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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘dubbi’

Vaccini: dubbi e paure infondate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

vacciniRoma, 2 febbraio 2018 – ore 11.00 Auditorium Ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1) negli ultimi anni in Italia stiamo assistendo ad un calo del numero di persone vaccinate. Siamo sotto la soglia del 95%, raccomandata dalle autorità sanitarie mondiali, per diverse gravi patologie infantili (tra cui Polio; Difterite; Tetano; Pertosse; Epatite B e morbillo). Inoltre l’ultimo Piano Nazionale Vaccini ha fissato come obiettivo la soglia del 95% per l’immunizzazione dei giovani contro il papilloma virus. Attualmente questa copertura non è ancora stata raggiunta nonostante il vaccino sia gratuito e disponibile per i 12enni sia maschi che femmine. Si calcola che circa un tumore su dieci è causato da infezioni provocato da agenti patogeni come batteri r virus. Quindi le vaccinazioni possono e devono diventare un fondamentale strumento di prevenzione oncologica. Per favorire il ricorso alle vaccinazioni da parte dei più giovani, in particolare quella contro l’HPV, l’Associazione di Oncologia Medica (AIOM) lancia una nuova campagna nazionale che ha come testimonial la campionessa di tennis Flavia Pennetta. Il progetto viene presentato all’Auditorium del Ministero della Salute il 2 febbraio. Parteciperanno, tra gli altri, il dott. Giordano Beretta (Presidente Eletto AIOM), Flavia Penneta, Giampietro Chiamenti (Presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri), Elisabetta Iannelli (Vicepresidente Associazione Italiana Malati di Cancro) e Nicoletta Luppi (Presidente e Amministratore delegato di MSD Italia). All’evento è stata invitata anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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Infermieri, dubbi sulla bozza ministeriale anche dall’Ipasvi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

La bozza di proposta che riscrive ruolo e ambiti della professione infermieristica lascia perplessa anche l’Ipasvi. È la sintesi del parere che il presidente della Federazione dei collegi degli infermieri, Annalisa Silvestro, ha trasmesso giovedì al Ministero nell’incontro disertato dalla Fnomceo (impegnata nelle stesse ore in una consultazione con i sindacati medici). «Nel colloquio» spiega Silvestro a Doctornews «abbiamo ribadito i nostri dubbi sul documento e abbiamo chiesto un posticipo di almeno due mesi della scaletta di marcia fissata dal dicastero. Questo per permetterci di avviare una consultazione con la nostra base, in fibrillazione perché colta di sorpresa dalla proposta, messa sul tavolo senza la minima condivisione preventiva». Per il presidente dell’Ipasvi, poi, non c’è nessuna preclusione a partecipare al tavolo che i sindacati dei medici hanno chiesto al Ministro per un confronto a tutto campo sul documento. «Io sono disponibile a discutere con tutti» è, però, il suo avvertimento «ma sia chiaro che qui stiamo parlando di competenze dell’infermiere, non del medico. Quindi l’argomento riguarda innanzitutto noi». Intanto dal fronte delle sigle mediche giungono nuove prese di posizione dopo l’incontro di giovedì in Fnomceo. È il caso di Sumai-Assoprof, che per bocca del suo presidente, Giuseppe Nielfi, critica l’assenza di concertazione sulla bozza ministeriale. «Siamo consapevoli della necessità di una rivisitazione delle competenze della professione infermieristica» spiega Nielfi in un comunicato «ma riteniamo che ciò non si possa realizzare attraverso processi di confronto unidirezionali. Cosa che invece è avvenuta con il documento emerso dal tavolo di lavoro tra ministero della Salute e Regioni, in cui non si è adottato assolutamente un metodo condiviso e da cui è emerso un testo con troppe ombre». Per Sumai, invece, il tema dovrebbe essere affrontato «in modo collegiale, definendo chiaramente le competenze e ricordando che spetta unicamente ai medici la titolarità della diagnosi e della cura e la responsabilità nel percorso clinico-assistenziale».(fonte doctornews33)

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Campanello d’allarme sull’accordo intergovernativo per una maggiore coesione economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Deutsch: Elmar Brok. Aufnahmeort: Aachen. Engl...

