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Posts Tagged ‘edilizia’

Edilizia pubblica in Lombardia: “con M5S riaprono i cantieri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Mag 2019

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e il Presidente di Regione Lombardia hanno sottoscritto un Accordo di Programma per ‘progetti innovativi di rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale’ che prevede un investimenti di più di 100 milioni di euro.Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: “Gran parte di questi fondi erano bloccati da anni nei labirinti burocratici romani. Grazie a Toninelli e al M5S i cantieri possono finalmente partire. In Lombardia i numeri sono quelli di un’emergenza: solo in Provincia di Milano ci sono 25 mila nuclei familiari in graduatoria in attesa di un alloggio popolare a fronte di circa 6 mila alloggi sfitti e non assegnabili in quanto necessitano manutenzione. È necessario superare la situazione di cronico sotto-finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica, dovuta a scelte politiche sbagliate di Lega e centro-destra, cercando soluzioni per mettere a disposizione maggiori risorse regionali così come sta facendo Toninelli con il Governo.Questo accordo segue quello della conferenza Stato Regioni di settembre con lo stanziamento di 24 milioni di euro per la Lombardia e conferma la sensibilità del Movimento 5 Stelle nonché l’impulso positivo delle politiche per il diritto alla casa che sono tornate centrali nell’attività di governo”. I fondi mobilitati saranno utilizzati per affrontare in parte le principali criticità del settore, come ad esempio:
– la rigenerazione urbana dei quartieri popolari degradati ed in stato di abbandono per un investimento di 48,2 milioni di euro;
– Il recupero degli alloggi popolari sfitti in quanto da manutenere per un investimento di 30 milioni di euro;
– l’espansione del patrimonio residenziale pubblico tramite il recupero di immobili non utilizzati o sottoutilizzati per un investimento di 23,1 milioni di euro.
Inoltre questi investimenti aiuteranno l’economia e le piccole imprese che saranno coinvolte nei lavori necessari.

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Il rilancio dell’edilizia nel tessuto urbano

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

«Il rilancio dell’edilizia, uno dei settori più pesantemente colpiti della crisi decennale che ha investito l’Italia, non può che passare per una vasta e profonda campagna di rigenerazione urbana estesa a tutto il territorio nazionale. Sarebbe un modo per ridare ossigeno a un comparto fondamentale per la vita economica del Paese e, al contempo, riqualificare intere porzioni della Penisola che sono state deturpate da una cementificazione sregolata e selvaggia oppure versano in stato di incuria o abbandono, magari in seguito a fenomeni di spopolamento o per la dismissione di aree industriali e produttive».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Nella sola Roma il potenziale indotto degli interventi sul patrimonio edilizio esistente ammonta a 15,6 miliardi di euro, ma anche i numeri degli altri principali capoluoghi italiani sono impressionanti: il nostro Centro Studi li ha stimati in 7,3 miliardi di euro per Milano, 5,3 per Napoli, 4,8 per Torino, 3,7 per Palermo, 3,2 per Genova, 2,1 per Bologna e per Firenze. Ovviamente i calcoli sono stati fatti solo su quelle operazioni in grado di soddisfare scopi e obiettivi della rigenerazione urbana: su tutti il contenimento del consumo di suolo, il recupero e la riqualificazione di aree dismesse, di edifici abbandonati o inutilizzati, l’efficace riutilizzo dei vuoti urbani.
Alla base di tutto, però, deve esserci la volontà da parte della Pubblica Amministrazione e delle imprese private di collaborare fattivamente su basi comuni. La componente governativa e degli enti locali deve manifestare una chiara volontà di agire non solo a parole ma con precisi interventi normativi, sia semplificando le procedure burocratiche per chi avvia dei percorsi virtuosi sul proprio territorio sia smettendo di rincorrere il consenso elettorale in materia urbanistica. I costruttori, da parte loro, devono rinnegare qualsiasi logica speculatoria che tanti sfregi ha inflitto al nostro Paese nei passati decenni e dimostrarsi pronti a imboccare con decisione la strada dell’innovazione e della sostenibilità. In gioco c’è il futuro di tutti».

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Edilizia: nel 2019 previsti in aumento i mancati pagamenti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

Aumentano insolvenze e mancati pagamenti nel settore delle costruzioni in Italia nel 2019 anche se a un ritmo più contenuto rispetto allo scorso anno. È questo lo scenario descritto dal Market Monitor Costruzioni di Atradius – tra i gruppi leader nel mondo nell’assicurazione dei crediti commerciali, cauzioni e servizi di recupero crediti in Italia ed all’estero – che evidenzia come il 2019 sarà un altro anno particolarmente impegnativo per le aziende del comparto, caratterizzato da una domanda debole e un’ulteriore contrazione dei margini di profitto. A fronte di un aumento seppur contenuto degli investimenti nel segmento residenziale e commerciale (+2% nel 2018), nonostante 1,4 milioni di unità abitative invendute, rimane ancora critica la performance nel campo dell’edilizia pubblica. L’andamento economico del settore per il 2019 è previsto in deterioramento a causa della minore crescita del Pil e dall’aumento dell’incertezza sulle attese dell’economia in generale.Allargando lo sguardo ai principali paesi europei, mentre in Francia si è registrato un forte incremento dei mancati pagamenti nel 2018 e si prospetta un aumento delle insolvenze nel 2019, un peggioramento per il comparto è atteso anche nel Regno Unito dove, a fronte di tempi di pagamento già molto dilatati, da 75 a 90 giorni di media, le insolvenze hanno registrato nel corso del 2018 un incremento del 16% e si prevede che continueranno a crescere anche nel 2019. In sofferenza anche il comparto edile della Danimarca dove si attende un incremento compreso tra il 5% e il 10% dei fallimenti delle aziende del settore, mentre peggiorano i comportamenti di pagamento anche nell’area di Singapore, dove si prevede prosegua l’andamento crescente dielle insolvenze. Ritardi di pagamento e insolvenze stabili nel 2019 invece per il settore edile in Belgio, Germania e sul mercato statunitense. http://www.secrp.com

