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Posts Tagged ‘economiche’

Previsioni economiche di primavera 2020: una recessione profonda e disomogenea

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

La pandemia di coronavirus rappresenta uno shock violento per l’economia mondiale e per quella dell’UE, con conseguenze socioeconomiche molto gravi. Nonostante la risposta politica rapida e integrata tanto a livello dell’UE quanto a livello nazionale, quest’anno l’economia dell’Unione subirà una recessione di proporzioni storiche.Secondo le previsioni economiche di primavera 2020 l’economia della zona euro subirà una contrazione record del 7¾ % nel 2020, per poi crescere del 6¼ % nel 2021; allo stesso modo l’economia dell’UE dovrebbe contrarsi del 7½ % nel 2020 e crescere del 6 % circa nel 2021. Le proiezioni di crescita per l’UE e la zona euro sono state riviste al ribasso di circa nove punti percentuali rispetto alle previsioni economiche d’autunno 2019.Lo shock per l’economia dell’UE è simmetrico, poiché la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma secondo le previsioni sia il calo della produzione nel 2020 (dal -4¼ % in Polonia al -9¾ % in Grecia) che l’ampiezza del rimbalzo nel 2021 saranno marcatamente diversi. La ripresa economica di ciascuno Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia in quel determinato paese, ma anche dalla struttura di ciascuna economia e dalla capacità di ognuna di rispondere con politiche di stabilizzazione. Data l’interdipendenza delle economie dell’UE, la dinamica della ripresa in ciascuno Stato membro inciderà anche sul vigore della ripresa degli altri Stati membri.Paolo Gentiloni, Commissario europeo responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “L’Europa sta subendo il più forte shock economico dalla Grande depressione. Sia la gravità della recessione che il vigore della ripresa saranno disomogenei, condizionati dalla velocità alla quale sarà possibile revocare le misure di sospensione delle attività, dall’importanza di servizi come il turismo in ciascuna economia e dalle risorse finanziarie di ciascun paese. Tali disparità rappresentano una minaccia per il mercato unico e per la zona euro, ma possono essere attenuate attraverso un’azione europea decisa e congiunta. Dobbiamo essere all’altezza di questa sfida.”La pandemia di coronavirus ha colpito duramente i consumi, la produzione industriale, gli investimenti, gli scambi, i flussi di capitali e le catene di approvvigionamento. Il previsto allentamento progressivo delle misure di contenimento dovrebbe porre le basi per una ripresa. Tuttavia non si prevede che l’economia dell’UE recuperi interamente le perdite di quest’anno prima della fine del 2021. Gli investimenti resteranno contenuti e il mercato del lavoro non si riprenderà completamente.Sarà quindi fondamentale mantenere l’efficacia delle misure politiche di risposta alla crisi a livello nazionale e dell’UE per limitare i danni economici e facilitare una ripresa rapida e solida, al fine di mettere le economie su un percorso di crescita sostenibile e inclusiva.La disoccupazione è destinata a crescere, anche se le misure politiche dovrebbero limitarne l’aumento. Secondo le previsioni il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà, passando dal 7,5 % del 2019 al 9½ % nel 2020, per poi scendere nuovamente all’8½ % nel 2021, mentre nell’UE aumenterà dal 6,7 % del 2019 al 9 % nel 2020, per poi calare all’8 % circa nel 2021.Si prevede che quest’anno i prezzi al consumo diminuiranno in modo significativo a causa del calo della domanda e del forte ribasso dei prezzi del petrolio; questi due fattori dovrebbero più che compensare gli isolati aumenti dei prezzi dovuti a interruzioni delle forniture connesse alla pandemia.Dopo la tendenza alla diminuzione registrata dal 2014, il rapporto debito pubblico/PIL è anch’esso destinato a crescere: nella zona euro si prevede che aumenterà dall’86 % del 2019 al 102¾ % nel 2020, per poi calare al 98¾ % nel 2021, mentre nell’UE aumenterà dal 79,4 % del 2019 al 95 % circa quest’anno, per poi scendere al 92 % l’anno prossimo.Anche la minaccia di dazi tra l’UE e il Regno Unito a seguito della fine del periodo di transizione potrebbe frenare la crescita, anche se in misura minore nell’UE rispetto al Regno Unito. Dato che le future relazioni tra l’UE e il Regno Unito non sono ancora chiare, le proiezioni per il 2021 si fondano sull’ipotesi puramente tecnica dello status quo in termini di relazioni commerciali. Si tratta di un’ipotesi formulata unicamente a fini di previsione, che non anticipa né prospetta l’esito dei negoziati tra l’UE e il Regno Unito sulle loro future relazioni.

