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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘durata’

Laura Castelli su Radio 24: Il governo dura e spiega il perchè

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

“Il Governo dura perché c’è la volontà di risolvere i problemi e questo è quello che abbiamo nella testa alla mattina quando ci svegliamo e soprattutto c’è una grande trasparenza. Questo è un Governo che mette la discussione dei temi alla luce del sole e se ne parla.” Cosi Laura Castelli, viceministro Economia e finanze, a Focus economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24. “Il Governo si fonda su un contratto e il contratto, come avete visto, è onorato in gran parte. Ma ce ne è ancora, un altro bel pezzo da fare. Questo è un governo che lavora tutti i giorni pancia a terra”
“Tutti i comuni nessuno escluso. A ogni dimensione di città corrisponde una cura diversa, quando sta in una situazione debitoria.” Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24, tornando sul tema dei comuni e sul “Salva-Roma” che ha acuito le tensioni nella maggioranza gialloverde. “Tutte le città italiane oggi possono rinegoziare il mutuo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Se Salvini vuole fare una norma salva Alessandria, una norma salva Savona, Comuni della Lega, che lo dica. Ma noi non stiamo parlando di questo ma parliamo a tutti i Comuni, senza distinzione di colore politico.”
“L’operazione inserita nel Decreto Crescita ci mette nelle migliori condizioni, come Ministero dell’Economia e delle Finanze, per essere pronti a qualunque tipo di operazione”. Lo dice Laura Castelli, viceministro Economia a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24. “Che il tema Alitalia sia strategico per Alitalia e questo Paese e soprattutto per questo Governo, noi lo abbiamo sempre detto. Se vuoi fare una buona programmazione del trasporto aereo devi programmare bene tutto il trasporto collegato col turismo e con tutte le citta traino.”
Ma a proposito di Roma Capitale le risponde Giorgia Meloni: “Roma non chiede al governo di essere salvata: chiede di essere trattata da Capitale d’Italia, perché la Capitale è il biglietto da visita di qualunque nazione. Per questa ragione Fratelli d’Italia voterà qualunque provvedimento che vada nel senso di aiutare la Capitale d’Italia. E chiediamo al governo di trovare altro su cui litigare e di non farlo sulla pelle dei romani”.

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Quanto durerà il terremoto?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

Roma. È una delle domande a cui i ricercatori spesso si trovano a dover far fronte all’inizio di ogni sequenza sismica. Una nuova analisi di repliche (aftershock) dei terremoti ha permesso di dimostrare che gli ambienti estensionali hanno periodi più lunghi e numero di repliche maggiori rispetto agli ambienti compressivi. Lo studio, Longer aftershocks duration in extensional tectonic settings, condotto da un team di ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Sapienza Università di Roma, è stato pubblicato su Scientific Reports.
“La ricerca”, spiega Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e professore della Sapienza, “dimostra che nelle zone dove la terra si dilata le sequenze sismiche, nonostante abbiano magnitudo mediamente più basse rispetto agli ambienti compressivi, durano più a lungo, poiché il volume crostale si muove a favore della forza di gravità. Le sequenze quindi terminano solamente quando il volume collassato trova un suo nuovo equilibrio gravitazionale”. Viceversa, negli ambienti compressivi, il volume si deve muovere contro la forza di gravità e quindi l’energia in grado di continuare a sollevare il tetto delle faglie si esaurisce più rapidamente.
“Da un’analisi comparativa di dieci sequenze sismiche”, afferma Pietro Tizzani, ricercatore Cnr-Irea, “di cui cinque inserite in un contesto tettonico estensionale e cinque in uno compressivo, è stato possibile dimostrare che, a prescindere dalla magnitudo dell’evento sismico considerato, i terremoti estensionali durano di più rispetto a quelli che si sviluppano in un ambiente compressivo”.
Lo studio spiega perché i terremoti dell’Appennino, che sono in buona parte di tipo estensionale, sono seguiti da un corteo di repliche così imponente e persistente nel tempo. Ad esempio, sono passati 15 mesi dall’inizio della sequenza sismica di Amatrice-Norcia e vi sono state circa 80.000 repliche. Questa chiave di lettura della sismicità può avere significative applicazioni nella gestione dell’emergenza post-evento, poiché in funzione del tipo di ambiente tettonico si può avere già una stima approssimativa della durata degli aftershock. Inoltre, conferma che l’energia accumulata nei secoli che precedono la rottura cosismica è diversa a seconda dell’ambiente tettonico, cioè principalmente gravitazionale per quelli estensionali ed elastica per quelli compressivi.“La comprensione dei diversi meccanismi e relative fenomenologie associate ai vari ambienti geodinamici”, conclude Doglioni, “può portare a una più approfondita e utile classificazione dei terremoti, passo indispensabile per arrivare a comprenderne natura ed evoluzione temporale”. (foto: terremoto)