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Edilizia: persi 539 mila posti di lavoro in 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Dal 2008 al 2017 sono oltre 3,4 milioni i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni a livello europeo, di cui 539 mila solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, il Belpaese ha continuato a perdere posti di lavoro registrando un esiguo aumento di 5 mila unità nel 2017. La flessione di mezzo milioni di occupati ha coinvolto principalmente i lavoratori italiani (-498 mila), specie i più giovani, mentre è nettamente inferiore tra gli stranieri extra-comunitari (-41 mila) e soprattutto tra gli stranieri comunitari, in gran parte romeni, che registrano una flessione di sole mille unità (-0,8%). Allo stesso tempo il lavoro irregolare nel settore è passato dall’11,4% del 2008 al 15,8% del 2016, rendendo l’edilizia il secondo settore produttivo, dopo quello agricolo, con il più alto livello di irregolarità. Un fattore registrato soprattutto nel Mezzogiorno dove quasi un edile su quattro lavora in nero (23,7%); quota che scende al 27,9% nelle regioni del Centro e al 10,4% in quelle del Nord. A causare il crollo dei posti di lavoro la flessione degli investimenti: negli anni presi in considerazione si registra una diminuzione di oltre 70 miliardi di euro, di cui 65 solo nel comparto delle costruzioni. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro nel report “Edilizia, una crisi inarrestabile” sugli effetti della crisi nel settore edile negli anni 2008-2018, che sarà presentato domani a Genova in occasione di “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della decima edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Milano dal 20 al 22 giugno 2019.

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Rilancio edilizia pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

C’è una grande opera pubblica di cui nessun governo ha più voluto occuparsi da decenni, ed è il rilancio dell’edilizia pubblica e popolare per garantire la casa a tutti quelli che non hanno le risorse economiche per reperire un alloggio sul mercato. Più sono aumentati i poveri e si è allargata la forbice della disuguaglianza e meno attenzione è stata posta alla fame crescente di un tetto, con il patrimonio residenziale pubblico ormai ridotto all’osso, appena il 3% dell’intero patrimonio immobiliare del paese. Le grandi opere progettate nel paese spesso sono entrate in conflitto con la salvaguardia del territorio e le stesse esigenze delle popolazioni locali. Rilanciare l’edilizia pubblica, puntando al riuso e al cambio di destinazione di tanto patrimonio abbandonato e/o degradato, incontrerebbe invece il sostegno di tutti quelli che non possono permettersi affitti o mutui incompatibili con il proprio salario, spesso precario e intermittente. Ed avrebbe anche l’effetto di rimettere in moto una parte importante della nostra economia, pensando per una volta alle condizioni di chi è rimasto indietro piuttosto che semplicemente al profitto dei costruttori. Al contrario, quello che hanno fatto finora i governi di centrodestra e di centrosinistra è stato reprimere movimenti e cittadini che hanno occupato per necessità, continuando a tenere bloccata ogni politica della casa. Con il governo Renzi ed il decreto Lupi si è approvato un ulteriore ridimensionamento del patrimonio residenziale pubblico e con i decreti Minniti si è rafforzata la criminalizzazione della gente povera in grave difficoltà, mentre sono aumentati vertiginosamente gli sfratti per morosità. Ora, con il “governo del cambiamento”, la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Mentre nel contratto di governo non c’è traccia di una politica della casa se non nei termini odiosi della repressione delle occupazioni, con la circolare Salvini è partita una nuova fase della guerra contro i poveri. Eppure la casa nel nostro paese resta ancora un diritto, scritto nella Costituzione e confermato da diversi trattati internazionali sottoscritti dall’Italia. Per aggirare la mancanza degli alloggi popolari a fronte di una grande domanda inevasa, la strategia adottata in diverse regioni con apposite nuove leggi regionali è stata finora quella di alzare i criteri per accedervi, provando così a restringere la platea degli aventi diritto. Si introduce il concetto vago ed arbitrario di fragilità, per sottintendere che la casa può essere assicurata soltanto ad individui in condizioni di miseria assoluta. E si continua a favorire l’iniziativa privata, permettendo altro consumo di suolo, nuove costruzioni e cementificazioni, rifiutandosi di affrontare la questione del diritto ad una vita dignitosa per chi non ha i mezzi per accedere ad un alloggio vivibile e decente. Già nel mese di giugno ASIA-USB indirizzò una lettera al Ministro alle Infrastrutture Toninelli per sollecitare un incontro ed una inversione di tendenza. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta.Giovedì 4 ottobre presidi in tutte le città sotto le Prefetture e a Roma sotto il Ministero delle Infrastrutture per il diritto alla casa e contro la guerra ai poveriSabato 20 ottobre tutti a Roma alla manifestazione “Nazionalizzazioni qui ed ora” per il rilancio dell’edilizia pubblica e popolareAsia USB e Federazione del Sociale.

