito, e il Sindaco della citta’ ha dato buona prova di se’ come guardiano della legalita’. Ma la questione -a nostro avviso- e’ sempre trattata con carenza di prospettive: Il Sindaco di Firenze invita a prevenzione e vigilanza, facendo appello a tutti. Ma tutti chi e come? Se e’ chiaro per magistratura e polizia, che’ sono preposti al rispetto delle leggi esistenti, non si capisce come dovrebbe essere per i cittadini comuni e quelli rappresentanti dei cittadini, legislatori e amministratori. Per i cittadini sembrerebbe quasi un invito a non usare i prodotti della malavita (droghe illegali e prostituzione, essenzialmente), e un invito alla segnalazione alle
autorita’ quando si e’ -giocoforza- informati/coinvolti. Per legislatori ed amministratori, invece, oltre il ruolo di lamentarsi e fare la voce grossa e dura caso per caso (come fa il nostro Sindaco), magari anche promuovendo e partecipando a specifiche iniziative di informazione, non si capisce dove sarebbe prevenzione e vigilanza; anche perche’, per il consumo di droghe e prostituzione, non sembra che l’invito al non-uso abbia molto successo, anzi. Il nostro Sindaco, nella fattispecie di droghe illegali e prostituzione, anche se a singhiozzo fa proclami di legalizzazione, di fatto e’ fermo e -di conseguenza- complice dell’esistente: sulla prostituzione ha raccolto risultati zero visto che ha ottenuto solo lo spostamento della stessa da alcune zone ad altre che non fossero sotto l’egida delle reprimende amministrative (e non avrebbe potuto essere altrimenti); sulle droghe illegali, stesso zero, senza neanche la parvenza di aver fatto qualcosa.
Ma cosa puo’ fare un amministratore locale? Tanto. Non e’ un legislatore ma, al pari e meglio del comune cittadino che vuole contribuire al processo legislativo, ha diversi strumenti per potersi muovere. Un esempio: la citta’ di Firenze si e’ molto spesa per l’approvazione della legge sul cosiddetto omicidio stradale (a nostro avviso: legge infausta, inutile e architettura di mostruosita’ giuridica e anticostituzionale). Perche’ non viene fatto altrettanto per prostituzione e droghe? E non si tratterebbe neanche della famosa “mosca bianca” nel mondo, visto che in materia abbiamo diversi riferimenti in Europa e Usa, dove diverse citta’ hanno avviato esperimenti pilota con buoni risultati (solo per l’Europa: Germania, Svizzera, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Paesi Bassi e -per le stanze del consumo di droghe pesanti- anche la super-proibizionista Francia).
E’ solo questione di scelte. Che non vengono fatte. I particolari per la messa in opera sono molteplici, a partire da iniziative di informazione fino a veri e propri esperimenti, magari anche sul filo del rasoio della legislazione vigente.
Ma sembra che sia piu’ facile -quanto di fatto marginale- fare il muso duro istituzionale e di apprezzamento della repressione. Carenza di prospettive, per l’appunto! E intanto facciamo la conta del business delle mafie. Quale sara’ il prossimo?
“Camorra, n’drangheta e mafia sono entrate nelle nostre citta’ con attivita’ come il riciclaggio, il business dei rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione”. Lo dice il sindaco Dario Nardella, ringraziando la Procura e gli investigatori “per l’impegno e per i risultati prodotti”, in merito all’operazione antidroga conclusa stamani. “Le dichiarazioni del procuratore Giuseppe Creazzo mettono nuovamente in luce una situazione gravissima che non puo’ piu’ essere sottaciuta dai media e dalla societa’ civile – aggiunge il sindaco – La criminalita’ organizzata prospera ovunque, in tutta Italia, soprattutto nelle zone ricche. Per questo e’ arrivata anche in Toscana, senza uccidere, ma facendo affari sulle spalle dei poveracci e contro lo Stato e la gente onesta”. “Nessun territorio – continua Nardella – e’ immune da questa piaga: dobbiamo esserne consapevoli e dobbiamo lavorare al fianco delle forze dell’ordine e della magistratura per combatterla con tutte le forze perche’ qui non attecchisca. Societa’ civile, mondo della scuola, imprese, istituzioni: dobbiamo essere tutti uniti per prevenire e vigilare. Dove c’e’ illegalita’ crescono le mafie. Guai a sottovalutare questo pericolo. Il Comune di Firenze e’ in campo e lo sara’ sempre di piu’, nei progetti con le scuole, nella collaborazione con la magistratura, ma non basta. Tutta la societa’ civile deve sentirsi investita da questa sfida”, conclude il sindaco. (ANSA)(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Droghe, il Governo e i misteriosi silenzi intorno un mercato da 14 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

