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Ebraica: Festival Internazionale di Cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Roma. Da sabato 22 a mercoledì 26 giugno l’intero quartiere ebraico di Roma, dal Palazzo della Cultura ai Giardini del Tempio, sarà animato da una serie di iniziative che, in occasione della ricorrenza dei cinquant’anni dall’allunaggio, ruoteranno intorno al tema scelto per questa edizione “Space. The final frontier”.Promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella, il festival rivolge il suo sguardo ai grandi temi del cambiamento e dell’innovazione, dedicandosi in questa edizione ad approfondire il concetto dello Spazio inteso come paradigma fondamentale della relazione tra vita e conoscenza, intorno alla quale raccogliere il contributo e le riflessioni di filosofi, intellettuali, scrittori, scienziati ed artisti. Caratteristica ormai consolidata del Festival, infatti, è quella di partire da un punto di osservazione ebraico per favorire un confronto tra tutti i linguaggi della cultura: dalla letteratura alla scienza, dal cinema al giornalismo.
Si parte sabato 22 giugno con l’ormai celebre Notte della Cabbalà, che coinvolge il grande pubblico in una serata straordinaria che vede l’intero Quartiere Ebraico, da lungotevere De’ Cenci e via del Portico d’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello, diventare per una notte laboratorio a cielo aperto e luogo di dialogo tra culture diverse dove, tra memoria e modernità, si alternano gli interventi di intellettuali, scienziati e artisti con una maratona di eventi culturali, musica, teatro, degustazioni, incontri letterari e cinema.In apertura del Festival, alle 22.00 di sabato, l’inaugurazione al Palazzo della Cultura della mostra 2001. Odissea nello Spazio. The Visual Gallery, voluta dai curatori come tributo a Stanley Kubrick nel ventennale della morte, ricordato attraverso l’estetica delle immagini del film che come nessun altro riuscì ad anticipare una lettura moderna dei grandi temi del viaggio spaziale e del rapporto uomo-intelligenza artificiale.
Subito a seguire, sempre a Palazzo della Cultura il Rabbino Capo Riccardo Di Segni, l’astronauta Umberto Guidoni, il Direttore delle Relazioni Internazionali dell’Agenzia Spaziale Italiana Gabriella Arrigo e il Presidente della Fondazione Leonardo l’On. Luciano Violante, moderati dalla giornalista Barbara Carfagna, apriranno gli incontri del Festival con una Conversazione sullo Spazio dedicata a raccontare al pubblico esperienze e prospettive della nuova esplorazione spaziale.
Alle ore 22.15 nei Giardini del Tempio la giornalista Loretta Cavaricci introdurrà l’incontro Dialogo Lunare, un excursus sui temi legati alla luna, da quelli religiosi fino ad arrivare agli aspetti più scientifici e psicanalitici con il rabbino Roberto della Rocca, la psicanalista Simona Argentieri e l’autore e astrofisico Gianluca Masi.
Tra le 22.00 e l’1.00 apertura straordinaria ad ingresso gratuito alla Grande Sinagoga e al Museo Ebraico e presso La Casina dei Vallati sarà possibile visitare le mostre Solo il dovere oltre il dovere. La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei 1938 – 1943 e I segni della Shoah.
A partire dalle 23.00 a Palazzo della Cultura sarà protagonista la grande musica con Allunaggio Notturno, concerto eseguito dal Nuovo Quartetto di Perugia e realizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Settore Alta Formazione. La grande tradizione classica incontra quella popolare ebraica, in un programma originale ed inusuale proposto dal Quartetto di Perugia. Alle “Dissonanze” di Mozart, pietra miliare del repertorio quartettistico tinta di misticismo, seguiranno arrangiamenti di brani tradizionali klezmer e yiddish. La luna, imponente cornice della serata, farà da chiosa ideale al concerto, con una versione per quartetto di “Clair de Lune” di Claude Debussy.
Alla Notte della Cabbalà non poteva mancare una riflessione sulla mistica ebraica, con una delle maggiori autrici e studiose della materia, Yarona Pinhas, che dopo la mezzanotte chiuderà la prima giornata del Festival con l’incontro L’Universo: il senso del mistero nella Cabbalà.Il cinema sarà invece protagonista con due appuntamenti: il primo ai Giardini del Tempio, la notte della Cabbalà, con la proiezione del documentario realizzato nel 2012 da Churchill Roberts e Sandra Dickinson, The Last Flight of Petr Ginz e il secondo domenica 23 dalle ore 21.30 all’Isola del Cinema con il documentario Stanley and Us, dedicato a Stanley Kubrick. Scritto, prodotto e diretto da Mauro Di Flaviano, Federico Greco e Stefano Landini, il documentario più lungo che sia mai stato realizzato sulla figura del regista sarà introdotto dagli autori e dai critici Alberto Crespi e Flavio De Bernardinis.Il ventennale della morte di Kubrick sarà anche lo spunto per uno degli appuntamenti più attesi di quest’anno dagli amanti del regista: lunedì 24 giugno a partire dalle ore 19.30 Antonio Monda e Katharina Kubrick saranno protagonisti dell’incontro Stanley and Me, un racconto personale ed emotivo del grande regista, al quale seguirà la proiezione del film 2001. Odissea nello spazio.
Un appuntamento tutto al femminile, per raccontare il contributo straordinario e non sempre visibile che le donne hanno dato e continuano a dare alla conoscenza dello Spazio, è Vicine alla luna. Lo spazio visto dalle donne, che si terrà domenica 23 giugno al Palazzo della Cultura a partire dalle 20.30. Moderate dalla giornalista Francesca Nocerino, parleranno Cristina Leone, Presidente del Cluster tecnologico nazionale aerospazio (Ctna), Michèle Lavagna, ingegnere aerospaziale e professore di Dinamica del Volo presso Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano, Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer dell’Agenzia Spaziale Europea, la ricercatrice e imprenditrice spaziale israeliana Reut S. Abramovich e Ruth Dureghello.
Fitto il programma di Lunedì 24. Alle 17.30, anticipato da una degustazione a base di prodotti Kasher del Lazio, la presentazione di un progetto avviato dalla Comunità Ebraica di Roma con ARSIAL con l’incontro Il pranzo di famiglia. La tradizione orale nella cucina giudaica romanesca che, con la collaborazione di ADEI-WIZO (Associazione Donne Ebree Italiane), vedrà mamme e figlie della Comunità Ebraica confrontarsi sul valore della tradizione a tavola.
Alle 18.15, il giornalista Franco Di Mare introdurrà Living on Mars, una riflessione sulle tematiche del viaggio e della permanenza di lunga durata nello Spazio nella prospettiva delle annunciate missioni umane su Marte, in un confronto tra l’agronomo e fisiologo vegetale del CNR Alberto Battistelli, Paola Verde, tenente colonnello e medico sperimentatore dell’Aeronautica Militare Italiana, Reut S. Abramovich direttrice scientifica della Desert Mars Analog Ramon Station dove si simula la vita su Marte, e Sandro Di Castro studioso di ebraismo che introdurrà l’affascinante tema del rapporto tra regole dell’ebraismo e viaggi spaziali.
Martedì 25 giugno, alle ore 18.30 in Ricette e precetti. Storie e intrecci tra tavola e religioni, la direttrice del Centro di Cultura Ebraica Miriam Haiun, affronterà con la regista e scrittrice Miriam Camerini e il giornalista del Messaggero Giacomo A. Dente, l’intricato rapporto tra cibo e norme religiose ebraiche, cristiane e islamiche.
Ancora martedì 25 e sempre al Palazzo della Cultura, alle ore 21.00 si guarderà avanti e in alto e si parlerà delle suggestioni che spingono a dedicare vite intere alla conoscenza dello Spazio e di come queste suggestioni diventino poi driver di cambiamento e miglioramento del quotidiano oltre che di sviluppo economico. Space. The Visionary Economy è l’incontro moderato da Marco Panella che vedrà i contributi del ricercatore CNR ed esperto di detriti spaziali, Luciano Anselmo, del Presidente della Fondazione E. Amaldi Roberto Battiston, dell’astrofisica Patrizia Caraveo, della giovane promessa della ricerca spaziale italiana Mattia Barbarossa, alle prese con l’esame di maturità, già premiato dall’Agenzia Spaziale Europea e neo imprenditore dello Spazio con la sua start up Sidereus Space Dynamics, Remy Cohen, esperto di finanza internazionale che racconterà le dinamiche del finanziamento privato delle imprese spaziali e Luigi Pasquali, amministratore delegato di Telespazio.
Il Festival si chiuderà al Palazzo della Cultura, mercoledì 26 giugno con due appuntamenti: il primo dedicato alla letteratura e il secondo al teatro. Il celebre autore israeliano Eshkol Nevo e il direttore de La Stampa Maurizio Molinari parleranno di Spazio dell’immaginario e per gli amanti del teatro e della fisica, da non perdere lo spettacolo di e con Gabriella Greison Einstein and Me, un tributo al grande scienziato, raccontato dagli occhi della prima moglie Mileva Marić. Il monologo racconta la storia di Albert Einstein attraverso uno sguardo nuovo, quello della compagna Mileva, che fu la prima donna ad aver studiato fisica al Politecnico di Zurigo. Lo spettacolo nasce dalle ricerche fatte dalla Greison tra Zurigo e Berna per la stesura del suo romanzo Einstein and Me che grande successo di pubblico riscuote nel suo adattamento teatrale.