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Ideare materiali innovativi per l’edilizia ecosostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

gruppo EcotilesCamerino. Per ideare materiali innovativi per l’edilizia ecosostenibile: è questa la sintesi di Ecotiles, il progetto europeo finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’azione Life, che vede protagonisti la sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam e l’azienda Grandinetti srl di San Severino Marche, leader nella produzione di materiali a base cementizia.Obiettivo del progetto Ecotiles (www.ecotiles-lifeproject.eu) la creazione di nuovi materiali per l’edilizia in cui una componente importante è proprio quella degli scarti di lavorazione e degli scarti vetrosi e ceramici: è da qui che è nata l’idea di realizzare il Network “Waste”, appunto gli scarti. “Il network – ci spiega la prof.ssa Eleonora Paris, docente Unicam e coordinatrice del progetto – nasce come sviluppo della ricerca diventandone parte essenziale che continuerà poi nel tempo, anche dopo la fine del progetto stesso. L’obiettivo è quello di mettere in sinergia l’università e l’industria per poter creare nuove iniziative, affinché ci siano sempre maggiori interazioni tra le aziende ed i nostri laboratori di ricerca, per creare nuovi materiali innovativi e poter così competere per ottenere anche finanziamenti europei. Sommando le conoscenze scientifiche, le competenze e l’inventiva delle nostre aziende, al lavoro di ricerca prodotto in Ateneo, è possibile ottenere risultati promettenti anche in questo ambito, partendo proprio dalle Marche”.Quella dell’utilizzo di materiale di scarto per la realizzazione di nuovi prodotti è una tematica su cui si sta discutendo molto in Italia e in Europa e che sta suscitando sempre maggiore interesse, come confermato anche dalla recentissima delibera della Regione Marche in cui si prevede che ci sia una percentuale fissa e obbligatoria di rifiuti e prodotti di scarto nei materiali che vengono utilizzati non solo per l’edilizia pubblica ma anche in quella della ricostruzione, che sarà avviata a seguito del sisma dell’ottobre 2016. “E’ importante dunque – ha sottolineato la prof.ssa Paris – aderire al network per avere nuove idee, anche grazie alla collaborazione di nuovi partner, sia dal punto di vista ambientale sia per le aziende per lanciarsi in un mercato molto promettente”.“Nell’ambito del progetto – ha concluso la prof.ssa Paris – abbiamo già organizzato una serie di iniziative e convegni per illustrare le tematiche del progetto, dall’economia circolare alle opportunità di fondi per la ricerca industriale. Il 27 febbraio, poi, si terrà qui a Camerino un incontro che vedrà la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e di altri progetti Life, e che rappresenterà un interessante momento di confronto, di scambio di idee e magari di nuove sinergie con le aziende del territorio”. (foto: gruppo ecotiles)

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Misure straordinarie a sostegno dei lavoratori dell’edilizia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

lavoratori edilizialavoratori edilizia1Recepiti gli accordi sindacali raggiunti dalle parti Ance Fillea, Fenel e Filca in merito a nuove assistenze, riduzione di contributi alle imprese regolari, massima attenzione a salute, sicurezza, istruzione ed informazione con l’APP mobile
Ieri sera il Comitato di Gestione della Cassa Edile di Siena, presieduto da Giannetto Marchettini e dal Vice Presidente Serafino Marino, ha recepito gli accordi sindacali provinciali e deliberato il nuovo regolamento delle assistenze.In sintesi massima attenzione alla salute, sicurezza, istruzione ed informazione; quest’ultima fornendo un’applicazione per smartphone con la quale gli operai riceveranno, in tempo reale, le comunicazioni sulle prestazioni economiche della Cassa. Per favorire la tutela della salute, la Cassa Edile di Siena corrisponderà il rimborso delle giornate lavorative per fare esami diagnostici oltre alle visite specialistiche, già previste come i rimborsi per protesi dentarie, oculistiche, acustiche ed ortopediche.
Un doveroso e particolare impegno per garantire la sicurezza sul lavoro con la fornitura di scarpe antinfortunistiche di altissima qualità.
Le imprese in regola con il pagamento dei contributi e con le ore denunciate otterranno le scarpe antinfortunistiche gratuitamente per gli operai ed una riduzione contributiva dell’1%.
Gli iscritti otterranno anche i rimborsi delle spese sostenute per l’istruzione dei figli e borse di studio dalle medie all’Università.
Infine un rimborso delle spese sostenute presso i CAAF convenzionati per la denuncia fiscale (730).
Marchettini e Marino dichiarano: “In tema di sicurezza le parti sociali provinciali hanno sottoscritto un accordo per avere il rappresentante dei lavori per la sicurezza territoriale (RLST) aderendo all’Associazione Toscana SLC, pertanto le imprese iscritte alla Cassa Edile di Siena potranno avere questo servizio che per almeno tre/quattro anni sarà completamente gratuito.” (foto: lavoratori edilizia)

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Legge di Bilancio 2018: Ancora proroga per le detrazioni fiscali edilizie. Servono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

ministero-finanzeAccendo il pc, “sfoglio” i giornali on-line e tra le prime cose che leggo c’è la firma di Mattarella sul DDL della futura Legge di Bilancio, il cui testo già circola in rete.E tra le proroghe certe, ormai immancabili, ci sono pure quelle sulle detrazioni fiscali per interventi edilizi. Per carità, di certo non c’è niente finché la legge non verrà approvata, ma alcuni “zuccherini” sono immancabili. Spenderò 10.000,00 euro per la ristrutturazione straordinaria di casa? Se il spenderò nel 2018 (com’era per il 2017 e per qualche anno precedente) avrò la possibilità di detrarre dalle tasse 5.000,00 euro. Tutte assieme? Naturalmente no! 500 euro l’anno per dieci. Per mille euro di spesa straordinaria, 100 euro l’anno. Per 500 euro, 50 euro l’anno. E se facessi tutto in nero? Magari l’impresa mi costerebbe un po’ meno, che so io, due o tre mila euro in meno? Cosa mi conviene di più? Mi sento preso un po’ in giro. Compro una casa e pago le tasse, per viverci dentro pago le tasse, per ristrutturarla pago le tasse e se la lascio andare in malora pago le sanzioni. Qual è il senso della detrazione? A che cosa serve veramente? Miprendono in giro? Forse faccio meglio a fare da me…e poi penso non sarebbe meglio stabilire che sui soldi che si spendono per tenere bene la casa in cui si vive non si pagano le tasse, (nemmeno l’IVA)?Fu detto, qualche tempo fa, che era intenzione del Governo “mettere mano al sistema delle detrazioni” per razionalizzarlo e renderlo migliore. Le elezioni sono vicine, però: e forse non è più tempo; o non è mai tempo. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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Roma: Necessaria digitalizzazione su larga scala degli archivi in materia edilizia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

computerRoma. «Qualche mese fa l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori, aveva giustamente rilanciato il progetto di una digitalizzazione su larga scala degli archivi in materia edilizia. Ora, purtroppo, sembra che quell’idea, più che condivisibile, sia stata accantonata, visto che per accelerare l’evasione delle pratiche di condono viene ipotizzato un massiccio ricorso all’autocertificazione. In pratica, quei cittadini che hanno commesso un abuso se lo vedranno sanato in base a una dichiarazione da loro stessi prodotta: una sanatoria al quadrato». Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella regolarizzazione di patrimoni immobiliari.«La situazione dell’ufficio condono di Roma è decisamente complessa e non è un caso che rimangano da evadere ancora circa 200.000 istanze delle 600.000 presentate. Ma non è certo con una deregolamentazione a tappeto che si risolve la questione. Trattandosi di una materia estremamente delicata, una dichiarazione da parte del cittadino non può mai sostituire il lavoro di verifica degli uffici tecnici comunali: il rischio è quello di vedere aumentata l’opacità di un sistema che avrebbe invece bisogno di un salto di qualità proprio sotto il profilo della trasparenza delle procedure.Alle amministrazioni – spiega Simoncini – fa ovviamente gola recuperare gli introiti che deriverebbero dalla lavorazione delle pratiche di condono, soprattutto in una fase in cui gli enti locali faticano tremendamente a reperire risorse finanziarie: a Roma mancano all’appello circa 800 milioni di euro tra oneri concessori, oblazioni, diritti di istruttoria e di segreteria. Ma vanno fatte scelte ponderate e innovative: in Italia appena un Comune su dieci possiede un archivio digitale in materia di condono edilizio, ma per metterlo in piedi basterebbe far pagare a ciascun cittadino che ha presentato domanda una manciata di euro per procedere alla scansione della documentazione prodotta. Anche perché, lavorare le pratiche inevase permetterebbe di avere ingenti risorse da destinare alla messa in sicurezza del territorio e alla demolizione di quanto edificato in spregio delle regole e del buon senso».

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Edilizia: l’internazionalizzazione delle PMI parte dall’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

lussemburgoLussemburgo. Le imprese italiane del settore costruzioni e le opportunità offerte dall’Unione europea e dalle sue istituzioni. Una missione strategica per approfondirne ulteriormente la conoscenza e per veicolare idee e richieste delle aziende è in programma dal 20 al 22 settembre. Tre le tappe previste: Lussemburgo, Bruxelles, Londra.Nel Lussemburgo la delegazione Ance, guidata dal Presidente Comitato estero Pmi dell’Ance, incontrerà esponenti della Bei, la Banca europea per gli investimenti, con in testa il Vice Presidente Dario Scannapieco. Seguirà, a Bruxelles, un confronto aperto con i rappresentanti della Commissione europea su temi diversi, dalla politica di vicinato dell’Unione – con focus su Marocco, Israele, Libano e Georgia – alle potenzialità di aree come i Balcani e l’Europa orientale, alla politica di cooperazione allo sviluppo, alle opportunità di investimento infrastrutturale, fino alle prossime gare d’appalto in ambito Ue. Di grande interesse anche la tappa conclusiva. A Londra la delegazione dell’Associazione costruttori s’incontrerà con i rappresentanti della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Trasporti, energia e ambiente, turismo, edilizia residenziale e commerciale, saranno i settori prioritari sotto i riflettori, esaminati alla luce delle opportunità di finanziamento. Si coglierà l’occasione londinese anche per discutere l’andamento del mercato locale delle costruzioni con contractors del luogo e architetti italiani.“La nostra iniziativa – spiega il Presidente Comitato estero Pmi dell’Ance– avrà un taglio istituzionale e al tempo stesso pragmatico. Abbiamo da tempo messo in atto una strategia finalizzata alla crescita della presenza internazionale delle nostre pmi, con missioni in diversi paesi, particolarmente in un’area dalle grandi prospettive di sviluppo per il comparto, come l’Est Europa. Con la prossima missione vogliamo consentire alle nostre imprese di affinare gli strumenti a loro disposizione, con una migliore comprensione delle diverse modalità di finanziamento assicurate dall’Ue e delle molteplici forme di partnership realizzabili per dare concretezza ai progetti delle pmi. Come sempre, agiamo in un’ottica di sistema. Crediamo che favorire le aggregazioni tra le imprese e il consolidamento di relazioni proficue con realtà istituzionali e intermediari creditizi, a ogni livello, possa permettere al grande patrimonio di creatività e di spirito imprenditoriale dei nostri iscritti di continuare a manifestarsi con successo, proseguendo una crescita estera già in atto, anche per gli effetti della nostra azione”.

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Indagine amministrativa sui piani di zona per l’edilizia economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Mag 2017

campidoglioRoma. “In seguito all’approvazione della mozione per istituire la Commissione d’indagine amministrativa sui piani di zona per l’edilizia economica e popolare il 28 aprile, ci saremmo aspettati maggiore senso di responsabilità da parte delle opposizioni.
Abbiamo chiesto agli altri gruppi politici di indicare 5 dei 10 componenti totali per completare la Commissione, senza ricevere nessuna risposta tempestiva.
Nonostante i solleciti, per velocizzare l’avvio ai lavori, venerdì scorso è stata avanzata una proposta dalla Presidenza dell’Assemblea Capitolina con i nomi dei restanti commissari, designati tenendo conto della massima rappresentatività dei vari gruppi politici dell’opposizione. Vista l’importanza della Commissione rimaniamo sinceramene perplessi da tanto menefreghismo verso una questione che da anni affligge migliaia di cittadini in cerca di giustizia e che le amministrazioni precedenti non hanno affrontato con il dovuto impegno e serietà. Gli amministratori della città devo dimostrare rispetto nei confronti di chi vive a Roma e attenzione ai problemi ancora non risolti. Questo atteggiamento di ostruzionismo francamente è intollerabile perché i cittadini non possono più essere presi in giro. La Commissione non verrà fermata per colpa di altri”. Così in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e il capogruppo M5S Paolo Ferrara.

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Urbanistica, da giunta ok a piani recupero nuclei edilizia ex abusiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2017

campidoglioRoma. Portare infrastrutture di urbanizzazione primaria e servizi pubblici in aree residenziali nate abusivamente e abbandonate per 40 anni. Creare delle comunità e ricucire con il tessuto urbano cittadino quelle zone che hanno vissuto un isolamento colpevolmente tollerato dalle precedenti amministrazioni. Questi gli obiettivi delle tre delibere licenziate oggi dalla Giunta Capitolina, con le quali si adottano i piani esecutivi per il recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva di Via Ardeatina-Villa Balbotti e Via di Santa Fumia, e si approvano le controdeduzioni alle osservazioni sul piano di recupero urbanistico di Ponte Linari-Campo Romano.“Posto che queste aree abusive erano già sanate da leggi precedenti, è giusto che abbiano un’urbanizzazione adeguata – spiega l’assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale Paolo Berdini – anche mediante una piccola densificazione che porterà più abitanti, più presidio e una maggiore civiltà urbana. In questo modo avremo più residenti, in modo che i costi dei servizi si abbassino e che si creino delle vere e proprie comunità. È chiaro che si tratta di uno strumento straordinario, in una città dove si è costruito in maniera scriteriata senza nemmeno prevedere le fogne”. “Si tratta della conclusione, dopo una vicenda lunga e travagliata, dell’iter riguardante zone storiche abusive – precisa – nate con la grande delibera del Comune di Roma del 1978 che ha riguardato 82 nuclei abusivi. Nelle prime due c’è un piccolo ampliamento dell’area edificabile nella vecchia zona abusiva, perché nel tempo attorno era nata una nuova zona abusiva riconosciuta dal Comune. Nel terzo caso approviamo delle controdeduzioni alla osservazioni dei cittadini chiudendo per sempre l’iter procedurale”. “Dopo l’approvazione dell’Assemblea Capitolina – conclude Berdini – una parte di Roma, seppur piccola, tirerà un sospiro di sollievo perché l’amministrazione comunale ha portato a conclusione un procedimento tecnico-amministrativo che dura da decenni”.

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Terremoto, Anaao: in edilizia sanitaria governo privilegi adeguamenti antisismici

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

ospedale«Non è più sufficiente parlare di ammodernamento in modo generico. Se lo stato investe in edilizia sanitaria, voce per la quale purtroppo l’afflusso di risorse è altalenante, il legislatore deve indicare i singoli capitoli dove si deve “ammodernare” e le regioni devono darsi delle priorità di spesa. A nostro avviso il rischio sismico è la priorità assoluta come testimonia l’inagibilità dell’Ospedale di Amatrice». Costantino Troise segretario Anaao Assomed lancia una riflessione a 48 ore dal rovinoso terremoto che tra Marche e Lazio ha fatto oltre 240 vittime. Nel comunicato in cui invita gli iscritti a devolvere un’ora di lavoro per le popolazioni terremotate, Troise sottolinea come, superata la fase di emergenza, si debba provvedere alla messa in sicurezza delle strutture ospedaliere «chiamate a rispondere alle necessità delle popolazioni in momenti di urgenza e di massimo bisogno. Occorre un piano straordinario di investimenti che metta in sicurezza sismica gli ospedali per impedire che vengano a mancare, proprio quando sono più necessari».Troise non mette in discussione l’impegno dei governi nell’edilizia sanitaria. La Finanziaria 2008 stanziò 3 miliardi di euro per ammodernare le strutture e costruire nuovi ospedali, quella del 2015 ha promosso un investimento da 3,3 miliardi sul Fondo edilizia sanitaria, poi però decurtato di 600 milioni per il 2016 e 900 per il 2017. A fronte di tali sforzi, arrivano notizie come quella relativa all’ospedale di Amatrice per il quale non erano stati spesi gli ultimi 2 milioni stanziati. «Non è in discussione l’impegno dello stato – premette Troise – ma “ammodernamento” può significare: ascensori nuovi, una mano di bianco, aria condizionata. Invece, in un paese che vive una catastrofe ogni 5 anni, deve significare prioritariamente adeguamento antisismico. La commissione d’inchiesta parlamentare del 2009 guidata da Ignazio Marino, ricordo, segnala a grande rischio con una scossa di 6,5 gradi Richter il 70% delle strutture presenti in Italia, ma se la scossa scendesse intorno ai 6 gradi Richter, resta a rischio il 60% degli ospedali. Si reindirizzino dunque gli investimenti nell’edilizia sanitaria e scolastica. Le Regioni dovrebbero inoltre decidere modalità e priorità, posto l’obbligo principale di mettere in sicurezza le strutture».
E se i soldi non bastassero? «I Democratici Usa affermano che spesso una ripresa parte da investimenti pubblici: se ciò è vero non si abbia paura in Italia a chiedere flessibilità all’Unione Europea per gli investimenti rivolti a salvare vite umane». Anaao è impegnata anche sul fronte della solidarietà alle popolazioni terremotate e chiama i propri iscritti e tutti i medici e i dirigenti sanitari del Ssn a devolvere 1 ora di lavoro come avvenuto in passato: è sufficiente l’autorizzazione del singolo alla struttura a togliere un’ora di lavoro dagli emolumenti e a devolverla al netto degli oneri riflessi. «Occorreva lanciare un segnale da parte di una categoria bistrattata – dice Troise – ma che di fronte a queste tristi ricorrenze non si tira mai indietro». (Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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Terremoto: Necessario rottamare l’edilizia spazzatura degli anni 1945-1975

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGDai terremoti che Dio ci aiuti? A seguito delle dirette televisive dai luoghi di macerie, disperazione e morte Rai1 da un paio di giorni trasmette la fiction ambientata in un convento di suore “Che Dio ci aiuti”. Ma più che le preghiere a questo nostro Paese serve una classe politica e una società civile che accetti di fare prevenzione sismica. Come ripete da anni l’architetto Aldo Loris Rossi, docente di Progettazione Architettonica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli, bisogna rottamare quella che definisce la spazzatura edilizia post-bellica, senza qualità, interesse storico ed efficienza antisismica, un’azione enorme che riguarderebbe almeno 40mila vani costruiti tra il 1945 e il 1975. E aggiunge che lo Stato riuscirebbe addirittura a risparmiare, se si decidesse di ricostruire tutto secondo criteri come quelli usati in Giappone, piuttosto che cercare di rimediare dopo ogni disastro e terremoto. I costi dei terremoti e deidisastri ambientali tra il 1968 e il 2003 si aggirano intorno ai 146 miliardi di euro. L’Italia ha il 44 per cento del territorio in condizioni di elevato rischio sismico. Significa il 36 per cento dei comuni italiani, oltre 21 milioni di persone. Ricostruzione e prevenzione. In Italia chi è capace di prendere una simile decisione? Preghiamo? (Maria Grazia Lucchiari, consulente Aduc)

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La Commissione Ambiente del Senato approva una risoluzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2015

senato-della-repubblica[1]Di Eleonora Mariano. Per rispondere alla richiesta della Commissione europea, che nel maggio 2015 ha avviato una consultazione pubblica sul tema dell’economia circolare con la finalità di preparare una nuova strategia entro la fine dell’anno, la Commissione Ambiente del Senato ha approvato una risoluzione sull’Economia circolare (scaricabile da QUI) nella quale si evidenzia come l’uso insostenibile delle risorse naturali stia provocando non solo ingenti danni ambientali, ma anche importanti ripercussioni economiche. Nella stessa risoluzione, infatti, si rileva come l’Umanità stia “già superando molti limiti dell’ecosistema planetario causando problemi ambientali seri e preoccupanti: cambiamento climatico, deforestazione, desertificazione, degrado dei suoli, perdita di biodiversità e indebolimento dei servizi ecosistemici”.
Nel documento si affrontano diversi temi, molti dei quali legati al settore foresta-legno-carta come, ad esempio, l’edilizia sostenibile, la progettazione eco-compatibile dei prodotti, l’uso efficiente delle risorse e il Green Public procurement (GPP).
In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, la risoluzione pone l’accento su come un elemento di grande importanza sia l’applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi nell’ambito delle categorie previste dal PAN-GPP (Piano di Azione Nazionale – Politiche acquisti verdi).
Nella risoluzione viene fatto esplicito riferimento al fatto che si dovrebbe prevedere che nei bandi-tipo, sulla base dei quali sono predisposti i bandi da parte delle stazioni appaltanti, siano contenute indicazioni per l’integrazione dei criteri ambientali minimi.
Si ricorda che la certificazione forestale è uno degli strumenti previsti dal PAN-GPP per fornire garanzia dell’origine legale e sostenibile dei prodotti, strumento che assicura un punteggio come criterio ecologico premiante nei bandi (fonte:PEFC Italia)

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Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese straniere

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Le 454mila imprese gestite da stranieri producono quasi 76 miliardi di €, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale. L’edilizia è il settore che tra tutti mostra un maggior peso della componente straniera nella creazione del valore aggiunto (il 13,8%) e la Toscana è la prima regione in cui il valore aggiunto prodotto da aziende gestite da stranieri è più elevato che da altre parti (7,7%). Questi alcune stime realizzate dalla Fondazione Leone Moressa sull’apporto economico delle attività imprenditoriali condotte dagli stranieri in Italia.
Per regione
In Italia le 454mila imprese condotte da stranieri contribuiscono alla creazione del 5,5% del valore aggiunto nazionale. A livello territoriale si possono identificare delle regioni che più di altre mostrano un “contributo straniero” alla ricchezza prodotta più elevato: si tratta della Toscana con il 7,7% del valore aggiunto prodotto da imprese a conduzione straniera, seguita da Emilia Romagna (6,7%) e Friuli Venezia Giulia (6,4%). Ad eccezione dell’Abruzzo che si colloca in questa classifica al quarto posto a livello nazionale, l’Italia si divide in due: al Centro e al Nord dove il contributo degli immigrati si fa più forte, e al Sud dove l’incidenza del lavoro straniero si arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata.
Complessivamente le imprese condotte da stranieri concorrono alla creazione di un valore aggiunto che si aggira attorno al 76 miliardi di €. Tra tutte le regioni la Lombardia è quella in cui la componente straniera produce in assoluto la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto superando i 18 miliardi di € (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Segue a ruota il Lazio (con 9 miliardi di €), il Veneto (10,8%) e l’Emilia Romagna (10,7%).
Per settore di attività
Tra i diversi settori di attività, quello delle costruzioni mostra un maggior contributo degli immigrati alla produzione di valore aggiunto: si tratta del 13,8% di tutta la ricchezza creata dal settore. Segue a ruota il comparto del commercio (con il 10,1% della produzione complessiva), la manifattura (6,6%) e i servizi alle persone (6,3%). Ma sono le aziende che operano nei servizi alle imprese che nel complesso concorrono alla creazione della maggiore ricchezza in termini assoluti: infatti si tratta di quasi 21 miliardi di € (il 27,6% del totale), seguito dai servizi alle persone con 19,7 miliardi di € (26,1%).
Per settore di attività e regione
L’apporto delle imprese condotte da stranieri in termini di creazione di valore aggiunto si differenziano tra regione e regione e tra settore e settore. Si può osservare come nelle aree del Nord gli stranieri siano più attivi nel comparto delle costruzioni, mentre nelle aree meridionali si tratta del commercio.
Nello specifico le regioni che mostrano il maggior contributo straniero alla creazione di valore aggiunto nell’edilizia sono la Liguria (21,5%), la Toscana (21,3%) e l’Emilia Romagna (21,1%). Per quel che riguarda il commercio è la Calabria la regione in cui il contributo straniero si fa più evidente seguito dalla Sardegna (12,5%). La Toscana si differenzia inoltre per la maggiore partecipazione straniera nella manifattura (15,2%), mentre la Lombardia per i servizi alle imprese (5,9%) e alle persone (9,3%).(fonte fondazione leone Moressa)

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Cantieri del Lazio inadempienti in sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

A.S.C. – Associazione per la Sicurezza delle Costruzioni del Lazio – è una libera associazione senza scopo di lucro, costituita nel 2009 dai sindacati regionali dell’edilizia Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, che opera all’interno del sistema Edilcassa con l’obiettivo di rafforzare la tutela, la sicurezza e la salute dei lavoratori del settore. Dall’indagine, che è stata condotta dal 1° novembre 2009 al 31 dicembre 2010 sui cantieri del Lazio, emergono: parapetti assenti o non a norma nel 44,9% dei casi; ponteggi non bene ancorati al terreno o inidonei nel 31,9%; passerelle improvvisate o di fortuna nell’11,4% dei casi, impianti elettrici inadeguati per il 37,1%; assenza presso il cantiere della documentazione di legge per l’11,7%, e molto altro. A seguito dei risultati emersi dall’indagine, condotta mediante visite nei cantieri da parte dei Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (R.L.S.T.) dell’Associazione, A.S.C. ha deciso di lanciare una campagna di informazione sulla sicurezza, che si articolerà in 30 assemblee con i lavoratori dei cantieri del Lazio e nella diffusione di materiale informativo, che partirà domani, 21 giugno, e si concluderà a settembre.

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Una legge per riaprire le “case chiuse”?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2011

“Dalla legge Merlin in poi sono state tante le proposte che si sono susseguite per riaprire le case chiuse in Italia. Abbiamo già avviato una Legge di Iniziativa Popolare in merito e non appena arriveremo alle 50.000 firme necessarie presenterò il tutto alla Corte di Cassazione. La mia proposta però differisce dalle altre in merito al fine ultimo della stessa. Si stima che in media in Italia la prostituzione sia un giro che vale circa 100 milioni di euro al mese e una eventuale tassazione sulla stessa frutterebbe non poco alle casse delle Regioni. Infatti, la nostra idea è proprio quella di lasciare la gestione delle Case di Tolleranza alle Regioni stesse, le quali devono poi investire le entrate del settore in edilizia popolare e in sanità.Non è secondario pensare che con la reintroduzione delle Case Chiuse si arginerebbe la piage delle malattie sessualmente trasmissibili e si darebbe un colpo decisivo allo sfruttamento delle prostitute in molti casi anche minorenni”.Lo dichiara in un comunicato ufficiale il Segretario Romano e Dirigente della Fiamma Tricolore (Destra Sociale, Stefano Tersigni)

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Expo 2015: escludere imprese calabresi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

La proposta del leghista Roberto Castelli di escludere le imprese calabresi dalla partecipazione alle gare di appalto per i lavori legati ad Expo 2015 è una gravissima provocazione di stampo razziale!  Pericolosossima quanto inutile e sciocca. Prima di tutto perchè  la penetrazione della ndrangheta in gran parte delle regioni italiane e in alcune aree dell’Europa non ferma chiudendo il mercato dell’edilizia e riservandolo alle sole imprese del posto. La mafia avrebbe comunque altri sistemi per controllare gli appalti. La proposta, poi, finirebbe per penalizzare soprattutto le imprese calabresi sane, e ce ne sono tante, che operano nel Nord da anni e non hanno contatti con la criminalità. Castelli, in realtà, conferma l’anima razzista della Lega, che prima ha chiesto dipendenti pubblici e docenti solo padani per le loro scuole, ed ora vuole esportare questo metodo anche nell’economia e nelle imprese. Ma attenzione, perchè di questo passo si arriva alla richiesta di espulsione dei calabresi che da decenni vivono al nord e hanno fortemente contribuito alla ricchezza del nord. Una qualcosa che somiglia tanto alle legge razziali del periodo fascista! (On. Franco Laratta)

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Venezia: edilizia in caduta

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Edilizia in caduta libera a Venezia: quasi un terzo delle aziende fallite in provincia l’anno scorso appartiene al settore delle costruzioni. Il dato emerge da uno studio del Cesdoc (Centro Studi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia) sui fallimenti nella circoscrizione di competenza del Tribunale di Venezia nell’anno 2010. Nel dettaglio sono 227 le aziende che hanno dichiarato bancarotta +33,53% rispetto al 2009 (170 fallimenti), un dato che diventa allarmante se paragonato al 2008, con una crescita del +77,34% (128 fallimenti).  Tra i comparti produttivi ad avvertire maggiormente la crisi, oltre alle costruzioni che con 64 fallimenti coprono il 28,19% del totale, le attività manifatturiere (25,55%) ed il commercio all’ingrosso e al dettaglio (22,91%). Da soli questi tre settori equivalgono ad oltre tre quarti delle aziende fallite. Analizzando il segmento dell’edilizia, (che rispetto al 2009 ha registrato un incremento dei fallimenti del +25%) tra le imprese fallite la maggioranza è in forma di società a responsabilità limitata, con 29 imprese fallite su 64 (pari al 45,31%), seguite dalle ditte individuali (29,69%), dalle società in accomandita semplice (15,63%), dalle società in nome collettivo (4,69%) ed infine dalle srl uni personali (4,69%). Un trend che si ripercuote anche a livello globale con le società a responsabilità limitata a detenere la quota più alta (61,23%) del totale fallimenti, con 139 imprese su 227. Per quanto riguarda gli altri due settori, nel confronto con il 2009, i fallimenti nel commercio crescono addirittura del +126%, mentre quelli nel manifatturiero del +57%. Dallo studio del Cesdoc, che ha rilevato i dati direttamente presso la Cancelleria Fallimentare del Tribunale Ordinario di Venezia, emerge che quest’ultimo, nel 2010, ha dichiarato inoltre 25 concordati preventivi, di cui la maggioranza (44%) sono imprese in forma di società a responsabilità limitata. Rispetto al 2009 tale procedura concorsuale è aumentata del +31,58% (19 concordati preventivi), mentre rispetto a due anni prima si registra un vero e proprio boom: +212,50% (8 concordati preventivi nel 2008).

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