Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘economiche’

Previsioni economiche di estate 2021: Le riaperture stimolano la ripresa

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

Si prevede una ripresa dell’economia europea più rapida di quanto atteso in precedenza, poiché l’attività nel primo trimestre dell’anno ha superato le aspettative e il miglioramento della situazione sanitaria ha determinato un allentamento più rapido delle restrizioni per il controllo della pandemia nel secondo trimestre. Secondo le previsioni economiche intermedie di estate 2021, l’economia dell’UE e della zona euro dovrebbe crescere del 4,8 % quest’anno e del 4,5 % nel 2022. Rispetto alle previsioni di primavera precedenti, il tasso di crescita per il 2021 è significativamente più elevato nell’UE (+ 0,6 punti percentuali) e nella zona euro (+ 0,5 % punti percentuali), mentre per il 2022 è leggermente più elevato in entrambe le aree (+ 0,1 punti percentuali). Si prevede che il PIL reale tornerà al livello precedente alla crisi nell’ultimo trimestre del 2021 sia nell’UE che nella zona euro. Per la zona euro, si tratta di un trimestre prima di quanto indicato nelle previsioni di primavera.La crescita dovrebbe rafforzarsi a causa di diversi fattori. In primo luogo, l’attività nel primo trimestre dell’anno ha superato le aspettative. In secondo luogo, un’efficace strategia di contenimento del virus e il progresso delle vaccinazioni hanno portato a un calo del numero di nuove infezioni e ricoveri ospedalieri, che a sua volta ha consentito agli Stati membri dell’UE di riaprire le loro economie nel trimestre successivo. Questa riapertura ha avvantaggiato in particolare le imprese del settore dei servizi. I risultati dell’indagine Upbeat presso i consumatori e le imprese, nonché la mobilità in base al tracciamento dei dati, suggeriscono che è già in atto una forte ripresa dei consumi privati. Inoltre vi sono prove di un rilancio dell’attività turistica all’interno dell’UE, che dovrebbe beneficiare ulteriormente dell’entrata in vigore del nuovo certificato COVID digitale dell’UE a partire dal 1º luglio. Nel loro insieme, questi fattori dovrebbero superare l’impatto negativo della carenza temporanea di fattori di produzione e dell’aumento dei costi che colpiscono alcune parti del settore manifatturiero.Anche le previsioni per l’inflazione di quest’anno e del prossimo sono state riviste al rialzo. L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, le strozzature della produzione dovute a limiti di capacità e alla carenza di alcune componenti di input e materie prime, nonché la forte domanda sia all’interno che all’esterno, dovrebbero esercitare pressioni al rialzo sui prezzi al consumo quest’anno. Nel 2022 tali pressioni dovrebbero gradualmente attenuarsi man mano che verranno superati i limiti di produzione e vi sarà convergenza tra offerta e domanda. Ne consegue che l’inflazione nell’UE viene ora data in media al 2,2 % per quest’anno (+ 0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni di primavera) e all’1,6 % per il 2022 (+ 0,1 punti percentuali). Per la zona euro i valori corrispondenti sono dell’1,9 % nel 2021 (+ 0,2 punti percentuali) e dell’1,4 % nel 2022 (+ 0,1 punti percentuali). L’incertezza e i rischi che circondano le prospettive di crescita sono elevati, ma rimangono nel complesso equilibrati.I rischi posti dall’emergenza e dalla diffusione di varianti del virus COVID-19 sottolineano l’importanza di accelerare ulteriormente le campagne di vaccinazione. I rischi economici sono connessi in particolare alla reazione delle famiglie e delle imprese ai cambiamenti delle restrizioni.L’inflazione potrebbe risultare più elevata del previsto, se i limiti nell’offerta sono più persistenti e le pressioni sui prezzi si ripercuotono maggiormente sui prezzi al consumo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Previsioni economiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

A cura di William Davies, CIO, EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Il primo trimestre ha visto una divergenza delle traiettorie economiche, in un contesto in cui il nuovo aumento dei casi di Covid-19 in molte aree del mondo ha richiesto l’adozione di ulteriori restrizioni.Gli Stati Uniti hanno beneficiato del pacchetto di misure fiscali da 1.900 miliardi di dollari varato prontamente dal presidente Biden per cercare di sostenere la crescita e l’occupazione dopo una perdita di slancio alla fine del 2020. Sebbene gli altri paesi sviluppati non abbiano implementato misure di supporto fiscale di entità paragonabile ai pacchetti statunitensi, le loro economie si sono adattate all’andamento a singhiozzo imposto dalla pandemia, facendo meglio del previsto durante i recenti periodi di limitazione della mobilità. Il percorso di riapertura è strettamente legato al ritmo delle campagne vaccinali.È trascorso più di un anno da quando il Covid-19 ha colpito gli Stati Uniti, causando il blocco dell’economia. La rapida adozione di misure di supporto monetario e fiscale ha arrestato il crollo, sostenendo i mercati finanziari e consentendo alle famiglie americane di disporre di liquidità aggiuntiva nonostante l’aumento della disoccupazione. Dopo una temporanea perdita di slancio nell’ultimo trimestre del 2020, gli straordinari stimoli fiscali stanno definendo la rotta che permetterà all’economia di ritornare a livelli pre-pandemia prima dell’estate. Dopo un inizio difficoltoso, il ritmo delle campagne vaccinali nell’Europa continentale è ora in accelerazione. Sebbene i livelli di attività siano apparsi generalmente più resilienti alle nuove limitazioni alla mobilità rispetto ai lockdown dello scorso anno, la pandemia di Covid-19 continua a gettare un’ombra sulla performance economica dell’area euro. Restano comunque da vedere gli effetti delle ulteriori misure restrittive (adottate a metà aprile, in particolare in Francia e Germania) sul PIL del secondo trimestre.Detto ciò, gli indicatori del sentiment economico mantengono un andamento positivo, specialmente nel settore manifatturiero, dove i nuovi ordini sembrano alimentare un boom post-pandemia. Per il momento, i dati oggettivi non riflettono il maggiore ottimismo; tuttavia, è possibile che ci siano sfasamenti, oppure che dai sondaggi emerga un ottimismo eccessivo, come durante la fase di espansione del 2017. Lo stato di salute del mercato del lavoro è forse il parametro più indicativo della probabile forza della domanda interna, anche se i dati su questo fronte continuano a essere distorti dal vasto numero di persone impegnate in programmi di lavoro a breve termine. Il livello di risorse inutilizzate nei mercati del lavoro dell’area euro potrebbe quindi non essere chiaro per qualche tempo. Nel frattempo, l’ottimismo riguardo a una ripresa vigorosa (e inflazionistica) dei consumi si basa su una decisa inversione della tendenza delle famiglie ad accumulare risparmio osservata nell’ultimo anno. Tuttavia, un’analisi di Banque de France e altri suggerisce che la quota di gran lunga più elevata di consumi mancati durante la pandemia ha riguardato il settore dei servizi, dove esistono evidenti limiti per un loro recupero. Inoltre, (come altrove) la tendenza ad accumulare risparmio è stata più marcata nell’estremità superiore della scala dei redditi e delle fasce d’età, dove la propensione al consumo è inferiore, a parità di tutte le altre condizioni. Un’altra area della domanda interna che appare destinata a brillare quest’anno è la spesa per investimenti; i dati realizzati tendono a superare le previsioni di inizio anno, e la base di partenza per il 2021 è la più elevata degli ultimi cinque anni. Sul fronte del commercio con l’estero, i dati restano incoraggianti, prospettando un ulteriore solido contributo delle esportazioni nette al PIL del primo trimestre. Guardando al futuro, le prospettive sembrano poco incoraggianti. L’incertezza creata dalla pandemia resta elevata e continua a porre un rischio di ribasso per la crescita. Allo stesso tempo, le politiche di supporto saranno verosimilmente più limitate dopo lo straordinario stimolo fiscale e monetario messo in campo lo scorso anno, che ha fatto crollare i tassi di riferimento ai minimi storici e condotto a un aumento significativo dell’indebitamento sovrano. In un contesto di aumento dell’inflazione non core (che tuttavia dovrebbe essere transitorio), i governi con una minore credibilità potrebbero essere costretti a inasprire le politiche al fine di mantenere un margine di sicurezza accettabile a livello di tassi reali, ancorare le aspettative di inflazione ed evitare il deprezzamento della valuta e forti deflussi di capitali. La situazione impone un delicato esercizio di bilanciamento nel corso dei prossimi mesi. Ciò comporterà anche una maggiore divergenza delle traiettorie delle economie emergenti, ed è probabile che i paesi entrati nella fase pandemica con fondamentali più deboli subiscano ulteriori pressioni in caso di prolungamento della crisi sanitaria. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Quali conseguenze cliniche e economiche per il SSN? La situazione della Regione Lazio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

