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“Equity duration e mercato italiano”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

A cura di Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di Acome. La Duration è una metrica importante nel mondo fixed income perché serve a determinare il rischio di tasso del portafoglio. Tuttavia, lo stesso concetto si può usare, con qualche arrangiamento, al mondo equity. In un mondo dominato per anni dai tassi bassi e dalle banche centrali, abbiamo visto una sovraperformance dei bond, ma anche dei titoli così detti “proxy bond”, ovvero quelli lunghi di duration. Alla luce della crescente centralità delle politiche fiscali e dei movimenti delle curve dei tassi alla quale abbiamo assistito in questi giorni, vale la pena guardare a questa misura (la duration) anche in ottica di equity holder. La duration, come detto, è una misura di tempo necessaria ad un flusso di cassa per ripagare un particolare investimento. Per il mondo fixed income la duration è calcolata come media ponderata dei pagamenti ricevuti dal bond (coupon e principal), scontati all’yield to maturity. Partendo da una breve premessa teorica, abbiamo provato a calare questa analisi nel contesto dei titoli quotati italiani. L’universo di investimento è quindi tutto il mercato quotato italiano (AIM e MTA), dove sono state eliminate le aziende che non avevano abbastanza dati. Ci sembra interessante calare questa analisi in un contesto pratico, in particolare nel mercato italiano, alla luce dei recenti andamenti macroeconomici. Proprio come nel mondo bond stiamo assistendo a un certo grado di sofferenza per i titoli a duration lunga, così vogliamo cercare gli omologhi in ambito equity e muovere le stesse considerazioni macro. Per definizione, un titolo long duration è quindi sia più sensibile al movimento dei tassi al rialzo, sia più sensibile a notizie inattese come può essere una trimestrale non in linea oppure che non sorprende come ci si aspetta. Abbiamo quindi calcolato l’equity duration con entrambe le formule descritte sopra, riportando un valore medio e ordinando in quartili. Così come si tiene d’occhio la duration dei portafogli bond, così si dovrebbe tener d’occhio la duration implicita dell’equity, specialmente nelle fasi di cambio di regime come quella che stiamo vivendo ora. Infatti, il concetto di equity duration non è solo “se” è importante, ma soprattutto “quando” è importante. L’irripidimento delle curve dei tassi governativi (tematica che non trattiamo in questo pezzo) sta avendo un impatto non trascurabile sui mercati, direttamente obbligazionari, indirettamente azionari. Continuiamo a preferire le aziende con buona posizione di cassa e capacità di generare cassa nel medio periodo in quanto le riteniamo le maggiori beneficiarie di un cambio di regime tra dominio delle politiche monetarie a maggiore centralità delle politiche fiscali. I settori che beneficiano di questa tematica macro, ma anche di altre tematiche come il recovery fund o il piano Biden, sono sicuramente i ciclici (industriali e parzialmente i finanziari – tenendo ben distinto tra le società che remunerano il costo del capitale e quelle che non lo coprono). Menzione particolare va poi al nostro Paese: beneficia di una riduzione del rischio Paese, è ancora molto sottovalutato in termini di valutazione, ed è posizionato per accogliere maggiori flussi da investitori esteri specialmente sul segmento delle mid e small caps.

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