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Libro: Luoghi della memoria ebraica di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Milano Mercoledì 7 novembre 2018, ore 18 Casa della memoria via Federico Confalonieri 14 Francesca Costantini presenta i Luoghi della memoria ebraica di Milano con la premessa di Massimo Castoldi e l’introduzione di Liliana Picciotto Mimesis, 2016.L’Autrice ne discute con
Marco Cavallarin (AnpiLibri) e Gadi Luzzatto Voghera (CDEC).
Molti luoghi di Milano raccontano la storia della persecuzione antiebraica in Italia, che ha avuto origine e si è sviluppata diversi anni prima che il nostro paese venisse invaso dalle armate tedesche. Alcuni di questi luoghi furono teatro di una vera e propria resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi del 1938, definite dal governo fascista di Mussolini leggi “per la difesa della razza”, che violavano la dignità di uomini, donne e bambini, privandoli dei diritti più elementari. Nella scuola ebraica, nella mensa dei bambini, nell’ambulatorio medico, dietro a dei portoni, dove oggi non c’è nemmeno una targa per ricordare, si sono vissuti atti di coraggio ed eroismo di straordinaria umanità. E quando, dopo l’8 settembre del 1943, ebbe inizio anche in Italia lo sterminio nazista e il ministro degli interni della Repubblica Sociale Italiana emanò l’ordine di arresto per tutti gli ebrei residenti nel nostro paese, il carcere di San Vittore e i sotterranei della Stazione Centrale di Milano furono tra i luoghi dove si manifestò con maggiore intensità la tragedia della Shoah italiana. In quei sotterranei è stato creato il Memoriale della Shoah di Milano.Francesca Costantini, docente di filosofia e storia, ha partecipato a diversi seminari di formazione sulla Shoah, fra cui Yad Vashem e Memorial de la Shoah di Parigi. Collabora con la Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) al progetto “Scuola Memoria”. Ha pubblicato, tra l’altro, L’indagine sociologica del CDEC sugli esiti educativi del viaggio ad Auschwitz, in E. Bissaca e B. Maida (a cura di), Noi non andiamo in massa, andiamo insieme, Milano 2015; L’histoire des Juifs à l’époque fasciste dans les manuels scolaires des Premier et Second cycles en Italie in «Revue d’histoire de la Shoah», La Shoah en Italie, a cura di Laura Fontana e Georges Bensoussan, II vol., 2017. In collaborazione con il CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.

