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“Comgest: Cina, economia in ripresa nonostante gli ostacoli”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2022

A cura di David Raper, Gestore del fondo Comgest Growth China di Comgest. L’economia cinese prosegue il suo recupero, tra gli ostacoli posti dalla debolezza del mercato immobiliare e la politica “zero Covid”. A luglio le vendite al dettaglio sono aumentate del 2,7% su base annua (a/a), registrando una flessione del 3,1% rispetto a giugno. I casi di Covid sono aumentati ancora in diverse aree del Paese, ma i viaggi interni e le attività economiche hanno tenuto bene in seguito a un’applicazione più diligente della politica “zero Covid” da parte del governo. Le tensioni geopolitiche continuano a dominare le prime pagine dei giornali. La visita di Nancy Pelosi a Taiwan ha provocato la reazione della Cina, che ha avviato esercitazioni militari in tutta l’area circostante l’isola. Gli USA hanno approvato delle leggi per ridurre la dipendenza dalla Cina sui sistemi per la produzione di energia solare e sulle batterie per i veicoli elettrici e hanno chiesto ai principali fabbricanti di chip di interrompere la vendita di prodotti di fascia alta alla Cina. Uno sviluppo positivo è stato la sottoscrizione da parte del Public Company Accounting Oversight Board (PCAOB, Autorità statunitense per la vigilanza sui revisori contabili) e delle autorità cinesi, di un quadro di riferimento sulla revisione dei documenti contabili relativi ai titoli ADR (American Depository Receipt) emessi da società cinesi quotate negli Stati Uniti. Il 16 ottobre si svolgerà il 20° Congresso del Partito comunista cinese, che rappresenta un momento di significativa visibilità in merito all’orientamento della politica cinese. Nel comparto del turismo, i titoli Samsonite e Trip.com hanno contribuito positivamente alla performance mensile, grazie a risultati migliori del previsto e all’incoraggiante ripresa dei viaggi. Anche Tencent ha registrato una performance positiva dopo la pubblicazione di dati solidi per il secondo trimestre 2022 e previsioni di un’accelerazione delle inserzioni video brevi in WeChat. Abbiamo rafforzato la nostra posizione in alcune società, tra cui Centre Testing e Wuxi Biologics. Abbiamo inoltre costituito una posizione in Shenzhen Mindray, società leader nelle apparecchiature mediche in Cina.

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Economia: Spazio di azione del nuovo governo strettissimo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

“Lo spazio per la manovra è decisamente stretto ma l’impronta la si deve mettere nel corso della legislatura, il programma non è il programma del giorno. Si tratta d’intervenire su quella che è l’emergenza, il Def dà qualche spazio, la stima della riduzione del deficit del 2022 e del 2023 di mezzo punto, porta un po’ di ossigeno che è solo un quarto di quello che serve. Su 40 miliardi di manovra lo spazio che ne esce è di circa 10 miliardi”. Lo ha detto Gilberto Pichetto, viceministro uscente allo Sviluppo Economico e responsabile economia di Forza Italia, a 24 Mattino su Radio 24. E prosegue: “Una manovra normativa potrebbe anche non comportare oneri particolari. Ragionare ad esempio su una flat tax per la parte incrementale che significa stimolare la produzione, togliere il cosiddetto tappo al limite di produzione, perché è noto che qualcuno raggiunto quasi al limite si ferma nel fatturare, potrebbe essere una prima azione. Ci sono normative che riguardano anche lo stimolo al lavoro. Cominciare a ridurre ad una sola chiamata che se rifiutata fa perdere il reddito di cittadinanza, potrebbe essere un altro primo passo fondamentale. Sono passi che da un lato non costano, ma che intervengono sul sistema produttivo e automaticamente dovrebbero generare beneficio collettivo. Chiaro che tutte queste azioni vanno centellinate e vanno viste rispetto al quadro. La posizione che Forza Italia porta alla coalizione è una posizione di estrema cautela e poi sarà mediata con Fratelli d’Italia e Lega. Certamente la nostra posizione è di cautela anche rispetto a quello che può essere uno scostamento di bilancio” E conclude: “Bisogna creare le condizioni perché chi l’ha utilizzato possa fare la cessione del credito, quindi tutte le correzioni che si possono fare vanno fatte per chiudere bene la partita al 30 settembre. Poi c’è un impegno ad arrivare ad una formula dell’80% non più di prorogare i meccanismi del 110%. Lo stesso premier Draghi ha contestato il 110% perché toglieva le condizioni di contrattualità con un enorme effetto inflattivo che genera effetti anche sul PNRR, perché se abbiamo un rallentamento delle opere è perchè bisogna fare una revisione prezzi dovuta a questa inflazione indotta. Vedremo se ci saranno i tempi per fare entrare in manovra questa revisione”.

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Stato dell’Unione: Ucraina, energia, economia, cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Bruxelles. Parlamento europeo. In apertura di dibattito, la Presidente del PE Roberta Metsola ha dichiarato: “In questa giornata importante, è un onore speciale avere con noi Olena Zelenska. Ci troviamo davanti a uno scenario allarmante: l’invasione illegale e ingiustificata dell’Ucraina, l’inflazione elevata, gli aumenti dei prezzi di energia ed elettricità, la catastrofe climatica, una maggiore insicurezza alimentare e l’aumento del costo della vita. Oggi, il nostro messaggio deve essere: ‘l’Europa risponderà’”. In merito alla guerra contro l’Ucraina, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che “Putin fallirà e l’Europa prevarrà”. Le sanzioni contro la Russia “sono qui per restare”. Ha poi annunciato l’inclusione dell’Ucraina nel roaming gratuito e nel mercato unico UE, oltre a 100 milioni di euro per ripristinare le scuole ucraine danneggiate.Per quanto riguarda l’impennata dei prezzi dell’energia, la Commissione proporrà ai Paesi UE delle misure per ridurre il consumo di elettricità e un tetto alle entrate delle aziende che producono elettricità a basso costo, per ottenere più di 140 miliardi di euro e alleviare il contraccolpo per i cittadini. Ha inoltre annunciato una riforma del mercato dell’elettricità. Von der Leyen ha poi chiarito che la colpa dell’attuale crisi energetica e dell’aumento dei prezzi ricade “esclusivamente su Putin”.Per quanto riguarda la Conferenza sul futuro dell’Europa, la Presidente von der Leyen ha dichiarato che i panel dei cittadini diventeranno un appuntamento fisso e che è arrivato il momento per una Convenzione europea.Tra gli altri temi toccati figurano la lotta alle interferenze straniere per proteggere le nostre democrazie, una più stretta cooperazione con alcuni paesi come Cile, Messico, Nuova Zelanda, Australia e India, e delle proposte su un Fondo europeo per la sovranità, una legge europea sulle materie prime critiche, una Banca europea dell’idrogeno e un pacchetto di aiuti alle PMI.