7 milioni di persone in Italia sono colpite da malattie croniche, si stima però che solo la metà assuma i farmaci in modo corretto e fra gli anziani le percentuali superano il 70%. Le cause di mancata o scarsa aderenza ai trattamenti sono molteplici: complessità del trattamento, inconsapevolezza della malattia, follow-up inadeguato, timore di reazioni avverse, decadimento cognitivo e depressione. Tutti aspetti acuiti dall’avanzare dell’età e dalla concomitanza di altre patologie. Per fare il punto nel Lazio, Motore Sanità ha organizzato il Webinar ‘IL VALORE DELL’ADERENZA PER I SISTEMI SANITARI REGIONALI, DAL BISOGNO ALL’AZIONE’. Terzo di 5 appuntamenti, il road show, realizzato grazie al contributo incondizionato del Gruppo Servier in Italia, Sanofi, Iqvia e Intercept, coinvolgerà sul tema dell’aderenza alle cure i principali interlocutori a livello locale: clinici, istituzioni, cittadini e pazienti. Nel Lazio, il 2.4% è costituito da pazienti multi-cronici ad alta complessità, il 12.5% a medio-bassa complessità eil 19.5% ha una sola patologia cronica. Il restante 65.6% non ha patologie croniche ma si stima che il 18.2% abbia almeno due fattori di rischio legati a scorretti stili di vita. Il livello di aderenza terapeutica è molto differente a seconda della condizione clinica e tipologia di farmaco prescritto. “Le malattie croniche non trasmissibili sono ritenute in Italia responsabili del 90% dei decessi totali che si verificano ogni anno: in particolare, le malattie cardiovascolari (41%), i tumori (29%), le malattie respiratorie croniche (5%) e il diabete (4%). Nonostante esistano terapie farmacologiche efficaci per trattare tali condizioni, circa un paziente su due non assume i farmaci in maniera conforme alla prescrizione medica. Nel Lazio è stato sviluppato un modello di stratificazione del rischio della popolazione, MiStraL, che consente alle ASL e ai Distretti di conoscere la distribuzione della popolazione assistita per le diverse patologie croniche ed il grado di aderenza alle linee guida Evidence Based ed ai relativi trattamenti farmacologici. L’analisi è disponibile fino al livello del singolo MMG allo scopo di fornire uno strumento utile ad attivare programmi di audit e feedback finalizzati al miglioramento della qualità delle cure. È da sottolineare che una parte importante della variabilità nell’aderenza alla terapia è attribuibile alla struttura che ha dimesso il paziente, sottolineando l’importanza di porre attenzione al tema della continuità terapeutica ospedale-territorio”, ha spiegato Marina Davoli, Dipartimento di Epidemiologia del SSR Regione Lazio.“L’aderenza alla prescrizione nelle malattie cardiovascolari croniche è fondamentale per un’ottimale efficacia clinica della terapia. La semplificazione degli schemi terapeutici e l’impiego delle terapie di combinazione e le polypill possono essere di enorme aiuto soprattutto nei pazienti con diverse comorbidità che necessitano di assumere numerose compresse ogni giorno”, ha detto Massimo Volpe, Direttore UOC Cardiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università La Sapienza di Roma In sintesi, dall’incontro è emersa la necessità di una call to action, una necessità cioè di azioni concrete per migliorare l’aderenza ai percorsi diagnostici e terapeutici dei pazienti. L’aderenza rappresenta infatti un fattore chiave di successo per la salute pubblica e per la governance del Sistema Sanitario Regionale, una garanzia di efficienza delle cure e della sostenibilità economica. Dai diversi rappresentanti delle istituzioni pubbliche, dai clinici e dalle associazioni di cittadini è arrivata la proposta di sviluppare strumenti di valutazione concreti dell’aderenza per monitorare e correggere i comportamenti che impattano sulla scarsa aderenza e l’implementazione delle tecnologie che facilitano i pazienti a seguire il percorso di cura. La proposta dell’inserimento di un indicatore sintetico di aderenza nel nuovo sistema di garanzia può rappresentare una opportunità di valore e di indirizzo per tutti gli attori chiave.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

