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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘edilizia’

Modena: soluzioni innovative per l’edilizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

Al termine dell’intervento, previsto per la fine del 2023, si otterrà un significativo miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza sismica e anche l’ambiente ringrazierà dato che si arriverà ad ottenere una riduzione annuale dell’immissione in atmosfera di 110mila chilogrammi di CO2. È come se sparissero dalla circolazione circa sessanta automobili con motore termico che percorrono 20mila chilometri l’anno. Oggetto di questo trattamento speciale è il blocco di edifici situato a Modena tra via Poletti, via Ricci e via Begarelli, noto in passato come “Ex Società Anonima del freddo”, oggi denominato Condominio Tre Esse. Un complesso caratterizzato dall’utilizzo di tecniche di costruzione differenti che ospita 37 abitazioni, 16 uffici, 9 magazzini, 4 laboratori e 111 autorimesse, attualmente sottoposto alle cure di quattro aziende modenesi particolarmente attente all’adozione di soluzioni innovative, coordinate dallo Studio CGF che si occupa della gestione del Condominio Tre Esse.Sin dallo studio di fattibilità realizzato da Yuppies Services, azienda di progettazione della rete d’imprese RE.ENG, si è fatto ricorso a soluzioni innovative effettuando ad esempio rilievi con il laser-scanner, utili per fotografare in 3D l’involucro edilizio, la cosiddetta modellazione energetica e lo studio degli interventi di miglioramento sismico ed efficientamento energetico dell’involucro edilizio.Cuore del significativo miglioramento che si otterrà a lavori conclusi è l’originale combinazione tra le soluzioni messe a punto da Progetto Sisma e Laminam. Progetto Sisma, giovane azienda cresciuta nell’incubatore del Tecnopolo di Mirandola, in particolare applicherà il sistema “Resisto 5.9”, cappotto termico che consente di ottenere, in un unico prodotto chiavi in mano, un rinforzo sismico delle strutture insieme a un ottimo isolamento termico. Grazie all’effetto scatolare si evita il ribaltamento delle pareti e si garantisce una migliore resistenza dell’intero fabbricato in caso di eventi sismici. I moduli del cappotto sismico sono ancorati alla muratura attraverso uno speciale sistema di tasselli ideato esclusivamente per Resisto 5.9, che vengono rivestiti con una rete in acciaio zincato porta intonaco. Una volta applicato lo strato di intonaco di spessore medio di 20 mm, si ottiene una superficie molto più resistente rispetto ai classici sistemi a cappotto. Su Resisto 5.9. è possibile applicare diverse tipologie di finitura.Nel caso del Condominio Tre Esse si è scelto di affidarsi all’esperienza e alla qualità dei prodotti Laminam, azienda pionieristica che ha rivoluzionato per prima il mercato della ceramica, scommettendo sulla creazione di superfici architettoniche di grandi dimensioni e immettendo sul mercato formati e spessori innovativi. In particolare, contribuisce all’intervento di ristrutturazione con una fornitura di 4.500 metri quadrati di lastre, l’equivalente di 23 campi da tennis, nel formato 500×1000 mm, per il rivestimento esterno della facciata. Tutte le opere sono realizzate da ITI Impresa Generale Spa, azienda storica modenese che occupa oltre 280 persone e vanta un fatturato (anno 2020) superiore ai 63 milioni di euro.

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“Sos imprese, il governo scongiuri una crisi nell’edilizia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

La presidente della commissione Attività produttive della Camera: “Troppi crediti d’imposta da smaltire. L’esecutivo, nel nuovo provvedimento, consenta di poter cedere per quattro volte il credito d’imposta, ed il frazionamento del credito annuale” Firenze, 12 maggio 2022 – “Il Parlamento farà la sua parte con il Governo e migliorerà il testo relativo al credito d’imposta. In questo momento storico, l’esecutivo non può permettersi di affrontare una crisi nel mondo dell’edilizia, che rappresenta la stragrande maggioranza delle Pmi italiane. Il tema è serio perché riguarda migliaia di imprese italiane”. A dirlo è la deputata del Partito democratico, Martina Nardi, in relazione all’ingorgo Superbonus ed ai troppi crediti d’imposta da smaltire che rischiano di creare una crisi di liquidità per le imprese. “Con il recente provvedimento abbiamo fatto passi in avanti sulla possibilità della quarta cessione del credito d’imposta, adesso ci aspettiamo che questa quarta cessione possa diventare la quarta volta e, quindi, si possa da subito far si che le banche vendano ai loro correntisti – spiega Nardi – Inoltre, si renda chiara la possibilità di poter frazionare il credito sia per annualità che per importo”. “Valutare anche la possibilità del prolungamento del credito per poterlo portare in detrazione in un arco di 10 anni, vanno salvaguardati, però, cittadini e imprese evitando l’aumento dei costi bancari. Questo potrebbe sicuramente dare una mano alle aziende che sono in gravi difficoltà” dichiara la deputata del Pd.