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L’autunno è alle porte e si preannuncia economicamente complesso per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2022

Le bollette di energia elettrica e gas, se non calmierati da interventi straordinari dei Governi centrali, prevedono incrementi a doppia cifra, anche a causa del proseguimento del conflitto in Ucraina, che rende ancor più incerto il quadro politico internazionale. A questo si aggiungono, nel nostro Paese, l’inflazione, che in questi giorni ha sfondato il tetto del 9% e le imminenti elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Tutti questi elementi portano con sé giornate potenzialmente nervose sui mercati finanziari, nel mondo degli investimenti, che sempre mal tollera le situazioni di incertezza e criticità. Esiste tuttavia un ambito di mercato – rileva Luca Censoplano, Wealth Advisor di Allianz Bank – trasversale a diversi settori, che potrebbe rivelarsi premiante proprio in un contesto di questo genere: è quello delle aziende che hanno deciso di aderire, a vario titolo, agli obiettivi di transizione energetica verso fonti rinnovabili fissati dalle Nazioni Unite. I motivi sono molteplici, come fa rilevare in un recente report Invesco (società di gestione finanziaria, con sede negli Stati Uniti, e uffici situati in più di venti Paesi): pressione normativa, con Stati che a vario titolo spingono per una trasformazione ecologica del proprio paese; redditività economica, perché le innovazioni tecnologiche si traducono, per le imprese che le adottano, in competitività aggiuntiva; domanda di consumo, perché il desiderio di favorire la rivoluzione energetica porta all’adozione di massa di queste soluzioni; e non ultimo, gli investimenti, che forniscono “carburante” al cambiamento, allo sviluppo e alla società tutta.L’aiuto di un consulente esperto diventa in questo caso determinante, per orientarsi nella selezione delle migliori opportunità disponibili sul mercato e per costruire un portafoglio adeguato. Orientarsi infatti fra settori anche molto diversi fra loro come il solare, l’eolico, la mobilità verde, la bioedilizia, le città intelligenti, l’efficientamento energetico, il risparmio di risorse primarie, non è cosa facile. Alcuni settori possono far registrare incrementi particolarmente premianti in momenti differenti, e solo un professionista esperto può supportare efficacemente l’investitore.Quel che è certo, è che il mercato premierà sempre di più le imprese impegnate in quello che oggi è denominato ESG (Environmental, Social and Corporate Governace) ovvero nell’adozione di politiche ed azioni finalizzate ad una crescente sostenibilità economica, sociale e ambientale. Investire in esse significa partecipare a profitti interessanti e crescenti nel prossimo futuro e diventare parte attiva di un processo di cambiamento epocale, già in atto. Paese più, Paese meno.

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Economia russa in ginocchio. La balla delle sanzioni che non funzionano

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

Dall’inizio della guerra all’Ucraina, la Russia ha perso più di mille società globali che rappresentano circa il 40% del suo Prodotto interno lordo, cioè della ricchezza che è in grado di produrre in un anno. Queste imprese costituiscono il 12% della forza lavoro russa (5 milioni di persone). L’Associazione russa per le comunicazioni elettroniche, in una relazione alla Camera bassa del Parlamento russo, ha rilevato che, fino a maggio scorso, da 50mila a 70mila lavoratori tecnologici erano fuggiti dal Paese. Un massiccio esodo di cervelli, difficilmente rimpiazzabili. Dovrebbero bastare questi dati per confutare le tesi di noti cultori di geopolitica, di politici in cerca di voti e di giornalisti che hanno qualche difficoltà di comprensione dell’economia che sostengono l’inefficacia delle sanzioni alla Russia e ne chiedono la revisione. Circola perfino la notizia che la Russia è in una fase di prosperità. Ricordiamo, allora, ciò che ha detto la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina: “L’attività economica è in declino. La cessazione delle relazioni economiche a lungo termine avrà un impatto negativo”.Le sanzioni occidentali hanno inserito nella lista nera la maggior parte delle grandi banche russe e tagliato i legami della Russia con le reti logistiche internazionali. E’ bloccato il sistema per le transazioni internazionali bancarie Swift e congelati all’estero 300 miliardi di dollari della Banca centrale russa. L’apparato industriale è in forte sofferenza per il blocco delle importazioni, in particolare di tecnologia occidentale, indispensabile per il settore manifatturiero: dall’inizio dell’invasione le importazioni in Russia sono crollate del 50%.Le notizie, false, che provengono dal Cremlino sono dovute ad una accurata selezione degli indicatori economici favorevoli, omettendo quelli sfavorevoli. I dati favorevoli sono diffusi con grande risalto e trovano ampia eco sui media occidentali, inducendo la sensazione che è in atto una guerra di logoramento economico che sta mettendo a dura prova l’Occidente. Il governo russo ha progressivamente trattenuto un numero crescente di statistiche chiave che, prima della guerra, venivano aggiornate su base mensile, compresi tutti i dati del commercio estero. I fatti sono che la Russia sta perdendo i mercati principali come esportatrice di materie prime, tra i quali il gas, i cui afflussi all’Europa rappresentavano l’83% delle destinazioni mondiali. Per quanto veritieri, dati pubblicati dalla compagnia energetica statale russa Gazprom mostrano che la produzione è già diminuita di oltre il 35%. Non c’è dubbio che la Russia sta perdendo il suo status di superpotenza energetica, con un deterioramento irrevocabile del suo posizionamento economico-strategico come fornitore affidabile di materie prime. Inoltre, la Russia è sostanzialmente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali, il che limita la sua capacità di attingere ai bacini di capitali necessari per rivitalizzare la sua economia paralizzata (“Foreign Policy”).Per l’Occidente non è proprio il tempo di mollare. (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 1 settembre 2022) Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Investire nell’economia reale fa bene a imprese e risparmiatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