UE: Previsioni economiche di primavera 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

Secondo le previsioni economiche di primavera 2021 l’economia dell’UE crescerà del 4,2 % nel 2021 e del 4,4 % nel 2022, mentre per l’economia della zona euro è previsto un incremento del 4,3 % quest’anno e del 4,4 % l’anno prossimo. Questo rappresenta un miglioramento significativo delle prospettive di crescita rispetto alle previsioni economiche d’inverno 2021 che la Commissione ha presentato in febbraio. I tassi di crescita continueranno a variare all’interno dell’UE, ma le economie di tutti gli Stati membri dovrebbero tornare ai livelli pre-crisi entro la fine del 2022.La pandemia di coronavirus rappresenta uno shock di proporzioni storiche per le economie europee. Nel 2020 l’economia dell’UE ha subito una contrazione del 6,1 % e quella della zona euro del 6,6 %. Sebbene, in generale, le imprese e i consumatori si siano adattati per affrontare al meglio le misure di contenimento, alcuni settori, come il turismo e i servizi in presenza, continuano a patire.Il rilancio dell’economia europea iniziato l’estate scorsa ha subito una battuta d’arresto nel quarto trimestre del 2020 e nel primo trimestre del 2021, con l’introduzione di nuove misure di sanità pubblica per contenere l’incremento del numero di casi di COVID-19. Con l’aumento dei tassi di vaccinazione e l’allentamento delle restrizioni si dovrebbe tuttavia verificare un forte rilancio delle economie dell’UE e della zona euro. Questa crescita sarà trainata dai consumi privati, dagli investimenti e dalla crescente domanda di esportazioni dell’UE da parte di un’economia mondiale in fase di rafforzamento.Nel 2022 la quota degli investimenti pubblici rispetto al PIL dovrebbe raggiungere il livello massimo registrato da oltre un decennio grazie all’effetto trainante del dispositivo per la ripresa e la resilienza, lo strumento chiave al centro di Next Generation EU.Le condizioni del mercato del lavoro stanno lentamente migliorando dopo l’impatto iniziale della pandemia. L’occupazione è aumentata nella seconda metà del 2020 e i tassi di disoccupazione sono scesi rispetto ai picchi registrati nella maggior parte degli Stati membri.I regimi di sostegno pubblico, compresi quelli sovvenzionati dall’UE tramite lo strumento SURE, hanno impedito un drammatico aumento dei tassi di disoccupazione. Tuttavia i mercati del lavoro avranno bisogno di tempo per riprendersi completamente: prima di aver bisogno di assumere più lavoratori, infatti, le imprese disporranno di un certo margine di aumento dell’orario di lavoro.Per l’UE le previsioni indicano un tasso di disoccupazione al 7,6 % nel 2021 e al 7 % nel 2022. Per la zona euro i valori corrispondenti sono dell’8,4 % nel 2021 e del 7,8 % nel 2022, tassi che rimangono superiori ai livelli pre-crisi. L’inflazione ha registrato un’impennata all’inizio di quest’anno a causa del rincaro dei prezzi dell’energia e di una serie di fattori tecnici temporanei, quali l’adeguamento annuale della ponderazione attribuita ai beni e ai servizi che compongono il paniere dei consumi utilizzato per calcolare l’inflazione. Anche la fine del taglio dell’IVA e l’introduzione di una tassa sul carbonio in Germania hanno avuto un effetto considerevole.L’inflazione varierà notevolmente nel corso di quest’anno, in quanto le ipotesi sui prezzi dell’energia e sulle variazioni delle aliquote IVA determinano notevoli fluttuazioni del livello dei prezzi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per l’UE le previsioni attuali indicano un’inflazione all’1,9 % nel 2021 e all’1,5 % nel 2022. Per la zona euro i valori corrispondenti sono dell’1,7 % nel 2021 e dell’1,3 % nel 2022*. Il sostegno pubblico alle famiglie e alle imprese ha avuto un ruolo fondamentale nell’attenuare l’impatto della pandemia sull’economia, ma ha portato gli Stati membri ad aumentare i loro livelli di indebitamento.Quest’anno il disavanzo aggregato delle amministrazioni pubbliche dovrebbe aumentare di circa mezzo punto percentuale nell’UE, attestandosi al 7,5 % del PIL, e di circa tre quarti di punto percentuale nella zona euro, raggiungendo l’8 % del PIL. Secondo le previsioni tutti gli Stati membri, ad eccezione di Danimarca e Lussemburgo, registreranno nel 2021 un disavanzo superiore al 3 % del PIL.Entro il 2022 il disavanzo di bilancio aggregato dovrebbe tuttavia dimezzarsi, attestandosi appena al di sotto del 4 % sia nell’UE che nella zona euro. Si prevede che il numero di Stati membri con un disavanzo superiore al 3 % del PIL diminuirà in misura significativa.Nell’UE il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe raggiungere quest’anno il picco del 94 %, per poi scendere leggermente al 93 % nel 2022. Il rapporto debito/PIL della zona euro dovrebbe seguire lo stesso andamento, salendo al 102 % quest’anno per poi scendere leggermente al 101 % nel 2022.I rischi che pesano sulle prospettive sono elevati e rimarranno tali finché l’ombra della pandemia di COVID-19 continuerà a incombere sull’economia.L’evoluzione della situazione epidemiologica nonché l’efficienza e l’efficacia dei programmi di vaccinazione potrebbero risultare migliori o peggiori di quanto ipotizzato nello scenario centrale di queste previsioni.Le previsioni potrebbero sottostimare la propensione delle famiglie a