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Cerved: 1 famiglia su 5 è in grave difficoltà economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Una famiglia su 5 accusa già un impatto pesante sul reddito, e quasi la metà ha dovuto intaccare i risparmi. Circa il 40% teme di perdere il lavoro, nell’immediato o nel 2021, una percentuale ancora maggiore paventa nei prossimi mesi una forte riduzione delle entrate o del denaro duramente messo da parte e quasi tutte ritengono che l’emergenza Covid19 cambierà il loro tenore di vita, costringendole a rinunce anche importanti sul fronte della salute, dell’istruzione, della cura dei familiari.
Sono le principali evidenze del “Termometro Italia” sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, primario operatore italiano nella gestione del rischio di credito: un piano di ricerca che monitorerà ogni mese l’impatto e l’evoluzione della crisi Covid-19 su 500 nuclei familiari, stratificati per reddito, composizione e area geografica, intervistati durante la settimana di Pasqua via telefono e via web.Le conseguenze dell’epidemia e del lockdown sulle disponibilità economiche delle famiglie italiane si stanno dunque facendo sentire: 1 su 5 (21,2%) accusa un impatto molto pesante sul reddito, quota che sale al 32,2% nella fascia meno abbiente (fino a 20.000 euro netti all’anno), e quasi la metà (47,8%) ha dovuto intaccare i risparmi, il 18,6% in maniera consistente. Solamente il 25,4% ha avuto contraccolpi trascurabili.Secondo le famiglie, la crisi non sarà passeggera e le aspettative per il 2021 sono anche peggiori: il 37,5% delle famiglie teme molto (il 23,2% moltissimo) la chiusura dell’azienda o la perdita del lavoro per almeno uno dei componenti, percentuale che sale al 41,2% se si ragiona sul prossimo anno. Idem per la perdita di reddito: il 43,6% crede che subirà una forte riduzione delle entrate (il 47,3% se si ragiona sul 2021), pur continuando a lavorare, e il 45% pensa di non poter mantenere i risparmi (53% tra i redditi bassi).
Il segmento però che sta pagando il prezzo più alto in tutti gli ambiti esaminati è quello delle famiglie con reddito basato sul lavoro autonomo: il 31% ha avuto un crollo delle entrate (contro il 21,2% della media) e il 34,9% ha dovuto intaccare in modo consistente i risparmi (contro il 18,6%). Ciò si traduce, per il 50-60% di questi nuclei familiari, in una visione più negativa del futuro: 1 su 2 è molto o moltissimo preoccupata per la possibile chiusura dell’attività (50,1%) o per la perdita del lavoro (48,6%), quasi il 60% teme una consistente perdita di reddito (58,1%) o di non riuscire a mantenere i propri risparmi (57,4%).
La crisi ha poi determinato notevoli cambiamenti nelle capacità di consumo: solamente il 15,7% delle famiglie crede di potere affrontare la crisi con serenità, mentre il 22,4% (il 30% tra le meno abbienti) prevede di dover rinunciare anche a spese per bisogni primari come la salute, la cura dei familiari e l’istruzione. Già nell’ultimo anno, il 52,2% (che diventa addirittura il 68,5% nelle fasce con reddito più basso) non ha fatto ricorso a prestazioni in ambito sanitario, anche importanti (17,9%), ma oltre la metà (55%) le ha posticipate a causa dell’emergenza sanitaria, sia per paura del contagio che per non sovraccaricare gli ospedali.Ma ci sono anche alcuni aspetti positivi: il lockdown ha dato una forte spallata all’adozione – prima in realtà piuttosto timida – dello smart working, destinato a cambiare l’organizzazione del lavoro in modo permanente e a diventare la modalità principale per il 22,9% degli intervistati, mentre il 47,5% lo utilizzerà in modo parziale ma sistematico. Il 57,5% di chi lo ha sperimentato lo giudica un’esperienza positiva e il 49,7% è soddisfatto di come ha potuto condurre le attività ordinarie, mentre solo il 34,1% lo valuta altrettanto efficace nello sviluppo di nuovi progetti.