«Con un sistema produttivo e industriale italiano in grande spolvero, nonostante le tante incertezze geopolitiche internazionali e del quadro politico nazionale, gli investimenti in economia reale italiana, ossia Pmi non quotate e immobiliare, rappresentano un’ottima occasione per permettere ai risparmiatori italiani di impiegare più utilmente gli oltre 2 mila miliardi di euro (una cifra enorme, pari all’intero Pil nazionale) che giacciono inutilizzati sui conti correnti e che se non investiti rischiano di risultare erosi dall’inflazione che oggi tocca picchi dell’8-10% all’anno. Gli investimenti in economia reale sono, dunque, molto interessanti per gli investitori e possono contribuire a mantenere sostenuta la ripresa dell’economia, del prodotto interno lordo e dell’occupazione in Italia che oggi sono fra le più alte in Europa». «In Italia, in questo momento – ha affermato Paola Pallotta –, dopo un semestre di calo dei valori borsistici, i “prezzi” delle aziende, sia quotate, sia non quotate, sono molto bassi rispetto ai valori intrinseci delle aziende stesse e questa situazione offre ottime possibilità di investimento anche sul mercato azionario. In questo contesto gli investimenti in economia reale sono una valida alternativa. Ci sono, infatti, molte Pmi che non possono accedere direttamente alla Borsa, ma hanno la possibilità di ricevere finanziamenti diretti da parte degli investitori in un momento in cui, per diversi motivi, la capacità di finanziamento e di supporto alle aziende da parte delle banche si è drasticamente ridotto. Si tratta, ovviamente, di una possibilità che prevede un tempo di investimento abbastanza lungo e, quindi, è consigliabile affidarsi a intermediari che siano in grado di selezionare al meglio le aziende sulle quali investire. Ci sono strumenti che da un lato consentono di compartecipare direttamente al capitale di aziende, per start-up molto giovani con il venture-capital, per aziende già avviate con il private equity, dall’altro di fornire credito alle aziende con strumenti quali il privat debt».Quanto ai settori dell’economia reale nei quali vale la pena di investire maggiormente, i tre relatori hanno indicato fra i grandi trend del momento, i settori dell’informatica e del digitale, il medicale e tutto ciò che è collegato al mondo della salute e il mondo dell’economia circolare.Inoltre, Facile, Fumei e Pallotta, hanno sottolineato quanto, per gli investimenti in economia reale, sia importante avere a disposizione informazioni corrette e comprensibili sulle aziende nelle quali si investe. Per questo, quindi (anche per questioni linguistiche e di conoscenza dei contesti economico-legislativi), è preferibile investire in aziende italiane che, magari, sviluppandosi sui mercati mondiali, ci potranno portare a investire indirettamente sull’andamento dei mercati esteri. In ogni caso, la possibilità di investire direttamente in economia reale all’estero è garantita da strumenti quali gli Eltif.In conclusione, i tre relatori hanno sottolineato come anche l’investimento in economia reale vada inserito in un’adeguata strategia di diversificazione complessiva degli investimenti e che oggi si offrono interessanti possibilità anche negli investimenti borsistici, grazie, in particolare, alle importanti possibilità di crescita dell’economia italiana che, «salvo disastri politici che ci allontanino dall’Europa», dovrebbero confermarsi.Economia sotto l’Ombrellone 2022 è organizzata da EoIpso con il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e Turismo FVG, in partnership con Greenway, Legacoop, Cosm e Lybra e con il sostegno di Cia, Lignano Banda Larga, Calzavara, Triveneto Servizi, IsCopy, Glp e Confindustria Udine. Partner tecnici: Pineta Beach, Lignano Pineta Spa, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno. Media Partner: Scriptorium Foroiuliense. (abstract)

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Agricoltura, l’economia circolare supera la “crisi concime”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2022

L’economia circolare per superare la crisi che sta colpendo l’agricoltura: davanti a una carenza di fertilizzante, con conseguente aumento esponenziale dei prezzi, arriva la risposta del Greenway Group. La realtà friulana, che raccoglie la Greenway Agricola, la San Daniele Bioenergie (entrambe con sede a Codroipo – UD) e la Greenfirm di Pordenone, ha concretizzato da tempo i principi di quella transizione ecologica diventata oggi linea guida di sviluppo. Come? «Avviando una vera economia circolare a carattere territoriale», spiega il presidente Marco Tam alla guida del gruppo insieme con Gabriele Gardisan. «Dalla coltivazione dei campi alla produzione di biogas, fino a ottenere il digestato: un residuo della fermentazione delle biomasse vegetali agricole che è ad altissimo valore agronomico e viene utilizzato nei campi in sostituzione dei concimi cimici». Attraverso i propri impianti di Bertiolo e San Daniele del Friuli, il Greenway Group riesce ad arrivare a una produzione di circa 28 mila tonnellate di digestato all’anno «che ci permette di sostituire quasi interamente il ricorso ai concimi chimici per la coltivazione di quasi 700 ettari di terreno», prosegue Tam. «Questo ci consente ad oggi di non essere dipendenti dai fertilizzanti e dalle materie prime necessarie – come ad esempio l’azoto – per la concimazione che provengono dall’est Europa e i cui costi, a causa del conflitto russo-ucraino in corso e delle tensioni internazionali, sono aumentati esponenzialmente negli ultimi mesi, aprendo una pesante crisi sul fronte agricolo».La filiera circolare del Greenway Group parte dai campi. «Sono circa 700 gli ettari dedicati per il 75% alle colture energetiche, per la produzione di biomasse, e per il restante 25% alle colture di uso umano e animale, prevalentemente soia, colza e girasole», prosegue il presidente del Greenway Group. «Altri 45 ettari sono destinati alla coltivazione della vite. Da queste uve ricaviamo vino che viene commercializzato attraverso la Greenfirm con il nostro marchio “Filare Italia”. Tutte le coltivazioni beneficiano di quel digestato, un fertilizzante organico con una parte liquida e una frazione solida e completamente inodore, ottenuto negli impianti di biogas». E proprio da questi impianti arriva la produzione di energia elettrica che permette di soddisfare il fabbisogno di circa 20.000 persone.