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Il Parlamento mercoledì ha di nuovo suonato l’allarme per le possibili insidie contenute nell’accordo intergovernativo in corso di negoziazione per una maggiore coesione economica. La risoluzione approvata esprime forti dubbi sulla necessità di un tale accordo. I deputati inoltre chiedono che la responsabilità democratica sia rafforzata e affermano che l’accordo dovrebbe mirare a aumentare la crescita, non soltanto a rafforzare l’austerità.Intervenendo prima della votazione, i portavoce di gruppi politici si sono detti generalmente d’accordo che, pur per ragioni differenti, il previsto accordo internazionale non è necessario ma addirittura pericoloso. Elmar Brok (PPE, DE) ha detto: “Quest’accordo non sarebbe stata la nostra prima scelta per affrontare la questione. Dobbiamo evitare di dividere l’Unione e garantire i diritti di tutte le istituzioni europee”.Roberto Gualtieri (S&D, IT) ha detto: “Gli strumenti dei trattati ci consentivano di evitare il sistema intergovernativo. E’ paradossale che con l’inchiostro sul six pack no

n ancora asciutto, alcuni Stati membri vogliano già emendarlo con il sistema intergovernativo.Guy Verhofstadt (ALDE, BE) ha detto: “L’accordo intergovernativo è un esercizio molto pericoloso. Dobbiamo limitare al minimo la sua applicazione: la regola d’oro. (…) Entro 5 anni al massimo, il testo deve essere incorporato nel diritto comunitario”.Daniel Cohn-Bendit (Verdi/ALE, FR) ha detto: “Questo accordo internazionale è completamente inutile, non ne sentiamo la necessità. Perfino i mercati non sono convinti dal testo perché chiedono una politica economica coerente. Non è questa la risposta alla crisi”.Martin Callanan (ECR, UK) ha detto: “Quest’accordo non farà nulla per risolvere i problemi immediati. Ha invece spostato attenzione e risorse lontano dalle vere soluzioni alla crisi. I debiti di molti Stati membri non sono sostenibili e necessitano riforme sostanziali e una conseguente svalutazione”.Soren Bo Sondergaard (GUE/NGL) detto: “Non otterremo stabilità per l’Euro con quest’accordo e l’austerità non porterà crescita. Il testo rafforza inoltre l’integrazione europea senza chiedere il parere ai cittadini: non possiamo sostenerlo.Nigel Farrage (EFD, UK) ha detto: “L’austerità non funzionerà. State portando i paesi verso la depressione solo per salvare il progetto Euro. I paesi del sud, in particolare, hanno bisogno di uscire dall’Euro e svalutare”.La risoluzione solleva dubbi sulla necessità di un tale accordo intergovernativo, poiché il suo obiettivo chiave potrebbe essere raggiunto meglio e in maniera più’ efficace attraverso il normale sistema legislativo dell’UE. Inoltre, la risoluzione sostiene che solo attraverso il collaudato e normale sistema UE può essere raggiunta una vera Unione economica e fiscale.
La risoluzione sottolinea inoltre i potenziali problemi che il nuovo accordo, nella sua forma attuale, potrebbe creare tra cui l’insufficiente responsabilità democratica. Il documento sostiene quindi che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo devono essere inclusi in tutti gli aspetti della futura governance economica.Un accordo intergovernativo rischia di fissare in maniera permanente un’UE a “due velocità”. Per prevenire ciò, la risoluzione afferma che la sostanza di un accordo del genere dovrebbe essere assimilata all’interno della normale legge UE entro 5 anni.Infine, la risoluzione mette in guardia contro un approccio sbilanciato nel modo di affrontare la crisi che mette troppa enfasi sull’austerità. L’accordo dovrebbe inoltre includere l’impegno, da parte degli Stati membri, in favore di un fondo di ammortamento, di obbligazioni collegate a progetti (“project bonds”), di un’imposta sulle transazioni finanziarie e diuna tabella di marcia per gli eurobond.