droga cannabis-vicino“La relazione annuale al Parlamento sulle droghe compilata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio è stata pubblicata sul sito il 1 agosto nel totale disinteresse e silenzio della politica” dichiarano Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, l’associazione che si batte per le libertà civili e Marco Perduca, coordinatore di Legalizziamo.it.
Centoquarantatre pagine in cui, tra le altre cose, si calcola che il mercato degli stupefacenti in Italia sia quantificabile in 14 miliardi di euro, praticamente il valore di una ‘manovrina’. La spesa per sostanze è ripartita tra Cocaina, 43%, Cannabis, 28,2%, Eroina, 16,2% e altre sostanze sintetiche 12.7%. Da quanto emerge, i prezzi della merce si abbassano e la purezza aumenta. “Di fronte a questo potenziale economico, è indispensabile aprire un dibattito pubblico, politico e istituzionale ma il Governo invia la relazione al Parlamento quando questo chiude per la pausa estiva e lo fa senza neanche una conferenza stampa per presentarlo né, tanto meno, annuncia risposte alla diffida che con Antigone, Forum Droghe, la LILA e la Società della Ragione abbiamo inviato il 31 luglio al Presidente Gentiloni per chiedere la convocazione della Triennale (ma assente dal 2009) Conferenza Nazionale sulle Droghe dove il contenuto della Relazione dovrebbe esser discusso istituzionalmente”.“Possibile che i Presidenti Grasso e Boldrini non abbiano nulla da dire rispetto a questa mancanza di rispetto del Parlamento e delle sue prerogative di ‘cane da guardia’ dell’operato del Governo?” concludono Gallo e Perduca.
La relazione al parlamento presenta anche dati circa l’entrata nel circuito penale e i numeri dei consumatori problematici: 32.992 sono le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria, in aumento rispetto agli anni precedenti. Quasi due terzi dei denunciati sono maschi tra i 20 e i 39 anni. La maggior parte delle denunce è associata ai derivati della cannabis, seguono quelle per cocaina ed eroina (entrambe in aumento), mentre quelle per droghe sintetiche (1,2%) sono in diminuzione. Sono invece 9.959 i soggetti condannati per reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e/o associazione finalizzata al traffico di queste (artt.73 e/o 74 DPR 309/90).
Il 34,1% della popolazione carceraria è costituita dai detenuti per reati droga-correlati (artt.73 e/o 74 DPR 309/90) in controtendenza rispetto al 2014. Sono diminuiti anche i nuovi ingressi per art.73 DPR 309/90, il 50% dei quali rappresentato da stranieri; sul totale dei detenuti per reati droga correlati, tale percentuale scende al 39%.I minori in carico ai Servizi Sociali della Giustizia Minorile per reati droga correlati sono stati il 18,1% dei 21.848 soggetti in carico; 63 hanno usufruito delle misure alternative. Rispetto ai 1.141 ingressi in Istituti Penali, quelli per reati droga correlati sono il 13,7%; i minori collocati in Comunità sono stati 87.

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Lavoro: Non servono droghe come il job act ma riforme strutturali

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

infortuni-lavoro“La verità è che in Italia nel mese di marzo la disoccupazione è all’11,7%, la crescita di posti di lavoro si è sostanzialmente arrestata nell’ultimo semestre – per cui la rivendicazione di quasi un milione di posti di lavoro creati è il risultato solo del primo periodo di incentivazione – e segue con tassi decrescenti l’andamento decrescente degli incentivi, i contratti a termine sono nuovamente prevalenti rispetti ai contratti a tempo indeterminato, il lavoro indipendente continua a vivere una stagione difficile”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento su “Il Sole 24 Ore”.“Per ottenere questi risultati sono stati spesi quasi 20 miliardi e fatto il principale provvedimento economico di questa legislatura: il Jobs Act. Nel frattempo il tasso di disoccupazione in Europa è sceso all’8%, sono stati recuperati i livelli pre-crisi di occupazione in quasi tutti i paesi dell’Unione e in Germania, Regno Unito e Stati Uniti vi è una corsa a chi stabilisce il minor livello di disoccupazione.
Vi è qualcosa che non funziona, purtroppo. Lo dimostrano i dati Inps usciti questa settimana e lo riconosce lo stesso consigliere economico del presidente del Consiglio, Marco Leonardi. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi) dei primi tre mesi del 2017 risulta positivo, ma è frutto soprattutto di 315mila contratti a tempo determinato contro appena 22mila contratti a tempo indeterminato. Nei primi tre mesi del 2017 i contratti a tempo indeterminato sono diminuiti di quasi l’8% e così pure le trasformazioni; rispetto ai primi mesi del 2015 vi sono 170mila contratti a tempo indeterminato in meno.
A ciò si aggiunga la grave situazione del lavoro giovanile e la crisi occupazionale che stanno attraversando le classi di età centrali, quelle in cui si concentrano i carichi familiari.
Appare stupefacente che il governo ora – tramite il suo consigliere economico – si stupisca di questo effetto e passi a sostenere la necessità di una riduzione permanente del cuneo fiscale. E’ quella che dall’opposizione il centrodestra ha sempre sostenuto, rivendicando il successo della Legge Biagi – che ha cambiato il paradigma delle politiche del lavoro in Italia e ha creato 1 milione di posti di lavoro veri –, e argomentando per un utilizzo strutturale dall’inizio di quei 20 miliardi che sono solo serviti a ‘drogare’ il mercato del lavoro, ma non a mutarne le caratteristiche strutturali”, sottolinea Brunetta.

