Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘economica’

“Occupazione e aspettative: gli obiettivi della politica economica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Nel Paese nord-americano ci sono pochi dubbi sul fatto che la priorità della politica economica sia il recupero occupazionale. Nonostante i dati del mercato del lavoro (non-farm payrolls) di aprile siano usciti più deboli del previsto, l’obiettivo delle manovre messe in atto è favorire il reintegro dei posti di lavoro persi a causa della pandemia (oltre 7,5 milioni) e, allo stesso tempo, far aumentare il tasso di partecipazione, ossia portare a rientrare nella forza-lavoro parte delle persone scoraggiate o spaventate dal Covid (tra 2,5 e 4,5 milioni di lavoratori), per reintegrare le quali il recupero occupazionale deve spingersi oltre gli 8 milioni di posti. In tale ottica, la Fed ha già da tempo comunicato di privilegiare l’occupazione rispetto al controllo dell’inflazione nell’ambito del suo duplice mandato. Una linea di pensiero mantenuta anche dopo i dati di inflazione sorprendentemente elevati di maggio: l’overshoot tecnico dovuto all’effetto base (la crescita dell’indice dei prezzi al consumo è stata calcolata sui livelli estremamente depressi di un anno fa) dovrebbe essere transitorio. Ciò che resta da capire è dove l’inflazione si assesterà una volta svanito questo impatto passeggero: il mercato si aspetta un punto di arrivo al di sopra del riferimento del 2%, ma non eccessivamente, intorno al 2,5%. Un livello quindi apparentemente tollerabile, considerati anche gli ultimi anni di inflazione estremamente debole. Qualora le aspettative del mercato fossero corrette, vorrebbe dire che la cooperazione tra la politica fiscale e quella monetaria sarebbe stata efficace. Il pericolo maggiore, in tal senso, arriva dai piani di spesa previsti dall’amministrazione Biden. Come dichiarato ufficialmente, questi sono volti in modo primario a ridurre gli squilibri sociali in un Paese in cui la pandemia, complice la mancanza di ammortizzatori sociali adeguati, ha esacerbato le disuguaglianze: diversi studi dimostrano come le classi maggiormente colpite dal virus, sia dal punto di vista economico/lavorativo che da quello medico, siano quelle con un livello di istruzione inferiore. Nel tentativo di livellare le differenze sociali, le misure previste dai programmi governativi potrebbero portare a una risalita dei salari con il rischio della ricomparsa dell’inflazione salariale (grazie alla nota Curva di Phillips, che negli ultimi anni sembra però del tutto sopita), la componente più persistente della crescita dei prezzi. Un discorso analogo vale per l’Europa dove, nonostante un’inflazione proiettata ancora a lungo al di sotto del target del 2%, la difficoltà della BCE nel rialzare i tassi di interesse, per mancanza di mezzi e/o di volontà, dovrebbe mantenere i tassi reali in territorio abbondantemente negativo per molto tempo.Anche nel Vecchio Continente, quindi, prevale la linea morbida: le istituzioni paiono disposte a rischiare di agire in ritardo (“behind the curve”) pur di non arrestare lo slancio che le economie degli Stati membri stanno guadagnando con i progressi nei piani di vaccinazione. Tuttavia, l’inflazione europea secondo il mercato non riesce a risollevarsi dall’1,5%, al di là degli effetti base anche qui di breve respiro. In ogni caso, l’effetto collaterale di questo policy mix globalmente accomodante ed espansivo è l’esplosione del debito pubblico, arrivato sui massimi di sempre minando la stabilità finanziaria di molti Paesi della regione, Italia in primis. Ad oggi, la banca centrale è al margine l’unico compratore netto di BTP, una funzione che, unitamente ai tassi ai minimi storici, risulta cruciale per garantire la sostenibilità del debito pubblico italiano, almeno nel breve termine. Nel frattempo, sta prendendo forma il National Recovery and Resilience Plan (NRRP) nell’ambito del piano comunitario Next Generation EU: composto per il 50% da misure finalizzate a promuovere la digitalizzazione e la “green revolution” (la transizione verde verso modelli più sostenibili), libererà €182 miliardi di risorse aggiuntive, concentrate negli anni tra il 2022 e il 2024. Il Governo stima che queste manovre dovrebbero portare il PIL nominale su un livello prossimo al 6% nei prossimi due anni: con i tassi di interesse sotto controllo grazie all’effetto anestetizzante della BCE, questa maggiore crescita si rivelerebbe senza dubbio determinante per la stabilizzazione del rapporto debito/PIL del nostro Paese. Per comprendere se l’Italia si sia effettivamente instradata in un percorso virtuoso di crescita, quindi, i dati da qui a fine anno saranno molto indicativi della reale efficacia degli investimenti pubblici e delle misure atte a rilanciare investimenti aziendali e consumi. Poi, quando entreranno in gioco le risorse europee, a partire dall’anno prossimo, queste dovranno essere sfruttate per attuare quelle riforme strutturali in grado di sostenere la crescita potenziale. (abstract)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Al via gli Stati Generali dell’Intelligence Economica e del Security Management

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Roma. Online venerdì 11 giugno 2021 (ore 10:00-17:00) Nel proseguire il percorso, avviato nel 2010, di promozione, didattica e ricerca sul tema dell’”Intelligence Economica”, il CeSIntES – Centro di Studi e Ricerche interdisciplinare del Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa “Mario Lucertini” dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che svolge attività di ricerca e formazione di eccellenza sui temi dell’Intelligence Economica e Security Management – ha organizzato per l’intera giornata di Venerdì 11 giugno 2021 la nuova edizione degli “Stati Generali dell’Intelligence Economica e del Security management”, in modalità webinar, sul tema della “uscita dal tunnel”, con la media partnership dell’agenzia di stampa DIRE. Il tunnel è evidentemente quello della pandemia, che impone ad Aziende e Sistema-Paese di essere resilienti da un punto di vista sia sanitario sia economico. Resilienza non come ripristino di situazioni precedenti alla pandemia, ma come “disruption” per ripartire con quanto di buono esisteva, azzerare quel che non funzionava, e concentrare risorse, know how e capacità di innovazione, per una riprogettazione della società e dei suoi equilibri, soprattutto economici ed occupazionali.Gli Stati Generali dell’11 giugno coinvolgeranno esperti e rappresentanti di Istituzioni ed Aziende per apportare alla discussione conoscenza e competenze che spazino dagli aspetti relativi alla convivenza in sicurezza durante la prossima fase della pandemia, fino alle risposte che il sistema deve dare in termini di sicurezza economica e di competitività economica delle proprie aziende. Tra i relatori ad ora confermati: Bernardo Argiolas (PCM, Coordinatore Servizio attività propedeutiche all’esercizio dei poteri speciali); Isabella Corradini (CeSIntES, Centro Ricerche Themis Presidente e Direttore Scientifico); Luisa Franchina (CeSIntES, Partner Hermes Bay); Barbara Martini (Tor Vergata, Professore Aggregato di Ingegneria); Francesco Ceccarelli (ENEL, Head Security governance and Business intelligence); Angelo Spena (CeSIntES, Professore Ordinario Ingegneria Tor Vergata); Nicola Bonaccini (CeSIntES, Esperto di comunicazione integrata); Gianluca Ansalone (Novartis Italia, Head of Public Affairs); Massimo Marrocco (CeSIntES – AIPROS, Presidente); Giuseppe Accardi (CeSIntES – COOPSERVICE, Direttore Area Centro Italia); Pierluigi Pelargonio (CeSIntES – SKY, Responsabile Security); Fabrizio Di Staso (ATAC, Responsabile Security); Massimo Giannini (CeSIntES, Coordinatore); Francesco Farina (CeSIntES, Direttore). L’edizione 2021 degli Stati Generali dell’intelligence economica e del security management sarà dedicata al ricordo di Bruno Pellero, che tanto entusiasmo e tanti contenuti ha messo nella realizzazione delle precedenti edizioni ed in generale nelle iniziative del CeSIntES.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Biden Boom: siamo alle porte di una nuova era di espansione economica?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