spendere, oppure il desiderio dei consumatori di mantenere livelli elevati di risparmio precauzionale.Un altro fattore è rappresentato dalla tempistica della revoca del sostegno strategico che, se prematura, potrebbe mettere a repentaglio la ripresa. D’altro canto, una revoca posticipata potrebbe portare alla creazione di distorsioni del mercato e di ostacoli all’uscita delle imprese improduttive.Le ripercussioni delle difficoltà delle imprese sul mercato del lavoro e sul settore finanziario potrebbero rivelarsi peggiori del previsto.Una crescita mondiale più forte, in particolare negli Stati Uniti, potrebbe produrre sull’economia europea effetti più positivi di quanto previsto. Tuttavia una crescita più robusta negli Stati Uniti potrebbe spingere verso l’alto i rendimenti dei titoli di Stato USA, il che potrebbe causare aggiustamenti disordinati nei mercati finanziari, a scapito soprattutto delle economie di mercato emergenti fortemente indebitate in valuta estera.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europa: Previsioni economiche d’inverno 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Secondo le previsioni economiche d’inverno 2021, l’economia della zona euro crescerà del 3,8 % sia nel 2021 che nel 2022, mentre l’economia dell’UE crescerà del 3,7 % nel 2021 e del 3,9 % nel 2022. L’Europa è ancora stretta nella morsa della pandemia di coronavirus. Il nuovo incremento del numero di casi e la comparsa di nuovi ceppi del coronavirus più contagiosi hanno costretto molti Stati membri a reintrodurre o a inasprire le misure di contenimento. Al tempo stesso l’avvio dei programmi di vaccinazione in tutta l’UE dà adito a un cauto ottimismo. L’economia della zona euro crescerà del 3,8 % sia nel 2021 che nel 2022, mentre l’economia dell’UE crescerà del 3,7 % nel 2021 e del 3,9 % nel 2022. Si prevede che le economie della zona euro e dell’UE raggiungeranno i livelli di produzione pre-crisi prima di quanto anticipato nelle previsioni economiche d’autunno 2020, in gran parte a seguito dello slancio di crescita più forte del previsto che si prospetta per la seconda metà del 2021 e per il 2022. Dopo la forte crescita registrata nel terzo trimestre del 2020, l’attività economica si è nuovamente contratta nel quarto trimestre a causa delle nuove misure di contenimento adottate a seguito della seconda ondata della pandemia. Con queste misure in vigore, si prevede che le economie dell’UE e della zona euro registreranno un calo nel primo trimestre del 2021. La crescita economica dovrebbe riprendere in primavera e acquistare slancio durante l’estate, con l’avanzare dei programmi di vaccinazione e il graduale allentamento delle misure di contenimento. Prospettive più incoraggianti per l’economia mondiale dovrebbero anch’esse sostenere la ripresa.L’impatto economico della pandemia rimane disomogeneo tra gli Stati membri e, secondo le previsioni, anche la ripresa sarà caratterizzata da andamenti molto diversi.In base alle previsioni l’inflazione nella zona euro dovrebbe aumentare, passando dallo 0,3 % del 2020 all’1,4 % nel 2021, per poi scendere leggermente all’1,3 % nel 2022. Le previsioni relative all’inflazione per il 2021 nella zona euro e nell’UE sono in lieve aumento rispetto all’autunno, ma nel complesso il dato dovrebbe rimanere contenuto. Il ritardo subito dalla ripresa continuerà presumibilmente a frenare le pressioni della domanda aggregata sui prezzi. Nel 2021 l’inflazione sarà temporaneamente spinta al rialzo da effetti base positivi sull’inflazione dei beni energetici, da adeguamenti fiscali – soprattutto in Germania – e dagli effetti di una domanda repressa su un’offerta ancora limitata in certi settori. Nel 2022, con l’adeguamento dell’offerta e la graduale riduzione degli effetti base, l’inflazione dovrebbe subire nuovamente un leggero calo. Rispetto all’autunno, i rischi che circondano le previsioni sono più equilibrati, pur rimanendo elevati, e sono principalmente connessi all’evoluzione della pandemia e al successo delle campagne di vaccinazione.I rischi positivi sono legati alla possibilità che il processo di vaccinazione conduca a un allentamento più rapido del previsto delle misure di contenimento e quindi a una ripresa più tempestiva e più forte. Inoltre Next Generation EU, lo strumento dell’UE per la ripresa il cui fulcro è costituito dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, potrebbe alimentare una crescita più forte di quanto prospettato, dal momento che i finanziamenti previsti, per la maggior parte, non sono ancora stati integrati nelle previsioni. In termini di rischi negativi, nel breve periodo la pandemia potrebbe rivelarsi più persistente o grave di quanto ipotizzato nelle previsioni, o potrebbero verificarsi ritardi nell’attuazione dei programmi di vaccinazione. Ciò potrebbe ritardare l’allentamento delle misure di contenimento e, di conseguenza, incidere sui tempi e sull’intensità della prevista ripresa. Vi è inoltre il rischio che la crisi possa lasciare segni più profondi nel tessuto socioeconomico dell’UE, in particolare sotto forma di fallimenti generalizzati e capillari perdite di posti di lavoro. Ciò danneggerebbe altresì il settore finanziario, aumenterebbe la disoccupazione di lunga durata e aggraverebbe le disuguaglianze.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