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Giornata Europea della Cultura Ebraica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Palermo giovedì 11 Ottobre 2018, ore 18.00 (e fino al 20 Ottobre 2018) Kaddish Arte, storia, memoria 1938-2018. In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica del 14 ottobre 2018, la direttrice Maria Vittoria Marchetta e le curatrici Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio vogliono riproporre nello spazio espositivo pop up di Palermo la mostra già presentata a Roma per la Giornata della Memoria del 27 gennaio scorso. Il progetto iniziale si è concretizzato in una personale del maestro Georges de Canino nella quale sono state presentate al pubblico 30 opere inedite, riporti fotografici su tela con interventi di acrilico e matita voluti fortemente senza telaio dall’artista. “La Giornata Europea della Cultura Ebraica è dedicata quest’anno allo “Storytelling”, al narrare – sostiene la Dottoressa Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane – […] da diciannove anni appuntamento che invita a scoprire tradizioni, cultura e luoghi ebraici in Italia, nasce proprio per diffondere una narrazione dell’ebraismo rispondente al vero”. Riproporre il lavoro di Georges de Canino a Palermo, dopo il successo di Roma, vuole dunque fungere da collegamento tra due importanti occasioni: quella della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2018 e quella di Palermo come capitale italiana della cultura 2018 e di Manifesta 12.
Quello dello storytelling, del racconto come lascito ai posteri, è tanto una pratica quanto una vera e propria necessità che l’artista Georges de Canino sente sua al pari del fare arte.
Selezionato nel 2011 da Vittorio Sgarbi per la 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con l’opera “Golem”, Georges de Canino ha alle spalle quarant’anni di mostre personali e collettive, venendo riconosciuto e apprezzato nel corso degli anni sia in Italia e sia all’estero. Deciso da sempre a mettere la sua sensibilità di artista e di poeta – prima ancora che di ebreo – al servizio della Memoria, ha deciso di intitolare la mostra “Kaddish” non certo a caso. Il Kaddish è nella liturgia ebraica la preghiera di santificazione del Nome di Dio, che recitata con amore e venerazione sottolinea la volontà del popolo ebraico di ringraziare l’Altissimo, riconoscendo i meriti dei defunti o dei maestri. De Canino racconta l’esistenza di persone a lui care, conosciute o non conosciute direttamente, mostrandoci immagini tratte dalle loro vite prima che le Leggi Razziali del 1938 e ciò che ne è conseguito le stravolgessero definitivamente. Vi ritroviamo i ritratti dedicati a Primo Levi, al Rav Elio Toaff, Simone Veil, Anna Frank, ma anche a tanti amici. L’artista dunque, allontanando quello scenario di sofferenza che siamo abituati a vedere quando si parla di Shoah, intende ridare dignità a quelle persone in quanto esseri umani, non solo vittime. Richiamando il passato nel presente, l’artista fa sì che le immagini da testimonianze del passato riescano a diventare, mediante un’arte dello storytelling, attuali. “Senza memoria non vi è storia, non vi è presente, non vi è futuro” sostiene Georges de Canino. Quindi la memoria non è importante quanto segno del passato, ma come movimento nel presente verso il futuro, a ciò che si diviene nel ricordare. Il catalogo della mostra a cura di Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio ed edito da Grafiche Turato Edizioni, con testi di importanti esponenti istituzionali del mondo ebraico e della società civile, sarà disponibile in galleria.

