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Posts Tagged ‘ecologica’

L’UE deve porre l’inclusività al centro della transizione digitale ed ecologica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

In un dibattito con la ministra finlandese degli Affari europei Tytti Tuppurainen, i rappresentanti locali e regionali dell’UE hanno chiesto all’UE di garantire che tutte le regioni e i loro cittadini possano trarre vantaggio dalle transizioni digitale ed ecologica che stanno cambiando il volto delle nostre società. Il 9 ottobre il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato due pareri richiesti dalla presidenza finlandese del Consiglio dell’UE, incentrati su come colmare il divario digitale e garantire la coesione e la solidarietà per tutti i cittadini europei.Riferendosi all’obiettivo di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell’UE entro il 2050, la ministra finlandese Tuppurainen ha dichiarato: “è compito dell’UE, insieme ad altre grandi economie, assumere un ruolo guida nel passaggio a un’economia digitale, sostenibile e climaticamente neutra. Questa transizione dovrebbe essere vista come un’opportunità. Dobbiamo abbracciare e plasmare i cambiamenti prodotti dalla transizione verde, dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, in modo che nessuno sia lasciato indietro”.
Per parte sua, Karl-Heinz Lambertz , Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha sottolineato che: “tutte le regioni e le città devono poter beneficiare dei vantaggi dell’economia digitale se vogliamo costruire un’Europa competitiva, inclusiva e sostenibile. La trasformazione digitale delle nostre economie va di pari passo con la coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa. Essa contribuirà non solo a creare posti di lavoro, ma anche a sostenere le regioni e le città, in particolare nelle zone rurali e in quelle in fase di transizione, a compiere la conversione urgente verso un futuro neutro in termini di emissioni di carbonio, che l’Europa deve realizzare entro il 2050. Tuttavia, senza investimenti sufficienti, le regioni e le città non saranno in grado di produrre i risultati attesi. L’entità e la forma del prossimo bilancio dell’UE definiranno il nostro futuro comune per i prossimi anni. I tagli agli investimenti regionali e la centralizzazione dei fondi non faranno altro che ritardare l’Europa”.Il primo dei due pareri pone in evidenza che l’accesso e la partecipazione attiva alla società digitale sono fondamentali per il buon esito dello sviluppo futuro sul piano locale e regionale e sottolinea che la coesione digitale è un’importante dimensione aggiuntiva del tradizionale concetto di coesione economica, sociale e territoriale sancito nei Trattati dell’UE. Il CdR si rammarica tuttavia del fatto che le priorità dell’agenda politica della nuova Commissione europea non pongano un accento sufficiente su un mercato unico digitale inclusivo che vada a vantaggio di tutti i cittadini dell’Unione europea.Per garantire il diritto alla connettività a ogni cittadino dell’Unione, il CdR chiede un maggiore sostegno alla diffusione della banda larga ad alta velocità e delle reti 5G nelle comunità locali, indipendentemente dalle dimensioni e dalla densità demografica di queste ultime. Il parere elaborato dalla relatrice Karjalainen chiede inoltre maggiori investimenti nelle competenze digitali e nell’alfabetizzazione mediatica, nella cibersicurezza e nella protezione dei consumatori nel campo dell’economia digitale, e sottolinea il ruolo delle reti regionali quali poli di innovazione digitale nell’attuazione del nuovo programma Europa digitale. La digitalizzazione e l’introduzione di soluzioni intelligenti nei servizi pubblici, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia, sono fondamentali anche per accelerare lo sviluppo sostenibile a livello locale e regionale. Un parere di cui è relatore Andries Gryffroy (BE/AE), membro del Parlamento fiammingo, si concentra sul ruolo che le città intelligenti svolgono nel garantire una transizione giusta verso la neutralità climatica e nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale.