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“Proteins as drug target, and protein degradation as therapeutic strategy”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

Parma ateneoParma Lunedì 8 maggio 2017, presso il Centro Congressi del Plesso Didattico Q02 (Padiglione 25), si terrà la scuola “Proteins as drug target, proteins as drug, and protein degradation as therapeutic strategy”, organizzata congiuntamente dal Gruppo Proteine della Società Italiana di Biochimica, coordinato dal prof. Andrea Mozzarelli, e dalla Divisione di Chimica Farmaceutica della Società Italiana di Chimica, presieduta dal prof. Gabriele Costantino. La scuola rientra tra le attività del Dottorato di Scienze del farmaco, delle biomolecole e dei prodotti della salute e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco. Lo studio della struttura e funzione delle proteine rende possibile l’identificazione mediante metodologie computazionali e sperimentali di nuovi e specifici composti chimici di sintesi ad azione terapeutica. Inoltre è in forte espansione la ricerca farmaceutica volta ad utilizzare le proteine come agenti terapeutici, quali anticorpi e vaccini, e a modularne la concentrazione mediante l’azione di farmaci.
All’interno della scuola saranno presentate ricerche sulla amiloidosi cardiaca, sulla modulazione della degradazione proteica, sull’inibizione della fosfodiesterasi 4,enzima implicato nell’asma e nei fenomeni infiammatori a livello polmonare, sulle chinasi e sulla timidilato sintasi, enzimi bersaglio di molti farmaci antitumorali, sugli anticorpi ad attività farmacologica, sull’uso di enzimi ingegnerizzati nella terapia di malattie associate alla degradazione delle purine, e su vaccini di nuova generazione per curare tumori.La scuola avrà come docenti prestigiosi ricercatori provenienti da laboratori accademici nazionali ed esteri e da aziende farmaceutiche italiane, quali Chiesi e Nerviano Medical Sciences. La scuola è stata resa possibile grazie al supporto di Chiesi Farmaceutici.

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Petizione in materia di politiche sulle droghe

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

drogheE’ stata presentata in conferenza stampa alla Camera la petizione in materia di politiche sulle droghe promosso da Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica per chiedere al Governo un intervento decisivo sulle politiche sulle droghe nel nostro paese. “Nessun governo di questa legislatura si è assunto la responsabilità di convocare la VI conferenza nazionale sulle droghe per fare il punto sulle avvenute modifiche legislative e per definire le priorità penali e socio-sanitarie in materia di sostanze e dipendenze. Il tempo per ottemperare a questo obbligo di legge c’è. Chiediamo al Governo un segno di chiara volontà politica”, afferma Filomena Gallo, Segretaria di Associazione Luca Coscioni. Da anni non viene assegnata la delega in materia di dipendenze, mentre viene disatteso almeno dal 2009 l’obbligo di convocazione della conferenza nazionale prevista dalla legge. Nel testo si chiede anche, all’interno dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), di avviare un ripensamento dei servizi per le dipendenze coinvolgendo utenza e società civile puntando su riportare la riduzione del danno ad essere uno dei pilastri per gli interventi socio-sanitari in tema di droghe. Sul versante della cannabis terapeutica, si chiede invece di adeguare la produzione dello Stabilimento farmaceutico di Firenze alle reali esigenze dei malati del nostro paese, e di dare impulso alla prescrivibilità della cannabis utile, secondo la più recente letteratura scientifica, per la cura di un numero di patologie sempre più ampio. Per quel che riguarda il dibattito sulla cannabis, le associazioni invitano il governo a facilitare il percorso di discussione parlamentare delle numerose proposte di legge sulla cannabis, a partire da quella dell’intergruppo per la cannabis legale e da quella di iniziativa popolare deposita a novembre scorso, ma anche di allargare lo sguardo verso una revisione generale del Testo Unico sugli stupefacenti che ormai risale a 27 anni fa. Infine i promotori chiedono a Governo e Parlamento di dare piena attuazione agli impegni assunti ad aprile scorso all’Assemblea generale dell’ONU sulle droghe (UNGASS), anche in vista della prossima sessione prevista per il 2019. “L’Italia non ha dato seguito agli impegni internazionali assunti alla Sessione dell’ONU sulle droghe dell’anno scorso. Quali saranno le ‘evidenze scientifiche anti-ideologiche’ annunciate come svolta politica proposta dal Ministro Orlando a New York nell’aprile scorso che verranno presentate dall’Italia alla prossimo Commissione Droghe delle Nazioni unite?”, commenta Marco Perduca, Associazione Luca Coscioni e Coordinatore della campagna Legalizziamo.it. I dati forniti dalla relazione annuale sulle droghe e le dipendenze (pubblicata sul sito del Senato) sono impressionanti: il consumo di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale è stimato intorno ai 14 miliardi di euro, di cui circa la metà attribuibile al consumo di cocaina e un quarto all’utilizzo di derivati della cannabis. Le informazioni raccolte dal Dipartimento per le politiche antidroga evidenziano che nel 2013 le attività connesse agli stupefacenti rappresentano quasi il 70% delle complessive attività illegali nazionali pari a circa lo 0,9% del Prodotto Interno Lordo. Sono 6,1 milioni gli utilizzatori di cannabis, 1,1 milioni quelli di cocaina, 218.000 di eroina e 591.000 di altre sostanze chimiche (come ecstasy, LSD, amfetamine).