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Caso Ustica e segreto di stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2011

Insel Ustica bei Palermo

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“Ieri il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, ha depositato una interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio per chiedere quali immediate azioni intenda intraprendere per garantire l’esecuzione della sentenza di condanna dei ministeri della Difesa e dei Trasporti pronunciata ieri dal Tribunale di Palermo e se intenda rimuovere il segreto di stato sugli atti relativi alla “strage di Ustica” al fine di eliminare i forti dubbi che adombrano la verità e quindi l’azione del Governo e dei vertici militari.” – Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm). – “Questa nuova interrogazione segue alla n. 4-12393 dello scorso 20 giugno con cui Turco aveva chiesto di conoscere lo stato dei procedimenti di rogatoria internazionale volti ad acquisire gli atti riferiti al caso Ustica dai governi di Usa, Francia, Belgio e Germania. – prosegue Comellini che ironicamente precisa – “Ovviamente la risposta si fa attendere, forse Giovanardi attende disposizioni.”. “Lo scorso 3 agosto 2011 – aggiunge il Segretario del Pdm – il senatore Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che evidentemente se la canta e se la suona, rispondendo a un atto di sindacato ispettivo presentato dal deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni e indirizzato al Presidente del Consiglio (4-11148), riferito a un articolo pubblicato sul settimanale L’Espresso del 10 marzo 2011 dal titolo «Caso Ustica, non toccate i generali», ha risposto «Ciò che il senatore Giovanardi, in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sta doverosamente facendo, in relazione a detto caso, solo indirettamente risponde all’esigenza di «tutelare l’onore dell’Aeronautica e dei suoi generali». Lo scopo fondamentale e prioritario è quello di contrastare le false verità messe in circolo sull’argomento, per dare posto solo a quanto è stato documentalmente «accertato» nei lunghi anni di istruttoria formale e di dibattimenti processuali in Corte di Assise e in Cassazione. ». A prescindere dall’eventuale risposta che il Presidente del Consiglio vorrà dare al nuovo atto di sindacato ispettivo presentato da Turco, – insiste Comellini – e a quelli che ancora attendono risposte, mi domando se anche oggi il sottosegretario Giovanardi, come ha fatto ieri nella conferenza stampa, si destreggerà nelle sue articolate difese d’ufficio dei generali, su una questione che ancora è piena di ombre istituzionali, oppure finalmente assicurerà a nome suo e del Governo il massimo impegno a fare chiarezza e quindi togliere, come abbiamo chiesto, il segreto di stato sugli atti della strage perche di nuove commedie all’italiana la memoria delle vittime e i loro parenti ne possono tranquillamente fare a meno, della verità no. Giovanardi – conclude Comellini – risponda alla nostra interrogazione. ”. Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Dubbi sui biosimilari?

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Mag 2011

Per AssoGenerici è spiacevole che la presentazione da parte di Farmindustria di un’indagine demoscopica sulle biotecnologie sia stata l’occasione per riproporre dubbi sulla qualità e l’efficacia dei farmaci biosimilari. “Spiace vedere che ancora si attua un paragone improprio con i farmaci equivalenti, chiamando in causa il concetto di bioequivalenza. Da sempre, per legge, i farmaci biosimilari non sono considerati bioequivalenti rispetto agli originatori, ma sono considerati farmaci con le stesse indicazioni e lo stesso meccanismo d’azione dell’originatore e, di conseguenza, per essere registrati e immessi in commercio devono sottostare alle stesse prove di sicurezza ed efficacia richieste a qualsiasi nuovo farmaco. Mettere in discussione l’iter di registrazione dei biosimilari significa dunque mettere in discussione le procedure di registrazione di qualsiasi farmaco” spiega il presidente di AssoGenerici Giorgio Foresti. Per AssoGenerici, poi, si continua a sottovalutare il fatto che se è innegabile la delicatezza del processo di produzione dei farmaci biotecnologici, i biosimiliari prodotti oggi possono contare su decenni di progressi nelle metodiche di produzione, “affinamenti delle tecnologie che non erano ovviamente disponibili quando iniziò la produzione dei farmaci originali. Il biosimilare, di conseguenza, presenta semmai un valore aggiunto, non un minor valore: sarà il medico a decidere quale farmaco usare in scienza e coscienza, sulla base anche della risposta clinica del paziente, come da sempre accade quando si hanno a disposizione diverse opzioni terapeutiche” conclude Foresti.