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La “bonaccia” del governo Monti: Quando durerà?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2012

In questo scenario di crisi dall’esito incerto sono meritevoli le iniziative degli istituti e delle associazioni culturali volte ad approfondire i problemi che abbiamo di fronte a noi. A questo impegno non si è sottratta Koinè, l’Associazione presieduta da Raffaele Morese con una iniziativa di cui richiamiamo le analisi più significative, ritenendo che il loro trasferimento nel pubblico dibattito costituisca l’obiettivo di ogni associazione culturale. La documentazione esaminata ed elaborata dal Fondo Monetario Internazionale in materia dei cosiddetti fondamentali fiscali nel confronto tra i principali paesi tende ad interpretare gli squilibri finanziari di cui soffre il nostro paese non tanto in termini di “deficit” quanto di debito pubblico e dei conseguenti bisogni di rifinanziamento annuo lordo. L’Italia, in altre parole, presenta un indice di “sostenibilità” della spesa pubblica migliore di altri paesi perché gli aggiustamenti fatti in termini di pensione e di sanità (le voci di spesa più importanti) fanno ritenere che gli ulteriori interventi richiesti, in termini di conto economico, per raggiungere l’obiettivo di un rapporto debito pubblico Pil al 60% nel 2030, siano più contenuti rispetto ad altri paesi (Stati Uniti, Francia, Giappone e perfino Germania) che peraltro godono di maggiore credito da parte dei mercati finanziari. Ciò significa che in termini aggregati, il barile della spesa pubblica è stato raschiato per cui lo stereotipo di una Italia sprecona non corrisponde a verità anche se rimangono problemi che riguardano l’efficienza gestionale di questa spesa pubblica che nasconde sprechi e corruzione di cui l’opinione pubblica è ben informata. La vera vulnerabilità del Paese sta nel suo stato patrimoniale, cioè nell’entità del debito pubblico e nelle condizioni imposte dal suo rifinanziamento. Debito pubblico che viene da lontano (anni ’80) e che nel passato non ha mai posto problemi di rifinanziamento, neppure nei periodi di maggiore crisi. Valeva, allora, il principio che i debiti sovrani si rinnovavano in un contesto di compensazione multilaterale dei rischi che garantiva la loro sostenibilità. La novità con cui occorre fare i conti, a partire dal 2008, è l’avvenuta nazionalizzazione dei debiti sovrani per cui ogni paese è sottoposto al giudizio occhiuto dai mercati finanziari e chiamato ad emendarsi, in brevi termini, dei suoi peccati, non potendo contare più sulle garanzie offerte da altri paesi peraltro facenti parte della stessa Comunità economica.Siamo al punto in cui gli squilibri finanziari, per quanti colpevoli, di un Paese piccolo, dal lato economico, quale la Grecia, rischiano di trasformarlo con il suo fallimento nell’”untore” di manzoniana memoria in grado di trasmettere il contagio all’intera Europa e di mettere in pericolo la moneta comune usata da oltre 300 milioni di cittadiniIn questo nuovo scenario si pone anche la vulnerabilità del nostro Paese, il cui debito, detenuto per oltre il 40% dai non residenti, può aprire la falla di una grave crisi fiscale, qualora non si trovassero creditori accondiscendenti. Questo è il contributo di analisi fornito dall’iniziativa della Koiné che ha sollecitato una conseguente riflessione sui possibili interventi correttivi in termini di abbattimento del debito pubblico. Le ipotesi in campo sono molteplici: una patrimoniale o un prestito forzoso sulla ricchezza? Sulla ricchezza immobiliare o mobiliare? Nel primo caso come garantire la liquidità necessaria alle famiglie per fronteggiare i nuovi oneri fiscali? Nel secondo caso si ha una credibile anagrafe dei patrimoni finanziari compresi quelli dispersi nei diversi paradisi fiscali e poi una tale manovra la può fare un solo paese, senza che ciò alimenti una fuga dei capitali? Al di là