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Economia cinese in difficoltà

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2022

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Livelli di disoccupazione giovanile sopra la media, mercato immobiliare in crisi ed economia fiacca stanno mettendo sotto pressione Pechino. Il Pil del trimestre aprile-giugno è cresciuto solo dello 0,4% rispetto al 2021. Si tratta del peggior risultato per la Cina dal 1992, escludendo la contrazione del 6,9% registrata nel primo trimestre del 2020, a causa della prima ondata di Covid. L’aumento previsto dell’1% non è stato raggiunto e la crescita del 4,8% del primo trimestre è solo un lontano ricordo.Che il Dragone stia vivendo un momento economico non particolarmente brillante è stato rimarcato anche dall’Agenzia di statistica cinese, che ha evidenziato come la pressione al ribasso sull’economia è aumentata in modo significativo a partire dal trimestre di giugno: le basi di una ripresa economica sostenuta non sono stabili. Le incertezze economiche potrebbero però avere ripercussioni anche sul Partito comunista che oggi si trova in un momento particolarmente delicato. In Cina si terrà, infatti, il congresso del Partito proprio nel 2022 e la presenza di un’economia fiorente e forte rientrava nel patto che i cittadini cinesi avevano sottoscritto con l’attuale governo. Ma l’economia vacilla. E sembra che non si possa replicare la ripresa quasi immediata sperimentata dopo la prima ondata di Covid nel 2020. Ci sono, infatti, diversi indicatori che non giocano a favore: la disoccupazione giovanile è vicina ai livelli più alti mai registrati, il mercato immobiliare è in crisi di identità e le piccole imprese stanno sopportando il peso maggiore della debolezza della spesa interna. A giugno la produzione industriale cinese è aumentata del 3,9% anno su anno, non rispettando il consenso del mercato del 4,1%. In crescita, però, la produzione per il settore manifatturiero (3,4% contro 0,1% a maggio), per quello dei servizi pubblici (3,3% contro 0,2%), e per la produzione mineraria (8,7% contro 7,0%). Il mercato immobiliare cinese è da fine 2021 che sta vivendo momenti non facili. Dopo il caso Evergrande, altri colossi hanno seguito la scia indebolendo ulteriormente il mercato del real estate nazionale. Questo ha inevitabilmente avuto delle conseguenze sui consumatori che avevano comprato casa prima che questa fosse finita. Molte le manifestazioni pubbliche organizzate da cittadini che hanno anche iniziato a dichiarare alle banche e alle autorità di regolamentazione di non avere intenzione di pagare i loro mutui, visto il ritardo nella consegna e il crollo del mercato immobiliare. In risposta alle preoccupazioni, l’autorità di regolamentazione bancaria e assicurativa cinese ha affermato che lavorerà con il governo centrale e le autorità locali per assicurarsi che gli edifici siano finiti e i posti di lavoro siano salvati, per garantire la stabilità al settore immobiliare.Le manifestazioni di protesta e le tensioni immobiliari non preannunciano nulla di buono. Già la crescita economica del Dragone ha subito un forte rallentamento nel secondo trimestre, se a questo si aggiungono poi i timori per una recessione globale, per tenere a bada l’inflazione galoppante in Usa e Europa, la situazione di certo non è destinata a migliorare.La disoccupazione giovanile è salita al 19,3% a giugno. Dato che rappresenta un nuovo record (tutto negativo) per il Dragone. Inoltre, a marzo e ad aprile sono stati imposti blocchi totali o parziali nei principali centri del Paese, inclusa Shanghai, che ha registrato una contrazione del Pil del 13,7% su base annua nel secondo trimestre. La produzione nella capitale si è, infatti, ridotta del 2,9% su base annua. L’aspetto positivo è che a giugno molte restrizioni sono state revocate e i dati economici hanno mostrato segni di miglioramento, ma non sembra probabile una rapida ripresa economica, come è avvenuto subito dopo la prima ondata di Covid.L’obiettivo ufficiale di crescita era di circa il 5,5% per il 2022. Livello che sarà difficile raggiungere se continuerà a restare in vigore la strategia zero-Covid. Le previsioni parlano, infatti, di un rallentamento del 4% e i mercati finanziari cinesi sono inquieti, le azioni ondeggiano, mentre lo yuan è sceso al minimo (contro il dollaro) dal settembre 2020.

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Economia del mare: Nuovi scenari e sfide per la Blue Economy

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

Giovedì 14 luglio 2022 – Ore 10.30 -17.00 In contemporanea in tre sedi: Genova: Costa Firenze. Trieste: Terminal Passeggeri, Sala Congressi. Napoli: Sala d’Amato, Unione Industriali Napoli. Evento in presenza e in streaming. Il Sole 24 Ore presenta la prima edizione dell’evento dedicato all’industria marittima, settore strategico per l’intera economia nazionale e per la gestione delle imprese dei settori dei trasporti, della logistica, dello shipping e della portualità. Il Convegno Economia del mare, alla sua prima edizione, vuole rappresentare un osservatorio annuale del Sole 24 Ore per il sistema dell’industria marittima italiana analizzandone il potenziale di crescita, gli scenari e le nuove sfide per gli operatori anche di fronte ai mutati equilibri geopolitici mondiali. Al centro della discussione la ricerca e l’innovazione per promuovere e sviluppare modelli sostenibili; la portualità come perno per la crescita dei traffici internazionali e l’innovazione tecnologica e digitale per i porti di nuova generazione; la formazione delle nuove competenze necessarie per svolgere i mestieri del mare; i macrotrend geopolitici e gli scenari evolutivi. L’evento vede il coinvolgimento, in qualità di Main Partner, di Costa Crociere, Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa San Paolo, Leonardo. Official Partner sono Enel, Rina, Start 4.0, Event Partner è Grimaldi Group e Partner Alpe Adria e Fincantieri Infrastructure Opere Marittime. Fonte: http://emaildisclaimer.ilsole24ore.com

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Economia circolare, Italia prima in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

