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Droni: nuove norme UE sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

I deputati hanno approvato in via definitiva nuove norme UE per garantire un uso sicuro dei droni e aggiornare le norme sulla sicurezza aerea.
I deputati hanno dato martedì il via libero definitivo all’accordo raggiunto, nel novembre 2017, tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento su regole UE per i droni e gli operatori di droni, al fine di garantire un livello comune di sicurezza e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi.Attualmente, la maggior parte dei droni è soggetta a differenti norme nazionali, il che può ostacolare lo sviluppo del mercato.In base alle nuove regole, i droni dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. In base al rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione.Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore e essere in grado di operare in sicurezza. Ciò significa che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone.Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli. Sulla base di questi principi fondamentali, la Commissione europea ha il compito di elaborare norme più dettagliate a livello UE, quali i limiti massimi di altitudine e di distanza per il volo dei droni, e di stabilire quali operazioni e quali tipi di droni dovrebbero essere certificati in base al rischio che comportano. Le norme determineranno inoltre quali operatori dovranno seguire una formazione supplementare ed essere registrati e quali droni dovranno essere dotati di dispositivi supplementari di sicurezza.Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, le modifiche approvate aggiornano la legislazione UE sulla sicurezza aerea, al fine di mantenere l’alto livello esistente nell’UE, con norme più adatte all’aumento del traffico aereo previsto nei prossimi decenni.
Sarà rafforzata la cooperazione tra l’Agenzia dell’UE per la sicurezza aerea (AESA) e le autorità nazionali per quanto riguarda la valutazione dei rischi in relazione al sorvolo delle zone di conflitto. Inoltre, la Commissione sarà incaricata di elaborare norme per ottenere in tempo reale i dati dai registratori di volo (“scatola nera”) in caso di emergenza di un aeromobile, così da accelerare gli interventi di emergenza.L’accordo provvisorio è stato approvato con 558 voti favorevoli, 71 contrari e 48 astensioni. Le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’UE, prima che la legislazione possa entrare in vigore.Vietato l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica. Il ministero dell’Ambiente ha risposto alla richiesta di Marevivo di vietare l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica #StopSingleUsePlastic. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine dell’incontro che si è svolto oggi con le 23 associazioni, da Greenpeace a Legambiente, dal Wwf a Marevivo alla Lipu, firmatarie dell'”Agenda Ambientalista 2018″, ha confermato l’impegno che aveva già lanciato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente di rendere il suo dicastero “plastic free” e di voler utilizzare le leve fiscali per ridurre la produzione degli imballaggi di plastica e quindi dei rifiuti. Proprio durante la riunione, infatti, l’acqua è stata servita in una brocca con bicchieri di vetro, un chiaro segnale di cambiamento. «È una prima vittoria – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – al nostro appello di introdurre il divieto dell’uso di prodotti di plastica monouso, come bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti che utilizziamo una volta sola prima di buttare via, nei servizi e negli uffici dei palazzi della politica. Il Ministero dell’Ambiente è stato il primo a dare il buon esempio e ci auguriamo che ben presto anche gli altri dicasteri accolgano il nostro appello diventando “plastic free”. Ringrazio Sergio Costa per questa importante decisione, una delle prime azioni concrete in soli pochi giorni dal suo insediamento. Ancora una volta l’Italia anticipa le direttive dell’Unione Europea dimostrando di essere lungimirante sulla salvaguardia dell’ambiente e del mare. A sostenere la nostra azione anche i circa 20.000 firmatari che hanno sottoscritto la petizione, lanciata su Change.org, che ringrazio per il supporto».Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno risposto alla lettera inviata da Marevivo dimostrando il loro interesse alla campagna.Marevivo continuerà a fare pressione affinché tutti i palazzi della politica, dal Senato alla Camera fino a tutti i Ministeri ed istituzioni introducano il divieto della plastica “usa e getta”.

