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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘ebraica’

Libro: Luoghi della memoria ebraica di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Milano Mercoledì 7 novembre 2018, ore 18 Casa della memoria via Federico Confalonieri 14 Francesca Costantini presenta i Luoghi della memoria ebraica di Milano con la premessa di Massimo Castoldi e l’introduzione di Liliana Picciotto Mimesis, 2016.L’Autrice ne discute con
Marco Cavallarin (AnpiLibri) e Gadi Luzzatto Voghera (CDEC).
Molti luoghi di Milano raccontano la storia della persecuzione antiebraica in Italia, che ha avuto origine e si è sviluppata diversi anni prima che il nostro paese venisse invaso dalle armate tedesche. Alcuni di questi luoghi furono teatro di una vera e propria resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi del 1938, definite dal governo fascista di Mussolini leggi “per la difesa della razza”, che violavano la dignità di uomini, donne e bambini, privandoli dei diritti più elementari. Nella scuola ebraica, nella mensa dei bambini, nell’ambulatorio medico, dietro a dei portoni, dove oggi non c’è nemmeno una targa per ricordare, si sono vissuti atti di coraggio ed eroismo di straordinaria umanità. E quando, dopo l’8 settembre del 1943, ebbe inizio anche in Italia lo sterminio nazista e il ministro degli interni della Repubblica Sociale Italiana emanò l’ordine di arresto per tutti gli ebrei residenti nel nostro paese, il carcere di San Vittore e i sotterranei della Stazione Centrale di Milano furono tra i luoghi dove si manifestò con maggiore intensità la tragedia della Shoah italiana. In quei sotterranei è stato creato il Memoriale della Shoah di Milano.Francesca Costantini, docente di filosofia e storia, ha partecipato a diversi seminari di formazione sulla Shoah, fra cui Yad Vashem e Memorial de la Shoah di Parigi. Collabora con la Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) al progetto “Scuola Memoria”. Ha pubblicato, tra l’altro, L’indagine sociologica del CDEC sugli esiti educativi del viaggio ad Auschwitz, in E. Bissaca e B. Maida (a cura di), Noi non andiamo in massa, andiamo insieme, Milano 2015; L’histoire des Juifs à l’époque fasciste dans les manuels scolaires des Premier et Second cycles en Italie in «Revue d’histoire de la Shoah», La Shoah en Italie, a cura di Laura Fontana e Georges Bensoussan, II vol., 2017. In collaborazione con il CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.

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Giornata Europea della Cultura Ebraica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Palermo giovedì 11 Ottobre 2018, ore 18.00 (e fino al 20 Ottobre 2018) Kaddish Arte, storia, memoria 1938-2018. In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica del 14 ottobre 2018, la direttrice Maria Vittoria Marchetta e le curatrici Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio vogliono riproporre nello spazio espositivo pop up di Palermo la mostra già presentata a Roma per la Giornata della Memoria del 27 gennaio scorso. Il progetto iniziale si è concretizzato in una personale del maestro Georges de Canino nella quale sono state presentate al pubblico 30 opere inedite, riporti fotografici su tela con interventi di acrilico e matita voluti fortemente senza telaio dall’artista. “La Giornata Europea della Cultura Ebraica è dedicata quest’anno allo “Storytelling”, al narrare – sostiene la Dottoressa Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane – […] da diciannove anni appuntamento che invita a scoprire tradizioni, cultura e luoghi ebraici in Italia, nasce proprio per diffondere una narrazione dell’ebraismo rispondente al vero”. Riproporre il lavoro di Georges de Canino a Palermo, dopo il successo di Roma, vuole dunque fungere da collegamento tra due importanti occasioni: quella della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2018 e quella di Palermo come capitale italiana della cultura 2018 e di Manifesta 12.
Quello dello storytelling, del racconto come lascito ai posteri, è tanto una pratica quanto una vera e propria necessità che l’artista Georges de Canino sente sua al pari del fare arte.
Selezionato nel 2011 da Vittorio Sgarbi per la 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con l’opera “Golem”, Georges de Canino ha alle spalle quarant’anni di mostre personali e collettive, venendo riconosciuto e apprezzato nel corso degli anni sia in Italia e sia all’estero. Deciso da sempre a mettere la sua sensibilità di artista e di poeta – prima ancora che di ebreo – al servizio della Memoria, ha deciso di intitolare la mostra “Kaddish” non certo a caso. Il Kaddish è nella liturgia ebraica la preghiera di santificazione del Nome di Dio, che recitata con amore e venerazione sottolinea la volontà del popolo ebraico di ringraziare l’Altissimo, riconoscendo i meriti dei defunti o dei maestri. De Canino racconta l’esistenza di persone a lui care, conosciute o non conosciute direttamente, mostrandoci immagini tratte dalle loro vite prima che le Leggi Razziali del 1938 e ciò che ne è conseguito le stravolgessero definitivamente. Vi ritroviamo i ritratti dedicati a Primo Levi, al Rav Elio Toaff, Simone Veil, Anna Frank, ma anche a tanti amici. L’artista dunque, allontanando quello scenario di sofferenza che siamo abituati a vedere quando si parla di Shoah, intende ridare dignità a quelle persone in quanto esseri umani, non solo vittime. Richiamando il passato nel presente, l’artista fa sì che le immagini da testimonianze del passato riescano a diventare, mediante un’arte dello storytelling, attuali. “Senza memoria non vi è storia, non vi è presente, non vi è futuro” sostiene Georges de Canino. Quindi la memoria non è importante quanto segno del passato, ma come movimento nel presente verso il futuro, a ciò che si diviene nel ricordare. Il catalogo della mostra a cura di Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio ed edito da Grafiche Turato Edizioni, con testi di importanti esponenti istituzionali del mondo ebraico e della società civile, sarà disponibile in galleria.