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Il terrorismo palestinese colpisce la Comunità Ebraica di Roma. Per non dimenticare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2016

stefano-gaj-tacheRoma Sono le 11,55 di sabato mattina 9 ottobre 1982. È Sheminì Azeret, ultimo giorno della festa di Sukkot (delle Capanne). I fedeli escono dalla Sinagoga Maggiore di Roma attraverso il piccolo cancello di ferro annerito su Via Catalana. Il mediorientale che sosta sul marciapiede opposto infila la mano destra nella sacca, sorride, guarda negli occhi chi sta uscendo. Lancia una granata. I fedeli cadono a terra. Poi arrivano le sventagliate di mitra. Gli attentatori sono una decina, si mettono in fuga: l’unico nome noto, il giordano-palestinese Osama Abdel Al Zomar, sarà condannato all’ergastolo solo dopo essere svanito su un volo dell’Olimpyc Airways Atene-Tripoli a fine 1988. Nell’attentato, ufficialmente organizzato per vendicare l’invasione israeliana del Libano (dopo 12 anni di attentati terroristici in territorio israeliano compiuti dai palestinesi con base in Libano), viene ucciso il fanatico sionista Stefano Tachè, ebreo romano di anni due. Trentacinque persone vengono ferite, alcune in modo molto grave, fra cui Emanuele Pacifici, figlio del rabbino di Genova Riccardo Pacifici, deportato ad Auschwitz con la moglie, e non ritornato.
gabbiano_hdrNeanche due ore dopo l’attentato viene distribuito un volantino redatto frettolosamente dagli studenti ebrei, intitolato ironicamente “Grazie!”. È un atto d’accusa contro Giulio Andreotti e Bettino Craxi che flirtano con Yasser Arafat; contro il Pci filo-sovietico schierato dalla parte degli arabi; contro quotidiani e settimanali dove fioccano i paragoni fra sionismo e nazismo confusi fra le critiche all’invasione israeliana del Libano; contro gli autonomi romani che avevano affisso lo striscione “Bruceremo i covi sionisti” sulla piccola Sinagoga di Via Garfagnana; contro i sindacati che avevano deposto una bara di fronte alla Sinagoga Maggiore fra sventolii di bandiere rosse; contro Sandro Pertini, capo dello Stato ed attento alle ragioni di tutti ma non degli ebrei. Sono passati 34 anni da allora: è cambiato qualcosa?
Come ogni anno in questo triste anniversario cerchiamo qui di rammentare ai più distratti o a chi proprio non è a conoscenza di questo tragico avvenimento, cosa accadde la mattina del 9 Ottobre 1982 alla Sinagoga Maggiore di Roma. Lo facciamo perchè riteniamo sia giusto farlo e perchè è solo in ricorrenze del genere (purtroppo) che ad alcuni si risvegliano le coscienze. Che il ricordo del piccolo Stefano Gay Tachè sia in benedizione.

