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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Posts Tagged ‘economia italiana’

Situazione dell’economia italiana ed aspettative

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 20 ed il 31 luglio 2018, hanno partecipato 45 intervistati. Il 70% circa degli operatori finanziari ritengono sostanzialmente stabile, rispetto al mese passato, la situazione attuale dell’economia Italiana mentre in termini di aspettative sui prossimi sei mesi, aumenta la percentuale di coloro che si attendono una sostanziale stabilità, pari al 63% circa del totale, mentre il 17% stima condizioni in miglioramento ed un 20% si attende un peggioramento, un valore in calo del 17% circa rispetto alla precedente rilevazione.Questa discesa del numero di intervistati con attese negative comporta un ulteriore rientro nel dato del “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” per il mese di agosto 2018 che, dopo aver toccato minimi assoluti a giugno (-32,7) ed essere risalito già nel mese di luglio (-15,8), è tornato in prossimità dello zero, registrando un valore pari a -2,9.I partecipanti vedono un miglioramento delle condizioni economiche nell’Area Euro, mentre prevedono una sostanziale stabilità dell’economia USA.
L’inflazione è vista in rialzo in tutte le regioni mentre le aspettative di incremento dei tassi di interesse riguardano soprattutto gli USA. Su queste variabili si nota una divergenza tra le attese sui rendimenti italiani, a breve e a lungo termine, e su quelli di Area Euro, dove i primi sono previsti in aumento in misura maggiore rispetto ai benchmark continentali, tendenzialmente ampliando, quindi, lo spread dei tassi rispetto ai paesi «core».Sui mercati azionari, sono previsti rialzi dagli attuali livelli, in particolare per il benchmark europeo.
Sulle valute permane l’attesa per un relativo apprezzamento del dollaro USA contro l’Euro. Infine il petrolio dovrebbe tornare a salire dagli attuali livelli, dopo i ribassi delle ultime settimane.

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Per far ricrescere l’economia italiana è necessario abbattere la burocrazia e il fisco

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli intervenendo agli Stati Generali di Valore Impresa in corso a Roma al Teatro Eliseo.
“C’è bisogno di un cambiamento di paradigma culturale nella pubblica amministrazione. Si può fare a costo zero. La burocrazia deve diventare amica delle imprese, soprattutto quelle piccole, e non porsi di traverso o peggio ostacolarne la nascita. Semplificare la burocrazia significa soprattutto combattere la corruzione che vi si annida, ottenendo insieme due straordinari risultati”. “L’abbattimento delle tasse con l’introduzione della tassa piatta deve essere l’altro obiettivo da perseguire e sul quale giudicheremo il governo – ha aggiunto Rampelli – perché si deve procedere a un allineamento delle regole fiscali almeno a livello europeo per stroncare concorrenza sleale e conseguenti delocalizzazioni.
In Italia è opportuno rammentare che le imprese chiudono a un ritmo di 36 al giorno.
Soltanto lo scorso anno aziende e professionisti italiani hanno dovuto affrontare ben 200 scadenze fiscali. Assumendo una politica di riforme in questa direzione, si possono sviluppare nuova impresa, nuova ricchezza, nuova occupazione, nuovo Pil. Ma soprattutto si può contribuire a rendere finalmente l’Italia un Paese in grado di competere con i partner europei rispetto ai quali oggi è destinata a soccombere”.
“Non abbiamo bisogno di farci invadere dai migranti economici per irrobustire la nostra economia, come ha detto – azzardando soluzioni improprie – il presidente dell’Inps Boeri. Ci auguriamo che – ha concluso il vicepresidente – il nuovo Governo sappia imprimere una svolta –
Restituendo centralità all’economia reale, contestandone la finanziarizzazione ma anche l’automatizzazione selvaggia e senza garanzie sociali, perseguendo l’obiettivo della crescita e di una diversa capacità negoziale con l’Ue”.