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Il terrorismo palestinese colpisce la Comunità Ebraica di Roma. Per non dimenticare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2016

stefano-gaj-tacheRoma Sono le 11,55 di sabato mattina 9 ottobre 1982. È Sheminì Azeret, ultimo giorno della festa di Sukkot (delle Capanne). I fedeli escono dalla Sinagoga Maggiore di Roma attraverso il piccolo cancello di ferro annerito su Via Catalana. Il mediorientale che sosta sul marciapiede opposto infila la mano destra nella sacca, sorride, guarda negli occhi chi sta uscendo. Lancia una granata. I fedeli cadono a terra. Poi arrivano le sventagliate di mitra. Gli attentatori sono una decina, si mettono in fuga: l’unico nome noto, il giordano-palestinese Osama Abdel Al Zomar, sarà condannato all’ergastolo solo dopo essere svanito su un volo dell’Olimpyc Airways Atene-Tripoli a fine 1988. Nell’attentato, ufficialmente organizzato per vendicare l’invasione israeliana del Libano (dopo 12 anni di attentati terroristici in territorio israeliano compiuti dai palestinesi con base in Libano), viene ucciso il fanatico sionista Stefano Tachè, ebreo romano di anni due. Trentacinque persone vengono ferite, alcune in modo molto grave, fra cui Emanuele Pacifici, figlio del rabbino di Genova Riccardo Pacifici, deportato ad Auschwitz con la moglie, e non ritornato.
gabbiano_hdrNeanche due ore dopo l’attentato viene distribuito un volantino redatto frettolosamente dagli studenti ebrei, intitolato ironicamente “Grazie!”. È un atto d’accusa contro Giulio Andreotti e Bettino Craxi che flirtano con Yasser Arafat; contro il Pci filo-sovietico schierato dalla parte degli arabi; contro quotidiani e settimanali dove fioccano i paragoni fra sionismo e nazismo confusi fra le critiche all’invasione israeliana del Libano; contro gli autonomi romani che avevano affisso lo striscione “Bruceremo i covi sionisti” sulla piccola Sinagoga di Via Garfagnana; contro i sindacati che avevano deposto una bara di fronte alla Sinagoga Maggiore fra sventolii di bandiere rosse; contro Sandro Pertini, capo dello Stato ed attento alle ragioni di tutti ma non degli ebrei. Sono passati 34 anni da allora: è cambiato qualcosa?
Come ogni anno in questo triste anniversario cerchiamo qui di rammentare ai più distratti o a chi proprio non è a conoscenza di questo tragico avvenimento, cosa accadde la mattina del 9 Ottobre 1982 alla Sinagoga Maggiore di Roma. Lo facciamo perchè riteniamo sia giusto farlo e perchè è solo in ricorrenze del genere (purtroppo) che ad alcuni si risvegliano le coscienze. Che il ricordo del piccolo Stefano Gay Tachè sia in benedizione.