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Aumentano le famiglie in ristrettezza economica

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

La sospensione, anche se temporanea, delle attività produttive per fronteggiare l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha, fra le altre cose, causato per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare. Ad essere più colpite sono le coppie con figli (1.377 mila, 37%) e i genitori “soli” (439 mila, 12%) con il rischio di non riuscire a fronteggiare le spese quotidiane. Un dato preoccupante se si considera che ben il 47,7% dei lavoratori dipendenti dei settori “che hanno chiuso” guadagnava meno di 1.250 euro mensili e il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei mille euro. É quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “COVID-19: aumentano le famiglie in ristrettezza economica” . Ad essere coinvolta, oltre ai ceti più deboli a rischio (o già in) povertà , è anche la vasta platea di lavoratori a reddito medio-basso, per la quale l’assenza di reddito anche per un solo mese può determinare una situazione di grave disagio. Tra gli altri profili sociali in bilico, poi, i giovani (oltre il 60% della popolazione 25-29 anni abitualmente non supera i 1.250 euro), mentre da un punto di vista territoriale è al Sud che si ha la maggiore concentrazione di disagio con una incidenza, tra i lavoratori dipendenti temporaneamente senza lavoro, dei monoreddito, pari al 49,6% (contro il 35,2% dei residenti del Centro e il 34,3% del Nord Italia).

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Coronavirus: agire insieme e poi cambiare le regole economiche

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“Abbiamo due strade, scegliere se continuare a lavorare per un Europa dei popoli dove si possa vincere tutti insieme, oppure far prevalere gli egoismi di parte e in questo caso far perdere tutti. Probabilmente spazzando via anche il sogno europeo.
In questi giorni dobbiamo far sentire tutto il nostro sostegno al Presidente Conte, per l’instancabile impegno quotidiano nell’affrontare una situazione senza precedenti, ma soprattutto per quello che sta facendo a livello internazionale. Sono giorni molto importanti, per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.Come Italia, assieme ad altri otto Paesi, stiamo portando avanti una visione di Europa, che ieri qualche altro Paese ha provato ad ostacolare. E’ la stessa visione che oggi emerge dalle parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Nessuno può gestire questa crisi da solo ed in questa crisi è solo aiutandoci gli uni con gli altri che possiamo aiutare noi stessi”.
Il nostro punto di vista è chiaro, netto. Con le politiche che stiamo mettendo in atto, anche per il contenimento del virus, pensiamo agli italiani e pensiamo al resto del mondo. Anche per questo dobbiamo mettere in campo tutte le risorse necessarie, a partire dagli European recovery bond, per proteggere i cittadini e la comunità, ma soprattutto per consentire al Paese e all’Europa di ripartire velocemente quando tutto questo sarà terminato.Se non cambiamo insieme le regole, i Paesi europei che oggi sono maggiormente colpiti dal Coronavirus rischiano, tra qualche anno di continuare in un percorso di crisi. Non si può pensare che in pochi mesi si ritorna ai vincoli stringenti, o al Patto di stabilità. La “ricostruzione” sarà lunga ed onerosa. Dobbiamo decidere tutti assieme anche i tempi di queste sospensioni, nell’attesa di riscrivere proprio le regole economiche dell’Europa”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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PE: utilizzare la flessibilità disponibile per riforme e crisi rifugiati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