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Dubbi su legge etichettatura alimenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Enrico Letta

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“Assordante il silenzio del governo sulle dichiarazioni rilasciate oggi da Frederic Vincent, portavoce del commissario UE alla salute John Dalli, riguardanti dubbi sulla conformità della legge votata l’altro ieri sull’etichettatura per quanto riguarda i prodotti trasformati. La Commissione, inoltre, non esclude una procedura d’infrazione da parte di Bruxelles. Di fronte a queste perplessità, il nostro governo tace, forse perché privo di un ministro per le Politiche Comunitarie, e non si preoccupa di verificare se la normativa italiana (condivisibile nel merito) rispetti o meno quella comunitaria. Già nel 2004 un’analoga legge fatta da Alemanno, all’epoca ministro dell’Agricoltura, fu bocciata dalla Commissione Europea. Non vorremmo che ora accadesse la stessa cosa.  Auspico, quindi, che i ministri competenti siano in grado di difendere la normativa italiana nelle sedi opportune.  Il prossimo 14 febbraio il consiglio dei ministri UE della Salute potrebbero estendere l’ obbligo di etichettatura per le carni di maiale, il pollame e la carne ovina. Speriamo che il ministro Fazio stavolta sia in grado di costruire una maggioranza che faccia gli interessi  dei consumatori del nostro Paese”. Lo dichiara Ernesto Carbone, coordinatore del Forum Agricoltura del PD, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Adolescenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Manuale per genitori e figli sull’orlo di una crisi di nervi L’adolescenza è la fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta, ma anche il momento più difficile nella vita di un genitore, che si ritrova in casa un figlio che spesso non riesce a capire. In 65 punti Gustavo Pietropolli Charmet e Loredana Cirillo affrontano i temi scottanti legati all’adolescenza e rispondono ai dubbi dei genitori sull’orlo di una crisi di nervi.  di Gustavo Pietropolli Charmet e Loredana Cirillo Edizioni San Paolo 384 pagine € 15,00

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Il Padre Pio che conoscevo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Mag 2010

Credo di essere rimasto uno dei pochi che, sia pure da ragazzo, ha conosciuto Padre Pio da Pietralcina e frequentato la sua cella accompagnato da un suo figlio spirituale, mio padre. Di tanto in tanto rivado a quegli incontri e si riaffaccia la figura del frate e non so perché rivedo quel suo sguardo corrucciato e venato dal dolore che me lo rende tanto vicino a quella realtà sofferente che la sua missione gli affidato in coabitazione. Forse vi era anche rassegnazione poiché di là dei miracoli che gli attribuiscono, vi era l’impotenza di poter dirimere la tanta sofferenza che lo circondava. Sul piano religioso quel contatto “ravvicinato” non mi ha giovato. Sono rimasto con i miei dubbi e le mie perplessità nutrite più dalla mia laicità che dalla mia confessionalità. Posso, forse proprio da questo distacco dalla ortodossia del credo, vedere questo frate diventato santo, per quello che è e non certo per la figura che taluni hanno voluto che si rappresentasse nel nostro immaginario. Tanto per cominciare era un frate come tanti altri: semplice, modesto, poco addottorato ma che aveva dalla sua tanta carica d’umanità. Non nascondeva i suoi moti di collera o di insofferenza se i “pellegrini” diventavano sconvenienti con i loro brusii durante la celebrazione della messa, per altro lunghissima e per me noiosissima, o insistevano a chiedergli consigli per delle banalità come aprire un esercizio commerciale in una città in luogo di un’altra. Ora a pensarci meglio credo che proprio questa caratteristica lo rendesse più vicino ai sentimenti della gente. Vedevano in lui non un diverso ma uno capace di vivere la loro stessa vita, di soffrire come loro, di gioire con loro e di arrabbiarsi come chiunque altro. Ora in un’altra dimensione forse ci guarderà dall’alto e sorriderà delle nostre debolezze che probabilmente sono state, almeno in parte, anche sue e potrà indicarci quella strada maestra che tutta l’umanità dovrebbe assumere come un valore assoluto: l’amore per i nostri simili, simbolo di gioia e non di sofferenza, simbolo di speranza e non di disperazione. Un amore che significa ritrovarci insieme uniti e solidali nel lasciare a quelli che restano un buon ricordo di noi, ma soprattutto un buon esempio. (A.R.)