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Sondaggio CFA Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Al sondaggio, svolto da CFA Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor presso i suoi soci tra il 20 ed il 30 giugno 2018, hanno partecipato 49 intervistati. Il 56% degli operatori finanziari ritengono sostanzialmente stabile, rispetto al mese passato, la situazione attuale dell’economia Italiana, un dato in aumento del 18% rispetto ad inizio giugno. Dopo il significativo calo del “CFA Italy Radiocor Sentiment Index” nel mese scorso (a -32,7 punti), l’indice risale di circa 17 punti al valore di -15,8. Il dato di sintesi risale a seguito dell’aumento della percentuale di coloro che si attendono un miglioramento delle condizioni macro, pari al 21,1% ed in crescita di circa 9 punti rispetto ad inizio giugno. Coloro che si attendono un peggioramento, invece, sono pari al 36,8%, in diminuzione di 8 punti rispetto al mese passato.I partecipanti vedono una sostanziale stabilità per l’Area Euro e per l’economia USA. L’inflazione è vista in rialzo in tutte le regioni, in particolare negli Stati Uniti, sebbene la previsioni risulti in calo rispetto a giugno.Sui tassi di interesse, permangono aspettative di incremento sia a breve che a lungo termine, in linea con le prossime mosse di politica monetaria ampiamente annunciate dalle principali banche centrali, Fed e BCE, che procedono nella direzione di una normalizzazione delle proprie azioni dopo il lungo periodo di quantitative easing.Relativamente ai tassi di interesse, tuttavia, si segnala come le attese di incremento dei rendimenti sui titoli obbligazionari italiani presentino una percentuale maggiore rispetto ai benchmark di Area Euro, un’indicazione che registra le recenti tensioni sugli spread.Sui mercati azionari sono previsti rialzi dagli attuali livelli, mentre sulle valute permane l’attesa per un relativo apprezzamento del dollaro USA e dello Yen contro l’Euro mentre sul petrolio si bilanciano previsioni di aumento con quelle di ribassi dalle attuali quotazioni (29,7% entrambi).

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Il vino traina l’economia italiana con un volume d’affari di 5 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

vino 001Altavilla Vicentina (VI), Lunedì 22 gennaio, alle ore 17 nella sede di CUOA Business School, ad Altavilla Vicentina, si terrà l’evento promosso dalla business school e da UBI Banca dedicato al sistema vitivinicolo del Nordest e al suo indotto. In questa occasione, saranno presentati e commentati i risultati di una ricerca che documenta la leadership del primo polo vitivinicolo italiano, rappresentato dal Triveneto e dalla Provincia di Brescia, evidenziandone il valore, le potenzialità delle aree DOC/DOCG e i casi di successo più rilevanti.
Il volume d’affari legato alla viticoltura, alla vinificazione e alla vendita del vino sfiora, in Italia, i 5 miliardi di euro. Di questi, ben il 19% è prodotto dal solo Veneto, mentre Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Lombardia raggiungono insieme il 13%.
Non solo quantità, ma anche qualità e notorietà dei brand a livello nazionale e internazionale caratterizzano i vini delle Regioni del Nordest, che spaziano dagli spumanti (Prosecco, Franciacorta e distretto del Trentino), ai grandi vini bianchi dell’Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, sino ai vini rossi di alta gamma della Valpolicella. L’analisi condotta delinea un potenziale produttivo e di crescita significativa degli ettari vitati e dimostra come le aziende del Nordest si nutrano della loro eccellenza per confermare una leadership di mercato a livello italiano, europeo e mondiale.
Il primato di questa meta-regione non riguarda solo l’ambito della produzione vitivinicola, ma anche i settori collegati, quali le aziende chimiche, metallurgiche, agrifarmaceutiche, agrimeccaniche, dei prodotti enologici, della logistica e dei trasporti, fino alla robotica e ai nuovi orizzonti offerti dall’agricoltura di precisione.L’evento sarà introdotto da Giuseppe Caldiera, Direttore Generale di CUOA Business School e da Stefano Vittorio Kuhn, Direttore Macro Area Territoriale Brescia e Nord Est di UBI Banca, a cui seguirà Diego Begalli, Professore Ordinario di Economia ed Estimo Rurale, Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona e Referente scientifico della Ricerca CUOA Business School, con un intervento sull’impatto intersettoriale del sistema vitivinicolo del Nordest. La discussione proseguirà con la valutazione di Pio De Gregorio, Head of Industry Trend & Benchmarking Analysis di UBI Banca sulla solidità economico-finanziaria delle imprese vitivinicole del territorio e si concluderà con il commento di Ugo Resconi, Direttore Territoriale Triveneto di UBI Banca.