A cura di Giuseppe Zaffiro Puopolo, Portfolio Manager di Moneyfarm. Dopo i primi 100 giorni in carica, Joe Biden si è trovato a gestire un’inversione di tendenza economica così drastica che neanche gli analisti più ottimisti avrebbero potuto prevedere. A poco più di un anno da quando il mondo ha sentito parlare per la prima volta di Covid 19, i dati sulla crescita economica degli Stati Uniti stanno entusiasmando investitori e commentatori a tal punto da far parlare di nuovo boom e dell’inizio di una nuova era all’insegna dell’espansione economica.In questo contesto di ottimismo ha preso forma il piano di investimento da 2 trilioni di dollari di Biden. Completando il già ampio American Rescue Plan varato negli scorsi mesi, il nuovo decreto include tra le altre cose un piano di investimenti per ammodernare un sistema di infrastrutture che ha un disperato bisogno di modernizzazione, nonché un consapevole spostamento verso l’energia verde. È probabile che centinaia di miliardi saranno assegnati ad aree come i trasporti, industria ed edilizia abitativa, nel più grande pacchetto economico mai approvato da Washington. Il pacchetto è stato annunciato come un potenziale balzo in avanti per un’economia rinomata per la sua capacità di innovare e per la resilienza, confermate dai risultati straordinari che arrivano da praticamente tutti i settori dell’economia a stelle e strisce (la sorpresa economica sull’ultima stagione degli utili ha superato il 20%). Se il Covid-19 ha costretto le aziende a ibernarsi, il grizzly sembra pronto a riemergere dal letargo per mettersi a caccia di nuove opportunità nell’economia globale. Non a caso siamo in piena primavera. La prospettiva della ripresa è stata per mesi la luce in fondo al tunnel che ha animato i mercati, un’opportunità per immaginare un’uscita positiva dall’emergenza. Il piano infrastrutturale di Washington aiuta a collocare questa opportunità nella realtà, fornendo alcuni dettagli necessari per chiarire il quadro e garantendo una prospettiva di ottimismo che vada oltre la mera speranza di sopravvivere. C’è un precedente storico che solletica la fantasia dei più ottimisti: negli anni ’60 l’amministrazione Kennedy approvò un ampio piano di tagli fiscali, che portarono a oltre 100 mesi di espansione economica nel decennio successivo. I salari statunitensi aumentarono di un terzo in quella decade, e anche le entrate fiscali del governo crebbero vertiginosamente. Difficile fare un paragone, ma è comunemente accettato che le decisioni politiche ebbero un ruolo chiave nel far partire quella fase di espansione e, la spinta pubblica verso la crescita economica non è mai stata forte come negli ultimi mesi. Senza proiettarci troppo nel futuro, i segnali di ripresa economica nel 2021 possono essere trovati sia nei primi dati, sia nelle proiezioni degli economisti. Negli Usa, le previsioni di crescita economica reale per il primo trimestre si attestano intorno al 7% o all’8%, sulla base di dati parziali. È significativo che la maggior parte degli economisti si aspetti che la tendenza continui almeno per il resto dell’anno solare. I dati del FMI suggeriscono una previsione media di crescita del 6,4% nei quattro trimestri del 2021. Se le proiezioni sono accurate, quest’anno rappresenterà il migliore per la crescita dal 1984, anch’esso preceduto da una profonda recessione. L’enorme afflusso dei dollari stampati dalla Fed e distribuiti dalla Casa Bianca ha aiutato le famiglie a risparmiare moltissimo durante il lockdown. Il tasso medio di risparmio del reddito disponibile negli Stati Uniti prima della pandemia era del 7,5%. Nel 2020, questa cifra è balzata al 16,3%, circa 1,4 trilioni di dollari di risparmi extra. Questo denaro dovrà trovare una collocazione una volta che l’economia si sarà completamente aperta e la fiducia sarà riacquisita.Certo i rischi non mancano. È importante sottolineare che il virus potrebbe ancora avere delle recrudescenze se i vaccini iniziassero a dimostrarsi inefficaci contro le varianti del Covid-19. In particolare, ci sono preoccupazioni che l’espansione monetaria possa far crescere l’inflazione, mentre l’aumento del debito pubblico potrebbe causare grattacapi nel medio termine. I giganteschi piani di transizione ambientale hanno spinto al rialzo il prezzo di alcune materie prime (come il rame e i metalli industriali). La pandemia continua a creare problemi sulle catene di approvvigionamento globale, con l’India – un importante esportatore di materie prime – ora in prima linea. Prodotti specifici come i semiconduttori sono molto richiesti, ma l’offerta fa fatica a tenere il passo della domanda. Questi sono tutti fattori che rafforzano la narrativa di coloro che pensano che la Fed farà fatica a mantenere il suo impegno di non aumentare i tassi prima del 2023 – uno dei critici più duri della Banca Centrale è stato l’ex Segretario del Tesoro Larry Summers.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Real Estate e ripresa economica: il ruolo di Milano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Milano. Da alcune settimane, l’Italia è entrata nella fase di ripartenza, con la ripresa delle attività costrette a un periodo forzato di interruzione causa lockdown. Anche il settore Real Estate deve affrontare una serie di problematiche e di sfide per rimettere in moto le dinamiche delle varie asset class, in particolare in una città come Milano che, prima dell’emergenza COVID-19, era al centro dell’interesse dei grandi player e investitori nazionali ed esteri.Per analizzare la situazione attuale del comparto e pianificare una possibile ripartenza dal punto di vista di operatori sia pubblici che privati, American Chamber of Commerce in Italy ha organizzato il webinar “Real Estate e ripresa economica: il ruolo di Milano”. All’evento virtuale hanno partecipato Roberto Tasca, Assessore al Bilancio e Demanio del Comune di Milano, con un intervento sulle prospettive di valorizzazione economico-sociale post COVID-19 del patrimonio immobiliare della città con un’attenzione al tema ambientale, Mario Abbadessa, Senior Managing Director e Country Head Hines Italy, che si è focalizzato sui progetti real estate nell’area milanese legati alla rigenerazione in chiave di sostenibilità, al living e alla logistica, Giovanna Della Posta, AD di Invimit SGR, che ha portato la sua esperienza relativa a investimenti immobiliari su beni pubblici a Milano ma anche in altre città italiane e Paola Ricciardi, Country Managing Director Duff & Phelps in Italia.In particolare, durante il suo contributo, Paola Ricciardi ha commentato: “In questo momento, dare una view complessiva sul mercato immobiliare non è semplice, in quanto ci sono poche evidenze oggettive sulle quali basare delle previsioni. Il lockdown ha indubbiamente congelato la situazione per tre mesi, anche se a Milano le transazioni nel primo semestre hanno registrato una lieve flessione rispetto al periodo dello scorso anno. Molte operazioni sono state sospese e non cancellate, ma semplicemente rimandate. Le prospettive macro-economiche indicano per il 2020 una contrazione del PIL italiano di circa il 10%, con un impatto che si rifletterà inevitabilmente sulla salute delle imprese e indirettamente sul valore degli immobili.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La recessione economica causata dal COVID-19 colpisce duramente i rifugiati siriani