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I Droni, il Territorio, il Paesaggio: descrivere gli spazi, raccontare i luoghi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Roma venerdì 6 aprile 2018, alle 16.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190 Il GREAL, Geographic Research and Application Laboratory dell’Università Europea di Roma, in occasione della Notte Europea della Geografia 2018, ha organizzato l’evento “I Droni, il Territorio, il Paesaggio: descrivere gli spazi, raccontare i luoghi”.
L’evento vuole essere un’opportunità di incontro e divulgazione sulle nuove prospettive offerte dalla tecnologia. Indagine tecnica e racconto umanistico: sono queste due “anime” che, in mille sfaccettature di metodi e obiettivi, orientano ad una sempre migliore comprensione dell’ambiente, del territorio e del paesaggio. Geografi, ingegneri e professionisti condivideranno le loro esperienze in una serata a carattere divulgativo, fra presentazioni accademiche, testimonianze di lavoro e laboratori dimostrativi e didattici.L’evento sarà aperto dai saluti introduttivo di Padre Pedro Barrajón , L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma, dell’Ing. Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, e del Prof. Gianluca Casagrande, Direttore del GREAL – Università Europea di Roma.L’incontro è composto da due sessioni parallele, tre laboratori e una mostra statica.
La prima sessione è organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia in collaborazione col GREAL. Ha per oggetto la “descrizione degli spazi” fisici, dal punto di vista tecnico e normativo.La sessione ha valenza di “Convegno” riconosciuto dall’Ordine e dà luogo al rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri, ma è aperta a chiunque sia interessato agli argomenti trattati.La seconda sessione è proposta dal GREAL e ha per oggetto il “racconto dei luoghi” in senso umanistico, storico e culturale. Presenta l’utilità dei droni come strumenti per osservare, narrare e descrivere i luoghi fra passato, presente e scenari futuri. La sessione è liberamente accessibile al pubblico.I tre laboratori sono rivolti a dimostrare alcune delle tecnologie impiegate per la cartografia, la modellazione tridimensionale e il remote sensing.
Il primo laboratorio, organizzato dall’azienda FlyToDiscover, presenta i droni multi-rotori come piattaforme volanti per ripresa e osservazione dell’ambiente, del paesaggio e del territorio.
Il secondo laboratorio, organizzato dal GREAL in collaborazione con la cooperativa archeologica Poleis S.C.a r.l., è dedicato ad alcune tecnologie, complementari ai droni, utili all’elaborazione e rappresentazione di contenuti geografici.
Il terzo laboratorio, organizzato dal GREAL e dal Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Europea di Roma, è rivolto alle potenzialità di utilizzo dei droni nella didattica della geografia.E’ possibile vedere il programma completo dell’evento sul sito del GREAL:http://www.greal.eu/2018/03/21/droni-territorio-e-paesaggio-notte-europea-della-geografia/

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Droni: nuovi sforzi della Commissione per mettere la sicurezza al primo posto

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

droniLa Commissione europea dà un nuovo impulso per accelerare l’attuazione di norme in tutta l’UE per l’utilizzo dei droni nell’Unione europea. Nel 2016 in Europa sono stati segnalati oltre 1 200 eventi rilevanti per la sicurezza, incluse collisioni mancate tra droni e velivoli; ciò sottolinea il bisogno urgente di un quadro normativo dell’UE moderno e flessibile. La Commissione pertanto chiede al Parlamento europeo e al Consiglio di approvare la sua proposta di dicembre 2015 per creare un quadro normativo per i droni. In attesa dell’adozione, oggi l’impresa comune per la ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (SESAR), istituita dalla Commissione, metterà a disposizione mezzo milione di euro a sostegno della dimostrazione di servizi di “geo-fencing”, un sistema che può impedire automaticamente ai droni di volare in zone soggette a restrizioni, ad esempio vicino agli aeroporti.
La Commissaria per i Trasporti Violeta Bulc ha dichiarato: ”I droni offrono grandi opportunità per nuovi servizi e imprese; ecco perché vogliamo che l’Europa diventi un leader globale. Sono certa che il nostro quadro normativo moderno e flessibile porterà alla nascita di nuovi campioni europei in questo settore. Ma la sicurezza deve sempre essere al primo posto: se non prendiamo provvedimenti in fretta, le collisioni mancate tra droni e velivoli un giorno potrebbero avere conseguenze disastrose. Pertanto chiedo al Parlamento europeo e al Consiglio di trovare rapidamente un accordo sulla nostra proposta di dicembre 2015.”