Cresce esponenzialmente nel nostro Paese la «finanza alternativa green», sostenuta e rappresentata dall’ormai consolidata piattaforma Ener2Crowd.com, la prima ed ancora unica in Italia a specializzarsi nel lending crowdfunding ambientale ed energetico.Insieme al GreenVestingForum.it, il forum della finanza alternativa verde, la piattaforma ha potuto osservare che il nostro Paese è leader in Ue in quanto a «produttività d’uso delle risorse». Vero è infatti che —a parità di potere d’acquisto— per ogni chilo di risorsa consumata, l’Italia genera 3,65 euro di PIL, contro i 2,90 euro della Francia, i 2,50 euro della Germania ed una media Ue ancora più bassa, pari a 2,30 euro.Nel suo insieme, però, l’Unione Europea rimane ancora oggi il terzo emettitore di Co2 al mondo. Per ridurre queste emissioni del 55% entro il 2030 ed arrivare alla neutralità carbonio nel 2050, la Commissione ha messo a punto un programma di investimenti sul green che sta diventando un punto di riferimento per gli investitori che vogliono guardare oltre il Covid.D’altra parte, la green economy —declinata nella modalità del lending crowdfunding ambientale ed energetico alla maniera di Ener2Crowd.com— è anche in grado di garantire un ritorno del 5,80-7% sull’investimento a fronte di rischi vicini allo zero: ad oggi, infatti, il 100% delle rate di finanziamento sono state ripagate puntuali (95,1%), in anticipo (4%) o con un ritardo di appena 9 giorni (0,9%).Insomma un ritorno altamente sicuro ed esponenzialmente più alto rispetto al “Rendistato”, il rendimento medio ponderato del paniere di titoli di Stato calcolato dalla Banca d’Italia, che nella “fascia di vita residua a 12-18 mesi” registra a maggio 2022 un rendimento dello 0,460% (ad aprile 2022 era addirittura più basso, attestandosi allo 0,057%). Per non parlare dei BOT che per tutti i mesi già trascorsi di quest’anno registrano un rendimento negativo (-0,385% a maggio 2022). Certo è che negli ultimi 12 mesi la raccolta green è più che raddoppiata, grazie anche ad un numero crescente di GreenVestors che cercano rendimenti medio-alti e nel contempo stabili e resilienti rispetto ad esempio all’andamento del mercato azionario o immobiliare.A trainare la classifica per spesa capex è ancora una volta il Nord Italia con la Lombardia che è prima con il 36%, seguita da Veneto con il 15%, Emilia-Romagna con l’11% e Piemonte con il 9%.Il Lazio con il 6% si posiziona quindi al quinto posto e poi seguono Liguria al 3% e Toscana al 2,8%, regione quest’ultima a maggiore partecipazione dal basso, distinguendosi per la quantità di partecipanti rispetto ai volumi.Poi ancora ci sono Campania al 2,5% e Sicilia al 2,3% dove le grandi utility hanno maggiormente sperimentato modelli di coinvolgimento delle comunità locali attraverso progetti per lo sviluppo di impianti agrivoltaici. Il resto delle regioni è invece sotto al 2%. Sul podio dell’Unione Europea si classificano: 1) Danimarca con un 66% di virtuosismo medio nei 5 ambiti; 2) Paesi Bassi con il 64%; e 3) Finlandia con il 62%.Sempre a livello dell’Unione Europea seguono: 4) Francia al 61%; 5) Germania al 61%; 6) Svezia al 61%; 7) Belgio al 60%; 8) Irlanda al 59%; 9) Spagna al 58%; 10) Polonia al 56%; 11) Italia al 55%; e 12) Portogallo al 55%. E poi ancora, sotto al 50%, si classificano: 13) Grecia; 14) Austria; 15) Ungheria; 16) Bulgaria; 17) Repubblica Ceca; 18) Lussemburgo; 19) Slovacchia; 20) Romania; e quindi —non presi in considerazione dal Mit Techonology Review—: 21) Malta; 22) Cipro; 23) Croazia; 24) Estonia; 25) Lettonia; 26) Lituania; e 27) Slovenia.

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Codici: prevediamo un’economia di guerra per l’Italia, una guerra non voluta

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2022

“La decisione della Banca centrale europea di chiudere il Qe e di alzare i tassi di interesse a partire da luglio – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – sarà anche dettata dall’intenzione di contrastare il livello di inflazione, che ha toccato quota 8% a maggio nell’Eurozona, ma non possiamo e non dobbiamo ignorare le conseguenze che avrà questa scelta. Per i consumatori significa un incremento del costo di mutui e prestiti. Non solo. Con l’accantonamento, di fatto, della famosa Europa a due velocità, si profila una situazione in cui gli Stati più indebitati si avvicineranno al default a meno che non riescano ad attuare un’inversione di marcia a livello di crescita e di occupazione. Nonostante i proclami e gli slanci di ottimismo, l’Italia non si trova in una condizione che permette voli pindarici. Mentre si riapre il dibattito sul salario minimo e su come difendere i lavoratori dall’aumento dei prezzi, i consumatori fanno i conti con i continui rincari, dalle bollette ai carburanti. L’impatto della guerra in Ucraina è devastante, basti pensare alla spesa alimentare. L’analisi di Coldiretti parla di una stangata da 8,1 miliardi per le famiglie italiane. Ad avere la peggio le categorie più deboli, quindi si tratta di un aggravamento di una situazione già critica. Del resto, ci sono 5,5 milioni persone che vivono in una condizione di povertà assoluta. Negli ultimi mesi, con i nostri Sportelli, abbiamo registrato un aumento esponenziale delle richieste di aiuto per casi di sovraindebitamento. Gli ultimi dati Istat sulla produzione industriale che hanno fatto esultare qualcuno andrebbero letti in modo obiettivo. È evidente che l’aumento dei costi energetici è stato scaricato sui consumatori, attraverso l’aumento dei prezzi. Non a caso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è attivata, e noi con essa, per monitorare la shrinkflation, ovvero l’inflazione nascosta, il fenomeno del momento. Sono tutti segnali gravi e preoccupanti, che ci portano a prevedere un’economia di guerra per l’Italia, una guerra non voluta. Ed è per questo che riteniamo fondamentale un cambio di rotta, l’avvio di politiche che puntino a tutelare gli italiani in questo momento così drammatico”.