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Estate e la campagna antidipendenza da droghe e alcol

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

droghe«Basta veramente poco per superare indenni questa pausa estiva, Ferragosto compreso, uno strano giorno dove, inspiegabilmente vige l’anarchia alcolica più assoluta, il mio appello è rivolto soprattutto ai ragazzi, “cari giovani, non mixate alcol e droghe, festeggiate in strutture professionali dove possono soccorrervi in caso di bisogno ed andate a piedi oppure fate guidare chi non ha bevuto o prendete un taxi”». È l’accorato appello che ha lanciato oggi sui social network dj Aniceto, uno dei dj più impegnati nel sociale, e già membro della Consulta Antidroga presso il Dipartimento governativo a Palazzo Chigi. «I ragazzi possono divertirsi e magari anche essere ribelli, senza necessariamente rischiare la propria vita e quella degli altri, che è una e preziosa». «Amo le feste di ferragosto sul mare, organizzate in lidi e strutture professionali e spero che se ne facciano sempre di più, ma dobbiamo stare attenti e non trasformare in tragedia quella che dovrebbe essere la notte più divertente e spensierata dell’anno!. – sottolinea Dj Aniceto, promotore di campagne antidipendenza su facebook e twitter, testimonial dei sani valori in tv con Piero Chiambretti e protagonista di tante notti in discoteca, dal Nord al Sud d’Italia. “Trovo che sia davvero triste cercare la spensieratezza della bella età nello stordimento dell’alcol e della droga e non in quel che di bello il mondo ha ancora da offrire; mi piacerebbe, inoltre, che tutti gli addetti ai lavori e sto parlando anche dei troppi politici del nostro Paese – spiega Dj Aniceto – si passassero una mano sulla coscienza e tra una crisi e una spending review trovassero il tempo per lanciare iniziative e messaggi concreti soprattutto in questi giorni di festa, per ribadire un secco no a sostanze dannose come le droghe e i superalcolici a favore del sano divertimento!».

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Giornata internazionale contro le droghe

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

narcononIl 26 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il consumo e il traffico illecito di droga. La giornata, indetta dalle Nazioni Unite nel 1987, ha lo scopo di contrastare il fenomeno del narcotraffico al fine di creare una comunità internazionale libera dalle droghe. Il mercato mondiale della droga è il più proficuo tra i traffici illeciti e produce guadagni enormi, con i quali si arricchiscono le reti di criminalità organizzata transnazionali pronte a finanziare in ogni momento guerriglie e conflitti in più parti del mondo.Si stima che ogni anno il 5% della popolazione mondiale tra i 15 e i 64 anni faccia uso di una qualche sostanza illecita, ovvero 230 milioni di persone, rendendo le droghe una merce che non conosce svalutazione. Sono almeno 78,9 milioni i cittadini europei che hanno dichiarato di avere consumato cannabis almeno una volta nella vita, mentre per la cocaina e le anfetamine si attestano rispettivamente a 15,6 e 12 milioni. Inoltre 1,3 milioni di adulti sono consumatori problematici di oppiacei e il 3,4% di tutte le morti di cittadini europei tra i 15 e i 39 anni sono dovute a overdose. Secondo le ultime stime, 1.700 persone nel 2010 sono morte nell’UE per HIV/AIDS attribuibile al consumo di droga. Nel 2013 sono stati registrati nell’UE 1.446 nuovi casi di HIV attribuibile all’uso di droga per via endovenosa. Nel 2014 sono state rilevate 101 nuove sostanze psicoattive, il 22% in più rispetto al 2013. (Dati della COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 27.11.2015).
Tuttavia le organizzazioni criminali, non accontentandosi di tali risultati, al pari di una multinazionale, investono continuamente in strategie di marketing tese ad abbassare l’età dei possibili “clienti” e a ricercare sempre nuovi “prodotti” nell’ambito delle droghe sintetiche.Questa implacabile attività criminale minaccia la salute dei cittadini, causando, nel tempo, un inevitabile ostacolo allo sviluppo sociale, culturale, economico e politico dei Paesi. Ecco i principali strumenti per combattere questa calamità:
strategie e piani di azione nei confronti delle organizzazioni criminali che producono e distribuiscono droghe;
individuazione delle motivazioni che inducono soprattutto i giovani ad iniziare l’uso di droghe ed efficaci programmi di prevenzione;
programma di riabilitazione in centri qualificati.
Cosa induce i giovani a provare per la prima volta una droga?
Molte le motivazioni: l’insicurezza, la noia, l’incapacità di dire no ad un gruppo di appartenenza che fa uso di droga, l’idea che la droga possa aumentare le proprie capacità soprattutto nel settore artistico come la musica, il ribellarsi alla normalità, la voglia di sperimentare e la totale ignoranza delle conseguenze alle quali si va incontro facendo uso di sostanze stupefacenti. Una volta identificate tali motivazioni è più semplice redigere un valido programma di prevenzione indirizzato ai giovani, formando gli insegnanti e le famiglie perché sappiano riconoscere le droghe, i danni che le stesse producono e interagire efficacemente con le persone vicine che ne fanno uso.Il centro Narconon svolge con personale qualificato una intensa attività di prevenzione presso le scuole e presso i propri centri distribuendo opuscoli informativi sulle tipologie delle droghe e gli effetti nocivi e spesso disastrosi che esse producono.Infine uno strumento importante: il programma di riabilitazione.Ebbene, il programma riabilitativo Narconon, sviluppato dalle opere e ricerche del filantropo L. Ron Hubbard, è un programma pedagogico/educativo che presenta queste peculiari caratteristiche. Ogni individuo vittima della dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcol può rivolgersi al programma Narconon sicuro che verrà assistito esclusivamente con metodi naturali e seguito con procedure di comunicazione atte a sviluppare le abilità necessarie a vivere una vita migliore perfino di quella vissuta prima che iniziasse la tossicodipendenza. Grazie al programma Narconon diverse centinaia di persone hanno ritrovato una vita sobria, etica e produttiva.
Il centro Narconon Astore invita tutti i cittadini a partecipare a questa festa domenica 26 giugno, presso la propria sede di Poggio San Romualdo, a Fabriano, per far sentire il proprio grido di vita contro la morte della droga.