delle considerazioni economiche si pone anche un problema di legittimità delle eventuali decisioni. Questione centrale della democrazia è quella di difendere il cittadino dal potere costrittivo dello Stato, soprattutto quando interviene sui diritti “acquisiti” per vie legittime, con il proprio lavoro e capacità di iniziativa. I diritti dei cittadini sono sottoposti al potere discrezionale delle maggioranze politiche che si alternano? Si dirà che viviamo in un momento eccezionale, ma sarebbe pericoloso trasformarlo in quello “stato di “eccezione” teorizzato da C. Schmidt che giustifica il mancato rispetto delle regole democratiche. Si dirà che non si è mosso ciglio quando il rigore ha penalizzato pensioni ed altri diritti delle fasce più deboli della popolazione. Se alcuni interventi sono giustificabili, in termini di “equitas”, perché riassorbono grandi o piccoli privilegi o correggono precedenti situazioni di squilibrio tra contributi e prestazioni a favore di alcune categorie e a danno di altre, per gli altri interventi dovrebbe valere la regola generale che quanti sono chiamati a concorrere al salvataggio dello Stato siano considerati “creditori di solidarietà”, con crediti esigibili quando le finanze pubbliche lo renderanno possibile. La certezza del diritto, che è alla base di un ordinamento democratico, non può essere sacrificato da interventi di economia straordinaria di grande aleatorietà, esistendo un “velo di ignoranza” sugli effetti, e soprattutto senza prevedere adeguate compensazioni nei confronti degli interessi legittimi che vengono colpiti. Alla luce di tali considerazioni si conferma l’opzione a favore di una politica ordinaria che mantenga in equilibrio la finanza pubblica e che intervenga, con efficacia sulle cause note della nostra scarsa competitività produttiva. Nello stesso tempo occorre riparare le crepe di una “governace” europea oggi messa di fronte della sua inefficacia per fronteggiare i processi di rinazionalizzazione in atto. Anche in questo caso il percorso segnato è quello di accelerare la costruzione di barriere a tutela dell’euro, affidate al nuovo fondo salva stati (E.S.M.) nella sua versione più efficace nonché di sostenere l’impegno alla crescita in atto nei vari paesi con progetti europei di investimento nel campo delle infrastrutture, dell’energia, della ricerca, per contrastare le tendenze recessive(projet bond nell’ambito del bilancio europeo).In tale direzione sta operando il Governo Monti e si aprono le prime disponibilità di altri paesi europei, Germania compresa. Difficile fare previsioni rispetto ad una situazione complessa quale quella in atto che essendo influenzata dall’interazione di molteplici variabili può portare ad eventi imprevedibili. Il dato culturale da tenere presente, è quello suggerito da K. Popper, per il quale il riformismo è un processo continuo di riforme parziali. L’essenziale è che non diventi un alibi per la conservazione, come spesso avvenuto nel passato. La gestione di discontinuità, benché parziali, richiede a tutte le istituzioni il coraggio di rimettere in gioco le tradizionali strategie oggi volte a tutela degli interessi più forti e rappresentati, per riattivare i meccanismi arrugginiti della crescita. Rimane la contraddizione propria degli ordinamenti democratici, cioè che le istituzioni saprebbero le riforme da fare ma non come ricostruire il consenso, una volta fatte. Senonchè queste stesse istituzioni (partiti, sindacati, ecc.) a livello nazionale ed europeo già si trovano al limite minimo della loro credibilità per cui avrebbero poco da guadagnare dalla difesa del passato mentre potrebbero ritrovare le condizioni di una loro rilegittimazione facendosi carico dei cambiamenti in grado di riportare fiducia e speranza nelle nuove come nelle vecchie generazioni. Dovrebbe essere noto a tutti che non si guida il cane tenendolo per la coda. (prof. Giuseppe Bianchi, presidente isril)