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Italia: Economia stabile

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Vendite al dettaglio stazionarie in valore e calo nei volumi ad aprile 2022. Su base annua, invece, c’è aumento generalizzato che ci fa capire che siamo tornati a frequentare i negozi non solo online dopo i lockdown del covid: aumento molto marcato per grande distribuzione (+7,7%) e imprese su grandi superfici (+10,1%)… comunque tutto in crescita.L’inflazione ad aprile era in calo rispetto ai mesi precedenti, e sembra che i consumatori si siano comportati di conseguenza acquistando di più. Andamento che, pur nel mezzo di indicatori di crisi e preoccupazioni notevoli (covid, prezzi energia, guerra), ci indica comportamenti “standard”, cioè consumatori che affrontano la situazione non solo senza particolari emozioni e turbative ma concretizzando la fiducia che a maggio era in crescita. Crediamo che questo indichi un buon rapporto tra istituzioni, economia e consumatori. Al di là di quelle che sono le caratteristiche narrazioni negative sui noi italiani nei rapporti con le istituzioni, queste ultime ci sono venute incontro (notevole quanto fatto in materia energetica, grazie a cui i tassi inflattivi sono stati contenuti) e noi ne abbiamo preso atto aumentando fiducia e acquisti.Nel bel mezzo di crisi che su tutto il Pianeta vengono definite epocali e stravolgenti, la nostra economia e i suoi attori stanno reagendo con consapevolezza. E che questo sia dovuto al nostro organico, collaborativo e stimolante rapporto con l’Unione europea, lo si capisce se confrontiamo la nostra situazione con Paesi non Ue con cui abbiamo rapporti economici e politici: l’inflazione oltre il 70% della Turchia è uno dei più sintomatici esempi. In termini di politica economica questo indica che, al momento, i mercati italiani e i suoi attori (consumatori, imprese e istituzioni) sono affidabili. Di conseguenza si può sperare in buoni risultati per investimenti e spese. Sembra una battuta se riferita ai cittadini dello Stivale, ma sembra quasi che siamo una nazione… Vincenzo Donvito Maxia

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Viticoltrici delle Langhe per un’economia circolare e pulita

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

Coltivano la vigna, producono vino e sono sensibili ai temi ambientali: nelle loro aziende riciclano e riutilizzano tutti gli scarti di lavorazione. È la nuova associazione L’Anello Forte, fondata da 14 donne imprenditrici vinicole di Monforte d’Alba, nelle Langhe, di cui la metà ha meno di 35 anni. Il loro obiettivo è creare «una virtuosa economia circolare di prossimità, mantenendo la memoria contadina che non ha mai sprecato nulla». La nuova Associazione senza scopo di lucro ha fatto il suo debutto il 4 giugno 2022 in occasione di Spazzamondo e della degustazione di Barolo annuale organizzata da Barolo Boys, ma è nata ufficialmente il 30 gennaio 2021 nella cantina Domenico Clerico. La prima iniziativa realizzata da L’Anello Forte è una scatola per le bottiglie di vino interamente fatta con scarti prodotti nel Comune di Monforte d’Alba: «Grazie alla collaborazione con FAG, azienda di packaging di Dogliani, e Osson che si occupa di recupero dei materiali – spiega Vezza – siamo riusciti a realizzare il sogno di produrre scatole per il trasporto del vino con cartone riciclato dalle nostre colline. È totalmente riciclabile e conforme alla nostra filosofia». Altro progetto che sta coinvolgendo tutta la comunità di Monforte è il recupero dei tappi di sughero, che vengono poi conferiti alla comunità Arti e Mestieri e destinati a una nuova vita nel settore edilizio. L’Anello forte è un libro di Nuto Revelli (1919-2004), scrittore e partigiano cuneese, in cui racconta la campagna piemontese del dopoguerra attraverso la voce delle donne. Fu pubblicato da Einaudi nel 1985. Il figlio Marco e l’editore hanno concesso all’associazione di utilizzare il nome.

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Politica, economia e miliardari. Caso Musk. Aduc: ok, ma antitrust e legislatori indipendenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2022

Un nuovo extra-miliardiario si aggira per i meandri della politica e dell’economia politica, Elon Musk. Niente di nuovo visto l’ex-presidente Usa Donald Trump, sempre attivo in politica e dato come ricandidato alle prossime presidenziali del suo Paese; venuti di “moda” di recente, i cosiddetti oligarchi russi, consiglieri o attivi nelle altre sfere del loro Paese; il lungo elenco di personaggi politici, anche con principali cariche istituzionali, presenti in vari Paesi. Impegno da non confondere con quello umanitario di Bill Gates e George Soros con la “Bill&Melinda Gates Foundation” e le “Open Society Foundations”, ché entrambe operano con interventi umanitari e culturali. Musk, padre di sette figli, su Twitter ha manifestato la propria preoccupazione per il calo di natalità in Usa e non solo: “L’Italia non avrà più una popolazione se queste tendenze continueranno”. Inoltre, notizia sull’arrivo della recessione in Usa che ha fatto il giro del mondo: “Probabilmente sarà dura, non so, un anno, forse 12-18 mesi” . Tra le varie cose, di simpatie repubblicane Usa, Musk ritiene che la cancellazione dell’account di Donald Trump da Twitter sia stata un errore.La “preoccupazione” è per chi, ricoprendo cariche istituzionali e in conflitto di interessi rispetto alle proprie aziende, possa indirizzare la politica in un senso o un altro.Si tratta di miliardi di consumatori e utenti di servizi indotti verso un prodotto o un altro, mortificati e/o privati di scelta. Mercati che prendono indirizzi per gli interessi economici di imprenditori/politici piuttosto che per il bene pubblico, con quest’ultimo ritenuto tale perché soddisfa l’interesse del magnate istituzionalizzato. Non solo, ma anche quando l’imprenditore non è istituzionalizzato, non sono una novità le pressioni (di lobby e non), fino a veri e propri ricatti (soprattutto) occupazionali che fanno prendere una scelta piuttosto che un’altra. Di politica è bene che se ne occupino tutti i cittadini e, quindi, benvenuto anche a Musk e ad altri come lui.Ma perché il mercato e la politica non diventino succubi delle loro mire private, occorrono filtri antitrust e legislatori indipendenti. Metodi che, al momento – in Italia, quanto in Europa o in Usa – non ci sono e che, fino ad oggi, quando arrivano sono quasi sempre tardivi e/o con provvedimenti insufficienti quanto inadeguati. Elon Musk è bravo quanto potente, ma sarebbe inopportuno domandarci fra qualche anno se era proprio quello che ci serviva l’acquisto che abbiamo fatto di una Tesla elettrica (bonus di ogni tipo, e non solo). François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Imprese: verso un’economia più circolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Nell’ambito delle attività previste dall’accordo siglato lo scorso mese di dicembre tra Confindustria Macerata e l’Università di Camerino, con il sostegno di BPER Banca, volto alla realizzazione di attività di collaborazione per accompagnare e supportare le imprese nella transizione verso un’economia più circolare e sostenibile, sta per essere avviata una azione di Circular Education attraverso il corso di formazione su “Strategie di Economia Circolare”, che prevede la partecipazione in qualità di docenti di esperti Unicam, Enea e Manifaktura, una start-up innovativa, nata nel 2020, con l’obiettivo di facilitare tutte quelle organizzazioni che intendono avviare un percorso d’innovazione, attraverso progettazione, capitale relazionale, gestione e formazione, in particolare sui temi legati all’economia circolare e industria 4.0 “Con questa iniziativa – ha dichiarato l’ing. Francesco Balducci, referente Unicam per l’accordo e Ceo di Manifaktura – avviamo concretamente le attività di formazione previste nell’accordo di collaborazione. Il corso, rivolto ad imprenditori e loro collaboratori che intendono conoscere ed applicare strategie e perseguire azioni di economia circolare, valutare nuovi modelli di mercato e rendere i propri prodotti e servizi maggiormente competitivi e sostenibili, si articolerà in 5 appuntamenti, che potranno essere seguiti sia on line che in presenza”. Il primo incontro sarà incentrato su “Introduzione all’economia circolare: una visione generale di questo nuovo paradigma” e si terrà presso la sede di Confindustria. Si proseguirà venerdì 27 maggio con “Gli strumenti di valutazione ambientale di prodotto: LCA (valutazione del ciclo di vita di un prodotto) e PEF (Product Environmental Footprint)” presso il ChIP Unicam. “Regolamenti CAM (Criteri Ambientali Minimi), Mappature LEED e Calcolo della Circolarità di un Prodotto” saranno ala centro dell’incontro del 17 giugno presso la sede di Confindustria Macerata. Il ChIP Unicam ospiterà il 15 luglio l’incontro “Come caratterizzare i materiali compositi innovativi in un’ottica di economia circolare”. Il percorso formativo si concluderà il 23 settembre con l’incontro su “Etichette ambientali (ecolabel, EPD, Green Made in Italy) e comunicazione delle asserzioni ambientali per evitare Green Washing” presso la sede di Confindustria.