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L’economia italiana è ancora molto lontana dai livelli pre-crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 12 agosto 2017

Themenbild Newspaper“Il Financial Times ha condotto un’analisi sui più importanti indici macroeconomici dei Paesi più industrializzati del mondo arrivando alla conclusione che l’economia italiana è ancora molto lontana dai livelli pre-crisi. Nel 2017 il Pil italiano sarà 6,2 punti percentuali sotto il dato di dieci anni fa. Cosa assai diversa per Francia, Germania e Stati Uniti il cui saldo è tornato positivo già nel 2011. Numeri e dati impressionanti che sbugiardano la retorica buonista della ‘ripresa’ che ha in Matteo Renzi il suo più illustre cantore”. Così su Facebook Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “L’Italia, con buona pace dell’ex premier – ha aggiunto –, è l’ultima delle grandi potenze economiche in termini di crescita e creazione di nuova ricchezza. E i governi della sinistra hanno rallentato la riduzione del gap con gli altri Paesi, attuando politiche economiche e fiscali che si sono rivelate infruttuose e poco lungimiranti. Avere elargito bonus su bonus – continua l’esponente azzurro –, al solo scopo di vincere qualche elezione europea e tentare di influenzare il voto degli italiani al referendum costituzionale dello scorso dicembre, ha frenato di fatto la ripresa della nostra economia, rendendoci più fragili e meno credibili con i nostri partner. Bisognava avere più coraggio, una visione di lungo periodo e percorrere i binari giusti della crescita: meno tasse, meno burocrazia, più investimenti. Né più, né meno – conclude – quello che farà il prossimo governo di centrodestra”.

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Codici: gli agricoltori non vengano lasciati soli da governo ed Unione Europea

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

agricolturaFar parte dell’Unione Europea si sa, cela “onori ed oneri”, ma quando i secondi superano di gran lunga i primi a danno dei nostri coltivatori ed allevatori e del marchio “Made in Italy” per i prodotti nostrani, allora ecco che si danneggia in modo irreparabile un settore fondamentale dell’economia italiana come quello alimentare, frodando inoltre il consumatore a livello mondiale, essendo destinatario delle nostre esportazioni.
Il CETA, Trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, sostanzialmente legittimerebbe le imitazioni dei prodotti tipici italiani, ma non solo, autorizzerebbe in Europa anche l’entrata di grano duro e carne a dazio zero.
Esempio eclatante, il Parmigiano italiano esportato in Canada che si troverebbe a competere con l’imitazione, legittimata dal Trattato, del prodotto canadese denominato “Parmesan”.Amara ironia, il loro Parmesan potrà successivamente venire esportato in Italia.Questo è l’intento dei nostri accordi commerciali, mettere in ginocchio una parte della produzione ed economia basata sul settore primario? Coldiretti ha lanciato l’allarme sulla pirateria alimentare contro i nostri prodotti, facendo presente come le denominazioni e traduzioni dei nomi, traggano in inganno il consumatore che pensa di acquistare un prodotto italiano. Si tratta di concorrenza sleale a tutti gli effetti.
Secondo il Dossier della Coldiretti, ben 250 denominazioni di origine (Dop/Igp) italiane riconosciute dall’Unione Europea, non godranno di alcuna tutela sul territorio canadese. I prodotti italiani sono realizzati sulla base di una produzione che viene sottoposta ad un rigido sistema di controllo e rischia di essere invasa da prodotti legittimati ad esserne una imitazione, è un paradosso assurdo.Il rischio è che, qualora questo Trattato venga ratificato dal governo italiano, crei un precedente anche per altri Paesi extra UE, amplificando il danno per i produttori nostrani, senza possibilità di arginarlo.
Italia ed Unione Europea hanno il dovere di difendere prodotti e produzioni uniche al mondo, in quanto non riproducibili, ma solamente imitabili.