europa-261011-cLe priorità UE economiche, sociali e del mercato unico per il 2016 sono state adottate giovedì con tre risoluzioni separate. I deputati hanno dato il loro contributo all’imminente Consiglio europeo economico di marzo, concentrandosi sull’attuazione del Patto di stabilità e crescita, i suoi aspetti sociali e come sfruttare ulteriormente il potenziale economico del mercato comune.La risoluzione preparata da Maria João Rodrigues (S&D, PT), adottata con 395 voti favorevoli, 203 contrari e 50 astensioni, sottolinea che il Patto di stabilità e crescita dovrebbe essere attuato in modo completo, mentre lo spazio previsto per la flessibilità dovrebbe essere utilizzato per gli investimenti e le riforme strutturali e per affrontare le sfide della migrazione e della sicurezza. Inoltre, i deputati chiedono un cambiamento delle politiche fiscali sul lavoro, una migliore adesione nazionale alle raccomandazioni specifiche per Paese, più investimenti nazionali nei Paesi con gli avanzi di bilancio più alti e azioni contro una pianificazione fiscale aggressiva.
La relatrice ha affermato che: “In un periodo di crisi, dobbiamo rinforzare la coesione interna dell’UE con un recupero economico più forte ed equilibrato. Quello di cui ha bisogno l’Europa oggi è una maggiore attenzione su investimento e domanda interna, dato soprattutto l’elevato surplus esterno dell’eurozona. Allo stesso tempo, è necessaria una seconda ondata di riforme, migliorando l’istruzione, l’innovazione, l’amministrazione pubblica, la riscossione delle tasse e garantendo sistemi di welfare sostenibili ed equi che riducano le ineguaglianze sociali.” Una risoluzione a firma Sofia Ribeiro (PPE, PT), adottata con 404 voti favorevoli, 201 contrari e 35 astensioni, pone l’accento sull’importanza degli indicatori sull’occupazione recentemente introdotti nell’Analisi annuale della crescita così da monitorare anche gli sviluppi sociali negli Stati membri. I deputati chiedono una definizione a livello europeo della giustizia sociale, che dovrebbe essere rispettata dalle politiche sociali e d’occupazione, in particolare quando si applicano le riforme strutturali che colpiscono in modo più forte i gruppi vulnerabili. In fine, sostengono che i governi nazionali dovrebbero gradualmente spostare l’imposizione fiscale dal lavoro ad altre settori tassabili.Per la relatrice Ribeiro “l’introduzione degli indicatori sociali – percentuale degli occupati, disoccupazione giovanile e disoccupazione di lungo termine – assicurerà una valutazione degli squilibri interni negli Stati membri, garantendo quindi una possibilità di rivedere le loro riforme economiche e sociali quando necessario. Questo è un grande passo che ci permette di rafforzare il pilastro sociale nel processo del Semestre europeo, dando risposta alle aspettative, ai dubbi e ai bisogni dei nostri cittadini.”
In una risoluzione di Catherine Stihler (S&D, UK), adottata con 462 voti favorevoli, 166 contrari e 7 astensioni, i deputati insistono affinché venga incluso il mercato unico come pilastro nel Semestre europeo, “con un sistema per monitorare e identificare periodicamente gli ostacoli specifici per Paese” al mercato unico e una valutazione della sua integrazione e competitività. I deputati aggiungono che l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla crescita e al lavoro, incluse le PMI. “Il Mercato unico è una risorsa fondamentalmente importante da cui dipende la futura prosperità economica dell’Unione Europea e il suo potenziale sinora inutilizzato, stimato essere di 1 bilione di euro, è l’opportunità per assicurare che esso vada bene tutti noi. Per garantire in modo efficace lavoro, crescita e competitività, il progresso dell’integrazione del Mercato unico negli Stati membri deve essere accompagnato da una migliore gestione e da una più ampia trasparenza, incluso il rafforzamento e l’attuazione della legislazione UE esistente”, ha affermato Catherine Stihler.