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Festa del Redentore 2010

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Per Venezia Marketing & Eventi, lo spettacolo di artifici pirotecnici che illuminerà il bacino di San Marco nella “Notte famosissima dei foghi” sarà realizzato anche quest’anno dalla ditta Parente Fireworks di Melara, conosciuta e apprezzata nel mondo, protagonista di alcuni prestigiosissimi eventi come le Cerimonie Olimpiche di Torino 2006, la Fête Nationale del 14 Luglio a Parigi e la Festa Nazionale Ungherese a Budapest. Oltre 6000 gli artifici che incanteranno il pubblico assiepato lungo le rive e nelle barche in uno spettacolo della durata di circa 40 minuti, uno straordinario spettacolo di fuochi ideato dal direttore artistico di Venezia Marketing & Eventi Marco Balich. Una grande festa in cui la millenaria tradizione degli artifici pirotecnici si rinnova nel rispetto del delicato equilibrio che uno scenario come quello che la monumentalità di Piazza San Marco a Venezia impone. Particolare cura per l’apertura e la chiusura dello spettacolo, che saranno dedicate ai colori di Venezia, con coreografie oro e rosse ed un finale in pieno stile italiano per grandiosità e imponenza.
La grande novità di quest’anno è infatti che la Cena Ufficiale della Città di Venezia, organizzata da Venezia Marketing & Eventi in occasione della Festa del Redentore, riservata alle principali istituzioni cittadine e agli sponsor, verrà ospitata nella magica cornice di Palazzo Ducale. Molte le aziende che hanno confermato la loro presenza, a significare il grande successo dell’iniziativa.
Lo spettacolo pirotecnico sarà visibile da molte parti della città: il posizionamento dei punti di lancio, per l’edizione del 2010, sfrutta al massimo lo specchio d’acqua del bacino, permettendo alle coreografie di essere estese e nello stesso tempo il più dinamiche possibili. Una inedita disposizione dei punti di fuoco a formare una grande croce, con bracci lunghi oltre 500 metri, sui quali si disegneranno quadri in cui gli effetti si muovono lungo le diverse direttrici rincorrendosi e unendosi. Lo show sarà un susseguirsi di immagini in movimento, in cui la location viene usata nella sua interezza consentendo un punto di vista ottimale a 360° per soddisfare tutto il pubblico presente.

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Amianto: Lo Stato condanna se stesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

Appena accolto il ricorso di un lavoratore esposto all’amianto che ha denunciato l’eccessiva durata del procedimento di riconoscimento per i benefici contributivi del caso. Ne dà notizia in una nota (di cui si ripora un breve stralcio) l’Avv. Ezio Bonanni di Latina (impegnato nei maggiori  processi per l’Amianto: Eternit e molti altri):  “[…] Condannato il Ministero della Giustizia per <il ritardo ingiustificato> che è risultato <pari ad un anno> ed al <ricorrente spetta la somma di € 1.000,00>: così il dispositivo della Corte di Appello di Genova che ha deciso la causa promossa da un lavoratore esposto all’amianto nella centrale geo termo elettrica di Larderello,  per il risarcimento dei danni per eccessiva durata del processo, per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto, inizialmente negati dall’INPS  e che invece sono stati riconosciuti prima dal Tribunale di Pisa e poi dalla Corte di Appello di Firenze, che ha rigettato il ricorso dell’INPS (per competenza territoriale, il ricorso per risarcimento danni è stato inoltrato alla Corte di Appello di Genova: decreto di condanna n. 192, che ha deciso il ricorso numero 1123/2009) . Segue anche la condanna alle spese legali. […]”

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Festival del Cinema Indipendente di Foggia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

C’è tempo sino al  prossimo 15 ottobre per candidare le proprie opere alla IX edizione del Festival del Cinema Indipendente, organizzato dalla Provincia di Foggia, con il contributo della Regione Puglia. Cinque le sezioni in concorso al Festival, che si svolgerà dal 27 novembre al 5 dicembre: “Lungometraggi” (in 35mm e in digitale); “Corti del Territorio”, per opere originali di fiction, che non superino i 20 minuti, realizzate da autori residenti in Puglia, oppure girate in Puglia; “Cortissimi & Videoclip musicali”, entrambi della durata massima di 5 minuti; “Il Cinema delle Scuole”, per lavori prodotti dagli studenti delle università e delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado; “La Mente al cinema”, riservata a fiction, docu-fiction e documentari sul tema del disagio psichico e dello stigma. Ogni partecipante può proporre al massimo due opere – realizzate in data non anteriore al 2007 – per ciascuna delle sezioni in concorso. Alla fase finale potrà comunque essere ammessa soltanto un’opera per autore. La scheda di partecipazione (con allegate tre copie dell’opera in dvd), da scaricare sul sito del Festival http://www.facebook.com/l/c9f37;www.festivaldelcinema.provincia.foggia.it, deve pervenire entro il 15 ottobre a: Provincia di Foggia – Segreteria Festival del Cinema – Piazza XX Settembre, 20 – 71100 Foggia. Le spese di spedizione sono a carico dei partecipanti e il materiale inviato non sarà restituito. I vincitori saranno decretati da giurie di esperti e dal pubblico.