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Il numero di rifugiati vulnerabili che non dispongono delle risorse essenziali per sopravvivere in esilio è aumentato drasticamente per effetto dell’emergenza di salute pubblica. Le comunità che accolgono rifugiati nei Paesi confinanti con la Siria vivono privazioni analoghe. Molti rifugiati hanno perso quelli che erano redditi già esigui, ritrovandosi costretti a ridurre i consumi più essenziali, compresi l’acquisto di cibo e farmaci.Le famiglie rifugiate si stanno indebitando sempre di più e non riescono a pagare l’affitto. I rischi relativi alla protezione sono in aumento, compresi quelli legati a lavoro minorile, violenza sessuale e di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento.Dall’inizio della crisi sanitaria, l’UNHCR ha erogato assistenza d’emergenza in contanti a un numero aggiuntivo di quasi 200.000 rifugiati presenti in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia che, in precedenza, non avevano ricevuto aiuti finanziari, e ha implementato altre misure volte ad attenuare l’impatto della pandemia. Questi cinque Paesi, da soli, accolgono oltre 5,5 milioni di siriani, la popolazione di rifugiati più numerosa su scala mondiale. L’agenzia intende garantire aiuti ad almeno altri 100.000 rifugiati mediante pagamenti una tantum.Tuttavia, molti rifugiati non sanno ancora in che modo faranno fronte alla crisi. In Giordania, per esempio, solo 17.000 su 49.000 famiglie vulnerabili individuate recentemente hanno ricevuto aiuti d’emergenza in contanti, dato che l’UNHCR non ha a disposizione i fondi necessari per ampliare i propri programmi. L’Agenzia sta lavorando coi partner che supportano le comunità locali che accolgono rifugiati. Nove rifugiati siriani su dieci presenti nella regione vivono in paesi o villaggi e non all’interno di campi. La maggior parte vive in aree a reddito basso. Le comunità di accoglienza hanno mostrato enorme solidarietà, nonostante la perdita dei propri mezzi di sussistenza a causa della pandemia.Al di là dell’emergenza immediata, assicurare supporto continuo ai sistemi nazionali costituisce una priorità. Sono stati fatti passi fondamentali per assicurare che i rifugiati fossero inclusi nei piani nazionali di risposta al COVID-19 adottati dai vari Paesi, e che fosse garantito loro accesso a lungo termine ad altri servizi, quali l’istruzione. Da prima della pandemia, la maggioranza dei rifugiati siriani presenti nella regione vive al di sotto della soglia di povertà. Coloro che si trovano in stato di maggiore necessità hanno ricevuto assistenza in contanti o altre forme di sostegno. Un recente sondaggio condotto in Giordania ha mostrato che solo il 35 per cento dei rifugiati ha dichiarato di avere un impiego sicuro che potrà ritornare a esercitare dopo la revoca delle restrizioni imposte dalla diffusione del COVID-19.Al fine di tutelare meglio rifugiati e membri delle comunità locali più vulnerabili proteggendone i mezzi di sussistenza, l’UNHCR esorta la comunità internazionale a sostenere con vigore e decisione i principali Paesi di accoglienza della regione. Gli indicatori del Piano regionale di risposta alla crisi di rifugiati e per la resilienza in Siria (Refugee Response and Resilience Plan/3RP) attualmente sono in fase di aggiornamento alla luce delle esigenze emerse a causa del COVID-19. Il piano da 5,5 miliardi di dollari era stato finanziato solo al 20 per cento nella regione prima che si diffondesse il virus.L’UNHCR, infine, esprime parimenti preoccupazione per la situazione sul piano umanitario di rimpatriati, oltre 6 milioni di sfollati interni siriani e altri gruppi vulnerabili presenti in Siria. Prima di quest’ultima recessione, secondo stime delle Nazioni Unite, oltre l’80 per cento dei siriani viveva al di sotto della soglia di povertà. Questa crisi che dura ormai da oltre nove anni ha costretto 11 milioni di persone a necessitare di assistenza umanitaria. Negli ultimi mesi, il netto deteriorarsi dell’economia ha reso la situazione più drammatica e difficile.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pandemia e crisi economica. Prendere, esigere, reclamare… ma dare?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Innegabilmente lo Stato si sta muovendo per cercare di arginare la conseguente crisi economica. I provvedimenti sono spesso criticabili per diversi motivi: insufficienza, farraginosità, discriminazioni, incompletezza, dimenticanze, soggetti a burocrazie asfissianti e malvagi, coniati per gli amici degli amici, etc etc. Ma è innegabile che il percorso sia quello con, incredibile ma vero, la lotta faziosa tra i decisori istituzionali su quali soldi siano più belli o meno belli quando questi arrivano in modo particolare da parte della Unione europea.
Dopo i primi provvedimenti di aiuti economici, vigente il caos e la diffusa discrezionalità e partigianeria, tutti (ma proprio tutti) ne sono coinvolti. Le storie di richieste di riduzioni di affitti e sospensioni di mutui, che nella stragrande parte riguardano situazioni disperate, comprendono anche coloro che si sono messi in marcia nel trend generale con motivazioni grossomodo di questo tipo “che fai, non chiedi la riduzione dell’affitto o la sospensione del mutuo oppure non paghi alla scadenza la multa o l’imposta… dai, non ti conviene, approfittane”. Nessuna meraviglia. E’ l’italica propensione e confidenza con la cosa pubblica. Lustri e lustri di “calci nei denti” da parte della pubblica amministrazione e dello Stato (“ti frego io o mi freghi te?”), facendo crollare il rapporto di fiducia tra amministratori e amministrati, non avrebbero potuto produrre altrimenti.
La dominante è chiedere soldi allo Stato. Sia in termini di riduzioni fiscali che prestiti, nonché veri e proprio regali. E lo Stato, grazie anche a lobby più o meno potenti delle singole corporazioni, non sta dicendo di no a nessuno. Vedremo poi cosa accadrà, visto che lo Stato non è un pozzo senza fondo e visto il perdurare delle difficoltà politiche a stabilire come fruire dei vantaggi, in assoluto e per eccellenza, della Unione Europea.. Ma è quello che vogliamo? Siamo consapevoli che le “prove generali” che abbiamo fatto di rinuncia a molte delle nostre libertà individuali (confino, meglio noto col termine lockdown) è quello che vogliamo per i nostri futuri assetti istituzionali non emergenziali? Siamo consapevoli che un tale prostrasi e inneggiamento all’autorità dello Stato non comporti di conseguenza la consegna di tutte le nostre economie nella mani della burocrazia dello Stato? Prima di finire in quello che per chi scrive rappresenterebbe una sorta di vicolo cieco, crediamo sia opportuno che ognuno si ponga una domanda: già in questo contesto, devo io solo chiedere allo Stato oppure posso io fare qualcosa per me, nel rispetto e in armonia con gli altri, con lo Stato che controlli il rispetto di questa armonia dandomi le opportunità per farlo? Sembra una domanda banale, ma non lo è.
Perché, infatti e per esempio, se domani si troverà un vaccino contro il covid-19, perché lo stesso sia efficace e diffuso dipenderà solo se ad usarlo ci sarà un mondo libero, non certo vincolato ad autarchie più o meno tali o mascherate. E, altro esempio, le economie che ci potranno servire non avrebbero senso se nazionali, autarchiche e gerarchicamente espressione degli Stati; senza libero mercato, con più precise regole transnazionali rispetto alle attuali, la ricchezza è difficile che si possa produrre, anche nei posti più disgraziati del mondo. E se questo vale in generale, a maggior ragione vale nel particolare, in quello di casa nostra e nostro individuale. A partire dall’uso delle nostre conoscenze ed esperienze acquisite nella vecchia economia che non c’è più e non ci sarà più, a vantaggio di un’economia tutta da creare. Una volta i maniscalchi erano lavori molto diffusi, oggi è una nicchia della nicchia. I maniscalchi pre-pandemia non si illudano che potranno tornare ad esser tali in una ipotetica economia post-pandemica. E soprattutto, non si illudano che potrà essere lo Stato una sorta di loro mentore. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Curare le malattie e la variabile economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Significa anche migliorare la qualità della vita e renderla più longeva. Già di per sé potrebbe diventare una condizione “destabilizzante” per quanto benefica ed esaltante possa apparire.
Dobbiamo, purtroppo, partire dal presupposto che non tutti potranno beneficiare dei progressi della scienza e chi lo potrà fare, determinerà inevitabilmente una selezione della specie. Sarà, ed è inevitabile, chi ha maggiori risorse economiche, di uno status sociale più avanzato e vive in società evolute. Quanti potranno essere oggi nel mondo? Trecento, quattrocento milioni? E gli altri che fine faranno? È un interrogativo che ci lascia molto perplessi su ciò che significa progresso, nel senso più ampio della parola, per la sua capacità di rendersi reale in ogni parte del mondo. Se non si raggiunge questa condizione esistenziale e molto diffusa noi corriamo il rischio di degenerare l’intero sistema e di offrire il fianco ad una lotta brutale e sanguinaria tra chi può ed ha e tra chi non può e non ha. Da una parte vi sarà l’individuo e dall’altra il numero. Per un verso crescerà la voglia di progredire e dall’altro s’instaurerà la propensione alla distruzione. La risposta più saggia potrebbe essere quella d’ancorare il progresso alla sua diffusione e alla possibilità di renderlo accessibile a tutti. Sta qui la forza culturale, che va proposta, e che i politici possono rendere più efficace e credibile perché i nemici dell’uomo non vengono dal progresso ma dal modo come taluni riescono ad asservirlo ai propri interessi. Ci vuole, a questo punto, un controllore credibile e autorevole e super partes che ci faccia da garante. (Riccardo Alfonso)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