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Nasce il Comitato Strategico pazienti-Società Scientifiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

federanzianiUn Comitato Strategico formato da dieci Società Scientifiche operanti nell’area delle principali patologie croniche e da FederAnziani Senior Italia, Federazione delle Associazioni della terza età, si è insediato oggi ufficialmente a Roma con l’obiettivo di far progredire ulteriormente l’alleanza tra pazienti e medici specialisti per migliorare la salute della popolazione e lavorare strategicamente a fianco delle Istituzioni nazionali e locali.“Il Comitato lavorerà per area specialistica al fine di fronteggiare il complesso scenario posto dall’invecchiamento demografico e dalle mutate condizioni economiche e finanziarie del Paese evidenziandosi, di fatto, il bisogno di elaborare proposte concrete che consentiranno di coniugare la sostenibilità del nostro sistema con efficaci risposte ai bisogni di salute dei cittadini – così sottolinea Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia -. FederAnziani intende, in tal modo, proseguire sulla base di solide premesse scientifiche e attraverso una crescente sinergia con i più autorevoli esponenti del mondo della medicina il dialogo proficuo già in essere con le Istituzioni che governano la Sanità del Paese”. Le Società Scientifiche coinvolte sono SID – Società italiana di diabetologia, rappresentata dal Presidente Enzo Bonora, sostituito dal Consigliere Nazionale Davide Lauro; AIAC – Associazione italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, rappresentata dal Presidente Gian Luca Botto e dal Past President Luigi Padeletti; AIMAR – Associazione scientifica per lo studio delle malattie respiratorie, rappresentata dal Past Presidente Fernando De Benedetto; SIE – Società italiana di endocrinologia, rappresentata dal Presidente Andrea Lenzi; SIAMS – Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, rappresentata dal Presidente Emmanuele Jannini; SIMeP – Società italiana di medicina personalizzata, rappresentata dal Presidente Paolo Marchetti; SOU – Società degli oftalmologi universitari, rappresentata dal Presidente Leonardo Mastropasqua; SIP – Società italiana di psichiatria, rappresentata dal Presidente Emilio Sacchetti e dal Past President Claudio Mencacci; SINPF – Società italiana di neuropsicofarmacologia, con l’adesione del Presidente Eugenio Aguglia; SIU – Società italiana di urologia, rappresentata dal Segretario Generale Vincenzo Mirone, sostituito dal responsabile regionale Lazio Antonio Rizzotto. Fa parte del Comitato Strategico anche Walter Santilli, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa Università La Sapienza, Roma. E’ intervenuto all’incontro Sergio Pecorelli, Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, per illustrare le linee guida del IV Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute che si svolgerà a Rimini dal 20 al 22 novembre 2015.

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Parlamento sloveno vara rigorose misure economiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Български: Географска карта на Словения. Deuts...

Български: Географска карта на Словения. Deutsch: Topographisch. English: Map of Slovenia. An enlargeable topographic map of Slovenia. Italiano: Mappa della Slovenia. Bahasa Melayu: Peta Slovenia. (Photo credit: Wikipedia)