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Dichiarazione di Marco Perduca, membro di giunta Associazione Luca Coscioni e rappresentante all’ONU del Partito Radicale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

droga cannabis-vicinoIn apertura della 30esima sessione del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni unite, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, il principe giordano Zeid Ra’ad Zeid Al-Hussein, ha reso note una serie di raccomandazioni per limitare gli impatti negativi che l’attuale sistema internazionale del “controllo delle droghe” ha sui diritti umani. Il documento è il frutto di una consultazione con altre agenzie del sistema delle Nazioni unite e una trentina di paesi. Non è la prima volta che il sistema onusiano si interessa di stupefacenti, ma mai come questa volta le raccomandazioni dell’Alto Commissario son state così puntuali e in radicale rottura con quanto l’Ufficio di Vienna delle Nazioni unite, competente sulle droghe e il crimine, ha promosso per anni. Il documento, che verrà discusso il 28 settembre prossimo a Ginevra in tre ore di dibattito pubblico, chiede la totale depenalizzazione dell’uso e del consumo personale delle sostanze, senza far distinzione tra “leggere” e “pesante”; misure alternative a qualsiasi tipo di restrizione della libertà personale per i tossicomani con problemi penali; la promozione delle politiche di “riduzione del danno” a partire dalle terapie sostitutive (senza auspicare dosaggi a scalare); una piena informazione per i minori sull’uso delle sostanze; politiche che non discriminino gruppi etnici o le donne, nonché ampio accesso alle medicine essenziali a base di oppio (quindi fortemente ristrette nella produzione e la circolazione) specie per i paesi in via di sviluppo. Altro grande passo avanti, il riconoscimento che le droghe possano esser “usate” e non se ne faccia, sempre solo e comunque, “abuso”. Il documento si inserisce nel quadro della attività che le Nazioni unite stanno portando avanti da una ventina d’anni in materia di “droghe” e che nell’aprile del 2016 porteranno alla convocazione di una Sessione Speciale dell’Assemblea generale dell’Onu interamente dedicata agli stupefacenti. L’Italia, che da oltre un anno ha una nuova direzione tecnica del Dipartimento sulle dipendenze, ancora non ha chiarito quali siano i suoi orientamenti politici in materia, sia a livello nazionale visto che non c’è un sottosegretario competente e occorre convocare la sesta conferenza nazionale sulle droghe, sia a livello internazionale dove occorre creare un fronte trans-regionale per far sì che queste raccomandazioni del principe Zeid Al-Hussein divengano la base per il dibattito nella primavera dell’anno prossimo a New York. Prima il Governo si pone il problema meglio saprà affrontarlo.