La manovra economica Di Maio – Salvini dentro la gabbia dell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Con le dichiarazioni di Dombrovskis e Moscovici, che hanno bocciato la manovra economica e chiesto al governo italiano di scriverne una nuova, è arrivata la posizione ufficiale della Commissione europea sul DEF del governo Conte. Il testo che uscirà dalla trattativa che ora si avvia tra il governo italiano e la Commissione potrebbe risultare molto diverso da quello varato nei giorni scorsi.Che la Nota di Aggiornamento al DEF del governo Conte costituisca una novità rispetto alle manovre degli ultimi anni lo hanno già detto e scritto in tanti. La filosofia che guida il documento è quella di utilizzare il debito pubblico per rilanciare la domanda interna ed anche i consumi, contravvenendo ad una delle regole base dell’UE sulla riduzione del debito ed il contenimento della spesa. Ma questa posizione non può essere sbandierata ai quattro venti e poi sempre più ridimensionata nel corso delle trattative. Già, rispetto alla prima stesura annunciata alla stampa, il rapporto debito/PIL al 2,4% è stato limitato al solo 2019, con significative riduzioni per i due anni successivi, mentre in un primo tempo si era dichiarato di voler mantenere quella percentuale per tutto il triennio. E questo concretamente significa minori investimenti pubblici per miliardi di euro ed un forte indebolimento di tutta la manovra. Ora, le prime dichiarazioni del governo dopo la risposta ufficiale della UE, lasciano intendere la disponibilità a rivedere ulteriormente al ribasso la manovra, magari mettendo mano alle misure più attese dai settori popolari, ossia il rialzo delle pensioni al minimo e l’introduzione del reddito di cittadinanza.In tutti questi anni a governare la politica economica del nostro paese è stata una sorta di pilota automatico, sia che fosse al governo Berlusconi o il Pd oppure tecnici come Monti. Ora il governo gialloverde manifesta la volontà di interrompere questa abitudine mortificante ma il rischio evidente è che tutto si risolva in frasi roboanti e apparenti braccia di ferro, e che la manovra alla fine risulti più la sintesi di promesse mancate che l’inizio di una nuova fase.Del resto i condizionamenti della Commissione europea sono già ben presenti nella attuale stesura del DEF. Pur avendo introdotto margini di flessibilità nella gestione del debito ben più ampi di quelli concessi dalle regole europee, il governo Conte ha comunque previsto interventi limitati sia sul fronte delle pensioni che sul tema del reddito. Certo, finalmente si registra uno stop al periodico innalzamento dell’età pensionabile, ma l’intervento previsto con quota 100 andrà a favore di una platea limitata. Per il reddito è innegabile che i 10 miliardi annunciati sono superiori di cinque volte a quelli stanziati per il REI dal governo precedente, ma è altrettanto evidente che le persone che beneficeranno della misura non saranno i 6 milioni e mezzo annunciati, ma solo poco più di un milione.La manovra peraltro non risente solo dei vincoli europei, ma anche delle contraddizioni tra le forze al governo. Il sostegno ai settori sociali più in difficoltà viene subordinato ad obblighi e condizioni che trasformano la disoccupazione in una colpa e la manovra economica viene accostata ad altre disposizioni (vedi il Decreto Salvini) finalizzate ad una regolazione autoritaria della società. La stessa enfasi adottata nel tornare a dare centralità all’amministrazione pubblica non è utilizzata per rimettere al centro i diritti sociali ma come strumento di disciplinamento della società. La nuova centralità riconosciuta ai Centri per l’Impiego, per esempio, non serve a contenere l’influenza del mercato nelle modalità di assunzione ma a controllare il disoccupato che percepisce il sussidio.
E poi c’è il capitolo del fisco. Da una parte c’è un po’ di ossigeno per chi muore di debiti, ma sul piatto dall’altra parte compare l’ennesimo condono. E soprattutto è stata fugata ogni preoccupazione sulla possibile introduzione di una patrimoniale sui redditi da capitale e sui grandi patrimoni, mentre all’orizzonte resta lo spettro della flat tax che rappresenterebbe un ulteriore attacco al sistema di tassazione progressiva.La manovra del popolo l’hanno soprannominata i leader del governo e così la sbandierano contro le ingiunzioni dei tecnocrati UE. Ma una manovra del popolo richiederebbe ben altro, a cominciare da un vero piano di rinazionalizzazione delle aziende strategiche, come abbiamo rivendicato in tanti sabato 20 nella bella manifestazione di Roma. Servirebbe una scelta chiara a sostenere le ragioni di chi in questi anni ha subito gli effetti delle politiche di austerity imposte dall’UE e non una manovra contraddittoria e la disponibilità di rivederla al ribasso. E una manovra per il popolo rispettando i vincoli dei Trattati europei e rimanendo dentro l’euro è semplicemente impossibile.Lo scenario che ci aspetta nei prossimi mesi non è brillante. Il governo continuerà a sbandierare la sua opposizione ai vincoli UE ma avrà il coraggio di sfidare I diktat dell’Unione Europea?Le opposizioni di sua maestà, vedi Cgil, Cisl e Uil, che non hanno mai messo in discussione l’adesione all’UE, balbetteranno piattaforme in aperta contraddizione con quello che hanno sostenuto per anni e anni sotto i governi precedenti. Mentre le opposizioni parlamentari di Pd e Forza Italia continueranno a fare il tifo per il rialzo dello spread. In questo contesto, l’unico modo per ristabilire la verità è quello di misurarsi con i dati concreti e chiamare questo governo a fare i conti con le aspettative suscitate. Il cambiamento non può essere solo evocato per guadagnare consensi, deve produrre effetti concreti e perché questo avvenga servono scelte ben più coraggiose di quelle promosse dal duo Salvini-Di Maio.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Investimenti privati e crescita economica