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Cultura e Letteratura Ebraica

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2016

traniTrani 5a Giornata (18 marzo) di Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica, IVa edizione. La manifestazione – una delle più importanti dell’ebraismo italiano in assoluto (definita dall’UCEI “Evento di interesse nazionale”) – si articolerà in diverse location della città, proponendo un ricco calendario di conferenze, presentazioni librarie, mostre, concerti, studio dei testi scritturali, proiezione di docu-film, cucina casher elaborata sotto stretta sorveglianza del rabbinato di Napoli, e il grande dono dello Shabbat nell’incantevole scenario della Sinagoga Scolanova di Trani, la più antica d’Europa. Anche quest’anno, la direzione artistica di Lech Lechà è affidata a Cosimo Yehudah Pagliara, Ottavio Di Grazia e Francesco Lotoro. La manifestazione ha il patrocinio e il sostegno di Regione Puglia, Comune di Trani, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Comunità Ebraica di Napoli, Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, Barletta, Centro Ebraico di Cultura HaShoresh Doròt, Brindisi–Lecce, Fondazione SECA, Trani  (foto: trani)

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Incontro scuola ebraica di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Roma. Lodevole è l’iniziativa che la comunità ebraica ha promosso, in accordo con le istituzioni e le forze dell’ordine, su progetti di prevenzione alla droga, al bullismo, per la sicurezza stradale, all’educazione alla legalità, all’uso delle nuove tecnologie e contro la pedofilia. Questo lavoro è in linea con il nostro e dimostra che quella ebraica è una comunità aperta verso la società e le istituzioni, che lavora per il bene dei ragazzi ed è attenta a temi così delicati”.E’ quanto ha dichiarato l’assessore alla Scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, nel corso della premiazione dei lavori finali dei ragazzi delle Scuole ebraiche coinvolti nel progetto promosso dall’Assessorato all’Istruzione e dal Dipartimento Sicurezza e Prevenzione della Comunità Ebraica di Roma, che si è tenuta oggi presso il cortile della Scuola ebraica di Roma.“L’assessorato alla Scuola del Comune di Roma ha varato la campagna per il contrasto e la prevenzione del bullismo e stanziato fondi per un progetto che coinvolga associazioni, genitori, istituzioni. Il nostro obiettivo è osteggiare la devianza giovanile e promuovere modelli di vita sani, per creare una società migliore – ha continuato Marsilio -. Inoltre, insieme alla comunità ebraica, abbiamo portato avanti progetti positivi come quello sul “Giorno della memoria”, parlando non solo della tragedia della Shoa, ma anche della cultura ebraica che è una componente antica e importante della nostra città, promuovendo la reciproca conoscenza di tradizioni come è avvenuto in occasione di Chanukà”. “E’ questa un’iniziativa importante, volta ad avvicinare i ragazzi alle forze dell’ordine in un reciproco rispetto e utile per affrontare il vivere civile fuori delle scuola. Auspichiamo che iniziative del genere si ripetano anche in altre strutture. Lavorare sulla prevenzione è sempre più importante in un momento in cui fenomeni di bullismo e droga conquistano la scena nel mondo giovanile”, ha affermato l’assessore alle scuole delle comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello.

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Festival musica ebraica

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Barletta 11 Marzo 2010 Sala S. Antonio alle ore 20:30 Der Kaiser von Atlantis Theresienstadt, 1943–1944 Opera in atto unico e 4 scene di Viktor Ullmann (Teschen 01.01.1898 – Auschwitz 17.10.1944) su libretto di Petr Kien (Varnsdorf 01.01.1919 – Auschwitz 17.10.1944). La rappresentazione a Barletta della geniale opera scritta da Ullmann nel Campo di concentramento di Theresienstadt costituisce un importante punto di arrivo della vasta ricerca della produzione musicale concentrazionaria ad opera del pianista barlettano Francesco Lotoro. Nella specifica ricerca delle fonti e dei documenti originali del Der Kaiser von Atlantis, Lotoro ha lavorato in stretta collaborazione con il direttore d’orchestra Paolo Candido, anch’egli barlettano. Lotoro e Candido hanno negli ultimi 3 anni letteralmente recuperato e ricostruito tra Basilea, Terezìn, Stoccarda e Gerusalemme la partitura originale dell’opera sugli autografi e le parti vocali originali.   L’opera, infatti, risulta pubblicata alcuni fa in una edizione tedesca largamente riveduta, tagliata e modificata nell’orchestrazione e quanto mai in disaccordo con gli autografi; da ciò la decisione dei musicisti barlettani di avviare un lavoro sistematico dalle fondamenta dell’pera di Ullmann. (kaiser, viktor)

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