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Buoni propositi 2022 per l’edilizia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Per chi opera nel settore dell’edilizia, il 2022 sarà davvero un anno di grande produttività. La Legge di Bilancio 2022, infatti, ha confermato i bonus (Ecobonus e Sismabonus), la possibilità di cedere il credito (che per il proprietario dell’immobile vuol dire lavori a costo zero, senza dover anticipare nulla) e lo sconto in fattura. Oltre alle attese conferme, ci sono ulteriori novità, come l’abbattimento del tetto Isee di 25 mila euro per le abitazioni unifamiliari (le villette) e l’aumento del bonus mobili a 10 mila euro, consentendo di detrarre fino a 5 mila euro, ovvero, il 50% della spesa.Altra novità per il prossimo anno è la revoca dell’obbligo del visto di conformità e di asseverazione per i lavori di importo complessivo inferiore a 10 mila euro e i progetti che rientrano nell’ambito di bonus casa diversi dal 110% o lavori in edilizia libera Per poter usufruire delle agevolazioni statali sulle unifamiliari per tutto il 2022, però, è necessario che almeno il 30% dei lavori del progetto vengano ultimati entro la data del 30 giugno 2022. Una scadenza improrogabile, che gli imprenditori edili devono tener ben presente.“Il prossimo anno potremmo assistere ad un vero e proprio boom del settore, con centinaia di cantieri pronti a partire. – Commenta Guido Alberti, marketer, blogger e imprenditore edile, fondatore di Marketing al Millimetro, agenzia di consulenza strategica per il settore edilizio – A mio avviso, soprattutto le realtà medio piccole, devono iniziare sin da subito a lavorare sull’organizzazione aziendale, per prepararsi a tutto questo lavoro, evitando il rischio di implodere. Per loro la partita si giocherà principalmente su quelli che sono i bonus minori, ma è proprio qui che si concentrerà la maggiore concorrenza. Moltissimi imprenditori, attratti dall’elevato flusso di denaro che muovono gli incentivi, proveranno ad entrare nel settore. In molti avranno dalla loro la possibilità di investire somme maggiori rispetto ai piccoli imprenditori, che, però, avranno il vantaggio di una maggior esperienza”. Del resto, secondo lo studio realizzato da Confartigianato sui dati diffusi dal Ministero dell’economia e della finanza, già nel 2021 l’Italia è stato il primo paese in Europa per dinamismo di investimenti nel settore delle costruzioni. By Alessandro Maola

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Edilizia e salute: le tecnologie per “cambiare aria” e tornare a scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 Maggio 2021

Favorire il rientro degli studenti in aula? Per prima cosa occorre introdurre sistemi di purificazione dell’aria, perché il rischio di trasmissione di virus e batteri in luoghi chiusi è alto e la pandemia lo ha evidenziato. Più in generale il futuro della scuola passa da una nuova impostazione progettuale e dall’utilizzo consapevole delle tecnologie disponibili. Quali? Come sceglierle? Quali i principi fondanti la nuova edilizia scolastica? Sono le principali domande cui risponde il webinar gratuito “L’edilizia scolastica: progetti e tecnologie a tutela della salute e dell’apprendimento” condotto in diretta da Torino e Milano martedì 18 maggio ore 15-17. L’appuntamento è ideato e gestito da Home, Health & Hi-Tech (HHH), progetto di comunicazione e formazione incentrato sul tema del comfort e della salubrità indoor, in collaborazione con il Collegio degli Architetti e Ingegneri di Milano. Per architetti e ingegneri sono previsti 2 crediti formativi. Brid, Helty e Sanixair sostengono l’evento. Iscrizioni su http://www.hhh-cluster.it. Il seminario metterà in luce come la scuola del futuro debba proteggere il benessere di chi la vive e farsi portavoce del significato di abitare in salute e comfort. «Se già prima della pandemia, l’edilizia scolastica non era adeguata agli standard richiesti, oggi le carenze sono spesso abissali – spiega il team di HHH –. Ma gli edifici scolastici sono fra gli immobili più studiati dall’architettura 4.0, con l’obiettivo di rendere l’esistente più efficiente e ripensare i nuovi in funzione del cambiamento della didattica, mettendo al centro esigenze degli utilizzatori». Tra le prime azioni c’è l’inserimento di sistemi per il controllo della qualità dell’aria, che al chiuso è fino a 5 volte più inquinata rispetto all’esterno. Aprire le finestre per cambiarla, lascia all’intuizione personale la gestione di un problema che richiede invece un approccio scientifico. Usare un impianto di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) è più conveniente e sicuro, consente un ricambio uniforme, diluisce CO2, sostanze inquinanti, virus o batteri, filtra l’aria in ingresso dall’esterno, evita di disperdere energia.

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L’edilizia rialza la testa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Nonostante il Covid e la situazione di crisi, dal settore edilizio giungono alcuni segnali che fanno ben sperare. “I dati della Cassa Edile di Arezzo relativi agli ultimi 3 mesi dell’anno 2020 sono in netto miglioramento rispetto all’anno precedente – dice l’Arch. Igor Michele Magini, Presidente Ance Arezzo oltrechè della stessa Cassa Edile – il numero medio di imprese attive sale da 300 a 330, registrando un incremento del 10%; la media del numero di operai impiegati passa da 1.340 a 1.528, con un incremento del 14,03%. Segno più anche per il totale ore lavorate che nel trimestre ottobre/dicembre 2020 crescono del 9,45% rispetto allo stesso periodo del 2019, passando da 489.000 a 535.000; infine la massa salari che cresce quasi del 12%: 6.151.000 euro rispetto ai precedenti 5.493.000. Sono dati che ci incoraggiano a tener duro e ad impegnarci, se possibile, ancora di più rispetto a quanto fatto sinora. Secondo anche quanto diffuso dall’Osservatorio congiunturale Nazionale sull’industria delle Costruzioni, due fattori fanno pensare che nel 2021 si potrà assistere ad un rimbalzo degli investimenti nel settore pari a +8,6%; rimbalzo trainato da opere pubbliche + 7,7% e manutenzione degli edifici +14% (legato al Superbonus 110%) – spiega Magini – ovviamente il ritorno del segno più nelle opere pubbliche è condizionato dalla reale riapertura dei cantieri e dall’effettiva capacità di spesa dell’amministrazione pubblica. Per quanto invece concerne l’incentivo del Superbonus 110%, ci siamo fin da subito attivati su più fronti e a vari livelli con una serie di iniziative, per offrire alle imprese ogni strumento utile a massimizzare le opportunità connesse al provvedimento.

