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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘drospirenone’

Menopausa e terapie ormonali

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Le avvenenti forme “a pera” si trasformano nelle assai meno sexy sembianze “a mela” e, dopo i cinquanta, s’ingrassa in media di 1 kg l’anno: sono le conseguenze della menopausa. Fra i primi sintomi si verifica un aumento dell’adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. Sale anche la pressione, che tende a superare i valori soglia (< 130 mmHg), e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica che spesso è trascurato. Per combattere i più pericolosi nemici del cuore la terapia ormonale sostitutiva è un valido alleato. “L’elemento essenziale è il progestinico: il drospirenone, che riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale” come ci spiega il prof. Marco Gambacciani in base agli studi da lui condotti.
Il prof. Andrea Genazzani, osserva che fra tutte le TOS prese in esame, colpisce l’efficacia del drospirenone che non aumenta la patologia venosa (tromboembolismo), mentre ha certamente diminuito quella arteriosa (stroke e infarti del miocardio) con un calo nell’ordine del 40%. In molte nazioni, anche emergenti, le donne trascorrono trenta anni e più in menopausa. “Bisogna quindi muoversi in un’ottica di medicina preventiva, agendo in primo luogo sui comportamenti alimentari, l’attività fisica e la prevenzione del fumo, per evitare la disabilità e assicurare il più lungo periodo possibile di autonomia e buona qualità di vita”. In Italia vi è uno scarsissimo utilizzo delle terapie ormonali (meno del 5%) e una ancora più limitata conoscenza. Le preoccupazioni sono prevalentemente legate al rischio oncologico, soprattutto di tumore al seno. Con la menopausa cessa la produzione degli ormoni che rappresentano il “motore” dell’organismo femminile. Il loro calo, improvviso o graduale, determina una serie di disturbi noti (come le vampate) e altri problemi meno conosciuti, che intervengono in una fase successiva. Fra questi, quelli dell’umore. “Il 25% sperimenta nel periodo di transizione che caratterizza la fine dell’età fertile alterazioni sino a veri e propri sintomi depressivi. (Redazione Fidest)

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Italiane e sesso, sempre più distanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

II 30% presenta un calo drastico del desiderio, secondo un recentissimo studio dell’Università di Pavia. La causa è in gran parte biologica, determinata da un basso livello di endorfine, le molecole che regolano i meccanismi di gratificazione e di protezione dal dolore. E’ la condizione, ad esempio, di chi soffre di sindrome premestruale (circa il 10% delle donne) ed allora addio piacere. “Il rimedio si chiama drospirenone, l’unico progestinico contenuto nella pillola contraccettiva che agisce direttamente su queste sostanze – spiega la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano -. Ha dimostrato, dopo soli 6 mesi di assunzione, di favorire un aumento della libido, un miglior raggiungimento dell’orgasmo e una più alta frequenza di rapporti.
Il desiderio femminile è un meccanismo delicato e multifattoriale: “È il risultato di una complessa attività cerebrale – spiega la prof.ssa Graziottin -. E nulla mantiene il cervello in funzione quanto l’avere una regolare attività fisica, che aumenta la dopamina, il neurotrasmettitore che accende la voglia di fare, di interagire con gli altri, di impegnarsi per conquistare un risultato. Incrementa anche la serotonina, che migliora il tono dell’umore, ma anche tutte le funzioni gastrointestinali (l’intestino ne contiene ben il 90%) e le endorfine. Ma le donne italiane non hanno ancora maturato una visione dello sport come grande alleato di salute: solo il 24% lo pratica con regolarità. La “medaglia d’oro” va ai veneti, i più appassionati, con un 26,4% della popolazione che si dedica all’attività fisica in modo continuativo (media nazionale di 20,6%), il 36,6% talvolta (contro il 29,6%), mentre solo il 24,8% non si muove mai (rispetto al 39,5%)”. Una delle principali conseguenze è il sovrappeso, un problema che riguarda gran parte della popolazione femminile del nostro Paese (il 24% è obeso). La paura di ingrassare è la principale ragione che scoraggia dall’assunzione della pillola, senza sapere che le recenti formulazioni offrono risposte efficaci. La particolare vulnerabilità della donna è legata alla ciclicità endocrina cui è sottoposta ogni mese: “L’aspetto che risulta più immediatamente evidente riguarda le modificazioni dell’umore durante il ciclo – commenta il prof. Genazzani -, con un miglior livello di attività e una maggiore progettualità in fase follicolare (prima parte) e un atteggiamento tendenzialmente più depresso e maggiore sonnolenza in fase luteale (momento che precede l’arrivo delle mestruazioni). La ginecologia psicosomatica focalizza l’attenzione sui riflessi della psiche sul soma e viceversa, riguardo alla salute femminile una visione che purtroppo spesso manca nella pratica clinica.

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Menopausa… “meno male” ma il cuore è a rischio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2009

– Il 28% delle italiane accoglie la menopausa come una liberazione dai fastidi e dolori legati al ciclo e dalla paura di gravidanze indesiderate. Ma ben l’86% presenta qualche disturbo e 6 su 10 affermano di sentirsi nel complesso peggio di prima. Tuttavia solo il 6,5% ricorre alla terapia ormonale sostitutiva (TOS) per risolverli e nemmeno la metà (45,5%) è consapevole che dopo la fine dell’età fertile il rischio cardiovascolare cresce fino a diventare la prima causa di morte femminile. È la fotografia scattata da un sondaggio dalla Società Italiana della Menopausa (SIM), che ha coinvolto 760 donne nel maggio 2009, presentato oggi a Milano. “I risultati confermano la scarsa cultura che regna nel nostro Paese fra i cittadini ma anche tra di noi – commenta il prof. Gian Benedetto Melis, ordinario di ginecologia e ostetricia all’Università di Cagliari e presidente della SIM -. Ben il 49% delle intervistate afferma infatti di non utilizzare la TOS perché il medico la sconsiglia. Oggi sono invece disponibili terapie capaci di controllare i sintomi e in grado di ridurre anche il rischio cardiovascolare. In particolare Angeliq, l’unica associazione estro-progestinica utile nel controllo della pressione arteriosa: proprio per questo da pochi giorni è stata inserita dall’Aifa in fascia A ed è quindi totalmente gratuita per la paziente. Siamo convinti che con una corretta informazione i disturbi si possano gestire al meglio, con una buona qualità di vita: “Menopausa, meno male!” è il titolo dell’opuscolo informativo che abbiamo promosso, uno slogan che speriamo le donne facciano proprio”. Il leaflet verrà distribuito tramite i ginecologi, così da favorire anche nei medici più attenzione ai bisogni delle pazienti e una maggiore consapevolezza delle specificità del rischio cardiovascolare femminile. “Queste malattie sono caratterizzate da un’importante differenza di genere – afferma la dr.ssa Silvia Maffei, responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia cardiovascolare ginecologica dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa -. Sono in particolare i fattori di rischio ad incidere in maniera diversa nei due sessi: nelle donne rivestono un peso maggiore gli alti valori pressori, il fumo e i trigliceridi elevati”. Ma, in base ai risultati del sondaggio, l’ipertensione è paradossalmente uno fra i disturbi meno segnalati, proprio perché silente (solo il 14% delle donne lo dichiara). In testa invece le vampate (78.5%), l’aumento di peso (52%), la sudorazione eccessiva (51.5%), le palpitazioni (51%). Ma anche sbalzi d’umore (42.5%), alterazioni del sonno (41%), irritazione e secchezza vaginale (35%).  La comunità scientifica è ormai concorde sulla sicurezza della terapia ormonale sostitutiva, se iniziata precocemente, prima dei 60 anni o comunque entro 10 anni dalla menopausa. È sufficiente un movimento costante pari a mezz’ora al giorno di camminata veloce o di bicicletta per ridare tonicità dei muscoli, migliorare l’equilibrio, mantenere la linea. Per combattere l’ipertensione e i chili di troppo è bene limitare l’assunzione di alcol, caffeina e dolci, ma soprattutto del sale. Dal sondaggio emerge invece che il 33% non fa nulla per tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare, solo il 28 segue una dieta e solo il 24.5% pratica sport. Non stupisce quindi che il 70%  delle italiane in menopausa sia sovrappeso, il 33% soffra di sindrome metabolica e il 49% sia iperteso. Stili di vita adeguati corretti dunque, ma quando non sono sufficienti un aiuto importante viene dalle terapie farmacologiche. “Fra le formulazioni della TOS disponibili, Angeliq, presenta un duplice valore aggiunto – afferma la dr.ssa Maffei -. In primo luogo il basso dosaggio, poiché contiene un solo mg di estradiolo. Ma soprattutto la componente progestinica, a base di drospirenone”.

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