3 milioni di italiani non si curano per difficoltà economiche legate al Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

Sono ben 3 milioni gli italiani che, fra marzo e dicembre 2020, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte per pandemia e lockdown hanno dovuto rinunciare a cure mediche, visite specialistiche o operazioni; questo è uno dei numeri emersi dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta.E se, da un lato, molti hanno rinunciato a curarsi, dall’altro ci sono circa 2,2 milioni di pazienti che invece hanno dovuto chiedere un prestito ad amici, familiari o finanziarie per poter accedere alla sanità privata; chi si è rivolto a strutture private ha speso, in media 292 euro per ciascuna visita.Secondo l’analisi condotta da Facile.it e Prestiti.it su un campione di 125mila domande di finanziamento presentate da gennaio a dicembre, nel 2020 l’importo medio dei prestiti personali richiesti per pagare spese mediche è stato pari a 6.145 euro, da restituire in 53 rate (circa 4 anni e mezzo).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Previsioni economiche di primavera 2020: una recessione profonda e disomogenea

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

La pandemia di coronavirus rappresenta uno shock violento per l’economia mondiale e per quella dell’UE, con conseguenze socioeconomiche molto gravi. Nonostante la risposta politica rapida e integrata tanto a livello dell’UE quanto a livello nazionale, quest’anno l’economia dell’Unione subirà una recessione di proporzioni storiche.Secondo le previsioni economiche di primavera 2020 l’economia della zona euro subirà una contrazione record del 7¾ % nel 2020, per poi crescere del 6¼ % nel 2021; allo stesso modo l’economia dell’UE dovrebbe contrarsi del 7½ % nel 2020 e crescere del 6 % circa nel 2021. Le proiezioni di crescita per l’UE e la zona euro sono state riviste al ribasso di circa nove punti percentuali rispetto alle previsioni economiche d’autunno 2019.Lo shock per l’economia dell’UE è simmetrico, poiché la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma secondo le previsioni sia il calo della produzione nel 2020 (dal -4¼ % in Polonia al -9¾ % in Grecia) che l’ampiezza del rimbalzo nel 2021 saranno marcatamente diversi. La ripresa economica di ciascuno Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia in quel determinato paese, ma anche dalla struttura di ciascuna economia e dalla capacità di ognuna di rispondere con politiche di stabilizzazione. Data l’interdipendenza delle economie dell’UE, la dinamica della ripresa in ciascuno Stato membro inciderà anche sul vigore della ripresa degli altri Stati membri.Paolo Gentiloni, Commissario europeo responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “L’Europa sta subendo il più forte shock economico dalla Grande depressione. Sia la gravità della recessione che il vigore della ripresa saranno disomogenei, condizionati dalla velocità alla quale sarà possibile revocare le misure di sospensione delle attività, dall’importanza di servizi come il turismo in ciascuna economia e dalle risorse finanziarie di ciascun paese. Tali disparità rappresentano una minaccia per il mercato unico e per la zona euro, ma possono essere attenuate attraverso un’azione europea decisa e congiunta. Dobbiamo essere all’altezza di questa sfida.”La pandemia di coronavirus ha colpito duramente i consumi, la produzione industriale, gli investimenti, gli scambi, i flussi di capitali e le catene di approvvigionamento. Il previsto allentamento progressivo delle misure di contenimento dovrebbe porre le basi per una ripresa. Tuttavia non si prevede che l’economia dell’UE recuperi interamente le perdite di quest’anno prima della fine del 2021. Gli investimenti resteranno contenuti e il mercato del lavoro non si riprenderà completamente.Sarà quindi fondamentale mantenere l’efficacia delle misure politiche di risposta alla crisi a livello nazionale e dell’UE per limitare i danni economici e facilitare una ripresa rapida e solida, al fine di mettere le economie su un percorso di crescita sostenibile e inclusiva.La disoccupazione è destinata a crescere, anche se le misure politiche dovrebbero limitarne l’aumento. Secondo le previsioni il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà, passando dal 7,5 % del 2019 al 9½ % nel 2020, per poi scendere nuovamente all’8½ % nel 2021, mentre nell’UE aumenterà dal 6,7 % del 2019 al 9 % nel 2020, per poi calare all’8 % circa nel 2021.Si prevede che quest’anno i prezzi al consumo diminuiranno in modo significativo a causa del calo della domanda e del forte ribasso dei prezzi del petrolio; questi due fattori dovrebbero più che compensare gli isolati aumenti dei prezzi dovuti a interruzioni delle forniture connesse alla pandemia.Dopo la tendenza alla diminuzione registrata dal 2014, il rapporto debito pubblico/PIL è anch’esso destinato a crescere: nella zona euro si prevede che aumenterà dall’86 % del 2019 al 102¾ % nel 2020, per poi calare al 98¾ % nel 2021, mentre nell’UE aumenterà dal 79,4 % del 2019 al 95 % circa quest’anno, per poi scendere al 92 % l’anno prossimo.Anche la minaccia di dazi tra l’UE e il Regno Unito a seguito della fine del periodo di transizione potrebbe frenare la crescita, anche se in misura minore nell’UE rispetto al Regno Unito. Dato che le future relazioni tra l’UE e il Regno Unito non sono ancora chiare, le proiezioni per il 2021 si fondano sull’ipotesi puramente tecnica dello status quo in termini di relazioni commerciali. Si tratta di un’ipotesi formulata unicamente a fini di previsione, che non anticipa né prospetta l’esito dei negoziati tra l’UE e il Regno Unito sulle loro future relazioni.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cerved: 1 famiglia su 5 è in grave difficoltà economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Una famiglia su 5 accusa già un impatto pesante sul reddito, e quasi la metà ha dovuto intaccare i risparmi. Circa il 40% teme di perdere il lavoro, nell’immediato o nel 2021, una percentuale ancora maggiore paventa nei prossimi mesi una forte riduzione delle entrate o del denaro duramente messo da parte e quasi tutte ritengono che l’emergenza Covid19 cambierà il loro tenore di vita, costringendole a rinunce anche importanti sul fronte della salute, dell’istruzione, della cura dei familiari.
Sono le principali evidenze del “Termometro Italia” sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, primario operatore italiano nella gestione del rischio di credito: un piano di ricerca che monitorerà ogni mese l’impatto e l’evoluzione della crisi Covid-19 su 500 nuclei familiari, stratificati per reddito, composizione e area geografica, intervistati durante la settimana di Pasqua via telefono e via web.Le conseguenze dell’epidemia e del lockdown sulle disponibilità economiche delle famiglie italiane si stanno dunque facendo sentire: 1 su 5 (21,2%) accusa un impatto molto pesante sul reddito, quota che sale al 32,2% nella fascia meno abbiente (fino a 20.000 euro netti all’anno), e quasi la metà (47,8%) ha dovuto intaccare i risparmi, il 18,6% in maniera consistente. Solamente il 25,4% ha avuto contraccolpi trascurabili.Secondo le famiglie, la crisi non sarà passeggera e le aspettative per il 2021 sono anche peggiori: il 37,5% delle famiglie teme molto (il 23,2% moltissimo) la chiusura dell’azienda o la perdita del lavoro per almeno uno dei componenti, percentuale che sale al 41,2% se si ragiona sul prossimo anno. Idem per la perdita di reddito: il 43,6% crede che subirà una forte riduzione delle entrate (il 47,3% se si ragiona sul 2021), pur continuando a lavorare, e il 45% pensa di non poter mantenere i risparmi (53% tra i redditi bassi).
Il segmento però che sta pagando il prezzo più alto in tutti gli ambiti esaminati è quello delle famiglie con reddito basato sul lavoro autonomo: il 31% ha avuto un crollo delle entrate (contro il 21,2% della media) e il 34,9% ha dovuto intaccare in modo consistente i risparmi (contro il 18,6%). Ciò si traduce, per il 50-60% di questi nuclei familiari, in una visione più negativa del futuro: 1 su 2 è molto o moltissimo preoccupata per la possibile chiusura dell’attività (50,1%) o per la perdita del lavoro (48,6%), quasi il 60% teme una consistente perdita di reddito (58,1%) o di non riuscire a mantenere i propri risparmi (57,4%).
La crisi ha poi determinato notevoli cambiamenti nelle capacità di consumo: solamente il 15,7% delle famiglie crede di potere affrontare la crisi con serenità, mentre il 22,4% (il 30% tra le meno abbienti) prevede di dover rinunciare anche a spese per bisogni primari come la salute, la cura dei familiari e l’istruzione. Già nell’ultimo anno, il 52,2% (che diventa addirittura il 68,5% nelle fasce con reddito più basso) non ha fatto ricorso a prestazioni in ambito sanitario, anche importanti (17,9%), ma oltre la metà (55%) le ha posticipate a causa dell’emergenza sanitaria, sia per paura del contagio che per non sovraccaricare gli ospedali.Ma ci sono anche alcuni aspetti positivi: il lockdown ha dato una forte spallata all’adozione – prima in realtà piuttosto timida – dello smart working, destinato a cambiare l’organizzazione del lavoro in modo permanente e a diventare la modalità principale per il 22,9% degli intervistati, mentre il 47,5% lo utilizzerà in modo parziale ma sistematico. Il 57,5% di chi lo ha sperimentato lo giudica un’esperienza positiva e il 49,7% è soddisfatto di come ha potuto condurre le attività ordinarie, mentre solo il 34,1% lo valuta altrettanto efficace nello sviluppo di nuovi progetti.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aumentano le famiglie in ristrettezza economica