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Droni armati anche in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

droniMilano 25 settembre Università degli Studi di Milano (Sala di Rappresentanza della Facoltà di Giurisprudenza) a partire dalle 9 si terrà la conferenza internazionale “Droni armati in Italia e in Europa: problemi e prospettive” inizierà un dibattito fino ad ora assente sulle implicazioni di tale tecnologia dal punto di vista del diritto internazionale, tenendo in considerazione anche la prospettiva politica e militare.L’evento è promosso da CILD, Rete Italiana per il Disarmo e European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), che ha sede a Berlino.
La conferenza, che porta speaker internazionali da USA, Regno Unito, Yemen, Olanda e Belgio, analizza tre aree fondamentali: quella giuridica, sia italiana che internazionale, quella dei diritti e della trasparenza e quella della strategia militare.“L’Europa è in prima fila nell’adozione di questa tecnologia e nell’avallare pratiche alquanto dubbie dal punto di vista del diritto internazionale. E l’Italia gioca un ruolo fondamentale in questa nuova “guerra” per la sua posizione strategica e per le infrastrutture militari messe a disposizione degli Stati Uniti” spiega Chantal Meloni, docente di International Criminal Law presso l’Università degli Studi di Milano e advisor dello European Center for Constitutional and Human Rights.La base militare di Sigonella ospita infatti da anni diversi velivoli statunitensi, impiegati non solo a scopo di sorveglianza, ma anche di difesa armata. Inoltre, pur non disponendo ancora di droni armati, il nostro Paese nel 2015 ha ottenuto dagli USA l’autorizzazione ad armare i propri velivoli senza pilota.
E proprio dagli Stati Uniti viene uno degli speaker principali, Cian Westmoreland, un ex operatore di droni che ha lasciato l’esercito ed è diventato un whistleblower, rivelando (anche in audizioni a Bruxelles) numerosi elementi sul funzionamento del programma e sul devastante impatto sulle vittime dronicivili: moltissime sono infatti le vittime innocenti degli attacchi coi droni rivolti contro presunti terroristi (i cosiddetti “targeted killings”) anche al di fuori del campo di battaglia.“Dopo che, nel febbraio 2016, il Wall Street Journal ha diffuso la notizia di un non meglio precisato accordo tra Roma e Washington sulla presenza di droni armati statunitensi nella base di Sigonella, alcuni esponenti dell’Esecutivo hanno dichiarato che l’Italia avrebbe autorizzato, di volta in volta, l’impiego dei droni armati a scopi esclusivamente difensivi. Ad oggi non è dato tuttavia sapere se e quali autorizzazioni siano state rilasciate dal nostro Governo” dichiara Antonella Napolitano per la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili.La conferenza affronterà inoltre le ripercussioni politico-strategiche della tecnologia “a pilotaggio remoto” sugli attuali scenari geopolitici globali: “in particolare, si discuterà dell’idoneità di tale forma di “guerra” a contrastare la minaccia terroristica, oltre che dei suoi possibili effetti distorsivi: per questo coinvolgeremo esponenti del Governo, del Parlamento e delle Forze Armate oltre che rappresentanti di organizzazioni non governative che si occupano da anni di contrastare la proliferazione degli armamenti e gli effetti nocivi sulla popolazione civile” conclude Francesco Vignarca portavoce della Rete Italiana per il disarmo. L’ingresso è gratuito.

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Primo centro di addestramento nazionale per i droni

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

droniTorino. È stato riconosciuto dall’ Enac lo scorso 8 agosto in Piemonte, e nello specifico a Torino, il primo centro di addestramento nazionale per i droni. Dopo mesi di rinvii per l’entrata in vigore della nuova normativa Enac in merito alla formazione dei piloti di sistemi a pilotaggio remoto (SAPR), più comunemente detti droni, l’Ente dell’Aviazione Civile l’8 agosto ha certificato le prime scuole autorizzate. La prima scuola ad essere certificata è stata la North West Service (www.nwservice.it), già centro di formazione europeo per piloti di elicotteri IT.ATO.0044 ed organizzazione di addestramento per piloti SAPR dal 2015 per aree non critiche e critiche, che ha ricevuto il certificato di approvazione con il numero ENAC.CA.APR.002 (il numero 001 non verrà utilizzato). Da oggi chi volesse intraprendere la professione di pilota di droni, o volesse utilizzarli in aree libere con regolare autorizzazione, dovrà certificarsi quale pilota rivolgendosi presso le scuole certificate in grado di offrire servizi professionali. I corsi presso le basi della NWS possono essere svolti con multicotteri, aerei, elicotteri con corsi proposti in ambito SAPR. Gli istruttori, di grande professionalità, sono già stati qualificati da Enac e hanno superato gli esami per la qualifica di esaminatori APR. “Con tutto lo staff di istruttori ed esaminatori e dopo mesi di duro lavoro la NWS è fiera di essere stata riconosciuta come prima scuola nazionale e unica scuola riconosciuta in Piemonte” spiegano i dirigenti del centro di addestramento. (fonte: amazonses.com) (foto: droni)