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Il turismo “mordi e fuggi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Adiconsum chiede a Confindustria, Confcommercio, Confedilizia e Confesercenti un tavolo comune per l’individuazione di soluzioni condivise per il Turismo Tutti gli indicatori, dal calo dei consumi ai tassi d’inflazione dell’Eurozona, secondo Adiconsum, sono un chiaro segno di un prossimo autunno, particolarmente difficile per i redditi e la vita di molte famiglie italiane. Vi è senz’altro un mutamento del modo di vivere e distribuire durante l’anno le vacanze – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum – ma certamente la grande crescita dei contratti weekend, il forte crescendo dell’utilizzo dei Bed & Breakfast per una durata massima di tre giorni, la crescita esponenziale dello “scambio di casa”, come risulta dai dati di Confedilizia, sono chiari segni della crescente difficoltà economica delle famiglie Non si rinuncia alla vacanza – continua Giordano – anche di breve durata, perchè necessaria alla propria serenità ed al proprio riposo, ma la precarietà del futuro è ben evidente ai consumatori” Adiconsum crede sia necessario uno sforzo comune per uscire positivamente dalla crisi e per questo chiede un incontro con Confindustria, Confcommercio, Confedilizia e Confesercenti, per individuare soluzioni condivise, per ridare fiducia al Paese sia per il bene delle aziende che dei consumatori del turismo.

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Carta d’identità elettronica

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2009

E’ noto che la carta d’identità dura 10 anni rispetto ai 5 del passato e, per chi ha ancora il vecchio documento (la maggior parte), approssimandosi la scadenza, dovra’ recarsi in Comune per farsi apporre un timbro di proroga. Lo fa sapere oggi il ministero dell’Interno con una circolare. Ma cosa succede con la carta d’identità elettronica, quella grande come una carta di credito su cui c’e’ scritto che vale cinque anni? Se stanno per trascorrere i cinque anni, il cittadino dovrà recarsi in Comune e gli sarà consegnato un certificato cartaceo, valido a tutti gli effetti di legge, che ne attesta la proroga e che dovrà essere conservato ed esibito contestualmente; se l’Autorità straniera non dovesse riconoscere la validita’ di tale certificazione -fa sapere sempre il Viminale- è necessario contattare gli uffici diplomatici italiani del luogo. E’ proprio così. Incredibile ma vero! La carta elettronica, non solo costa 25 euro rispetto ai 5 di quella cartacea (circa il 300% in più), ma se deve essere estesa la validità bisognerà andare in giro portandosi un pezzo di carta dietro, col dubbio che all’estero l’accettino. Chissà se esiste un qualche Franz Kafka in grado di romanzare questo splendido episodio della nostra burocrazia. A noi era stato insegnato che la tecnologia avrebbe dovuto semplificare la vita, tra cui i costi ridotti, ma probabilmente apparteniamo ad un mondo diverso in cui però il consumatore e’ sempre al centro: solo che per noi lo è per le priorità delle scelte, mentre per il ministero dell’Interno è per vesseggiarlo e spremerlo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Assicurazioni: le liberalizzazioni non si toccano

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2009

“L’abolizione del plurimandato e della facoltà di recedere annualmente da una polizza di durata poliennale costituirebbero un’inaccettabile limitazione dei diritti dei consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, esprimendo preoccupazione per gli emendamenti 12.1 e 12.2 presentati dai senatori Cursi e Vetrella al DDL 1195 contenente “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” (attualmente all’esame presso la X Commissione del Senato), che eliminano tale facoltà.  “In caso di durata poliennale della polizza -continua Dona- l’assicurato ha attualmente la possibilità di recedere annualmente dal contratto senza oneri in base all’articolo 1899 del Codice civile. Inoltre, se si rivolge ad un agente che opera in nome di più compagnie può scegliere il prodotto più conveniente su un catalogo più ampio di quello che potrebbe offrire un agente monomandatario”.  Abbiamo apprezzato molto le dichiarazione del sottosegretario allo sviluppo economico Adolfo Urso. Ci auguriamo ora -conclude Dona- che gli emendamenti in questione decadano”.

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