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Nota stampa di AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking. “L’industria del Private Banking, con quasi 800 miliardi di euro gestiti, pari a più di un terzo del Pil italiano, è consapevole di poter ricoprire un ruolo concreto per la crescita del Paese, perché una corretta gestione del risparmio delle famiglie private può rappresentare una leva importante per il finanziamento dell’economia reale, un nuovo ossigeno per lo sviluppo delle nostre eccellenze imprenditoriali”.Lo ha sottolineato Fabio Innocenzi, presidente dell’Associazione Italiana Private Banking – AIPB – aprendo i lavori del meeting di studio organizzato ieri a Milano dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e dedicato al tema “Generare performance nei futuri scenari economici: gestioni innovative, strumenti alternativi ed economia reale”. “Perché il risparmio privato possa svolgere questo ruolo propulsore dell’economia reale” ha proseguito Innocenzi “occorre però che vi sia, prima di tutto, un contesto favorevole e auspico che il prossimo Governo voglia proseguire, anzi sviluppare, la strada tracciata dal Governo uscente che, con lungimiranza, ha introdotto, sotto varie forme, incentivi e sostegni che hanno favorito l’avvio di un circuito virtuoso, alimentando il mercato dei capitali e la liquidità necessari alla crescita delle imprese, soprattutto medio-piccole”.
“Se si guarda in maniera prospettica” ha spiegato il Presidente di AIPB “è evidente che, dal punto di vista dei mercati finanziari, le gestioni più ‘tradizionali’ – complici tassi di interesse sui titoli di Stato e sulle obbligazioni ormai stabilmente prossimi allo zero e corsi azionari giunti ai loro massimi storici – sono destinate a lasciare sempre più spazio a quelle più innovative e complesse, più flessibili e più attive nei confronti dei mercati non direzionali e multiasset”.
“E sono proprio queste ‘nuove’ gestioni” ha evidenziato Innocenzi “che possono indirizzare liquidità preziosa verso l’economia. A maggior ragione è importante che il risparmio privato possa partecipare, insieme ai cosiddetti investitori istituzionali, a sviluppare questo tipo di gestioni. Per questo, occorrono, come dicevo, garanzie in termini di supporto normativo e di incentivazione”.“Per parte nostra” ha concluso il Presidente AIPB “proprio perché consapevoli dell’importanza di sviluppare questo mercato, ma altresì della necessaria attenzione che gli investimenti alternativi richiedono, ci impegniamo e ci impegneremo sempre più perché il Private Banking, ovvero i suoi attori per eccellenza, i Private Banker, possano offrire ai propri clienti una adeguata consulenza, sia in termini di qualità e competenza professionale, sia in termini di educazione finanziaria e di rigore etico”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europa: Una nuova governance tedesca economica e finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

berlinoDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Mentre Gentiloni e Padoan se la suonano e se la cantano a Cernobbio nel fine settimana, a Berlino si decide sulla proposta del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, di far passare l’ESM (European Stability Mechanism), cui abbiamo contribuito tutti, di fatto nelle sole mani del governo di Angela Merkel.
Secondo la proposta Schauble, infatti, le risorse dell’ESM, ad oggi 375 miliardi di euro inutilizzati, verrebbero concesse ai paesi in crisi per la realizzazione delle riforme, con la supervisione di un ipotetico ministro delle finanze europeo. Che sarebbe tedesco, ovviamente. Una nuova versione della Troika, ma a guida unica: quindi senza pesi e contrappesi. Questo ci manca.Noi non siamo d’accordo. La nuova governance economico-finanziaria dell’Europa sia finalizzata alla crescita e allo sviluppo e non un nuovo strumento nelle mani dei più forti per commissariare i più deboli. Su questo il centrodestra si batterà e troverà la sua unità.Si usino, piuttosto, i miliardi dell’ESM per gli investimenti e per lo sviluppo dei paesi dell’eurozona rimasti indietro, non come “zuccherino” in cambio di sangue, sudore e lacrime: abbiamo già visto che così non funziona. L’ESM diventi quello che non è riuscito ad essere il piano Juncker. A differenza di quest’ultimo, infatti, le risorse ci sono, fresche e disponibili.Schauble non cerchi di indorare la pillola: ormai lo conosciamo tutti. Le sue proposte presentate formalmente per il “bene dell’Europa” perseguono nei fatti solo il bene della Germania, a scapito di tutti gli altri Stati membri. Ma ormai nessuno ci casca più.In Italia, infine, il serbatoio con il maggiore potenziale di crescita è il Sud. Il Mezzogiorno, infatti, proprio per le sue carenze infrastrutturali ed economiche, può assorbire più investimenti, offrendo così un’opportunità di crescita al Paese intero e quindi all’intera Europa.
Da un lato, quindi, il centrodestra unito di governo rassicuri l’Unione Europea e i mercati con il fermo, solenne impegno al rispetto delle regole, in particolare di quelle relative ai conti pubblici. Dall’altro ottenga l’ok per significativi investimenti al Sud che rilancino lo sviluppo di tutta l’Italia.
Attuando nel nostro Paese una strategia di politica economica di grande impulso alla crescita, a partire dal Sud e assolutamente in linea con i principi e i valori europei, avremo tutte le carte in regola per ridurre la pressione fiscale e produrre per il Paese quel salto di qualità da troppo tempo atteso”.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Crescita economica europea: Italia fanalino di coda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