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Nell’anno della pandemia il mattone tiene

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Nel 2020, annus horribilis per moltissimi settori dell’economia, il mattone ha tenuto. Secondo i dati di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), nonostante leggere flessioni registrate nell’ultimo trimestre, l’anno si è concluso con prezzi in aumento del 2% su base annuale. A dicembre la cifra media richiesta per l’acquisto di un’abitazione a livello nazionale è stata pari a 2.025 euro al metro quadro. La crescita è guidata dalle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, dove in un anno i prezzi sono aumentati rispettivamente del 5,2% e del 2,3%. L’andamento al Centro e nelle Isole risulta invece stabile, con oscillazioni positive vicine allo 0, mentre l’unica area del Paese che chiude il 2020 con segno negativo è il Sud, in cui rispetto al 2019 i prezzi sono scesi dello 0,4%.Al quadro relativo alle diverse zone d’Italia si aggiunge quello che divide i grandi dai piccoli centri. Comprare casa nelle metropoli oggi costa quasi il doppio rispetto alle città con meno di 250.000 abitanti, scarto che è stato accentuato dall’andamento dei valori nell’anno appena concluso. I piccoli centri hanno chiuso infatti in negativo, con prezzi in calo dello 0,2%, mentre le grandi città hanno resistito e concluso il 2020 con un aumento dello 0,9%, nonostante anche qui l’ultimo trimestre abbia riportato i primi segni della pandemia (-0,9%).Guardando al dettaglio relativo ai capoluoghi di regione, il più caro di tutti, Firenze (3.976 euro/mq), chiude il 2020 in sofferenza: qui i prezzi delle case in vendita sono scesi dello 0,8% in un anno. Milano segue sul podio e rimane decisamente un caso unico nel suo genere in Italia, con un aumento dei prezzi medi anno su anno pari al 9,2% e una cifra che ha raggiunto i 3.782 euro/mq. Chiude in positivo anche il trend di Roma (+1,5% su base annuale), dove il prezzo medio si ferma a 3.265 euro/mq. Dopo mesi di aumenti, Bologna compete ormai con questi tre grandi centri: i costi hanno superato la soglia dei 3.000 euro al metro quadro e il 2020 si è concluso con un +2,5%.
Rispetto al 2019 le ricerche di abitazioni per sostituzione sono aumentate del 33%, dato giustificato dal ruolo della casa che è tornato a essere centrale dopo l’esperienza del lockdown. La qualità del vivere è diventata fondamentale per le abitazioni che da dormitori sono ritornate a essere fulcro centrale della vita delle persone.
«L’aumento delle ricerche per sostituzione ha innescato un meccanismo che nell’ultima parte dell’anno ha contribuito a rallentare la crescita dei prezzi iniziata l’anno scorso, trend che probabilmente vedremo anche nei prossimi mesi – sostiene Giordano – Chi vuole sostituire la sua casa ne possiede già un’altra da vendere e pur di migliorare il suo abitare in tempi rapidi è disposto a chiedere cifre più accessibili che agevolano così l’accesso alla casa a chi ne sta cercando una. Questo da una parte potrebbe contribuire a un calmieramento dei prezzi nei grandi centri e dall’altra far sì che il numero di compravendite tornerà a crescere nel 2021».

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Crédit Agricole Italia e ANCE: accordo a sostegno dell’edilizia

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

Crédit Agricole Italia e Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) hanno sottoscritto un accordo per sostenere le aziende nell’avvio di interventi di messa in sicurezza sismica e efficientamento energetico sfruttando il nuovo Superbonus 110%, introdotto dal Dl Rilancio. L’obiettivo è quello di supportare il settore delle costruzioni e offrire agli associati soluzioni ad hoc, in
grado di favorire il rilancio del comparto. Le aziende Ance, infatti, potranno accedere a finanziamenti a breve termine e alla possibilità di acquisto del credito d’imposta, così come previsto dal Dl Rilancio. Un impegno che rientra nell’ambito delle numerose iniziative messe in campo dal Gruppo Bancario a sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie italiane. Il Gruppo Bancario, infatti, ha recentemente stanziato 10 miliardi di euro dedicati a finanziamenti e moratorie su mutui e
leasing e sta mettendo a punto un pacchetto di misure per offrire la liquidità necessaria a sostenere il periodo di esecuzione dei lavori coperti da Ecobonus. Con questa partnership, nata dall’ascolto delle esigenze del tessuto economico-produttivo e dall’attenzione per i territori, Crédit Agricole Italia e Ance uniscono le forze per sostenere i progetti di imprese e privati, promuovendo concretamente il rilancio di un settore strategico per il Paese.

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Edilizia post Coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

L’emergenza sanitaria ha causato danni ingenti anche al settore dell’edilizia, che rappresenta il 13% del PIL globale, ma al tempo stesso ha rappresentato un’opportunità di crescita per sperimentare nuovi layout abitativi e rispondere alle esigenze dei consumatori, che dopo mesi di lockdown hanno espresso il desiderio di vivere in ambienti sempre più green e salutari. Uno scenario che ha portato sempre più imprese a focalizzarsi sul modello di “circular economy”, ovvero sull’importanza di riciclare materiali e risorse per mantenerne alto il valore: basti pensare che secondo una ricerca americana del World Green Building Council pubblicata su Recycling Magazine l’81% delle aziende nel settore edilizio che producono materiali chimici e additivi ha deciso di puntare in questa direzione. Ma quali sono i principali trend per il futuro delle costruzioni post Covid secondo gli esperti? Grande attenzione sarà posta alla sostenibilità ambientale e all’importanza di strutturare edifici green che, secondo un’indagine di Harvard Business Review pubblicata su New Indian Express aumenta del 40% la produttività delle persone che lavorano al loro interno.
L’importanza di puntare sull’economia circolare è un pensiero condiviso dal dott. Fabrizio Granieri, Technical Manager e R&D di Chryso Italia, .Ecco infine i 10 principali trend per il futuro delle costruzioni secondo gli esperti:
Focus sul concetto di “circular economy”: la circolarità favorisce nuove opportunità commerciali e garantisce un sistema di raccolta differenziata totale.
Grande attenzione alla sostenibilità ambientale: nel mondo dell’edilizia post Covid sarà fondamentale continuare la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, coinvolgendo persone, aziende e interi settori produttivi.
Spazio agli edifici “green”: aumentano la produttività dei lavoratori, hanno un valore economico, garantiscono un miglior comfort abitativo e un notevole risparmio energetico.
Utilizzo di calcestruzzo drenante: grazie alla sua permeabilità e porosità si adatta alle componenti strutturali degli edifici, migliorandole anche dal punto di vista estetico.
Importanza delle “Net-Zero Emissions”: la riduzione delle emissioni incorporate di carbonio entro il 2050 rappresenta uno degli aspetti principali dello scenario post emergenza sanitaria.
Formazione a distanza: webinar, videoconferenze e corsi di formazione online, sdoganati durante il periodo di lockdown, diventeranno la prassi gestionale delle imprese.
Sanificazione degli impianti: l’emergenza sanitaria ha portato a un netto aumento di richiesta di impianti di aerazione da collocare all’interno delle strutture, in particolar modo griglie, bocchetti e filtri d’aria.
Ripensamento degli spazi: meno postazioni e meno consumi per ripensare a degli ambienti di lavoro “diffusi” e non più centralizzati, soprattutto per quanto concerne gli uffici.
“Smart Buildings” e tecnologia 5G: impianti di connessione ultraveloce che rappresenteranno il nuovo standard in ambito edilizio, favorendo la costruzione di edifici che miglioreranno ambienti e stili di vita delle persone.
Automatizzazione dei servizi: robot, intelligenza artificiale e stampanti 3D saranno all’ordine del giorno nel futuro nelle costruzioni. By Matteo Gavioli

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Edilizia al tempo del coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Focalizzarsi sulla ripartenza e sui nuovi processi organizzativi di dati e sostenibilità, prestando particolare attenzione alla formazione dei propri dipendenti e sostenendo il settore edilizio in questa difficile fase di crisi. Questi gli obbiettivi che hanno spinto Chryso Italia a organizzare webinar e corsi a distanza, sfruttando l’emergenza sanitaria come opportunità di crescita e ribadire l’importanza di un settore primario e trainante per la ripresa economica del Paese. I corsi di formazione sono stati pensati come un importante investimento per divulgare maggiormente il tema della sostenibilità e formare numerosi professionisti del settore delle costruzioni in questo ambito attraverso processi evolutivi capaci di garantire un’elevata qualità delle competenze. Ma non è tutto, perchè l’azienda ha sperimentato questa politica di digitalizzazione implementando lo Smart Working che, nel giro di soli quattro giorni, ha consentito di poter mandare in lavoro agile oltre il 70% dei dipendenti.
“L’emergenza Coronavirus non ha fermato la voglia di crescita e formazione della nostra azienda. Per questo motivo abbiamo erogato dei corsi a distanza per fornire ai nostri dipendenti approfondimenti sul portfolio di prodotti e rinforzare la nostra rete commerciale – ha spiegato Paolo Novello, CEO di Chryso Italia – L’attenzione all’innovazione è parte integrante del nostro DNA e abbiamo notato un grande apprezzamento verso i webinar, utili per illustrare al nostro personale i principali e più recenti aspetti del settore edilizio. Siamo in procinto di organizzare anche dei convegni online con l’ordine degli ingegneri e degli architetti che ci aiuteranno a farci conoscere e illustrare quanto stiamo mettendo in atto in questo periodo. E ancora, in ottica di sicurezza, lo smart working ci ha permesso di continuare a lavorare in tutta serenità durante il lockdown forzato, preservando la salute dei nostri dipendenti”.

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Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Roma Giovedì 27 febbraio 2020, ore 16:30 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 nell’anno europeo del patrimonio culturale, il Dipartimento dei beni culturali del Pontificio Consiglio della Cultura, l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana e il Dipartimento dei Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana, hanno promosso un Convegno con due tematiche attuali e ampiamente discusse: la dismissione di chiese e la gestione integrata dei beni culturali. Puntare l’attenzione sul fenomeno della nuova destinazione d’uso di antichi luoghi di culto si inserisce pienamente nella gestione integrata dei beni culturali della Chiesa. L’ampiezza della problematiche trattate è trasversale e sensibilizza non soltanto le comunità cristiane, ma anche l’opinione pubblica, in virtù della valenza simbolica e rappresentativa delle chiese nel tessuto urbano e paesaggistico.La pubblicazione degli Atti (Ed. Artemide) è una occasione per riprendere la discussione. Dopo il saluto iniziale di P. Nuno da Silva Gonçalves S.J., Rettore della Pontificia Università Gregoriana, interverranno l’Arch. Carlo Birrozzi (Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), la Prof.ssa Maria Vittoria Marini Clarelli (Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali), S.E.R. Mons. Stefano Russo (Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana), S.Em.R. Card. Gianfranco Ravasi (Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura). Modera S.E.R. Mons. Carlos Alberto Moreira Azevedo (Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura).

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Torino: Edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La Città Metropolitana di Torino è impegnata al massimo sui temi dell’edilizia scolastica e della sicurezza. Grazie al lavoro degli uffici e agli interventi effettuati o già programmati l’Ente risponde alle legittime preoccupazioni degli studenti che nelle loro scuole la situazione è sotto controllo e non ci sono particolari emergenze.A margine della manifestazione odierna indetta dagli studenti per rivendicare edifici scolastici sicuri, la Città Metropolitana ricorda le misure già adottate per garantire al territorio un parco-scuole efficiente e pienamente rispondente alle necessità degli allievi.
Sono 30 gli edifici scolastici nel territorio metropolitano torinese coinvolti dagli 11 appalti finanziati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per complessivi 8 milioni di euro nell’ambito del cosiddetto “Decreto Fedeli”, riguardanti la messa in sicurezza dei solai dal fenomeno dello sfondellamento.Alcuni cantieri sono già partiti, come quelli all’Istituto Moro di Rivarolo e all’Ubertini di Caluso, mentre gli altri partiranno a breve. Sono, inoltre, in corso di redazione i progetti esecutivi di quattro interventi sugli istituti Galilei di Avigliana, Dalmasso di Pianezza, Darwin-Romero di Rivoli e Porporato di Pinerolo, per una spesa di 13.150.000 euro, in gran parte finanziata dal MIUR nell’ambito del Piano triennale dell’edilizia scolastica 2018-2020-annualità 2018.I lavori saranno aggiudicati entro il prossimo 30 settembre, fatta eccezione per l’intervento previsto all’istituto Dalmasso di Pianezza, la cui aggiudicazione è prevista entro il 30 dicembre.Sempre nell’ambito del Piano Triennale, sono stati presentati, per l’annualità 2019, 8 progetti definitivi per una spesa prevista di 16.200.000 euro. Per ora sono stati finanziati gli interventi negli istituti D’Oria di Ciriè, Pininfarina di Moncalieri, Albert di Lanzo, Ferrari di Susa, Galilei-Ferrari di Torino e Alberti-Porro di Pinerolo. Le graduatorie sono state comunicate alcuni giorni fa dalla Regione Piemonte.Nella prima parte di quest’anno saranno predisposte le gare per l’affidamento degli incarichi di progettazione finanziati dal MIUR e dal MIT per 13 nuovi progetti definitivi, riguardanti altrettante scuole.

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Sicurezza, approvati emendamenti per l’edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Manovra, l’annuncio del viceministro Ascani: “Via a un Miur a impatto zero”. Pacifico (Udir): “Positivi investimenti e adeguamenti, ma serve intervenire sugli edifici fatiscenti e non a norma, non solo su quelli che garantiscono certi standard. E occorre tutelare i dirigenti scolastici” Via libera a un “pacchetto” di emendamenti alla manovra riguardanti l’efficientamento energetico e l’edilizia scolastica in Commissione Bilancio. A dare l’annuncio, come riporta la stampa specializzata, è Anna Ascani, vice ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Saranno interessati – sottolinea Ascani – gli istituti che soddisfano già i requisiti di sicurezza strutturale. Continuiamo a impegnarci per garantire sicurezza ai nostri studenti, ma dobbiamo impegnarci a promuovere ed educare alla sostenibilità. E in più diamo un concreto aiuto agli enti locali per ridurre le spese correnti sulle utenze”. Gli enti locali selezionati potranno intervenire sugli edifici per migliorare ed efficientare le prestazioni energetiche delle scuole, risparmiando anche sulle spese di gestione degli edificI. Inoltre, vengono semplificate le procedure per la gestione dei fondi, in modo da velocizzare gli stanziamenti e gli interventi. “Grazie alle risorse che arriveranno dal ‘Fondo infrastrutture’ – aggiunge Ascani – continueremo a investire in sicurezza, ristrutturazioni e nuove costruzioni”.

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Edilizia pubblica in Lombardia: “con M5S riaprono i cantieri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e il Presidente di Regione Lombardia hanno sottoscritto un Accordo di Programma per ‘progetti innovativi di rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale’ che prevede un investimenti di più di 100 milioni di euro.Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: “Gran parte di questi fondi erano bloccati da anni nei labirinti burocratici romani. Grazie a Toninelli e al M5S i cantieri possono finalmente partire. In Lombardia i numeri sono quelli di un’emergenza: solo in Provincia di Milano ci sono 25 mila nuclei familiari in graduatoria in attesa di un alloggio popolare a fronte di circa 6 mila alloggi sfitti e non assegnabili in quanto necessitano manutenzione. È necessario superare la situazione di cronico sotto-finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica, dovuta a scelte politiche sbagliate di Lega e centro-destra, cercando soluzioni per mettere a disposizione maggiori risorse regionali così come sta facendo Toninelli con il Governo.Questo accordo segue quello della conferenza Stato Regioni di settembre con lo stanziamento di 24 milioni di euro per la Lombardia e conferma la sensibilità del Movimento 5 Stelle nonché l’impulso positivo delle politiche per il diritto alla casa che sono tornate centrali nell’attività di governo”. I fondi mobilitati saranno utilizzati per affrontare in parte le principali criticità del settore, come ad esempio:
– la rigenerazione urbana dei quartieri popolari degradati ed in stato di abbandono per un investimento di 48,2 milioni di euro;
– Il recupero degli alloggi popolari sfitti in quanto da manutenere per un investimento di 30 milioni di euro;
– l’espansione del patrimonio residenziale pubblico tramite il recupero di immobili non utilizzati o sottoutilizzati per un investimento di 23,1 milioni di euro.
Inoltre questi investimenti aiuteranno l’economia e le piccole imprese che saranno coinvolte nei lavori necessari.

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Il rilancio dell’edilizia nel tessuto urbano

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

«Il rilancio dell’edilizia, uno dei settori più pesantemente colpiti della crisi decennale che ha investito l’Italia, non può che passare per una vasta e profonda campagna di rigenerazione urbana estesa a tutto il territorio nazionale. Sarebbe un modo per ridare ossigeno a un comparto fondamentale per la vita economica del Paese e, al contempo, riqualificare intere porzioni della Penisola che sono state deturpate da una cementificazione sregolata e selvaggia oppure versano in stato di incuria o abbandono, magari in seguito a fenomeni di spopolamento o per la dismissione di aree industriali e produttive».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Nella sola Roma il potenziale indotto degli interventi sul patrimonio edilizio esistente ammonta a 15,6 miliardi di euro, ma anche i numeri degli altri principali capoluoghi italiani sono impressionanti: il nostro Centro Studi li ha stimati in 7,3 miliardi di euro per Milano, 5,3 per Napoli, 4,8 per Torino, 3,7 per Palermo, 3,2 per Genova, 2,1 per Bologna e per Firenze. Ovviamente i calcoli sono stati fatti solo su quelle operazioni in grado di soddisfare scopi e obiettivi della rigenerazione urbana: su tutti il contenimento del consumo di suolo, il recupero e la riqualificazione di aree dismesse, di edifici abbandonati o inutilizzati, l’efficace riutilizzo dei vuoti urbani.
Alla base di tutto, però, deve esserci la volontà da parte della Pubblica Amministrazione e delle imprese private di collaborare fattivamente su basi comuni. La componente governativa e degli enti locali deve manifestare una chiara volontà di agire non solo a parole ma con precisi interventi normativi, sia semplificando le procedure burocratiche per chi avvia dei percorsi virtuosi sul proprio territorio sia smettendo di rincorrere il consenso elettorale in materia urbanistica. I costruttori, da parte loro, devono rinnegare qualsiasi logica speculatoria che tanti sfregi ha inflitto al nostro Paese nei passati decenni e dimostrarsi pronti a imboccare con decisione la strada dell’innovazione e della sostenibilità. In gioco c’è il futuro di tutti».

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Edilizia: nel 2019 previsti in aumento i mancati pagamenti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

Aumentano insolvenze e mancati pagamenti nel settore delle costruzioni in Italia nel 2019 anche se a un ritmo più contenuto rispetto allo scorso anno. È questo lo scenario descritto dal Market Monitor Costruzioni di Atradius – tra i gruppi leader nel mondo nell’assicurazione dei crediti commerciali, cauzioni e servizi di recupero crediti in Italia ed all’estero – che evidenzia come il 2019 sarà un altro anno particolarmente impegnativo per le aziende del comparto, caratterizzato da una domanda debole e un’ulteriore contrazione dei margini di profitto. A fronte di un aumento seppur contenuto degli investimenti nel segmento residenziale e commerciale (+2% nel 2018), nonostante 1,4 milioni di unità abitative invendute, rimane ancora critica la performance nel campo dell’edilizia pubblica. L’andamento economico del settore per il 2019 è previsto in deterioramento a causa della minore crescita del Pil e dall’aumento dell’incertezza sulle attese dell’economia in generale.Allargando lo sguardo ai principali paesi europei, mentre in Francia si è registrato un forte incremento dei mancati pagamenti nel 2018 e si prospetta un aumento delle insolvenze nel 2019, un peggioramento per il comparto è atteso anche nel Regno Unito dove, a fronte di tempi di pagamento già molto dilatati, da 75 a 90 giorni di media, le insolvenze hanno registrato nel corso del 2018 un incremento del 16% e si prevede che continueranno a crescere anche nel 2019. In sofferenza anche il comparto edile della Danimarca dove si attende un incremento compreso tra il 5% e il 10% dei fallimenti delle aziende del settore, mentre peggiorano i comportamenti di pagamento anche nell’area di Singapore, dove si prevede prosegua l’andamento crescente dielle insolvenze. Ritardi di pagamento e insolvenze stabili nel 2019 invece per il settore edile in Belgio, Germania e sul mercato statunitense. http://www.secrp.com

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Edilizia: persi 539 mila posti di lavoro in 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Dal 2008 al 2017 sono oltre 3,4 milioni i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni a livello europeo, di cui 539 mila solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, il Belpaese ha continuato a perdere posti di lavoro registrando un esiguo aumento di 5 mila unità nel 2017. La flessione di mezzo milioni di occupati ha coinvolto principalmente i lavoratori italiani (-498 mila), specie i più giovani, mentre è nettamente inferiore tra gli stranieri extra-comunitari (-41 mila) e soprattutto tra gli stranieri comunitari, in gran parte romeni, che registrano una flessione di sole mille unità (-0,8%). Allo stesso tempo il lavoro irregolare nel settore è passato dall’11,4% del 2008 al 15,8% del 2016, rendendo l’edilizia il secondo settore produttivo, dopo quello agricolo, con il più alto livello di irregolarità. Un fattore registrato soprattutto nel Mezzogiorno dove quasi un edile su quattro lavora in nero (23,7%); quota che scende al 27,9% nelle regioni del Centro e al 10,4% in quelle del Nord. A causare il crollo dei posti di lavoro la flessione degli investimenti: negli anni presi in considerazione si registra una diminuzione di oltre 70 miliardi di euro, di cui 65 solo nel comparto delle costruzioni. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro nel report “Edilizia, una crisi inarrestabile” sugli effetti della crisi nel settore edile negli anni 2008-2018, che sarà presentato domani a Genova in occasione di “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della decima edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Milano dal 20 al 22 giugno 2019.

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Rilancio edilizia pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

C’è una grande opera pubblica di cui nessun governo ha più voluto occuparsi da decenni, ed è il rilancio dell’edilizia pubblica e popolare per garantire la casa a tutti quelli che non hanno le risorse economiche per reperire un alloggio sul mercato. Più sono aumentati i poveri e si è allargata la forbice della disuguaglianza e meno attenzione è stata posta alla fame crescente di un tetto, con il patrimonio residenziale pubblico ormai ridotto all’osso, appena il 3% dell’intero patrimonio immobiliare del paese. Le grandi opere progettate nel paese spesso sono entrate in conflitto con la salvaguardia del territorio e le stesse esigenze delle popolazioni locali. Rilanciare l’edilizia pubblica, puntando al riuso e al cambio di destinazione di tanto patrimonio abbandonato e/o degradato, incontrerebbe invece il sostegno di tutti quelli che non possono permettersi affitti o mutui incompatibili con il proprio salario, spesso precario e intermittente. Ed avrebbe anche l’effetto di rimettere in moto una parte importante della nostra economia, pensando per una volta alle condizioni di chi è rimasto indietro piuttosto che semplicemente al profitto dei costruttori. Al contrario, quello che hanno fatto finora i governi di centrodestra e di centrosinistra è stato reprimere movimenti e cittadini che hanno occupato per necessità, continuando a tenere bloccata ogni politica della casa. Con il governo Renzi ed il decreto Lupi si è approvato un ulteriore ridimensionamento del patrimonio residenziale pubblico e con i decreti Minniti si è rafforzata la criminalizzazione della gente povera in grave difficoltà, mentre sono aumentati vertiginosamente gli sfratti per morosità. Ora, con il “governo del cambiamento”, la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Mentre nel contratto di governo non c’è traccia di una politica della casa se non nei termini odiosi della repressione delle occupazioni, con la circolare Salvini è partita una nuova fase della guerra contro i poveri. Eppure la casa nel nostro paese resta ancora un diritto, scritto nella Costituzione e confermato da diversi trattati internazionali sottoscritti dall’Italia. Per aggirare la mancanza degli alloggi popolari a fronte di una grande domanda inevasa, la strategia adottata in diverse regioni con apposite nuove leggi regionali è stata finora quella di alzare i criteri per accedervi, provando così a restringere la platea degli aventi diritto. Si introduce il concetto vago ed arbitrario di fragilità, per sottintendere che la casa può essere assicurata soltanto ad individui in condizioni di miseria assoluta. E si continua a favorire l’iniziativa privata, permettendo altro consumo di suolo, nuove costruzioni e cementificazioni, rifiutandosi di affrontare la questione del diritto ad una vita dignitosa per chi non ha i mezzi per accedere ad un alloggio vivibile e decente. Già nel mese di giugno ASIA-USB indirizzò una lettera al Ministro alle Infrastrutture Toninelli per sollecitare un incontro ed una inversione di tendenza. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta.Giovedì 4 ottobre presidi in tutte le città sotto le Prefetture e a Roma sotto il Ministero delle Infrastrutture per il diritto alla casa e contro la guerra ai poveriSabato 20 ottobre tutti a Roma alla manifestazione “Nazionalizzazioni qui ed ora” per il rilancio dell’edilizia pubblica e popolareAsia USB e Federazione del Sociale.

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Ideare materiali innovativi per l’edilizia ecosostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

gruppo EcotilesCamerino. Per ideare materiali innovativi per l’edilizia ecosostenibile: è questa la sintesi di Ecotiles, il progetto europeo finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’azione Life, che vede protagonisti la sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam e l’azienda Grandinetti srl di San Severino Marche, leader nella produzione di materiali a base cementizia.Obiettivo del progetto Ecotiles (www.ecotiles-lifeproject.eu) la creazione di nuovi materiali per l’edilizia in cui una componente importante è proprio quella degli scarti di lavorazione e degli scarti vetrosi e ceramici: è da qui che è nata l’idea di realizzare il Network “Waste”, appunto gli scarti. “Il network – ci spiega la prof.ssa Eleonora Paris, docente Unicam e coordinatrice del progetto – nasce come sviluppo della ricerca diventandone parte essenziale che continuerà poi nel tempo, anche dopo la fine del progetto stesso. L’obiettivo è quello di mettere in sinergia l’università e l’industria per poter creare nuove iniziative, affinché ci siano sempre maggiori interazioni tra le aziende ed i nostri laboratori di ricerca, per creare nuovi materiali innovativi e poter così competere per ottenere anche finanziamenti europei. Sommando le conoscenze scientifiche, le competenze e l’inventiva delle nostre aziende, al lavoro di ricerca prodotto in Ateneo, è possibile ottenere risultati promettenti anche in questo ambito, partendo proprio dalle Marche”.Quella dell’utilizzo di materiale di scarto per la realizzazione di nuovi prodotti è una tematica su cui si sta discutendo molto in Italia e in Europa e che sta suscitando sempre maggiore interesse, come confermato anche dalla recentissima delibera della Regione Marche in cui si prevede che ci sia una percentuale fissa e obbligatoria di rifiuti e prodotti di scarto nei materiali che vengono utilizzati non solo per l’edilizia pubblica ma anche in quella della ricostruzione, che sarà avviata a seguito del sisma dell’ottobre 2016. “E’ importante dunque – ha sottolineato la prof.ssa Paris – aderire al network per avere nuove idee, anche grazie alla collaborazione di nuovi partner, sia dal punto di vista ambientale sia per le aziende per lanciarsi in un mercato molto promettente”.“Nell’ambito del progetto – ha concluso la prof.ssa Paris – abbiamo già organizzato una serie di iniziative e convegni per illustrare le tematiche del progetto, dall’economia circolare alle opportunità di fondi per la ricerca industriale. Il 27 febbraio, poi, si terrà qui a Camerino un incontro che vedrà la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e di altri progetti Life, e che rappresenterà un interessante momento di confronto, di scambio di idee e magari di nuove sinergie con le aziende del territorio”. (foto: gruppo ecotiles)

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Misure straordinarie a sostegno dei lavoratori dell’edilizia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

lavoratori edilizialavoratori edilizia1Recepiti gli accordi sindacali raggiunti dalle parti Ance Fillea, Fenel e Filca in merito a nuove assistenze, riduzione di contributi alle imprese regolari, massima attenzione a salute, sicurezza, istruzione ed informazione con l’APP mobile
Ieri sera il Comitato di Gestione della Cassa Edile di Siena, presieduto da Giannetto Marchettini e dal Vice Presidente Serafino Marino, ha recepito gli accordi sindacali provinciali e deliberato il nuovo regolamento delle assistenze.In sintesi massima attenzione alla salute, sicurezza, istruzione ed informazione; quest’ultima fornendo un’applicazione per smartphone con la quale gli operai riceveranno, in tempo reale, le comunicazioni sulle prestazioni economiche della Cassa. Per favorire la tutela della salute, la Cassa Edile di Siena corrisponderà il rimborso delle giornate lavorative per fare esami diagnostici oltre alle visite specialistiche, già previste come i rimborsi per protesi dentarie, oculistiche, acustiche ed ortopediche.
Un doveroso e particolare impegno per garantire la sicurezza sul lavoro con la fornitura di scarpe antinfortunistiche di altissima qualità.
Le imprese in regola con il pagamento dei contributi e con le ore denunciate otterranno le scarpe antinfortunistiche gratuitamente per gli operai ed una riduzione contributiva dell’1%.
Gli iscritti otterranno anche i rimborsi delle spese sostenute per l’istruzione dei figli e borse di studio dalle medie all’Università.
Infine un rimborso delle spese sostenute presso i CAAF convenzionati per la denuncia fiscale (730).
Marchettini e Marino dichiarano: “In tema di sicurezza le parti sociali provinciali hanno sottoscritto un accordo per avere il rappresentante dei lavori per la sicurezza territoriale (RLST) aderendo all’Associazione Toscana SLC, pertanto le imprese iscritte alla Cassa Edile di Siena potranno avere questo servizio che per almeno tre/quattro anni sarà completamente gratuito.” (foto: lavoratori edilizia)

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Legge di Bilancio 2018: Ancora proroga per le detrazioni fiscali edilizie. Servono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

ministero-finanzeAccendo il pc, “sfoglio” i giornali on-line e tra le prime cose che leggo c’è la firma di Mattarella sul DDL della futura Legge di Bilancio, il cui testo già circola in rete.E tra le proroghe certe, ormai immancabili, ci sono pure quelle sulle detrazioni fiscali per interventi edilizi. Per carità, di certo non c’è niente finché la legge non verrà approvata, ma alcuni “zuccherini” sono immancabili. Spenderò 10.000,00 euro per la ristrutturazione straordinaria di casa? Se il spenderò nel 2018 (com’era per il 2017 e per qualche anno precedente) avrò la possibilità di detrarre dalle tasse 5.000,00 euro. Tutte assieme? Naturalmente no! 500 euro l’anno per dieci. Per mille euro di spesa straordinaria, 100 euro l’anno. Per 500 euro, 50 euro l’anno. E se facessi tutto in nero? Magari l’impresa mi costerebbe un po’ meno, che so io, due o tre mila euro in meno? Cosa mi conviene di più? Mi sento preso un po’ in giro. Compro una casa e pago le tasse, per viverci dentro pago le tasse, per ristrutturarla pago le tasse e se la lascio andare in malora pago le sanzioni. Qual è il senso della detrazione? A che cosa serve veramente? Miprendono in giro? Forse faccio meglio a fare da me…e poi penso non sarebbe meglio stabilire che sui soldi che si spendono per tenere bene la casa in cui si vive non si pagano le tasse, (nemmeno l’IVA)?Fu detto, qualche tempo fa, che era intenzione del Governo “mettere mano al sistema delle detrazioni” per razionalizzarlo e renderlo migliore. Le elezioni sono vicine, però: e forse non è più tempo; o non è mai tempo. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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