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E-mail certificata: i dubbi di Adiconsum

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Adiconsum giudica positivamente la modernizzazione e la velocizzazione delle comunicazioni tra i consumatori e la Pubblica Amministrazione voluta dal ministro Brunetta – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale – ma non può non sottolineare alcuni nodi che certamente non fanno ben sperare sulla diffusione rapida e completa della PEC. Il 60% delle Pubbliche Amministrazioni, infatti, non ha ancora attivato le caselle che consentono di ricevere ed inviare la Posta Certificata e secondo Adiconsum tale gap sarà difficilmente colmabile in breve tempo, vista la ritrosia con cui molte Amministrazioni Pubbliche accolgono le innovazioni, particolarmente quelle tecnologiche, che velocizzano le procedure e le rendono  più trasparenti, facendo diventare così più esigibili i diritti dei cittadini e degli utenti.  Un altro nodo è il numero di cittadini che accederà a questo strumento. Molti, infatti, sono i consumatori le cui zone di residenza non sono raggiunte da internet e molti ancora sono quelli, soprattutto anziani, che non possiedono un pc. Adiconsum – prosegue Giordano – nel chiedere al Ministero di velocizzare l’attivazione delle caselle PEC di tutte le Pubbliche Amministrazioni, chiede anche di supportare tale innovazione attraverso l’estensione della rete internet su tutto il territorio italiano, ma senza dar luogo ad un’Italia a più velocità, che allargherebbe ancora di più la forbice tra cittadini del Nord e cittadini del Sud.

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Smi medici-Puglia: dubbi e perplessità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Il Sindacato dei Medici Italiani della Puglia evidenzia sostanziali criticità contenute nel nuovo “Air” della medicina generale. Scarsa progettualità per il servizio 118 e per la continuità assistenziale Assenza di una reale e concreta progettualità della continuità assistenziale (ex guardia medica) e del servizio di emergenza-urgenza del 118. Queste alcune delle criticità relative al nuovo ‘Accordo Integrativo Regionale’ (AIR) della medicina generale, evidenziate dal Sindacato dei Medici Italiani della Puglia. Il documento in questione è stato infatti firmato lo scorso 15 febbraio dallo Smi-Puglia solo ed esclusivamente per senso di responsabilità, nonostante le numerose perplessità sottolineate dagli esponenti del Sindacato. Perplessità recepite ed accolte da Tommaso Fiore, assessore alle politiche della salute della Regione Puglia che, già a partire dalle prossime convocazioni del Comitato Permanente Regionale (CPR), ha garantito la propria disponibilità a discutere ed analizzare le problematiche riguardanti tutti gli attori del comparto della medicina generale, tra cui gli operatori sanitari del 118 e della continuità assistenziale. “Lo Smi-Puglia ringrazia l’assessore Tommaso Fiore – dichiara Anna Lampugnani, segretario regionale dello Smi-Puglia – che ha prontamente manifestato la volontà di mantenere uno dialogo aperto e costruttivo in merito alle annose ed irrisolte questioni della medicina generale, rispetto alle quali è necessario definire indirizzi precisi che garantiscano il ruolo dei medici nelle loro diverse funzioni. Troviamo alquanto discutibile l’istituzione di una ulteriore figura di coordinamento (referente regionale delle cure primarie), nonchè il riconoscimento economico di determinati progetti solo alle diverse forme associative, ma non alla totalità dei medici di medicina generale. In estrema sintesi – conclude Anna Lampugnani – lo Smi-Puglia firma un Accordo Integrativo Regionale non condiviso in alcuni contenuti, ma nella consapevolezza di una fattiva disponibilità a continuare il dialogo con la parte pubblica”.