europa comunitaria2“La crescita economica investe tutta l’Europa, e l’Italia in Europa è penultima. Vuol dire che quello che hanno fatto Renzi e Gentiloni non ha funzionato, hanno fallito. Perché altrimenti saremmo tra i primi, come la Spagna”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da TgCom24 in occasione della quinta edizione del “Campus Everest”, la rassegna dedicata ai giovani forzisti, in corso a Giovinazzo (Bari). “Gli ultimi dati su occupazione-disoccupazione: aumenta la disoccupazione in generale, aumenta quella giovanile, al 35%, il doppio della media europea, e quei posti di lavoro che si creano sono a termine, ossia precari. L’esatto contrario di quello che voleva fare Renzi con il suo Jobs Act, con cui in compenso ha buttato via 20 miliardi di euro in decontribuzione che potevano essere, invece, 20 miliardi di investimenti veri per creare posti di lavoro. E’ un imbroglio quello di Renzi-Gentiloni anche sull’occupazione, come lo è stato sulla riforma costituzionale, come lo è stato sulla legge elettorale, come lo sarà sulla povertà”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Indagine amministrativa sui piani di zona per l’edilizia economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

campidoglioRoma. “In seguito all’approvazione della mozione per istituire la Commissione d’indagine amministrativa sui piani di zona per l’edilizia economica e popolare il 28 aprile, ci saremmo aspettati maggiore senso di responsabilità da parte delle opposizioni.
Abbiamo chiesto agli altri gruppi politici di indicare 5 dei 10 componenti totali per completare la Commissione, senza ricevere nessuna risposta tempestiva.
Nonostante i solleciti, per velocizzare l’avvio ai lavori, venerdì scorso è stata avanzata una proposta dalla Presidenza dell’Assemblea Capitolina con i nomi dei restanti commissari, designati tenendo conto della massima rappresentatività dei vari gruppi politici dell’opposizione. Vista l’importanza della Commissione rimaniamo sinceramene perplessi da tanto menefreghismo verso una questione che da anni affligge migliaia di cittadini in cerca di giustizia e che le amministrazioni precedenti non hanno affrontato con il dovuto impegno e serietà. Gli amministratori della città devo dimostrare rispetto nei confronti di chi vive a Roma e attenzione ai problemi ancora non risolti. Questo atteggiamento di ostruzionismo francamente è intollerabile perché i cittadini non possono più essere presi in giro. La Commissione non verrà fermata per colpa di altri”. Così in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e il capogruppo M5S Paolo Ferrara.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Presidente della BDI Dieter Kempf dichiara: “Per il nuovo anno è attesa una crescita economica pari all’1,5%”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

berlinoNel nuovo anno la Germania crescerà nell’ordine dell’1,5%, secondo le stime del Bundesverband der Deutschen Industrie (BDI). “Considerando l’incertezza politica mondiale che mette particolarmente a repentaglio l’economia della nostra nazione, la crescita futura è tutt’altro che scontata”, ha detto Dieter Kempf, presidente della BDI, martedì a Berlino.Secondo Kempf la situazione generale in tutto il mondo appare meno chiara rispetto agli anni precedenti. Insicurezze e tematiche di ordine conflittuale premono sull’Unione Europea. “Ciò che diamo per scontato”, ha ammonito il presidente della BDI, “potrebbe ben presto essere in pericolo”. “La Germania dovrà lavorare sodo per mantenere lo stato di benessere raggiunto sino a oggi e la politica dovrà osare di più sul fronte dell’economia”.Per quanto riguarda le esportazioni tedesche, la BDI ritiene che quest’anno saranno destinate a crescere nell’ordine del 2-3%. Il numero degli occupati, oggi attestato a quota 43,5 milioni, salirà di 500.000 unità, ha detto Kempf, che ha assunto la presidenza della BDI dall’inizio dell’anno.I surplus di bilancio record di Stato federale, Länder e comuni dovranno essere impiegati per far fronte a periodi meno favorevoli e per investire di più. Ciò dovrebbe essere possibile senza aumentare le tasse e senza pesare sulla salute dei conti pubblici. “La chiave di tutto sta negli investimenti iniziali nelle nostre reti di trasporto, energia e digitale, oltre che nell’edilizia”, ha sottolineato il presidente della BDI. Solo a fronte di tali premesse sarà possibile una partecipazione alla crescita”.L’introduzione degli incentivi alla ricerca concessi in numerosi stati industrializzati compenserebbe gli attuali svantaggi competitivi. Nella transizione verso l’energia sostenibile l’efficienza sul piano dei costi è una parola sconosciuta e il potenziamento della rete elettrica è in ritardo. “La situazione deve cambiare. Le nostre aziende desiderano riuscire nella transizione verso l’energia sostenibile, una transizione che possa trasformarci in operatori sul fronte delle esportazioni”. L’ordine del giorno dovrebbe altresì comprendere un’immigrazione controllata.L’economia tedesca ascolterà con attenzione ciò che dirà il presidente Donald Trump all’avvio della sua presidenza negli Stati Uniti. In relazione al principale partner commerciale tedesco il presidente della BDI ha messo in guardia da un’inversione di tendenza che porterebbe dal libero scambio all’isolamento: “Sarebbe dannoso per l’intera economia mondiale e in particolare per l’economia tedesca, che è orientata all’esportazione”. Un posto di lavoro su quattro in Germania è legato alle esportazioni – nel settore industriale tale rapporto è addirittura di un posto su due.”‘Make America great again’ non può necessariamente portare all’isolamento”, ha sottolineato Kempf. Le imprese negli USA dipendono dalla tecnologia ingegneristica tedesca e dai prodotti intermedi che provengono dall’Europa. “La Commissione Europea dovrà mantenere aperti i propri canali di dialogo per un accordo commerciale di libero scambio tra le due sponde dell’Oceano”. Il Presidente della BDI ha ribadito che l’industria tedesca resta favorevole al TTIP.Gli interventi dello Stato in Cina sono fonte di crescenti preoccupazioni per l’industria tedesca, ha affermato Kempf. Gli europei dovrebbero acquisire partecipazioni di maggioranza nelle imprese cinesi, proprio come fanno i cinesi in Germania: “È giunta l’ora di abbattere i muri in Cina e non di innalzare muri in Germania”.
È ormai giunta l’ora di mettere mano all’amara realtà che si delinea nel dopo Brexit, ha esortato Kempf. L’incertezza sul processo nel suo insieme avvelena l’economia. Per la politica a Bruxelles e a Berlino in sede di trattative deve esserci un solo motto: tenere unita l’Europa e rafforzarla. “Per me l’Europa non rappresenta il problema, ma la soluzione”. Solo unendo le forze il continente sarà in grado di avere nuovamente successo nel mondo, ha dichiarato il presidente della BDI. Internet http://www.bdi.eu