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Festival dell’Economia, arrivare in treno costa meno

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2022

Dal 2 al 5 giugno prossimi sarà più conveniente per chi sceglie le Frecce di Trenitalia. Il Frecciarossa è treno ufficiale della manifestazione ed è disponibile l’offerta “Speciale Eventi” grazie alla quale sarà possibile raggiungere il Festival e rientrare a casa con Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca con sconti dal 20% al 50% rispetto al biglietto Base. Sarà sufficiente selezionare la “Speciale Eventi” in fase di acquisto e utilizzare il codice “FESTIVALECONOMIA”. L’offerta “Speciale Eventi’’ dedicata al Festival dell’Economia di Trento, di cui il Gruppo FS Italiane è partner, riguarda i viaggi con destinazione Trento o Verona da effettuarsi nel periodo tra il 31 maggio e il 5 giugno 2022 e i viaggi in partenza da Trento o Verona da effettuarsi nel periodo tra il 2 e il 7 giugno 2022.I biglietti sono acquistabili su tutti i canali di vendita di Trenitalia.La seconda iniziativa pensata da Trentino Marketing con il supporto di Apt di Trento riguarda gli studenti universitari di tutta Italia e i vantaggi per chi, tra di loro, deciderà di usufruire della promozione di Trenitalia, vettore ufficiale del Festival. Trento e il Trentino aspettano gli studenti universitari per accompagnarli al meglio durante tutta la loro vacanza offrendo delle agevolazioni imperdibili. Tutti gli studenti che sceglieranno il treno approfittando della speciale offerta Trenitalia per raggiungere Trento nei giorni del festival, esibendo il biglietto o prenotando l’offerta soggiorno, riceveranno in omaggio la “Trentino Guest Card” per scoprire gratuitamente o con tariffa scontata musei e castelli del Trentino e, soprattutto, usufruire a titolo gratuito dei mezzi pubblici locali. L’offerta soggiorno include il pernottamento a partire da 35,00 euro a persona in camera doppia con prima colazione prenotabile contattando l’APT Trento Monte Bondone allo 0461 216000 o via e-mail all’indirizzo info@discovertrento.it. Basta presentarsi all’Ufficio Informazioni di APT Trento Monte Bondone in Piazza Dante, 24 a due passi dalla stazione ferroviaria per ritirare la Trentino Guest card.

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Economia circolare: Italia sul podio per recupero e riciclo di alluminio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Negli ultimi anni l’Italia ha dato prova di avere un sistema produttivo all’avanguardia dal punto di vista del riciclo dell’alluminio, grazie alla capacità di recupero e riutilizzo del 70% del metallo utilizzato nelle diverse applicazioni, e per questa caratteristica divenuto sempre più importante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di sostenibilità del nostro comparto industriale. Un dato, quello italiano, che supera la media europea che si attesta al 60% di reimpiego del “metallo del futuro”, così definito per la sua flessibilità tecnologica e la capacità appunto di essere riutilizzato all’infinito. Nonostante le difficoltà dovute al caro energia, alla scarsità produttiva dell’alluminio primario in UE ed ai problemi di accesso e di approvvigionamento della materia prima, quella dell’alluminio è la filiera che, dal punto di vista della sostenibilità, proietta l’Italia sul podio dei paesi più virtuosi per riciclo di alluminio, il nostro Paese è terzo al mondo[1] assieme alla Germania dopo Stati Uniti e Giappone.Le sfide globali che il settore si ritrova ad affrontare saranno oggetto di approfondimento e confronto per tutti gli attori della filiera dell’alluminio in occasione della nuova edizione di METEF, l’expo internazionale per l’industria dell’alluminio, della fonderia e pressocolata, delle trasformazioni, lavorazioni, finiture ed usi finali, che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 all’11 giugno 2022. La manifestazione, organizzata da Senaf, si terrà in contemporanea a MECSPE, il più importante appuntamento dedicato alle innovazioni per l’industria manifatturiera.Da 25 anni METEF mette in luce le principali novità legate al settore del metallo leggero a livello internazionale, attraverso un fitto programma di convegni, eventi, iniziative speciali e attività dimostrative. In particolare, tutte le tematiche legate al riutilizzo del “metallo del futuro” in ottica di economia circolare ed efficienza energetica saranno discusse in due momenti imperdibili per la filiera. Il Convegno sull’Alluminio Verde, organizzato da METEF, si sdoppia in due tappe: la prima che si terrà il 4 maggio nella sede di Confindustria Brescia, e la seconda il 9 giugno a Bologna, nell’ambito di METEF. In entrambe le occasioni verranno illustrate, con testimonianze di altissimo livello, le principali qualità e utilizzazioni dell’alluminio ecosostenibile, di produzione primaria e secondaria, e verrà approfondito il ruolo decisivo che questo metallo avrà nella decarbonizzazione italiana ed europea.