Anche la Slovenia vara un pacchetto di rigore finanziario. Il piccolo stato confinante con l’Italia non si sottrae alle misure di austerity in vigore un po’ in tutta Europa e, dopo aver approvato il fiscal compact (il patto di stabilità europeo), il Parlamento sloveno ha approvato con 49 voti (sui 90 complessivi) misure molto dure con tagli praticamente in tutti i settori e la diminuzione dei salari dei dipendenti pubblici del 4 per cento. Il tutto in una cornice di sostanziale pace sociale, grazie ad un accordo con la maggioranza dei sindacati che a loro volta che si sono impegnati ad astenersi da nuovi scioperi e proteste contro i tagli e le altre norme che ridurranno alcuni benefici nel settore pubblico. La manovra ha lo scopo di dimezzare il crescente deficit dei conti pubblici e fermare l’indebitamento estero, per ottenere un giudizio positivo delle agenzie di rating e della Commissione europea che ieri ha stimato un nuovo ciclo di recessione per la Slovenia e la diminuzione del Pil dell’1,4 per cento nel 2012. La manovra avrebbe anche il merito di frenare la crescita del debito pubblico sloveno al momento attestato al 48%. (Piero Tatafiore) (fonte AICCRE)

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Tendenze e prospettive economiche nell’area dell’euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Il futuro dell’economia europea rimane ancora incerto, anche se quasi tutte le previsioni più autorevoli stimano possibile una discreta ripresa dell’attività produttiva nel biennio 2011/2012. Limitati potrebbero essere i progressi sul fronte dell’occupazione, ma sotto controllo dovrebbe restare l’inflazione grazie alla forza dell’euro ed alla moderazione salariale. Qualche shock sui prezzi finali potrebbe venire dai possibili aumenti delle imposte indirette e dai probabili ritocchi delle tariffe pubbliche (programmati da molti Governi nel tentativo di assorbire, almeno in parte, i deficit di bilancio). La forza del cambio potrebbe determinare un peggioramento dei conti con l’estero, a meno che le imprese non riescano a guadagnare crescenti quote di mercato beneficiando della ripresa  del commercio mondiale e comprimendo ulteriormente prezzi finali margini di profitto. Notevoli difficoltà potrebbero infine emergere sul fronte dei conti pubblici, vista anche la debolezza della congiuntura, l’improbabile ulteriore discesa dei tassi d’interesse, le diffuse politiche di tagli fiscali e la scarsa determinazione mostrata da alcuni paesi nel raggiungere gli obiettivi fissati dal Patto di Stabilità.

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Chiusura della Gemma SpA

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Sono stati numerosi, nei giorni scorsi, i tentativi di scongiurarne la chiusura ma da ieri di fatto la società Gemma SpA, che si occupa dell’Ufficio Condono Edilizio del comune di Roma, ha cessato di ‘esistere’. La partecipata, per undici anni, ha fornito in esclusiva servizi al Campidoglio, per il Comune stesso e per i cittadini che in oltre 200.000 attendono lo svolgimento delle loro pratiche. Perplessità per quanto accaduto nelle parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà: “Non si può annullare un servizio di punto in bianco. Se si fossero fatti controlli e verifiche per tempo, si sarebbe potuto evitare di far finire per strada, senza tranquillità economica,  oltre 600 dipendenti. A rimetterci sono i lavoratori e le loro famiglie. In un momento così critico per la città di Roma e per i romani – prosegue Soldà – è una ulteriore dimostrazione che l’amministrazione capitolina falla da tutte le parti”. I progetti del sindaco Gianni Alemanno per il futuro gestionale, prevedono l’affidarsi ad un meccanismo totalmente nuovo, con una realtà che arrivi dal mercato. Il primo cittadino propone un tavolo per raggiungere una soluzione che auspicabilmente possa assorbire tutti i lavoratori, studiando forme alternative per mandare avanti le centinaia di migliaia di fascicoli arretrati. “Non sarà semplice – dichiara l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro –, le pratiche di condono hanno una storia. Nacquero affidate ai dipendenti civici, poi furono statalizzate e infine affidate alla Gemma. Abbiamo assistito, negli anni,  ad un depauperamento nelle competenze dell’amministrazione comunale che ha reso sempre meno motivati gli architetti, i geometri e i  periti impiegati. Se si è scelto di  svuotare l’amministrazione dallo svolgimento delle  pratiche di condono – conclude Soldà – ora tocca reimpostare e fare una virata verso una nuova gestione.  Non si possono improvvisare delle  personalità e delle professionalità”.