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Euro: Una catastrofe economica per l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2015

Banca europea per gli investimenti«Nel suo bollettino economico, la Bce certifica che per l’Italia l’introduzione dell’euro è stata una catastrofe economica: l’Italia è la Nazione che tra i 12 Stati fondatori dell’eurozona è ultima per Pil pro capite e​d ​è scivolata tra gli ultimi posti anche nell’Unione ​Europea a 28. È quello che noi “eurocritici” sosteniamo da tempo. Ora che lo dichiara apertamente persino la Bce, speriamo che i fantastici osservatori economici e i partiti della maggioranza si ricredano e si sveglino. L’Italia è la Nazione che ci ha perso di più dall’avvento dell’euro,​ ​a vantaggio della Germania e dei nostri diretti competitori, che si sono arricchiti a discapito nostro. È ormai sotto gli occhi di tutti che l’attuale gestione della moneta unica non funziona. Per tornare a crescere, la sovranità monetaria deve essere strappata dalle mani del comitato d’affari che oggi spadroneggia in Europa e restituita ai popoli europei. Se questo stato di cose continuerà a non cambiare, l’unica strada percorribile rimane lo scioglimento concordato e controllato dell’eurozona».È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Si accentua la crisi in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 dicembre 2014

produzione-industrialeDiminuisce la produzione industriale di ben il 3%, il semestre di Presidenza della Commissione europea, sembra non aver lasciato traccia, si continuano a perdere posti di lavoro, aumentano gli sfatti, cresce la povertà estrema, aumenta la paura per il futuro. A pagare, pesantemente questa crisi, sono, come sempre, i soggetti più deboli , come i pensionati , i lavoratori , i giovani – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Un Paese che sembra ripiegato su se stesso, con un quadro politico incerto , e la maggioranza, pur in presenza di una opposizione debole, a tratti, scarsamente presente, che sembra non in grado di agire con decisione, per la realizzazione delle necessarie riforme . Una burocrazia asfissiante, un sistema bancario. ha continuato Fatuzzo – che non è elemento propulsivo di una spinta verso un effettivo risanamento economico e di una maggiore coesione sociale , con mirati interventi a sostegno della piccola e media impresa, una tassazione pesantissima, che non attira investitori e che induce troppe aziende italiane, a trasferirsi all’estero . L’incertezza politica, la continua riproposizione della possibilità di nuove elezioni, creano incertezza e sostanziale debolezza ed allora , che si vada al voto , perché il Paese, ha bisogno di certezze . Il Partito Pensionati ritiene non più rinviabile un dimezzamento delle tasse, di tutti i tipi, che è l’unica strada percorribile , per sperare nella ripresa del nostro Paese. La situazione economica e sociale dell’Italia ,è pesante, il Partito Pensionati spera non diventi drammatica. Si chiedono sempre nuovi sacrifici, ma quali altri sacrifici si possono chiedere ad un pensionato che già è costretto a rinunciare a tutto ,ai milioni di senza lavoro, alla massa di giovani che dopo anni di studio , con lauree o attestati professionali, sono costretti ad andare all’estero . Quali sacrifici si possono chiedere ai troppi imprenditori che hanno perso l’azienda , ai lavoratori rimasti disoccupati, ai tanti che hanno perso la casa ? Il Partito Pensionati ritiene che ne abbiano fatti già troppi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La crisi economica segna il futuro dei neonati

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

Passare i primi mesi di vita in una situazione di crisi economica può comportare un aumento significativo del rischio di avere disturbi comportamentali (dall’abuso di sostanze al coinvolgimento in atti illegali) a partire dall’adolescenza. È questa la conclusione di uno studio pubblicato online a fine 2012 sugli Jama psychiatry), diretto da Seethalakshmi Ramanathan della New York upstate mdical university, che ha utilizzato i dati della National longitudinal survey of youth. I ricercatori hanno coinvolto un campione di quasi 9000 giovani adolescenti americani, nati tra il 1 gennaio 1980 e il 31 di cembre del 1984 – rappresentativi della popolazione nazionale – somministrando un questionario sia ai ragazzi sia ai loro genitori per raccogliere informazioni su lavoro, scuola, background famigliare, salute, abitudini e comportamenti. Partendo da questi elementi, Ramanathan e colleghi hanno esaminato la relazione tra l’elevato tasso di disoccupazione che si ebbe in Usa durante e dopo le recessioni del 1980 e del 1981-82 e i tassi di delinquenza (arresto, utilizzo di armi, furti, appartenenza a bande, distruzione di proprietà, comportamenti aggressivi) e l’uso di sostanze d’abuso (marijuana, fumo, alcol, droghe) registrati nel 1997 tra gli adolescenti. L’analisi ha ovviamente tenuto in considerazione anche l’influenza di fattori di rischio noti per i problemi comportamentali degli adolescenti, come il sesso, lo stile di vita dei genitori, la stagione di nascita e il posto in cui vivono. Dall’analisi emerge che i bambini che all’età di un anno vivev ano in un ambiente macroeconomico con un alto tasso di disoccupazione corrono più pericoli: basta un aumento dell’1% dei tassi medi di disoccupazione locali (rispetto alla media della regione) per osservare un significativo aumento del consumo di marijuana (+9% sempre rispetto alla media della regione), assunzione di alcool (+6%), arresto (+17%), appartenenza a bande (+9%), e coinvolgimento in furti (11%). Non è stata invece trovata una correlazione significativa con l’uso di droghe pesanti e il comportamento aggressivo. «Sebbene il passato non preveda il futuro, può, però, fornire lezioni importanti» concludono i ricercatori. «I nostri risultati delineano un fattore di rischio statistico da non tralasciare, che i professionisti della salute mentale dovrebbero tenere in considerazione quando hanno a che fare con bambini esposti a una crisi economica. Per questo speriamo che lo studio possa ispirare il lavoro di questi professionisti, per trovare degli interventi adeguati, in grado di attenuare alcune di queste conseguenze a lungo termine». Arch Gen Psychiatry. 2012 Dec 31:1-8 (fonte pediatria33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politica coesione: Enti locali per una reale crescita economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