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Putin ha perso la guerra e l’economia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

“Avevamo scritto che il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, aveva perso la guerra. Ora perde anche in economia, trascinando il popolo russo verso una povertà maggiore. Putin riteneva che, dopo l’aggressione alla Cecenia, alla Georgia e alla Crimea, l’Occidente avrebbe accettato l’invasione dell’Ucraina senza reagire, come aveva fatto in precedenza. L’Occidente, secondo il pensiero putiniano, supportato da quello clericale del patriarca di Mosca, Kirill, è in crisi di identità, privo di valori, dedito solo agli affari e ai piaceri e quindi disinteressato a tutto quello che può avvenire al di là dei propri interessi. Non è stato così. L’Ucraina ha reagito, gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno reagito. La Cina, oltre le parole, è solo interessata ai lucrosi affari con l’Occidente e a guadagnare posizioni egemoniche. L’altro aspetto della guerra è il crollo della economia russa perché le sanzioni funzionano, eccome! Secondo le previsioni della Banca di Finlandia, il Pil, cioè la ricchezza prodotta dalla Russia, crollerà del 10% e l’inflazione arriverà al 20%. Tradotto, significa maggiore povertà per il popolo russo che già aveva problemi (il Pil della Russia è inferiore a quello dell’Italia). Insomma, i risultati negativi di Putin si scaricheranno sul popolo che dice di amare, ma quando il popolo ha fame il risultato sono le rivoluzioni. Putin dovrebbe ricordare cosa successe nel 1917.” Primo Mastrantoni, Aduc

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Progetto di economia circolare

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

RiVending, il progetto di economia circolare promosso da CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla e Unionplast, dopo il successo e l’esperienza presso l’Università di Parma – città in cui l’iniziativa è nata nel 2019 – verrà presentato in 10 atenei italiani grazie alla partnership stretta con #NonCiFermaNessuno Italia TALK 2022, la campagna sociale nelle Università ideata da Luca Abete, lo storico inviato di Striscia la Notizia: i valori dell’eco sostenibilità ambientale della campagna verranno espressi attraverso Rivending (ECO PARTNER dell’iniziativa), con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti al corretto smaltimento di bicchieri, palette e bottiglie in plastiche prelavati dai distributori automatici di bevande. Grazie al Tour, RiVending ha fatto tappa presso gli atenei di Torino (Politecnico di Torino, 24 marzo) e a seguire: Reggio Calabria (Università degli Studi di Mediterranea, 31 marzo), Roma (Dipartimento di Economia de La Sapienza, 5 aprile), Camerino (Università degli Studi di Camerino, MC, 13 aprile), Milano (Politecnico di Milano, 21 aprile), Firenze (Università degli Studi di Firenze, 27 aprile), Parma (Università degli Studi di Parma, 3 maggio), Chieti-Pescara (Università degli Studi G. D’Annunzio, 5 maggio), Bari (Politecnico di Bari, 10 maggio), Napoli (Università degli Studi Federico II, 18 maggio)

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Energia ed economia di guerra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

La tempesta economica che sta COMINCIANDO a stravolgere le nostre vite non è un trend periodico che si manifesta ogni tot tempo nei nostri regimi democratici. Non è una sorta di impazzimento periodico di alcuni mercati e relativo codazzo di profittatori. E’ lo stravolgimento delle politiche seguite in questi ultimi decenni dai nostri regimi di mercato. In democrazia economica vince il più capace, il più furbo, il più bravo… anche con buone dosi di corruzioni. Con la guerra, anche molto ideologica come quella in corso, salta tutto. Vince solo il più forte militarmente, non “vive” quasi più nessuno e sopravvivono solo i più tenaci.Questa è economia di guerra. Di fronte alla quale la reazione coi nostri metodi da democrazia occidentale rappresentano solo un palliativo, un’illusione, un fare per fare, non certo il rimedio perché “tutto torni come prima”. L’unica novità possibile è che si colga l’occasione per chiudere una serie di conti in sospeso e se ne aprano altri a modello e fotografia della nuova realtà.Quando sentiamo da più parti, anche istituzionalmente autorevoli, che la crisi energetica è passeggera, che il leggero calo del prezzo del barile di petrolio è sintomo che qualcosa sta cambiando, che interventi del governo possano risollevare il baratro verso cui stiamo andando… è come quelli (in buona fede) che all’inizio della pandemia covid esponevano i cartelli “andrà tutto bene”.Di conseguenza, i metodi evocati per porvi rimedio, a parte le palesi ed esclusive riduzioni del danno che innegabilmente alcuni provvedimenti governativi inducono, sono solo fini a stessi e, in alcuni casi, voci di “falsari” alla ricerca di consenso e gloria. Ammessa e non concessa la buona fede di chi fa certe proposte, in un Paese in guerra, dove vige un’economia di guerra, chi è l’interlocutore colpevole? Sicuramente è Putin, ma.. facciamo una class action contro Putin? A tutti i paladini (inclusi quelli istituzionali) che fanno “chiamate alle armi” contro chi provoca questi danni, dovrebbe esser chiaro che TUTTE le regole del gioco democratico a cui siamo abituati, in guerra non funzionano. Un esempio per tutti: se stai incontrando il tuo interlocutore per trovare una mediazione e in contemporanea questo interlocutore ti ammazza la famiglia (come fa Putin in questi giorni), continui ad interloquire? Cosa faremo quando Putin avrà trovato (e le sta cercando anche con qualche successo) le alternative ai miliardi di euro che noi europei gli diamo ogni giorno acquistando il suo gas e finanziando la sua invasione, e chiuderà i rubinetti dei suoi gasdotti verso l’Europa? Se quello che scriviamo può sembrare una sorta di ammissione di sconfitta, riconosciuto l’avversario e non l’illusione di un avversario, è invece un “serrare le file” per concentrare le energie verso chi e dove occorre dare battaglia. By François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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