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

La sospensione, anche se temporanea, delle attività produttive per fronteggiare l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha, fra le altre cose, causato per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare. Ad essere più colpite sono le coppie con figli (1.377 mila, 37%) e i genitori “soli” (439 mila, 12%) con il rischio di non riuscire a fronteggiare le spese quotidiane. Un dato preoccupante se si considera che ben il 47,7% dei lavoratori dipendenti dei settori “che hanno chiuso” guadagnava meno di 1.250 euro mensili e il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei mille euro. É quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “COVID-19: aumentano le famiglie in ristrettezza economica” . Ad essere coinvolta, oltre ai ceti più deboli a rischio (o già in) povertà , è anche la vasta platea di lavoratori a reddito medio-basso, per la quale l’assenza di reddito anche per un solo mese può determinare una situazione di grave disagio. Tra gli altri profili sociali in bilico, poi, i giovani (oltre il 60% della popolazione 25-29 anni abitualmente non supera i 1.250 euro), mentre da un punto di vista territoriale è al Sud che si ha la maggiore concentrazione di disagio con una incidenza, tra i lavoratori dipendenti temporaneamente senza lavoro, dei monoreddito, pari al 49,6% (contro il 35,2% dei residenti del Centro e il 34,3% del Nord Italia).

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus: agire insieme e poi cambiare le regole economiche

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“Abbiamo due strade, scegliere se continuare a lavorare per un Europa dei popoli dove si possa vincere tutti insieme, oppure far prevalere gli egoismi di parte e in questo caso far perdere tutti. Probabilmente spazzando via anche il sogno europeo.
In questi giorni dobbiamo far sentire tutto il nostro sostegno al Presidente Conte, per l’instancabile impegno quotidiano nell’affrontare una situazione senza precedenti, ma soprattutto per quello che sta facendo a livello internazionale. Sono giorni molto importanti, per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.Come Italia, assieme ad altri otto Paesi, stiamo portando avanti una visione di Europa, che ieri qualche altro Paese ha provato ad ostacolare. E’ la stessa visione che oggi emerge dalle parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Nessuno può gestire questa crisi da solo ed in questa crisi è solo aiutandoci gli uni con gli altri che possiamo aiutare noi stessi”.
Il nostro punto di vista è chiaro, netto. Con le politiche che stiamo mettendo in atto, anche per il contenimento del virus, pensiamo agli italiani e pensiamo al resto del mondo. Anche per questo dobbiamo mettere in campo tutte le risorse necessarie, a partire dagli European recovery bond, per proteggere i cittadini e la comunità, ma soprattutto per consentire al Paese e all’Europa di ripartire velocemente quando tutto questo sarà terminato.Se non cambiamo insieme le regole, i Paesi europei che oggi sono maggiormente colpiti dal Coronavirus rischiano, tra qualche anno di continuare in un percorso di crisi. Non si può pensare che in pochi mesi si ritorna ai vincoli stringenti, o al Patto di stabilità. La “ricostruzione” sarà lunga ed onerosa. Dobbiamo decidere tutti assieme anche i tempi di queste sospensioni, nell’attesa di riscrivere proprio le regole economiche dell’Europa”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PE: utilizzare la flessibilità disponibile per riforme e crisi rifugiati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

europa-261011-cLe priorità UE economiche, sociali e del mercato unico per il 2016 sono state adottate giovedì con tre risoluzioni separate. I deputati hanno dato il loro contributo all’imminente Consiglio europeo economico di marzo, concentrandosi sull’attuazione del Patto di stabilità e crescita, i suoi aspetti sociali e come sfruttare ulteriormente il potenziale economico del mercato comune.La risoluzione preparata da Maria João Rodrigues (S&D, PT), adottata con 395 voti favorevoli, 203 contrari e 50 astensioni, sottolinea che il Patto di stabilità e crescita dovrebbe essere attuato in modo completo, mentre lo spazio previsto per la flessibilità dovrebbe essere utilizzato per gli investimenti e le riforme strutturali e per affrontare le sfide della migrazione e della sicurezza. Inoltre, i deputati chiedono un cambiamento delle politiche fiscali sul lavoro, una migliore adesione nazionale alle raccomandazioni specifiche per Paese, più investimenti nazionali nei Paesi con gli avanzi di bilancio più alti e azioni contro una pianificazione fiscale aggressiva.
La relatrice ha affermato che: “In un periodo di crisi, dobbiamo rinforzare la coesione interna dell’UE con un recupero economico più forte ed equilibrato. Quello di cui ha bisogno l’Europa oggi è una maggiore attenzione su investimento e domanda interna, dato soprattutto l’elevato surplus esterno dell’eurozona. Allo stesso tempo, è necessaria una seconda ondata di riforme, migliorando l’istruzione, l’innovazione, l’amministrazione pubblica, la riscossione delle tasse e garantendo sistemi di welfare sostenibili ed equi che riducano le ineguaglianze sociali.” Una risoluzione a firma Sofia Ribeiro (PPE, PT), adottata con 404 voti favorevoli, 201 contrari e 35 astensioni, pone l’accento sull’importanza degli indicatori sull’occupazione recentemente introdotti nell’Analisi annuale della crescita così da monitorare anche gli sviluppi sociali negli Stati membri. I deputati chiedono una definizione a livello europeo della giustizia sociale, che dovrebbe essere rispettata dalle politiche sociali e d’occupazione, in particolare quando si applicano le riforme strutturali che colpiscono in modo più forte i gruppi vulnerabili. In fine, sostengono che i governi nazionali dovrebbero gradualmente spostare l’imposizione fiscale dal lavoro ad altre settori tassabili.Per la relatrice Ribeiro “l’introduzione degli indicatori sociali – percentuale degli occupati, disoccupazione giovanile e disoccupazione di lungo termine – assicurerà una valutazione degli squilibri interni negli Stati membri, garantendo quindi una possibilità di rivedere le loro riforme economiche e sociali quando necessario. Questo è un grande passo che ci permette di rafforzare il pilastro sociale nel processo del Semestre europeo, dando risposta alle aspettative, ai dubbi e ai bisogni dei nostri cittadini.”
In una risoluzione di Catherine Stihler (S&D, UK), adottata con 462 voti favorevoli, 166 contrari e 7 astensioni, i deputati insistono affinché venga incluso il mercato unico come pilastro nel Semestre europeo, “con un sistema per monitorare e identificare periodicamente gli ostacoli specifici per Paese” al mercato unico e una valutazione della sua integrazione e competitività. I deputati aggiungono che l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla crescita e al lavoro, incluse le PMI. “Il Mercato unico è una risorsa fondamentalmente importante da cui dipende la futura prosperità economica dell’Unione Europea e il suo potenziale sinora inutilizzato, stimato essere di 1 bilione di euro, è l’opportunità per assicurare che esso vada bene tutti noi. Per garantire in modo efficace lavoro, crescita e competitività, il progresso dell’integrazione del Mercato unico negli Stati membri deve essere accompagnato da una migliore gestione e da una più ampia trasparenza, incluso il rafforzamento e l’attuazione della legislazione UE esistente”, ha affermato Catherine Stihler.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nasce il Comitato Strategico pazienti-Società Scientifiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