In occasione di un incontro sulla politica di coesione post-2013 organizzato dalla commissione sullo sviluppo regionale del Parlamento europeo, con i rappresentanti delle principali organizzazioni regionali e locali europee, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) e l’Assemblea delle Regioni d’Europa (ARE) hanno chiesto la definizione di un accordo sul quadro finanziario entro la fine dell’anno ed espresso la necessità di prevedere un bilancio ambizioso per creare in Europa le condizioni di crescita economica reale. Le posizioni delle più importanti organizzazioni di enti locali e regionali sono molto vicine a quelle del Parlamento europeo, in particolare su questioni fondamentali quali accordi di partenariato, concentrazione tematica, condizionalità ex ante, semplificazione delle procedure, dimensione territoriale e cooperazione.(fonte AICCRE)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politica economica, Sviluppo Lavoro chiede maggiore tutela per gli investitori italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Non può esserci che preoccupazione da parte dell’Associazione Sviluppo Lavoro, in merito alla strategia di ulteriore apertura attuata dal Governo Monti nei confronti di investimenti stranieri in Italia: quel che emerge a margine di un incontro tra gli imprenditori facenti parte del progetto è infatti un sostanziale scetticismo nei confronti della politica economica del Governo, che sembra trascurare le imprese italiane che intendono continuare a investire in Italia.
Sviluppo Lavoro si propone come forza catalizzatrice di attività imprenditoriali verso la creazione e il salvataggio di posti di lavoro, e chi fa parte del progetto è convinto che il rilancio dell’economia italiana non possa non passare attraverso gli investimenti di imprenditori italiani: se le imprese non hanno accesso al credito e non sono tutelate dalla concorrenza straniera non si va da nessuna parte.
Una maggiore tutela e una rinnovata fiducia per chi decide di rimanere in Italia per investire sul rilancio di una delle economie che solo fino a pochi anni fa era considerata tra le più solide dell’intero panorama mondiale: è questo uno dei concetti base da cui è nata l’Associazione Sviluppo Lavoro, che attraverso un sito internet al servizio di imprenditori e lavoratori e un programma di investimenti mirati vuole dare un significativo contributo affinché il nostro Paese possa presto lasciarsi alle spalle il difficile momento attuale.(Andrea Corti)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Crisi economica, crisi di civiltà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

Roma 13 Dicembre 2011 ore 19 Sala San Pio X (Via della Conciliazione L’associazione Greenaccord Onlus e la Provincia di Roma organizzano una giornata di studio per approfondire le cause dell’attuale crisi economica, che appare piuttosto come una crisi di “civiltà”, per ricercare idee e progettualità utili a rifondare un modello economico oramai logoro e incapace di rispondere alle mutate condizioni sociali e ambientali. Il progetto “Verso un Nuovo Umanesimo”, organizzato dall’Associazione culturale Greenaccord Onlus in collaborazione con la Provincia di Roma, nasce dall’esigenza di proporre una riflessione sulla necessità di ripensare il modello economico attuale mediante la creazione di nuovi obiettivi economici, nuovi paradigmi tecnico-scientifici, nuove forme di organizzazione e partecipazione sociale, poiché siamo in presenza non tanto di una “crisi” finanziaria, quanto innanzi a una “crisi” di civiltà, in particolare nelle grandi aree urbane. Il primo di vari appuntamenti dedicati a tale riflessione, è dedicato ad “economia e sostenibilità sociale” e intende mettere in relazione il ruolo dell’economia con la coesione sociale e nuove forme di democrazia partecipata che avvicinino la politica alle persone. Si parte dalla premessa che la “crisi” possa essere un’occasione irripetibile per ripartire con presupposti nuovi, capaci di ridurre il divario tra ricchi e poveri, di riavvicinare la finanza all’economia reale, di ridare alle nuove generazioni fiducia e speranza di una nuova idea di città. Intervengono: il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti; il segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Mons. Mario Toso; l’assessore provinciale alle Politiche finanziarie e di Bilancio della Provincia, Antonio Rosati, il vice-direttore generale della Fao Alexander Müller; Domenico De Masi, docente di Sociologia Università La Sapienza di Roma, Giuseppe Ciccarone, preside facoltà di Economia
Università La Sapienza di Roma, Maurizio Franzini, docente Economia Università La Sapienza di Roma,
Laura Castellucci, docente Economia Politica Università di Roma Tor Vergata, Andrea Masullo, presidente comitato scientifico Greenaccord. Presiede Tiziana Ferrario.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

E.U.:Analisi economica e monetaria

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Possiamo fissare alcuni termini per definire le ambasce europee in un contesto mondiale dove appare sempre più evidente il tentativo di stabilire a livello mondiale una nuova leadership economico-finanziaria. L’Europa comunitaria, in questa circostanza, appare più esposta alla speculazione internazionale proprio perchè si mostra una sorta di gigante dai piedi di argilla. Un’Europa che ha voluta compiere un passo coraggioso percorrendo la strada unitaria per meglio competere a livello internazionale, ma glissando quelli che sono gli aspetti che oggi si rivelano determinanti per assicurare al colosso la sua performance. Essi sono una politica economica, industriale, finanziaria, e diplomatica comune come si addice ad una comunità che voglia marciare all’unisono con i propri compagni di cordata. Tutto, infatti, tende ad incrociarsi e la politica economica sarà valida se preserva la stabilità dei prezzi e l’ancoraggio di tali aspettative costituisce un presupposto necessario affinchè la politica monetaria contribuisca alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’area dell’euro. Lo stesso discorso vale per l’analisi economica dove ci si attende che la crescita del Pil, in termini reali nell’area dell’euro, sia tonificato da un rapporto virtuoso dei bilanci dei singoli stati comunitari. Le tensioni in atto in alcuni segmenti di mercati finanziari dell’area dell’euro e su scala mondiale possono essere aggravate dalle spinte protezionistiche e da una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali.
Il tutto induce a credere che potenziando e promuovendo la competitività, e migliorando la flessibilità e il potenziale di crescita nel medio-lungo termine, sarà possibile uscire dal tunnel nel quale ci siamo infilati. A tale riguardo la Banca d’Italia, giustamente, rileva che “le riforme strutturali a partire dal mercato del lavoro, per potenziare la flessibilità salariale e seguite dall’incremento della concorrenza nei mercati di beni e soprattutto di servizi”, sono essenziali. Ma vorrei che ci soffermassimo su qualcosa di più considerando che vi sono valori irrinunciabili ai quali dobbiamo conferire la priorità anche se hanno un costo ma che possono essere resi più virtuosi con una spesa più attenta e avere al tempo stesso il coraggio e la fermezza di tagliare, senza tentennamenti, le spese, per quanto importanti ma non necessarie nell’attuale situazione, come quelle per gli armamenti (in due anni abbiamo speso 22 miliardi di euro) o la costruzione di opere civili faraoniche (vedasi stretto di Messina) o per spingersi molto avanti con l’innovazione tecnologica e dei trasporti (pensiamo all’alta velocità) se non consolidiamo opere di minore prestigio ma più aderenti ad una crescita omogenea del sistema paese. E il caso del trasporto su rotaia è classico con un’Italia che migliora il trend viario diciamo da Roma in su e lascia praticamente immutata la rete nella parte meridionale del paese e delle isole. Ma il discorso potrebbe dilatarsi alle reti tecnologiche, all’industria e al terziario. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your and my opinions, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »