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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘ecosistema’

Halp entra a far parte dell’ecosistema Atlassian

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Atlassian ha annunciato ufficialmente di voler acquisire Halp, soluzione per il ticketing dedicata ai team e basato su Slack, partner dell’azienda australiana dal luglio del 2018.La messaggistica in tempo reale sta diventando sempre più diffusa sul posto di lavoro. Molti team diversi, da quelli DevOps a quelli HR, si affidano ad app di messaggistica come Slack per comunicare e portare a termine il proprio lavoro. E poiché Slack è la spina dorsale della loro cultura della collaborazione, più possono rimanere all’interno dell’app, senza passare a e-mail o altri strumenti, più possono mantenere il lavoro in uno stato di flusso.Halp trasforma Slack in una soluzione di help desk interno, che funziona per qualsiasi team che sul posto di lavoro invia richieste in ambito IT, sicurezza, legale, finanza e supporto, solo per citarne alcuni, tramite messaggistica. Aggiungendo Halp allo spazio di lavoro di Slack è possibile, ad esempio, utilizzare una semplice reazione emoji per trasformare qualsiasi messaggio in un ticket, che tiene traccia dell’avanzamento e degli esiti delle richieste in entrata. È un modo semplice per gestire il ticketing, che offre agli utenti la possibilità di configurare un flusso di lavoro personalizzato al di sotto di esso o semplicemente utilizzare l’impostazione predefinita. Halp garantisce che le richieste vengano instradate correttamente e facilita la pronta risoluzione proprio attraverso Slack.
Per i team che già utilizzano sofisticate soluzioni ITSM come Jira Service Desk, Halp si integra perfettamente per consentire agli utenti di sfruttare i flussi di lavoro strutturati che hanno già stabilito, anche se altri team dell’organizzazione dovessero preferire utilizzarlo da soli. Halp offre inoltre l’integrazione bidirezionale con Confluence, in modo che i team possano collegarlo alla propria knowledgebase.Atlassian è entusiasta di poter supportare la squadra di Halp, mentre continua nella sua missione di creare la migliore app nativa di messaggistica al mondo per gestire la gestione del ticketing. Gli utenti Halp potranno aspettarsi migliori e nuove integrazioni con Jira e Confluence. Atlassian si impegna a supportare anche i clienti di Microsoft Teams.
Le app di messaggistica hanno già migliorato il modo in cui lavorano i team e strumenti come Halp aumentano ulteriormente la produttività. I team operativi interni di Adobe, Home Depot, GitHub, Slack, ClassPass e di molte altre aziende utilizzano Halp ogni giorno. Per maggiori informazioni su questa soluzione è possibile visitare halp.com.
Atlassian è un’azienda australiana che realizza software per il team working, strumenti di collaboration, sviluppo e issue tracking con l’obiettivo di aiutare i team aziendali a lavorare insieme al meglio, per sprigionare tutto il loro potenziale. Propone una suite di software per la gestione agile dei processi di business, utilizzati da oltre 125.000 clienti nel mondo, – tra cui General Motors, Walmart Labs, Bank of America Merrill Lynch, Lyft, Verizon, Spotify e NASA – e sono particolarmente apprezzati perché possono essere integrati con ogni tipo di sistema, hanno alta configurabilità e dispongono di funzionalità estendibili.

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Verizon amplia l’ecosistema internazionale del 5G con un Lab e uno Studio 5G a Londra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Verizon ha aperto un nuovo laboratorio e uno studio di produzione 5G a Londra – la prima struttura abilitata per questo standard fuori dai confini statunitensi – a vantaggio del proprio business e dei propri clienti internazionali. Il Lab appena aperto ha sede presso l’ufficio Mid City Place di Verizon, nel centro di Londra, e offre un ambiente live abilitato per l’ecosistema 5G di Verizon, in cui le organizzazioni possono sviluppare e testare applicazioni ed esperienze 5G.I Lab 5G di Verizon sono progettati per offrire agli innovatori uno spazio per far crescere l’ecosistema 5G. Start-up, accademici, aziende e organizzazioni lavorano con Verizon all’interno dei suoi Lab per esplorare i confini di questo standard tecnologico, creare insieme nuove applicazioni e dispositivi e ripensare i limiti del possibile in un mondo 5G. I potenziali casi d’uso mirano a capire come veicoli a guida autonoma, smart community, assistenza sanitaria virtuale, smart manufacturing, IoT industriale, istruzione immersiva, realtà aumentata e realtà virtuale e gaming responsivo possano essere migliorati grazie alla velocità, alla larghezza di banda e alla bassa latenza del 5G.
Il London Lab di Verizon permette all’azienda di condividere la sua expertise e la sua competenza nella creazione di applicazioni abilitate per il 5G anche con aziende con sede al di fuori degli Stati Uniti. Inoltre le organizzazioni che visitano il Lab possono “toccare con mano” use case e progetti 5G e possono anche lavorare con il team di Verizon per sviluppare applicazioni abilitate per questo standard.Il London Lab mette in mostra una selezione di use case che utilizzano questa tecnologia in settori diversi, tra cui pubblicità e intrattenimento, istruzione, produzione, medicina, vendita al dettaglio, servizi pubblici e locali. Scendendo nel particolare è possibile osservare un centro di controllo mobile, un’esperienza di acquisto con realtà aumentata e scaffalature smart per la vendita al dettaglio, servizi intelligenti per la gestione delle risorse e per reinventare lo spazio di lavoro in ottica AR.Inoltre, ad aprile 2020, Verizon aprirà a Londra uno studio di produzione abilitato per il 5G che verrà integrato nella struttura del Lab. Lo studio offrirà uno spazio in cui i marchi gestiti da Verizon Media, nonché i suoi partner e clienti, potranno produrre contenuti 3D di qualità premium, comprese esperienze di realtà virtuale e aumentata, utilizzando strutture all’avanguardia come acquisizione volumetrica, motion capture e trasmissione AR. Lo studio sarà anche abilitato per lo standard 5G, fornendo alle aziende creative innovative uno spazio di incubazione per testare la creazione di contenuti che traggono vantaggio dalla capacità di questa tecnologia di trasmettere enormi quantità di dati quasi istantaneamente. Lo studio RYOT di Verizon Media ha già dimostrato la forza delle “storie” che utilizzano lo standard 5G sia per inserzionisti sia per i media, in occasione di eventi come il Climate Action Summit del 2019 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e la premiere di Star Wars – Rise of Skywalker.
Verizon gestisce altri 5G Lab negli Stati Uniti a New York, Washington D.C., Cambridge, MA, San José, California e Los Angeles. La società ha inoltre aperto un 5G First Responder Lab nella struttura di Los Angeles. Recentemente, Verizon insieme ad América Móvil, KT, Rogers, Telstra e Vodafone, ha anche annunciato il suo impegno per il 5G Future Forum, che mira ad accelerare la creazione di soluzioni 5G e mobile-edge computing in tutto il mondo.

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Il virus della follia che corrode la mente umana e inquina l’ecosistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 gennaio 2020

La storia dell’essere umano si può sintetizzare in due mitici personaggi: Abele e Caino. Il primo è il saggio amante della pace e privo di sentimenti antagonistici cruenti e l’altro è il suo opposto. Cosa possa aver germinato questa diversità non è facile diagnosticarlo. Il cervello, dove si suppone si forma la coscienza, è senza dubbio una “macchina” complessa e le cui funzioni non sembrano del tutto note alla scienza, per quanto siano stati fatti grandi progressi, in specie da un trentennio a questa parte. E’ che vi appare sempre più come un ponte di comando da dove partono tutti gli ordini e dotato di un apparato che proprio per le sue complesse funzioni mostra d’essere molto sensibile ai cambiamenti nel suo intreccio particolarmente vulnerabile.
Se in questa sede mi limito a quelle patologie che si richiamano alle malattie psichiatriche non vuol dire che non riconosca le diverse interdipendenze in atto che possono interagire con il male che ho considerato al centro della mia attenzione e restarvi integre o appena sfiorate, lasciandovi delle tracce labili. Sta di fatto che se noi vogliamo fissare un confine dobbiamo farlo coincidere necessariamente con l’estrema frontiera della scienza, forse la sua sfida finale, che è quella della “comprensione delle basi biologiche della coscienza e dei processi mentali che ci consentono di agire, di percepire, di apprendere o di ricordare”.
“Questi processi sono confinati in particolari regioni del sistema nervoso o rappresentano una proprietà globale che procede dall’intera struttura nervosa? E se i diversi processi mentali sono localizzati in singole regioni cerebrali, quali possono essere le proprietà che pongono in relazione le caratteristiche anatomiche e fisiologiche con i meccanismi specifici, di una certa regione, che essa mette in opera nel corpo della percezione, del pensiero o del movimento? E per approfondire meglio questi rapporti è opportuno condurre un esame globale della regione stessa o analizzare il comportamento delle sue singole cellule? In che modo i geni ne influenzano il condotta e per quali vie i processi dello sviluppo e dell’apprendimento regolano l’espressione genica delle cellule nervose?”
Il cervello, quindi, raccoglie in se una complessità di non facile lettura proprio per le sue svariatissime implicazioni che non a caso spinsero i neurologi della prima metà del XX secolo a considerare il sistema nervoso come una impenetrabile scatola nera e dalla quale ne trassero la convinzione che fosse impossibile ricavarne un’analisi obiettivamente validabile.
Ora di certo ne sappiamo di più ma non credo che tutto “l’universo cerebrale” sia stato scandagliato a dovere anche per via di taluni limiti posti dalla nostra stessa cultura scientifica tradizionale. Penso, ad esempio, ai poteri dell’inconscio collegabili alla psicologia, alla parapsicologia, allo spiritualismo e più in generale all’esoterismo il cui valore oggettivo ha motivo di mostrarsi di gran lunga superiore alla vasta e composita fenomenologia psichica. Dobbiamo probabilmente a quelli che con una certa fantasia sono stati chiamati “psiconauti” se oggi dobbiamo mettere in conto una svariata tipologia di procedimenti atti a scoprire leggi o costanti biopsicologiche di indiscusso valore universale, la cui violazione, a livello inconscio, può, su soggetti costituzionalmente predisposti, essere causa di profondi turbamenti e con il conseguente instaurarsi di conflitti interiori, di gravi neurosi e imponenti disturbi psicosomatici. I numerosi studiosi che vi hanno posto mano lo hanno fatto spesso per vie diverse e con angoli di visuale addirittura contrapposti e spesso unilaterali. Il fine era, comunque, comune. Essi tendevano alla conoscenza dell’essere umano nella sua totalità e a mettere in piena luce la sua vita psichica e le forme del suo comportamento. Tutto questo per cercare di capire se i tragici eventi di tutti i tempi che ci hanno portato a quelli odierni possono darci una logica spiegazione delle violenze perpetrate non solo a livello individuale ma di gruppi e di esseri umani che hanno raggiunto i vertici del potere e ne hanno fatto un uso “folle” provocando distruzioni e genocidi in nome di un primato della razza o in odio antisemitico. Tutto questo si richiama agli eventi odierni e alle violenze contro i propri simili che si ripropongono con una continuità sconcertante. Da qui la domanda: è follia? O cos’altro? (Riccardo Alfonso)

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Cerved Group lancia Cerved Money&GO

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

E’ una piattaforma fintech di cessione del credito commerciale totalmente digitale realizzata sfruttando al meglio le tecnologie più innovative e un vastissimo ecosistema di dati.
Con Cerved Money&GO le imprese e i finanziatori potranno contare su un “data lake” unico, composto da dati ufficiali, come bilanci, visure, protesti, dati immobiliari, elenco dei soci; dati forniti da Cerved Payline, un database di esperienze di pagamenti commerciali; dati “open” come gare e finanziamenti pubblici e molti altri ancora ottenuti analizzando le pagine web, i siti aziendali, i social network.
Per l’elaborazione di tutte queste informazioni e per il supporto ai processi di gestione del rischio, la piattaforma adotta una serie di tecnologie advanced analytics di ultima generazione, come algoritmi di machine learning e motori di ricerca semantica, mettendo a frutto le riconosciute competenze del Gruppo in materia di valutazione e controllo di tutto il ciclo di vita del credito.
I crediti ceduti dalle imprese sono acquistati da una società veicolo finanziata tramite un programma di cartolarizzazione realizzato ai sensi della Legge 130/99. Banca IMI – Intesa Sanpaolo e Banca Finint hanno realizzato la cartolarizzazione.
La Direzione Legale di Cerved e lo studio legale Bonelli Erede hanno prestato assistenza legale per la realizzazione del progetto; Bonelli Erede ha agito altresì come Transaction Counsel della cartolarizzazione.
“Crediamo che la tecnologia e la digitalizzazione applicate alla finanza e al credito siano una delle chiavi per attivare il potenziale economico italiano, fatto in larga parte di piccole imprese per le quali, a differenza di quelle più grandi, il credito non ha ripreso a crescere – commenta Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved – Cerved Money&GO è una piattaforma tecnologica di ultima generazione per l’acquisto di crediti commerciali che nasce proprio per soddisfare il bisogno di capitale circolante delle aziende ed è a disposizione delle banche e delle finanziarie che vorranno utilizzarla per servire in maniera efficiente e digitale i propri clienti”.

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Cambiamenti climatici e ricadute sull’ecosistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

“Da anni i Consorzi di bonifica sono sensori dei cambiamenti climatici in atto, dovendone affrontare, anche in questi giorni, le conseguenze. Per ciò, aderiamo con convinzione al primo #climatestrike organizzato internazionalmente dai giovani, condividendo il preoccupato monito del Presidente della Repubblica: siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Siamo orgogliosi che il logo ANBI sia stato accettato dagli organizzatori fra i partner dell’iniziativa ed abbiamo invitato tutti i Consorzi di bonifica italiani a condividere, venerdì 15 Marzo (#FridaysForFuture), con una significativa foto sui social, le motivazioni della protesta giovanile”: ad annunciarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Palmanova ad un workshop sul futuro della Bonifica, organizzato nell’ambito di un’azione cofinanziata dalla Commissione Europea.Dopo l’Emilia Romagna è, infatti, il Nordest a guardare con preoccupazione lo stato delle risorse idriche, considerando l’assenza di precipitazioni e lo scarso manto nevoso sulle montagne.
L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali (competente sui bacini dell’Adige, del Brenta-Bacchiglione, del Piave e del Tagliamento), riunitosi a Trento con una settimana d’anticipo a causa della situazione in atto, indica come i dati relativi ai serbatoi nivali (neve) ed al livello nei laghi di montagna segnalino una situazione non ancora critica, ma che va seguita con grande attenzione.
Nello specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43% rispetto alla media del periodo; quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18% e quelli del Piave sono al 27%.In Veneto, il lago di Pieve di Cadore è al 70% della sua capacità massima; il lago del Mis è al 62%, quello di Santa Croce è al 65%, mentre il bacino del Corlo è al 50%.“Alla luce di questi dati – commenta Andrea Crestani, Direttore di Anbi Veneto – l’Autorità definisce l’attuale scenario come livello di severità idrica bassa, poichè la domanda d’acqua è soddisfatta (la stagione delle irrigazioni deve ancora iniziare), ma gli indicatori mostrano un trend sfavorevole con assenza di precipitazioni e temperature troppo elevate .”“La vitale importanza dell’acqua trattenuta nei bacini – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è confermata anche dai dati del Friuli Venezia Giulia, dove la presenza delle riserve idriche dei laghi artificiali di Ravedis e Barcis garantisce una certa tranquillità. Per questo, ribadiamo la necessità di aprire i cantieri previsti dal Piano Nazionale Invasi, chiedendo al contempo il finanziamento di ulteriori progetti esecutivi, che i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno pronti. Diversa è la situazione nel bacino del fiume Isonzo, le cui caratteristiche idrologiche e la condizione transfrontaliera con la Slovenia sollecitano una sua infrastrutturazione per garantire disponibilità idrica costante alle campagne italiane.”“La sfida – conclude il Presidente di ANBI – è tenere unito il Paese, anche nella gestione idrica, per non perdere la sfida della competitività nel settore agroalimentare, che vale 45 miliardi di export, l’86% del quale è irriguo, perché senza disponibilità d’acqua non c’è qualità agricola.”

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L’ecosistema dei pagamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Negli ultimi anni, l’evoluzione dei pagamenti ha vissuto una notevole accelerazione. Nel 2017, abbiamo raggiunto un momento cruciale, quando i pagamenti elettronici hanno superato i pagamenti in contanti a livello mondiale per la prima volta. Le carte hanno conosciuto un notevole sviluppo negli ultimi anni: un tempo, per esempio, non erano elettroniche e il negoziante tramite dispositivi manuali trasferiva su voucher cartacei l’impronta dei dati della carta e chiedeva autorizzazione telefonica; successivamente la carta si è dotata di una banda magnetica da strisciare nei Pos. Oggi, alle carte con banda magnetica, si sono aggiunte le carte col microchip da inserire nel terminale, e le cosiddette contactless che basta avvicinare al terminale e digitare il PIN e la transazione è effettuata. Ma anche questo non è un punto di arrivo, ma di passaggio: la carta si sta trasformando in un Token, con un alias che cambia ogni volta con la generazione di un codice numerico, il POS semplicemente, si sta integrando con il cellulare. La carta di domani, dematerializzata e in connessione con sistemi di IOT (Internet of Things), potrà essere nel frigorifero che fa la spesa da solo, nel decoder della TV che acquista la mia serie preferita, nelle auto che non soltanto pagheranno l’autostrada ma anche la benzina, nel contatore di luce e gas, etc. Quello che vogliamo far sparire è l’esperienza negativa insita in ogni acquisto, cioè il momento del pagamento.

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Dossier Ecosistema Scuola nel Lazio 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

In collaborazione con il TGR Lazio, Legambiente Lazio ha presentato i risultati del dossier Ecosistema Scuola nel Lazio 2018. Ecosistema Scuola è il rapporto sulla qualità degli edifici scolastici, giunto alla XIX Edizione nazionale, realizzato con i dati inviati dagli enti comunali. Da anni Roma Capitale non invia dati sufficienti a valutare lo stato di salute delle proprie scuole pertanto, in questa edizione Legambiente Lazio ha utilizzato i dati dell’anagrafe edilizia del MIUR, tenendo in considerazione la sismicità, l’agibilità, il collaudo statico, la presenza di un piano d’emergenza ma anche le energie rinnovabili e le barriere architettoniche. 3.128 sono gli istituti del Lazio che hanno compilato l’anagrafe MIUR.
In tutto il Lazio l’82,6% degli edifici scolastici mappati non ha un certificato di agibilità, il 67,1% non ha certificato di collaudo statico, il 78.9 % non ha un certificato di prevenzione incendi, solo il 6.5% ha un certificato di nulla osta provvisorio di prevenzione incendi e solo il 5.8% ha un certificato di collaudo degli impianti di spegnimento. Inoltre solo il 78.8 % possiede il documento di valutazione del rischio e il piano d’emergenza è presente nel 74.4% degli istituti. Sono appena la metà, il 51.8%, gli edifici che adottano accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici e sul fronte rinnovabili il 32.7% dispongono di pannelli solari, il 67.8% utilizza metano per il riscaldamento mentre il 12,2% gasolio. Sul versante barriere architettoniche e accessibilità, il 70,9% degli edifici presenta accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche, il 57.8% è dotato di rampe per l’accesso, il 25.9,% di ascensori per disabili, l’8.4% di piattaforma elevatrice, il 45,5% di servizi igienici per disabili, il 34.9% di percorsi interni dedicati e il 26,2% di percorsi esterni dedicati.“Il nostro dossier, realizzato con dati MIUR del catasto edilizia scolastica, ci mette di fronte a un quadro a dir poco sconsolante, con la quasi totalità delle scuole del Lazio che non ha certificati di agibilità, antisismici, antincendio ed emerge ancor più grave la condizione delle scuole di Roma dove aumentano ulteriormente gli istituti che non sono dotati dei nulla osta fondamentali – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Il cambio di clima mette tutti di fronte a nuove sfide per la sicurezza della collettività, lo abbiamo visto con gli eventi climatici delle scorse ore e lo vediamo sempre più di frequente con giornate che purtroppo stanno diventando ordinarie: in questo contesto bisogna garantire la sicurezza negli edifici pubblici, a partire proprio dall’enorme patrimonio edilizio scolastico. Pensando alla situazione di Roma ci si trova di fronte a una condizione ancor più preoccupante, tenendo anche in considerazione che il Comune non riesce da anni a fornire dati necessari alla valutazione del nostro dossier nazionale. È evidente che se, come in questo caso, non si ha contezza delle problematiche e dello stato dell’arte, non si può fare nulla per migliorare l’ambiente scolastico e infatti, di fronte a un patrimonio immobiliare romano vecchio e ancora assolutamente carente, su 11.604 interventi finanziati in Italia solo lo 0,4% riguarda edifici scolastici della capitale. Una scarsa capacità di accedere a finanziamenti cui segue un ulteriore difficoltà a portare a termine i lavori in tempi stretti; al contrario c’è bisogno di tanti interventi, urgenti e risolutivi per l’efficentamento energetico, la sicurezza e l’ammodernamento dell’enorme patrimonio delle scuole, sia a Roma che in tutto il Lazio”.

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Robotica e Scienze della Vita nell’ecosistema dell’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Roma dal 16 al 18 aprile presso l’Ateneo e in Campidoglio. Alla dodicesima edizione collaborano Lazio Innova (main partner), TIM, Olivetti, Enea, MSD Italia, Unindustria, Masmec e Inail. Tra i media partner Radio Rai 1 e Studenti. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di Roma Capitale, Assessorato Roma Semplice, Regione Lazio e Ambasciata americana in Italia.
Giunta alla sua dodicesima edizione, la RomeCup conferma la formula di successo del multi evento: area convegnistica con conferenze, talk interattivi e di orientamento per le scuole e contest creativi universitari; area espositiva con prototipi realizzati da studenti, centri di ricerca, università, aziende e startup; laboratori e competizioni di robotica con selezione delle squadre italiane che parteciperanno ai mondiali di robotica in Canada (Robocup Junior).
Per la prima volta, con il contributo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, la RomeCup propone un focus su scienze della vita, robotica e innovazione, coinvolgendo la filiera produttiva delle bioscienze, uno dei comparti di eccellenza dell’economia laziale. In collaborazione con Lazio Innova, l’evento Strategy Digilife Workout coinvolge Pmi e grandi aziende, start up innovative, spin-off, università, centri di ricerca, ospedali, centri di cura e scuole in una sfida di open innovation per stimolare un dialogo creativo e strategico tra i diversi attori e mettere a fattor comune risorse ed eccellenze del settore.
Nel 2017 hanno partecipato alla RomeCup 142 team di studenti, provenienti da 16 regioni italiane e 2 paesi europei. Oltre 3.500 i visitatori dell’area espositiva e dei laboratori didattici. 25 i relatori che hanno animato conferenze, tavole rotonde e talk interattivi. Per l’edizione 2018 sono previsti oltre 5.000 visitatori. All’iniziativa intervengono l’Università Sapienza di Roma, l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e l’Istituto di Bio-Robotica dell’Università Sant’Anna di Pisa. In connessione con la RomeCup 2018 i progetti Make:Learn:Share:Europe (Erasmus+), Mathisis (Horizon 2020) e Mix User Experience – MUX in collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni. http://www.mondodigitale.org

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Trivelle nel salentino e danni all’ecosistema

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

trivelle“Basta prevaricazioni e colpi mortali all’economia, alla natura e all’ecosistema del Salento e alla Puglia. Non accetteremo passivamente nuove decisioni assunte dal Governo sulla testa e a scapito del nostro territorio, ci opporremo con ogni mezzo alle trivelle e ad ogni altro metodo di ricerca di idrocarburi a ridosso della costa salentina e a danno del turismo e dell’ecosistema marino. Il Governo deve rivedere e riformulare la valutazione di impatto ambientale con cui avrebbe dato parere positivo al progetto di una società statunitense per la ricerca di idrocarburi a 13 km dalla costa di S. Maria di Leuca”.
È quanto afferma l’On. Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera che sull’argomento ha presentato una interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente e ne ha anche chiesto l’audizione nella competente Commissione della Camera.”Dopo la pessima gestione della questione Xylella che ha portato alla distruzione del settore olivicolo salentino, dopo il taglio dei trasporti, dopo il blocco dei cantieri e delle infrastrutture (vedi la statale 275 Maglie – Leuca) al Salento resta solo il mare e nonostante questo, da solo, sta trainando il PIL turistico pugliese facendolo crescere in modo esponenziale proprio grazie alla natura incontaminata che attira decine di migliaia di turisti. Ora anche quello ci viene minacciato. Chiediamo al Governo di rivedere le sue decisioni, di sapere precisamente quante sono le richieste ed i progetti di prospezioni autorizzati e giacenti e alla Regione di opporsi con ogni mezzo ad un progetto che andrebbe a distruggere fondali incontaminati mettendo a rischio anche specie animali protette. Non più di un anno fa i Sindaci e la popolazione salentina mostrarono tutta la loro contrarietà arrivando anche allo sciopero della fame. E anche adesso – conclude – ci opporremo con ogni mezzo alla prevaricazione dei territori ed alla distruzione della nostra natura e del nostro mare”.

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In canoa sul Tevere

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

in canoa sul tevereRoma 1 Maggio Ore 14 e 30 centinaia di canoisti ed escursionisti stranieri dalla Francia, Germania, Olanda, Svezia, Austria, Danimarca, Olanda, Svizzera ed italiani arriveranno sotto Castel Sant’Angelo.
Crosti: “Scenderanno il fiume Tevere diversi partecipanti da tutta Europa a dimostrazione di come un fiume Tevere “sano” possa essere una importante risorsa ecosistemica legata all’ecoturismo”.
Mentre più di 200 canoisti attraverseranno in corteo il Tevere, negli stessi momenti passeranno lungo le sponde anche i ciclisti e gli escursionisti. Immagini che rimarranno scolpite nella memoria di tutti. Oggi canoisti, escursionisti e ciclisti hanno lasciato l’Umbria e stanno raggiungendo Ponte Felice nei pressi di Civita Castellana e Ponzano Romano.“Stanno arrivando anche dalla Francia per partecipare alla fase conclusiva della traversata del Tevere. Un gruppo numericamente importante di canoisti ed escursionisti è partito dalla Francia – ha dichiarato l’ideatore della traversata, Roberto Crosti – per aggregarsi a noi lungo il percorso. In questo momento abbiamo tanti stranieri provenienti dalla Danimarca, Svezia, Austria, Germania, Olanda, almeno 60 e più di 200 sono i canoisti che stanno partecipando alla traversata del Tevere iniziata il 23 Aprile da Città di Castello. A tutti loro si sono aggiunti gli appassionati di bici e dell’escursionismo a piedi. Abbiamo famiglie, anziani e bambini. Tutti pronti a fare domani ingresso nel Lazio. Ormai siamo a pochi giorni dall’arrivo a Roma e sarà spettacolare vedere centinaia di canoe attraversare il fiume della Capitale ed in contemporanea sulle sponde gli escursionisti e le tante biciclette. Sarà un’immagine di Roma davvero irripetibile anche per la roma10stampa. Stiamo raccontando il territorio e lo stiamo facendo in compagnia degli esperti Aigae, grazie ai quali abbiamo visto borghi, siti ecomusei lungo il Tevere. Il 25 sera per celebrare il bicentenario della pubblicazione del libro di Goethe “Viaggio in Italia”, abbiamo realizzato una cena sulla base delle preferenze alimentari del grande scrittore tedesco che ha raccontato l’Italia passando per l’Umbria. La Discesa Internazionale del Tevere, in canoa, a piedi, in bici o in pagaia, è un evento itinerante di conoscenza del territorio dall’Umbria, regione inoltre colpita dal terremoto a Roma. Durante il percorso, infatti, stiamo visitando luoghi storici ed abbiamo cenato consumando prodotti del territorio e spesso, quindi, legumi tradizionali, olio locale, pane macinato da mulini storici, pasta di grano antico, vigneti DOC, birre artigianali. La Discesa è anche una manifestazione che vieta l’utilizzo di plastica monouso ed utilizza posate e stoviglie eco-compostabili producendo per le cene in comune solo “rifiuti compostabili al 100%” favorendo così anche l’economia circolare, utilizzando stoviglie compostabili e bicchieri in alluminio riciclato promuove comportamenti sostenibili e di conservazione dell’ecosistema fluviale. Ecco come attraverso l’attività outdoor sia possibile conoscere le numerose realtà del territorio”.
A guidare i canoisti anche nell’attraversamento di Roma sarà la Guida Ambientale Escursionistica Aigae, Dario Fulgenzi.

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Terza edizione di Stealth Day

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

porta nuova milanoMilano. Il prossimo 22 febbraio, nella splendida cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, si tiene la terza edizione di Stealth Day, l’evento annuale che Dedagroup dedica all’ecosistema di aziende della moda e del lusso e alle loro esperienze con la piattaforma Stealth. Anche quest’anno sul palco dell’evento si avvicenderanno le testimonianze dei principali marchi del lusso, a testimonianza di come lo Stealth Day si sia ormai affermato come un appuntamento imperdibile per i responsabili del settore, oltre che un’occasione per confrontarsi e rimanere aggiornati sui temi che interessano l’attuale mercato del fashion e il legame sempre più stretto con l’ICT.Introdotte da Mimmo Solida, CEO della neonata Dedagroup Stealth, le testimonianze dei clienti Missoni, Versace e Fendi, che si confronteranno sul tema centrale di questa edizione: il governo del dato lungo l’intera catena del valore a supporto della crescita e dell’espansione.Una serie di contributi eccellenti che si focalizzeranno, inoltre, su come abilitare nuovi modelli di business omnichannel, in grado di adattarsi alle mutate condizioni di mercato e di innovare le relazioni con la filiera e il consumatore finale, una delle tematiche che emergono con maggior forza nell’ambito dell’industria della moda e del lusso.“Stealth Day rappresenta un’opportunità sempre più importante per un confronto ad ampio respiro sul mondo del fashion e del lusso”, spiega Mimmo Solida. “Non solamente una giornata dedicata a Stealth, ma la chiamata a raccolta di un ricco ecosistema di clienti, partner ed esperti del settore, che discuteranno dell’evoluzione del retail, delle strategie omnichannel e dell’approccio Industry 4.0 nel Fashion”.Ampio spazio verrà quindi dato all’analisi degli scenari internazionali, dei trend 2017 nel settore della moda e come questi ultimi potranno influenzare gli investimenti in tecnologia delle aziende, grazie anche al prezioso contributo di Stefano Spiniello, Technology Director PWC, e Chris Field, Retail Analyst e Direttore Generale di Fieldworks Marketing.L’internazionalizzazione, una delle direttrici fondamentali dello sviluppo di Dedagroup in generale e di Dedagroup Stealth in particolare, sarà al centro anche degli interventi rispettivamente di Gianni Camisa, CEO di Dedagroup e di Luca Tonello, Sales Executive & Channel Manager di Dedagroup. A chiusura dell’appuntamento una tavola rotonda sullo Stealth Ecosystem vedrà dialogare Centric Software, Cisco, E-Fashion Software, Informatica, Kubix, Oracle e Temera sul valore dell’integrazione tra Stealth e le soluzioni dei partner, capaci di soddisfare i bisogni specifici dei clienti e di essere integrate in un ecosistema che generi valore per l’azienda.

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Ecosistema Urbano 2016, nel Lazio peggiorano Roma e Frosinone scendendo alle posizioni 85 e 103, Latina al 71° posto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

lazioEcosistema Urbano giunge alla XXIII edizione con nuovi peggioramenti nella graduatoria generale per le città laziali: Roma scende al 85° posto (dal 83° del 2015), Frosinone dal 94° al 103°, penultimo complessivo. Latina solo sale dal 85° posto al 71°.
Anche quest‘anno il rapporto di Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca AmbienteItalia e la collaborazione editoriale del Sole24ore, mostra delle graduatorie dove le città del Lazio, in particolare la capitale e il capoluogo ciociaro, continuano a peggiorare il loro posizionamento rispetto al resto dei capoluoghi italiani. Le classifiche sono redatte in base a indici sulla qualità dell‘aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), rifiuti (produzione e raccolta differenziata), trasporto pubblico (il primo sull‘offerta, il secondo sull‘uso che ne fa la popolazione), mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), e altro ancora.
“Le città del Lazio continuano a peggiorare nelle graduatorie di Ecosistema Urbano, e Roma è troppo spesso in fondo alle classifiche su mobilità, acqua, rifiuti e qualità dell’aria – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – Nella capitale, oltre le polveri sottili, è allarmante anche la presenza di biossidi di azoto nell’aria con una media annua superiore a quasi tutti capoluoghi, continua ad essere scarsa la qualità del ciclo dei rifiuti certamente troppo lontano dall’essere considerato virtuoso; stentano poi a decollare le proposte di mobilità alternativa all’auto privata con un’indice di ciclabilità molto basso, una forte presenza di auto circolanti e scarse politiche di rilancio del trasporto pubblico, dalle ciclabili alle preferenziali alle nuove linee tramviarie, ci sono tante dinamiche da avviare. Nel resto dei capoluoghi del Lazio spicca Frosinone come la peggiore città per PM10 nell’aria e segnaliamo anche un’allarmante dispersione idrica delle acque potabili sia a Latina che nel capoluogo ciociaro dove quasi tre quarti della risorsa idrica si perde in reti colabrodo. Bisogna fare passi da giganti per imprimere alle città del Lazio una nuova dinamica virtuosa in termini ambientali e di qualità della vita per i propri cittadini e ci rivolgiamo ai sindaci per aprire tavoli di confronto e azioni concrete, atte a migliorare la condizione”.Per la qualità dell’aria pessimo risultato per Roma con il 92° posto (su 95) per la presenza di Biossido di azoto No2 per valore medio annuo pari a 49,4 e ancor peggiore quello di Frosinone all’ultimo posto per la presenza nell’aria di PM10 in valori medi annui pari a 41,5 microgrammi per metro cubo di aria. Nella graduatoria dei consumi idrici la capitale al 77° posto con 165,2 l/ab/giorno e in quella della dispersione nelle reti idriche colabrodo Roma perde il 44,4% dell’acqua immessa, Latina il 67% e Frosinone addirittura il 75,4%. Per il ciclo dei rifiuti emergono negativamente i dati di Roma al 82° posto per produzione procapite con 593,7 kg/anno/abitante e Frosinone con 575,5 ma ancor peggio va sul fronte della percentuale di raccolta differenziata con Roma ferma al 41,2%, Latina al 31,6%, Rieti al 21,1% e Frosinone addirittura al 18,1%. Nel settore dei trasporti, a fronte di un gran numero di passeggeri trasportati annualmente nel trasporto pubblico a Roma sono ancora troppi gli spostamenti su mezzo privato con il 53% del totale e alto è anche il numero di 61 auto ogni 100, solo 0,14 mq per abitante di superfici pedonali e il 77° posto per indice di ciclabilità, ancor peggio Rieti con 70 auto ogni 100 abitanti e Frosinone con 74.

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Italia Startup e le associazioni europee fanno il punto sul settore

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

Piazzale Carlo Magno milanoMilano Martedì 17 Marzo 2015 dalle ore 11 alle ore 13 GEC 2015 – Milano Congressi Piazzale Carlo Magno, 1 entrata da via Spinola. Italia Startup, l’Associazione che rappresenta l’ecosistema italiano connesso alle giovani imprese innovative, sarà presente al GEC Milano 2015 con un workshop dal titolo “European startups ecosystems and national associations: benchmark, models and perspectives”. L’evento è dedicato al confronto tra quattro ecosistemi nazionali di startup da parte delle associazioni di riferimento, in particolare quella italiana, francese, spagnola e tedesca. Durante l’incontro verrà presentato l’aggiornamento di “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who”, la mappatura dettagliata del settore, svolta con gli Osservatori del Politecnico di Milano, in collaborazione con Smau e con il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico. A seguire una tavola rotonda sui modelli associativi dei quattro Paesi: struttura delle basi associative, policy nazionali, servizi disponibili ai soci e ai rispettivi ecosistemi. Programma Introduzione: Marco Bicocchi Pichi, Consigliere e Delegato Internazionalizzazione di Italia Startup
Presentazione degli ecosistemi startup nazionali:
Per l’Italia: Andrea Rangone, membro del Board di Italia Startup e Responsabile dell’Osservatorio Startup Hi-Tech della School of Management del Politecnico di Milano
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley
Tavola rotonda delle Associazioni Nazionali Europee di Startup sui modelli associativi dei tre Paesi:
Per l’Italia: Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup
Per la Francia: Virginie Lambert Ferry, France Digitale
Per la Germania: Christian Miele, membro del Board di German Startups Association
Per la Spagna: Carmen Bermejo, Tetuan Valley

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Webank sceglie Clearvale Enterprise

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Redwood City, Calif. BroadVision (Nasdaq: BVSN) (www.broadvision.com), l’azienda, pioniera nell’e-business e nelle soluzioni di enterprise social networking, annuncia oggi la sua collaborazione con Webank (www.webank.it). Webank, la banca del Gruppo Bipiemme con più di 10 anni di esperienza nell’online, innovatrice nel mondo dei social media, ha selezionato Clearvale Enterprise per creare un ecosistema Web 2.0 per realizzare sia scenari di Social Intranet che iniziative di Social CRM. L’Ecosistema Clearvale Enterprise permetterà a Webank di creare diversi network pubblici e privati per dipendenti, collaboratori e clienti. I network, gestiti in Cloud Computing, sono interconnessi fra loro permettendo agli utenti di condividere informazioni e contenuti in diversi formati ed a più livelli.Su Webank: Siamo nati nel 1999 come servizio captive per le banche del Gruppo Bipiemme e oggi siamo una banca diretta, tra i leader di mercato, dedicata a coloro che hanno scelto di intrattenere con la propria banca un rapporto esclusivamente via web. La nostra storia coincide con la storia di internet in Italia, ne abbiamo seguito l’evoluzione e la maturazione rivedendo in varie occasioni le modalità di interazione con i nostri clienti.Su BroadVision: Innovando dal 1993, BroadVision (Nasdaq:BVSN) è un fornitore di e-business e di soluzioni di social networking per le aziende che desiderano migliorare i propri processi online attraverso il coinvolgimento e la partecipazione in ambito Social Web. Le nostre soluzioni – inclusa Clearvale, la prima Rete delle Reti sociali per le aziende – supportano applicazioni mission-critical per molte aziende in tutto il mondo, quali Baker Hughes, Canon, W.W. Grainger, Hilti, Iberia, Indian Railways Catering and Tourism Company, SINA, Sony, U.S. Navy, Vodafone, Xerox. Per maggiori dettagli vai su http://www.BroadVision.com.

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La catena alimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

Un interessante saggio edito dalla Fidest qualche anno fa era incentrato sulle ragioni che possono spingere gli esseri umani ad uccidere i propri simili e le altre specie viventi e a distruggere sistematicamente l’ecosistema. Due furono le tesi sostenute. La prima fu che essendo l’uomo al vertice della catena alimentare occorresse un elemento di autodistruzione controllato che ne limitasse la prolificità. In natura, infatti, questo equilibrio tra specie diverse è proprio stabilito dalla legge della sopravvivenza uccidendo le specie meno dotate. La seconda ipotesi si allacciava alla prima ipotizzando la possibilità che esistesse una programmazione controllata che partisse dal codice genetico e si concretizzasse invertendo i valori etici. In altre parole per questi soggetti il concetto di morale era capovolto. Per essi era morale uccidere e non viceversa. Ciò potrebbe spiegare come la maggior parte degli esseri viventi non uccide e non ha mai ucciso, mentre per una, sia pur limitata, componente è l’esatto contrario. Vi sono state poi delle varianti culturali richiamate dalle grandi figure filosofiche da Platone in poi (vedasi la Repubblica Ideale) dove, ad esempio, la guerra è considerata il fatto fondamentale della vita politica e tanto che sia Platone sia Aristotele non escludevano la presenza permanente della letalità militare. Riflessione che è stata ripresa sia da Macchiavelli sia Thomas Hobbes nel Leviatano e ancora da John Locke nei “Due trattati del governo”. Jean-Jacques Rosseau nel suo “Contratto sociale” fu ancora più esplicito affermando che “Quando il principe gli dice: “Occorre allo stato che tu muoia, egli deve morire; perché (…) la sua vita non è più soltanto un beneficio della natura, ma un dono condizionale dello Stato.” Che dire poi quando l’atto di uccidere diventa il motivo conduttore per la nascita di una grande nazione? E’ la storia degli Stati Uniti. Si impose l’integrazione nazionale con una guerra civile uccidendo circa 75mila confederati e 140mila dell’Unione e altre morti si ebbero per il controllo delle Hawai, di Puerto Rico, Guam e Filippine e via di questo passo, ma con un crescendo impressionante. Oggi gli Stati Uniti hanno accresciuto la loro capacità ad uccidere sino ad abbracciare il mondo intero. Dispone di un milione e mezzo di uomini e donne in armi e di 23mila pianificatori del Pentagono che costituiscono la punta di diamante di una macchina di guerra tra le più avanzate nel mondo. E non è ancora tutto. A livello tecnologico la forza d’uccidere si è affinata oltremodo concependola dall’ingegno umano tanto che taluni scienziati paventano la possibilità che si possa creare un virus letale per ridurre la popolazione mondiale. E intanto già si lasciano morire nel mondo milioni di bambini per denutrizione e mancanza di assistenza sanitaria. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ecosistema Urbano 2010: dati giusti

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

I dati e la classifica di Ecosistema Urbano di Legambiente non sono affatto sbagliati né tanto meno ideologici, sono semplicemente dati, peraltro tutti forniti da fonti comunali o comunque istituzionali.  Viste le pretestuose polemiche, ecco in sintesi i dati già forniti nelle scorse ore. La Capitale peggiora per l’inquinamento atmosferico da ossidi di azoto (sia in termini assoluti, da 51,9 a 54,4 microgrammi per metro cubo considerando la media annuale tra tutte le stazioni di monitoraggio che per posizione in classifica dal 78° all’81° posto della classifica nazionale) e per l’ozono (passando dal 29° al 33° posto), mentre per le polveri sottili risale la classifica, dal 64° al 59° posto. Le auto risultano in crescita (da 70 a 71 auto ogni 100 abitanti), mentre rimane il primato nazionale tra le metropoli per il parametro dell’uso del trasporto pubblico (541 viaggi/abitante/anno) e il secondo posto per quello dell’offerta (65 km/vettura/abitanti/anno), che rimane però fermo allo stesso dato dello scorso anno. Sul fronte rifiuti, la produzione procapite resta molto alta, nonostante la crisi economica (641,7 kg/ab/anno), mentre la raccolta differenziata resta quasi ferma al palo con il 19,5% (l’azienda ha poi comunicato il 20,7%), facendo comunque perdere posti in classifica alla Capitale dal 70° al 78° posto. La Capitale si aggiudica la maglia nera a livello italiano per i consumi elettrici domestici procapite con 1.403 kWh per abitante (100° posto in classifica) e rimane a fondo classifica per i consumi idrici (234,3 litri per abitante al giorno) e per la quota di imprese con certificazione Iso 14001 presente nella provincia (1,39 con indice su 1.000 imprese censite). Peggiora per le perdite di rete dal 25% al 27% (dal 29° al 38° posto) ed è stabile per la depurazione al 97%. Una sottolineatura a parte merita il capitolo delle energie rinnovabili, dove Roma non fornisce nemmeno i dati per il solare termico e fotovoltaico, segno di una grave sottovalutazione e di un imperdonabile ritardo che si va cronicizzando. Spicca in positivo per per gli ettari comunali di superficie verde (3.644 mq aree verdi su ettari superficie urbana), anche se il verde fruibile (esclusi parchi e aree protette) rimane a 12,38 metri quadri per abitante. Per questi e non altri motivi purtroppo Roma, con un punteggio del 45,78% (il 49,36% è la media nazionale), si è piazzata al 75° posto nella classifica della XVII edizione del rapporto “Ecosistema Urbano” (mentre la scorsa edizione era al 62°) perdendo 13 posizioni. Spiace verificare che di là delle inutili polemiche non arrivino risposte nel merito che sarebbero più utili per rendere Roma più bella e vivibile, come tutti i cittadini si auspicano avvenga.

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Roma: ecosistema urbano

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

«Sono pienamente d’accordo con quanto dichiarato oggi da Lorenzo Parlati presidente di Legambiente Lazio sulle pagine del Corriere della Sera. I dati sono dati. C’è un piccolo particolare però: quelli di Legambiente sono sbagliati.. Per la prima volta nella storia della Capitale, siamo ampiamente sotto al limite imposto dall’Unione Europa dei 35 superamenti annuali (la centralità che al 18 ottobre ha fatto registrare più superamenti è Cinecittà con 25). Nel 2009 si sono registrati il 47% di sforamenti in meno rispetto al 2007, un dato addirittura migliorato quest’anno. Al 18 ottobre 2010 Roma registra il 72% di sforamenti in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. Una differenza impressionante (161 sforamenti complessivi nel 2010 a fronte di 565 sforamenti del 2007). Nel dettaglio, questo è il confronto tra il 18 ottobre 2007 e il 18 ottobre 2010, secondo gli unici dati ufficiali che vengono forniti dalle centraline Arpa:
Arenula 61 sforamenti nel 2007 – 10 sforamenti nel 2010;
Preneste 59 sforamenti nel 2007 – 23 sforamenti nel 2010;
Francia 81 sforamenti nel 2007 – 24 sforamenti nel 2010;
Cinecittà 45 sforamenti nel 2007 – 25 sforamenti nel 2010;
Villa Ada 19 sforamenti nel 2007 – 4 sforamenti nel 2010;
Fermi 75 sforamenti nel 2007, – 20 sforamenti nel 2010;
Bufalotta 32 sforamenti nel 2007, – 3 sforamenti nel 2010;
Tiburtina 87 sforamenti nel 2007, – 25 sforamenti nel 2010;
Magna Grecia 60 sforamenti nel 2007 – 12 sforamenti nel 2010,
Cipro 46 sforamenti nel 2007, 14 sforamenti nel 2010.

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Lazio: Ecosistema Rischio 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Roma 22 ottobre, al Ponte “Ugo Forno” sull’Aniene sulla pista ciclabile che costeggia l’Aniene, nel tratto sul lato di via Salaria. È il Lazio la sesta tappa di “Operazione fiumi 2010”, la campagna di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata alla prevenzione di frane e alluvioni, realizzata con il Patrocinio dell’Anci e in collaborazione con gli scouts dell’Agesci e del Cngei, l’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco in Congedo e la Protezione Civile della Regione Marche e della Regione Siciliana.  La campagna itinerante di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile incontrerà nelle piazze i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie per spiegare, attraverso una mostra appositamente allestita e un percorso ludico-didattico organizzato con giochi e altre attività, cosa fare per ridurre il pericolo di frane e alluvioni e come comportarsi correttamente per mettersi in salvo in caso di emergenza. Purtroppo, infatti, l’Italia è caratterizzata da un territorio in cui il rischio idrogeologico è capillarmente diffuso. Non a caso dal 1900 ad oggi, proprio a causa del dissesto idrogeologico, nel Belpaese abbiamo contato 10 mila tra vittime, feriti e dispersi e si sono verificati ben 480 mila fenomeni franosi. Non solo informazione, ma anche azioni concrete di manutenzione dei corsi d’acqua, con una giornata di volontariato attivo che coinvolgerà i cittadini nella pulizia degli argini dei fiumi Aniene da rifiuti più o meno ingombranti. “Operazione fiumi 2010” attraverserà l’Italia da Nord a Sud, passando per undici Regioni, anche per monitorare le attività che gli oltre 5.000 Comuni a rischio idrogeologico hanno messo in campo per la sicurezza dei cittadini e del territorio contro frane e alluvioni. E con i risultati di “Ecosistema rischio” sarà realizzata una vera e propria classifica dello stato di sicurezza dei comuni, per sollecitare interventi e soluzioni di fronte a lentezze e inadempienze, ma anche per valorizzare gli esempi più meritori.
Sabato 23 ottobre, la campagna proseguirà le attività sul Fiume Farfa, con una tappa a Montopoli di Sabina (Rieti), con iniziative per le scuole ed una tavola rotonda dal titolo: “Un patto di fiume per il Farfa”,

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Fiom: Giornate di azione globale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Roma 16 ottobre ore 15.00 Piazza della Repubblica manifestazione nazionale FIOM L’obiettivo è quello di continuare a rafforzare la costruzione di un Movimento Mondiale per la giustizia ambientale e sociale, per affrontare la difficile sfida posta dalle crisi, climatica, economica, energetica, alimentare, finanziaria e migratoria, che colpiscono ormai miliardi di esseri umani e l’intero ecosistema Terra. Impegnarsi in tutto il paese per impedire le privatizzazioni dei beni comuni, a partire dalla battaglia per l’acqua pubblica, denunciare ed evitare lo scempio di molti territori, avvelenati o vittime di opere faraoniche inutili per gli italiani e le italiane, come il ponte sullo stretto, il treno ad alta velocità in val di Susa o la base militare statunitense in centro città di Vicenza, solo per citarne qualcuna. Rigas sarà impegnata anche per chiedere la costituzione di un Tribunale sulla Giustizia Climatica e soprattutto porta avanti le campagne e le attività in vista di Cancun, Messico, dove il prossimo fine novembre la COP 16 e tutti i Governi della Terra si riuniranno per affrontare la più grave minaccia planetaria: i cambiamenti climatici. Il fallimento del COP 15 lo scorso dicembre a Copenaghen, rappresenta un monito ed un invito all’azione per tutti gli abitanti del pianeta Terra affinché si mobilitino per impedire l’ennesimo fallimento della governance globale, ormai incapace dentro questa cornice di affrontare e risolvere la crisi ecologica. Solo i popoli della Terra possono mettere in moto la spinta per costringere i governi a cambiare, prima che sia troppo tardi.

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Inchiesta centrale Enel Porto Tolle

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2010

“L’inchiesta in questione non è altro che l’ennesima conferma di quanto la centrale di Porto Tolle sia non solo dannosa  per l’ecosistema ma anche per la salute umana”. Così Alberto Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, ha commentato la notizia dell’accertamento tecnico disposto dal sostituto procuratore di Rovigo Manuela Fasolato sulle malattie respiratorie dei bambini dei comuni compresi nel raggio di 25 chilometri dalla centrale Enel di Porto Tolle nel periodo che va dal 2000 al 2006, per verificare se nel corso degli anni vi sia stato un peggioramento delle loro condizioni. Tra gli indagati figurano nuovi e vecchi vertici dell’Enel, nomi del calibro di Fulvio Conti, Franco Tatò e Paolo Scaroni. “Ambientalisti, cittadini e comitati locali – ha continuato l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – protestano già da anni ma, a quanto pare, la logica imprenditoriale dell’azienda persevera sulle fonti non rinnovabili, inquinanti e insostenibili. Come se non bastasse, il sito sorge all’interno di un parco naturale definito ‘patrimonio dell’Umanità’ dall’Unesco e, secondo il progetto dell’Enel attualmente in fase di autorizzazione, dovrebbe essere convertito a carbone per una potenza di 1.980 Megawatt e con un’emissione di CO2 di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno. Se tutto questo avverrà, tra l’altro si avrà un impatto devastante per l’area prossima al delta del Po, con il passaggio di 3.000 chiatte verso l’impianto. Siamo al fianco delle parti offese e attendiamo i risultati dello studio epidemiologico, auspicando che il governo, togliendosi i paraocchi, intraprenda al più presto una strada ecosostenibile per il nostro Paese che ci metta al passo con l’Europa settentrionale”.

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