federanzianiUn Comitato Strategico formato da dieci Società Scientifiche operanti nell’area delle principali patologie croniche e da FederAnziani Senior Italia, Federazione delle Associazioni della terza età, si è insediato oggi ufficialmente a Roma con l’obiettivo di far progredire ulteriormente l’alleanza tra pazienti e medici specialisti per migliorare la salute della popolazione e lavorare strategicamente a fianco delle Istituzioni nazionali e locali.“Il Comitato lavorerà per area specialistica al fine di fronteggiare il complesso scenario posto dall’invecchiamento demografico e dalle mutate condizioni economiche e finanziarie del Paese evidenziandosi, di fatto, il bisogno di elaborare proposte concrete che consentiranno di coniugare la sostenibilità del nostro sistema con efficaci risposte ai bisogni di salute dei cittadini – così sottolinea Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia -. FederAnziani intende, in tal modo, proseguire sulla base di solide premesse scientifiche e attraverso una crescente sinergia con i più autorevoli esponenti del mondo della medicina il dialogo proficuo già in essere con le Istituzioni che governano la Sanità del Paese”. Le Società Scientifiche coinvolte sono SID – Società italiana di diabetologia, rappresentata dal Presidente Enzo Bonora, sostituito dal Consigliere Nazionale Davide Lauro; AIAC – Associazione italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, rappresentata dal Presidente Gian Luca Botto e dal Past President Luigi Padeletti; AIMAR – Associazione scientifica per lo studio delle malattie respiratorie, rappresentata dal Past Presidente Fernando De Benedetto; SIE – Società italiana di endocrinologia, rappresentata dal Presidente Andrea Lenzi; SIAMS – Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, rappresentata dal Presidente Emmanuele Jannini; SIMeP – Società italiana di medicina personalizzata, rappresentata dal Presidente Paolo Marchetti; SOU – Società degli oftalmologi universitari, rappresentata dal Presidente Leonardo Mastropasqua; SIP – Società italiana di psichiatria, rappresentata dal Presidente Emilio Sacchetti e dal Past President Claudio Mencacci; SINPF – Società italiana di neuropsicofarmacologia, con l’adesione del Presidente Eugenio Aguglia; SIU – Società italiana di urologia, rappresentata dal Segretario Generale Vincenzo Mirone, sostituito dal responsabile regionale Lazio Antonio Rizzotto. Fa parte del Comitato Strategico anche Walter Santilli, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa Università La Sapienza, Roma. E’ intervenuto all’incontro Sergio Pecorelli, Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, per illustrare le linee guida del IV Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute che si svolgerà a Rimini dal 20 al 22 novembre 2015.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Parlamento sloveno vara rigorose misure economiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Български: Географска карта на Словения. Deuts...

Български: Географска карта на Словения. Deutsch: Topographisch. English: Map of Slovenia. An enlargeable topographic map of Slovenia. Italiano: Mappa della Slovenia. Bahasa Melayu: Peta Slovenia. (Photo credit: Wikipedia)

Anche la Slovenia vara un pacchetto di rigore finanziario. Il piccolo stato confinante con l’Italia non si sottrae alle misure di austerity in vigore un po’ in tutta Europa e, dopo aver approvato il fiscal compact (il patto di stabilità europeo), il Parlamento sloveno ha approvato con 49 voti (sui 90 complessivi) misure molto dure con tagli praticamente in tutti i settori e la diminuzione dei salari dei dipendenti pubblici del 4 per cento. Il tutto in una cornice di sostanziale pace sociale, grazie ad un accordo con la maggioranza dei sindacati che a loro volta che si sono impegnati ad astenersi da nuovi scioperi e proteste contro i tagli e le altre norme che ridurranno alcuni benefici nel settore pubblico. La manovra ha lo scopo di dimezzare il crescente deficit dei conti pubblici e fermare l’indebitamento estero, per ottenere un giudizio positivo delle agenzie di rating e della Commissione europea che ieri ha stimato un nuovo ciclo di recessione per la Slovenia e la diminuzione del Pil dell’1,4 per cento nel 2012. La manovra avrebbe anche il merito di frenare la crescita del debito pubblico sloveno al momento attestato al 48%. (Piero Tatafiore) (fonte AICCRE)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tendenze e prospettive economiche nell’area dell’euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Il futuro dell’economia europea rimane ancora incerto, anche se quasi tutte le previsioni più autorevoli stimano possibile una discreta ripresa dell’attività produttiva nel biennio 2011/2012. Limitati potrebbero essere i progressi sul fronte dell’occupazione, ma sotto controllo dovrebbe restare l’inflazione grazie alla forza dell’euro ed alla moderazione salariale. Qualche shock sui prezzi finali potrebbe venire dai possibili aumenti delle imposte indirette e dai probabili ritocchi delle tariffe pubbliche (programmati da molti Governi nel tentativo di assorbire, almeno in parte, i deficit di bilancio). La forza del cambio potrebbe determinare un peggioramento dei conti con l’estero, a meno che le imprese non riescano a guadagnare crescenti quote di mercato beneficiando della ripresa  del commercio mondiale e comprimendo ulteriormente prezzi finali margini di profitto. Notevoli difficoltà potrebbero infine emergere sul fronte dei conti pubblici, vista anche la debolezza della congiuntura, l’improbabile ulteriore discesa dei tassi d’interesse, le diffuse politiche di tagli fiscali e la scarsa determinazione mostrata da alcuni paesi nel raggiungere gli obiettivi fissati dal Patto di Stabilità.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Chiusura della Gemma SpA