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“L’Economia italiana tra Caino e il Diavolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

Roma martedì 5 luglio 2016 alle ore 18.00 fondazione eidospresso la “Sala del Primaticcio” – Dante Alighieri, piazza Firenze 27 un incontro su “L’Economia italiana tra Caino e il Diavolo” con l’ex Presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi.
Si discuterà di economia e se abbia ancora senso parlare di etica nel modo della finanza. Si parlerà della crisi finanziaria, di come si è generata e di come, ad esempio, per Gotti Tedeschi, possa essere rintracciata anche in cause non meramente economiche, ma morali e religiose. Assieme ad altri illustri ospiti come Alberto Giorgetti (parlamentare), Marcello Base(Fondatore di Value Creation Team), Ennio Neri (doBANK), Fabrizio Di Stefano(parlamentare), Angelo Polimeno (giornalista parlamentare Tg1), Fabio Torriero (direttore IntellogoNews) e Walter D’Amario (Fondazione Eidos) si rifletterà su questi temi.
La FONDAZIONE EIDOS è un’organizzazione autonoma, multietnica, antirazzista, laica e liberale che si riconosce nei valori democratici sanciti dalla Costituzione Italiana.Il suo intento è incentivare un sano e costruttivo dibattito che possa contribuire a porre le basi per il rilancio economico e culturale dell’Italia e dell’Europa.

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Governo: gode ottima salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Silvio Berlusconi

Image by rogimmi via Flickr

Dichiara l’on. Giorgio Conte, vicepresidente dei deputati di FLI: “Dopo le esilaranti (se non ci fosse seriamente da preoccuparsi) dichiarazioni del premier Berlusconi sulla solidità dell’esecutivo e sulla buona salute dell’economia italiana, che ci hanno lasciato attoniti, il Presidente del Consiglio dichiara altresì che la priorità ora, nell’interesse del Paese, è “… salvare Alfonso Papa”. È miserevole dover costatare che il Governo, così rappresentato, non può produrre nulla di utile alla Nazione avendo smarrito ogni serietà e ragionevolezza di fronte alla drammaticità della situazione generale. L’unica iniziativa di buon senso ora non può che essere rappresentata dalle dimissioni del governo. (n.r. ci duole far osservare all’illustre parlamentare del Fli che Berlusconi ha ragione. Rifletta un attimo sul colpaccio compiuto con la manovra economica approvata a tamburo battente. Un successo di cui oggi più che mai gli sono grati tutti i leader opinion del nostro paese nonché i salotti bene di Milano e del resto d’Italia che hanno avuto la possibilità di far pagare la crisi alla povera gente. L’unica risposta, semmai, è quella delle dimissioni in massa delle opposizioni, ma si sa al cadreghino nessuno vuole rinunciare…)

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L’Italia deve essere più competitiva

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

La domanda che oggi è al centro del dibattito politico si focalizza su come si possa gestire il dopo crisi che sembra essere già cominciato. Anche Trichet a precisa domanda su come l’economia italiana possa uscire dalla crisi ha indicato nel recupero di competitività la strada obbligata. Non v’è dubbio allora che la funzione della logistica torni in modo prepotente alla ribalta. Il Governo italiano deve ripartire da alcune scelte ineluttabili, affrontando temi che vedono, soprattutto in una fase nella quale l’infrastrutturazione del Paese e’ ancora da completare, la logistica come l’elemento per favorire quel recupero di competitività, chiave di volta anche secondo Trichet, e per un deciso miglioramento della nostra economia. Tutte le proposte avanzate nel tempo da Conftrasporto diventano dunque di attualità:  il coordinamento della politica dei trasporti, della logistica e della sicurezza da affidare alla Presidenza del Consiglio;  la difesa in sede comunitaria della specificità del caso Italia penalizzata nel poter raggiungere i mercati europei per la necessità dell’attraversamento dell’arco alpino; la definizione di un piano per l’accesso alle città di persone e merci, emergenza dei prossimi dieci anni; potenziamento dei porti del mezzogiorno per una  gestione logistica di accoglienza per le merci provenienti dal Far est e per le nuove opportunità che dal continente africano emergeranno. La strada che intraprese il secondo e terzo governo Berlusconi e’ da riprendere e rilanciare. Questa la richiesta che Conftrasporto rilancia con determinazione al presidente del Consiglio.

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