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Ariccia: seconda isola ecologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2010

Ariccia (Rm) Il Consiglio comunale ha approvato la deliberazione, proposta dalla Giunta guidata dal Sindaco Emilio Cianfanelli, per l’acquisizione dell’area sulla quale dovrà sorgere. La seconda isola ecologica, che si va ad aggiungere a quella di via delle Cerquette, sorgerà a Fontana di Papa, su via Campoleone. L’ubicazione ne garantirà la facile e rapida accessibilità in quanto l’isola ecologica è posta nei pressi di via dell’Antica Corriera, la tangenziale Nettunense-Ardeatina in fase di realizzazione. L’isola sarà ad uso esclusivo dei residenti di Ariccia e il conferimento dei rifiuti sarà totalmente gratuito.    L’isola ecologica di Campoleone, come quella di via delle Cerquette, sarà un’area recintata e custodita dove, oltre ai rifiuti riciclabili, è possibile conferire anche altre tipologie di rifiuti tra i quali apparecchiature elettriche ed elettroniche (r.a.e.e), ingombranti per i quali non è possibile effettuare raccolte stradali o domiciliare (per esigenze logistiche e/o economiche), rifiuti urbani pericolosi (in contenitori adeguati), batterie d’auto esauste, rifiuti etichettati T e/o F (candeggine, lacche, solventi, vernici), fitofarmaci e pesticidi (prodotti utilizzati per trattare le piante che contengono principi chimici velenosi), oli minerali e vegetali esausti (ed esempio gli oli utilizzati per la lubrificazione di parti meccaniche, gli oli ad uso alimentare), tubi neon e lampade a fluorescenza (non rotti), pneumatici (solo per utenze domestiche), inerti. Il Comune di Ariccia, poi, avendo già stipulato convenzioni con i consorzi di filiera di carta e plastica, garantisce un corretto ed economico riciclaggio dei materiali che con le due isole ecologiche verrà potenziato ed ulteriormente ottimizzato, dando a tutti i cittadini di Ariccia la possibilità di poter conferire i propri rifiuti comodamente vicino casa.

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Giustizia sociale e climatica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Cancun. Prossimo appuntamento, la Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP 16) che si terrà nel prossimo dicembre a Cancun, in mezzo al percorso diversi appuntamenti per riattivarsi a mobilitarsi per cambiare modello di sviluppo e fermare il degrado sociale ed ambientale del pianeta, a cominciare dal prossimo 12 ottobre, giornata di azione globale per la giustizia sociale e climatica.
I movimenti sociali e le reti internazionali tra cui Climate Justice Now! protagonisti a Istanbul per il Forum Sociale Europeo in via di conclusione, hanno lanciato oggi un appello a tutti i soggetti sociali, i comitati, le reti, le organizzazioni di base ed i singoli cittadini per ricominciare a mobilitarsi di fronte ad una crisi economica, sociale ed ecologica senza precedenti, una chiamata che parte dagli stili di vita individuali, ma va a toccare i nostri modelli di produzione e consumo di cibo, beni materiali e immateriali, energia, i nostri modelli di vita nel loro complesso. Con l’obiettivo di porre rimedio, finalmente, al nostro debito ecologico con il resto del mondo.
Su http://www.fairwatch.splinder.com tutti gli aggiornamenti sul Forum Sociale di Istanbul e sui negoziati sul cambiamento climatico ed il commercio internazionale. Ulteriori aggiornamenti anche su http://www.worldsocialforum.info/

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La terra: un’eredità per le generazioni future

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

In questi ultimi anni l’accresciuta coscienza ecologica, anche in campo ecclesiale, ha aiutato a comprendere che il criterio della condivisione non riguarda soltanto gli uomini a noi contemporanei, ma va applicato anche in senso temporale. La terra è un’eredità ricevuta da chi ci ha preceduto e da lasciare alle generazioni che verranno, preservandone responsabilmente l’integrità. C’è da rispettare una vocazione ecologica dell’umanità, che ha profonda rilevanza per il lavoro e l’economia (cfr Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, nn. 466-487).  Per chi lavora la terra e vive di essa le esigenze di giustizia e solidarietà si trovano strettamente intrecciate a quelle della sostenibilità, come caratteristiche di un lavoro attento alla vita e alle esigenze di questa generazione come di quelle future. Proprio perché di Dio, infatti, la terra è casa di tutti, spazio affidato a tutti gli uomini e le donne perché possano trovarvi di che vivere, lavorare, gioire. D’altra parte, la possibilità di poter vivere tutti bene della terra e con la terra non può essere affidata solo all’azione individuale: occorre l’attenzione di tutti, quasi una sorta di “patto per la terra” (cfr Os 2,23-24) tra i soggetti coinvolti. Solo la corresponsabilità di un popolo che se ne faccia carico, infatti, può fondare un rapporto vivibile con la terra; solo una comunità che la ama può coltivarla in modo sostenibile e con criteri di giustizia e solidarietà.

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