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Droni: linee guida su regole per uso commerciale e ricreativo e sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

droniNella risoluzione approvata giovedì su iniziativa della commissione per i trasporti del Parlamento, i deputati sottolineano che, poiché i servizi commerciali che utilizzano droni sono sempre più popolari e il loro uso ricreativo lo sta diventando ancora di più, è necessario garantire che i droni non costituiscano una minaccia per la sicurezza pubblica o per la privacy.La relatrice Jacqueline Foster (ECR, UK) ha dichiarato: “Il punto principale è nel titolo del documento, rendere sicuro l’uso sicuro dei droni. Non è nostra intenzione legare le mani alle autorità di regolamentazione e essere troppo prescrittivi, ma desideriamo fornire un quadro su come possano procedere la Commissione, i Paesi UE e le altre parti interessate”.I droni, che potrebbero essere usati per fornire servizi vari come il monitoraggio dei tracciati ferroviari, delle dighe e degli impianti energetici, la valutazione di disastri naturali, le operazioni agricole di precisione, la produzione mediatica e la consegna di pacchi, rappresentano un grande potenziale per stimolare la crescita economica e la creazione di impiego, hanno dichiarato i deputati nella risoluzione che è stata approvata con 581 voti favorevoli, 31 voti contrati e 21 astensioni. Tuttavia, hanno aggiunto, dovranno essere affrontate le tematiche relative alla sicurezza, alla privacy, alla protezione dei dati e alla responsabilità civile.
Per i deputati, le regole dovrebbero garantire innanzitutto la protezione dei dati. I droni dovrebbero essere dotati di un chip d’identità e registrati per facilitare la cattura dei criminali che li utilizzano per violare le norme sulla privacy o per commettere altri crimini. I chip d’identità faciliterebbero inoltre le inchieste sugli incidenti e contribuirebbero a risolvere i problemi legati alla responsabilità.Il documento invita la Commissione a sostenere la ricerca, come ad esempio lo sviluppo di sistemi anticollisione “detect and avoid”, per permettere ai droni di evitare collisioni con altri utilizzatori dello spazio aereo o con oggetti al suolo. I droni capaci di volare oltre la distanza di visibilità ottica dovrebbero dunque essere dotati di tale tecnologia. Inoltre, bisognerebbe sviluppare la tecnologia del “geo-fencing” da utilizzare per evitare che i droni entrino in zone con divieto di sorvolo quali aeroporti e impianti nucleari.
Le vigenti autorizzazioni nazionali per i droni e per i loro operatori non formano oggetto di reciproco riconoscimento negli Stati membri e ciò impedisce lo sviluppo di un mercato europeo per i droni e per i servizi correlati, come pure la loro competitività globale.
I deputati sostengono quindi l’intenzione della Commissione di proporre norme europee che permettano alle autorità nazionali e alle autorità competenti di procedere alle convalide e alle attività di sorveglianza.
Poiché i rischi legati ai droni possono differire, per esempio in base alle dimensioni del drone oppure se questi sorvolano aree popolose, le norme dovrebbero essere adattate ai vari livelli di rischio e distinte per “uso professionale” e “uso ricreativo”.