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Cultura e Letteratura Ebraica

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2016

traniTrani 5a Giornata (18 marzo) di Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica, IVa edizione. La manifestazione – una delle più importanti dell’ebraismo italiano in assoluto (definita dall’UCEI “Evento di interesse nazionale”) – si articolerà in diverse location della città, proponendo un ricco calendario di conferenze, presentazioni librarie, mostre, concerti, studio dei testi scritturali, proiezione di docu-film, cucina casher elaborata sotto stretta sorveglianza del rabbinato di Napoli, e il grande dono dello Shabbat nell’incantevole scenario della Sinagoga Scolanova di Trani, la più antica d’Europa. Anche quest’anno, la direzione artistica di Lech Lechà è affidata a Cosimo Yehudah Pagliara, Ottavio Di Grazia e Francesco Lotoro. La manifestazione ha il patrocinio e il sostegno di Regione Puglia, Comune di Trani, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Comunità Ebraica di Napoli, Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, Barletta, Centro Ebraico di Cultura HaShoresh Doròt, Brindisi–Lecce, Fondazione SECA, Trani  (foto: trani)

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Incontro scuola ebraica di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Roma. Lodevole è l’iniziativa che la comunità ebraica ha promosso, in accordo con le istituzioni e le forze dell’ordine, su progetti di prevenzione alla droga, al bullismo, per la sicurezza stradale, all’educazione alla legalità, all’uso delle nuove tecnologie e contro la pedofilia. Questo lavoro è in linea con il nostro e dimostra che quella ebraica è una comunità aperta verso la società e le istituzioni, che lavora per il bene dei ragazzi ed è attenta a temi così delicati”.E’ quanto ha dichiarato l’assessore alla Scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, nel corso della premiazione dei lavori finali dei ragazzi delle Scuole ebraiche coinvolti nel progetto promosso dall’Assessorato all’Istruzione e dal Dipartimento Sicurezza e Prevenzione della Comunità Ebraica di Roma, che si è tenuta oggi presso il cortile della Scuola ebraica di Roma.“L’assessorato alla Scuola del Comune di Roma ha varato la campagna per il contrasto e la prevenzione del bullismo e stanziato fondi per un progetto che coinvolga associazioni, genitori, istituzioni. Il nostro obiettivo è osteggiare la devianza giovanile e promuovere modelli di vita sani, per creare una società migliore – ha continuato Marsilio -. Inoltre, insieme alla comunità ebraica, abbiamo portato avanti progetti positivi come quello sul “Giorno della memoria”, parlando non solo della tragedia della Shoa, ma anche della cultura ebraica che è una componente antica e importante della nostra città, promuovendo la reciproca conoscenza di tradizioni come è avvenuto in occasione di Chanukà”. “E’ questa un’iniziativa importante, volta ad avvicinare i ragazzi alle forze dell’ordine in un reciproco rispetto e utile per affrontare il vivere civile fuori delle scuola. Auspichiamo che iniziative del genere si ripetano anche in altre strutture. Lavorare sulla prevenzione è sempre più importante in un momento in cui fenomeni di bullismo e droga conquistano la scena nel mondo giovanile”, ha affermato l’assessore alle scuole delle comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello.

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Festival musica ebraica

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Barletta 11 Marzo 2010 Sala S. Antonio alle ore 20:30 Der Kaiser von Atlantis Theresienstadt, 1943–1944 Opera in atto unico e 4 scene di Viktor Ullmann (Teschen 01.01.1898 – Auschwitz 17.10.1944) su libretto di Petr Kien (Varnsdorf 01.01.1919 – Auschwitz 17.10.1944). La rappresentazione a Barletta della geniale opera scritta da Ullmann nel Campo di concentramento di Theresienstadt costituisce un importante punto di arrivo della vasta ricerca della produzione musicale concentrazionaria ad opera del pianista barlettano Francesco Lotoro. Nella specifica ricerca delle fonti e dei documenti originali del Der Kaiser von Atlantis, Lotoro ha lavorato in stretta collaborazione con il direttore d’orchestra Paolo Candido, anch’egli barlettano. Lotoro e Candido hanno negli ultimi 3 anni letteralmente recuperato e ricostruito tra Basilea, Terezìn, Stoccarda e Gerusalemme la partitura originale dell’opera sugli autografi e le parti vocali originali.   L’opera, infatti, risulta pubblicata alcuni fa in una edizione tedesca largamente riveduta, tagliata e modificata nell’orchestrazione e quanto mai in disaccordo con gli autografi; da ciò la decisione dei musicisti barlettani di avviare un lavoro sistematico dalle fondamenta dell’pera di Ullmann. (kaiser, viktor)

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