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Missione Puntoit negli Emirati Arabi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Ad Abu Dhabi dal 1 al 4 novembre la terza missione Puntoit negli Emirati Arabi. L’iniziativa rappresenta una nuova occasione per esplorare le potenzialità di collaborazione nel settore ICT ed un momento di confronto e di aggiornamento sulle politiche dei due paesi. “Lo scopo della terza missione di Puntoit ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi è di monitorare i progressi delle imprese del paese nell’alta tecnologia, nelle tlc, nell’industria dei contenuti e dei media, le iniziative in corso, ed i futuri progetti dei due paesi nel settore con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche nel campo dell’economia creativa e digitale (telecomunicazioni, media e ICT). La nuova visita di Puntoit ad Abu Dhabi rappresenta anche un’ occasione per valutare possibili accordi di partnership e progetti di collaborazione nel settore ICT e delle tlc. “Uno dei risultati di rilievo delle precedenti missioni di Puntoit è stata la nascita dell’Associazione Italia-Emirati Arabi, oggi presieduta da Luca Barbareschi, il cui obiettivo è lo sviluppo dei rapporti tra i due paesi. L’Associazione Italia-Emirati Arabi sta già lavorando a progetti importanti quali ad esempio quello con l’ospedale San Raffaele o con i produttori cinematografici” Gli Emirati Arabi rappresentano uno dei mercati internazionali maggiormente dinamici ed in forte sviluppo, sia per le potenzialità del mercato interno sia per la forte attrattiva che svolgono nei confronti di una vasta area geografica che dai paesi del golfo si estende fino all’India ed all’Africa del nord. (PUNTOIT)

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Il Mediterraneo ed i suoi mari raccontano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

La guerra ha trasformato l’Adriatico, una volta veneziano, bizantino, napoleonico, in un mare anche americano. La lezione che la tragedia dei balcani ci offre è che una vera pace non può darsi senza la formazione. E per dirla con Sturzo: “occorre una coscienza generale che dia la priorità ai diritti umani rispetto al diritto sovrano dello Stato”. Un concetto che trova un puntuale riscontro con le parole di Giovanni Paolo II “Solo quando una cultura dei diritti umani diventa parte integrante dell’umanità, si può guardare con serena fiducia al futuro”. Ed ancora lo Ionio e l’Egeo a parlarci una lingua diversa dove da vicino e da lontano si osservano i moti di una coscienza i quali si sottopongono in forme ambigue con una realtà così diversa dagli ideali predicati nel nome di una giustizia egualitaria e votata alla certezza del diritto nei suoi valori fondanti. E se ci richiamiamo ai diritti umani, nel vederli attuati, non possiamo più fare riferimento all’idea di Nazione-Stato, nella quale l’accento era posto nella rilevanza etnica, linguistica, culturale. L’Europa ha dato al mondo una grande speranza divenendo la culla delle utopie confidando in una grande organizzazione multiculturale in cui i principi giuridici, come ha scritto  Jürgen Habermas “siano interpretati dalla prospettiva delle diverse tradizioni nazionali e delle diverse storie nazionali.” Ma è anche il continente che non ha saputo, nei fatti, creare quella comunità politica garante di una convivenza, sulla base, non delle certificazioni etniche, di lingua e cultura, ma dei nuovi principi giuridici di carattere universalistico di cui era ed è idealmente portatrice e precorritrice. Ora la più grande speranza è quella che si giunga alla maturazione di una nuova autocoscienza politica europea per creare nei paesi dove più sensibili e continui sono i processi di emigrazione verso il Mediterraneo e il centro Europa, migliori condizioni economiche.

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