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Volare con i droni

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

droniRoma Battesimo del volo con i droni, installazioni con piattaforma Arduino realizzate appositamente per la fiera, corsi di laurea in Comunicazione digitale e progetti ideati dai partecipanti ai workshop Internet of things. Sarà una Maker Faire (Roma, 16-18 ottobre) a misura dei maker del futuro quella pensata dall’Università degli Studi Link Campus University di Roma, che lo scorso anno ha visto raddoppiare i propri iscritti anche grazie alla particolare attenzione data ai temi dell’innovazione nella didattica e del collegamento con il mercato del lavoro.In primo piano il ‘battesimo del volo con i droni’, con mini lezioni (gratuite) che riflettono il primo corso universitario in Italia certificato Enac di Formazione e Addestramento per il pilotaggio di droni (SAPR) intrapreso dall’Università a partire da quest’anno. Oltre ad addestrare sui rudimenti del volo con droni scuola e simulatori di volo allo stand (pad.1, stand 7-8-9), l’Università degli Studi Link Campus University ha previsto vere e proprie prove in campo con gli esperti presso la voliera della Maker Faire (16 e 17 ottobre). Per le iscrizioni al ‘battesimo del volo’ sarà necessario prenotarsi al link http://www.unilink.it/battesimo-del-volo.
Dal corso di laurea in Comunicazione digitale – che offre un percorso professionalizzante per i maker del futuro – saranno invece presenti le installazioni sviluppate con la piattaforma Arduino dal Dasic, il Centro ricerca della Link Campus. I focus presentati in anteprima per i maker riguardano MakeRometer e l’hashtag machine Oscar. MakeRometer è un’installazione diffusa collegata direttamente all’app ufficiale della Maker Faire: coinvolge tutti i visitatori per esprimere in tempo reale il proprio gradimento rispetto alle 5 aree della fiera. Basterà scegliere lo smile che maggiormente rappresenta il proprio mood (fra i 6 previsti) per contribuire a riflettere in tempo reale l’umore degli ospiti della Maker Faire. Le emozioni infatti sono riprodotte a colpo d’occhio sia da una Heatmap sul touch screen nello stand della Link Campus, sia da un’installazione fisica con delle “sfere icona” che salgono e scendono al variare degli umori. Oscar è invece un’hashtag machine puramente ludica, una sorta di grande libro delle risposte che saranno fornite via telefono Sip a disco, hackerato e connesso a internet. Ai visitatori basterà twittare un quesito all’account @OscarThePhone utilizzando l’hashtag #LinkCampus: a quel punto Oscar squillerà e l’utente potrà, rispondendo al telefono, sapere la risposta al quesito che ha appena posto. Infine il 17 ottobre è prevista la relazione ‘Designing the internet of things’, a cura del professor Massimiliano Bitonto, docente del corso di laurea Link Campus in Comunicazione digitale.
IL CORSO DI LAUREA IN COMUNICAZIONE DIGITALE (triennale e magistrale) si caratterizza per una spiccata componente sperimentale orientata all’artigianato digitale e alla realizzazione di app web e mobile, grazie ai laboratori creati in sinergia con i centri di ricerca dell’Ateneo e con altre realtà aziendali.
IL CORSO DI PILOTAGGIO DRONI L’iter formativo prevede il corso base di pilota per droni di massa inferiore ai 25 Kg (obbligatorio per accedere alla specializzazione, da novembre 2015) e 2 corsi avanzati di specializzazione (dal 10 ottobre): si va da quello in aerofotogrammetria e rilievo del territorio a quello in ripresa aerea e editing audio video.