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L’irriverente. 18 anni invece di 15 per omicidio stradale… Ah, ora stiamo tranquilli…

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2015

incidenti stradali-2Ora è legge per un ramo del Parlamento. L’omicidio stradale. Poi tocchera’ alla Camera dire se va bene o meno. Fino a diciotto anni di galera per chi lo commette, con un aumento del minimo, sette per alcool otto per droga… chissa’ perche’ questa distinzione tra droghe legali e illegali: essersi fatti di 50 canne e’ peggio rispetto a 50 bottiglie di birra o 5 bottiglie di uno di quegli amari che la pubblicita’ ci dice bevuto dai veri uomini o dalle donne piu’ sexy. Misteri delle legislazioni proibizioniste…. Plauso per l’approvazione da parte del presidente del consiglio dei ministri e dai politici che si sono piu’ spesi per questa nuova normativa (viceministro Riccardo Nencini in testa). Ovunque informazione del tipo “Ora le nostre strade sono piu’ sicure”. Un punto d”arrivo per tenaci e convinte campagne da parte anche di diversi media. Tutti che sottolineano nei toni e nei titoli la loro estrema soddisfazione umana e giuridica per quella che viene considerata una sorta di imprescindibile normativa che blocchera’ pazzi scatenati ubriachi e drogati (seguiamo l’onda e facciamo distinzione tra droghe legali -ubriachi- e non -drogati-…). Intuiamo i sorrisi e gli ammiccamenti (“ce l’abbiamo fatta”) dei vari politici e fan del provvedimento verso i familiari di vittime di omicidi colposi; “i vostri figli non moriranno piu’ per colpa di qualche scriteriato alterato”. Ma l’attuale codice, non prevede gia’ 15 anni per omicidio colposo (art.589 CdS)… tutto ‘sto casino per 3 anni in piu’? Si’! Tutto ‘sto casino per 3 anni di piu’, e gli ubriachi e i drogati -per i fan soddisfatti- di fronte alla prospettiva di 18 invece di 15 anni, ci penseranno dieci volte prima di mettersi a guidare un veicolo. Ma noi non possiamo far finta di ignorare i costi che saranno stati utilizzati per arrivare a questi 18 anni invece dei 15. E non crediamo di essere fomentatori di assassini, drogati o ubriachi che siano. Boh! Sara’ che siamo strani noi irriverenti… Qui una nostra precedente opinione in merito: http://www.aduc.it/comunicato/reato+omicidio+stradale+bacchette+magiche+non_22960.php (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Droghe illegali: l’impotenza e la sconfitta della Direzione Nazionale Antimafia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 febbraio 2015

droga cannabis-vicinoIl mercato clandestino della droga, in Italia e non solo, è nelle mani della malavita organizzata, che in Italia ha varie sigle, le piu’ note delle quali sono ‘ndrangheta, mafia, camorra. L’attivita’ di contrasto a questa attivita’ criminale costa allo Stato ed alla comunita’ sociale ed economica delle cifre spropositate, che diventano ancora piu’ drammatiche se prendiamo atto che i risultati, rispetto alle aspettative, sono solo vicino allo zero. Nessuna novita’.
Ma la relazione della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) che è stata resa nota ci fornisce numeri ed apre uno squarcio ancora piu’ drammatico di quanto potesse essere immaginato anche dai piu’ negativi opinionisti (noi tra questi) sull’efficacia dei metodi oggi in vigore per combattere questo fenomeno. Nella relazione leggiamo che grazie al “controllo totalizzante del porto di Gioia Tauro” da parte della ‘ndrangheta, “ove attraverso una penetrante azione collusiva, gli ‘ndranghetisti riescono a godere di ampi, continui, si direbbe inesauribili, appoggi interni”, risulta essere proprio Gioia Tauro “la vera porta d’ingresso della cocaina in Italia”.
Una dichiarazione di impotenza e di sconfitta!! Non si tratta di parole pronunciate da un organismo non statale che ha fatto una propria indagine o ha elaborato dati pubblici (magari ministero dell’Interno e Giustizia). No. Non e’ un think-tank di incalliti sostenitori della totale débacle dello e degli Stati di fronte all’espandersi del fenomeno criminale del narcotraffico. E’ la Direzione Nazionale Antimafia!! La DNA, che piu’ statale di cosi’ non si puo’. Cioe’ l’organismo ultra-specializzato preposto alla lotta contro ogni tipo di criminalita’ che agisce organizzata in forma di clan; ad un livello che e’ transnazionale e che, in altri Paesi piu’ che da noi, controlla la quasi totalita’ delle economie e del consenso sociale. Una dichiarazione di impotenza e di sconfitta che, per gli addetti ai lavori ma non solo, dovrebbe quantomeno far riflettere sulla bonta’ dei metodi che si continuano ad utilizzare, dove la totale negazione dell’inserimento nella legalita’ delle loro merci e’ il baluardo.
Sara’ il caso di cominciare a guardare bene cosa accade in altri Paesi europei in cui le legislazioni sono diverse dalle nostre in materia di droghe e, soprattutto, a guardare oltre l’oceano Atlantico, dove proprio oggi lo Stato Usa dell’Alaska (2) si e’ aggiunto a Colorado, Washington e Washington DC per aver legalizzato la marijuana anche a scopo ludico. Non perche’ marijuana e cocaina siano la stessa cosa, ma perche’ la loro gestione nei mercati mondiali clandestini e’ in mano agli stessi o identici personaggi come quelli che controllano il porto di Gioia Tauro, incoronati dalla sconfitta e dall’impotenza della DNA italiana. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Prevenzione e riabilitazione dalle droghe