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L’attesa delle vittime del terrorismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Dobbiamo denunciare con forza che dopo 5 anni dalla sua approvazione la legge 206/04 ( Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice) non sia ancora stata attuata in molte sue parti. Siamo al paradosso; mentre Camera e Senato approvano all’unanimità ordini del giorno dettagliati in cui impegnano il Governo a completarne la sua attuazione, viene realizzato un vergognoso scaricabarile e la legge non viene attuata. Tutti gli espedienti sono buoni: vari funzionari accampano problemi procedurali,carenza nei sistemi per l’ elaborazione dei dati, problematiche tecniche, nuovi quesiti a vari organi e dubbi a non finire sull’esecutività della legge. Il tutto appare finalizzato a far si che si perda tempo prezioso, disattendendo od interpretando restrittivamente le norme in essa contenute. Apprendiamo che il Governo ha chiesto un parere al Consiglio di Stato per l’esatta interpretrazione della norma che prevede l’erogazione ai feriti con invalidità pari o superiore all’80%, della pensione pari all’ultimo stipendio percepito. Tutto ciò, perchè i dirigenti dell’INPS non vogliono attuare la norma, nonostante l’articolo 4 comma 2 della legge,la direttiva della Presidenza del Consiglio dell’agosto 2007, la norma inserita nella finanziaria del 2007 e nonostante, dopo 10 mesi ,una circolare dell’INPS stessa che chiariva inequivocabilmente la sua interpretazione e quindi la sua immediata attuazione. Questo atteggiamento irresponsabile ha determinato che l’INDAP che aveva correttamente interpretato la legge applicandola nei confronti dei suoi assicurati con tale percentuale di invalidità, ha revocato, con una circolare di pochi giorni fa, la sua precedente decisione rendendo provvisorie le pensioni definitive erogate dal 2006. Una ulteriore perdita di tempo ed un’ennesima umiliazione per le vittime che la dice lunga sulla volontà di attuare completamente questa legge votata all’unanimità da tutto il Parlamento. Una ulteriore dimostrazione di come il Parlamento stesso venga sminuito e deriso nella sua funzione legislativa. (Il Presidente Paolo Bolognesi)

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Marinelli su precari sanità Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

“Nella sanità l’inversione dei fini amministrativi rasenta l’apoteosi. Mi dispiace per i lavoratori atipici, ma la pubblica amministrazione dovrebbe servire a erogare servizi al cittadino e non a risolvere i problemi dell’occupazione”. Questo il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio del movimento Italia dei Diritti, sulla questione dei precari che operano nell’ambito della sanità regionale e che non possono essere assunti a tempo indeterminato per via del blocco delle assunzioni. La situazione è particolarmente grave nei due nosocomi capitolini, l’Umberto I e il Sant’Andrea. ” Nel nostro Paese – ha aggiunto il responsabile laziale del movimento guidato da Antonello de Pierro – sussistono fondati dubbi sulla correttezza della selezione dei lavoratori a scadenza che poi si trovano a essere assunti in pianta stabile. In realtà la nostra Costituzione prevede un metodo di accesso all’impiego che è quello più giusto e premia il merito e la capacità, ossia l’assunzione tramite espletamento di procedura concorsuale. Nel ‘magna-magna’ generale, l’approssimazione regna sovrana e assistiamo a contraddizioni intollerabili, come nel caso dei 200 vincitori di concorso al comune di Roma, assunti dopo un anno solo grazie alle elezioni europee e al calcolo dei voti che avrebbe preso Alemanno. Serve quindi un ripensamento generale di tutto il sistema per introdurre termini che nell’epoca del liberismo selvaggio e del darwinismo deteriore sembrano quasi bestemmie. Mi riferisco a programmazione e pianificazione delle risorse, esattamente il contrario di precarietà e approssimazione”.

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