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Droni da giardino

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 febbraio 2015

droni da giardinoCresce il mercato dei robot rasaerba: un settore di nicchia nel mondo degli attrezzi da giardino che però inizia a valere in Europa quasi 300 milioni di euro. Le proiezioni annunciate si sono confermate: i droni da giardino hanno fatto registrare nel 2014 una crescita di circa il 25%, confermando il deciso buon andamento che li ha visti nell’ultimo quinquennio più che raddoppiare le unità vendute, passando da 70mila a oltre 160mila nei Paesi UE. «L’Italia mantiene un passo leggermente più lento con una crescita che per il 2014 si è aggirata intorno al 15%, in linea con l’anno precedente», afferma Massimiliano Pez general manager di Neumann Italia, azienda del gruppo tedesco Neumann Robotics leader nell’automazione industriale e nello sviluppo di soluzioni innovative dedicate all’outdoor e presente da tre anni nel nostro Paese con la gamma Mission. «In Italia il mercato dei rasaerba robotizzati vale circa 25 milioni di euro con un volume di unità vendute che supera abbondantemente le 10mila unità», continua Pez. «L’Europa in questo settore si sta muovendo a due velocità: i Paesi più attivi Germania, Svezia, Paesi Bassi,m Austria e Svizzera. Tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, l’Italia è quello che sta reagendo meglio; in Francia e Spagna la tendenza è di una crescita molto più modesta».Il mercato dei droni da giardino sta così finalmente trovando una propria identità. Nonostante queste macchine siano presenti sul mercato da oltre 15 anni, solamente negli ultimi anni è infatti cambiato l’approccio dei consumatori. «La tecnologia, che in questo settore ha fatto dei grandi passi in avanti, ha permesso di superare le resistenze che c’erano. A fronte di dubbi sul loro buon funzionamento e sulla possibilità di poterli impiegare per la manutenzione del giardino di casa, sono state progettate macchine affidabili, di facile installazioni e funzionamento, introducendo anche soluzioni contro l’eventuale furto», aggiunge il general manager di Neumann Italia. Il merito è anche in una crescente sensibilità ambientale. Prosegue Pez: «L’attenzione che viene data i temi dell’ambiente e del risparmio energetico trova una risposta concreta nell’utilizzo di queste macchine che sono in grado di prendersi cura del prato di casa facendo registrare importanti risparmi idrici ed energetici, abbassando l’utilizzo di fertilizzanti e concimi e riducendo a zero i livelli di inquinamento». Infatti, a fronte di un tradizionale rasaerba con motore a scoppio, i robot funzionano innanzitutto grazie ad un motore elettrico che non inquina. La tecnica utilizzata non prevede la raccolta dell’erba tagliata: questa infatti, se tritata finemente, oltre a non essere antiestetica – praticamente non si vede -, è un elemento fondamentale per trattenere nel terreno l’acqua, riducendo la necessità di far continuo ricorso all’irrigazione del prato. Inoltre diventa un concime naturale. L’attenzione all’ambiente si traduce quindi in meno spese da sostenere. «Un solo esempio – conclude Pez – se andiamo a confrontare l’azione di MiniMission, il robot di Neumann, con quella di un rasaerba tradizionale con motore a scoppio su un prato di circa 700 metri quadrati, l’impegno economico si riduce ad un terzo, senza contare il tempo che metteremmo nel tagliare il prato personalmente».
Neumann Italia – Con oltre 50 anni di storia nell’automazione e robotica industriale, il gruppo tedesco Neumann arriva in Italia nel 2012 con il marchio Mission, una gamma di prodotti per la manutenzione del giardino che risponde a tre principi: miglioramento della qualità della vita, rispetto dell’ambiente e riduzione delle emissioni nocive. Dal 2005 infatti la tecnologia Neumann si è concentrata sullo sviluppo di soluzioni innovative dedicate all’outdoor puntando esclusivamente su applicazioni elettroniche e batterie al litio ad alta efficienza energetica. Fanno parte della gamma di Neumann Italia sistemi automatici per la manutenzione del manto erboso e prodotti per la cura di arbusti, alberi e fogliame. Neumann è l’unica multinazionale ad operare nel settore garden con una rete diretta di consulenti che vistano i clienti e li informano sulle migliori soluzioni per il loro giardino. (foto: droni da giardino)

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No alle armi robot

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Dichiarazione del senatore Roberto Di Giovan Paolo (PD) Il PD al Senato dice no all’utilizzo dei robot nelle guerre, come i droni. Il senatore del Partito democratico Roberto Di Giovan Paolo e Sergio Bellucci dell’associazione Now hanno presentato nella sala Nassirya di Palazzo Madama un appello internazionale contro le armi robotiche, a cui hanno già aderito personalità del calibro di Stefano Rodotà, Monia Ovadia, Gino Strada. Il senatore Di Giovan Paolo afferma che “i droni in Afghanistan continuano a provocare morti. Stiamo assistendo, nella totale assenza di comprensione dei più, all’ introduzione di androidi da combattimento per tutti gli scenari di guerra. La spesa mondiale per tali tecnologie, antropomorfe o meno, ammonta a molte centinaia di miliardi di dollari. Noi rivolgiamo un appello ai governi di tutto il mondo affinché si rendano conto e riconoscano pubblicamente che i loro obiettivi non possono essere perseguiti mediante guerre affidate a tali tecnologie e li invitiamo a promuovere la messa al bando di tutte le armi robotiche”.
Per Bellucci “anche l’Italia è molto attenta alle nuove armi. Basti pensare che a chiudere la parata del 2 giugno è stato un robot”.

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