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

E’ notizia recente della quasi morte di un quindicenne milanese a causa dell’abuso di marijuana e hashish. Abuso che ha portato questo adolescente in uno stato di coma per 20 giorni. Varie e diverse le cause ipotizzate: l’eccessivo quantitativo assunto, la qualità scadente delle droghe assunte, una preesistente patologia di cui il ragazzo soffriva. Purtroppo non c’è nessun accenno a quella che è una recente causa di effetti indesiderati e pericolosissimi che l’assunzione di marijuana sta provocando in chi l’assume: oggi la marijuana è più potente che mai! Infatti la potenza media della droghe aumenta di anno in anno. Nella marijuana sono presenti numerose tossine, ma l’elemento chimico intossicante più potente che vi è contenuto è il THC o tetraidrocannabinolo. Con l’introduzione di nuovi metodi di coltivazione la quantità di THC contenuta nella marijuana è pesantemente aumentata. Esiste infatti sul mercato una forma di marijuana che è molto più potente, denominata “sensimilla”. Basti pensare che tra il 1986 ed il 2009 la potenza media della marijuana è aumentata dal 3% di TCH a quasi il 10%, mentre nella sensimilla la concentrazione di THC è stata trovata a più alte percentuali, persino fino al 37% e pertanto 10 volte più potente e forte della marijuana del passato. Chiaramente l’uso di una droga più potente procura conseguentemente maggiori effetti indesiderati come quelli, per esempio, che tristemente hanno colpito il quindicenne milanese. La notizia sulla intossicazione dell’adolescente illustrava inoltre come le attività di controllo nelle scuole, da parte delle Forze dell’Ordine, fossero delle misure assolutamente indispensabili per reprimere il fenomeno dello spaccio. Ovviamente va bene la repressione, ma forse varrebbe la pena mettere una maggiore attenzione su una particolare strada che dovrebbe essere battuta maggiormente: la prevenzione! Una semplice, diretta e non allarmistica informazione che porta gli studenti ad una maggiore consapevolezza sulle diffuse falsità che ammantano l’uso di droghe ed alcool, magari spiegata da chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma di questa piaga sociale, ma che ne è uscito e che è quindi in grado di colpire gli studenti con una storia vera, reale, ma non da reality, che possa parlare lo stesso linguaggio dei ragazzi è certamente in grado di produrre molti più risultati di una “bella romanzina” o di innumerevoli statistiche e percentuali. Da diversi anni l’associazione Narconon Sud Europa svolge con successo, soprattutto nelle scuole, conferenze di prevenzione portando testimonianze vere di storie vissute da persone che oggi possono orgogliosamente affermare di aver vinto la propria sfida con la droga e l’alcool. Chi fosse inoltre interessato ad approfondire questo argomento o ricevere informazioni relative ad altre droghe, può contattare l’associazione Narconon Sud Europa allo 02.36589162 e richiedere una copia gratuita dell’opuscolo “10 cose che i genitori potrebbero non sapere riguardo alla marijuana”.

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Per un capodanno libero dalle droghe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

English: All the most commonly used drugs. Com...

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Roma Appuntamento nella capitale per i volontari di Missione Antidroga che nei prossimi giorni continuano la loro incessante opera di prevenzione con una distribuzione di opuscoli informativi sulle droghe. E’ noto che la notte di capodanno sia occasione di festeggiamenti e “brindisi”, che in passato sono spesso finiti in un eccessivo uso di alcol e sostanze stupefacenti, in particolar modo cocaina. Per questo motivo, al fine di un sano divertimento, i volontari di Missione Antidroga distribuiscono i due opuscoli “La verità sull’alcol” e “La verità sulla cocaina”. Parte di una serie che prevede pubblicazioni anche per le altra tra le sostanze stupefacenti maggiormente in circolazione, questi opuscoli forniscono un approfondimento sugli effetti a breve e lungo termine di alcol e cocaina, al fine di dare al lettore una completa comprensione sulla sostanza. Prodotti dalla Fondazione Internazionale per un Mondo libero dalla droga, gli opuscoli sfatano quei luoghi vomuni e false informazioni che circolano fra i giovani e che spesso sono la miccia che porta alla “prima esperienza” con le droghe. Per favorire invece un capodanno libero dalle droghe, all’insegna el sano divertimento, i volontari di Missione Antidroga persistono nella loro attività di prevenzione e portano il messaggio che “Le droghe privano la vita delle gioie e della sensazione che sono, comunque, l’unico motivo del vivere”, osservazione con cui l’umanitario L. Ron Hubbard esortava ad un’esistenza libera dalle droghe.

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Stupefacenti: individuate nuove tipologie di droghe sintetiche chiamate catinoni sintetici

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2011

English: Illustration from "Trattato ... ...

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Nel corso di analisi condotte presso il Laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane di Milano sono stati individuati i catinoni sintetici Pentedrone HCl, Metilone HCl, Mefedrone HCl e 4-MEC HCl.I catinoni sintetici sono sostanze stupefacenti ottenute in laboratorio, la cui diffusione è in continuo aumento; la loro esatta identificazione mediante analisi chimica costituisce un importantissimo passo in avanti, sia per il contrasto alla diffusione di tali prodotti, sia per accelerarne l’inserimento nella Tabella I del D.P.R. 309/90. I reperti, sequestrati nella città di Milano, erano costituiti da 2 bottiglie a chiusura ermetica e da 5 bustine di plastica trasparente sigillate. Il liquido trasparente, incolore e inodore, rinvenuto nelle bottiglie, è risultato essere g-butirrolattone (GBL) con purezza superiore al 99,0%, mentre la presenza dei catinoni sintetici è stata rivelata sui 5 campioni di polvere mediante opportune analisi chimiche strumentali supportate da una ricerca nella letteratura scientifica. La Direzione Centrale per l’Analisi Merceologica e per lo Sviluppo dei Laboratori Chimici ha segnalato il risultato ottenuto al Sistema Nazionale di Allerta Precoce e Risposta Rapida per le Droghe, il National Early Warning System (N.E.W.S.), per la diffusione di livelli di attenzione e allerta sul territorio nazionale. La notizia è stata pubblicata sulla Informativa del 09/12/2011, realizzata a cura del Dipartimento Politiche Antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; in essa viene citata anche la precedente segnalazione di un prodotto, analizzato presso il Laboratorio chimico di Roma, etichettato come “sale da bagno” e contenente invece pentedrone, pirovalerone e dipipanone. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rivolge un appello ai genitori dei figli non solo minorenni affinchè vigilino e monitorino l’attività dei propri figli, data la facile reperibilità di queste nuove droghe a basso costo, perché anche in questo campo l’educazione risulta essere un fattore fondamentale per lo sviluppo psico sociale della generazione dei giovani.

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Mario Staderini sulle droghe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

La sentenza della Cassazione introduce un elemento di buon senso ed un principio liberale: non c’è reato se non c’è vittima. L’autocoltivazione, poi, andrebbe promossa, perchè garantisce al consumatore la qualità del prodotto, lo libera dal mercato criminale eriduce i profitti delle mafie.
La legge Fini-Giovanardi deve essere superata innanzitutto perchè è una legge stupida e crimonogena, tanto che sono 28 mila le persone detenute per averla violata. In attesa che sia possibile al popolo italiano di conoscere gli enormi costi sociali del proibizionismo e dibattere le sue alternative, chiediamo che venga calendarizzata la proposta di legge Radicale, prima firma Rita Bernardini, per legalizzare l’autocoltivazione della marjuana.

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Lotta globale all’Aids

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Si è concluso a New York il Vertice delle Nazioni Unite per la lotta contro l’Aids. I Paesi membri, Italia compresa, hanno sottoscritto una Dichiarazione che li impegna, entro il 2015, a dimezzare la trasmissione per via sessuale dell’HIV, dimezzare la trasmissione dell’HIV tra le persone che si iniettano droghe, garantire che nessun bambino nascerà sieropositivo e portare a 15 milioni il numero delle persone in trattamento antiretrovirale (dai poco più di 6 milioni attuali). Questa Dichiarazione arriva in un momento in cui l’assistenza internazionale per la lotta contro l’Aids è drasticamente calata, nonostante la maggior parte dei Paesi più duramente colpiti dalla pandemia dipenda ancora largamente dal sostegno dei paesi donatori. Gli Stati membri si sono quindi impegnati a colmare entro 4 anni il deficit finanziario per combattere l’Aids, che ammonta secondo l’UNAIDS a circa 6 miliardi di dollari l’anno. Al vertice l’Italia ha presentato una relazione, per bocca del nostro ambasciatore presso le Nazioni Unite. Che dice che la lotta all’Aids è una delle priorità del nostro Paese, enfatizzando il ruolo del Fondo Globale per la lotta a Aids, Tubercolosi e Malaria. Riconosciuto come “essenziale” per l’attuazione della Dichiarazione delle Nazioni Unite e per il conseguimento degli Obiettivi del Millennio”, che comprendono il debellamento dell’Aids. In quanto alle modiche richieste dall’Italia al Documento conclusivo del Meeting di Alto Livello su Hiv/Aids delle Nazioni Unite, un ringraziamento va al ministero degli Esteri, per l’attività di mediazione che ha portato alla correzione della proposta avanzata dal Dipartimento delle Politiche Antidroga di cancellazione della dicitura “Harm Reduction”, successivamente modificata nella sola richiesta di aggiungere la parola “Risk”. La definizione di Riduzione del Danno, adottata da sempre da tutti gli organismi delle Nazioni Unite (UNAIDS, WHO, UNODC) per descrivere un insieme di pratiche essenzialmente sanitarie e fondamentali nella prevenzione della trasmissione dell’Hiv e altre patologie tra gli assuntori di droghe per via iniettiva, risulta quindi immodificata. Così come richiesto, a fronte della proposta italiana, dalle associazioni di lotta all’Aids italiane e internazionali.
Il Forum della società civile italiana su Hiv/Aids è promosso da: Actionaid, ANLAIDS, Arcigay, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Gruppo Abele, LILA, Nadir, NPS Italia Onlus, Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS, Movimento Identità Transessuale, Villa Maraini

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