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Sono stati numerosi, nei giorni scorsi, i tentativi di scongiurarne la chiusura ma da ieri di fatto la società Gemma SpA, che si occupa dell’Ufficio Condono Edilizio del comune di Roma, ha cessato di ‘esistere’. La partecipata, per undici anni, ha fornito in esclusiva servizi al Campidoglio, per il Comune stesso e per i cittadini che in oltre 200.000 attendono lo svolgimento delle loro pratiche. Perplessità per quanto accaduto nelle parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà: “Non si può annullare un servizio di punto in bianco. Se si fossero fatti controlli e verifiche per tempo, si sarebbe potuto evitare di far finire per strada, senza tranquillità economica,  oltre 600 dipendenti. A rimetterci sono i lavoratori e le loro famiglie. In un momento così critico per la città di Roma e per i romani – prosegue Soldà – è una ulteriore dimostrazione che l’amministrazione capitolina falla da tutte le parti”. I progetti del sindaco Gianni Alemanno per il futuro gestionale, prevedono l’affidarsi ad un meccanismo totalmente nuovo, con una realtà che arrivi dal mercato. Il primo cittadino propone un tavolo per raggiungere una soluzione che auspicabilmente possa assorbire tutti i lavoratori, studiando forme alternative per mandare avanti le centinaia di migliaia di fascicoli arretrati. “Non sarà semplice – dichiara l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro –, le pratiche di condono hanno una storia. Nacquero affidate ai dipendenti civici, poi furono statalizzate e infine affidate alla Gemma. Abbiamo assistito, negli anni,  ad un depauperamento nelle competenze dell’amministrazione comunale che ha reso sempre meno motivati gli architetti, i geometri e i  periti impiegati. Se si è scelto di  svuotare l’amministrazione dallo svolgimento delle  pratiche di condono – conclude Soldà – ora tocca reimpostare e fare una virata verso una nuova gestione.  Non si possono improvvisare delle  personalità e delle professionalità”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Missione Puntoit negli Emirati Arabi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Ad Abu Dhabi dal 1 al 4 novembre la terza missione Puntoit negli Emirati Arabi. L’iniziativa rappresenta una nuova occasione per esplorare le potenzialità di collaborazione nel settore ICT ed un momento di confronto e di aggiornamento sulle politiche dei due paesi. “Lo scopo della terza missione di Puntoit ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi è di monitorare i progressi delle imprese del paese nell’alta tecnologia, nelle tlc, nell’industria dei contenuti e dei media, le iniziative in corso, ed i futuri progetti dei due paesi nel settore con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche nel campo dell’economia creativa e digitale (telecomunicazioni, media e ICT). La nuova visita di Puntoit ad Abu Dhabi rappresenta anche un’ occasione per valutare possibili accordi di partnership e progetti di collaborazione nel settore ICT e delle tlc. “Uno dei risultati di rilievo delle precedenti missioni di Puntoit è stata la nascita dell’Associazione Italia-Emirati Arabi, oggi presieduta da Luca Barbareschi, il cui obiettivo è lo sviluppo dei rapporti tra i due paesi. L’Associazione Italia-Emirati Arabi sta già lavorando a progetti importanti quali ad esempio quello con l’ospedale San Raffaele o con i produttori cinematografici” Gli Emirati Arabi rappresentano uno dei mercati internazionali maggiormente dinamici ed in forte sviluppo, sia per le potenzialità del mercato interno sia per la forte attrattiva che svolgono nei confronti di una vasta area geografica che dai paesi del golfo si estende fino all’India ed all’Africa del nord. (PUNTOIT)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il Mediterraneo ed i suoi mari raccontano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

La guerra ha trasformato l’Adriatico, una volta veneziano, bizantino, napoleonico, in un mare anche americano. La lezione che la tragedia dei balcani ci offre è che una vera pace non può darsi senza la formazione. E per dirla con Sturzo: “occorre una coscienza generale che dia la priorità ai diritti umani rispetto al diritto sovrano dello Stato”. Un concetto che trova un puntuale riscontro con le parole di Giovanni Paolo II “Solo quando una cultura dei diritti umani diventa parte integrante dell’umanità, si può guardare con serena fiducia al futuro”. Ed ancora lo Ionio e l’Egeo a parlarci una lingua diversa dove da vicino e da lontano si osservano i moti di una coscienza i quali si sottopongono in forme ambigue con una realtà così diversa dagli ideali predicati nel nome di una giustizia egualitaria e votata alla certezza del diritto nei suoi valori fondanti. E se ci richiamiamo ai diritti umani, nel vederli attuati, non possiamo più fare riferimento all’idea di Nazione-Stato, nella quale l’accento era posto nella rilevanza etnica, linguistica, culturale. L’Europa ha dato al mondo una grande speranza divenendo la culla delle utopie confidando in una grande organizzazione multiculturale in cui i principi giuridici, come ha scritto  Jürgen Habermas “siano interpretati dalla prospettiva delle diverse tradizioni nazionali e delle diverse storie nazionali.” Ma è anche il continente che non ha saputo, nei fatti, creare quella comunità politica garante di una convivenza, sulla base, non delle certificazioni etniche, di lingua e cultura, ma dei nuovi principi giuridici di carattere universalistico di cui era ed è idealmente portatrice e precorritrice. Ora la più grande speranza è quella che si giunga alla maturazione di una nuova autocoscienza politica europea per creare nei paesi dove più sensibili e continui sono i processi di emigrazione verso il Mediterraneo e il centro Europa, migliori condizioni economiche.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »