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Posts Tagged ‘edifici’

Energia: edifici UE più efficienti e “smart” entro il 2050

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

I deputati europei hanno fissato l’obiettivo di costruire nell’UE edifici pubblici e privati a consumo di energia vicino allo zero entro il 2050.L’aggiornamento della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia impone agli Stati membri di elaborare strategie nazionali a lungo termine per sostenere la ristrutturazione efficiente di edifici pubblici e privati, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nell’UE dell’80-85% rispetto ai livelli del 1990.
Questi obiettivi di lungo periodo per la ristrutturazione del parco immobiliare dovrebbero sostenere investimenti e la creazione di nuovi strumenti di finanziamento per cittadini e le imprese, dicono i deputati.Le strategie nazionali seguiranno tabelle di marcia per raggiungere l’obiettivo di un parco immobiliare fortemente decarbonizzato entro il 2050, con tappe intermedie per il 2030 e il 2040. Saranno messi a punto anche indicatori misurabili per monitorare l’attuazione delle strategie nazionali.
La nuova direttiva introdurrà inoltre requisiti sulla mobilità elettrica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli in ristrutturazione, che prevedono la presenza di almeno un punto di ricarica per veicoli elettrici negli edifici in cui saranno presenti più di dieci posti auto. Sarà inoltre necessario installare infrastrutture di cablaggio per la ricarica di veicoli elettrici nei nuovi edifici residenziali e in quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti.
Il testo introduce un “indicatore d’intelligenza”, un nuovo strumento che misura la capacità degli edifici di migliorare la propria operatività e interazione con la rete, adattando il consumo energetico alle esigenze reali degli abitanti. La Commissione europea dovrà sviluppare questo strumento entro la fine del 2019.Sia i nuovi edifici che gli esistenti in cui verranno rimpiazzati i generatori di calore, dovranno essere dotati di dispositivi automatizzati per regolare i livelli di temperatura, mentre saranno inasprite le norme sull’ispezione degli impianti di riscaldamento e condizionamento e sull’automazione degli edifici.La direttiva, già concordata informalmente in prima lettura fra deputati e Ministri UE, è stata approvata in via definitiva con 546 voti a favore, 35 contrari e 96 astensioni.
Una volta approvata formalmente dal Consiglio, la nuova direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Il termine per il recepimento di queste nuove norme nella legislazione nazionale è di 20 mesi.

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Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni e la classificazione sismica degli edifici

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Lunedì 12 e martedì 13 giugno, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), con inizio alle ore 10, si terrà il convegno “LA NUOVA NTC 2017 E LA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEGLI EDIFICI (SISMABONUS)”.
Il 12 giugno, dopo i saluti del Rettore, rappresentato dal Pro Rettore Vicario, prof. Giovanni Franceschini, i lavori saranno aperti dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ing. Massimo Sessa, che presiederà entrambe le giornate.Il Convegno è stato organizzato sotto gli auspici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, su iniziativa della prof.ssa ing. Lorella Montrasio, docente di geotecnica dell’Università di Parma nonché componente del Gruppo di lavoro NTC del CSLLPP.Interverranno al convegno l’on. Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, l’ing. Angelo Tedeschi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma, il Vice Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ing. Giovanni Cardinale, il prof. ing. Franco Braga, dell’Università di Roma La Sapienza e Coordinatore del Gruppo di lavoro NTC del CSLLPP nonché Presidente dell’ANIDIS, i professori che hanno partecipato al Gruppo di Lavoro NTC del CSLLPP: Pietro Croce (Università di Pisa), Piero D’Asdia (Università di Chieti e Pescara), Walter Salvatore (Università di Pisa), Claudio Modena (Università di Padova) e l’ing. Emanuele Renzi, Coordinatore del Servizio Tecnico Centrale del CSLLPP. Alla seconda giornata interverranno il Presidente di ANCE, geom. Gabriele Buia, e i relatori del Gruppo di Lavoro sulla Classificazione del Rischio Sismico del CSLLPP: proff. Mauro Dolce (Università di Napoli Federico II), Walter Salvatore, Franco Braga e il dott. Biagio Eramo.La prima giornata ha lo scopo di tracciare un quadro delle principali novità introdotte dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2017 e di chiarire i contenuti della Circolare Applicativa ed Esplicativa che verrà pubblicata immediatamente dopo la pubblicazione delle Norme. La seconda giornata sarà rivolta ad illustrare i contenuti delle linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni. Gli interventi, che da un lato illustreranno la filosofia che ha mosso il legislatore nella costruzione delle Nuove Norme Tecniche – a garanzia della sicurezza delle costruzioni – e del Sismabonus -introdotto per agevolare la riduzione della classe di rischio degli edifici, valutabile, quest’ultima, anche sulla base delle stesse NTC -, dall’altro evidenzieranno il ruolo del Consiglio Superiore e delle Commissioni che hanno lavorato alla stesura delle Norme Tecniche e delle Linee Guida. I relatori dei contenuti tecnici di entrambe le giornate saranno gli stessi coordinatori e relatori dei Gruppi di Lavoro che, essendo stati attori protagonisti nella redazione, saranno in grado di approfondire gli argomenti con massima competenza. In entrambe le giornate, il focus verterà, oltre che sugli aspetti tecnici, su quelli professionali, fiscali e sulla ricaduta positiva per il comparto dell’edilizia e della progettazione, settori trainanti per l’economia del Paese.

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Acer: Abitazioni intelligenti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

acer reggio emiliaACER Reggio Emilia, l’Azienda Casa Emilia-Romagna della provincia emiliana e Schneider Electric hanno avviato una sperimentazione in linea con quanto definito dal decreto legislativo 102 circa l’obbligo della contabilizzazione e della termoregolazione negli edifici con riscaldamento centralizzato. Il progetto riguarda l’aggiornamento dell’impianto di termoregolazione all’interno di un condominio di edilizia popolare gestito da ACER, composto da 6 appartamenti singoli, in cui Schneider Electric ha provveduto ad installare un sistema wireless composto da valvole termostatiche digitali su ciascun radiatore, smart plug per il controllo e la misurazione di due carichi elettrici, e un pulsante all’ingresso dell’appartamento che consente la selezione di due scenari principali, “entro in casa” ed “esco di casa”, che definiscono un livello di comfort e uno di risparmio energetico. “Si tratta di un’installazione che supera quanto previsto dalla norma e che si pone l’obiettivo di massimizzare i risparmi energetici ottenibili con quanto previsto dal decreto legislativo in oggetto. Wiser, che utilizza una tecnologia senza fili, riduce significativamente il tempo di installazione a poco più di un’ora ad appartamento, evitando al tempo stesso qualsiasi opera invasiva,” precisa Maurizio Arena, responsabile dei sistemi di Home Automation di Schneider Electric. Raggiungibile anche dall’esterno, attraverso smartphone e tablet, o per chi non ha dimestichezza con questi dispositivi, più semplicemente da un “pulsante –scenari” opportunamente posizionato all’interno dell’unità abitativa, Wiser, consente di gestire la propria abitazione in modo semplice e intuitivo. In tal modo, ridurre la temperatura e disattivare i carichi elettrici non prioritari quando si esce di casa sarà un operazione automatica, che permetterà di ottenere all’utente finale il massimo risparmio economico. “La riduzione dei costi dell’abitare risponde alle necessità delle famiglie che oggi hanno difficoltà a sostenere in particolare i costi delle bollette energetiche. Dalla sperimentazione di queste nuove tecnologie attendiamo risparmi variabili tra il 10% e il 20% che rappresentano un sicuro vantaggio rapportato al costo di investimento iniziale. La gestione intelligente degli impianti passa attraverso la consapevolezza dei consumi energetici e il comportamento virtuoso degli abitanti, i quali potranno ottenere una notevole riduzione degli sprechi. Per questo la nostra Azienda è impegnata nella formazione all’uso consapevole delle risorse, in linea con la Direttiva comunitaria 27 del 2012 recepita dal nostro Paese col decreto 102”. Ha commentato Marco Corradi, Presidente di ACER e Coordinatore di tutte le Acer della regione Emilia Romagna. “Schneider Electric e ACER hanno intuito che dietro un’esigenza specifica era possibile costruire insieme un caso esemplare,” conclude Laura Bruni, Direttore Affari Istituzionali di Schneider Electric, “perché l’obbligo di contabilizzazione e termoregolazione per i condomini con riscaldamento centralizzato previsto dal decreto 102 non si riduce ad un vincolo normativo, ma diventa un’opportunità di sviluppo e un’occasione per tutti gli attori di avere accesso a un’economia sostenibile, in cui la tecnologia più evoluta entra nelle case popolari, portando comfort, risparmio energetico e valorizzazione del patrimonio. In un momento in cui il mondo pubblico ed il mondo privato stanno cercando soluzioni concrete per l’ efficientamento del patrimonio edilizio, dal residenziale, al terziario, mettere a disposizione delle istituzioni e del mercato casi virtuosi replicabili consente di guardare con fiducia al futuro.”

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Automazione degli edifici in crescita, grazie a efficienza energetica e nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

frostI proprietari di edifici in tutto il mondo stanno sempre più adottando sistemi di automazione per far fronte ai costi crescenti dell’energia. Poiché gli edifici rappresentano circa un terzo dell’utilizzo di energia a livello globale e contribuiscono in larga misura alle emissioni di gas serra, la necessità di sistemi di automazione non potrà che crescere. Le opportunità per i produttori saranno particolarmente promettenti nelle economie in via di stabilizzazione, come Brasile, Russia, India, Cina, Germania e Stati Uniti, a causa dell’elevata spesa per l’infrastruttura. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Global Building Automation Market”, rileva che il mercato ha prodotto entrate per 5,78 miliardi di dollari nel 2013 e stima che questa cifra raggiungerà quota 7,28 miliardi di dollari nel 2018. I segmenti relativi a data center e ospitalità assisteranno a una rapida crescita grazie all’aumento della diffusione di Internet nei paesi emergenti e all’espansione del mercato del turismo. “Le policy e i regolamenti governativi volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici sospingono il mercato dei sistemi di automazione, specialmente in Nord America, Europa e in alcune parti della regione Asia-Pacifico, – afferma Balaji Anand Sagar, analista di Frost & Sullivan. – Gli operatori del mercato comprendono che questi sistemi sono essenziali per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica fissati dai governi, e stanno offrendo soluzioni affidabili a prezzi competitivi”.
Tuttavia, l’insufficiente chiarezza sui benefici dei sistemi di automazione scoraggia i proprietari di edifici dal prendere in considerazione queste soluzioni nelle fasi di definizione del budget e di formulazione delle offerte. Inoltre, la mancanza di standardizzazione dei prodotti per l’automazione degli edifici nelle diverse regioni diminuisce la fiducia dei clienti. Fornire soluzioni ‘chiavi in mano’ con solide caratteristiche ingegneristiche e di ICT aiuterà le aziende del settore a dare slancio alla propria visibilità in mercati specifici. Anche il rilascio di sistemi di automazione ‘open’ che utilizzano protocolli standard sarà una valida strategia per posizionarsi sul mercato. “I sistemi intelligenti per il controllo degli edifici, il rilevamento dei guasti, la diagnostica predittiva, l’analisi dei big data e la correzione da remoto via cloud plasmeranno il mercato nei prossimi anni, – osserva Sagar. – Inoltre, la connettività ‘open’ e l’interoperabilità consentiranno l’automazione di un ‘Internet dei dispositivi’ molto più ampio, portando il mercato globale dell’automazione degli edifici verso nuove vette”. Lo studio intitolato “Global Building Automation Market” fa parte del programma Building Management Technologies Growth Partnership Service. Altri studi di Frost & Sullivan collegati all’argomento sono: “North America Data Centre Cooling Market”, “World LED Lighting Markets (2013 Update)”, “European Lighting Control Systems Market” e “North American Integrated Facility Management Market”. Tutti i servizi di ricerca compresi nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.

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Scuola: edifici non a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

Mettere subito in sicurezza il 68% delle scuole italiane. A chiederlo e’ il presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno. Infatti, secondo l”indagine del Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics elaborato per Contribuenti.it Magazine, in Italia solo il 43% delle scuole ha il certificato di agibilita’ statica, contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia che chiude la classifica. “Gli italiani vogliono sapere dove vanno a finire i soldi versati con le tasse. Serve maggiore trasparenza. – afferma Vittorio Carlomagno – Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sulla sicurezza, sui giov ani e sulla pubblica istruzione affinche’ tutti gli edifici scolastici siano a norma ed antisismici”. Nel corso della manifestazione Fisco Tour 2013, giunta stamane a Lecce, il presidente Carlomagno ha ricordato che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 32% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilita’ statica, quello di agibilita’ igienico sanitaria, nonche’ il certificato prevenzione incendi. ”Basta con il teatrino della politica. Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo in carica deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, riconquistando la fiducia dei contribuenti italiani. I dati statistici – conclude Carlomagno – dicono che solo un cittadino su cinque capisce perche’ paga le tasse. Solo con la tax compliance si puo’ combattere l’evasione fiscale”.

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Obbligo certificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2013

La conversione in legge del Dl 63/2013, avvenuta con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 3/8/2013 della Legge 90/2013, ha confermato la vigenza della nuova certificazione energetica degli edifici APE (attestato di prestazione energetica) che va a sostituire l’ACE (attestato di certificazione energetica).
Le nostre norme, fino all’intervento di questo decreto, non erano conformi ai dettami europei e per questo motivo siamo stati sanzionati.
E’ stata recepita la Direttiva 2010/31/UE, sanando diverse procedure di infrazione che la Comunita’ Europea aveva avviato contro l’Italia per errati o incompleti recepimenti di Direttive. Procedure che lo scorso giugno sono sfociate in una sentenza di condanna della Corte di giustizia europea. Essenzialmente per la mancanza dell’obbligo di consegnare l’attestato energetico in caso di vendita o locazione di un immobile: le nostre norme, pur prevedendo l’obbligo di indicare in contratto di aver ricevuto informazioni e documentazione energetica sull’immobile, prevedevano una deroga per le locazioni se questa documentazione mancasse al momento della firma del contratto. Non solo, ma in caso di edifici con rendimento energetico basso, il proprietario poteva ovviare all’obbligo consegnando un’auto-dichiarazione di appartenenza alla classe energetica piu’ bassa, la “G”.
Dallo scorso 6 giugno e’ quindi in vigore l’obbligo di allegare ai contratti di compravendita immobiliare e di locazione (quelli nuovi) la nuova attestazione energetica denominata APE, pena la nullità dei contratti stessi.
Il decreto prevede un regime di transizione: fino all’emanazione dei decreti ministeriali che fissano i criteri di calcolo dei nuovi parametri tecnici a cui riferirsi (emanazione che dovrebbe avvenire entro Gennaio 2014), si puo’ redigere il documento riferendosi alle precedenti istruzioni tecniche (inclusa la vecchia certificazione ACE in corso di validita’ -dieci anni). In merito, lo scorso 25 giugno, il ministero dello Sviluppo Economico ha emesso una circolare.
Tutto risolto? Sembra di no. In questi giorni infuria la polemica su questo obbligo, soprattutto nei contratti di locazione, e alcune associazioni di categoria hanno chiesto al Governo di toglierlo, e di farlo in fretta. Un “déjà vu”: nel 2008, con il DL 112/08 venne abrogato l’obbligo che il legislatore aveva introdotto nel 2006 con il D.lgs.311/2006 [6]. A chi rimane in mano il cerino? Al cittadino che si trova di fronte al caos, spesso alimentato anche dalla disinformazione. Non entriamo nel merito su quanto sia o meno giusto dover sborsare dei soldi per munirsi di una certificazione che alcuni ritengono inutile. La direttiva europea c’e’, la si puo’ ignorare, la si puo’ accogliere, ma saltare da un “si’” ad un “no” ci sembra pessimo, anche perche’ le multe che vengono inflitte all’Italia, oltre alla brutta figura che ci fanno fare, vengono comunque pagate coi soldi dei contribuenti… e tanto vale pagare e fare bella figura, e non il contrario. Poi, se qualcuno in sede comunitaria riuscira’ a far levare questo obbligo, convincendo gli altri partner comunitari della sua inutilita’, ci adegueremo. L’importante e’ che il singolo cittadino abbia certezza del diritto…. ma, ed è questa l’ennesima dimostrazione, nel nostro Paese questa è una chimera.

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Edifici a energia quasi zero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Bologna 30 giugno alle ore 15.00 l’Auditorium Enzo Biagi – Biblioteca Sala Borsa – ospiterà l’ultimo appuntamento: esperti del settore, personaggi della politica regionale e dell’Università animeranno un interessante dibattito con la platea per meglio comprendere le tematiche in questione. Si potrà parlare di sostenibilità energetica in relazione ai bisogni effettivi della Regione Emilia Romagna partendo dall’analisi della situazione normativa vigente – che prevede tempi e modalità con cui si deve procedere per ridurre i consumi energetici – fino ad arrivare alle effettive tecnologie, materiali e sistemi costruttivi esistenti. Argomenti, questi, affrontati già nelle tappe precedenti: dagli incontri è spesso emersa l’esigenza di far agire le forze politiche in maniera attiva e concreta, al fine di raggiungere gli obiettivi richiesti dall’Europa. E questo anche attraverso una legislazione innovativa capace di sostenere la possibilità di costruire ad efficienza energetica.
L’obiettivo è raggiungere i risultati dell’anno precedente con Piano Casa Tour 2010 grazie ai quali si è riusciti ad avere l’unico monitoraggio nazionale sull’attuazione dei provvedimenti regionali relativi al Piano Casa, dati che sono stati ripresi in diverse occasioni dalle reti televisive nazionali come la RAI.
Su http://www.edificiaenergiaquasizero.it gli addetti del settore potranno iscriversi gratuitamente ai diversi convegni e sottoporre all’attenzione degli organizzatori quesiti o casi di studio che verranno poi affrontati dai relatori durante l’incontro interessato.

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Riqualificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Adiconsum è profondamente contraria alla proposta del Governo di finanziarli con una nuova tassa sulle bollette del gas Adiconsum chiede alle Commissioni Parlamentari di esprimere parere negativo sulla proposta Nello schema di Decreto Legislativo n. 302, per l’Attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili” si prevede che le risorse per l’erogazione degli incentivi per gli interventi di incremento dell’efficienza energetica negli edifici, siano recuperate mediante contributi a valere sulle tariffe del gas naturale, già gravate, per oltre il 40%, da imposte e tasse nazionali e regionali. Ciò si aggiunge agli altri pesanti oneri che gravano sulle bollette elettriche per finanziare gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. È iniquo che le risorse per la politica energetica dell’Italia siano caricati sulle spalle dei consumatori, anziché sulla fiscalità generale, poiché non tengono conto della progressività del reddito dei cittadini e sono pagati anche dai pensionati con il minimo di pensione.
I consumatori italiani sono stufi di fungere da Bancomat per le esigenze finanziarie del Governo e chiedono alle Commissioni Parlamentari, che stanno esaminando lo schema di Decreto del Governo, di esprimere parere negativo su questa iniqua norma.

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Fisco e riqualificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

La decisione del Governo di non rinnovare le detrazioni fiscali del 55% dei costi sostenuti dai cittadini per la riqualificazione energetica degli edifici, rappresenta un atto di miopia politica che non tiene conto dei risultati sinora raggiunti da questo importante strumento di sviluppo sostenibile introdotto negli ultimi anni in Italia. Infatti, nei tre anni di vigenza delle detrazioni fiscali, questa misura è stata utilizzata da oltre 840mila famiglie o piccole imprese italiane, ha prodotto un giro d’affari di oltre 11 miliardi di euro, un risparmio energetico considerevole e una significativa riduzione delle emissioni inquinanti. Inoltre, ha contribuito in modo decisivo a sostenere, in un momento grave crisi economica, lo sviluppo e l’occupazione in questa importante filiera italiana di piccole e medie imprese, altamente qualificate in un settore strategico come quello dell’efficienza e del risparmio energetico. Il mancato rinnovo rallenta l’uscita dalla crisi, lo sviluppo dell’industria italiana e la riqualificazione del patrimonio edilizio del Paese. Il Governo non è riuscito a trovare i 400 milioni di euro per finanziare la proroga delle detrazioni fiscali. Eppure non sarebbe stato necessario, poiché, come ha bene evidenziato Enea in un recente studio, i 6.1 miliardi di detrazioni a carico dell’erario, sono ampiamente compensati dalle maggiori entrate per lo Stato prodotte dagli oltre 11 miliardi di investimenti indotti dall’incentivo. Infatti, se consideriamo il maggior gettito dell’IVA dovuto all’emersione del lavoro nero, ampiamente praticato in tutta Italia nel settore impiantistico ed edile, i contributi sociali e l’IRPEF di circa 50.000 nuovi lavoratori occupati, la maggiore tassazione derivante dagli utili delle imprese, il medesimo studio dell’Enea stima in oltre 10 miliardi il maggior introito per l’erario derivante dal mantenimento delle detrazioni fiscali. Senza considerare il contributo apportato dalla riduzione delle emissioni di CO2 che permetterà all’Italia di perseguire gli obiettivi dell’Unione Europea e di evitare al Paese il pagamento di pesanti sanzioni. Si chiede pertanto il ripristino di questa importante misura sino a ieri confermata da qualificati esponenti del Governo, che ha funzionato egregiamente incentivando in modo virtuoso un rilevante pezzo di economia, che ha prodotto risultati straordinari in termini di risparmio energetico e di contenimento dei gas serra, che ha permesso l’emersione del lavoro nero in un settore molto sensibile e che non grava sul bilancio dello Stato.

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Edifici a consumo zero

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Arezzo Fiere 27 ottobre alle ore 16,30 presso la Sala Convegni di  e Congressi presentazione delle  più innovative soluzioni per il risparmio e l’efficienza energetica negli edifici e le tecniche impiantistiche più avanzate. Verranno illustrate nel corso del convegno “Risparmio energetico ed efficienza energetica negli edifici”. L’evento è organizzato da Confindustria Arezzo insieme alla sua Sezione ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) all’interno di Abit.ar (rassegna fieristica dedicata alla casa). “L’auspicata ripresa dello sviluppo economico nel nostro paese è fortemente dipendente dalle strategie che saranno adottate nel settore dell’energia e in quei settori coinvolti nei processi legati alla green economy – spiega Giovanni Inghirami, Presidente di Confindustria Arezzo – tra queste, le soluzioni innovative per il risparmio e l’efficienza energetica costituiscono un importante strumento attuativo oltreché una necessaria azione politica e programmatica per conseguire gli obiettivi di crescita ecosostenibile indicati dall’Europa. Con questo seminario vogliamo aggiornare aziende, operatori e privati cittadini sullo stato di attuazione degli indirizzi programmatici e testimoniare le soluzioni impiantistiche più innovative realizzate a questo fine da alcune aziende della nostra provincia”. Oltre ad Inghirami interverranno: Leonardo Cerbai (Architetto libero professionista socio INBAR – Istituto italiano bioarchitettura) “Aspetti generali e situazione della efficienza energetica in Toscana”; Paolo Fulini (Coordinatore regionale dei certificatori Sacert)”Certificazione energetica”; Emiliano Cecchini (Assessore all’innovazione del Comune di Arezzo) “Efficienza ed autosufficienza nel regolamento urbanistico di Arezzo”. Seguiranno le testimonianze di operatori locali del settore: Davide Bonsignore (Project manager Exergy srl) “Off grid integrale: edifici autosufficienti un brevetto aretino”; Andrea Giannotti (Direttore Commerciale Smart House Mabo) “Smart House: la casa intelligente” e Michele Gabiccini (Ditta Arredoline Costruzioni) “L’edilizia delle strutture in legno”. Modererà il convegno Paolo Castiglia (Giornalista economico).

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Messa in sicurezza edifici scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’elenco delle scuole destinatarie degli interventi di messa in sicurezza previsti dall’Intesa tra l’Asssociazione Nazionale Comuni Italiani e il Ministero dell’Istruzione, l’Associazione dei comuni italiani ha invitato gli enti assegnatari del contributo finanziario ad avviare quanto prima le procedure per la stipula delle Convenzioni, che consentiranno l’acquisizione diretta delle risorse assegnate dal primo programma stralcio. Il finanziamento è concesso per gli interventi urgenti di messa in sicurezza, prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali negli edifici scolastici. Il primo piano di interventi ed il relativo riparto della somma stanziata, pari a poco più di 358 milioni di euro, è stato deliberato lo scorso 13 maggio dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 215 del 14 settembre2010). È comunque data facoltà ai Comuni che non intendono procedere direttamente, di avvalersi del Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’affidamento delle diverse attività tecnico-amministrative, proprie di una stazione appaltante. La capacità degli Enti di utilizzare le risorse assegnate e di realizzare gli interventi nel rispetto dei tempi previsti, sarà molto importante anche in previsione delle determinazioni che dovranno essere assunte per il riparto del secondo stralcio.

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Scuola: due edifici su tre non sono a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Mettere subito in sicurezza il 65% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it, l’ associazione dei contribuenti italiani, che ha commissionato uno studio alla KRLS Network of Business Ethics, dal quale emerge che in Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’89% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 64% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 53% dell’Albania che chiude la classifica.  “Per combattere l’evasione fiscale bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici scolastici siano a norma” dic e il presidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno. In occasione del convegno sulla ‘Tax compliance ed evasione fiscale’ tenutosi stamane a Capri, è infatti emerso che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 35% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi.  “Basta con il teatrino della politica, Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, ridando la fiducia ai contribuenti italiani. I dati statistici – ricorda Carlomagno – dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l’evasione fiscale”.

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Edifici silenziosi e intelligenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

E’ stata pubblicata oggi l’attesa norma UNI 11367 “Acustica in edilizia -Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera”. Dopo le norme sulle prestazioni energetiche degli edifici (UNI TS 11300) ecco quindi un altro importante tassello che UNI mette a disposizione degli operatori per affrontare le sfide del costruire a regola d’arte, nell’interesse del cittadino consumatore quando si rapporta al bene principale della propria esistenza come, in genere, è la casa: nel caso specifico la norma definisce la classificazione acustica degli edifici.  La norma, nella sua interezza, è liberamente consultabile presso i “punti UNI” distribuiti in tutto il territorio nazionale.   La classificazione acustica di una unità immobiliare, basata su misure effettuate al termine dell’opera, consente di informare i futuri proprietari/abitanti sulle caratteristiche acustiche della stessa e di tutelare i vari soggetti che intervengono nel processo edilizio (progettisti, produttori di materiali da costruzione, costruttori, venditori, ecc.) da possibili successive contestazioni.  La norma UNI prevede quattro differenti classi di efficienza acustica: si va dalla classe 1, che identifica il livello più alto (più silenzioso), alla classe 4 che è la più bassa (più rumoroso): va considerato che, seppure il livello prestazionale “di base” sia rappresentato dalla terza classe, la stragrande maggioranza degli edifici italiani attualmente esistenti non raggiunge neppure la quarta classe…. La valutazione complessiva di efficienza sarà obbligatoriamente accompagnata da valutazioni per ogni singolo requisito considerato; sono infatti oggetto di classificazione l’isolamento di facciata, l’isolamento rispetto ai vicini (sia per i rumori aerei, sia per i rumori di calpestio) e il livello sonoro degli impianti. Nel caso degli alberghi sono considerati altresì gli isolamenti acustici fra ambienti della stessa unità immobiliare (es. fra le camere).

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Protezione acustica degli edifici

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Il Ministero dell’Ambiente sta per presentare al Governo una proposta di legge che andrà a modificare l’unico riferimento legislativo, insieme alla legge quadro del ’95, a normare in Italia l’annosa questione dell’inquinamento acustico, cioè il Decreto del dicembre del ’97 che definisce i requisiti di protezione acustica degli edifici. La proposta di fatto assorbe la nuova classificazione acustica delle unità immobiliari contenuta in una complessa norma UNI di prossima pubblicazione, che definisce nuovi criteri per la misurazione e valutazione di alcuni requisiti acustici degli edifici. In particolare il decreto introduce una riduzione dell’isolamento di facciata – una delle grandezze più significative contemplate dal DPCM del ’97 – da 40 a 37 decibel, ammettendo anche una tolleranza di 3 decibel, che penalizza non solo i componenti finestrati ma anche le pareti verticali e i tetti. Preoccupata la posizione di AIAS, secondo la quale questo abbassamento dei requisiti diminuirà la capacità di protezione acustica delle pareti, comportando una drastica riduzione del livello di comfort degli immobili con possibili gravi conseguenze sulla salute di cittadini e lavoratori. Caduta la giustificazione di allinearsi agli altri Paesi europei, dove i valori di isolamento acustico sono più elevati o comunque uguali ai valori italiani attuali, AIAS vede nel perverso meccanismo delle lobby il vero motore che sta portando il nostro Paese a introdurre un provvedimento che rischia di incidere pesantemente sulla salute degli italiani. In realtà una casa costruita bene dal punto di vista acustico costa come una costruita male, senza considerare che il rumore è un parametro che incide fortemente sulla quotazione di mercato degli immobili, perchè l’inquinamento acustico influisce pesantemente su molti aspetti della vita quotidiana, dal benessere psicofisico delle persone alla qualità del lavoro.  Questa proposta di legge sembra quindi cozzare pesantemente con la forte sensibilità che il legislatore sta dimostrando nei confronti del benessere e della salute dei lavoratori e, più in generale, delle persone. Basti pensare alla imminente obbligatorietà per i datori di lavoro di misurare lo stress a cui sono sottoposti i dipendenti che, seppur rimandata a fine anno, rimane un capo saldo dell’attuale legislazione in materia di protezione della salute dei lavoratori.

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Efficienza energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

La Commissione Europea ha assegnato (tra 57 concorrenti presentati nel 2009) il suo prestigioso riconoscimento “Best LIFE Environment Project” al progetto “Effenergy” di DuPont, focalizzato su alcune innovative soluzioni per la sostenibilita’ ambientale e l’efficienza energetica degli edifici.  Il progetto Effenergy ha dimostrato le capacita’ di risparmio energetico di due recenti prodotti per edilizia provenienti dai laboratori di ricerca e sviluppo di DuPont: i pannelli per la riduzione dei consumi energetici DuPont(tm) Energain(R) basati su uno speciale materiale a cambio di fase e le membrane DuPont(tm) Tyvek(R) Enercor(R) a bassa emissivita’ e permeabili al vapore. Il consumo energetico e il comfort degli interni, specie nei periodi caldi dell’anno, possono essere sensibilmente influenzati dalla massa termica dell’edificio.  Una temperatura eccessiva degli interni puo’ avere un impatto negativo sul benessere e sulla produttivita’ delle persone e puo’ richiedere un raffreddamento attivo con i conseguenti costi energetici.
DuPont(tm) Energain(R) (www.energain.co.uk) e’ una soluzione innovativa per aggiungere massa termica a un edificio basata su una tecnologia brevettata da DuPont (un particolare materiale a cambio di fase).  I pannelli DuPont(tm) Energain(R) sono utilizzabili nelle strutture edilizie a bassa inerzia, tipicamente soggette a fluttuazioni di temperatura dovute alla mancanza di massa termica.  Sono disponibili in misure standard di 1,0m x 1,2m e 5,26mm di spessore, sono leggeri e facili da installare in pareti e soffitti. Paragonato a soluzioni di massa termica tradizionali, come, per esempio, il cemento, un pannello DuPont(tm) Energain(R) spesso 5,26 mm si comporta come 30 – 40 mm di cemento.
La massa termica aggiunta all’edificio da DuPont(tm) Energain(R) aiuta a stabilizzare la temperatura dell’ambiente interno riducendo gli sbalzi termici fino a 7°C.  Cio’ e’ dovuto alla capacita’ di assorbire e rilasciare calore posseduta dal materiale a cambio di fase incorporato nei pannelli.  Semplificando, il materiale a cambio di fase ha il punto di fusione a 22°C.  A questa temperatura, esso inizia ad assorbire calore dall’ambiente e a immagazzinarlo.  Quando la temperatura degli interni scende a 18°C, il materiale solidifica nuovamente e rilascia il calore nell’ambiente.  Come dimostrato da reali applicazioni, il consumo energetico puo’ essere ridotto in maniera significativa.  Per esempio, i costi di riscaldamento possono ridursi fino al 15% e quelli di climatizzazione fino al 35%.

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Messa in sicurezza delle scuole tra le decisioni del Cipe

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2010

358 milioni di euro saranno destinati alla messa in sicurezza di 1600 edifici scolastici sui circa 6 mila censiti. E’ stato deciso nella seduta del Comitato interministeriale per la programmazione economica che si è riunito a Palazzo Chigi il 13 maggio scorso. Ulteriori 420 milioni di euro sono previsti al completamento del monitoraggio degli edifici. Lo stanziamento per l’edilizia scolastica fa parte del Fondo Infrastrutture ed è pari complessivamente a 765 milioni. “Lo stanziamento definitivo di 358 milioni di euro è un risultato importantissimo. Grazie all’impegno del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e del Ministero delle Infrastrutture, sono stati assegnati 100 milioni in più rispetto ai fondi complessivamente investiti negli ultimi tre anni”. Lo ha dichiarato in una nota il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. “Il Governo – ha concluso Gelmini – continuerà ad impegnarsi su questo fronte come ha sempre fatto, sostenendo il piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici che il Miur ha stabilito il 28 gennaio 2009. Il nostro prossimo passo è il completamento del monitoraggio degli edifici, in vista di un successivo stanziamento di 420 milioni di euro”. L’accordo sul primo stralcio relativo al piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici era stato raggiunto nella Conferenza Unificata del 29 aprile scorso.

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Terremoto in Cile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

Alle 3,34 della scorsa notte, in Cile, un terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter ha colpito il Paese ed è stato determinato dalla rottura di una faglia stimata intorno ai 300 Km.. Per dare una misura della potenza del sisma  basti dire che è stato mille volte più potente di quello che ha colpito Haiti. Il suo epicentro era a circa 90 Km., da Conception e a 325 Km., dalla capitale Santiago e ad una profondità di circa 55 Km. A distanza di poche ore sono seguite altre due forti scosse, rispettivamente di magnitudo 6,2 e di 5,6 gradi, ma di minore durata rispetto alla prima che è stata di un minuto e mezzo. Per quanto la scossa fosse superiore a quella di Haiti i danni materiali sono stati minori mentre il numero provvisorio delle vittime, sino ad ora accertate, è stato di 132 e di tremila feriti. Nella capitale gli edifici hanno tremato a lungo ma hanno resistito. Non si può dire la stessa cosa per la parte vecchia dove le costruzioni sono state ridotte ad un cumulo di macerie. A sua volta il ponte che collega la capitale con  le località situate nell’epicentro del sisma è rimasto danneggiato rendendo più difficoltosi i soccorsi. Vi è stato, inoltre, il blackout della luce e telefonico. L’aeroporto di Santiago è stato chiuso a tempo indeterminato.  Si calcola, inoltre, che non meno di centocinquantamila persone sono rimaste senza casa. Ma il peggio non è stato scongiurato. Ora si ha timore che il terremoto abbia provocato onde alte diversi metri e un primo segnale lo abbiamo avuto con quelle che hanno raggiunto le isole  Juan Fernandez a circa 670 chilometri ad ovest delle coste del Cile e potrebbe significare un tsunami che non solo interesserebbe la costa Cilena ma anche l’Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Polinesia francese, Hawaii, Filippine, le coste del pacifico della Russia, Giappone e Australia. Non solo. In Perù alcune ore dopo il terremoto del Cile è stata registrata una scossa di magnitudo 4,2 della scala Richter. La comunità italiana in Cile è molto numerosa. Risultano iscritti all’Aire, che è l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, cinquantamila persone 500 delle quali abitanti nell’epicentro del terremoto. Di loro sino ad ora non si hanno notizie certe. Per il sismologo Alberto Micheli dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la scossa è stata avvertita da almeno due milioni di persone. Il Cile non è nuovo a terremoti devastanti. Basti pensare che il 22 maggio del 1960 subì una scossa di magnitudo 9,5 con epicentro nella zona della città di Valdivia che provocò un’onda di tsunami alta dieci metri che distrusse sulla costa cilena interi villaggi. Allora imorti furono tremila e i senzatetto due milioni.

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Risparmio energetico

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

Milano, Geze multinazionale tedesca, leader nel mondo in ogni settore di applicazione, dal Retail all’Hospitality, dall’Healthcare all’Office, ha sviluppato un’importante innovazione in termini di risparmio energetico: il software Geze (Geze Energy Zero Emission: Gez.e). Un modello di calcolo e di progettazione per ottimizzare l’ingresso dal punto di vista del Risparmio Energetico. Uno strumento facile ed intelligente che punta la sua attenzione sul risparmio di energia e di emissioni di CO2 per la realizzazione di edifici eco sostenibili. Il programma definisce il sistema ottimale di apertura ottenendo in questo modo un risparmio sia in termini di costi che di energia, con un ritorno d’investimento che può arrivare fino al 120%. Il funzionamento consiste nella valutazione dello scambio di energia dell’ingresso, sia in modo passivo, quindi attraverso la dispersione termica per conduzione, sia attivo tramite lo scambio di aria interna/esterna per effetto dei cicli di apertura/chiusura e del passaggio d’aria nel sistema. Applicabile su qualsiasi automazione Geze, il modello permette di ottimizzare, il tempo di apertura/chiusura delle ante attraverso la scelta di radar unidirezionali che riducono il tempo/ciclo del 30%, oppure consente di scegliere i materiali da usare (profili, vetro, componenti) in modo da ottenere il miglior rapporto prestazioni/prezzo. Per ottenere un ritorno d’investimento più alto bisogna lavorare sul peso della porta e sulla dimensione dei profili.
GEZE GmbH, leader di mercato, design e innovazione, è un fornitore mondiale di sistemi per porte, finestre e tecnologia per la sicurezza. L’azienda, attualmente sviluppa, produce e commercializza tecnologia avanzata che ha influenzato, in modo significativo, i servizi di ingegneria edile con il suo essere sempre all’avanguardia nel progresso. Con 23 filiali, una rete di vendita e di servizio flessibile ed altamente efficiente, e un totale di 2000 dipendenti, la società è rappresentata in tutto il mondo.

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Eur-Marconi con immobili a “Roma tre”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

La Giunta comunale, presieduta dal sindaco Gianni Alemanno, su proposta dell’assessore al Patrimonio del Comune di Roma, Alfredo Antoniozzi, ha approvato la delibera per l’alienazione di immobili a favore dell’Università degli Studi Roma Tre.«Questo provvedimento – dichiara Antoniozzi – consentirà a Roma Tre di avviare il processo di recupero e riuso di aree ed edifici dismessi appartenenti alla storia della città. Un processo che rappresenta per la Capitale un passo importante che non solo permetterà a moltissimi studenti di avere nuove aule, un ambiente più competitivo dove poter studiare, ma che favorirà anche una importante riqualificazione del quadrante Eur-Marconi. L’intervento, infatti,   interessa anche gli immobili dell’ex Vasca Navale e dell’ex scuola Silvia D’Amico, ed è volto ad una vera e propria rinascita urbanistica, culturale e sociale della zona». «In questo modo – conclude  l’Assessore – gli immobili interessati dalla delibera saranno resi funzionali all’attività di una università statale che persegue interessi pubblici condivisi dal Comune di Roma. Attraverso questi interventi di consolidamento patrimoniale, le Istituzioni garantiranno il mantenimento ed il  miglioramento dell’offerta didattica e la sua estensione ad una fascia di utenti sempre maggiore, rendendo concreto e reale il diritto agli studi sancito dalla nostra Costituzione».

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Decreto Abruzzo e la protesta a Montecitorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2009

“Francamente non capisco questa sorta di discriminazione fra prime e seconde case, contenuta nell’attuale Decreto Abruzzo. Sembra come se la seconda casa sia considerata immune dagli eventi tellurici”. Con questa battuta Emiliano D’Alessandro, responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti commenta amaramente le polemiche sorte intorno ai provvedimenti che il governo, seguendo le indicazioni del commissario straordinario Guido Bertolaso, intende prendere nel decreto che oggi verrà votato alla Camera. Contemporaneamente a Montecitorio si svolgerà un sit-in di protesta organizzato da esponenti del centrosinistra e dai sindaci dei comuni abruzzesi colpiti dal sisma, che protestano contro le misure di tale decreto, in particolare la non tutela degli edifici, alcuni siti nei centri storici, considerati seconde case. “Non metto in dubbio che occorra dare priorità al recupero delle prime case – precisa D’Alessandro – tuttavia trovo questa disparità di scelta fanciullesca e sciocca. È necessario tutelare sia i cittadini proprietari di immobili, sia tutte le case danneggiate, senza distinzione alcuna. Per tale motivo appoggio la protesta davanti Montecitorio. Inoltre – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – bisogna valutare bene non soltanto i danni, ma anche i pericoli ad essi legati, poiché dopo il terremoto del 6 aprile scorso, tante strutture sono crollate per problemi idrologici o di instabilità successivi al sisma. Occorre un’analisi caso per caso, così da apportare gli interventi più idonei ad ogni singola situazione”.

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